Archive 31/05/2014

Fragagnano, intervista a De Santis

Anche in Promozione, a palla ferma, è tempo di bilanci, ed a Fragagnano senza quei sei punti persi, ancora oggi la palla avrebbe continuato a girare.

E’questo il leit-motiv dell’intervista che Luigi De Santis, “eterno” direttore sportivo dei biancoverdi, ci ha rilasciato.

“E’ inutile negare che la disamina del bilancio annuale passa obbligatoriamente dalla penalizzazione che ci è costata almeno l’entrata nei playoff, senza contare che con i sei punti in carniere alcune gare avrebbero potuto avere altri sviluppi dettati da stimoli diversi”.

Cosa le resta di questo campionato chiuso ad un solo punto dalla zona playoff?

“Io credo che il mio lavoro stagionale abbia portato buoni frutti, e di questo ringrazio sia il patron Tomaselli ed il presidente Marzulli per la parte gestionale che l’intera area tecnica per quello che il campo ha saputo offrire. Vivo da anni una realtà calcistica piccola ma apprezzata sia per serietà negli impegni, sia perché, con budget su misura per la piazza,  le soddisfazioni calcistiche non sono mai mancate. Quest’anno sul terreno di gioco abbiamo accumulato ben 63 punti effettivi”.

Lei però sembra rammaricato per altri aspetti. Cosa non riesce a mandar giù?

“E’ vero, anche quest’anno non mi hanno soddisfatto alcune situazioni esterne al rettangolo di gioco e mi riferisco alla gestione del caso Arcadio da parte degli organi competenti. Nostro malgrado abbiamo accettato la prima sentenza ed il successivo reclamo respinto, ma ancora oggi non mi dò pace, convinto come sono delle nostre ragioni. Se fossimo stati in malafede non avremmo fermato spontaneamente il nostro capitano in una gara importante per la classifica, contro il San Cesario. Spesso ho idea che ai piani alti del calcio regionale non siamo ben accetti. Mi auguro di sbagliarmi e di essere smentito nel futuro”.

A proposito di futuro, mi sembra di capire che lei non ha alcuna voglia di muoversi da Fragagnano.

“Le dico francamente che già da qualche settimana mi fanno l’occhiolino altre realtà calcistiche in ascesa, ma la mia priorità resta ancora questa. In queste ore ci sarà un breefing a tre con lo sponsor ed il presidente e se i programmi nascenti avranno l’obiettivo di migliorarsi rispetto alla stagione appena chiusa non potrò di certo abbandonare la nave, perché ribadisco il concetto che qui per me è un piacere lavorare tra persone serie che mantengono gli impegni assunti. Anche quest’anno a chiusura lavori sono state saldate tutte le competenze per le quali il Fragagnano Calcio si era impegnato”.

Nel calcio odierno c’è crisi di passione, di interesse per il calcio minore e soprattutto c’è crisi economica che potrebbe causare qualche forfait nelle prossime iscrizioni ai campionati. Se si aprissero le porte dell’Eccellenza tramite ripescaggio cosa farebbe il Fragagnano?

“Rispondo a titolo personale, dicendo che io preferisco vincere i campionati sul campo. Oltretutto i ripescaggi si decidono temporalmente quando chi vuol pianificare seriamente la successiva stagione ha già creato la nuova struttura di squadra. E se io, ricevuto il mandato dalla Società, sarò proiettato a pensare con i biancoverdi in Promozione, ritrovandomi di colpo in Eccellenza sarei costretto ad affrontare un campionato con una formazione non all’altezza ed andrei incontro a pressioni della Piazza fuori programma. Tutto è possibile, ma ad oggi il Fragagnano ha come obiettivo un campionato  nella stessa categoria dove nella prossima stagione crediamo di poterci migliorare”.

pugliacalcio24.it

 

Le decisioni del giudice sportivo

Di seguito le decisioni del Giudice sportivo dopo le due gare del primo turno playoff, Putignano-San Vito e Tricase-Leverano, e del playout tra Lizzano e Scorrano.

PLAYOFF

CALCIATORI – Una giornata a Laera (Putignano).

MULTE – 500 euro al Tricase (“Propri tifosi accendevano numerosi fumogeni senza conseguenze”), 300 euro al Putignano (“Per presenza di soggetti estranei negli spogliatoi durante l’intervallo che non si allontanavano neanche dopo l’esplicito invito dei commissari di campo. Uno di essi proferiva espressioni ingiuriose all’indirizzo del commissario di campo”).

PLAYOUT

CALCIATORI – Due giornate a Palmisano (Lizzano); una giornata a Lentini (L.M. Scorrano).

