Archive 23/01/2022

ZEMAN: “NON ABBIAMO GIOCATO DA SQUADRA”

“Avevamo preparato la partita in modo diverso, non abbiamo giocato da squadra e ognuno ha giocato individualmente e non siamo riusciti a produrre gioco”.
Esordisce così Mister Zeman nella conferenza stampa post-gara di Foggia Latina analizzando quella che è stata la sconfitta rossonera.
Il tecnico boemo poi fai il punto sugli indisponibili:
“Eravamo rimaneggiati, in panchina c’erano tre calciatori che non potevano essere utilizzati, ma non è un alibi, perché una squadra organizzata deve saper interpretare sempre al meglio la gara, in ogni caso speriamo di recuperarli per le prossime gare”

Area Comunicazione Calcio Foggia 1920

Audace Cerignola inarrestabile! A Sorrento altra vittoria in trasferta per 0-3


Il Cerignola passa anche a Sorrento con una grande prestazione.
La doppietta di un super Malcore e il gol sigillo di Giacomarro chiudono le porte alla confusa reazione dei campani.
Il Cerignola ha praticamente dominato tutta la partita portandosi in vantaggio al 7′ p.t.con Malcore, lestissimo a riprendere la ribattuta del portiere su una grandissima sforbiciata di Sirri.
Dopo il gol l’Audace teneva a bada la sfuriata dei padroni di casa e pungeva constantemente alla ricerca del raddoppio che sfiorava più volte.
Prima del riposo si accendeva una mischia con Ripa che colpiva con una testata Sirri; l’arbitro incredibilmente sorvolava per il rosso diretto e ammoniva ambedue chiudendo così anche il primo tempo.


Nella ripresa pronti via e Malcore dopo un minuto toglieva ogni dubbio mettendo per la seconda volta la palla nel sacco per lo 0-2 che dava ancora più sicurezza agli ofantini nella gestione della partita.
Fioccavano per gli ospiti le occasioni per triplicare che con Giacomarro però ci riusciva a trovare il terzo gol chiudendo uno splendido triangolo con Malcore per lo 0-3 definitivo.


La ciliegina alla meritata vittoria la metteva un super Tricarico, che sventava un calcio di rigore concesso al Sorrento.
Era l’ultimo sussulto di una partita che andava in archivio con un risultato netto a tinte completamente gialloblù.

SORRENTO (3-5-2) Del Sorbo; Rizzo, Cacace, Mansi; Carrotta, La Monica (dal 1’ s.t. Gargiulo), Virgilio (dal 21’ s.t. Manco), Mezavilla (dal 1’ s.t. Tedesco), Romano; Petito (dal 21’ s.t. Selvaggio), Ripa (Volzone, Ferraro, Di Palma, Selvaggio, Manco, Diop, Acampora). All.: Cioffi


AUDACE CERIGNOLA (4-3-3) Tricarico; Basile, Allegrini, Sirri, Dorval (dal 32’ s.t. Botta); Longo (dal 32’ s.t. Russo), Agnelli (dal 39’ s.t. Maltese), Giacomarro; Achik, Malcore (dal 22’ s.t. Palazzo), LoIodice (dal 28’ s.t. Minaccia) (Trezza, Manzo, Muscatiello, Vitiello). All.: Pazienza

MARCATORI: Malcore 9’ p.t. e 2’ s.t., Giacomarro 13’ s.t.

ARBITRO: Rodigari di Bergamo (Gennuso-Campanella)
Note: giornata di sole, terreno sintetico. Amm.: Ripa (S), Sirri (C). Spettatori 450 circa con sparuta rappresentanza ospite. Rec.: 0’ p.t., 4’ s.t.

Pompeo Difrancesco

Il Lecce azzecca il sorpasso

L.R. Vicenza-Cittadella 3-3

Rocambolesco pareggio 3-3 tra Vicenza e Cittadella (che chiude in nove). L’ex Proia, prima al 6′ colpisce la traversa con un colpo di tacco; quindi, al 10′ sblocca il risultato con un colpo di testa su sponda di De Maio. Immediata la replica del Cittadella, che pareggia solo 5′ più tardi con Frare, libero di svettare in area, e passa in vantaggio al 21′ con Okwonkwo, che riprende una respinta di Grandi su Branca. Allo scadere l’arbitro Marini punisce con il rigore una trattenuta in area ai danni di Teodorczyk: il polacco si fa respingere il tiro da Kastrati, ma l’arbitro ordina la ripetizione, perché tre giocatori del Cittadella erano entrati in area, e stavolta Da Cruz insacca. Nella ripresa ospiti di nuovo avanti al 57′ con Branca, imbeccato da un assist di Okwonkwo. All’82’ Kastrati in uscita frana su Diaw e Marini assegna un altro rigore al Vicenza. Dagli undici metri va Meggiorini, che insacca il definitivo 3-3. Espulsi nel finale Branca e Tounkara.

