Focus su Fidelis Andria-Taranto, derby tra ex, precedenti e futuro

Tra il Seicento e il Settecento il filosofo Giambattista Vico nelle proprie opere espose il meccanismo dei corsi e ricorsi storici, uno dei cardini del suo pensiero: il letterato napoletano riteneva che la storia si sviluppa attraverso la ripetizione di alcuni temi ricorrenti, il ritorno ad episodi e situazioni già viste. La sfida che vedrà confrontarsi domenica Fidelis Andria e Taranto nell’ultima giornata d’andata del girone H di Serie D si inserisce a pieno titolo in questa categoria, visto l’intreccio di storie, ex (in campo e fuori) e precedenti, che avvalora questa sfida oltre i canonici 3 punti, dandole un sapore di rivincita e rilancio come poche altre partite in questo campionato.

Uomo derby

É l’incontro che rappresenta il ritorno in panchina di Giancarlo Favarin, che solo un mese fa era stato esautorato dal ruolo di mister dei federiciani e ora torna sulla panchina del “Degli Ulivi”. Il tecnico toscano ha un rapporto privilegiato con questo derby: due volte ha affrontato gli ionici e per due volte sono arrivati i tre punti. La prima volta, 16 novembre 2014, bastò un 1-0 nella cavalcata trionfale che fu la promozione in Serie C della stagione 2014/2015: un bolide dai 35 metri di Antonio Matera bastò a chiudere i discorsi e proiettare ulteriormente in orbita una delle migliori Fidelis di questo decennio. La seconda volta, datata 6 febbraio 2017 e nel palcoscenico più prestigioso della Lega Pro, i biancazzurri dovettero sudare di più per ottenere la vittoria: il repentino vantaggio ospite di Viola venne prima pareggiato da Tito, poi fu Aya al minuto 89 a siglare il 2-1 che rese la sfida un instant classic della storia andriese. In questa stagione, Favarin ha giocato solo uno dei tre derby più prestigiosi per la compagine con l’ottagono sulla maglia, prevalendo per 3 reti a 2 sul Brindisi; non vorrà scrollarsi la nomea di uomo derby (una sorta di Claudio Ranieri di Serie D) proprio in questa occasione.

Sfide da scrivania

Se il trainer di Pisa è arrivato su questa panchina a luglio lo deve a Vincenzo de Santis, che per rimediare all’improvvisa dipartita tecnica di mister Potenza ha pensato al suo uomo di fiducia, in particolare all’ombra del Castel del Monte. A distanza di 5 mesi da quel giorno, oggi de Santis si trova dall’altro lato della barricata: arrivato da poco a Taranto, il suo mercato dicembrino é stato di grande impatto sia numericamente che qualitativamente, per dare un’ulteriore scossa ad una piazza che di scosse forse ne ha subite fin troppe. A sua volta, il dirigente bitontino é arrivato grazie ad Aldo Roselli, attuale presidente della Fidelis, che aveva individuato in lui la figura migliore per programmare il futuro di campo. Anche lui ha un’esperienza da ex: per un anno (stagione 2016/2017) ha occupato la carica di direttore generale dei delfini, proprio dopo l’esperienza andriese nello stesso ruolo.

Tanti ex in campo

Diversi ex tra panchina e tribuna, quindi. Non ne mancano in campo, anzi: sono due nei leoni e tre nei rossoblu. Quattro di questi sono nuovissimi: ad Andria sono approdati da pochi giorni Yeboah e Lanzolla, a Taranto sono Olcese e Kosnic ad essere sbarcati alle dipendenze di Panarelli. I due difensori, addirittura, hanno compiuto il percorso inverso, passando da una squadra all’altra. Particolare menzione merita la vicenda dell’attaccante argentino, che in maglia azzurra, allenato proprio da Favarin, ha vissuto una delle stagioni più brillanti della sua carriera. Olcese ha ricordato questa stagione in un’intervista di pochi mesi fa: “Riuscivamo a vincere quando giocavamo bene ma soprattutto quando giocavamo male e quello alla lunga fa la differenza […] eravamo un gruppo compatto e solido nonostante i problemi extra-campo […] abbiamo dominato il campionato”. Il centravanti classe 1983 ha già giocato al “Degli Ulivi” questa stagione con la maglia del Casarano, sfoderando tuttavia una prestazione scialba; vorrà rifarsi in questa occasione.

