Archive 30/04/2020

Brindisi, si pensa già alla prossima stagione. Resterà Ciullo?

Ampio spazio dedicato al Brindisi nelle pagine del NuovoQuotidiano di Puglia.  A tenere banco è il futuro del club ed il nuovo assetto societario.

Il Brindisi riparte. Non sul campo – si legge- dove ci vorrà ancora tempo e probabilmente – secondo le ultime indicazioni che arrivano dal mondo del calcio e dalle dichiarazioni del ministro Spadafora e del presidente della Lega Nazionale Dilettanti Sibilia – se ne riparlerà nella prossima stagione.

Ed è proprio la prossima stagione l’obiettivo del Brindisi: in questi giorni si è parlato a lungo del futuro del club, dal punto di vista societario, dopo un’annata piuttosto turbolenta per tanti aspetti e per tanti motivi, e dal punto di vista tecnico.

Il primo passo potrebbe essere la riconferma di Salvatore Ciullo come allenatore: arrivato al posto di Massimiliano Olivieri (protagonista di un avvio importante e poi di una crisi pagata con l’esonero), ha condotto i biancazzurri in una posizione che se dovesse essere cristallizzata la classifica vorrebbe dire salvezza.

L’obiettivo raggiunto e una storia importante tra D e C dovrebbero valere la riconferma del tecnico, con cui c’è già stata una videoconferenza qualche giorno fa: la proposta della società è chiara e sarà formalizzata quando ci si siederà a tavolino (virtuale o meno) dopo la sospensione definitiva del campionato di serie D. Ciullo è la priorità, adesso sta a lui decidere se accettare il progetto o cercare un’alternativa, fermo restando che se dovessero esserci le condizioni l’allenatore di Taurisano ha sempre fatto presente il proprio legame viscerale con la città e con la tifoseria del Brindisi. In tal caso facile immaginare una riconferma anche di Nicola Dionisio come direttore sportivo, per la terza stagione consecutiva.

Dal punto di vista societario, invece, non è da escludersi un reimpasto delle cariche, per il quale Francesco Bassi, già socio di minoranza (facente capo al gruppo dei soci brindisini), potrebbe affiancare Umberto Vangone (amministratore delegato e socio di maggioranza al momento) nella presidenza. Un’operazione che comunque necessiterà ancora di un po’ di tempo, visti anche i precedenti. Vorrebbe dire, però, portare avanti il progetto già sperimentato in questa stagione, con delle premesse probabilmente diverse (e magari obiettivi un po’ più alti) e anche dei compiti riassegnati all’interno della compagine sociale. È presto, ma il Brindisi riparte e guarda già al futuro

Bisceglie, l'ex tecnico Sandro Pochesci all'attacco: "Il calcio era l'ultimo dei problemi"

Senza peli sulla lingua, come suo solito, Sandro Pochesci denuncia quanto è andato storto nella sua breve esperienza sulla panchina del Bisceglie: “Non ha funzionato perché, quando parli con delle persone, credi che siano uomini veri: il calcio era l’ultimo dei problemi. Sono subentrato ad un tecnico che, secondo me, stava facendo un ottimo lavoro ma i problemi reali erano altri: quando ci si mette contro la piazza e contro tutti, non si ha una lunga vita”, ha dichiarato il tecnico a tuttocalciopuglia.com.
Il problema, a detta dell’ex allenatore della Ternana, è stata l’assenza della società nerazzurro-stellata: “La base di una squadra di calcio è la società: se manca la componente principale, i risultati non arrivano. Nel nostro cammino, abbiamo perso sempre di misura e, talvolta, anche per sfortuna. Abbiamo fermato la Paganese che, fino a quel momento, aveva vinto tutte le partite, raccolto un punto prezioso a Catania e poi perso col Bari per 3-0. Non comandano sempre i risultati: quando ci sono dei problemi interni e vengono fatte scelte sbagliate, vengono pagate a caro prezzo. Non si possono acquistare dodici giocatori stranieri che non conoscono il campionato italiano e farli giocare tutti assieme. Quella squadra, con quella rosa, poteva tranquillamente stare a metà classifica, se ognuno fosse stato in grado di rispettare i propri ruoli. Era una squadra volenterosa, ricca di giovani bravi e di prospettiva: sono mancati gli elementi fondamentali per fare bene in una gestione del club”.
Infine un bilancio complessivo del suo percorso pugliese: “Per me quella di Bisceglie è stata una bella esperienza: mi ha insegnato anche a relazionarmi, contemporaneamente, con diversi giocatori stranieri e non mi era mai capitato. C’erano giocatori come Montero che, una volta arrivato, faticava nel capire i movimenti offensivi: giornata dopo giornata, migliorava sensibilmente e riuscì a fare gol anche al Monopoli. Nelle prime nove partite, poi, il Bisceglie è stata la squadra che è riuscita a recepire più fondi anche grazie alla Legge Melandri: con l’impiego di diversi giocatori giovani, eravamo i primi in classifica in questa speciale graduatoria”.

Ficara: "Che soddisfazione la doppietta al Foggia. Gravina piazza calda"

Alessandro Ficara, attaccante del Gravina, stava disputando un’ottima stagione prima dello stop forzato del campionato. Ficara ha parlato del campionato trascorso e del suo futuro ai microfoni di tuttocalciopuglia.com

“Sicuramente è stata una bella stagione – esordisce – non mi aspettavo al primo anno nel girone H di fare così bene. È un raggruppamento tosto, con club di blasone. Una C2, in pratica. Sono felice del mio campionato, forse potevo fare meglio all’inizio. Ma da gennaio in poi ho fatto grandi cose e ho aiutato la squadra”.

Il gol più bello?
“Il penultimo, la rete del vantaggio al 45’ contro la Gelbison. Però anche la doppietta segnata contro il Foggia è stata una bella soddisfazione…”.

Che piazza ha trovato a Gravina?
“Molto calda, come d’altronde tutte le altre del girone H. Mi hanno accolto benissimo i tifosi. La nostra è una squadra importante, questa città può ambire ad altri palcoscenici. Quest’anno ci sono mancati gli ultras e la loro assenza si è fatta sentire, ci avrebbero dato una spinta in più”.

Che idea si è fatto di questo stop ai campionati?
“È stata una doccia fredda, è scoppiata questa pandemia che ci ha trovato tutti impreparati. Ci sono stati tanti morti, è davvero una brutta parentesi. Io credo non si possa riprendere, dopo due mesi lontano dal campo. Già fanno fatica in Serie A, noi non siamo professionisti. E poi…”.

Prego.
“Bisogna già pensare alla prossima stagione, dal mio punto di vista. Con la speranza che possano arrivare aiuti da Governo e FIGC per noi calciatori, perché questo per è un lavoro a tutti gli effetti. Noi viviamo di calcio, con lo stipendio mensile”.

Nel suo curriculum diverse avventure in Germania.
“Ho giocato a Messina, poi sono andato a Coverciano con la Nazionale U20 di Lega Pro e lì mi ha visto uno scout tedesco, che mi ha seguito tutto l’anno. A fine stagione mi ha chiesto di seguirlo al Duisburg e lì ho trovato un altro mondo: sono venti-trent’anni avanti a noi. Ho firmato un biennale, poi ho avuto altre esperienze nella C tedesca”.

Il futuro di Ficara?
“Discuterne ora è difficile, non lo so. Non ho parlato con nessuno del Gravina, però se dovesse arrivare una proposta di rinnovo sarei contento di restare. Mi hanno dato tanto quest’anno, a gennaio ho rifiutato offerte importanti pur di restare. Vedremo”.

