Archive 02/07/2020

Gigi Frattali (Bari): “Testa ed esperienza ci aiuteranno”

Gigi Frattali, portiere del Bari, intervenuto ai microfoni di TB Sport, ha dichiarato: 

“Stiamo lavorando moltissimo, nonostante il caldo, ci stiamo preparando al meglio; non potendo fare amichevoli, stiamo ovviando con sfide tra noi, anche di 90’. Saranno fondamentali, oltre alle energie fisiche, quelle mentali. I ritmi non potranno essere quelli di prima della sosta, è ovvio; ma la testa, l’esperienza, ci aiuterà di certo”

Fidelis Andria, lascia l'attaccante Palazzo

L’attaccante oramai ex Fidelis Andria, Loris Palazzo, sul proprio profilo Instagram ha salutato così la sua ex squadra: “Oggi è un giorno triste per me!  È un giorno in cui bisogna decidere e prendersi delle responsabilità! È un giorno in cui è doveroso ringraziare, salutare e augurare il meglio a delle persone che mi hanno fatto sentire speciale (Carlo Leonetti, Riccardo Chieppa, Ludovico Magno e Carlo), a dei compagni di squadra per aver lottato sempre tutti insieme senza mai demordere, a due allenatori e a un Direttore, che mi hanno dato una grande responsabilità facendomi indossare quella fascia da capitano che ad Andria vale doppio! 

Infine devo ringraziare quella gente che ogni santa domenica era presente ad Andria e in trasferta solo per l’amore che prova per quella maglia biancoazzurra e per avermi adottato e fatto sentire amato come se fosse la mia città!  Oggi è il giorno in cui vi saluto!  Non entrerò nella storia, il mio nome non sarà scritto in nessun albo,  ma spero di esservi entrato nei cuori per la persona che sono prima e poi come calciatore”.

Fidelis Andria, lascia l’attaccante Palazzo

L’attaccante oramai ex Fidelis Andria, Loris Palazzo, sul proprio profilo Instagram ha salutato così la sua ex squadra: “Oggi è un giorno triste per me!  È un giorno in cui bisogna decidere e prendersi delle responsabilità! È un giorno in cui è doveroso ringraziare, salutare e augurare il meglio a delle persone che mi hanno fatto sentire speciale (Carlo Leonetti, Riccardo Chieppa, Ludovico Magno e Carlo), a dei compagni di squadra per aver lottato sempre tutti insieme senza mai demordere, a due allenatori e a un Direttore, che mi hanno dato una grande responsabilità facendomi indossare quella fascia da capitano che ad Andria vale doppio! 

Infine devo ringraziare quella gente che ogni santa domenica era presente ad Andria e in trasferta solo per l’amore che prova per quella maglia biancoazzurra e per avermi adottato e fatto sentire amato come se fosse la mia città!  Oggi è il giorno in cui vi saluto!  Non entrerò nella storia, il mio nome non sarà scritto in nessun albo,  ma spero di esservi entrato nei cuori per la persona che sono prima e poi come calciatore”.

Taranto, Galigani: "Prossimo mister? Alcuni allenatori sono ancora impegnati…"

Nel corso della trasmissione Rossoblu85, in onda su Canale 85, è intervenuto anche Vittorio Galigani, consulente personale del presidente Giove che ha chiarito alcuni aspetti come il rapporto tra Pagni e la società, la questione allenatore e quella relativa alla convenzione d’uso dello stadio Iacovone.

ALLENATORE, QUANDO SI CHIUDE? – “In serie C si sono giocati fino a ieri i play-out e sono ancora in corso i play-off. Per cui molti allenatori sono ancora vincolati alle loro società. Pagni sta avendo molti contatti e sta valutando quello che sarà il profilo più utile alla causa del Taranto”.

INCONTRO COMUNE-TARANTO FC – “La questione convenzione la stiamo portando avanti da più di un mese. Dobbiamo fare i conti con alcuni pregressi precedenti alla gestione Giove e in più abbiamo presentato tutti i documenti relativi alle spese sostenute dalla società per la manutenzione del campo A e B. Ci dovrà essere una compensazione su queste partite contabili e poi ci sarà il rinnovo dell’uso dello Iacovone. Per quanto riguarda il campo B, invece, una volta che i lavori sono finiti è emersa la volontà dell’amministrazione di utilizzare l’impianto non solo per il calcio ma renderla una struttura polivalente. C’è un dialogo aperto e stiamo trovando gli ingranaggi giusti per riuscire ad utilizzare l’impianto insieme ad altre società che lavorano su altri sport. Questa è una routine che è sempre accaduta e l’esperienza mi insegna che si è sempre trovato un accordo”.

CHIAREZZA SUL RAPPORTO PAGNI-TARANTO FC – “L’accordo con Pagni è stato trovato lo scorso 8 giugno. Danilo (Pagni, ndr) da quel giorno sta lavorando alacremente sugli aspetti tecnici della società. Per quanto riguarda il contratto, è chiaro che si tratta di un rapporto privato tra la società e il prestatore d’opera. I regolamenti dicono che in questa categoria è possibile depositare un contratto di rimborso spese e non economico, con un tetto massimo di 30.000 euro circa. Il nostro è un rapporto impostato su valori diversi: si tratta di un triennale e i nostri avvocati, quelli di Danilo (Pagni, ndr) e della società, si sono sentiti più volte e stanno perfezionando il contratto a tutela e con garanzie per entrambi. Se come tutti speriamo, il Taranto successivamente raggiungerà la terza serie, sarà possibile depositare il contratto economico e questo discorso sarà definitivamente chiuso. Ma parlando con Barbiero e con Sibilia, si vuole risolvere questo inghippo già da quest’anno perchè non è giusto che una persona laureata a Coverciano come direttore sportivo, non possa esercitare la propria professione nei dilettanti”.

TUTTI VOGLIONO VENIRE A TARANTO – “Ho sempre detto che il Taranto non è una piazza da serie D. Tutti i calciatori della passata stagione vorrebbero rimanere a Taranto, altri calciatori vorrebbero venire e tanti allenatori vorrebbero sedersi sulla panchina di questa squadra. Per cui Danilo (Pagni, ndr) si sta impegnando con contatti continui per scegliere il profilo migliore che sappia soddisfare le esigenze della società e dei tifosi”.

Taranto, Galigani: “Prossimo mister? Alcuni allenatori sono ancora impegnati…”

Nel corso della trasmissione Rossoblu85, in onda su Canale 85, è intervenuto anche Vittorio Galigani, consulente personale del presidente Giove che ha chiarito alcuni aspetti come il rapporto tra Pagni e la società, la questione allenatore e quella relativa alla convenzione d’uso dello stadio Iacovone.

ALLENATORE, QUANDO SI CHIUDE? – “In serie C si sono giocati fino a ieri i play-out e sono ancora in corso i play-off. Per cui molti allenatori sono ancora vincolati alle loro società. Pagni sta avendo molti contatti e sta valutando quello che sarà il profilo più utile alla causa del Taranto”.

INCONTRO COMUNE-TARANTO FC – “La questione convenzione la stiamo portando avanti da più di un mese. Dobbiamo fare i conti con alcuni pregressi precedenti alla gestione Giove e in più abbiamo presentato tutti i documenti relativi alle spese sostenute dalla società per la manutenzione del campo A e B. Ci dovrà essere una compensazione su queste partite contabili e poi ci sarà il rinnovo dell’uso dello Iacovone. Per quanto riguarda il campo B, invece, una volta che i lavori sono finiti è emersa la volontà dell’amministrazione di utilizzare l’impianto non solo per il calcio ma renderla una struttura polivalente. C’è un dialogo aperto e stiamo trovando gli ingranaggi giusti per riuscire ad utilizzare l’impianto insieme ad altre società che lavorano su altri sport. Questa è una routine che è sempre accaduta e l’esperienza mi insegna che si è sempre trovato un accordo”.

CHIAREZZA SUL RAPPORTO PAGNI-TARANTO FC – “L’accordo con Pagni è stato trovato lo scorso 8 giugno. Danilo (Pagni, ndr) da quel giorno sta lavorando alacremente sugli aspetti tecnici della società. Per quanto riguarda il contratto, è chiaro che si tratta di un rapporto privato tra la società e il prestatore d’opera. I regolamenti dicono che in questa categoria è possibile depositare un contratto di rimborso spese e non economico, con un tetto massimo di 30.000 euro circa. Il nostro è un rapporto impostato su valori diversi: si tratta di un triennale e i nostri avvocati, quelli di Danilo (Pagni, ndr) e della società, si sono sentiti più volte e stanno perfezionando il contratto a tutela e con garanzie per entrambi. Se come tutti speriamo, il Taranto successivamente raggiungerà la terza serie, sarà possibile depositare il contratto economico e questo discorso sarà definitivamente chiuso. Ma parlando con Barbiero e con Sibilia, si vuole risolvere questo inghippo già da quest’anno perchè non è giusto che una persona laureata a Coverciano come direttore sportivo, non possa esercitare la propria professione nei dilettanti”.

