Bari, con il Taranto un sonnacchioso 0-0. Il derby si chiude con un pari e patta tra gli sbadigli

Chi si aspettava un derby divertente, con tante occasioni da gol e una gara da ricordare negli annali sarà rimasto, senza dubbio, a bocca asciutta. Taranto e Bari impattano per 0-0 nella 37esima giornata di campionato (35esima se escludiamo le gare col Catania) in una gara a tratti da sbadigli con poche emozioni per i presenti e per chi ha seguito la partita in tv.

Dopo il successo interno contro l’Avellino, Mignani per la gara di Taranto non può contare sullo squalificato Terranova e sugli infortunati Scavone e Pucino. Rientra in panchina l’argentino Botta, assente nelle ultime uscite dei biancorossi. Ritrova la maglia da titolare in porta Emanuele Polverino che torna a difendere i pali del galletto dopo le buone prestazioni offerte in assenza di Frattali. In difesa tandem centrale composto da capitan Di Cesare e da Gigliotti con Ricci e Belli a presidiare le corsie laterali. A centrocampo spazio a Maita, Maiello e Mallamo con Galano dietro le punte Simeri ed Antenucci. Niente Bari, invece, per l’ex Di Gennaro e Versienti nelle fila ioniche col tecnico Laterza che opta per un 4-2-3-1 con un tridente formato da Falcone, Giovinco e Mastromonaco alle spalle della punta Saraniti.

Trasferta vietata ai tifosi biancorossi mentre i sostenitori di casa fanno sold-out complice i prezzi popolari e il derby che torna a giocarsi dopo quasi 30 anni. Il Bari è senza dubbio più in palla del Taranto e prende, quasi subito, il controllo del match. Il primo brivido è firmato da Mallamo ma il centrocampista scuola Atalanta viene chiuso in angolo dalla difesa locale. Al 13′ è Ricci a provarci ma il tiro del terzino barese viene respinto in angolo dal portiere Antonino. Qualche minuto più tardi è Maita, da ottima posizione, a cestinare un ottima chance calciando ampiamente fuori il pallone. La gara sembra incattivirsi verso la mezz’ora con un paio di interventi ruvidi e a farne le spese sono gli ammoniti Labriola, Marsili e Ricci. Due minuti di recupero che anticipano il duplice fischio con le due squadre che tornano negli spogliatoi.

Alla ripresa c’è un cambio nel Bari con Simeri che lascia spazio a Daniele Paponi che proprio oggi festeggia i suoi 34 anni. Il Bari, nella noia generale, prova a farsi vivo con Antenucci ma il tiro del 7 biancorosso è alto sulla traversa. Mignani attinge dalla panchina per dare una scossa al match: dentro D’Errico, Mazzotta e Botta che prendono il posto di Mallamo, Ricci e dello spento Galano. Sull’altra panchina Laterza prova a cambiare con un triplice cambio inserendo la freschezza di Manneh e l’esperienza di Pacilli. Al 77′ forse l’occasione più nitida del match: combinazione di qualità tra Paponi, Antenucci e Botta che dialogano di prima e portano al tiro l’argentino che però non trova la porta tarantina di poco. Il Taranto si fa vivo in attacco solo al minuto 80 con un tiro molto velleitario di capitan Marsili ma il tentativo del 4 rossoblù è ampiamente fuori con Polverino che controlla la sfera. Mignani si gioca anche la carta Citro ma il calciatore salernitano non riesce nell’essere incisivo come gli era capitato in un altro derby come quello contro la Virtus Francavilla dove fu decisivo con un gol. Al 95esimo follia di Mario Pacilli che scalcia Ruben Botta in mezzo al campo e si guadagna un ingenuo quanto inutile cartellino rosso. Termina cosi il derby con uno 0-0 che manda in archivio questa giornata di campionato.

Nel calcio le motivazioni sono tutto e se mancano è difficile riuscire a fornire prestazioni importanti. Taranto e Bari si affacciavano alla gara con la pancia piena con una salvezza già in cassaforte per gli ionici ed una Serie B nel taschino per i biancorossi. Nel grigiore di questo pomeriggio pre-pasquale da segnalare la buona prestazione di Valerio Di Cesare: il capitano biancorosso, che tra un mesetto compirà 39 anni, ha offerto una prestazione impeccabile sia sui palloni alti che su quelli palla a terra annullando difatti un cliente come Saraniti. Continua il clean sheet di Emanuele Polverino: il 12esimo dei biancorossi ha subito solo un gol (a Catanzaro) nelle 7 gare disputate fino ad oggi dando prova di essere un portiere affidabile. Prossimo appuntamento domenica allo stadio “San Nicola” contro il Palermo nell’ultima gara di questo campionato in cui i biancorossi saranno premiati con la coppa dei vincitori.

Taranto (4-2-3-1): Antonino; Riccardi, Zullo, Granata, De Maria; Mastromonaco, Labriola, Marsili, Falcone; Giovinco, Saraniti. All. Laterza

Bari (4-3-1-2): Polverino; Belli, Di Cesare, Gigliotti, Ricci; Maita, Maiello, Mallamo; Galano; Antenucci, Simeri. All. Mignani

Antonio GenchiFoto: Ssc Bari

Bari, nel sabato pre-pasquale ecco il derby di Taranto. Allo Iacovone una sfida al di là della classifica

La penultima giornata del girone C di Serie C propone, nel succulento menù di Pasqua, la sfida tra Taranto e Bari. Il derby, che torna a disputarsi allo “Iacovone” dopo quasi 30 anni vedrà affrontarsi due squadre che poco hanno da chiedere al campionato ma che vorranno far proprio una sfida dal forte sapore di campanilismo.

Bari contro Taranto è una sfida che va al di là del calcio. Le due città, infatti, sono le più grandi di Puglia e c’è sempre stata una forte rivalità anche in termini commerciali e industriali. Tornando, invece, alle vicende legate al rettangolo verde la sfida è sempre stata vissuta come il vero derby di Puglia prima che la formazione rossoblù iniziasse un periodo di declino lasciando spazio al Lecce come competitor regionale dei biancorossi.

Le formazioni di Mignani e Laterza arrivano al match senza la pressione di dover punti a tutti i costi: i biancorossi, infatti, sono già matematicamente in Serie B mentre i rossoblù sono salvi anche grazie all’esclusione del Catania. Ciononostante, la sfida di sabato pomeriggio sarà sicuramente interessante con l’impianto del rione Salinella che vedrà il sold-out mentre la trasferta sarà vietata ai tifosi del Bari per ragioni di sicurezza.

Dopo la vittoria per 1-0 ottenuta contro l’Avellino, il Bari si appresta a chiudere al meglio questa annata affrontando l’ultima trasferta del campionato. I biancorossi, per il derby, dovranno fare a meno di Pucino (operato al menisco con rientro previsto tra un mesetto) e Terranova (squalificato dal Giudice Sportivo). Davanti a Frattali, quindi, spazio a Belli, Di Cesare, Gigliotti e Ricci con Celiento e Mazzotta possibili outsider. In mezzo al campo spazio ai confermatissimi Maiello, Maita e D’Errico con Citro che potrebbe agire dietro Antenucci e Cheddira.

Il Taranto di mister Laterza, archiviata la questione salvezza, proverà a fare scacco matto al re di questo campionato. I rossoblù sono reduci dalla deludente sconfitta di Messina per 1-0 e affronteranno il match senza Versienti e soprattutto il freschissimo ex Di Gennaro. Probabile 4-4-2 per la formazione ionica che in attacco si affiderà ai guizzi di Saraniti e il fratello d’arte Giovinco.

Taranto-Bari torna a disputarsi dopo più di 29 anni: era infatti il febbraio ’93 quando le due squadre, allora in Serie B, impattarono per 0-0. Una stagione deludente per entrambe la 92/93 con i biancorossi che terminarono in un anonima nona posizione e i tarantini retrocessi in Serie C. Nella gara di andata, invece, convincente successo del Bari per 3-1 grazie alla pennellata di Pucino, Botta e Antenucci mentre per i tarantini andò a segno Giovinco.

Antonio Genchi

Il Matino sfiora l’ impresa nel derby col Nardò. Branà: “dobbiamo crederci fino alla fine”.

Termina a reti inviolate il derby salentino di Serie D tra Nardò e Virtus Matino. Un pareggio che in realtà serve a poco ad entrambe le squadre impegnate nella lotta per la salvezza, con i padroni di casa penultimi in classifica a quota 28 punti ed i bianco azzurri matinesi relegati all’ ultimo posto con soli 21 punti.
Un risultato che però potrebbe fare morale soprattutto per gli ospiti reduci da tre risultati utili consecutivi ma soprattutto capaci di reagire dopo l’ ennesimo pareggio incredibile subito domenica scorsa contro la Casertana a tempo scaduto e che rappresenta ancora una volta l’ assurdità di un’ annata a dir poco beffarda.
Per i granata il pareggio equivale a una mezza sconfitta perchè arrivato in casa, in un derby contro una diretta concorrente per la salvezza.
Una partita vera, combattuta sotto tutti i punti di vita dai protagonisti scesi in campo, con i neretini capaci di andare vicini al gol nella prima frazione di gioco dove solo un grande Leuci ed il palo colpito da Mengoli tengono lontani i pericoli respingendoli al mittente.
Nella ripresa il Matino torna in campo con più convinzione e fa la sua onesta partita attaccando e cercando di colpire un toro stanco sia fisicamente che mentalmente, ma la sfortuna e la scarsa lucidità in fase conclusiva da parte di Malonga e Morra hanno la meglio.
La zona playout per il Matino ora dista 8 punti, con il terzultimo posto occupato dal Bisceglie che ieri ha pareggiato per 1-1 contro il Bitonto.
Un’ impresa ardua, proibitiva e che forse anche nel migliore dei casi potrebbe non bastare, ma questa squadra ha dimostrato di esserci e di essere viva ogni volta che veniva considerata “morta”, ma soprattutto di stare lottando con tutte le proprie forze nei confronti di avversità che avrebbero tagliato le gambe e distrutto il morale a chiunque ma non (ancora) a questi ragazzi che stanno attuando una ribellione titanica e che comunque vada a fine campionato andranno applauditi. Con a capo il loro mister, condottiero impavido, coraggioso e capace che sta traghettando la propria squadra a crederci ancora. A crederci sempre, a prescindere.

