Conferenza stampa post FBC GRAVINA – Brindisi con i mister Summa e Ragone e il calciatore Tuninetti. Forza ragazzi!💛💙
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Conferenza stampa post FBC GRAVINA – Brindisi con i mister Summa e Ragone e il calciatore Tuninetti. Forza ragazzi!💛💙
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Con otto vittorie – e due pareggi – nelle prime dieci partite, la Nuova Spinazzola ha chiaramente lanciato il guanto di sfida per la promozione al prossimo campionato d’Eccellenza. La squadra di mister Schiavone guida infatti il Girone A di Promozione con quattro lunghezze di vantaggio sul Foggia Incedit.
Merito di questo importante avvio di stagione va dato anche alla vena realizzativa di Francesco Loconte. “È un risultato frutto di sacrifici e duro lavoro. Questo gruppo tutto i giorni in allenamento ce la mette tutta e poi ovviamente abbiamo tanta qualità, quindi è un risultato che mi aspettavo“, ha ammesso il bomber andriese – già nove centri all’attivo – in esclusiva ai microfoni di CalcioWebPuglia.it.
Intanto i biancoblù sono reduci dal pari (0-0) che gli ha imposto il Bitritto Norba domenica scorsa all’Alen Fasciano: “Loro erano preparati. Non era facile perché hanno giocatori di qualità e sapevo che sarebbe stato uno scontro alla pari – chiarisce Loconte –. Avendo giocato tre partite in una settimana abbiamo accusato un po’ di stanchezza“.
Il pronto riscatto è già dietro l’angolo. Fra tre giorni, infatti, la Nuova Spinazzola farà visita alla seconda della classe, il Foggia Incedit: “È un campo ostico e loro una buona squadra, messa bene in campo ed organizzata. Sicuramente sarà una partita intensa e spettacolare. Che vinca il migliore!“.
Ma nella lotta per la promozione non c’è soltanto la squadra di Enrico La Salandra da battere: “Sicuramente il Bitritto: è organizzata e con giocatori di qualità. Con loro ed il Foggia Incedit, secondo me, ce la giocheremo fino alla fine“.
In chiusura una nota a livello personale. Su venticinque gol realizzati, ben sedici portano la firma del duo Loconte-Lomuscio, un feeling nato qualche anno fa in Prima Categoria sotto i colori della Virtus Andria: “Oltre all’esperienza della Virtus con Lazzaro c’è un feeling anche al di là del campo – conclude –. C’è molto affiatamento, siamo un gruppo speciale. Questo è ciò che ogni domenica, oltre alla qualità, ci dà la giusta determinazione per vincere ogni partita o almeno per provarci“.
RIPRODUZIONE PARZIALE O TOTALE CONSENTIVA PREVIA CITAZIONE FONTE CALCIOWEBPUGLIA.IT
Raffaele Sergio, ex difensore che ha indossato in Serie A diverse maglie fra cui Lazio e Torino, ha dato la sua chiave di lettura in merito al Girone H di Serie D ai microfoni di TuttoCampo.it: “Il girone H di serie D è forse tra i più competitivi d’Italia. L’ho fatto personalmente 4 anni fa con la Cavese. Casertana, Bitonto, Audace Cerignola, FC Francavilla e Lavello, sono le squadre che credo lotteranno fino alla fine, comunque questo è un girone tosto e difficile”.
Una vittoria in quel di Marigliano giunta al fotofinish, sette giorni prima tre reti rifilate alla capolista Bitonto: l’FBC Gravina sembra aver dato la svolta al suo campionato nel Girone H di Serie D.
“Per quanto riguarda la partita con la Mariglianese, direi che abbiamo fatto una grande vittoria su un campo difficile e contro una squadra rognosa. Non abbiamo fatto una grande partita, ma lo sapevamo che sarebbe stato difficile. Si sa che, quando si va in Campania, non è mai facile vincere“, ammette il capitano della formazione di mister Summa, Giuseppe Chiaradia, in esclusiva ai nostri microfoni.
Nona stagione per l’attaccante classe ’92, gravinese doc, il quale ricorda che la debacle interna – inaspettata – col Matino di fine Ottobre ha dato la scossa giusta alla squadra: “Dopo quella sconfitta è cambiato l’atteggiamento di ognuno di noi. Sappiamo che non dobbiamo commettere più quegli errori perché siamo una squadra con tanti nuovi elementi e diversi giovani. Quindi la prima cosa che non deve mai mancare è l’atteggiamento in campo“.
