Virtus Francavilla, ufficiale il rinnovo del d.s. Mariano Fernandez

Con un comunicato ufficiale la Virtus Francavilla ha comunicato il prolugamento del contratto del direttore sportivo Mariano Fernandez fino al 2021.

“Virtus Francavilla Calcio comunica la prosecuzione del rapporto contrattuale, già stipulato lo scorso anno, con il direttore sportivo Mariano Fernandez fino al termine della prossima stagione.
La società augura un grande in bocca al lupo al direttore per le prossime sfide professionali in biancazzurro”.

Novità importanti per la ripartenza in sicurezza del calcio: "Progettato un sistema di purificazione e sterilizzazione dell'aria".

Un sistema certificato di purificazione e sterilizzazione dell’aria, che promette di essere efficace anche contro il Covid 19 è stato realizzato dalla Clima Multi System Srl di Ostuni e la Fintek di San Marino. E’ già stato scelto da importanti aziende quali Barilla e Buitoni, può essere installato in Ospedali, Farmacie, Studi Medicie Ristoranti.
Uno strumento che può essere utilizzato per la ripartenza in sicurezza del calcio, infatti questo sistema sarà installato negli spogliatoi dello Stadio Nino Laveneziana di Ostuni.
Ne abbiamo parlato con Valerio Moro, titolare della Clima Multi System, che ci ha illustrato le caratteristiche di questo macchinario: “Il tutto è partito con la pandemia iniziata a marzo e con l’esigenza di agevolare la ripartenza in sicurezza dopo la fine della quarantena. Abbiamo progettato questo dispositivo che purifica l’ambiente dei luoghi chiusi al 99,9%. Con la riapertura di tutte le attività commerciali e l’esigenza di renderle sicure la mia azienda ha brevettato e sta commercializzando una nuova macchina che, riprendendo gli standard di sanificazione delle sale operatorie, riesce a lavorare h24 rendendo sicuri gli ambienti. AIRMED inattiva virus e batteri, igienizza e sanifica gli ambienti attraverso sette stadi di filtraggio, ossigeno attivo, sterilizzazione uvc.

Lega Pro, Ghirelli: noi non ripartiamo

È da poco terminato il consiglio federale, ma arrivano già le prese di distanza.

Attraverso una nota il presidente della Lega Pro Francesco Ghirelli ha commentato la decisione del Consiglio Federale di far ripartire i tre campionato professionistici bocciando di conseguenza quanto deciso dall’Assemblea di Lega Pro a larghissima maggioranza.

Queste le dichiarazioni di Ghirelli.

Devo parlare il linguaggio della verità: quello che è uscito dal Consiglio federale non mi soddisfa per nulla. La Serie C ha una sua evidente specificità nel campo professionistico, altrimenti non si capirebbe perché ci sono A, B ed appunto Serie C. Noi non siamo in grado di tornare a giocare, ce lo hanno detto anche i sessanta medici sociali, dovevamo fare gli ipocriti e non parlare il linguaggio della verità? Il calcio va veramente riformato nella sua cultura. Noi non siamo in grado di assicurare la certezza delle misure per salvaguardare la salute. Quello che si sa del nuovo protocollo ci porta a dire che sarà ancora più dura per i nostri club. Mi auguro che io abbia torto rispetto alla situazione. Discuterò ancora una volta con i presidenti con la stessa chiarezza con cui l’ho fatto da sempre. Poi qualcuno può andare a sollecitare scrivendo lettere per giocare i playoff. Playoff e playout si potrebbero disputare? Abbiamo votato alla luce del sole, né torneremo a discutere. Io non voglio sfidare nessuno, non c’è una lotta di potere, almeno per me conta solo la Serie C , i valori del calcio e al primo posto c’è la salute. La mia intenzione e‘ di proteggere gli interessi di tutti i club, valgono gli interessi generali e non quelli di qualcuno”

Consiglio FIGC: avanti Serie B e C. Si fermano i dilettanti. Playoff in A?

È iniziato alle 12 il Consiglio FIGC che deciderà le sorti del campionato. Arrivano i primi verdetti.

I campionati di Serie B e C vanno avanti, mentre si fermano i Dilettanti. I campionati dovranno concludersi entro il 20 agosto.

La discussione prosegue per la Serie A, dove si continua a non escludere la possibilità di playoff, per riuscire ad arrivare fino in fondo.

Seguiranno aggiornamenti.

Bari, De Laurentiis: "Sì ai play-off. Da molti pretesti per nascondere difficoltà economiche"

Il presidente del Bari, Luigi De Laurentiis, non si rassegna alle decisioni dell’Assemblea di Lega Pro ed ai microfoni di tuttocalciopuglia.com ha fatto il punto sulla situazione della terza serie del calcio professionistico.

Sul merito sportivo: “Non ho amato il modo con cui è stato rappresentato in assemblea il calcolo aritmetico per stabilire la quarta squadra da promuovere. Durante il consiglio molta confusione. Calcoli apparsi come arabo totale. Applicare il merito sportivo nel momento in cui non si comprende cosa può accadere mi fa capire che si voglia solo sospendere i campionati penalizzando chi ha fatto tanti investimenti. Se 52 su 60 vogliono la sospensione significa che è un campionato che non sta in piedi già a priori. Ho sentito discorsi sulle vite solo per nascondere quelle che per me sono difficoltà economiche. Noi abbiamo votato il sistema dei playoff. 17 si sono astenute. Allo stato attuale quindi la Serie C non ha nemmeno il numero di squadre per finire i playoff. Perché non ci sono le economie. Questo deve far pensare che la C non sta in piedi. È stata una votazione ridicola sotto tutti i punti di vista”.

Sui play-off De Laurentiis si è detto possibilista: “Bisogna essere fiduciosi nel riprendere il campionato o di giocare i playoff. Ci sono altre squadre in lizza. È giusto che si giochi il risultato sportivo attraverso il campo. Fare una previsione sugli scenari è molto difficile, lo fanno a malapena gli scienziati. Al momento la vedo complicata. Mi fa ben sperare la proattività di molte società e di Gabriele Gravina. Nel momento in cui ci siano le possibilità di farlo si torni in campo nel rispetto dei protocolli sanitari”.

Infine sulla ipotesi di una Serie B a due gironi, il presidente si è così pronunciato: “In questi momenti difficili bisogna perdere delle decisioni. La riforma della B a due gironi da venti squadre l’ho appoggiata. Sarebbe per me una bellissima decisione per far convergere tutte le piazze e club importanti in una Lega di B più competitiva. Sarebbe il momento di riordinare le idee. E lasciar perdere la C delegandola solo ad un semiprofessionismo”

Monopoli, per il futuro della retroguardia si guarda alla serie D

È già tempo di calciomercato in casa Monopoli.

In attesa di conoscere quello che sarà il futuro del calcio italiano, i biancoverdi iniziano a guardarsi attorno per costruire una squadra competitiva per la prossima stagione.

Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport (ed. Puglia), piacerebbe molto il giovane portiere del Gravina Andrea Loliva, protagonista di una buona stagione con il Gravina. L’alternativa a Loliva si chiama Alex Sposito: gioventù e 193 centimetri di altezza in difesa della porta. Ha impressionato anche il difensore del Lecce Niccolò Dario, protagonista di esaltanti partite con la maglia del Brindisi. Anche per lui il salto di categoria sembrerebbe più vicino che mai.

