Serie D in bilico, ma il presidente Sibilia non molla: "Fin quando ci sarà anche l'ultima possibilità…"

In bilico tra ripresa e stop definitivo. Cosimo Sibilia, presidente della LND, fa il punto della situazione sul sistema calcio, ma se la Serie A ha margine per ripartire per il calcio dilettantistico la situazione è molto più complessa.

Intervistato da Radio Punto Nuovo nei giorni scorsi, ha affermato: “La Serie A deve ricominciare a giocare anche perché deve produrre dal punto di vista del prodotto, quindi vendere e aiutare l’economia. Cominciare ad inizio Giugno? E’ un’ipotesi vicino alla realtà. Per quanto riguarda la LND siamo in trepidante attesa per avere qualche notizia sulla conclusione dei campionati, anche per l’Eccellenza. Il Ministro Spadafora ha detto che hanno necessità di valutare i numeri della LND e che tra qualche giorno ci avrebbero fatto sapere con un eventuale nuovo protocollo che noi possiamo attuare. Fin quando ci sarà anche l’ultima possibilità di giocare, cercherò di perseguirla”.

E spiega che tra le questioni sul tavolo c’è anche quella economica: “Soldi in più alla LND? E’ uno dei motivi per cui la Serie A sta discutendo. Dobbiamo avere questa solidarietà perché in questo momento ne abbiamo necessità. Ho chiesto che la legge Melandri – che dà fondi alla Federcalcio – possano andare anche in parte sull’attività di base LND: anche questo potrebbe essere un segnale. La LND è per la ripresa dei campionati, con le dovute precauzioni e le massime misure di sicurezza sanitarie. Dobbiamo cercare di far dare l’ultima parola al rettangolo di gioco, ma se il protocollo è quello di Serie A, noi non abbiamo le loro capacità”.

Brindisi, il punto della situazione

Intervenuto nel corso del TG di Studio 100, l’allenatore del Brindisi, Salvatore Ciullo, ha fatto il punto della situazione in casa biancazzurra, esprimendo inoltre le sue preoccupazioni riguardo il futuro del calcio dilettantistico.

Queste le sue parole:

“Vedendo tutti i protocolli e considerando i disagi che potremmo incontrare, io credo che non ci sarà modo di ripartire. È normale che noi vogliamo riprendere la nostra vita calcistica il più presto possibile, la nostra passione è quella e ci auguriamo quello. Con i ragazzi ci sentiamo quasi sempre ed in questo momento cerchiamo di sentirci uniti anche in questa situazione, senza perdere mai la speranza. Sono preoccupato per il futuro perché molti presidenti non sappiamo come reagiranno a questo difficile momento e mi auguro che quella passione di stare nel calcio che loro hanno, non la perdano.
Ho sentito una decina di giorni fa il presidente e sono in continuo contatto col direttore generale Carbonella e con il direttore sportivo Dionisio. Noi viviamo di calcio e lavoriamo anche per portare a casa lo stipendio, in questo momento c’è tanta preoccupazione perché non c’è chiarezza e dà fastidio anche sentir parlare sempre di Serie A, Serie B e Serie C, mentre la D non viene neanche considerata. Voglio lanciare un appello a chi di dovere: pensare a questi ragazzi qua, ovviamente anche gli allenatori, un po’ di più, perché la Serie D è una categoria importante”.

Il calcio allunga le mani sul futuro. In Puglia si alza l’urlo dei dilettanti

Vincenzo Pizzarelli ha preso carta e penna (si fa per dire) e su carta intestata della associazione di cui è presidente – la Arboris Belli 1979, neonato sodalizio di Alberobello – ed ha scritto a Vito Tisci, presidente del Comitato regionale della Lega dilettanto. Non per il solito cahier de doleance, ma avanzando proposte.
Una: deducibilità delle liberalità (ovviamente tracciabili) fino a 1.500 euro; 6 juniores in distinta con le stesse «classi» della stagione sospesa; 18 atleti in distinta; sospensione per un anno dell’obbligo di partecipare alla Juniores. Il n°1 del club gialloverde con squadra al secondo posto dietro il Locorotondo nel Girone B di Prima Categoria pensa al futuro. La Gazzetta ha sentito alcuni dirigenti sul calcio che sarà. Sul day after del pallone, insomma. Sul tema fiscale si concentra Gianluca Frascati, direttore sportivo del Molfetta, capolista dell’Ec – cellenza, come la Promozione, interrotta a 5 turni dalla fine. «L’Eccellenza è un campionato importante, a mio parere può essere tranquillamente equiparato alla Serie D. In Puglia, poi, siamo ai vertici.
Quindi, introdurrei l’obbligo della contrattualizzazione dei tesserati anche nei 35 campionati». Facendo un po’ di conti, circa diecimila tesserati. «Un provvedimento che provocherebbe l’emersio – ne di piccoli ma significativi redditi che oggi sono quasi del tutto sommersi, a parte i cosiddetti rimborsi spesa». Sulla ripresa immediata pesano anche gli episodi. Su uno si sofferma Leo Rubini, direttore sportivo del Bitonto, capolista del Girone H della Serie D: «Abbiamo tutti la sensazione che la situazione stia migliorando e quindi tutti attendiamo con ansia il 4 maggio. Ma poi ti cade addosso la notizia che un’azienda del territorio, tra Bitonto e Palo, ha oltre trenta casi di contagio e ti fai domande non solo sul senso delle nostre cose di calcio, ma anche sui pericoli che comunque corrono e potranno correre le “co – munità”, a qualsiasi livello». Frascati e Rubini non invidiano affatto chi dovrà decidere.
Il diesse neroverde tuttavia non ha dubbi: «Qualunque sia la decisione, dobbiamo accettarla. E in ogni caso, se si dovrà scendere in campo, siamo pronti ad adottare quanto prevedono i protocolli che saranno approvati per il calcio dilettantistico ». «Il re è nudo – commenta Gianni Del Mastro, presidente della Alter Palese, seconda in classifica alle spalle del Trinitapoli nel Girone A di Seconda Categoria -. La Figc è l’unica a distinguersi per incapacità decisionale. Il corto circuito è totale e purtroppo coinvolge anche i dilettanti. Non si può solo pensare a denaro e diritti televisivi. Spero che sia l’occasione storica per ribaltare tutto e ripartire dalla condivisione di valori sani ».
«La ripartenza – così la pensa Danilo Dammacco, manager della Vigor Bitritto, 3° posto nel Girone A di Promozione, all’inseguimento di Sly Bari e Manfredonia – sarà macchinosa, con enormi problemi economici e molte defezioni. Si allargheranno le differenze fra coloro, pochi, che troveranno, anche nelle proprie tasche, le risorse necessarie, e tutti gli altri. Questo comporterà un enorme utilizzo di giovani, che sia imposto dalle regole o no ». E il futuro immediato? Del Mastro: «I campionati minori possono riprendere solo se il rischio di contagio sarà zero. Le strutture non offrono garanzie. E i giovani arbitri, ci pensiamo? Vi prego, ridateci la dignità che meritiamo». Frascati: «Qualunque decisione dovrà essere accettata. Purché non si arrivi all’assurdo di annullare la stagione. Questo, no, non avrebbe nessun valore, né sportivo né etico. E, fra l’altro, provocherebbe una pericolosissima disaffezione da parte di quei dirigenti che già oggi faticano, senza sponsor, a reggere l’urto della crisi». Dammacco avanza una proposta: «Passino le prime e playoff per gli altri. Poche partite, a porte chiuse, e garanzia di sicurezza». «Noi stiamo cercando di programmare la ripartenza – scrive Pizzarelli al Governatore del pallone di Puglia -, e attendiamo di conoscere le linee guida che Figc e Governo indicheranno». Il calcio di provincia guarda al futuro con preoccupazione. Ma con fiducia.