Macalli: "Serie D? Facciano i dilettanti e non diano 100mila euro ai giocatori. Fregarsene dell'AIC"

Ospite di StadioAperto a TMWRadio, Mario Macalli – ex presidente della Lega Pro- non lesina critiche ed attacca ad ampio raggio Serie D (“facciano i dilettanti”), AIC (“bisogna fregarsene di quello che dice”) ed i promotori di una Serie C Elite.

Questo il contenuto delle dichiarazioni rilasciate dall’ex presidente, raccolte dalla redazione notiziariocalcio.com.

 “Se governassi io farei l’impossibile perché chi lavora con me accetti che il calcio italiano non regge più queste sessanta società. Bisogna fare le riforme e invece hanno inventato un girone di élite e due gironi di semi-professionismo, che sarebbe la tomba per questa categoria. Ci sono presidenti di squadre di Lega Pro che sono fior fiore dell’industria italiana: è evidente che anche loro hanno difficoltà, perché prima pensano a produrre e alle migliaia di famiglie che stanno a casa. Ci sono però ancora troppi presidenti banditeschi, dei briganti che provano a mandare tutto in malora. La soluzione c’è, e deve partire dalla Federazione passando dal cambiare la legge dello Stato che rimane lì da trent’anni, e che li definisce professionisti. Bisogna fregarsene di cosa direbbe l’AIC. Bisogna che: primo, le squadre di C portano garanzie bancarie effettive, dopo anni in cui si è visto di tutto, e due devi giocare con il 70% di calciatori del tuo territorio. In più serve ottenere dal Governo una cosa determinante: fino a 25 anni sei un apprendista sportivo. Il contratto di apprendistato va dato anche al calcio. Così si riducono i costi, stabilizzando le rose. Cosa si lamentano le squadre di Lega Pro, che hanno 35 giocatori in rosa? Li hanno presi loro, ora li paghino. Quelli che hanno gestioni milionarie non devono parlare, devono stare zitti. Allo stadio, facendo giocare più ragazzi del territorio, avresti pure più persone. Anche la Serie B deve darsi una regolata, sono indebitati mediamente per 20 milioni di euro. Questi si sparano. Poi la Serie A faccia cosa vuole… Produce di più. Per chiedergli dei soldi bisogna assicurare che saranno spesi in una certa maniera: questo è il calcio nuovo. Se si parla di élite e semi-pro, scavate pure la fossa”.

La direzione sembra quella di ripristinare la C2…
“Questo è l’errore fondamentale. Parliamoci chiaro: secondo lei una squadra di Serie D, con cinque allenamenti la settimana e gente che prende 100.000 euro, è davvero dilettante? Il dilettante deve fare il dilettante, non il professionista di terzo livello. La riforma che ho fatto io a 60 squadre, se andate a leggervela, non è mica stata applicata. I bilanci c’è scritto di controllarli prima, ma quando mai l’hanno fatto? Saltano società indebitate in maniera paurosa dopo 3 mesi e nessuno aveva visto niente. Io di errori ne ho commessi cinquemila, sicuramente, perché chi fa, falla. Ma quei presidenti che sbattono i pugni sul tavolo sono gli stessi che fanno rose a 35 giocatori e spendono più di quanto potrebbero. Quelli sono cortigiani, non collaboratori. Il calcio italiano si può salvare, ma se si parla a schemi… Chi vivrà, vedrà ma con la C2 significa indebitare e alimentare il nero”.

Città di Fasano, mister Laterza fa il punto della situazione in casa fasanese

Giuseppe Laterza, intervenuto su Telesveva, ha fatto il punto della situazione in casa fasanese, tracciando inoltre un bilancio su quella che è stata la stagione dei biancazzurri.
Queste le sue dichiarazioni:
Sto vivendo questo momento particolare come tutti, ovviamente a casa, cercando di rispettare il protocollo sanitario e cercando di riempire la mia giornata con la famiglia. Parlando da persona intelligente è chiaro che il protocollo sanitario non è attuabile nella nostra categoria, di conseguenza più passa il tempo e più perdiamo le speranze di poter riprendere a giocare. Onestamente in questo momento i numeri non sono dalla nostra parte e dobbiamo rispettare tutto il lavoro che si sta facendo all’interno della nostra Nazione: restiamo calmi e attendiamo l’evolversi della situazione, però la vedo difficile riprendere“.

Il presidente Vangone: "L'anno prossimo Brindisi da vertice. Ciullo? Vorrei confermarlo"

Ai microfoni del Corriere dello Sport – Edizione Puglia, il numero uno del Brindisi Football Club, Umberto Vangone, ha affrontato la tematica legata alla sospensione dei campionati dilettantistici, parlando anche dei progetti futuri del club adriatico.
“Noi presidenti di squadre di Serie D, per la maggior parte, facciamo calcio grazie agli incassi, agli sponsor e agli sforzi economici personali. Dopo un’emergenza come quella che stiamo vivendo purtroppo dovremo riorganizzare tutto per gradi a partire dalle nostre aziende per tornare poi ad investire nel calcio. Io sarei favorevole alla cristallizzazione della graduatoria: promozione in C per la prima e retrocessione per l’ultima. Poi se le seconde classificate hanno la forza economica si affideranno al ripescaggio”.
In casa brindisina, si lavora già per la prossima stagione: ci saranno novità importanti sia nell’assetto societario ma, soprattutto, a livello di rosa. Vangone si esprime così: “Per prima cosa stiamo pensando a una nuova riorganizzazione societaria che potrebbe portare alcune novità, come la carica di presidente che dovrebbe essere divisa tra me e il socio brindisino Francesco Bassi. Ma non sarebbe l’unica novità. Nei prossimi giorni parlerò con il tecnico Ciullo. Per quanto fatto vedere sarà la prima persona che vorremmo confermare. E sarà lui poi ad indicarmi quali giocatori potranno fare al caso del Brindisi per la prossima stagione. Una cosa è certa: è nostra intenzione allestire una squadra di alta classifica, mettere a disposizione del tecnico una squadra forte per disputare un campionato da vertice”.

Futuro del Taranto: si parla già del prossimo direttore sportivo

In attesa di capire come si concluderà la stagione 2019/2020, in casa Taranto si comincia a programmare il futuro.
Secondo quanto rivelato dall’edizione pugliese del Corriere dello Sport, il presidente Giove intenderebbe effettuare un’altra rivoluzione in estate: il numero uno del club ionico, negli ultimi giorni, ha effettuato i pagamenti relativi agli stipendi dei calciatori fino a febbraio, mese in cui il Taranto ha effettuato l’ultima sua partita contro il Bitonto. Ci sarebbe stato anche un colloquio, seppur a distanza, tra il proprietario del club e Vincenzo De Santis: il diesse, che non sarà riconfermato nel suo ruolo, potrebbe essere sostituito da Antonio Amodio, attuale direttore sportivo del Sorrento. Il secondo nome, invece, sarebbe quello di Fracesco Vitaglione, ex Turris e Paganese, già accostato in precedenza al club tarantino.