Bari, De Laurentiis: Final8 per la quarta promossa

Luigi De Laurentiis, presidente del Bari, non si rassegna all’idea di non scendere in campo, o comunque di perdere la Serie B in favore del Carpi. Il presidente dei galletti, ai microfoni di epolisbari.com, lancia la proposta di playoff a otto squadre per individuare la quarta promossa in Serie B.

Queste le dichiarazioni di De Laurentiis. “Noi abbiamo le idee chiare e la piena consapevolezza che dobbiamo essere responsabili di fronte al Paese. mmaginiamo una ripresa degli allenamenti più avanti rispetto alla Serie A e questo ci permetterebbe di raccogliere la loro esperienza e di ripartire in piena sicurezza, e con date certe, col preciso intento di seguire protocolli ancora più sicuri in ambito sanitario. Final Eight? Può essere un’ipotesi su cui lavorare anche se non vanno scartati i play off che originariamente erano previsti a 28 squadre. Attualmente sono 16 le società che hanno votato a favore della conclusione sul campo della stagione e questo vuol dire che sono disponibili a una soluzione che non offenda la giustizia sportiva come quella di una promozione a tavolino. Si potrebbe pensare allo svolgimento delle gare nel Centro-Sud, non per avere vantaggi, ma semplicemente per stare più tranquilli tutti, viste le aeree e i numeri della pandemia. Si potrebbe inoltre, come ho già proposto, pensare ad una eventuale copertura televisiva per dare alla gente la possibilità di seguire l’evento da casa. Deve essere anche una festa, un simbolo di ripresa”.

Bari, De Laurentiis: "Scelta della Lega Pro è illogica"

Dalle pagine dell’edizione pugliese del Corriere dello Sport arrivano le dichiarazioni del presidente del Bari, Luigi De Laurentiis, a cui non sono andate giù le deliberazioni dell’Assemblea dei club di Lega Pro (secondo cui ad andare in B, oltre alle prime in classifica dei gironi di Serie C, sarebbe il Carpi).

Per il presidente del Bari le scelte della Lega “non solo violano, ma offendono la giustizia sportiva, che ha nel campo il suo inappellabile giudizio. Il Carpi ha giocato meno partite rispetto alla Reggiana ed al Bari. Ed è un principio illogico, che andrebbe almeno equiparato, prendendo in esame l’identico numero di gare. So bene che qualsiasi decisione susciterebbe reazioni e malcontento ma il Bari, che presiedo, vuole almeno che non ci siano procedimenti innaturali. I playoff rientrano nelle dinamiche del campionato, sono previsti e sono in calendario e negarli a chi ha avuto modo di guadagnarseli è profondamente illegittimo“.

La decisione finale spetta al Consiglio FIGC. De Laurentiis si è detto fiducioso “in una istituzione che punta sulla ripartenza del calcio. Esistono i margini per intervenire, per lasciare che il premio della promozione in Serie B arrivi attraverso il campo: si potrebbe cominciare tranquillamente a metà giugno o persino un pochino più in là. E andare in campo in notturna”.

Virtus Francavilla, Magrì: "Soddisfatto dell'assemblea di ieri. Ha vinto la democrazia"

Dalle pagine pugliesi del Corriere dello Sport , andate in edicola stamattina, il presidente della Virtus Francavilla, Antonio Magrì, si è detto contento dell’esito dell’assemblea di Lega Pro di ieri.

Queste le dichiarazioni del presidente. “Sono soddisfatto dei risultati ottenuti in assemblea, in cui finalmente sono venuti fuori i valori della democrazia. C’è stata una grande compattezza su quasi tutto, ma soprattutto sulla sospensione del campionato: quasi la totalità dei club, ben cinquantadue su sessanta, si è mostrata favorevole, soltanto una contraria. Credo che il Consiglio Federale non possa che prendere atto di questa nostra posizione. Noi, come Virtus Francavilla, ci siamo mostrati favorevoli al blocco delle retrocessioni e a dare il via libera alla promozione delle prime dei tre gironi, ma anche d’accordo sul blocco dei ripescaggi, in quanto si creerebbe un sovrannumero non indifferente“.

Bari, sui social la protesta di calciatori e tifosi contro la LegaPro

A Bari tra calciatori e tifosi serpeggia delusione e rabbia per l’esito dell’Assemblea di Lega Pro tenutasi ieri (di cui vi abbiamo parlato qui).

Secondo quanto riportato dall’ANSA  non è andata giù in particolare l’ipotesi di sancire la quarta promozione in Serie B con il contestato criterio dei “meriti sportivi” che favorirebbe il Carpi. Tanti calciatori (da Antenucci a Frattali) hanno postato su Instagram la parola “Rispetto”, con il sottotitolo “Sentimento che ci induce a riconoscere i diritti, la dignità di qualcuno o qualcosa“, al fine di reclamare che l’esito della stagione sia sancito dal campo con un turno finale di play off.

Anche i tifosi baresi, sulla pagine ufficiale del club su Fb, si sono mostrati molto contrariati dall’ipotesi che la formula dei “meriti sportivi” avvantaggi il Carpi (giunto terzo nel suo girone) rispetto al Bari, che ha conquistato il secondo posto nel girone C.

Foggia, Corda: "La Serie C è in minoranza in FIGC. La riforma non verrà votata"

Il tecnico del Foggia, Ninni Corda, ha commentato le decisioni dell’Assemblea di Lega Pro (ve ne abbiamo parlato qui: LegaPro: stop al campionato ed ai ripescaggi dalla D. ).

Ai microfoni di TMW.com Corda è apparso sicuro: “non temiamo niente, siamo tranquilli, la Lega Pro in Consiglio Federale ha solo il 12%, e dubito che a sostegno di questa proposta troverà la Serie D, l’AIC e l’AIAC, che detengono rispettivamente il 34%, il 20% e il 5%: nessuno vota contro i posti di lavoro, non penso proprio passerà la riforma su questo piano. Anche la Lega B probabilmente si opporrà. La UEFA poi è stata chiara, se c’è il cristallizzarsi delle classifiche, c’è in testa e c’è in coda, le retrocessioni ci saranno, per buona pace di tutti: in Francia, dove già si sono attuati i dettami UEFA, è andata così”.

Tanto tuonò che piovve. Ghirelli annuncia: votato per stop al campionato e blocco dei ripescaggi dalla D

La Lega Pro vota compatta per la sospensione definitiva della stagione. Nonostante dichiarazioni distensive fatte dal presidente della Terza Serie (Ghirelli scrive a Sibilia: “mai pensato di togliere le promozioni alla SerieD”) alla LND, la Serie C ha votato anche per lo stop dei ripescaggi dalla serie D. 

Considerato il clima di incertezza, anche economica, che circonda il mondo del calcio, l’assemblea dei club di serie C ha votato a grande maggioranza per la sospensione definitiva dei campionati.

Non si tornerà in campo, quindi, in Serie C. La Serie C vota per la promozione in Serie B delle le attuali tre capoliste (Monza, Reggina, Vicenza), per bloccare le retrocessioni e i ripescaggi dalla Serie D. Niente play-off, né sorteggio per la quarta promossa in B: verrà decretata attraverso una graduatoria di ripescaggi che terrà conto del merito sportivo (l’indiziata numero uno sembrerebbe il Carpi).

