Mister Danilo Rufini (Manfredonia) si confida in vista della ripresa del campionato

A causa della pandemia e dell’aumento dei contagi e decessi, le partite dell’Eccellenza Pugliese riprenderanno solo domenica 11 aprile ed riguardo i biancoazzurri, dopo un’interruzione lunga circa cinque mesi, si è esposto nuovamente mister Rufini:

“Ci alleniamo da lunedì e ho avuto la conferma che è diverso operare in gruppo, molto provato da quello individuale, un aspetto che prima di tutto ciò si riteneva normale e magari, alcune volte, neanche lo si considerava perché era intrinsecò stando sempre insieme. Anche la voglia va recuperata, non eravamo neanche sicuri di ricominciare, però nulla che non si possa recuperare”.

A causa di questo lungo stop, il calciatore argentino Emiliano Santos ha deciso di raggiungere la sua famiglia e sia la società che il difensore stesso, hanno deciso che non fosse conveniente il suo ritorno, visti gli importanti ritardi che ha subito la ripresa. A proposito delle decisioni prese, Rufini ha specificato:

“Non spetta a me scegliere cos’è giusto nell’ambito sanitario o legislativo, il mio ruolo è agonistico, però senz’altro credo sia abbastanza opportuno ritornare a calcare il campo e un annullamento del campionato avrebbe sminuito il lavoro comunque svolto da ognuno. Ci siamo impegnati perché eravamo ansiosi, non si poteva fermare tutto definitivamente. È importantissimo, però, precisare che tutte le precauzioni siano indispensabili e non vadano sottovalutate, tuttavia quest’ambito sembrerebbe molto sano da questo punto di vista.”  

Questi mesi sono stati lunghi ed anche buoni consiglieri per il mister sipontino, che ha dichiarato:

“Ho riflettuto abbastanza e ho capito che le nostre azioni precedenti sono state proficue e l’hanno mostrato i risultati, però non è detto che alcuni aspetti non possano essere perfezionati. Tutti possono migliorare, la mia propensione è anche quella di dar la possibilità a qualche ragazzo che nel frattempo mi ha mostrato di tenerci e di essere migliorato dal punto di vista tecnico, l’inclusione è importantissima sia da un punto di vista individuale che di gruppo” e continua “Obiettivi cambiati? Assolutamente no, il nostro è sempre stato quello di vincere e ci proveremo già dalla prossima sfida, contro l’Ostuni. Ci si preparerà per aggiudicarsi la vittoria, quindi l’obiettivo non può che essere quello”.

Certo sarà un po’ triste vedere nuovamente gli spalti vuoti, ma è giusto che sia così se competenti sanitari considerano opportuna questa decisione. Anche se non avranno il calore dei tifosi, il Donia se dovrà vincere lo farà lo stesso e tutta la cittadina si augura ciò.

Michela Rinaldi

Mister Rufini (Manfredonia 1932): “Gli equilibri creati non si spezzano”

A distanza di qualche mese ed in prossimità della fine dell’anno e di metà stagione, si concede nuovamente ai microfoni il tecnico calabrese Danilo Rufini e, per motivi legati all’emergenza, anche stavolta via sms:

“I ragazzi stanno svolgendo i vari lavori assegnati in maniera individuale, in quanto non è possibile riunirsi. Ognuno di loro ha un training diverso e bisogna prestare molta attenzione alle predisposizioni fisiche di ogni ragazzo, quindi il progetto rimane quello e va difeso”.

Anche i rapporti interpersonali non devono essere trascurati del tutto

“Ci sentiamo ogni giorno sul gruppo Whatsapp per non perdere il ritmo, spero che al più presto ci ritroveremo per recuperare tutto. L’obbiettivo non è mai stato perso di vista da ognuno di noi ed io personalmente voglio prendermi l’incarico, in quanto mister, di assicurarmi che ciò avvenga da ognuno. Non si può riprodurre in questo modo la stessa sintonia di gruppo, però. Questa situazione potrebbe rovinare la compattezza  creata precedentemente? Io spero di no, in realtà tutti vorremmo che ciò non accada. Anzi, mi auguro che ciò possa rafforzare i legami una volta riuniti”.

Potrebbe sembrare un paradosso, ma può darsi che la voglia di riprendere ciò che si è lasciato possa aumentare il clima sereno presente in precedenza. Durante questi mesi, per fortuna, sono stati superati i vari affaticamenti e problemi fisici di alcuni (comunque lievi fin dal principio, ndr), facilitando così l’allenamento a distanza, considerando che in caso contrario ci sarebbero stati dei programmi differenti e più articolati, se non temporalmente più lunghi.

Per non creare scompigli o false speranze, non si ipotizza nessuna data di ripresa viste le continue variazioni di norma adottate dal governo in base alla situazione. Il mister, comunque, in nome di tutta la squadra, augura buon feste a tutti i tifosi e alla cittadina sipontina, sperando che l’anno prossimo sia decisamente migliore del passato.

Michela Rinaldi

Mister Rufini (Manfredonia): “Ci atteniamo alle regole aspettando novità”

A distanza di quasi una settimana dalla decisione del governo di sospendere le gare, si hanno notizie più certe riguardo la sorte dei calciatori del Donia, grazie alle brevi dichiarazioni rilasciate (via sms alla corrispondente, ndr) dal mister calabrese Danilo Rufini, intervistato svariate volte:

“Ad essere sincero mi aspettavo delle misure così drastiche visto l’aumento eclatante giornaliero dei casi, ricoveri e soprattutto delle vittime. Non ci resta che attenerci alle regole e riprendere in seguito, facendo tesoro degli errori commessi e rafforzando i nostri punti di forza emersi durante le gare. I ragazzi non mollano la presa e continuano ad allenarsi, seppur in maniera individuale come esplicitamente annuncia il decreto, con programmi diversi in base al ruolo, tecnica, forza fisica e prestazione al gioco. Alcuni dei ragazzi che hanno alloggiato finora qui sono tornati a casa, tranne Emiliano Santos, considerata la sua lontana provenienza (Argentina, ndr)”.

Per quanto riguarda gli infortuni e le fisioterapie stabilite agli atleti infortunati, come Damiano Partipilo e Francesco Leuci, Rufini spiega che continueranno il ciclo in base alle indicazioni date in precedenza dal fisioterapista Ciuffreda e al problema constatato.

Ritornando all’unico biancoazzurro rimasto nella cittadina sipontina, Santos decide di raccontare un po’ il suo stato d’animo, anch’egli con in maniera virtuale:

“Sia i ragazzi che la società, in particolar modo Giovanni Manzella, non mi fanno sentire mai solo. Mi chiamano per chiedermi come sto e, quando possiamo, ci incontriamo. Cosa mi rammarica di più? Il fatto di non potermi allenare con gli altri e sembrerebbe che non ci sia altra soluzione che farlo individualmente, come recita l’ordinamento . Mi manca molto la mia famiglia, tenerli lontani ora è preoccupante, però so che stanno bene e questo è l’importante”.

Alla luce delle dichiarazioni del giovane del tecnico e del calciatore latinoamericano, emerge che il Donia non ha intenzione di fermarsi a causa della situazione sanitaria ed è pronta a ricominciare appena ciò sarà concesso. Il prima possibile, si spera…

Michela Rinaldi

Nuovo DPCM, sospesi i campionati dall’Eccellenza alla Terza Categoria.

Nella notte il premier Giuseppe Conte ha firmato il nuovo Dpcm che entrerà in vigore domani e sarà valido fino al 24 novembre prossimo.
Per effetto delle nuove disposizioni dovrebbero essere sospese le attività dei campionati di livello regionale e provinciale. In poche parole avanti Serie A, B, C e D. Dall’Eccellenza in giù, invece, tutto fermo.
Nei campionati sospesi dovrebbero essere vietati anche gli allenamenti di gruppo.

 Nel calcio femminile si va avanti in Serie A e B. Tutti i campionati sotto l’egida della FIGC di interesse nazionale vanno avanti. Confermato anche il campionato Primavera.

