Matteo Montinaro, centrocampista del Brindisi, ha parlato ai microfoni di Agenda Brindisi per parlare della sua carriera e delle sue prime settimane a Brindisi.
Ecco le dichiarazioni: “Ho iniziato a tirare i primi calci molto presto, in una piccola scuola calcio, la San Guido. Successivamente ho effettuato tutta la trafila nel settore giovanile del Lecce, fino a 18 anni, per poi passare al Padova in Serie D. In seguito sono andato al Nardò per due anni e poi due anni a Bisceglie e uno a Monopoli”.
Le caratteristiche principali: “Una buona tecnica e una buona visione di gioco. Mi piace fare gol, ne ho realizzati 18, e farli fare ai compagni. Sono un centrocampista offensivo, fino a due anni fa ho sempre fatto l’esterno, ora sono mezzala“.
L’arrivo a Brindisi: “Ho iniziato gli allenamenti a metà dicembre, mi sono subito inserito nel gruppo grazie a dei compagni fantastici. Grazie a loro, alla stima di mister Ciullo e al preparatore atletico Cristian Manco, a febbraio ho deciso di fare parte del progetto. Ho giocato a sorpresa prima in casa con il Nardò e successivamente a Bitonto. Non giocavo da un anno. Sono contento delle mie prestazioni e mi dispiace che si sia tutto bruscamente interrotto a causa dell’emergenza Covid-19, potevamo toglierci qualche soddisfazione“.
Il futuro: “Spero di fare una buona carriera da calciatore, poi mi piacerebbe diventare allenatore anche se non è facile. Mi auguro che questo periodo finisca presto per tornare sui campi di calcio a fare il nostro lavoro e continuare la nostra passione“.
Fabio Delvino (Virtus Francavilla): "Favorevole alla ripresa, purché in sicurezza"
Fabio Delvino, difensore della Virtus Francavilla, intervistato da tuttocalciopuglia.com, ha dichiarato: “La speranza è sempre l’ultima a morire. Onestamente ci spero, perché tornare in campo vorrebbe dire anche tornare alla normalità. Anche se, oggettivamente, credo che non si possa tornare a giocare. Il protocollo che hanno pensato per la Serie A è molto rigoroso e soprattutto dispendioso. Dubito che in Serie C tutte le squadre possano avere le risorse economiche per poterlo attuare”.
“Ovviamente sono favorevole, ma solo a condizione che non si metta a repentaglio la salute. È vero che stare lontani dal campo per noi calciatori non è affatto facile: vorrei giocare. Ma allo stesso tempo sono consapevole del fatto che se nondovesse ridursi a zero il contagio, sarebbe il caso di non riprendere. In questi casi bisogna essere oggettivi e pensare prima di tutto alla salute”.
Deghi Calcio, Alberto Paglialunga:"Si pensi a un calcio dilettantistico nuovo"
L’emergenza Coronavirus ha bloccato la quotidianità. Ridotti i contatti sociali e fermate le filiere produttive, stop anche per il caclcio. E se il mondo del professionismo attende notizie certe in merito a una possibile ripartenza, tutto tace attorno a quello dilettantistico. Un universo abnorme e capace di organizzare in un anno 550mila partite sul territorio nazionale.
«Al momento – le parole del patron della Deghi Calcio, Alberto Paglialunga – non ci sono le condizioni per ricominciare. La salute è il bene primario da salvaguardare, il resto si dovrà gestire in un secondo momento. Prima che arrivasse lo stop della Lnd in vista delle gare del 7 e dell’8 marzo scorsi, la Deghi Calcio aveva deciso di non scendere in campo in quel di San Marco in Lamis, di lì a poco considerata “Zona Rossa” a causa del Covid- 19 – aggiunge Paglialunga – in quanto la vita è più importante di qualsiasi risultato sportivo».
E da qui, il numero uno della società leccese di Eccellenza inizia un altro ragionamento: «È un momento di grande riflessione che deve coinvolgere tutte le parti che ruotano attorno al calcio dei “dilettanti”, La smania di successo e il desiderio smodato di vincere ha portato noi dirigenti a stravolgere le regole del gioco. Si spendono cifre importanti e non in linea con quello che accade attorno a noi – rimarca Alberto Paglialunga – ci sono tanti giocatori che vivono di calcio, le società di Eccellenza e Promozione pretendono le doppie sedute di allenamento e i ragazzi non si possono dedicare a un lavoro normale».
Paglialunga aggiunge: «Il calcio dilettantistico deve ripartire da novità importanti. Innanzitutto si deve investire sugli impianti che siano capaci di riportare la gente a bordo campo, si devono debellare gli episodi violenti che pure permangono e la Federazione deve presentare alle società le possibilità di credito agevolato che pure esistono. Detassare le sponsorizzazioni, abbassare i costi di iscrizione e di gestione – dice ancora – e valorizzare i settori giovanili e le scuole calcio».
Ma la «rivoluzione»s sognata dal presidente onorario della Deghi Calcio va oltre: «Immagino squadre che si fondano sui calciatori giovani. L’obiettivo non è quello di cercare il risultato nell’immediato ma costruire qualcosa che duri in maniera stabile nel tempo. Nel calcio come nella vita – l’esempio di Alberto Paglialunga – ci sta sbagliare una stagione e retrocedere e poi ripartire. Sarebbe importante se fosse abolita la regola degli Under e fosse inserita quella relativa a un numero massimo di Over da mandare in campo. Del resto – la riflessione credo sia incontrovertibile l’idea di un torneo Juniores inutile per come è costruito e rappresenti soltanto un costo per le casse societarie. Quegli stessi ragazzi di 18/19 anni dovrebbero essere messi in condizione di disputare i tornei dilettantistici maggiori. Un segnale forte e di rottura con un passato che non possiamo più sostenere. Lo sport, il calcio è palestra importante di crescita – rimarca Paglialunga – impara a fare accettare le regole del gioco, il rispetto degli altri e nutre i sogni. Non facciamo che tutto vada per aria».