Brindisi, il ds Dionisio: "Serie C e D non riprenderanno"

Intervenuto in collegamento telefonico su Canale 85, il direttore sportivo del Brindisi, Nicola Dionisio, ha fatto il punto della situazione sul difficile momento dell’Italia e sull’improbabile ripresa dei campionati. Queste le sue parole:
Come tutti gli italiani sto vivendo malissimo questa quarantena, però ringraziando il Signore tutto bene. Dispiace tantissimo per quelle povere persone che sono decedute e che questo serva per riflettere perché si sta vivendo un accanimento per far riprendere i campionati, cosa che secondo me in questo momento è inopportuna. Noi come Brindisi abbiamo preso una posizione sin dall’inizio, consci del fatto che una tragedia così grossa non potrà mai dare campo libero. Secondo me la Serie C non riprenderà, anche perché ho un sacco di amici presidenti e mi hanno detto che non hanno alcuna intenzione di ricominciare e la stessa cosa sarà sicuramente anche per la Serie D. È difficile mettere in atto quel protocollo consegnato oggi dalla FIGC al Governo: solo i club di Serie A e forse quelli di Serie B, che dispongono di risorse economiche notevoli possono far fronte, a tutto ciò. Io credo che la Serie D vada fermata anche per non rischiare di compromettere la prossima stagione”.

Taranto, Olcese: "Otto gare sono poche, giochiamole. Ho ancora voglia di giocare"

Emiliano Olcese, attaccante del Taranto, ha rilasciato un’intervista ai colleghi del Corriere dello sport:
Emiliano Olcese, come sta trascorrendo la quarantena?
«Mi sto godendo la famiglia, ma pensavo che fosse una situazione che potesse risolversi in tempi brevi. Mi alleno tutti i giorni fortunatamente ho a disposizione lo spazio adeguato per farlo. Svolgo tutto il programma che ci dà il preparatore atletico, anche se
mi manca ovviamente il campo».
Lei è di origine argentina, com’è la situazione nel suo Paese?
«Anche in Argentina sono in quarantena, ma diversamente da quanto accaduto in Italia è iniziata quando c’erano poche decine di casi e dunque la situazione sembrerebbe sotto controllo. Ora ci sono alcune migliaia di contagi con un centinaio di decessi, pochi se confrontati a quelli registrati in Italia o altri Paesi del mondo».
Passando al calcio giocato, secondo lei il campionato andrebbe concluso?
«Se fosse per me tornerei a giocare, perché alla fine si tratterebbe di otto turni: in questo modo si porrebbe fine a ogni tipo di discussione sulle promozioni e le retrocessioni».
Qual è la sua idea sugli stipendi ai calciatori?
«Al momento nessuno parla di soluzioni e siamo preoccupati. La crisi ha colpito tutti, giocatori e società. Abbiamo famiglia e non ricevere gli stipendi è chiaramente un problema; dall’altra parte comprendiamo bene tutte le difficoltà che affrontano i presidenti, che investono tanto nel calcio a prezzo di enormi sacrifici e che perciò si trovano in difficoltà. Bisognerà trovare un accordo, che alla fine, tra persone di buon senso, ci sarà».
Cosa l’ha spinta a lasciare il Casarano per il Taranto?
«Mi affascina la piazza, poi concretamente mi hanno cercato sia il presidente Giove che il direttore sportivo De Santis, con cui avevo
vinto un campionato ad Andria. Già due anni fa firmai per il Taranto, ma un problema familiare mi costrinse a rimanere dove ero. Ho scelto Taranto nonostante una situazione complicata, perché per me costituisce un’altra sfida».
Come valuta questa breve esperienza durata, al momento, lo spazio di dieci gare?
«Secondo me non abbiamo fatto male, ma tutto è stato condizionato dall’obbligo di dovere vincere e questo ci ha fatto giocare con un po’ di ansia. Questa, e lo dico con l’esperienza che ho, è una squadra molto forte e che con certi equilibri potrebbe fare molto, ma molto bene. Nel girone di ritorno abbiamo perso solo due partite, una ad Altamura, dove abbiamo giocato male e l’altra con il Foggia contro cui avremmo meritato altra sorte».
In questa stagione ha avuto tre allenatori, De Candia, Bitetto e Panarelli: com’è cambiato il suo modo di giocare?
«Ogni allenatore ha le proprie idee e i propri schemi, ma io mi adatto a ciascuna richiesta. Rimango un centravanti puro, non statico ma di movimento, che prende palla per attaccare lo spazio creato, quando porto fuori posizione un difensore».
Con quale attaccante, nel corso della sua lunga carriera si è trovato meglio?
«Direi con tanti, ma mi viene in mente Ivan Bonocunto, con cui ho giocato a Pesaro, San Marino e Rimini».
Com’è nata l’idea di venire in Italia?
«Tramite un procuratore argentino, che lavorava con un collega italiano: mi propose Matera per la stagione 2004/05 e io accettai; poi sono rientrato in Argentina, ma dal 2007 in poi ho scelto di tornare qui. Prima di giungere in Italia, a vent’anni, l’Argentinos Juniors mi diede in prestito gli scozzesi del Livingston. Recentemente, con i sammarinesi de’ La Fiorita, ho avuto la possibilità di giocare le qualificazioni per la Champions League, contro i nord irlandesi del Linfield».
Quali sono i tuoi miti calcistici?
«Direi Maradona, ma anche Batistuta e Crespo, Inzaghi e Trezeguet: da ciascuno si può imparare qualcosa».
Qual è la sua squadra del cuore?
«Non ho dubbi, direi il Boca Juniors, mentre in Italia, avendo vissuto molto tempo in Campania, direi il Napoli».
Il prossimo 14 maggio compirà 37 anni: ha ancora voglia di giocare?
«Certo, perché anche in questo periodo di inattività mi sto allenando come se dovessimo riprendere a giocare domani. Sto progettando il mio futuro e per questo sto studiando Scienze motorie, una materia che mi appassiona tanto. Più che allenatore mi vedo preparatore atletico».
Nella stagione 2020/21, Olcese sarà ancora a Taranto?
«È ancora presto per dirlo, perché dobbiamo capire come finirà questa stagione».