TUTTI VOGLIONO VENIRE A TARANTO – “Ho sempre detto che il Taranto non è una piazza da serie D. Tutti i calciatori della passata stagione vorrebbero rimanere a Taranto, altri calciatori vorrebbero venire e tanti allenatori vorrebbero sedersi sulla panchina di questa squadra. Per cui Danilo (Pagni, ndr) si sta impegnando con contatti continui per scegliere il profilo migliore che sappia soddisfare le esigenze della società e dei tifosi”.

Casarano, avviati i contatti con mister Ginestra

Ciro Ginestra è, definitivamente, finito nel mirino del Casarano. L’ex allenatore della Team Altamura, nell’ultima stagione tecnico della Casertana, è diventato l’obiettivo numero uno della squadra rossazzurra.

Nonostante i numeri siano dalla sua parte, in virtù dei risultati ottenuti dal suo arrivo in Salento fino all’interruzione a causa della nota emergenza COVID-19, Dino Bitetto potrebbe non restare sulla panchina delle serpi: il diesse Pitino avrebbe già avviato dei contatti con l’entourage dell’allenatore 41enne, nativo di Pozzuoli, che sicuramente lascerà la squadra di Caserta.

Al "Via del Mare" vince la Sampdoria: Lecce credici ancora!

(L’ immagine di copertina è tratta dal sito ufficiale dell’ US Lecce)

Finisce nel peggiore dei modi per il Lecce la sfida salvezza del “Via del Mare” contro i blucerchiati di Claudio Ranieri che si impongono con il risultato di 2-1 grazie alla doppietta di Gaston Ramirez. Al Lecce non è bastato il gol su calcio di rigore realizzato da capitan Mancosu, al suo decimo gol stagionale.
Una gara condizionata dalle decisioni arbitrali del signor Rocchi che assegna ben 3 penalty, tutti trasformati, durante il corso del match e che non espelle il doriano Bonazzoli per un fallo di reazione nei confronti di Donati, il quale riceve un calcione sul volto ed è costretto a ricorrere alle cure sanitarie.
Inoltre è sembrato particolarmente generoso il secondo rigore assegnato dall’ arbitro alla Sampdoria per un presunto fallo di Paz su Depaoli.
Un Lecce in parte penalizzato dalle decisioni arbitrali ed in parte sfortunato, considerando che il primo rigore di Ramirez era stato deviato da Gabriel sulla traversa ma per poi finire in rete, ma sicuramente queste non possono essere le uniche attenuanti di una dèbacle quasi annunciata. Infatti i ragazzi di Liverani sono alla terza sconfitta consecutiva post lockdown e se si aggiungono quelle con Roma ed Atalanta, avvenute prima della sospensione, allora la serie negativa sale a 5 partite di seguito! Senza dubbio scelte ed infortuni influiscono, come influisce anche il clima e le condizioni nelle quali si gioca, però per salvarsi ci vuole grinta, voglia, determinazione e fame agonistica che purtroppo i giallorossi non stanno dimostrando di avere. Spetta al tecnico Liverani cercare di spronare la squadra come solo lui sa fare, però anche in questo caso risulta un compito piuttosto difficile dal momento che tra una partita e l’altra intercorrono circa 3 giorni, troppo pochi per analizzare e metabolizzare errori e magari cercare di dare la scossa giusta per invertire la rotta e la condizione mentale dei singoli prima e della squadra poi.
Eppure nulla è perduto, bisogna provarci e continuare a crederci con tutte le proprie forze fino alla fine restando uniti e compatti, magari anche con qualche strigliata, ma remando tutti nella stessa direzione consapevoli che la meta nonostante tutto è sempre a portata di mano.
Da oggi bisogna pensare già alla prossima gara con il Sassuolo di De Zerbi che ieri ha strapazzato la Fiorentina.
E’ ora di lasciarsi alle spalle gli errori ed i fantasmi accumulati fin ora e tirare fuori gli attributi per dimostrare a tutti che in Serie A non ci si è arrivati per caso.
Forza Lecce credici ancora!

Danilo Sandalo

Al “Via del Mare” vince la Sampdoria: Lecce credici ancora!

(L’ immagine di copertina è tratta dal sito ufficiale dell’ US Lecce)

Finisce nel peggiore dei modi per il Lecce la sfida salvezza del “Via del Mare” contro i blucerchiati di Claudio Ranieri che si impongono con il risultato di 2-1 grazie alla doppietta di Gaston Ramirez. Al Lecce non è bastato il gol su calcio di rigore realizzato da capitan Mancosu, al suo decimo gol stagionale.
Una gara condizionata dalle decisioni arbitrali del signor Rocchi che assegna ben 3 penalty, tutti trasformati, durante il corso del match e che non espelle il doriano Bonazzoli per un fallo di reazione nei confronti di Donati, il quale riceve un calcione sul volto ed è costretto a ricorrere alle cure sanitarie.
Inoltre è sembrato particolarmente generoso il secondo rigore assegnato dall’ arbitro alla Sampdoria per un presunto fallo di Paz su Depaoli.
Un Lecce in parte penalizzato dalle decisioni arbitrali ed in parte sfortunato, considerando che il primo rigore di Ramirez era stato deviato da Gabriel sulla traversa ma per poi finire in rete, ma sicuramente queste non possono essere le uniche attenuanti di una dèbacle quasi annunciata. Infatti i ragazzi di Liverani sono alla terza sconfitta consecutiva post lockdown e se si aggiungono quelle con Roma ed Atalanta, avvenute prima della sospensione, allora la serie negativa sale a 5 partite di seguito! Senza dubbio scelte ed infortuni influiscono, come influisce anche il clima e le condizioni nelle quali si gioca, però per salvarsi ci vuole grinta, voglia, determinazione e fame agonistica che purtroppo i giallorossi non stanno dimostrando di avere. Spetta al tecnico Liverani cercare di spronare la squadra come solo lui sa fare, però anche in questo caso risulta un compito piuttosto difficile dal momento che tra una partita e l’altra intercorrono circa 3 giorni, troppo pochi per analizzare e metabolizzare errori e magari cercare di dare la scossa giusta per invertire la rotta e la condizione mentale dei singoli prima e della squadra poi.
Eppure nulla è perduto, bisogna provarci e continuare a crederci con tutte le proprie forze fino alla fine restando uniti e compatti, magari anche con qualche strigliata, ma remando tutti nella stessa direzione consapevoli che la meta nonostante tutto è sempre a portata di mano.
Da oggi bisogna pensare già alla prossima gara con il Sassuolo di De Zerbi che ieri ha strapazzato la Fiorentina.
E’ ora di lasciarsi alle spalle gli errori ed i fantasmi accumulati fin ora e tirare fuori gli attributi per dimostrare a tutti che in Serie A non ci si è arrivati per caso.
Forza Lecce credici ancora!

Danilo Sandalo

Ufficiale: Nicola Canonico rimette il titolo del Bisceglie nelle mani del Sindaco

Poteva essere evitabile in questo triste momento, a sole ventiquattro ore dalla retrocessione in serie D a mezzo playout ma Nicola Canonico è stato di parola. Rispetto a quanto detto già l’autunno scorso, non c’è stato nessun dietrofront e con una lettera aperta ha dichiarato il proprio disimpegno alla squadra nerazzurro stellata.
«Con il seguente comunicato, sono qui a rispondere alle molteplici domande e delucidazioni in merito alle sorti sportive dell’A.S. Bisceglie Calcio.
Come già scritto ed evidenziato lo scorso 28 Ottobre 2019, tramite comunicato stampa ufficiale, ho tenuto fede all’impegno preso, ovvero quello di traghettare la società e la squadra fino a fine stagione, onorando impegni economici e burocratici fino ad arrivare alla battaglia legale ed etico-sportiva intrapresa con Lega e FIGC affinché ci fosse stata data la possibilità di poterci giocare la salvezza sul campo.
Purtroppo, nonostante numerosi sforzi da parte di tutti non è andata come auspicavamo. I playout sono terminati con un verdetto davvero amaro e duro da metabolizzare. É doveroso evidenziare da parte mia, come il mancato raggiungimento dell’obiettivo salvezza, non ha influenzato in alcun modo l’esito della decisione che avevo già maturato e dichiarato da tempo, ovvero quella di porre fine a questo sodalizio sportivo con il Bisceglie Calcio.
Si conclude così un ciclo durato 10 anni, fatto di gioie e dolori, vittorie e purtroppo sconfitte, un ciclo che comunque alla luce di quanto accaduto, anche in caso di permanenza in Serie C, era predestinato a tale epilogo.
Lascio, dunque, una società sana e senza debiti, un patrimonio nelle mani del Sindaco e della città di Bisceglie, con l’auspicio che il primo cittadino possa individuare, entro il 24 luglio 2010 (data ultima per l’iscrizione al prossimo campionato di Serie D), persone e quindi nominativi a cui io possa cedere GRATUITAMENTE le quote societarie dell’A.S. Bisceglie Calcio.
Considerata la solidità del club neroazzurro stellato ed avendo ottemperato a tutti gli obblighi ed i doveri economico-finanziari, chi succederà alla presidenza della società, avrà tutte le carte in regola per poter accedere ad una eventuale domanda di riammissione in Serie C.
E’ assodato che qualora non pervenissero contatti e proposte fondate entro la data su indicata, la storia ultra centenaria della vecchia e luminosa “Stella del Sud”, si spenga definitivamente. Confido vivamente nell’amministrazione comunale biscegliese affinché si possa scongiurare tale ipotesi».
Bartolomeo Pasquale

