Serie B al via, storia e tradizione protagoniste a Pisa

Scenografia e spettacolo nel pre gara con il Benevento per celebrare il Campionato degli Italiani
La tradizione e la storia di Pisa saranno protagoniste venerdì 23 agosto all’Open Day della Serie BKT. La partita inaugurale del campionato, fra i toscani e il Benevento, si caratterizza ancora una volta di significati e ideali promossi dalla Lega B, di valorizzazione del territorio, della cultura, e del legame con la propria gente e i propri tifosi.

Nel pre partita infatti quaranta figuranti in rappresentanza dei Cortei del Gioco del Ponte e delle Repubbliche Marinare sfileranno allo Stadio comunale “Arena Garibaldi-Romeo Anconetani”. In programma anche l’esibizione di un gruppo di sbandieratori al centro del campo. Una splendida coreografia che si concluderà con la formazione di due ali per il trionfale ingresso in campo dei giocatori delle due squadre.

‘Il nostro è un Paese ricco di storie, di passato e di passione – dice il presidente della

Lega B Mauro Balata -. Domani sera a Pisa avremo tutto questo, con l’Arena Garibaldi Anconetani che simbolicamente rappresenterà al meglio lo spirito del Campionato degli italiani, fatto di particolarità, bellezze ed emozioni’.

Di seguito l’elenco completo delle gare e la classifica

Gli arbitri della prima giornata della Serie BKT. I precedenti

L’Aia Can B ha comunicato le designazioni per le gare della prima giornata della Serie BKT 2019/2020. Eccole con i precedenti segnalati da Football Data:

Pisa-Benevento – Fourneau – con Pisa: 1 v, 0 n, 0 p; con Benevento: 1 v, 0 n, 2 p;

Crotone-Cosenza – Marinelli – con Crotone: 0 v, 1 n, 1 p; con Cosenza: 1 v, 2 n, 0 p;

Salernitana-Pescara – Rapuano – con Salernitana: 7 v, 1 n, 0 p; con Pescara: 3 v, 2 n, 0 p;

Ascoli-Trapani – Prontera – con Ascoli: 0 v , 1 n, 0 p; con Trapani: 2 v, 0 n, 0 p;

Cittadella-Spezia – Sacchi – con Cittadella: 3 v, 5 n, 3 p; con Spezia: 0 v, 4 n, 0 p;

Venezia-Cremonese – Dionisi – con Venezia: 1 v, 0 n, 1 p; con Cremonese: 2 v, 0 n, 2 p;

Virtus Entella-Livorno – Amabile – con V. Entella: 1 v, 0 n, 0 p; con Livorno: 3 v, 1 n, 0 p;

Empoli-Juve Stabia – Massimi – con Empoli: inedito; con Juve Stabia: 0 v, 3 n, 0 p;

Perugia-Chievo – Pezzuto – con Perugia: 7 v, 7 n, 4 p; con ChievoVerona: 1 v, 0 n, 0 p;

Pordenone-Frosinone – Sozza – con Pordenone: 0 v, 3 n, 0 p; con Frosinone: inedito;

Coppa Italia, Aramu non basta, il Parma passa il turno

Il Parma batte 3-1 il Venezia e si qualifica per il quarto turno eliminatorio della Coppa Italia, dove se la vedra’ con la vincente di Frosinone-Monopoli. Crociati vincenti nel primo impegno della stagione, con la gara del Tardini che si sblocca dopo 9 minuti: ci pensa Gervinho, con un rasoterra ravvicinato, a battere Lezzerini. L’ivoriano sfiora anche il raddoppio in un paio di occasioni ma e’ Iacoponi, al 22′ di testa sugli sviluppi di un corner, a firmare il 2-0. I lagunari non mollano e due minuti dopo accorciano dal dischetto con Aramu, poi altra chance per il Parma ma Barilla’ non inquadra la porta. Nel finale di tempo Venezia in crescita ma il risultato resta invariato. A inizio ripresa la squadra di D’Aversa torna a farsi pericolosa in piu’ occasioni e al 72′, dopo aver rischiato di subire il pari (Aramu per un soffio non inquadra la porta sul cross di Fiordaliso), trova il 3-1 ancora con Gervinho: l’ivoriano semina il panico nell’area lagunare e con un preciso diagonale chiude i conti. Nel recupero il Parma avrebbe anche la chance per il poker ma Lezzerini para il rigore calciato da Inglese.

Coppa Italia, goleade Cremo, Frosinone e Spezia

In 14 di B al terzo turno. Out Benevento, Cosenza, Entella, Livorno e Pordenone
Secondo turno di Coppa Italia con in campo 19 squadre della Serie BKT (l’Ascoli ha vinto ieri in anticipo 5 a 1 con la Pro Vercelli). 14 quelle che accedono al terzo turno nel quale entreranno 12 club di A. Cedono il passo invece Benevento, Cosenza, Entella, Juve Stabia, Livorno e Pordenone.

Nel pomeriggio lo Spezia supera 5-0 la Pro Patria e al terzo turno eliminatorio di Coppa Italia se la vedra’ col Sassuolo.
Il Venezia batte 2-1 il Catania e si qualifica per il turno in programma il prossimo weekend, i lagunari sfideranno il Parma.
Anche il ChievoVerona si è qualificato per il terzo turno eliminatorio della Coppa Italia dove incontrera’ il Cagliari. I gialloblu’ hanno eliminato ai rigori (4-2) il Ravenna. La gara dopo 120 minuti si era conclusa sull’1-1.

Questi gli altri risultati della serata:

PERUGIA – Triestina 1-0
CREMONESE – Virtus Francavilla 4-0
EMPOLI – Reggina 2-1
PESCARA – Mantova 3-2
Benevento – MONZA 3-4
CITTADELLA – Padova 3-0
Pordenone – FERALPISALO’ 1-2
TRAPANI – Piacenza 3-1
FROSINONE – Carrarese 4-0
MONOPOLI – Cosenza 1-0
Entella – SUDTIROL 1-2
CROTONE – Arezzo 4-3
Livorno – CARPI 0-1
PISA – Potenza 3-0
SALERNITANA – Catanzaro 3-1
Juve Stabia – IMOLESE 1-2 (dcr)

Gli accoppiamenti
Brescia – Perugia;
Sassuolo – Spezia;
Verona – Cremonese;
Empoli – Pescara;
Fiorentina – Monza;
Carpi – Cittadella;
Cagliari – Chievo;
Sampdoria – Crotone;
Spal – Feralpisalo’;
Lecce – Salernitana;
Genoa – Imolese;
Ascoli – Trapani;
Parma – Venezia;
Frosinone – Monopoli;
Udinese – Sudtirol;
Bologna – Pisa.

Coppa Italia: sarà Lecce-Salernitana la sfida del terzo turno

Sarà la Salernitana dell’ ex giallorosso Giampiero Ventura ad affrontare il Lecce nel terzo turno di Coppa Italia. I campani hanno superato il Catanzaro per 3-1 garantendosi il diritto al passaggio del turno. La sfida è in programma per il 18 agosto e dovrebbe giocarsi al Via del Mare che al momento è in fase di restyling in vista del campionato. Se i lavori non dovessero essere completati il Lecce chiederà l’ inversione di campo, così come previsto da regolamento.
Una curiosità: nella partita di domenica si affronteranno i due tecnici che con il Lecce hanno ottenuto una doppia promozione dalla Serie C alla Serie A, ossia Giampiero Ventura, trionfante nel Lecce di Semeraro nel biennio 1995/95 e 1996/97, e Fabio Liverani reduce dal doppio salto di categoria negli ultimi due anni. Insomma una sfida nella sfida ricca di ricordi ma soprattutto di emozioni forti che darà a tutti i tifosi giallorossi la possibilità di fare un tuffo nel passato.