 Ghirelli ha così commentato: “mi ha colpito l’enorme senso di responsabilità, e il grande rispetto verso le ragioni di ognuno e anche verso le posizioni delle altre leghe e della Federazione. La più bella assemblea che abbia mai svolto da quando sono presidente”. Per la quarta promossa in Serie B abbiamo scelto “un indice in base alle partite giocate, una media punti insomma. Non abbiamo riflettuto sul nome dei club ma su un dato oggettivo: possono dire tutto meno che il sottoscritto non abbia l’onestà intellettuale di essere il presidente di tutta la Lega Pro”.

Questa, in estrema sintesi, la proposta che la Lega Pro porterà alla prossima assemblea della FIGC.

Se venisse accolta sarebbe una doccia gelata per due pugliesi: il Bari, seconda in classifica in Serie C; il Foggia, secondo a -1 dal Bitonto nel campionato di Serie D, girone H.
A due grandi realtà del calcio pugliese verrebbe, quindi, impedita la possibilità di salire di categoria, nonostante un campionato d’alta classifica stroncato sul più bello dal Covid-19.

Ultim'ora, Spadafora alla Camera: "dibattito aspro. Non è possibile fissare una data per la ripresa del campionato"

Al momento non è possibile fissare una data per la ripartenza dei campionati: ancora una doccia gelata per le leghe professionistiche di calcio arriva dalle risposte date pochi minuti fa dal ministro dello Sport Spadafora al Question Time odierno alla Camera Dei Deputati.

Il ministro ha annunciato che domani la FIGC incontrerà il comitato tecnico scientifico del Governo: “Dobbiamo continuare a tutelare la salute: dal 4 maggio sono ripresi gli allenamenti individuali, dal 18 riprenderanno gli allenamenti collettivi. Spero che domani il CTS possa dare il via libera al protocollo della Figc visto che il calcio non permette né distanze di sicurezza, né l’utilizzo di dispositivi di sicurezza. Negli ultimi giorni il dibattito è diventato sempre più aspro. L’idea di definire ora e subito la data della ripresa del campionato contrasta con quella di definire i passi sulla base dell’andamento dei dati. In Europa, in questo momento, le uniche date certe sono quelle dei paesi che hanno deciso di bloccare i campionati, di bloccarli per sempre. […] Di fronte a tali pressioni, non posso che ribadire lamia linea e quella del Governo: speriamo che i campionati possano riprendere regolarmente. Ma oggi è impossibile definire una data certa perché dobbiamo valutare come reagisce la curva dei contagi nelle prossime due settimane dal momento che solo due giorni fa il Paese ha avvito la fase 2. Solo dopo le valutazioni del comitato tecnico-scientifico il Governo potrà decidere”.

Ghirelli: "La riforma? Fake news". Poi attacca…

Il presidente della Lega Pro, Francesco Ghirelli, bolla come “fake news” la proposta di riforma dei campionati di serie B e serie C, circolata nei giorni scorsi. L’indiscrezione, di cui CalciowebPuglia vi aveva ampiamente parlato ( “L’indiscrezione sulla riforma dei campionati”) prevedeva una Serie B a 40 squadre in 10 gironi ed una Serie C a 60 squadre, divisa in tre gironi semiprofessionistici.

Ghirelli a Italpress ha dichiarato: “Girano fake news da un po’ di ore su una presunta riforma della Serie C: si dice B1 e B2 e poi dilettantismo. Essendo una persona per bene, rispondo in modo civile. Nessuna idea più fantasiosa poteva essere partorita. Non esiste semplicemente. Senza il volere e la decisione dei sessanta presidenti di Serie C non si va da nessuna parte. La Serie C non si fa invadere da predatori dell’Arca Perduta spalleggiati da qualche “cavallo di Troia” infiltrato tra di noi e disperato per il fallimento del suo progetto economico-finanziario che si gioca tutto puntando come al gioco della roulette su un solo numero. Troppo scoperto il gioco per mostrare subito la sua caducità totale. Noi faremo le riforme in accordo con il presidente federale Gabriele Gravina, mostrando il meglio di chi ragiona a sistema”.

Altro giorno, altro capitolo (diverso) scritto sulla sorte dei campionati. La sensazione è che per le serie minori del calcio italiano la fase-2 è ancora molto lontana.

Lega Pro: "è il momento delle riflessioni sul futuro della Serie C"

Si è riunito nella giornata di ieri il Consiglio Direttivo di Lega Pro, al fine di studiare una linea comune da portare all’Assemblea di tutti i club, che si terrà domani, giovedì 7 maggio. Questa la nota rilasciata dal consiglio al termine dei lavori.


“Il Consiglio Direttivo di Lega Pro si è riunito oggi per aggiornare e finalizzare le proposte da portare all’esame dell’Assemblea di Lega del 7 maggio, che avrà come argomento centrale di discussione il campionato. Il Direttivo, pur comprendendo le necessità delle serie maggiori di portare a completamento il campionato, ancora una volta ha voluto porre in rilievo il valore primario della salute, avendo per primi bloccato il campionato sin dallo scorso 21 febbraio, rimarcando la specificità della Lega Pro e l’impossibilità della ripresa del campionato di Serie C, come hanno confermato anche i 60 medici sociali dei club. Pertanto, nel rispetto delle normative federali e del Consiglio Federale che sarà chiamato alla decisione finale, il Consiglio Direttivo si è confrontato sulle proposte da presentare all’Assemblea nella consapevolezza di dover trovare una soluzione di buon senso. In una situazione emergenziale come quella che stiamo vivendo l’Assemblea sarà chiamata ad un fondamentale momento di riflessione che porti a sottoporre al Consiglio Federale la proposta che abbia il minor impatto sui club e la maggiore sostenibilità giuridica. Il Consiglio Direttivo si è inoltre ampiamente confrontato sul futuro della Serie C, anche alla luce dell’emergenza Covid-19 che sta mettendo a dura prova la continuità aziendale dei Club e l’intero impianto sociale del calcio. Intanto Lega Pro sta portando avanti, con il supporto di PwC Tls, il percorso di sviluppo strategico del calcio di Serie C che oggi si è arricchito anche grazie ai contributi emersi nel corso del Consiglio”.

Bisceglie, è saltata la cessione del club

Da notiziariocalcio.com arrivano aggiornamenti sulla possibile cessione del Bisceglie al gruppo guidato dall’avvocato Ingravale. La vendita del club neroazzurro apparre, al momento, saltata.
“In un momento di piena crisi come questa era difficile pensare di investire in questa società”. Esordisce con questo annuncio importante, Ingravalle, presidente della cordata che aveva raggiunto l’accordo per l’acquisizione del Bisceglie Calcio. “Tale situazione difficile – prosegue – a livello economico e sanitario, ha causato la caduta delle componenti che fondavano la nostra intuizione di acquisto della squadra. Nonostante ciò – conclude –, assicuro che Canonico mi ha ribadito la sua ferma volontà di cedere il club”.