Gravina, l'attaccante Granado lascia: "È arrivato il momento che non volevo… me ne vado con il cuore in mano"

Leonardo Granado lascia il Gravina, è lo stesso attaccante a annunciarlo tramite il proprio profilo Facebook, con un post con il quale ha voluto salutare l’intero ambiente murgiano.
È arrivato il momento che non volevo. Contento per tornare dalla mia famiglia, ma molto dispiaciuto per non poter continuare il mio percorso con questa maglia. È un momento complicato per tutto il mondo, il Covid-19 ci ha colpito duramente e per questo motivo si è deciso di finire qui questa breve storia tra me e l’FBC Gravina, ci tengo a fare un grandissimo ringraziamento a tutti coloro che ho conosciuto in questo periodo. Il presidente, lo staff tecnico e medico, e soprattutto i mei compagni e tutti i collaboratori! Ai tifosi e tutto il popolo gravinese, GRAZIE MILLE. Anche se per poco tempo, ho sentito la vostra passione per la squadra e società che vi rappresenta. Un grosso in bocca al lupo! E con questo ricordo che me ne vado, con il cuore in mano. Spero sia un arrivederci, LEO GRANADO”.

Nocerina, Liurni: "Bitonto e Cerignola le più forti. Ricordo il gol con l'Altamura"

I colleghi di MondoRossoBlù.it hanno intervistato Lorenzo Liurni, attaccante classe ’94 autore di 12 reti stagionali con la maglia della Nocerina, società militante nel Girone H del campionato di Serie D.
Stiamo vivendo uno dei periodi più difficili della nostra storia, questa pandemia sta creando diverse difficoltà sotto più aspetti. Cosa ne pensa?
È surreale, non allenarsi e non giocare per noi sportivi è difficile. È una situazione grave dove muore della gente, speriamo che passi il prima possibile.
Sul profilo umano e calcistico, come sta affrontando questo blocco del campionato?
Cerco di allenarmi tutti i giorni e di seguire una dieta rigidissima che mi permette di mantenere il peso forma con la speranza che passi tutto in fretta. Per noi calciatori non è facile allenarsi da casa ripetendo sempre gli stessi allenamenti e quindi, contando anche che siamo ormai fermi da due mesi circa, se si riprenderà sarà durissima, anche se, personalmente la vedo dura sul fatto che si possa riprendere.
Quindi crede che le probabilità di riprendere siano sempre meno?
Se ne sentono tante di ipotesi. La mia opinione è che se la gente continua a morire e anche in Serie A faticano a ripartire, figuriamoci in una categoria come la Serie D, la vedo dura. Sotto più aspetti, compreso quello dei tamponi, nessuno ci tutela. Penso, quindi, che tornare a giocare sia difficile, la priorità è tornare soprattutto alla vita normale, se poi dovessero decidere di non farci giocare più accetteremo la decisione.
Facendo un salto nel recente passato e parlando di calcio giocato, un suo bilancio di quella che è la stagione della Nocerina fino all’ultima partita disputata?
L’obiettivo è stato fin da subito quello della salvezza, nell’ultimo periodo stavamo ottenendo degli ottimi risultati, avevamo raccolto quattro punti nelle ultime due partite ed eravamo in linea con quello che ci eravamo prefissati. Fu molto importante la vittoria a Taranto, noi avevamo in programma quattro partite difficili contro Casarano, Taranto, Gravina e Cerignola, sapevamo che c’era bisogno di fare un colpaccio e ci riuscimmo proprio a Taranto con un mio gol, fu un momento positivo e felice, soprattutto per la squadra. Nel corso della stagione ci sono stati degli alti e bassi, abbiamo incontrato delle squadre fortissime, come sappiamo il Girone H è molto difficile, ma nei momenti di difficoltà siamo sempre stati bravi a riprenderci e a lottare per la salvezza.
C’è un gol o un momento di questa stagione che ricorda in modo particolare?
Si, ricordo il gol contro l’Altamura alla penultima partita prima dello stop. Era una partita fondamentale per la salvezza, rischiavamo di finire penultimi, vincemmo con un mio gol e in tribuna era presente tutta la mia famiglia, fu un momento particolare, mi lasciai andare.
Il Coronavirus, oltre a creare incertezze per la ripresa dei campionati, ne crea altre per il domani dei calciatori. C’è spazio per pensare al suo futuro in un periodo del genere?
Non so ancora niente, in questa situazione non si sa nulla di preciso. Valuterò ciò che mi arriverà e vediamo anche chi mi chiamerà, appena finirà tutto questo penso che gli addetti si rimetteranno a lavoro. Se si riprenderà penseremo al campo, in caso contrario, invece, penseremo al futuro.
Parlando del campionato in generale, come già detto il gruppo H è abbastanza complesso e presenta diverse sfide contro piazze blasonate. Com’è, per un calciatore, affrontare un girone cosi difficile?
Per un calciatore da molti stimoli, ci sono molte realtà importanti con giocatori forti. Non dimentichiamoci che gioco per la Nocerina, una società che ha alle spalle anni di Serie B ed è una delle tante squadre che ha un blasone enorme per questa categoria. Basta pensare anche a Foggia, Taranto, Brindisi e Andria. Senza dubbio è il girone più difficile e affascinante di tutta la Serie D.
C’è qualche squadra nello specifico che l’ha impressionata?
Il Bitonto e il Cerignola in particolare, sono due squadre fortissime. La prima ha una squadra forte, ha un grande attaccante come Patierno che fa la differenza. La seconda, invece, soprattutto in casa è una squadra forte e difficile da affrontare.

