Angelo Rubino (Manfredonia): da Fasano a Manfredonia e non solo


Angelo Rubino è un esempio sano di ciò che un ragazzo, giovane calciatore, potrebbe aspirare oltre al campo:

“Ho 24 anni, ma sono riuscito a fare tanti sacrifici e a laurearmi in marketing e specializzarmi in management. Ho sempre creduto che fosse importante anche formarsi, questo sport non garantisce sempre un futuro di professione. Comunque sia, ho iniziato nella mia Fasano e nel 2016 ho iniziato a conoscere il Gargano, indossando la maglia del Vieste, quindi già conoscevo questa terra. A 19 anni mi sono allontanato ancora un po’ e sono stato accolto dal Bisceglie che era in serie D e a 21 dal Barletta 1922. Queste esperienze mi sono servite tantissimo, anche perché subito dopo ho conosciuto mister Rufini a Brindisi ed anche a Termoli ho deciso di seguirlo. Peraltro l’anno scorso, a San Severo, siamo riusciti a salvarci con 6 punti a fine prima stagione, non dimenticherò quel risultato raggiunto. Conoscevo già quella piazza poiché nel 2019 ho avuto il piacere di essere incluso, seppur per poco”.

Non è la prima volta che un calciatore del Donia si rivolge ai giornalisti parlando con ammirazione del mister calabrese:

“Il suo fattore umano supera di gran lunga quello tecnico. Nessuno mette in dubbio le sue capacità nel prepararci per ogni sfida come se fosse l’ultima, ma penso che la sua più grande forza sia la stima e l’affetto sincero che nutre nei nostri confronti”.

Ormai tutti sanno che il numero due bianco-celeste si presta benissimo a centrocampo, ma per un po’ di tempo ha provato più reparti:

“Il mio primo numero di maglia è stato l’11, quindi ero nell’area offensiva. Dal attaccante all’ala, ho indossato perfino la maglia del mediano. Ora penso di aver compreso appieno il mio ruolo”.

Il giovane fasanese ci tiene a precisare che la sua famiglia l’ha sempre sostenuto e desiderato il meglio per lui:

“Il mio primo tifoso è mio padre, quindi mi appoggia sempre. Peccato sia milanista (ride, ndr), il mio cuore invece è bianconero e Del Piero non può che essere un idolo, fin da piccolo mi ispiravo a lui”.

Parlando di ricordi, Rubino ha voluto rendere omaggio ad un suo amico, Rocco Augelli di San Giovanni Rotondo, lui stesso ha precisato che preferisce considerarlo tale e non solo “collega”:

“Il brutto male ha portato via un grande uomo, amico e attaccante. Era un bomber nella vita, mi ha insegnato tanto. Un bel ricordo? Ne riparliamo il 27 giugno, si spera.”  

L’obiettivo è quello di non perdere di vista i play off, a tal proposito dice:

“Domenica, contro il Corato cercheremo di dare il massimo come abbiamo sempre fatto per rassicurarci matematicamente ai play-off. Non penso ci siano stati dei cali, ma non ci siamo mai posti come “invincibili”, di conseguenza ogni partita vinta non ci ha fatto montare la testa, siamo stati sempre cauti, penso di poter parlare a nome di tutti. Sono arrivato qui anche grazie al mister e ho trovato un gruppo compatto, altra circostanza che ha giovato alle prestazioni e non ci ha diviso in questo difficile periodo.”

Non è fuori luogo, per il centrocampista, parlare anche di crescita personale:

“Gli obiettivi sono cambiati sorprendentemente, infatti all’inizio erano altri. Anche personalmente penso di aver capito qualcosa, forse a crederci ancor di più in ciò che si fa”.

Rubino ringrazia la tifoseria che, seppur a distanza, sostiene i loro animi e auspica che torni subito ad esaltarli sugli spalti. Quindi, dichiara che sarebbe giusto apprezzare tutti gli sforzi fatti, perché d’altronde tutti ambiscono allo stesso punto: la scalata in D!

