Novoli: Intervista al centrocampista Marasco

Gianni Marcasco

Il Novoli domenica scorsa, nel match contro l’Avetrana, in casa ha perso l’imbattibilità che lo vedeva assicurarsi risultati utili da ben otto giornate. Abbiamo ascoltato, in esclusiva, il centrocampista Gianni Marasco che ci ha parlato della sconfitta di domenica, della sua squadra e della forza del loro gruppo.

Battuta d’arresto contro l’Avetrana. Che partita è stata?
“Purtroppo è stato un match strano. Non abbiamo sottovalutato la partita o creduto potesse essere una partita semplice anche perché hanno calciatori di categorie superiori come ad esempio Candita che proprio contro di noi è andato a segno due volte mettendosi in buona mostra. Abbiamo subìto un gol direttamente su calcio di rigore dopo appena 2’ di gioco e devo ammettere che ci ha spezzato un po’ le gambe. Ce l’abbiamo messa tutta per rimettere in piedi la partita, avendo diverse palle da gol importanti, ma il loro portiere, Petranca, ha salvato il vantaggio in diverse occasioni. Peccato perché erano tre punti fondamentali da conquistare.”

Domenica prossima gara in casa del S. Vito. Che partita ti immagini?
“Il S. Vito è un’ottima squadra ed al match d’andata ce l’hanno dimostrato, infatti abbiamo pareggiato. Siamo comunque un gruppo solido che viene fuori soprattutto con le difficoltà e ce la metteremo tutta anche questa volta. Il nostro mister, Schipa, che è come un padre per me,dice sempre che con le difficoltà i grandi uomini vengono fuori. E noi dobbiamo mettere in pratica i suoi consigli ed i suoi grandi insegnamenti!”.

Che campionato ti immagini fino alla fine?
“Immagino e spero soprattutto, un campionato al vertice e di andare a Putignano o avendo già vinto il campionato o andando lì e giocarci il tutto per tutto. Sarebbe veramente un sogno, ci alleniamo dal 6 di Agosto senza mai credere che avremmo fatto fino ad ora quello che abbiamo fatto. Ci avevano dato come obiettivo una salvezza tranquilla ed invece… vedremo fino alla fine!”

Un grande in bocca al lupo per tutto, Gianni. A te, ed al tuo Novoli.

Valentina Stefanelli – PugliaCalcio24

Virtus Putignano – Castelletti: “Complimenti al Fragagnano”

Prima sconfitta dopo dieci partite per il Putignano di mister Castelletti. Una sconfitta amara che è attutita dalla concomitante caduta dell’altra capolista. Il tecnico barese a fine gara commenta lucidamente: “Non perdevamo da un bel po’ ma ci sta perdere a Fragagnano. Oggi (domenica, ndr) non abbiamo demeritato però non abbiamo giocato come noi sappiamo fare. Nel primo tempo ci siamo praticamente fatti il gol da soli e, in una partita dove è molto importante non prendere gol, questo episodio si è rivelato determinante. Ripeto, ci sta perdere a Fragagnano contro una signora squadra: a loro i miei complimenti e a noi toccherà preparare al meglio la partita con il Laterza, per riprendere la marcia. Poca precisione in avanti? E’ la giusta chiave di lettura del match. Abbiamo giocato bene fino agli ultimi venti, venticinque metri, dove siamo stati poco precisi e concreti. Martedi partiremo analizzando principalmente questo aspetto. Difesa e centrocampo hanno confermato quanto di buono fatto fino ad oggi: non perdevamo da dieci partite, oggi non abbiamo concesso molto ma torniamo a casa con due gol sul groppone. Pronostico? Noi guardiamo a noi stessi senza guardare cosa fanno gli altri. Dal nostro punto di vista, andiamo avanti per la nostra strada considerando che fino al Tricase, tutti possono vincere questo campionato. Considero da perdenti la consuetudine di guardare in casa d’altri per cui tireremo le somme all’ultima giornata“.

calciobiancoverde.it

 

Ascoli: parola a Lonigro, tra pallone e libri

Abbiamo sentito Antonio Lonigro, terzino foggiano classe ’95. Questo il contenuto della nostra chiacchierata.

È arrivata la convocazione nella selezione regionale: te l’aspettavi?
No, non me l’aspettavo, ma ci ho sempre sperato. Non è ancora definitiva la convocazione in quanto 20 saranno i giocatori a partire per il Torneo Delle Regioni, ma essere rientrato in questa lista di 35 giocatori è già una piccola soddisfazione.

Che sensazioni si provano nel trovarsi tra i 36 migliori giovani della regione?
È sicuramente una bella sensazione. Son contento di ritrovarmi in questo gruppo e spero di mettermi in luce e di meritarmi la convocazione per il Torneo.

Quali considerazioni puoi fare su mister Tangorra?
Il mister mi ha fatto un’ottima impressione anche se son solo due volte che ci siamo incontrati. Da quel che so era un giocatore grintoso che metteva sempre il cuore in campo e sapendo del suo passato da difensore, ricoprendo il suo stesso ruolo, spero di imparare molto da lui.

Eccellenza ad Ascoli: quanto ha influito il tuo rendimento per la convocazione?
Credo che in parte abbia influito tanto quanto la fortuna. Magari in una partita in cui me la sono cavata meglio qualcuno era lì in tribuna ad osservarmi e potrei essere piaciuto. Ma ripeto, il cammino è ancora lungo.

Dall’arrivo ad Ascoli sei cresciuto tantissimo, di chi i meriti?
I meriti sono di molti. Primo su tutti il mister che mi ha fatto migliorare in questi due anni in cui mi ha allenato; il preparatore atletico Leandro Zoila che mi permette di arrivare alle gare nella miglior forma possibile, ma sicuramente anche grazie ai miei compagni di squadra, con cui posso confrontarmi e migliorare.

Oltre il calcio la scuola: quest’anno esami, poi?
Sicuramente l’Università, ma continuerò a coltivare questa passione che mi porto dietro fin da piccolo.

Ti vedi calciatore, laureato o entrambi?
Ora come ora mi vedo laureato, però sognare non costa nulla. Il massimo sarebbe non negarsi nessuna delle due opportunità.

Risulta qualche provino con qualche squadra di categoria superiore: confermi?
Sì ho fatto qualche provino, ad esempio per la Roma o l’Ascoli Piceno, ma ho imparato a non credere nei provini: è difficile farsi notare in un’ora di partita in mezzo a tanti ragazzi. Ci vorrebbe tanta fortuna. Credo che se una squadra sia veramente interessata a te o ti vede durante il campionato o ti fa fare un periodo di prova con loro.

Come vedi la lotta per la salvezza? L’Ascoli come è messo?
Siamo solo a più due dai playout. La classifica è corta. Non sarà facile. Ci aspettano otto finali, ma credo fermamente nel potenziale e nel cuore di questa squadra. Per me ce la possiamo fare!

ELIO GERARDO LAVANGA

Unione Calcio Bisceglie: Di Pierro post Rutigliano

Unione Calcio Bisceglie, Di Pierro: “Il blitz di Rutigliano è frutto della ritrovata sicurezza”

Nicola Di Pierro (ph A. Pedone)

L’attaccante azzurro analizza il quarto successo consecutivo. “Con l’arrivo di mister Ferrante c’è stata una svolta dal punto di vista motivazionale – sottolinea – , per i playoff ci proveremo fino alla fine”.

Protagonista di una buona prestazione nel colpaccio per 1-3 con cui gli azzurri hanno portato a casa la quarta affermazione consecutiva, Nicola Di Pierro offre la sua personale analisi del match di Rutigliano. “Abbiamo saputo reagire allo svantaggio iniziale – esordisce il 22enne attaccante – . Sapevamo di poter riprendere in mano la gara e ci siamo riusciti alla grande. Questa vittoria mostra la crescita della squadra soprattutto dal punto di vista motivazionale, stiamo acquisendo sempre più fiducia e sicurezza nei nostri mezzi”.
Il successo contro la Rutiglianese ha permesso ai biscegliesi di superare in classifica il Real Modugno, sebbene la distanza dalla zona playoff (6 punti) non abbia subito variazioni. “Il nostro momento positivo sta coincidendo con le affermazioni delle squadre che ci precedono – continua Di Pierro – . Questo aspetto, però, non ci demoralizza. Abbiamo ben presente il nostro obiettivo, il compito è di lavorare partita per partita con la giusta serenità e tensione agonistica. Siamo carichi e ci proveremo sino alla fine”.
Intanto gli azzurri hanno ripreso gli allenamenti in vista della prossima sfida, prevista domenica al “Di Liddo” controla Fortis Murgia. Unimpegno che sarà contraddistinto da assenze importanti a causa delle squalifiche di Porcelluzzi e Corrado Ferrante, ma Di Pierro non si perde d’animo. “Abbiamo una rosa che ci permette di avere un’ampia rotazione più o meno in tutti i reparti. Per la sfida contro gli altamurani mancheranno due giocatori di riferimento in attacco, ma potremo contare sul rientro di Pasculli e sull’apporto di under molto interessanti. Mister Ferrante farà le sue scelte, noi ci faremo trovare pronti per superare anche questo ostacolo”.

Addetto Stampa Unione Calcio Bisceglie – Valentina Sinigaglia 

Il centrocampista Daluiso presenta la partita Canosa-Lucera

Daluiso

Il centrocampista Daluiso presenta la partita Canosa-Nuova Lucera. Si giocherà domenica allo Stadio S.Sabino.

La 24a giornata del campionato di promozione pugliese girone A propone tra le partite in calendario quella che si giocherà allo Stadio S. Sabino di Canosa di Puglia(BT), alle ore 15,00, e vedrà di fronte due squadre con obiettivi differenti, da una parte i padroni di casa alla ricerca di punti pesanti per centrare i play off , dall’altra la Nuova Lucera di mister Teodoro Torre, impelagata nella lotta per non retrocedere. Una gara da non prendere sottogamba e tenere la concentrazione alta come ha riferito il centrocampista Giuseppe Daluiso(classe 1986) alla prima stagione con la maglia del Canosa, dopo aver giocato in eccellenza a Barletta, Molfetta, Bisaccese ed ad Ascoli Satriano nell’ultimo biennio che ha visto la squadra foggiana raggiungere l’eccellenza, un’impresa memorabile firmata dallo stesso calciatore insieme al fantastico gruppo composto tra gli altri da Moschetto, Fabiano, Porcelluzzi e Ragno. Per l’occasione il barlettano Giuseppe Daluiso presenta l’incontro casalingo con un breve resoconto sull’esito della sorprendente stagione del Canosa, partito in sordina e senza i favori del pronostico, rispondendo alle seguenti domande.
Il pareggio di domenica scorsa a Barletta. Un punto guadagnato? La squadra ha bisogno di essere punzecchiata per dare il massimo?
Non era una partita facile perchè il Real BAT è una buona squadra e nel derby raddoppia le forze. Ogni domenica la squadra rossoblu ci mette sempre l’impegno e tanta determinazione per raggiungere il massimo risultato.
Dopo il rocambolesco pareggio dell’andata, Canosa-Nuova Lucera tornano ad affrontarsi, che partita sarà?
Sicuramente una partita ostica perché la compagine foggiana cerca punti salvezza ma il nostro unico obbiettivo è la vittoria per restare attaccati al treno play off.
La presenza in squadra di giocatori esperti è importante? Aiutano i più giovani dentro il campo?
Faccio parte di un gruppo molto affiatato dove ci sono giocatori importanti:del calibro di Iacobone, De Blasio un portiere d’esperienza, Polichetti un difensore impeccabile, Losito il capitano , Quacquarelli Giuseppe il goleador. Tutti indispensabili alla causa canosina alla stregua della velocità di inserimento di Guacci e Martinelli. Un ottimo mix tra qualità ed esperienza. Sicuramente la loro presenza contribuisce ad aiutare e far crescere i bravissimi giovani della nostra squadra.
Gli under che si stanno distinguendo in questo campionato…
Sicuramente ognuno di loro sta dando un contributo notevole alla squadra. Direi tutti!
Tra le squadre affrontate in questa stagione quelle che hanno impressionato maggiormente…Corato e Bitonto.
Quali sono le ambizioni della squadra e quelle personali?
Raggiungimento dei play off e sperare nel sogno: l’Eccellenza con il Canosa.
Un pregio e un difetto del mister Scaringella…Un allenatore che non trascura nessun particolare. Un grande motivatore. E, a lui non potrei trovare difetti perché devo ringraziarlo, ne approfitto pubblicamente per quello che ha fatto per me, aiutandomi nel momento più difficile quando è venuto a mancare mio padre. Non mi resta che dire solo grazie mister.
Il calcio dilettantistico riuscirà a sopravvivere alla crisi che attanaglia il paese?
Spero che ci sia sempre qualcuno intenzionato ad investire nel calcio e a sostenere finanziariamente le squadre dilettanti. Purtroppo, la crisi non permette la vita facile alla squadre dilettantistiche e credo che con il passare del tempo il calcio dilettantistico vivrà momenti bui.
Un’occhiata alla prossima estate, quando termina la stagione agonistica come dedica il suo tempo?
A stagione sportiva ultimata mi occupo di turismo e di gestione di villaggi.