Ultimo precedente

Il quinto ex é utile per collegarsi all’ultimo precedente di campionato: Alex Benvenga era in campo il 17 febbraio, quando fece tremare la traversa con un bolide dalla media distanza con la maglia dei Tre Campanili; ora, dopo un addio un po’ amaro (che Benvenga ha spiegato in questo post Instagram) cercherà di non sbagliare mira per segnare il più classico dei gol dell’ex. Quel giorno finì 1 a 1: al rigore trasformato da Cristaldi rispose una discutissima punizione di Marsili al minuto 95. Quel risultato fu accolto con moderata gioia da ambo le formazioni: oggi, invece, il pareggio sembra essere proprio l’ultimo risultato ammissibile per entrambe.

Barletta, dopo Ola ecco un innesto per l’attacco. In arrivo l’ex Mesagne Pascual

Dopo aver puntellato la difesa con l’innesto di Daniel Ola, il Barletta non si ferma qui. La società biancorossa attraverso il certosino lavoro del suo diesse De Santis ha perfezionato un ulteriore colpo.

L’ex diesse del Bisceglie ha praticamente preso l’attaccante argentino Jordi Pascual. La punta, nata nella città di Salta (a circa 1500 km da Buenos Aires), è stato acquistato dal Mesagne dove ha disputato l’ultima stagione in Eccellenza e ha siglato 10 gol.  La stessa punta argentina, contattata dalla nostra redazione, ha confermato il suo approdo in biancorosso con un: “Si, è fatta col Barletta“.

L’attacco del Barletta, insomma, balla sempre più il tango con Pascual che si va ad aggiungere al connazionale Di Rito a guidare l’attacco biancorosso.

ANTONIO GENCHI 

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Barletta, nuovo tassello difensivo per La Cava. Ufficiale Ola

E’ fatta per Daniel Ola al Barletta. Dopo alcuni giorni in cui giravano insistenti sul trasferimento del difensore centrale alla corte di La Cava, quest’oggi è arrivata la tanto attesa ufficialità.

Ola, classe 1982, si trasferisce a Barletta dopo aver lasciato il Bisceglie. In biancorosso ritroverà quel Vincenzo De Santis che lo aveva prima a vestire la maglia dell’Andria e poi quella nerazzurro-stellata.

La società biancorossa ha comunicato l’approdo ufficiale di Ola attraverso una nota ufficiale apparsa sul proprio sito internet. Ola è cresciuto calcisticamente nella Lazio per poi vivere la propria carriera con le maglie di L’Aquila, Cesena e Teramo prima di un esperienza all’estero in Romania, Lettonia e Bulgaria. 

ANTONIO GENCHI 

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Barletta, in attacco si va a passo di tango. Preso Nicolas Di Rito

Dopo le conferme di Sguera, Loiodice e Zingrillo e i quasi contemporanei arrivi di Lorusso, Khalil, Martino e Digiorgio, il Barletta spara il primo colpo per l’attacco.

La società del diesse De Santis ha ufficializzato in giornata l’arrivo di Nicolas Di Rito che guiderà l’attacco biancorosso nella prossima stagione. L’argentino, classe 1985, approda in riva all’Adriatico dopo un annata divisa tra Altamura e Casarano con un totale di 18 reti messe a segno nel torneo di Eccellenza.

Il delantero, nativo di Rosario, è un pò un pugliese acquisito vista la sua notevole esperienza nella nostra regione. Precedentemente ha giocato nella Virtus Francavilla (10 reti in 15 presenze), nella Fidelis Andria (21 gol in 20 presenze), nel Monopoli e sopratutto nel Bisceglie dove ha segnato ben 40 gol in 66 presenze tra Eccellenza e Serie D.

Con l’arrivo di Di Rito si riempie una casella importante in attacco e la dirigenza, ora, potrà pensare con più calma agli altri ruoli della squadra di mister La Cava.