Mattia Coronese (Manfredonia Calcio): “È come stare a casa mia”

Dal suo viso si evince la serenità che questo posto gli trasmette. Così Mattia Coronese, diciannovenne tarantino, si presenta alla stampa.
“Posso dire di essere figlio d’arte, poiché anche mio padre giocava calcio. Ha giocato a Taranto, Grottaglie e in altre squadre, poi ha dovuto smettere a causa di alcuni infortuni. Lo considero un “privilegio”, visto che in questo modo posso essere facilmente compreso. Anche il mio fratellino, Niccolò, gioca e io tendo sempre ad insegnarli qualcosa, data la mia maggiore esperienza. Nonostante i nostri ruoli siano diversi, lui gioca a centrocampo, mi fa piacere aiutarlo e spero venga ricompensato perché merita tanto. Mi manca un po’ la mia famiglia e cerco di tornare appena posso, però si sa che per crescere nel calcio bisogna affrontare queste dinamiche. Ciò che però mi fa sentire a casa mia è l’atmosfera e forse anche la presenza del mare. Il lungomare di Manfredonia mi ricorda quello della mia città natale.”
È doveroso affermare che il Manfredonia Calcio ospita insieme cinque dei ragazzi in rosa e ciò fa sì che il rapporto si intensifichi, a tal proposito il giovane tarantino dichiara:
“Quando siamo in casa, passiamo tutto il tempo a ridere e scherzare, ad insegnare un po’ d’italiano e dialetto ad Emiliano (Santos è nato in Argentina), lui impazzisce (ride, ndr) perché comunque è risaputo che i dialetti, specie meridionali, sono molto differenti seppur a distanza di pochi chilometri e noi proveniamo da più città. Non ci fermiamo mai e spero che il vicinato non si lamenti (ride, ndr). Qualcuno che già conoscevo? D’Angelo, Leuci, Fantasia per me sono come fratelli”.
Riguardo la fede calcistica, non si nasconde dietro un dito e dice orgogliosamente:
“Sono juventino! E lo è tutta la mia famiglia! Solo mio nonno è milanista, ma gli voglio bene lo stesso (ride, ndr). Anche se in campo non sono un’individualista, mi piace il gioco del brasiliano Neymar Jr poiché è raro che non riesca a concludere ciò che aveva iniziato, in poche parole non lo ferma nessuno (ride, ndr)”.
Prima di iniziare il campionato le varie amichevoli sono state di ausilio ai ragazzi appena arrivati per conoscersi dal punto di vista tecnico e tattico. Coronese concorda su ciò:
“Ho aderito alle capacità tecniche della squadra fin da subito, dall’amichevole con l’Andria e mi sono accorto di sapermi sintonizzare perfettamente con Benny Cicerelli, poiché quando ho bisogno di “aiuto” in campo, lo trovo dappertutto e così riesco ad evitare che gli avversari recuperi. Ciò non toglie che mi senta a mio agio con tutti i ragazzi. Il giorno in cui ho saputo di questa possibilità? Sono stato chiamato mentre facevo una visita medica, dal mister Danilo Rufini per farmi sapere che aveva firmato e che le porte del Miramare per me erano aperte, non potevo rifiutare. Mi auguro di poter lasciare una buona impronta in questa città e che questo posto mi sa che rimani nel cuore, come finora sta facendo.”
La situazione in casa dei garganici risulta serena e lo conferma l’attaccante:
“Sia io che il resto dei ragazzi siamo fieri di ciò come affrontiamo le sfide, non tanto per il risultato, ma proprio per lo spirito e la carica investiti”.

Michela Rinaldi

Per il Manfredonia una vittoria sofferta sull’ U.C. Bisceglie

In un pomeriggio di metà ottobre, gli spalti del Miramare gli Ultras sipontini, poiché non èancora permesso a tutti di entrare si sono fatti sentire con uno striscione con su scritto “Assenti… aspettando un calcio migliore”.
I ragazzi del mister Rufini se la sono cavata, portando a casa una vittoria di misura con il punteggio di 1-0 sull’U.C. Bisceglie.

La sfida fin da subito ha assunto un carattere “stretto” da punto di vista difensivo da parte di entrambe le squadre.
Prima occasione per i padroni di casa con Trotta che ci provava all’8′. Al 39′ Morra dalla corta distanza non sfruttava un iniziativa di Trotta. Il primo tempo terminava sullo 0-0 dopo un minuto di recupero.

Nella ripresa al 53′ nuova occasione per il capitano che penetrava la difesa ospite, ma il suo tiro veniva respinto in extremis da Lullo. Dopo quattro minuti era lo stesso capitano Trotta che regalava una forte emozione ai pochi presenti: partito da centrocampo seminava gli avversari e batteva l’estremo difensore ospite portando in vantaggio i padroni di casa. I biscegliesi reagivano e con un tiro di Zinetti, impegnavano severamente Leuci che respingeva. Nel finale di gara, nonostante il sostanzioso recupero (sei minuti), gli ospiti non riuscivano a raggiungere il pareggio.

Un po’ teso per la sconfitta, Antonio Preziosa si lasciava andare ai microfoni:
“Una sconfitta fa sempre male a prescindere da quanto possa valere l’avversario. A parte l’impegno che richiede un campo di tale calibro, penso che a noi sia mancata la cattiveria giusta, quella che il Donia ha avuto in abbondanza. Comunque sia, ringrazio il mister per la titolarità e penso che si possa crescere anche da queste sconfitte”.
Neanche il mister ospite Luca Rumma si sottrae alle dichiarazioni:
“A prescindere dalla sconfitta, il risultato non ci rammarica tanto, poiché la differenza è stata minima. Sono contento per i ragazzi, credo che siano mancate delle componenti di poco conto, come un calo di attenzione e ci può stare, però faremo in modo che ciò non accada nuovamente. Questa settimana lavoreremo sodo in vista della prossima sfida a Ruvo. Spero si possa risolvere il problema di Compierchio (al 76′ ha avvertito forti dolori al flessore, tanto da dover ricorrere alla sostituzione di Binetti), visto che è un ingranaggio importantissimo della squadra”.
Anche il giovane Christian D’Alba, seppur dispiaciuto, riesce a dedicare un po’ di tempo alla stampa:
“Per la mia età i minuti sono importantissimi, per questo non reputo nessuna partita negativa, anche se ritengo sia un risultato ingiusto dal punto di vista agonistico. Ce l’abbiamo messa tutta, ma il Donia ha avuto quel pizzico di fame in più che non ci ha lasciato scampo. Ci riscatteremo di sicuro durante la prossima gara. Chi mi ha impressionato di più? Il capitano Trotta, poiché ha saputo renderci le cose difficili in parecchie occasioni, penso sia dovuto anche per la sua grande esperienza, però anche il nostro portiere (Lullo) ha più volte mostrato le sue capacità”.
Per i calciatori locali, si espone Damiano Partipilo:
“Dopo il faticoso pareggio di domenica scorsa, non potevamo permetterci di perdere in casa e per questo il lavoro durante la settimana è stato intensificato. Qualche anno fa venni qui come avversario, all’epoca giocavo nel Metapontino e ciò che mi impressionò di più fu il calore dei tifosi. Peccato che non me lo possa godere da tesserato biancoazzurro, a causa dell’emergenza sanitaria mondiale. A parte ciò, daremo il massimo giovedì contro il San Severo per la Coppa Italia, vedremo che succederà, per ora ci godiamo la vittoria”.

Michela Rinaldi

Unione Calcio, ko di misura contro il Manfredonia

Primo ko in campionato per l’Unione Calcio che, nel posticipo della terza giornata del campionato di Eccellenza girone A, viene battuta in trasferta per 1-0 dal Manfredonia con la rete decisiva arrivata al 13’ della ripresa da parte di Nino Morra.

Mister Rumma, rispetto al match contro il Corato, effettua due variazioni Lullo e Petrignani al posto di Di Bari e Zinetti.

L’Unione Calcio detiene da subito il pallino del gioco ed al 7’Petrignani va vicino al secondo gol consecutivo in Eccellenza non concretizzando il cross di Cicerello. Al 20’ Andriano perde una sanguinosa palla a centrocampo ma, fortunatamente per l’Unione, Trotta non ne approfitta. Un minuto dopo l’attaccante sipontino trova l’opposizione di Lullo mentre, al 28’, mette al centro per Cicerelli che non riesce ad impattare con la sfera.

Nella ripresa, dopo 5’ il calcio di punizione di Partipilo viene deviato da Lullo in corner. Sul susseguente calcio d’angolo, il colpo di testa di Colangione viene disinnescato dal portiere azzurro. Tre minuti dopo, l’estremo dell’Unione Calcio si supera su Trotta ma nulla può al 13’ sulla conclusione chirurgica di Nino Morra. La rete subita scuote l’Unione ed al 26’ la conclusione di Zinetti viene respinta da Leuci invece, al 27’ il tiro di Preziosa termina di poco sopra la traversa. Nell’ultimo dei sei minuti di recupero, Zinetti, ben servito da Amoroso, lascia partire un diagonale che sibila il palo della porta difesa da Leuci.

A seguito del ko maturato al “Miramare”, l’Unione Calcio rimane a quota 2 punti in classifica. Il campionato andrà temporaneamente in archivio per dare spazio alla Coppa Italia Puglia con gli azzurri di scena al “Coppi” di Ruvo ospiti del Corato nel secondo turno della competizione regionale.  Nel prossimo turno, in programma domenica 25 ottobre, gli azzurri ospiteranno al “Di Liddo” il Barletta vittorioso per 6-1 sul San Severo.

MANFREDONIA – UNIONE CALCIO 1-0 (0-0 p.t.)