Serie B a 40 squadre (in due gironi), Serie C a 60: l'indiscrezione di Sportitalia

Se dovessero trovare conferma le indiscrezioni lanciate ieri sera da Sportitalia, il calcio italiano si verrebbe a trovare di fronte ad una vera e propria rivoluzione, e non già ad un semplice cambio di format dei campionati.

Secondo l’emittente guidata da Michele Criscitiello, il campionato di Serie A resterebbe l’unico torneo invariato nel suo format: 20 squadre, con tre retrocessioni in Serie B.

  Il campionato di B dovrebbe essere trasformato in una maxi seconda serie composta da 40 squadre, suddivise in due gironi. Dalla Serie B verrebbero promosse in massima serie le vincitrici dei due raggruppamenti. Al termine del campionato dovrebbero poi essere disputati dei playoff unici per i due gironi, da cui uscirebbe la terza promossa in Serie A. Tre squadre per ogni girone dovrebbero retrocedere in Serie C.

La terza serie si appresterebbe, invece, a diventare un campionato non professionistico. Il format sarebbe quello di 60 squadre semiprofessionistiche, suddivise in tre gironi, che promuoveranno sei squadre in Serie B: la prima di ogni raggruppamento; le vincitrici di playoff di ogni singolo girone. Infine, nove squadre retrocesse in Serie D: tre per ogni girone.

Una vera rivoluzione, insomma. Non resta che attendere il Consiglio Federale di giovedì 7 Maggio per capire se la “bomba” lanciata da Sportitalia deflagherà o verrà disinnescata.

Ventola: "Bari squadra del cuore. Dare la possibilità di giocarci la promozione"

L’ex attaccante Nicola Ventola ha rilasciato un’intervista alla Gazzetta del Mezzogiorno, andata in edicola oggi, spendendo parole di amore per il Bari del passato e del presente.

Questi i passi principali delle sue dichiarazioni.

Sul suo amore per il Bari:  “Il Bari è la mia squadra del cuore, non ho mai tifato per altri. Sono sempre andato allo stadio con mio padre, con le farfalle nello stomaco per vedere Loseto, Maiellaro, Joao Paulo e poi ritrovarmi un giorno accanto a campioni come Protti e Kennet Andersson. Giocare nel Bari era il massimo: non volevo andar via. L’accordo iniziale con l’Inter era lasciarmi in biancorosso un’altra stagione, poi loro alzarono l’offerta e per il Bari fu un’occasione irrinunciabile. Nel 2009 in A fui ad un passo dal coronare il sogno di tornare, avrei accettato il minimo salariale, ma non rientravo nei programmi. L’amore, però, non è cambiato. 

Sul Bari attuale e sulla questione play off. La salute prima di tutto. Non possiamo dire quando si potrà giocare: i tempi sono scanditi dall’evoluzione del virus. Ma è doveroso programmare e avere diversi piani di attuazione perché parliamo di un indotto che rappresenta una risorsa irrinunciabile per l’Italia. Sul Bari ho un’idea precisa: comprendo le difficoltà della Lega Pro, ma si deve dar modo ai biancorossi di giocarsi la promozione. Il campo era stato chiaro nel dichiarare il valore di Antenucci e compagni che magari non sarebbero arrivati primi, ma di certo ai playoff si sarebbero trovati in pole. 

Chiusura sulle figure indimenticabili incontrate a Bari. Fascetti è stato esemplare nel tenere a bada i miei 18 anni. Protti perché ho vissuto i suoi 24 gol in A ed è stato un modello. Guerrero per la capacità di fare gruppo. E poi Ingesson: un uomo di grande spessore, un leader. Mi ha trattato con severità a volte, ma anche con dolcezza: mi manca tanto”.

Ghirelli: "Il calcio parta soltanto dopo tutte le altre attività del paese"

Un articolo di suo pugno in edicola oggi sul Corriere dello Sport: così il presidente della Lega Pro, Francesco Ghirelli è tornato a parlare della ripresa del calcio.

Ghirelli ha spiegato che il pallone deve tornare a rotolare “quando tutte, sottolineo tutte, le altre attività produttive del Paese avranno ripreso il loro cammino, nel rispetto totale della salute come bene primario e della catena di comando che vige in status di pandemia: autorità scientifiche e sanitarie-Governo-Coni-Figc-Leghe”.

Ghirelli ha poi sottolineato come la Serie A, da mondo speculativo, potrebbe diventare una sorta di laboratorio, che sperimenterà le modalità più utili per la ripresa, facendo da guida anche per le altre serie. Così il presidente: “La serie A dotata di risorse e strutture è in grado di svolgere un ruolo di sussidiarietà per tutto il movimento sportivo italiano. Nel contempo, potrebbe per la sua peculiarità nella preparazione alle gare, dare un contributo alla maggiore conoscenza del virus. La ripresa degli allenamenti in serie A prevede da parte del protocollo sanitario la costituzione di un «gruppo chiuso» per almeno 21 giorni. Una occasione irripetibile per la sperimentazione che si potrebbe fare e per mettere i risultati al servizio della scienza e della salvaguardia della salute di tutti. Un «gruppo chiuso» per tre settimane potrebbe fornire informazioni utili ad altri atleti e professionisti, da estendere ai dilettanti e anche alla popolazione. In questo modo, il calcio definito «speculativo» potrebbe così dimostrare di poter fare del bene al suo mondo e estendere benefici conoscitivi ed eventuali vantaggi ai cittadini e alla scienza”

Macalli: "Serie D? Facciano i dilettanti e non diano 100mila euro ai giocatori. Fregarsene dell'AIC"

Ospite di StadioAperto a TMWRadio, Mario Macalli – ex presidente della Lega Pro- non lesina critiche ed attacca ad ampio raggio Serie D (“facciano i dilettanti”), AIC (“bisogna fregarsene di quello che dice”) ed i promotori di una Serie C Elite.

Questo il contenuto delle dichiarazioni rilasciate dall’ex presidente, raccolte dalla redazione notiziariocalcio.com.

 “Se governassi io farei l’impossibile perché chi lavora con me accetti che il calcio italiano non regge più queste sessanta società. Bisogna fare le riforme e invece hanno inventato un girone di élite e due gironi di semi-professionismo, che sarebbe la tomba per questa categoria. Ci sono presidenti di squadre di Lega Pro che sono fior fiore dell’industria italiana: è evidente che anche loro hanno difficoltà, perché prima pensano a produrre e alle migliaia di famiglie che stanno a casa. Ci sono però ancora troppi presidenti banditeschi, dei briganti che provano a mandare tutto in malora. La soluzione c’è, e deve partire dalla Federazione passando dal cambiare la legge dello Stato che rimane lì da trent’anni, e che li definisce professionisti. Bisogna fregarsene di cosa direbbe l’AIC. Bisogna che: primo, le squadre di C portano garanzie bancarie effettive, dopo anni in cui si è visto di tutto, e due devi giocare con il 70% di calciatori del tuo territorio. In più serve ottenere dal Governo una cosa determinante: fino a 25 anni sei un apprendista sportivo. Il contratto di apprendistato va dato anche al calcio. Così si riducono i costi, stabilizzando le rose. Cosa si lamentano le squadre di Lega Pro, che hanno 35 giocatori in rosa? Li hanno presi loro, ora li paghino. Quelli che hanno gestioni milionarie non devono parlare, devono stare zitti. Allo stadio, facendo giocare più ragazzi del territorio, avresti pure più persone. Anche la Serie B deve darsi una regolata, sono indebitati mediamente per 20 milioni di euro. Questi si sparano. Poi la Serie A faccia cosa vuole… Produce di più. Per chiedergli dei soldi bisogna assicurare che saranno spesi in una certa maniera: questo è il calcio nuovo. Se si parla di élite e semi-pro, scavate pure la fossa”.