Bitonto, Marsili: "Tra i dilettanti situazione incontrollabile. Taranto? Vi spiego…"

Una lunga intervista quella rilasciata da Max Marsili, pilastro del centrocampo del Bitonto, all’edizione odierna del “Corriere dello Sport”, ed.Puglia.
Diversi i temi trattati dal classe ’87, secondo cui una ripresa delle attività è abbastanza complicata: “È possibile discutere di controlli accurati attraverso test e tamponi soltanto nei contesti calcistici principali, mentre sul fronte-dilettanti la situazione sarebbe incontrollabile: è difficile ripartire, ma ci atterremo alle decisioni degli organi competenti”.
L’atleta neroverde si dice soddisfatto della scelta estiva di legarsi al Bitonto, dopo l’inaspettato addio al Taranto: “Potrebbe sembrare un pensiero retorico, ma a Bitonto ho incontrato gente seria e ambiziosa sia sul fronte dirigenziale che tecnico. Ho avvertito subito quel feeling necessario per poter raggiungere grandi obiettivi: l’unione del gruppo ci ha consentito di duellare per la C. Voglio conquistare la promozione anche qui dopo quelle di Nocera e Matera. L’addio al Taranto non è dipeso da me, ma da scelte tecnico-societarie ben precise che non posso far altro che rispettare. Auguro ai rossoblù il meglio”.

Cerignola, Longo: "Danneggiati dal non ripescaggio, poi con Feola…"

Stiamo vivendo una situazione difficile ma credo che la salute venga prima di tutto” – ha dichiarato il centrocampista dell’Audace Cerignola Lorenzo Longo a TeleSveva. “La nostra stagione? E’ stata di alti e bassi” – ha aggiunto Longo – “all’inizio siamo stati penalizzati dalla questione ripescaggio, partendo in ritardo anche dal punto di vista della costruzione della rosa. Dopo l’arrivo di Feola abbiamo fatto un filotto importante di risultati che ci ha portato vicino alle prime posizioni“.
Inizio del campionato? Ci spero tantissimo” – ha aggiunto il centrocampista – “è durissima restare a casa ma la vedo difficile. Se riniziasse, noi continueremo a cred
ere nelle prime posizioni perchè siamo una squadra costruita per vincere“.

Fasano, mister Laterza: "La finale di Coppa? Credo sarà un rimpianto…"

Nel corso della trasmissione “La Puglia nel pallone” dedicata alla Serie D, in onda su Canale 85, l’allenatore del Fasano Giuseppe Laterza ha espresso il proprio parere circa l’emergenza COVID-19 parlando, anche, della storica cavalcata dei biancazzurri verso la finale della Coppa Italia di Serie D che, ad oggi, non si sa se e quando verrà disputata.
Credo che potrebbero bastare 40/45 giorni per finire il campionato: bisognerebbe prevedere giornate di campionato con turni infrasettimanali per terminarlo in questi termini. Sicuramente abbiamo tanta voglia tutti di tornare in campo ma dobbiamo essere realisti: i numeri non sono dalla nostra parte, non ci sono le condizioni e la salute è la cosa più importante per noi che andiamo in campo e che poi torniamo a casa dalle nostre famiglie. Non abbiamo le stesse possibilità economiche della Serie A e vedo tutto così difficile, ad oggi. La Coppa Italia? Purtroppo penso che ci rimarrà l’amaro in bocca: è una Coppa che, a Fasano, sarebbe diventata un evento storico. Da fasanese, mi sarebbe piaciuto giocare quella sfida, vincerla e portarla a casa: se non dovessimo giocarla, ci riproveremo il prossimo anno. In questo momento, sarebbe stata la ciliegina sulla torta dopo un campionato bello ed importante ma temo che davvero possa rimanerci l’amaro in bocca“.

Il presidente Sibilia: "Da capire chi debba mettere le risorse finanziarie…"

Torna a parlare Cosimo Sibilia, presidente della LND, nel corso della trasmissione radiofonica Tutti Convocati.
Questo quanto dichiarato “Mi aspetto che la vicinanza del ministro dello sport ci sia al di là delle parole, mi aspetto un aiuto concreto dal Governo. Mi rendo conto che la Serie A è la locomotiva economica del calcio, ma esistiamo anche noi dilettanti, quelli del calcio di base e del sociale. Abbiamo numeri elevatissimi, e il punto vero è la necessità che, in caso di ripresa, venga garantita la sicurezza di tutti, giocatori, allenatori, dirigenti, staff. Vanno fatti esami ogni quattro giorni? Allora attendiamo le risultanze del comitato scientifico e della federazione per capire chi debba mettere le risorse finanziarie per pagare tutto questo“.