In bocca al lupo e grazie per la disponibilità.

Bartolo Carbone

Lo sfogo di Michele Vergura: “Aspetto di poter tornare”

Il tecnico ‘congelato’ dall’AC San Giovanni chiede rispetto

Chi conosce mister Michele Vergura sa di aver a che fare con un gran lavoratore. In campo e fuori. Vado a trovare il tecnico dell’AC San Giovanni (non si sa ancora se ex ) in quel di Manfredonia di buon mattino mentre sta lavorando presso il suo panificio. Tra i profumi del pane caldo appena sfornato ci accomodiamo nel suo ufficio per parlare della situazione della squadra gialloblù.

Mister per quale motivo la società ti ha allontanato?

Il presidente Cocomazzi ha voluto dare questa scossa. Da un passo in avanti però si è finiti col fare tre passi indietro in quanto la squadra al momento si ritrova nella più completa autogestione, senza una guida. Intanto il sottoscritto è appeso alle decisioni della società dove ci sono due correnti: una che spinge per il mio allontanamento definitivo e l’altra che vuole il mio rientro in panchina. E’ da settembre che mi sacrifico per portare avanti un progetto calcistico per lo meno dignitoso. Certo è che se fin dall’inizio mi avessero prospettato questa situazione, ossia l’assenza di un campo dove allenarci, sicuramente non mi sarei legato alla società.

Oltre al campo però servono anche i giocatori di esperienza in campionati come questi…

Sin dall’inizio ho proposto dei rinforzi alla società la quale mi ha sempre risposto picche in quanto non c’era un budget a disposizione e che dovevo continuare a lavorare con i ragazzi che avevo a disposizione. Già a settembre avevo proposto di prendere i vari La Torre, Consales, Robustella, Santoro, Della Torre e Vitulano. E ora che la situazione è compromessa la società li prende ma al contempo esonera l’allenatore che li ha voluti e che si è fatto in quattro per convincerli ad accettare una realtà difficile come San Giovanni. Trovo tutto questo davvero fuori da ogni logica. Capisco che una società esoneri un tecnico perché non ci sono i risultati. Ma a che serve allontanare il mister e non rimpiazzarlo, facendo si che la squadra si autogestisca? Ricordo che abbiamo fatto 18 partite con due punte, una classe ‘92 e l’altra ’94. E’ difficile fare un campionato del genere con una rosa di 13/14 ragazzi. Ci vuole anche gente d’esperienza per questo sin da subito ho segnalato i nomi di cui sopra, con gente che lo scorso hanno ha totalizzato circa 50 gol in prima categoria, quei gol che possono garantire la salvezza. E’ paradossale che ora si prendano i giocatori necessari e si allontani il mister.

Cosa si aspetta adesso da parte della società?

Io spero di essere richiamato al più presto per l’impegno, la professionalità dimostrata ed i rapporti umani costruiti con la squadra. Ho rinunciato ad allenare altre squadre per mantenere la parola data al San Giovanni ad inizio stagione. Ho fatto sacrifici enormi, anche dal punto di vista economico per portare avanti un progetto minimo di calcio. Il 90% della squadra e della società ripone in me ancora fiducia. La situazione è difficile, la salvezza diretta è quasi impossibile. L’obiettivo è adesso il quint’ultimo posto che permetterebbe di giocare la doppia sfida dei play-out in casa. Sono attaccato a questa maglia e voglio continuare il mio lavoro. Michele Vergura non lascia mai le cose a metà. Ma chiedo chiarezza e rispetto per il mio lavoro.

USD Fragagnano – De Falco: “Partita intelligente”

La prima di due trasferte consecutive si risolve a favore del Fragagnano di mister De Falco, dopo l’affermazione ottenuta in casa contro l’Otranto: “Con questa vittoria ci isoliamo al terzo posto e diamo una bella spinta al morale. Non vincere oggi avrebbe vanificato la vittoria contro l’Otranto, anche se non era una partita facile alla vigilia, come confermato sul campo; non sarà facile giocare su questi campi, fino alla fine del campionato. Le squadre invischiate nella lotta salvezza” – prosegue il tecnico – “daranno sempre qualcosa in più per conservare la categoria. Un plauso ai miei ragazzi che non sono caduti nelle provocazioni degli avversari. A questi fattori ambientali si sono aggiunti quelli climatici che hanno reso fangoso il terreno. Assenze? Giocare senza Arcadio e Maggi (per loro lievi infortuni, ndr) non è mai un vantaggio ma chi ha giocato si è comportato benissimo. La rosa non è delle più ampie ma ognuno sta facendo la sua parte: anche chi non gioca o gioca di meno.”
Laterza? Domenica troveremo un ambiente molto carico” – conclude De Falco – “che vorrà rimediare alla sconfitta subìta ad Avetrana. Mister Abrescia è uno sanguigno e saprà trasmettere questa sua dote ai suoi ragazzi. Sarà un’altra partita fondamentale che dovremo giocare concentrati: fino alla fine.”

calciobiancoverde.it

Intervista a Marcello Iannacone, allenatore-giocatore dell’ASD San Marco

Iannaccone

Seconda sconfitta consecutiva in trasferta e stesso risultato di Margherita. Com’è stato possibile? Rispetto alla gara disputata a Margherita ho visto una grande reazione. I miei ragazzi erano molto concentrati e determinati. Purtroppo, è risaputo che essendo una squadra molto tecnica, su questi campi soffriamo abbastanza, ma voglio sottolineare il carattere mostrato dai miei, motivati e determinati. Meritavano di portare a casa un punto. La mia è comunque una squadra viva, in salute e questo mi fa ben sperare per il rush finale.

E non dimentichiamo che il Sauri veniva da una serie consecutiva di risultati positivi E’ un’ottima squadra che ama giocare a calcio e che all’andata mi aveva impressionato tantissimo. A onor del vero, quindi, oggi è stata penalizzata anche lei da questo terreno di gioco impraticabile e dal vento forte. Due squadre che amano giocare a pallone sono state costrette a non giocare. Alla fine sono stati bravi e fortunati a sfruttare l’episodio decisivo, complice una nostra ingenuità, portando a casa i tre punti. Il pareggio sarebbe stato il risultato più giusto, ma va bene cosi. Faccio i complimenti a mister Gentile.

Polisportiva e Real Biccari hanno pareggiato, a cinque gare dal termine basterebbero nove punti. Non è un calendario proibitivo, anzi. Possiamo dire che siamo entrati nella fase cruciale della stagione e che manca davvero poco all’appuntamento con i festeggiamenti? Non abbiamo fatti mai conti e continueremo a non farli. Martedì torneremo ad allenarci con la consueta serenità che ha contraddistinto il nostro percorso. Ma alla serenità abbineremo la concentrazione, perché sappiamo che è tutto nelle nostre mani, ma abbiamo bisogno di raddoppiare gli sforzi in vista di questo scorcio finale di campionato per portare a casa un risultato importante. Comunque, da martedì pensiamo al Biccari.

C’è chi giustamente gioisce per le vostre sconfitte, che rendono ancor più interessante l’affare play off. Sarà difficile per chiunque conquistare la zona più alta in classifica. Ma l’ASD, a promozione conquistata (con gli scongiuri del caso ovviamente), non farà sconti a nessuno. Giusto? Di promozione anticipata molti ne parlano ma preferisco non affrontare l’argomento. Gioire per le nostre sconfitte è un diritto di chiunque, però siamo consapevoli che per le altre squadre potrebbe esserci poco da esultare.

Come immagina questo rush finale? Dopo tre settimane torneremo a giocare al Tonino Parisi dove avremo il consueto apporto della Brigata Lamis, gruppo fantastico di ragazzi e soprattutto ragazze che oggi a Castelluccio si sono fatti sentire con la consueta sportività. Davvero dei ragazzi eccezionali. Penso che la prossima gara casalinga la giocheremo per loro. Di una cosa sono certo: tra le mura amiche siamo un’altra squadra. Lo abbiamo sempre dimostrato e sono sicuro che dopo la partita di oggi, in cui abbiamo dimostrato di essere in salute, ci rifaremo alla grande. La squadra è viva.

Oggi hai giocato con Perna punta centrale, poi spostato a sinistra con l’ingresso di De Cata. E’ un centravanti giovanissimo sul quale l’ASD punta per il futuro? Premetto che anche oggi, come accade dall’inizio del campionato, ho schierato quattro fuori quota. Longo, Perna, Nardella e Tenace. Hanno bisogno di giocare e di confrontarsi subito con questa categoria per farsi trovare pronti per l’eventuale prima. Perna è da qualche settimana che ha evidenziato notevoli segnali di crescita, ma purtroppo ha avuto alcuni guai fisici che lo hanno costretto a non partire dall’inizio. Oggi si è meritato la palma del migliore in campo perché ha lottato e difeso molti palloni. Lo esorto a continuare così con la consueta umiltà perché potrebbe fare un bellissimo finale di campionato.

A cinque giornate dal termine, a un passo dal successo finale, qual è il pericolo maggiore? Noi stessi, la paura di vincere e la mancanza di serenità. Ora dobbiamo pensare soltanto al Biccari, che è tra le squadre più in salute. Poi è vero che ci sarà la trasferta di Peschici dove in tanti hanno perso punti e sono sicuro che proveranno a tirarsi fuori dalla posizione che occupano. Poi ancora Orta Nova e infine il fanalino di coda Troia. Tutto questo lo sappiamo, ma dobbiamo pensare a vincere a partire da domenica prossima e a farlo con il gioco. Sono fiducioso. Il gruppo c’è, è vivo ed è compatto.

ASD San Marco

Intervista a Valentina Sinigaglia, addetto stampa dell’Unione Calcio Bisceglie

E’ l’unica donna nel campionato di promozione pugliese

Archiviata la vittoria sul Monte S. Angelo, il Canosa di mister Giuseppe Scaringella si accinge a disputare la seconda gara del girone di ritorno del campionato di promozione pugliese – girone A – che la vedrà impegnata contro l’altra neo promossa Unione Calcio Bisceglie, reduce dalla sconfitta esterna di Corato. La partita che si disputerà domenica 19 gennaio alle ore 14,30 al Campo Comunale “F. Di Liddo”, in via Cavour a Bisceglie(BT), vedrà di fronte i padroni di casa, sotto la guida tecnica diFrancesco Modesto, a ridosso della zona play off con 26 punti in classifica e che tra le mura amiche hanno vinto due incontri, ottenuto quattro pareggi e subìto tre sconfitte mentre il Canosa, al quinto posto a quota 32 punti, in trasferta ha conquistato ben cinque successi, ha pareggiato una volta e perso tre contro il Bitonto, capolista, il Cellamare 2005 al terzo posto e il Monte S. Angelo nella prima giornata di campionato. Si profila una gara dal pronostico incerto che dovrebbe promettere spettacolo con due squadre in buona forma, alla luce delle ultime prestazioni, tutte positive e tecnicamente valide.

Per la presentazione della partita è stata contattata Valentina Sinigaglia, addetto stampa dell’Unione Calcio Bisceglie che con passione e determinazione segue nei dettagli le vicende calcistiche della squadra azzurra presieduta da Enzo Pedone. Allenamenti e gare ufficiali e non, in casa ed in trasferta, minuto per minuto nell’arco della partita annota i suoi appunti per le cronache di notevole interesse per gli appassionati del calcio dilettantistico, arricchite dagli approfondimenti tecnici e dalle interviste precise e meticolose. Valentina Sinigaglia, è una studentessa universitaria, con diverse collaborazioni a testate giornalistiche biscegliesi, oltre ad aver già rivestito il ruolo di addetto stampa per la Stella Rossa, La Biscegliese, prima di approdare all’Unione Calcio Bisceglie. Partecipa ai programmi sportivi di “Radio Centro”, emittente biscegliese ed attualmente collabora con “Biscegliesport.it”, il primo giornale sportivo on line della Città di Bisceglie(BT).In vista della prossima gara tra l’Unione Calcio Bisceglie e l’A.S.D. Canosa, Valentina Sinigaglia ha rilasciato la seguente intervista per CanosaViva.

