Federico Mastropietro, centrocampista della Virtus Francavilla, a Il Corriere Dello Sport dice la sua sullo stop del campionato:
“Un peccato soprattutto perché nel girone di ritorno eravamo partiti molto bene. Ora la priorità è la salute e se dovesse fermarsi qui il campionato significherebbe che avremmo perso un’occasione per metterci in mostra e poter dire la nostra anche in quelli che sarebbero stati i playoff, ad esempio. Personalmente, ovviamente non adesso perché la situazione è ancora critica, ho grande voglia di tornare in campo. Spero si possano riprendere gli allenamenti e giocare con le dovute precauzioni. Tutti abbiamo il desiderio di tornare a calcare i campi, noi ci alleniamo da luglio e vorremmo finire il torneo. Nella sfortuna, legata all’infortunio di Gigliotti, ho trovato continuità e messo minuti nelle gambe. Al di là di questo, però, io mi sono comunque sempre allenato al massimo. Trovando consapevolezza e fiducia, tutto diventa più semplice”.
Il centrocampista dei pugliesi commenta le voci su un suo futuro in Serie B: “Adesso sono della Virtus Francavilla e devo pensare ad allenarmi per il bene di questa squadra. Questa è la cosa più importante. Per il futuro c’è tempo”.
Taranto, nota societaria: "Ora è il momento di fare chiarezza"
Il presidente del FC Taranto, Massimo Giove, ha firmato il seguente comunicato stampa:
Concordo con l’assessore Fabiano Marti sul fatto che sia giunto il momento di fare chiarezza sul rapporto tra l’Amministrazione Comunale di Taranto e la società sportiva che rappresento.
A dire il vero che rappresenta la città.
A tal proposito sto raccogliendo i dati per rendere, già da mercoledì prossimo, le opportune risposte al signor Marti, in qualità di Assessore, relative al periodo in cui risulto essere presidente della F.C. Taranto 1927 S.r.l. Ho, infatti, la netta sensazione che lo stesso, in tutta la vicenda, abbia trascurato e non voglio assolutamente pensare lo abbia fatto volutamente, alcuni passaggi fondamentali.
Rimando poi al mittente ogni considerazione riguardante “questioni più importanti e meno strumentali” alle quali dovrei dedicarmi ed alle quali fa riferimento il signor Marti.
Invito, altresì, l’assessore a comunicare lui stesso, eventualmente e di farsene anche carico, la volontà di codesta amministrazione di non voler sottoscrivere una nuova convenzione con la mia società per l’utilizzo futuro dello stadio E. Iacovone.
Auguri di Pasqua del Presidente del Comitato Regionale Puglia – LND
-ESCLUSIVA- AC Nardò, Antonio Vincenti: "Qualora si dovesse ripartire noi siamo pronti"
( Antonio Vincenti, Amministratore Delegato AC Nardò, foto )
Con i campionati fermi vista l’ emergenza COVID-19 regna l’ incertezza sia tra i tifosi che tra i dirigenti delle varie società circa la ripresa degli stessi. Ne abbiamo parlato con Antonio Vincenti, amministratore delegato dell’ AC Nardò, il quale si dichiara non poco preoccupato circa la ripresa e secondo cui la soluzione migliore sarebbe l’ annullamento definitivo, fermo restando che il suo Nardò sarebbe pronto a ripartire in qualsiasi momento.
Innanzitutto come stai e come stai vivendo questo periodo di emergenza?
Io sto bene grazie a Dio e non posso lamentarmi di nulla nonostante il periodo sia pesantissimo per tutti. Purtroppo era una situazione non prevedibile ma dobbiamo fare di necessità virtù perchè è per il bene di tutti.
Credi che le tempistiche di sospensione dei campionati siano state in linea con i tempi oppure si sarebbe potuto anticipare o addirittura posticipare tutto ciò, o quanto meno poteva essere gestito in maniera differente?
E’ chiaro che una situazione simile non poteva essere prevista, ma visto che i primi campanelli d’ allarme si erano avuti già prima della sospensione credo che si sarebbe potuto intervenire. Ma ripeto non si possono fare bilanci perchè è una situazione nuova e del tutto inaspettata.
Secondo te nelle categorie dilettantistiche, a partire dalla Serie D e via via scendendo, si tornerà a giocare?
Come Nardò noi siamo prontissimi però il problema è che le garanzie sanitarie non possono essere garantite ovunque, soprattutto nelle categorie dilettantistiche minori. Inoltre non so quanto avrebbe senso giocare senza pubblico. Inoltre bisognerebbe capire pure quando poter ritornare in campo. Secondo me la soluzione migliore vista tutta la situazione sarebbe l’ annullamento definitivo dei campionati però attendiamo e vediamo cosa accade fermo restando che noi siamo pronti.
Se si dovesse tornare in campo per il Nardò la salvezza sarebbe sempre a portata di mano oppure questa pausa forzata potrebbe avere smorzato un attimino quell’ adrenalina psicofisica che cresce di solito di partita in partita quando si deve raggiungere un obiettivo e che permette di poter mettere il cuore oltre l’ ostacolo?
La salvezza è stata sempre a portata di mano. Il problema è che bisogna attuare un programma atletico per riprendere la condizione.
Secondo te, partendo dalla Serie A e via via a scendere scorrendo tutte le categorie del panorama calcistico italiano, sarebbe giusto annullare i vari campionati lasciandoli intatti permettendo invece alle squadre delle categorie inferiori di essere promosse?
Secondo me la soluzione migliore sarebbe l’ annullamento dei campionati almeno per quanto riguarda le categorie minori per il discorso che ti ho fatto prima sulle garanzie sanitarie. In Serie A e Serie B il discorso è diverso perchè nel professionismo queste garanzie ci sono ed il monitoraggio della situazione è sicuramente più alto.
Da due anni che sei a Nardò e tra alti e bassi, come del resto succede ovunque, vi state togliendo delle soddisfazioni. Quest’ anno dopo un inizio difficile siete riusciti a risalire la china sorprendendo non solo chi vi dava per spacciati ma anche il più ottimista dei tifosi. Spiegaci bene cos’è successo e da dove nasce quest’ inversione di rotta.
Noi siamo stati sempre ottimisti e non abbiamo mai mollato, mettendoci sempre in gioco. Dopo un inizio non bello abbiamo avuto una grossa mano dai tifosi che si sono accodati sostenendoci. Noi abbiamo il merito di averci creduto e di aver messo sempre la squadra e l’ ambiente nella condizione migliore possibile.
Progetti per il futuro?
Aspettiamo intanto le decisioni che verranno prese per questa stagione e poi ci proietteremo sul da farsi per la nuova stagione.