ANTONIO GENCHI 

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Barletta, tra conferme e nuovi arrivi. Sguera, Loioidice e Zingrillo rinnovano e arrivano…

Che il Barletta sarà una delle protagoniste del prossimo torneo di Eccellenza, era ormai chiaro a tutti. L’avvento in cabina di regia di un Ds esperto e vincente come Vincenzo De Santis e l’avvento in panchina di La Cava sono tutti segnali che la dirigenza vuol puntare a quella Serie D sfuggita lo scorso anno ai playoff.

Di quella squadra, che perse in finale playoff con l’Altamura, rimarranno sicuramente Zingrillo, Sguera e Loiodice. I tre hanno rinnovato il proprio contratto col Barletta e saranno i pilastri della stagione 2016/2017.

Alle tre ottime conferme si sono aggiunti, nelle ultime ore, importanti innesti. Sono ufficiali, infatti, gli arrivi di Bartolo Lorusso, Mohamed Kalil, Giovanni Martino e Luigi Digiorgio. Il primo è un centrocampista classe 1987 con una grandissima esperienza tra Noicattaro, Monopoli, Fidelis Andria, Altamura e Unione Calcio Bisceglie. Il secondo è un italo-tunisino cresciuto nel Bisceglie e quindi molto conosciuto e stimato dal diesse De Santis. Martino è un terzino classe 1997 che nella passata stagione ha militato prima nell’Hellas Taranto e poi nella Sudest ed infine il difensore centrale Digiorgio, 36enne che viene dall’esperienza in D con le maglie di Grosseto e Bisceglie.

ANTONIO GENCHI 

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Barletta, dopo le presentazioni si muove il mercato biancorosso. Preso…

All’indomani della presentazione alla piazza del nuovo direttore sportivo, Vincenzo De Santis e del nuovo tecnico La Cava inizia a muovere i primi passi il mercato del Barletta.

Il neo Ds De Santis ha piazzato il primo colpo che sarà Federico Pizzutelli. La società biancorossa ha reso noto l’ingaggio tramite una nota apparsa sul proprio sito ufficiale. Pizzutelli, barese classe 1995, è un centrocampista offensivo – si legge nel comunicato – ed è stato prelevato dal Bisceglie. In nerazzurro-stellato ha siglato 4 reti e vanta un esperienza anche nell‘Agnonese, nella Torres, nel Potenza oltre alle giovanili del Bari.

Sono molto contento di vestire la maglia del Barletta – si legge – è una piazza nota con un pubblico di valore-sono le prime parole di Pizzutelli da tesserato biancorosso-conosco il direttore De Santis dalla scorsa stagione a Bisceglie e ho accettato l’offerta della società, nonostante mi avessero cercato in altre piazze. Ho già affrontato il Barletta da avversario, in Lega Pro nella stagione 2014/2015 e l’ho sempre considerata una società importante. Arrivo in biancorosso con tanta voglia di fare bene e di contribuire alla causa”.

ANTONIO GENCHI

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Barletta, ufficiale il prossimo allenatore dei biancorossi. Sarà….

Nel mosaico delle panchine di Eccellenza si riempie un altro tassello mancante. Il Barletta, infatti, ha ufficializzato il nome del nuovo allenatore che guiderà gli adriatici nel prossimo torneo.

Il diesse biancorosso Vincenzo De Santis, intervenuto ad una trasmissione televisiva, aveva comunicato di avere in mente circa tre profili di allenatori e che avrebbe aspettato l’incontro con l’ultimo dei tre per prendere una decisione in merito. In serata, tramite un comunicato ufficiale apparso sul sito del Barletta Calcio, è stato reso noto il nome del prossimo allenatore che sarà il sig. Sergio La Cava: “Non ci ho pensato un attimo, Barletta è una grande piazza. Ho dato subito l’ok appena ho ricevuto la chiamata della società. Sono contento di essere qui – è stato il primo commento di La Cava”.

La Cava, che prenderà il posto di Massimo Pizzulli, è nato ad Avellino 55 anni fa e vanta un importante carriera tra i dilettanti avendo guidato Picerno, Potenza. Isola Liri, Pomigliano e ritorna in Puglia dopo aver guidato il Bitonto.