Chi è Valentina Sinigaglia? Valentina Sinigaglia è una ragazza di quasi 23 anni che, invece di passare la domenica con le amiche in giro per i centri commerciali, ad esempio, gira per gli impianti sportivi della Puglia in compagnia dell’Unione Calcio Bisceglie.
Due richieste ricorrenti: situazione sentimentale ed i suoi rapporti con i social network…Impegnata. I social network, Facebook in particolare, li utilizzo principalmente per tenermi in contatto con persone che magari non ho la possibilità di vedere spesso. Inoltre, curo la pagina ufficiale della squadra, quindi cerco di aggiornarla il più possibile e di tener d’occhio i dati su visualizzazioni e commenti. Inoltre contatto i giocatori dell’Unione Calcio Bisceglie per le interviste last minute.
Titolo di studio, attuale occupazione e professione ambita…Diploma di Liceo Linguistico, attualmente frequento il terzo anno della Facoltà di “Scienze della Comunicazione” di Bari. Lavorerei volentieri nel mondo della comunicazione, quindi, chi vivrà vedrà!
L’approccio al giornalismo e a quello calcistico in particolare… Sono cresciuta in una famiglia “sportiva”. Mio padre esercita da quasi vent’anni la professione di massaggiatore oltre a quella di infermiere. Ho vissuto da dentro la nascita e la crescita del Bisceglie Calcio a 5, moltissimi pomeriggi li ho trascorsi con lui assistendo agli allenamenti della squadra, dagli anni della serie C ai primi della serie A. Ho “collezionato” per vari anni articoli di giornale proprio sul Bisceglie Calcio a 5 in un raccoglitore che conservo tutt’ora ed è così che è nata la mia passione. Una volta passato a La Biscegliese, una delle squadre che hanno formato l’Unione Calcio, è stato proprio mio padre ad invitarmi a seguire e raccontare le partite della squadra, esattamente cinque anni fa.
Si riesce a conciliare studio, famiglia e calcio? Come vive il week end con la gara da seguire…Con qualche sacrificio in più, certo, ma riesco a non tralasciare nulla. Di solito preparo un pezzo di presentazione della gara con interviste tra il giovedì e il venerdì prima. Se la domenica ci sono in programma trasferte lunghe cerco di rientrare prima il sabato sera, senza affanni particolari. Lo faccio più che volentieri.
Quanto i suoi genitori hanno influito sulle scelte professionali? Mia madre si è arresa! Scherzi a parte, non hanno mai rappresentato un ostacolo da questo punto di vista anche perché, come ho detto prima, sono cresciuta in un ambiente favorevole.
Prima cronaca, prima intervista, la gaffe grossolana ed i primi elogi per il lavoro svolto…Non ricordo la gara in particolare ma sono sicura che avevo compiuto da poco 18 anni. La prima cronaca corrisponde con la prima mini gaffe. Raccontando di una rotonda vittoria, con cinque o sei reti segnati dalla mia squadra, ho dimenticato di annotare una marcatura. Mino Dell’Orco, proprio l’autore dei pezzi sul Bisceglie C5 che ho conservato gelosamente, per intenderci, che mi fece notare la mancanza. Potete immaginare la mia vergogna! La prima intervista, invece, è stata a Giuseppe Rigante, attuale vicepresidente dell’Unione Calcio Bisceglie. I primi elogi sono arrivati strada facendo, prima dai componenti della squadra, poi da qualche addetto ai lavori. Un ringraziamento, però, lo devo allo stesso Mino Dell’Orco, mi ha insegnato molto, dalla corretta stesura di un tabellino fino alla composizione di un comunicato.
L’emozione più grande provata… Senza dubbio la vittoria della Coppa Puglia nella scorsa stagione, il primo trofeo da addetto stampa. A livello personale, ma sempre nell’ambito sportivo, la convocazione di mio fratello, Marco Sinigaglia, per uno stage con la nazionale italiana under 21 di futsal. Dall’anno scorso fa parte del Futsal Bisceglie, nel ruolo di portiere. Quest’anno lo ha raggiunto mio padre, entrato a far parte dello staff sanitario.
Un consiglio ai giovani che vorrebbero intraprendere la carriera di giornalista e di addetto stampa di una squadra di calcio … Cercare di essere il più possibile obiettivi nonostante si sia portavoce di una squadra. Non bisogna negare una brutta prestazione della propria formazione o cercare di posticipare il più possibile l’uscita della cronaca di una sconfitta. Rispettare sempre la squadra avversaria anche dopo una vittoria schiacciante. Controllare e ricontrollare l’articolo o il comunicato che si sta preparando.
Valentina Sinigaglia all’opera in un ambiente prettamente maschile… Quasi tutti i dirigenti della squadra di cui faccio parte mi hanno vista crescere, quindi non ho ansie particolari. Ovviamente evito di avvicinarmi agli spogliatoi nel pre e post partita, nelle occasioni in cui non posso fare a meno di attraversare i corridoi adiacenti cammino a testa bassa e molto velocemente!
Quali sono le difficoltà che si incontrano? Come detto, non ho avuto particolari problemi. Cerco di ascoltare e analizzare eventuali critiche senza grattacapi.
Come si svolge l’attività lavorativa di un addetto stampa nell’arco della settimana…La domenica si assiste alla partita, preparando il prima possibile la relativa cronaca. Generalmente il martedì preparo un pezzo post partita con analisi e interviste dei protagonisti. Entro il giovedì organizzo un resoconto con risultati del settore giovanile. Tra il venerdì pomeriggio e il sabato mattina, invece, pubblico la presentazione della gara successiva, quasi sempre con intervista in allegato. In occasione dei match casalinghi è previsto anche un giornalino da distribuire gratuitamente al pubblico.
Quanti numeri di telefono ha memorizzato? Per ora circa sessanta.
Addentriamoci nel calcio giocato, quali sono le squadre più forti del girone A del campionato di promozione pugliese? Quella da temere… Come suggerisce la classifica, Bitonto e Sporting Altamura sono le più forti. Per quanto concerne la classifica dell’Unione sono da temere le dirette concorrenti ai playoff, ovvero Canosa, Corato e Real Modugno. Ma occhio a chi segue!
Quali sono le ambizioni dell’U.C.Bisceglie? Senza dubbio lottare per raggiungere i playoff.
Un pronostico per la partita di domenica tra l’U.C.Bisceglie e il Canosa… Credo che sarà una partita abbastanza equilibrata. Malgrado la sconfitta contro il Corato, l’Unione sta attraversando un discreto momento di forma nonostante alcune pedine importanti siano limitati da fastidi muscolari. Stesso discorso per il Canosa, protagonista di una lunga rimonta. Un classico del calcio è il gol dell’ex, e nel Canosa ce ne sono due, ovvero Martinelli e Dimmito, quindi spero che questa massima non si avveri domenica!
I nuovi talenti del campionato di promozione pugliese…Ci sono molte squadre che hanno deciso di puntare sui giovani con buoni risultati. Ho visto giovanissimi con potenzialità in quasi tutte le squadre affrontate, a dire il vero. Nell’Unione sta crescendo a vista d’occhio Dascoli, che ha segnato gol pesanti finora, ma anche gli altri under presenti in rosa si stanno rendendo protagonisti di buone prestazioni.
Perché il calcio dilettantistico è in crisi? Per il momento storico innanzitutto, mantenere una squadra di calcio non è da tutti.
Dopo il calcio, i suoi sport preferiti e quelli che segue maggiormente… Calcio a 5 sicuramente, trovo che sia uno degli sport più appassionanti e coinvolgenti in assoluto.
Facendo prevenzione, informando i giovani dei pericoli sull’abuso di alcol e quant’altro di stupefacente prima di mettersi alla guida, dopo aver trascorso delle ore in birreria, in discoteca, può dare un consiglio. Purtroppo in questi anni ho letto di ragazzi che giocavano in squadre tra prima e seconda categoria deceduti a causa di incidenti stradali. Non so di preciso le cause di queste tragedie, ma proprio per questo dovremmo soffermarci maggiormente su quanto sia preziosa la vita. Droga e alcol non permettono di godere ciò che di bello la vita propone.
Vasco o Liga? Sud Sound System o Negramaro? I suoi preferiti … Negramaro in assoluto, amo anche la musica brasiliana.
La canzone prediletta… “Ti è mai successo” della band salentina e “Obsessao meu amor” di Jorge Ben Jor.
Ha visto il film “L’Allenatore nel pallone”? Da Lino Banfi a Checco Zalone come prosegue la comicità pugliese? Certo, è ormai un “must”. Banfi è un’istituzione vivente, Zalone è il comico del momento e credo ci farà divertire ancora.
L’attore più cliccato del momento… Non sono amante dei belli e impossibili, per questo agli attori preferisco Kakà, il mio idolo in assoluto a livello umano e sportivo a prescindere dalla mia fede rossonera!
E’ soddisfatta di ciò che sta realizzando? Progetti per il futuro… Posso dirmi abbastanza soddisfatta, il primo progetto da portare a termine è la laurea.
Bisceglie, famosa per il dolmen, la coltura della ciliegia e per la bellezza della litoranea, come sta vivendo la crisi? Molto male anche per via delle vicissitudini della “Casa della Divina Provvidenza”. Molti esercizi commerciali non navigano in buone acque. Per quanto riguarda giovani e lavoro, trovo che la situazione sia sempre più critica nella nostra città. Si dovrebbe puntare maggiormente sul turismo, ne avremmo la possibilità.
Ha visitato Canosa? Purtroppo non in maniera approfondita, solo per questioni calcistiche.
Il suo motto… Cercare di svolgere il proprio dovere nel miglior modo possibile
Grazie per aver dedicato del tempo alle nostre domande e in bocca al lupo per il prosieguo della sua carriera!

Intervista a cura di Bartolo Carbone

Valentina Sinigaglia

Valentina Sinigaglia

San Marco: Intervista post Peschici a Mister Iannacone

Iannacone

Sei gol all’Atletico Peschici, ma la notizia è che l’ASD, alla sua ottava vittoria su otto partite, allunga sulla Polisportiva. Qual è il segreto di questa squadra?

Un bel gruppo. Sembrano frasi fatte, ma effettivamente stare in sede, organizzare tornei di calcio balilla e cene tutti insieme, penso ci faccia molto bene. Poi in settimana pensiamo a lavorare per affrontare ogni partita come fosse una finale. Oggi è stata una bella gara ed è andata bene.

Abbiamo visto l’ottima scelta di spostare Caiafa al centro del campo, il ritorno al gol di De Cata, le solite reti di Coco e anche quella di Daniele. E’ filato davvero tutto liscio?
Si, è andato tutto bene. In otto gare non ho mai giocato con la stessa formazione perché credo fortemente nel lavoro e quindi se i ragazzi si allenano in un certo modo io li vedo e cerco di mandare in campo i più pronti. Caiafa l’ho visto in settimana pronto e quindi ho pensato bene di premiarlo.

Sembra che la squadra non abbia subito il contraccolpo dell’eliminazione in Coppa Puglia, dove però si erano messi in luce Ciavarella, Perna e Spagnoli. Tre giocatori che oggi abbiamo rivisto in campo nella ripresa. Merito della prestazione di giovedì scorso?
Premetto che la Coppa Puglia è stata una bella esperienza. Abbiamo disputato in maniera egregia quattro gara, senza mai perdere. Ci siamo fermati al secondo turno contro una squadra di categoria superiore con due pareggi, due ottime prestazioni, tante indicazioni positive, tra cui la conferma di avere un gruppo davvero affidabile. Quella ai rigori è una sconfitta indolore, anzi, è stato un punto di svolta per affrontare la gara nel migliore dei modi.

Molti hanno paragonato l’avventura tua e dell’ASD alla Roma di Luis Garcia. Per completare il paragone mancano due vittorie, quelle di Orta Nova e in casa contro il Troia, prima del derby che probabilmente rappresenterà un punto di svolta per voi e per il campionato.
Non credO che il derby rappresenterà un punto di svolta. E’ una partita come le altre, che prepareremo come abbiamo preparato tutte le altre partite. Oggi, dopo Biccari, abbiamo fatto una prestazione brillante, ma il paragone con la Roma di Garcia lascia il tempo che trova. A noi piace allenarci e divertirci.