Michela Rinaldi

Danilo Partipilo (Manfredonia) racconta: “Dopo anni sono tornato in Puglia”

Dopo tempo si concede ai microfoni anche Damiano Partipilo, centrocampista barese che nella sua lunga carriera  ha militato in più categorie e gironi d’Italia, ma non dimentica il momento in cui ha iniziato:

“Ho tirato i primi calci nelle giovanili della mia città, quando il galletto occupava le alte classifiche e raggiungeva anche il campionato italiano. Poi però ho lasciato la mia amata terra per crescere, così ho indossato la maglia del Campobasso, dopo ho militato nel Marcianise, in provincia di Caserta. Allontanandomi ancor di più, ho scelto di fare un’esperienza nel Lazio, prima Cassino e poi nel Sora. Mi hanno voluto anche nell’Aversa (Sa), tornando così in Campania. Non dimentico il “miracolo” effettuato l’anno scorso a San Severo, ci siamo salvati con sei punti”.

È il galletto a far battere il suo cuore calcistico e in merito dichiara:

“Sono orgogliosamente biancorosso fin da piccolino. Negli ultimi tempi, questa piazza, non sta avendo ampio merito come in passato, poi la situazione sanitaria ha aggravato il tutto. Spero torni a splendere come una volta”.

La famiglia di Partipilo non sembra aver avuto mai dubbi sulla validità del centrocampista:

“Il mio ruolo è stato sempre questo, non a caso i primi miei numeri di maglia sono stati il 4 e l’8, tipico. La mia famiglia ha sempre apprezzato tutti gli sforzi e rispettato la mia passione, sapevano che sarebbe stata dura, soprattutto per la distanza. Il calcio prevede anche questo”.

Ora, però, il calciatore barese occupa una postazione nel centrocampo biancoceleste e a proposito di ciò, ricorda il momento dell’arrivo:

“Dopo il San Severo non mi aspettavo di trovare un team a meno di 70 km. Prima ancora che venisse designato Rufini, mi ha chiamò il direttore Fiore ed ero entusiasta della proposta, aggiungendo anche il fatto che conoscevo la maggior parte dei ragazzi, formiamo un grande gruppo . Il progetto era chiaro e siamo riusciti nell’intento, come suggerisce la classifica”.

Nelle ultime gare, contro il Trani fuori casa e contro il Real Siti al Miramare, i sipontini hanno sofferto soprattutto nella prima fazione di gioco e Partipilo chiarisce:

“Le partite si giocano al momento, senza guardare la posizione dell’avversaria. Tra l’altro, quando arrivano al Miramare hanno più “fame” e non posso negare che ci tedino in alcuni punti. Però, come si è potuto notare, riusciamo a recuperare soprattutto rispettando le orme del mister che è il nostro coadiuvante in ogni momento . Siamo sicuri del nostro organico e del nostro lavoro. Il tifo? Spero di rivedere gli appassionati sugli spalti, almeno nella finale, sono fondamentali. Anche se siamo alle battute finali, dobbiamo tenere ancora duro. Questa domenica ci riposiamo, ma da martedì si ritorna in campo per continuare l’opera ”.

Sembrerebbe che Partipilo faccia tesoro di quest’esperienza, seppur abbia tastato più terreni durante la sua carriera, sperando che anche questa città gli rimanga nel cuore.