Molfetta Calcio, primi due acquisti per la serie D: Gianni Leali, Coordinatore Tecnico, e Beppe Camicia, Direttore Generale

La nuova stagione calcistica, che vedrà i biancorossi nuovamente in D dopo 24 anni, è già iniziata: la Molfetta Calcio ha il piacere di annunciare i primi due acquisti della stagione 2020-21.
Non si tratta di giocatori (per il momento) ma di dirigenti di spessore: Gianni Leali e Giuseppe Camicia.

Gianni Leali, giovinazzese, una vita prestata al calcio e trascorsa nelle vesti di allenatore, selezionatore, dirigente, preparatore atletico e docente. Allenatore del settore giovanile della Fiorentina, responsabile del settore giovanile del Bari per oltre un decennio, esperienza da preparatore atletico nel Foggia in B, responsabile tecnico nazionale per il CONI, responsabile nazionale della sezione per lo sviluppo tecnico nel calcio giovanile e scolastico presso il settore tecnico della FIGC, docente di “Teoria e metodologia dell’allenamento” ai corsi allenatori professionisti di calcio e ai corsi per preparatori atletici presso il Centro Tecnico di Coverciano e potremmo dilungarci ancora a lungo.

Un curriculum di tutto rispetto per colui che sarà il nuovo Coordinatore Tecnico biancorosso: un trait d’union tra prima squadra e settore giovanile, una risorsa umana di assoluto valore caratteriale e tecnico, a disposizione dell’intero staff.
Giuseppe Camicia, altamurano, amante dei colori biancorossi (come tiene lui stesso a precisare ndr), dopo aver conseguito anni or sono l’abilitazione come collaboratore per la gestione sportiva ha ricoperto il ruolo di Responsabile Area Istituzionale, Infrastrutturale e Logistica per l’FC Bari occupandosi tra le varie mansioni ricoperte di rapporti con enti e istituzioni, gestione impianti sportivi e relazioni con partner commerciali. Dopo l’esperienza barese, spazio alla parentesi altamurana con la società Fortis Altamura nell’anno 2017-18 con la vittoria del campionato di Promozione Pugliese.
Beppe Camicia ricoprirà nella Molfetta Calcio il ruolo di Direttore Generale. A passargli il testimone uno dei soci della società biancorossa, ovvero Saverio Bufi, che a partire da questo momento ricoprirà il ruolo di Vice Presidente con delega all’area Marketing e Commerciale.
A Gianni e a Beppe gli auguri per questa nuova avventura calcistica e soprattutto un benvenuto nella famiglia biancorossa.

La UTD Sly Trani da il benvenuto a Nicola Mongelli

La UTD Sly Trani comunica di aver raggiunto l’accordo con il Direttore Marketing Nicola Mongelli, che ha già rivestito questo ruolo nella nostra società nella stagione 2017/18 e 2018/19 nei campionati di Seconda e Prima Categoria con eccellenti risultati. Lo scorso anno, invece, ha diretto l’area commerciale dell’U.S. Fasano. Dalla giornata di oggi sarà già operativo nella meravigliosa Trani per valorizzare il brand UTD Sly Trani e curare il rapporto con gli sponsor.

Il Presidente Danilo Quarto ha commentato così: «Nella vita non esistono problemi che non possono non esser risolti. Sono contento di riabbracciare Nicola Mongelli e di riaverlo di nuovo in società, lavoreremo giorno e notte per valorizzare al meglio questo brand unico nel mondo dilettantistico»

Anche il Direttore Marketing Nicola Mongelli ha precisato: «Sono contento e orgoglioso di essere qui, di riprendere il progetto UTD Sly da dove ci eravamo lasciati – prosegue – di ritrovare tanti amici in società. Ci tengo anche a ringraziare il Fasano, il Presidente del Fasano D’Amico e dell’associazione ‘Fasano Siamo Noi’ Lovecchio per la splendida stagione passata. Non vedo l’ora di lavorare per Trani e con i tranesi».

Il progetto UTD Sly e Nicola Mongelli di nuovo insieme. Con l’obiettivo di ripartire più forti e uniti di prima mentre a breve sono previste le prime conferme e arrivi inerenti il parco calciatori.

ENZO CHICCO

Follieri non molla. Nuova offerta per il Foggia

Lo avevamo anticipato: Follieri non solo non lascia ma…raddoppia. Il finanziere foggiano in serata ha fatto recapitare via PEC una nuova proposta d’acquisto relativa alle quote detenute da Felleca e Pelusi, ovvero l’equivalente del 40% del Foggia (Felleca con Pintus gestiscono l’80% del club con una corporate) al quale aggiungere il 20% delle quote attualmente in possesso di Pelusi. Un’offerta senz’altro importante a cui le parti saranno chiamate a rispondere nei prossimi giorni. La sensazione, tuttavia, è che in casa Foggia si sia prossimi ad una svolta.

Fonte: TeleFoggia

È Andrea Salvadore il nuovo allenatore della Deghi Calcio

Ritorno al passato per la Deghi Calcio. È Andrea Salvadore il tecnico che guiderà la compagine orange nel prossimo torneo di Eccellenza, il secondo consecutivo che la squadra del patron Alberto Paglialunga disputerà sul palcoscenico più importante del calcio pugliese.

Una scelta ponderata e precisa quella della Deghi Calcio, arrivata dopo la risoluzione del rapporto con Alberto Giuliatto

Un rientro a casa per il trainer idruntino classe 1976. Allenatore con buon bagaglio di esperienza in Eccellenza, ad Andrea Salvadore sono legati i ricordi indelebili della giovane storia della Deghi Calcio: nella stagione 2018/2019, è stato lui a guidare il gruppo alla vittoria della Coppa Italia di Promozione e della finale play off in campionato. Risultati straordinari che hanno aperto la strada al presente e al futuro della Deghi Calcio.

Reduce dalla salvezza alla guida del Gallipoli, di seguito le prime dichiarazioni di mister Salvadore dopo il nuovo accordo con la Deghi Calcio: «Questa chiamata è arrivata inaspettata, inattesa. Avevo avuto “pour parler” con altre dirigenze, ma a una società di questo blasone non si può dire di no. Torno in un ambiente nel quale si può fare calcio in maniera serena e programmata e dove nulla è lasciato al caso. Arrivo con una voglia matta di mettermi al lavoro – rimarca il 44enne allenatore – e di riprendere un percorso e un cammino interrotto a conclusione della stagione 2018/2019».

Salvadore saluta con riconoscenza l’avventura gallipolina: «Ho incontrato persone straordinarie, un gruppo di dirigenti che hanno rispettato tutti gli impegni e una piazza che vive di calcio e dona un calore vero. Un’esperienza fondamentale per la mia crescita umana e tecnica. Al di là dei risultati ottenuti sul campo, rimane la certezza di avere lavorato con ragazzi straordinari, per molti dei quali – dice ancora Salvadore – si stanno aprendo possibilità in categorie superiori».

Il nuovo tecnico della Deghi Calcio non ha dubbi: «Sarà un anno complicato per tutti, il post Covid- 19 è difficile anche soltanto da immaginare. A fare la differenza in una Eccellenza che rimane sempre un campionato difficile saranno il programmare tutto al meglio e la serietà dei progetti. Di concerto coi dirigenti stiamo iniziando a lavorare per la costruzione della rosa. Creeremo il giusto mix tra esperti e giovani, ciascuno di loro dovrà avere la voglia di lottare al 110% delle sue possibilità. La Deghi Calcio è una società che ha valori importanti – conclude Andrea Salvadore – dovrà essere un onore per tutti noi indossare questa maglia».

