Category Manfredonia Calcio

La Virtus Francavilla allunga, occhio al Fondi

Il gol di Picci al 91′ piega la resistenza del coriaceo San Severo e consente alla Virtus di allungare a +5 il margine di vantaggio sulla seconda. Rovinosa caduta casalinga del Francavilla in Sinni, il Serpentara si impone (3-1), il Nardò non va oltre il pari a Bisceglie mentre il Fondi si aggiudica il big match con il Taranto ed ora occupa la seconda posizione. Ma non sono mancate le sorprese, come lo “sgambetto” del Marcianise al Pomigliano nel derby campano. Di grande importanza le vittorie di Isola Liri e Manfredonia in altrettanti scontri diretti per la salvezza. Bene il Torrecuso (3-1 alla Turris) e spareggio retrocessione tra Picerno e Aprilia a favore dei laziali (1-0) che condanna in maniera quasi irreversibile i lucani alla retrocessione diretta, salvo un’impresa.

Stefano Favale

Esame Potenza per il Donia, vietato sbagliare

E’ la prima finale salvezza per gli uomini di Vadacca, l’occasione giusta per staccare momentaneamente la zona playout. Ma il Potenza non è vittima sacrificale e, classifica alla mano, è quasi equivalente ai sipontini anche per gol fatti e subìti. Pertanto sarà gara combattuta, dove la determinazione farà la differenza. La brutta figura rimediata a Taranto certamente servirà da sprone per un pronto riscatto dinanzi al pubblico amico, conta solo il risultato ma il gioco dovrà necessariamente esprimersi con geometrie ben definite e “pulite”. Il centrocampo, vero tallone d’achille, è sotto esame: è richiesto grande sacrificio da parte di tutti nelle due fasi. Al Potenza basterebbe un pari, ai sipontini no.

Stefano Favale

Serie D, la presentazione della 19^ giornata

Il calendario offre alle prime due della classe l’opportunità di allungare, rispettivamente impegnate contro San Severo e Serpentara. Il big match è Fondi-Taranto, il miglior attacco e una delle migliori difese del campionato a confronto. Gli jonici non possono permettersi passi falsi, ma il Fondi ha dalla sua il fattore campo ed un organico molto forte. Trasferta insidiosa per il Nardò a Bisceglie, il Pomigliano riceve il Marcianise in un derby che può nuovamente proiettarlo nella zona playoff. Appaiate a metà classifica Torrecuso e Turris si affrontano nel tentativo di superarsi. A seguire tre scontri salvezza a Manfredonia, Isola Liri e Picerno dove i punti contano il doppio.
Giornata interlocutoria in ogni caso.

Stefano Favale

Nessun dramma per il Donia, ma domenica è finale

Il Taranto doveva vincere e così è stato, nessuno chiedeva punti ieri al Donia. Ma l’atteggiamento dei ragazzi di Vadacca non è piaciuto, in balìa degli avversari sino al raddoppio dell’ex Genchi (bissa il gol dell’andata). Un approccio molle e senza personalità è quindi fatale al Donia, che cerca tardivamente di rientrare in partita tuttavia in maniera sterile. Obiettivi diversi per jonici e sipontini, questi ultimi alla ricerca di un gioco che fatica ad emergere al di là delle evidenti lacune in mezzo al campo. Ma è immediata la chance di riscatto, già domenica in casa è previsto uno scontro diretto da non fallire con il Potenza. In caso di successo il Donia abbandonerà momentaneamente la zona playout.

Taranto vincente e convincente, Manfredonia sconfitto

Difficile trovare un inizio d’anno migliore per il Taranto, che allo “Iacovone” infligge due reti al Manfredonia, grazie a Genchi e Siclari, e torna a vincere dopo la pesante sconfitta subita contro il Francavilla in Sinni.

I padroni di casa partono subito forte e sfiorano il vantaggio al 4′ con Genchi che conclude alto sopra la traversa e due minuti dopo con Yeboah, il cui tiro viene respinto da una grande parata del portiere De Gennaro. Al 23′, però, il gol del Taranto arriva ed a siglarlo è il neo acquisto Siclari, il quale, sotto porta, realizza la rete dopo una splendida azione di Yeboah, che supera l’avversario con uno scatto fulmineo. Il raddoppio dei rossoblu si riscontra al 35′, quando Genchi raccoglie un cross di Mbida, e manda la palla in porta con un colpo di testa preciso. Il Taranto potrebbe anche triplicare al 41′: ancora una volta, Yeboah costruisce una grande azione percorrendo tutta la fascia sinistra, poi serve la palla in mezzo, ma Siclari non riesce a mandare la sfera in porta.

La ripresa inizia con un brivido che percorre la schiena dei tifosi tarantini e sipontini. Infatti, dopo due minuti, il difensore del Taranto, De Giorgi, fa tremare il palo con una conclusione da fuori area. Sembra un allenamento, quello tenuto dai giocatori tarantini, che continuano a spaventare la retroguardia del Manfredonia, ma non riescono a realizzare la terza rete.