Danilo Sandalo

Bari, solo 0-0 con la Fidelis Andria davanti ai 25mila del San Nicola. Biancorossi steccano e rinviano il discorso promozione

Niente festa, coriandoli ed abbracci al “San Nicola”. Chi si aspettava la festa promozione dei biancorossi è rimasto deluso con il Bari incapace di affondare la rimaneggiata Fidelis Andria che porta via uno 0-0 dal derby.

Pubblico delle grandi occasioni al “San Nicola” con l’impianto di Via Torrebella che si mette il vestito buono per una partita decisiva. Qualche ora prima, infatti, il Catanzaro non è andato oltre il pari al “Menti” di Castellammare di Stabia dando ai galletti il primo match point. Sono 25mila gli spettatori assiepati pronti a spingere Antenucci e soci verso un obiettivo inseguito da tre anni.

Mignani, finalmente, ritrova tutta la rosa a disposizione e opta per Galano a sostegno di Antenucci e Cheddira. Per il resto confermata la formazione vittoriosa in quel di Vibo Valentia con Gigliotti che vince il ballottaggio con Valerio Di Cesare. La Fidelis Andria, penultima della classe, arriva al match affamata di punti e con tantissime defezioni tra infortuni e squalifiche: il tecnico Di Bari deve fare a meno di Di Piazza, Bubas, Gaeta, Risolo e da spazio ad un 4-2-3-1 con Sorrentino unico riferimento in attacco.

L’inizio è impacciato per il Bari che non riesce a costruire azioni degne di nota al cospetto di una Fidelis venuta a fare la sua partita. Il pressing biancazzurro manda in tilt le fonti di gioco biancorosse che provano ad affidarsi ai lanci lunghi ma la difesa ospite mette sistematicamente in fuorigioco Antenucci e Cheddira.

La ripresa si apre sotto la falsa riga del primo con un Bari che costruisce male ed una Fidelis ben chiusa a protezione del portiere Saracco. Ci prova Maita ma il tiro del mediano messinese è schermata dalla difesa poi è Cheddira a provarci di testa ma la sua girata trova un attento portiere ospite. La Fidelis ci prova al 62′ con Carullo che dalla sinistra mette in mezzo per Sorrentino che anticipa il suo marcatore e calcia ma il suo tentativo è ampiamente fuori dalla porta difesa da Polverino. Mignani tira fuori dalla mischia Maita, D’Errico e Antenucci inserendo Mallamo, Bianco e Citro. L’ingresso dell’ex fantasista del Frosinone da vivacità alla manovra con lo stesso Citro che protesta per la mancata assegnazione di un penalty. Esce anche Galano per Simeri: gara molto sottotono per il 19 biancorosso che esce tra i fischi copiosi del “San Nicola”. I cinque minuti di recupero vedono un forcing “soft” del Bari che ci prova con Mazzotta e Cheddira ma nel primo caso Saracco blocca in due tempi mentre il tentativo dell’italo-marocchino è alto sulla traversa. Triplice fischio e 0-0 finale tra il disappunto generale.

Parlare di mancata occasione sarebbe riduttivo per il Bari. Nella giornata perfetta con le rivali che steccano ed un pubblico da categoria superiore, l’unico assente è proprio l’attore protagonista ossia la squadra di Mignani. Una partita brutta, senza mordente giocata contro un avversario modesto e che arrivava al match con tante assenze. Una delusione per una città che sperava e meritava di vivere una serata di festa ma che dovrà aspettare, quantomeno, una settimana per togliere lo spumante dal freezer. Nel grigiore di una partita come quella di oggi pomeriggio difficile salvare qualcosa con i trascinatori che non hanno dato il solito contributo come Maiello. D’Errico e Maita nonchè il capitano Antenucci. Non hanno convinto, inoltre, alcune scelte di Mignani: tenere in campo Galano per oltre 80 minuti non si è rivelata una scelta saggia cosi come togliere anzitempo un Antenucci, sempre spauracchio li davanti, ha destato molte perplessità. La classifica sorride, comunque, ai ragazzi di Mignani che mantengono 10 punti di vantaggio a 4 giornate dal termine. Domenica prossima a Latina altro match-point: in caso di vittoria dei biancorossi al “Francioni” sarà Serie B al di là del risultato del Catanzaro. Sbagliare è umano ma perseverare sarebbe diabolico.

Bari (4-3-1-2): Polverino; Celiento, Terranova, Gigliotti, Mazzotta; Maita, Maiello, D’Errico; Galano; Antenucci, Cheddira. All. Mignani

Fidelis Andria (4-2-3-1): Saracco; Monterisi, Benvenga, Alcibiade, Nunzella; Urso, Bonavolontà; Ciotti, Casoli, Carullo; Sorrentino. All. Di Bari

Antonio Genchi

Bari, primo match-point con vista Serie B. Al San Nicola derby con la Fidelis Andria

Primo match-point per il Bari di Michele Mignani che già domenica sera potrebbe stappare lo spumante-promozione. I biancorossi, infatti, sarebbero promossi in Serie B se battono la Fidelis Andria al “San Nicola” e il Catanzaro non va oltre il pareggio in quel di Castellammare di Stabia. Antenucci e soci scenderanno in campo nel derby già conoscendo il risultato del “Menti” con il Catanzaro impegnato alle 14.30.

Rinnovato entusiasmo nel capoluogo pugliese che vede vicinissimo il ritorno in quella Serie B persa nell’estate 2018 a causa del fallimento della allora Fc Bari con a capo Giancaspro che, dopo i playoff persi a Cittadella, gettò la società biancorossa nel baratro dei dilettanti. Da allora ne è passata di acqua sotto i ponti con la gestione De Laurentiis pronta a festeggiare la cadetteria dopo tre anni di purgatorio in Serie C. Per la gara contro la Fidelis Andria già staccati 10.000 tagliandi con la concreta possibilità di aumentare questo numero man mano che ci si avvicina al match. Sono andate a ruba, inoltre, le 1000 magliette speciali con il quale il Bari affronterà la Fidelis: code nei negozi dalle prime ore del mattino e sito in crash.

In vista del match contro la Fidelis Andria di mister Di Bari, Mignani dovrebbe recuperare diversi elementi dall’infermeria. Il tecnico ex Modena dovrebbe poter contare nuovamente su Belli, Ricci, Galano e Frattali che hanno ripreso a lavorare con i compagni. L’undici titolare contro i federiciani dovrebbe vedere ancora Emanuele Polverino tra i pali, difesa a 4 composta da Celiento, Terranova, Gigliotti e Mazzotta. In mezzo al campo spazio a Maiello, Maita, D’Errico e Mallamo (in vantaggio su Botta) dietro la coppia Antenucci-Cheddira.

La Fidelis Andria, dal canto suo, si presenta alla gara di Bari dopo la vittoria interna ottenuta contro la Paganese. L’ 1-0, firmato da Urso, ha ridato fiducia al gruppo biancazzurro che in questo rush finale vuole ottenere un miglior piazzamento in vista dei playout. Il tecnico andriese dovrebbe proporre un 4-3-2-1 con un attacco tutto da costruire vista l’assenza per squalifica dell’argentino Bubas. Proprio un rigore del puntero biancazzurro ha permesso alla Fidelis di aggiudicarsi il derby di Coppa Italia con lo 0-1 infilitto alla banda di Mignani.

Nella gara di andata, invece, al “Degli Ulivi” comodo successo dei biancorossi per 3-0 con la doppietta di Mirco Antenucci intervallata dal gol di Daniele Paponi.

Antonio Genchi

Bari, Citro fa esplodere il San Nicola. 2-1 al Francavilla in pieno recupero. Biancorossi a +7

La zampata di Nicola Citro manda in estasi il Bari. A Foggia, pochi centimetri avevano negato il gol al “Maradona di Fisciano” che oggi indossa i panni del supereroe e regala un gol pesantissimo ai galletti di Michele Mignani quando ormai scorrevano i titoli di coda sul derby. Virtus Francavilla Ko e i galletti allungano in classifica sul Catanzaro, sconfitto a Monopoli.

Piove copiosamente su Bari con il manto erboso del “San Nicola” non in perfette condizioni. Già nel prepartita si vedono zone di campo con delle ampie ed insidiose pozzanghere un pò com’era capitato anche pochi giorni fa allo “Zaccheria”. Giornata speciale per il presidente dei biancorossi Luigi De Laurentiis che festeggia i suoi 43 anni e per l’occasione, c’è allo stadio anche Aurelio De Laurentiis, patron del Napoli. I biancorossi di Michele Mignani scendono in campo con la scritta sulle maglie “Stop War”, un messaggio che verrà anche proiettato anche sui cartelloni a bordocampo a favore del cessate il fuoco tra Russia e Ucraina.

Virtus Francavilla che arriva al “San Nicola” forte del suo terzo posto in classifica ma con diverse assenze tra cui Caporale, Tchechoua e Perez non al meglio. 3-4-2-1 per il mister Taurino che si affida a Patierno sostenuto da Mastropietro e Maiorino. Mignani risponde con il collaudato 4-3-1-2. Il tecnico barese perde Belli nel riscaldamento con Celiento che viene schierato come terzino nella difesa composta da Terranova, Gigliotti e Ricci. A centrocampo si rivedono Maiello, Maita, D’Errico e Galano con in attacco Antenucci e Cheddira.

Il match è, forzosamente, condizionato dal campo pesante con le due squadre che fanno fatica a muovere la palla. Prima emozione per gli infreddoliti spettatori presenti (6400 circa di cui 350 da Francavilla) la porta D’Errico ma il suo tiro centrale è bloccato comodamente da Nobile. Al 17′ la formazione ospite rischia di combinarla grossa con uno scontro tra Nobile e Miceli che stava favorendo gli attaccanti baresi: a farne le spese il centrale difensivo che si infortuna e deve lasciare il campo a Gianfreda. Al primo vero tentativo il Bari passa: Ricci, dalla sinistra, pennella un cross per Maiello che ci prova con un tiro-cross che diventa un cioccolatino da scartate per Cheddira che sottomisura insacca. 7° gol stagionale per la punta italo-marocchina alla terza partita consecutiva a segno. Il match offre ritmi gradevoli seppur il taccuino delle azioni rimane vuoto da una parte e dall’altra. Il tempo si chiude con l’infortunio a Delvino che lascia il campo in barella e verrà sostituito da Franco.