Danilo Sandalo

Ascoli, una manita per cominciare

Netta vittoria dell’Ascoli che accede al terzo turno di Coppa Italia. I bianconeri hanno battuto 5-1 in casa la Pro Vercelli, guadagnandosi la sfida contro la vincente di Trapani-Piacenza, in programma domani sera. Padroni di c asa in vantaggio al 7° con Brosco, al 20° il raddoppio di Da Cruz, mentre al 33° riapre la partita per i piemontesi la rete di Azzi. Nella ripresa gli ospiti restano in 10 per l’espulsione di Volpe e, all’8°, Ardemagni su rigore sigla il 3-1. Al 27° e al 41° arriva la doppietta di Scamacca per il 5-1 finale. Ascoli al terzo turno, Pro Vercelli eliminata.

Coppa Italia, sabato l’Ascoli domenica le altre

Con il secondo turno scende in campo la Serie B. La programmazione

Con il secondo turno eliminatorio di Coppa Italia arriva il momento delle prime gare ufficiali per i club della Serie B. Il primo a scendere in campo l’Ascoli, che gioca contro la Pro Vercelli sabato alle 18,30, domenica invece giocheranno le altre tra le 18 e lo 20,45. Gli avversari saranno le formazioni della Serie C, a eccezione del Mantova, di scena a Pescara, che partecipa alla Serie D.

PPA ITALIA 2019/2020
2° TURNO ELIMINATORIO – DATE E ORARI
PERUGIA – TRIESTINA DOMENICA 11/08 ORE 20.30
SPEZIA – PRO PATRIA DOMENICA 11/08 ORE 18.00
CREMONESE – V. FRANCAVILLA DOMENICA 11/08 ORE 20.30
EMPOLI – REGGINA DOMENICA 11/08 ORE 20.30
PESCARA – MANTOVA DOMENICA 11/08 ORE 20.30
BENEVENTO – MONZA DOMENICA 11/08 ORE 20.30
LIVORNO – CARPI DOMENICA 11/08 ORE 20.45
CITTADELLA – PADOVA DOMENICA 11/08 ORE 20.30
CHIEVOVERONA – RAVENNA DOMENICA 11/08 ORE 18.30
CROTONE – AREZZO DOMENICA 11/08 ORE 20.45
PORDENONE – FERALPISALO’ A UDINE DOMENICA 11/08 ORE 20.30
SALERNITANA – CATANZARO DOMENICA 11/08 ORE 20.45
JUVE STABIA – IMOLESE DOMENICA 11/08 ORE 20.45
ASCOLI – PRO VERCELLI SABATO 10/08 ORE 18.30
TRAPANI – PIACENZA DOMENICA 11/08 ORE 20.30
VENEZIA – CATANIA DOMENICA 11/08 ORE 19.00
FROSINONE – CARRARESE DOMENICA 11/08 ORE 20.30
MONOPOLI – COSENZA* DOMENICA 11/08 ORE 20.30
V. ENTELLA – SÜDTIROL DOMENICA 11/08 ORE 20.30
PISA – POTENZA DOMENICA 11/08 ORE 20.45
*ai sensi dell’art 5) del Regolamento della Competizione

E’ nata la Serie BKT 2019/2020

Al Chiostro Maggiore di San Francesco ad Ascoli il primo atto ufficiale della stagione.
E’ nata ad Ascoli, nella splendida cornice del Chiostro Maggiore di San Francesco, la nuova Serie BKT 2019/2020. Il sorteggio del calendario ha subito regalato emozioni e sfide ricche di fascino e tradizione.

Al via oggi la Coppa Italia 2019-2020

Inizia oggi la Coppa Italia 2019/2020 e, con essa, la stagione calcistica italiana, con i primi impegni ufficiali.

Questa sera sono programma le gare Virtus Francavilla-Novara e Pro Vercelli-Rende.

Quindici gli incontri in programma domani: tra questi spiccano le gare delle pugliesi, Monopoli- Ponsacco (Serie D) e la lunga trasferta col SudTirol del Fasano. Tra gli altri incontri da segnalare Siena-Mantova, Alessandria-Monza, Casertana-Catanzaro.

Il Primo Turno Eliminatorio si chiuderà martedì 6 agosto con Reggina-Vicenza.

A Barletta la terza edizione del “Torneo antirazzista

Lo sport come volano per l’integrazione e la multirazzialità. Per il terzo anno consecutivo il BOB di Barletta ha ospitato il torneo di calcio antirazzista, organizzato dal Collettivo Exit per promuovere una volta di più i valori della fratellanza e dell’antirazzismo.

La manifestazione dedicata alla memoria di Francesco Damato, componente del collettivo scomparso prematuramente lo scorso anno, si è articolata in 2 giorni all’insegna della multiculturalità.

Oltre alle avvincenti sfide sulla sabbia il torneo antirazzista ha dato vita a momenti di grande riflessione, uno su tutti quello dedicato all’esperienza dell’Afro Napoli United. Pietro Spaccaforno dirigente della compagine partenopea iscritta al campionato di Eccellenza ha illustrato l’esperienza di un club che rappresenta al meglio l’idea di sport come strumento di aggregazione.

Al centro della manifestazione la testimonianza di chi è stato costretto a fuggire dal proprio paese per cercare una vita migliore.

I trafficanti di giovani. Bisogna denunciare e dire no

NAPOLI – Il pizzo dei calciatori agita la Campania del calcio. Sono ore calde dopo l’articolo de La Città di Salerno che parla di una coppia di genitori che ha dovuto sborsare 3500 euro per liberare il proprio figlio. L’indignazione corre sul web, ma siamo veramente così indignati? La verità è che lo scoop non è scoprire il sistema del pizzo, perchè per uno che viene scoperto ce ne sono molti altri che passano nell’anonimato. Chi pratica calcio in Campania sa benissimo quanto il sistema è diffuso, si conoscono anche i personaggi mentre le vittime cambiano di volta in volta. Anche in passato avevamo denunciato questo sistema, è il segreto di Pulcinella per cui non bisogna indignarsi, ma prendere spunto che denunciare queste persone può far venire a galla il sistema. Tutto ruota intorno al concetto di possesso del calciatore, la volontà di chi lo gestisce di far fruttare l’investimento, di dargli un valore economico. I nostri ragazzi sono diventati un prodotto, un giovane calciatore viene visto come merce che deve capitalizzare. Il problema è nei trafficanti di calciatori, persone che nella vita fanno questo di professione, che “vivono di calcio”, che pensano di essere più furbi e danno una percezione completamente diversa ed errata alle povere famiglie indifese. Non bisogna arrendersi a questa gente, ma combatterla, con le armi della denuncia, parlandone anche semplicemente scrivendo come stiamo facendo in questo momento. Chiedere il pizzo è un reato, non bisogna solo dire no a questi aguzzini ma anche denunciarli. Oggi con i telefoni che registrano, con tanti strumenti a disposizione non si può più tacere, un giovane calciatore non è una merce, è semplicemente un adolescente che vuole divertirsi e che magari ha un piccolo sogno nel cassetto. Esistono le norme che premiano le scuole calcio, i premi preparazione e tanto altro, ma il tutto non passa dal dover pagare, ma dal merito dell’atleta. E’ un po’ come il gioco delle tre campanelle, gli aguzzini ci sono ma chi si ferma a giocarci per strada sa bene a cosa va incontro, i genitori devono capire che pagare per giocare non porta a nulla se non ad alleggerire le proprie tasche a favore di personaggi meschini che come lupi attendono la docile pecora per mangiarsela viva. Denunciate e non cascateci, combattete chi vuole rovinare il nostro sport e non alimentate questi trafficanti: basta dire un NO per buttare questi squallidi personaggi nel dimenticatoio.