Dopo quattro minuti di recupero, arriva il triplice fischio dell’arbitro, il quale ufficializza la prima vittoria del 2016 del Taranto, che si porta a quota 32 punti, ma resta a -6 dalla vetta, occupata dalla Virtus Francavilla, vittoriosa in quel di Aprilia.

Alessandro Mazzarino per calciowebdilettanti.it

Donia dalle due facce, alti e bassi nel 2015: l’analisi completa

Il 2015 del Manfredonia è da ritenersi positivo con una salvezza conquistata sul campo ed un’altra da conquistare nel girone di ritorno, ma con alti e bassi. I numeri certificano un andamento assai discontinuo: in 35 gare di campionato 12 vittorie, 13 pari e 10 sconfitte con 50 reti realizzate e 51 subìte. Dei 49 punti guadagnati appena il 53% al “Miramare”, vìolato addirittura 6 volte, e ben il 47% in trasferta, dato significativo e spieghiamo ora il perchè.

Il Donia di mister Vadacca è in trasferta squadra più equilibrata (trapattoniana) che predilige “lasciare” l’iniziativa agli avversari e ripartire di rimessa, motivo per cui spesso anche in maniera speculare è riuscita a fare risultato fuori dalle mura amiche (13 volte su 17). Da una parte qualche carenza tecnica, dall’altra uno scarso coraggio palesato soprattutto nella ripresa ed accompagnato da una mancanza di personalità.

Al contrario al “Miramare” i sipontini indossano i panni “zemaniani” e sfidano chiunque a viso aperto e non a caso la media gol a partita è superiore a 3. Un equilibrio tattico che spesso non c’è e quando il tasso tecnico degli avversari è più alto si rischia grosso (6 sconfitte), salvo una condizione psicofisica eccellente e/o un pizzico di fortuna che ha accompagnato per tutto l’anno i biancocelesti.

RIFLESSIONI CONCLUSIVE
La rosa è praticamente la stessa della scorsa stagione, i meccanismi oleati, l’intesa collaudata, un’identità di gioco definita, la difesa “over” che sembra funzionare, l’attacco dà garanzie.
Le continue variazioni di formazione non hanno certamente agevolato l’amalgama dei ragazzi ma ora sembra che esista una formazione “tipo” per Vadacca. Un centrocampista di qualità in mezzo al campo arricchirebbe notevolmente il tasso tecnico della squadra, bisogna far crescere il settore giovanile, magari bisognerebbe non fossilizzarsi su un unico schema di gioco ma prevedere delle varianti in funzione dell’avversario e a gara in corso. L’auspicio per il 2016 è di poter applaudire il Donia anche per il gioco espresso, nel 2015 è il più delle volte mancato ed è stato spesso affidato alle individualità, La Porta su tutti. Ovviamente dando per scontato l’ottimo lavoro di costruzione dell’organico, condiviso dal mister l’estate scorsa con l’eccezione Lenoci prematuramente “bocciato” e lo scarso utilizzo di Ciampa, promettentissimo “under” del Bari.
Ma c’è tempo per rimediare…

Stefano Favale

Aprilia-Manfredonia 1-2 le dichiarazioni dei due mister a fine gara

Si riportano integralmente le interviste a caldo rilasciate dai due mister, nel mirino il direttore di gara. Si ringrazia l’addetto stampa della società laziale, Massimo Pacetti per la gentile concessione.