Domanda secca: chi vincerà il campionato in Serie D e chi sono secondo te le tre squadre rivelazione e le tre delusioni di questo campionato?
Il campionato secondo me lo vincerà il Foggia, mentre se dobbiamo parlare di rivelazioni sicuramente il Sorrento, mentre tra le delusioni metterei la Fidelis Andria.
Grazie e in bocca al lupo per tutto!
Grazie a Te!
Danilo Sandalo
Marcello Quinto a NC: "Francavilla club modello in questo momento di crisi"
Metà di una lunga carriera tra i professionisti dedicata al Foggia, la squadra della sua terra di cui ha vissuto la rinascita nel 2012. E poi una serie di evoluzioni tattiche che da qualche anno lo hanno trasformato, da metronomo di centrocampo, in un centrale difensivo di buon profitto. Marcello Quinto a Francavilla ci è arrivato da svincolato, ma da quel momento il posto in squadra non glielo ha tolto più nessuno. Versatilità ed esperienza sono le sue compagne di viaggio, da sempre. “Sì, ho iniziato ad Andria due anni fa, giocando da difensore centrale per metà stagione – ricorda il giocatore di Stornarella ai nostri microfoni -. Poi ho proseguito lo scorso anno a Prato e anche a Francavilla sono stato impiegato così. Adattarmi è stato semplice: quando fai il play per tanti anni, è quasi automatico riuscire a governare un reparto arretrato. Devi saper leggere le traiettorie anche in fase difensiva, ma la chiave tattica è la stessa. Magari cambia che ti trovi spesso e volentieri a marcare l’uomo dentro l’area, cosa che ad un play capita solo in poche occasioni. Essendo un giocatore di costruzione, attiravo io la marcatura dell’avversario in fase di possesso. E ho potuto agire in questo modo in squadre fortissime, allenate da grandi allenatori. Questo ha reso tutto più semplice per me”.
Prima della sosta a causa dell’emergenza Covid-19, eravate in piena lotta per salvarvi nonostante il penultimo posto. Bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto?
“A mio avviso abbiamo raccolto molto meno di quello che la squadra avrebbe potuto esprimere. Considerata la qualità tecnica dei singoli, questo gruppo ha valori importanti. Ma ci abbiamo messo troppo tempo per trovare una quadratura del cerchio. L’alta competitività del girone ci ha relegati giù pur con una squadra molto forte. Tuttavia ci siamo dovuti fermare proprio quando sembrava che avessimo trovato certi equilibri”.
In questo periodo di incertezza, ci sono anche società che continuano a mantenere un rapporto virtuoso con i loro calciatori.
“E il Francavilla è un esempio lampante di questo. Dopo lo stop dei campionati, e in piena quarantena, ci hanno assicurato il pagamento di due mensilità. Davvero un gesto lodevole per il quale – e parlo anche a nome di tutta la squadra – non possiamo che ringraziare la famiglia Cupparo. E’ stato un atto di grande moralità e sensibilità. Il nostro presidente ha capito il momento di difficoltà dei suoi giocatori, nonostante nessuno gli avesse fatto pressioni. Oggi per molti imprenditori la priorità è quella di salvaguardare le proprie aziende. Lui ha pensato anche alla sua squadra di calcio”.
Un gesto che, tuttavia, in troppi vogliono eludere nel vasto mondo della serie D.
“Ed è per questo che la scelta della famiglia Cupparo va rimarcata in modo chiaro e netto. Sono queste le società che più di tutte meritano attenzione e tutela. In D i calciatori vivono per larghissima parte solo ed esclusivamente di calcio. Non hanno un doppio lavoro. So che addirittura molti club stanno evitando di onorare gli arretrati: tutto questo non è normale e va respinto. Di recente ci siamo riuniti in videoconferenza con tutti i rappresentanti del girone H di serie D. Si è parlato ovviamente di questi temi. Io ho ribadito un concetto semplice: club e calciatori si trovano nella stessa barca, e solo dalla tutela dei primi ne deriva anche la nostra tutela. Si rischia di non vedere più ai nastri di partenza tantissime società tra C e D. Bisogna evitarlo. E solo la politica può intervenire con un articolato piano di sostegno per impedire la cancellazione di quei club che oggi sono in difficoltà. I famosi 600 euro per i collaboratori sportivi non bastano. E’ un primo passo, ma non sufficiente. Proteggere le società significherebbe invece far ripartire il sistema del calcio dilettantistico. In questo senso, società e calciatori devono portare avanti una linea comune”.
Che ne pensi del protocollo Figc su ritiri blindati e controlli medici periodici per riprendere i campionati in sicurezza?
“Idea sicuramente affascinante, ma difficile da praticare per tutti a causa dei costi notevoli che comporterebbe. E’ complicato che una società di serie D abbia strutture su cui appoggiarsi e uno staff medico tale da praticare tamponi continui ai calciatori. Se fosse per noi calciatori, non ci sarebbe alcun problema. Noi siamo del parere che occorra terminare i campionati sul campo se non sussiste alcun rischio per la salute di tutti. E per farlo non avremmo nulla in contrario rispetto ad uno sforamento fino a luglio dell’attività. E’ questa la linea guida dell’AIC. Poi è chiaro che deciderà il governo e, a catena, la Figc e le Leghe. Non decidiamo noi, tantomeno quei club che ora parlano di annullamento dei campionati solo per finalità speculative”.
Basket e pallavolo trovano un accordo al loro interno e dichiarano chiusa la stagione. Nel calcio sembra sempre tutto più difficile…
“Ma il nostro è un mondo che muove interessi economici e sociali più estesi. Il calcio ha una rilevanza diversa, anche a livello mediatico. Si incastrano troppi soggetti, anche extrasportivi, portatori di interessi personali. Per questa ragione, il sistema calcio va rimesso in moto quanto prima. La conseguenza potrebbe essere un’estate tra i tribunali, ed è un rischio che va assolutamente scongiurato. Poi parliamoci chiaro: la speranza principale è che questo virus venga definitivamente debellato e non metta più in pericolo nessuno, facendoci tornare tutti ad una vita normale”.
Nell’eventualità non si dovesse tornare in campo, quale soluzione adotteresti per uscire dall’impasse?
“Non c’è uno sbocco che possa mettere tutti d’accordo. Se sdoganiamo le promozioni d’ufficio delle prime, puniamo non solo le retrocesse che si stanno giocando la permanenza in categoria, ma anche quelle squadre che sono ad un passo dalla vetta ed avrebbero tutte le possibilità per vincere i campionati. Se annulliamo tutto, ne deriverebbe un danno per chi si è guadagnato il primato investendo e lavorando sul campo. Ecco perché non saprei trovare una soluzione ideale se non quella della ripresa dei campionati. Noi stessi, come Francavilla, stiamo rispettando le direttive del nostro preparatore atletico per cercare di avvicinarci alla migliore condizione possibile in caso di ripartenza. Ci alleniamo a casa e seguiamo un programma giornaliero che ci consente di fare lavori di forza e, parzialmente, anche di aerobica, andando a curare anche l’aspetto metabolico”.