Taranto, mister Panarelli: "Fiducia in Sibilia e Barbiero. Sicuramente ci sarà un verdetto"

Nel corso della trasmissione “La Puglia nel pallone” dedicata alla Serie D, in onda su Canale 85, il tecnico del Taranto Luigi Panarelli ha parlato in riferimento all’emergenza Coronavirus ed alle possibilità di ripresa della stagione agonistica.
Credo che la salute venga prima di tutto: è uno slogan che si ripete in continuazione ma è la pura verità. Nel momento in cui si dovesse giocare, significherebbe che il virus sia stato quasi eliminato: sarebbe la cosa migliore per noi che torneremmo sul campo a fare il nostro lavoro. Ci sono le persone preposte per poter prendere delle decisioni, noi possiamo solo rispettare le regole: dobbiamo avere fiducia in Cosimo Sibilia e Luigi Barbiero. E’ chiaro che più tempo passa e più sarà difficile completare la stagione. Ripresa dei campionati? Qualsiasi decisione venga presa, inevitabilmente, scontenterebbe qualcuno: ci sarà comunque un verdetto, in un modo o nell’altro. Spesso e volentieri si fa la distinzione tra dilettanti e professionisti: nel nostro girone, di dilettantismo c’è ben poco. Nel caso in cui si dovesse ripartire il prossimo anno, andrebbero rivisti i format dei campionati, sia per gli addetti ai lavori che per i calciatori ed i club che ne fanno parte. Secondo il mio punto di vista, bisognerebbe ripartire con la speranza che ci possa essere un aiuto ed un’unità di intenti per far ripartire la stagione calcistica: ok la passione ma per noi questo è un lavoro vero e proprio“.

Bitonto, mister Taurino: "Inevitabile parlare per interessi. Sistema-calcio da salvare"

Il tecnico del Bitonto Roberto Taurino, ospite della trasmissione “La Puglia nel pallone” dedicata alla Serie D, in onda su Canale 85, ha parlato della pandemia che ha colpito l’intero paese, affrontando anche il tema dell’eventuale ripresa dei campionati di Serie D.
Bisognerebbe avere la sfera magica per sapere se si riprenderà a giocare o meno. Il pensiero di tutti è quello di tornare alla normalità: significherebbe aver superato questo momento delicato e, soprattutto, tornare a calcare il campo da calcio. Chi fa questo mestiere lo fa per la passione e per la voglia di respirare il clima degli spogliatoi: presumo che chi governa il calcio possa avere un’idea di quella che potrebbe essere una data entro la quale ricominciare e portare a termine la stagione. Si parla del 4 maggio come data di inizio di attività per la Serie A ma, se si vanno a guardare bene i protocolli, alcuni elementi sono complicati da seguire in C e D rispetto ad altri campionati: ci sono spese che, in Serie D, si fanno fatica a sostenere“.
Sull’ipotesi annullamento: “L’annullamento della stagione? Si sono sentite tantissime ipotesi in quest’ultimo mese, ce ne sono state tante: preferisco evitare di dare un parere perché in questo momento è quasi inevitabile che uno parli in base agli interessi personali. Vedremo cosa decideranno gli organi competenti in riferimento a quella che è la situazione: qualora non si dovesse tornare a giocare, o si annullano i campionati oppure si mantiene la classifica attuale. Sarebbe difficile anche far disputare dai playoff allargati perchè, comunque, bisognerebbe ritornare a calcare i campi di gioco. In questo momento la nostra preoccupazione è quella di salvare il ‘sistema-calcio’: il massimo degli sforzi, in questo momento, deve essere quello di organizzare il meglio la prossima annata. Bisogna cercare di far ripartire la stagione nel migliore dei modi, trovando dei fondi che possano essere utilizzati dalle società per salvaguardare il movimento calcistico. Mi auguro di poter tornare alla normalità nel più breve tempo possibile e di poter vivere delle domeniche di sport quanto prima“.

Nardò, mister Foglia Manzillo: "Impossibile continuare, ma è ingiusto annullare tutto"

L’allenatore della Nardò, Antonio Foglia Manzillo, intervenuto durante la trasmissione La Puglia nel Pallone, in diretta su Canale 85 tutti i giovedì sera, ha parlato del momento in casa neretina: “Il virus ci sta facendo capire quanto sia quasi impossibile riprendere nella nostra categoria. Qui al sud siamo stati colpiti meno rispetto al nord. Si sono giocate 26 gare su 34. Annullare il campionato non sarebbe giusto. Il Bitonto è primo e ha vinto il campionato, sarebbe giusto che salisse. Retrocessioni? Annuliamole. Sarebbe il caso che nessuno retrocedesse“.

Cerignola, mister Feola: "Futuro complicato, i contagi diminuiscono ma…"

L’allenatore del’Audace Cerignola, Vincenzo Feola, intervenuto durante la trasmissione La Puglia nel Pallone, in diretta su Canale 85 tutti i giovedì sera, ha parlato del momento in casa gialloblu: “Il discorso è molto complicato. Fare dei tamponi ed avere il protocollo che si sta valutando per la Serie A è quasi impossibile. Io dico che per ora dobbiamo pensare alla salute, poi il calcio viene in un secondo momento. È vero che stanno diminuendo i contagi, ma è un virus che può attaccare in qualsiasi momento e perciò la paura è tanta. Spero che se si dovesse tornare in campo, si faccia senza alcun rischio sanitario“.

Altamura, mister Monticciolo attacca Corda: "Non fa calcio, è irrispettoso"

Nel corso di una trasmissione su Canale 85 dedicata alla Serie D duro attacco del tecnico della Team Altamura, Alessandro Monticciolo, nei confronti di quello del Foggia, Ninni Corda: “Non gioca a calcio, fa un altro tipo di sport. Mi assumo la responsabilità di ciò che dico, se ne stia a casa. Sono anni che lo conosco, dai tempi dell’Alghero. So i suoi comportamenti e gli atteggiamenti, non fanno parte di questa disciplina. Ha un modo di comportarsi che non mi piace e non è rispettoso dell’avversario, del sistema e dello sport, dei suoi valori. A me non piace, gliel’ho già detto. Non ho niente di personale nei suoi confronti, ma quello che trasmette a me non piace“.

Foggia, Russo: "Vorrei essere messo ancora alla prova"

Attraverso le colonne del Corriere dello Sport, l’attaccante Francesco Russo ha parlato di questi mesi con la casacca rossonera: “In campo cerco sempre di guadagnarmela la pagnotta, a Foggia credo di aver disputato finora le mie migliori prestazioni in carriera. Sono soddisfatto, ma sento di poter dare di più soprattutto in fase realizzativa. Vorrei essere messo ancora alla prova. La cosa bella nella nostra squadra è che chi lavora duro in settimana poi la domenica gioca. Così è capitato anche a me, nessuno ti regala niente”.