Mauro Fattori (All. Aprilia): «Ci sono due modi di uscire sconfitti dal campo: si può fornire una prestazione importante e non prendere punti per propri demeriti e si può fornire una prestazione importante e non prendere punti per situazioni collaterali, non strettamente collegate a quanto si è visto in campo. Non ritengo giusto che venga umiliato il lavoro svolto da una squadra, un gruppo ed una città. Ogni domenica le interpretazioni del regolamento assumono contorni sempre diversi. In questa gara il regolamento non è stato applicato in modo consono: mancano due espulsioni dei giocatori del Manfredonia, due calci di rigore in nostro favore non sono stati assegnati e in più ci è stato annullato un gol regolare. Il regolamento non va interpretato: va applicato. La prestazione non può essere discussa, perché se abbiamo così tanto da recriminare è perché abbiamo creato i presupposti per renderci pericolosi più e più volte. La prima espulsione sarebbe dovuta arrivare dopo tre minuti dall’inizio: il portiere era al di fuori della sua area di rigore, non può essere soggetta ad interpretazioni questa situazione. Se non è chiara occasione da gol quando il portiere è fuori dalla porta quando può mai esserlo? La partita sarebbe girata, c’è poco da dire. Oggi tutti noi dell’Aprilia ci sentiamo umiliati. Umiliati ed impotenti. E questo non è accettabile. La mancata espulsione di uno loro centrocampista nel cuore della gara, i falli di mano nella loro area non sanzionati, il gol annullato dopo che un loro giocatore ha toccato il pallone, il che, per regolamento, rende la posizione dei nostri attaccanti di nuovo regolare. Parlare di calcio oggi è francamente un’impresa molto molto ardua. Il fatto che il nostro portiere nel secondo tempo non abbia praticamente mai dovuto toccare il pallone passa in secondo piano, e questo rende il tutto ancora più umiliante, perché non vengono a galla i meriti dei ragazzi che hanno fatto una gran partita. Il mio allontanamento, poi, è derivato dal fatto che non è possibile chiedere ai direttori di gara, pur con la massima educazione, la semplice applicazione delle regole. Il gol annullato è il segnale palese della mancanza di conoscenza delle regole. Il tiro da fuori di Giovanni Esposito è stato deviato nella propria porta da un difensore lontano 10 metri dalla porta e non c’era alcun nostro giocatore davanti al loro portiere. Ma se anche fosse, la regola attuale impone che il tocco del difensore rimette in gioco gli attaccanti. Resta in tutti i casi un gol regolare, come è stato valutato la scorsa settimana nei confronti del Bisceglie, anche se li la palla è finita fuori. Siamo al paradosso interpretativo: oltre a non esserci nessuno dei nostri in traiettoria è il difensore a fare autorete. Mai nella vita si può annullare un autogol».

Leandro Zoila (All. in seconda Manfredonia): «La fortuna aiuta gli audaci. Ma al di là di questo, oggi i ragazzi hanno voluto portare a casa la vittoria a tutti i costi. È stata una vittoria di volontà, di carattere e di grinta. Alcuni episodi ci hanno un po’ favorito, ma sono cose che nell’arco di una stagione vanno a compensarsi: altre volte siamo stati noi ad essere sfavoriti, oggi ci sono venuti incontro. Si può sempre fare meglio, sia sotto il profilo della prestazione che sotto quello dei risultati. Rispetto allo scorso anno abbiamo 4 punti in più, nel girone di ritorno dovremo confermarci, se non anche accelerare. Questo girone si contraddistingue per l’equilibrio. Anche le squadre indietro in classifica sono attrezzate e riescono a mettere in difficoltà tutti. Davanti non c’è nessuno che riesce ad allungare sulle avversarie. Il mercato di dicembre ha rafforzato molte formazioni, si è allargato anche il giro delle pretendenti alla vittoria finale. Il fattore campo è sempre stato il nostro punto di forza, ma dobbiamo iniziare a fare punti anche in trasferta».

Stefano Favale

Il Donia vince con cinismo, ma l’Aprilia protesta

Il Manfredonia, più cinico che mai, si aggiudica tre punti fondamentali per la salvezza nello scontro diretto sul campo dell’Aprilia. Di Pellegrino e La Porta le reti per i sipontini, di Cannariato il gol del momentaneo 1-1, ma veementi sono le proteste a fine gara del team laziale, che recrimina due mancate espulsioni, due rigori non assegnati ed il possibile 2-2 annullato nel finale.
Brividi al 4′ con De Gennaro che rimedia il “giallo” per l’atterramento di un avversario al di fuori dell’area di rigore, e all’89’ con la rete annullata per presunto fuorigioco che alimenta le proteste dei locali.
Le reti tutte nel primo tempo, nella ripresa l’Aprilia assedia sterilmente la metà campo avversaria. I sipontini reggono a denti stretti ed in 10 uomini nel finale.
APRILIA-MANFREDONIA 1-2

Stefano Favale

Serie D, ultima d’andata con i botti!

Il calendario riserva al giro di boa due scontri diretti al vertice, Nardò-Fondi e Taranto-Francavilla.
I salentini, a digiuno di vittorie da 7 turni, dovranno vedersela con il lanciatissimo Fondi mentre il Taranto non può fallire l’appuntamento con i tre punti, Francavilla permettendo. Potrebbe approfittarne la Virtus ad Isola Liri, il Pomigliano è invece ospite del Potenza. L’incertezza nei pronostici regna dunque sovrana, la sola Turris dovrebbe vincere di slancio con il fanalino di coda Picerno. Interessanti Gallipoli-Torrecuso e Marcianise-Serpentara in ottica salvezza, mentre San Severo-Bisceglie ha il sapore di uno spareggio per le ambizioni di playoff, quantunque i foggiani partano favoriti. Chiude il quadro della 17^ giornata il posticipo tra Aprilia e Manfredonia, importante per la salvezza.