Alessandro Laricchia (Amministratore Unico Monopoli): "In condizioni di sicurezza disposti a riprendere"
Alessandro Laricchia, amministratore unico del Monopoli, intervenuto ai microfoni di AntennaSud, come riportato da tuttocalciopuglia.com, ha affermato:
“Premetto che abbiamo molto rispetto per tutto quello che sta avvenendo in Italia. Al netto di questa tragedia, crediamo di doverci aggrappare a qualcosa per poter ricominciare. Se ci fossero le condizioni per poter far sport in totale sicurezza, noi saremmo d’accordo per riprendere in qualunque momento dell’anno, anche a settembre. Il calcio è un veicolo importante anche dal punto di vista economico. I calciatori? Si stanno allenando nei limiti di quelle che sono le restrizioni. Moralmente si danno fiducia l’uno con l’altro, il loro sogno è quello di concludere il campionato. Stiamo parlando con loro a proposito degli stipendi, tutelando il nostro splendido rapporto e cercando un’intesa. La maggior parte dei nostri uomini guadagna il minimo sindacale, sappiamo di dover andare loro incontro”.
Beppe Scienza (Monopoli): "Sicuramente siamo andati ben sopra le aspettative"
Giuseppe Scienza, tecnico del Monopoli, ospite di Eleven Sports, ha dichiarato: “L’invito è ovviamente quello di restare a casa, così come fanno i miei giocatori, che seguo e sento quotidianamente. Così possiamo aiutare chi sta lavorando negli ospedali e uscirne il prima possibile”.
“La squadra è trascinata in particolare dai nostri attaccanti, che sono i primi ad avviare la fase difensiva. Per una volta abbiamo dimostrato che un attaccante che anche se fa fatica a fare questa fase poi ne trae soddisfazioni. Basti pensare a Fella, che ha fatto 17 gol. A tal proposito il presidente Lopez ha avuto un’intuizione incredibile perché misteriosamente era svincolato. Si è incastrato perfettamente nel nostro modo di giocare, di pensare, di divertirsi. Si merita tutti questi onori perché è veramente bravo”.
“In trasferta abbiamo un cammino da prima della classifica, che ha vinto 10 partite fuori casa a otto dal termine. In casa purtroppo abbiamo fatto qualche passo falso. Siamo più abili a compattarci e ripartire. Sto infatti cercando di capire quali errori ho commesso nelle partite al “Veneziani”. Abbiamo perso sei partite in casa, troppe per una squadra che vola così in alto. E’ anche vero che vincerne 10 fuori per una squadra come il Monopoli non è semplice. Non siamo certo partiti per vincere il campionato, ma siamo comunque andati sopra le aspettative”.
Nicola Canonico (Presidente Bisceglie): "Faticoso parlare di calcio, ma i campionati vanno finiti"
Nicola Canonico, presidente del Bisceglie, intervenuto ai microfoni di Antenna Sud, come riportato da tuttocalciopuglia.com, ha affermato:
“Il Bisceglie si schiera con la gran parte delle altre società, a tutela della salute dei suoi calciatori, che deve venire prima di tutto il resto. Il calcio è uno sport fatto di contatti, mantenere la distanza di un metro è una misura difficilmente applicabile. Se si ricominciasse, un caso di Coronavirus a un calciatore costringerebbe alla quarantena l’intera sua squadra e l’intera squadra avversaria. Sono le condizioni sanitarie a non permetterci di riprendere a giocare, i dati sono migliorati ma c’è poco da sorridere. Parlare di calcio, con tutti questi morti, è faticoso. La maggior parte dei nostri calciatori è rimasta a Bisceglie, a pochi altri abbiamo dato l’autorizzazione di far ritorno a casa per ragioni oggettive. Importante salvare innanzitutto la prossima stagione. I campionati vanno ultimati per poter emettere verdetti, tre anni fa salimmo dalla D alla C ma a otto giornate dalla fine eravamo a -10 dal Trastevere”.
Audace Cerignola, Longhi: "Mancano solo 8 gare, finiamo il campionato"
“Nonostante qui nelle nostre zone i numeri di contagio siano alti, noi stiamo bene” – ha dichiarato Alessandro Longhi, calciatore dell’Audace Cerignola residente ora a Salò, sul profilo facebook della società gialloblù – “stiamo rispettando a pieno questa quarantena”.
“Mi manca la quotidianità” – ha aggiunto il calciatore – “andare al campo, entrare nello spogliatoio e allenarmi al massimo. Speriamo si ritorni il prima possibile in modo da giocare anche la domenica, che poi è l’aspetto che mi manca di più. Vorrei ritornare allo stadio e rivedere tutta la nostra gente, per riscattare anche l’ultima partita fatta. La ripresa dei campionati? Prima di tutto viene la salute” – conclude Longhi – “un pensiero al campo va. In D mancano solo 8 partite e quindi la speranza è quella di riuscire comunque a finire questo campionato e tornare sul rettangolo verde“.
Taranto, l'onestà di Allegrini: "Questa stagione è un fallimento"
La redazione di Giornalerossoblu.it ha intervistato il calciatore del Taranto
Prima di tutto come stai? Come stai vivendo questo periodo di riposo forzato?
“Non è facile restare chiusi in casa. È una situazione difficile. Restiamo a casa, non ci muoviamo e nel frattempo tentiamo di tenerci in forma, per quello che si può fare”.
Secondo una tua opinione, si ritornerà a giocare e cosa reputi giusto fare?
“Nei campionati non professionistici sarà molto dura riprendere. In serie A e B magari hanno i mezzi per continuare il campionato. In Serie D sarà molto difficile che la stagione possa concludersi”.
Cosa non è andato in questa annata?
“È un fallimento per quello che si era prefissati all’inizio della stagione. Siamo partiti con i favori del pronostico, ma purtroppo non contano solo i nomi. La rosa è composta da giocatori di grande qualità, e di questo ne sono sicuro, perché da un anno all’altro non si diventa brocchi. L’errore che abbiamo commesso un po’ tutti, è stato quello di perderci nei momenti di difficoltà, non essere uniti e compatti nel credere nel nostro obiettivo. Penso alla prima partita col Brindisi, dove sono sorte delle problematiche, che ci siamo trascinati nel nostro percorso, quello che ne è derivato successivamente, è stato tutto una conseguenza. In futuro spero che si faccia tesoro di questi errori, senza farsi prendere dalle difficoltà. Anche Bitonto, Foggia e Cerignola hanno avuto delle problematiche, ma i rispettivi gruppi sono rimasti uniti e hanno continuato a lavorare, adesso sono lì in cima”.