 

Lecce-Cremonese 2-1

Un autogol di Okoli regala al Lecce, in pieno recupero, una vittoria che vale doppio. Senza quell’autorete del centrale grigiorosso – che ha cercato di anticipare Strefezza, ma ha colpito male di testa un lancio in area di Gallo – la partita si sarebbe conclusa in parità. E’ stato, infatti, interessante e meglio giocato il primo tempo durante il quale ci sono state diverse azioni da rete e due gol nel giro di un minuto: prima al 14′ il terzino Gallo e sessanta secondi dopo il bomber Ciofani su errore di Dermaku. Poi la partita è stata giocata con molta accortezza soprattutto dalla Cremonese che – dopo il pari – ha puntato a tornare a casa imbattuta. Da parte sua il Lecce ha cercato con maggiore coraggio di vincere e alla fine ci è riuscito grazie all’autogol di Okoli. Una vittoria-rilancio per il Lecce che mercoledì sera, nel recupero con il L.R.Vicenza – in caso di vittoria – può conquistare il primo posto in classifica.

 

Nella foto La Presse Gallo autore del vantaggio del Lecce

Fonte: LEGA BTK – legab.it

Cordoglio per la scomparsa di Gianni Di Marzio

Cordoglio per la scomparsa di Gianni Di Marzio

Il Presidente Massimo Giove e tutto il Taranto FootballClub 1927 esprimono il proprio cordoglio alla famiglia Di Marzio per la scomparsa di Gianni, stimata figura del mondo del calcio

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Lazio News, Delio Rossi: “Troppo preoccupati di fare ciò che vuole Sarri”

La Lazio di Maurizio Sarri non brilla. L’ex biancoceleste Delio Rossi ha provato a capire perché il progetto fatica a decollare

“La Lazio sembra una squadra che si preoccupa troppo di applicare ciò che vuole il proprio allenatore. Questo fa perdere spensieratezza. L’Atalanta aveva tante defezione ma quello che fa la differenza è l’uno contro uno. Se non lo fai non vai in superiorità numerica. Mettiamoci poi che in questo momento non c’è molta brillantezza e all’Olimpico è venuta fuori una partita piatta. Non so se i centoventi minuti in coppa hanno influito. Di certo giocare ogni tre giorni non aiuta a recuperare lucidità. La partita sarebbe rimasta piatta anche in caso di vittoria. Dal punto di vista tecnico e tattico non sarebbe cambiato nulla”.

“Ogni allenatore ha delle idee di sviluppo, tuttavia è la partita che fa la differenza. Quando la si analizza bisogna capire cosa cambiare. Parlando con i ragazzi e con i collaboratori. I giocatori per applicare i suoi dettami non…

[continua a leggere sulla Gazzetta dello Sport ]

Bari, col Catania gara da montagne russe. 3-3 con un super Antenucci. Male Di Gennaro

Montagne russe al “San Nicola” per il Bari che inaugura il suo 2022 con un pirotecnico 3-3 contro il Catania. I galletti vanno sotto per due volte ma riescono ad acciuffare in entrambe le occasioni la formazione etnea senza però riuscire a piazzare la zampata vincente. Sugli scudi Mirco Antenucci che, con la doppietta odierna, raggiunge e supera quota 200 gol in carriera.

Il tecnico Mignani opta per il 4-3-1-2 dando spazio alla formazione prevista alla vigilia con il solo Marras in campo al posto di Daniele Paponi. Complici le assenze di Maita, Scavone (entrambi squalificati) e l’infortunato Bianco a centrocampo maglia da titolare per Davide Di Gennaro che, come vedremo, sarà uno tra i peggiori quest’oggi. Di contro, il Catania di mister Baldini arriva in Puglia in piena emergenza tra Covid, squalifiche e una situazione societaria molto precaria. I siciliani, inoltre, perdono Calapai e Maldonado entrambi ceduti nel calciomercato e si affidano a Luca Moro in attacco. Il puntero, classe 2001 e di proprietà del Padova, è l’attaccante più prolifico in tutte le categorie superando anche gente del calibro di Immobile e Vlahovic.