La Commissione Disciplinare, inoltre, ha parzialmente accolto il reclamo del Putignano, relativamente alle decisioni del Giudice sportivo successive alla gara di campionato con il Novoli del 18 maggio, riducendo la squalifica di Caracciolese al 31 ottobre 2014 (la precedente era al 21 dicembre 2014) e l’ammenda da 500 a 300 euro.

salentosport.net

Sporting Altamura: Intervista a mister Di Maio

Dopo la festa per la vittoria di domenica scorsa dello Sporting Altamura per la vittoria dei play off del girone A di promozione, i nostri microfoni hanno raggiunto in esclusiva il tecnico casertano dello Sporting Altamura: Gennaro Di Maio. Di Maio può vantare un grande passato da giocatore in squadre come Lamezia, Cosenza, Casertana, Sapri e altre, per poi assumere la passata stagione il doppio ruolo di allenatore – giocatore proprio nello Sporting Altamura, quest’anno ha ufficialmente preso in mano le redini della panchina e ha condotto la squadra altamurana alla vittoria.

Mister Di Maio avete raggiunto l’obiettivo stagionale che era vincere, l’avete fatto dalla porta secondaria che erano i play off, puoi tracciarci un bilancio di questa stagione ?
In base alle risorse che la società aveva a disposizione abbiamo cercato insieme al direttore Martelli di mettere su un organico che potesse lottare per le prime posizioni cercando di scegliere degli elementi che prima di essere validi calciatori avessero dei grandi valori umani . Come in tutti gli organici abbiamo avuto momenti di grande gioia ma anche momenti di grande difficoltà ed incomprensioni ed è stato proprio in questi ultimi che la squadra ha dimostrato di avere quei valori di cui prima parlavo. Vi posso garantire che non è stato facile per diverse difficoltà incontrate per strada ma alla fine ha prevalso il cuore dei ragazzi ed anche se dalla porta secondaria è stato raggiunto l obiettivo . Io ed il mio collaboratore, il prof Luigi Romano fondamentale per la mia crescita, siamo molto orgogliosi del lavoro svolto e dei nostri calciatori . Quindi dico che si può sempre fare di più ma ritengo la stagione più che positiva!

Quale è stata l’arma vincente di questa squadra ?
Credo che l’ arma vincente racchiude quello che dicevo prima , l’aver costruito un grande gruppo con dei sani principi e grandi valori.

Cosa è mancato alla tua squadra per vincere il campionato ? Qualche rimpianto ?
E’ una domanda difficile. Forse come succede spesso è stato l’aver sottovaluto le squadre di bassa classifica e non averle affrontate con la giusta mentalità e cattiveria agonistica senza nulla togliere al Bitonto che ha fatto un campionato straordinario!

Momento più bello e momento più brutto della stagione ?
Beh parto da quello più brutto e cioè la sconfitta nella finale di coppa Italia anche se ad essere sincero ci ha aiutati a capire tante cose . Il più bello credo sia stato domenica , vedere lo stadio pieno e poter festeggiare con i nostri tifosi !

A chi dedichi questa vittoria ?
Questa vittoria la dedico sicuramente a mia moglie e a tutta la mia famiglia.

Siete la squadra che ha giocato più partite della categoria, come è stato gestire a livello fisico e mentale questi ragazzi ?
Insieme al prof avevamo preventivato ad inizio stagione il fatto di dover competere su entrambi i fronti, quindi eravamo preparati ad affrontare un certo numero di gare , diciamo che con la professionalità e la disponibilità dei ragazzi e la competenza del prof tutto è stato più facile visto anche il fatto che non ci sono stati infortuni importanti!

Quali sono le squadre di questo campionato ti hanno sorpreso e quali ti hanno deluso ?
Mi viene subito in mente il Bitonto perché ha vinto tutto , la delusione tra virgolette è il Corato perché a mio giudizio aveva l’ organico più forte ed un grande allenatore ma sicuramente avranno avuto altri tipi di problemi, la sorpresa sicuramente il Monte Sant Angelo !

Infine una domanda personale, al primo anno effettivo da allenatore hai già vinto, aspirazioni per il tuo futuro da allenatore ?
Non finirò mai di ringraziare tutti i miei calciatori per la grande gioia che mi hanno regalato alla mia prima esperienza da tecnico . Al futuro onestamente non ci sto pensando, mi godo questo bel momento con la consapevolezza che ho ancora tanto ma tanto tanto da lavorare e che la strada è molto lunga!

Pugliacalcio24.it

L’ASD San Marco accoglie tutti… anche i tesserati della Polisportiva

“La società ASD San Marco accoglie tutti!… anche i tesserati della Polisportiva Sammarco!”