Antonio De Iacovo, un barese che si fa spazio nella Napoli Nord

Antonio De Iacovo, calciatore barese doc classe ‘87 è un vero e proprio giramondo del calcio.
Ha avuto esperienze anche in Repubblica Ceca e Malta, con quest’ultima vicinissimo a firmare per l’FC Mosta squadra militante in Premier League (Massima divisione del calcio maltese).
De Iacovo è un calciatore utilizzabile sia come trequartista che come seconda punta date le ottime capacità balistiche e tecniche.
Antonio è una vecchia conoscenza del calcio pugliese, avendo militato in società come Europa Palese, U.S.Bitonto, Nuova Andria, Virtus Bitritto, Molfetta Sportiva (con quest’ultima due stagioni fa ha subito un brutto infortunio procuratosi in fase di ritiro) ma sostanzialmente negli ultimi 6 anni ha preferito fare esperienze fuori regione e fuori nazione, dove l’hanno ha potuto accumulare esperienza in squadra con giocatori come Antonino D’Agostino e Carboni entrambi ex Cagliari Calcio, Alex Gibbs vecchia conoscenza del Parma Calcio e prendendosi anche la soddisfazione personale di segnare in in gare amichevoli a squadre professionistiche come Sud Tirol e Rende. Nella sua lunga carriera ha disputato campionati in regioni come Trentino-Basilicata-Sardegna-Marche e Campania e più di una volta vicinissimo al campionato Calabrese.
Nell’ultima stagione ha militato nel massimo campionato regionale Campano,dove si è fatto rispettare entrando nelle simpatie di alcune società grazie alle sue capacità calcistiche e caratteriali.
A Napoli ha conosciuto anche l’Avv.Umberto Di Tella rappresentante del calcio campano e grande estimatore del giocatore barese ed il presidente della Lnd Campania Antonio Trovato.
De Iacovo ha esordito con la maglia della Nuova Napoli Nord contro il Marcianise con il numero più importante a Napoli il “10”e proprio all’esordio è riuscito a portare a casa i primi 3 punti della sua nuova esperienza campana con un ottima prestazione andando anche vicino al gol. Nella sua seconda presenza contro il Casoria Calcio squadra avente in squadra un calciatore di livelli superiori come Carlo Gioielli, non ha sfigurato anzi, ha lottato su ogni pallone ed andando vicinissimo a siglare un gol di pregevole fattura in sforbiciata (a detta di molti sarebbe stato il gol più bello dell’intero massimo torneo regionale degli ultimi anni).
Nell’ultima partita disputata ha indossato la maglia numero 10 e anche la fascia di capitano cedutali con piacere da capitan Sinigaglia e per un barese è un grande riconoscimento a Napoli. Nelle altre gare con Antonio in campo la squadra ha trovato una quadratura sia tecnica, sia di quantità, i compagni di squadra lo seguono e tutta la squadra cresce in positivo con buone prestazioni offerte.
Tutte le gare disputate da De Iacovo superano la sufficienza nei voti, spesso con un 6.5.
De Iacovo ci parla dei calciatori che più l’hanno impressionato nel campionato di Eccellenza Campana e sono Carlo Gioielli per la tecnica sopraffina e l’ex Udinese Dino Fava Passaro che nonostante le 43 candeline in campo sembra ancora un ragazzino.
Queste le parole più importanti di De Iacovo; “Il calcio Campano è molto duro e di alto livello e mi sono divertito tantissimo ,perchè è sempre bello giocare contro gente che sa cosa sia il calcio ed ogni sfida va presa ed accettata affrontandola al massimo fdelle proprie capacità. Ringrazio la società della Napoli Nord per l’opportunità che mi ha dato e sono certo che se non ci fosse stato lo stop dei campionati avremmo raggiunto l’obiettivo salvezza dato l’ottimo lavoro che tutti stavamo svolgendo.
Ringrazio anche il direttore Giuliano Sinigaglia perchè mi ha voluto fortemente nonostante i corteggiamenti di altre società sparse per l’Italia sia di Eccellenza che di altre categorie.
Ringrazio il presidente, non ho parole per ringraziarlo per tutto ciò che ha fatto per quanto riguarda la squadra. Un gruppo unito dal primo all’ultimo, mi ci sono trovato bene fin dal primo istante e se ho sempre fatto bene è soprattutto grazie a loro. Nel mio club ci sono tantissimi ragazzi di qualità e quantità che meriterebbero veramente altre categorie.
Sicuramente a giorni daranno la chiusura definitiva dei campionati e sono rammaricato di tutto ciò che sta accadendo nel mondo e nel nostro paese ,ma la ripresa se mai dovesse esserci sicuramente la lega lo farà in tutta sicurezza.
Sinceramente non so se questo accadrà ma ora è il momento di restare tutti a casa per poterci godere un futuro felice e sereno e solo allora potremo tornare a goderci e a calcare di nuovo quel meraviglioso rettangolo verde che noi tutti appassionati di calcio amiamo”.
 
Alessandro Polichetti

Alessandro Laricchia (Amministratore Unico Monopoli): "Affidare i verdetti al campo o annullare i campionati"

L’amministratore unico del Monopoli Alessandro Laricchia ha parlato al Corriere dello Sport della situazione di stallo del calcio italiano:
“Accetteremo tutto quello che verrà deciso per il bene del sistema ma la scelta più giusta è affidare i verdetti al campo o annullare i campionati. Si deve trovare un equilibrio, anche con le retrocessioni di cui non si sta parlando. È giusto che chi ha investito poco o nulla retroceda, senza sperare in un’amnistia che blocchi tutto. Siamo comunque pronti a qualsiasi soluzione, anche a ricominciare a giocare a luglio, ma vogliamo che si tutelino i nostri investimenti”.

Onofrio Lopez (Presidente Monopoli) a TC: "Quando ci faremo un esame di coscienza?"

Ai microfoni di TuttoC.com il presidente del Monopoli Onofrio Lopez non risparmia critiche al mondo del calcio:
“In questo momento drammatico per il nostro Paese, leggo e sento nel mondo del calcio solo di presidenti che in barba a quanto accaduto e che continua ad avvenire purtroppo, pensano esclusivamente ad interessi personali. Proseguire i campionati, disputare i playoff, effettuare un sorteggio, retrocessioni sì o no, ma quando ci faremo un esame di coscienza?”.

Bitonto, pres. Rossiello: "Difficile riprendere. Fatto qualcosa di eccezionale. Saremo pronti alla Serie C"

Francesco Rossiello, presidente del Bitonto primo in classifica nel campionato di Serie D, girone H, ha parlato ai microfoni di Telesport Telesveva.  Per il patron dei neroverdi non ci sono i presupposti per continuare la stagione, che ha visto il Bitonto – secondo Rossiello- meritatamente al comando.

Queste le dichiarazioni rilasciate. “Non posso che trovarmi d’accordo con Tisci. Non ci sono le possibilità per continuare il campionato. Rimaniamo in attesa finché qualcuno della Lega non tiri fuori un comunicato.  La speranza  di fare la Serie C non arriva solo dalle parole di Ghirelli, che non vuole bloccare i ripescaggi. La speranza arriva dopo tutto quello che abbiamo fatto quest’anno sul campo. La squadra ha fatto un grande lavoro: siamo primi da ottobre; abbiamo la miglior difesa ed il miglior attacco; abbiamo in squadra il capocannoniere del campionato. Insomma, sul campo abbiamo meritato il primo posto. Continueremo il progetto di crescita costante a piccoli passi. Qualora dovessimo sbarcare nel professionismo, non ci fermeremo, ma coltiveremo il nostro serbatoio, anche nel settore giovanile. Come il Bitonto, tutte le squadre dilettantistiche non possono sostenere a livello economiche ed organizzativo (penso a strutture spogliatoi, docce, centro analisi) il protocollo per la ripresa. L’emergenza che stiamo vivendo non ha eguali e non possiamo mettere a repentaglio la vita dei calciatori. Abbiamo avuto degli incontri video con allenatore e staff tecnico. Con mister Taurino il matrimonio continuerà a prescindere dalla categoria. Se saremo in Serie C, l’obiettivo sarà quello di disputare un campionato per mettere in mostra i nostri ragazzi e far tornare l’entusiasmo sopito.  Il nostro tallone d’achille è la struttura, che deve essere adeguata. Sono sicuro che il Sindaco e l’amministrazione si faranno trovare pronti”.

Il Bitonto quindi strizza l’occhio al professionismo, provando a farsi trovare pronto alla Serie C.