L’imprenditore salentino con la passione straordinaria per il calcio conclude con un auspicio: «Sarebbe opportuno che il Comitato regionale Puglia di Figc/Lnd avesse un ruolo di raccordo con le centinaia di società abbandonate a loro stesse da troppe settimane. Un incontro aperto in videoconferenza ad esempio, nel corso del quale – la conclusione di Alberto Paglialunga – iniziare una discussione necessaria per stabilire modi e metodi della futura ripartenza».
Nardò: Foglia Manzillo ha compiuto un'impresa
Complimenti ad Antonio Foglia Manzillo da parte dei tecnici Ranko Lazic (Francavilla in Sinni) e Antonio Finamore (Grumentum V. d’Agri) e dai giornalisti Valerio Caprino e Biagio Bianculli: “per aver reso competitivo un organico molto giovane in un campionato estremamente difficile.”
Queste le opinioni dei tecnici intervenuti nella video conference del giornalista laziale ed esperto della categoria, Valerio Caprino. Diversi i temi trattati: dalla sospensione del campionato, ai bilanci tecnici della stagione, ai problemi della categoria e dei suoi addetti ai lavori
Valerio Caprino ha punzecchiato Foglia Manzillo sullo scontro salvezza mancato dell’ultima giornata contro il Francavilla di Lazic. Foglia Manzillo sorridendo ha replicato: “sicuramente non saremmo stati così rilassati nella vigilia di uno scontro diretto ma noi del Nardò saremmo comunque andati a Francavilla con la consapevolezza di giocarci le nostre carte”
Riguardo la flessione accusata dal Nardò, il tecnico napoletano ha analizzato in questi termini la situazione: “siamo partiti con grosse difficoltà ma un pò per gli equilibri ritrovati, per la maturazione dei giovani e la loro determinazione a anche per i goal di un Calemme in grande spolvero, il Nardò è riuscito ad agganciare la zona salvezza. Questo sforzo quotidiano per recuperare sulle dirette avversarie inevitabilmente doveva essere pagato con una flessione di rendimento nelle prime giornate del girone di ritorno ma già contro la Fidelis Andria avevamo l’opportunità di riagganciare la zona salvezza ospitando una squadra falcidiata da squalifiche e infortuni.”
Sulle restanti partite Foglia Manzillo è molto chiaro: “avevamo un calendario favorevole con scontri diretti in casa, un calendario che già all’andata è stato capitalizzato portando a casa punti importanti e vincendo scontri salvezza”
Il coach granata si è anche espresso sulla questione under: “sicuramente molti under abbassano il livello tecnico del campionato e tanti non sono all’altezza della categoria tuttavia è un “male” necessario per poter calmierare i costi di gestione delle società che altrimenti non potrebbero sostenere organici composti in gran parte da giocatori senior.”
Scambio di opinioni con Lazic anche sul tifo neretino. Il tecnico serbo, ex Nardò, ha ricordato eventi turbolenti nel Nardò post Serie C sfociati col suo esonero mentre Foglia Manzillo ha sottolineato la maturità del tifo granata che ha saputo sostenere la squadra in una stagione di grandi difficoltà.
Valerio Caprino courtesy
La LND sospende le attività dilettantistiche fino al 18 maggio
La LND, preso atto dell’impossibilità di riprendere tutte le attività sportiva di squadra fino al 18 maggio, ha prorogato la sospensione dei campionati dilettantistici.
Questo il comunicato della Lega di Sibilia: “La Lega Nazionale Dilettanti, in ottemperanza del DPCM del 26 aprile 2020, ha prorogato la sospensione delle attività sino a tutto il 18 maggio 2020, sia a livello nazionale che territoriale. Resta ferma ogni riserva di adottare eventuali ulteriori provvedimenti che si rendessero necessari all’esito di specifiche indicazioni provenienti dalle Autorità sanitarie e, comunque, contenute in successivi provvedimenti legislativi.”
Felleca: "Ai tifosi del Foggia dico state tranquilli. Ci sono problemi economici col socio, ma si andrà avanti."
Cerignola, Grieco torna sul mancato ripescaggio: "Colpa nostra che ci abbiamo creduto"
Nella serata di ieri è intervenuto su Antenna Sud Nicola Grieco, presidente dell’Audace Cerignola, il quale ha voluto parlare delle conseguenze che ha causato questo blocco alla sua squadra: “Mi sembrerebbe inutile non affermare che questa situazione ci ha penalizzato molto, perchè tutti noi siamo a conoscenza di quello che è accaduto in estate. Abbiamo finito di completare la rosa a ottobre, ottenendo 11 punti in altrettante gare. Poi per fortuna siamo stati protagonisti di una grande cavalcata con il tecnico Feola, ma anche grazie all’aggiunta di qualche innesto. Simo tutti coscienti del fatto che le squadre di Serie D e C solitamente si costruiscono tra giugno e luglio. Ribadisco, tale blocco ci ha penalizzati perchè eravamo a sei punti di distanza dalla capolista e in più ci mancava lo scontro diretto con la stessa. Non attribuisco – conclude parlando di quanto accaduto in estate quando al sodalizio ofantino fu negata la promozione in Serie C – le colpe a nessuno, se non che a noi. Abbiamo creduto in una promozione che poi non è avvenuta, e ciò ci ha condizionati. Io non penso sia colpa di nessuno e tanto meno del presidente Ghirelli, il quale è sempre stato cordiale con me, chiamandomi anche in occasione della morte di mia zia”.