La Società Polisportiva Sammarco, con sede legale in S. Marco in Lamis alla Piazza Europa n. 10, espone quanto appresso. E’ doveroso premettere che la Polisportiva Sammarco non vorrebbe alimentare polemiche nei riguardi dell’altra società di San Marco ma certe condotte inducono inevitabilmente a prendere carta e penna ed a denunciare comportamenti non conformi a quelle che sono le regole dello sport.
Va chiarito che i destinatari di tale comunicato non sono ovviamente i calciatori dell’ASD e i vertici societari bensì qualche “missionario predicatore” che predica bene e razzola male, sportivamente parlando.
Come noto a tutti gli sportivi, l’ASD San Marco, per la data del 28.05.2014, ore 15.00, ha organizzato, per la stagione sportiva 2014-2015, la “SELEZIONE ALLIEVI” relativa a ragazzi nati negli anni 1998-1999-2000.
Premesso che l’iniziativa debba ritenersi apprezzabile in quanto diretta a coinvolgere in un progetto sportivo numerosi ragazzi, essa non può ritenersi legittima in quanto a tale selezione hanno partecipato numerosi ragazzi tesserati con la Polisportiva Sammarco senza che mai sia stato richiesto il nulla-osta alla società di appartenenza.
E’ pacifico che tale decisione, conforme al loro codice etico adottato, guarda caso!, dopo il gestaccio fatto da un tesserato dell’ASD San Marco durante il derby disputatosi il 09.03.2014 e denunciato dalla Polisportiva, non è conforme al Comunicato ufficiale n. 1 del Settore Giovanile e Scolastico, in virtù del quale è vietato far sostenere i “provini” ai giovani calciatori che non siano muniti del necessario nulla-osta rilasciato dalla società di appartenenza.
Ad ogni buon conto, una siffatta condotta non sorprende poiché, già nel comunicato stampa datato 19.03.2014, si denunciava un tentativo da parte di qualche “missionario predicatore” di contattare i giocatori tesserati con la Polisportiva ma con esito negativo poiché i propri tesserati hanno inteso ed intendono condividere un vero progetto sportivo ove viene valorizzato prima l’uomo e poi il calciatore, senza che mai il singolo calciatore possa diventare uno strumento per il soddisfacimento degli interessi personali di qualche missionario predicatore.
Ordunque, alla luce di quanto innanzi, sarebbe opportuno adottare, all’interno del loro codice etico, una norma che disciplini il rapporto con le altre società e che vieti di contattare i tesserati delle altre società. Siamo certi che lo faranno dal momento che, immediatamente dopo quanto verificatosi dopo il derby del 09.3.2014, decidevano di adottare, accogliendo il suggerimento della Polisportiva, il codice etico interno come da loro rappresentato nel comunicato stampa del 13.05.2014
Va da sé che tali condotte saranno rigorosamente valutate e sottoposte all’attenzione degli organi di giustizia sportiva e tanto al fine di tutelare il marchio “Polisportiva” sintesi di storia e prestigio.
E proprio in nome della gloriosa storia della Polisportiva che sarà avanzata una formale richiesta alla F.I.G.C. affinché l’ASD S. Marco cambi i propri colori sociali ed il proprio logo, mutuati dalla Polisportiva, giacchè il colore sociale “granata” è il colore sociale storico della Società Polisportiva Sammarco che intende far valere i propri interessi in ogni sede a tal fine preposti.
Si conclude dicendo che al seguente comunicato ne seguiranno altri, se necessario, perché la Polisportiva, a differenza loro, che hanno deciso di non rispondere ai comunicati perché impostoli dal famigerato codice etico e perché evidentemente non hanno molto da dire avendo la coda di paglia, ha e avrà tante cose da dire sul concetto di sport inteso come fair play, solidarietà, senso di aggregazione, rispetto, accettazione del verdetto del campo

Nota stampa POLISPORTIVA SAMMARCO 1953

Manfredonia: Ottime notizie dalla LND

Serie D: giovani D valore: ecco i vincitori. Manfredonia Calcio prima nel girone H. In arrivo premio in denaro.