Dai blocchi di partenza del secondo tempo esce una Virtus Francavilla più frizzante. I brindisini ci provano subito ma Patierno vede annullarsi il gol per un netto fuorigioco. La squadra di Taurino cresce e al 56esimo trova il pari: punizione dai 30 metri di Maiorino che si insacca con un Frattali che sembra non esente da colpe. Pareggio ospite sotto la pioggia che continua a scendere copiosa e 8° gol stagionale per l’ex trequartista del Livorno. Il gol subito desta i biancorossi che tornano a macinare gioco e tentare di trovare occasioni dalle parti di Nobile che, prima deve bloccare un innocuo tentativo di D’Errico, poi deve superarsi su Cheddira che vede murarsi la conclusione dal limite dell’area. Inizia la girandola dei cambi con Mignani che butta nella mischia Citro e Simeri per dare l’assalto decisivo. Da Monopoli arrivano buone notizie con i padroni di casa che vincono 2-1 sul Catanzaro e la Curva del San Nicola spinge i galletti alla vittoria. Corre il 91esimo quando una ripartenza mortifera porta Citro in area brindisina con il 18 biancorosso che salta un avversario e col sinistro batte Nobile per il 2-1 barese. L’impianto di Via Torrebella esplode di gioia per il primo gol stagionale dell’ex Trapani che potrebbe essere il gol promozione. Manca pochissimo alla fine e i restanti minuti sono palpitanti: ne fa le spese Valerio Di Cesare, entrato in precedenza al posto di Gigliotti, che rimedia un brutto intervento da Ventola. Nella pioggia del San Nicola è il Bari a fare festa con un 2-1 pesante come un macigno.

Un sabato perfetto. Il Bari da seguito al secondo tempo di Foggia e conquista 3 punti fondamentali nella corsa alla B. La zampata decisiva arriva con Citro che si mette alle spalle due anni difficili con tantissimi infortuni e tantissima (forse troppa) panchina. La contemporanea sconfitta del Catanzaro rilancia i biancorossi a 7 punti in classifica e domenica al “Ceravolo” c’è proprio il big-match tra Catanzaro e Bari. Al match in Calabria contro l’ex Vivarini, il Bari ci arriverà col vento in poppa in una gara che, comunque vada a finire, lascerà sempre il Bari al primo posto della classifica. Le buone notizie arrivano anche da Ruben Botta con l’argentino che oggi è entrato e ha messo una ventina di minuti nelle gambe. Fondamentale il recupero dell’argentino che nel ruolo di trequartista è unico nell’organico biancorosso.

Bari (4-3-1-2): Frattali; Celiento, Terranova, Gigliotti, Ricci; Maiello, Maita, D’Errico; Galano;  Antenucci, Cheddira. All. Mignani

Virtus Francavilla (3-4-3): Nobile; Idda, Miceli, Delvino; Pierno, Prezioso, Toscano, Ingrosso; Mastropietro, Maiorino, Patierno. All. Taurino

Antonio Genchi

Bari, col Francavilla un derby da altissima classifica. Mignani minimizza: “Partita non decisiva”

Bari-Virtus Francavilla: il Davide ed il Golia di Puglia si incrociano al “San Nicola” per la 30esima giornata di Serie C. Se fino a pochissimi anni fa una veleggiava tra Serie A e Serie B e l’altra era nei polverosi campi di provincia, adesso sono molto vicine in classifica a lottare per la promozione. Se per il Bari, l’obiettivo Serie B era nelle corde, per il team brindisino è quasi un miracolo con un campionato tranquillo che ben presto ha riservato molte gioie alla compagine di mister Taurino.

Il Bari di Michele Mignani, archiviato il 2-2 rimediato allo “Zaccheria” di Foggia, si getta in un altro derby contro la Virtus Francavilla, squadra che al momento occupa il terzo posto della classifica a 6 punti di distanza. Guai, quindi, a sottovalutare l’impegno anche memori del pesante 3-0 rimediato nella gara di andata. I biancorossi arrivano al match di sabato con rinnovata fiducia dopo un ottimo secondo tempo giocato sotto l’acquazzone a Foggia con i galletti che hanno espresso intensità, cattiveria e voglia di vincere. Una vittoria che non è arrivata per poco vista l’occasione fallita quasi al 90esimo da Nicola Citro che poteva consegnare due punti in più alla formazione barese.

Il tecnico biancorosso, che in conferenza stampa ha minimizzato l’importanza della partita, per il match contro il Francavilla, deve risolvere il rebus che riguarda Ruben Botta: l’argentino è rientrato nei ranghi ed è a disposizione seppur lontano dal 100% della forma. Difficile il suo impiego dal primo minuto con l’ex Inter che verrebbe preservato per il match di domenica prossima con il Catanzaro al “Ceravolo”. Non ci sarà Raffaele Pucino che non figura nella lista dei convocati per un risentimento al ginocchio con il suo posto che verrà preso a destra da Belli. Coppia centrale che dovrebbe vedere Terranova-Gigliotti e Ricci sulla fascia mancina. In mezzo al campo, salvo sorprese, si potrebbe rivedere il centrocampo di Foggia con Maiello, Maita, D’Errico e Galano dietro Antenucci e Cheddira. In ballottaggio Paponi e Mallamo per una maglia in attacco e sulla trequarti.

La Virtus Francavilla del leccese Taurino arriva al match del “San Nicola” per fare lo sgambetto al più blasonato avversario e continuare la rincorsa al primo posto della classifica. La squadra brindisina si schiererà con il collaudato 3-5-2 con assenze importanti quali Caporale (il migliore in campo nella gara di andata) e Tchetchuoa con l’attaccante Perez in forte dubbio. In attacco occhi puntati sull’estro e la qualità di Pasquale Maiorino e ai gol del ritrovato Cosimo Patierno. L’attaccante bitontino è rientrato in campo dopo la lunga squalifica per la questione risalente a quando vestiva la maglia del Bitonto ed è rientrato senza perdere il vizio del gol con ben 5 reti in 9 gare.

All’andata, come detto, fu una disfatta alla “Nuovarredo-Arena” con un pesante 3-0 a favore dei brindisini con i gol di Ekuban, Caporale e Ventola con il grave infortunio a Valerio Di Cesare a completare la giornata nerissima per i galletti. Nei due precedenti, al “San Nicola” due vittorie per il Bari: 2-0 nel 19/20 (Antenucci e Ciofani) e 4-1 lo scorso anno (doppiette di Antenucci e Marras).

Antonio Genchi

Bari, 2-2 a Foggia. Allo Zaccheria diluvio di pioggia ed emozioni. Eurogol di Mallamo

Applausi per il Bari che esce dallo stadio “Zaccheria” di Foggia con un 2-2 che, per come si è messa la partita, poteva essere una sconfitta o una vittoria. Biancorossi che hanno disputato un secondo tempo tutto all’arrembaggio sotto un diluvio che non ha dato tregua ai 22 in campo con un eurogol di Alessandro Mallamo da vedere e rivedere. Rossoneri bravi a sfruttare le poche occasioni avute con il Bari che ha cestinato diverse occasioni da gol tra imprecisioni e interventi del portiere-libero Dalmasso. Il vantaggio in classifica sul Catanzaro torna a 4 lunghezze ma del pomeriggio foggiano bisogna prendere la prestazione di sacrificio, cattiveria e voglia di riprendere il risultato.

Biancorossi che si presentano al derby senza Ruben Botta con il bersagliatissimo Cristian Galano al suo posto sulla trequarti. In attacco Cheddira vince il ballottaggio con Paponi mentre per il resto è la squadra che ha battuto il Picerno martedì. Il Foggia di Zeman con il solito 4-3-3 dando spazio al trio tutto estro e fantasia Curcio, Ferrante e Merola. Gara che comincia con cinque minuti di ritardo per l’iniziativa della Federcalcio a sostegno della questione Ucraina.

Si gioca in un acquitrino con la pioggia che, copiosa, si è abbattuta su Foggia dalla mattinata. Il Foggia inizia meglio il match e crea scompiglio in area con Ferrante che non riesce nella zampata su un indecisione della difesa biancorossa. Alla prima occasione, il Foggia passa in vantaggio con Curcio, che sfrutta a dovere un cross dalla destra e di testa batte Frattali. Il match si accende con il Bari che prende in mano la partita e al minuto 22 trova il pareggio: azione di D’Errico che spara verso la porta ma il pallone viene respinto dalla traversa, sulla ribattuta è lesto Walid Cheddira che con un comodo tap-in pareggia i conti. Sesto gol per l’attaccante italo-marocchino che si fa trovare al posto giusto al momento giusto. La festa del Bari, però, dura un giro di orologio: azione del Foggia che porta al tiro Merola dal limite dell’area, pallone senza troppe pretese ma che complice il campo pesante Frattali non trattiene e la frittata è compiuta. 2-1 con i rossoneri che tornano avanti e galletti costretti, nuovamente, ad inseguire. Al minuto 35 occasionissima per il Bari con Cheddira che si costruisce il tiro che prende il palo, sulla respinta Galano di destra spara alle stelle. Il primo tempo si chiude con i satanelli in vantaggio grazie alla “papera” del portiere biancorosso Frattali.

Proprio Frattali, all’intervallo, viene sostituito da Polverino. Il Bari ha voglia di riprendere il match e mette in campo cattiveria ed intensità. Le occasioni fioccano con Maiello (murato da Dalmasso) e Galano (pallone a giro fuori di poco) con i biancorossi che martellano la comunque attenta difesa della squadra di Zeman. Al 69esimo è miracoloso il portiere locale in uscita disperata su Cheddira con l’attaccante ex Mantova che prova il pallonetto che il giovane portiere argentino smanaccia in corner. E’ un monologo biancorosso che viene interrotto solo da Ferrante che si avventa su un erroraccio di Polverino al limite dell’area di rigore ma il tiro della punta rossonera è alto sulla traversa. Scampato il pericolo, il Bari si rimette all’attacco e colleziona altre due occasionissime con Cheddira che di testa gira di poco fuori e poi con Maita che, dopo uno slalom, viene murato al momento clou da un difensore. Il pareggio è nell’aria e lo realizza Mallamo con una conclusione fantasmagorica: il centrocampista scuola Atalanta, subentrato a D’Errico, si inventa un eurogol a giro che batte Dalmasso e fa impazzire i tantissimi tifosi del Bari collegati alla radio e davanti alla tv (trasferta vietata per i tifosi biancorossi). Il 2-2 non accontenta la truppa di Mignani che sente il profumo del colpaccio che sembra materializzarsi con Citro ma il colpo di testa dell’ex frosinate si perde a pochi centimetri dalla porta foggiana. Nei 4 minuti di recupero non succede più nulla e l’arbitro spedisce i 22 in campo sotto la meritatissima doccia calda.