La Cava, che secondo il comunicato della società, verrà presentato insieme al suo staff nei prossimi giorni ha battuto al fotofinish Ragno, Giusto e De Candia che sembrava in pole per la panchina barlettana.

ANTONIO GENCHI 

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Fragagnano, intervista a De Santis

Anche in Promozione, a palla ferma, è tempo di bilanci, ed a Fragagnano senza quei sei punti persi, ancora oggi la palla avrebbe continuato a girare.

E’questo il leit-motiv dell’intervista che Luigi De Santis, “eterno” direttore sportivo dei biancoverdi, ci ha rilasciato.

“E’ inutile negare che la disamina del bilancio annuale passa obbligatoriamente dalla penalizzazione che ci è costata almeno l’entrata nei playoff, senza contare che con i sei punti in carniere alcune gare avrebbero potuto avere altri sviluppi dettati da stimoli diversi”.

Cosa le resta di questo campionato chiuso ad un solo punto dalla zona playoff?

“Io credo che il mio lavoro stagionale abbia portato buoni frutti, e di questo ringrazio sia il patron Tomaselli ed il presidente Marzulli per la parte gestionale che l’intera area tecnica per quello che il campo ha saputo offrire. Vivo da anni una realtà calcistica piccola ma apprezzata sia per serietà negli impegni, sia perché, con budget su misura per la piazza,  le soddisfazioni calcistiche non sono mai mancate. Quest’anno sul terreno di gioco abbiamo accumulato ben 63 punti effettivi”.

Lei però sembra rammaricato per altri aspetti. Cosa non riesce a mandar giù?

“E’ vero, anche quest’anno non mi hanno soddisfatto alcune situazioni esterne al rettangolo di gioco e mi riferisco alla gestione del caso Arcadio da parte degli organi competenti. Nostro malgrado abbiamo accettato la prima sentenza ed il successivo reclamo respinto, ma ancora oggi non mi dò pace, convinto come sono delle nostre ragioni. Se fossimo stati in malafede non avremmo fermato spontaneamente il nostro capitano in una gara importante per la classifica, contro il San Cesario. Spesso ho idea che ai piani alti del calcio regionale non siamo ben accetti. Mi auguro di sbagliarmi e di essere smentito nel futuro”.

A proposito di futuro, mi sembra di capire che lei non ha alcuna voglia di muoversi da Fragagnano.

“Le dico francamente che già da qualche settimana mi fanno l’occhiolino altre realtà calcistiche in ascesa, ma la mia priorità resta ancora questa. In queste ore ci sarà un breefing a tre con lo sponsor ed il presidente e se i programmi nascenti avranno l’obiettivo di migliorarsi rispetto alla stagione appena chiusa non potrò di certo abbandonare la nave, perché ribadisco il concetto che qui per me è un piacere lavorare tra persone serie che mantengono gli impegni assunti. Anche quest’anno a chiusura lavori sono state saldate tutte le competenze per le quali il Fragagnano Calcio si era impegnato”.

Nel calcio odierno c’è crisi di passione, di interesse per il calcio minore e soprattutto c’è crisi economica che potrebbe causare qualche forfait nelle prossime iscrizioni ai campionati. Se si aprissero le porte dell’Eccellenza tramite ripescaggio cosa farebbe il Fragagnano?

“Rispondo a titolo personale, dicendo che io preferisco vincere i campionati sul campo. Oltretutto i ripescaggi si decidono temporalmente quando chi vuol pianificare seriamente la successiva stagione ha già creato la nuova struttura di squadra. E se io, ricevuto il mandato dalla Società, sarò proiettato a pensare con i biancoverdi in Promozione, ritrovandomi di colpo in Eccellenza sarei costretto ad affrontare un campionato con una formazione non all’altezza ed andrei incontro a pressioni della Piazza fuori programma. Tutto è possibile, ma ad oggi il Fragagnano ha come obiettivo un campionato  nella stessa categoria dove nella prossima stagione crediamo di poterci migliorare”.

pugliacalcio24.it