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Milan, Napoli, Inter: Zola fa le carte alla corsa scudetto

L’ex campione analizza lo sprint per il tricolore: “A fare la differenza nel finale, quando le gambe non girano, sarà la qualità. In Italia abbiamo meno risorse, ecco perché dobbiamo valorizzare le idee”

Magic Box è tornato a Stamford Bridge. In questo periodo il passato bussa insistentemente alla porta di Gianfranco Zola e lui apre con piacere, perché i ricordi sono dolcissimi. Ieri Gianfranco ha passato la serata nello stadio di Londra che l’aveva adottato dal 1996 al 2003 per commentare su Prime Video la sfida del Chelsea contro il Real Madrid: la profondità di analisi, certe notti, è ancora più preziosa. E poi c’è il Napoli, che insegue lo scudetto: l’ultima volta che lo vinse, nel 1990, Zola faceva parte della squadra di Bigon e segnò una rete decisiva contro il Genoa, firmando il 2-1 al 90’.

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Juve, Raspadori il favorito per il dopo-Dybala: non è alternativo a Zaniolo

È la prima scelta per il dopo-Dybala e non è alternativo a Zaniolo, il Sassuolo lo valuta 30 milioni. Morata: l’Atletico non fa sconti sul riscatto

Un laureato in squadra c’è già, Giorgio Chiellini, ma questa potrebbe essere per lui la stagione dell’addio. Un laureando invece potrebbe arrivare alla Juventus la prossima estate, facendo lo stesso tragitto di Manuel Locatelli: dal Sassuolo alla Signora dopo la prima importantissima esperienza azzurra, con un bagaglio fatto di gol, assist ma soprattutto di entusiasmo e voglia di mettersi in vetrina.

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Bisceglie, che tonfo! Il Matino sbanca il “Ventura” e inguaia i nerazzurri

In vantaggio a metà del primo tempo con Urquiza, la squadra di Rufini viene battuta in rimonta dal fanalino di coda del girone, a segno con Calò e Inguscio. Il 12° stop in stagione fa scivolare gli stellati al penultimo posto e determina la dura contestazione dei tifosi a fine partita.

Il tonfo che non ti aspetti. Nel recupero del 28esimo turno il Bisceglie rimedia un indigesto kappaò casalingo in rimonta ad opera del fanalino di coda Matino e vede complicarsi terribilmente i piani salvezza. In vantaggio nel cuore del primo tempo con Urquiza, la squadra di Rufini si lascia sorprendere a pochi istanti dalla pausa dal pari di Calò e subisce il sorpasso salentino poco oltre l’ora di gioco con una volée dalla lunga distanza del 19enne Inguscio, preludio al generoso quanto inutile tentativo nel finale di evitare almeno la sconfitta. Per effetto del concomitante colpaccio del Nardò a Casarano, i nerazzurri scendono ora al penultimo posto a -2 dallo stesso Nardò e dalla Mariglianese. Il 12esimo passo falso stagionale, quinto tra le mura amiche, determina al triplice fischio dell’incerto Vacca la dura contestazione del tifo organizzato nei confronti della squadra.

In avvio Rufini opta per la linea difensiva a quattro, con Cozza e Crisci a dar manforte al play Cozza in mediana e Acosta terminale centrale, affiancato in prima linea da Izco e Sandomenico. Tra le fila ospiti in campo dal 1’ gli ex Leuci e Morra.

Al 9’ si registra il primo spunto di marca biscegliese con la percussione centrale di Rubino, che scarta in velocità due avversari e calcia con il mancino dal limite accarezzando il palo. Al 13’ Calò devia sul fondo in modo maldestro la punizione di Cozza, ma i padroni di casa non approfittano a dovere del successivo corner. L’iniziale pressione nerazzurra trova sostanza con il vantaggio al 24’ griffato da Urquiza, la cui parabola su colpo di testa da posizione defilata sugli sviluppi di un piazzato di Cozza sorprende Leuci. Al 32’ Izco insacca sottomisura, ma l’arbitro annulla su segnalazione dell’assistente (per il quale la sfera aveva oltrepassato la linea di fondo al momento dell’assist di Acosta). Nel finale di frazione l’undici salentino si mostra più propositivo. Al 38’ il destro in corsa di Calò è bloccato da Martorel, mentre al 44’ il tentativo dalla distanza di Monopoli si perde sulla sinistra della porta nerazzurra. Un minuto più tardi il Matino perviene al pari: dall’out sinistro Prete imbecca nel cuore dell’area Calò che, indisturbato all’altezza del secondo palo, incorna alle spalle di Martorel.