Pioggia di acqua ed emozioni. Si può riassumere cosi questo derby tra Bari e Foggia che va in archivio col 2-2 finale. Un punto che, nei fatti, serve a poco sia al Bari che al Foggia per i rispettivi obiettivi ma che può essere accolto positivamente. Il Bari evita la sconfitta con una prova di orgoglio e con una cattiveria che poche volte si era vista nel corso della stagione. Tutti hanno cercato di dare il loro contributo in questo tardo pomeriggio molto british (visto il clima e i ritmi del match) dello “Zaccheria”. Tra i migliori in campo sicuramente Cheddira che è una spina nel fianco nella difesa rossonera e Mallamo per il gol realizzato. Rivedibile la prova di Cristian Galano: il suo ritorno a Foggia è stato caratterizzato da fischi e lancio di oggetti all’indirizzo del 19 biancorosso. Non è il Galano che conosciamo, non è il Galano di cui il Bari ha bisogno. Prossimo impegno, sabato prossimo, al “San Nicola” in un altro derby da alta classifica contro la Virtus Francavilla.

Foggia (4-3-3): Dalmasso; Nicolao, Sciacca, Di Pasquale, Rizzo; Garofalo, Petermann, Di Paolantonio; Curcio Ferrante, Merola. All. Zeman

Bari (4-3-1-2): Frattali; Belli, Terranova, Gigliotti, Ricci; Maita, Maiello, D’Errico; Galano; Antenucci, Cheddira. All. Mignani

Antonio Genchi

Bari, a Foggia la vittoria manca da 38 anni. Allo Zaccheria derby da non sbagliare

Vietato sbagliare“. Se ci fosse un cartello del genere, Michele Mignani lo metterebbe sicuramente appeso alla porta dello spogliatoio ospiti dello “Zaccheria”. I biancorossi, dopo la vittoria col Picerno, sono ospiti del Foggia in un derby tanto importante per la rivalità regionale quanto per la classifica.

Il Bari ha ristabilito sei punti di vantaggio in classifica e affronta il derby con la chiara intenzione di mantenere, quantomeno, le distanze dall’inseguitrice Catanzaro (impegnato in casa con il Latina). La gara vinta col Picerno ha convinto a metà: un primo tempo dai ritmi lenti e compassati ha lasciato posto ad una ripresa scoppiettante con la formazione barese che ha creato, oltre al gol partita di Antenucci, diverse occasioni da gol. Allo “Zaccheria” bisognerà ripartire dai secondi 45 minuti contro i lucani per affrontare una squadra che vorrà tirare un brutto scherzo ai “cugini“.

Mignani, in vista della gara di domani, non avrà a disposizione Botta: il trequartista argentino, dopo aver scontato la squalifica contro il Picerno, è ancora reduce dall’operazione al ginocchio e marcherà visita contro i satanelli. Oltre al dieci, però, non mancherà nessun’altro ed il tecnico potrà contare sull’intera rosa a disposizione. In campo, il tecnico genovese metterà il collaudato 4-3-1-2 con il rientro di Pucino e Mazzotta sui terzini e l’impiego di Terranova e Gigliotti al centro della difesa. Davanti alla difesa, spazio sicuro a Maiello con Maita e D’Errico come mezz’ali alle spalle del trequartista che potrebbe essere Mallamo o il foggiano Cristian Galano. Attacco titolare con Antenucci e Paponi a cui potrebbe aggiungersi, a partita in corso, Walid Cheddira.

Se Michele Mignani è un tecnico ancora giovane, di contro ci sarà sulla panchina rossonera una vecchia volpe come Zdenek Zeman. Il boemo, più volte in passato vicino alla panchina biancorossa, adotterà il suo marchio di fabbrica ossia il 4-3-3 dando spazio in attacco ai sempre temibili Curcio, Ferrante e Merola. La squadra rossonera, dopo un ottimo inizio di campionato, non vive un periodo splendido e sono reduci dallo stop rimediato contro la Turris a Torre del Greco. La sconfitta in Campania ha fatto cadere i rossoneri quasi alla fine della zona playoff e contro il Bari, oltre alla bella figura, ci sono punti importanti in palio.

Il Bari, in questo 2022, sta facendo molto bene in trasferta avendo raccolto ben 10 punti in 4 uscite fuori casa. I biancorossi, però, a Foggia sono chiamati a sfatare un tabù con la vittoria che manca addirittura dal 1984 quando un gol di Onofrio Loseto consentì al Bari di espugnare il difficile campo foggiano. Stesso punteggio, ma a favore dei rossoneri, nell’ultimo Foggia-Bari dello scorso anno: il rigore di Curcio inchiodò il Bari in una delle più brutte partite dello scorso anno, una partita che avrebbe aperto la crisi in casa biancorossa con un campionato condotto nell’anonimato. Nella gara di andata al “San Nicola”, invece, fu pareggio per 1-1 con il vantaggio di Maita impattato dal gol di Ferrante.

Antonio Genchi

Il Casarano si aggiudica il derby salentino contro la Virtus Matino: ad Ugento termina 2-1 per i rossoblu.

Il derby tra Virtus Matino e Casarano vede trionfare gli ospiti che sul neutro di Ugento si sono imposti con il risultato di 2-1, grazie anche una direzione arbitrale abbastanza discutibile che, a dirla tutta, ha ricordato moltissimo quella attuata da Byron Moreno in Korea-Italia del Mondiale del 2002.
A farne le spese è stata la squadra di mister Branà che si è vista assegnare ben tre rigori contro, ricevere un’ espulsione generosa nei confronti di D’ Andria e, per certi versi, anche essere pressa in giro dal direttore di gara come in occasione del calcio d’ angolo finale in cui lo stesso piuttosto che farlo battere concedendo un’ ultima chance ai padroni di casa ha pensato bene di fischiare la fine dell’ incontro attendendo però qualche secondo che è servito ad illudere e sbeffeggiare ulteriormente i bianco azzurri.
Tornando alla cronaca della partita il Matino, galvanizzato dal ritorno di mister Branà in panchina e da due risultati utili consecutivi, passa in vantaggio al 7′ minuto del primo tempo grazie ad un rigore di Palmisano.
A questo punto inizia lo show del signor Lyngamoorthy che assegna il primo rigore al Casarano per un fallo di mano in area da parte di Maxime. Sul dischetto si presenta Prinari ma Leuci non si fa sorprendere e neutralizza il tiro del calciatore rossoblu.
Alla mezz’ ora di gioco viene espulso D’ Andria per doppia ammonizione e al 42′ minuto l’ arbitro decide di fischiare ancora un calcio di rigore per il Casarano per un contrasto tra Prinari e Patronelli in area di rigore. Sul dischetto va Dambros che sigla il pareggio.
Passano appena tre minuti e l’ arbitro assegna ancora un penalty per il Casarano dichiarando apertamente la sua totale confusione: infatti punisce un’ uscita decisa del portiere Leuci che nell’ azione si scontra con Dambros. Sul dischetto si presenta Montinaro che sigla il vantaggio degli ospiti.
Il Matino nonostante tutto non si arrende e continua ad andare alla ricerca del pareggio che per poco non arriva con Palmisano che al 6′ minuto colpisce la traversa.
Al 24′ sono ancora i ragazzi di Branà a rendersi pericolosi e sfiorare il pareggio con Stauciuc il cui tiro viene deviato fuori da un difensore ospite a portiere battuto.
Con questa vittoria il Casarano esce dalla zona calda, mentre per il Matino la situazione resta sempre più critica ma vista la prestazione di ieri la squadra è viva più che mai e fare di più visti gli episodi era veramente impossibile.

Danilo Sandalo



Bari, a Monopoli solo 0-0. Continua il 2022 balbettante dei biancorossi

Il derby tra Bari e Monopoli termina con uno 0-0 che, nei fatti, non accontenta nessuno dei due contendenti. I biancorossi di Mignani non riescono a sfruttare la superiorità numerica (espulso Borrelli) e offrono una prova scialba portando a casa un punto che in classifica serve a poco.

Dopo la sconfitta col Messina, Mignani ritrova Mallamo e lo butta subito nella mischia. Il 99 biancorosso è alle spalle di Antenucci e Simeri (preferito a Cheddira e Paponi) con Maita, Maiello e Scavone in mezzo al campo. Panchina per D’Errico con la difesa composta da Ricci, Terranova, Gigliotti e Pucino. Il Monopoli di mister Colombo è reduce dal 3-0 di Picerno e si affida alla velocità di Starita e all’ex Grandolfo. Assente Piccinni in mezzo al campo con il suo posto preso da un altro ex biancorosso come Cristian Langella.

I ritmi sono blandi e la prima occasione è per il Bari con Simeri (ultima volta da titolare nella nefasta trasferta di Castellammare di Stabia) che serve a rimorchio Mallamo ma il tiro dell’ex atalantino è fuori di molto. Dopo i primi dieci minuti con il Bari in controllo è il Monopoli ad alzare i ritmi e si rende pericoloso in un paio di occasioni dalle parti di Frattali: prima è Langella a cestinare un pallone di Guiebre calciando alle stelle poi è Bussaglia ad avere il pallone giusto ma il tiro del 21 monopolitano sibila di poco alto con Frattali che sembrava aver toccato il pallone. Il Bari è lento e compassato e fa fatica a creare occasioni da gol con la manovra che viene ben controllata dalla retroguardia del Monopoli. L’occasione giusta, infatti, capita a Guillerme Gigliotti sugli sviluppi di calcio d’angolo ma il difensore francese non riesce a piazzare bene la palla di testa e Bussaglia sulla linea di porta salva Loria. Sui titoli di coda del primo tempo occasionissima Monopoli: da un calcio d’angolo arriva di testa Arena che libera tutto solo proprio Bussaglia il cui tentativo viene murato da uno strepitoso intervento di Gigi Frattali che nega il gol al centrocampista biancoverde e porta il match sullo 0-0 all’intervallo.

