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Milan, ecco Investcorp, il fondo del Bahrain che vuole i rossoneri: patrimonio, cifre

Un gruppo da 37,6 miliardi di dollari di asset gestiti, impiegati di 45 nazionalità, sedi in sette paesi, un presidente scalatore: i segreti del fondo che ha i rossoneri nel mirino

Un gestore di investimenti globali, specializzato in private equity, real estate, infrastrutture, investimenti a rendimento assoluto, gestione del credito e capitale strategico. Così si definisce Investcorp nelle note informative destinate al mercato. Il soggetto finanziario, che secondo l’Equipe potrebbe aver messo nel mirino il Milan, è un fondo di investimenti con sede in Bahrain, fondato nel 1982 e oggi presente in 12 paesi tra Stati Uniti, Europa, India, Cina e Singapore.

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Morata racconta: “Tevez mi ha reso calciatore”

Alvaro Morata si racconta a DAZN e nel corso dell’intervista parla anche del rapporto unico con Carlos Tevez. Lo spagnolo ha spiegato l’importanza con l’Apache ma poi si è anche soffermato su uno degli obiettivi della Juventus di questa stagione.

TEVEZ – “Carlos l’ho ringraziato perché non l’avevo mai fatto. Mi ha reso calciatore, sono arrivato qui a 21 anni con poca esperienza e all’inizio mi ha guardato male qualche volta, mi ha detto anche delle cose quando non gli passavo la palla. Per me è uno dei giocatori più forti di sempre, ha tecnica e qualità, può buttare giù i muri o costruirne”, ha spiegato Morata. “Per me ci saranno pochi giocatori così nella storia: poteva vincere una partita da solo o mettersi la squadra sulle spalle. L’ho ringraziato, mi ha detto che era felice di vedermi e che non si aspettava che avessi il fisico per giocare a sinistra. Poi abbiamo parlato di tante cose, lui sa che sono migliorato tanto in quell’anno che ho giocato con lui”.

OBIETTIVI – Sul…

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Roma, Mourinho dalla Champions con l’Inter alla Conference. Di Bucciantini

Dal triplete nerazzurro alla semifinale di Conference con la Roma: José sarà pure cambiato, però quando si gioca in Europa…

Da Mourinho a Mourinho: la strada dell’Europa è un filo tenuto dalle stesse mani sia in cima che in fondo. Unire l’ultimo successo in Champions (e in Europa in generale) a quel che resta dei nostri club in questa stagione (un posticino nella competizione di ceto più basso) è un azzardo scostumato ma è un fatto di verità: racconta i tempi che stiamo vivendo.

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Bari, nel sabato pre-pasquale ecco il derby di Taranto. Allo Iacovone una sfida al di là della classifica

La penultima giornata del girone C di Serie C propone, nel succulento menù di Pasqua, la sfida tra Taranto e Bari. Il derby, che torna a disputarsi allo “Iacovone” dopo quasi 30 anni vedrà affrontarsi due squadre che poco hanno da chiedere al campionato ma che vorranno far proprio una sfida dal forte sapore di campanilismo.

Bari contro Taranto è una sfida che va al di là del calcio. Le due città, infatti, sono le più grandi di Puglia e c’è sempre stata una forte rivalità anche in termini commerciali e industriali. Tornando, invece, alle vicende legate al rettangolo verde la sfida è sempre stata vissuta come il vero derby di Puglia prima che la formazione rossoblù iniziasse un periodo di declino lasciando spazio al Lecce come competitor regionale dei biancorossi.

Le formazioni di Mignani e Laterza arrivano al match senza la pressione di dover punti a tutti i costi: i biancorossi, infatti, sono già matematicamente in Serie B mentre i rossoblù sono salvi anche grazie all’esclusione del Catania. Ciononostante, la sfida di sabato pomeriggio sarà sicuramente interessante con l’impianto del rione Salinella che vedrà il sold-out mentre la trasferta sarà vietata ai tifosi del Bari per ragioni di sicurezza.