Giornata tipicamente invernale a Bari con temperatura fredda e una pioggia che diventerà sempre più battente nello svolgimento del match. Il match inizia a ritmi lenti con i circa 3500 infreddoliti spettatori che assistono ad una lunga fase di studio. Fase che si rompe quando il cronometro è al quarto d’ora di gioco: Di Gennaro sbaglia l’intervento e affonda in area Russini: il signor Cascone indica subito il dischetto del rigore con Moro che dagli undici metri batte Frattali. Bari sotto e 19esimo gol stagionale per l’attaccante di Monselice. Il Bari, colpito nell’orgoglio dallo schiaffone etneo, riaccende il match e perviene quasi immediatamente al pareggio: azione da stropicciarsi gli occhi di Antenucci con il 7 biancorosso che salta come birilli i difensori ospiti e batte Stancampiano sul primo palo. 200 gol in carriera per l’attaccante di Roccavivara con quasi 50 gol siglati in maglia biancorossa. I galletti prendono il comando del gioco e quando sembra che i binari sono quelli giusti ci pensa un deludente Di Gennaro in versione brutto anatroccolo a rimettere il Catania avanti: errore pacchiano per lui con un passaggio lento ed orizzontale che favorisce Greco, il rapido giocatore rossoblù brucia la difesa biancorossa e batte Frattali per il nuovo vantaggio etneo. I galletti, come successo nel primo gol, si ributtano a capofitto in avanti e collezionano numerose occasioni da gol con Antenucci che, in un paio di circostanze, non trova la porta per pochi centimetri. Il Catania, nonostante le difficoltà, è ben chiuso nella sua metà campo e alla prima occasione prova a pungere in contropiede ma Greco, dopo aver saltato Terranova, smorza il suo tiro. Se non bastassero le difficoltà del risultato e di un avversario coriaceo, il Bari perde Ruben Botta per infortunio: l’argentino, quasi al tramonto della prima fazione, rimedia un infortunio al ginocchio che lo costringe ad uscire in barella. Da valutare l’entità dell’infortunio dell’ex interista in vista di un febbraio di fuoco con il 10 biancorosso sostituito da Cheddira.

La ripresa si apre con Di Gennaro che resta negli spogliatoi e Citro al suo posto per dare più vivacità all’attacco biancorosso. Il canovaccio è lo stesso col Bari quasi sempre in fase offensiva ed il Catania pronto a colpire. Prima è Cheddira per poco a non trovare la via del gol poi è il Catania ad assestare il 3-1: contropiede della formazione etnea con Moro che esalta Frattali con una parata monstre ma è pronto Biondi per un comodo tap-in. Chi pensa che il match abbia finito di riservare emozioni si sbaglia di grosso: passano due giri di lancetta e Cheddira viene steso in area di rigore con Antenucci che firma il 2-3 e riapre i giochi. Il Bari è tutto in attacco e il Catania potrebbe rimettersi in doppio vantaggio ma, prima Moro grazia Frattali da ottima posizione, poi è Biondi a cestinare alto un contropiede di Greco. Il Bari, sotto una pioggia sempre più insistente, trova caparbiamente il 3-3: lancio delle retrovie di D’Errico per Walid Cheddira che batte Stancampiano con un delizioso pallonetto. Pareggio biancorosso a quasi 20 minuti dalla fine del match con Mignani che mette nel mirino la vittoria inserendo Simeri, Belli e Ricci per dare uno sprint nel finale. La capolista cerca il gol del 4-3 ma la fortuna non sorride prima a D’Errico poi a Cheddira che vedono i propri tentativi perdersi a pochi centimetri dalla porta catanese. Cinque minuti di recupero che vedono tanta confusione e poca lucidità e fanno da antipasto al triplice fischio che sancisce il 3-3 finale.

Bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto? Difficile dirlo dopo una partita del genere e con un 3-3 che avrà fatto sicuramente divertire gli spettatori neutrali. Di buono per il Bari, quest’oggi, c’è sicuramente da salvare la voglia di non perdere il match e, ad un certo punto, la voglia di vincerla. I galletti hanno recuperato il Catania in ben due circostanze rimontando, addirittura, due gol dal 1-3 al 3-3. La squadra ha fatto la sua buona partita con un Antenucci che dimostra di essere finalmente il leader di questa squadra. Al di là della doppietta e dei 200 gol messi a referto, l’ex spallino ha fatto un ottima partita con 90 minuti conditi da corsa e giocate importanti. In fase offensiva, bene anche D’Errico che dopo un nervosismo iniziale ha preso per mano il Bari tentando diverse volte la conclusione ma senza però centrare il bersaglio grosso. Il pareggio odierno evita, inoltre, di perdere l’imbattibilità interna e in classifica consente di mantenere le distanze da Avellino e Monopoli che hanno pareggiato in Irpinia per 2-2. Nelle note negative, invece, finisce a mani basse Di Gennaro: era chiamato a sostituire Mattia Maita ma due suoi errori spianano la strada al Catania. Lento, impacciato, senza idee: l’ex cagliaritano sembrava con la testa lontano dal progetto e, considerando le voci che lo vogliono in partenza, non è da escludere sorprese dell’ultim’ora. Male anche la difesa e in generale la fase difensiva: tre gol concessi ad una formazione in emergenza, almeno 2-3 occasioni in cui il Catania è andato vicino al gol. da rivedere Terranova e Celiento, apparsi spesso in difficoltà quest’oggi, mal protetti dal centrocampo che era presente solo in fase offensiva.