La partita di Altamura forse non sarà ricordata come una delle tue migliori, cosa è successo?
“Quella partita è totalmente da dimenticare. Probabilmente il risultato è tutto dipeso dalla mia espulsione. Mi sono fatto prendere dalla frenesia, commettendo un fallo da rigore a pochi minuti dal fischio di inizio. Sono comunque dell’idea che bisogna andare avanti, purtroppo però non ho avuto occasione per recuperare, dato che il campionato è stato sospeso dopo due settimane. Sono cose che capitano. Non bisogna analizzare solo gli errori individuali, poiché siamo tutti responsabili di questo fallimento”.
Dopo Ragno cosa è cambiato con l’avvento di Mister Panarelli?
“Dopo l’esonero di Mister Ragno abbiamo ottenuto diversi risultati positivi. Pensavamo che la situazione si fosse messa per il verso giusto, ma alla prima difficoltà sono riemersi i limiti di questa squadra. Se alla base non vi é unità di intenti, non si va da nessuna parte, purtroppo non siamo stati capaci di reagire. Il cambio di allenatore non ha portato i suoi frutti, i problemi evidentemente erano altri. Probabilmente è stato sbagliato proprio il modo in cui si è approcciato il campionato”.
L’anno prossimo ti auguri di vestire ancora rossoblù?
“Quest’anno è stato un fallimento. Sono onesto con me stesso, ero arrivato a Taranto per regalare una gioia ai tifosi, che da anni aspettano la vittoria del campionato. Le colpe sono da attribuire a tante persone. Fossi il Presidente valuterei prima tutte le situazioni e ci penserei due volte prima di scegliere un calciatore di questa rosa. Tutti vorrebbero una seconda possibilità, ma questo non spetta a me”.
Foggia, Felleca: «Lasciarci in Serie D non sarebbe giusto…»
Tra le categorie che risentiranno maggiormente di questo momento storico, c’è sicuramente la Serie D, il primo step dopo il professionismo, ma anche quella categoria che va da apripista al “calcio maggiore”.
Quello che sarà è difficile dirlo, ma per provare a fare un punto della situazione, i colleghi di TuttoMercatoWeb.com, hanno intervistato il presidente del Foggia Roberto Felleca.
Mesi particolari quelli che stiamo vivendo. Ci sarà un futuro per l’ultimo scorcio di questo campionato?
“Inizialmente, quando la situazione non era ancora drammatica, speravo in una pronta ripresa, ero anche convinto che ci fossero i presupposti, ma adesso, vedendo come si è evoluta la situazione legata al virus e il protocollo sanitario, dico che è impossibile riprendere: la Serie D non ha i mezzi finanziari per sostenerlo. I bilanci adesso sono duri, è difficile continuare”.
Si aprirebbe quindi il dibattito delle promozioni e delle retrocessioni.
“Noi, così come altri club tipo Palermo e Lucchese, abbiamo pagato un ingente fondo perduto per poter stare in Serie D, e, oltre a questo, abbiamo sempre disputato campionati di livello: noi siamo secondi, la C la meritiamo. E’ facile dire che abbiamo preso il Foggia in Serie D, la piazza merita gli investimenti che facciamo, che sono però da alta Serie C. Due anni tra i dilettanti sarebbero insostenibili”.
Quindi si andrebbe per vie legali se non fosse Serie C?
“Il fondo perduto pagato non è solo per il titolo sportivo, ma anche per rimettere in moto un certo sistema. Lasciare una piazza come questa in Serie D non sarebbe giusto, e noi siamo pronti anche a vie legali”.
Capitolo stipendi: come vi muoverete?
“In questo momento le entrate, che sono praticamente esigue, non ci sono, e vengono a mancare anche situazioni come sponsor o web TV che davano un contributo. Fino a febbraio abbiamo pagato tutto, adesso stiamo dando qualche residuo, poi vedremo il da farsi in base a quello che sarà l’evolversi della cosa. Chiaramente una promozione gioverebbe anche in tal senso, oltre a essere un reale merito sportivo di una squadra che sta provando coi fatti a fare il salto”.
Futuro Taranto, Giove annuncia: "Cambieranno le strategie"
Massimo Giove, presidente del Taranto, è stato intervistato dai colleghi de La Gazzetta del Mezzogiorno.
Queste le dichiarazioni del patron rossoblù: “Ci troviamo di fronte ad una situazione inimmaginabile ed è impossibile azzardare ipotesi su un’eventuale ripresa dell’attività sportiva. L’ideale sarebbe completare i campionati anche con formule ad hoc, ma penso che farlo a porte chiuse significherebbe togliere valore al calcio. Chi deve decidere ha una grande responsabilità. Insieme a tutti i club di serie D attendiamo le decisioni di Sibilia, alle quale dovremmo adeguarci. Vedremo che succede, ma secondo me la stagione sportiva è compromessa“.
Sulla situazione in casa Taranto: “Ho sentito diversi calciatori ma non abbiamo parlato di accordi sulle retribuzioni qualora non si riuscisse a tornare in campo. Vediamo gli sviluppi, anche se il mio auspicio è che si trovi una soluzione uguale per tutta la serie D in considerazione dei notevoli danni economici subiti dalle società. Adesso, però, sono concentrato sulle mie aziende dell’indotto ex Ilva, sui miei dipendenti in difficoltà e costretti a stare a casa per la crisi. Va tamponata in fretta anche questa emergenza“.
Sul futuro: “Stavo iniziando a pensare ad un nuovo piano per il Taranto ma, alla luce di quanto sta accadendo, dovranno necessariamente cambiare tutte le strategie, pure nel mondo del calcio. Nel breve periodo, si dovrà ragionare in modo diverso perché nulla sarà più come prima e mi riferisco anche alle sponsorizzazioni. I prossimi mesi ci aiuteranno a capire come muovervi anche in base a quanto accadrà tra i professionisti. Panarelli? Tutto è sospeso, preferisco essere cauto, senza illudere nessuno visto che non sappiamo dove ci porterà quest’esperienza drammatica. Stesso discorso vale anche per il ds De Santis, a cui non posso rimproverare nulla, il clima ostile non l’ha aiutato“.