Team Altamura, il ds Martelli: "Bitonto indubbiamente la più forte, lo dicono i numeri"
Nel corso della trasmissione di Canale 85 “La Puglia nel pallone”, è intervenuto il direttore sportivo del Team Altamura, Massimo Martelli.
Queste alcune sue dichiarazioni relative al alla ripresa:“Sicuramente nelle nostre categorie non sarà possibile rispettare alcuni protocolli perchè gli spazi sono talmente ridotti, da non poter garantire la giusta salvaguardia. Nei professionisti bisognerà fare una riforma fiscale e spero che sia permesso alle prime dei gironi di quarta divisione di salire in Serie C. Anche alle seconde, in caso di ripescaggi, sarebbe giusto farle salire tra i professionisti. In questo modo non si farebbero torti a nessuno. La lega di C dovrebbe capire prima quali sono le società capaci di offrire certezze, perchè quest’anno erano diverse le formazioni con un bilancio tutt’altro che positivo”.
“La squadra più forte è stata senza dubbio il Bitonto, lo dicono i numeri. Hanno una rosa ben costruita con un tecnico che riesce a tirare il meglio dai suoi”. Prosegue parlando dell’attuale stagione e delle squadre più forti affrontate nel corso dell’attuale annata: “Anche il Cerignola mi ha impressionato, ha giocatori a disposizione che farebbero la differenza in Lega Pro. Forse quest’ultimi hanno pagato un inizio sotto tono”. Conclude con una battuta in riferimento al futuro del movimento calcistico italiano: “Indubbiamente ci sarebbero dei cambiamenti, a partire dai budget di ogni società. Le disponibilità economiche saranno limitate e bisognerà muoversi in tempo per cercare di aiutare ogni società a contenere le spese”.
Ventola: "Bari squadra del cuore. Dare la possibilità di giocarci la promozione"
L’ex attaccante Nicola Ventola ha rilasciato un’intervista alla Gazzetta del Mezzogiorno, andata in edicola oggi, spendendo parole di amore per il Bari del passato e del presente.
Questi i passi principali delle sue dichiarazioni.
Sul suo amore per il Bari: “Il Bari è la mia squadra del cuore, non ho mai tifato per altri. Sono sempre andato allo stadio con mio padre, con le farfalle nello stomaco per vedere Loseto, Maiellaro, Joao Paulo e poi ritrovarmi un giorno accanto a campioni come Protti e Kennet Andersson. Giocare nel Bari era il massimo: non volevo andar via. L’accordo iniziale con l’Inter era lasciarmi in biancorosso un’altra stagione, poi loro alzarono l’offerta e per il Bari fu un’occasione irrinunciabile. Nel 2009 in A fui ad un passo dal coronare il sogno di tornare, avrei accettato il minimo salariale, ma non rientravo nei programmi. L’amore, però, non è cambiato.
Sul Bari attuale e sulla questione play off. La salute prima di tutto. Non possiamo dire quando si potrà giocare: i tempi sono scanditi dall’evoluzione del virus. Ma è doveroso programmare e avere diversi piani di attuazione perché parliamo di un indotto che rappresenta una risorsa irrinunciabile per l’Italia. Sul Bari ho un’idea precisa: comprendo le difficoltà della Lega Pro, ma si deve dar modo ai biancorossi di giocarsi la promozione. Il campo era stato chiaro nel dichiarare il valore di Antenucci e compagni che magari non sarebbero arrivati primi, ma di certo ai playoff si sarebbero trovati in pole.
Chiusura sulle figure indimenticabili incontrate a Bari. Fascetti è stato esemplare nel tenere a bada i miei 18 anni. Protti perché ho vissuto i suoi 24 gol in A ed è stato un modello. Guerrero per la capacità di fare gruppo. E poi Ingesson: un uomo di grande spessore, un leader. Mi ha trattato con severità a volte, ma anche con dolcezza: mi manca tanto”.
Brindisi, D'Ancora: "Verdetti difficili da decretare. Bitonto e Cerignola le più forti"
Salvatore D’Ancora, centrocampista del Brindisi, intervenuto ai microfoni della trasmissione La Puglia del Pallone, in onda tutti i giovedì sera su Canale 85, ha parlato dell’emergenza Coronavirus e degli avversari affrontati in campionato: “Durante questo campionato le due squadre che mi hanno maggiormente impressionato sono state il Bitonto e l’Audace Cerignola. Credo che siano le due squadre più forti del girone. Annullamento del campionato? Onestamente mi metto nei panni di chi, con otto giornate alla fine, voleva giocarsi le proprie carte per salvarsi o cercare la promozione. È anche vero, però, che due terzi del campionato sono stati giocati e onestamente non saprei come si potrebbe gestire la situazione, dato che, in questi casi, è inevitabile creare dei malumori nelle società per quelle che saranno le decisioni future, di una situazione comunque davvero eccezionale nel suo genere“.
Leonardo Nunzella (Virtus Francavilla): "Sono fortunato, qui sto molto bene"
Leonardo Nunzella, difensore della Virtus Francavilla, nel corso di una diretta Instagram ha fatto il punto della situazione in casa pugliese:
“Siamo in attesa di comunicazioni sulla ripresa del torneo. Nell’ultimo periodo abbiamo portato a casa risultati positivi, posizionandoci in zona playoff e siamo arrivati in linea con quelle che erano le aspettative – riporta tuttocalciopuglia.com -. Stando in giro da tanti anni, cambia poco vivere vicino casa o meno, tra allenamenti e partite. Però sono fortunato, alla Virtus sto molto bene. Trocini? È un bravo allenatore, ha le sue idee”.