A dare il benvenuto al nuovo tecnico arrivano le parole del direttore generale della Deghi Calcio, Raffaele De Santis: «Riaccogliamo a braccia aperte Andrea Salvadore, del quale ben conosciamo e apprezziamo le qualità umane e sportive. Riprendiamo con lui un discorso che si era fermato all’inizio della passata stagione. Quella trascorsa è stata un’annata complessa, dalla quale è scaturita la volontà di affidarsi a un allenatore che conosce l’ambiente e la categoria. Salvadore ha già vinto con la Deghi Calcio e, siamo certi, sarà capace di dare tutto per i nostri colori. Di concerto con le disposizioni del tecnico e tenendo ben presente il budget disponibile – rimarca De Santis – inizierà la scelta dei calciatori. L’obiettivo è amalgamare una rosa giovane e di qualità».

Il diggì della Deghi Calcio conclude con un pensiero rivolto all’ex allenatore Alberto Giuliatto: «Ha condotto la squadra a una salvezza meritata. Ha lavorato con impegno e qualità, mettendo la sua esperienza a disposizione del gruppo. L’auspicio è che la sua carriera possa continuare con successo, a lui l’augurio delle migliori fortune umane e professionali».

Oltre alla scelta del nuovo allenatore, intanto, è stato definito l’organico societario della Deghi Calcio per la stagione 2020/2021. Accanto al patron Alberto Paglialunga trovano posto il presidente Alfredo Matranga, il vicepresidente Antonio De Luca, il direttore generale Raffaele De Santis, il direttore sportivo Antonio Lentini, il team manager Mattia Colapietro e il dirigente accompagnatore Marco Morciano.

Bruno Trocini (Virtus Francavilla): "C'è amarezza, meritavamo noi di passare il turno"

Gli errori arbitrali, un coro all’unisono in casa Virtus Francavilla dopo la sconfitta nel primo turno dei playoff in casa del Catania. Ai microfoni di TuttoCalcioPuglia ha ribadito il concetto il tecnico Bruno Trocini

“Enorme amarezza perché meritavamo di passare il turno, abbiamo fatto una grande partita. L’errore arbitrale ti condiziona la stagione, perché meritavamo di passare il turno, per il gioco espresso, per quanto fatto in campo. Meritavamo e invece torniamo con grande amarezza. Sarebbe stato facilissimo vedere quello che è successo con Delvino: noi lo abbiamo fatto subito, con un telefono in panchina. Possibile che nessuno possa dire niente all’arbitro con quattro persone a dirigere la gara? Resta l’amarezza”.

Bruno Trocini (Virtus Francavilla): “C’è amarezza, meritavamo noi di passare il turno”

Gli errori arbitrali, un coro all’unisono in casa Virtus Francavilla dopo la sconfitta nel primo turno dei playoff in casa del Catania. Ai microfoni di TuttoCalcioPuglia ha ribadito il concetto il tecnico Bruno Trocini

“Enorme amarezza perché meritavamo di passare il turno, abbiamo fatto una grande partita. L’errore arbitrale ti condiziona la stagione, perché meritavamo di passare il turno, per il gioco espresso, per quanto fatto in campo. Meritavamo e invece torniamo con grande amarezza. Sarebbe stato facilissimo vedere quello che è successo con Delvino: noi lo abbiamo fatto subito, con un telefono in panchina. Possibile che nessuno possa dire niente all’arbitro con quattro persone a dirigere la gara? Resta l’amarezza”.

Antonio Magrì (Pres Virtus Francavilla): "Rigore Catania inesistente, assurdo rosso a Vazquez"

Antonio Magrì, presidente della Virtus Francavilla, ha così commentato l’eleminazione dai playoff dopo la sconfitta di Catania:

Faccio i complimenti ai ragazzi per aver giocato una grande partita contro un avversario costruito per vincere il campionato. Spiace però commentare ancora una volta un arbitraggio non all’altezza di una partita playoff di serie C che ha condizionato fortemente il risultato. Ci sono almeno 2 rigori a nostro favore non fischiati (con relativa espulsione di Vazquez per simulazione assolutamente assurda) mentre il rigore dato al Catania è inesistente come confermato dalle immagini. Purtroppo non è la prima volta che ci succede a Catania, nulla contro la piazza e contro la squadra a cui vanno i complimenti per come stanno affrontando questa competizione nonostante le difficoltà societarie, ma evidentemente gli arbitri avvertono una sudditanza psicologica difficile da gestire. Abbiamo fatto sacrifici per arrivare fin qui e ci credevamo, resta la soddisfazione di avercela giocata a testa alta ma anche l’amarezza di un risultato che poteva essere a nostro favore con un arbitraggio diverso”. 

Antonio Magrì (Pres Virtus Francavilla): “Rigore Catania inesistente, assurdo rosso a Vazquez”

Antonio Magrì, presidente della Virtus Francavilla, ha così commentato l’eleminazione dai playoff dopo la sconfitta di Catania:

Faccio i complimenti ai ragazzi per aver giocato una grande partita contro un avversario costruito per vincere il campionato. Spiace però commentare ancora una volta un arbitraggio non all’altezza di una partita playoff di serie C che ha condizionato fortemente il risultato. Ci sono almeno 2 rigori a nostro favore non fischiati (con relativa espulsione di Vazquez per simulazione assolutamente assurda) mentre il rigore dato al Catania è inesistente come confermato dalle immagini. Purtroppo non è la prima volta che ci succede a Catania, nulla contro la piazza e contro la squadra a cui vanno i complimenti per come stanno affrontando questa competizione nonostante le difficoltà societarie, ma evidentemente gli arbitri avvertono una sudditanza psicologica difficile da gestire. Abbiamo fatto sacrifici per arrivare fin qui e ci credevamo, resta la soddisfazione di avercela giocata a testa alta ma anche l’amarezza di un risultato che poteva essere a nostro favore con un arbitraggio diverso”. 

Catania, che rimonta! Va sotto di due gol con la Virtus Francavilla e poi cala il tris

Dopo i problemi societari e le notizie che riguardano più gli aspetti legali e le aule di Tribunale, il Catania torna in campo al “Massimino” e vince 3-2 in rimonta la gara contro la Virtus Francavilla, accedendo al secondo turno dei play off del girone C. Di seguito la cronaca del match e il tabellino:

PRIMO TEMPO: Prima conclusione della gara di marca rossazzurra, con Curcio che ci prova dai venti metri, ma la sfera finisce sul fondo. Al 7’, Capanni mette in mezzo per Curiale la cui deviazione finisce fuori di poco. All’11’, ospiti avanti: ripartenza rapida dei biancazzurri, Vazquez scappa sulla destra e mette in mezzo per l’accorrente Perez che batte Martinez. Al quarto d’ora, etnei vicini al pari, ma sul cross di Calapai, Curiale e Biondi sono in ritardo. Cinque minuti più tardi, raddoppio pugliese con Vazquez che di testa mette in rete sugli sviluppi di un corner. I rossazzurri provano a reagire con Curcio e al 23’ arriva il cooling break con le squadre a bordocampo. Al 27’, i siciliani accorciano con Biondi che batte Poluzzi da buona posizione. Lo stesso Biondi alla mezz’ora prova il pallonetto che è però impreciso, mentre al 40’ Pinto ci prova col sinistro su punizione, ma Poluzzi è attento. Al 44’, imprevisto al “Massimino” con i riflettori che si spengono e l’arbitro che sospende momentaneamente la partita. La normale situazione viene ripristinata dieci minuti più tardi, con le squadre che ricominciano a giocare e gli etnei che protestano per un presunto tocco col braccio in area di Di Cosmo su cross di Pinto. Si va dunque all’intervallo sull’1-2.

SECONDO TEMPO: Si rientra in campo senza cambi da una parte e dall’altra. Anche nella ripresa la prima chance è per i padroni di casa con Curcio che fa rimbalzare il pallone e calcia al volo, palla a lato non di molto. Al 54’ i rossazzurri ci provano ancora con Curcio, il tiro è respinto da Poluzzi, sulla ribattuta arriva Curiale che calcia a lato. Un minuto dopo, Capanni serve Biondi che viene contrastato da Caporale, il quale tocca il pallone con la mano, per l’arbitro è rigore: sul dischetto va Curcio che spiazza Poluzzi e fa 2-2. Gli etnei continuano a spingere con Biondi al 63’, l’esterno sfiora il palo col sinistro. Tre minuti dopo, i pugliesi restano in dieci per l’espulsione di Vazquez, che rimedia il secondo cartellino giallo per simulazione. Entrambi i tecnici operano dei cambi, Luarelli inserisce Welbeck e Barisic per Vicente e Capanni. Dopodiché arriva anche nella ripresa il cooling break e le squadre, stanche, faticano a creare occasioni. Nel finale tra gli etnei dentro anche Mazzarani e Beleck che ci provano senza fortuna. Lucarelli inserisce anche Biagianti e passa al 4-4-1-1, la Virtus è in difficoltà fisica per via dell’inferiorità numerica, poi Barisic ci prova dalla distanza e la palla finisce abbondantemente a lato. Il Catania completa però la rimonta in pieno recupero, al 93’, con Pinto che al termine di un’azione strepitosa, su servizio di Salandria, si accentra e dopo aver saltato due difensori batte Poluzzi con un bolide. Finisce così, 3-2 in rimonta al ‘Massimino’ e rossazzurri al secondo turno dei play off del girone C.