Gravina, il vicepresidente Giannelli: "alquanto complicata un’eventuale ripresa"

Non c’è l’ufficialità che riguarda il mondo dilettantistico, ma pensare a una ripresa sembra sempre più difficile.
Ne ha parlato il vicepresiente dell’FBC Gravina Tonino Giannelli in diretta sulla pagina Facebook del club gialloblù: “Considero alquanto complicata un’eventuale ripresa del campionato poiché rispettare le norme igienico-sanitarie non sarebbe semplice, soprattutto in uno sport di contatto come il calcio. In più vi sono da risolvere le difficoltà legate all’aspetto economico: gli accordi con i calciatori scadono il 30 giugno, perciò oltre quella data si riscontrerebbero ostacoli oggettivi di natura amministrativa, si registrano inoltre diverse difficoltà a livello di sponsorizzazioni e, per quel che riguarda il contesto-Gravina, la riduzione delle attività lavorative dei soci è uno scenario da analizzare con estrema attenzione“.

Bitonto, Patierno: "Ci alleniamo grazie ai programmi del preparatore, in casa si fa ciò che si può…"

Kikko Patierno, capocannoniere del girone H, è intervenuto ai microfoni di TeleSveva: “Ci alleniamo grazie ai programmi del preparatore, in casa si fa ciò che si può. Passo le giornate con la mia famiglia, aiuto i piccoli con la scuola, e mi alleno un’ora al giorno. Tornare in campo? All’inizio ci credevo, ma ora credo sia difficile riprendere. Lo spero, ma i casi aumentano e, purtroppo, non tutti restano in casa e la situazione non migliora. In caso di mancata ripresa il Bitonto meriterebbe assolutamente di giocare la serie C: siamo primi dal 19 ottobre, non da una settimana. Abbiamo un solo punto di vantaggio, è vero, ma la vetta non l’abbiamo mai persa. Chiaramente mancherebbero otto giornate alla fine, ma 26 partite non sono poche e, lo stop, non dipende da nessuno. Il gol più bello? La giornata che ricorderò con più piacere è quella di Brindisi, quando sono usciti dagli applausi del pubblico locale. Altra trasferta da ricordare a Nardò, quando realizzai una tripletta; ma, tutto sommato, quest’anno tutte le gare sono state emozionanti“.

Foggia, mister Corda al Corriere dello Sport:" ecco come cambierei la regola degli under"

Il tecnico del Foggia Ninni Corda, ha rilasciato un’intervista al Corriere dello Sport: “Io cambierei il regolamento per far crescere meglio questi ragazzi: in questo modo, infatti, rischiano di avere davanti a sè solo il confronto col proprio pari-quota. La regola è questa, dobbiamo tenercela. Io comunque ho fatto sempre giocare i migliori, quelli che mi fornivano più garanzie in quel momento sul piano tecnico dopo averlo dimostrato prima di tutto in allenamento. Sarei più favorevole a una maggiore libertà di gestione da parte dei tecnici, oltretutto così facendo i ragazzi stessi affronterebbero prima l’impatto con il clima di uno spogliatoio. Le garanzie possono far rilassare qualcuno. I bravi devono giocare a prescindere, questa è stata sempre la mia bussola: detto ciò mi sono rigidamente attenuto al regolamento per tutta la stagione. I nostri ragazzi sono cresciuti con noi, vedremo cosa saranno capaci di fare nel prosieguo della loro carriera“.