Andrea Schiavone (Bari): "Sorteggio idea folle, non renderebbe giustizia"
Andrea Schiavone, centrocampista del Bari, intervenuto ai microfoni di TeleBari, come riportato da tuttobari.com, ha dichiarato:
“Io tendo ad essere fiducioso, da parte nostra c’è molta voglia di riprendere: però, alla luce di quel che sto sentendo in questi giorni, penso sia difficile tornare in campo. Non ci resta che aspettare. Il sorteggio? Sarebbe un’idea folle. Non renderebbe giustizia a nessuno”.
Bruno Trocini (Allenatore Virtus Francavilla): "In C difficilmente si tornerà a giocare a breve"
Bruno Trocini, allenatore della Virtus Francavilla, intervenuto sulle pagine del magazine ufficiale biancazzurro, ha dichiarato:
“In Serie C credo che difficilmente si possa riprendere a giocare a breve. Riprendere a giocare vuol dire ripartire con la stagione, in questo senso penso che sia complicato ricominciare davvero. Ma è altrettanto complicato secondo me dare verdetti sportivi in questo momento. Penso sia davvero difficile. Ci sono tante società che vogliono risparmiare e magari ottenere un risultato sportivo: da qualche parte bisogna mollare qualcosa, non vedo altre strade. Partiamo dalla considerazione che qualora si dovesse riprendere la stagione per concludere il campionato, sarebbe una stagione falsata. Un campionato ripreso dopo due mesi, senza pubblico, non può che essere falsato. Ma qualora si dovesse procedere con una soluzione diversa, penso che la media punti sarebbe il criterio più giusto: chi ha fatto più punti finché si è giocato dovrebbe andare in Serie B”.
Gianfranco Mancini (Allenatore Bisceglie): "Impossibile emettere verdetti in zona salvezza"
Gianfranco Mancini, allenatore del Bisceglie, ha parlato al Corriere dello Sport della possibile ripresa e del futuro:
“Congelare la classifica? Non voglio essere di parte e parlare sulla base del fatto che con la proposta avanzata dalla C il Bisceglie si salverebbe, però credo che, a eccezione di chi ha meritato di salire in B, sia impossibile emettere verdetti per tutte le altre a otto giornate dalla fine. Futuro? A oggi parlare di futuro è prematuro per tutti, l’unico pensiero è quello di cercare di venire fuori da questo periodo drammatico. Con il trascorrere del tempo, poi, si capiranno le intenzioni del patron. Va capito è se lui abbia la volontà di farlo ancora a Bisceglie o altrove. Gli indizi attuali ci dicono che lui non vorrebbe proseguire qui, anche se già in passato sono capitati dietrofront. Per come si è messa la situazione, secondo il mio parere, la separazione potrebbe essere la soluzione più corretta”.
Brindisi, D'Ancora: "Verdetti difficili da decretare. Bitonto e Cerignola le più forti"
“E’ difficile decretare promozioni e retrocessioni. Si è giocato due terzi del campionato, ma capisco chi voleva giocarsi le possibilità di salvarsi e di andare in C”: questo il pensiero di Salvatore D’Ancora, centrocampista del Brindisi.
Come riportato da notiziariocalcio.com, D’Ancora è intervenuto ai microfoni della trasmissione La Puglia del Pallone, in onda tutti i giovedì sera su Canale 85, ha parlato dell’emergenza Coronavirus e degli avversari affrontati in campionato: “durante questo campionato le due squadre che mi hanno maggiormente impressionato sono state il Bitonto e l’Audace Cerignola. Credo che siano le due squadre più forti del girone. Annullamento del campionato? Onestamente mi metto nei panni di chi, con otto giornate alla fine, voleva giocarsi le proprie carte per salvarsi o cercare la promozione. È anche vero, però, che due terzi del campionato sono stati giocati e onestamente non saprei come si potrebbe gestire la situazione, dato che, in questi casi, è inevitabile creare dei malumori nelle società per quelle che saranno le decisioni future, di una situazione comunque davvero eccezionale nel suo genere”.
Foggia, il club manager Pillisio: "situazione societaria incancrenita"
Incancrenita, fortemente compromessa: così il club manager del Foggia Simone Pillisio ha definito ai microfoni di TeleFoggia la situazione societaria del club dauno. Pillisio ha parlato della possibile cessione delle quote societarie e sul futuro dei Satanelli nella prossima stagione.
Spiega il club manager: “La situazione reale è che da tempo oramai i soci non trovano soluzioni pacifiche in consiglio di amministrazione. Hanno fatto due o tre c.d.a. ed hanno convocato altrettanti tavoli di lavoro. Se leggete delle frizioni sui giornali è perché la situazione di contrasto societario persiste, tanto da non essere ripianata sul piano della comunicazioni. Quando si mettono di mezzo i giornali, la situazione è abbastanza incancrenita, compromessa. Per come conosco la situazione Felleca e Pintus sono compartecipi nella società che controlla il Foggia: non sono riusciti a trovare un’intesa sulla gestione e, di conseguenza, la situazione sta degenerando“.