Stefano Favale

Donia, rigori fatali in Coppa ma spunta l’ipotesi ricorso

Questa volta la dea bendata volta le spalle ai sipontini e premia l’Aversa, dopo che i tempi regolamentari erano terminati sul risultato di 1-1. Alla rete iniziale di Finizio replica l’ottimo La Forgia ma aldilà della sconfitta ai rigori, la notiziona sarebbe il presunto ricorso che la società dauna potrebbe presentare in Lega per le continue interruzioni di gioco (black out impianto di illuminazione) e l’impraticabilità del campo.
L’impressione è che, qualora il ricorso si concretizzi, l’Aversa possa cavarsela con una sanzione ed appare piuttosto improbabile una vittoria a tavolino per il Donia, avendo il direttore di gara condotto a termine la gara.
Ma ora sottolineamo, con oggettivo disappunto, la scarsa volontà di approfittare della grande occasione di poter accedere agli ottavi. Vadacca infatti dà spazio ad un ampio turnover, così come gli avversari, siamo certi che se avessero giocato gli stessi “undici” anti Nardò ora il Donia sarebbe agli ottavi di Coppa Italia ed affronterebbe in casa il Fondi.
Coppa italia quindi snobbata, peccato.

Stefano Favale

Il Pagellone di Manfredonia-Nardò

Arriva puntuale il “verdetto” tecnico sul match Manfredonia-Nardò:

MANFREDONIA

De Gennaro 6,5: provvidenziale la sua uscita su Corvino nel primo tempo, un solo brivido nella ripresa ma la prestazione è positiva. I tre davanti lo rassicurano;
Vergori 6,5: autoritario e preciso negli anticipi, comanda la difesa ma rimedia il solito “giallo”,
Romeo 6,5: attento e disciplinato, concede pochissimo agli avversari;
Colombaretti 6,5: il gol impreziosisce una prestazione all’altezza della sua professionalità, è questo il Colombaretti che vogliamo;
Cimino 6: incoraggiante esordio del ragazzo appena tesserato dal Taranto, cala alla distanza;
Pellegrino: s.v.
Stajano 6: è il play, si affida alle giocate più semplici nella morsa degli avversari;
Albanese 6: quantità e qualità nella “selva” di un centrocampo preso in mano dagli avversari;
De Rita 6,5: un grande primo tempo, salta gli avversari, inventa assist poi cala nella ripresa;
Totaro. s.v.
Bozzi 6: fallisce un’occasione clamorosa in avvìo, impegna severamente i due centrali difensivi neretini. Non brillantissimo ma bravo a creare spazi;
La Porta 6,5: la classe non è acqua, un folletto tra le linee di una retroguardia arcigna e forte fisicamente.
Vadacca 6,5: ha scelto i ragazzi più motivati, era solo un problema mentale quindi, dà fiducia alla difesa esperta e i risultati si vedono. Se avrà rinforzi di qualità a centrocampo, potrà levarsi altre soddisfazioni.

NARDO’: Chironi 6; Versienti 5,5; Cassano 5,5; Lanzolla 6; Mancarella 5,5; Palmisano 6; Vicedomini 6; Lanzillotta 6; Presicce 5; Malcore 5, Corvino 5; Prinari 6. Ragno 5,5

Stefano Favale

Il Manfredonia risorge, flop Nardò

Grinta e cuore gli ingredienti della meritata vittoria dei sipontini al cospetto dei neretini, certamente apparsi sotto tono. Vadacca si affida ad una linea difensiva esperta ed improvvisamente una delle retroguardie più perforate si trasforma in quasi invalicabile. Continua a non convincere il centrocampo, manca qualità, ma nonostante questo handicap il Nardò non ne approfitta. I ragazzi di Ragno soffrono l’intensità dei locali e le improvvise accelerazioni dell’ispiratissimo De Rita e le giocate di La Porta. Prima frazione di contenimento, con il Donia pericolosissimo al 7′ con Bozzi che fallisce una comoda occasione da rete. Al 31′ la replica di Corvino ma De Gennaro gli sradica la sfera dai piedi in uscita. Nella ripresa al 58′ il meritato vantaggio dei sipontini sugli sviluppi di un corner: Colombaretti è colpevolmente dimenticato dagli avversari e con il piattone gonfia la rete da pochi passi. Il Nardò è sterile e nervoso ma rischia di beffare il Donia all’83’ con Lanzillotta che scheggia la parte alta della traversa. Successo che dà morale agli uomini di Vadacca e ridimensiona il Nardò.

Stefano Favale

Donia, l’orgoglio sopra ogni cosa

E’ un momentaccio per le note vicissitudini societarie ma nulla è rimproverabile ai ragazzi di Vadacca, comprensibilmente turbati da un paio di settimane. Il Nardò è l’avversario giusto per blasone e stimoli, sulla carta è favoritissimo ma siamo certi che chi indosserà la maglia biancoceleste sfodererà una grande prestazione d’orgoglio. Una gara nella quale gli schemi non servono a nulla, contano solo una certa tranquillità ed il sostegno della tifoseria. Ma non sia un alibi per Vadacca, questa volta ci aspettiamo la migliore formazione ovvero gli 11 ragazzi più motivati e disposti al sacrificio perchè di fronte c’è la capolista ed affianco un certo Nicola Ragno, che non ha bisogno di presentazioni.