Giovedì hai sottolineato di non volere a tutti costi dei ritocchi. Si è parlato sempre di questa benedetta prima punta, ma dal campo arrivano altre indicazioni. Oggi tre gol di De Cata e due di Coco. Non serve la prima punta?
Io credo nel gioco di squadra e nei ragazzi che ho. Se questo gruppo continuerà ad allenarsi con questa concentrazione e con enormi sacrifici, credo che potranno togliersi grandi soddisfazioni. Per quanto riguarda la prima punta è un problema di altri, perché io non ho mai lamentato di avere punte, perché gli altri non sono da meno. Sono contento di quelli che ho e non ne voglio altri.

Iannacone ce la fa per Orta Nova?
Penso di sì, va molto meglio. Ero a disposizione già oggi. Ringrazio personalmente Giuseppe Tancredi per avermi curato bene. Non sono al top in realtà e per questo mi metto in discussione anche per la gara di domenica, perché c’è gente che sta giocando decisamente meglio di me.

Il Peschici oggi non è riuscito a far gol e l’ASD si conferma il miglior attacco e la miglior difesa
Noi abbiamo ritoccato la difesa, con Tenace squalificato, ma quando hai capitani in campo come Martino, polivalenti e che occupano ogni ruolo, non rischi granché. Non ricordo infatti di aver subito gol con Martino centrale.
Questa ottava vittoria a chi la dedica?
Dedichiamo la vittoria e questo momento, bello per noi, al nostro direttore generale Giampiero Cappucci. La dedichiamo a lui perché sono sicuro che riusciamo a regalargli belle soddisfazioni in un momento particolare per lui.

Monte Sant’Angelo: Intervista a Celestino Ricucci

Mr. Ricucci

“Bene così, se ci saranno i presupposti ci miglioreremo ancora”.

Intervista al tecnico foggiano che sta portando in alto il Monte Sant’Angelo.

Se c’è una squadra che sta delineando al massimo quello che è uno status del calcio attuale, azzannato (nei fondi) dalla crisi economica e con sempre meno risorse a disposizione, quello è il Monte Sant’Angelo.
Due promozioni consecutive con netti miglioramenti, ma graduali e soprattutto senza spese “folli” da “fuori bilancio” e la valorizzazione dei giovani e del proprio territorio. Una tifoseria che, pian piano, si è sempre più affezionata ai colori bianconeri cittadini e che ora sogna di giocarsela con i “grandi” del calcio regionale.
Se soltanto si pensa che due stagioni fa la squadra era in Seconda Categoria, vinta alla grande dai ragazzi dell’ex tecnico Piemontese, poi lo scorso anno l’assalto alla Promozione con Celestino Ricucci alla guida, ed ora, dopo aver conquistato la categoria, la conferma del tecnico e i nuovi successi che hanno portato la squadra tra le prime 6 (migliore delle foggiane) e hanno rievocato grandissimo entusiasmo.
Non crediamo di essere gli antagonisti delle baresi – afferma il tecnico foggiano –  noi facciamo il nostro campionato e giochiamo sempre per divertirci e per divertire il pubblico. Il nostro obiettivo non può che essere quello di conquistare una salvezza tranquilla, sappiamo che il campionato è ancora lungo e difficile, ma scendiamo in campo per vincerle tutte”.
Piedi per terra, quindi, ma la consapevolezza che tutta la Capitanata si illude di avere una assoluta protagonista, nel secondo campionato per importanza a livello regionale.
Secondo me la squadra sta crescendo – continua il tecnico –  ma la cosa che più mi lascia soddisfatto è che può  farlo ancora, poi le vittorie aiutano sicuramente a sentirsi in forma e a mantenere lo stato di grazia che ci siamo procurati col lavoro e con il sudore sul campo. Siamo felici di essere così in alto”.
Infine lo sguardo al futuro, con la sessione di mercato invernale che si avvicina: “Nelle prossime settimane incontrerò la società, se ci saranno i presupposti cercheremo di migliorare la rosa a nostra disposizione altrimenti, se non ci saranno i presupposti necessari, andremo avanti così come siamo partiti. Abbiamo i risultati dalla nostra parte, segno che stiamo lavorando bene anche così”.

Fabio Lattuchella – Il Mattino di Foggia e Provincia

San Marco – Sauri 2-1
Intervista a Gentile

Avete sfiorato il vantaggio nel miglior momento dell’ASD San Marco ed avete subito il gol dopo averlo, appunto, sfiorato. Un momento della gara che vi è costato carissimo

Sì, ma stiamo regalando come al solito gol agli avversari. Abbiamo pagato caro due ingenuità difensive nonostante fossimo sulla strada giusta. Abbiamo provato a pressarli alti, tant’è che il San Marco spesso cercava gli esterni con lanci lunghi di60 metri, sfruttando la loro velocità. Peccato però, perché avevamo preparato bene la gara e avuto due occasioni per portarci in vantaggio. A quel punto non so come sarebbe andata a finire.

Sicuramente il Castelluccio è la miglior formazione che si è vista qui al Tonino Parisi. La sensazione è che i punti che ha in classifica non rispecchino la qualità della squadra. C’è stato probabilmente un leggero calo fisico e di concentrazione nella seconda parte del secondo tempo?

Sicuramente sì, un calo di concentrazione, che ci aiuta maggiormente per il tipo di gioco che produciamo. Perdendo la concentrazione perdiamo anche da un punto di vista fisico. C’è stata un po’ di demotivazione dopo il gol dello svantaggio. Poi abbiamo avuto una piccola reazione nel finale. Sulla carta il pareggio sarebbe potuto essere il risultato giusto, non ci sarebbe stato nulla da dire.

Come si torna in campo dopo aver raccolto, pur giocando bene, un solo punto in due partite, contro due dirette avversarie, che vi hanno staccato in classifica. L’obiettivo del Castelluccio è quello di raggiungere le posizioni di vertice?

Non siamo partiti con un obiettivo preciso ma per fare un buon campionato. Consideri che la squadra l’abbiamo costruita con il passare dei giorni. Sono tutti giocatori svincolati. A differenza dell’ASD San Marco, che è un gruppo già affiatato e che sicuramente si sarà rafforzata con altri due o tre elementi, io  ho dovuto recuperare per strada i giocatori e sto cercando di alimentare tra loro maggior affiatamento.  Hai ragione, la classifica non rispecchia il nostro valore. Con il Manfredonia abbiamo prodotto tanto, ma regalato altrettanto. Come contro il Troia, dove se avessimo fatto 7/8 a zero nessuno avrebbe detto nulla. Sul campo ci siamo. Non dobbiamo però sottovalutare palle che sembrano innocue ma che poi si rivelano letali. Merito al San Marco che è una squadra che ci crede, ben impostata e preparata.

Pregi e difetti di entrambe le squadre?

Il pregio del San Marco è nella scelta dell’allenatore, quello di aver impostato una squadra che deve giocare a pallone. Una squadra che sarà sicuramente tra le protagoniste di queste categorie. Difetti in realtà non ne ho visti molto, ma se trovano una squadra che li pressa bene, come è accaduto oggi, possono incontrare qualche difficoltà. Nel primo tempo, infatti, una palla che abbiamo intercettato a 3/4 di campo poteva costare caro al difensore avversario, che a mio parere ha fatto fallo da ultimo uomo, ma l’arbitro non ha fischiato nemmeno la punizione.

Noi invece abbiamo il pregio di essere molto concentrati. E lo abbiamo dimostrato con squadre di categoria superiore. Tra i difetti c’è un po’ di ingenuità sulle marcature, troppo distanti dagli avversari. Se riusciamo a colmare queste lacune, possiamo diventare una buonissima squadra. Ad esempio, con l’altro Sammarco, con la quale abbiamo giocato domenica scorsa, siamo stati sfortunati e abbiamo regalato il primo gol e il calcio di rigore. Sul pari abbiamo fallito almeno altre tre occasioni, ma tanto di cappello anche a loro sotto l’aspetto organizzativo. San Marco calcistica non si può lamentare.

San Marco – Sauri 2-1
Intervista a Iannone

Marcello Iannacone

L’ASD San Marco vince anche senza mister Iannacone in campo. Non era e non è stato facile vincere contro quella che probabilmente è stata la migliore avversaria che avete affrontato finora in questo campionato. Questo successo vi proietta verso l’obiettivo finale della vittoria e vi consacra meritatamente come la prima della classe

L’ASD vince senza Marcello Iannacone. Vero, soprattutto perché ho a disposizione dei ragazzi eccezionali, che sapevano di affrontare un trittico di gare importanti, compresa quella di Coppa Puglia, e hanno dimostrato di averle preparate nel migliore dei modi, tant’è che anche chi in questa prima parte di stagione ha giocato meno, si è fatto trovare pronto. Per quanto riguarda i nostri obiettivi, il principale resta quello di prepararci settimana per settimana e affrontare ogni gara come se fosse una finale. Alla fine tireremo le somme.

Cosa significa aver vinto oggi e averla spuntata in una gara difficile che dopo i primi 45 minuti sembrava da segno X

Primo tempo molto combattuto da ambo le parti, giocato alla pari contro un’ottima squadra. La migliore che abbiamo incontrato finora insieme al Real Biccari. Però nel secondo tempo mi è parso di vedere la mia squadra in crescita e più caparbia nel voler conquistarela vittoria. Siamoinfatti passati in vantaggio, abbiamo raddoppiato poco dopo, poi abbiamo subito la rete in maniera rocambolesca ma ci siamo difesi con ordine e abbiamo portato a casa l’intera posta in gioco. E’ una partita come tutte le altre, importante ma non determinante.

C’è da dire che siete stati bravi a superare tutte le insidie di questa gara, compresa quella degli infortunati prima e durante.

Sì, l’abbiamo superata perché al nostro interno ci sono dei ragazzi che al primo fastidio muscolare, acciacco o pestone, non si tirano mai indietro e sono disposti a tornare in campo anche con una gamba. Penso che se continuiamo ad avere questo spirito si può andare molto lontano. Quando contro ogni insidia tutti si mettono a disposizione per raggiungere un obiettivo comune, è una cosa straordinaria. Il nostro è quello di esprimere un gioco propositivo alla costante ricerca della vittoria. Se non dovesse arrivare, pazienza.

Mister Gentile ha detto infatti chiaramente che il pregio del San Marco è nella scelta dell’allenatore di aver impostato una squadra che deve giocare a pallone.  Premessa per chiederti cosa significano invece il quarto gol in campionato di Nardella e il primo di Tenace, arrivato dopo vari e analoghi tentativi di metterla dentro di testa sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Che significato ha quando i più giovani determinano una vittoria importante come questa.

Significa tanto. Sono ragazzi del 96 sul quale si sta lavorando molto e che hanno carattere e voglia di essere protagonisti. Effettivamente alla fine si stanno togliendo delle grandissime soddisfazioni. Sono contentissimo per loro, per i loro gol, ma soprattutto per le prestazioni dei ragazzi più giovani, guidati in maniera egregia da capitani come Michele Gualano, Antonio Daniele, Nazario Nardella e Luigi Martino. Così per me è molto più semplice.

Vogliamo spendere anche qualche parola per Ivan Longo, decisivo sullo zero a zero con un meraviglioso intervento. Ricordiamo che si tratta di un portiere che ha appena 20 anni.

Certo, Longo è onnipresente, si allena bene e con determinazione. Merito, questo, anche e soprattutto del preparatore dei portieri, Matteo Merla, che lo fa lavorare in maniera molto intensa e lui ogni domenica, di conseguenza, risponde presente perché è molto concentrato, ha carattere, è un portiere forte tra i pali, ci sta dando una grossa mano ed è autore di grandi interventi. Ma non l’ho scoperto di certo io perché sono diversi campionati che affronta. Ma me ne avevano parlato bene ed infatti sta dimostrando tutto il suo valore.

Ianzano uscito anzitempo, Coco acciaccato, De Cata non ancora al top. In settimana bisognerà recuperare qualcuno, compreso Lei. A proposito, quando la rivediamo in campo. Insomma, sarà quindi una settimana intensa anche sotto questo profilo.

A me il problema è al ginocchio, ho una infiammazione al tendine rotuleo, però dormo tranquillo perché anche se ho diversi acciaccati, ho la fortuna di avere nel mio staff tecnico persone del calibro di Giuseppe Tancredi, che grazie al suo intervento fisioterapico ci consente di avere giocatori sempre pronti. Coadiuvato dal professor Antonio Parisi, che misura e pondera bene il lavoro di ciascuno. Detto questo, pur non sapendo chi giocherà domenica a Biccari, sono sicuro che in campo scenderà una formazione competitiva.