Michela Rinaldi

+++Cerignola, GRAVinA, Fasano, Picerno E Manfredonia A SUPERMARIOSPORT – FOCUS SU SERIE C, SERIE D E

+++Cerignola, GRAVinA, Fasano, Picerno E Manfredonia A SUPERMARIOSPORT – FOCUS SU SERIE C, SERIE D ED +++

Conduce: Mario Borraccino

Ospiti in studio:
Pino Costantiello (direttore generale Gravina)
Matteo Colangione (difensore Manfredonia)

In collegamento:
Elio Di Toro (direttore sportivo Cerignola)
Franco D’Amico (presidente Fasano)
Antonio Palo (allenatore Picerno)
Luca Guerra (giornalista Telesveva)

Fonte: Telesveva Official Youtube channel

Manfredonia-Real Siti 2-1, sofferta vittoria per i sipontini

Ieri pomeriggio al Miramare si è disputata un’altra sfida, che ha visto vincitrice i padroni di casa. Non è stato facile recuperare dopo il gol dell’ex Pelosi, ma Coronese e Trotta hanno ribaltato la situazione (al 38′ ed al 71′). Ricordiamo che in panchina nel Real Siti c’era mister Giuseppe Lopolito, che ha allenato anche i ragazzi sipontini, seppur per poco tempo causa Covid .
Prima occasione con Salerno, ma la sfera terminava alta sulla traversa (4′). Al 5′ era il turno di Peres, del Real Siti, ma la conclusione terminava sul fondo. Ci provava anche Stango, ma in questo caso è Leuci a bloccare la sfeera. La partita si sbloccava al 12′ con Pelosi che servito da Ruggieri) con un rasoterra nondava scampo a Leuci. Al 18′ ancora Peres impegnava Leuci che bloccava la sfera. Nell’occasione si accendeva un diverbio tra il capitano locale e Lanzetta con i pochi presenti tribuna che chiedevano a gran voce provvedimenti arbitrali. Al 38′ i sipontini agguantavano il paregio con Coronese che, sugli sviluppi di un calcio di punizione riusciva a segnare in mischia. dopo un calcio di punizione 

Nella ripresa il Donia ribaltava la gara al 71′ con Trotta con un preciso rasoterra scagliato dalla sinistra. Al 77′ il capitano cercava la doppietta, ma colpiva il legno verticale. Nel finale di gara gli ospiti restavano in 10 dopo un brutto fallo di Gallullo ai danni di Cicerelli. Poi più nulla da segnalare fino al termine dei cinque minuti di recupero.

Ritorna ai nostri microfoni il mister Lopolito, toccato per la sconfitta ma emozionato per aver rivisto alcuni suoi vecchi allievi:

“Ho ritrovato questo campo come l’ho lasciato. Ho imparato che per poterlo calcare ci vuole una mentalità vincente ed è quella che ha sempre avuto il Manfredonia, anche con me. Conosco personalmente il Danilo Rufini e penso sia un ottimo collega, lo dimostrano le diverse occasioni in cui sembra che il Donia si perda d’animo, ma invece è sempre lì a sfruttare anche i secondi per raggiungere la squadra avversaria, se è necessario. Penso sia ciò che è successo oggi, all’inizio abbiamo cercato i loro punti deboli sia in difesa che in attacco, ma poi gli avversari hanno mostrato esperienza ed è prevalsa la loro tecnica. Errori? Non penso ce ne siano stati troppi, sapevamo chi avevamo davanti e siamo felici per come l’abbiamo bordata. Mi sono mancati i cori dei tifosi, anche se oggi sarebbero stati contro. La verità è che non mi sentirò mai avversario in questa città, la gente mi ha fatto sempre sentire a casa. Aspettiamo il Barletta la prossima settimana, anche questo team non ci spaventerà. Lavoreremo duro in settimana ”.

Per i sipontini, invece, ci sarà una giornata di stop in vista del ritiro dal campionato del San Marco. Dopo lo scorso pareggio a Bari (contro il Trani), il Donia si preparerà quindi al meglio per ultime sfide e non dando mai nulla per scontato, come ha sempre dichiarato mister Rufini.

Simone Sarri (Manfredonia): “Non è stato facile recuperare dal problema alla schiena”

È da un po’ di tempo che ai microfoni non si lascia andare un calciatore manfredoniano, per questo ci ha pensato Simone Sarri, di padre milanese e portiere, che non indossa da qualche anno la maglia biancoceleste.