Stefano Favale

Serie D, Pomigliano-Taranto il big match

La penultima giornata d’andata propone l’interessantissimo scontro diretto al vertice tra Pomigliano e Taranto, dall’esito molto incerto. Turno quindi favorevole, sulla carta, al Nardò, alla Virtus e al Francavilla in Sinni. Le vicissitudini societarie che sembrerebbero minare il rendimento del Manfredonia rappresentano però una grossa incognita per i ragazzi di Ragno, che non dovranno commettere l’errore di sottovalutare i sipontini. Il San Severo fa visita al fanalino di coda Picerno, pronostico scontato, buona chance in ottica playoff per il Bisceglie che riceve l’Aprilia. Il Fondi cercherà di regolare l’ostico Potenza, Torrecuso-Isola Liri e Serpentara-Gallipoli completano il quadro della 16^ giornata.
Classifica alla mano, le prime otto della classe ad eccezione dello scontro diretto dovrebbero vincere tutte. Ma il calcio è anche imprevedibile, buona campionato a tutti!

Stefano Favale

Virtus e Nardò, che scivoloni! classifica cortissima nel girone H

Sorprese nella 14^ giornata del campionato di Serie D girone H. Le prime due della classe restano all’asciutto rispettivamente contro Torrecuso e Pomigliano. Ne approfittano il Francavilla in Sinni e il Fondi ormai a ridosso del vertice. Bene il Pomigliano, in rimonta sul Nardò, solo un pari per il Taranto in trasferta sul campo del Serpentara in attesa dei gol del neo tesserato Yeboah e di altri rinforzi attesi da Campilongo per raggiungere la vetta della classifica. Bene Bisceglie e San Severo a pochi passi dai playoff, orgoglio Isola Liri nonostante le tante partenze annunciate. Male il Manfredonia, travolto dal San Severo, “colpo” del Marcianise che abbandona momentaneamente la zona calda della classifica.

Stefano Favale

Manfredonia, un k.o. che fa riflettere

Una giornata storta, ci piace definirla così la debacle casalinga nel derby con il San Severo. Il filotto di 6 risultati utili consecutivi è stato bruscamente interrotto da una prestazione spettrale condita da madornali errori tattici e tecnici. A cominciare dalle discutibili scelte tecniche e strategiche di mister Vadacca, per finire con la palese svogliatezza e la scarsa consistenza di chi è sceso in campo. Quattro sberle che devono essere da sprone a tutti, dal mister all’ultima delle riserve.
All’orizzonte la difficile trasferta di Torre del Greco, ma confidiamo nello spirito di rivalsa dei biancocelesti.

Stefano Favale

Il Pagellone di Manfredonia-San Severo, disastro biancoceleste

Ecco il consueto pagellone a cura di Stefano Favale, la gara in questione è Manfredonia-San Severo (1-4)

MANFREDONIA
De Gennaro 6: in balìa degli avversari per 95′ salva il salvabile, un’umiliazione ingenerosa per lui;
Colombaretti 4: arranca in una linea difensiva abbandonata da tutti;
Romeo 4: idem;
De Filippo 4: idem;
Lorito 4: discreto solo l’avvìo, poi scompare nell’oblio;
De Vita 6: si procura il rigore e vivacizza la manovra offensiva;
Romito 4,5: costretto a giocare da ala, ma quanti cross sbagliati!;
Lenoci 4: in stato totale di confusione, non sa cosa fare e dove sistemarsi;
Totaro 4,5: male assistito dai compagni, si perde anche lui;
De Rita: s.v.
La Porta 6: fa quel che può, recupera palloni a centrocampo e fa la punta;
Pompilio 4: assente ingiustificato;
Bozzi: s.v.
Vadacca 4: formazione sbagliata, cambi tardivi, Ciampa in tribuna. La sbornia di Coppa, contro il modesto Isernia, evidentemente ha galvanizzato e illuso l’intero ambiente.

SAN SEVERO: Mennella 6; Cipolletta 7,5, Capone 7, Mustone 7; Natino 7, De Luca 7, Tricarico 7, Florio 7, Rossi 7; Milani 7,5, Evacuo 8. De Felice 7

Il San Severo asfalta i fantasmi del Manfredonia, Vadacca sbaglia tutto

Un’umiliazione così era difficilmente prevedibile per il Manfredonia, i sipontini non sono mai scesi in campo. I ragazzi di De Felice, ben messi in campo, disputano una gara ordinata e si rilanciano in ottica playoff. Vadacca sbaglia tutto, dalla formazione iniziale al modulo. Tardivi gli innesti delle punte nella ripresa a risultato ormai compromesso. Una squadra in preda alla confusione tattica e mentale vittima di un San Severo in salute, con il bomber Evacuo in grande spolvero.
Per la cronaca, le marcature sono state realizzate da Evacuo (12′, 56′ e 62′), Milani (90′) e La Porta su rigore (77′). Finale Manfredonia-San Severo 1-4

Manfredonia – San Severo 1-4, cronaca e tabellino

Il derby di Capitanata è del San Severo. I ragazzi di mister De Felice si impongono al “Miramare” con un 1-4 che non lascia spazio a repliche, conquistando il successo ai danni del Manfredonia.
Gara ad alta tensione, la sblocca Evacuo dopo 17′ con un bel mancino.

