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All’Udinese un 2006 “con il piede di Maradona”: ecco Simone Pafundi

Si chiama Simone Pafundi e gli addetti ai lavori ne parlano come di un fenomeno. Appena ha compiuto 16 anni il club bianconero gli ha fatto firmare il primo contratto e potrebbe farlo esordire in A. E l’Under 17 azzurra chiama

Quando Fabio Cannavaro a Berlino alzava la coppa del mondo nel cielo di Berlino, Simone Pafundi – nato il 14 marzo 2006 – non aveva neanche quattro mesi. Tra gli addetti ai lavori si parla di un fenomeno, del miglior 2006 d’Italia per distacco, ed è possibile che diventi il più giovane esordiente di questo campionato, visto che solo due 2004 (il romanista Keramitsis e il laziale Romero) hanno avuto minuti.

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Olanda contro i procuratori, De Vrij risarcito con 5 milioni

Storica decisione del tribunale di Amsterdam: risarcimento di 5 milioni per il difensore nerazzurro danneggiato dall’agenzia Seg, che curava il suo passaggio all’Inter

De Vrij come Bosman: il paragone è forte ma tutt’altro che azzardato. La sentenza del 6 aprile del tribunale di Amsterdam ha stabilito che il difensore dell’Inter è stato danneggiato dall’agenzia Seg.

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Morte sulla cyclette a Novara: il caso di Alaimo. Serie A noir di Furio Zara

Le visite mediche all’ospedale di Novara finiscono in tragedia per Italo Alaimo. Scarica elettrica o il cuore che ha ceduto? Tra versioni diverse e un giallo da 35 milioni, la verità non è mai venuta a galla

L’urlo è terribile. Fino a un attimo prima l’uomo sta pedalando sulla cyclette, tranquillo, senza fatica. Scambia due chiacchiere con i dottori che lo osservano, sorride, è l’ultima prova della giornata, poi sarà libero per la cena. Ma, improvvisamente, l’uomo si irrigidisce, urla, eccolo che si affloscia e cade dalla cyclette, di lato, riverso a terra esanime. Quando i dottori lo soccorrono, l’uomo ha ancora attaccati al torace, alle gambe e alle braccia gli elettrodi dell’elettrocardiografo. Se esiste una morte assurda per un calciatore, quella è toccata a Italo Alaimo nell’estate del 1967. Morto folgorato. Per un cortocircuito.

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Skriniar, rinnovo pronto a fine stagione: l’Inter ha il piano anti Premier

Lo slovacco è un pupillo di Zhang: l’accordo fino al 2026 serve a respingere Manchester United e Tottenham e a mettere il club in posizione di forza

Ci sono due Milan da tenere d’occhio, di questi tempi. E certo, viene naturale pensare alla squadra di Stefano Pioli, al campionato, al piano sorpasso e alla seconda stella. Poi però c’è Skriniar, quello dal nome sbagliato (per i tifosi dell’Inter) ma dalle prestazioni sempre giuste. Tanto che se ne sono accorti ovunque. Due club su tutti: il Manchester United, i cui scout mossero i primi passi già nell’estate 2018, e il Tottenham, dove c’è Antonio Conte, quella stessa società che nel 2020 mandò i dirigenti a Milano per provare a rapirlo. Sono almeno un paio di motivi in più per mettere fretta all’Inter, nel piano di rinnovo.

Il progetto

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Potremmo sintetizzarlo come piano anti-Premier. L’Inter ha urgenza di rinnovare l’accordo. La scadenza, 2023, racconta tutto. Allungarla, portarla fino al 2026,…

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Juve su Molina e Wijndal: tutte le trattative per le fasce di Allegri

Fari puntati sull’olandese dell’AZ: classe 1999, scuderia Raiola. Ma per il sostituto di Alex Sandro i bianconeri non mollano Marcos Alonso ed Emerson Palmieri

Prima lo scatto, poi lo splendido pallonetto per il 4-1 dell’Udinese. Nahuel Molina era nei pensieri della Juventus già prima della rete da copertina segnata al Cagliari (sesto centro, è il difensore più prolifico della Serie A), ma adesso la dirigenza ha un motivo in più per corteggiarlo con assiduità. Il futuro è adesso, come recitava un vecchio slogan, e la Signora non vuole farsi trovare impreparata. Così, anche se in realtà è la fascia sinistra quella che ha più bisogno di essere rinforzata, si sta muovendo anche per aggiungere qualcosina alla destra, dove attualmente spadroneggiano Juan Cuadrado e Danilo ma sono entrambi over 30 e in più il secondo ha il contratto che scade a giugno. In realtà per il suo rinnovo, così come per quello di De Sciglio, altro laterale di scorta che può giocare su entrambe…