MANFREDONIA:  Leuci, Rubino, D’Angelo, Partipilo, Burdo, Colangione, Trotta, Cicerelli, N.Morra (33’s.t. A. Morra), Prota (33’s.t. Olivieri), Coronese. A disp: Vitulano, Ciuffreda, Roberto, Santos, Quitadamo, Stoppiello, De Nittis. All: Rufini

UNIONE CALCIO: Lullo, D’Alba, Preziosa (44’s.t. Benedetti), Andriano, Bufi, Di Giorgio, Cicerello, Zingrillo (21’ s.t. Balzano), Petrignani, Compierchio (32’s.t. Amoroso), Raiola (14’ s.t. Zinetti). A disp:  Di Bari, Palumbo, Sannicandro, Inchingolo, Binetti, All: Rumma

MARCATORI: 13’s.t. N.Morra (M)

AMMONITI:  Cicerelli (M), Prota (M), Preziosa (U), Andriano (U), Balzano (U)

ARBITRO: De Pinto (Bari). ASSISTENTI: Santo (Barletta), Nero (Barletta)

Il Manfredonia batte 2-1 l’Atletico Vieste e passa il turno

In un giovedì pomeriggio ancora soleggiato nonostante sia metà ottobre, sugli spalti continuano ad essere pochi coloro che assistono alle sfide casalinghe del Donia, per via delle regole restrittive causa Covid-19.
I viestani hanno dato filo da torcere ai sipontini e, in più di un’occasione, hanno tentato di pareggiare, per poter arrivare ai rigori nella speranza di vincere. Così non è stato.

Il tranquillo inizio è stato rotto da De Nittis, al 7′ che, grazie ad un assist proveniente dalla sinistra ha realizzato un goal dalla corta distanza. Gli ospiti non tardano a farsi “rispettare” e pareggiano all’11’ grazie al goal del più giovane titolare in questa gara Tantimonaco, realizzato da fuori aria con un tiro potente. Al 33’i padroni di casa si riportavano in vantaggio con Cicerelli, grazie all’assist di Coronese. Sul risultato di 2-1 terminava il primo tempo.

Nella ripresa il forcing degli ospiti produceva solo numerosi calci d’angolo, ma Stoppiello (al 77′ e al 79′) per ben due volte andava vicino a mettere al sicuro il risultato per i padroni di casa.
La gara terminava quindi con il punteggio di 2-1 che permetteva al Donia di passare al turno successivo.

Le dichiarazioni a fine gara dell’Atletico Vieste sono state rilasciate da Francesco Innangi, estremo difensore viestano:
“La partita è stata molto dura e le responsabilità per questa sconfitta non sono individuali. Il mio ruolo, come tutti sanno, è particolare poiché, anche se spesso non lo si ammette, grande percentuale della partita è nelle nostre mani e un po’ ci si sente in colpa. Ho giocato altre volte e qui e so quali sono le difficoltà che intercorrono quando ci si scontra con questa squadra e la storia che ha sulle spalle, ma non di certo questo ci ha intimiditi. Tra l’altro, sono reduce da un infortunio al ginocchio (per cui si è operato, n.d.r.) che mi ha costretto a stare fermo due anni. Da domani si chiuderà il capitolo “Coppa Italia” e si penserà al derby casalingo di domenica, con il San Marco in Lamis”.
Anche il mister Francesco Bonetti ha voluto dire la sua:
“Non penso ci siano stati errori di carattere tecnico tattico, penso che una serie di componenti molto spesso possa favorire una squadra piuttosto che un’altra è una di queste può essere la tensione e l’agonia. In gergo calcistico, molto spesso si usa l’espressione “avere fame di gol”, ecco, noi ne dovevamo avere di più ma ora siamo totalmente catapultati sulla partita di domenica”.
L’autore del goal, Emilio Tantimonaco, con un po’ d’emozione non si sottrae alla stampa:
“Sono molto giovane e, segnare per la squadra della città in cui sono nato e qui al Miramare, mi fa sentire onorato. So che il mister ha dovuto fare delle scelte un po’ forzate, visto che alcuni ragazzi si sono infortunati, ma sono veramente felice della fiducia riposta in me riguardo la mia titolarità. Il mio goal? Non l’ho realizzato solo io, il calcio è un sport di squadra e nulla avrei potuto se non fossimo stati coordinati”.
Per il Donia si è espresso Mario D’Angelo:
“Durante la settimana abbiamo lavorato duro e questo è stato il risultato, siamo felicissimi. Loro hanno saputo metterci difficoltà, anche se non sembrava, ma la difesa ha dovuto lavorare tanto per contrastarli e riuscire a farli giocare il meno possibile. Pure loro occasioni ci hanno quasi spaventati, però ce la siamo cavata e questo è l’importante. Ora bisogna pensare alla trasferta di domenica, San Severo, dove ho giocato e così sarà una doppia emozione”.

Michela Rinaldi

Emiliano Santos (Manfredonia): “Qui mi sento a casa mia”

Sarà un’esperienza diversa per Emiliano Santos, difensore argentino classe ‘98, che ai microfoni appare come un semplice ragazzo, sorridente ed entusiasta di cominciare la nuova avventura biancoazzurra:

“L’anno scorso ero a San Severo ed ero appena arrivato in Italia. Avevo un po’ di difficoltà con la lingua all’inizio, ma i ragazzi mi sono sembrati molto accoglienti anche dal punto di vista relazionale ed ora ho quasi dimenticato la mia lingua (ride, ndr)”.

È risaputo che in Sudamerica i bambini iniziano a giocare a calcio non appena imparano a camminare e la situazione per il giovane Santos non è differente:

“La prima volta che diedi un calcio ad un pallone è stato all’età di sei anni, a Rawson che si trova in Patagonia e da lì non lo lasciai più. Ricordo il mio primo numero di maglia, il 10. Il mio primo mister mi posizionò in attacco, ma poi si era rivelato non adatto alla mia tecnica ed ora opero in difesa”.

Essendo distante più di 10.000 dalla sua famiglia, non poteva risparmiare qualche parola per loro:

“Mi manca tantissimo l’aria di casa mia, però nella vita si fanno alcune scelte ed io ho scelto di vivermi appieno le mie esperienze ed il calcio, come lo sport in generale, ti porta davanti ad un bivio ed un vero professionista sa cosa fare. Ciò non toglie che senta tutti i giorni i miei genitori e mio fratello con cui ho uno splendido rapporto e fa il tifo per me con tutti gli altri, per informarmi anche sulla situazione della mia terra d’origine riguardo il Covid. Non sono terrorizzato, però il mondo ha accusato un duro colpo a causa della pandemia ed essere preoccupati e previdenti non è del tutto esagerato ”.

Il difensore sudamericano sembra molto affascinato dalla cittadina sipontina ed esprime la sua soddisfazione:

“Sto vivendo delle belle sensazioni, sia il pubblico che il campo mi fanno sentire a mio agio. I ragazzi con cui condivido l’abitazione sono fantastici e un po’ “scemi” (ride) e passiamo il tempo libero tra una risata e un’uscita per staccare un po’. Spero che questo bel contesta possa essere incorniciato bene dai risultati. La titolarità va guadagnata, poiché alla base di essa c’è la fiducia che ripone il tecnico nell’uomo, oltre la qualità di prestazione”.

Santos si è ben adattato al tenore sipontino e così parla un po’ di ciò che ha fatto:

“Manfredonia è una cittadina bellissima e ha anche il mare. Quest’estate ho approfittato di questa caratteristica e mi sono fatti diversi bagni, così mi è mancata di meno la mia calorosa Argentina”.

Di certo, questa piazza sarà senz’altro capace di lasciare un’impronta nel cuore del giovane sudamericano, con la speranza che anche da parte sua succeda lo stesso

Michela Rinaldi

p.s.  Nell’intervista in questione è stata usata la lingua spagnola , rispettando la lingua madre del protagonista e, alla domanda “Ti è piaciuta l’intervista?” ha risposto “Evoglia!”. Ormai è quasi più manfredoniano di chi è nato in questa terra…