Tisci (LND): priorità al merito sportivo, ma decide FIGC. Alleggerire i costi dei campionati.

 Vito Tisci, presidente del comitato regionale Puglia e Presidente del Settore Giovanile e Scolastico della LND, ha parlato ieri sera ai microfoni di Telesveva, spaziando a tutto tondo dalla possibile ripresa agli aiuti economici alle società dilettantistiche.

“Circa la nostra richiesta di intervento fatta al presidente Emiliano – spiega Tisci– possiamo dire che al momento non abbiamo ricevuto nulla. Emiliano ha trasmesso tutte le nostre istanze all’assessore competente allo sport, Raffaele Piemontese. Capiamo che ci sono altre priorità nel momento, quindi non mi aspetto che il tavolo di lavoro venga convocato a breve. Ma siamo Pronti“.

Sulla sorte dei campionati in caso di stop definitivo. “Non compete a noi decidere promozioni e retrocessioni, ma alla Federazione, di concerto con la LND. Sicuramente saranno prese delle decisioni con la massima trasparenza; la Federazione detterà delle linee guida. Il primo criterio sarà necessariamente quello sportivo, per tutelare chi sul campo stava conquistando dei risultati. Più difficile il discorso sulle retrocessioni. Ci sono tanti campionati in cui comunque la situazione di classifica era incerta”.

Sulla ripresa. “I protocolli studiati per i professionisti non possono essere adottati dalle società dilettantistiche perché troppo costosi: parliamo di 150 euro a tampone circa, più di 50 per test sierologici, oltre a tutte le spese per una corretta sanificazione degli ambienti per almeno due volte a settimana. Ho ricevuto per iscritto comunicazioni per iscritto di 13 società del foggiano, dal Unione Calcio Bisceglie e da altre società che chiedono la sospensione definitiva, ma io non ho potere di sospensione dei campionati. Del resto quanto riguarda riguarda la ripresa, il Governo nulla ha ancora previsto per i dilettanti e l’attività di base, ma solo per i professionisti. Nell’immediato futuro sarà possibile riprendere l’attività individuale, non la pratica di gruppo”.

Sul rischio del tracollo economico del settore dilettantistico: “Aspettiamo un aiuto dal governo, per il momento sono stati stanziati 400 milioni, ma per tutti i dilettanti e tutti gli sport. Può essere un aiuto ma è poco. Anche le scuole calcio sono in difficoltà con affitti, costi di gestione, etc. Non appena ci si potrà muovere, noi della LND Puglia saremo sul territorio ad ascoltare istanze, esigenze, problemi delle nostre società, per aiutarle a rappresentarle alle istuzioni. Sono allo studio della lega misure per aiutare le società ad alleggerire costi di iscrizioni ai campionati, costi di gestione ed assicurativi”. 
Nulla di certo, quindi. Del resto Tisci è convinto che “l’unica speranza è vincere questa battaglia grazie ai vaccini”.

LegaPro, rinviata al 7 Maggio l'assemblea che discuterà di promozioni e ripescaggi

Il Presidente della Lega Pro Francesco Ghirelli, ha annunciato il rinvio al 7 Maggio dell’Assemblea dei Club di Serie C,  già convocata per il giorno 4 maggio 2020.

L’Assemblea si occuperà della tanto discussa proposta di Lega per lo stop definitivo dei campionati di terza serie: promozioni per le attuali prime dei gironi di Serie C, playoff a sorteggio, blocco delle retrocessioni e blocco dei ripescaggi dalla Serie D per la stagione 2020-2021.

Foggia, Felleca al Corsport: "Ho tutto sulle mie spalle, restare in D sarebbe devastante"

Il patron del Foggia Felleca ha rilasciato un’intervista alle pagine pugliesi del Corriere dello Sport, nell’edizione andata in edicola oggi. Il presidente dei Satanelli ha parlato del futuro societario e delle diverse prospettive del club dauno in Serie D o Serie C.

Trovano conferma le voci di un’uscita di scena dalla compagine societaria dall’imprenditrice Maria Assunta Pintus (socia di Felleca nella Corporate Investments  s.r.l., società che detiene l’80% del Foggia Calcio).

Non è da escludere, quindi, che Felleca vada in cerca di nuovi investitori per la nuova stagione.

Queste le sue dichiarazioni del presidente Foggiano.  
“Ormai sono quasi da solo ad affrontare tutto il carico della situazione economica, c’è Pelusi con me ma come ben sapete con una quota minoritaria. Quasi tutto il carico della gestione è dunque sulle mie spalle. […] Probabilmente prenderò le quote di Pintus . Io comunque potrei andare avanti anche da solo, purché ci sia futuro davanti. Se andassimo in C avremmo delle prospettive, rimanere in D sarebbe per noi devastante e non credo che per i costi da affrontare si potrebbe affrontare quella che ritengo allo stato sia un’ipotesi remota”.

Del Core: "A Foggia emozioni uniche ed indescrivibili. Non si discute il ripescaggio in C"

Quando i tifosi del Foggia leggono il nome di Umberto Del Core, non possono che pensare a quella stagione 2002-2003, quando i rossoneri, guidati in panchina da Pasquale Marino, vinsero il campionato di C-2, ottenendo la promozione in terza serie.

Di quel Foggia Umberto Del Core fu recordman di presenze (33) e di gol (18) in stagione. In rossonero Del Core ha giocato nel biennio 2002-2004 e nella stagione del ritorno 2007-2008.  L’attaccante ha parlato degli anni vissuti in capitana in un’intervista alla Gazzetta del Mezzogiorno, di cui vi proponiamo i tratti salienti.

Con i Satanelli Del Core ha realizzato 53 gol in 130 presenze, tanto da entrare nella top five di sempre dei cannonieri rossoneri:  «Ne vado fiero. Il Foggia mi ha dato tanto, io mi sono sempre impegnato al massimo. E’ stata un’esperienza eccezionale, nonostante alcune delusioni, che fanno parte dello sport. Anni impossibili da dimenticare, ricordi che custodisco con affetto».

Sul Foggia in D: «Purtroppo accade spesso, in particolare in realtà del Sud, anche blasonate, che ci siano dei fallimenti. Avviene perché il più delle volte non ci sono società serie al comando, che fanno le cose per bene. Ne ho vissute anche io di esperienze negative del genere, di cui ho pagato le conseguenze».
Sulla ripresa: «Credo che si dovrebbe ricominciare a settembre.
Per prudenza, buon senso, rispetto dei morti e di chi ha perso i propri cari. Non va sottovalutato il rischio dei contagi di
ritorno. Il Foggia è secondo e va ammesso alla terza serie. Senza neanche starci a pensare. Chi più del Foggia può avere diritto ad
essere ripescato in C? Non c’è nemmeno da discuterne».

Sulla stagione della promozione: “Stagione memorabile, la più bella vissuta a Foggia. Segnai 19 gol quell’anno. Festa meravigliosa al “Flaminio”, e poi a Foggia».

Sulle delusioni più grandi: «I due play-off persi, in C2 col Paternò e in C1 con la Cremonese. Mai sconfitti in quelle quattro sfide, ma i pareggi non bastarono per la posizione in classifica». 
Chiusura sui 100 anni del Foggia: «Una squadra che ha tifosi eccezionali, davvero il 12.mo uomo in campo. Sono orgoglioso
di aver fatto parte di questa storia, che mi ha regalato emozioni uniche».