Serie B: calendario il 6/8 ad Ascoli

E’ in programma il 6 agosto prossimo, ad Ascoli Piceno, il sorteggio del calendario della Serie B 2019/20. Dopo Verona, Palermo, Lerici, Pescara, Cesena e Bari, sarà la città marchigiana ad ospitare l’evento, preludio della nuova stagione, nel Chiostro di San Francesco. “Il rapporto diretto tra il club e il suo territorio è molto importante per costruire una dimensione sociale allargata dello stadio – dichiara il presidente di Lega B, Mauro Balata -. E questo è il nostro punto di forza ed è uno dei valori che intendiamo descrivere con la presentazione del calendario del Campionato degli italiani. Un grazie all’Ascoli, al Comune e a tutte le istituzioni per l’accoglienza e la collaborazione nell’organizzazione dell’appuntamento”. L’evento, con inizio alle 20, sarà trasmesso in diretta da Dazn e RaiSport.

Foggia, vietato sbagliare.

Ultime ore per le verifiche di natura finanziaria: il primo cittadino in attesa dell’assegno circolare del gruppo capeggiato dall’imprenditore cagliaritano

Entro questa sera si saprà a chi sarà assegnato il titolo sportivo della squadra di calcio della città di Foggia. Due le fazioni contendenti: da una parte l’imprenditore cagliaritano Roberto Felleca, ex dirigente del Como, che nelle scorse ore è stato affiancato da Davide Pelusi, lo stesso che nel 2012 rilevò il Foggia sempre dalla Serie D insieme ad un gruppo di soci. La nascente società si chiamerà Football Club Foggia Ssd Arl. Dall’altra invece, c’è l’imprenditore casertano Nicola Di Matteo, ex ad del Teramo Calcio, con il direttore sportivo Aniello Martone. Il club prenderà il nome di Città di Foggia Ssd Arl.

Ieri sera alla 20 si è nuovamente riunita la commissione esaminatrice composta dal sindaco Franco Landella, Carlo Dicesare, dirigente dei Servizi Finanziari Comunale, i componenti esperti Giuseppe Pavone, Giovanni Pirazzini e Carlo Ricchetti, il commercialista Silvio Fuiani e l’avvocato Sergio Cangelli.

Ultime ore per le verifiche. “Oltre alla verifica della società da scegliere c’è anche da capire chi sono i soggetti che ne fanno parte e le loro caratteristiche. Non possiamo scegliere solo chi si presenta con somme significative come fu fatto in passato con Massimo Curci. La forza economica non basta – ha dichiarato ieri sera il primo cittadino -. I dubbi, anche di natura sportiva, sono mille, non ci dormo la notte. É una scelta difficile e complessa, peraltro sto valutando anche tutte le notizie sui gruppi interessati. Per venerdì bisogna consentire alla nuova società di insediarsi, di andare dal notaio per poi presentarsi lunedì (termine ultimo per l’iscrizione) alla Figc. Dalla terza proposta (Follieri, ndr) non sono arrivate le rassicurazioni che aspettavamo”. Una novità. “Davide Pelusi è disposto ad entrare con il 20% nel gruppo di Roberto Felleca”. Il Foggia dunque, dopo un anno così travagliato, sta per rinascere. Landella e il suo staff ora non possono sbagliare.

Giuseppe Loiacono dopo sette anni saluta il Foggia Calcio

Speravo che questo momento non arrivasse mai, o per lo meno l’avevo immaginato in maniera diversa!
Per sette anni ho indossato questa maglia,avete imparato a conoscermi e sapete quanto sia difficile per me esprimere le mie emozioni,eppure sono qui a scrivere con un nodo in gola…
mi ricordo il mio primo giorno, come se fosse ieri,ero appena che un ragazzo di 19 anni, San Marco in lamis, ragazzi che andavano e venivano con la speranza di far parte del progetto, poi la prima partita ufficiale a Termoli dove per la prima volta ho capito cosa vuol dire davvero tifare per la propria squadra del cuore,da quel momento ho vissuto emozioni indimenticabili che mi porterò sempre con me;un susseguirsi di successi sia personali che di squadra,ottenuti con sudore sacrifici e lacrime,come la riammissione in serie C,le mie 100 presenze,il ritorno dalle trasferte con il piazzale gremito di tifosi che ti facevano respirare nell’aria gioia infinita e infine tatuato nel cuore (e non solo) quel traguardo che tutti sognavano e aspettavano da tantissimi anni…
poi purtroppo nel calcio così come nella vita ci sono anche i dispiaceri e momenti negativi dove sembra che il mondo ti crolli addosso e diventa tutto nero… non dover più entrare in quello stadio che mi ha visto crescere, che mi ha fatto maturare sia come calciatore che come uomo, che ogni giorno mi faceva sentire a casa, che non vedevi l’ora arrivasse la domenica per emozionarti!
Eh già proprio così tutto questo è stato meravigliosamente meraviglioso … per questo sento il dovere di ringraziare tutti dal primo all’ultimo,nessuno escluso!
GRAZIE per avermi accolto e fatto crescere come uno di voi,GRAZIE per avermi dato la possibilità di diventare l’uomo che sono,GRAZIE per tutto quello che mi avete trasmesso,GRAZIE per tutti questi anni meravigliosi passati insieme, GRAZIE di tutto , porterò per sempre con me questo meraviglioso ricordo.
Spero che questo sia solo un ARRIVEDERCI … LOIACONO

Collegio di Garanzia dello Sport Sezioni Unite: respinti due ricorsi del Palermo, inammissibile quello del Foggia

Il Collegio di Garanzia dello Sport, a Sezioni Unite, al termine della sessione di udienze di oggi, presieduta dal Presidente Frattini, ha assunto le seguenti determinazioni:

HA RESPINTO il ricorso iscritto al R.G. ricorsi n. 51/2019, presentato, in data 14 giugno 2019, dalla U.S. Città di Palermo S.p.A. contro la società Frosinone Calcio s.r.l. e la Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC), e nei confronti della Lega Nazionale Professionisti Serie A e della Lega Nazionale Professionisti Serie B, per la riforma e/o l’annullamento della decisione della Corte Sportiva di Appello FIGC, emessa a mezzo CC.UU. n. 124/CSA del 9 aprile 2019 (dispositivo) e n. 147/CSA del 15 maggio 2019 (motivazioni), con cui, in sede di secondo rinvio, la CSA FIGC ha rigettato le domande formulate dalla U.S. Palermo ed ha confermato la natura e la misura delle sanzioni, a carico della società Frosinone Calcio.

 

HA ALTRESI’, DISPOSTO CHE le spese seguano la soccombenza e vengano liquidate nella misura di € 4.000,00, oltre accessori di legge, in favore della resistente FIGC, e nella misura di € 4.000,00, oltre accessori di legge, in favore della resistente Frosinone Calcio  s.r.l..

Previa acquisizione della formale dichiarazione di accettazione di rinuncia dei termini a difesa, il Collegio di Garanzia, a Sezioni Unite, ha, inoltre, assunto le seguenti decisioni:

 

Nei giudizi iscritti:

– al R.G. ricorsi n. 54/2019, presentato, in data 8 luglio 2019, dalla società Foggia Calcio s.r.l. contro la Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC), la Lega Nazionale Professionisti Serie B (LNPB), l’Unione Sportiva Salernitana 1919 s.r.l., nonché contro l’U.S. Città di Palermo S.p.A., per l’annullamento della decisione della Corte Federale di Appello della FIGC, pubblicata, nel dispositivo, con C.U. n. 108/CFA del 29 maggio 2019, e, completa di motivazioni, con C.U. n. 122/CFA del 18 giugno 2019, con la quale, nel riformare la decisione di primo grado endofederale – che aveva irrogato, in capo alla società U.S. Città di Palermo S.p.A., la sanzione della penalizzazione all’ultimo posto della classifica di Serie B per la stagione 2018/2019, con conseguente retrocessione in Serie C per la stagione 2019/2020 – è stata irrogata nei confronti della medesima U.S. Città di Palermo S.p.A. una penalizzazione di 20 punti, con conseguente diritto alla permanenza in Serie B per la stagione 2019/2020; per l’annullamento della classifica finale del campionato di calcio di Serie B per la stagione 2018/2019, pubblicata dalla Lega Nazionale Professionisti di Serie B con C.U. n. 169 del 30 maggio 2019, in cui il Foggia Calcio s.r.l. è stato collocato al terz’ultimo posto, con 37 punti e con una penalizzazione di 6 punti, con conseguente retrocessione in Serie C per la stagione 2019/2020, mentre l’U.S. Città di Palermo S.p.A. è stata collocata in undicesima posizione, con punti 43, e l’Unione Sportiva Salernitana 1919, all’esito dei play out del 5 e del 9 giugno 2019, è stata collocata in quint’ultima posizione, con punti 38, con conseguente diritto alla permanenza in Serie B per la stagione 2019/2020; per l’annullamento di tutti gli atti presupposti, collegati, connessi e consequenziali; nonché per l’accertamento del diritto della società ricorrente all’ammissione al Campionato di calcio di Serie B per la stagione sportiva 2019/2020 e al conseguente diritto al risarcimento di tutti i danni subiti per l’illegittima esclusione del Foggia Calcio s.r.l. per la stagione sportiva 2019/2020 del Campionato di calcio di Serie B;