Il Manfredonia inaugura il campionato con un poker al Mola

Appare stranissimo vedere il Miramare con pochissima gente e non sentire i cori di incoraggiamento provenire dalla gradinata, a causa del covid. Tuttavia i tifosi non hanno fatto sentire la loro assenza ai calciatori sipontini e hanno assistito alla gara dai cancelli. Il Mola ha incassato un duro colpo in casa del Manfredonia, che inizia a mostrare i frutti del duro lavoro e dei nuovi acquisti.
I sipontini attaccano fin da subito l’avversario, approfittando di ogni occasione per finalizzare l’azione. Al 18′ vanno in vantaggio grazie a Rubino, che approfitta dell’assist proveniente da destra del capitano per allungare il tiro. Il pareggio viene raggiunto, da parte dei baresi, grazie ad un rigore e l’assegnato al 22′: Portoghese calcia la sfera e vince il duello con Leuci. Il secondo gol dei padroni casa non tarda ad arrivare ed è Morra C (33′) a segnarlo a pochissima distanza dalla porta. Anche questa volta l’assist è provenuto dalla destra e l’ha fatto Trotta.
Il primo tempo ha mostrato un “fastidioso” Mola che non è impaurito, però, il Donia di mister Rufini.
La seconda frazione di gioco si apre con la forte cannonata di D’Angelo (51′): nulla ha potuto fare Ancona. Dopo una serie di giri ed azioni in concludenti da parte di entrambe le sfidanti, viene assegnato al 55′ un calcio di rigore in favore e Trotta la mette dentro fissando il punteggio su 4-1 finale.
Queste le dichiarazioni di Angelo Rubino, che commenta così questa partita “Sono contentissimo di aver segnato la prima giornata. Non la considero una soddisfazione personale poiché nel calcio sono poche le volte in cui bisogna parlare individualmente, visto che la cosa che conta di più è il gruppo. Devo essere sincero, non mi aspettavo un risultato così imponente, però ce lo siamo meritati e penso sia la giusta ricompensa per il lavoro che stiamo svolgendo e che continueremo a svolgere. La mia titolarità? Il mister mi conosce e penso che si fidi di me, mi fa veramente piacere. Sono in forma e questo mi permette di giocare al meglio e di segnare”.
Anche Coronese speso qualche parola: “Il risultato è incoraggiante è vero, penso di rispecchiare l’idea del gruppo. Il mister ci sta preparando al meglio, sia per la partita di coppa Apulia che si terrà in casa giovedì contro il Vieste, affrontato l’altra settimana. Faremo di tutto per riscattare lo scorso pareggio. Il mio ruolo? Mi trovo benissimo con il ruolo che mi è stato assegnato e penso giocare bene qui. Ora tutto il gruppo è concentrato sulla prossima sfida, dice non è concesso sbagliare.

MANFREDONIA-MOLA: 4-1
Reti: 18′ D’Angelo (Ma); 23′ Rana rig. (Mo) 33′ C. Morra (Ma), 51′ D’Aangelo (Ma) 55′ Trotta rig. (Ma)

MANFREDONIA CALCIO 1932: Leuci, Rubino, D’Angelo, Partipilo, Burgo, Colangione, Trotta (Stoppiello), Prota (Olivieri), Cicerelli, C. Morra (A. Morra) Coronese (Del Fuoco). A disp. Vitulano, Ciuffreda, Olivieri, Santos, De Filippo, De Nittis. All. Rufini
CITTA’ DI MOLA: Ancona, Daniele, Zonno, N. De Santis. Cantalice, Lo Russo (Grazioso), Diagnè, Lo Grieco (G. Loseto), Sguera, Rana, Portoghese. A disp. Cucumazzo, Carella, Perrino, C. De Santis, Navarra, Castiello, Sidella. All. Zinfolino

Recupero: pt. 1′; st. 5′.
Ammoniti: Cantalice (Mo), Lo Russo (Mo), Diagnè (Mo), D’Angelo (Ma), Partipilo (Ma).
Arbitro: Pinto di Foggia; Assistenti: Di Muzio di Foggia e Gorgoglione di Barletta

Michela Rinaldi

Danilo Rufini (Manfredonia), un tecnico blasonato

Il Donia quest’anno ha aperto le braccia a Danilo Rufini, mister calabrese con un grande passato e lo conferma anche lui, ridendo:
“Posso dire che, nel corso della mia carriera, ho raggiunto molto spesso i risultati sperati. Ho iniziato a giocare a calcio come tutti bambini, sono felice di aver conosciuto i tempi in cui ti divertivi anche a calciare una lattina, purtroppo sono solo vecchi ricordi, i tempi sono cambiati. Ero un centrocampista un po’ insidioso, anche caratterialmente (ride, ndr). A 15 anni mi ha chiamato il Cosenza e a 16 mi allenavo già con i “grandi”, per poi passare in prestito al Crotone, in serie C. Ho anche calcato il suolo lametino, vibonese, stabiese e siracusano. Ricordo bene l’esperienza a Cosenza in serie c1 e promossa successivamente in B, dove io ho collezionato quaranta panchine in tre anni e quando non giocavo con loro, indossavo la fascia nella Primavera. Quel periodo, e non solo, è stata segnato dalla perdita del grande Donato “Denis” Bergamini, un ragazzo d’oro dal punto di vista umano e dal punto di vista calcistico. Aveva importanti legami con la Fiorentina, tanto che avrebbe dovuto indossare la maglia viole con l’allora nostro allenatore Bruno Giorgi. La sera del 18 novembre 1989, come hanno raccontato le cronache in tutti questi anni, eravamo in ritiro poiché il giorno dopo avremmo dovuto affrontare, in casa, il Messina. Di solito, il pomeriggio, per passare il tempo ci si recava al Motel Agip e dopo essersi riposati nelle proprie camere, si raggiungeva il multisala Garden che si trovava a due chilometri dal luogo di pernottamento e per arrivarci usavamo le nostre auto. Ci accorgemmo della sua assenza a cena e così ci allarmammo. Anche se, essendo uno dei più piccoli, non avevo un rapporto strettissimo, sapevo anch’io che non avrebbe mai approfittato di un momento in cui il gruppo è riunito per allontanarsi e fare altro, soprattutto a novanta chilometri di distanza (Roseto Capo Spurio) e su un’autostrada, non conosceva quel posto. Amava l’armonia della squadra e non l’avrebbe fatto. Verso le 22.30 è arrivata la terribile notizia, tutti eravamo sotto choc ma la Lega non ha concesso la giornata di stop ed il il destino ha voluto che il giorno dopo, Michele Padovano, suo grande amico segnasse, con la maglia numero otto di Denis, i due gol che portarono i cosentini alla vittoria. Il clima in cui si è svolta la gara era surreale, il pubblico era attonito e piangeva al posto di esultare ai gol come faceva ogni domenica”.

In realtà alcune persone, nel corso degli anni, ha cercato di infangare la sua memoria ma i veri amanti del calcio sanno chi fosse. Dopo questo toccante momento, il mister ritorna a parlare della sua carriera:
“Ho allenato parecchie squadre e vinto tanti campionati. In nove anni posso vantare tre campionati, tre coppe e una Supercoppa. Appena arrivato a San Severo, ho vinto il campionato d’Eccellenza, con il Brindisi ho vinto un campionato e una coppa. Anche in Abruzzo ho trovato soddisfazioni, poiché quando firmai con il San Salvio, vinsi la Coppa Italia. In Sicilia, a Milazzo ho conquistato una Coppa Italia di Sicilia. Quando indossavo la maglia dello Juve Stabia, ho affrontato parecchie volte i biancazzurri e salimmo di categoria insieme per ben due volte, quindi questa città non mi era del tutto estranea” e proprio riguardo il suo arrivo dichiara: “Non voglio che i miei ragazzi mi vedano come un superiore, ma come un coadiutore e le mie scelte devono confermare ciò che il gruppo vuole ed è alla sua portata. Sono arrivato “a sorpresa” e penso di poter sfruttare bene quest’organico. Durante le amichevoli, ho visto le qualità singole, così da poter equilibrare così il gioco. Ho portato alcuni ragazzi da San Severo e c’è stato un buon feeling, sia tecnico che relazionale, con il resto dei ragazzi . Mi piace questa città e, nonostante io sia calabrese, qui in Puglia mi sento ormai a casa mia”.
La grande esperienza di Rufini aiuterà senz’altro questa piazza che da anni aspetta di tornare in una categoria più alta.

Finisce pari e patta il derby del Gargano. È 2-2 al “Riccardo Spina”

Prima uscita stagionale da parte del Vieste, anche se in condizioni non molto ottimali per via della pioggia e del vento. Prima del fischio d’inizio c’è stato un minuto di silenzio per la scomparsa di bomber Rocco. La partita è stata molto combattuta anche se il Manfredonia è partita subito forte chiudendo nella metà campo il Vieste. Mister Bonetti scende in campo con un 3-4-3, mentre il Manfredonia schiera un 3-5-2.

Primo tempo: 3′ ghiotta occasione per il manfredonia, Trotta recupera palla e si porta al limite dell’area dove lascia esplodere un bel tiro che finisce di un soffio vicino al palo destro difeso da Equestre. 5′ ancora Manfredonia pericoloso con Morra, ancora una volta il tiro sfiora il palo. 6′ Ancora Trotta, questa volta si oppone Equestre, in questo frangente di tempo il Manfredonia sta schiacciando nella metà campo il Vieste. a metà primo tempo la partita è diventata più equilibrata, dove il vieste ha preso le misure al Manfredonia, dopo il forcing iniziale. 25′ Albano guadagna una punizione da buona posizione, sulla battuta va Colella che coglie la traversa, dopo una mischia in area Passariello e il più lesto di tutti e insacca il gol del vantaggio Viestano 28′ Salvataggio sulla linea da parte di Sollitto dopo una conclusione a colpo sicuro di Trotta, sulla palla si avventa Morra ma Caruso è attento e spazza via ogni pericolo. 39′ ci prova Cicerello a trovare il pareggio con un tiro dalla lunga distanza, tiro che finisce abbondantemente a lato di Equestre 44′ ci riprova cicerello ma ancora il suo tiro non inquadra lo specchio della porta, poco dopo ancora Manfredonia in contropiede, Ricucci salva ripiegando e fermando Trotta in modo perfetto.