CATANIA-VIRTUS FRANCAVILLA 3-2

RETI: 11′ Perez (F), 20′ Vazquez (F), 27′ Biondi (C), 56′ Curcio rig. (C), 93′ Pinto (C)

CATANIA (4-2-3-1): Martinez; Calapai, Mbende, Silvestri, Pinto; Salandria, Vicente (71′ Welbeck); Capanni (71′ Barisic), Curcio (86′ Biagianti), Biondi (78′ Mazzarani); Curiale (78′ Beleck). A disp.: Furlan, Saporetti, Noce, Pino, Panobianco, Dall’Oglio, Manneh. All. Lucarelli

V. FRANCAVILLA (3-5-2): Poluzzi; Delvino, Marino (69′ Castorani), Caporale; Di Cosmo (84′ Setola), Risolo (62′ Marozzi), Zenuni, Mastropietro (84′ Ekuban), Nunzella (69′ Gallo); Perez, Vazquez. A disp.: Costa, Pambianchi, Sparandeo, Sarcinella. All. Trocini

ARBITRO: Marchetti di Ostia (Massara-Della Croce).

NOTE: Ammoniti: Pinto, Welbeck (C), Mastropietro, Vazquez (F). Espulso: al 66′ Vazquez (F) per doppia ammonizione

Bari, presentato alla Regione il documento per la riapertura degli stadi

La SSC Bari, in accordo con l’US Lecce, si è fatta promotrice di una iniziativa volta a tutelare passione e interessi di tifosi, sponsor, appassionati, nonché a portare un’ulteriore spinta verso la normalizzazione dell’ ‘ industria calcio’.

Le due Società, attraverso i rispettivi presidenti, Luigi De Laurentiis e Saverio Sticchi Damiani, hanno redatto un documento comune che è stato posto all’attenzione del presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, in vista della prossima conferenza Stato-Regioni. 

Un documento contenente indicazioni di massima ed eventuali misure attuative che, partendo dal miglioramento della condizione epidemiologica in Puglia, possano favorire una prossima riapertura, seppur parziale, degli stadi in vista delle fasi finali della corrente stagione calcistica.

E’ un primo passo volto a studiare fattibilità, modalità e tempistiche, che possano ulteriormente avvicinare al ritorno ad una ‘normalità’ da tutti auspicata, particolarmente in un settore trainante come è ormai da tempo quello sportivo-calcistico.

Fasano, settimana chiave. Da capire il futuro di mister Laterza

Il Fasano nei prossimi giorni inizierà a tracciare le linee-guida in vista della prossima stagione. Da sciogliere prima di tutto il nodo legato al tecnico: resterà o meno mister Laterza?

Se si verificheranno le condizioni per restare, tutto potrebbe restare com’è. In ballo anche il futuro di altri calciatori, e non dovrebbe subire stravolgimenti l’attuale politica improntata sugli under. Che fin ora è stato il punto forte del sodalizio del presidente D’Amico. 

Brindisi, Merito: "Le difficoltà c'erano anche lo scorso anno, nascoste dai risultati"

Leon Merito, centrocampista del Brindisi, ospite di Canale 85 durante la trasmissione Passione Brindisi ha tracciato un bilancio dell’ultimo campionato: “L’obiettivo stagionale lo abbiamo raggiunto, non era semplice da neo-promossa e in un girone molto tosto. Dopo l’arrivo di mister Ciullo ci siamo ripresi, poi è arrivato il Covid-19 a bloccare tutto. In rosa c’erano tanti giovani, ma tutti abbiamo dato un contributo importante per centrare la salvezza. Nessuno ha mai mollato nonostante qualche problema societario, le difficoltà ci sono ovunque. A noi ha toccato poco le vicende del club, magari ci è mancato l’equilibrio e la serenità giusta, ma il nostro pensiero era sempre e solo rivolto al campo”.

“Le difficoltà c’erano anche lo scorso anno – prosegue il colombiano – i risultati hanno un po’ nascosto il tutto. Ma in un campionato complicato come quello di Serie D i problemi dopo un po’ vengono fuori. Ma siamo stati un grande gruppo, forte e serio. In questi anni abbiamo fatto un grande lavoro. Mi auguro il Brindisi possa scegliere persone importanti per raggiungere gli obiettivi”.

Brindisi, Merito: “Le difficoltà c’erano anche lo scorso anno, nascoste dai risultati”

Leon Merito, centrocampista del Brindisi, ospite di Canale 85 durante la trasmissione Passione Brindisi ha tracciato un bilancio dell’ultimo campionato: “L’obiettivo stagionale lo abbiamo raggiunto, non era semplice da neo-promossa e in un girone molto tosto. Dopo l’arrivo di mister Ciullo ci siamo ripresi, poi è arrivato il Covid-19 a bloccare tutto. In rosa c’erano tanti giovani, ma tutti abbiamo dato un contributo importante per centrare la salvezza. Nessuno ha mai mollato nonostante qualche problema societario, le difficoltà ci sono ovunque. A noi ha toccato poco le vicende del club, magari ci è mancato l’equilibrio e la serenità giusta, ma il nostro pensiero era sempre e solo rivolto al campo”.

“Le difficoltà c’erano anche lo scorso anno – prosegue il colombiano – i risultati hanno un po’ nascosto il tutto. Ma in un campionato complicato come quello di Serie D i problemi dopo un po’ vengono fuori. Ma siamo stati un grande gruppo, forte e serio. In questi anni abbiamo fatto un grande lavoro. Mi auguro il Brindisi possa scegliere persone importanti per raggiungere gli obiettivi”.

Lecce, contro la Sampdoria obiettivo 3 punti.

Per la 29° giornata di campionato allo Stadio “Via del Mare” arriva la Sampdoria di Claudio Ranieri che, come il Lecce, lotta per non retrocedere e dome i giallorossi ha perso entrambe le partite post lockdown.
Una partita molto importante per le due squadre anche se non “definitiva” così come definito dal tecnico leccese Liverani nella conferenza stampa pre gara. Insomma una gara ad dalla posta in palio altissima e dal grandissimo contenuto emotivo e anche se non si tratta di ultima spiaggia poco ci manca.
Nel Lecce mancheranno Lucioni e Rossettini, mentre siederà in panchina Farias che pare recuperato. Chi invece tornerà a far parte dell’ undici titolare sarà Antonin Barak il quale nelle scorse ore era stato al centro di un presunto contenzioso tra Lecce e Udinese, probabilmente creato ad hoc per provare a distrarre sia la truppa di Liverani, sia i friulani. Nella giornata di oggi invece l’ Udinese ha rinnovato il prestito del giocatore slovacco fino a fine agosto, mettendo fine a questa barzelletta e ricevendo gli attestati di stima da parte della società di Via Colonnello Costadura.

Le probabili formazioni

Lecce (4-3-2-1): Gabriel; Donati, Paz, Meccariello, Calderoni; Mancosu(Barak), Petriccione, Tachtsidis; Falco, Saponara; Babacar. 
All.: Fabio Liverani

Sampdoria (4-4-2): Audero; Bereszynski, Colley, Yoshida, Murru; Ramirez, Thorsby, Ekdal, Jankto; Bonazzoli, Gabbiadini.
All.: Claudio Ranieri

Danilo Sandalo

Bis della Sicula Leonzio, il Bisceglie cade in serie D

Dopo tre anni, ben 1146 giorni esatti, è serie D. Tre anni vissuti come sulle montagne russe, con alti e bassi, emozioni a non finire; canti di gioia e urla di rabbia, rincorse impossibili sfiorite tutte in una calda serata di fine giugno. Dopo questo playout è necessario un riordino delle idee, una rivoluzione più che altro tecnica e mentale che non deve escludere nessuno.