 

– al R.G. ricorsi n. 60/2019, presentato, in data 18 luglio 2019, dal sig. Giovanni Giammarva avverso la decisione della Corte Federale d’Appello – Sezioni Unite della Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC), di cui al C.U. n. 122/CFA, depositata il 18 giugno 2019 e notificata a mezzo pec al ricorrente il successivo 20 giugno, con la quale, in parziale accoglimento del gravame proposto dal medesimo ricorrente ed in parziale riforma della decisione del Tribunale Federale Nazionale FIGC – Sez. Disciplinare, di cui al C.U. n. 63/TFN del 13 maggio u.s., è stata irrogata, a carico dello stesso ricorrente, la sanzione della inibizione di un anno, in luogo della sanzione della inibizione di due anni, irrogata dal giudice di prime cure endofederale;

 

– al R.G. ricorsi n. 61/2019, presentato, in data 18 luglio 2019, dalla U.S. Città di Palermo S.p.A. contro la Procura Federale FIGC e nei confronti del sig. Maurizio Zamparini, del dott. Anastasio Morosi, del dott. Giovanni Giammarva, delle società Benevento Calcio s.r.l., U.S. Salernitana 1919 s.r.l. e A.C. Perugia Calcio S.r.l., nonché della Lega Nazionale Professionisti Serie B, per la riforma e/o l’annullamento della decisione della Corte Federale d’Appello – Sezioni Unite della Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC), di cui al C.U. n. 122/CFA, depositata in data 18 giugno 2019, che, in parziale accoglimento del gravame presentato dal Palermo e in parziale riforma della decisione impugnata, ha rideterminato, ai sensi del combinato disposto di cui agli artt. 10, comma 3, e 16 CGS, la misura sanzionatoria a carico della società ricorrente in punti 20 di penalizzazione in classifica, da scontarsi nella s.s. 2018/2019, oltre all’ammenda di € 500.000,00, in luogo della sanzione della retrocessione all’ultimo posto in classifica per il Campionato di Serie B 2018/2019, irrogata dal Tribunale Federale Nazionale FIGC con decisione di cui al C.U. n. 63/TFN del 13 maggio u.s..

 

Riuniti i ricorsi di cui in epigrafe per connessione oggettiva.

HA DICHIARATO INAMMISSIBILE IL RICORSO DEL FOGGIA (ricorso 54/2019). HA, ALTRESI’ DOSPOSTO che le spese seguano la soccombenza e vengano liquidate nella misura di € 2.000,00, oltre accessori di legge, in favore della resistente FIGC; nella misura di € 1.000,00, oltre accessori di legge, in favore della resistente Unione Sportiva Salernitana 1919 s.r.l.; nella misura di € 1.000,00, oltre accessori di legge, in favore della resistente LNPB. Ha compensato le spese nei confronti dell’U.S. Città di Palermo S.p.A..

 

HA RESPINTO IL RICORSO DEL SIG. GIAMMARVA (ricorso 60/2019)  E HA DISPSOTO che le spese seguano la soccombenza e vengano liquidate nella misura di € 3.000,00, oltre accessori di legge, in favore della resistente FIGC.

 

HA RESPINTO il ricorso del PALERMO (ricorso 61/2019) e ha disposto che le spese seguano la soccombenza e vengano liquidate nella misura di € 3.000,00, oltre accessori di legge, in favore della resistente FIGC, e nella misura di € 1.000,00, oltre accessori di legge, in favore della resistente LNPB.

Roberto Carannante prossimo allenatore del Foggia? le sue parole

Roberto Carannante, ex capitano del Foggia e attuale allenatore in cerca di panchina, commenta cosi il suo eventuale ritorno a Foggia come allenatore, dopo essere stato per qualche anno la bandiera del club pugliese.

Queste le sue parole:
Foggia non è solo la città dove sono stato tre anni splendidi ,vincendo e facendo il capitano , è Anima, Passione, Esaltazione, Gratificazione, insomma è il Mio Cuore.
Questa premessa l’ho fatta per dire che qualcuno mi ha accostato a qualche cordata che vuole partecipare alla manifestazione di interesse per prendere il Foggia.
Sarei felicissimo di venire ad allenare il mio Foggia, ma proprio per tutto quello scritto prima , dico che il mio compito è allenare ,spero tanto che il Foggia venga preso da una cordata fortissima , ma solo dopo aver preso il Foggia potranno chiamarmi se riterranno opportuno, e non sarò io a dover avallare l’una o l’altra cordata. Ci saranno persone atte a giudicare . VVB ❤?

Roberto Carannante in queste ore è stato accostato varie volte come maggior indiziato per la guida del Foggia. E a quanto pare i tifosi foggiani, che non lo hanno mai dimenticato, apprezzerebbero molto tale scelta da parte di una nuova cordata.

Staremo a vedere, al momento per il Foggia Calcio sono state presentate delle manifestazioni di interesse da parte di diverse cordate per rilevare il club.

Foggia, appuntamento con il futuro rinviato a lunedì 22

L’appuntamento con il futuro è momentaneamente rinviato al 22. Con una mossa assolutamente a sopresa il sindaco Franco Landella ha inteso prorogare i termini della manifestazione di interesse relativa all’acquisizione del titolo sportivo del Foggia. Ha, così, spostato la scadenza da martedì 16 a lunedì 22 luglio sempre alle ore 12.

La Foggia calcistica resta dunque in attesa di conoscere il proprio destino. Ciò, dopo il fallimento seguito al disimpegno della famiglia Sannella. Tante possibilità, tra le quali quattro sarebbero quelle di spicco.

In pole position c’è la cordata guidata Tullio Capobianco e Matteo La Torre. Protagonisti con il Foggia tra il 2007 ed il 2009. Periodo durante il quale sfiorarono più volte la promozione in B. Con loro ci sarebbe anche Pino Di Carlo, ex presidente di Confindustria di Capitanata tra i più importanti costruttori del territorio.

Per il progetto tecnico ci sarebbe la conferma di Luca Nember. Questi ha incontrato gli imprenditori per una seria ipotesi di rilancio. Leggermente inferiori sarebbero le possibilità della cordata guidata da un altro ex dirigente rossonero, Sario Masi, un gruppo composto da imprenditori non foggiani ma attivi sul territorio ed operanti nel settore della medicina e della sicurezza sul lavoro.

Più defilate paiono le posizioni del gruppo Follieri e del gruppo legato all’imprenditore edile Nicola Di Matteo i cui rispettivi progetti sono già stati inviati al sindaco Landella prima della decisione di rinviare di qualche giorno la scadenza che determinerà il futuro del nuovo Foggia.