E’ cominciato il campionato dei Giovanissimi sotto la direzione tecnica di mister Nardella e sotto la tua supervisione. Un pareggio esterno ottenuto alla prima partita ufficiale che rappresenta un ottimo segnale.

Abbiamo trenta ragazzi, giocheranno e si divertiranno tutti. Il primo obiettivo è stato raggiunto: quello di fare questa bella trasferta, organizzata, tutti insieme, con il mister Nardella, il vice Calabrese, il dirigente e accompagnatore Nazario De Cata e il preparatore dei portieri, Antonio Villani. Uno staff tecnico affiatato e che sta lavorando bene. Sono contento del risultato, ma soprattutto che i ragazzi si siano divertiti e che, anche chi non ha giocato, è andato a Peschici tifando per i propri compagni. C’è un bel gruppo e speriamo che tra le giovani leve vengano fuori dei ragazzi che verranno a divertirsi con noi in prima squadra.

Sporting Altamura: Intervista a Lorenzo Tafuni

Lorenzo Tafuni

Intervista a Lorenzo Tafuni, figlio dell’indimenticabile Franco, in forza alla capolista Sporting Altamura.

Grande attesa per l’ottava gara del campionato di promozione pugliese  girone A, in programma domenica 3 novembre alle ore 14,30  che vedrà arrivare allo stadio S. Sabino di Canosa di Puglia(BT) una delle due capoliste, lo Sporting Altamura in vetta alla classifica insieme al Bitonto con 19 punti, entrambe ancora imbattute. Un partita temutissima dai padroni di casa alle prese con problemi di formazione viste le concomitanti assenze di alcuni titolari per squalifica o infortunio ma in settimana l’allenatore Scaringella ha fatto del suo meglio preparando meticolosamente l’incontro contro i primi della classe che schierano in rosa in rosa tre dei sette figli(Lorenzo, Nicola e Vincenzo) dell’indimenticabile calciatore Franco Tafuni, l’idolo della tifoseria locale alla fine degli settanta, deceduto nel 2009  all’età di 55 anni a causa della sclerosi laterale amiotrofica. Il nome di Tafuni rievoca bei ricordi per i rossoblu, tutti collegati agli anni più importanti della squadra del Canosa che ha avuto in Franco, uomo di temperamento forte, uno dei migliori  giocatori  in campo e fuori. Per l’occasione a testimonianza dell’affetto di tutti i tifosi canosini  per  “Francucc”  e per la sua famiglia è stato intervistato il figlio Lorenzo Tafuni(classe 1980), esterno di centrocampo con buoni precedenti calcistici a Chieti, Matera e Altamura e che purtroppo non sarà della partita per infortunio ma accompagnerà la squadra  per non far mancare il suo sostegno.       

Due domande ricorrenti : situazione sentimentale ed i suoi rapporti con i social network… Sposato da 10 anni con Dominga e 3 figli, Anna 9 di anni, Giorgia 6 e Francesco di 9 mesi. I miei rapporti con i social network sono  normalissimi  ma durante la giornata ho parecchio da fare.

Titolo di studio e attuale occupazione…Diplomato in ragioneria. Attualmente sono occupato nel settore dell’edilizia.

Si riesce a conciliare lavoro, famiglia  e allenamenti? Riesco a conciliare ma a volte però c’è bisogno che qualcun altro mi aiuti.

Quanto i suoi genitori hanno influito sulle sue scelte nell’attività sportiva? Con un padre come Franco Tafuni non avrei potuto fare sicuramente il ballerino. A parte le ciance, mio padre non ha mai condizionato le mie scelte.

L’approccio al calcio… E’ stato immediato in quanto sono nato in una famiglia di calciatori ma sopratutto di persone che amano il calcio.

Prima squadra, primo allenatore … Nel 1996-97 a Matera in C2 con l’allenatore Carlo Florimbi, poi  a Chieti in  C2 la stagione successiva con mister Stefano Di Chiara.

Ha giocato in diverse squadre, ottenuto soddisfazioni? Nell’Altamura con Francesco Di Benedetto allenatore.

L’emozione più grande provata… E’ stata nella stagione 2002-03 in occasione dello spareggio salvezza tra l’Altamura e il Carovigno, giocato a Noicattaro, al termine del campionato di eccellenza, con  mio padre seduto a bordo campo. Era già malato di Sla portava la bombola d’ossigeno e a stento si reggeva in piedi in quella partita. Ho segnato il gol più importante della mia vita regalando la salvezza e poi  ho raggiunto mio padre abbracciandolo in lacrime.

E’ importante avere in squadra giocatori di talento? Si possono ottenere ottimi risultati anche con queste individualità, o contano altri fattori? Sicuramente è fondamentale avere gente che abbia talento, se poi lo si mette a disposizione della squadra. Nel calcio come nella vita in generale bisogna saper usare il cervello, avere personalità e soprattutto cuore e passione. 

Tra i giocatori affrontati, chi l’ha colpita di più? Di giocatori bravi ne ho incontrati parecchi, sicuramente chi mi ha particolarmente impressionato è stato Josè Ignacio “Nacho”  Castello,  l’attaccante argentino del Brindisi in serie D nel 2001-2002 che realizzò quindici gol alla prima stagione in Italia.

Le squadre più forti di questo campionato? Quella da temere… Penso che sia un campionato abbastanza equilibrato non c’è una squadra da temere. Ogni partita va affrontata sempre con  la stessa determinazione che si giochi con la prima in classifica o con l’ultima.

E’ nelle fila dello Sporting Altamura con quali ambizioni? Di vincere questo campionato.

Il centravanti D’Introno l’ex di turno come sta giocando? E’ in gran forma e sinceramente mi ha impressionato in questo inizio di stagione.

Domenica sarà a Canosa,  un saluto ai tifosi rossoblu che non dimenticano le imprese calcistiche di papà “Francucc” … Giocare a Canosa è come giocare ad Altamura, mi sento di casa  ogni volta che vengo. Mi accolgono come se fossi un loro idolo ma in effetti è forte e vivo  il ricordo che i canosini hanno per  Franco Tafuni. Tutto questo è bellissimo! E’ un emozione unica quindi posso solamente ringraziare di cuore tutta Canosa.

La figura di Franco Tafuni come genitore, calciatore,dirigente, l’amico della gente … È stato un padre presente in famiglia, premuroso ma soprattutto protettivo e anche molto esigente. Come calciatore e dirigente parlano i fatti. Ovunque andiamo troviamo sempre la gente che parla di lui come l’amico di tutti che aiutava e che non sapeva dire di no a nessuno. Lo ricordano da giocatore come il gladiatore, una forza della natura. Come presidente è stato l’unico a far vedere il calcio che conta ad Altamura e Matera. E poi ricorderò per sempre una frase che lui ripeteva spesso e non si sbagliava “di Tafuni c’è n’è uno e tutti gli altri son nessuno”. Un uomo di forte carisma che in molti  hanno cercato, invano, di imitarlo.

Tafuni,  Borgonovo e nelle ultime ore girano notizie su un altro famoso calciatore alle prese con la SLA, si è fatta un idea di quali possano essere le cause? Parlare della Sla è come parlare di una cosa che non esiste. In dieci anni di sofferenza di papà solo tante chiacchiere, spero che riescano a trovare un rimedio, delle terapie efficaci per sconfiggere questa malattia terribile che mortifica il corpo ma lascia la mente lucida in grado di pensare.

Fatte le dovute proporzioni, a quale calciatore vorreste rassomigliare? Da piccolo mi piaceva Tardelli poi crescendo ho sempre cercato di apprendere qualcosa da ogni giocatore che avesse il mio stesso ruolo.

Qualcosa che mette in campo e gli altri non hanno: Come ho detto in precedenza bisogna avere personalità e saper usare la testa e avere  tanto cuore e spirito di squadra.

Il suo punto debole? Il mio punto debole non lo so, ditemelo voi.

Un voto sul tiro di destro e di sinistro : Preferisco che sia il pubblico e gli addetti ai lavori a giudicare.

Francesco de Gregori scrisse una canzone sul coraggio di un giocatore a tirare un calcio di rigore… Si assume le responsabilità nel calciare un rigore che altri “declinano”? Su questo non voglio essere presuntuoso ma per giocare a calcio bisogna avere “gli attributi” per assumersi le responsabilità. Non per questo mi chiamo Tafuni.

Un consiglio ai ragazzi che giocano nei campionati giovanili… Posso solo dire che devono crederci, non mollare mai e rincorrere i propri sogni.

Le associazioni sportive locali devono puntare maggiormente sui giovani? Il problema è che le associazioni sono abbandonate, non hanno strutture  e sono  senza sostegni economici

Un calciatore rimane atleta anche nelle giornate di riposo e il sabato sera? Può concedersi un po’ più di relax anche nell’alimentazione o nei divertimenti notturni? Fare il calciatore non  è semplice come si crede. Se lo si fa per professione bisogna seguire delle regole come l’alimentazione e una vita sana e regolare.

Facendo prevenzione, informando i giovani dei pericoli sull’abuso di alcol e quant’altro di stupefacente prima di mettersi alla guida, dopo aver trascorso delle ore in birreria, in discoteca, può dare un consiglio. La vita è un dono prezioso che ci è stato dato! Divertitevi ma senza esagerare! La vita è bella!

Vasco o Liga? Sud Sound System o Negramaro? I suoi preferiti… Vasco e Negroamaro.

Ha visto il film “L’Allenatore nel pallone” di Lino Banfi? Lino Banfi è un mito!

L’attrice più cliccata dai calciatori… Ognuno ha i suoi gusti!

Altamura la città del buon  pane e dei  salotti,  come sta vivendo la crisi? Altamura e la crisi, non si parla di altro. Che noia!

Il suo motto… La vita è questa!Niente è facile e nulla è impossibile!

Grazie per la collaborazione e in bocca al lupo per un pronto recupero e per il prosieguo della stagione!

Intervista a cura di Bartolo Carbone 

Carapelle: intervista a Pipoli

Importante pari esterno per il Carapelle di Ciccone, ben messo in campo e che non ha lasciato nulla al caso.
Due occasioni nella prima frazione di gioco con Gravinese e Ceglia, poi nella ripesa i padroni di casa sono stati più incisiva anche se non hanno mai impensierito il portiere Pipoli. Un pari tutto sommato giusto.
Ai microfoni di Antonio Villani, l’estremo difensore Pipoli.

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Intervista a Giovanni Camporeale centrocampista del Giovinazzo

Giovanni Camporeale

Non capita tutti i giorni di incontrare sui campi di gioco dei calciatori che riescono a conciliare lo studio e lo sport agonistico, in quanto non è affatto semplice impegnarsi in entrambe le attività, gestendo proficuamente il tempo a disposizione. In questo sta riuscendo molto bene il centrocampista Giovanni Camporeale(classe 1993), dell’U.S.D. Giovinazzo, studente universitario al secondo anno di Medicina ed in regola con gli esami che vive un particolare derby in famiglia con l’altro fratello Pietro (classe 1994) tra i giovani promettenti della serie D con la casacca del Monopoli. Alla vigilia della quarta giornata del campionato di promozione pugliese girone A che vedrà il Giovinazzo in trasferta a Canosa, il giovane Giovanni Camporeale con trascorsi calcistici nel Melphicta Molfetta in Promozione, poi a Trani e Fasano in Eccellenza, ha rilasciato la seguente intervista.

Due domande ricorrenti : situazione sentimentale ed i suoi rapporti con i social network…Single. I social network mi piacciono, ma non in maniera ossessiva.

Titolo di studio e voglia di studiare…Diplomato al liceo scientifico di Bitonto nel 2011. La voglia di studiare è tanta, deve essere così per forza. Ormai sono preso dagli studi universitari.

La giornata tipo di uno studente in Medicina e calciatore … Sveglia presto per prendere il treno alle ore 7,15 circa, poi  4-5 ore di lezione, pausa pranzo e caffè. Dopo altre  4-5 ore di studio in biblioteca, molte volte interrotte dagli  allenamenti. La sera se c’è tempo si passa con  gli amici  per  un po’ di relax, poi, possibilmente, a letto presto.

Si riesce a conciliare frequenza in facoltà, studio e allenamenti? E’ molto dura, questo tipo di facoltà ti prende tutta la giornata, senza contare lo stress fisico e mentale. Dipende anche dall’orario degli allenamenti, ci vogliono molti stimoli, giuste motivazioni e tanta forza di volontà.