Prossimo impegno domenica prossima al “Marcello Torre” di Pagani contro i campani che oggi hanno bloccato per 1-1 il Taranto.

Bari (4-3-1-2): Frattali; Pucino, Celiento, Terranova, Mazzotta; Mallamo, Di Gennaro, D’Errico; Botta; Antenucci, Marras. All. Mignani

Catania (4-3-3): Stancampiano; Albertini, Ercolani, Monteagudo, Pinto; Provenzano, Cataldi, Greco; Biondi, Moro; Russini. All. Baldini

Antonio Genchi

Virtus Francavilla Calcio-Acr Messina 5-1

Virtus Francavilla Calcio-Acr Messina 5-1
Reti: 12’pt Patierno, 29’pt Miceli, 38’pt Prezioso, 14’st Pierno, 33’st rig. Perez (VF) 13’st Balde (ME)

Virtus Francavilla Calcio: Nobile, Ingrosso, Miceli, Maiorino (28’st Ventola), Patierno (20’st Perez), Delvino, Caporale, Pierno (36’st Gianfreda), Prezioso (20’st Franco), Tchetchoua (20’st Carella), Toscano. A disp: Milli, Cassano, Feltrin, Idda, Carella, Mastropietro, Enyan, Tulissi. All. Taurino

Acr Messina: Fusco, Fofana (35’st Maisano), Simonetti (17’st Russo), Adorante (45’st Spaticchia), Balde, Carillo, Konate, Celic, Rondinella (45’st Giuffrida), Marginean, Fazzi. A disp: Lewandowski, Mikulic, Giuffrida, D’Amore, Spaticchia, Veca. All. Raciti

Arbitro: Paolo Bitonti di Bologna (Marco Lencioni di Lucca-Andrea Torresan di Bassano del Grappa-Simone Pistarelli di Fermo)

Note: Ammoniti: Tchetchoua, Prezioso, Miceli (VF) Fazzi (ME)

Recupero: 0’pt, 3’st

Top & Flop di Taranto-Paganese

Finisce con un pareggio che lascia l’amaro in bocca per il Taranto che alla fine ha provato a vincerla in qualche modo e che nel finale ha fatto tremare la Paganese ridotta in dieci per l’espulsione di Bianchi. Una partita maschia giocata in un campo reso pesante dalla pioggia caduta copiosamente sul manto erboso dello Iacovone. Primo tempo che ha visto la Paganese ben schierata in campo e con un assetto tattico ottimo. Taranto che ha avuto delle difficoltà nel proporre alcune manovre di gioco. Squadra campana che si è lasciata preferire sul piano del dinamismo e della proposizione offensiva. Ottimo primo tempo dei campani con il Taranto che solo nel finale si è più presentato dalle parti del portiere Baiocco e che proprio negli ultimi secondi  ha visto il Taranto passare in vantaggio con Saraniti su calcio di rigore procurato da Falcone che è stato atterrato da Baiocco nell’occasione apparso incerto sulla parata eseguita dopo un tiro di Giovinco. Nella ripresa il Taranto è partito meglio ma la Paganese con un’azione improvvisa avvolgente trova il pareggio con Firenze lesto a mettere in rete un perfetto assist di Castaldo. Taranto che non ci sta e prova a sfondare con la Paganese che si difende bene e prova a ripartire. Poi arriva l’episodio che potrebbe cambiare il match. Fallo di mani di Bianchi ed espulsione del difensore campano che lascia in dieci la propria squadra. Rigore per il Taranto ma Giovinco sbaglia clamorosamente tirando male e favorendo la parata di Baiocco. Assalti finali del Taranto che si divora due palle gol con Ghisleni e Santarpia che vedono un grande intervento di Baiocco. Partita che vede i rossoblù provare in tutti i modi a sfondare la difesa campana ma alla fine è 1-1. Un punto prezioso per la Paganese, rammarico per il Taranto. Domenica prossima trasferta dei rossoblù insidiosa a Latina mentre la Paganese ospiterà il Bari. Ora i top e i flop della partita.