Il secondo tempo inizia con gli stessi 22 che hanno terminato il primo tempo. Bari vicino al gol al 54esimo minuto: ancora da calcio d’angolo, il pallone termina a Mirco Antenucci che controlla la palla e prova un acrobazia che però finisce di poco alta sulla porta difesa da Loria. Primo e ultimo squillo per il 7 biancorosso che qualche minuto dopo lascia il campo a Walid Cheddira. Il match scivola via senza emozioni e una scossa al match potrebbe arrivare al 76esimo: Borrelli, entrato una decina di minuti prima per Grandolfo, rimedia il secondo giallo e lascia i suoi in 10 uomini. Il Bari dovrebbe buttarsi a capofitto in attacco ma la squadra di Mignani non riesce a costruire altro che un tiro debole di Maita comodamente parato da Loria. Il tecnico barese prova a giocarsi la carta Paponi ma l’ingresso dell’ex Bologna è tardivo ed il match termina con lo 0-0 di partenza.

Altro match che non convince per il Bari che, a livello di prestazioni, non ha iniziato benissimo questo 2022. La capolista del girone C non ha più la stessa brillantezza fisica e lo stesso gioco che le ha permesso di accumulare una decina di punti sulle inseguitrici. Il ko col Messina ed il pareggio odierno danno fiato e speranze alle squadre che sono dietro (Avellino e Catanzaro su tutte) che vedono un Bari che sembra aver smarrito il killer istinct. I biancorossi pagano l’assenza forzata per infortunio di Ruben Botta: l’argentino, sulla trequarti, dava fantasia, assist e corsa ad un reparto offensivo che aveva trovato in Paponi una spalla fondamentale per Mirco Antenucci. Oggi, inoltre, non hanno convinto le scelte a gara in corso di Mignani che ha tolto dal campo un Antenucci che sembrava in forma per lasciare quasi 90 minuti un impalpabile Simone Simeri. La classifica adesso dice che le inseguitrici sono a -7 da Terranova e soci e martedì si torna in campo a Torre del Greco contro la Turris. Servirà tornare a vincere e convincere per evitare di cancellare quanto di buono fatto fino a questo momento.

Monopoli (3-5-2): Loria, Mercadante, Bizzotto (c), Starita, Grandolfo, Guibre, Bussaglia, Arena, Vassallo, Langella, Viteritti All.  A. Colombo

Bari (4-3-1-2): Frattali, Pucino, Terranova, Gigliotti, Ricci, Maita, Maiello, Scavone, Mallamo, Antenucci (c), Simeri. All. M. Mignani

Antonio Genchi

Bari, col Taranto un derby che va al di là del calcio. La sfida torna dopo quasi 30 anni

Bari-Taranto. Sarebbe riduttivo affermare che la sfida tra queste due città sia limitata all’ambito calcistico. Una rivalità tra le due città più grandi di Puglia che si trasporta in diversi ambiti: dall’importanza dei rispettivi porti sul lato commerciale fino ad andare al cibo e alla birra. Una novantina di chilometri di campanilismo, sfottò e rivalità che in alcuni casi si è trasformato in estremismo: correva il 2019, infatti, quando alcuni supporters biancorossi diretti nelle trasferte calabresi di Cittanova e Palmi furono bersaglio, all’altezza di Taranto, di una sassaiola che portò al danneggiamento di numerosi mezzi. Ecco spiegato, in parte, il divieto da parte dell’Osservatorio ai tarantini di assistere al match.

Domenica, alle 17.30, il match tra biancorossi e rossoblù tornerà a disputarsi dopo quasi 30 anni. L’ultimo incrocio, infatti, risale al 27 settembre 1992 quando al “San Nicola” i galletti si imposero per 3-1 con i gol di Sandro Tovalieri, Giovanni Loseto e Igor Protti che ribaltarono l’iniziale vantaggio di Lorenzo su calcio di rigore. Una stagione che si rivelerà deludente per entrambe le compagini con il Bari che mancò la promozione in A dopo un campionato anonimo e il Taranto che retrocesse in Serie C e da quel momento non è mai più tornato tra i cadetti.

Facendo un balzo temporale e tornando ai giorni nostri, Bari e Taranto sarà un derby ricco di significato ed importanza in termini di classifica. I biancorossi di Mignani sono reduci dal pareggio agrodolce ottenuto in quel di Avellino e vogliono sfruttare il fattore “San Nicola” per mantenere la vetta della classifica. Discorso diverso per gli ionici: la squadra di Laterza si può, senza dubbio, annoverare tra le sorprese del campionato con la formazione neopromossa che è in piena zona playoff. Sfida difficile, dunque, che porterà i biancorossi al big match contro il Palermo, gara che chiuderà il girone di andata.

Il mister dei galletti ritroverà Manuel Scavone dopo la giornata di squalifica. Quasi certo l’impiego dell’ex Pordenone dal primo minuto con Maita, D’Errico e Botta. Difficile pensare, quindi, ad un impiego di Bianco e di quel Davide Di Gennaro finito un pò fuori dai radar nelle ultime settimane. La difesa potrebbe essere la stessa che è scesa in campo al “Partenio” con Mazzotta e Pucino laterali e Terranova-Celiento come coppia centrale. In attacco sicuro di un posto da titolare è Mirco Antenucci: la punta molisana è in un momento di grazia con ben sei gol messi a segno nelle ultime sei gare. Al fianco del numero 7 e capitano del Bari potrebbe rivedersi Walid Cheddira: la punta italo-marocchina è finita in panchina dopo le buone prestazioni offerte da Daniele Paponi ma è probabile che l’ex Mantova abbia una nuova chance per riprendersi il posto che poche settimane fa sembrava suo.

Anche il Taranto, come il Bari, è reduce da un pareggio: i rossoblù arrivano alla sfida del “San Nicola” dopo lo 0-0 interno contro il Messina che ha rallentato un pò la corsa di Giovinco e soci.

Antonio Genchi

Corriere dello Sport – Il derby è del Bari padrone assoluto

© foto di Carlo Giacomazza/CGP Photo Agency

Il Bari vince il derby contro la Fidelis Andria, l’analisi del Corriere dello Sport dopo il tris della squadra di Michele Mignani. “Con autorità e pieno merito il Bari si aggiudica il derby. La fotografia della gara a metà della ripresa, quando gli attaccanti del Bari, approfittando di una pausa, si sono scambiati indicazioni per come posizionarsi meglio in campo. Da lì a poco sarebbe arrivato il 3-0 di Antenucci. Sono stati loro i protagonisti. Hanno inventato e trasformato, mettendo in ginocchio la retroguardia di casa”.

Rassegna Stampa CalcioWebPuglia.it

Verso il derby Virtus Matino-Nardò: le ultimissime ed i convocati.

L’ undicesimo turno di Serie D Girone H propone un altro derby tutto salentino tra Polisportiva Virtus Matino e Nardò.
Una gara molto sentita dalle due compagini che in classifica si trovano distanziate di appena tre punti con i neretini a quota 11 punti mentre il Matino si trova a quota 8 punti.
Entrambe invischiate nella zona calda della classifica cercheranno di muovere ulteriormente la classifica per poter migliorare il proprio piazzamento.
Il Matino, che viene da due sconfitte consecutive immeritate, fin ora forse ha raccolto meno di quanto seminato ma da una squadra giovane è lecito aspettarsi situazioni simili.
Diverso il discorso per il Nardò che dopo un avvio stentato nelle ultime tre gare, con Pasquale De Candia in panchina, ha risalito la china dando un segnale importante al campionato.

MATINO – Una partita nella partita sarà quella di domani per il tecnico della Virtus, Giuseppe Branà, neretino d’ adozione dove ha anche giocato nel 2003 in Serie D. Riguardo alla partita contro i granata il mister si è così espresso: ”La squadra ha bisogno necessariamente di fare risultato anche per essere ripagati del buon gioco messo in campo in ogni gara, come sempre ribadisco il fatto che dobbiamo essere più precisi e metterci un po’ più di cattiveria sotto porta. Affrontiamo una squadra che viene da tre risultati consecutivi positivi e proprio per questo bisogna rimanere concentrati e lucidi” poi ricordando il suo passato da calciatore ma anche il suo presente da cittadino neretino continua dicendo ”sicuramente l’emozione c’è, in quanto Nardò è la mia città adottiva da più di 20 anni e che ormai sento mia al cento per cento inoltre ho anche indossato questa maglia nel 2003 in serie D. Tutto questo sicuramente non mi lascia indifferente ma una volta entrati in campo l’emozione bisogna metterla da parte e fare un buon gioco. Rimane il rammarico delle porte chiuse sarebbe stato sicuramente un altro scenario.”
Tra i convocati di mister Branà vi è anche l’ argentino Esteban Giambuzzi assente per infortunio proprio dall’ ultimo derby disputato contro il Casarano, mentre non figura nella lista l’ altro argentino Michelli fuori per infortunio.
Di seguito l’ elenco ufficiale dei convocati della Polisportiva Virtus Matino:

Convertini, D’Ippolito, Caputo, Nasif, Salto, Graziano, Ruibal, D’Amicis, Grandis, Taveri, Giambuzzi, Alemanni, Calò, Tarantino, Fina, Inguscio, Pozzessere, Tarantino, Inguscio, Ancora, Marin, Cavalieri, Monopoli.

NARDO’ – Il Nardò si presenta alla gara rinvigorito dalla cura De Candia e dal ritorno dell’ attaccante Caputo, in gol nella scorsa partita vinta in rimonta per 2-1 sulla Mariglianese.
Un match che per i granata rappresenta una sorta di prova di maturità dopo la vittoria contro il Lavello, il pareggio di Cerignola e l’ affermazione contro la Mariglianese nel turno precedente.
Insomma un derby che ha tutte le carte in regola per essere giocato ad alti livelli e che potrà dare risposte importanti per il prosieguo del campionato, le ambizioni e le prospettive presenti e future di entrambe.

Danilo Sandalo

Bari, da un derby all’altro. Bari-Catanzaro, i tifosi insorgono per il “nuovo” orario.

Da un derby all’altro. Neanche il tempo di metabolizzare ed archiviare il pareggio interno contro il Foggia che il Bari di Michele Mignani è chiamato ad un altra sfida tutta a tinte pugliesi.

La giornata numero undici metterà di fronte la Virtus Francavilla alla “Nuovarredo Arena – Giovanni Paolo II” in una sfida che si preannuncia ricca di insidie. Il terreno di gioco molto piccolo e il calore del pubblico locale che assieperà l’impianto francavillese sono i pericoli principali in una trasferta che, due anni fa, costò la panchina a Giovanni Cornacchini (biancorossi sconfitti 1-0).