Pasqua solidale con il gruppo "Ultras Taurisano 1990" da sempre al fianco del paese
E’ un periodo storico che segnerà la vita di ognuno di noi: in quarantena da circa un mese, con una pandemia in corso che sta causando troppi morti e che sta costringendo l’Italia e il mondo intero a bloccarsi. Per il bene di tutti. Bar,negozi,fabbriche,uffici,scuole,manifestazioni sportive tutto chiuso o sospeso.
Passeremo una Pasqua diversa e forse mai avremmo pensato di passarla in questo modo. Da soli, lontani dai nostri parenti più cari e dai nostri amici di sempre con i quali avremmo condiviso, molto probabilmente, una spensierata “Pasquetta”. Però tutto questo è necessario per sconfiggere il maledettissimo virus.
Ma milioni di persone a casa significa, purtroppo, per tante famiglie una sola cosa : difficoltà economica. Lo Stato italiano sta facendo la sua parte aiutando i cittadini in maggiore difficoltà e per fortuna anche la macchina della solidarietà italiana è sempre attiva e mai ferma. Sono state tantissime le iniziative prese in tutta Italia e tra queste c’è anche quella del gruppo Ultras Taurisano 1990 che ha pensato bene di far trascorrere una Pasqua “cioccolosa” ai tanti bambini speciali del paese. Sono state donate a diverse famiglie taurisanesi le uova di cioccolato e tante altre leccornie che ogni bimbo e ogni bimba in questo periodo di festa desidererebbe. L’obiettivo del gruppo è quello di far trascorrere a questi bambini e a queste bambine una Pasqua serena ,piena di “dolcezza” e alleggerire,almeno in questi giorni pasquali, la difficile situazione che molte famiglie stanno attraversando. Il gruppo ultras, attivo ormai da 30 anni sul proprio territorio, è da sempre al fianco e a sostegno del paese soffermandosi molto spesso su quelle che sono le fasce più bisognose. Un amore per la propria città che va ben oltre il rettangolo verde e i 90 minuti della Domenica, sempre in prima linea.

Taranto, Avvantaggiato a La Gazzetta del Mezzogiorno "cerco di trovare i giusti stimoli anche rinchiuso tra quattro mura…"
Alessandro Avvantaggiato, 20enne calciatore del Taranto, è stato intervistato da Alfredo Ghionna de La Gazzetta del Mezzogiorno.
Queste le sue dichiarazioni: “Mi alleno restando a casa, cercando di trovare i giusti stimoli anche rinchiuso tra quattro mura. I nostri tecnici ci chiamano molto frequentemente e questo continuo contatto fa in modo che l’impegno di ognuno di noi, sebbene a distanza, prosegua nel modo più giusto. Non vedo l’ora di tornare a calcare i campi di gioco per provare a centrare l’obiettivo playoff che, al momento, è l’unico perseguibile qualora il campionato dovesse riprendere. Sul piano del rendimento personale posso affermare con certezza che posso e devo dare di più. Mister Panarelli? Mette tutti sullo stesso piano e ci dice la formazione solo 10 minuti prima dell’inizio“.
Antonio Magrì (Presidente Virtus Francavilla): "La Serie C non è sostenibile, va rimodulato sistema"
Antonio Magrì, presidente della Virtus Francavilla, intervenuto ai microfoni di Antenna Sud, come riportato da tuttocalciopuglia.com, ha ribadito la sua linea:
“La nostra posizione è quella espressa dal 90% dei club. Secondo noi, non ci sono al momento le condizioni per poter riprendere il campionato, in particolar modo dal punto di vista sanitario. Il calcio è uno sport di contatto, evitare problemi è difficile. Da un punto di vista economico, poi, riprendere diventa complicato: andare oltre la data del 30 giugno comporterebbe ulteriori costi in mancanza di ricavi, dal momento che si giocherebbe a porte chiuse. La Serie C non è una categoria sostenibile, si va avanti grazie alla generosità dei singoli presidenti. Non è etico riprendere il calcio con le nostre aziende ancora chiuse. L’intero sistema, a livello di costi, andrebbe rimodulato”.
Marco Piccinni (Monopoli): "Nel nostro spogliatoio mai nessuna lamentela"
“Spero di ritornare al più presto in campo poiché a ognuno di noi manca giocare: questo, almeno per quel che mi riguarda, è il lavoro più bello del mondo”.
Questo il pensiero di Marco Piccinni, centrocampista del Monopoli, che in una diretta social dai canali del club parla anche della forza del gruppo biancoverde:
“Tendenzialmente i calciatori tendono a lamentarsi di quello che manca in una qualsiasi società: sin dalla prima volta in cui ho messo piede nello spogliatoio del Monopoli, invece, non c’è stata alcuna lamentela e credo che questa sia stata la nostra forza, nonché il motivo del terzo posto attuale a otto gare dal termine – riporta tuttocalciopuglia.com -. Inoltre c’è stata anche la fortuna di aver trovato calciatori in grado di coesistere: faccio l’esempio del centrocampo in cui io mi contraddistinguo per l’inserimento dritto per dritto in area, Giorno ha una grande tecnica e una grande visione di gioco, mentre Carriero è abile nella corsa e nel tiro. Ognuno di noi è indispensabile per l’altro”.
Simone Simeri (Bari): "Migliorato moltissimo da quando sono in biancorosso"
Simone Simeri di nuovo protagonista della rubrica ‘Ask to’. Sui canali social del Bari, il centravanti biancorosso ha risposto ha risposto alle domande dei tifosi.
“Da quando sono a Bari mi sento migliorato in moltissime cose, sia caratteriali che calcistiche; riguardo a queste ultime, credo che il fraseggio con i compagni sia la caratteristica in cui sono cresciuto maggiormente, anche per una questione legata al modulo. La mia sensazione è positiva. Noi possiamo giocare in qualsiasi momento, maggio, giugno, l’importante è che si concluda la stagione, per i nostri obiettivi. Questo potrà essere fatto solo ed esclusivamente se non ci saranno rischi per la salute di nessuno. Noi ci alleniamo tutti i giorni, con la speranza di poter tornare quanto prima in campo. Non è facile stare chiusi in casa per così tanto tempo. Oltre ad allenarci dobbiamo confrontarci con faccende domestiche e cucina ed io, essendo da solo, devo pensare proprio a tutto. Speriamo passi tutto presto questo momento”.
Taranto, Avvantaggiato: "Panarelli ci dà la formazione 10 minuti prima della partita…"
Alessandro Avvantaggiato, 20enne calciatore del Taranto, è stato intervistato da Alfredo Ghionna de La Gazzetta del Mezzogiorno.