Dopo queste due importanti vittorie (Bitonto e Mariglianese) i murgiani non si possono nascondere. I playoff sono alla loro portata? “Per quanto riguarda i playoff lasciamo questo discorso agli altri, che sicuramente sono squadre allestite per gareggiare nelle posizioni alte della classifica – chiarisce Chiaradia -. Noi dobbiamo a salvarci e quello resta il nostro obiettivo primario. Poi è normale che dare continuità ai risultati, giocando con serenità, qualcosa in più della semplice salvezza ce la può far immaginare. Ma, ripeto, prima viene la salvezza“.
E la salvezza, come tiene a precisare il capitano del Gravina, passa anche dalle prossime due gare contro il Brindisi (in casa) e poi in trasferta a Francavilla in Sinni: “Domenica giochiamo in casa contro un Brindisi che si è rinforzato e che, comunque, vorrà fare punti per risalire in classifica. Certamente non sarà una gara semplice, ma noi abbiamo già concesso vari punti in casa e non dobbiamo ricadere sugli errori fatti in passato. Dobbiamo volere la vittoria ad ogni costo. Poi andremo a Francavilla, squadra che si sta giocando il podio e sarà durissima, in quanto hanno un allenatore (Nicola Ragno ndr.) che conosce a memoria questa categoria ed è il valore aggiunto di questa squadra. Noi, magari, cercheremo di fargli uno sgambetto…“.
RIPRODUZIONE PARZIALE O TOTALE CONSENTIVA PREVIA CITAZIONE FONTE CALCIOWEBPUGLIA.IT
Fonte: Tele Regione Official Youtube channel
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La conferenza stampa post partita di Mariglianese – FBC Gravina con i tecnici Summa e Ragone e il difensore gialloblù Luca Di Modugno 👇💛💙⚽️ #fbcgravina #chebelloè
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Fonte: U.S. Lecce Official Youtube Channel
Presentato il nuovo back-sponsor della maglia dell’U.S. Lecce
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Alberto Urban, ex giocatore di Genoa ed Avellino – fra le altre – ha commentato ai microfoni di TuttoCampo.it il momento che sta attraversando in Girone A d’Eccellenza: “Sto vedendo che questo campionato si sta allineando con tre squadre in fuga, Barletta, Corato e San Severo e poi sotto c’è il vuoto. Bisogna vedere ancora qualche partita per vedere se Corato e San Severo riescono a stare dietro al Barletta che ne ha vinte 8 su 8 e non sono poche! Non è semplice avere un cammino del genere, restare imbattuti è sinonimo di un grande gruppo – ha ammesso Urban -, ricordo di aver vissuto una situazione simile anche io quando due anni fa ho raggiunto la promozione in serie D con il Comprensorio Vairano a zero sconfitte. È vero che la squadra di Farina viene dall’uno a zero contro il Vieste ma si sa che i campionati sono difficili e dunque soprattutto fuori casa i tre punti sono sempre importanti! Il Corato viene pure da un bel risultato di 2-0 in casa e domenica vedremo due belle partite interessanti ovvero Barletta-UC Bisceglie e Manfredonia-Corato e credo che un po’ più facile sarà per la capolista che gioca in casa quindi la formazione nero-verde deve stare molto attenta al Manfredonia – ha precisato -, quest’ultima una formazione importante guidata da un bravo tecnico. Credo che dobbiamo aspettare ancora 4-5 partite per vedere quali saranno le squadre che potranno giocarsi lo spareggio finale per la serie D ma soprattutto sono curioso quali saranno le squadre che avranno più forza per stare dietro al Barletta!“.
Pasquale Padalino è stato intervistato dal Corriere del Mezzogiorno in merito alla situazione nel Girone C di Lega Pro che – attualmente – vede il Bari al comando. “Rispetto alle altre, ha senz’altro qualcosa in più. Quella del Bari è anche una risposta al campionato recedente, quando era favorito insieme alla Ternana. Facendo un’analisi complessiva, altre squadre rispondono positivamente, altre meno. Monopoli, Taranto o Virtus Francavilla sorprendono, per esempio. Altre si riprenderanno, come Avellino e Juve Stabia“, ammette l’ex difensore del primo Foggia targato Zeman.