Sulla possibile vendita delle quote societarie della Pintus, poi smentita. “Nei mesi scorsi la Pintus mi ha fatto richiesta di esplorazione territoriale per verificare se ci fossero dei potenziali acquirenti interessati al Foggia ed alle sue quote. Mi ha rivolto una richiesta in forma scritta ed io l’ho accettata: da lì sono intervenuto utilizzando dei contatti che avevo sviluppato sul territorio, contattando imprenditori che si sono interessati in passato al settore calcio; devo dire che si sono sviluppate delle trattative che erano arrivate anche a chiudersi. In particolare una trattativa era vicina alla chiusura ed era tutto pronto per mettere nero su bianco: questa trattativa era costruita per far entrare terze persone nel Foggia. Poi non se n’è fatto nulla, la Pintus ha cambiato idea ad un passo dalla fin, con un po’ di malumore dell’acquirente, che non ha gradito. Resto spiazzato dalla sua uscita che nega la volontà di vendere: lei (la Pintus n.d.c.) può dire quello che vuole, ma posso esibire la documentazione, qualora mi venisse chiesto ad esempio dal primo cittadino di Foggia. Felleca inizialmente non era a conoscenza della volontà di vendere, ma poi l’ha saputo, per forza di cose. A Foggia tutti sanno tutto. Tra gli interlocutori c’era l’avvocato Palma (già vicepresidente della Juve Stabia, n.d.c.): una persona che si è posta bene, che non guardava esclusivamente al registro economico, ma all’obiettivo finale; aveva voglia di fare calcio, ma poi si è ritirato visto i tentennamenti della Pintus”.
Sulle ripercussioni dello stallo societario: “c’è preoccupazione in città, nel cittadino foggiano, nei tifosi; c’è preoccupazione per i soci, per la Pintus che non ha esternato chiaramente le sue volontà; per i dipendenti che non sanno il loro futuro”. Adesso tutti aspettano la decisione della Lega sulla sorte dei campionati, ma a prescindere dal ripescaggio o meno, bisogna oggi ricominciare a programmare la prossima stagione. Soprattutto perché se il Foggia resterà in Serie D, non si vorrà più sentire ‘siamo ripartiti gli ultimi giorni di agosto’.
Una previsione sul futuro del Foggia: “. La società non può rimanere ingessata, bisogna capire chi ci sarà e le potenzialità della società. Ho ascoltato Felleca, che ha promesso alla piazza di poter lavorare da solo. Io invece credo che la situazione, a livello societario, è abbastanza compromessa. Qualcuno dovrà prendere la direzione di uscire dalla società: non so chi sarà, ma va fatto prima possibile. Il Foggia non può permettersi di vivere con questo patema d’animo di non sapere cosa farà l’anno prossimo o di ricostruire tutto negli ultimi giorni”.
Ghirelli: "Il calcio parta soltanto dopo tutte le altre attività del paese"
Un articolo di suo pugno in edicola oggi sul Corriere dello Sport: così il presidente della Lega Pro, Francesco Ghirelli è tornato a parlare della ripresa del calcio.
Ghirelli ha spiegato che il pallone deve tornare a rotolare “quando tutte, sottolineo tutte, le altre attività produttive del Paese avranno ripreso il loro cammino, nel rispetto totale della salute come bene primario e della catena di comando che vige in status di pandemia: autorità scientifiche e sanitarie-Governo-Coni-Figc-Leghe”.
Ghirelli ha poi sottolineato come la Serie A, da mondo speculativo, potrebbe diventare una sorta di laboratorio, che sperimenterà le modalità più utili per la ripresa, facendo da guida anche per le altre serie. Così il presidente: “La serie A dotata di risorse e strutture è in grado di svolgere un ruolo di sussidiarietà per tutto il movimento sportivo italiano. Nel contempo, potrebbe per la sua peculiarità nella preparazione alle gare, dare un contributo alla maggiore conoscenza del virus. La ripresa degli allenamenti in serie A prevede da parte del protocollo sanitario la costituzione di un «gruppo chiuso» per almeno 21 giorni. Una occasione irripetibile per la sperimentazione che si potrebbe fare e per mettere i risultati al servizio della scienza e della salvaguardia della salute di tutti. Un «gruppo chiuso» per tre settimane potrebbe fornire informazioni utili ad altri atleti e professionisti, da estendere ai dilettanti e anche alla popolazione. In questo modo, il calcio definito «speculativo» potrebbe così dimostrare di poter fare del bene al suo mondo e estendere benefici conoscitivi ed eventuali vantaggi ai cittadini e alla scienza”
Gravina, Santoro verso la Virtus Entella
Sembra sfumare un obiettivo di Taranto e Foggia: stando a quanto riporta blunote.it, l’attaccante del Gravina Domenico Santoro sarebbe vicino alla firma con la Virtus Entella. La squadra ligure di Serie B, sarebbe poi pronta a girarlo in prestito in Serie C.
Era stato soprattutto il Foggia – nel mercato dicembrino – a provare ad aggiudicarsi le prestazioni dell’attaccante Gravinese, contando sul fattore “casa”. Santoro, che nelle ultime stagioni ha segnato 28 gol in 54 gare, è infatti di Lesina, cittadina alle porte della Capitanata.
Foggia, Pintus: "Resto, se me lo consentono". Ma Pillisio: "Voleva vendere sue quote a Febbraio"
Dopo settimane passate a discutere delle possibilità dei rossoneri di arrivare in Serie C (con la ripresa del campionato, ovvero – al peggio- con i ripescaggi in caso di stop definitivo causa Covid-19), nelle ultime ore a tenere banco in casa Foggia è la questione societaria.
Vi avevamo parlato nei giorni scorsi di un presidente Felleca (potete rileggere QUI) che, seppur provato dall’impegno economico e dal rischio di restare tra i dilettanti, aveva annunciato l’intenzione di acquistare le quote societarie che l’imprenditrice Maria Assunta Pintus detiene nella Corporate Investments S.r.l. (società che ha l’80% del Foggia Calcio).