Secondo tempo: 1′ Subito il Vieste, Albano si divora il gol del raddoppio dopo un bel contropiede, spara alto da posizione defilata, dopo aver saltato Leuci 5′ Pareggio Manfredonia: Errore di Vespa che regala palla a Trotta, quest’ultimo si fa spazio e batte Equestre con un bel piazzato. 10′ Occasione Vieste: Turco fa a sportellate con Partipilo e riesce a servire Albano, ma ancora una volta il tiro di quest’ultimo finisce abbondantemente alto sopra la traversa 20′ vantaggio Vieste: gol straordinario del n.10 Viestano, il gol arriva direttamente dalla bandierina, ancora una volta un gol di pregevole fattura da parte di Colella. 21′ Turco si coordina in sforbiciata, palla che esce di poco, gesto bellissimo del n.9 Viestano 31′ Pareggio Manfredonia: Morra si fa spazio e lascia partire un tiro debole, Equestre si fa scappare la palla tra le mani,anche grazie al terreno bagnato e al pallone scivoloso, e regala il pareggio ai Sipontini, non del tutto colpevole in giovane portiere Viestano. Il resto della partita si è giocato molto in centrocampo, visto anche il terreno bagnato e molto scivoloso. Tabellino Coppa Italia di Eccellenza Pugliese – Data e ora 27/09/2020 ore 15:30 Campo sportivo comunale “Riccardo Spina”.

ATLETICO VIESTE 2-2 MANFREDONIA
Marcatori: 26’ p.t. Passariello (AV), 5’ s.t. Trotta (M), 20’ Autogol (AV), 31’ Morra (M)

Atletico Vieste: Equestre, Buccirosso (6’ s.t. Gramazio), Vespa, Passariello (27’ s.t. Vulcano), Sollitto, Caruso, Albano, Piccolo (36’ s.t. Prencipe), Turco, Colella, Ricucci. A disposizione: Innangi, Lucatelli, Rinaldi, De Iudicibus, Scirpoli, D’Accia. Allenatore: Francesco Bonetti

Manfredonia: Leuci, Rubino, Coronese, Partipilo, D’Angelo, Colangione, Trotta, Ciuffreda, Morra (34’ s.t. Burdo), Morra, Cicerelli (45’ s.t. Stoppiello) A disposizione: Vitulano, Del Fuoco, Prota, Olivieri, De Nittis, Santos, Roberto. Allenatore: Danilo Ruffini

Ammoniti: Gramazio (AV), Cicerelli (M)

Espulsi: /. Recupero: 1’ p.t, 3’ s.t.

Alessandro Morra, cerignolano in biancoazzurro: l’ambiente favorevole facilita i progetti

Con aria tranquilla, mezzo sorriso e tanta voglia di cominciare, così si è presentato ai microfoni Alessandro Morra, giovane calciatore cerignolano (classe ‘99) che ha dichiarato:
“Già ho calcato il suolo foggiano, avendo indossato per ben cinque anni la maglia rossonera, di conseguenza so che è un pubblico riconoscente e che va ricompensato. Personalmente so cosa vuol dire amare questo sport, basti pensare che mio padre ci ha trasmesso questa passione, tanto che all’età di tre anni ho tirato i miei primi calci con mio fratello. Persino il mio nome, Alessandro, ha a che fare col calcio, poiché mio padre, essendo grande tifoso della Juventus, mi chiamò così in onore di Del Piero (ride, ndr). Sono arrivato qui, con mio fratello, grazie a Mister Rufini e ho ritrovato alcuni compagni”.
Riguardo l’esperienza passata, ha detto: “Ho giocato a San Severo per un anno e comunque, seppur breve, farò tesoro di quest’esperienza”.
La società ha ben chiari gli obiettivi da raggiungere e anche Morra: “Appena arrivato mi è risultato semplice integrarmi, poiché sappiamo rendere il gruppo compatto e combattivo, d’altronde sono un ragazzo abbastanza aperto e solare. Io spero che questo sia un elemento di forza durante tutto il campionato e che non cali mai. Penso di poter vivere grandi emozioni qui e, comunque vada, spero che ci rimanga un bel ricordo”.

Alessandro ha indossato la maglia sipontina in ottima compagnia, con suo fratello Nino: “Ormai il nostro rapporto è fortemente connesso al calcio e, seppur molto diversi sia in campo che fuori, ci confrontiamo molto spesso e abbiamo bisogno l’un dell’altro, non c’è competizione malsana o gelosia, vogliamo il meglio per entrambi” continua: “La nostra famiglia è sempre stato un punto di riferimento e i nostri genitori ci hanno sempre sostenuti, fin dall’inizio. Anche mio nonno tifava per noi e, a distanza di un po’ di giorni dalla sua morte, segnai. Non potevo non dedicarglielo e spero di poterne fare altre reti, così da poter ricordarlo anche in altre occasioni”.

Seppur giovanissimo, Morra ha le idee chiare su come affrontare il gioco e la vita: “Quando commetto un errore sono il primo a riconoscerlo e a rimproverarmi di ciò, non mi piace addossare colpe ad altri perché, allo stesso modo, ti sentiresti vuoto dentro. Se proprio dovessi peccare di vanità, ritengo che in alcune occasioni avrei meritato più considerazione, ma non porto rancore a nessuno. Aspettative? Nessuna, non pretendo di giocare titolare fin da subito se il mister non lo ritiene opportuno. Essendo lui a coordinare, so che fa scelte ponderate e per il bene della squadra. Ho firmato un contratto e ciò mi mette nella condizione di rispettarne ogni termine, così farò. Di certo darò del mio meglio e nessuno potrà fermarmi”.
La presentazione del centrocampista incarna il temperamento generale della squadra, che ha voglia di iniziare bene e finire meglio. Non sarà un anno facile, anche per via delle restrizioni e dell’aumento giornaliero dei contagi, ma non si può negare che vi sia la voglia di affrontare le sfide a muso duro, iniziando da domenica con la gara a Vieste, per la Coppa Italia di Eccellenza.

Michela Rinaldi calciowebpuglia.it

Il "Riccardo Spina" riapre al pubblico

Il Gruppo Sportivo dell’Atletico Vieste comunica che il derby del Gargano di Coppa Italia tra Atletico Vieste e Manfredonia si disputerà a porte aperte, nel pieno rispetto del protocollo e delle normative anti Covid.

Negli scorsi giorni la società ha provveduto a garantire sugli spalti la presenza di segnaposti, indispensabili per consentire la distanza di sicurezza agli spettatori. Si confida ovviamente nel buon senso e nel senso di responsabilità di tutti.
Nelle prossime ore verranno comunicati invece i costi dei tagliandi per assistere al match ed i punti in cui gli stessi saranno acquistabili in prevendita, nonché le particolari indicazioni per l’accesso all’impianto.

Coppa Italia, è subito derby tra Atletico Vieste e Manfredonia

È stato diramato il programma della prima fase della Coppa Italia di Eccellenza pugliese.
L’Atletico Vieste farà il suo esordio il 20 settembre al “Riccardo Spina” nel derby del Gargano con il Manfredonia, che torna a disputatarsi a distanza di sette anni dall’ultima volta. Il match segnerà di fatto la prima uscita stagionale per la truppa di mister Bonetti a quattordici giorni dall’inizio del campionato.
Gara di ritorno prevista invece la settimana successiva allo stadio “Miramare” di Manfredonia.

Iraldo Collicelli (Presidente Manfredonia): “Abbiamo fiducia nonostante gli ostacoli”

È da pochissimo presidente della società sportiva ma ha già le idee abbastanza chiare: Iraldo Collicelli,  già vicepresidente lo scorso anno, ha dichiarato ai microfoni.

“Mi hanno scelto per questo ruolo, dopo la rinuncia di De Nittis, e spero di poterlo ricoprire al meglio, sia per la città ed i tifosi che per la società stessa. Ci sono stati dei grossi cambiamenti soprattutto per quanto riguarda l’organico. Sono rimasti alcuni ragazzi che negli ultimi anni sono stati fedeli ai colori e alla città natale e in campo vedremo anche diversi ragazzi che hanno scelto di abbracciare il nostro progetto e ne siamo felici, anche se abbiamo dovuto salutare molti giovani. Noi in realtà crediamo molto nei giovani, però ognuno ha esigenze diverse e spesso a quell’età si entra in forte contrasto con le decisioni degli adulti e ciò può portare divergenze. Tutto sommato, sono felicissimo del lavoro finora svolto dal nuovo tecnico, che personalmente non conoscevo, ma non mi pento affatto di averlo fatto. Ha in cantiere un importante progetto tecnico e tattico da non sottovalutare”.