“Penso che i tifosi, seppur in questo momento distanti fisicamente, si aspettino sempre di più dai giocatori locali e, se ci sarà l’occasione, non li deluderò. Sono stato fermo un anno a causa di un problema alla schiena (alcune ernie, ndr) che mi ha portato via un sacco di energia fisica e mentale. Non è stato facile recuperare, però ricominciare a casa mia è stata la parte migliore di questa brutta sfaccettatura, mi mancava questo ambiente dopo anni passati altrove”.

Il giovane portiere, però, non dimentica le vecchie esperienze vissute proprio qui e non solo:

“Il mio ruolo è stato sempre quello, ero destinato a difendere i pali. Anche da piccolo, quando giocavo con miei fratelli più grandi, mi facevano stare sempre in porta ma non mi pesava. Il mio primo numero, non a caso, è stato l’1. Qui sono cresciuto, dai pulcini alla juniores e a tal proposito vorrei ricordare un mio vecchio compagno degli esordienti e pulcini, Fabio Valente, tragicamente scomparso due anni fa. Un ragazzo buono, entusiasta e gentile, un ottimo amico e difensore, peccato abbia abbandonato il pallone così presto e mi dispiace non aver potuto mostrare il mio cordoglio ai suoi genitori. Nel 2017 sono volato in Piemonte, a Novara, dove c’erano anche altri ragazzi del sud ed ero nel pieno delle mie capacità, sono cresciuto in maniera esponenziale. Non dimentichiamo che questa sono anche occasioni per incontrare grandi figure e apprendere molto. Una realtà diversa, ma molto idonea ed efficiente per i giovani talenti, su questo noi meridionali dovremmo prendere esempio, non possiamo celare il fatto che ci sia del marcio in questo ambiente, come in tutti. Dopodiché, ho indossato la maglia rossonera (del Foggia) e ho tanti bei ricordi, legati anche ad Alessandro Lauriola, altro manfredoniano. Mi sovvengono ancora i tragitti e le risate. Anche quand’ero alla Juniores biancoceleste ho avuto a che fare con ragazzi che poi hanno fatto tanta strada, ad esempio Giuseppe “Peppe” Coccia, volato poi in Serie C”.

Riguardo la famiglia, non si nasconde dietro un dito  e dice:

“E’ inevitabile che i pareri dei miei genitori influenzino le mie scelte e penso in positivo, poiché loro vogliono solo il mio bene. Tra l’altro, mio zio è anche stato allenatore del Donia e della juniores (Varrecchia, ndr) quindi sono in buone mani”.

Tornando al suo arrivo, ci tiene a precisare che c’è stato lo zampino del capitano Trotta:

“Pasquale voleva sapere come stessi e mi ha proposto di provarci. Inutile dire che i ragazzi mi hanno accolto benissimo e c’è tanta sintonia, soprattutto con Francesco Leuci, da cui potrei imparare tantissimo per il ruolo. Nello spogliatoio è un pazzo (ride, ndr) ed è un ottima persona. Il mister è il collante del team, sa come educarci al gioco e non solo. Accetterò sempre le sue scelte tecniche poiché il suo progetto e schema sono aderenti alle nostre esperienze e all’organico, non lo dico io ma la classifica che presenta il Donia come capolista. Spero, dunque, di poter stare tra i pali in partita, così da poter rimettermi in gioco”.

In effetti, a Manfredonia visto che sono pochi portieri con un po’ d’esperienza esterna in più Simone merita sicuramente una possibilità. 

Michela Rinaldi

Mario D’Angelo (Manfredonia): “Il calcio non mi appartenne fin da subito”

Il Donia quest’anno ha dato spazio a tanti giovani, tra cui Mario D’Angelo, difensore classe 2001 di San Severo che ha voluto raccontarsi un po’:

“In realtà il calcio non era la mia passione, all’inizio giocavo a basket, al contrario di mio fratello che preferiva calciare, ma il mister mi vide palleggiare e mi disse che ero perfetto per questo sport. Principalmente ero un po’ incredulo, poi ci ho provato e penso di aver fatto benissimo a dargli ascolto”.