Nella giornata di Mercoledì era arrivata la smentita della Pintus che, ai microfoni di calciofoggia.it, aveva dichiarato di preferire gli investimenti a lungo termine e di voler mantenere il proprio impegno nel sodalizio dauno. La Pintus aveva inoltre dichiarato che Felleca, già da agosto 2019, aveva aperto alla possibilità di cessione del Foggia; l’imprenditrice, pertanto, si dichiarava all’oscuro dei motivi che spingessero il presidente del Foggia a voler proseguire da solo, chiosando con queste parole: “qualunque decisione intenda prendere il signor Felleca, sa bene che dovrà comunque trovare l’assenso della socia, che potrà esercitare la prelazione in caso di sua cessione della partecipazione societaria. Posso solo ipotizzare che il mio diritto di prelazione possa disturbare e che questa sia l’origine degli “inviti”a farmi da parte, anche da punto di vista mediatico. A mio parere una maggiore chiarezza sulle effettive intenzioni del signor Felleca, aiuterebbe la programmazione del futuro del Foggia Calcio”.
Ad acuire il clima di incertezza è arrivata la pronta replica del club manager dei rossoneri, Simone Pillisio. Il dirigente ha dichiarato ai microfoni di AntennaSud che di “poter provare e documentare che agli inizi di febbraio, la dottoressa Pintus, ha fatto un’indagine di mercato per reperire dei potenziali acquirenti per le sue quote. Per fare ciò si è avvalsa della mia collaborazione. Indagine che ha portato risvolti positivi. Un noto avvocato campano si è prodigato anche a degli incontri, poi per cause personali la Pintus non se ne è fatto più nulla. Ed ha deciso di rivedere il tutto. Il lavoro, comunque, aveva prodotto delle discussioni con alcuni imprenditori foggiani. Pertanto trovo strano che la Pintus abbia detto di non aver mai voluto vendere le sue quote”.
Situazione, quindi, in costante divenire in casa Foggia.
Taranto, parte il toto allenatore
Il Taranto sta iniziando a preparare la prossima stagione (inizio a luglio, con il ritiro precampionato?), chiaramente partendo dall’individuazione del tecnico e quindi dalla composizione della rosa , stagione 2020 – 21, in un campionato, quello di serie D che, al netto del Bitonto (dovrebbe transitare in serie C) rivedrebbe ai nastri di partenza, Foggia, Cerignola, Casarano e Taranto (senza tener conto di ulteriori ripescaggi in terza serie, necessari per il completamento del format – originariamente da 60 formazioni, come l’attuale, in quanto un numero consistente di società è a rischio di fallimento o rinuncia alla disputa della serie C), pertanto il club rossoblu valuterà se continuare nel girone H o richiedere l’inserimento in qualche altro girone meno “ingolfato” di “ex teste coronate” e pretendenti al ballo delle “debuttanti” (squadre big) per il salto di qualità, ovvero di categoria.
Superato questo prima aspetto, il quesito che ci si pone da diverse settimane è: chi il traghettatore della stagione 2020 – 21, e quindi colui che dovrà dare le indicazioni per l’apertura del calcio mercato sessione estiva?
Si fanno i primi nomi, chiaramente non confermati, che vedono Cazzarò in pole position per sostituire Panarelli, con altri nomi circolanti da Giacomarro a Feola, da Calabro a Parlato per passare da Rosario Campana , ex Gragnano, abile con i giovani a farsi strada.
Quale però l’identikit del neo tecnico? Un allenatore, sicuramente carismatico che però non subisca troppo la pressione ambientale, un incrocio tra un “sergente di ferro” della vecchia nomenclatura ed un uomo attento alla psicologia, all’equilibrio dello spogliatoio, durante la settimana ed anche la domenica, con idee chiare e che indichi, con precisione, quali gli atleti utili alla causa, ma che possano adattarsi, in pieno, agli schemi e moduli di gioco e ultimi ad arrendersi, sempre proiettati alla ricerca del risultati, quindi attaccati alla maglia e ligi ai dettami tecnici.
Deve soprattutto essere un tecnico intenditore di giovani, teso a valorizzarli e non abbia remore nel lanciarli nella mischia quando necessario, coniugando il giusto mix tra over ed under e soprattutto gran lettore della partita, tale da effettuare i cambi giusti, nei momenti giusti.
Difficilmente potrà sedere sulla panchina ionica, una “scommessa” perché la piazza, chiaramente come la società, si aspetta una stagione di svolta importante per il futuro del club rossoblu, magari concludentesi con un’ambizione o speranza di intravedere un paradiso migliore, ed uscire dagli inferi della quarta serie.
Si è vociferato di alcuni atleti che potrebbero essere riconfermati, quali i due Manzo, Benvenga, Guaita, Genchi ed un numero di under, i migliori quelli che si sono messi in evidenza quest’anno, poi per nuovi arrivi si sono fatti i nomi di Mattera dal Casarano, Aliperta (vecchio palino di mister Panarelli che lo ebbe ad Altamura) attualmente alla Turris.
I nodi centrali sono esclusivamente tre:
a) la punta quella dalla doppia cifra che ci manca dai tempi del primo Genchi, e, precedentemente, dall’epoca di Hernan Molinari;
b) un centrocampista, con funzione quasi di regista che dovrebbe, e potrebbe, dettare i tempi del gioco per orchestrare i giochi d’attacco che il reparto avanzato finalizzerebbe per le punte;
c) il portiere, da anni scelto tra gli under, allo scopo di mettere più qualità e tecnica a centrocampo o in avanti, ruolo questo dell’estremo difensore che ha portato tanti forum in Città, sul caso che si insita su un over piuttosto che under, quindi di maggiore garanzia.
Nomi per i tre ruoli se ne faranno tanti sino all’apertura della sessione estiva, ma da quello che è trapelato dalle svariate interviste al presidente Giove, pur sembrando tutto fermo, in attesa dell’uscita dall’emergenza Coronavirus, in realtà, sotto traccia si sta lavorando, ma una cosa appare chiara.