Queste le sue dichiarazioni: “Mi alleno restando a casa, cercando di trovare i giusti stimoli anche rinchiuso tra quattro mura. I nostri tecnici ci chiamano molto frequentemente e questo continuo contatto fa in modo che l’impegno di ognuno di noi, sebbene a distanza, prosegua nel modo più giusto. Non vedo l’ora di tornare a calcare i campi di gioco per provare a centrare l’obiettivo playoff che, al momento, è l’unico perseguibile qualora il campionato dovesse riprendere. Sul piano del rendimento personale posso affermare con certezza che posso e devo dare di più. Mister Panarelli? Mette tutti sullo stesso piano e ci dice la formazione solo 10 minuti prima dell’inizio“.
Brindisi, D'Ancora: "Viviamo di calcio, sacrificherei l'estate per giocare"
La Serie D è ferma, ormai, da un mese a causa dell’emergenza Coronavirus ma i giocatori delle varie squadre continuano a sostenere dei programmi mirati di allenamento, seguendo le indicazioni dello staff tecnico. Il centrocampista d’esperienza del Brindisi, Salvatore D’Ancora, ai microfoni di TUTTOcalcioPUGLIA.com, si racconta a 360°: tanti i punti toccati con l’ex Savoia che racconta il suo periodo di quarantena, analizzando anche la questione stipendi e l’eventuale ripresa dei campionati nelle prossime settimane.
L’emergenza Coronavirus sta costringendo voi atleti ad allenarvi presso i propri domicili: come si svolge il programma di allenamenti?
“Cerchiamo di allenarci nel miglior modo possibile, seguendo le indicazioni dello staff tecnico. Si sa, il campo è un’altra cosa: speriamo che questa pandemia finisca presto così potremo tornare, nel più breve tempo possibile, alla normalità”
Quanto è difficile, per un atleta mantenere la concentrazione e la costanza negli allenamenti lontano dal terreno di gioco?
“Più che la concentrazione, ciò che manca è proprio la quotidianità di un atleta: il lavoro settimanale, gli allenamenti, il ritiro prepartita del sabato e la partita della domenica. È ciò che manca di più ad un calciatore: sappiamo che può essere un periodo di emergenza e cerchiamo, nel miglior modo possibile, di continuare a lavorare sperando di calcare il terreno di gioco quanto prima”.
Come si vive lo spogliatoio ai tempi del COVID?
“Siamo, fortunatamente, un gruppo unito: ci sentiamo tutti i giorni tramite chiamate e videochiamate. Lo spogliatoio manca molto, insieme alla quotidianità: l’importante ora è la tutela della salute nostra e delle famiglie. Siamo speranzosi di poter ricominciare il prima possibile: vogliamo allenarci e svolgere il nostro lavoro”.
Negli ultimi giorni si è parlato tanto del taglio degli stipendi ai calciatori di Serie D e C: qual è il suo pensiero a riguardo?
“Noi viviamo di calcio, le nostre famiglie vivono di calcio: dobbiamo essere tutelati per non creare disagi partendo dal più piccolo alla persona più anziana. Questo, per noi, è un lavoro vero e proprio: non è un gioco. Il rischio di perdere lo stipendio è molto alto: speriamo che l’AIC, come già sta facendo, continui ad impegnarsi per trovare una soluzione affinché tutte le parti siano d’accordo. Non dimentichiamo, comunque, che siamo una situazione d’emergenza: un sacrificio dobbiamo farlo tutti quanti però bisogna venirsi incontro. Come calciatori, dobbiamo essere tutelati: si vive di calcio e di questi stipendi e se ad un ragazzo che ha famiglia vengono tolti quei soldi, si rischia di andare in difficoltà”.
Quale futuro vede, ad oggi, per i campionati italiani e, in particolar modo, per il campionato di Serie D?
“Credo che Serie A, B e C possano riprendere, in un modo o nell’altro: in D, invece, la vedo un poco più complicata, soprattutto per le norme igieniche e sanitarie che devono essere rispettate. Ci sono molte squadre che non hanno una forza economica tale da poter permettere il rispetto di queste norme, partendo dai loro impianti: credo che in Serie D sia più difficile ripartire, almeno in tempi brevi. Naturalmente, io spero che si possa ricominciare e che si possa trovare una soluzione che metta d’accordo tutti quanti. Credo che, eventualmente, si continuerà a giocare a porte chiuse: il calcio senza i tifosi perde tantissimo ma, in una situazione di emergenza come questa, si dovranno fare dei sacrifici per il bene comune”.
Tu ed i tuoi colleghi sareste disposti a sacrificare le ferie estive per poter proseguire il campionato?
“Per quanto mi riguarda, sono pronto a rinunciare al periodo estivo: è vero, serve per staccare un attimo la spina e, con la preparazione, ci si appresta ad affrontare la stagione successiva, ma io sono comunque dell’idea che il campionato vada portato a compimento il prima possibile, anche per rispetto di quelle società che hanno fatto degli investimenti importanti e per gli obiettivi prefissati ad inizio stagione. Non importa se finiranno a giugno o luglio, noi vogliamo scendere in campo”.
Ad oggi, il Brindisi si trova una spanna sopra la zona playout: crede che la posizione occupata dai biancazzurri sia veritiera?
“Per quello che è il valore dei giocatori e degli uomini che compongono questa rosa e, soprattutto, per ciò che abbiamo fatto, credo che meriteremmo qualcosa in più. Abbiamo sempre messo in campo il massimo delle nostre potenzialità, siamo un grande gruppo e speriamo di ricominciare quanto prima per centrare l’obiettivo che ci siamo prefissati, all’inizio della stagione: vogliamo ottenere la salvezza sul campo, com’è giusto che sia”.
Hai calcato campo di B e C, militando in Puglia anche nelle fila del Bisceglie. Quest’anno l’esperienza con la maglia del Brindisi, in una piazza che vive di pane e calcio: che giudizio dai al tuo campionato?
“Fino a dicembre ho fatto un gran campionato, poi potevo fare qualcosa in più: ho avuto, purtroppo, dei problemi fisici che mi hanno costretto a stare fuori qualche settimana. Personalmente, tendo sempre a fare un po’ di autocritica: potevo fare qualcosa in più e spero di poter dimostrare nelle otto partite restanti, qualora dovessero riprendere i campionati, quanto di buono fatto sono riuscito a mostrare nella prima parte della stagione”.
Alla vigilia della sosta forzata, il Bitonto vantava una lunghezza di vantaggio nei confronti del Foggia e cinque punti sul Sorrento: in caso di ripresa, chi vedi come squadra favorita alla promozione in Serie C?