Dopo la vittoria per 1-0 ottenuta contro l’Avellino, il Bari si appresta a chiudere al meglio questa annata affrontando l’ultima trasferta del campionato. I biancorossi, per il derby, dovranno fare a meno di Pucino (operato al menisco con rientro previsto tra un mesetto) e Terranova (squalificato dal Giudice Sportivo). Davanti a Frattali, quindi, spazio a Belli, Di Cesare, Gigliotti e Ricci con Celiento e Mazzotta possibili outsider. In mezzo al campo spazio ai confermatissimi Maiello, Maita e D’Errico con Citro che potrebbe agire dietro Antenucci e Cheddira.

Il Taranto di mister Laterza, archiviata la questione salvezza, proverà a fare scacco matto al re di questo campionato. I rossoblù sono reduci dalla deludente sconfitta di Messina per 1-0 e affronteranno il match senza Versienti e soprattutto il freschissimo ex Di Gennaro. Probabile 4-4-2 per la formazione ionica che in attacco si affiderà ai guizzi di Saraniti e il fratello d’arte Giovinco.

Taranto-Bari torna a disputarsi dopo più di 29 anni: era infatti il febbraio ’93 quando le due squadre, allora in Serie B, impattarono per 0-0. Una stagione deludente per entrambe la 92/93 con i biancorossi che terminarono in un anonima nona posizione e i tarantini retrocessi in Serie C. Nella gara di andata, invece, convincente successo del Bari per 3-1 grazie alla pennellata di Pucino, Botta e Antenucci mentre per i tarantini andò a segno Giovinco.

Antonio Genchi

Su Sportweek: gli animali degli sportivi, la Parigi-Roubaix

Alla scoperta degli animali degli sportivi. Il bulldog di Hamilton ha pure il pass per i paddock! Intervista a Federico Fresi e Nicola del Freo, tifosi di Inter e Milan e stelle della Scala. E ancora la Parigi-Roubaix e la pallavolista ucraina Gerasymova

Viaggiano in jet, vestono alla moda, imperversano sui social. Roscoe, il bulldog di Lewis Hamilton, ha pure il pass per i paddock di Formula 1. Altro che vita da cani… Gli animali degli sportivi conducono un’esistenza da nababbi. E occupano un posto privilegiato nel cuore dei loro padroni. Mauro Icardi, per dire, salutava così il suo Coco detto Cokito, un Weimaraner morto prematuramente: “Grazie per tutti i momenti vissuti. Sei stato il primo ad arrivare e te ne sei andato via così presto, ma sicuramente ovunque tu sia starai bene e sarai sempre tra noi perché il ricordo non si cancellerà mai. Ti vogliamo tanto bene Cokito. La tua famiglia”. Sportweek, in edicola sabato con la Gazzetta dello Sport, racconta il legame…

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Zaniolo: ma è più la Roma a volerlo vendere o lui a cercare nuovi stimoli?

Questione di soldi come sempre: il club vorrebbe fare plusvalenza visto che lo ha acquistato per 4,5 milioni, il ragazzo – che sta benissimo nella Capitale – punta ad ottenere un ingaggio al pari dei big, di sicuro superiore ai 2.2 milioni netti attuali

C’è un tempo per tutto. Per essere felici insieme e per dirsi addio, se conviene a entrambi. Oppure no: anche per giurarsi eterno amore. Il calcio del Terzo Millennio è questo, generoso e crudele, e lo sta scoprendo sulla propria pelle anche un ragazzo di 22 anni chiamato Nicolò Zaniolo. Forte della sua infinita giovinezza, adesso è tornato l’uomo vetrina della Roma, quando i pronostici della vigilia contro il Bodo lo volevano in panchina. Motivo? Semplice:

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Torino-Real madrid 2-0: Casagrande, Mondonico, Lentini e gli eroi granata

Quindici aprile 1992: Lentini scatenato, Casagrande come una rockstar, la botta di Fusi, i granata battono i blancos di Butragueno e vanno in finale di Coppa Uefa. I retroscena di una notte storica

Che notte, quella notte. Una notte da Toro. Identità, appartenenza, orgoglio; tutta la retorica – ma stavolta giustificata – di una storia speciale. E cuore, sì. Cuore Toro. Era la semifinale di Coppa Uefa, partita di ritorno. Torino-Real Madrid. Il Delle Alpi bolliva. 15 aprile 1992, trent’anni fa. C’erano quasi 70.000 spettatori, sette i milioni di italiani davanti alla tivù per la diretta Rai. “Uno straordinario bagno di folla”, lo definì Bruno Pizzul in telecronaca.