La direzione sembra quella di ripristinare la C2…
“Questo è l’errore fondamentale. Parliamoci chiaro: secondo lei una squadra di Serie D, con cinque allenamenti la settimana e gente che prende 100.000 euro, è davvero dilettante? Il dilettante deve fare il dilettante, non il professionista di terzo livello. La riforma che ho fatto io a 60 squadre, se andate a leggervela, non è mica stata applicata. I bilanci c’è scritto di controllarli prima, ma quando mai l’hanno fatto? Saltano società indebitate in maniera paurosa dopo 3 mesi e nessuno aveva visto niente. Io di errori ne ho commessi cinquemila, sicuramente, perché chi fa, falla. Ma quei presidenti che sbattono i pugni sul tavolo sono gli stessi che fanno rose a 35 giocatori e spendono più di quanto potrebbero. Quelli sono cortigiani, non collaboratori. Il calcio italiano si può salvare, ma se si parla a schemi… Chi vivrà, vedrà ma con la C2 significa indebitare e alimentare il nero”.

LegaPro, rinviata al 7 Maggio l'assemblea che discuterà di promozioni e ripescaggi

Il Presidente della Lega Pro Francesco Ghirelli, ha annunciato il rinvio al 7 Maggio dell’Assemblea dei Club di Serie C,  già convocata per il giorno 4 maggio 2020.

L’Assemblea si occuperà della tanto discussa proposta di Lega per lo stop definitivo dei campionati di terza serie: promozioni per le attuali prime dei gironi di Serie C, playoff a sorteggio, blocco delle retrocessioni e blocco dei ripescaggi dalla Serie D per la stagione 2020-2021.

Sibilia risponde a Ghirelli: tuteleremo nostre società su campionati e assegnazione titoli.

Sì alla collaborazione in Federazione, ma con priorità alla tutela delle squadre dilettantistiche sulla conclusione dei campionati e sull’assegnazione dei titoli. Arriva la replica di Cosimo Sibilia, presidente della LND, alle dichiarazione di Ghirelli, presidente della Lega Pro (che aveva precisato di non volere lo stop delle promozioni dalla Serie D alla C ).

“Ringrazio il Presidente Ghirelli per la sua disponibilità e per lo spirito di collaborazione. Il nostro orientamento rimane sempre quello di confrontarci nell’ambito del sistema federale per attuare tutte le necessarie misure per il bene del calcio italiano, nella sua interezza, e a sostegno del movimento dilettantistico. Fermo restando il principio che le nostre società saranno sempre tutelate dalla LND, anche e soprattutto in ordine alle modalità di conclusione dei campionati e all’assegnazione dei titoli. Con criteri di trasparenza e senza alcuna discriminazione, così come ha richiamato la UEFA nelle linee guida inviate alle federazioni nazionali” .

Ghirelli scrive a Sibilia: "mai pensato di togliere le promozioni alla SerieD"

“Caro Sibilia, stiamo fianco a fianco. Serie C e LND siamo l’impianto sociale del calcio.  Non ho mai pensato di bloccare le promozioni dalla D“.  Questa l’estrema sintesi della lunga lettera che Ghirelli, presidente della Lega Pro, ha inviato a Cosimo Sibilia, presidente della LND. Un invito a collaborare, che sa più di dietrofront dopo la proposta fatta da Ghirelli di bloccare ripescaggi in terza serie.

Questo il contenuto della lettera di Ghirelli.

“Caro Cosimo, ho lasciato passare qualche giorno dalla fase polemica scatenata da una lettera data alla stampa, da uno “scienziato” che (faccio volutamente l’ingenuo)  non so perché lo abbia fatto. La decisione sulla interruzione del campionato e sui collegati spetta al Consiglio federale,  non devo ricordarlo io lo dicono le carte federali. E tu, ricoprendo la carica di vice Presidente federale sai meglio di me le prerogative che stanno in capo al Consiglio Federale o quelle che sono specifiche di ogni singola lega. Noi della Lega Pro stiamo facendo lo stesso percorso che ritengo tu stesso stia facendo in LND, consultare spesso i presidenti di club formalmente, quella che svolgeremo il prossimo 4 di maggio e’ la seconda assemblea di Lega in un mese, poi partecipo ad una chat a cui sono aggregati tutti i sessanta presidenti dei club di Lega Pro e il nostro consiglio direttivo è convocato in permanenza. Un percorso democratico a tal punto che i miei sono meravigliati che se qualcuno mi fa una domanda per esempio “Pensa che ci possa essere la C2?“, io rispondo “Non posso escludere tale soluzione”. Il mio rispondere, così, è segnato dal rispetto del ruolo dell’assemblea, quindi, tutte le soluzioni debbono arrivare al dibattito ed io devo accompagnare questa discussione. Poi, il ruolo della governance è metterci la faccia ed esprimere ciò che pensa. Se ci fosse un provvedimento che conferisse poteri a FIGC, evitando i ricorsi e il pericolo di “impantanare” il campionato che ha già tanti problemi, allora, veramente potremmo ragionare e definire la riforma del calcio italiano. Caro Cosimo, ti assicuro che l’ultima cosa che mi passa per “l’anticamera“ (espressione traslata da mia nonna Peppina) del cervello, è quella di togliere le promozioni alla Serie D. Ma perché dovrei farlo o, ancor prima, perché dovrei pensarlo di fare? Noi, Serie C e LND, l’impianto sociale del calcio italiano, sarebbe veramente assurdo che ci facessimo azioni contro. Fammelo dire con un‘immagine simbolica. Renzo porta i capponi al mercato e loro si beccano, noi non possiamo essere i capponi. Se non stiamo insieme, i nostri mondi che sono contigui rischiano di sfasciarsi. Noi saremmo, siamo obbligati a stare insieme. Dovremmo, dobbiamo avere un tavolo permanente di consultazione in cui far partecipare i presidenti. Noi della Serie C, siamo allocati nella faglia tra professionismo e dilettanti. Noi, LND e Serie C si potrebbe dire che “ci tocchiamo più che vederci” perché siamo vicini, abbiamo una immensità di problemi simili: credito di imposta la battaglia che da mesi conduciamo insieme a FIGC riguarda, prioritariamente, anche le tue società; il progetto Sport e Periferia per i centri giovanili, tu lo sai da tempo, riguarda tutte e due; una maggiore mutualità di sistema, al di là della denominazione, riguarda in pieno i nostri due mondi ecc. E’ venuto il tempo che ci sediamo, permanentemente insieme, per affrontare le problematiche che sono urgentissime e definiranno le sorti dei nostri rispettivi campionati. Definire proposte, perseguire azioni che ci consentano risultati sono azioni che richiedono fatica, pretendono conoscenza e studio, l’esatto opposto delle chiacchiere e di sciocchi proclami. Dobbiamo stare attenti ai falsi profeti di divisione, agitatori in ogni stagione, il cui scopo è confondere la realtà per far dimenticare il disastro che si può abbattere e fanno l’agitazione per distogliere la attenzione dai problemi di interesse generale. Caro Cosimo, lasciamo alle spalle la stagione dei chiacchieroni e passiamo, insieme, alla stagione delle riforme, possiamo darci una mano reciprocamente e potremmo trasformarci in un’alleanza utile e forte per il calcio italiano. Io ho battuto un colpo, ora con deferenza aspetto un segnale. Faremmo un servizio per i nostri club. Un abbraccio, Francesco”