Stilate le classifiche definitive di Giovani D valore, il premio per le società di Serie D che schierano in campo il maggior numero di giovani, oltre i quattro under previsti dal regolamento. Per le squadre corre infatti l’obbligo regolamentare di impiegare quattro calciatori (per la stagione 2013/2014 uno del 1993, due del 1994 ed uno del 1995) per tutta la durata dell’incontro. Giovani D valore è un’iniziativa che al termine del 2013/2014 distribuirà 450 mila euro tra 27 società, le prime tre di ogni girone nella speciale graduatoria redatta alla fine della stagione regolare: 25 mila euro per la prima classificata, 15 mila alla seconda e 10 mila alla terza. I dati sono stati rilevati dalla prima alla ventottesima giornata di campionato (26 per i gironi F, H e I) considerando i calciatori italiani, comunitari ed extracomunitari tesserati con società della LND nati negli anni compresi tra il 1993 ed il 1997 utilizzati dall’inizio di ogni gara. Esclusi dalla graduatoria i giovani in prestito da club professionistici e quelli subentrati nel corso della gara pur appartenendo alle classi d’età interessate dall’iniziativa.

LA CLASSIFICA
Girone A – Folgore Caratese 1313 punti, Borgosesia 1020, Derthona 830;
Girone B – Aurora Seriate 1621 punti, Legnago Salus 1512, Olginatese 1489;
Girone C – Montebelluna 3202 punti, Mezzocorona 2021, San Paolo Padova 1937;
Girone D – Sancolombano 1455 punti, Imolese 1191, Virtus Castelfranco 902;
Girone E – Sansepolcro 2337, Scandicci 1632, Trestina 1455;
Girone F – Jesina 2222, Alma Juve Fano 1911, Recanatese 1602;
Girone G – Budoni 2414 punti, Olbia 2015, Anziolavinio 1725;
Girone H – Manfredonia 1591 punti, Mariano Keller 1457, San Severo 1404;
Girone I – Rende 1068 punti, Noto 1051, Comprensorio Montalto 962.

Anche San Severo ha giovani D valore

Buone notizie in casa giallogranata. La Lega Nazionale Dilettanti ha infatti premiato il sodalizio dauno con 10.000 €, nell’ambito dell’iniziativa ‘Giovani D Valore’. La LND ha erogato somme di denaro a quelle società che si sono distinte per aver puntato con maggior vigore sui giovani durante i campionati di serie D 2013/14. Nel girone H, il San Severo è giunto terzo nella speciale classifica, preceduto solo dai cugini del Manfredonia, primi e vincitori di 25.000 €, e dalla Mariano Keller.
La cifra assegnata è soprattutto un riconoscimento al grande lavoro compiuto sui giovani dai tecnici sanseveresi in questa stagione. Più volte infatti l’undici giallogranata sceso in campo sui vari campi del girone era composto da una pattuglia di giovani speranze, che andava al di là dei cinque canonici imposti dal regolamento. I dauni dunque hanno contribuito a sfatare il mito che per la salvezza in serie D ci si debba affidare solo a giocatori scafati ed esperti della categoria.
Le buone notizie in salsa giallogranata potrebbero tuttavia finire qui. I tifosi sanseveresi stanno difatti vivendo momenti di incertezza, legati al destino societario del sodalizio. L’imprevista sconfitta elettorale maturata al primo turno dal Presidente e candidato Sindaco Dino Marino potrebbe avere ripercussioni anche sul futuro della prima squadra calcistica sanseverese. Al momento il Presidente non ha rilasciato alcuna dichiarazione in merito, limitandosi ad incassare gli attestati di stima dei gruppi ultras e gli inviti a non lasciare espressi sui social network all’indomani del risultato elettorale.
Antonio Pio Cristino per Il Mattino di Foggia e Provincia

L’altro Calciomercato: la Compravendita di titoli sportivi

Non c’è solo la Turris a caccia prima di un nuovo proprietario e poi di un titolo sportivo che le permetta di continuare a militare in serie D. Sono tante altre le realtà calcistiche a rischio scomparsa e alla ricerca appunto di una nuova denominazione per evitare la “morte”. A tal proposito quest’anno si preannunciano tante pretendenti ma poche opportunità. Il noto valzer di fusioni e trasferimenti da una città all’altra dovrebbe essere più limitato rispetto alle estati precedenti.

LE PRETENDENTI – Entrando nello specifico, oltre ai corallini sono almeno 4 le altre compagini potenzialmente interessate ad acquisire un titolo di serie D. Su tutte la Nocerina che, radiata dal calcio professionistico per i fatti di Salerno, sta tentando di ripartire dai Dilettanti. Sempre nel salernitano non è da trascurare la situazione della Cavese, abbandonata dall’ex presidente Manna con una società, a quanto pare, fortemente indebitata. Non da escludere quindi una ripartenza ex-novo con il trasferimento di un titolo da qualche altra città. Nel napoletano invece secondo gli ultimi rumors anche San Giorgio e Real Vico sarebbero a caccia di un titolo per disputare la prossima serie D (da ricordare però che i costieri, in quanto appena retrocessi, potrebbero giocarsi anche la carta del ripescaggio). Il regolamento sulla carta vieta lo spostamento tra province diverse, anche se tale vincolo pare aggirabile tramite alcuni cavilli burocratici.