TOP

Saraniti ( Taranto): solita partita di grande sacrificio e lotta del centravanti rossoblù. Freddo come il sangue di un cobra in occasione del rigore è protagonista anche nell’assegnazione del secondo penalty dei rossoblù. Nell’economia del gioco dei rossoblù è davvero determinante. INCISIVO

Zanini ( Paganese): ottima partita dell’esterno della Paganese. Sempre nel vivo del gioco mette spesso in difficoltà Versienti sull’asse destro del gioco. Soprattutto nel primo tempo spinge molto bene. PRESENTE

FLOP

Giovinco ( Taranto): come in occasione della partita contro il Monterosi l’esterno d’attacco rossoblù tradisce dal dischetto. Errore determinate che non permette ai suoi di portare a casa i tre punti. Non sempre lucido in alcune situazione. POCO PRECISO.

Bianchi ( Paganese): complica la vita ai suoi con l’espulsione in occasione del secondo rigore del Taranto. Una partita sino a quel momento buona del centrale campano che, però, con quell’episodio rischia di compromettere il risultato. POCO ATTENTO

Fonte:TuttoC.com

Top & Flop di Virtus Francavilla-ACR Messina

Vola sulle ali dell’entusiasmo la Virtus Francavilla di Taurino. E’ finita 5-1 la partita della Nuovarredo Arena. Un’altra grande prestazione che consente ai pugliesi di ottenere la terza vittoria consecutiva, dopo quelle contro Juve Stabia e Catanzaro. Continua anche lo splendido rendimento interno: 26 dei 36 punti totali sono stati guadagnati proprio alla Nuovarredo Arena. 
Nella casa della Virtus Francavilla, la partita prende subito una piega chiara e netta. Pugliesi in controllo e Messina costretta a difendersi. Il primo gol arriva dopo appena 11′ di gioco grazie a Patierno. L’attaccante 30enne festeggia il primo gol nei professionisti proprio alla prima partita. Successivamente, al 29′, raddoppia Miceli dagli sviluppi di un calcio d’angolo, non con qualche colpa del giovane portiere Fusco. Il terzo gol arriva invece al 39′ grazie a Prezioso: splendida azione dei pugliesi che con una triangolazione liberano Pierno sulla corsia di destra. Il classe 2001 serve un gran pallone in area di rigore, sulla quale si inserisce Prezioso, in totale libertà, che colpisce di testa e buca per la terza volta l’estremo difensore del Messina. Per tutti e 3 si tratta del primo gol stagionale. La ripresa termina dunque sul risultato di 3-0, con un Messina completamente annichilito dal gioco e dalla foga della Virtus Francavilla che si è dimostrata letteralmente dominante sotto tutti i punti di vista.

La ripresa ha visto un Messina più coraggioso nei primi 15 minuti. Dopo un paio di occasioni è infatti arrivato il gol di Baldè che ha riaperto la partita. Padroni di casa che, forti del triplo vantaggio, sono rientrati in campo un po’ troppo leggeri. Il gol subito ha svegliato però gli animi della Virtus Francavilla che dopo appena 2 minuti ha sfruttato un’incomprensione clamorosa tra Carillo e Fusco e segnato, con Pierno, il gol del 4-1. Doccia fredda per un Messina che stava dando l’idea di poter riaprire la partita. Il quarto gol ha tagliato ai siciliani qualsiasi possibilità di recupero. Il gol del definitivo 5-1 è arrivato su calcio di rigore causato da un fallo di mano di Carillo. Non una partita indimenticabile per il capitano del Messina. Dal dischetto è andato Leonardo Perez che ha aperto il suo destro e segnato il quinto gol. Nessun altro sussulto importante ha accompagnato le ultime fasi della partita, con i padroni di casa che hanno gestito l’ampio vantaggio e il Messina che ha regalato la soddisfazione del debutto in Serie C ai giovani Giuffrida e Spaticchia.
Terzo successo consecutivo quindi per la Virtus Francavilla che continua a sognare e a rimanere aggrappato alle zone nobili della classifica: ora il secondo posto dista soltanto 2 punti. Brutto passo falso invece per il Messina di Raciti. Dopo la vittoria contro la Paganese nel turno pre natalizio, i siciliani si trovano ancora nel pieno delle zone calde della classifica e soprattutto non danno l’idea di essere in salute per provare a migliorare la loro situazione. Urgono cambi di marcia e punti in quel di Messina, anche perchè la salvezza non è così lontana.  