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Inter, Perisic in panchina contro lo Spezia

Storicamente il croato dell’Inter ha prodotto un terzo delle partecipazioni ai gol nelle ultime giornate di campionato: Gosens favorito come titolare, ma Ivan ha già segnato in casa dello Spezia

Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare. E Ivan Perisic, appena la temperatura si alza e l’obiettivo stagionale si avvicina, nella categoria dei “duri” si fionda senza pensarci due volte. Decisivo contro il Verona con due assist al bacio, spina nel fianco delle difese avversarie, il croato è l’asso nella manica dell’Inter di Inzaghi. Eppure, contro lo Spezia, Simone dovrebbe decidere di lasciarlo in panchina, con l’obiettivo di averlo al top nel derby di Coppa contro il Milan. Da una parte c’è Gosens, che scalpita per una maglia da titolare, dall’altra il Perisic delle ultime settimane: una pedina indispensabile nella corsa-scudetto, alla quale diventa sempre più difficile rinunciare.

Quota cento

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In questa Serie A, il numero 44 ha già collezionato 5 gol e 4…

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Juve, Danilo a centrocampo per Allegri? I precedenti

Già due volte in stagione il tecnico ha spostato il brasiliano davanti alla difesa, preferendolo in entrambi i casi alla possibilità di mettere in mezzo Rabiot: un’intuizione vista un anno fa già con Pirlo per declinare le caratteristiche dell’ex Porto nella zona nevralgica del campo

Se la possibilità sarà esplorata sarà una decisione delle ultime ore, ma in ogni caso la questione si riproporrà mercoledì nella semifinale di ritorno di coppa Italia, quando i numeri della Juventus in mezzo al campo saranno gli stessi: serve un centrocampista? Danilo dice presente. A mandare in emergenza la mediana bianconera è stato l’infortunio alla caviglia destra che un paio di giorni fa ha privato Allegri anche di Arthur, oltre che di McKennie e Locatelli. Così, nel reality a eliminazione che è diventato il reparto, restano solo in due: Denis Zakaria, a sua volta rientrato solo da un paio di settimane, e Adrien Rabiot, costretto a un impiego più interno rispetto a come lo vede…

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Secondo ko in casa, al Poli passa il Casarano

Secondo ko consecutivo per gli uomini di Bartoli tra le mura amiche del Poli, sino ad aprile inespugnate nell’anno solare 2022.

Decide una gemma di Avantaggiato al 14′ della ripresa. Una doccia gelata per i biancorossi, la seconda in pochi minuti: al nono minuto della seconda frazione di gioco, infatti, il direttore di gara ha sanzionato come “gomito alto” lo scontro aereo tra Pinto e Santarcangelo, rifilando il secondo giallo al difensore biancorosso che lascia in dieci i suoi per oltre 35 minuti.

“Un grande primo tempo con tre occasioni nitide a tue per tu con il portiere, purtroppo il calcio è questo: se non concretizzi, non puoi vincere – le parole di Bartoli a fine gara – Nel secondo tempo la decisione dell’arbitro ha influenzato il resto della gara, le occasioni importanti del match fino a quel momento lì le ha avute il Molfetta, non ricordo occasioni degne di note del Casarano”.