“Se devo essere sincero, Bitonto e Cerignola sono le due squadre che mi hanno impressionato: credo che queste due si contenderanno il primo posto. Hanno dimostrato di essere un gradino sopra le altre: esprimono un ottimo gioco ed hanno due rose di grandissima qualità. La sosta potrebbe sfalsare gli equilibri che si sono creati fino a qualche settimana fa: ormai è un mese che siamo tutti quanti fermi e non svolgiamo allenamenti di gruppo. Avrà un impatto abbastanza forte: chi sarà più bravo a mantenere la condizione in questo periodo di emergenza, sia dal punto di vista mentale, sia quello fisico, ne uscirà vincitore”.
Al momento sembrerebbe prematuro parlarne ma vedrebbe il suo futuro in riva all’Adriatico?
“Adesso spero solo di ricominciare a giocare e portare a casa l’obiettivo in queste ultime otto partite di campionato. Penso solo a finire la stagione, qualora ci dovessero dare l’opportunità, nel miglior modo possibile: valuterò poi, con la mia famiglia, la scelta migliore per me e per la mia carriera”.
San Marco, Aniello Calabrese:"Stiamo vivendo qualcosa di tremendo"
Dopo oltre un mese di completa inattività abbiamo ascoltato le parole del presidente celeste granata Aniello Calabrese in un’ampia intervista.
EMERGENZA CORONAVIRUS
“Stiamo vivendo qualcosa di tremendo, di incredibile, uno tsunami che in brevissimo tempo ha sconvolto la vita di intere comunità. Finora nessuno di noi ha avuto voglia di parlare di calcio. Troppe vittime, troppe persone stanno soffrendo per la perdita dei cari e tante altre stanno combattendo. Ci siamo chiesti più volte cosa possiamo fare per renderci utili e la risposta è stata quella di affidarci al personale sanitario e alle direttive del governo stando a casa e soprattutto essere solidali con chi non ha avuto la nostra stessa fortuna. Il periodo che stiamo attraversando è catastrofico, ma non possiamo pensare che andrà peggio, anzi, andrà decisamente meglio. Giorno dopo giorno tutti insieme ne verremo fuori e saremo più forti e coesi di prima. Non vedo i ragazzi dalla trasferta di Otranto del Primo Marzo e mi mancano molto, ma ora non è tempo di pensare a giocare. Abbiamo altre priorità, ognuno di noi ha l’obbligo morale di provare ad aiutare chi è in grosse difficoltà e vi posso garantire che a San Marco di persone bisognose ce ne sono”.
CAMPIONATO ANNULLATO O SI RIPRENDERÀ?
“Non so cosa accadrà io, come tutti del resto in questo periodo, sto navigando a vista e non so come andrà a finire. Ovviamente bisogna attendere che la pandemia giunga al termine e che si azzerino i contagi, solo dopo potremo ragionare, perchè fin quando ci sarà un minimo rischio di contagio nessuno dei miei tesserati scenderà in campo a prescindere da quello che si deciderà. Quando torneremo alla normalità gli organi competenti decideranno in merito cosa sarà meglio fare. Certo non è semplice ritornare in campo dopo mesi di inattività e in condizioni psicologiche certamente difficili”.
A CINQUE GARE DAL TERMINE CON LA MATEMATICA POSSIBILITÀ DI SALVARSI
“Dopo aver conquistato l’Eccellenza l’anno scorso ci siamo trovati ad un bivio. Abbiamo la forza economica per affrontare questo campionato? Il grande entusiasmo della gente, le promesse di molti e le nostre consuete certezze insieme alla decisione ferma e decisa di mister Iannacone di rinunciare ad allenare qualche piazza importante per offrire l’Eccellenza alla sua Città, ci hanno spinto ad affrontare questa stimolante, ma difficile sfida. Fin dal principio abbiamo avuto grossi problemi per completare la rosa e siamo partiti in pochi e con pochissimi under. Poi abbiamo pressato fino a Dicembre tutte le persone che a Maggio erano sul carro dei vincitori a promettere mari e monti con la speranza di un aiuto per aggiungere qualche ragazzo al gruppo, ma non abbiamo avuto risposte.
Quando ci siamo resi conto che al mercato dicembrino le promesse risultavano non mantenute, non abbiamo potuto completare la rosa e siamo andati avanti con pochissimi ragazzi. I risultati, seppur condizionati, a volte da decisioni arbitrali assurde, altre da errori macroscopici dei giovani portieri agli ultimi istanti di gara, sono stati negativi e figli principalmente di una rosa ristretta con pochissime alternative e diversi ragazzi non pronti per l’Eccellenza. Nonostante tutto eravamo in piena lotta salvezza con cinque scontri diretti di cui tre in casa e nell’ultimo periodo fisicamente eravamo molto cresciuti, aumentando gli allenamenti, per giocarci il rush finale”.
ASD SAN MARCO E SOLIDARIETÀ
“Il progetto Asd San Marco è stato nominato Educare attraverso lo Sport. Educare alla solidarietà è un nostro obiettivo. In questi anni abbiamo realizzato parecchie iniziative. L’emergenza coronavirus ha spinto ogni componente della grande famiglia Asd San Marco a prodigarsi per sostenere le famiglie più bisognose di San Marco. Un plauso a tutti i ragazzi del settore giovanile e scolastico che hanno rinunciato con gioia al loro salvadanaio, col quale avrebbero dovuto festeggiare al termine delle attività, per devolverlo a famiglie bisognose. Continueremo fino alla fine dell’emergenza a stare vicino ai bisognosi”.
SETTORE GIOVANILE E SCOLASTICO ASD SAN MARCO
“L’obiettivo del progetto era rendere il settore giovanile e scolastico il fiore all’occhiello della provincia di Foggia. Credo che pochissime squadre di Eccellenza abbiano fatto esordire ragazzi del 2003 del loro stesso vivaio.
Con noi lo hanno fatto 4 o 5 sammarchesi giovanissimi premiati con coraggio dopo un lavoro straordinario fatto da tutti gli addetti ai lavori del settore giovanile. La crescita dei nostri giovani è stata costante e continua, non posso che complimentarmi con tutti”.
FUTURO CELESTE GRANATA
“Ora è difficile pensare al futuro se prima non si supera questo momento. Dopo il problema salute ci sarà da affrontare una forte crisi economica. Noi sopravviviamo con i pochi contributi che commercianti, piccoli imprenditori e gente comune ci offre. Ognuno di loro certamente ne risentirà e difficilmente sarà nuovamente propenso ad una sponsorizzazione. Intanto vediamo come si concluderà la stagione calcistica e poi riprogrammeremo. La voglia di continuare a regalare emozioni alla nostra gente c’è, ma ora, ripeto, non è ancora tempo di giocare”.
APPELLO DEL PRESIDENTE
“Stiamo vedendo i risultati del distanziamento sociale e delle restrizioni imposte dal Governo. Continuiamo a restare a casa e presto ne usciremo tutti insieme più forti di prima.