Beppe Scienza (Monopoli): "Sembra che soluzione Italia sia tagliare stipendi calcio"

Giuseppe Scienza, allenatore del Monopoli, intervenuto ai microfoni di RaiSport, ha dichiarato: “Sembra che la soluzione dei problemi in Italia sia togliere gli stipendi al mondo del calcio. Io credo che tante squadre, come la nostra, siano andate incontro ai club, per salvaguardare il futuro del nostro mondo. Ci toglieremo tutto quello che ci sarà da togliere nella dignità più totale. Ma non credo sia questo il vero problema. Abbiamo bisogno di soluzioni, di capire se il progetto di cassa integrazione possa garantire ha chi ha gli stipendi bassi un salario dignitoso. Sono mesi che si parla di cose del genere e non ci sono risposte. A me disturba molto quando mi sento dire che il calcio è l’ultima cosa alla quale bisogna pensare. La salute va sicuramente messa in primo piano, ma la maggior parte dei miei giocatori guadagnano il minimo o poco più. Parliamo di venti o trentamila euro l’anno, di sicuro non si possono definire dei facoltosi. Bisogna salvaguardare questi aspetti, c’è gente che mantiene le famiglie, penso ai magazzinieri e a tutte le attività collaterali legate al calcio. Bisogna che in qualche modo si provi a ripartire, giustamente rispettando i protocolli. Fabio Capello ha giustamente detto che il calcio può servire alla gente come sfogo. Ricevo tanti messaggi da appassionati che mi dicono che manca loro l’allenamento della settimana, l’attesa della partita, la conferenza di presentazione. La gente ha bisogno dello sport, non il calcio, ma lo sport in generale. Bisogna trovare delle soluzioni. Di chiacchiere ne sono state fatte molte, ma di soluzioni ne ho viste poche”.
“Ripartire e concludere il campionato mi sembra piuttosto difficile se non impossibile, tra l’altro a noi mancano 8 partite ma negli altri due giorni molte di più. Però con tutti i criteri di sicurezza possibili il discorso playoff secondo me può essere affrontato. Bisogna provare a dare un senso alla stagione. Giocarsela tramite sorteggio sarebbe un affronto a tutti noi che facciamo del calcio il nostro lavoro principale. Dei playoff che magari non contemplassero dalla seconda alla decima, cosa che credo sia comprensibile a tutti, sia una soluzione da provare a fare”.
“Per quanto riguarda le promozioni, il B è decisamente aperto, mentre l’A e il C sono più decisi. Si potrebbe dire che le prime tre vadano in Serie B ma questo sicuramente lascerà scontento qualcuno e questo accadrà per ogni decisione presa. Per questo io propongo dei playoff, nel momento in cui si stabilisce una prima in classifica”.

Valerio Di Cesare (Bari): "Il sorteggio? Pensavo fosse uno scherzo"

Valerio Di Cesare, capitano del Bari, intervenuto ai microfoni di RadioBari, come riportato da tuttobari.com, ha dichiarato:
“Pensavo fosse uno scherzo. Poi mi hanno detto che è la verità. Una promozione non si può decidere a sorteggio. Il Bari ha speso tanti soldi, non mi sembra corretto andare a fare un sorteggio. Ci sono tante opzioni: possiamo fare i play-off, si possono guardare bacino d’utenza, storia e altre cose. L’unica opzione da scartare è il sorteggio. Possiamo giocarcela alla play-station (ride, ndr). Sento parlare spesso i presidenti che non vogliono giocare, forse per altri interessi. Non mi sembra corretto. C’è chi non vuole giocare perché è vicino alla zona play-out, ci sono tante cose che vanno risolte”.

Foggia, Fumagalli: "Taglio stipendi? Facile essere eroi con stipendio da A. Aiutate economicamente il nostro calcio".

Per Fumagalli, portiere del Foggia, è facile definire “eroi” i campioni di Serie A per un taglio allo stipendio che verrà rimborsato in quelli successivi. I calciatori di Serie D non sono pagati da tre mesi perché non scendo in campo, con il prossimo stipendio in arrivo tra tra sei mesi.  Si è così sfogato sfogo di Ermanno Fumagalli, portiere del Foggia in una lunga lettera inviata alla redazione di tuttomercatoweb.com, che di seguito riportiamo.

“Vorrei esprimere il pensiero di un umile calciatore. Se così si può ancora chiamare. In questo periodo abbiamo ascoltato tantissime chiacchiere, ma alle parole avrebbero dovuto far seguito i fatti. Per molti è solo un semplice sport, ma per noi è un lavoro. Indubbiamente privilegiato, ma un lavoro. Come tutti, abbiamo fatto dei sacrifici e delle rinunce pur di coronare i nostri sogni. Facile incoronare come star le stelle della A, quelle che si tagliano il 30% dello stipendio con la garanzia di ottenere quella cifra sul contratto successivo. E noi, vincolati a società che giustamente non ci pagano perché da tre mesi non scendiamo in campo. Il prossimo stipendio, se tutto va bene, arriverà tra sei mesi: se loro sono eroi, noi cosa siamo? Sappiamo benissimo che difficilmente riprenderemo, ma finitela di prenderci in giro e di giocare con la nostra dignità. Non siamo stupidi e fa male sentir parlare della riapertura delle piste ciclabili quando amici e familiari non possono mettere il piatto a tavola. Il pallone si sta sgonfiando: aiutate economicamente il calcio, ci penseremo noi a farlo rotolare ancora. Vi assicuro che siamo pronti a giocare anche sulla luna, metteteci in condizione”.

Sibilia risponde a Ghirelli: tuteleremo nostre società su campionati e assegnazione titoli.

Sì alla collaborazione in Federazione, ma con priorità alla tutela delle squadre dilettantistiche sulla conclusione dei campionati e sull’assegnazione dei titoli. Arriva la replica di Cosimo Sibilia, presidente della LND, alle dichiarazione di Ghirelli, presidente della Lega Pro (che aveva precisato di non volere lo stop delle promozioni dalla Serie D alla C ).

“Ringrazio il Presidente Ghirelli per la sua disponibilità e per lo spirito di collaborazione. Il nostro orientamento rimane sempre quello di confrontarci nell’ambito del sistema federale per attuare tutte le necessarie misure per il bene del calcio italiano, nella sua interezza, e a sostegno del movimento dilettantistico. Fermo restando il principio che le nostre società saranno sempre tutelate dalla LND, anche e soprattutto in ordine alle modalità di conclusione dei campionati e all’assegnazione dei titoli. Con criteri di trasparenza e senza alcuna discriminazione, così come ha richiamato la UEFA nelle linee guida inviate alle federazioni nazionali” .

Ostuni, Moro: "Non ci sono le condizioni per ripartire e la FIGC dovrà adottare decisioni eque"

Il Dirigente dell’ASD Ostuni 1945 Valerio Moro esprime la propria opinione sul prosiguo del campionato e sul futuro del calcio dilettantistico.
“Stiamo vivendo una tragedia che ha bloccato il mondo intero. Fermare anche il calcio è stata una diretta conseguenza della pandemia ed io credo che non ci siano le condizioni per la prosecuzione del campionato in sicurezza, quindi la FIGC dovrebbe cogelare il campionato all’ultima giornata disputata ed in base alla classifica prendere delle decisioni eque. Per quanto riguarda il campionato di promozione in cui l’ASd Ostuni 1945 è impegnato, oltre alle prime due, la Federazione dovrebbe considerare anche le terze dei due gironi, Bitritto ed Ostuni. La Società di cui faccio parte pur nelle numerose difficoltà è pronta ad affrontare il campionato di Eccellenza.
Volevo però fare una riflessione sul futuro del calcio dilettantistico. Come noto questi campionati vanno avani per l’impegno che poche persone, imprenditori, appassionati, che contribuiscono fattivamente a tenere in vita campionati che hanno raggiunto costi davvero elevati. Ora io mi chiedo cosa succederà ora che questa pandemia ha messo in ginocchio la nostra nazione sia dal punto di visto sanitario che economico?. Spero di sbagliarmi ma credo che anche il calcio dilettantistico subirà una crisi perchè molti imprenditori che hanno investito in questi campionati saranno costretti a fare un passo indietro”.
Angelo Cavallo

Manuel Scavone (Bari): "Finire stagione con norme promozioni e retrocessioni"

La questione sorteggio per la quarta promozione in Serie B è ancora calda, anche se dovrà essere discussa in Assemblea di Lega Pro per poi essere presentata al Consiglio Federale.
Sull’argomento è intervenuto dalle colonne del Corriere dello Sport Manuel Scavone, centrocampista del Bari:
“Siamo fiduciosi che prima o poi potremo riprendere a giocare per terminare questa stagione e vogliamo farlo con le norme che prevedono promozioni e retrocessioni”.
La società biancorossa sta anche valutando l’ipotesi di ritiro per concentrarsi sull’aspetto fisico in vista dell’eventuale rush finale:
“Nessun problema, in questo periodo di quarantena ci atterremo alle disposizioni che arriveranno sul lavoro da svolgere”.