Su Juve Stabia-Bari commenta: “Per la Juve Stabia è un banco di prova, soprattutto caratterialmente. Il Menti può essere un punto a favore, può dare carica ed energia. Per il Bari può essere un’ulteriore conferma. Deve continuare a dare la sensazione di poter vincere con tutti. I punti di distacco sul resto non sono tantissimi ma neanche pochi. Un buon risultato metterebbe un sigillo al suo periodo positivo“.
“Rispetto alla Ternana dello scorso anno, il Bari è un po’ diverso – evidenzia mister Padalino -. Gli umbri davano sempre la sensazione di dominare la partita e di poter segnare da un momento all’altro. Il Bari sta confermando le sue potenzialità, immagino che acquisirà sempre più mentalità. Ha giocatori come Antenucci, Simeri, Botta, D’Errico, che hanno giocato in B e A e sono uno
stralusso per la C. Forse finora sono mancati i colpi dei singoli“.
Poi la virata della lunga intervista – da foggiano doc è sulla formazione che quest’anno vede il tecnico boemo nuovamente al timone dopo tanti anni: “Zeman com’è? È sempre lo stesso. Lamenta ancora un risultato diverso da ciò che vorrebbe proporre, ma c’è da dire che il Foggia è una squadra ribaltata dall’anno scorso. Ora siamo a un punto in cui il tempo ora stringe perché dopo quattro mesi una squadra deve aver memorizzato i princìpi del suo allenatore. Credo possa arrivare ai playoff ma anche ambire
alle prime posizioni. Il calcio di Zeman non è di un’altra epoca. Con noi negli anni Novanta, quando sorprendemmo ovunque, era un po’ l’eccezione del calcio italiano. Era innovativo, ma oggi grazie alla tecnologia e allo studio gli allenatori si sono aggiornati, il livello si è alzato e lui non è più una sorpresa“
Si parla anche del Lecce – altra sua ex squadra sia da giocatore che da allenatore -, attualmente al terzo posto in Serie B: “Il Lecce si è assestato, ha trovato la giusta quadra, si è amalgamato bene. Era forte e doveva solo mettere a punto alcune situazioni. C’è stato il cambio di modulo, ha giocatori esperti, fino alla fine può dire la sua e giocarsi il campionato“.
Sulle rivali del Bari Padalino cita: “Dico Catanzaro e Palermo. Le altre per valori assoluti non danno la sensazione di cambiare la partita con giocate individuali dei giocatori. E poi è anche un fatto di storia. Alcune soprese ci sono, come Turris, Foggia, Taranto (che può essere la sorpresa delle sorprese). La Juve Stabia invece è un bel po’ in ritardo“.
E, da pugliese, la chiosa è anche sulla piazza di Monopoli che non sta per niente sfigurando fin qui: “Ha avuto momenti iniziali
molto confortanti, poi è calato, ora si è ripreso con qualche successo di fila. Sta nelle parti alte della classifica, ma non so se riuscirà a mantenere questa costanza“.
Estate 2011: Il Bari, appena retrocesso dopo una disastrosa stagione, riparte dalla Serie B. La stanca e contestata presidenza Matarrese affida la squadra alla confermata guida del Ds Angelozzi che sceglie Vincenzo Torrente per la panchina. Il mercato, povero economicamente, si basa su diversi elementi ex Gubbio con cui Torrente ci ha appena vinto la Serie C. Tra questi vi è un roccioso difensore che sfiora i due metri e ha il vizio del gol. Un giocatore che, ben presto, con il suo 55 sulle spalle conquisterà l’affetto dei tifosi per la sua grinta e il suo impegno a guidare la difesa biancorossa.
Stiamo parlando, chiaramente, di Martino Borghese, difensore classe 1987 nativo di Basilea in Svizzera. Per lui 46 presenze in biancorosso condite da 4 reti nelle stagioni 2011/2012 e la prima parte della stagione 2012/2013. Dopo l’addio ai biancorossi, ecco un girovagare per l’Italia centro-settentrionale con le maglie di Pro Vercelli, Spezia, Lugano in Svizzera, Varese, Livorno e Como. Dopo l’esperienza con i lariani, ecco il trasferimento in Serie D tra le fila del Seregno con cui vince un campionato da protagonista e dove attualmente gioca, con i gradi da capitano, nel girone A di Serie C.