In sei per comprare il Foggia, Follieri annuncia: “Pronti 15 milioni”. In extremis c’è anche Nember

Sono sei in totale le manifestazioni di interesse per l’acquisizione del titolo sportivo della squadra di calcio della città di Foggia depositate questa mattina a Palazzo di Città. Il primo plico è stato chiuso alle ore 9:10 ed è stato consegnato da Gianfranco Travagin, legale rappresentante di una costituenda asd. Alle ore 10:20, è stata depositata la richiesta della Soccer Foggia Ssd di Raffaello Follieri. Subito dopo, alle 11:10, ecco la busta di Nicola Di Matteo di una Ssd ARL. Alle 11:15 è pervenuta anche la domanda della Idev Sas del produttore cinematografico Francesco Di Silvio, depositata a mano da Peppino Affatato. Infine le ultime due istanze prima della chiusura alle 12: una presentata dalla Calcio Foggia 1920 Ssd del gruppo guidato da Sario Masi e quella del direttore sportivo Luca Nember che ha smentito la notizia che circolava nelle scorse ore su un suo probabile addio. Intanto, però, il sindaco ha prorogato i termini fino alle 12 di lunedì 22 luglio.

Fra le manifestazioni di interesse per il Foggia c’è anche quella del faccendiere Raffaello Follieri (ci aveva già provato in passato) che attraverso la società inglese Follieri Capital Ltd ha presentato la documentazione per il bando entro il termine, fissato a mezzogiorno. Dopo l’ultima stagione in Serie B conclusa con la retrocessione e il fallimento, la squadra ripartirà dalla D, con una proprietà scelta dal sindaco di Foggia, Franco Landella, e dalla Federcalcio. Qualora vincesse il bando, come si legge in un comunicato, “Follieri si impegna a portare avanti per 5 anni il progetto con un impegno di spesa complessivo di 15 milioni euro”, e “il primo atto sarà la capitalizzazione per 1 milione di euro sul conto della Soccer Foggia, contestualmente all’assegnazione del titolo in suo favore, prima dell’iscrizione al campionato prevista il 9 agosto”. Inoltre, continua la nota, “gli abbonati accederanno gratis all’amichevole che si disputerà per presentare la squadra”.

Lecce, la carica di Liverani: “Uniti per far bene anche in A”

Alla vigilia della partenza per il ritiro di Santa Cristina Val Gardena, il tecnico giallorosso intervenuto in conferenza ha voluto ripercorrere il cammino che ha portato i suoi al doppio salto dalla C alla massima serie:
“Quello che abbiamo fatto è straordinario- ha affermato Liverani- e lo abbiamo ottenuto grazie a due fattori al centro del nostro progetto: unione ed organizzazione”. Da questi due elementi secondo Liverani il Lecce dovrà ripartire per colmare il gap con le altre di concorrenti di serie A.

Per farlo servirà, naturalmente, anche un’adeguata campagna di rafforzamento.
Gli arrivi dal Genoa di Lapadula e Rossettini rappresentano un segnale forte. Segnale della volontà della società di ben figurare nella massima serie.

Ma Liverani è consapevole di come la rosa vada ancora puntellata:
“Servono ancora tre o quattro acquisti- ha evidenziato il tecnico- stiamo lavorando per raggiungere gli obiettivi”. Inevitabile in tal senso il riferimento a Burak Ylmaz il cui possibile arrivo rappresenta il vero e proprio tormentone dell’estate: per Liverani il bomber del Besiktas rappresenta una buona occasione, ma non è l’unica”.

I lavori sono ancora in corso, il Lecce però, ha tanta voglia di farsi trovare pronto all’appuntamento con la serie A.

Iscrizioni in Lega Pro, è il giorno della Covisoc: sei posti liberi, Bisceglie e Cerignola vedono la C

Oggi è il giorno della Covisoc che, vagliati tutti gli incartamenti presentati dalle 57 società appartenenti alla Lega Pro (Siracusa, Albissola e Lucchese hanno rinunciato), comunicherà chi non ha superato l’esame ed è, momentaneamente, fuori dal professionismo.

Praticamente certe le esclusioni di Arzachena e Foggia, che hanno presentato domande di iscrizioni incomplete, mentre in Serie B toccherà al Palermo dire addio e ripartire dalla Serie D.

Saranno minimo sei i posti liberi da occupare. Virtus Verona, Fano e Bisceglie, ovvero le tre retrocesse dalla Lega Pro, si prenderanno i posti lasciati vuoti da Siracusa, Albissola e Lucchese.

Si aprirà, poi, la corsa al ripescaggio che vedrà protagoniste Audace Cerignola (che oggi ha presentato la domanda), Paganese (ancora in dubbio) e Modena (domanda già presentata da un paio di giorni).

In corsa anche Turris e Taranto, nel caso in cui ci fosse qualche sorpresa dalla Covisoc o qualche rinuncia in extremis.

Casillo torna a farsi sentire.

Lo fa con una lettera aperta in cui annuncia incursioni televisive e per rivolgersi al sindaco Franco Landella. Ecco il testo con cui l’ex patron del Foggia contestualizza l’attuale situazione dei rossoneri.