TOP:

TUTTA LA VIRTUS FRANCAVILLA: impossibile trovare uno che ha spiccato rispetto agli altri. Tutta la formazione di Taurino ha giocato una gara sontuosa, con grande applicazione, forza e qualità. Una prova di superiorità lampante e soprattutto con l’idea di potersela giocare sempre contro chiunque. Il secondo posto dista 2 punti e terza vittoria consecutiva: questa Virtus Francavilla fa paura, continuando così non è impossibile pensare di togliersi soddisfazioni importanti. MATTATORI

MARGINEAN (Messina): sicuramente il migliore della formazione ospite. Il giovane rumeno pulisce tutti i palloni in mezzo al campo e con personalità cerca sempre di creare pericoli alla Virtus Francavilla. Purtroppo predica nel deserto, ma la sua prestazione è altamente positiva. PROPOSITIVO

FLOP:

NESSUNO nelle file della Virtus Francavilla: dopo un 5-1 sarebbe assurdo pensare di poter bocciare qualcuno. Tutti promossi i giocatori di casa, una partita dominata dall’inizio alla fine, con fame e voglia di vincere. IMPECCABILI

CARILLO (Messina): il capitano del Messina vive sicuramente una delle sue peggiori serate del campionato. Sul 4-1, con un passaggio incomprensibile per Fusco regala palla a Pierno. E’ ancora lui a causare il rigore del definitivo 5-1 con un fallo di mano, con tanto di ammonizione. Una serata da dimenticare per lui e per tutta la squadra. RIALZARE LA TESTA

Fonte:TuttoC.com

Il Cerignola continua la sua corsa: espugnato 3-0 il campo del Sorrento

Un Cerignola cinico e spietato colpisce tre volte il Sorrento espugnando lo stadio Italia. La doppietta di Malcore, all’alba delle sue frazioni di gioco, ha indirizzato il risultato in favore dei pugliesi con Giacomarro bravo a chiudere poi i conti. Il Sorrento ha opposto una buona resistenza per tutto il primo tempo, poi ha pagato dazio anche alla lunga sosta (il Cerignola aveva già rimesso gli scarpini nel recupero contro il Brindisi.

Cioffi per la ripresa delle ostilità ha scelto Petito dal via dietro l’esordiente Ripa con Del Sorbo tra i pali e Carrotta a far legna in mediana. Al 9’ però Sorrento già sotto complice la rovesciata di Sirri su azione d’angolo, la respinta di Del Sorbo ha trovato pronto Malcore al tap in vincente. Gara in discesa dunque per il Cerignola ma Sorrento che ha reagito con un destro alto di La Monica dopo una buona azione corale. Rizzo ha servito un buon pallone a Petito al 33’ ma l’ex del Gladiator ha calciato alto. Nel finale Del Sorbo ha evitato il raddoppio con una prodezza su doppia conclusione di Achik. Nulla da fare per il portiere di casa in avvio di ripresa quando Malcore in diagonale ha trovato l’angolino per il momentaneo 0-2. Malcore si è poi trasformato in assist man per lo 0-3 firmato da Giacomarro. Partita in ghiacciaia e giornata no per il Sorrento certificata dal salvataggio sulla linea su testa di Virgilio e dal rigore sbagliato da Cacace al 68’ (bravo comunque Tricarico ad intercettare). Da quel momento, poche emozioni e Cerignola che ha controllato il ritmo della gara “rischiando” anche il poker in un paio di circostanze.

SORRENTO (3-5-2) Del Sorbo; Rizzo, Cacace, Mansi; Carrotta, La Monica (dal 1’ s.t. Gargiulo), Virgilio (dal 21’ s.t. Manco), Mezavilla (dal 1’ s.t. Tedesco), Romano; Petito (dal 21’ s.t. Selvaggio), Ripa (Volzone, Ferraro, Di Palma, Selvaggio, Manco, Diop, Acampora). All.: Cioffi
4-3-3 Tricarico; Basile, Allegrini, Sirri, Dorval (dal 32’ s.t. Botta); Longo (dal 32’ s.t. Russo), Agnelli (dal 39’ s.t. Maltese), Giacomarro; Achik, Malcore (dal 22’ s.t. Palazzo), Lojodice (dal 28’ s.t. Minaccia) (Trezza, Manzo, Muscatiello, Vitiello). All.: Pazienza

MARCATORI: Malcore 9’ p.t. e 2’ s.t., Giacomarro 13’ s.t.