In esclusiva ai microfoni di calciowebpuglia, abbiamo ascoltato proprio Borghese per parlare della Serie C analizzando il girone A con ovviamente un occhio di riguardo sulla sua esperienza in biancorosso e sull’attualità con un suo vecchio compagno impegnato nella cavalcata alla B agli ordini di Mignani.
Martino Borghese buonasera da calciowebpuglia. Dopo l’esperienza al Bari e un lungo giro ti ritroviamo al Seregno nel girone A di Serie C. Come procede l’avventura in terra lombarda?
Sono arrivato a Seregno due anni fa quando Davide Erba, un imprenditore importante della Brianza ha deciso di prendere la squadra. Siamo una squadra giovane, onesta con un progetto importante di andare in B in tre anni. Sono davvero contento di essere qua, faccio il lavoro più bello del mondo in un ambiente dove trattano i giocatori come persone piuttosto che come bestie.
Seregno, che come detto, milita nel girone A. Un girone che noi conosciamo poco se non per il Padova dell’ex biancorosso Sean Sogliano e quel FeralpiSalò che ci ha eliminato lo scorso anno ai playoff. Ad inizio anno dicono sempre che il girone C sia quello più duro, più competitivo ma alla fine dei conti spesso salgono squadre del girone A e B. Come ti spieghi questa cosa?
Sono d’accordo che il girone C sia quello più difficile, ho avuto modo di fare i playoff con il Livorno a Francavilla. Dico che, magari, le squadre del girone A e B arrivano più fresche visto il campionato più “facile” e spendono meno energie fisiche e mentali. Inoltre alcune squadre hanno poco da perdere a differenza di una squadra come il Bari dove si vive il calcio come a Napoli o Roma come tifoseria.
E qua veniamo alla tua esperienza in biancorosso. Che ricordo hai di quell’anno e mezzo con il galletto sul petto?
Sono arrivato a Bari da ragazzino facendo errori di scelte e di atteggiamento ma ho dato sempre la vita ed il cuore perchè è una città che mi è rimasta dentro. E’ una città che mi ha fatto sentire calciatore vero e mi ha realizzato il sogno che avevo da piccolino. Per farti capire, quando si andava in pizzeria dopo la partita e si trovava la fila per fare le foto con me. Un ricordo che mi porto dietro e che ti fa sentire un giocatore. A Bari sono stato bene, ci torno sempre e volentieri e ogni anno mi faccio 2-3 giorni in città. Spero anch’io di aver lasciato un buon ricordo e che magari anche l’ 1% dei tifosi si ricordi bene di me.
A proposito di quella squadra, andando a spulciare gli almanacchi, c’era quel Manuel Scavone che ad oggi è una delle pedine fondamentali del Bari a caccia del ritorno in B. Che effetto ti fa rivederlo in maglia biancorossa?
Si, Manuel era mio compagno di stanza in ritiro. E’ un grande, ragazzo favoloso che da l’anima ed è professionale al massimo. Grande come uomo e come giocatore. Sono contento che è lì e di tutti i calciatori che sono passati nella mia carriera è quello che mi ha colpito di più dal lato umano ed è molto legato al Bari.
Seppur a quasi 1000 km di distanza il Bari lo segui ancora?
Certo, quando posso guardo sempre le partite ed i risultati. Non vedo l’ora che…è meglio non dire quella frase perchè sarà un divertimento per tutti. E’ l’anno buono? Non dico nulla per scaramanzia in quanto, se lo dici, succede la cosa opposta (ride).
Nella tua, pur breve, esperienza in biancorosso hai conquistato molti tifosi che tuttora ti ricordano con stima e affetto. Un saluto speciale di Martino Borghese ai tifosi della Bari?
Un grosso saluto e grazie per tutte le emozioni che mi hanno fatto passare. E’ l’unica piazza dove mi sono sentito un giocatore vero apprezzato da tanta gente. E’ qualcosa che rimane, grazie a tutti.
Domanda di chiusura sul futuro di Martino Borghese. A giugno hai compiuto 34 anni…hai già fatto qualche pensierino per quando appenderai i famosi scarpini al chiodo?