Un super Ianni sbarra la strada del gol ai biancorossi, autori di un ottimo primo tempo. Al secondo minuto Pozzebon coglie il palo, ma è offside, poi Gjonaj impegna Ianni. La punizione di Vitofrancesco termina tra le braccia di Viola, poi ancora Gjonaj, da fuori, ma Ianni blocca a terra. Tre grandi interventi di Ianni negano il gol alla Molfetta Calcio: al 23’, con il piede, devia la botta di Cappiello lanciato da Fedel, al 35’ ipnotizza ancora l’attaccante lanciato in campo aperto, al 38’ Ianni e il palo negano la gioia del gol a Pozzebon. Ultima emozione della prima frazione: corner di Raimo direttamente in porta, devia Viola. Da segnalare, al 33’, grandi proteste salentine per una norma del vantaggio non concessa sul lancio di Vitofrancesco, poi atterrato da un biancorosso, verso Avantaggiato lanciato a rete: l’arbitro fischia fallo, Monticciolo va su tutte le furie, rimediando un rosso in un match in cui le panchine e il pubblico hanno assai rumoreggiato su alcune decisioni arbitrali.

La Molfetta Calcio spunge sull’acceleratore anche nella ripresa. Subito una grande occasione per Pozzebon, dopo 90 secondi, poi al sesto, Giambuzzi trova anche la rete su azione insistita da corner, ma si alza la bandierina del fuorigioco. Poi svolta nel match in cinque minuti: espulso Pinto al nono minuto, alla prima vera occasione del match, gran gol di Avantaggiato che parte largo, si accentra e fulmina Viola dalla distanza al 14′. Succede poco o nulla nel resto del match con i salentini arroccati, i biancorossi che tentano il tutto per tutto e si scoprono: al 29’ la girata di Pozzebon è facile preda per Ianni, al 31’ Panebianco buca l’intervento, Santarcangelo si invola, litiga con il pallone, poi mira alto.

Termina così: seconda sconfitta consecutiva al Poli dopo Nola, nono posto e parte sinistra della classifica conservate con 43 punti, ma si avvicinano Lavello e Altamura, prossimo avversario dei biancorossi, con 41 punti.

Il Cerignola sbanca anche Francavilla: per la C manca solo la matematica


Un Audace Cerignola operaio, a denti stretti e con una impeccabile organizzazione difensiva passa anche a Francavilla in Sinni nello scontro diretto e si invola definitivamente verso la serie C. Decide una rete del classe 2002 Botta al tramonto della prima frazione di gioco. Pazienza deve ovviare alla squalifica di Dorval e decide di varare un 3-5-2, con difesa composta da Manzo, Sirri e Allegrini; in mediana ci sono Vitiello, Giacomarro, Agnelli, Botta e Russo; tandem offensivo composto da Malcore e Achik. Ragno invece deve fare a meno dell’infortunato Croce, classico schema a specchio anche per il tecnico molfettese, davanti ci sono Nolè e Gentile. Primo tempo in cui non abbondano le occasioni da rete: al 18′ è debole e centrale il colpo di testa di Ferrante da corner per un Francavilla comunque molto attento a chiudere ogni varco agli ospiti. Il gioco ristagna a centrocampo specie nelle zone centrali, con pochi spunti dalle corsie. Botta al 23′ impatta di testa fuori misura su un angolo battuto da Achik. Lo stesso trequartista si fa ammonire al 42′ e salterà il Bitonto, ma giusto al 45′ l’Audace sblocca. Illuminante verticalizzazione di Giacomarro, difesa lucana sorpresa e Botta si intrufola fra le maglie larghe superando Prisco. Grande gioia nel settore riservato ai tifosi cerignolani e si va all’intervallo dopo 1′ di recupero.

Reazione rabbiosa dei padroni di casa in avvio di ripresa, nemmeno un giro di lancette e Melillo calcia largo da fuori area. Grosso brivido per gli ofantini al 50′: cross dalla sinistra di Polichetti, Cristallo svetta di testa e centra la traversa a Trezza battuto, nel prosieguo dell’azione Ganci conclude alto. I rossoblu schiacciano la capolista nella sua metà campo, ancora Melillo dalla distanza, tentativo fuori misura: Ferrante gira a lato la parabola dalla bandierina di Melillo al 62′, a seguire Ganci spara alto raccogliendo il centro di Polichetti. Pazienza intanto aveva provveduto ad inserire Loiodice e Tascone rispettivamente per Giacomarro e Achik: proprio un break del subentrato centrocampista chiama all’intervento in due tempi Prisco quando scorre il 67′. Nolè colpisce male su altra iniziativa di Polichetti, gli ingressi in rapida successione di Maltese, Muscatiello e Silletti assicurano forze fresche e dinamismo, mentre va scemando progressivamente l’iniziativa sinnica. Nel quarto d’ora finale l’Audace blinda a doppia mandata il reparto difensivo e concede solamente un nuovo tentativo sballato di Nolè (87′) tenendo il pallone ben distante dalla sua area fino al triplice fischio.