Nella ripresa, il bomber partenopeo si ripete ben due volte: al 54′, sfruttando un assist di Natino, ed al 60′, con un gol capolavoro, dopo aver saltato diversi difensori. Rosso a Mustone al 68′. Il Donia accorcia con rete di La Porta su rigore al 78′, poi lo stesso attaccante viene espulso, ristabilendo la parità numerica. Ad opera di Milani la rete che fa scorrere i titoli di coda, al minuto 89, per il 4-1 definitivo.

MANFREDONIA: (3-5-2) De Gennaro; Colombaretti, Romeo, De Filippo; Lorito (dal 54’ De Vita), Romito, Lenoci, Totaro, Coccia (dal 65’ De Rita); La Porta, Pompilio (dal 52’ Bozzi). A disp.: Tucci, Bruno, Stajano, Pellegrino, Bonabitacola, Albanese. All.: Vadacca.
SAN SEVERO: (3-5-2) Mennella; Cipolletta, Capone, Mustone; Natino (dal 76’ Rolli), De Luca (dal 69’ Mastrangelo), Tricarico, Florio, Rossi; Milani, Evacuo (dall’81’ Favetta). A disp.: Di Michele, Annese, Di Fiore, D. Favilla, Morsillo, De Bellis. All.: De Felice.
Arbitro: sig. Gariglio di Pinerolo.
Assistenti: Di Tondo e Pellegrini di Barletta.
MARCATORI: 17’, 54’ e 60’ Evacuo (S), 78’ La Porta rig. (M), 89’ Milani (S).
AMMONITI: Lenoci (M); Capone, Mastrangelo (S). – ANGOLI: 6-2 per il Manfredonia. – RECUPERI: 0’ p.t.; 5’s.t..
NOTE: Espulsi al 68’ Mustone (S) per gioco falloso, all’80’ La Porta per doppia ammonizione e Vadacca per proteste.

Salvatore Fratello

Serie D, il programma della 13^ giornata

Nell’anticipo l’Aprilia supera il Serpentara nel derby laziale con il risultato di 3-2 e continua la sua ascesa in classifica puntando decisa la zona salvezza. La capolista Nardò, non accreditata alla vigilia, cerca di guarire dalla “pareggite” acuta che l’affligge da qualche giornata. L’occasione è favorevole, il Marcianise è tutt’altro che irresistibile. Pieno di insidie il compito della prima inseguitrice Virtus Francavilla che ospita l’ostico Bisceglie, così come quello del Francavilla in Sinni atteso dal San Severo, unica compagine a non aver mai pareggiato sinora. Difficilissima trasferta del Taranto a Potenza, interessante derby campano tra Pomigliano e Turris. Isola Liri-Fondi si preannuncia piacevole per la tranquillità delle due squadre in classifica, il Manfredonia insegue il sesto risultato utile consecutivo in quel di Torrecuso. Chiude il quadro della giornata lo scontro diretto tra le ultime due della classe, Gallipoli-Picerno.

Stefano Favale

Cinquina del Donia, l’Isola Liri annichilita

Il risultato finale (5-2) non tragga però in inganno, il Donia ha dilagato solo nel finale sfruttando alla perfezione gli ampi spazi lasciati dagli avversari sbilanciati in avanti alla ricerca del pari.
La fase di studio dura solo 10′, alla prima occasione i sipontini si portano in vantaggio con La Porta che realizza dagli 11 metri. Ma 3′ più tardi l’ex Giglio “gela” il Miramare e sigla il momentaneo 1-1. La gara è piacevole, gli uomini di Vadacca fanno la partita ma gli ospiti si difendono con ordine e ripartono timidamente. Il Donia gioca bene ma l’assenza di un vero rifinitore tra le linee pesa come un macigno, così come le incertezze del reparto difensivo sulle palle inattive. Ad inizio ripresa i biancorossi spingono per cercare il vantaggio, ma si lasciano sorprendere all’8′ sugli sviluppi di un corner che Bruno concretizza di testa. Ora inizia un’altra gara: gli ospiti si innervosiscono, fioccano i gialli, si riversano in avanti ma la strada è in discesa per il Donia.
Al 69′ la svolta, l’ingresso in campo di De Rita rompe gli equilibri. Suo lo splendido gol al 73’ed i due assist al bacio che mettono in condizione La Forgia e Pellegrino di chiudere i conti definitivamente. In mezzo l’ennesima dormita generale su palla inattiva che consentiva a Lucchese di riaprire il match.
E’ un altro Donia ora, con La Porta leader indiscusso, in riva al golfo si sognano scenari più rosei.