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Milan, Napoli, Inter: Zola fa le carte alla corsa scudetto

L’ex campione analizza lo sprint per il tricolore: “A fare la differenza nel finale, quando le gambe non girano, sarà la qualità. In Italia abbiamo meno risorse, ecco perché dobbiamo valorizzare le idee”

Magic Box è tornato a Stamford Bridge. In questo periodo il passato bussa insistentemente alla porta di Gianfranco Zola e lui apre con piacere, perché i ricordi sono dolcissimi. Ieri Gianfranco ha passato la serata nello stadio di Londra che l’aveva adottato dal 1996 al 2003 per commentare su Prime Video la sfida del Chelsea contro il Real Madrid: la profondità di analisi, certe notti, è ancora più preziosa. E poi c’è il Napoli, che insegue lo scudetto: l’ultima volta che lo vinse, nel 1990, Zola faceva parte della squadra di Bigon e segnò una rete decisiva contro il Genoa, firmando il 2-1 al 90’.

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Juve, Raspadori il favorito per il dopo-Dybala: non è alternativo a Zaniolo

È la prima scelta per il dopo-Dybala e non è alternativo a Zaniolo, il Sassuolo lo valuta 30 milioni. Morata: l’Atletico non fa sconti sul riscatto

Un laureato in squadra c’è già, Giorgio Chiellini, ma questa potrebbe essere per lui la stagione dell’addio. Un laureando invece potrebbe arrivare alla Juventus la prossima estate, facendo lo stesso tragitto di Manuel Locatelli: dal Sassuolo alla Signora dopo la prima importantissima esperienza azzurra, con un bagaglio fatto di gol, assist ma soprattutto di entusiasmo e voglia di mettersi in vetrina.

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Le maglie più discusse e contestate del calcio italiano

La quarta divisa del Milan è solo l’ultima a essere finita al centro delle polemiche. Già negli Anni ’80…

Bene o male, l’importante è che se ne parli. Sembra quasi che la massima del Dorian Gray di Oscar Wilde sia il principio ispiratore delle maglie da calcio viste negli ultimi anni. Tra tante perle piccole e grandi, che sono riuscite a convincere i più pur uscendo fuori dal tracciato sicuro dalla tradizione, la modernità ha anche prodotto divise che hanno lasciato contrariati la maggior parte dei tifosi.

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Milan, il brand corre: primo in Italia e fra le italiane in Usa e Cina

Uno studio di YouGov conferma la leadership del marchio rossonero tra i club di casa nostra e nei mercati strategici esteri più importanti

Appeal e tradizione, soprattutto all’estero. Il Milan è il brand calcistico italiano più apprezzato in Cina e negli Stati Uniti. L’ha svelato lo studio “FootballIndex” pubblicato da YouGov, gruppo internazionale di ricerche che analizza i vari aspetti legati ai brand di calcio. Il Milan, tra Pechino e Washington, si è piazzato al primo posto tra le squadre italiane, seguito da Inter, Juve e Roma. I più seguiti in assoluto? United negli Stati Uniti e Real in Cina (dove i rossoneri sono terzi). Rossoneri primi, quindi, anche in Italia.

Crescita

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Negli ultimi 24 mesi il Milan ha consolidato e incrementato il proprio appeal internazionale. Merito dei risultati sul campo, certo, di nuovo in Champions dopo sette anni d’assenza e ora primo in campionato, ma anche fuori. La visione strategica, l’innovazione e il…

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Cagliari-Juve, Bonucci obiettivo rientro. Bernardeschi-Kean per un posto

Sabato in campo a Cagliari senza Morata e De Sciglio, Pellegrini si gioca le proprie chance a sinistra nel ballottaggio con Alex Sandro. Coperta corta a centrocampo, Allegri si tiene aperta la scelta sul modulo

La prossima sfida della Juve in campionato A farà tappa a Cagliari, per Max Allegri sarà una sfida da ex contro la prima squadra che ha guidato in massima serie. Di tempo ne è passato tanto, ma un po’ come in quella avventura si ritrova oggi a dare vita a un nuovo ciclo del club, su una prospettiva pluriennale. Trovata la quadra dopo un inizio complicato, il tecnico ha settato la squadra sui valori che predilige: solidità difensiva e mentalità rivolta principalmente al risultato, anche se bisogna migliorare molto. Quella della Sardegna Arena sarà la prima gara degli ultimi cinquanta giorni di lavoro che dovranno potenziare la base di ripartenza del prossimo anno, così da fare meno fatica nella nuova corsa scudetto.