Vito Tisci scrive al Presidente della Regione Puglia,Michele Emilino

Il Presidente Vito Tisci ha inviato una lettera aperta al Governatore della Regione Puglia, Dr. Michele Emiliano, richiedendo un contributo economico straordinario in favore delle Società dilettantistiche e giovanili pugliesi per programmare il rilancio dell’attività nel prossimo futuro.
Caro Presidente,
Le scrivo a nome di oltre 700 Società dilettantistiche e giovanili, a cui fanno capo circa 45.000 tesserati di ogni categoria e classi di età. Sono questi i numeri del nostro Calcio di Base. La Puglia del pallone non è quella dei contratti milionari, ma una regione appassionata. Qui il Calcio è lo Sport più praticato, lo si evince dai dati ufficiali. Il Calcio non ottiene contributi economici, ma vive e si alimenta esclusivamente di passione. Quella della gente che lo pratica e lo fa sviluppare in ciascuna delle nostre sei province. Ma oggi questa passione non basta più. 
L’emergenza sanitaria che ha interrotto bruscamente i nostri campionati ufficiali, dall’Eccellenza al Settore Giovanile e Scolastico, ha spento i motori di una macchina che prima camminava da sola, anche senza benzina. In questa terra fantastica bastava il calore delle persone per dare l’impulso necessario affinché il mondo del pallone si mettesse in moto. Ma questo poteva succedere in una condizione di normalità, senza nessuna battuta di arresto per la nostra economia. 
Abbiamo compreso con assoluta chiarezza che l’allarme Coronavirus non è più un problema sociale legato esclusivamente alla salute delle persone, ma una crisi globale diventata ben presto anche economica. La sospensione di tutte le attività produttive va analizzata da ogni angolazione possibile, con evidenti ricadute anche nell’ambito sportivo. 
L’eco del grido di allarme lanciato dal numero uno della Lega Nazionale Dilettanti, il Presidente Cosimo Sibilia, è arrivato forte e chiaro a tutto il mondo del Calcio dilettantistico e giovanile che rappresento in Puglia. Stiamo assistendo ad una crisi senza precedenti: lo Sport italiano è in ginocchio, e questa situazione si ripercuote inevitabilmente anche sulle nostre Società affiliate che svolgono un importante ruolo sociale su tutto il territorio regionale.     
Mi preme sottolineare che i nostri club sostengono dei costi bassi, se rapportati a quelli del calcio professionistico, per lo svolgimento dell’attività ufficiale (iscrizione ai campionati, tesseramento, assicurazione, rimborsi spesa per Tecnici e Calciatori, costi per la gestione delle strutture sportive). Ma questi costi vengono caricati sulle spalle dei piccoli imprenditori locali, gli stessi che oggi hanno dovuto abbassare la saracinesca con la speranza di uscire dall’emergenza il più presto possibile. Per queste persone, uscire dall’emergenza significa tornare a respirare dopo una lunga apnea che ha chiuso i rubinetti nelle case dei propri lavoratori. Migliaia di famiglie hanno capito cosa significa il concetto di cassa integrazione, tante altre hanno dovuto fare i conti con la perdita del posto di lavoro. Con grande dispiacere, i nostri imprenditori hanno dovuto assumere delle scelte che hanno creato grossi disagi all’interno delle famiglie pugliesi, registrando un malcontento che ha generato forti dubbi sulla ripresa dell’economia regionale. Fra questi imprenditori c’erano centinaia di nostri Dirigenti, Tecnici, Appassionati. Persone che destinavano parte di quegli introiti al Calcio, motivati da una sola parola: la passione. Qualcosa che, per forza di cose, adesso verrà meno inevitabilmente. 
E oggi che quella passione si è assopita, oggi che le attività produttive sono bloccate, oggi che la nostra economia ha conosciuto la crisi più profonda del nuovo millennio, mi pongo una domanda: potrà il Calcio dilettantistico e giovanile pugliese ripartire al termine di questa emergenza sanitaria?
In questo momento è giusto restare con le braccia incrociate contribuendo ad abbassare il numero dei contagi da Covid-19, provando a contenere e contrastare la diffusione del virus su scala nazionale. Ma prima o poi (mi auguro prima), sarà il momento di pensare a come ripartire, a pianificare il futuro dello Sport più praticato nel nostro Paese. 
Da Presidente del Comitato Regionale Puglia della Federcalcio, il mio dovere è quello di pensare a soluzioni concrete per salvaguardare le nostre Società, il cui domani è sempre più nuvoloso e incerto. Come Le ha scritto l’amico e collega Angelo Giliberto, con cui condivido finalità e progetti, “purtroppo cuore e passione, entusiasmo ed impegno da soli non bastano a pensare con fiducia e ottimismo all’immediato futuro”. 
È per questo che mi rivolgo a Lei, caro Presidente. Perché è stato uno sportivo, quindi conosce bene il tessuto sociale a cui faccio riferimento con queste righe. Lo Sport, in questo caso specifico il Calcio, è un vettore incredibile. Sposta gli equilibri, avvicina le persone, toglie i ragazzi dalle strade, genera emozioni fra i giovani, permette al nostro cuore di pulsare, agevola il benessere fisico delle persone che lo praticano, abbassa l’indice di sedentarietà della nostra Regione e contribuisce a ridurre i costi della Spesa Sanitaria. In quattro parole: il Calcio è Vita.
Se pensiamo che, fra gli impianti sportivi pugliesi, quasi 1.000 sono di Calcio a 11 e Calcio a 5, ciò significa che un quarto di quelli censiti viene occupato dall’attività delle nostre Società affiliate. Sono numeri importanti, che ci spiattellano in faccia una realtà importante. Bisogna trasformare lo Sport in una risorsa per il nostro territorio, utilizzandolo per agevolare la ripresa economica della nostra terra. Bisogna fare in modo che l’attività calcistica regionale possa ripartire con forza e vigore, ristabilendo quanto prima questi delicati equilibri. Ma per farlo, caro Presidente, di cosa abbiamo realmente bisogno adesso? Di un aiuto concreto da parte della Regione Puglia. Ci serve sostegno per le nostre Società affiliate.
Nel dettaglio, abbiamo bisogno di aprire immediatamente un tavolo tecnico di emergenza per capire insieme come poter ottenere dei contributi economici in favore dei club dilettantistici e giovanili pugliesi. L’erogazione di un contributo straordinario in favore delle nostre Società rappresenta il primo passo. L’obiettivo è quello di ridurre l’onere che le stesse sosterranno per la partecipazione alle attività federali della prossima stagione sportiva 2020/2021, dove dobbiamo cercare di contenere l’inevitabile calo di iscrizioni a cui stiamo andando incontro. 
Abbiamo bisogno di un aiuto economico che possa compensare i mancati introiti del botteghino causati dalla sospensione forzata ed improvvisa di tutti i nostri campionati, una situazione che non può neanche pareggiare gli investimenti economici sostenuti dai nostri club all’inizio della stagione sportiva 2019/2020. Risulta necessario sostenere la manutenzione ordinaria, e adesso anche straordinaria, degli impianti sportivi, considerando che sono tutti ormai chiusi e mai come adesso necessitano di particolare attenzione.
Le proposte sopra elencate nascono dalla necessità di organizzare il rilancio dello Sport più praticato su scala regionale, con un significativo segnale di attenzione da parte della Regione Puglia. Il Calcio, nei comuni pugliesi, rappresenta spesso l’unico strumento di crescita per i nostri ragazzi, nonché un patrimonio irrinunciabile per consentire alla nostra gente di ristabilire il feeling con la vita di tutti i giorni. Di questo abbiamo bisogno.
Resto a disposizione per qualsiasi necessità, nella totale consapevolezza che un segnale di apertura da parte della Regione Puglia possa essere l’unica strada percorribile per ripartire dopo l’emergenza. Insieme possiamo fare qualcosa di importante per la nostra gente.
 F.to Vito Tisci
Mimmo De Gregorio per calciowebpuglia
(Riproduzione vietata)

Taranto, Matute: "Belli e buoni? Non serve in D. Guardate il Foggia…"

Sulla Gazzetta del Mezzogiorno odierna, si legge un’intervista al calciatore del Taranto Kelvin Matute: “Oggi dobbiamo pensare principalmente a restare a casa affinché si abbassi il numero dei contagiati. Fortunatamente nel mio paese, il Camerun, il virus non ha avuto una grande espansione. La stagione col Taranto? La sconfitta alla prima giornata contro il Brindisi ha fatto tanti danni. Si è perso qualcosa che non abbiamo più ritrovato; è stato un fallimento generale, non lo nascondo. Neanche lo scorso anno ad Avellino le cose iniziarono bene, poi, però, gli episodi ci hanno aiutato e siamo riusciti a svoltare la situazione“.
Ad Avellino ci diede una grande mano il terreno di gara del Partenio”, ammette Matute, ” che ci permise di recuperare tanti punti; il manto dello Iacovone, invece, non ci ha agevolato. Forse abbiamo badato ad essere belli e buoni, cosa sbagliata in questa categoria. Il Foggia, ad esempio, è brutto ma vincente“.