Il giovane ricorda che, seppur ora è un difensore, ha militato in più aree, perfino fra i legni e ricorda con emozione il primo numero di maglia nell’esordio in Eccellenza , il 4. Soprattutto agli arbori, è importante ricordare il ruolo fondamentale della famiglia e su questo, D’Angelo, è stato fortunato:

“Tutti mi hanno sostenuto ed hanno creduto in me, però non mi hanno mai fatto montare la testa e spero un giorno di vederli tifare per me dagli spalti”.

Andando indietro nel tempo, il difensore ricorda le sue vecchie esperienze e fra le migliori sceglie la sua esperienza al Foggia, nella massima categoria giovanile:

“Ovviamente ero felicissimo, un calciatore vive per queste cose e la chiamata mi aveva caricato. Un brutto momento, però, è stato un lungo infortunio (durato sei mesi) che, ovviamente, non mi ha permesso di presenziare negli scontri. Non è solo una questione fisica ma anche psicologica, se ami lo sport non accetti uno stop, ma devi farlo se necessario, per poi ritornare più forte di prima”.

Il suo arrivo a Manfredonia era destinato ad esserci, poiché più volte è stato chiamato:

“L’anno scorso ci sono stati dei contatti, però per diverse ragioni non è stato stipulato il contratto. Quest’estate, finalmente, il direttore mi ha di nuovo interpellato e così si è giunti ad un accordo. Se conoscevo qualcuno? Dei nuovi arrivati sì e sono miei carissimi amici, ma della vecchia rosa sapevo solo i loro nomi, il forte rapporto si è creato dopo”.

Non dimentichiamo le fedi calcistiche, (seppur sofferte, ndr) dei ragazzi e a tal proposito ci dice:

“Sono milanista fin da piccolo, sarebbe bello rivivere le sensazioni del Milan di una volta, con le bandiere che hanno scritto la storia rossonera”.

Per quanto riguarda un bilancio di crescita personale e del gruppo, D’Angelo replica:

“E’ un esperimento riuscito, nessuno si aspettava questi risultati e questa classifica. Io sono cresciuto tanto e penso anche gli altri, le ultime giornate di campionato devono comunque esserci da monito”.

Tutti vogliono rivedere il calcio sipontino di qualche anno fa e man mano il sogno s’avvera, si comincia a sperare. 

Michela Rinaldi

Bisceglie, Gravina, Nardò, Picerno, Manfredonia e Otranto a SuperMarioSport

+++Bisceglie, Gravina, NARDÒ, Picerno, Manfredonia E Otranto A SUPERMARIOSPORT: FOCUS SU SERIE C, SERIE D ED +++

Conduce: Mario Borraccino

Ospiti in studio:
Alessandro Morra (centrocampista Manfredonia)
Angelo Angiolino (direttore generale)

in collegamento live:
Salvatore Tazza (difensore Bisceglie)
Alessio Antico (amministratore unico Nardò)
Pino Costantiello (direttore generale Gravina)
Giovanni Langella (vice allenatore Picerno)
Francesco Mariano (centrocampista Otranto)
Luca Guerra (giornalista Telesveva)

Fonte: Telesveva Official Youtube channel

Manfredonia-Team Orta Nova: un ottimo ritorno a casa


In una soleggiata domenica di fine aprile, il Donia ha sfidato il Team Orta Nova, battendo gli ospiti 2-1, a cui non è stata sufficiente la perla di De Cosmo. In via del tutto eccezionale il Miramare ha avuto l’onore di ospitare il presidente della FIGC Vito Tisci (intervista a parte).