VERSO IL CAGLIARI

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In vista del match di…

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Serie B – 33° turno, i risultati: Parma-Como 4-3

Con la doppietta dell’attaccante spagnolo arriva il terzo successo in quattro partite: l’ottavo posto è a sei punti. Alle 19 Pisa-Brescia, Monza-Ascoli, Cittadella-Perugia e Vicenza-Crotone

Il Parma c’è. Al Tardini, la squadra di Iachini vince 4-3 contro il Como, centra la terza vittoria nelle ultime quattro gare e si riavvicina alla zona playoff, con l’ottavo posto del Frosinone (51 punti) ora distante sei lunghezze. Ancora decisivo il classe 2001 Adrián Bernabé, autore – tra il 77’ e l’81’ – della doppietta che ribalta la gara e regala i 3 punti ai gialloblù. Non basta la tripletta di Gliozzi alla squadra di Gattuso. Alle 19 chiusura del 33° turno con lo scontro d’alta quota tra Pisa e Brescia, Monza-Ascoli, Cittadella-Perugia e Vicenza-Crotone.

Parma-Como 4-3

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Stagione sotto le aspettative per il Parma, che arriva al rush finale con margine di errore prossimo allo zero per il rientro nella corsa playoff. Meno pressione per gli uomini di Gattuso, sulla…

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Maradona Jr: “Credo nello scudetto da sempre. Papà starà tifando per il Napoli”

Nel corso della trasmissione ‘Radio Goal‘ in onda su Radio Kiss Kiss Napoli è intervenuto Diego Armando Maradona Jr. Il figlio di Diego ha parlato del sogno scudetto del Napoliricordando anche il papà.

“Io credo nello scudetto dal primo giorno e continuo a crederci. Sono sicuro che questo è l’anno di Spalletti. Il Napoli quest’anno è squadra, matura. Sa adattarsi al tipo della partita, se c’è da menare, mena, se bisogna giocare di ripartenza riparte”.

“Sono sicuro che papà farà il tifo per il Napoli. Ovunque sia sta tifando per i ragazzi. Io spesso ho parlato con papà dello scudetto del Napoli nell’anno di Sarri lui era strafelice che qualche squadra potesse ripetere ciò che hanno fatto loro”.

Milan e Inter, nuovo stadio: obiettivo accorciare i tempi

Il presidente rossonero Scaroni: “Mi aspettavo che fossimo più rapidi, soprattutto essendo a Milano”. L’a.d. nerazzurro Antonello: “L’obiettivo è raggiungere un nuovo stadio nei tempi più brevi possibili”

Tempistiche. Maledette tempistiche. Ormai quando a Milano si parla di stadio – cioè: del nuovo stadio – lo sguardo dei manager coinvolti vola inevitabilmente al calendario. I giorni passano e i due club non perdono occasione per ricordare l’esistenza di un ovvio piano-B. Milan e Inter lo hanno ribadito anche oggi, attraverso il presidente rossonero Paolo Scaroni e l’a.d. nerazzurro Alessandro Antonello, intervenuti a “Tutti convocati” su Radio24.

Scaroni

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“Mi aspettavo che fossimo più veloci, soprattutto essendo a Milano – ha detto Paolo Scaroni –. Il progetto stadio è per tutti, tifosi e non. Purtroppo sappiamo che in Italia la burocrazia spesso non facilita le cose. Milan e Inter hanno la stessa visione perché hanno le stesse…

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Juve, Kean sotto esame: conferma a rischio, Allegri vuole di più

Non più un giovane da cullare, ma un potenziale titolare che deve dare di più: così la Juve giudica il Moise, che è legato al club da un’altra stagione di prestito. Anticipare la partenza? Si può, ma ha un costo…

Moise Kean è un vecchio “prospetto futuro” calato nel presente. Che ha tempo sì, ma neanche tanto: per lui e per chi come lui ha completato il noviziato tra i grandi per meritarsi un posto riconosciuto nella Juventus, il momento è adesso. Ne è consapevole l’attaccante classe 2000 cresciuto a Vinovo, riconoscente a Max Allegri per averlo lanciato giovanissimo in Serie A prima che si avviasse nelle esperienze fuori Torino, tra Hellas Verona, Everton e Psg. Quando Kean si è ripresentato la scorsa estate alla Continassa non era più un giovane di belle speranze, bensì un calciatore fatto e finito (sicuramente motivo d’orgoglio perché cresciuto in casa) da considerare al pari di un titolare. E ora deve dimostrare di poterci rimanere.