Spadafora: "Insufficienti i protocolli per la ripresa. Pressioni dal calcio, vogliamo sicurezza"

Il protocollo elaborato dalla FIGC per la ripresa è stato valutato insufficiente. Ed ancora: si sta scambiando la volontà di prendere decisioni in sicurezza con l’intenzione di penalizzare il calcio; dal calcio tante pressioni per riprendere. Questi, in estrema sintesi, i concetti chiave dell’intervista rilasciata dal ministro dello Sport Vincenzo Spadafora alla trasmissione  Che tempo che Fa di Fabio Fazio.

Sulla ripresa dal 18 maggio e sui protocolli da adottare. “Sì, nella misura in cui però si arriva al 18 maggio con condizioni e protocolli di sicurezza. In questi giorni c’è un tentativo maldestro da presidenti e commentatori di trasformare sicurezza e serietà nell’incapacità di decidere, o nel voler penalizzare il calcio. Non è così, ma la ripresa deve essere graduali sennò i sacrifici fatti diventano nulla. La FIGC ha presentato un protocollo, e ieri sera il Comitato tecnico-scientifico ha valutato non essere ancora sufficiente. Serviranno approfondimenti, e da quelli trarremo la conclusione”.

Sulle pressioni della Serie A per la ripresa e sull’ipotesi sospensione definitiva.  Con Gravina ho un ottimo rapporto, ma poi se andiamo a vedere nel dettaglio delle leghe, non credo che la Serie A sia incline ad accettare la sospensione del campionato da parte del Governo, tutt’altro, e lo dico dalle pressioni che riceviamo costantemente. Rispetto e sostengo il calcio, ma poco fa anche il mio omologo spagnolo ha detto che non sa se ripartiranno, l’Olanda ha già chiuso. Noi dobbiamo dare dei segnali, e questi primi sono importanti, ma le fasi successive ce le dobbiamo conquistare noi italiani, nulla è scontato. Immagino già gli improperi della Lega Serie A, ma io devo tutelare tutto lo sport“.

Sul calcio dilettantistico e femminile. “Intanto diamo una buona notizia: da domani Sport&Salute potrà emettere i primi 27mila bonifici per i lavoratori dello sport. Rispetto all’INPS ci abbiamo messo più tempo, ma la cosa straordinaria che ho scoperto è che questo mondo non ha tutele per i suoi lavoratori, e vado da istruttori di palestra a chi taglia l’erba di un campo. Estendiamo i 600 euro pure a loro. E c’è un fondo da 100 milioni del Credito Sportivo per tutte le attività sportive che in questo momento sono chiuse e non hanno altre agevolazioni”.

Lega B: "Proposta Lega Pro in contrasto con spirito di squadra"

Aveva destato perplessità la proposta di ieri della Lega Pro (di cui vi avevamo parlato qui), con cui la Serie C chiedeva alla FIGC rispettivamente: la sospensione definitiva del campionato, la promozione in B delle attuali prime in terza serie e di una quarta squadra (addirittura) sorteggiata, il blocco delle retrocessioni dalla C alla D, il blocco dei ripescaggi dalla Serie D alla Serie C.

Arrivano oggi le prime reazioni ufficiali alla proposta della Lega Pro: per la Lega B la proposta del direttivo di Serie C è in contrasto con lo spirito di squadra. La lega cadetta, attraverso un comunicato apparso sul proprio sito ufficiale, si è detta innanzitutto stupita dal  metodo adottato dal presidente Ghirelli, il quale non ha mai coinvolto nella riflessione le altre componenti federali, né ha adottato un pur minimo grado di condivisione circa quanto la Lega Pro si apprestava a proporre; per la Lega di B, poi, le proposte avanzate dalla Serie C appaiono totalmente non condivisibili e irricevibili. Per la Serie B è irricevibile  sia la scelta di interrompere la disputa del campionato in modo unilaterale, in un momento in cui il calcio italiano sta tentando la ripresa, sia i meccanismi di passaggio di categoria, dove l’idea di procedere a un sorteggio per individuare la quarta società da promuovere in Serie B appare alquanto fantasiosa oltre che sconosciuta nel nostro sistema professionistico.

Queste le dichiarazioni del presidente della Lega di B, Mauro Balata, ai microfoni di legab.it: “bisogna infine rilevare in un’ottica più generale, come oggi più che mai occorra individuare percorsi di riforma condivisi, volti a supportare nell’immediato le società per superare la crisi contingente, e che siano proiettati a garantire una nuova oramai ineludibile stabilità di sistema nell’ottica di una reale sostenibilità. Senza alcun intento polemico, si ritiene in ogni caso necessario l’autorevole e urgente intervento del Presidente Federale, vista anche la preannunciata celebrazione delle seduta assembleare della Lega Pro del 4 maggio, affinché venga tutelato e affermato il valore delle regole e preservate le ragioni di tutte le componenti, riconducendo il tema nella sede federale deputata”.

Sospiro di sollievo, dunque, per tutte quelle piazza che avrebbero visto azzerate le proprie speranze di tornare tra i professionisti, qualora fosse passata la line della Lega Pro: su tutti il Foggia, attualmente secondo a -1 dal Bitonto nel girone H di Serie D.

Coronavirus, il Bisceglie calcio proroga la ripresa degli allenamenti al 23 marzo

Il perdurare dello stato d’emergenza in cui tutta l’Italia è coinvolta al fine di combattere il virus Covid-19 ha indotto i vertici del Bisceglie calcio a pensare in via prioritaria alla salute dei propri tesserati e del proprio staff.

Ed è per questi motivi che tramite nota ufficiale il club nerazzurro stellato ha dichiarato la proroga della sospensione degli allenamenti che si protrarrà fino a domenica 22 marzo.

La ripresa della preparazione dovrebbe essere prevista per lunedì 23 marzo auspicando di lasciarsi quanto prima alle spalle questo momento difficile; la società ha fatto altresì intendere che sarà pronta a recepire ulteriori direttive dagli enti preposti.

Bartolomeo Pasquale (si ringrazia Emmanuele Mastrodonato per la foto)

Bisceglie calcio, Pochesci ritiene impossibile la salvezza dei nerazzurri

Nonostante il campionato fermo per la pandemia del Covid19 impreversante in tutto il mondo, gli addetti ai lavori non rinunciano a dare la propria opinione a bocce completamente ferme.

Sull’attuale andamento del campionato del Bisceglie, terz’ultimo nel girone C di serie C a quota venti punti, ha parlato l’ex allenatore Sandro Pochesci, esonerato nel mese di novembre dopo aver raccolto appena tre punti in dodici sfide.