Anche se lo stadio non era lo stesso senza i calorosi cori dei tifosi, i biancoazzurri iniziano col botto, poiché al 4′ D’Angelo riesce a crossare dalla sinistra in favore di Salerno, ma Capossele capisce tutto. Il momento giusto, per i padroni di casa, arriva al 9′: Salerno serve la sfera a C. Morra e la spedisce in porta centralmente. I biancazzurri cominciano a tremare quando al 12′ Difrancesco si presenta a tu per tu con Leuci: il portiere per deviarla la sfera che colpisce il palo interno ma non termina in rete. Anche il capitano locale, Trotta, si fa notare al 26′. Parte da solo da centrocampo ma pressato da un uomo alle calcagna non riesce a calciare verso la porta avversaria. Al 40′ il Donia firma il 2-0 grazie allo splendido tiro di A. Morra. Immediata reazione del Team Orta Nova che accorcia le distanze con De Cosmo (43′), che sugli sviluppi di un tiro da fermo in favore della sua squadra (battuto da un suo compagno) in mischia riusciva a metterla dentro.

FINE PRIMO TEMPO
Anche se sofferente, il Team Orta Nova riesce a mettere pressione ai ragazzi del mister Rufini, un po’ affaticati a causa di alcuni infortuni accusati nella sfida precedente contro l’Audace Barletta.

INIZIO SECONDO TEMPO
Gli ospiti più volte hanno cercato di stare al passo sipontino (subito dopo la ripresa ci prova Prieto ma Leuci agguanta la palla, la storia si ripete con Flores da distanza ravvicinata), ma fino al triplice fischio il risultato non è più cambiato.

Ai microfoni si è espresso mister Carbone: “Devo ringraziare i miei ragazzi per come hanno giocato, la sconfitta non è dipesa da una scarsa tecnica ma da qualche calo di concentrazione e lo comprendo, i locali sono stati bravi ad approfittarsi di questi momenti. Falle in campo? Vista la centralità dei loro tiro riusciti, penso che ci sia un po’ da lavorare sul filtro ma ci rifaremo domenica prossima contro il Barletta, ovviamente in casa”.

Anche Antonio Di Dedda, giovanissimo centrocampista (03) seppur provato dalla sconfitta, ha parlato alla stampa:

“Mi aspettavo un risultato diverso, eravamo carichi e ci eravamo  preparati al meglio. Hanno dominato in gran parte del tempo ma abbiamo saputo pressarli ed erano anche più affaticati. Ho un bel ricordo di questo campo, ci ho giocato qualche anno fa con la Juventus San Michele (scuola calcistica foggiana, ndr) e sapevamo del blasone e del grande tifo. A malincuore per come sia andata, spero che, tuttavia,  il mister sia orgoglioso e sono contento di aver indossato la maglia della mia città, qui, al Miramare”. 

Manna invece, con tono più pacato ma un po’ deluso, racconta:

“Anch’io ho giocato qui, con la maglia del San Pio X Lucera , squadra della mia città, ero agli allievi, quindi conosco questo campo. Per noi è molto duro e faticoso, soprattutto per la lunghezza, ma abbiamo fatto il nostro dovere e qualche errore non è condannabile. Hanno un grande portiere e spesso era difficile batterlo.”

Per il Donia ha parlato di nuovo Mario D’Angelo, autore del gol-vittoria della scorsa giornata:

“Nonostante non siamo al top ed alcuni ragazzi fuori squadra per infortuni, abbiamo vinto ed è ciò conta. Ci siamo saputi difendere  ed abbiamo attaccato al momento giusto, creando occasioni e giocate anche lunghe, la palla non stava mai ferma (ride, ndr), ora speriamo di continuare così”.

Michela Rinaldi

Team Orta Nova, Mr Carbone:”A Manfredonia per proseguire il percorso di crescita”

Nel settimo turno del campionato di Eccellenza l’Orta Nova affronta al Miramare la capolista Manfredonia.