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Calciomercato Lazio: Onuachu del Genk nel mirino

Il club lo sta valutando come vice Immobile. È di proprietà del Genk che lo valuta 15 milioni: per prenderlo servono cessioni di livello

Un gigante. Perfino fra i giganti. Paul Ebere Onuachu, attaccante nigeriano di 27 anni (28 a maggio), di proprietà del Genk e finito nel mirino della Lazio, potrebbe presto diventare il giocatore più alto della Serie A. Con i suoi 202 centimetri guarderebbe tutti dall’alto in basso. Solo Vanja Milinkovic-Savic, portiere del Torino, sarebbe alto come lui. Non solo, nel campionato italiano non c’è mai stato un attaccante di quella stazza. La Lazio ci pensa, anche se, valutato 15 milioni, per prendere Onuachu servirebbe almeno una grande cessione. E l’indiziato principale è Milinkovic.

PROFILO

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La Lazio ha ancora problemi con l’indice di liquidità. Per risolvere la questione una volta per tutte servirebbero poco meno di 30 milioni. L’idea è quella di ricavarli dal mercato. La squadra, considerando anche i tanti giocatori in…

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Inter, De Vrij vince la causa. Dagli ex agenti risarcimento da 4,7 milioni

Il difensore dell’Inter denunciò Seg, l’agenzia che aveva curato il suo trasferimento a Milano a parametro zero dalla Lazio nel 2018 chiedendo una commissione occulta. Il suo contratto scade nel 2023

Vince De Vrij, ma soprattutto per la prima volta un’agenzia di procuratori viene punita per una commissione illecita. Il 7 gennaio scorso il difensore dell’Inter ha citato in giudizio la Seg, l’agenzia che aveva curato il suo trasferimento a Milano a parametro zero dalla Lazio nel 2018. Ieri il tribunale di Amsterdam ha stabilito un risarcimento di 4,7 milioni di euro per il calciatore che aveva addirittura chiesto 22 milioni accusando i suoi vecchi rappresentanti di aver raggiunto un’intesa occulta con l’Inter che prevedeva anche delle percentuali sull’eventuale rivendita.

Chiarezza sul futuro

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Il peso politico di questa sentenza è evidente. D’ora in avanti i calciatori risulteranno più tutelati . E soprattutto vengono posti per la prima volta i paletti…

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Milan, chi dopo Ibra? Origi, Scamacca, Isak, Belotti, David, le trattative

Tra gli acquisti per la prossima stagione, è d’obbligo un nuovo centravanti. Presto un incontro col Sassuolo per Scamacca, contatti costanti con Origi in uscita dal Liverpool. E non solo…

C’è chi sostiene che deciderà il 23 maggio, ovvero il giorno dopo l’ultimo turno di campionato. Magari Zlatan Ibrahimovic non si ridurrà ad arrivare così in là, ma di certo al momento non ha ancora preso una decisione sul suo futuro. Cioè: sulla prossima stagione, ma il bivio è enorme perché non si tratta di scegliere dove giocare. Bensì “se” giocare. In merito arrivano rilevazioni contrastanti. Da un lato ci sono le sue parole ampiamente ottimistiche, ovvero “voglio giocare il più a lungo possibile”; dall’altro, anche all’interno di Milanello, chi lo osserva raccomanda prudenza nell’affermare che Zlatan continuerà senza dubbio a giocare anche il prossimo anno.

Lista

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L’uscita di scena mondiale della Svezia, come previsto, è stata una botta…

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Juve, il confronto tra Allegri e Pirlo: le partite in cui ha perso punti

L’anno scorso i bianconeri chiusero a 78 punti, quest’anno può ancora farne 80. Uno sguardo alle potenziali insidie di un calendario non proibitivo, ai rimpianti di inizio stagione e a come il tecnico ha corretto la rotta