Nardò: tutti pronti ma la ripresa è incerta

Nelle ultime settimane abbiamo seguito le interviste dell’allenatore Antonio Foglia Manzillo, dell’Amministratore Delegato Antonio Vincenti e del Presidente Salvatore Donadei che con uniformità di orientamento hanno espresso la capacità e la potenzialità dell’AC Nardò di poter riprendere il campionato sospeso l’8 marzo scorso non senza un’attenta riflessione approfondita e consapevole della drammaticità della situazione sanitaria attuale.
L’incidenza del virus su scala nazionale, seppure con un trend in calo, è ancora molto forte e pone inevitabili interrogativi sulla sicurezza di un’eventuale ripresa dell’attività agonistica.
Le società dilettantistiche sarebbero fortemente esposte a tutta una serie di problematiche di tipo sanitario e logistico da mettere in pericolo l’incolumità dei tesserati e l’ordinaria organizzazione dell’attività sportiva in tutti gli ambiti senza considerare le difficoltà economiche a cui le società potrebbero andare incontro nel momento in cui assenza di incassi e perdita di sponsor sono più di un semplice timore.
Crediamo che sia arrivato il momento delle grandi decisioni, possibilmente univoche, da parte della Federazione per chiudere i conti con questa sfortunata annata calcistica, di congelarne i verdetti e di ripartire da settembre (virus permettendo) con il tempo utile per risolvere non solo i problemi sanitari ma anche la riorganizzazione amministrativa e finanziaria delle società.
Una ripartenza serena e ponderata per riabbracciare il mondo del calcio dilettantistico in tutte le sue sfumature, in tutta la sua ricchezza, lasciandoci alle spalle la precarietà e i timori di questo terribile momento storico.

Taranto, nota societaria: "Ora è il momento di fare chiarezza"

Il presidente del FC Taranto, Massimo Giove, ha firmato il seguente comunicato stampa:
Concordo con l’assessore Fabiano Marti sul fatto che sia giunto il momento di fare chiarezza sul rapporto tra l’Amministrazione Comunale di Taranto e la società sportiva che rappresento.
A dire il vero che rappresenta la città.
A tal proposito sto raccogliendo i dati per rendere, già da mercoledì prossimo, le opportune risposte al signor Marti, in qualità di Assessore, relative al periodo in cui risulto essere presidente della F.C. Taranto 1927 S.r.l. Ho, infatti, la netta sensazione che lo stesso, in tutta la vicenda, abbia trascurato e non voglio assolutamente pensare lo abbia fatto volutamente, alcuni passaggi fondamentali.
Rimando poi al mittente ogni considerazione riguardante “questioni più importanti e meno strumentali” alle quali dovrei dedicarmi ed alle quali fa riferimento il signor Marti.
Invito, altresì, l’assessore a comunicare lui stesso, eventualmente e di farsene anche carico, la volontà di codesta amministrazione di non voler sottoscrivere una nuova convenzione con la mia società per l’utilizzo futuro dello stadio E. Iacovone.

Audace Cerignola, Longhi: "Mancano solo 8 gare, finiamo il campionato"

Nonostante qui nelle nostre zone i numeri di contagio siano alti, noi stiamo bene” – ha dichiarato Alessandro Longhi, calciatore dell’Audace Cerignola residente ora a Salò, sul profilo facebook della società gialloblù – “stiamo rispettando a pieno questa quarantena”.
Mi manca la quotidianità” – ha aggiunto il calciatore – “andare al campo, entrare nello spogliatoio e allenarmi al massimo. Speriamo si ritorni il prima possibile in modo da giocare anche la domenica, che poi è l’aspetto che mi manca di più. Vorrei ritornare allo stadio e rivedere tutta la nostra gente, per riscattare anche l’ultima partita fatta. La ripresa dei campionati? Prima di tutto viene la salute” – conclude Longhi – “un pensiero al campo va. In D mancano solo 8 partite e quindi la speranza è quella di riuscire comunque a finire questo campionato e tornare sul rettangolo verde“.

Foggia, Felleca: «Lasciarci in Serie D non sarebbe giusto…»

Tra le categorie che risentiranno maggiormente di questo momento storico, c’è sicuramente la Serie D, il primo step dopo il professionismo, ma anche quella categoria che va da apripista al “calcio maggiore”.
Quello che sarà è difficile dirlo, ma per provare a fare un punto della situazione, i colleghi di TuttoMercatoWeb.com, hanno intervistato il presidente del Foggia Roberto Felleca.
Mesi particolari quelli che stiamo vivendo. Ci sarà un futuro per l’ultimo scorcio di questo campionato?
Inizialmente, quando la situazione non era ancora drammatica, speravo in una pronta ripresa, ero anche convinto che ci fossero i presupposti, ma adesso, vedendo come si è evoluta la situazione legata al virus e il protocollo sanitario, dico che è impossibile riprendere: la Serie D non ha i mezzi finanziari per sostenerlo. I bilanci adesso sono duri, è difficile continuare”.
Si aprirebbe quindi il dibattito delle promozioni e delle retrocessioni.
Noi, così come altri club tipo Palermo e Lucchese, abbiamo pagato un ingente fondo perduto per poter stare in Serie D, e, oltre a questo, abbiamo sempre disputato campionati di livello: noi siamo secondi, la C la meritiamo. E’ facile dire che abbiamo preso il Foggia in Serie D, la piazza merita gli investimenti che facciamo, che sono però da alta Serie C. Due anni tra i dilettanti sarebbero insostenibili”.
Quindi si andrebbe per vie legali se non fosse Serie C?
Il fondo perduto pagato non è solo per il titolo sportivo, ma anche per rimettere in moto un certo sistema. Lasciare una piazza come questa in Serie D non sarebbe giusto, e noi siamo pronti anche a vie legali”.
Capitolo stipendi: come vi muoverete?
In questo momento le entrate, che sono praticamente esigue, non ci sono, e vengono a mancare anche situazioni come sponsor o web TV che davano un contributo. Fino a febbraio abbiamo pagato tutto, adesso stiamo dando qualche residuo, poi vedremo il da farsi in base a quello che sarà l’evolversi della cosa. Chiaramente una promozione gioverebbe anche in tal senso, oltre a essere un reale merito sportivo di una squadra che sta provando coi fatti a fare il salto”.