La prossima stagione non potrà essere di transizione, o meglio di un tranquillo centro classifica con mira massima della zona play off e imbottitura di tanti under in formazione, in quanto, sicuramente, la programmazione, l’ambizione, le speranze sono tese ad altro, al momento il club sta cercando di intuire quando verrà messa la parola fine alla stagione 2019 – 20, poi si partirà subito, con l’organizzazione, per la stagione addivenire, e quindi si riprenderà da dove ci si è interrotti, per evitare, quanto meno, eventuali errori commessi in questa stagione, letali e causanti la caduta delle ambizioni di primato, già nel mese di dicembre.
A tal proposito, un altro quesito fondamentale si pone subito all’orizzonte immediato: chi sarà il direttore sportivo della stagione 2020 – 21?
Confermato alla nostra testata dal presidente Giove che De Santis, non sarà riconfermato, anche per questo incarico delicato, ma importante, si sono fatti una serie di nomi tra i quali, De Liguori è quello più ricorrente.
Un direttore carismatico, che ricorda la famosa promozione in C1, l’ultima sul campo, nel Taranto di Papagni che frequenta sia la D che la serie C, insomma un giovane che conosce bene la piazza ionica e per questo potrebbe assolutamente trovarsi bene ed essere gradito all’ambiente.
Tutto questo però, assieme a quanto sopra esposto, rappresenterà un altro capitolo da scrivere, nelle prossime settimane o meglio nei mesi seguenti, ora bisogna solo attendere.
da:notiziariocalcio.com
Nardò, il d.g. Toma guarda al futuro
Il D.G. del Nardò, Silvano Toma a 360 gradi.
Capitolo mercato. Calemme e gli under.
“Noi chiaramente auguriamo il meglio a tutti i nostri tesserati, perchè se mai dovesse arrivare un’offerta dai professionisti per il ragazzo, non ci opporremmo. A noi prima di tutto sta a cuore la carriera di ogni singolo calciatore, però è chiaro che la dove non ci dovessero essere i presupposti per cederlo, noi tenteremo di farlo restare con noi, offrendogli magari anche un prolungamento di contratto con un adeguamento economico. In generale tutti gli under hanno fatto benissimo. Non a caso nel mercato di dicembre abbiamo ricevuto miriadi di offerte da parte di club di Serie C e del nostro raggruppamento.
Tommasi presidente dell’Assocalciatori ha dichiarato che un ragazzo deve giocare in Serie D non perchè è costretto, bensì perchè lo merita. Un ragazzino diventa calciatore a 16/17 anni, ed è allora che le squadre li devono far crescere gradualmente. Sono loro la salvezza di questo campionato.”
Bilancio della stagione e prospettive future
” Al momento siamo in piena salvezza. Se fosse continuato il campionato, in otto gare avremmo dovuto affrontare sette scontri diretti, con squadre che per lo più si ritrovavano sotto di noi in classifica. Perciò non avevamo nessuna paura nell’affrontare l’ultima parte di classifica, anzi, desideravamo salvarci sul campo.
Bisogna essere uniti e prospettare di poter cominciare la prossima stagione, cosa difficile al momento. Non parlo da quartultimo in classifica, anche perchè il Nardò con una vittoria si sarebbe messo al sicuro. Abbiamo dimostrato di saper far emergere il nostro valore, anche con i giovani.”
Questione Foglia Manzillo
“Ho parlato con il tecnico nella giornata di ieri, trattando diverse tematiche relative alle prospettive dei ragazzi e della squadra. Si tratta di un grande allenatore ma, ad oggi parlare di riconferme del tecnico e dello staff tecnico mi sembra prematuro. Tanti calciatori ovviamente hanno dato l’ok e tanti altri vorrebbero prendere altre strade. Al contrario il mister ancora non ha avuto modo di esporci la propria posizione al riguardo.
Non avremmo preoccupazioni nel riconfermarlo. Abbiamo ritrovato in lui un tecnico competente, capace e che ci ha reso felici grazie a quanto da lui fatto. Parleremo delle prospettive future del Nardò e ci confronteremo in futuro senza nessun problema”.
Riprendere o concludere?
“Siamo nel mezzo e con i 24 punti rimasti a disposizione avremmo potuto dire la nostra. La salute è importantissima per tutti. In un momento nel quale anche in Serie A, nonostante sia anni luce distante dal nostro torneo, si trova difficoltà nel pensare alla ripresa, è impossibile pensare alla disputa di una finale o di un campionato di Serie D. Si tratta di un qualcosa di inimmaginabile poter ricominciare i campionati di Serie C, Serie D, Eccellenza, Promozione e giù di lì. Non ci sono i mezzi e le strutture per permettere tutto questo. Tante componenti non permettono di offrire la giusta salvaguardia.
Probabilmente ci saranno difficoltà anche per poter cominciare il prossimo anno dei campionati dilettantistici. Come possiamo noi, immaginare di riprendere ad agosto? Perciò ribadisco, tanta gente che non ha mai disputato una partita di calcio, propone di giocare in mesi caldi nei quali non vi sono nemmeno i fari per far sì che si giochi di sera. Inoltre non andrebbe sottovalutato il fattore porte chiuse e sponsor, perchè grazie anche a queste entrate ogni società riesce a risolvere tante situazioni”.
Puglia Sport News courtesy
Spadafora: "Senza accordo sul protocollo niente ripresa dei campionati"
Ospite di Mi Manda Raitre, il ministro per lo Sport e le Politiche Giovanili, Vincenzo Spadafora, è tornato a parlare della possibile ripresa del campionato di calcio.
Apertura alla ripresa sì, ma solo previo accordo sull’adozione dei protocolli. Queste le dichiarazioni del Ministro.