Perché nella retrocessione del Bisceglie nella stagione 2019/2020, partita con premesse felici e straordinarie nello scorso agosto, la responsabilità deve coinvolgere tutti e l’esito infausto indubbiamente non si è materializzato nella doppia sfida con una Sicula Leonzio che ha ben giocato a memoria ma nel corso di un’annata dove tanti sono stati i punti di domanda, a cui non è stata data risposta, avanzate dalle uniche vittime di questo torneo: i tifosi, coloro che hanno cercato di andare in campo con il cuore e con la voce, sia da vicino che da lontano e nei momenti di quarantena forzata, e che speravano in un finale completamente diverso e inaspettato.

Mister Gianfranco Mancini, rispetto alla gara di tre giorni addietro, ha optato per il 4-2-3-1 imperniando la propria difesa su Hristov e Diallo centrali, con Karkalis e Petris titolari delle corsie: due centrocampisti di quantità come Rafetraniaina e Zibert che hanno sostenuto le mezzepunte Dellino, Trovade e Romani. Montero, di rientro dalla squalifica, unica punta con Gatto ed Ebagua a scalpitare in panchina. Undici confermatissimo per i padroni di casa con l’unica eccezione di Scardina, squalificato per l’espulsione rimediata in pieno recupero.

Subito al primo minuto la Sicula Leonzio ha fatto sentire la propria presenza con la botta di prima di Facundo Lescano, abile a tenersi in gioco sbilanciando Diallo e Hristov: respinta con sicurezza di Casadei.

Risposta nerazzurra con il traversone di Trovade ben recepito da Hristov in proiezione offensiva; girata imprecisa di sinistro dal limite con Fasan che rimasto a guardare. Lo stesso Trovade ha provato dai venticinque metri al settimo con una botta sbilenca.

Il colpo al volo in velocità di Provenzano, su pregevole torre di Catania, ha messo i brividi alla retroguardia nerazzurra ancora impreparata ma è il portiere ex Gozzano a togliere sempre le castagne dal fuoco come in occasione dell’inzuccata di Facundo Lescano su cross di Palermo, decisamente centrale.

Al ventesimo il Bisceglie si è riaffacciato verso lo specchio della porta di Fasan con la cartuccia sparata da Romani dal vertice basso dell’area di rigore sinistro ma il portiere è attento. Il Bisceglie ha fame e si è visto prima della mezz’ora: cross insidioso di Romani dalla sinistra con il primo tentativo ravvicinato di Montero e la gran parata di Fasan; sulla respinta ci ha provato Dellino ma Bachini ha murato la conclusione a pochi passi dal sette.

In contropiede la Sicula, conscia di proteggere il risultato, ha guadagnato il primo corner a favore e sulla ribattuta di Montero e Parisi ha potuto crossare per la testa di Facundo Lescano; il disimpegno di Petris viene raccolto da Palermo che ha provato invano dalla distanza.

Al trentacinquesimo episodio sospetto con la triangolazione tra Dellino e Montero che finisce davanti all’attaccante iberico, forse atterrato in piena area di rigore: vibranti le proteste degli stellati ma l’arbitro ha ravvisato un fallo dello stesso punteros ospite.

Primo tempo che si è concluso con gli ospitanti in crescita incrementando il computo dei calci d’angolo ma trovando comunque la difesa stellata più granitica e attenta.

Nella ripresa il Bisceglie è tornato mantenendo lo stesso piglio ma Dellino è impreciso al minuto quarantotto con il tentativo ad effetto colpito male d’interno destro. Il trainer polignanese è parso deciso a passare ad una mentalità ultra offensiva con l’inserimento di Nacci ed Ebagua al posto degli ottimi Romani e Dellino per un 4-3-3 che avrebbe potuto ristabilire le sorti del match. Ancora Bisceglie con la sponda di Zibert al cinquantasettesimo per Gatto che in girata ha spedito la palla sul palo più lontano.

All’ora di gioco Hristov ha rischiato l’autorete rimediando su una apertura di Sabatino, appena entrato a rimpiazzo di Bariti, per Facundo Lescano proteggendo la porta sguarnita con Casadei fuori dai giochi; sul successivo corner nulla di fatto.

Lia e Maimone entrati a rinforzo della squadra, hanno permesso di far rifiatare Parisi e Provenzano mantenendo un atteggiamento attendista e cautelare: difatti il Bisceglie dal settantesimo non è riuscito ad entrare più in area di rigore fino al corner in cui Sabatino forse ha smanacciato per respingere.

Il Bisceglie del tutto sbilanciato, ha regalato un corner ai padroni di casa su cui si è avventato Emanuele Catania; il numero nove bianconero libero in area ha svettato incornando il cuoio che ha tolto le ragnatele dall’angolo più lontano di Casadei.

Con la sfida ormai compromessa Mancini ha esaurito il bonus cambi con l’avvicendamento di Cardamone e Abonckelet in luogo di Karkalis e ZIbert sperando in quel tutto per tutto che è sembrato allontanare sempre più il club nerazzurro dall’ambito obiettivo della salvezza. A dieci giri di lancette dal termine Gatto ha fatto sponda a favore di Montero ma la conclusione è imprecisa. Due minuti dopo finezza di Lescano per Maimone involatosi al centro e pronto a scaricare un tiro al limite dell’area troppo ambizioso.

Il Bisceglie ha pressato i lentinesi ancora di più trovando la porta solo con Rafetraniaina che a botta sicura ha trovato l’opposizione di Fasan e con la deviazione di Catania sulla traversa in virtù del tentativo sottorete di Ebagua.

Queste le ultime concrete occasione di una gara che non ha potuto dire più nulla se non testimoniare la terza permanenza della categoria per i bianconeri del presidenti Leonardi, già effettivamente salvi per regolamento a seguito dei nove punti che in graduatoria li aveva separati dagli avversari.

Per il Bisceglie è il momento della riflessione e della conseguente rivoluzione in tutti i settori di questa gloriosa società perché, questo è da ricordarselo sempre, la serie D può anche non essere una mera stazione di transito.

SICULA LEONZIO-BISCEGLIE 1-0

Sicula Leonzio (3-5-2): 22 Fasan, 26 Ferrara, 25 Bachini, 19 Sosa, 13 Parisi (dal 67° 17 Lia), 14 Bariti (dal 51° 3 Sabatino), 30 Bucolo, 23 Palermo (dall’87° 21 Tafa), 9 Catania, 5 Provenzano (dal 67° 20 Maimone), 32 Facundo Lescano. Allenatore: Vito Grieco. A disposizione: 12 Governali, 4 Sicurella, 7 Grillo, 15 Ferrini, 24 Reale, 27 Vitale, 33 Amata.
Bisceglie (4-2-3-1; dal 53° 4-3-3): 1 Casadei, 2 Diallo, 7 Dellino (dal 52° 13 Ebagua), 9 Montero, 11 Rafetraniaina, 18 Romani (dal 52° 4 Nacci), 19 Karkalis (dal 73° 15 Cardamone), 25 Hristov, 29 Trovade (dal 32° 10 Gatto), 30 Zibert (dal 73° 16 Abonckelet), 31 Petris. Allenatore: Gianfranco Mancini. A disposizione: 12 Messina, 32 Sapri, 6 Mastrippolito, 20 Joao Silva, 21 Turi, 24 Ungaro, 27 Ferrante.
Arbitro: Valerio Maranesi di Ciampino.
Assistenti: Luca Testi di Livorno e Khaled Bahri di Sassari.
Quarto uomo: Francesco Cosso di Reggio Calabria.
Rete: 72° Catania.
Note: gara a porte chiuse. Ammoniti: 10° Zibert per gioco scorretto, 12° Bariti per gioco scorretto, 14° Romani per gioco scorretto, 42° Bucolo per gioco scorretto, 70° Sabatino per gioco scorretto, 84° Montero per simulazione, Lia all’89° per gioco scorretto. Espulsi il ds nerazzurro Belviso per proteste al 67° e il preparatore dei portieri Vincenzo Marinacci all’85° per proteste. Calci d’angolo: 5-2. Recupero: primo tempo un minuto; secondo tempo cinque minuti.

Bartolomeo Pasquale (si ringrazia Emmanuele Mastrodonato per la foto)

Bisceglie, con la Sicula Leonzio alla ricerca del miracolo nel ritorno playout di stasera

Per salvare la categoria nel ritorno del playout di Serie C al Bisceglie servirà una vittoria con due gol di scarto contro la Sicula Leonzio: si parte dal risultato di 0-1 maturato in Puglia, allo stadio “Ventura”. In caso di punteggio a specchio, i neroazzuri sarebbero retrocessi per la peggiore classifica.

In casa Bisceglie rientrerà l’attaccante Montero, ai box nell’andata per squalifica, che in attacco sarà affiancato da Ebagua e Gatto in un offensivo 3-4-3.
Servirà un’impresa per i nerazzurri: è dal 22 settembre 2019 che la squadra di Mancino non vince fuori casa. Ci sarà bisogno del Bisceglie di inizio stagione, che nelle prime quattro trasferte di campionato centrò 3 vittorie.
Fischio d’inizio alle ore 19.00. Diretta sulla piattaforma ElevenSports.