Perché tutti ambiscono ad iscriversi a Medicina? Sicuramente quella del  medico è una professione che può dare tante soddisfazioni. Tanti vedono il medico come una figura di prestigio, molto rispettata e forse questo spinge a tentare questa carriera. Secondo le statistiche  è una delle poche facoltà che  da ancora  la sicurezza del posto di lavoro dopo la laurea. Alcuni sono attratti dal denaro che si guadagna, altri dal fatto che ti permette di aiutare altre persone. Io l’ ho scelta perchè mi piace mettermi a disposizione per gli altri,  poi durante gli anni scolastici  mi sono appassionato molto e dopo non mi ha attirato nient’ altro, mi ha spinto anche la “garanzia” lavorativa per il futuro.

Un saluto all’insegnante e all’allenatore preferito…Non ho particolari insegnanti ne allenatori preferiti. Penso che da ognuno si può imparare tanto, e cercare di rubare dagli stessi qualche segreto e qualche qualità sia sportiva che professionale. Forse mister Claudio De Tommasi, ex Bari e Modena, che mi ha allenato nei Giovanissimi, mi ha trasmesso tantissima esperienza e passione per questo sport, facendomi crescere tanto, ma dal primo all’ultimo, a tutti gli allenatori devo molto e li ringrazio di cuore.

Quanto i suoi genitori hanno influito sulle sue scelte nell’attività sportiva? Mio padre sicuramente mi ha trasmesso la passione per il calcio, ma ho deciso sempre da solo.

L’approccio al calcio… Da quando avevo 5 anni, è stato il mio unico sport.

Prima squadra, primo allenatore, primo provino … G.S Delfini Giovinazzo, società che non esiste più ma di cui ho un bellissimo ricordo. Primo allenatore Fabio Pansini se non ricordo male, una brava persona con cui crescendo ho mantenuto un ottimo rapporto. Primo provino importante  per il Bari, ero piccolissimo e molto emozionato.

Ha giocato in diverse squadre, ottenuto soddisfazioni? Si, le più belle i complimenti dei giocatori più grandi e allenatori.

L’emozione più grande provata…. Le poche volte che segno, mi capita raramente ma è sempre una sensazione unica.

E’ importante avere in squadra giocatori di talento? Si possono ottenere ottimi risultati anche con queste individualità, o contano altri fattori? I giocatori che fanno la differenza fanno sempre comodo, in queste categorie però ci vuole anche tanta corsa e tanto agonismo, poi molte partite sono decise da episodi.

Tra i giocatori affrontati, chi l’ha colpita di più? Ricordo da piccolo in un torneo per bambini a Giovinazzo di aver affrontato Bellomo, già si intuiva che avrebbe fatto la differenza.

Le squadre più forti di questo campionato?  Bitonto e Sporting Altamura che abbiamo già incontrato, sembrano poter fare un campionato di vertice, è comunque un torneo molto equilibrato.

E’ nelle fila del Giovinazzo con quali ambizioni? Sono qui al secondo anno, la squadra è giovane, puntiamo ad una salvezza da raggiungere il prima possibile, poi se va bene anche qualcosa in più. Personalmente ho molto da migliorare, spero di fare un bel campionato e contribuire agli obiettivi della squadra.

Fatte le dovute proporzioni, a quale calciatore vorreste rassomigliare? Ho sempre avuto come idolo Andrea Pirlo, anche per il ruolo che ricopro.

Qualcosa che mette in campo e gli altri non hanno: Non saprei, credo di dare sempre l’ anima in tutte le partite.

Il suo punto debole ? Tanti, soprattutto la velocità.

Un voto sul tiro di destro e di sinistro :  Bene il destro, male il sinistro.

Francesco de Gregori scrisse una canzone sul coraggio di un giocatore a tirare un calcio di rigore… Si assume le responsabilità nel calciare un rigore che altri “declinano”? Si certo.

Un consiglio ai ragazzi che giocano nei campionati giovanili… Secondo me bisogna avere molta personalità e fiducia in se stessi, avere il coraggio di prendersi responsabilità nel campo, credo che molti osservatori e allenatori vedono questo.

Le associazioni sportive locali devono puntare maggiormente sui giovani? Si, in  generale. In Italia, i giovani hanno poco spazio e si bruciano in fretta. Si dovrebbe avere più pazienza. Molte squadre hanno negli under i loro punti di forza.

Un calciatore rimane atleta anche nelle giornate di riposo e il sabato sera? Può concedersi un po’ più di relax anche nell’alimentazione o nei divertimenti notturni?  Si, specialmente il sabato sera prima della partita è importantissima la vita sana, anche l’ alimentazione corretta è fondamentale per ogni sportivo. Poi magari dopo la partita ci sta lo strappo alla regola.

Facendo prevenzione, informando i giovani dei pericoli sull’abuso di alcol e quant’altro di stupefacente prima di mettersi alla guida, dopo aver trascorso delle ore in birreria, in discoteca, può dare un consiglio. E’ normale che tutti giovani compreso me, amino divertirsi e fare serata. L’ importante è farlo nel modo giusto, e pensare che si può mettere in pericolo non solo la propria vita ma soprattutto quella degli altri se, quando  si guida ubriachi o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti.

Vasco o Liga? Sud Sound System o Negramaro? I suoi preferiti…Sento poca musica italiana, di questi tutti tranne i Negramaro.

Ha visto il film “L’Allenatore nel pallone” di Lino Banfi? Bellissimo film, si scherza su cose che poi accadono realmente. Lino Banfi è un mito.

Il suo motto…  Non mollare mai.

Grazie per la collaborazione e in bocca al lupo per la carriera calcistica e professionale. Intervista a cura di Bartolo Carbone

 

Manfredonia: Intervista al presidente Sdanga
E’ stata la vittoria del gruppo

Il Vicepresidente Sdanga

Il Presidente Sdanga

Il presidente dei sipontini ha riportato il club nella massima serie dilettantistica

Questa vittoria la dedico a mio padre che trent’anni fa ha portato il Manfredonia in D. Sono riuscito ad emularlo. Ora aspetto che tra trent’anni faccia lo stesso anche mio figlio. Buon sangue non mente“. Una questione di famiglia insomma. Antonio Sdanga (in foto), presidente del Manfredonia, neo promossa in serie D, si gode la splendida stagione dei suoi.

Manfredonia in D: l’avrebbe mai immaginato?
“Era nei nostri pensieri. A un certo punto della stagione qualcosa ci stava sfuggendo di mano ma siamo stati bravi a riprenderci. C’era la consapevolezza di poter migliorare rispetto al passato”.

Quando ha capito che la squadra poteva farcela?
“Dopo la sconfitta di Mola. Dopo quel 4-0 qualsiasi altra squadra avrebbe mollato. I ragazzi invece si sono stretti, hanno fatto gruppo, e hanno mostrato che proprio l’unione è la vera forza”.

Il gruppo ma non solo, la società si è mossa bene.
“Il fatto che quest’anno c’erano altri tre amici ad accompagnarmi in questa avventura è stato un grande aiuto. L’anno scorso ero solo. L’unione e la coesione hanno permesso di sopperire alle difficoltà del momento. A dicembre ci siamo accorti che mancava qualcosa. Serviva un difensore centrale ed è arrivato D’Arienzo che ha dato quella sicurezza in più; occorreva un portiere under che ha permesso di avere qualche giocatore più esperto in mezzo al campo: sono stati innesti importanti. Non dimentichiamoci Portosi: è una sorta di portafortuna, ha vinto cinque campionati negli ultimi sette anni”.

A novembre ha mandato via D’Arienzo e richiamato Cinque: mossa azzeccata.
“Può darsi che ho sbagliato a mandar via a giugno Cinque. I meriti di questa promozione vanno anche a mister D’Arienzo e ai punti conquistati sotto la sua gestione. Purtroppo la squadra aveva bisogno di una scossa e a pagare sono sempre gli allenatori”.

La città come ha risposto?
“Ieri c’è stata la festa. Siamo arrivati con il pullman allo stadio: era gremito come ai tempi del professionismo. La città ha voglia di calcio e non vuole essere delusa. Avevamo promesso che in tre anni saremmo arrivati in D: ce l’abbiamo fatta. Ora dobbiamo vedere i programmi per il prossimo anno e non deludere nessuno”.

Si gode la promozione o ha già in mente progetti per il futuro?
“Per ora ci godiamo la vittoria. Il viaggio in Sicilia è stato lungo. Mercoledì c’è l’incontro con i ragazzi, faremo una partita tra di noi e poi ci sarà il rompete le righe. In seguito ci siederemo ad un tavolo, insieme anche a mister Cinque, e programmeremo il futuro”.

Qualche giocatore lascierà Manfredonia?
“Ci sono ragazzi che quest’anno si sono messi in mostra e hanno avuto diverse richieste. Per come si vive il calcio a Manfredonia, per la serietà della società, difficilmente qualcuno lascerà il club, a meno che non dovessero arrivare delle proposte dalla Lega Pro”.

Ad inizio stagione le favorite erano Terlizzi, Mola e Cerignola. Alla fine in D o a voi è andato il San Severo. Che idea s’è fatto di questa Eccellenza?
“Questo dimostra che non sono i nomi che fanno vincere i campionati, ma le società e i programmi fatti in una certa maniera. Ci vuole passione e bisogna crederci fino in fondo. Credo che questo abbia fatto la differenza per noi e per il San Severo”.

calcioclub.nicholaus.it

 

Interviste in casa Alberobello
parla Leo Panzarea

Leo Panzarea

Una stagione da protagonista con il Real Alberobello per Leo Panzarea che ha trainato la squadra verso una tranquilla salvezza. Un campionato da incorniciare per il fantasista gialloverde che, a dicembre, è approdato alla corte di mister Caroli dando una svolta alla stagione del Real. L’arrivo di Panzarea ha colmato l’enorme lacuna a centrocampo che aveva portato, nel primo scorcio di campionato, la compagine alberobellese nei bassifondi della classifica. L’innesto di un regista a centrocampo che desse stabilità e dettasse i ritmi di gioco ha permesso al Real Alberobello di cambiare le sorti di un campionato che sembrava non promettere niente di buono. Una scelta indovinata e oculata della dirigenza gialloverde che ha puntato tutto sul mercato di riparazione di dicembre e sull’arrivo di Panzarea, con un passato importante in serie C2 con il Casale Monferrato e artefice lo scorso anno della promozione del Castellaneta in questa categoria. Un ragazzo che non ha deluso le aspettative e che giunti al termine di questa stagione, racconta la sua esperienza al Real Alberobello e i suoi progetti futuri.

  • Restano da giocare gli ultimi 90 minuti di questo campionato. Qual è il tuo bilancio?

È stato un campionato lungo e stressante senza Play Out e Play Off e molte squadre, compresa la nostra, hanno rallentato i ritmi una volta raggiunta salvezza. La nostra rosa è composta da tanti giovani, ma nonostante ciò abbiamo fatto un buon campionato, conquistando quello che era il nostro obiettivo primario: la salvezza.

  • Ti aspettavi di più da questo campionato con il Real Alberobello?

No, al contrario. A dicembre, quando siamo arrivati io e Difonzo, il Real Alberobello non aveva proprio una posizione tranquilla in classifica. Pian piano abbiamo quadrato la squadra, conquistando punti preziosi per la salvezza.

  • La società ha riposto su di te molte aspettative, credi di avere ripagato questa fiducia?

Questa domanda bisognerebbe farla a loro. Sin dall’inizio sono stati chiari con me, spiegandomi la situazione e cosa si aspettavano da me. Spero di aver ripagato la loro fiducia.

  • Sei soddisfatto del tuo campionato?

Personalmente sono soddisfatto. Ho giocato 33 partite su 36 senza infortuni. La continuità di allenamento e di gare è molto importante per un giocatore. Per quanto riguarda la squadra, invece, è un gruppo molto giovane, ma nonostante ciò abbiamo fatto molto bene. Penso che con qualche ritocco, si potrebbe aspirare a qualcosa di più di una salvezza tranquilla.

  • A dicembre hai deciso di lasciare Castellaneta per Alberobello. Rifaresti la stessa scelta?

Si, rifarei la stessa scelta. Caratterialmente sono molto deciso e quando prendo una decisione sono convinto di quello che faccio. Sono legato al Castellaneta, ma era arrivato il momento di andare via per cercare nuovi stimoli.

  • Ad Alberobello hai trovato gli stimoli che cercavi?

Si! Il Direttore Franco Sgobba ed il Mister Caroli si sono affidati a me e quando sento il peso della responsabilità do il meglio di me.

  • Quali responsabilità?

Loro cercavano qualcuno che desse una scossa a questa squadra e che, a centrocampo e in attacco, portasse risultati. Penso che il compito che mi avevano affidato sia stato svolto al meglio, raggiungendo l’obiettivo che ci si era prefissati.