Al momento sono concentrato qui al Seregno e farò di tutto per rimanerci fino a fine carriera. Dopo, sicuramente non l’allenatore ma mi piacerebbe rimanere nel calcio in altri ruoli. L’allenatore troppo difficile…deve avere a che fare con quaranta teste tutte diverse l’una dall’altra.
Antonio Genchi
Italo Mattioli è stato intervistato dalla redazione di Tuttocampo.it per parlare del Girone C di Lega Pro. “Se vediamo la forza societaria e quella del collettivo di squadra c’è sin dall’inizio il Bari che si sapeva potesse essere in grado di affrontare un campionato “a parte” rispetto alle altre squadre tra cui quelle più blasonate. Credo che il Bari possieda giocatori tecnici ossia di categoria superiore per la C”, ha ammesso l’ex attaccante – fra le altre – di Foggia e Lecce.
Sul Monopoli Mattioli focalizza così: “E’ una squadra che gioca con alcuni calciatori che sono insieme da più anni ed ha innestato nell’organico alcuni elementi in grado di fare la differenza come appunto Starita“.
Da ex Satanello conclude: “Faccio il tifo per il Foggia essendo cresciuto lì, mi sento tifoso del Foggia! Conosco molto bene mister Zeman e so cosa vorrebbe lui dalle sue squadre, penso ad un calcio propositivo, un calcio sempre all’attacco che in questa stagione si è visto in modo molto alternato. Zeman lì davanti è sempre stato abituato a giocare con 3 giocatori di grande movimento, con tagli e velocità, cosa che non vedo ancora assimilata nelle caratteristiche degli attaccanti di adesso. Sicuramente, però, fino alla fine, sarà un Foggia in grado di giocarsi i play off!“.
Il campionato di serie D è iniziato e, come di consueto, la redazione di notiziariocalcio.com cerca di dar voce al campionato che, più di tutti, comprende l’Italia intera.
Il protagonista di quest’intervista è Danilo Quarto, presidente dell’Audace Cerignola, il quale ci ha cordialmente concesso una chiacchierata, partita da quelle che sono le ambizioni che accompagnano quest’anno la squadra: «Siamo partiti il 9 di agosto pensando di fare un campionato da protagonisti e credo che lo stiamo dimostrando. I campionati del girone H di serie D hanno inizi sempre particolari, basta vedere gli anni addietro; lo scorso anno, ad esempio, al primo posto c’era il Sorrento, qualche anno fa il Francavilla. Le grandi squadre impiegano sempre un po’ di tempo per ingranare. A parte quei 4 giorni, tra la sconfitta di Casarano e poi con l’Altamura, abbiamo dimostrato le nostre qualità; in Salento c’è stata la sacrosanta espulsione dopo 6 minuti del nostro portiere e, chiaramente, la gara è cambiata. Potevamo avere quei 5-6 punti in più, qualche errore grossolano ci ha danneggiato, però alla fine conta il risultato finale e, se non siamo in vetta, lo dobbiamo a noi stessi. Quando la squadra gioca il calcio che mister Pazienza ed il suo staff hanno in mente, facciamo davvero bene; la trasferta di Caserta credo che abbia confermato quanto sto dicendo. Rainone dice che siamo venuti a non fare la partita, ma non sono parole da capitano; noi siamo andati lì a giocare a viso aperto dal 1′ al 90′, non mi sono piaciute le sue parole, avrei tanto volute ascoltarle quando eravamo all’interno dello stadio. In tutta la mia carriera non ho mai parlato di arbitri e mai lo farò; non è ammissibile che dica che abbiamo fatto un gol in fuorigioco ed un altro con un rigore inesistente. Ad ogni modo, stiamo facendo un cammino importante, sono contento di come la squadra riesce ad esprimersi, saremo protagonisti fino a maggio, i campionati non si vincono ad ottobre».
Sul girone: «Da quando è uscito il gruppo, sapevo già che sarebbe stato un girone molto tosto, questo è un girone da serie C, lo sappiamo. C’è molta imprevedibilità, tante squadre di qualità. Su tutte Bitonto, Casertana, Nocerina, noi, Lavello; adesso uscirà bene anche il Nardò che si è affidato a De Candia, lo stesso Francavilla che ha un allenatore che ha vinto tanto come Ragno. Il Casarano è capitanato da un duo argentino, trasmettono tanta grinta alla rosa. Insomma, è un campionato pieno di insidie, noi dobbiamo affrontare tutti con grande compattezza, perché le sorprese sono dietro l’angolo. Guardiamo il Rotonda: lo davano tutti per spacciato, poi sul campo ha preso gli stessi nostri punti…».