Taranto, Giove torna a parlare: «Non possiamo sbagliare il tecnico. Dovrei chiedere scusa perché…»

Il presidente Massimo Giove torna a far sentire la sua voce e come sempre espone il pensiero in modo chiaro, forte e soprattutto deciso, alla vigilia della stagione 2020 – 21, annata che dovrà rappresentare la tanto agognata, ed attesa, svolta nella vita del club di Piazzale Dante.

In una lunga intervista rilasciata a Lorenzo D’Alò della Gazzetta del Mezzogiorno, il numero uno ionico ha toccato più temi, spiegando la cronologia e l’intento della compagine societaria, aspetti che hanno attivato la diffidenza (o ostilità, come etichettata dall’opinione pubblica) da parte di una fetta di tifoseria circa le reali intenzioni del numero uno rossoblu.

Ed in merito a questo aspetto che, ovviamente, non fa sinergia con tutte le componenti atte a determinare i successi di una stagione sportiva, il patron rossoblu ha chiaramente espresso la sua idea, nel merito, rispondendo:

«Non parlerei di ostilità. Semmai di dissenso che rimanda a una forma legittima di delusione. Ai tifosi, in realtà, dovrei chiedere scusa. Perché ancora non ho vinto, malgrado l’impegno profuso, il tempo dedicato e le risorse investite. Ma vincere nel calcio non è mai facile, specie nel girone H della D. Con le istituzioni territoriali, invece, sto cercando di coltivare un dialogo costruttivo. No, non percepisco diffidenza».

Incalzato dall’intervistatore, si accennato alla questione del logo che ha occupato i mesi di aprile e maggio in una querelle arrivata alla sua conclusione ed il pensiero del Presidente è molto chiaro, anche su questo aspetto:

«Io dico solo questo: abbiamo rimesso la società nella condizione in cui si trova la totalità dei club. Forse ci sono state delle incomprensioni. Probabilmente ci sono state delle forzature. Ma ottenere la piena disponibilità del logo rappresentava un passaggio non più rinviabile».

Inevitabile qualche accenno sulle tante voci, approcci e conseguenti smentite di trattative certe o fantastiche per la cessione della società. Anche qui l’argomento è stato liquidato in poche parole che però riassumono la posizione del numero rossoblu:

«Ci sono stati dei contatti, non posso negarlo. Ma niente di più».

In un quesito successivo, in merito alla difficoltà di poter acquisire il club da altri soggetti per condizioni difficilmente praticabili, la risposta è stata:

«Non è così. Questa non è affatto la verità. È solo un tentativo maldestro di travisarla».

Un’ulteriore domanda posta, non poteva riguardare sia il ruolo di Galigani che l’ingaggio di Pagni, fermo restando che il patron abbia il diritto di scegliersi i collaboratori di cui può avere la massima fiducia.

Nella piega delle domande, l’appendice è stata quello di chiedere “perchè continuare a volgere lo sguardo al passato per mettere in cantiere un futuro finalmente diverso ?” e la risposta molto chiara, decisa, tale da non avere bisogno di ulteriori commenti ed approfondimenti:

«Io vivo di presente e di cose da fare oggi. Non mi lascio condizionare da ciò che è stato. Galigani, in questa fase, è un consulente personale. Carte federali, rapporti istituzionali, abilità manageriale: porta un bagaglio di conoscenze specifiche e cerco di sfruttarlo. Pagni è il nuovo direttore sportivo. L’ho scelto perché può aiutarci a crescere. Credo che la sua competenza sia fuori discussione».

Non si poteva ovviamente fare un riferimento sulla programmazione della stagione 2020 – 2021, pure con i tre massimi campionati nazionali ancora in svolgimento sia per la fine della stagione regolare che per l’appendice dei play out e play off (per quanto riguarda la serie C).

L’attivismo ed il dinamismo del club sono stati confermati da Giove che ha aggiunto:

«Non siamo fermi. Lavoriamo per migliorare la struttura organizzativa e per allestire un organico che possa rivelarsi all’altezza delle aspettative».

E, in previsione della nuova stagione, il toto allenatore ha portato ad una ridda di nomi, tutti con profili non indiffrenti, ma per motivi strettamente federali, dovendo attendere la conclusione dei campionati maggiori e la stagione 2019 – 20, adesso siamo solo nel campo delle ipotesi, ma il patron rossoblu ha esplicitamente dichiarato:

«Stiamo valutando diversi profili. Il Taranto ha bisogno di una guida ferma e credibile. La scelta del tecnico è decisiva. Non possiamo sbagliare».

In proposito ad eventuali errori commessi in passato, non poteva l’intervistatore porre un quesito, che la piazza si è posto nell’immediato comunicato di conclusione della stagione attuale e quindi sulle motivazioni dell’esonero di Panarelli e l’allontanamento del Direttore De Santis, oggetti di forum, incontri, post, articoli sui mass media e social, tutti alla ricerca delle possibili spiegazioni ed interpretazioni societarie, ma Giove, anche in risposta a questo dubbio, spinoso, ha chiarito che:

«Quando si tirano le somme, si tiene conto di tutto. Abbiamo convenuto che era necessario cambiare. Nessun esonero: c’erano dei contratti che abbiamo lasciato scadere».

Il prossimo campionato inizierà con il problema della disputa delle gare a porte chiuse, quindi con alcune entrate nei bilanci societari che potrebbero venire meno (biglietti domenicali, abbonamenti, sponsor) con sofferenza per il club dal punto di vista finanziario.
Il quesito, di stringente attualità, è stato se questo motivo potrebbe essere limitativo per le eventuali ambizioni.

Risposta secca, decisa, forte e chiara da parte del presidente del club ionico:

«Le stagioni vincenti sono spesso un mix di scelte oculate, conti in equilibrio e sorte benevola. Dobbiamo tendere a questa sintesi».

Quindi la nuova formazione ionica in fase di allestimento dovrebbe seguire i dettami del nuovo settore tecnico e di questo ne è convinto Giove, che specifica ulteriormente:

«Sono valutazioni che competono l’area tecnica. Io dico che c’era del buono, e non poco, nel vecchio Taranto, quello che, l’anno scorso di questi tempi, tutti pensavano avrebbe stravinto il campionato».

Dulcis in fundo, Ferrara.

La scorsa settimana divenuto “over” (per la classificazione dei nuovi under indicati originariamente a seguito del C. U. del dicembre 2019), poi a seguito del sondaggio tra i club di serie D, il classe 1999, per la prossima stagione, è ancora under quindi il club farà le dovute valutazioni come d’altronde il patron ionico ha voluto specificare:

«Ferrara è un calciatore di valore che a Taranto ha quasi completato il suo processo di maturazione. Ha molti estimatori. Di certo non lo svendiamo».

In riferimento al sopralluogo, congiunto, effettuato dalla LND – FIGC con i tecnici comunali del settore Lavori Pubblici, per il campo B e quindi la nuova convenzione da sottoscrivere con l’Ente civico per l’uso dello Iacovone, il presidente esplica il suo pensiero:

«Ci siamo mossi per rinnovare la convenzione. Lo Iacovone è la casa del Taranto».

Non poteva mancare un accenno sulle altre massime espressioni sportive sul territorio come la Prisma Volley ed il Cus Jonico che potrebbero essere la concorrenza per l’offerta sportiva domenicale sul territorio nonchè deprimere il patron rossoblu, ma anche in questo caso Giove ha le idee chiare, forti e decise, tanto da affermare:

«Perché dovrebbe deprimermi? Sono, anzi, felice per la mia città che può finalmente beneficiare di un’offerta sportiva variegata e di grande spessore».

Chiusura con un pizzico di nostalgia, o meglio mista all’attesa per il primo giorno del campionato 2020 – 21, ovvero immaginare la gara inaugurale della stagione post epidemia, ma è chiaro che il numero uno rossoblu, pur con idee molto chiare, forti e decise, non ha nascosto un pizzico trepidazione:

«Sarà emozionante ritrovarsi. E vorrà significare tante cose: che il peggio è alle spalle e che possiamo ancora farcela. Insieme. Ho un sogno: riconquistare la fiducia dei tifosi. Ma per realizzarlo devo vincere il campionato».

Un Giove come sempre deciso, attento nella programmazione nella prossima stagione, oculato nelle scelte (dal Direttore Sportivo, Pagni, all’allenatore, ai calciatori), insomma questa volta alla ricerca del massimo risultato possibile, ma questo si potrà avere con la sinergia di tutte le componenti, tifoseria compresa, che potrà fare una parte rilevante nella prossima stagione, prevista come sempre, impegnativa e con chiara concorrenza pronta a dar battaglia alla pattuglia rossoblu.