LA STRADA DEGLI EX. E’ consuetudine, ormai, che al tramontare di una stella, arrivi l’ex di turno a salvare la faccia a una città e a una squadra in preda a una crisi di nervi.
Che, poi, vada annoverato anche io tra gli ex, non può che essere una piacevole realtà.
Sono l’ex Patron del Foggia Calcio, per intendere quello della seria A con Rambaudi, Signori,BaianoKolivanov, Shalivomv, di Biagio etc. etc.; sono l’ex Re del Grano, proprietario di 52 aziende tutte miseramente annientate da una campagna di odio e diffamazione che portò al mio arresto e alla mia assoluzione dopo 14 di causa; le mie società sono fallite non per mala gestio ma per la chirurgica operazione di delegittimazione posta in atto da schegge impazzite rappresentati da falsi pentiti manipolati da alcuni magistrati (per fortuna pochi, considerato che la gran parte dei essi è gente per bene) politicamente indirizzati a danzare sul mio cadavere.
Sono un ex. Ma, ogni qualvolta occorre un termine di paragone per giudicare il presente, non si perde occasione per tirarmi in ballo per dire “speriamo che non sia come Pasquale Casillo”.
Anche oggi, leggo su alcuni giornali, che altri ex si avvicinano al Foggia per costruire un futuro con “gente seria”. Mi chiedo e chiedo a questi ex come me: ma dove eravate voi quando ho portato il Foggia in serie A? eravate al mio fianco e abbiamo lavorato con economie al risparmio per programmare quel futuro che all’alba di quel giorno di aprile del 1994, quando venni arrestato come un boss della Camorra ( con dispiegamento di uomini e mezzi degni solo di personaggio di primo piano della malavita organizzata) naufragò miseramente lasciando, però, nelle casse della INVESTIND, proprietaria del Foggia Calcio, qualcosa come 56 miliardi di vecchie lire. Dopo solo 4 anni, ossia nel 1998, i soldi erano finiti perché gestiti da curatori fallimentari senza scrupoli e senza nemmeno una segretaria; da ex miei amici che prima sparirono dalla città, temendo per la loro libertà e poi, come le apparizione santifiche, riapparirono allorquando le acque si erano calmate e il colpevole era stato assicurato alle patrie galere. Quel colpevole che dopo 14 verrà totalmente assolto.
Ho pagato io anche per tutti voi. Il giocattolo Foggia vi ha resi famosi come picco starlette ma si sa, le stelle cadenti durano l’attimo di uno sguardo e muoiono quando si staccano dal loro sole. Anche voi, staccata da me e dai soldi miei e della mia famiglia, siete tornati nel dimenticatoio.
Sono tornato a Foggia da uomo libero e da persona dal certificato penale immacolato. Ho ripreso a sognare una programmazione per il futuro del Foggia Calcio che non passasse dalle spese folli e che non potesse prescindere da uno stadio e da un settore giovanile fucina di campioni del domani.
Ho sognato di ritornare ma la forza non era più la stessa. Ho chiamato al mio fianco i miei ex amici, ossia quelli che un tempo fecero conoscere Foggia fino a Madrid e a giocare con il Real.
Ho sognato, è vero. Quando sei innamorato non puoi ragionare che con il cuore. Il cuore mi disse di ricompare il Foggia Calcio nel 2010 dagli imprenditori che lo vendettero con passività di oltre un milione e mezzo di euro e con la promessa delle sponsorizzazioni finalizzate all’accollo della metà della debitoria.
Lo compari con uno stadio non adeguato alla serie C, con una capienza di meno di 3.000 spettatori e con un manto erboso reduce da un concerto che costrinse la squadra a giocare in trasferta le prime tre partite di campionato. Lo comprai tra mille problemi economici e sull’orlo della mancata iscrizione; lo comprai per l’amore che ancora nutro nei confronti di quei colori.
Con me ritornarono Zeman Pavone e Altamura.Ognuno di loro ci mise del suo. Onore e tutti e tre. Con loro arrivarono , tra gli altri, Insigne, Laribi, Sau, Regini, Romagnoli, Salamon, e tanti altri campioni che ancora militano in serie A e in Nazionale. Mai scelta più oculata fu fatta e mai i conti di quella società, a parte i debiti pregressi, non consentirono al Foggia la certificazione della COVISOC.
Ma le nubi nere dell’odio della maldicenza tornarono a oscurare il cielo della Città, materializzandosi nei dinieghi all’aumento della capienza dello stadio per mano di chi amministrava il Governo cittadino (Sindaco Mongelli); nei torti arbitrali che non ci consentirono un campionato legittimo (si pensi ai tre gol annullati contro la Nocerina; al gol di mano di Biancolino; alle sanzioni economiche pagate per le multe dovute all’uso di petardi e delle continue intemperanze dei tifosi che non poco incisero su un bilancio di una società che cercava di ottimizzare i costi con le valorizzazioni e il minutaggio).
Non fu colpa mia se Zeman decise di scegliere Pescara dopo essersi affacciato di nuovo sul palcoscenico del calcio che contava utilizzando una sciarpa rossonero del Satanello; non fu colpa mia se decise di portarsi con se i gioiellini che fecero sognare il salto di qualità.
Non fu certo colpa mia se coloro che nel 2012 mi promisero aiuti per iscrivere la squadra al campionato si tirarono indietro con la scusa che gli imprenditori non potevano garantire grosse compartecipazioni; non fu certo colpa mia se coloro che avevano sottoscritto le sponsorizzazioni (ossia i magnifici 8) approfittando dello stato delle cose, decisero tutti insieme di non pagare più.
Finì una stagione, la mia seconda stagione alla guida del Foggia Calcio con un impegno economico della mia famiglia gravoso ma che consentì alla COVISOC di certificare la legittimità dei conti. Il mio Foggia non fallì se non dopo qualche anno e con una squadra militante in terza categoria. Non fu mai contestata una ipotesi di bancarotta per distrazione perché i conti erano in ordine e debiti non furono contratti sotto la gestione della mia famiglia. Il Foggia fallì per una istanza di fallimento di alcuni personaggi che senza aver mai messo piede in società si inventarono cause per spillare soldi e che, sistematicamente ancora si riciclano presentandosi con il cilindro in mano al nuovo padrone, pronti a partecipare alla prossima trasmissione televisiva e elogiare il nuovo avventuriero. Il mio Foggia fallì per merito/demerito di pochi personaggi e per pochi soldi nonchè per le spese legali non assolte a un altro discutibile personaggio che difese (e difende) in palese conflitto di interesse ora l’una ora l’altra società di calcio.
Pecunia non olet.
Il mio Foggia fallì per meno di centomila euro. Il mio Foggia subi torti arbitrali, torti amministrativi con il peggior nemico rappresentato dal Comune di Foggia; torti giudiziari. Nessun imprenditore che fino a ieri è corso al capezzale del Foggia con una mano dentro il portafoglio e una sul portafoglio per timore che i soldi uscissero realmente, mi aiutò a superare la china e a partecipare al completamento della fidejussione.
Alcuni ex oggi si presentano alla città con la voglia di ripartire ma di non fare gli errori del passato. Il passato non è rappresentato da Pasquale Casillo. Io ho dato tanto e tanto ho ricevuto. Amore dalla gente comune; odio dai miei amici imprenditori, dal mondo di mezzo e da una amministrazione comunale che vedeva il suo massimo rappresentante uomo garante dei palazzinari e Sindaco della Città. Forse un più che latente conflitto di interesse c’è stato. Peccato che nessuno se ne sia accorto.
Lo struzzo affossa la testa nella sabbia quando non vuole vedere e/o sentire o, quando ha paura.
Io la testa l’ho tenuta sempre dritta sul collo a costo di perire quando qualche sconsiderato mi attinse con un casco perché non avrebbe visto (gratis) il Foggia l’anno successivo.
Fui costretto a abdicare anche a causa di coloro che fomentarono la folla e organizzarono manifestazioni e cortei di piazza per allontanarmi.
Oggi non mi pento di quello che sono stato e di quello che ho fatto. Ho dato lavoro a migliaia di padri di famiglia e ne sono felice. Sono un uomo libero nel pensiero e non ho debiti con la giustizia. Non posso dire lo stesso di altri!
Non giudico che è venuto dopo di me. Non tocca a me farlo. Ci sarà sempre un giudice a Berlino.
Auguro a chi si ripromette di programmare il futuro di non prescindere dal passato. Non c’è futuro senza passato.Il titolo sportivo è nelle mani del Sindaco Franco Landella, il quale ha un gravoso compito, quello di individuare le persone competenti, rifugiando dagli avventurieri.
Auguro a Lui l’illuminazione divina così che, folgorato sulla via di Damasco, possa scegliere il nuovo guru che indirizzi benevolmente le sorti della squadra di calcio del futuro.
A me non resterà che aspettare che il cadavere del mio nemico attraversi quel fiume di odio che ancora tracima allagando le vie di una Città facile a dimenticare chi le fece del bene.
Pasquale Casillo

N.b. In questi giorni dopo questa mail che spero venga pubblicata andrò in televisione per mettere fine a tutte queste chiacchiere una volta per tutte, facendo nomi di magistrati e curatori incompetenti.

In difesa di Cristian Agnelli

La pazienza di un popolo, quando viene messa troppe volte alla prova, diventa rabbia.

Così, ben si comprende l’ira del tifoso foggiano che, per la seconda volta nel giro di sette anni, dopo la mancata iscrizione del Foggia in Serie C, sarà costretto a seguire la propria squadra nell’oblio del calcio, i dilettanti.

Chiariamoci: la rabbia verso la proprietà, purché non trascenda in violenza, è sentimento comune a tutti i tifosi foggiani. Ci si sarebbe sorpresi di una mancata reazione: l’assenza di rabbia avrebbe significato indifferenza, una delle peggiori mancanze umane.

Tra le manifestazioni di rabbia e protesta, davvero non riusciamo a comprendere quella rivolta al capitano della squadra, Cristian Agnelli.

“Agnelli traditore della Patria”, recita uno striscione comparso nella serata di ieri nel capoluogo dauno.

Cristian Agnelli non ha bisogno di un avvocato e, probabilmente, ne farebbe volentieri a meno. Tuttavia ci sentiamo di difendere l’ormai ex capitano, sperando che questa nostra difesa traballi meno di quella impersonificata da altri calciatori del Foggia.

Agnelli non ha il talento di Modric, né la tecnica di Verratti. Se fosse stato diversamente la sua carriera non si sarebbe snodata tra Serie B (poca) e (tanta) Serie C. Non è nemmeno il giocatore che fa sognare i ragazzini con i suoi dribbling.

Agnelli è foggiano ed è tifoso del Foggia. Ed è vero, non basta essere tifosi del Foggia per ingraziarsi i tifosi: del resto, quest’anno, altri figliol prodighi sono rientrati alla base senza che i risultati siano stati ottimi.