LE OPPORTUNITA’ – Al momento sono davvero pochi i titoli trasferibili ed in questo senso la Turris potrebbe trovare una concorrenza serrata, il che farebbe lievitare ovviamente i costi dell’operazione. Ad eccezione infatti di quello della Mariano Keller, che ha ricevuto già molti sondaggi da svariate persone interessate, attualmente non figurano altre realtà calcistiche disponibili a trasferirsi. Da tenere d’occhio però le situazioni di Puteolana e Marcianise, piste che nei prossimi giorni potrebbero divenire caldissime. Nelle fila flegree patron Di Marino ha annunciato che lascerà la società, dando però la priorità ad imprenditori locali affinché il calcio rimanga a Pozzuoli, prima di valutare offerte provenienti da altri lidi. A Marcianise invece la famiglia D’Anna ha dato una sorta di ultimatum al Comune: in caso di mancata ristrutturazione dello stadio Progreditur, il titolo sarà spostato altrove.

Nei giorni scorsi anche il titolo del Pomigliano era dato in vendita, ma si è trattato soltanto di voci che al momento non hanno trovato riscontri.

IPOTESI ECCELLENZA – Insomma, le città attualmente senza calcio aspettano e sperano che nei prossimi giorni possa sbloccarsi uno di questi fronti ma, viste le grandi difficoltà, qualcuno sta già ipotizzando di ripartire dall’Eccellenza, categoria in cui sarebbe più semplice conseguire il titolo e anche a prezzi più sostenuti.

tuttoturris.com

Leverano, intervista a Branà

Giuseppe Branà

È inquieto Giuseppe Branà al triplice fischio del signor Masciale di Molfetta. Il suo Leverano ha costruito diverse buone occasioni per sbloccare l’incontro ma imprecisione sfortuna hanno limitato l’efficienza degli avanti bianconeri. Sensazioni a caldo?“Delusione no – ammette il tecnico – rabbia sicuramente tanta, perché alla fine, secondo me, abbiamo fatto meglio di loro, costruendo molte occasioni da rete. Non è facile esternare uno stato d’animo dopo una partita pareggiata in questo modo. Se avessero giocato meglio loro sarebbe stato diverso, ma di occasioni ne hanno avute solo due. Noi, invece ne abbiamo costruite cinque o sei, sempre a tu per tu con il loro portiere, occasioni che in genere i nostri attaccanti trasformano in gol. Ma il calcio è anche questo, basti pensare a come il Real Madrid abbia vinto la finale di Champions. Per noi è stata un’annata più che positiva, specialmente nel girone di ritorno i ragazzi hanno fatto benissimo. Abbiamo lasciato un buon segnale qui a Tricase”.

Poche spiegazioni anche su quale sia stato il fattore mancante per portare a casa partita e qualificazione. “È mancata solo un po’ di fortuna – precisa Branà – non si spiega diversamente non essere riusciti a finalizzare tutte le occasioni avute. Nel calcio ci sta, non siamo dei robot che dobbiamo segnare per forza, la rabbia è comunque tanta”.

Il bilancio finale sull’annata del Leverano è comunque in attivo. “La nostra è stata una stagione positiva, certo rimane l’amaro in bocca per come è andata la partita. Ci credevamo parecchio – conclude il giovane allenatore – venivamo da una serie incredibile di risultati positivi ed anche oggi, secondo me, avevamo una marcia in più rispetto al Tricase”.

Luigi Alemanno per salentosport.net

Lizzano-Scorrano, interviste post-partita

Il Lizzano festeggia la salvezza con un felicissimo mister Aldo Palmieri, artefice principale di questa missione. Tra cori e gavettoni, il tecnico commenta la gara: “Vittoria meritata – parte Palmieri – con un primo tempo condito da ottime palle gol che abbiamo creato. Nello spogliatoio ci siamo parlati e siamo usciti più convinti di vincere senza ricorrere ai supplementari.Palmisano è stato la nostra croce e delizia perchè prima segna il gol e dopo si fa espellere, mettendoci in difficoltà. Siamo stati bravi – prosegue il mister – a soffrire ma loScorrano non ci ha impensierito più di tanto. Rigore? Dubbio, dalla mia posizione non si vedeva bene ma questo non sminuisce il valore della nostra vittoria. Futuro? Ora vogliamo goderci la salvezza. Al girone di andata – conclude l’allenatore – nessuno pensava che avremmo fatto i play-out e dobbiamo riflettere. A tempo debito.