Ghirelli scrive a Sibilia: "mai pensato di togliere le promozioni alla SerieD"

“Caro Sibilia, stiamo fianco a fianco. Serie C e LND siamo l’impianto sociale del calcio.  Non ho mai pensato di bloccare le promozioni dalla D“.  Questa l’estrema sintesi della lunga lettera che Ghirelli, presidente della Lega Pro, ha inviato a Cosimo Sibilia, presidente della LND. Un invito a collaborare, che sa più di dietrofront dopo la proposta fatta da Ghirelli di bloccare ripescaggi in terza serie.

Questo il contenuto della lettera di Ghirelli.

“Caro Cosimo, ho lasciato passare qualche giorno dalla fase polemica scatenata da una lettera data alla stampa, da uno “scienziato” che (faccio volutamente l’ingenuo)  non so perché lo abbia fatto. La decisione sulla interruzione del campionato e sui collegati spetta al Consiglio federale,  non devo ricordarlo io lo dicono le carte federali. E tu, ricoprendo la carica di vice Presidente federale sai meglio di me le prerogative che stanno in capo al Consiglio Federale o quelle che sono specifiche di ogni singola lega. Noi della Lega Pro stiamo facendo lo stesso percorso che ritengo tu stesso stia facendo in LND, consultare spesso i presidenti di club formalmente, quella che svolgeremo il prossimo 4 di maggio e’ la seconda assemblea di Lega in un mese, poi partecipo ad una chat a cui sono aggregati tutti i sessanta presidenti dei club di Lega Pro e il nostro consiglio direttivo è convocato in permanenza. Un percorso democratico a tal punto che i miei sono meravigliati che se qualcuno mi fa una domanda per esempio “Pensa che ci possa essere la C2?“, io rispondo “Non posso escludere tale soluzione”. Il mio rispondere, così, è segnato dal rispetto del ruolo dell’assemblea, quindi, tutte le soluzioni debbono arrivare al dibattito ed io devo accompagnare questa discussione. Poi, il ruolo della governance è metterci la faccia ed esprimere ciò che pensa. Se ci fosse un provvedimento che conferisse poteri a FIGC, evitando i ricorsi e il pericolo di “impantanare” il campionato che ha già tanti problemi, allora, veramente potremmo ragionare e definire la riforma del calcio italiano. Caro Cosimo, ti assicuro che l’ultima cosa che mi passa per “l’anticamera“ (espressione traslata da mia nonna Peppina) del cervello, è quella di togliere le promozioni alla Serie D. Ma perché dovrei farlo o, ancor prima, perché dovrei pensarlo di fare? Noi, Serie C e LND, l’impianto sociale del calcio italiano, sarebbe veramente assurdo che ci facessimo azioni contro. Fammelo dire con un‘immagine simbolica. Renzo porta i capponi al mercato e loro si beccano, noi non possiamo essere i capponi. Se non stiamo insieme, i nostri mondi che sono contigui rischiano di sfasciarsi. Noi saremmo, siamo obbligati a stare insieme. Dovremmo, dobbiamo avere un tavolo permanente di consultazione in cui far partecipare i presidenti. Noi della Serie C, siamo allocati nella faglia tra professionismo e dilettanti. Noi, LND e Serie C si potrebbe dire che “ci tocchiamo più che vederci” perché siamo vicini, abbiamo una immensità di problemi simili: credito di imposta la battaglia che da mesi conduciamo insieme a FIGC riguarda, prioritariamente, anche le tue società; il progetto Sport e Periferia per i centri giovanili, tu lo sai da tempo, riguarda tutte e due; una maggiore mutualità di sistema, al di là della denominazione, riguarda in pieno i nostri due mondi ecc. E’ venuto il tempo che ci sediamo, permanentemente insieme, per affrontare le problematiche che sono urgentissime e definiranno le sorti dei nostri rispettivi campionati. Definire proposte, perseguire azioni che ci consentano risultati sono azioni che richiedono fatica, pretendono conoscenza e studio, l’esatto opposto delle chiacchiere e di sciocchi proclami. Dobbiamo stare attenti ai falsi profeti di divisione, agitatori in ogni stagione, il cui scopo è confondere la realtà per far dimenticare il disastro che si può abbattere e fanno l’agitazione per distogliere la attenzione dai problemi di interesse generale. Caro Cosimo, lasciamo alle spalle la stagione dei chiacchieroni e passiamo, insieme, alla stagione delle riforme, possiamo darci una mano reciprocamente e potremmo trasformarci in un’alleanza utile e forte per il calcio italiano. Io ho battuto un colpo, ora con deferenza aspetto un segnale. Faremmo un servizio per i nostri club. Un abbraccio, Francesco”

Spadafora: "Insufficienti i protocolli per la ripresa. Pressioni dal calcio, vogliamo sicurezza"

Il protocollo elaborato dalla FIGC per la ripresa è stato valutato insufficiente. Ed ancora: si sta scambiando la volontà di prendere decisioni in sicurezza con l’intenzione di penalizzare il calcio; dal calcio tante pressioni per riprendere. Questi, in estrema sintesi, i concetti chiave dell’intervista rilasciata dal ministro dello Sport Vincenzo Spadafora alla trasmissione  Che tempo che Fa di Fabio Fazio.

Sulla ripresa dal 18 maggio e sui protocolli da adottare. “Sì, nella misura in cui però si arriva al 18 maggio con condizioni e protocolli di sicurezza. In questi giorni c’è un tentativo maldestro da presidenti e commentatori di trasformare sicurezza e serietà nell’incapacità di decidere, o nel voler penalizzare il calcio. Non è così, ma la ripresa deve essere graduali sennò i sacrifici fatti diventano nulla. La FIGC ha presentato un protocollo, e ieri sera il Comitato tecnico-scientifico ha valutato non essere ancora sufficiente. Serviranno approfondimenti, e da quelli trarremo la conclusione”.

Sulle pressioni della Serie A per la ripresa e sull’ipotesi sospensione definitiva.  Con Gravina ho un ottimo rapporto, ma poi se andiamo a vedere nel dettaglio delle leghe, non credo che la Serie A sia incline ad accettare la sospensione del campionato da parte del Governo, tutt’altro, e lo dico dalle pressioni che riceviamo costantemente. Rispetto e sostengo il calcio, ma poco fa anche il mio omologo spagnolo ha detto che non sa se ripartiranno, l’Olanda ha già chiuso. Noi dobbiamo dare dei segnali, e questi primi sono importanti, ma le fasi successive ce le dobbiamo conquistare noi italiani, nulla è scontato. Immagino già gli improperi della Lega Serie A, ma io devo tutelare tutto lo sport“.