Anche il covid è diventato, purtroppo, un grande fattore d’influenza, non solo per il calcio ma per l’economia in generale e, a tal proposito, il neopresidente ha dichiarato:

“La situazione attuale è critica e il lockdown ha la maggior parte delle colpe. Fermare tutto il mondo per diverse settimane non ha fatto di certo bene all’economia mondiale e tutti ne risentiamo.  In realtà, non si sa neppure se sarà possibile disputare il prossimo campionato o se si farà, ma restando comunque a porte chiuse. La noncuranza della gente fa in modo che i casi aumentino di nuovo e ciò non è positivo, per questo gli eventi sportivi e non solo quest’anno saranno a forte rischio”.

Purtroppo le parole di Collicelli fanno da eco ai bollettini giornalieri che tendono a salire sempre più, anche a causa dei vari spostamenti estivi e delle norme trascurate. Collicelli, però, tende a precisare:

“Sono lietissimo del fatto che abbiano scelto me ed è per questo che voglio ripagare la città con tutte le mie forze. È un anno difficile, è un dovere affermarlo, non ci potremo permettere di <esagerare> in ambiti economici, però ciò che sarà necessario fare verrà eseguito. I tifosi? I ragazzi che sostengono il Donia da tantissimi anni meriterebbero di vedere la loro squadra in altre categorie e noi lotteremo per ciò, ma ci vuole pazienza e spero ci sia un po’ di comprensione, nel corso della stagione, nei confronti della squadra e della società. Non garantisco nulla, però la tenacia e la voglia di mettercela tutta è sempre stata, invece, una garanzia di questa piazza”.

La presidenza è ben coinvolta nel progetto e nelle aspettative degli spalti, e non resta che aspettare l’11 ottobre che sarà la domenica che darà inizio al campionato dilettantistico italiano (salvo variazioni per cause di forza maggiore riguardanti covid).

Michela Rinaldi

Fidelis Andria, vittoria 3-1 nell’amichevole contro il Manfredonia

Finisce 3 a 1 per la Fidelis Andria il secondo test amichevole disputato nel ritiro di San Giovanni Rotondo contro il Manfredonia.
Test decisamente più probante quello per la squadra del tecnico Panarelli contro una formazione che sarà ai nastri di partenza del prossimo torneo di Eccellenza. Sceglie tanta gioventù nella prima frazione di gioco il tecnico andriese con sette under in campo e Minincleri-Prinari alle spalle di Adusa per la fase offensiva. La squadra di Rufini però parte decisamente meglio e sigla il gol del vantaggio al 14’ su calcio di rigore conquistato e trasformato da Trotta. Poi sale di tono la Fidelis che al 27’ trova il pari con Minincleri ancora su calcio di rigore. Gara agonisticamente viva e nella ripresa Panarelli sceglie di cambiare completamente lo schieramento in campo con Cristaldi unica punta ed alle sue spalle il tandem Minacori-Tusiano. Ed è proprio il fantasista ex Orta Nova a siglare la doppietta decisiva a cavallo tra il 12’ ed il 16’ che fissa il risultato sul 3 a 1 finale. L’amichevole è arrivata nell’undicesimo giorno di lavoro nel ritiro di San Giovanni Rotondo.

Gianluca Di Trani, un giovanissimo per i “Giovanissimi”

Raccontare le sensazioni dei mister con una certa esperienza può essere considerato scontato, poiché non capita tutti i giorni di parlare con un allenatore di venti anni, Gianluca di Trani: “Ho scelto di accettare la gentile richiesta del mister Franco Grasso, che io stimo tantissimo. L’ho fatto perché non volevo fermarmi, dopo un anno calcisticamente un po’ travagliato per me, e in fin dei conti a me piace aver a che fare con i ragazzini. Non bisogna dimenticare che sono piccolini, ma li stiamo educando alla dedizione verso lo sport e al rispetto verso l’altro. Per me nulla ha senso se non è fatto col cuore”.
Riguardo ciò, parla con emozione di una metafora che usava un suo vecchio mister:”Il mio mister ci ricordava sempre, nello spogliatoio, che la passione è come una fiammetta che va alimentata con il costante allenamento ed il duro lavoro, poiché una volta spenta non avrebbe più senso entrare in campo. Anche se potrebbe sembrare una banale storiella, mi è rimasta impressa nella mente, mi ha insegnato tanto e grazie a questo non mi arrendo mai”.
In realtà, ci tiene a precisare che, quando era piccolino, non amava questo sport: “Fu mio padre a portarmi per la prima volta alla Salvemini, ricordo anche la data (26 settembre 2005), poiché ero un bimbo viziato. Non ho mai avuto un ruolo preciso, lo ho provati tutti, dal terzino alla mezzala e al mediano, sono stato addirittura in porta ma sono negato, e penso che questa mia diversa possibilità disposizione sia dipesa dal fatto che sono tecnicamente debole, però tatticamente intelligente e ricordo che il mio primo numero di maglia fu l’8. Il mio primo gol? L’ho segnato con i giovanissimi e lo dedicai a mia nonna, che mi ha sempre sostenuto e mi regalò il primo paio di parastinchi, che io in realtà ritenevo inutili, ma dopo averli usati non li ho più lasciati. L’ultimo invece, al mio padrino che è venuto a mancare un po’ di tempo fa”.
All’inizio Di Trani non aveva così tanta stima di sè, ma questo è cambiato grazie ad un evento in particolare “Avevo 17 anni quando il mister Varrecchia mi diede la fascia da capitano e questo accrebbe le mie responsabilità e così dovetti mostrare più personalità”.
Il giovane allenatore, non ha nascosto dall’inizio dell’intervista, la voglia di tornare a giocare e, ad una domanda “provocatoria” risponde così: “Giocare in prima squadra? Ho lasciato l’anno scorso il Manfredonia FC, con cui ho avuto delle divergenze ma non nascondo che vorrei tornare ad indossare la maglia del Donia e magari segnare al Miramare. Penso sia il sogno di ogni giovane promessa sipontina. Una precisazione però la vorrei fare: per me l’attaccamento alla maglia è importantissimo, e purtroppo molto spesso in alcuni ragazzi non lo vedo. Per alcuni è indifferente segnare o vincere col Donia o con un’altra squadra. Abbandonare le proprie radici per crescere è giustissimo, ma finché giochi nella squadra della tua città, devi avere il sangue agli occhi ad ogni vittoria o ad ogni gol, poiché non è una vittoria qualunque”.
Sembrerebbe che Gianluca di Trani abbia le idee chiare, e se la prossima sua intervista fosse al termine di una gara domenicale? Comunque sia, è giusto augurare a lui, ai ragazzi e al mister Grasso, un finale sorprendente, per concludere al meglio questa stagione.

Michela Rinaldi

Il Manfredonia batte il Grottaglie e continua a sognare

Il Donia batte in rimonta il Grottaglie e resta in scia alla capolista United Sly.

I tarantini partono subito col piede giusto, tanto da essere protagonisti della prima rete di gara. Al 2′ D’Ambrosio si presentava faccia a faccia con Morgillo ed il portiere biancoceleste non riusciva a bloccare la sfera. Al 20′ Fania cadeva in area di rigore avversaria ma per l’arbitro era tutto regolare. Al 44′ Trotta con un tiro rasoterra dalla destra batteva Costantino pareggiando per i sipontini.

Nella ripresa al 51′ sugli sviluppi di un calcio d’angolo Telera segnava il 2-1 in mischia. Gli ospiti reagivano ed al 58′ Margarito colpiva un clamoroso palo che faceva tremare tutta la curva. Al 61′ il Donia chiudeva la gara con Terrone che imbeccato da Telera andava a segno di tacco. Infine al 79′ Trotta colpiva il palo interno sfiorando il 4-1.

A fine gara il mister locale, Pino Lo Polito, dichiarava: “Siamo contentissimi per il risultato, poiché è un’altra vittoria importante. L’unica cosa che trovo “poco” positiva, riguarda il nostro approccio iniziale alle gare. Dovremmo essere più duri fin dall’inizio. Durante la settimana lavoreremo su diversi punti, già individuati da me in questa sfida”. Il portiere dell’Ars et labor, Giovanni Costantino, commentava così la gara:”L’approccio all’inizio è stato perfetto, poi il Donia è stato bravo a metterci in difficoltà. Volevamo portare punti a casa, ma ora siamo completamente proiettati mentalmente sulla prossima sfida contro il Real Siti e il gioco si intensifica”. L’autore del gol ospite, Mattia D’Ambrosio, classe 2002, dice:”Segnare qui, al Miramare, è stato un sogno, non so neanch’io come abbia fatto (ride, ndr). Ho solo 18 anni compiuti da poco e per me, giocare in questa piazza così importante è motivo d’orgoglio. Il risultato? Non è facile giocarcela qui e oggi l’ho ben capito”.