Tanta amarezza sul viso di mister Francesco Rollo, con la sua squadra che saluta la Promozione: “Oggi è stata la partita fotocopia della nostra stagione – commenta il tecnico – con sfortuna ed episodi sfavorevoli, che alla fine hanno determinato la sconfitta di oggi (domenica, ndr) e la retrocessione. Se oggi ci danno il rigore sullo 0-0 non so come va a finire. Faccio gli auguri al Lizzano ma vedere all’opera arbitri non all’altezza mi delude. Quest’anno – prosegue Rollo – siamo stati falcidiati da arbitraggi incredibili, sin dall’inizio: episodio del rigore a parte, l’espulsione di Lentini, per due mezzi falli, ha dell’incredibile. Nulla contro il Lizzano, ripeto, che pur giocando un primo tempo alla pari ha meritato la vittoria. Se al rigore non concesso ci aggiungiamo latraversa… Abbiamo solo il rammarico di non aver sfruttato la superiorità numerica. Futuro? Ora dobbiamo metabolizzare la sconfitta; dopo vedremo il da farsi. Questa sconfitta – conclude l’allenatore – brucia e ci vorrà del tempo prima di tornare a parlare di calcio.

Umberto Nardella

Tricase, il presidente “Vogliamo l’eccellenza!”

Capacità di soffriregrande cuore ed un pizzico di fortuna. Questo il mix perfetto che ha consentito al Tricase di accedere alla finale playoff contro il Putignano“Sicuramente – analizza il presidente rossoblu,Antonio Buccoliero – il vantaggio di giocare la partita in casa ha aiutato il Tricase ma credo che poi, sostanzialmente, i valori del campionato abbiano arriso ai rossoblu in virtù anche delle due vittorie che abbiamo ottenuto con il Leverano nella regular season. Nei centottanta minuti del torneo abbiamo raccolto i sei punti che ci hanno consentito di staccare la squadra bianconera e di avere una posizione in classifica sicuramente migliore. Chiaro, oggi ci sono state delle occasioni importanti per il Leverano, ma anche il Tricase ha fallito altrettante opportunità. Probabilmente il risultato di zero a zero è quello più giusto e premia i colori rossoblu perché meglio classificati. La prossima partita, col Putignano, chiarirà definitivamente i valori del campionato di quest’anno”.

Grande ottimismo del numero uno rossoblu in vista del match in terra barese di domenica prossima contro la seconda forza del girone B: “Ogni partita ha una storia a sé: credo che a Putignano ce la giocheremo bene. In campionato, contro i baresi, in entrambe le occasioni abbiamo offerto un bel calcio, nonostante siano maturare delle sconfitte in entrambe le sfide. Questa volta pensiamo si possa rivoltare il risultato e quindi puntare decisamente all’Eccellenza“.

Pronostico secco: Settanta per cento di possibilità di vittoria per il Tricase”, conclude Buccoliero.

Luigi Alemanno per salentosport.net

Manfredonia: A regnare è il silenzio

Al momento non arrivano segnali dalla dirigenza, squadra, tecnico e tifosi sono in attesa di conoscere le rispettive sorti. E intanto trascorrono i giorni
I tifosi sipontini si mobilitano, sul web è comparso l’hashstag #ilDonianondevemorire, condiviso persino dal sindaco Riccardi.

A Manfredonia regna il silenzio. E’ trascorsa un’altra settimana ed il futuro del club bianco-celeste è ancora tutto da decifrare. Continua il silenzio del presidente Antonio Sdanga, tifosi, tecnico e giocatori sono in attesa di conoscere le rispettive sorti. L’ultimo intervento ufficiale della dirigenza risale infatti alla vigilia della sfida salvezza al Miramare contro il Grottaglie, gara poi vinta dal Manfredonia grazie ad una doppietta di Carminati. In quella circostanza, il presidente dei sipontini, “minacciò” di lasciare se non fossero intervenuti dei sostanziali cambiamenti in seno alla società. In pratica, Sdanga chiamò indirettamente in causa il sindaco Angelo Riccardi, il quale, replicò prontamente rimandando al mittente le affermazioni in questione ed esortò tutti, in quel momento, a pensare prima di tutto alla salvezza della squadra, cosa che avvenne addirittura una giornata d’ anticipo. Da allora…nulla di nuovo. Di tanto in tanto qualche voce che si rincorre per le vie della città, l’ultima, riguarderebbe una vertenza depositata in Lega da parte di un calciatore, ovviamente il condizionale è d’obbligo poiché si tratta di un’indiscrezione, in ogni caso, tradotto in termini pratici, significa che o la faccenda si chiude attraverso una transazione con il relativo pagamento di quanto concordato sul contratto, oppure, il tutto finirà davanti agli organi competenti ai quali spetterà l’ultimo verdetto che potrebbe anche configurarsi con un punto di penalizzazione da scontare nel prossimo campionato per ogni vertenza presentata e rimasta insoluta. Insomma, piove sul bagnato. Intanto, sul web è comparso l’hashstag #ilDonianondevemorire, condiviso persino dal sindaco Riccardi. Il futuro del Manfredonia è ancora un rebus.
Antonio Guerra per Il Mattino di Foggia e Provincia