Al rientro si assiste ad un primo quarto d’ora privo di sussulti su ambo i fronti, interrotto al 16’ dall’episodio che decide il risultato: la mezzala ospite Inguscio si coordina bene da quasi 30 metri e lascia partire una soluzione al volo che Martorel non trattiene consentendo alla sfera di terminare beffardamente in rete. Il Bisceglie reagisce al 21’ con l’inzuccata del neo entrato Camporeale a fil di palo, quindi al 29’ lo stesso Camporeale si produce in una velenosa rasoiata finita sull’esterno della rete. Alla mezz’ora la panchina nerazzurro protesta per un evidente contatto in area avversaria ai danni di Rubino, ma l’arbitro non ravvisa gli estremi per il penalty e manda anzitempo per proteste negli spogliatoi il vice di Rufini, La Rosa. Segmento conclusivo scandito dal monologo biscegliese nella metà campo ospite a caccia del gol, con gli infruttuosi tentativi di Coria (33’) e Farinola (44’). Nel quinto dei 6’ di recupero, invece, Meola sventa sulla linea lo shoot di Urquiza negando la doppietta personale al difensore stellato.

Tabellino gara

BISCEGLIE – VIRTUS MATINO 1-2

BISCEGLIE (4-3-3): Martorel; Rubino, Barletta, Urquiza, Farinola; Coria, Cozza (27’ st Tuttisanti), Crisci (19’ st Ferrante); Izco, Acosta, Sandomenico (12’ st Camporeale). A disp. Zinfollino, D’Angelo, Liso, Coletti, Ligorio, Fucci. All. Rufini.

MATINO (3-5-2): Leuci; Milongi (40’ pt Rantucho), Meola, Patronelli; Monopoli, Calò (27’ st Fina), Tarantino, Inguscio, Prete (34’ st D’Andria); Stauciuc, Morra (15’ st Palmisano). A disp. Caputo, Gningue, Cimino, Gramegna, Mbengue. All. Branà.

ARBITRO: Vacca di Saronno.

GUARDALINEE: Moretti e Preci

RETI: 24’ pt Urquiza, 45’ pt Calò, 16’ st Inguscio.

NOTE: angoli 9-0. Recupero: pt 1’, st 6’.

AMMONITI: Milongi, Coria, Prete, Leuci, Monopoli, Camporeale, Martorel.

Le maglie più discusse e contestate del calcio italiano

La quarta divisa del Milan è solo l’ultima a essere finita al centro delle polemiche. Già negli Anni ’80…

Bene o male, l’importante è che se ne parli. Sembra quasi che la massima del Dorian Gray di Oscar Wilde sia il principio ispiratore delle maglie da calcio viste negli ultimi anni. Tra tante perle piccole e grandi, che sono riuscite a convincere i più pur uscendo fuori dal tracciato sicuro dalla tradizione, la modernità ha anche prodotto divise che hanno lasciato contrariati la maggior parte dei tifosi.

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Pisa e Brescia a reti bianche

Cittadella – Perugia 0-0

Nessun gol e un punto a testa in Cittadella-Perugia. Gli ospiti partono con tre lunghezze in più rispetto ai granata di casa che non sanno più vincere da sei partite e per mantenere speranze di playoff avrebbero dovuto farlo oggi. Alvini, invece, è lì pronto ad entrare nelle prime otto ed è per questo che parte subito forte creando un paio di occasioni. Ma il gol se lo mangia Laribi al quarto d’ora, ben servito da Tavernelli, cicca il pallone davanti a Chichizola. Reazione degli umbri alla mezzora: azione personale dell’ex D’Urso che scodella per De Luca, incornata potente e prodezza di Kastrati che mette in corner. Ma poco dopo Laribi cestina l’opportunità migliore: tutto solo in area calcia sul fondo. Lo stesso fa Branca mettendo alto dal dischetto. Bella partita giocata a viso aperto dalle due squadre, ma reti inviolate al termine del primo tempo.
La ripresa è la fotocopia della prima frazione ma stavolta è il Cittadella a prendere le redini dell’incontro. Perugia in leggero calo anche se Kastrati è protagonista su una mischia in area. Si fa vedere anche Del Fabro con una girata di testa che costringe Chichizola agli straordinari. Fase finale del match tutto per gli uomini Gorini che le provano tutte. Nel recupero è Danzi a sprecare da buona posizione spedendo in curva. È un pareggio che può andare bene agli umbri, non certo al Cittadella.