Mercato chiuso? «Non è mai chiuso, abbiamo sempre gli occhi aperti, non solo per i campionati locali perché guardiamo anche all’estero e ad altre categorie. Siamo sempre operativi, non perché ci manca qualcosa, ma perché è questa la nostra idea di calcio: quando notiamo qualcuno lo monitoriamo e, se si potrà affondare, lo faremo. Come organico, comunque, ora siamo al completo, seppur dall’avvio del covid il mercato è una barzelletta, dato che è praticamente sempre aperto».
Sul prossimo impegno contro il Nardò: «Vengono dalla vittoria contro una delle favorite, il Lavello. Hanno ripreso entusiasmo dall’arrivo di mister De Candia, hanno in rosa elementi di categoria che possono mettere in difficoltà. Spesso le squadre che ci affrontano si mettono sulla difensiva, a differenza, ad esempio, delle gara di Caserta. Mi auguro che il Nardò venga qui spavaldo, per assistere ad una bella partita».
Sulle dimissioni di Sibilia: «C’è stata una sorta di accanimento da un paio d’anni. Io non mi lamenterò mai, a livello federale hanno avuto attacchi da diversi presidenti, anche per questioni che, a mio avviso, non sono né in cielo né in terra. Ovviamente se arriva una decisione del genere con uno sfogo abbastanza importante, vuol dire che forse qualcosa è successo. Noi dobbiamo dire che questo periodo di covid è stato duro per noi, ma la lega, con determinati contributi, credo sia stata abbastanza vicina a noi. Mi auguro che in futuro ci sia più collaborazione, non serve accanirsi».
Fonte:NotiziarioCalcio.com
Passano gli anni, le società e le squadre ma Michele Salomone e il Bari sono li, al fianco dei baresi, da sempre. Il giornalista barese di RadioNorba è la voce storica dei biancorossi in casa e fuori per raccontare le gesta dei galletti alla radiolina o, magari, in macchina tornando a casa emozionandosi per un gol.
In esclusiva ai microfoni di calciowebpuglia, abbiamo ascoltato Salomone sul momento dei biancorossi all’indomani della pesante sconfitta della “Nuovarredo Arena” contro la Virtus Francavilla per 3-0. Un occhio di riguardo, inevitabilmente, è andato alla conferenza stampa del Ds Polito e alla prossima sfida di Antenucci e compagni contro il Catanzaro sabato pomeriggio allo stadio San Nicola.
A Francavilla il Bari è incappato nella prima sconfitta stagionale al termine di una prestazione che ha lasciato tutti perplessi. Questo calo dei biancorossi ti preoccupa o è qualcosa che la truppa di Mignani supererà senza molti problemi?
Per me si è trattato di un fatto mentale. Impossibile che siano diventati ciucci nel giro di sette o quattro giorni. Impossibile anche che abbiano manifestato un calo atletico come qualcuno sostiene, perché il Bari non è stato in partita neanche nei primi cinque minuti. Ecco perché penso ad un rilassamento mentale. Almeno me lo auguro, perché altrimenti quale sarebbe la causa? Vedremo se questo colpo di tosse è conseguenza di saliva andata di traverso o altro.
Oggi c’è stata la strigliata di Ciro Polito. Quanto è mancato nella gestione De Laurentiis una figura cosi nei momenti difficili?
Per la prima volta dopo tre anni e mezzo abbiamo un direttore sportivo. E ieri lo ha dimostrato sia con la tempestivita’ con cui ha convocato la conferenza stampa, sia per i contenuti. Niente scuse o alibi, abbiamo fatto schifo, ha detto in sostanza. Come non essere d’accordo?
Sabato c’è il big match con il Catanzaro. Tra le fila dei calabresi c’è quel barese doc di Pietro Cianci. Come giudichi la sua avventura in biancorosso nella scorsa stagione?