Sul calcio dilettantistico e femminile. “Intanto diamo una buona notizia: da domani Sport&Salute potrà emettere i primi 27mila bonifici per i lavoratori dello sport. Rispetto all’INPS ci abbiamo messo più tempo, ma la cosa straordinaria che ho scoperto è che questo mondo non ha tutele per i suoi lavoratori, e vado da istruttori di palestra a chi taglia l’erba di un campo. Estendiamo i 600 euro pure a loro. E c’è un fondo da 100 milioni del Credito Sportivo per tutte le attività sportive che in questo momento sono chiuse e non hanno altre agevolazioni”.

Nessun accenno di Conte sulla ripresa dei dilettanti: verso la sospensione definitiva?

Il mantra della la fase-2, quella della convivenza con il Coronavirus, è mantenere le distanze di sicurezza.

Il premier Giuseppe Conte ha fatto più volte riferimento al distanziamento sociale nella conferenza stampa tenuta ieri sera, al fine di spiegare le strategie per una ripresa graduale del sistema Paese, fissata per il 4 Maggio.

Il presidente del Consiglio ha spiegato come dal 4 Maggio sarà possibile fare sport all’aperto e riprendere gli allenamenti, anche nei centri sportivi, ma solo per gli atleti di discipline individuali e con il mantenimento delle distanze di sicurezza.

Venendo al calcio, ed in generale agli altri sport di squadra, il premier ha annunciato che gli allenamenti delle società professionistiche riprenderanno dal 18 maggio e che “sulla ripresa del campionato proseguirà il tavolo col ministro Spadafora nei prossimi giorni, siamo tutti tifosi ma dobbiamo tutelare in maniera scrupolosa la salute dei nostri beniamini”.

Nessun riferimento, quindi, ai campionati semiprofessionisti (Serie D) e dilettantistici. Una svista che per il momento lascia nel limbo il dilettantismo, un mondo che rappresenta il 95% del calcio italiano.

La querelle dilettanti passerà nelle mani di Spadafora? Oppure,  nonostante il silenzio sul punto del premier, verrà regolata anche l’attività dei non professionisti col d.p.c.m  che entrerà in vigore dal 4 maggio?

Ed ancora, sotto il profilo economico, al di là del già previsto bonus individuale per i collaboratori sportivi, estese anche agli istruttori di palestre e custodi delle strutture sportive, quali misure verranno adottate per evitare il tracollo delle società del settore dilettantistico, giovanile e scolastico?

In questo quadro di incertezza il ministro Spadafora ha mostrato perplessità sull’efficacia degli esosi protocolli FIGC per la ripresa degli allenamenti professionistici (ne abbiamo parlato qui: Spadafora: protocolli per la ripresa insufficienti ).

A questo proposito, sempre più concreta è  la possibilità che il povero sistema dilettantistico possa decidere di fermarsi definitivamente.

I campionati dalla Serie D in giù viaggiano sempre più velocemente verso la sospensione definitiva.

All’orizzonte, però, si staglia un altro problema: format dei campionati, promozioni e  retrocessioni.

Cerignola, Sansone: "Se non si riprende, il campionato è nullo"

“Cerco di tenermi impegnato con obiettivi giornalieri, per cercare di mantenere attivo sia il corpo che la testa” – ha dichiarato il giocatore dell’Audace Cerignola Gianluca Sansone ad Antenna Sud – “con i miei compagni ci sentiamo spesso. Ad inizio quarantena eravamo molto più fiduciosi, pensavamo che la situazione si sbloccasse in poco tempo ma adesso, più passano i giorni e più aumenta la preoccupazione. Non sappiamo quanto ritorneremo a giocare a calcio”.
“A quanto pare non ci sono le condizioni per riprendere i campionati” – ha aggiunto Sansone – “quindi sarà difficile decidere promozioni e retrocessioni. Mancavano 8 partite con tante squadre in corsa per centrare i propri obiettivi. Io penso che a questo punto il campionato sia nullo e non assegnerei promozioni e retrocessioni. Da quello che leggo, però, dovrà essere presa comunque una decisione e non so con quali criteri la politica del calcio deciderà. Qualsiasi sarà la decisione, sarà motivo di polemiche da parte delle società che non verranno accontentate”.

Clamoroso Taranto: Giove pensa al ritorno di Cazzarò?

Messa in archivio la firma sulle liberatorie e con il campionato ormai destinato ad essere definitivamente cristallizzato, almeno per quel che riguarda la Serie D, la dirigenza del Taranto sta iniziando ad interrogarsi su quello che sarà il prossimo futuro. Il presidente Giove ha un ampio margine di tempo per prendere ogni decisione con il massimo della serenità, ma si cercherà di fare tutto con rigore di logica per non sbagliare vista la stagione deludente che sta per concludersi.

Il primo nodo da sciogliere sarà quello legato al nome del nuovo direttore sportivo. Nonostante Massimo Giove stia comunque conservando un buon rapporto con De Santis, se pur ampiamente raffreddato, secondo indiscrezioni raccolte dalla nostra redazione, starebbe pensando ad una figura giovane e rampante per sostituirlo. Alla base della decisione però ci deve stare la forza di un elemento capace di reggere la pressione della piazza. Per questo l’ipotesi che sta prendendo corpo è quella di Vincenzo De Liguori, ben conosciuto sia dal presidente Giove che dal consulente Galigani. Un dirigente che conosce la piazza di Taranto per averci giocato in diverse annate, vantando anche degli importanti successi. Nei prossimi giorni il primo tifoso ionico proverà a tessere i primi rapporti. In alternativa piace il nome di Fracchiolla, anche se le percentuali di accordo tra le parti sono relativamente basse. Non è nei pensieri di Giove invece il giovane Amodio del Sorrento, differentemente Luca Evangelisti è ancora legato alla Ternana e difficilmente potrà svincolarsi.

Capitolo allenatore. In questi giorni le quotazioni di Panarelli sembravano piuttosto alte, ma l’idea di Giove è quella di puntare su un calcio differente e per questo starebbe pensando all’ipotesi di un clamoroso ritorno di Michele Cazzarò, esonerato alla vigilia della stagione 2018/19. Cazzarò adotta un calcio che si avvicina molto a ciò che il primo tifoso rossoblu vorrebbe realizzare e ha dimostrato in più circostanze di ben sopportare la pressione della piazza. Per questo motivo è finito sul taccuino del presidente, assieme a quello di altri nomi più blasonati come quelli di Calabro, Giacomarro, Parlato e Feola.

Tatticamente sarà un Taranto differente, incline al 4-4-2 come modulo e adatto per esaltare le qualità di alcuni elementi che non si sono bene espressi nello scorso campionato come Genchi in particolare e Leo Guaita, anche per via di alcuni tatticismi vincolati all’utilizzo di D’Agostino. Proprio i nomi dei due ex Potenza assieme a quelli dei due Manzo e Benvenga nutrono buone speranze di riconferma, anche se sono differenti i nomi dell’attuale organico che potrebbero essere confermati.

fonte: notiziariocalcio.com

Parte da Lecce la prima "Egency Esport Cup" che si terrà il 27 e 28 Aprile

Nell’ era tecnologica in cui viviamo anche il calcio giocato assume una valenza sempre più virtuale che azzera i confini e permette di misurarsi con altri partecipanti provenienti da qualsiasi parte del mondo grazie agli Esports, che tradotto letteralmente sta a significare Sport Elettronici e sta ad indicare la pratica del giocare ai videogames in maniera competitiva ed organizzata.
Ideatrice di questa nuova attrazione è l’ agenzia salentina Egency Esport che per le giornate 27 e 28 aprile 2020 ha indetto la prima Egency Esport Cup commentata dalla voce inconfondibile e suggestiva del salentino Raffaele Pappadà, già commentatore per Mediaset e DAZN.
Giulio Biasi, uno dei promotori del progetto nonchè fondatore dell’ agenzia (gli altri sono Renato Vernaleone, Alberto Gaballo, Antonio Longo e Andrea Putignano) ci ha illustrato per bene in cosa consiste questo nuovo modo di intendere lo sport virtuale.