Il pareggio per 1-1 di mercoledì sera contro i rossoneri di Zeman ha lasciato l’amaro in bocca e la gara contro la compagine brindisina è l’occasione giusta per ripartire. Nella gara infrasettimanale il Bari non è sceso in campo con la solita verve con Botta e D’Errico poco lucidi nel servire palloni pericolosi ai compagni. La formazione biancorossa recrimina anche per la direzione del signor Gualtieri con due penalty non assegnati che sembravano evidenti e che avrebbero sicuramente indirizzato il match in maniera diversa.

A Francavilla Fontana, mister Mignani potrebbe plasmare il suo 4-3-1-2 inserendo qualche elemento diverso rispetto alla gara col Foggia. Potrebbe riprendere il proprio posto al centro della difesa capitan Di Cesare (al posto di Gigliotti) con Belli e Mazzotta che potrebbero dare il cambio a Pucino e Ricci. A centrocampo possibile il rientro di Raffaele Bianco ad affiancare Maita e D’Errico in mezzo al campo mentre in attacco possibile una maglia da titolare per Antenucci. Sicuri assenti i centrocampisti Scavone e Di Gennaro che si stanno riprendendo dai rispettivi infortuni.

Il match di domenica è importante per riprendere la marcia e tenere a debita distanza il Catanzaro, prossimo avversario del Bari allo stadio San Nicola. La società, per venire incontro alle esigenze dei tifosi, ha creato un mini-abbonamento valevole per le prossime tre gare interne contro Catanzaro, Vibonese e Latina. Ma a far saltare i tifosi biancorossi sul piede di guerra è la decisione della Lega Serie C di anticipare il match contro i giallorossi di Calabro sabato alle 14. Una decisione scellerata, dicono i supporters del galletto, che penalizzerebbe notevolmente chi lavora e non potrà assistere all’incontro. Un vero peccato, visto anche lo spettacolo degli oltre 20.000 tifosi del Bari in occasione del derby col Foggia e che, in un orario più comodo, si sarebbe rivisto anche nel big-match contro i calabresi.

Antonio Genchi

Derby amarcord, le vittorie del Foggia a Bari

Tutte le vittorie dei rossoneri in terra barese, male però le ultime 3 uscite

Difficile stabilire quale sia la vittoria più bella del Foggia a Bari. Di certo la gara degli anni 90, quando i rossoneri si imposero 1-3 davanti ad un pubblico pazzesco, in Serie A, è una di quelle. Se non altro, per il palcoscenico. Bari e Foggia tornarono ad affrontarsi, nel 91-92, dopo 8 anni dall’ultima volta, e i rossoneri si imposero in casa e fuori. Fu l’ìnizio di Zemanlandia e tutta l’Italia cominciava ad apprezzare quel boemo dal gioco a zona e dalle squadre di ragazzi presi dalla C, a volte anche dalla D e portati alle vette del calcio italiano. Quell’anno il Bari, invece, retrocesse in B per tornare in A due anni dopo e prendersi la rivincita il 4 dicembre del 94, 2-1 biancorosso marchiato dal bomber Tovalieri e dal difensore Amoruso, in una gara fortemente condizionata dall’espulsione di Padalino sull’1-1. Zeman era già andato alla Lazio e il Foggia era in mano a Catuzzi. Bene anche qualche anno dopo, in B, quando Matrone e Di Michele, con una doppia deviazione autorete di Zanchi e Ripa regalarono l’1-2 ai rossoneri ribaltando il vantaggio di Di Vaio per il Bari di Fascetti, fino ad allora miglior difesa del campionato. Memorabili anche le vittorie del  1973, quando Braglia stese i galletti reduci dalle luci della coppa anglo-italiana, dove avevano affrontato nientemeno che il Manchester United, il Cristal Palace e l’Hull City. Prima di cedere le armi al Taranto e sette giorni dopo al Foggia nel doppio derby consecutivo. Stessa sorte che toccherà ai ragazzi di Zeman quest’anno, chiamati al doppio derby in pochi giorni. Per chiudere il triangolo delle coincidenze, Braglia segnò anche nella gara di ritorno contro gli jonici, terminata 1-1. Ma a quell’epoca, il gol di Giorgio Braglia a Foggia era gettonatissimo. Stupendi anche l’1-3 degli anni 50 in C e l’1-4 del 64 in Coppa Italia, con 3 reti di Favalli, Nocera e Patino ai supplementari. E la Coppa fu bellissima anche nel 2015, al ritorno ad un derby 18 anni dopo l’annata 96-97, quando un ancora semisconosciuto Foggia dezerbiano di serie C superò i cugini di Serie B con le reti di Gigliotti e Floriano. IL ricordo della trasferta barese, però, si è macchiato negli ultimi anni. Male le ultime tre volte del derby. I rossoneri mal digeriscono ancora il gol al 92’ di Galano, in una gara tutta difensiva dell’undici dell’allora tecnico Giovanni Stroppa, al primo anno in Serie B dei rossoneri dopo 19 anni, culminata con l’espulsione di Coletti e la rete beffa in extremis. Male anche le ultime due uscite dello scorso anno, nella stagione regolare con una super punizione di Ciancio e ai playoff quando Marras e due volte D’Ursi, regolarono un Foggia impaurito e resosi piccolo al cospetto dei più forti biancorossi. Oggi la storia non sembra diversa, il Foggia è un cantiere aperto, il Bari una corazzata che ha già preso le misure al campionato. Ma i rossoneri hanno una carta in più da poter giocare, quella di un condottiero che da 40 anni cammina su un prato verde per insegnare calcio. Oggi, con la stessa voglia e la stessa lucidità di allora.

Fabio Lattuchella

E’ il giorno di Bari-Foggia. Le ultime

E’ il giorno del derby Bari-Foggia. Una partita sentitissima, soprattutto dalle tifoserie. Si va verso i 17.000 mila biglietti venduti al “San Nicola”. Vietata la trasferta, per ragioni di sicurezza, ai tifosi del Foggia. Fischio d’inizio alle 20.30, agli ordini del signor Gualtieri di Asti.

QUI BARI
Quattro vittorie consecutive, primato solitario a +6 sul Catanzaro secondo: il Bari arriva al derby sulle ali dell’entusiasmo e, conseguentemente, con i favori del pronostico. Mignani deve fare a meno degli infortunati Scavone e Di Gennaro. “Faremo di tutto per vincere; […] Le insidie sono quelle di affrontare una squadra con un gioco molto propositivo e corale che coinvolge tantissimi giocatori“: così ha parlato in conferenza il tecnico del Bari, che ha rivelato anche “di essere stato vicino a giocare per Zeman nel 1992“. Mignani ha definito il collega “un’icona, un totem del calcio italiano“. Sul fronte formazione, non dovrebero esserci grandi dubbi per i Galletti, con Di Cesare pronto a riprendersi il posto da titolare in difesa. Le uniche incertezze potrebbero essere in attacco: Marras e Antenucci si giocano il posto accanto a Cheddira. Probabile, però, che a spuntarla sia il primo.
QUI FOGGIA.
Il Foggia viene dal successo casalingo Monopoli per 1-0 e vuole trovare continuità in zona playoff. In conferenza il mr.dei rossoneri Zeman ha scherzato, dicendo che “i derby contro il Bari portano fortuna, il primo, allo Zaccheria, l’ho vinto 4-1, al ritorno a Bari abbiamo vinto 3-1…”. Il boemo ha anche riconosciuto che il derby è una partita diversa, ma solo per i tifosi: “i punti in palio sono sempre 3, non è che se vinciamo ce ne danno 5. Detto questo c’è da dire che fino ad oggi loro hanno dimostrato di essere i più forti, spero che non riescano a fare lo stesso contro di noi”. Zeman dovrebbe affidarsi al consueto 4-3-3, con formazione pressocché fatta. L’unico cambio rispetto al Monopoli potrebbe essere il rientro dal 1′ di Nicoletti. In attacco Merola ancora favorito su Merkaj. Assente Di Grazia per infortunio.

PROBABILI FORMAZIONI
BARI (4-3-1-2): Frattali; Pucino, Terranova, Di Cesare, Ricci; Mallamo, Maita, D’Errico; Botta; Marras, Antenucci. All. Mignani
FOGGIA (4-3-3): Alastra; Garattoni, Sciacca, Girasole, Martino; Rocca, Petermann, Gallo; Merola, Ferrante, Curcio. All. Zeman

I PRECEDENTI
Al “San Nicola” Bari e Foggia si sono affrontate 24 volte, con il Bari in vantaggio: 14 successi dei biancorossi, 5 per i “Satanelli”; 5 sono anche i pareggi. L’ultima gara in terra barese è il 3-1 con cui i Galletti hanno estromesso dai playoff il Foggia, allora allenato da Marchionni. L’ultimo successo in trasferta dei dauni è datato agosto 2015: in quell’occasione il Foggia di De Zerbi rovesciò il pronostico, annullando la differenza di categoria (il Bari era in Serie B, n.d.c), vincendo e passando il turno di Coppa Italia, con un 1-2.
In totale sono 43 i precedenti; decisamente più in equilibrio il bilancio: 16 vittorie Bari, 13 pareggi, 14 successi Foggia.

COPERTURA TV.
La gara sarà disponbiile, come di consueto, sulla piattaforma streaming ElevenSports (previo abbonamento); i tifosi potranno seguirla in diretta, in chiaro e gratis su Rai Sport (Canale 57 in HD o canale 58 DTV). Vi ricordiamo che, da oggi, è attiva la nuova modalità di ricezione del segnale sul digitale terrestere, per cui potrebbe essere necessario risintonizzare il vostro televisore.

Il Casarano si aggiudica il derby del Basso Salento: la Virtus Matino esce con un pizzico di rammarico dal “Capozza”.