La giudico positiva perché comunque sino a quando è stato bene fisicamente ha dato il suo contributo (e i suoi punti) al Bari. Consideriamo che ha giocato in una stagione caratterizzata dal doppio cambio in panchina e dall’assenza totale di un direttore sportivo da febbraio ai play off dove ci siamo presentati senza una guida. Fatto senza precedenti nel calcio italiano.
Sei la voce storica del Bari da quel famoso Trapani-Bari ne è passata di acqua sotto i ponti. Quella di sabato sarà la numero? E se ne dovessi prendere una quale sceglieresti?
Sabato? Credo la numero 2184. Sono tante, ma tutte realizzate con grande passione. Questo e’ il 47esimo campionato del Bari che racconto alla radio senza soluzione di continuita’. Sono un privilegiato. La radiocronaca che scelgo, che mi e’ rimasta nel cuore e’ quella dell’8 febbraio 1984. A Torino si giocava la gara di andata degli ottavi di finale della Coppa Italia fra Juventus e Bari. I biancorossi erano in serie C e vinsero per 2-1 con gol all’ultimo minuto di Lopez ponendo le premesse per il superamento del turno ( 2-2 nella gara di ritorno al Della Vittoria gremitissimo). Invitai i tifosi ad accogliere la squadra all’aeroporto e tremila persone si riversarono sulla pista di decollo e atterraggio con fumogeni e bandiere e quindi con rischi pazzeschi che non avevo calcolato. Il giorno dopo fui “strigliato” dal Questore che alla fine mi disse. “pero’ ha fatto una grande radiocronaca!”
Antonio Genchi
Fonte: Tele Regione Official Youtube channel
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Intervenuto ai microfoni di Antenna Sud 85, il tecnico della Team Altamura Luigi Pezzella ha parlato del cammino dei murgiani: “Ad oggi, i punti sono questi. In questo girone, non si possono fare previsioni: sulla carta, Nardò e Gravina sono le squadre alla nostra portata e poi le tre corazzate. Abbiamo preso, contro la Casertana, un gol a cinque minuti dalla fine dopo una grande partita; col Lavello abbiamo commesso degli errori individuali mentre domenica scorsa, col Cerignola, è giunta una vittoria strameritata. Abbiamo fatto una grande partita, sotto tutti i punti di vista. Probabilmente meriteremmo qualche punto in più in classifica, abbiamo pagato a caro prezzo alcuni errori individuali ma siamo pronti a risalire la china. la nostra è una rosa di base giovane, nonostante sulla carta ci siano diversi over: tanti di loro sono dei classe 99. Stiamo cercando di creare un gruppo sotto tutti i punti di vista: ci vuole del tempo per trovare l’amalgama giusta. Noi dobbiamo fare un campionato di salvezza, spero tranquilla: una volta raggiunta, possiamo toglierci delle soddisfazioni”.
Fonte:NotiziarioCalcio.com
Il portiere del Bari Pierluigi Frattali è intervenuto ai microfoni di RadioBari. Il numero uno romano ha parlato del prossimo match col Campobasso.
Queste le sue parole riportate da TuttoBari.com: “Sarà sempre una partita difficile perché da adesso in poi tutte le squadre ci hanno scoperto e ci vorranno tutti battere. Già dalle dichiarazioni che ho sentito in settimana, loro stanno preparando la partita come se fosse una finale chiamando tanta gente allo stadio. Quindi sarà difficile contro una squadra che sta facendo bene, è molto organizzata e concede poco. Noi faremo di tutto per tornare a casa a punteggio pieno. Non dobbiamo commettere l’errore di pensare già al Foggia, perché con il Campobasso sarà un’altra battaglia. Ci penseremo da lunedì. Siamo bravi tutti, ad avere la giusta mentalità sia in casa che fuori. Anzi, per alcune nostre caratteristiche giocare fuori ci può essere anche più congeniale, avendo gente rapida che sa attaccare gli spazi nei momenti in cui le altre squadre si scoprono un po’. In casa invece, come per esempio nella partita con il Monopoli, si mettono tutti dietro e si fatica a trovare spazi. Abbiamo dimostrato di essere forti in difesa aggiungendo gente forte con esperienza. Poi abbiamo ritrovato Celiento che l’anno scorso è stato fuori per 7 mesi e abbiamo Di Cesare che è sempre una garanzia. Io spero di farmi trovare sempre pronto in caso di necessità sia con la voce che con le parate”.
Fonte:TuttoC.com
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