Restiamo a casa e andrà tutto bene”.
Il presidente Ghirelli al Sole 24 Ore… "Vi spiego cosa potranno fare le società di C"
Il presidente della Lega Pro, Francesco Ghirelli, ha pubblicato sulle colonne de Il Sole 24 Ore, le sue proposte per sostenere economicamente club e giocatori di Serie C: “Nell’immediato, per fare fronte ai danni cagionati dalla sospensione dell’attività sportiva, che potrebbe protrarsi fino a maggio inoltrato, sarà di fondamentale importanza fare leva sugli ammortizzatori sociali. In effetti le società di Lega Pro potrebbero avvalersi della Cig ordinaria e di altre forme di integrazione salariale a favore dei propri dipendenti. Per la categoria degli sportivi professionisti, calciatori e diverse figure dello staff tecnico con uno stipendio lordo annuale sotto i 50mila euro, invece si dovrebbe poter accedere alla Cig in deroga. Essendo quest’ultima una novità assoluta, tuttavia è necessario che siano rapidamente risolte alcune difficoltà regolamentari che potrebbero vanificare la piena operatività di questo istituto, come peraltro abbiamo già sottolineato sia al ministro dell’Economia Roberto Gualtieri che al ministro dello Sport Vincenzo Spadafora”-
Simone Simeri (Bari): "Se si tornerà in campo, conquisteremo la B"
Costretto ad affrontare la quarantena lontano dalla propria famiglia, il centravanti del Bari, Simone Simeri, ha raccontato le sue giornate ai microfoni de La Repubblica:
“Sono chiuso in casa da un mese ma con la testa sono in campo. Sono fiducioso che la stagione possa concludersi, anche a maggio o giugno, ma ovviamente la salute viene prima di tutto. Noi abbiamo un obiettivo da raggiungere e sono convinto che, se si tornerà in campo, lo centreremo”. Alla sua seconda stagione in biancorosso, l’ex Juve Stabia manifesta la sua voglia di rimanere a lungo in Puglia: “Potendo scegliere, resterei qui il più a lungo possibile. A Bari sono migliorato sia dal punto di vista caratteriale che sotto il profilo calcistico”.
Taranto, Benvenga: "Sono cinico, la fortuna va costruita. Sul futuro…"
Il difensore del Taranto, Alex Benvenga, intervistato sulle colonne del Corriere dello Sport (ed. Puglia) ha parlato anche del suo rapporto con la società rossoblu: “Avremmo dovuto e potuto fare di più. Mi ritengo una persona estremamente cinica: credo che la fortuna bisogna essere in grado di costruirsela, ma per noi quest’anno ogni errore è stato devastante, soprattutto agli inizi della stagione. Ci sono mancate continuità e forse un pizzico di personalità necessaria per gestire le pressioni in campo e fuori, tant’è che in trasferta i risultati ci hanno sorriso il più delle volte“.
E sul futuro chiarisce: “Sono un calciatore che vive di emozioni e Taranto è una piazza straordinaria. Accetterei soprattutto per provare a riscattare la stagione in corso: le contestazioni e i fischi subiti devono trasformarsi in uno stimolo per fare meglio“.
Bitonto, il ds Rubini: "Annulare la stagione? Ridateci i soldi allora"
Leonardo Rubini, direttore sportivo della capolista Bitonto, è stato intervistato dai colleghi di Tuttomercatoweb: “A livello societario ci sentiamo continuamente con tutto lo staff -spiega il ds Rubini-. I ragazzi sono seguiti dal preparatore atletico, si allenano da casa e non è la stessa cosa. Da quando c’è lo stop totale, poi, non è allenamento propedeutico al calcio. Purtroppo il campionato è falsato”.
Voi siete primi.
“Sarebbe bello vincere e festeggiare sul campo. Personalmente bloccherei tutto, facendo salire le prime due di ogni categoria ma vedo che ci sono sempre difficoltà. Potremmo fare un quarto girone di C ma si lamenterebbero dalla terza alla quinta. Serve il modo per rendere meno scontenti possibili. Oppure… Dei play-off a fine preparazione, ma che con che rosa? E’ un bel problema”.
A livello societario il contraccolpo è forte.
“Le società si mantengono con gli sponsor o con un presidente che mette a disposizione gli utili della sua azienda. Però le aziende sono bloccate… Il nostro presidente sta mantenendo i suoi impegni, li sta onorando”.
Gli spunti in giro per l’Europa non mancano.
“Ho sentito molti aggiornamenti, molte idee. Ho visto anche in Germania, come lavora il Bayern. Da noi chi è fuori sede, vive in un B&B, ognuno ha una stanza, ogni due stanze c’è un bagno. E’ comunque condivisa. E dove li facciamo mangiare? Una decisione deve essere imminente. Noi continuiamo a pagare gli affitti dei fuori sede. In D abbiamo questi problemi, come possiamo dire ai proprietari degli appartamenti ‘non ti paghiamo perché non giochiamo’? C’è un onore degli impegni da mantenere, anche con soggetti estranei alla gestione sportiva”.
E annullare la stagione?
“E come fate? Ridateci i soldi spesi, allora…”.
Karim Laribi (Bari): "Anche io ho sottovalutato emergenza, poi ho capito gravità"
Karim Laribi, centrocampista del Bari, nel rispondere in videochat ai tifosi biancorossi, come riportato dal sito ufficiale del club, ha dichiarato: “Nelle prime fasi dell’emergenza non ho avuto particolarmente paura; come tutti, ho un pò sottovalutato la situazione, ho pensato che fosse grave, ma non immaginavo così grave, non ero molto preoccupato all’inizio, o forse solo non volevo esserlo. Adesso sono consapevole della drammaticità della situazione e della forza di questo virus. Ci toccherà attendere, sperando di tornare presto alla nostra vita”.
“Avere a fianco la mia compagna in questi giorni mi aiuta molto, non è una situazione semplice, penso ai miei compagni costretti a stare da soli. Sento spesso i miei genitori che sono a Milano. Io spero che si torni a giocare presto, ma questo senza conseguenze per nessuno. Il calcio è un sport, deve essere divertimento; non sarebbe giusto che il campionato non venga completato, per rispetto alle società, i tifosi, ma ripeto, la salute viene prima”.
“A gennaio in B non c’erano progetto concreti, poi in molti pensavano stessi male o fossi infortunato dato che non trovavo spazio. Ho scelto Bari perché qui c’è un progetto importante, ambizione, un pubblico importante; è una piazza che merita quanto meno la B e spero succeda il prima possibile. Responsabilità? La sento certo, come tutti i miei compagni. Tutti assieme, con un gruppo coeso, ci può sentire più liberi e forti. Sempre forza Bari”.