C’è ancora la possibilità che Allegri migliori la classifica della passata stagione sotto la guida di Pirlo, ma non c’è più margine d’errore per la Juve da qui alla fine. La sconfitta con l’Inter fa completamente sfumare il bonus per i sogni da scudetto, ora i bianconeri devono difendere il vantaggio per rimanere al quarto posto: obiettivo minimo. L’anno scorso passò tutto dagli ultimi novanta minuti del campionato, e soprattutto dal pari interno del Napoli con l’Hellas Verona. Stavolta la Signora è avanti, ma la Roma che insegue a cinque lunghezze non va sottovalutata. Anche il dato sui punti finali è ancora migliorabile: l’ultimo campionato si chiuse con 78 punti, il bottino in palio d’ora in poi – vincendole tutte – spingerebbe fino a…

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Milan, Ibrahimovic pronto a lasciare, ma prima vuole vincere

Lo svedese poi rimarrà comunque nel Milan. Se invece deciderà di proseguire, avrà un altro anno con ingaggio tagliato: da 7 a 3 milioni

Il primo ad arrivare e l’ultimo, pardon, il penultimo ad andare via: lunedì sera Zlatan Ibrahimovic non ha “chiuso” lo stadio solo perché Bennacer era impegnato all’antidoping e ha fatto più tardi di lui. Lo svedese si è trattenuto nella pancia di San Siro per altri motivi: i quattro punti di sutura all’arcata sopraccigliare sinistra, necessari per ricucire la ferita provocata dallo scontro con Medel nel finale di Milan-Bologna. I punti oggi, la fasciatura alla testa l’altra sera sul campo: l’immagine rende l’idea dell’Ibra di questa ultima fetta di stagione. Un campione che non si risparmia e lotta con tutto sé stesso per condurre il suo Diavolo allo scudetto, undici anni dopo l’ultima volta, quando a festeggiare c’era sempre lui, l’highlander dei fuoriclasse. In modalità da battaglia, Zlatan affronterà anche…

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Roma-Atalanta: Zaniolo all’Olimpico in A non segna da 854 giorni

Oggi (ore 18) con l’Atalanta Nicolò va a caccia della rete che in campionato in casa non trova dal 2 novembre 2019 contro il Napoli

Nicolò Zaniolo ci riprova, 854 giorni dopo. Tanti ne sono passati dal suo ultimo gol all’Olimpico, in campionato. Non è valido per le statistiche ma, in realtà, l’attaccante della Roma aveva realizzato un gol bellissimo, e valido per la vittoria, contro il Genoa, annullato però per un fallo di Abraham qualche secondo prima. Quindi, ufficialmente, in Serie A, Nicolò non segna nel suo stadio dal 2 novembre del 2019, contro il Napoli. Se, all’andata a dicembre, la sfida contro l’Atalanta gli era servita per spezzare un tabù – prima rete in campionato dopo il secondo infortunio – oggi magari, può arrivare quel gol che il ragazzo aspetta da 28 mesi.

rivoluzione

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In mezzo il mondo è davvero cambiato: il suo e quello di tutti. Quando ha segnato al Napoli Zaniolo era il miglior talento del calcio italiano, Roma impazziva per lui,…

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Podcast Serie A, probabili formazioni della 28ª giornata: le ultime

Tutto sulle partite in programma tra oggi e domani con i giornalisti della Gazzetta: Massimo Cecchini, Andrea Elefante, Stefano Cieri, Beppe Nigro, Maurizio Nicita e Marco Pasotto

Dopo la manita dell’Inter alla Salernitana, che ha aperto la 28ª giornata, oggi la Serie A torna in campo con Udinese-Sampdoria, Roma-Atalanta e Cagliari-Lazio. Ma è domani che si può decidere il destino della lotta di vertice, con Juve-Spezia alle 18 e Napoli-Milan alle 20.45. Scopriamo le ultimissime sulle probabili formazioni con i giornalisti della Gazzetta: Massimo Cecchini, Andrea Elefante, Stefano Cieri, Beppe Nigro, Maurizio Nicita e Marco Pasotto.

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Ex Milan, il ritiro di Leandro Grimi: “Non rientravo nei piani del Mister, ma sono sereno”

Dopo aver annunciato la fine della sua carriera da calciatore, ha apprezzato il suo ultimo periodo all’Huracan. Prima della partita contro il Godoy Cruz, Grimi riceverà una targa in riconoscimento della sua carriera.