Raffaele Pappadà, voce di Mediaset e DAZN


Ciao Giulio, spiegaci bene da dove nasce l’idea di questo evento?
Da quando nel 2017 il CIO, Comitato Olimpico Internazionale, ha riconosciuto gli Esport come sport a tutti gli effetti, in quanto i player digitali si devono preparare alle competizioni con la stessa intensità con cui si allenano gli atleti degli sport tradizionali, il fenomeno è cresciuto esponenzialmente.
Il nostro evento vuole essere un’occasione per presentare la nostra agenzia ed i nostri servizi, quindi ha un carattere di natura promozionale. Egency Esport nasce a Lecce, un’agenzia che si occupa di tutto ciò che ruota intorno al mondo Esports e la cui attività non si limita all’organizzazione di eventi, ma è anche e soprattutto scouting, coaching e cura dell’immagine dei player, gestione grafica e multimediale, supporto legale e attività di marketing.
Sebbene si dica che “tutto il mondo sia paese” sai bene che Lecce non è Milano o Singapore, giusto per intenderci. Spiegaci bene come fare a partecipare a questo torneo.
Al torneo parteciperanno solo player e streamer scelti da noi tra i migliori del panorama esportivo nazionale, pertanto non è possibile iscriversi per partecipare. Nel prossimo futuro organizzeremo altri eventi aperti al pubblico, anche finalizzati alla ricerca dei migliori talenti del territorio. Come hai detto tu, Lecce non è Milano però questo è un settore dove non ci sono limiti o confini territoriali, non esistono grosse barriere. Noi ci proponiamo come una realtà che fornisce un servizio alle aziende e ai player che puntano su questo settore e anche alle società sportive che vogliono un supporto per intraprendere un percorso nel mondo dei videogiochi competitivi. Sebbene in Italia questo modello sia già esistente, siamo i primi a Lecce e una delle poche realtà del Sud che si stanno approcciando al settore in questo modo.
Di seguito il comunicato stampa ufficiale della manifestazione:
NASCE EGENCY ESPORT, EVENTO DI PRESENTAZIONE CON PRO PLAYER E STREAMER IN DIRETTA SU TWITCH
Nasce a Lecce Egency Esport, la nuova realtà che punta sui videogames competitivi, specializzata in management e
comunicazione esportiva.
Giulio, Alberto, Renato, Antonio ed Andrea sono i cinque ragazzi che sono dietro questo nuovo progetto che punta sugli
esport, fenomeno il cui mercato è in forte crescita in Italia e che nel mondo genera un giro d’affari che supera 1,5 miliardi di
dollari.
Egency Esport è composta da cinque ragazzi con diverse esperienze e competenze che lavorano insieme per proporre servizi
rivolti a player, squadre o aziende che vogliono intraprendere un percorso nel settore dei videogames competitivi e cercano
un partner che possa affiancarli.
Egency punta quindi a coprire a 360° tutti i bisogni di questo mercato, per molti ancora poco conosciuto: consulenza
esportiva, creazione e gestione di un Team di Esport, scouting dei players, attività di coaching, gestione multimediale e
grafica, brokerage ed organizzazione di eventi on e off line.
È proprio con un evento che Egency ha scelto per lanciarsi sul mercato: Egency Esport Cup, torneo di Fifa 20 in modalità
Ultimate Team che coinvolge 16 giocatori scelti tra player e streamer del settore, commentato insieme a Raffaele Pappadà e
trasmesso sul canale di Twitch. Il torneo si svolge lunedì 27 e martedì 28 aprile dalle ore 20:00 e prevede fase a gironi e fase
finale, divise nel corso dei due giorni!
ESPORT NEL CALCIO ITALIANO
In Italia anche il calcio professionistico ha deciso di puntare sugli esport: a novembre la Lega Serie A ha annunciato la nascita
della eSerieA, seguendo il modello vincente delle leghe straniere che già da anni hanno lanciato la eLigue1, eLiga, Virtuelle
Bundesliga, ePremier League e eMLS. Il campionato sarà giocato su FIFA 20 e già tutte le squadre hanno provveduto a
selezionare e tesserare i player che rappresenteranno i loro colori nella competizione nazionale esportiva.
Anche la Lega SerieB e le serie minori hanno aderito e tra le squadre che per prime hanno risposto all’appello ci sono A.C.
Monza di Berlusconi ed S.S. Monopoli per la Puglia.
Danilo Sandalo

Team Altamura, Monticciolo: "Noi in purgatorio, altre vogliono giocare in base…"

La Team Altamura stava disputando un grandissimo girone di ritorno come conferma, a Tutto Sport Taranto, il tecnico Alessandro Monticciolo partendo dal periodo…: “Cerco di tenere il morale sempre alto: stare tutto questo tempo in casa è dura. Scendo solo per portare un po’ il cane giù. Il pomeriggio leggo la rassegna stampa e lavoro. Fortunatamente qualcosa da fare la si trova sempre. Poi, chiamo amici, direttori e calciatori perchè c’è sempre il bisogno di sentirsi”.
LA TEAM ALTAMURA: “Precisamente non so come sta il gruppo ma, sicuramente, i ragazzi staranno facendo esercizi in casa. Se si dovesse riprendere, però, dovremo rifare la preparazione. Fondamentale sarà anche l’aspetto psicologico dei calciatori visto che il contatto con le persone manca da un po'”.
LA RIPRESA: “E’ normale che tutte le squadre vorrebbero tornare a giocare in base alla classifica: ovvio che chi sta sotto si trova penalizzato. Saranno gli organi competenti a decidere. L’Altamura si trova nel Purgatorio; vorremmo ottenere l’obiettivo sul campo. Il nostro cammino è coerente e va in linea con quello che ci eravamo prefissati”.
SERIE D/H: “I ragazzi hanno mostrato una grande crescita in un campionato in cui tutte le partite sono difficili. Nel girone di ritorno ci eravamo prefissati di non perdere in trasferta e di fatto siamo caduti soltanto, al 94′, a Nocera. Abbiamo, tra l’altro, battuto il Taranto. Ci è mancata un po’ di attenzione in più e un pizzico di buona sorte: avremmo potuto avere almeno cinque, sei punti in più. Nel complesso il girone è bello e forte con squadre che dispongono di calciatori importanti che neanche in serie C si trovano: il Cerignola ha gente come Loiodice, Rodriguez e Marotta, il Bitonto Patierno e Lattanzio. Il Casarano e il Taranto sono due squadroni. Mi auguro che con l’eventuale riforma dei campionati e con una C2 queste compagini, tra cui Taranto e Foggia, possano trovarsi in altre categorie. Anche Altamura è una cittadina che merita altri palcoscenici”.
IL TARANTO: “E’ già difficile fare una sorta di analisi in casa mia. Per quanto riguarda il Taranto, Panarelli è un amico, preparato. E’ una piazza in cui allenare è difficile perchè si vuole tutto e subito: servirebbe equilibrio nelle sconfitte. Questo punto lo dovrebbero gestire gli addetti ai lavori. Dopo cinque vittorie di fila, magari, arriva un ko e si inizia a contestare: non va bene. Non bisogna essere distruttivi. So che il troppo amore della dirigenza e della piazza porta a ciò ma bisogna stare calmi e non criticare. Serve grande programmazione”.