Mirko Antenucci (Bari): "Noi superfavoriti? A Bari c'è la responsabilità di vincere"

Mirko Antenucci, bomber del Bari, ospite insieme ad Infantino della Carrarese e a Biasci del Carpi di CSiamo Web ha parlato del primo verdetto – la vittoria della Coppa Italia Serie C da parte della Juventus U23 – e dell’avvicinamento ai playoff.

La vittoria della Coppa da parte della Juve U23? Ho visto la partita, non conoscevo benissimo la Juve perché fa parte di un altro girone, conoscendo invece meglio la Ternana che invece fa parte del nostro. Quella bianconera è una buona squadra, che mi ha sorpreso positivamente. Anche la Ternana lo è, lo ha dimostrato, anche se ha avuto qualche problema di troppo durante il campionato, ma ha una delle rose più importanti di tutti e tre i gironi. Per me è stata una piccola sorpresa ma complimenti ai ragazzi di Pecchia“.

Perché non decolla il progetto seconde squadre? Sinceramente non so, ma a me era sembrata una idea interessante. Hai la possibilità di far crescere i giocatori a disposizione in un campionato vero e non in Primavera, che è comunque ancora settore giovanile. In C si vede il calcio dei grandi e devi iniziare a comportanti in un certo modo, inserendoti in un gruppo con giocatori che hanno già esperienza. Non so onestamente come si possa migliorare ma è una idea che mi piace“.

Avere un bomber non è sinonimo di vittoria finale certa? Nel calcio non è certo nulla, ogni partita ti può sorprendere sia in positivo sia in negativo. Non è il giocatore che ti fa 15 gol a decidere tutto, se non siamo andati in B è perché qualche problema lo abbiamo avuto, ma siamo lì davanti ed è una cosa positiva. C’è da migliorare e ci stiamo lavorando. Sappiamo dove dobbiamo intervenire“.

Se mi giro indietro quale è la cosa che è andata in modo diverso dalle previsioni? Io sono venuto a Bari perché la società è una garanzia, si volevano fare le cose in una certa maniera. Ma vincere non è mai facile, nonostante si possano prendere giocatori importanti con una proprietà importante. Logicamente sarebbe meglio vincere subito. Abbiamo pagato un inizio di campionato con risultati altalenanti, dove non trovavamo una identità vera di squadra. Poi col nuovo mister abbiamo fatto 25 risultati utili consecutivi, eppure non siamo mai riusciti ad avvicinarci alla Reggina cui faccio i miei complimenti“.

Il Bari superfavorito? Venendo a Bari è normale che ci sia responsabilità e che bisogna provare a vincere. Si può essere favoriti per i nomi sulla carta e perché siamo arrivati secondi, ma in 3 partite può succedere di tutto. In gare secche può succedere qualsiasi episodio, io non credo a favorite o meno. Noi abbiamo la responsabilità di crederci e di provarci, molti di noi sono venuti a Bari per questo motivo. Adesso è difficile dire ciò che potrà succedere, anche a livello di condizione atletica“.

Chi vorrei evitare tra Carrarese e Carpi? Non ho visto molto gli altri gironi, ma a livello di nomi sono buonissime squadre. Saranno entrambe fastidiose: la Carrarese per il blocco attaccanti, il Carpi per l’organizzazione. Ma non solo queste, ce ne saranno anche altre“.

Il nome a sorpresa? Il Monopoli, è interessante, ben organizzata, fisica, con 2 buoni attaccanti“.

Simone Simeri (Bari): "Se non mi cacciano, resto a Bari per sempre"

Simone Simeri, attaccante del Bari, a La Gazzetta del Mezzogiorno parla dei vicini playoff e della voglia di permanenza in Puglia:

Il dialogo è sereno, ho totale fiducia nella società. Sono pronto a firmare in un qualsiasi momento. Se non mi cacciano, resto a Bari per sempre. Qui ho tutto quello che si possa desiderare: il mare, la vicinanza con Napoli, l’affetto della gente. Playoff? Non dovremo pensare a chi incontreremo, a come i nostri avversari arriveranno a queste gare. Siamo il Bari, dobbiamo avere sicurezza nei nostri mezzi, non cedere alla paura di sbagliare. Ma allo stesso tempo essere feroci, umili, concentrati su ogni palla, fino alla fine. L’obiettivo è la A con questo club. Per noi la spinta decisiva potrebbe arrivare dal San Nicola: se riapriranno gli stadi, può essere un’arma letale“.

Urban Zibert (Bisceglie): "Ce la metteremo tutta per salvarci, non è finita"

Carica i suoi compagni e l’ambiente Urban Zibert, centrocampista del Bisceglie a caccia della salvezza nel ritorno del playout contro la Sicula Leonzio:

Abbiamo ripreso ad allenarci tre settimane fa con l’obiettivo di recuperare la condizione fisica e giocare al meglio questi playout ma devo ammettere che, nonostante la preparazione, dopo una ventina di minuti ho avvertito delle difficoltà come diversi altri colleghi da una parte e dall’altra – riporta tuttocalciopuglia.com –. Il caldo non è stato d’aiuto e i ritmi si sono abbassati nel secondo tempo. Siamo stati sfortunati: due traverse in pochi minuti. Eravamo stati bravi a prendere le misure agli avversari dopo un inizio difficile; abbiamo anche alzato il baricentro e creato delle occasioni. Segnare, in quel momento della partita, ci avrebbe dato grande carica a livello psicologico. E invece abbiamo preso gol su ripartenza. Dobbiamo andare lì e fare la nostra partita. Non dobbiamo “provare” a ribaltare il risultato, dobbiamo ribaltarlo. L’unico modo per raggiungere questa salvezza è vincere e ce la metteremo tutta per raggiungere l’obiettivo. Non è finita“.

Bruno Trocini (Virtus Francavilla): "Testa e cuore per battere una delle favorite"

Vigilia di playoff per la Virtus Francavilla, attesa domani sera dalla trasferta in casa del Catania. I biancazzurri hanno conosciuto solo sabato sera l’avversario del primo turno, vista la presenza della Ternana nella finale di Coppa Italia di Serie C, ma mister Bruno Trocini svela di aver preparato la gara in maniera particolare:

La cosa più importante è stata rimettere in sesto i ragazzi dal punto di vista fisica perché abbiamo affrontato una situazione mai vista prima. Il fatto di non conoscere l’avversario è stato un problema ulteriore, abbiamo provato a preparare la partita sia in funzione del Teramo che del Catania, studiando situazioni diverse per ciascuna delle due possibili rivali. Ci andiamo a giocare dei playoff in cui vogliamo dire la nostra, tutto l’ambiente vuole essere protagonista, i ragazzi hanno lavorato molto bene in queste settimane. La gara sarà piena zeppa di incognite perché nessuno può sapere con certezza come reagiranno le squadre dopo tre mesi di stop totale. Noi, in questa stagione, contro le big abbiamo giocato spesso alla pari e a volte anche meglio e questa è una certezza che non dobbiamo dimenticare, anche se andremo a Catania con il massimo rispetto perché affrontiamo una delle favorite per la vittoria di questi playoff”. 

Gli etnei non stanno attraversando un momento tranquillo dal punto di vista societario: “Non penso che influisca, i playoff rappresentano una vetrina importante, tanti addetti ai lavori osserveranno con attenzione queste gare e sicuramente i giocatori che hanno più paura di non avere un contratto in futuro daranno il massimo. Fermo restando che le notizie che mi arrivano, parlano di una società che sta provando ad andare avanti e sicuramente hanno le stesse nostre motivazioni, oltre ad una grande qualità nella rosa. Semmai potrebbe essere un vantaggio quello di giocare a porte chiuse, perché giocare a Catania con uno stadio pieno è diverso rispetto a farlo senza tifosi. Ma alla fine in campo si gioca sempre in undici contro undici”. 

Per Trocini la lunga pausa non ha eliminato le differenze tecniche tra le squadre: “Sarebbe stato meglio se avessero tolto i due risultati su tre, in quel caso si sarebbe davvero azzerato tutto. Dal punto di vista fisico ed emotivo è chiaro che tutto è azzerato, ma chi gioca in casa ha ancora un vantaggio. Di sicuro nessuna squadra ha i novanta minuti nelle gambe, ci troviamo in una situazione in cui, se non ci arrivano le gambe ci arriverà il cuore. Testa e cuore è quello che ho chiesto ai miei perché la condizione non è al massimo e ci sarà da soffrire anche per le temperature alte. Dobbiamo dare tutto e anche di più per passare il turno”.