Leandro Grimi si è preso un tempo ragionevole dopo che gli è stato detto che non sarebbe stato preso in considerazione dall’allenatore. Prima per definire il suo futuro, in cui ha deciso di chiudere la sua carriera di calciatore e poi di parlare pubblicamente. Leandro Grimi si è aperto e ha raccontato i suoi sentimenti dopo il ritiro: “La dirigenza mi ha detto che è stata una decisione dell’allenatore Kudelka e lì, in quel momento, ho preso la decisione di lasciare il calcio. Sapevo che tutto prima o poi sarebbe finito e che la mia fine carriera doveva essere nell’Huracan. Sono tornato per quello”, ha raccontato l’ex giocatore del Milan 2006-07.

Grimi ha debuttato allo stadio Tomas Adolfo Duco, Buenos Aires, con la maglia dell’Huracan, fiero rivale del San Lorenzo,…

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Inter, primi lampi di Gosens: il tedesco già convince Inzaghi

L’ex Atalanta ha convinto contro la Salernitana: per lui un assist, due azioni create e un tiro nello specchio in meno di mezzora di gioco. È pronto per Anfield se Perisic non dovesse recuperare

Buona la prima per Robin Gosens, perché in fondo il debutto in Coppa Italia contro il Milan era servito giusto per rompere il ghiaccio. Dopo i 2’ nell’ultimo derby, buoni per saggiare il clima di San Siro, con la Salernitana il tedesco ha iniziato a lasciare il segno dimostrandosi già pienamente inserito nei meccanismi di Simone Inzaghi. È bastata mezzora scarsa per farsi un’idea di ciò che l’ex atalantino può apportare alla causa nerazzurra, i numeri d’altra parte non mentono. Il felice e immediato inserimento del tedesco, oltre tutto, rincuora il tecnico a pochi giorni dalla decisiva sfida europea contro il Liverpool in attesa di capire quali siano le condizioni di Perisic, escluso in extremis dalla sfida contro i campani a causa di un affaticamento muscolare.

SUBITO…

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I colpi di genio di Insigne e Leao possono decidere Napoli-Milan

Hanno segnato entrambi nell’ultima di campionato. Sono i leader tecnici delle due capolista che si affrontano domani

Luigi Garlando

Dal cielo del suo stadio, Diego Armando Maradona, che è attirato dalla grazia tecnica, avrà occhi soprattutto per loro: Lorenzo Insigne e Rafa Leao. Nell’ultimo turno di campionato, il napoletano ha segnato un gol e servito l’assist a Fabian Ruiz, marchiando la vittoria sulla Lazio; il milanista ha firmato il provvisorio vantaggio sull’Udinese.

Si sono chiamati da lontano. Con le loro rispettive prodezze, si sono dati appuntamento al Maradona e domani si schiereranno entrambi alti a sinistra, agli estremi di una lunga diagonale. Più distanti di così non potrebbero stare. Come generali in collina, ai confini del campo di battaglia. I due eserciti pendono dalle loro giocate. Nell’esibizione precedente al Maradona, contro il Barcellona in Champions League, Insigne fu sostituito tra i fischi, per via di quel corner…

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Dalla frase hot di Gullit, ai dettagli di Sacchi: così il Milan a Napoli riscrisse la storia

La frase hot di Gullit, la cena da Silvio, i dettagli di Sacchi: così il Milan a Napoli riscrisse la storia
1° maggio 1988, al San Paolo si giocava la sfida scudetto, con i rossoneri che puntavano al sorpasso. Il racconto di come nacque l’impresa del Signor Nessuno venuto da Fusignano…
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Inter-Salernitana: le dichiarazioni di Lautaro e Barella

Il Toro di nuovo scatenato: “Inzaghi mi dà sempre fiducia. Dopo la traversa ho pensato il peggio”. I primi due gol sono arrivati grazie a un Nicolò ritrovato: “Venivo da un periodo strano…”

Edin Dzeko non se la prenda, ma i riflettori stasera se li prendono quei due. Perché nel febbraio buio dell’Inter il bosniaco aveva comunque fatto il suo, ma Lautaro Martinez e Nicolò Barella parevano stinti come un vecchio jeans. Invece di colpo sono tornati a trascinare una squadra che si è sfogata contro la povera Salernitana, ritrovando anche la voglia di divertirsi e divertire.

Toro scatenato

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“Quando ho visto la traversa – racconta Lautaro a fine gara -, ho detto ‘Ancora non è giornata!’. Poi sono stati bravi i compagni a trovarmi sui movimenti. Ringrazio Barella e tutti gli altri che sono sempre stati al mio fianco in questo periodo duro. Quando non segno vado a casa triste, quanto mi mancavano gol e vittoria. Io cerco sempre di dare il massimo, quando non ci riesco…

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