 

L.R. Vicenza – Crotone 1-1

Al Vicenza non riesce il sorpasso. I biancorossi pareggiano al Menti con il Crotone, in inferiorità numerica per più di un tempo, e si limitano a raggiungere in classifica il Cosenza (che però ha una gara in meno). La squadra di Brocchi sblocca il risultato poco prima della mezz’ora grazie ad un pallone deviato nella propria porta da Schnegg nel tentativo di anticipare Teodorczyk sul corner calciato da Crecco e sfiora il raddoppio con Diaw, servito da Giacomelli, che si fa respingere il tiro da Festa. Il Crotone pareggia al 41′ con Marras, servito da Cangian, al termine di un’azione in velocità avviata da Maric.
Poco dopo gli ospiti restano in dieci per l’espulsione di Schnegg, che subisce la doppia ammonizione dopo un intervento falloso ai danni di Maggio. Nel secondo tempo il Vicenza colpisce un clamoroso palo con Meggiorini al 24′ ma non riesce a passare ed esce tra i fischi.

 

Monza – Ascoli 2-0

C’è tanta voglia di rivincita in casa monzese dopo il passo falso di Como. Lo si vede dai primi minuti con il duo Ciurria-Gytkjaer che mettono sotto assedio la porta ascolana.
Al 16′ punizione dai 25 metri di Barberis, vola Leali e respinge con l’aiuto del palo, ma il più lesto a riprendere la palla è Valoti ribadisce in rete e sblocca la gara. La difesa ospite non è impeccabile, si registrano diverse ingenuità. Al 27′ su una palla innocua in area ospite Botteghin si fa sorprendere da Ciurria, nel tentativo di rinviare provoca un incredibile rigore. Sul dischetto va Gytkjaer che firma il raddoppio. Per la formazione di Sottil da segnalare al 6′ una conclusione di Saric e al 22′ di Paganini. In pieno recupero l’arbitro Gariglio grazia i monzesi sorvolando sul secondo fallo giallo di Antov. La ripresa vede il cambio di Antov con Donati e l’Ascoli che cerca di riaprire la gara conquistando 3 angoli e con una conclusione di Saric. Con i bianconeri protesi in avanti alla ricerca del gol, il Monza ha diverse opportunità per aumentare il vantaggio. I ragazzi di Sottil cercano di riaprire la gara con Paganini e Baschirotto senza mai impensierire Di Gregorio. Monza che da questa sera è terzo in classifica a meno 3 dalla Cremonese e meno 2 dal Lecce.

 

Pisa – Brescia 0-0

Pisa e Brescia dividono la posta con uno 0-0 tutto sommato giusto ma si allontanano entrambe dalla zona della promozione diretta. Nel primo tempo meglio il Brescia. Al 15′ Nicolas è strepitoso sul colpo di testa di Aye servito da Bisoli.
Poco dopo Adorni spara alto da due passi su assist di Aye.
L’agonismo non manca anche se di occasioni clamorose non se ne vedono fino agli ultimi minuti del primo tempo. Il Brescia comunque è più dinamico e tiene meglio il campo costruendo alcune buone occasioni con Pajac e Leris. Nella ripresa la prima occasione è del Pisa al 9′ con Gucher che ruba palla sulla trequarti e serve Puscas che però trova il riflesso decisivo di Joronen. Il Pisa è più tonico ma il Brescia va ancora vicino al bersaglio due volte con Moreo, prima in contropiede e poi dopo un’uscita avventurosa di Nicolas. Nel finale espulso Lucca per un fallo da rosso diretto su Adorni.

 

 

Nella foto LaPresse Beruatto del Pisa e Aye del Brescia

Fonte: LEGA BTK – legab.it

Milan, il brand corre: primo in Italia e fra le italiane in Usa e Cina

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Appeal e tradizione, soprattutto all’estero. Il Milan è il brand calcistico italiano più apprezzato in Cina e negli Stati Uniti. L’ha svelato lo studio “FootballIndex” pubblicato da YouGov, gruppo internazionale di ricerche che analizza i vari aspetti legati ai brand di calcio. Il Milan, tra Pechino e Washington, si è piazzato al primo posto tra le squadre italiane, seguito da Inter, Juve e Roma. I più seguiti in assoluto? United negli Stati Uniti e Real in Cina (dove i rossoneri sono terzi). Rossoneri primi, quindi, anche in Italia.

Crescita

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Negli ultimi 24 mesi il Milan ha consolidato e incrementato il proprio appeal internazionale. Merito dei risultati sul campo, certo, di nuovo in Champions dopo sette anni d’assenza e ora primo in campionato, ma anche fuori. La visione strategica, l’innovazione e il…

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