Stefano Favale

Serie D, 12^ giornata zeppa di testacoda e…trappole

Il calendario svela il suo aspetto “bizzarro” e propone domani ben 4 sfide incrociate tra le prime e le ultime 4 della classe. Quindi sulla carta la classifica rischia di “spaccarsi” in tre segmenti, che Dante non esiterebbe a definire i tre gironi della Divina Commedia.
Ma torniamo ai tempi nostri…in realtà i testacoda nascondono non poche insidie per chi ha tutto da perdere. La capolista Nardò fa visita al mai vittorioso Serpentara, che però è squadra mica tanto scarsa. Più agevole il compito del Francavilla in Sinni e della Virtus, rispettivamente impegnate contro Aprilia e Picerno. Derby pugliese tra Taranto, scosso in settimana dal cambio tecnico, e il Gallipoli in ripresa. Gli jonici non possono fallire e sono favoriti, ma soffriranno non poco. Avversario ostico per l’altalenante Pomigliano, che ospita il coriaceo San Severo, interessante la sfida tra Fondi e Turris. Senza particolari spunti di interesse Marcianise-Potenza e Bisceglie-Torrecuso, mentre al “Miramare” di scena due tra le formazioni più in forma del momento, ovvero il Manfredonia e l’Isola Liri.

Stefano Favale

Serie D, la Virtus Francavilla si rifà sotto

Undicesima giornata in archivio con la Virtus Francavilla che guadagna punti su tutte le dirette rivali per il salto di categoria. Una rete in apertura di Bartoli vince la resistenza del Fondi, per il Nardò mezzo passo falso con il Potenza (0-0), continua la crisi del Taranto addirittura sconfitto ad Aprilia. Buon punto ottenuto dal Francavilla in Sinni sul campo dell’Isola Liri, il Pomigliano delude e rimedia la prima sconfitta esterna stagionale a Torrecuso. Pari e patta nel derby pugliese tra Gallipoli e Bisceglie, rocambolesco 2-2 tra la Turris e il Serpentara, bene il San Severo che travolge il Marcianise. Infine il Manfredonia mette nei guai il Picerno, cogliendo il primo successo esterno stagionale con le reti di Coccia e del “solito” La Porta, che fallisce anche un rigore nel finale. La classifica attuale vede una netta frattura nei bassifondi ed un estremo equilibrio nella parte centrale, ben 9 squadre racchiuse in soli 6 punti tra l’incubo playout ed il sogno playoff.

Stefano Favale

Manfredonia corsaro a Picerno, ci pensa La Porta

Quarto risultato utile consecutivo e primo “squillo” in trasferta che porta le firme di Coccia e La Porta, per quest’ultimo già 2 reti in altrettante gare disputate.
Il fattore ambientale non è sereno, i supporters locali contestano duramente società, allenatore e squadra. Vadacca rivoluziona l’11 titolare ma ancora una volta il risultato finale gli dà ragione.
Nel primo tempo la rete di apertura di Coccia, che raccoglie un cross che “buca” l’intera retroguardia rossoblu. Ad inizio ripresa, come spesso avviene, i sipontini approcciano male e si lasciano sorprendere da un assolo di Gerardi. Il Picerno potrebbe addirittura portarsi in vantaggio ma l’attento De Gennaro salva la porta. Ma i fantasmi di una rimonta completa vengono scacciati dall’espulsione di Tarascio, il Donia riprende coraggio e torna in vantaggio con un tiro a dire il vero per nulla irresistibile che l’estremo difensore Lamarra non riesce ad intercettare. Il Picerno fa di tutto per agevolare il compito del Donia, concludendo il match in 9 uomini. C’è tempo anche per assistere all’errore dal dischetto di La Porta, ma i tre punti sono ormai in cassaforte.

Stefano Favale

Il Donia a Picerno per i tre punti a condizione che…

Il peggior attacco e la seconda peggior difesa del campionato, parliamo del fanalino di coda Picerno, tra l’altro privo di una pedina fondamentale come Giraldi.
Non ci sono attenuanti per Vadacca, servono i tre punti da ottenere con intelligenza tattica e nervi saldi. Per i padroni di casa è ultima spiaggia, il mister è già sul piede di partenza in caso di sconfitta e pertanto non bisogna sottovalutare la voglia di riscatto.
Ma è altresì vero che occorre una prestazione di grande personalità, coraggiosa anche nel secondo tempo e senza troppi calcoli. Tecnicamente i sipontini sono nettamente superiori agli avversari, il Donia non può davvero fallire il colpaccio.