Michela Rinaldi

Il Manfredonia soffre, ma batte 2-1 la Rutiglianese e continua la caccia all’United Sly

Il Manfredonia è riuscito a portare a casa i tre punti contro una Rutiglianese che ha creato molte difficoltà. Al 5′ Terrone faceva gioire tutto il Miramare, segnando con una mezza rovesciata dalla corta distanza. Al 12′ sipontini vicini al raddoppio con Trotta che centrava la traversa. Al 18′ il capitano ci provava di nuovo con uno splendido tiro, ma Pagano diceva “no”. Al 30′ tra le proteste dei tifosi di casa veniva annullata una rete di Terrone per fuorigioco. Subito dopo al 31′ D’Addiego pareggiava con un rasoterra che non dava scampo a Morgillo.
Nella ripresa al 47′ era di nuovo il numero nove biancoceleste a segnare su assist di Trotta riportando in vantaggio i sipontini. All’85’ il direttore di gara concedeva un calcio di rigore al Donia, a causa di un contrasto tra il capitano e un difensore granata. S’incaricava del tentativo di trasformazione lo stesso Trotta, ma il suo tiro finiva tra i guantoni del portiere avversario.
Al termine della gara, i ragazzi del mister Lo Polito nonostante la vittoria venivano contestati dai propri tifosi per le ultime prestazioni.
Queste le dichiarazioni di mister Castelletti della Rutiglianese: “Non siamo certi felici per la sconfitta, nonostante sappiamo tutti contro chi abbiamo giocato. Gli errori ci sono stati, ma penso non riguardino il singolo reparto o il singolo calciatore. Questa settimana rivaluterò alcune cose, soprattutto perché domenica prossima andremo a Cerignola e non sarà facile”. Per l’autore del gol ospite Claudio D’Addiego: “Mi dispiace che il mio gol non sia bastato per fare punti, però sono fiero di aver giocato e segnato qui, a Manfredonia, poiché so che grandi nomi hanno indossato questa maglia. Spero che contro il Real Siti, mostreremo più carattere e cattiveria, elementi che oggi sono stati poco presenti”. Chiude l’estremo difensore ospite Pagano: “Sento di aver fatto il possibile. Il rigore parato a Trotta? È il primo che paro ad un calciatore con questa esperienza (ha solo 19 anni), quindi posso prenderla come soddisfazione personale, però si sa che nel calcio conta il gruppo ed oggi purtroppo abbiamo perso”.

Michela Rinadi

Il Manfredonia torna al successo rifilando una cinquina alla Nuova Spinazzola

Dopo l’addio a mister Agnelli i ragazzi del Manfredonia accolgono il nuovo allenatore Pino Lo Polito superando con un netto 5-0 la Nuova Spinazzola. Un successo che consente ai sipontini di rimanere in scia alla capolista United Sly. Padroni di casa in vantaggio al 16′ con Sementino che con un preciso colpo di testa sfruttava un calcio d’angolo battuto da Laboragine. La reazione degli ospiti arriva al 34′ quando il direttore di gara concedeva un calcio di rigore, ma Quattromini, incaricato della trasformazione, sbagliava. La seconda frazione di gioco inizia col botto: al 61’Terrone, partito dalla metà campo, la metteva dentro con un bellissimo destro. Poi era il momento di Grumo che andava a segno al 69′ ed all’80’ La partita si chiudeva al 91′ con il gran gol di Di Noia che fissava il punteggio sul 5-0 finale.
A fine gara le dichiarazioni di Christian Barrasso, promettente punta della Nuova Spinazzola, classe 99′ “La sconfitta, come ha già dichiarato mister Schiavone, è stata ampia quanto meritata. Sapevamo di dover sudare tantissimo e l’abbiamo fatto, ma non siamo molto amareggiati per la sconfitta. Nel calcio non c’è tempo per i rimpianti, né per i rimorsi e pensiamo già alla prossima sfida contro il Noicattaro”. Per il Donia parla l’autore della doppietta, Francesco Grumo “Le ultime settimane sono state pesanti, questo è vero, per via dell’addio al mister Agnelli, ma oggi penso abbiamo dimostrato di poter completare comunque il progetto. Domenica andiamo a Cerignola e l’ultima volta che abbiamo affrontato il Real Siti abbiamo perso (in Coppa Italia), però ciò non ci intimorisce. Sappiamo ciò che merita questa città e faremo di tutto affinché le venga dato”.

Michela Rinaldi

Giuseppe D’Amico (Allievi Manfredonia 1932): “Sono orgoglioso di essere capitano di questa squadra”

É felice Giuseppe D’Amico, 17 anni e capitano degli allievi del Manfredonia, di raccontare ciò che hanno vissuto finora e che i loro sforzi finora hanno dato i loro frutti: “Sono orgoglioso di essere capitano di questa squadra, anche se ciò comporta delle responsabilità, ma penso che i mister Vincenzo Gagliardi e Lorenzo Mancano mi ritengano all’altezza. Per ora siamo primi in classifica con 24 punti, con la compagnia indesiderata (ride) dell’Accademia Calcio Monte, ma con una differenza reti non trascurabile (42 gol noi, 35 loro). Nonostante i risultati favorevoli, le cose non sono state sempre facili per noi. Il campo è il suolo che ogni atleta deve calcare e noi siamo, in questo campionato siamo i pochi fortunati ad avere il campo con l’erbetta. Per questo la terra battuta, per noi, non è facile da praticare e ricordo la partita a Stornarella, in cui, io personalmente, non ero neanche al top fisicamente. Il mister non poteva fare a meno di me e sebbene ci fossero state quelle difficoltà, vincemmo 1-3 e due gol furono i miei”. I ragazzi hanno collezionato solo una sconfitta, contro l’Accademia Calcio Monte, commenta Giuseppe: “Quella settimana non fu facile, poiché certi problemi interni hanno influenzato la nostra mentalità di gioco e in quell’occasione ho dovuto rispondere anch’io, per il mio ruolo, a causa di alcuni episodi. Questo avvenimento mi ha fatto comprendere che essere capitano non è solo correre in campo con una fascia al braccio”. Domenica gli allievi andranno ad Ordona, per sfidare l’Herdonia, attualmente al quinto posto con 31 punti. Le parole del giovane capitano sono queste: “Non ci facciamo influenzare dalla posizione dei nostri avversari. Noi diamo del nostro meglio con chiunque, ma soprattutto ci tengo a precisare che chiunque abbia giocato qui, al Miramare, non può lamentare episodi sgradevoli da parte nostra, perciò sono felicissimo di indossare la fascia con questa squadra”. Con la speranza che i ragazzi continuino in questo modo, si può dire che il lavoro dei due mister e di tutto lo staff è stato fondamentale e questa dettaglio, Giuseppe, ci tiene a precisarlo.

Michela Rinaldi

Il Manfredonia balza in vetta solitario

Il Manfredonia si aggiudica il recupero con il Noicattaro e vola a +3 sulla Sly.
Le grandi occasioni per il Donia non tardano ad arrivare e già al 2′ Grumo ci prova di testa da buona posizione, ma la mira è imprecisa. Anche gli ospiti dicono la loro: al 3′ Armenise a pochi passi dalla porta si lascia ipnotizzare da Morgillo. All’11’ viene fischiato il fuorigioco dopo il gol di Albrizio, di testa, grazie all’assist di Grumo. Al 28′, il capitano biancoazzurro Trotta calcia un tiro rasoterra che termina sul fondo per pochi centimetri.
Ad inizio ripresa la svolta:il direttore di gara ravvisa un fallo in area di rigore ai danni di Trotta e decreta la massima punizione. Lo stesso Trotta si incarica della battuta e realizza dagli 11 metri. Al 62′ Grumo raddoppia calciando un siluro col destro: nulla può Ventrella.
Al 67′, grazie ad un calcio d’angolo, Clemente accorcia le distanze con un colpo di testa dalla mischia: impotente in questo caso Morgillo.
Il Donia amministra il vantaggio sino al triplice fischio e balza solitaria al comando del girone.
Nonostante lo spessore dell’avversario, il Donia si è conquistato il titolo di “capolista” e a proposito mister Agnelli ha detto “Sebbene ci siano stati degli errori, poiché nessuna partita è perfetta, penso che ci siamo meritati questa vittoria e questo titolo. Speriamo di mantenerlo continuando a lavorare sodo e a non cullarci della situazione favorevole di ora e ci godiamo il momento“. Meno entusiasta è stato Pietro Risola, centrocampista ospite:” Non meritavamo la sconfitta, un pareggio sarebbe stato più parziale. Credo che alcuni errori di direzione siano stati decisivi, però siamo orgogliosi di aver dato il massimo e continueremo così“.
Michela Rinaldi

Manfredonia-Noicattaro rinviata

La sfida tra la 5^ in classifica, Noicattaro, e il Donia si sarebbe dovuta disputare questo pomeriggio come appunto prevede il calendario, ma le condizioni in cui versava il Miramare a causa del maltempo, secondo il direttore di gara non erano idonee e favorevoli allo svolgimento di essa e perciò si terrà prossimamente, a data da definirsi.
Solo un pareggio, il primo stagionale, per la Sly in rimonta a Molfetta che dunque è capolista solitaria, ma con una gara in più.
Michela Rinaldi