In ogni cosa nella vita c’è sempre una prima volta e come si dice la prima volta non si scorda mai.
Il derby del basso Salento tra Casarano e Virtus Matino, disputato ieri allo Stadio “G. Capozza” di Casarano è uno di quegli eventi destinati ad entrare di diritto nella storia della competizione calcistica, ma anche negli annali delle due società e delle due comunità.
Una gara sentitissima, dal momento che le due cittadine sono divise da appena 2/3 km di distanza e la simbiosi è molto avvertita dai cittadini di entrambe le città.
Tutti questi aspetti hanno dato vita ad una gara molto maschia e combattuta nella quale hanno prevalso gli uomini di Calabuig, grazie al gol di Nacho Pipistrelli al 22′ del primo tempo che risolve una mischia in area di rigore matinese riuscendo a battere l’ incolpevole D’Ippolito.
Il Matino dal canto suo non ha mai sofferto l’ avversario ed il suo blasone e ha provato a colpirlo con Facundo su punizione al 39′ minuto del primo tempo e poi due volte con Grandis il quale ha trovato in un primo momento il grande intervento di Iannì, mentre sulla seconda conclusione è stato il palo ad opporsi alla conclusione del centrocampista matinese di origine argentina.
Nel secondo tempo il Matino ci prova ancora lottando con grinta su ogni pallone ma trova un Casarano finalmente operaio che, a differenza degli anni scorsi, si toglie il vestito da gala per celarsi nella realtà della categoria e difendere colpo su colpo un risultato importantissimo per la classifica e per il blasone della piazza.
Una sconfitta che i ragazzi di Branà non meritavano, almeno per la prestazione e numero di occasioni create, ma va considerato l’ aspetto positivo che si tratta di una squadra giovane che fino ad oggi, pur perdendo due partite, non ha mai sfigurato contro nessuno, pur rispettando sempre il valore ed il blasone che talvolta qualche avversario poteva avere.
Come giustamente ha sottolineato il tecnico Giuseppe Branà “ci sono degli aspetti da migliorare” ma il bicchiere fino ad ora è da considerarsi mezzo pieno perchè l’ impatto con la Serie D è stato superato ampiamente a pieni voti e ritmi e quello dimostrato fin ora lascia ben sperare, tenendo sempre bene in mente che in un processo di crescita, valorizzazione e stabilizzazione nella categoria le sconfitte, prim’ ancora che le vittorie, sono da considerarsi come manna dal cielo dal momento che aiutano nel percorso di miglioramento.
A questa squadra e dirigenza non si possono fare altro che applausi per quanto dimostrato fin ora senza dimenticare le enormi difficoltà con le quali quotidianamente si convive.
Ora testa a mercoledì perchè vi sarà l’ occasione per il riscatto immediato per la Virtus contro il Team Altamura.

Danilo Sandalo

Molfetta, è derby col Brindisi: in palio punti pesanti

Ritorna tra le mura amiche la Molfetta Calcio di mister Bartoli dopo il pareggio in rimonta di una settimana fa a Marigliano. Capitan Turitto e compagni, domani alle ore 15, ospitano il Brindisi, fanalino di coda del raggruppamento H. Entrambe le compagini, dunque, sono a caccia del primo successo.

I biancorossi, però, vantano quattro punti, frutto di quattro pareggi e una sconfitta, proprio nell’ultimo match al Poli contro il Bitonto. Un avvio di campionato che lascia sereni lo staff e la dirigenza: sono stati affrontati, nell’ordine, le corazzate Lavello e Cerignola, la matricola terribile Matino, il Bitonto costruito per dominare e la Mariglianese, neopromossa campana che in casa potrà dare fastidio a numerose compagini.

La parola d’ordine, però, è vincere. Il pubblico del Poli, autentico dodicesimo uomo in campo, spingerà i biancorossi al primo successo della stagione.

Il Brindisi che arriva a Molfetta è incerottato ed ha un occhio vigile al mercato proprio per rinforzare la squadra attualmente ultima in classifica.

Arbitrerà il match il signor Matteo Campagni di Firenze, coadiuvato dagli assistenti Sciammarella di Paola e Francesco Rinaldi di Policoro.

Fonte:NotiziarioCalcio.com

L’Orta Nova a Stornara per il derby con la Real Siti

Sfida tra bomber internazionali per la gara del San Rocco.

Tempo di derby per l’Orta Nova, che domenica prossima al San Rocco di Stornara, affronta la Real Siti nel quarto turno del campionato di Eccellenza. La formazione ortese è reduce dal primo punto conquistato nel turno precedente contro il Trani, ora è attesa da una gara molto importante, un confronto diretto in chiave salvezza, arricchito da una sana rivalità cittadina che accomuna le due formazione del territorio dell’Unione dei Cinque Reali Siti.

I verdeazzurri precedono in classifica gli ortesi di una lunghezza, anche grazie alle retidel francese Thomas Perchaud, capocannoniere del torneo con quattro reti. Una sfida dal sapore internazionale, con gli ortesi che potranno invece contare sul bomber uruguaiano Sebas Bentos Vazquez, che ha realizzato tre reti tra coppa e campionato. Tutti a disposizione per il tecnico Costanzo Palmieri, che recupera Armando del Fuoco dopo l’infortunio al gomito, e che potrà contare su altri due under, si tratta di Giovanni Lomuscio, ex Foggia e Virtus Avellino e Gabriele Roberto, centrocampista ex Manfredonia, entrambi classe 2001, arrivati per arricchire il parco under.

Per la gara di Stornara è stato designato il Sig. Luca Schifone della sezione di Taranto, assistenti il Sig. Roberto Nero ed il Sig. Gaetano Fiore, entrambi appartenenti alla sezione di Barletta. Fischio d’inizio alle 15:30, highlights della gara su PlayNews24.com

Salguero stende il Gallipoli e la Virtus Matino vede i playoff.

La Virtus Matino di mister Giuseppe Branà si aggiudica il derby contro il Gallipoli vincendo per 3-2 una partita tutta cuore e grinta e a dir poco spettacolare, grazie ai cinque gol messi a segno dalle due squadre, e ritorna prepotentemente in corsa per un posto nei playoff. Per la squadra della presidentessa Cristina Costantino sarà decisiva la sfida di domenica prossima contro il Toma Maglie al ” Tamborino Frisari “.
Gli ionici partono alla grande e già al secondo minuto di gioco si portano in vantaggio con Diego Manisi che sorprende la difesa matinese e realizza il classico gol dell’ ex.
La Virtus non si perde d’ animo e prova a reagire ma trova sulla sua strada un grande De Santis bravo al alzare un muro nei confronti dell’ offensiva matinese.
Nella ripresa mister Branà manda in campo Salguero il quale inizia il suo show personale siglando prima il pareggio al 15′ minuto ed il sorpasso nove minuti più tardi.
Il Matino sembra assaporare il gusto della vittoria ma al 40′ minuto arriva la doccia fredda per i locali con Monteduro che sigla il gol del pareggio per i giallorossi di mister Manca.
Neanche il tempo di riprendere il gioco ed è ancora Salguero a siglare il gol del definitivo 3-2, regalandosi la gioia della prima tripletta stagionale ed alla Virtus quella di vincere un derby bellissimo e combattuto che potrebbe risultare decisivo in chiave playoff.
A fine gara il mattatore della gara, Juan Salguero, ha dichiarato: ” sono molto contento per questa tripletta e per aver aiutato la squadra a vincere al di là della soddisfazione personale. Stiamo facendo di tutto per raggiungere i playoff e lo abbiamo dimostrato già la settimana scorsa ribaltando la partita così come abbiamo fatto anche oggi “.

Danilo Sandalo

Verso Bari-Foggia, le ultime e le probabili formazioni

Si gioca alle 17:45. Un derby da dentro o fuori, chi passa va alle fasi nazionali. Prima volta ad un playoff tra le due squadre.

Due risultati su tre per la favorita Bari, almeno dalla classifica. Al Foggia serve solo la vittoria. Basterebbe solo questa premessa a Bari-Foggia per attirare attenzioni particolari. Una gara, un derby, sempre molto sentito da entrambe le tifoserie. Il secondo turno playoff vede in questa partita una delle più interessanti dell’intero panorama playoff della Serie C, tanto da “piazzargli” le telecamere della tv nazionale in chiaro.

QUI BARI – Auteri suona la carica, “per noi conta solo la vittoria” è il motivo principale della conferenza stampa di presentazione del match. “Sono soddisfatto del lavoro fatto, siamo pronti ai playoff”, chiosa il tecnico biancorosso che in settimana ha recuperato Citro e che potrà contare anche su Sarzi Puttini, in gruppo da un paio di settimane e pronto alla partita, così come Andreoni. Da valutare Cianci che potrebbe partire dalla panchina.

QUI FOGGIA – Ancora problemi di Covid per Marchionni, che dovrà ridisegnare la difesa e il centrocampo, già molto penalizzati nelle ultime gare. Senza Anelli, Del Prete e Rocca, il tecnico laziale deve inventarsi una formazione senza alcuni dei suoi punti cardine. Salvi agirà nei 3 di difesa come fatto nelle ultime uscite, in piena emergenza del pacchetto arretrato. Dovrebbe tornare Gavazzi, al suo fianco e al fianco di Germinio. Probabile il ritorno anche di Morrone sulla mediana, condizione importante per il gioco rossonero, privo di Rocca e con Salvi così indietro. Ballottaggio in attacco con 3 calciatori per una sola maglia, quella al fianco dell’intoccabile Curcio. Torna Dell’Agnello dall’infortunio, D’Andrea ha recuperato dal lieve problema accusato prima della gara contro il Catania, mentre le quotazioni di Baldè sono notevolmente salite dopo la prestazione super in terra etnea.

PROBABILI FORMAZIONI – BARI – 3-4-3 – Frattali; Sabbione, Di Cesare, Celiento; Ciofani, Maita, De Risio, Perrotta; Marras, Antenucci, D’Ursi. All. Auteri.

FOGGIA – 3-5-1-1 – Fumagalli; Salvi, Gavazzi, Germinio; Kalombo, Vitale, Morrone, Garofalo, Di Jenno; Curcio; Balde. All. Marchionni

DIREZIONE ARBITRALE – L’arbitro della gara sarà Luca Zufferli di Udine, proiettato verso la Serie B e considerato uno dei migliori fischietti della categoria. Sarà coadiuvato da Dario Garzelli di Livorno e da Pietro Lattanzi di Milano, in qualità di assistenti e da Mattia Pascarella di Nocera Inferiore, in qualità di quarto ufficiale.

Fabio Lattuchella

Corriere del Mezzogiorno: "Bari-Foggia, il derby del riscatto"

© foto di Ivan Cardia

È il giorno del derby al San Nicola. Bari e Foggia si affrontano alle 15 per riprendere il cammino e conquistare la miglior posizione possibile in prospettiva playoff. Il Corriere del Mezzogiorno apre la pagina sportiva con il duello tutto pugliese: “Aspettavano questo derby. Il Bari per dimostrare di essere una big non solo per fama e potenzialità, il Foggia per rilanciarsi dopo un periodo contraddistinto dal nero delle sconfitte. Fatto sta che oggi andrà in scena la partita di ritorno tra due tipiche nobili decadute. Squadre che, solo un paio di decenni fa, avrebbero aspirato a scenari ben diversi. C’erano una volta Fascetti e Zeman, Protti e Baiano, Tovalieri e Signori. Oggi il palcoscenico è più umile ma non per questo la voglia di affermarsi è inferiore ai tempi d’oro. Carrera e Marchionni ne hanno di gatte da pelare, ma in modi e per motivi differenti, cercano nella sfida le risposte giuste. Lo faranno in direttissima, perché la partita sarà trasmessa su Raisport a partire dalle 14:50. Anche questo, se vogliamo, è un riconoscimento di grandezza”. 