Ai taccuini di Tuttoc.com ha reputato come impossibile la salvezza diretta del club stellato e decisamente miracolosa la possibilità di un consolidamento della categoria tramite i playout; secondo il tecnico romano questo sarebbe dipeso dalla situazione compromettente creata a suo dire dalle condotte del presidente Nicola Canonico (con cui è già palese non corra più fiducia e buon sangue dopo la parentesi in nerazzurro) e dalla mancanza di una vera guida con i calciatori smarriti e abbandonati a loro stessi.

Bartolomeo Pasquale

Blitz Catania nel silenzio, il Bisceglie cade ancora al Ventura

Non è un’epidemia a far paura al Bisceglie in questo scorcio del campionato di serie C da giocarsi in un clima vuoto e surreale ma importante per la tutela della salute pubblica. La malattia più forte sembra invece chiamarsi play out, ancora lontani per la matematica ma che sembrano essere inevitabili dopo la sconfitta casalinga con un Catania dalle poche ambizioni.

Con il ritorno di mister Gianfranco Mancini dalla squalifica resta in auge il 3-4-1-2 che ha fruttato l’importante punto di Terni domenica primo marzo: a braccetto con l’uomo di Polignano è ritentrato Diallo nella propria casella difensiva a fianco a Joao Silva e Karkalis. Mastrippolito ha vinto il ballottaggio con Longo sulla sinistra mentre hanno trovato spazio dal primo minuto Zibert e Trovade come vertici del centrocampo, ricevendo il testimone da Rafetraniaina e Ungaro. È Claudio Ferrante la mezzapunta di centro a sostegno di Montero e Gatto.

Mister “miliardo” Cristiano Lucarelli ha optato per il 4-2-3-1; modulo spregiudicato per invertire la tendenza e placare l’anemia di risultati utili lontano dal Cibali con Beleck centravanti mobile sostenuto da Capanni, Curcio ed il milanese di chiare origini biscegliesi Davide Di Molfetta (quasi un derby per lui, ndr).

Ed è proprio questo assetto ad aver contrassegnato l’avvio promettente degli etnei con un gioco brillante ed ossessivo sembrato poi sciogliersi come neve al sole: nel giro di tre minuti il piattone di Beleck clamorosamente finito fuori e la traversa colpita da ventuno metri da parte di Pinto hanno rappresentato la veemenza diretta dei siciliani con un baricentro sempre più avanzato e rapidi tocchi di palla che hanno disorientato il sopra cintola stellato.

La prima occasione dei nerazzurri è del ventiduesimo con Alessandro Gatto bravo a raccogliere di testa il traversone morbido di Zibert ma la palla ha sfiorato il palo. Dieci minuti dopo è lo stesso ex Reggina ad incocciare dai venti metri con un destro in movimento ma si è subita la stessa sorte.

Il Catania ha insistito negli ultimi minuti della prima frazione ma senza pungere effettivamente la retroguardia ben ordinata dei nerazzurri. Nella seconda frazione Lucarelli ha giocato la carta Marco Biagianti al posto di Bruno Vicente ma è dalla sinistra che si è trovato lo spunto per il gol: Pinto ha servito Curcio che controllando male ha colpito in modo impreciso da pochi passi.

Attivissimo Zibert, il più pericoloso del team caro al patron Nicola Canonico, che in due occasioni al cinquantesimo ha provato a centrare il sette senza fortuna. Sulla punizione pericolosa battuta da Pinto ed intercettata da Beleck il portiere nerazzurro Casadei ha accusato un dolore alla spalla.

La malasorte ha così accompagnato il portiere ex Gozzano che ha ceduto il posto all’esordiente Messina, classe 2002, subito messo alla prova dalla compagine rossazzurra. E alla prima occasione il cast di mister Lucarelli ha messo in ghiaccio la partita con Salandria, lesto nel beffare in contropiede la formazione di casa su prezioso filtrante di Di Molfetta. La botta di destro dall’interno dell’area ha dato subito il benvenuto al giovane portiere che ha tuttavia sciorinato una buona prova, forse più che promettente per il futuro.

L’infortunio di Casadei ha scombinato i piani e Mancini ha così rafforzato la mediana con gli innesti di Nacci e Rafetranina in luogo dei nevralgici più offensivi, ovvero Trovade e Ferrante, ma le scorribande non sono arrivate. È stato così il Catania a poter gestire il risultato non creando occasioni interessanti e senza soffrire la manovra dei locali, ancora attivi dalla panchina con gli ingressi tardivi di Longo e Ungaro per Mastrippolito e Petris.

L’affanno offensivo dei biscegliesi è rappresentato dal primo calcio d’angolo ottenuto in gara solo all’ottantottesimo, rendendo così troppo relativa la reazione del collettivo messosi in luce solo in pieno recupero con il tiro rimpallato di Zibert ed il conseguente colpo pieno di Gatto che non ha inquadrato lo specchio della porta.

Prima del triplice fischio, come ormai da prassi, l’ennesimo rosso agli ospitanti: stavolta il protagonista è stato Montero rimandato anzitempo negli spogliatoi per somma di ammonizioni e per due scorrettezze francamente inutili.

L’ennesima espulsione patita dal club stellato è il simbolo più evidente di come si voglia ballare un valzer con poca concentrazione, rendendolo troppo lento per i gusti di una classifica ormai sempre più complicata.


BISCEGLIE-CATANIA 0-1

Bisceglie (3-4-1-2): 1 Casadei (dal 56° 12 Messina), 2 Diallo, 6 Mastrippolito (dall’83° 17 Longo), 9 Montero, 10 Gatto, 19 Karkalis, 20 Joao Silva, 27 Ferrante (dal 67° 4 Nacci), 29 Trovade (dal 67° 11 Rafetranianina), 30 Zibert, 31 Petris (dall’83° 24 Ungaro). Allenatore: Gianfranco Mancini. A disposizione: 3 Tarantino, 7 Dellino, 8 Armeno, 16 Abonckelet, 26 Murolo, 28 Tessadri.
Catania (4-2-3-1): 1 Furlan, 3 Mbende, 4 Vicente (dal 46° 27 Biagianti), 5 Silvestri, 7 Capanni (dal 64° 21 Biondi), 8 Di Molfetta (dal 79° 19 Manneh), 9 Beleck (dall’85° 28 Esposito), 10 Curcio, 16 Salandria, 20 Pinto, 26 Calapai. Allenatore: Cristiano Lucarelli. A disposizione: 22 Martinez, 6 Welbeck, 11 Curiale, 13 Saporetti, 15 Marchese, 25 Di Grazia.
Arbitro: Michele Di Cairano di Ariano Irpino.
Assistenti: Rosario Caso di Nocera Inferiore e Fabio Mattia Festa di Avellino.
Reti: 62° Salandria.
Note: spettatori e incasso non ancora comunicati. Ammoniti: 18° Vicente (gioco scorretto), 59° Capanni (proteste), 72° Montero (proteste), 90° Silvestri (gioco scorretto). Espulso Montero al 93° per somma di ammonizioni. Calci d’angolo: 1-3. Recupero: primo tempo nessuno; secondo tempo quattro minuti.