ARBITRO: Rodigari di Bergamo (Gennuso-Campanella)
Note: giornata di sole, terreno sintetico. Amm.: Ripa (S), Sirri (C). Spettatori 450 circa con sparuta rappresentanza ospite. Rec.: 0’ p.t., 4’ s.t.

Fonte:NotiziarioCalcio.com

AVELLINO-MONOPOLI 2-2 | S. S. Monopoli 1966

RETI: Maniero 41′, 75′ (A), Starita 39′, Arena 83′ (M)

AVELLINO (4-2-3-1): Forte; Ciancio, Dossena, Bove, Tito; Carriero, Aloi (dall’83’ Sbraga); Kanouté, Di Gaudio (dal 77′ Mastalli), Micovschi (dal 55′ De Francesco); Maniero. A disposizione: Pane, Pizzella, Rizzo, Sbraga, Scognamiglio, Mastalli, De Francesco, Di Paola, Matera. All. P. Braglia.

MONOPOLI (3-5-2): Loria; Bizzotto, Arena, Tazzer (dal 79′ Rossi); Viteritti, Langella (dal 79′ D’Agostino), Piccinni (dal 70′ Bussaglia), Vassallo, Guiebre; Grandolfo (dall’86’ Morrone), Starita (dall’86’ Fornasier). A disposizione: Guido, Romano, Fornasier, Morrone, Nina, Novella, Rossi, D’Agostino, Milani. All. A. Colombo.

Ammoniti: Bove (A), Bussaglia (M).
Espulsi: –
Calci d’angolo: 8-0.
Recupero: 1′ pt, 4′ st.
Note: Avellino in maglia bianca, Monopoli in maglia nera.

Due legni ed un super Saracco: la Fidelis impatta 0 a 0 contro la Vibonese

Una traversa, un palo ma anche un miracolo finale di Saracco per portare a casa un punto che muove la classifica dopo un finale di 2021 molto complicato. Riparte così la stagione della Fidelis Andria che a Vibo Valentia, campo decisamente ostico visti i precedenti con tre sconfitte su cinque gare, impatta senza reti mantenendo però la porta inviolata (non accadeva dalla vittoriosa trasferta di Pagani di metà novembre). Qualche sorriso ma anche un po’ di rammarico anche perché la Vibonese dell’ex D’Agostino è parsa squadra sorniona ma poco tecnica e molto leggera in attacco con il solo Ngom a dettare le danze ma con un ottimo Carosso sulla fascia sempre spina nel fianco della difesa ospite. Operazioni di gioco, invece, quasi sempre nelle mani della squadra di Ginestra che, squalificato, era assente assieme a Carullo anche per lui turno di stop del giudice sportivo. Squadra formata da tutti over con Bortoletti subito in campo dal primo minuto a centrocampo assieme ad Urso e Risolo. In attacco Di Piazza e Bubas. Gara davvero con tantissimi sbadigli sin dall’inizio, tanto il possesso palla Fidelis troppo orizzontale per provare a scardinare una Vibonese ben arroccata davanti a Marson. E le ripartenze sono l’arma in più dei padroni di casa che costringono Saracco, dopo circa 10 minuti, all’uscita tempestiva su Ngom lanciato a rete. Poche le azioni degne di nota ma la Fidelis ne ha una colossale al 37’ quando il cross di Casoli è preda perfetta della testa di Bortoletti che colpisce a botta sicura ma la palla si stampa sulla traversa. Grillo prova a dare vivacità ai suoi rientrando da sinistra, il suo tiro è deviato in corner da Riggio. Praticamente null’altro nella prima frazione ma dagli spogliatoi torna in campo una Fidelis ancor più volitiva e con gli stessi undici in campo. E dopo poco più di 5 minuti è Di Piazza a ricevere da destra un servizio di Casoli, palla spostata sul sinistro e tiro potente che sbatte però sul palo alla destra di Marson per la disperazione ospite. Il doppio legno non cambia i piani di gioco e la lenta manovra biancazzurra imbriglia la Vibonese incapace di reagire. Ci prova anche Nunzella con un tiro mancino che non gira e finisce sul fondo. Diversi cambi per i due tecnici e ritmo sempre molto basso vista anche l’altissima posta in palio. Il neo entrato Ortisi in casa Fidelis, prova a rompere l’equilibrio con una bella avanzata ed il tiro da circa 20 metri che impegna Marson in tuffo. Nunzella ci prova direttamente su calcio di punizione dalla sinistra, palla alta. Ma in pieno recupero è Saracco a compiere il miracolo di giornata: calcio di punizione scodellato in area e Carosso di testa la devia bene sul palo più lontano ma Saracco con un colpo di reni chiude la sua porta ed il match sullo 0 a 0. Un punto che significa aggancio al Messina per i biancazzurri che domenica prossima, al “Degli Ulivi” affronteranno un’altra sfida salvezza questa volta contro il Campobasso prima del turno infrasettimanale contro il Catania.