“A quello in cui bisogna lanciare un appello alla Lega Serie A per finire polemiche e scontri. Io penso che il calcio debba essere un veicolo di gioco, leggerezza, passione, e non dividerci. In questi giorni il comitato tecnico scientifico sta incontrando le varie componenti del mondo dello sport, FIGC e non solo, per degli approfondimenti sul protocollo proposto. Se si troverà un accordo tra il comitato tecnico scientifico, gli allenamenti ripartiranno e questo potrà avere i suoi effetti sulla ripresa del campionato. Viceversa, sarà il governo a decretare per motivi di evidente emergenza sanitaria mondiale, la chiusura del campionato, anche creando quelle condizioni affinché il mondo del calcio paghi meno danni possibili, alla pari di tutte le filiere produttive del Paese. Ci prenderemo le nostre responsabilità e faremo in modo che anche il calcio abbia meno danni possibili, non dimentichiamo che è una grande impresa del Paese”.
Taranto, possibile sinergia col Parma di Faggiano
Dai microfoni di blunote.it rimbalzano le voci di un tentativo del presidente del Taranto Massimo Giove di avviare una sinergia col Parma e con il ds Faggiano.
Secondo il portale molto vicino alle vicende dei Tarantini, Massimo Giove si rimetterà in moto per programmare la prossima stagione. Dopo tre tentativi falliti, il numero uno del club rossoblu si starebbe giocando l’ultimo jolly per riconquistare la fiducia di una tifoseria che non lo vorrebbe più a capo del sodalizio rossoblu.
Se le quotazioni del diesse Vincenzo De Santis sembrano in netto ribasso perché Massimo Giove starebbe lavorando a una sorta di alleanza con Daniele Faggiano, direttore sportivo del Parma, club che ha già in mano Antonio Ferrara (1999).
Qualora questa collaborazione tra società dovesse decollare, allora potrebbe prendere quota la candidatura di Alessandro Degli Esposti nel ruolo di direttore sportivo. Una volta scelto, o confermato, il nuovo diesse, si potrà pensare a chi affidare la panchina, anche se non è da escludere la conferma di Gigi Panarelli.
Cerignola, Grieco: "impegno economico importante in questi anni. E sulla possibilità di restare in D…"
Il Presidente del Cerignola Grieco ha parlato della situazione attuale del calcio dilettantistico, del suo impegno nella città ofantina, delle prospettive di ripresa dopo lo stop forzato legato al Coronavirus ed, infine, delle possibilità dell’Audace di andare in Serie C. Lo ha fatto ai microfoni di Antenna Sud.
Queste le sue dichiarazioni.
“In questi giorni se ne sta dicendo di tutto e di più riguardo a promozioni, retrocessioni, play off, ripescaggi, chiusura dei campionati di Serie A, B, C e D. Secondo me si sta parlando troppo perché ancora non si sa quale sarà la decisione finale del presidente Gravina, possiamo dire quello che vogliamo, ma non c’è ancora nulla di ufficiale. Per me il campionato è finito perché nessuno si aspettava questa epidemia e, per me, è più importante la salute di qualsiasi altra cosa. Il calcio è bello, piace a tutti, ma dobbiamo prima risolvere questo problema che stiamo affrontando, anche perché in primis ci sono le aziende da far ripartire, il calcio è un divertimento, un hobby”.
Sulla possibilità di promozione – “Sono stati tre anni pesanti sul piano economico, quando investi tanti soldi e non sali, cominci a farti un esame di coscienza. Stiamo pagando il brutto inizio ma abbiamo le carte in regola per salire anche se, se bloccheranno promozioni e retrocessioni secondo me dovremmo fare un altro anno in D. Secondo me, però, non si potrà ricominciare fino a che non verrà trovato un vaccino. La serie D è più penalizzata degli altri campionati perché la gran parte dei guadagni arriva dagli sponsor, che, in questo periodo difficile, vengono a mancare. Se si dovesse giocar a porte chiuse sarebbe un disastro: finirebbe il calcio dilettantistico”.
Pierluigi Frattali (Bari): "Niente playoff? Premiare noi che abbiamo fatto più punti"
Intervenuto a TeleBari, il portiere Pierluigi Frattali parla dei galletti e delle chance di promozione del club in caso di stop ai tornei:
“Ho in mente di riportare il Bari nei palcoscenici migliori: in questo momento ancora di più sento questo peso di non poter scendere in campo. Il sorteggio non starebbe né in cielo né in terra, sarebbe contro ogni etica sportiva. Bisogna dare valore al campo: giocare i playoff, e se non ci fosse questa possibilità penso bisognerebbe premiare chi ha fatto più punti, ovvero noi, sia con più partite che a parità di partite. Il nostro auspicio è guadagnare la B sul campo. Il salto? Tanti hanno già giocato in B, il nostro gioco è più adatto ad una categoria superiore, secondo me in B saremmo più pronti che in Serie C”, le parole riportate da tuttobari.com.
Fasano, senti mr. Fasano: "Oggi i numeri non sono dala nostra parte…"
Intervenuto ai microfoni dei colleghi di Telesveva, il tecnico del Fasano, Giuseppe Laterza, ha fatto il punto della situazione in casa fasanese, tracciando inoltre un bilancio su quella che è stata la stagione dei biancoazzurri.
Queste le sue parole:
‘‘Sto vivendo questo momento particolare come tutti, ovviamente a casa, cercando di rispettare il protocollo sanitario e cercando di riempire la mia giornata con la famiglia. Parlando da persona intelligente è chiaro che il protocollo sanitario non è attuabile nella nostra categoria, di conseguenza più passa il tempo e più perdiamo le speranze di poter riprendere a giocare. Onestamente in questo momento i numeri non sono dalla nostra parte e dobbiamo rispettare tutto il lavoro che si sta facendo all’interno della nostra Nazione: restiamo calmi e attendiamo l’evolversi della situazione, però la vedo difficile riprendere”.