  • Hai già ricevuto qualche proposta per il prossimo anno?

Ammetto che qualcosina si muove, ma non è niente di sicuro o di concreto. Sono solo contento e lusingato delle voci sul mio conto. Comunque adesso è ancora presto per parlare. Bisognerà attendere almeno la fine di giugno per capire quello che succederà anche qui ad Alberobello.

  • Se ricevessi una buona proposta resteresti al Real Alberobello?

Perché no! Ad Alberobello mi sono trovato bene, ho legato con tutti e poi è una città dove nessuno pretende niente o quasi. Ammetto anche che mi piacerebbe vedere molta più gente vicina alla nostra squadra perché sarebbe uno stimolo in più per tutti. E poi, parlo per me, giocare sottopressione è la cosa più bella del calcio.

  • Cosa ti resterà di questa esperienza con il Real Alberobello?

Non la prendo come un’esperienza finita anche perché, finché non firmo altrove, sono un giocatore del Real Alberobello. Se dovessi andare via, porterò senza dubbio con me dei bei ricordi di questi sei mesi trascorsi qui. Una città bella ed una squadra composta da bravi ragazzi, fin troppo bravi. Se, invece, dovessi restare cercherò di vivere un altro anno al massimo e lasciare un ricordo ancora più indelebile di me ad Alberobello.

Emanuela Miraglia

Nuova Andria
Intervista a Mimmo Lomonte

Mimmo Lomonte

La Nuova Andria ha ottenuto la salvezza nel campionato di promozione con ben 3 giornate d’anticipo. Un campionato iniziato male per i biancoazzurri, che poi grazie alla forza del gruppo e all’avvento di mister Reggente in panchina, sono riusciti a risalire la china ea salvarsi compiendo una vera e propria impresa.

Abbiamo ascoltato Mimmo Lomonte. Capitano e bomber della Nuova Andria

Salve Mimmo, allora, com’è stato raggiungere la salvezza con la Nuova Andria, con ben 3 giornate d’anticipo?
E’ stato davvero bello ed emozionante. Ho delle sensazioni davvero positive. All’ inizio, nessuno credeva in questa squadra, ritenuta da molti, troppo giovane ed inesperta per un campionato insidioso come quello di promozione. Ma tutti noi, con l’umiltà giusta, tanto lavoro e spirito di sacrificio, siamo riusciti a raggiungere l’obiettivo salvezza anche in anticipo.

Finora hai segnato 10 reti in campionato. Come ti senti , da capitano e andriese purosangue, ad aver contribuito alla salvezza?
Essere capitano nella squadra della mia città mi inorgoglisce. E sono davvero contento di aver segnato gol importanti. Ma il merito va soprattutto a chi come i miei compagni di squadra, mi hanno messo in condizione di far gol. Il lavoro di squadra, e il gruppo di quest’anno, sono stati un valore in piu.

La Nuova Andria è salva, ma il campionato non è ancora finito. Come affronterete le ultime 3 gare di questo torneo.
E’ stato un campionato lunghissimo e particolare. Dal canto nostro, onoreremo le ultime 3 giornate, a partire dalla gara di domenica in casa contro il Noci, giocando sempre come sappiamo, con la voglia di vincere e di dimostrare che questa salvezza non è stata frutto del caso.

Grazie a Mimmo Lomonte per la disponibilità.

Alessandro Polichetti

Nuova Daunia: Michele Marchese:
Stagione inimmaginabile!

 

Michele Marchese

Michele Marchese, che da oltre un decennio è al timone della Nuova Daunia, dice la sua su quella che è stata la stagione dei rosso-nero-verdi: “A Luglio 2012 io avevo avanzato l’ipotesi di iscrivere la squadra in Seconda categoria, perchè avevo paura che le difficoltà di giocare senza un proprio campo ed il nuovo assetto societario poteva far diventare affannosa la stagione e, quindi, un campionato più leggero poteva facilitarci ed invece, la caparbietà del nostro staff tecnico mi ha convinto ad affrontare il campionato di Prima categoria ma, mai, avrei immaginato di vivere una stagione così esaltante. Sono i 2 anni in cui mi sono divertito di più nella mia gestione della Nuova Daunia. Sono davvero grato e soddisfatto di quello che si è fatto. Purtroppo la “GRANA” campo di calcio di Castelluccio Valmaggiore ci ha costretto a giocare sempre in trasferta e questo è oggettivamente uno svantaggio e purtroppo senza un campo non si può neanche programmare un futuro per una società, che come base, dovrebbe avere un settore giovanile ed una scuola calcio, altrimenti si è destinati a sparire“.
IL FUTURO DELLA NUOVA DAUNIA?
Bè è difficile da dire, purtroppo se non si risolveranno i problemi al campo di Castelluccio Valmaggiore in tempi brevi sarò costretto a decisioni drastiche. Da solo e senza l’aiuto delle istituzioni cittadine non posso portare avanti un progetto sportivo che impegna tempo e denaro. Spero che una soluzione si trovi, la Nuova Daunia è una istituzione nel calcio dilettantistico di Capitanata e credo sarebbe una sconfitta per tutti perderla.”

Canosa: Intervista all’attaccante
Angelo Piacenza

Angelo Piacenza

Domenica si giocheranno gli ultimi novanta minuti del campionato di calcio di prima categoria pugliese che vedrà allo stadio San Sabino, inizio fissato alle ore 16,30, il Canosa contro l’U.C. Bisceglie vincitore della Coppa Puglia ed ancora in lizza per i play off. La trentesima giornata designerà la vincitrice del girone A che vede in testa alla classifica due squadre appaiate a quota 68 punti il Canosa ed il Real BAT impegnato tra le mura amiche contro il Minervino Murge, ancora con qualche possibilità di accesso agli spareggi. Due partite di difficile lettura per tutte e due le capoliste: i rossoblu di mister Scaringella euforici per la vittoria ed il primo posto conquistati a Poggio Imperiale mentre i barlettani dovranno riscattarsi dal tonfo in terra foggiana di domenica scorsa. Al termine della partitella amichevole del giovedì è stato intervistato l’attaccante dei rossoblu Angelo Piacenza, risultato decisivo in molte partite di questa stagione avvincente e nell’ultima trasferta grazie al suo provvidenziale ingresso in campo ed alla sua pericolosità offensiva è scaturita l’azione del calcio di rigore nei minuti finali dell’incontro contro l’agguerrita Alexina di mister Teodoro Torre. Il canosino Angelo Piacenza(classe1981), figlio d’arte (papà Francesco ha giocato negli anni settanta e ottanta nel Canosa,Cerignola e Trinitapoli), attaccante con il fiuto del goal, 4 messi a segno in questa stagione nonostante la partenza in ritardo e qualche acciacco fisico che ne hanno limitato le prestazioni. Dal 1992 al 1997 ha militato nelle squadre giovanili dell’Inter allenate da Franco Pancheri, Gianfranco Bedin e Beppe Baresi con risultati sorprendenti e molti goal realizzati fino alla conquista del titolo nazionale degli allievi con la maglia nerazzurra. Purtroppo, al termine della trafila giovanile con ottime referenze, qualche controversia burocratica legata ai soliti personaggi che ruotano attorno al mondo del calcio non gli hanno permesso il salto di qualità. Trasferimento all’Andria, poi in C2 nel Saronno, seguite dalle esperienze tra i dilettanti del Ruvo, Genzano, Venosa, Pietragalla, Atella, Barletta, Minervino, Ascoli Satriano e da due stagioni a Canosa per risollevare le sorti della squadra cittadina. In vista del delicato match di domenica prossima, sia sotto il profilo nervoso che agonistico, l’attaccante Angelo Piacenza dall’alto della sua esperienza ha risposto da par suo con determinazione e ancora tanta voglia di vincere e continuare a segnare.

Due domande ricorrenti : situazione sentimentale ed i suoi rapporti con i social network…
Sono fidanzato da 7 anni e nel tempo libero utilizzo Facebook per contattare e salutare gli amici.

Attuale occupazione
Lavoro presso un’azienda vinicola.

Quanto i suoi genitori hanno influito sulle sue scelte nell’attività sportiva?
I miei genitori mi hanno seguito sin da piccolo nella mia passione per il calcio, dispensandomi consigli che mi hanno aiutato a maturare.

L’approccio al calcio
Abbastanza precoce, infatti ho cominciato ad appassionarmi sin da quando avevo 6 anni e a testa bassa ho sempre dato il massimo per emergere.

Prima squadra, primo allenatore, prime trasferte:
Ho iniziato a giocare nei giovanissimi del Canosa Calcio prima con mister Mimmo Zitoli e poi con Sabino Materno. Le prime trasferte nei paesi limitrofi.

Ha giocato in diverse squadre, ottenuto soddisfazioni?
Nel corso della carriera calcistica ho giocato in diverse squadre dal nord al sud Italia e posso dire di aver ricevuto soddisfazioni più o meno grandi in ognuna di esse.

L’emozione più grande provata?
Non dimenticherò mai l’amichevole giocata nel 1996 a Campione d’Italia con il grande Ronaldo nell’amichevole Inter-Libia. Emozioni indescrivibili, da brividi che danno un senso alla vita di un calciatore.

Quanti gol realizzati in carriera?
In tutta la mia carriera ho totalizzato 80 gol circa.

E’ importante avere in squadra giocatori di talento? Si possono ottenere ottimi risultati anche con queste individualità, o contano altri fattori?
E’ molto importante avere in squadra giocatori di talento, in quanto si possono ottenere risultati positivi grazie alle loro capacità e all’estro risolutivo.

Tra i giocatori affrontati in questa stagione, chi l’ha colpita di più? Ci sta qualche giovane promessa?
In questa stagione nessun giocatore mi ha particolarmente colpito, e non ho visto talenti emergenti, tra le cause molto probabile il disinteresse nei confronti del settore giovanile.

La squadra più forte di questo campionato?
Secondo il mio modesto parere la squadra più forte di questo campionato è il Canosa.

Come vede l’eventuale spareggio contro gli ex compagni di squadra…
Lo spareggio contro gli ex compagni di squadra sarà difficile. Mi auguro di riuscire a spuntarla con la forza del nostro gruppo unito e ben diretto da mister Scaringella. La vittoria finale ce la meritiamo per quello che abbiamo dimostrato sul campo nell’arco del campionato. Dobbiamo salire in Promozione per i nostri tifosi di categoria superiore e per i nostri dirigenti per l’impegno economico profuso.

Un invito particolare alla tifoseria canosina per questo finale avvincente…
Di partecipare in massa per incitare la squadra sia domenica contro l’U. C. Bisceglie che nell’eventuale spareggio.

Fatte le dovute proporzioni, a quale calciatore vorreste rassomigliare?
Il mio idolo è da sempre Roberto Baggio, un grande dentro e fuori dal terreno di gioco.

Un voto sul tiro di destro e di sinistro :
Tiro destro 10 e tiro sinistro 6.

Francesco de Gregori scrisse una canzone sul coraggio di un giocatore a tirare un calcio di rigore…
Si assume le responsabilità nel calciare un rigore che altri “declinano”? Lo faccio volentieri senza tirarmi indietro assumendomi le responsabilità del caso.

Un consiglio ai ragazzi che giocano nei campionati giovanili a Canosa e dintorni…
I ragazzi che praticano il calcio devono credere in ciò che fanno applicandosi con passione e tenacia senza arrendersi davanti alle prime difficoltà che possono presentarsi.

Le associazioni sportive locali devono puntare maggiormente sui giovani?
Si, sicuramente. Le associazioni sportive locali dovrebbero puntare su di loro ed avere maggiori attenzioni verso i giovani, seguendoli con particolare cura per formarli e farli crescere bene.

Vasco o Liga? Sud Sound System o Negramaro?
Vasco e Negramaro

Ha visto il film “L’Allenatore nel pallone” di Lino Banfi?
Un commento… Si, l’ho visto diverse volte è davvero molto divertente e non stanca mai.

L’attrice più cliccata?
Maria Belen Rodriguez Cozzani.

Il suo motto…
Non mollare mai!

Grazie per la collaborazione e in bocca al lupo!
Crepi!Colgo l’occasione per salutare la redazione e tutti i lettori.