Bartolomeo Pasquale

Atti indecenti compiuti da tre tifosi del Bisceglie, multati

Esultanza eccessivamente allegra e curiosa quella di tre sostenitori del Bisceglie calcio in occasione del gol di Alvaro Montero in zona Cesarini con la quale la truppa nerazzurra ha bloccato sul 2-2 la Ternana nella gara giocatasi il primo marzo scorso.

Durante il momento di giubilo per il gol decisivo dell’iberico i tre tifosi giunti allo stadio “Libero Liberati” hanno deciso di abbassarsi i propri pantaloni mostrando il lato B ai supporter delle Fere in segno di sfottò.

Identificati dalla polizia, gli esuberanti tifosi sono stati pertanto sanzionati con una multa che va dai cinque ai diecimila euro per “atti contrari alla pubblica decenza in luogo aperto al pubblico”.

Bartolomeo Pasquale

Zona Cesarini decisiva, il Bisceglie strappa un punto alla Ternana

Per l’inizio poco promettente tutti avrebbero potuto facilmente decantare il De profundis per un Bisceglie allo sbando ma il carattere, la voglia e soprattutto il riordino delle idee in chiave offensiva ha permesso alla truppa nerazzurro stellata di strappare un punto importante alla temibile Ternana, anch’essa in piena astinenza di vittorie da sette incontri.

Coraggio non è solo il nome del tecnico in seconda che ha affiancato Vincenzo Marinacci sulla panchina nerazzurra in luogo dello squalificato Gianfranco Mancini, ma è anche l’atteggiamento che il Bisceglie ha saputo assumere nella ripresa dopo aver impostato la gara in modo guardingo con il 3-4-1-2 iniziale: al rientro degli epurati di settimana scorsa, Zibert, Ebagua e Gatto e del precedente squalificato Karkalis fa da contraltare la stop forzato per Diallo. È l’attaccante tarantino ad assumere il ruolo di sparring partner per Alvaro Montero in fase offensiva supportati dal trequartista Ungaro. Dall’altro canto mister Fabio Gallo ha invece irrobustito il centrocampo con Furlan, Damian, Palumbo, Paghera e Mammarella pronti a rifinire Ferrante e, specialmente, l’ex indimenticato Anthony Partipilo in attacco.

Oltre alle maglie da trasferta nei primi minuti di gara è sembrato dimenticare anche la testa negli spogliatoi con l’avvio veemente dei rossoverdi pronti subito a pescare l’incrocio dei pali al settimo: Diakhité ha ringraziato Mammarella per il primo tiro dalla bandierina ma la sfortuna lo ha accompagnato.

I padroni di casa hanno pressato molto ottenendo altri due corner nel giro di cinque minuti fino all’avanscoperta nerazzurra del ventunesimo con Montero che si è ben elevato per raccogliere il cross di Trovade; ottimo stacco ma pallone sul fondo. Partipilo si è ricordato tre minuti più tardi dei momenti magici in maglia stellata graziando Casadei con un sinistro dal limite dell’area ma è entrato da protagonista nell’occasione del vantaggio umbro alla mezz’ora: incursione in piena area dell’ex Cluj con ingenuità di Rafetraniaina. L’arbitro non ha dubbi e la concessione del tiro dagli undici metri è palese; Russo con freddezza non ha sbagliato.

Il Bisceglie è stato costretto già ad assumere un atteggiamento maggiormente propositivo innalzando il baricentro ma sortendo l’effetto inverso: al quarantunesimo raddoppio Ternana griffato Mammarella con un sinistro a giro da applausi che è andato a togliere le ragnatele più profonde.

Ripresa vivace; tre giri di lancette e tre chiare occasioni da gol: la prima fra i piedi di Trovade con una bordata di sinistro che ha testato i riflessi di Iannarilli; la seconda un minuto dopo con Partipilo che sotto porta si è fatto ipnotizzare da Casadei; sul ribaltamento di fronte Ungaro ha provato l’azione personale su prezioso suggerimento di Montero ma il cuoio è finito oltre la traversa.

All’ora di gioco si è rifatto vivo Alexis Ferrante incocciando di testa un pallone insidioso su traversone di Mammarella con Casadei che si è guadagnato la pagnotta giornaliera deviando in angolo.

L’ingresso di Ferrante, Zibert e Nacci ha rivitalizzato la manovra ospite fino ad allora poco propositiva avendo di contro un eccessivo rilassamento del collettivo avversario: lo ha dimostrato il cambio, forse decisivo, Partipilo-Torromino che ha tolto invettiva al club del presidente Bandecchi. In venti minuti l’insperabile si è trasformato in realtà con il ritorno al gol di Alessandro Gatto, abile a sfruttare un filtrante del giovane Ferrante sul filo dell’offside per battere Iannarilli.

I nerazzurri, presa fiducia, si sono così riversati in avanti pur non rendendosi effettivamente pericolosi e lasciando qualche spunto agli ospitanti, come al minuto ottantasette in cui Parodi ha scaricato la propria conclusione verso lo specchio della porta difesa da Casadei.

​Nel finale l’espulsione di Turi per somma di ammonizioni avrebbe in precedenza portato scoramento e rinuncia nella comitiva biscegliese ma la lucidità con cui è stata condotta in porto la partita è stata encomiabile: l’evidente premio è giunto all’ultimo minuto di recupero con l’iberico Alvaro Montero opportunista nel fare tap in sulla papera di Iannarilli alla punizione del ritrovato Gatto.

TERNANA-BISCEGLIE 2-2

Ternana (3-5-2): 24 Iannarilli, 6 Diakhité, 14 Russo, 23 Sini, 7 Furlan (dal 71° 11 Parodi), 31 Damian (da 64° 4 Verna), 5 Palumbo (dal 90° 28 Salzano), 20 Paghera, 3 Mammarella, 9 Alexis Ferrante (dal 64° 10 Vantaggiato), 33 Partipilo (dal 71° 21 Torromino). Allenatore: Fabio Gallo. A disposizione: 12 Marcone, 22 Tozzo, 8 Proietti, 17 Mucciante, 18 Marilungo, 26 Nesta.
Bisceglie (3-4-1-2): 1 Casadei, 21 Turi, 25 Hristov, 19 Karkalis, 6 Mastrippolito (dal 79° 17 Longo), 29 Trovade (dal 56° 30 Zibert), 11 Rafetraniaina (dal 79° 31 Petris), 24 Ungaro (dal 56° 27 Claudio Ferrante), 8 Armeno (dal 67° 4 Nacci), 10 Gatto, 9 Montero. Allenatore: Vincenzo Marinacci (sostituisce lo squalificato Gianfranco Mancini). A disposizione: 12 Messina, 3 Tarantino, 7 Dellino, 14 Camporeale, 16 Abonckelet, 20 Joao Silva, 28 Tessadri.
Arbitro: Marco Acanfora di Castellammare di Stabia.
Assistenti: Stefano Lenza di Firenze e Francesco Santi di Prato.
Reti: 31° rigore Russo, 41° Mammarella, 73° Gatto, 95° Montero.
Note: spettatori e incasso non ancora comunicati. Ammoniti: Hristov (29°) per proteste, Furlan (67°) per proteste, Diakhité (93°). Espulso Turi al 90° per somma di ammonizioni. Calci d’angolo: 5-4. Recupero: primo tempo nessuno; secondo tempo cinque minuti.

Bartolomeo Pasquale