Rassegna Stampa CalcioWebPuglia.it

Foggia-Bari 1-0

Vittoria meritata del Foggia in un derby perfetto dei rossoneri. Unica macchia l’espulsione di Salvi nel finale. Bari annullato dai rossoneri

Un Foggia super batte 1-0 il Bari grazie ad un rigore realizzato da Curcio nel primo tempo. Un blackout di 7 minuti e mezzo rischia di compromettere tutto ma alla fine il Foggia vince con merito un derby che al Bari, ancora una volta, resta indigesto. I rossoneri tornano alla vittoria dopo le 4 sconfitte di seguito che avevano preceduto questo match. Nella ripresa tanta sofferenza perché il Bari ha provato a riprenderla ma senza riuscire a impensierire troppo Fumagalli. Una vittoria scacciacrisi ina delle gare più importanti della stagione.

TABELLINO

FOGGIA (3-5-2) – Fumagalli; Germinio, Gavazzi, Agostinone (37’ Anelli); Kalombo, Rocca (76’ Raggio Garibaldi), Salvi, D’Andrea (64’ Vitale), Di Jenno; Curcio (76’ Balde), Naessens (76’ Dell’Agnello). A disposizione.  Sarracino, Di Masi, Gentile, Garofalo, Lucarelli, Aramini, Pompa. All. Marco Marchionni

BARI (3-4-3) – Frattali; Celiento, Sabbione, Di Cesare; Ciofani (46’ Semenzato), Maita (79’ Hamlili), Bianco (60’ Lollo), D’Orazio (46’ Candellone); Marras, Antenucci, D’Ursi (60’ Citro). A disposizione Marfella, Perrotta, Corsinelli, De Risio, Minelli, Montalto. All. Gaetano Auteri

MARCATORI – 48’ pt. Curcio (FG),

AMMONITI – 26’ Bianco (BA), 48’ pt. Sabbione (BA), 53’ Germinio (FG), 68’ Gavazzi (FG), 72’ Salvi (FG), 77’ Raggio Garibaldi (FG), 79’ Marras (BA), 80’ Dell’Agnello (FG),

ESPULSI – 89’ Salvi per doppia ammonizione (FG),

TIRI IN PORTA – 6-3

TIRI FUORI – 2-2

CALCI D’ANGOLO – 3-6

FUORIGIOCO – 1-4

RECUPERO – 2’ + 7’40’’ (interruzione per blackout elettrico) –  

ARBITRO – Matteo Marceraro di Genova

ASSISTENTI – Andrea Nedda di Ozieri e Gianluca D’Elia di Ozieri

QUARTO UFFICIALE – Federico Longo di Paola

CRONACA DEL MATCH – Dopo 26 secondi un tiro di destro, nono il suo piede preferito, di Agostinone, centrale e ben parato da Frattali. Intraprendente Foggia nei primi minuti, ancora con Agostinone che scende sulla sinistra ma il suo cross non è preciso per Curcio, poi Di Jenno, ma ancora una volta il cross è impreciso. Al 10’ un tiro cross di Kalombo è deviato in angolo, il Foggia resta nella metà campo dei biancorossi. Al 12‘ Kalombo prova a sorprendere Frattali, con un tiro-cross, ma il numero uno barese è attento. Al 20’ ci prova Naessens, ma il suo diagonale è debole e Frattali pronto alla presa. Pericoloso il Bari alla prima affacciata dalle parti di Fumagalli, con un palo colpito da Antenucci al 30’. Tiro da fuori di Rocca al 32’, ben parato a terra da Frattali, poi infortunio per Agostinone, costretto a lasciare il campo ad Anelli e la fascia di capitano a Salvi. Al 38’ blackout allo Zaccheria con 7’40’’ senza luce e pausa forzata (la società accusa l’amministrazione comunale). Alla ripresa del gioco, subito Foggia avanti, con fallo in area su Curcio di Sabbione e calcio di rigore per il i rossoneri. Realizza lo stesso Curcio per l’1-0. Foggia meritatamente in vantaggio. Il primo tempo termina 1-0 per il Foggia. Nella ripresa Auteri corre subito ai ripari con un doppio cambio. Ciofani e D’Orazio fuori, dentro Candellone e Semenzato. Bari a trazione anteriore con il 4-2-3-1, Candellone fa il centravanti e Antenucci gioca alle sue spalle. Al 54’ punizione diretta in porta di Marras da posizione defilata, bene Fumagalli con i pugni uniti. Al 57’ colpo di testa di Gavazzi debole, parato da Frattali. Il Bari si riversa in attacco con una girata di Candellone, deviata in angolo da Fumagalli. Ancora Candellone pericoloso al 69’ con una deviazione da centro area su cross di Marras, ma Fumagalli para in due tempi. Il Foggi soffre nella seconda parte di gara, fino al triplo cambio di Marchionni. Dentro Balde, Dell’Agnello e Raggio Garibaldi, forze fresche in luogo degli stanchissimi Curcio, Naessens e Rocca. Nel finale Bari tutto in attacco, ma è il Foggia a cercare di ripartire in contropiede in svariate occasioni con Balde, Dell’Agnello e Di Jenno. All’89’ espulsione per Salvi che lascia i suoi in 10 per i minuti finali. Ma il Bari non ne ha più e il Foggia controlla fino al 95’. Con grande sofferenza per l’ultima mezzora, ma il Foggia batte meritatamente il Bari 1-0.  

Fabio Lattuchella

Verso Foggia-Bari, le probabili formazioni

Striscioni e tifosi in campo per spingere i calciatori a dare il meglio. E’ Foggia-Bari, tutto normale. Anche se a Foggia il clima non è dei più tranquilli

Arriva il derby di Puglia. In modo troppo silenzioso per essere davvero lui. Un tempo se ne sarebbe parlato da mesi prima, si sarebbe segnato in rosso sul calendario la giornata. Magari, inizialmente per i tifosi del Foggia è stato anche così, poi man mano che ci si rendeva conto di quest’anno, che sarà di transizione (a voler usare molto ottimismo), in molti avranno depennato quell’appunto. Colpa anche di una Covid che lascerà tutti lontano dallo stadio in quell’occasione e per ancora un po’ di tempo. Poi le difficoltà societarie dei satanelli. Dalle diatribe tra Felleca e la Pintus ai tre allenatori di Ninni Corda, passando per un mercato fallimentare e per i tanti striscioni poco gratificanti dei tifosi rossoneri. È proprio un anno strano il 2020, torna Foggia-Bari e sembra non saperlo nessuno.

STRISCIONI – Ma i tifosi lo sanno eccome e, anche se sembra non interessare a nessuno, ecco che spuntano gli striscioni da una parte e dall’altra. Inizialmente a Foggia ci si era soffermati sulla contestazione alla società, poi dopo uno striscione-sfottò dei tifosi baresi, puntuale è arrivata la risposta dei supporters rossoneri. Questa mattina i tifosi del Foggia hanno incontrato la squadra chiedendo il massimo impegno nonostante le difficoltà. E’ il folklore del derby.

QUI FOGGIA – Preso Del Prete ma non sarà utilizzabile per la partita. Andrà a potenziare un difesa ballerina che vede, per il momento, il ritorno di Anelli. Con Germinio e Gavazzi dovrebbero essere al centro della difesa. Salvi potrebbe tornare in cabina di regia, con Gentile e Vitale interni, Kalombo e Di Masi ai lati. Dell’Agnello e Curcio in attacco. Ma occhio a Marchionni che ha chiesto ai suoi di giocare con coraggio. Se ne avrà anche lui, probabilmente, potremmo vedere le due punte più il trequartista. E’ l’opzione che pronostichiamo. 3-4-1-2 senza Gentile.

QUI BARI – Tanti i punti fermi della squadra di Auteri. Un undici iniziale che si può recitare quei a memoria. Antenucci centrale in attacco, con Marras e D’Ursi ai lati. Lollo e Maita a centrocampo con D’Orazio in fascia a sinistra e Ciofani a destra. In difesa Celiento, De Cesare e Minelli, davanti al portiere Frattali. Un 3-4-3 determinato a vincere in ogni partita. Con l’obiettivo primario di vincere anche il campionato.

PROBABILI FORMAZIONI

FOGGIA (3-4-1-2) – Fumagalli; Anelli, Gavazzi, Germinio; Kalombo, Raggio Garibaldi, Vitale, Di Masi; Curcio; D’Andrea, Dell’Agnello. All. Marchionni

BARI (3-4-3) – Frattali; Celiento, Di Cesare, Minelli; Ciofani, Lollo, Maita, D’Orazio; Marras, Antenucci, D’Ursi. All. Auteri

Dino Marino commenta il 3-3 del San Severo

Di seguito le dichiarazioni di Dino Marino dopo il 3-3 del San Severo nel derby casalingo contro il Manfredonia:
In un derby ci può stare di tutto, anche che l’arbitro da una punizione che non ci sta ad un minuto dalla fine e il portiere del Manfredonia che aveva preso tre pappine segna, pare con la mano, il goal che permette al Manfredonia che si é giocato il tutto per tutto per raggiunge il pareggio al novantaquattresimo. L’Alto Tavoliere San Severo che partiva sfavorito perché innanzitutto si é presentato ai nastri di partenza senza il suo capitano: Rodolfo De Vivo che era in panchina a spronare i compagni, infatti, i giallogranata per 70 minuti sono stati nettamente superiori tecnicamente e fisicamente in ogni reparto alla ciurma biancoceleste. Un grazie di cuore va a tutti i ragazzi che veramente hanno dimostrato al passato del ATSanSevero : ( il Manfredonia ) che siamo già di un altro livello e che non temiamo nessuno. Siamo talmente giovani che non chiudiamo le partite, infatti, da un possibile 4 a 1 abbiamo chiuso la partita 3 a 3… ma sono contento, anche, del pareggio, perché ho la consapevolezza che il passato può al massimo galleggiare, con una squadra più esperta avrebbero perso in malo modo, noi invece possiamo solo migliorare… Forza ragazzi anche se non al completo valiamo molto di più del Manfredonia !