Il Pietramontecorvino attende le vincenti dei play-off

La Gioventù Calcio Dauna che è approdata ai play-off nazionali, domenica scorsa ha perso 2-1 sul campo della Polisportiva Sarnese, squadra campana di Eccellenza. In Prima molisana, il Pietramontecorvino ha vinto i play-off del girone “B” ed attende le due vincitrici degli altri due gironi per lo scontro a tre per la promozione diretta in Promozione, nel girone “C” la Frentania è approdata alla semifinale play-off che disputerà domenica sul campo del Campobasso Nord. Resta in Eccellenza il Roseto, promosso in Eccellenza il Casalnuovo Monterotaro, in Prima resta il Volturino, promossa in Prima il Carlantino e restano in Seconda, San Marco la Catola, Celentia e Quattro Torri Chieuti. In Campania, dopo la promozione in prima dell’Artemisium, domenica lo Sporting Accadia affronterà in casa la Polisportiva Calitri, l’Anzano ha mantenuto la Seconda Categoria. Domenica scorsa, lo Sporting Team/Appenninica ha perso 2-1 sul campo del Frequentum, approdando matematicamente ai play-off di Terza Categoria, sconfitta anche per il Monteleone, che ha perso 2-0 in casa della Savignanese, a riposo forzato il Panni.
Giovanni Vivolo per Il Mattino di Foggia e Provincia

Giudice Sportivo e disciplinare
Le squalifiche del 25/05/2014

I provvedimenti per i campionati dilettantistici.

I provvedimenti del giudice sportivo Angelo Romano relativi ai campionati di Eccellenza, Promozione, I e II categoria, Juniores, alla Coppa Italia di Promozione e le decisioni della Disciplinare.
Si precisa, che per disposizioni Federali, (ved. art. 13 delle NOIF) tale documento non riveste carattere ufficiale in quanto solo il Comunicato Ufficiale affisso all’Albo avrà valore a tutti gli effetti sia per il testo che per la decorrenza dei termini.

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Parte il nuovo corso Virtus Francavilla Calcio

Ecco tutte le novità e i programmi

Parte il nuovo corso unificato della Francavilla calcisitica. I due promotori della fusione delle maggiori espressioni calcistiche della ‘Città degli Imperiali’, Antonio Magrì della Virtus Francavilla e Tonino Donatiello del Francavilla Calcio 1946, hanno illustrato il progetto nella serata di martedi 27 maggio. Tanti i presenti: c’era una rappresentanza dei gruppi ultras delle due squadre, oltre a tanti tifosi interessati alle vicende del calcio locale. Commosso e commovente il ricordo del giovane scomparso Walter Litti, cui gli ultras hanno dedicato diversi cori: un minuto di silenzio è stato osservato anche in sala.

Ha preso subito la parola il presidente Magrì che ha chiarito alcune vicende occorse negli anni precedenti quando fu tacciato, da parte dei tifosi del Francavilla, di non avere a cuore le sorti della squadra biancazzurra: “Sono sempre stato vicino al Francavilla Calcio, sin dai tempi di Distante. Quando lui si è defilato non sono potuto intervenire in prima persona perchè ero già impegnato in altri progetti sportivi e, per come mi piace gestire le cose, non mi sentivo pronto. Ora lo sono, lo siamo e vogliamo fare bene, insieme a Tonino Donatiello riconosciuto come una delle persone più carismatiche e competenti della Puglia: oggi si avvera un sogno per me“. Di poche parole Donatiello che si scusa con i tifosi per la recente delusione dovuta alla retrocessione, dopo il pareggio a Castellaneta: “Non ho parole per scusarmi con questi tifosi che ci hanno sempre sostenuti, mentre altri hanno preferito defilarsi“.