Stefano Favale

Il Donia strizza l’occhio alla Coppa Italia, primo obiettivo?

Non serve più nascondersi, la tanto bistrattata Coppa Italia è improvvisamente diventato un obiettivo stagionale. E’ quanto suggerisce la logica e la suggestione di “rianimare” la fossa dei leoni, ovvero il “Miramare” come ai bei tempi. L’interesse per la squadra sta tendenzialmente scemando, i tifosi vorrebbero che la propria squadra del cuore lottasse finalmente per qualcosa di importante. Con il ritorno di Colombaretti, Gentile e La Porta, la rosa a disposizione di Vadacca è certamente in grado di ottenere una tranquilla salvezza. Il ritardo accumulato in classifica non consente voli pindarici ed ecco la grande opportunità, a dire il vero per caso, la Coppa Italia.
La dea bendata ha sinora accompagnato i sipontini, sempre qualificati ai calci di rigore dopo incredibili sofferenze al cospetto di avversari (San Severo e Campobasso) ugualmente demotivati a proseguire nella “scomoda” competizione.
E allora, ancora una volta davanti al pubblico amico, il prossimo 25 novembre gara unica contro il modesto Isernia. Non finirà ai rigori, ne siamo certi, a condizione che scenda in campo la formazione titolarissima.
Non spezziamo il “sogno” di un’intera città, c’è tempo per riaprire gli occhi…

Stefano Favale

Serie D, il Nardò prova ad allungare sulle inseguitrici

L’undicesima giornata è sulla carta favorevole alla capolista Nardò. Gli uomini di Nicola Ragno ospitano il Potenza, mentre la prima inseguitrice Francavilla in Sinni è attesa dalla temibile Isola Liri. Grossa chance di riscatto per il Taranto impegnato in trasferta sul campo di un’Aprilia piuttosto arrendevole, interessante la sfida tra la Virtus Francavilla, reduce dal ko inaspettato a Manfredonia, e il Fondi. L’altra inseguitrice, il Pomigliano, insegue la quinta vittoria esterna consecutiva ai danni del Torrecuso ma non sarà facile. Derby pugliese molto incerto tra Gallipoli e Bisceglie, a San Severo di scena il Marcianise, la Turris ospita il Serpentara, chiude il quadro la sfida salvezza tra Picerno e Manfredonia. I sipontini, rigenerati con gli ultimi innesti, puntano dritti alla vittoria.

Stefano Favale

Il Pagellone di Manfredonia-V.Francavilla

Ecco puntuale il Pagellone di Stefano Favale relativo alla gara Manfredonia-V.Francavilla
MANFREDONIA

De Gennaro 7: quasi perfetto, salva in più di un’occasione ma rischia di capitolare con un’uscita avventata al 45′ travolgendo Vergori e concedendo una grossa chance a Masini;
Vergori 6,5: attento e grintoso quanto basta, giusta personalità, peccato per l’ingenuità che gli costa il giallo;
Romeo 6: lotta e non si risparmia, spesso senza fronzoli ma il suo “liscio” per poco non regala il pari agli avversari;
Colombaretti 7: prestazione ineccepibile, esperienza da vendere e tutto il reparto ne giova improvvisamente;
Gentile A. 6,5: nella doppia veste di play ed incontrista si disimpegna bene, a centrocampo lotta su ogni pallone ma non è ancora al 100%;
Stajano 6,5: anima e grinta, ma tecnicamente ci aspettiamo di più da lui. Serve coraggio anche in fase offensiva;
Ciampa 7: ottima prestazione condita anche dal coraggio di una conclusione dalla distanza; la sua presenza è fuori discussione nell’11 titolare;
De Vita 6,5: si scontra con la fisicità degli avversari, ma è sgusciante ed imprevedibile come sempre;
Lorito 6: il suo innesto non sortisce gli effetti sperati dal mister, ma non si tira mai indietro;
Pompilio 6,5: un gol da cineteca e lampi di classe, gli manca però la continuità;
Totaro 6: rinforza la metà campo nel momento di maggior forcing della Virtus;
Bozzi 6: pochi gli spazi disponibili, fa quel che può per allertare la difesa ospite;
La Porta 6,5: Re Antonio torna da protagonista con un gol in zona cesarini, ovviamente è a corto di preparazione atletica.

Vadacca 6,5: pur non convincendo appieno nei cambi effettuati, il risultato gli dà ragione. Il gol lampo di Pompilio gli facilita il compito, un pizzico di fortuna lo accompagna negli episodi ma stravince il duello con l’amico/rivale Calabro.

V. FRANCAVILLA: Albertazzi 4,5; Bartoli 6; Conti 6,5; De Toma 5,5; Liberio 5,5;Galdean 5 (Villa 4,5); Gallù 5,5; Ciarcià 5; Risolo 5; Masini 4,5; Montaldi 5.
Calabro 5

Stefano Favale