Intervista a cura di Bartolo Carbone

Interviste in casa Canosa
Parla Mr. Scaringella

Intervista a tutto campo all’allenatore del Canosa Giuseppe Scaringella, capolista del girone A

Alla prima stagione alla guida tecnica dell’A.S.D. Canosa nel girone A del campionato di prima categoria pugliese mister Giuseppe Scaringella (38 anni) ha dimostrato sul campo di aver lavorato bene formando un gruppo coeso che nelle occasioni più difficili, viste le concomitanti assenze per infortuni e squalifiche di diversi titolari, ha fatto valere la propria forza e determinazione grazie alle cure del tecnico andriese. Il Canosa è  primo in classifica a quota 62 punti, imbattuto nel girone di ritorno,  in serie positiva da undici partite e con dieci vittorie consecutive conquistate, vantando il miglior attacco con 55 gol realizzati  ed il portiere De Blasio che non prende gol da 620 minuti. Sono numeri eloquenti che parlano da soli sulle potenzialità della squadra rossoblu, da sola in testa alla classifica alla vigilia delle festività pasquali e della sosta del campionato che riprenderà il 7 aprile e vedrà il Canosa impegnato in casa contro il temibile Monte S.Angelo, al quarto posto. Per l’occasione mister Giuseppe Scaringella ha rilasciato la seguente intervista: 

–          Due domande ricorrenti: situazione sentimentale ed i suoi rapporti con i social network…Dal 2003 sono sposato con Barbara e dalla nostra unione sono nate le bambine Alessia e Gloria. I social network sono una fonte di informazioni, un’alternativa ai tradizionali mezzi di comunicazione

–          Titolo di studio e professione…Diplomato all’Istituto tecnico per geometri di Barletta e attualmente “impartisco” lezioni di  geometrie calcistiche dopo aver giocato da difensore nelle giovanili della Fidelis Andria, poi a Trani, Cerignola, Lavello, Bisceglie e Minervino.

–          L’approccio alla panchina…Sarà stato un caso ma il mio esordio in panchina è stato proprio contro il Canosa nel campionato di promozione del 2009. Cerco sempre un approccio equilibrato alla gara a prescindere dall’avversario.

–          Prima squadra da allenatore: Il Minervino Murge nel campionato di promozione 2009/10.

–          Ha ottenuto soddisfazioni? Per due stagioni alla guida del Minervino, nel primo anno abbiamo sfiorato i play off per soli due punti dopo essere stati per diverso tempo in lotta con le prime, nel secondo anno ci siamo salvati con una squadra composta da giovani all’esordio in promozione. La soddisfazione più grande, oltre al raggiungimento dell’obiettivo di inizio stagione, è quello di avere un rapporto leale con tutti i giocatori della rosa, anche con quelli che giocano meno, non solo sul campo ma  soprattutto nella vita quotidiana.

–          E’ importante avere in squadra  giocatori di talento? Si possono ottenere ottimi risultati anche con queste individualità, o contano altri fattori?E’ ovvio che per raggiungere determinati traguardi si ha bisogno di giocatori di talento ma è anche importante ricordare che il vero talento è quello che oltre ad avere  qualità tecniche superiori alla media, si mette totalmente al servizio  della squadra e di tutto l’ambiente che lo circonda. Ecco perché è sempre più difficile trovare in un giocatore il binomio talento-umiltà.

–          A quale allenatore  si ispira? Secondo il mio modesto parere, Arrigo Sacchi è stato l’allenatore che ha rivoluzionato la filosofia di fare calcio rispetto al passato, alle teorie arcaiche. Nel mio piccolo,  i suoi concetti di difendersi-attaccando, cerco di applicarli.

–          Come trascorre il pre-gara? Sono molto meticoloso e intransigente nel rispetto degli orari di arrivo, del pranzo, del tragitto nel viaggio verso lo stadio per arrivare puntuali e concentrati all’appuntamento domenicale.

–          Tra le squadre affrontate in questa stagione chi l’ha impressionata di più?  Parecchi colleghi stanno svolgendo un ottimo lavoro ma per restare impressionato ho bisogno di vedere cose nuove che non ho ancora visto.

–          I pronostici: dalla prima  alla quinta…Non oso fare pronostici, sbaglio sempre!

–          Un commento sulla tifoseria canosina. I saluti a fine partita…Solo parole di elogio per come ci hanno accolto e per il modo di incitarci nell’arco della partita. Encomiabili anche quando abbiamo perso che ci hanno applaudito. Nelle prime giornate volutamente non andavo per il saluto finale perchè volevo che tra i tifosi ed i miei giocatori cominciasse a nascere un rapporto di stima reciproca, per conoscersi meglio, in modo tale che i calciatori, i veri protagonisti di questa stagione, iniziassero a sentire la fiducia dell’ambiente per accrescere la loro autostima. Ora con molto piacere vado anche io per ringraziare tutta la tifoseria a fine gara.

–          Parlando della squadra, un nome su tutti non può passare inosservato: Gianmarco Frezza. Quanto vale per il gruppo? Giù il cappello quando parliamo di Gianmarco Frezza. Non capisco come gli addetti ai lavori la scorsa estate non abbiano fornito una proposta seria ad un calciatore che può tranquillamente giocare ancora per anni in prima Divisione per la sua professionalità, per le sue capacità tecniche-tattiche e per la sua integrità fisica. Quando un calciatore che ha calcato campi di massima serie segnando gol anche in stadi famosi, esulta in prima categoria come se avesse segnato il suo primo gol in serie A, con la gioia e la grinta di un ragazzino, posso affermare che Gianmarco Frezza è un esempio positivo per i giovani . Purtroppo ce ne  sono pochi in giro. E’ davvero uno spot umano trainante per tutto l’ambiente calcistico e non esagero.

–          La scelta di Impera come capitano e non Frezza o De Blasio? Nel nostro spogliatoio Frezza e De Blasio sono due “mostri sacri”. Ho scelto Impera come capitano perché ho voluto responsabilizzare tutto il gruppo per non farli nascondere dietro queste figure carismatiche e poi con il lavoro e la partecipazione di tutta la rosa si hanno più possibilità di centrare gli obiettivi. 

–          Come sarà il finale  per l’ A. S. D. Canosa che ha iniziato in ritardo la stagione? Il finale sarà assolutamente in crescendo.

–          Rammarico per le tre sconfitte subite nel girone d’andata di cui due in trasferta contro le retrocesse dalla promozione ed una tra le mura amiche? Quando perdi c’è sempre il rammarico ma abbiamo dimostrato, soprattutto a qualche denigratore,  che non siamo prime donne ma uomini che sappiamo rialzarci a testa alta dopo aver subito due sconfitte consecutive, reagendo con una straordinaria compattezza.

–          Nella rosa a disposizione c’è qualche giocatore che potrebbe calcare i prati delle categorie maggiori? Certamente tutti potrebbero giocare almeno in una categoria superiore se non due. Al momento nomi non ne faccio per non fare torto a nessuno. I miei ragazzi sanno quello che penso di loro.

–          Un consiglio ai ragazzi che giocano nei campionati giovanili a Canosa e dintorni? L’unico consiglio  che posso dare ai ragazzi  è quello di continuare a giocare solo se sentite l’esigenza fisica e mentale di farlo, come se giocare a calcio fosse un bisogno primario per voi stessi. Questo concetto vi farà superare tutte le difficoltà che incontrerete, vi farà migliorare  giorno dopo giorno come uomini e come calciatori e infine vi terrà lontani da tutte quelle persone intorno a voi che vi osannano quando fate un gol e nello stesso tempo  vi gettano  fango quando siete in una giornata storta.   

–          Le associazioni sportive locali devono puntare maggiormente sui giovani? Nella BAT ci sono numerose scuole calcio ma con pochi calciatori nelle serie maggiori…Io dico che bisogna puntare sulla formazione di uomini. Interessi economici,vanità, arrivismo, cinismo sono tutti fattori che ostacolano la formazione dei giovani calciatori. Dopo la prematura scomparsa del mister Mauro Lagrasta ho cercato di conoscerlo un po’ meglio attraverso interviste e video, spinto anche dal fatto che a Canosa tutti ripeto tutti, avevano un episodio significativo sia calcistico che di vita da raccontarmi. Ho quindi capito che sicuramente mister Lagrasta era e continuerà ad essere un punto di riferimento per il suo modo unico di rapportarsi con i ragazzi e non solo.

–          Un calciatore deve rimanere atleta anche nelle  giornate di riposo e il sabato sera? E, può concedersi un po’ più di relax anche nell’alimentazione e nei divertimenti notturni? Vivere da atleta non deve essere un sacrificio deve essere uno stile di vita.

–          Vasco o Liga? Sud Sound System o Negramaro? Indubbiamente Vasco e Negramaro.

–          Ha visto il film “L’Allenatore nel pallone” di Lino Banfi? L’attore Lino Banfi nato ad Andria ed emigrato a  Canosa, il sottoscritto nato ad Andria che si sposta a Canosa per allenare…Una comparazione beneaugurante per descrivere  questo film,  un must assolutamente da vedere insieme ai giocatori soprattutto nei momenti di tensione in quanto aiuta a sdrammatizzare e ad infondere  fiducia nelle potenzialità della squadra.

–          L’attrice più cliccata? Clicco poco ma Anna Falchi merita di essere cliccata.

–          Il suo motto…Ai miei giocatori dico sempre di non rientrare negli spogliatoi  a testa bassa ma uscire dal campo a testa alta si vinca o si perda. Lo stesso ripeto a me stesso di camminare a testa alta per poter guardare negli occhi il prossimo.

–         Grazie e in bocca al lupo per il finale di stagione !Crepi!

Colgo l’occasione  per  esprimere a nome di tutta la squadra  gli  auguri di una buona e serena Pasqua a tutti i lettori e alla Redazione di CalcioWebDilettanti che segue il  calcio dilettantistico con dovizia di particolari l’evolversi  della stagione agonistica.

Intervista a cura di Bartolo Carbone

 

 

 

 

 

San Severo: Intervista a Mister Rufini
“Vinca il Migliore”

Mr. Danilo Rufini

Ecco l’intervista realizzata da Ludovico Calabrese, per il sito Pugliacalcio24, all’allenatore del San Severo Rufini

Salve Mister, Aggancio in vetta dunque se lo aspettava?
Vetta raggiunta dopo aver recuperato sei punti al molfetta con merito, tanto lavoro e sacrificio. Ora restano quattro gare che saranno quattro finali, difficili, ma come lo sono state tutte le altre partite, andiamo avanti con serietà, umilità e rispetto per tutte le squadre che affronteremo, con la consapevolezza delle nostre forze.

Gran Bel Campionato che sta disputando questa sua squadra?
Siamo partiti per un campionato tranquillo, con un budget da salvezza, ho scelto personalmente tutti i calciatori che ho a disposizione e devo ringraziare il presidente marino per la fiducia accordatami, Mongelli la Dogana, cesareo, Conte, La Nave, Florido, de Rosa, provengono da Promozione e Prima categoria, Ianniello, Ganci, Ancona, Eramo giocatori sconosciuti, Selvaggi è arrivato dopo e proveniva da un periodo do inattività, Gli Under sono tutti provenienti dal nostro bel settore giovanile e sono richiestissimi da società professionistiche, solo De Simone, Galetti e Silvestri possono vantare illustri campionati trascorsi nel calcio professionistico. Tutti uomini veri e che meriterebbero sicuramente molto di più rispetto a quello che il calcio oggi gli ha offerto, dimostrando il loro valore.

Quanto Peseranno queste due giornate di stop!
Le due giornate di stop se da una parte interromperanno questo nostro ritmo, dall’altra ci danno modo di recuperare o di far rifiatare chi è un po’ affaticato, le sfrutteremo per provare nuova soluzioni tattiche.

Visto che avete un calendario da qui alla fine quasi simile, ma il molfetta con due trasferte proibitive, per voi invece forse la più difficile quella di Gallipoli.!
Il Calendario e duro per entrambe, loro hanno le insidiose trasferte di Mola e Corato, con Gallipoli e Manduria in casa (sempre in trasferta per campo squalificato ndr), noi avremo partite altrettando dure a Manduria e Gallipoli, l’ultima col Mola che è una squadra in gran forma con ottimi calciatori ed un mister che stimo molto, e poi chiuderemo con il Racale in casa.

Per Chiudere secondo lei fra San Severo e L. Molfetta alla fine chi la spunterà?
Io So che per avere la certezza di finire primo dovrò necessariamente cercare di vincerle tutte, sarà durissima, ma siamo in ballo non abbiamo altre alternative e balliamo, alla fine io che sia noi che il Molfetta abbiamo disputato un grande campionato e che né noi nè loro eravamo i favoriti all’inizio del campionato, quindi che vinca il migliore. Grazie e fine di campionato a tutti.

Ludovico Calabrese – Puglia Calcio 24