Manfredonia-Don Uva Bisceglie 3-1

Decima vittoria consecutiva per il rullo compressore Manfredonia, nulla da fare per il Don Uva Bisceglie e così continua il testa a testa con la Sly Bari.
Dopo alcune azioni importanti ma inconcludenti, Telera la sblocca al 19^ di testa sugli sviluppi di un corner battuto da Laboragine. Tre minuti più tardi è Trotta a raddoppiare con una bella azione personale e un preciso rasoterra.
In avvio di ripresa i biscegliesi sorprendono i sipontini e riaprono il match con Pasculli al 49^.
Il Donia non sta a guardare e al 74^ fa tris con Stoppiello, anche lui di testa da distanza ravvicinata. Termina così 3-1 a favore dei sipontini.
Ai nostri microfoni Telera: “Queste sono le partite in cui non dobbiamo sottovalutare minimamente l’avversario, giudicandolo dalla posizione in classifica. Nonostante i pochi punti in classifica, loro ci hanno creato delle difficoltà”.
Il mister avversario, Domenico Capurso invece dice: “Sapevamo in chi ci saremmo imbattuti, questo è un campo molto ostico e comunque sono felice del lavoro svolto dai miei ragazzi. Spero facciamo meglio nelle prossime gare”.
Le stesse parole sono state confermate da Pietrantuono, centrocampista ospite che però aggiunge: “Una partita di questo calibro ci servirà di certo per le prossime sfide, che mi auguro vadano meglio”.
Il Donia rimane in testa con 30 punti, ma ancora in parità con la SLY, che festeggia con la grandissima goleada (9-2) a Spinazzola e il Donia e non resta che aspettare a dicembre, quando le due big si scontreranno sul suolo sipontino.
Michela Rinaldi

Manfredonia, Trotta suona la carica ed elogia i tifosi

Con il volto sorridente e il passo affrettato, Pasquale Trotta, capitano dei sipontini, risponde ad alcune nostre domande: “Ritornare a rappresentare la squadra della mia città è sempre una grandissima emozione e spero di onorare al massimo questo ruolo“.
Per quanto concerne il lavoro svolto finora, Trotta dichiara: “I risultati non lasciano spazio ad equivoci. Siamo una squadra compatta, con un gioco che sta dando i suoi frutti e il duro lavoro settimanale viene ricompensato dalle vittorie domenicali. Non potrei che essere felice di indossare questa fascia” – continua – “Per noi ogni domenica è una sfida che dobbiamo necessariamente vincere e a prescindere dal valore della rivale, dobbiamo dare il massimo. Solo così può emergere la superiorità di un team“.
Le sfide di Coppa Apulia sono ancora aperte per il Donia, ed orgoglioso dice: “Anche questo è un grande obiettivo raggiunto. Siamo a buon punto e abbiamo ben presente che possiamo giocarcela anche lì, oltre che in campionato“.
Non mancano, però, i ringraziamenti ai tifosi che seguono la squadra ovunque, facendo così sentire sempre vivo il loro appoggio e accompagnando i ragazzi verso l’obiettivo stagionale. Il capitano ci tiene a dire che li considera “la parte buona di questa città”, con un pizzico di polemica che vuole riferirsi, però, esclusivamente all’aspetto calcistico. Loro conoscono la vera passione, il tanto discusso “calcio pulito”. Si potrebbe dire, dunque, che ciò che più lo rende fiero di incarnare questo ruolo è proprio il pubblico biancoazzurro che ammira e sostiene nel suo ruolo, questo ragazzo, figlio di questa città.
Michela Rinaldi

Manfredonia inarrestabile, anche l'Apricena si arrende

In questo pomeriggio mite di fine ottobre, la sfida contro l’Apricena ha il suo naturale epilogo con un perentorio 3-0, con la tripletta di Trotta.
Il primo gol il capitano lo segna grazie ad un calcio di rigore (6′) assegnato ai padroni di casa e dopo altre occasioni importanti create, giunge puntuale il raddoppio al 39′ dello stesso Trotta con un siluro imparabile dalla distanza.
La partita si conclude con uno splendido gol ancora di Trotta al 91′, che sfrutta un errore di Leo, portiere dello Sporting Apricena.
Seppur con un po’ di amarezza, Falco non si è sottratto alle domande dei giornalisti a fine gara: -“Ci aspettavamo senz’altro una squadra di questo calibro e abbiamo fatto il possibile come sempre. Tanto di cappello a loro e spero che questa settimana possa servirci per rimediare agli errori e affrontare al meglio la prossima rivale.”-
In via del tutto eccezionale, anche Raffaele De Nittis, presidente del Donia, ha rilasciato delle dichiarazioni: “Sono contento del lavoro svolto da tutti e penso che lo esprimano i risultati prima che lo dica io. Speriamo in una stagione producente come la scorsa e soprattutto ritengo che quella con la SLY sarà una sfida decisiva”.
Mister Agnelli ha infine precisato: – “Ho dato più spazio ai giovani perché penso che meritino e sono felice per i risultati.”-
Michela Rinaldi

Morgillo: "il calore della gradinata è incomparabile"

Al termine dell’ultima gara vittoriosa del Donia, Roberto Morgilllo (19 anni) pisano di nascita ma con origini casertane, lascia ben volentieri delle dichiarazioni personali ai nostri microfoni. Timido in volto ma con grande passione in ciò che rilascia.
Della sua esperienza sembra felicissimo e dice: “Essendo di tutt’altra parte d’Italia, ho visto mutata la scena. Non c’erano più quei grandi stadi ma con un tifo poco incoraggiante. Qui ho trovato affetto da parte della società, dello spogliatoio, ma soprattutto della città. Ricordo la prima volta che sono entrato in campo per disputare la partita, ho visto la gradinata festeggiare e cantare come non avevo mai assistito ed è stato spettacolare” ha addirittura aggiunto: “Siccome Manfredonia è abbastanza lontana dalla mia città natale, ho deciso di vivere qui e molto spesso mi riconoscono per strada e mi fermano. Per me è un onore“.
Dalla seconda di campionato è lui a difendere l’area sipontina da titolare e a proposito dice: “La fiducia che mi ripone il mister è veramente impagabile, l’unico modo per ringraziarlo è svolgere bene il mio ruolo da estremo difensore e spero lo stia facendo”.
Sembra che Roberto sia uno sportivo a cui non fanno paura i cambiamenti radicali. L’anno scorso addirittura ha giocato in Portogallo: “Non è stato facile per la lingua, parlavo spagnolo ma non mi capivano (ride) però a me piacciono le avventure e ci ho provato, come ho fatto e sto facendo ora qui. Ho legato molto con Christian Albrizio, tra l’altro mio coinquilino e si è creata un’ottima intesa, per me ormai è più di un compagno di squadra“.
Pare si trovi molto bene qui in Puglia, anche se non se la cava molto bene con i vari dialetti che costellano lo spogliatoio: “Mi appassionano molto queste lingue locali ma non ci capisco molto anche perché sono molto diverse tra loro, però spero di imparare presto almeno qualche parola (ride). Per il resto adoro questo posto ma soprattutto me lo sta facendo amare chi ci abita.
Morgillo infine, aggiunge che vorrebbe ripagare tutto l’affetto manifestatogli e sa che il modo migliore è quello di difendere con attenzione la porta della propria squadra.
Michela Rinaldi

Altro poker del Donia, continua il testa a testa con la Sly

La sfida Donia-Real Siti, giocata domenica 13 ottobre, mette a dura prova i padroni di casa che non si lasciano intimorire dalla rete di Grieco, ed anzi ribaltano il risultato con un perentorio 4-1 finale.
Il gioco fin da subito si presenta complicato per i biancoazzurri e ne approfitta al 22^ Grieco che segna rasoterra. Un minuto dopo, il capitano locale subisce un fallo in area avversaria e così il direttore di gara assegna un calcio di rigore e Trotta non sbaglia neanche questa volta. Al 36^ Trotta raddoppia dalla distanza e così il primo tempo si conclude con un vantaggio importantissimo per i sipontini che erano in svantaggio in precedenza.
Al 48^, grazie allo splendido assist di Basta, segna Albrizio di testa. La bella intesa tra Laboragine e Trotta produce il 4^ gol: Laboragine la passa al capitano e così segna la tripletta (61^).
Al termine della sfida, ai microfoni il mister ha dichiarato di aver capito ciò che ha permesso al Real Siti di metterli in difficoltà e ne terrà conto per le prossime gare. Un po’ di amarezza c’è da parte degli avversari; Colonna ha detto: “Sapevamo contro chi andavamo incontro, sono molto bravi nell’uno contro uno ma noi come squadra potevamo fare di più.” Amoruso si è soffermato invece sulla prossima sfida: “Anche la prossima gara contro il Bitritto sarà tosta, che questa sconfitta ci serva di lezione e sono sicuro sarà così”.
Michela Rinaldi