Alla vigilia del match il tecnico dei biancoazzurri, Christian Carbone ha presentato la gara di domenica contro la formazione di Mr. Rufini: “Vogliamo andare a giocarci la nostra partita contro un avversario difficile in uno scenario di assoluto livello – ha commentato il tecnico biancoazzurro – purtroppo dovremo fare a meno anche di Marco Prudente, che si aggiunge all’assenza di Mirko Russo, sulla via del recupero ma non ancora a disposizione. Ci siamo preparati per sostituire questi giocatori importanti per gli equilibri della squadra. Vogliamo andare a fare la nostra partita per migliorare il nostro percorso di crescita“.

Un derby che torna dopo diversi anni di assenza, tra due città unite nella propria storia, infatti dalla residenza in Orta, Federico II emise numerosi editti, tra i quali quello del 1263, dove alla presenza del Re Manfredi emanò il Datum Orte, atto con la quale aveva inizio la fondazione di Manfredonia. Le due formazioni sono divise da sette punti, con i sipontini saldamente in vetta alla classifica. La gara sarà diretta dal Sig. Michele De Pinto della sezione di Bari, della quale fanno parte anche gli assistenti Mario De Marzo e Pierpaolo Calabrese.

Fischio d’inizio alle ore 16:30, diretta su Facebook.

Nino Morra ed il ritorno al “Miramare”

Dopo aver ascoltato il nuovo acquisto Lorenzo Salerno, non potevano mancare le parole di un calciatore già precedente in rosa. Nino Morra, attaccante e fratello di Alessandro.

La giovane promessa cerignolana si spiega:

“Non è stato facile ritornare ad allenarci insieme, come ha detto il mister. Il crollo sia mentale che fisico era evidente, ma abbiamo recuperato una grossa percentuale emotiva e di gioco. Penso si sia già visto domenica”.

In effetti, i biancoazzurri hanno sfidato l’Audace Barletta fuori casa (a Trinitapoli, ndr), vincendo di misura e a tal proposito ha precisato:

“E’ stato faticoso portare a casa la vittoria, loro ci hanno pressati, come già ci aspettavamo, ma i nostri inserimenti sono stati più efficaci e D’Angelo è riuscito a piazzarla in porta con un calcio di punizione” e continua “Come ogni risultato, soddisfacente o meno, questa è stata una vittoria di gruppo, non c’è chi ha faticato di più. Già al primo tempo potevamo segnare con una punizione di Trotta, ma non è stato decisivo. Comunque questo 1-0 è stata la conferma del recupero su cui mi sono già espresso, ma non si può dire di essere al top”.

Questa domenica il Donia ospiterà il Team Orta Nova e dalle parole della punta sembrerebbe non ci sia spazio per eventuali errori:

“Ogni partita ha la sua storia, bisogna avere la stessa tenacia con qualsiasi squadra, che sia la prima in classifica o l’ultima. Il calcio insegna che ci si può aspettare qualsiasi cosa, quindi mai sottovalutare l’avversario. Detto ciò, sarà tristissimo non avere i cori alle nostre spalle, pronti a sostenerci (il dpcm prevede che la riapertura degli stadi delle serie minori non includa la presenza dei tifosi, differentemente dalle ultime sfide d’ottobre ndr), ma dedicheremo comunque i nostri sforzi a loro. Sappiamo che non ci hanno abbandonato e di questo sono felicissimo e sono grato, mi sento fortunato ad indossare questa maglia”.

Dopo mesi quindi verrà riaperto il Miramare per far tornare a giocare i ragazzi del mister Rufini .

Finalmente un pò di normalità che farà bene a questa cittadina.