Eppure non ci sentiamo di fare di Agnelli un capro espiatorio. Già, perché l’ormai ex numero 4 rossonero, in sette anni non si è mai allontanato dal senso di appartenenza ai colori dei satanelli, dal senso di etica della fatica. Lo si vedeva dalla voglia che ci metteva quando entrava in campo, da come “ronzava” da una parte all’altra del centrocampo, cercando di dare una mano ai suoi compagni.

Si percepiva la sua voglia di fare del bene sia quando giocava bene, che quando smistava con troppa fretta dei palloni, quando sbagliava la soluzione da adottare, il passaggio od il cross da fare.

Ed era giusto che, come tutta la squadra, si beccasse in silenzio il mormorio ed i fischi del tifoso foggiano. Si è fatto carico delle responsabilità, da ultimo alla Gazzetta dello Sport, nell’intervista di due giorni fa, in cui ha dichiarato: “da capitano, per quanto accaduto sul campo, mi assumo tutte le responsabilità: si sarebbe potuto fare di più, la squadra doveva conquistare la salvezza. E’ stata una stagione dura, paragonabile ad un incubo: non abbiamo alibi e non bisogna cercare giustificazioni”.

Ma non può accertarsi l’abuso della parola “tradimento”, specie se accostata al concetto di “Patria”. Agnelli non è un qualsiasi Badoglio che ha tradito il suo esercito; non ha vilipeso il plotone rossonero, ma l’ha difeso con le sue forze; forze che, per poca generosità della natura, sono inferiori alle potenzialità di altri ex “beniamini” rossoneri, già emigrati verso altri lidi, che evidentemente non garantivano lo stesso impegno.

Al netto delle sue doti da calciatori, che colpa ha Agnelli? Di che peccato si è macchiato? Forse semplicemente quello di aver fatto parte di una truppa troppo debole, incapace di far fronte ad una stagione “da battaglia”,  piene di insidie e di difficoltà, senza mezzi sufficienti a vincerla.

Dalle sconfitte si può e si deve ripartire. Ma con equilibrio di giudizio, per comprendere le cause degli errori. E non ricommetterli più.

Il Carpi si aggiudica il Premio Fair Play e lo Spezia quello Disciplina 2018/19

L’ ultimo atto dell’ appena conclusa stagione di Serie B regala l’ ennesimo colpo di scena consegnando al Carpi il Premio Fair Play e allo Spezia quello Disciplina. Nei due trofei Rispetto istituiti dalla Lega B si tiene conto esclusivamente dei provvedimenti disciplinari adottati dal Giudice sportivo per il comportamento dei tifosi e dei tesserati delle società.
Proprio nel primo dei due premi si concentrano le maggiori riserve riguardo all’assegnazione e all’intera classifica. Senza nulla togliere al Carpi vincitore, và sottolineato che 2 delle prime 3 posizioni sono occupate da squadre che hanno un seguito di tifoserie molto inferiore (o praticamente nullo nel caso degli emiliani) rispetto a quelle che occupano le ultime posizioni, le quali sono rappresentate da città con un cospicuo numero di abitanti, un grande blasone alle spalle e soprattutto il perseguimento di obiettivi sportivi come promozione, lotta salvezza, playoff e playout, che verso fine stagione coinvolgono ulteriormente il numero degli interessati facendolo di conseguenza lievitare. Quindi risulta quasi normale che una società come il Lecce, promossa in Serie A proprio grazie allo sprint finale, e che ha fatto registrare il maggior numero di presenze in casa e in totale tra partite casalinghe e trasferta, piazzandosi per presenze fuori casa solo dietro al Brescia (altra promossa!!!), sia più facilmente esposta a subire sanzioni avendo dalla sua un grandissimo seguito di presenze in un clima di grande entusiasmo visti i risultati. Con questi criteri possono essere facilmente tracciate di inciviltà realtà che oltre a una grande storia calcistica hanno dimostrato di possedere una grandissima maturità,battute finali dello scorso campionato, basti pensare ai tifosi del Foggia che nonostante una situazione societaria disastrosa, hanno seguito la squadra fino all’ultima giornata sostenendola in maniera civile e colorando gli stadi di tutta Italia offrendo uno spettacolo che per questa Serie B è risultato essere un autentico lusso.
Senza polemizzare con nessuno o ergersi a giudice supremo di questa o altre situazioni, dopo aver fatto le dovute riflessioni e analizzato per bene i fatti, ci sentiamo di dire che è evidente che il criterio di assegnazione del punteggio per stilare la classifica è alquanto discutibile proprio in virtù di di quanto detto precedentemente.
L’ unica nota positiva rappresentata da questo episodio è che va a scagionare tutte quelle persone componenti la Lega B che fin dall’inizio del campionato scorso a causa di decisioni a dir poco particolari come la formula a 19 squadre, poi il caso Palermo, i playout annullati e ripristinati, erano stati accusati dall’opinione pubblica di presunta malafede. In quest’ ultimo caso, meno grave degli altri, si denota benissimo che i problemi e le lacune alla base sono ben altri e il fatto che si arrivi costantemente allo sbandamento ne è la prova.
Insomma la linea di menefreghismo ultra secolare già enunciata da Dante nel IV Canto del Purgatorio  in cui il sommo poeta descriveva con i seguenti versi “Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave senza nocchiere in gran tempesta, non donna di provincie, ma bordello!“ sembra prevalere e perdurare nel tempo nel nostro stivale. Senza fine.

Danilo Sandalo

Foggia Calcio, 9 indagati per autoriciclaggio: tra questi ci sarebbero il pres. Fares ed i patron Sannella

È pesentassima l’accusa che pende sui vertici del Foggia Calcio e che emerge dal decreto di perquisizione emesso dalla locale Procura: autoriciclaggio.

La vicenda, divulgata dai principali media locali, coinvolgerebbe nove persone, che sarebbero finite nel registro gli indagati per autoriciclaggio: tra questi i due patron Franco e Fedele Sannella ed il presidente Lucio Fares.

 La Satel srl, società del gruppo Sannella, avrebbe emesso fatture per operazioni inesistenti.

Il provento di questi reati potrebbe essere stato impegnato nella gestione del Foggia Calcio, concretizzando il reato di autoriciclaggio.

Oltre ai due fratelli Sannella, tra gli altri indagati ci sarebbero anche Roberto Pierre Jean Dellisanti, amministratore delegato del Foggia.

Foggia, arriva la Guardia di Finanza allo Zaccheria

Non c’è pace per il Foggia e per i suoi tifosi.

Dopo l’onta della mancata iscrizione al Campionato di C (o meglio, dopo la presentazione di una domanda di iscrizione irregolare, che verrà bocciata dalla Covisoc) e l’imminente spettro dei dilettanti, questa mattina allo stadio “Pino Zaccheria” sono arrivati i militari della Guardia di Finanza.

Sono in corso dei controlli delle Fiamme Gialle nei locali della società rossonera allo stadio.

Una spiacevole notizia che non fa altro che surriscaldare il già rovente clima che circola dalle parti di Viale Ofanto.

Consiglio direttivo Lega Pro: 57 domande pervenute, Foggia iscritto

“Si è riunito oggi a Firenze il Consiglio Direttivo della Lega Pro che ha valutato le documentazioni depositate dalle società nei termini indicati dalla normativa federale: sono 57 le domande pervenute, di cui 56 complete. La società dell’Arzachena ha presentato domanda di ammissione non completa mentre sono 3 le società che non hanno presentato domanda di iscrizione al campionato 2019-2020 di Lega Pro: Albissola, Lucchese e Siracusa”.

Questo quanto appena pubblicato dalla Lega Pro. Albissola, Lucchese e Siracusa non hanno presentato domanda, l’Arzachena l’ha presentata non completa. Nessuna mensione per quanto riguarda la situazuone del Foggia.

Serie C, anche il Foggia si è arreso: niente iscrizione, ripartirà dalla D

Il club pugliese ha perso il professionismo e ripartirà, con molta probabilità, dalla Serie D.