Nardò non pervenuto. Il Molfetta ne fa 5

Una partita senza storia con un Molfetta sceso in campo con la giusta determinazione ed un Nardò rimasto di fatto a casa.

Non regge l’alibi degli assenti in casa granata, troppo scadente la prestazionedal 1′ al 90′ così come affermato da Moster De Candia.

La partita di fatto non h avuto storia. Dopo i primi attacchi infruttuosi l’ha sbloccata Kordic segnando di testa al 20′ su corner di Giambuzzi e l’attaccante ex Brindisi ha concesso il bis con le stesse modalità al 35′.

In mezzo soltanto un gioco prolisso del Nardò che ad ogni palla persa rischiava di subire altri goal. Nel primo tempo i neretini si facevano pericolosi (si fa per dire) con due calci di punizione di Caputo (al 5′ contro la barriera) e di Cristaldi (al 30′ tiro abbondantemente fuori). Molfetta incisivo per tutto il tempo e ripetutamente vicino al raddoppio con l’ex Genchi.

Nel secondo tempo il refrain non cambiava. Al 57′ è Giambuzzi ad apporre il terzo sigillo su suggerimento di Guadalupi mentre al 64′ Genchi coronava la sua ricerca del goal con un brillante dribbling seguito da un tiro secco che batteva Petrarca.

Al 70′ c’è gloria anche per il subentrato Gjonaj che batte imparabilmente Petrarca.

Il Nardò impegna Viola con un tiro di Cristaldi scaturito da una mischia all’80’ e con un calcio di punizione di Masetti all’84’ deviato in corner.

Il Toro rischia il set tennistico quando Gjonaj colpisce il palo e Kordic all’89 colpisce di testa mandando fuori di poco.

Finisce 5-0. Il Molfetta si rilancia, il Nardò deve riflettere sulle discutibili scelte di mercato.

TABELLINO

MOLFETTA – NARDO’ 5-0

Scorer: Kordic 20’e 35′, Giambuzzi 57′, Genchi 64′, Gjonaj 70′

MOLFETTA: Viola; Lobjanidze, Giambuzzi, Pinto, Dubaz (Carnamone 76′), Panebianco, Monaco, Fedel, Guadalupi (Traore’ 76′), Genchi (Gjonaj 67′), Kordic.
Bench: Vitariello, Cianciaruso, Gjonai, Romito, Romio, Cardamone, Nappi, Traorè.
Coach: Renato Bartoli

NARDO’: Petrarca; Trinchera, De Giorgi, Romeo, Dorini; Cancelli, Masetti, Valzano; Mancarella, Cristaldi, Caputo.
Bench: Centonze, Leuzzi, Puntoriere, Alfarano, Cavaliere, Valentino, Adamo, Gallo.
Coach: Pasquale De Candia

Arbitro: Gerardo Garofalo di Torre del Greco.
Assistenti: Riccardo Persichini di Macerata e Roberto Maroni di Fermo.

Sassuolo, Dionisi: “Noi fortunati, ma bravi a non mollare. Gol? Merito di Berardi”

Le parole del tecnico del Sassuolo, Alessio Dionisi, a margine del ko rimediato in trasferta contro il Torino

Termina in parità la sfida dello Stadio Olimpico tra Torino e Sassuolo, andata in scena questo pomeriggio. I granata, dopo il gol di vantaggio trovato con Sanabria, cercano il raddoppio ma senza successo. Nel finale, Raspadori sfrutta una disattenzione della difesa avversaria e sigla la rete del pareggio allo scadere, regalando ai neroverdi un prezioso punto. Un pareggio analizzato dal tecnico del Sassuolo, Alessio Dionisi, intervenuto ai microfoni di DAZN.

Il Torino ha fatto più di noi e meritava il risultato. Abbiamo avuto il merito di rimanere in partita, con episodi più fortunati rispetto ad altre volte e in più abbiamo Berardi, il gol lo ha fatto Raspadori ma tutto passa dal genio di Domenico. Se rimaniamo in partita, anche in una gara dove hai fatto meno, può capitare. In un campionato ci può stare. Col Verona avevamo mollato. Oggi la mole di gioco è stata…

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