Michela Rinaldi  

Lorenzo Salerno: “Ritorno in campo in uno splendido gruppo”

Dopo le parole del mister Rufini riguardo la ripresa ulteriormente prorogata (a causa del ritiro dell’Ostuni dal campionato), anche il nuovo acquisto l’attaccante Lorenzo Salerno non ha esitato ad esprimere le sue prime sensazioni:

“Tornare in campo non è stato facile, soprattutto dopo uno stop così lungo. Di certo i miei compagni mi hanno accolto molto gradevolmente e mi sono trovato subito benissimo. L’ultima squadra di cui ho indossato la maglia è stato il Vasto Marina e la chiamata di Danilo (mister) è stata preziosa. L’ho conosciuto al San severo e da lì i nostri rapporti non si sono mai interrotti. Non ho avuto ancora il piacere di stringere la mano (in tempo di COVID-19 questa frase è un parolone, ndr) ma spero di averne presto l’occasione.”

Come ha già anticipato, la compattezza dello spogliatoio, presente ancor prima del suo arrivo, ha aiutato la sua integrazione e ha spiegato:

“Conoscevo solo Angelo Rubino, dato che abbiamo giocato a Vieste insieme, per il resto mi son trovato una schiera di rivali (ride, ndr) visto che ho calciato su quest’erbetta solo in amichevoli, però la verità è che non vedo l’ora di poter gareggiare ufficialmente con loro”.

La prossima domenica i biancoazzurri sfideranno l’Audace Barletta a Trinitapoli, squadra che ha mostrato pochi senti di cedimento e un grande carisma, Salerno ci tiene a specificare:

“Hanno un grande organico, la maggior parte degli uomini hanno una grossa esperienza e capacità di gioco ma noi non saremo da meno e non ci fasciamo la testa prima di rompercela. Mostreremo le nostre qualità dal punto di vista tecnico e di gruppo, grazie soprattutto alla competenza del nostro allenatore che ci guida e di cui ci fidiamo ciecamente, poiché conosciamo la validità del suo operato. Non li temiamo ora e non lo faremo neanche nel faccia a faccia”.

Non ha risparmiato, peraltro, parole per i tifosi, aggiungendo che il nuovo ordinamento antipandemico prevede che non ci siano spettatori in presenza:

“Ho sentito parlare di quanto siano calorosi gli spalti del Miramare, è un peccato non poter iniziare con i loro cori e la loro carica. Noi giocheremo anche per loro, anzi, soprattutto per loro”.

Che sia di buon augurio questa sua prima intervista.

Michela Rinaldi

Manfredonia. Lorenzo Salerno è biancoceleste

Lorenzo Salerno è un nuovo calciatore del Manfredonia Calcio 1932: innesto di peso per l’attacco di mister Danilo Rufini

In riva al Golfo arriva un ariete che porta peso specifico e gol nell’organico sipontino.

Classe 1988, nativo di San Nicandro Garganico, vanta una carriera fatta di gol che lo hanno reso uno dei centravanti più importanti delle categorie dilettantistiche. Dopo le esperienze con Vieste, San Severo, Gargano, Apricena e Termoli, è a San Marco in Lamis che Lorenzo trova la sua definitiva consacrazione, mettendo a referto oltre 60 gol e trascinando a suon di marcature la squadra fino all’Eccellenza.

Dopo la stagione 2019-2020 con il San Marco in Eccellenza, la sua ultima esperienza è stata nel Vasto Marina in Abruzzo, dove ha continuato a segnare con regolarità fino all’interruzione dei campionati. Ora arriva a Manfredonia per proseguire la sua carriera di attaccante di razza.

Il Manfredonia puntella dunque il suo reparto avanzato e regala alla tifoseria un nome di peso, in vista della ripresa del campionato di Eccellenza.

Queste le sue prime parole: “Sono stato più volte vicino ad indossare questa maglia e siamo riusciti finalmente a chiudere il cerchio. Ringrazio la società per aver creduto in me e cercherò di ricambiare la loro fiducia per portare in alto questi colori in questo mini campionato che ci attende.

Arrivo in una piazza che non ha bisogno di presentazioni e che spero di ripagare con i gol e le vittorie. Forza Manfredonia”