Ennesima dimostrazione di compattezza di un Cerignola cui manca ora soltanto l’ultimo passo per festeggiare la vittoria del campionato: trentunesimo risultato utile consecutivo e distacco ormai ragguardevole per tutte le altre. Domenica 24 al “Monterisi” il confronto con il Bitonto, battuto in casa oggi dal Lavello, potrebbe regalare l’aritmetica promozione. Prima però, mercoledì 20 e sempre in casa, la sfida dei quarti di finale di coppa Italia contro il Cittanova.

FRANCAVILLA IN SINNI-AUDACE CERIGNOLA 0-1

Francavilla in Sinni (3-5-2): Prisco, Navarro (80′ Cabella), Ferrante, Russo F., Cristallo, Langone (59′ Petruccetti), Ganci, Melillo, Polichetti (74′ Antonacci), Gentile (57′ De Marco), Nolè. A disposizione: Daniele, Nicolao, Lazic, Vaughn, Zaccaro. Allenatore: Nicola Ragno.

Audace Cerignola (3-5-2): Trezza, Manzo, Allegrini (78′ Silletti), Sirri, Vitiello, Giacomarro (56′ Loiodice), Agnelli (74′ Maltese), Botta (76′ Muscatiello), Russo L., Malcore, Achik (56′ Tascone). A disposizione: Tricarico, Palazzo, Strambelli, Spinelli. Allenatore: Michele Pazienza.

Rete: 45′ Botta.

Ammoniti: Nolè (F); Achik (AC).

Angoli: 4-6. Fuorigioco: 3-6. Recuperi: 1′ pt, 5′ st.

Arbitro: Silvera (Valdarno). Assistenti: Gambino (Nocera Inferiore)-Gookooluk (Civitavecchia).

Fonte:NotiziarioCalcio.com

Audace Cerignola, Pazienza: «Ci siamo lasciati andare… Manca davvero poco»


L’Audace Cerignola ha vinto l’ennesimo scontro diretto. Il successo in casa del Francavilla è di quelli che valgono una stagione ed ora la Serie C è davvero ad un passo per i gialloblù.

Queste le parole del tecnico Michele Pazienza: «Manca davvero poco alla Serie C. Ed è il motivo per cui a fine gara ci siamo lasciati un po’ più andare rispetto ai finali di partita delle volte precedenti. È stata una vittoria costruita, meritata per quanto dato in campo. Di fronte avevamo una squadra forte, guidata da un allenatore bravissimo, preparato, da uno di quelli che in queste categorie fa la differenza. Ci siamo presentati abbastanza bene, con la stessa voglia e la stessa determinazione di portare a casa il risultato che abbiamo avuto su altri campi nonostante giocassimo contro la seconda in classifica. E questo da ancora di più merito ai ragazzi che sono stati fantastici. Difficile trovare l’aggettivo giusto, preferisco argomentare quello che penso dei miei ragazzi. Anche da calciatore difficilmente ho trovato un gruppo di ragazzi che spingono tutti nella stessa direzione, che cercano con determinazione, con applicazione con passione quei risultati che ad oggi hanno ottenuto sul campo. Non era affatto semplice, non era scontato. Questi ragazzi in questo percorso hanno reso le cose semplici quando semplici non lo erano. Vincere su questo campo difficilissimo da merito a tutti i sacrifici che hanno fatto i ragazzi fino ad oggi. Ora si devono godere questa vittoria e qualche giorno di riposo. E poi dopo Pasqua penseremo alla prossima gara».

Fonte:NotiziarioCalcio.com