A comunicarlo è il sito GianlucadiMarzio.it.

Il Foggia era stato messo in vendita dalla famiglia Sannella, al prezzo di un euro. Il Sindaco Franco Landella ha provato a trovare imprenditori che potessero dare il loro contributo alla causa, ma dopo l’ottimismo dei giorni scorsi, si è preso coscienza della situazione drammatica del club, quando alcuni imprenditori hanno ritirato il loro contributo.

Serie B e Serie C, si avvicina il gong per le iscrizioni: in due annunciano il forfait

Il weekend decisivo per l’iscrizione ai prossimi campionati di calcio è arrivato e già in due hanno alzato bandiera bianca. Il campionato di Serie C perde Albissola e Siracusa, con almeno altre cinque società a rischio per la scadenza fissata nella serata di lunedì, entro quando andranno completati gli obblighi federali (tra cui pagamento degli stipendi fino a maggio, deposito della fideiussione e riequilibrio contabile stabilito dai parametri Covisoc). Dalla Serie B arrivano invece segnali positivi dai tre club in bilico per presentarsi ai nastri di partenza della prossima stagione. Il Palermo ha annunciato l’immissione di capitali necessaria per poter saldare lunedì tutti gli adempimenti, il Trapani ha cambiato proprietà in extremis e il Chievo, non potendo usufruire sin da subito dell’intero paracadute da 25 milioni, ha trovato sul mercato i soldi necessari per mettersi in linea con quanto previsto dai regolamenti.

La situazione dei clivensi, sebbene aggravata dalle vicende che avevano già portato ad una penalizzazione nello scorso campionato, è parsa meno grave del previsto. Il Chievo, infatti, potrà fare uso di un indennizzo da 25 milioni post retrocessione, però da regolamento può incassare solo il 40% di questa cifra prima dell’inizio della nuova stagione. Per questo è stato necessario intervenire per tappare le falle e la società del patron Campedelli ha provveduto a fare i primi passi nel mercato in uscita: il 22enne Depaoli andrà alla Sampdoria per 3 milioni e a breve dovrebbe essere ceduto anche il classe 2000 Vignato, altro gioiello di casa Chievo.

La voragine che ha dovuto coprire il Palermo, sempre in Serie B, è stata decisamente più ampia. La gestione Zamparini ha lasciato in eredità ai nuovi proprietari di Arkus Network una situazione tale da dover immettere subito circa 8,2 milioni solo per rispettare gli indicatori previsti dalla Covisoc. Il club rosanero si è però trovato costretto a fronteggiare anche i debiti verso i procuratori, con ingiunzioni di pagamento che hanno portato a pignoramenti dai conti correnti societari. In totale, stando a quanto annunciato dal presidente Albanese dopo l’assemblea dei soci di ieri, il Palermo ha dovuto immettere una somma pari a 10,7 milioni di euro per potersi garantire l’iscrizione, comprensiva di circa 5,5 milioni dedicata solo agli stipendi dell’ultimo trimestre per i tesserati, che verranno pagati lunedì. Sempre in Sicilia, la FM Service srl ha definito la cessione del 100% delle quote del Trapani alla cordata di imprenditori rappresentata dal romano Giorgio Heller. Il club granata ha già stipulato la fideiussione con Assicurazioni Generali e adesso deve risolvere tutte le questioni relative agli stipendi, con i giocatori che hanno messo in mora la società alla vigilia della finale dei play-off vinta col Piacenza.

Sempre in Sicilia, piange Siracusa. Se in Serie B le due rappresentanti isolane si avviano verso l’iscrizione, seppur in extremis, in Serie C si perdono pezzi. L’ad siracusano, Nicola Santangelo, ha gettato la spugna ieri: “Il Siracusa non si iscriverà al prossimo campionato di Lega Pro. Non hanno portato a nulla di concreto le varie interlocuzioni dei giorni scorsi con diversi soggetti. La società aveva bisogno di capitali entro il 24 giugno. Obiettivamente era impossibile far fede a tutti gli impegni in scadenza lunedì. Non c’erano più le condizioni per poter andare avanti”. Annuncio seguito poche ore dopo da quello dell’Albissola, salvatosi sul campo lo scorso anno senza penalizzazioni e costretto a dare forfait per non aver trovato uno stadio a norma per la Serie C dopo aver giocato a Chiavari nello scorso campionato: “Il territorio non ci ha compreso ed è una sconfitta per tutti – ha ammesso il patron Colla – io sono un industriale serio, di un’azienda quotata in Borsa, e mi dà fastidio essere preso per un pagliaccio”. Non è da escludere un dietrofront nelle prossime ore, qualora si dovesse trovare un impianto a disposizione nelle vicinanze.

Intanto la Serie C fa la conta delle prime due defezioni e rischia di aggiungerne altre: la Lucchese ha avviato lo scorso 21 maggio una procedura di concordato preventivo e per iscriversi necessita di oltre un milione, il Rieti sta completando la documentazione nonostante il mancato passaggio di mano tra Curci e Felleca, i giocatori dell’Arzachena hanno lanciato un appello (finora senza risposta) affinché vengano saldati gli stipendi mancanti per l’iscrizione e la Viterbese non trova un acquirente. Così come il Foggia, sebbene i fratelli Sannella abbiano messo in vendita la società a un euro. Per la scadenza di lunedì si sono mossi imprenditori locali e tifosi, con l’obiettivo di raccogliere i soldi necessari per gli stipendi entro lunedì. Un giorno che potrà segnare il primo dentro o fuori della nuova stagione calcistica.

Comunicato Stampa Foggia Calcio

In relazione alle notizie di stampa di recente pubblicazione, ed aventi ad oggetto le trattative per la cessione del Foggia Calcio, la Famiglia Sannella, precisa quanto segue.
Come noto, in questi 4 anni abbiamo profuso ogni sforzo, economico, morale e di impegno per il bene del Foggia Calcio e della Città, riuscendo a regalare a tutti i tifosi gioie e soddisfazioni che mancavano da tempo.

Le gravi vicissitudini che hanno colpito la nostra famiglia e la squadra, per fatti ancora oggi tutt’altro che accertati o dimostrati, hanno certamente condizionato i risultati sportivi della stagione appena conclusa, culminata con una retrocessione dolorosissima, resa se possibile ancor più amara dalla paradossale vicenda della sospensione dei playout, ennesima ingiustizia a danno della nostra passione.

In una situazione del genere, l’impegno richiesto alla nostra famiglia è divenuto semplicemente troppo gravoso, e non più sostenibile, tanto da rendere necessario porre in atto tutte le opportune azioni per il passaggio di proprietà delle quote del Foggia Calcio.
In questo senso, confermiamo di aver dato, da tempo, mandato al nostro Studio Legale di riferimento di ricercare eventuali potenziali acquirenti e di condurre quindi le relative negoziazioni.

Confermiamo anche l’esistenza di soggetti interessati, e come le opportune trattative ed analisi per la cessione della società siano ad oggi in corso.
Tuttavia, non potendo mai dirsi certa la conclusione di una trattativa sino al momento dell’effettivo perfezionamento degli accordi, e tenuto conto della necessità dell’iscrizione del Club entro il 24 di giugno, confermiamo in ogni caso la piena ed assoluta disponibilità a valutare ogni ulteriore proposta relativa all’acquisizione della società, con l’unica condizione che si tratti di un progetto serio e concreto.

Lo scopo, da parte nostra, è ancora una volta quello di consentire al Foggia di avere un futuro nel calcio professionistico, evitando di vanificare gli enormi sforzi compiuti nel corso degli anni e la grandissima passione, della nostra famiglia e della meravigliosa tifoseria rossonera, e per questo abbiamo accettato di cedere il Foggia Calcio al prezzo simbolico di 1 euro, e ciò nonostante gli ingenti investimenti economici effettuati nell’ultimo quadriennio.

E’ stato un onore ed un privilegio.

Fedele e Franco Sannella