La squadra si chiamerà Virtus Francavilla Calcio e il logo conterrà il nome, lo stemma della città e la data 1946 con lo sfondo a righe bianco-azzurre. Scroscianti gli applausi degli ultras che hanno anche mostrato lo striscione: Magrì e Donatiello insieme creDiamoci. Le ambizioni di tornare nel massimo torneo dilettantistico ci sono, come confermato dalle parole di Magrì, anche se: “Non faremo pazzie. Avere la squadra migliore, la dirigenza migliore e le migliori strutture non è sinonimo di vittoria quindi non vorrei creare false illusioni, in quanto nel calcio nulla è scontato: ci proveremo ma potremo non riuscirci nell’immediato“. Sulla rosa precisa: “Vogliamo giocatori che abbiano fame e vogliamo puntare sui giovani. Altre squadre, come il Grottaglie, navigano da anni a certi livelli: possiamo farlo anche noi. Ci vorrà la collaborazione di tutti e, per questo motivo, vi anticipo che cercheremo di affiliare tutte le scuole calcio di Francavilla in modo da essere un’unica famiglia. La dirigenza, che sarà composta da persone di entrambe le squadre, sta già lavorando in questo senso: mercato e settore giovanile. L’organigramma sarà ufficializzato in futuro“.

Tifosi visibilmente contenti e morale alto tra i presenti. Gli intenti sono buoni e la pianificazione appare chiara: se il buongiorno si vede dal mattino, si intravede una nuova alba per il calco francavillese.

Umberto Nardella

Preoccupazioni in casa Canosa. La dirigenza saluta.

Atmosfera dimessa e facce scure in casa Canosa alle prese con problemi economici, dovuti anche al  concomitante disimpegno da parte di alcuni imprenditori locali nel finale di stagione, come hanno dichiarato il presidente Antonio Mugeo ed il suo vice Nicola Mancini.

Per l’occasione entrambi   hanno rilasciato un comunicato riportante i ringraziamenti di fine campionato : “””Ringraziamo tutti i tesserati, dallo staff tecnico e sanitario ai  giocatori per l’impegno profuso ed il grande attaccamento alla maglia, ai tifosi che hanno sostenuto la squadra. Poi gli organi federali,  gli arbitri, i componenti delle due compagini Bitonto e Altamura per le vittorie conquistate,  l’Amministrazione Comunale, i due assessori allo sport Quinto e D’Aulisa, le forze dell’ordine, i rappresentanti delle ditte sponsorizzatrici, tra i quali il dottor Luciano Pio Papagna che negli ultimi due anni hanno contribuito fattivamente ai risultati ottenuti sul campo, una promozione dalla prima categoria ed un dignitoso settimo posto in questo campionato appena conclusosi, nonostante le difficoltà. Ai saluti di ringraziamento, estesi alle squadre retrocesse con gli auguri  per una pronta risalita, e alla stampa per l’opera svolta,  si aggiungono le sentite congratulazioni alla pallavolista canosina Stefania Sansonna, per il prestigioso traguardo raggiunto con la convocazione in Nazionale ed ai suoi familiari, in particolare al papà Domenico ed ai  fratelli Damiano e Fabio che in passato hanno indossato la maglia rossoblu. Una famiglia che onora lo sport e l’etica sportiva”””. In questi  giorni si attendono gli esiti dei contatti avviati dalla dirigenza canosina con le autorità e gli imprenditori locali che intendono sostenere la causa rossoblu, a partire dall’iscrizione al campionato di promozione, prossima meta in programma.

Bartolo Carbone

Rossetti: “Il calcio di Capitanata è vivo.

Michele Rossetti(D.S.Reali Siti Stornarella):”Il calcio in Capitanata non è morto, nuove realtà ci faranno divertire. A Stornarella mi sono divertito!”

E’ momento di bilanci tra i protagonisti del calcio di Capitanata. Con il Direttore Sportivo, Michele Rossetti, abbiamo tracciato un bilancio generale, oltre quello sui Reali Siti Stornarella, ultima sfida in ordine temporale del giovane e preparato Dirigente.

CHE MESI SONO STATI QUESTI ULTIMI A STORNARELLA E CHE BILANCIO SI PUO’ FARE?
“Nel calcio, purtroppo, contano solo i numeri, ed i numeri dicono che da Dicembre in poi lo Stornarella ha cambiato marcia. Se ci sono dei miei meriti o no, poco importa, importa soltanto aver raggiunto un certo tipo di risultato e che, chi ha investito in questa squadra abbia terminato la stagione con entusiasmo e con la voglia di ripartire, io credo che il compito di un dirigente dev’essere questo”.

SONO GIUSTI I VERDETTI FINALI DEL CAMPIONATO?
“Credo che non ci sia nulla di più sincero delle classifiche finali. Chi ha vinto ha meritato, chi è retrocesso avrà commesso certamente degli errori. Non si vince mai per caso! Dietro ad ogni vittoria ci sono dei sacrifici, chi vince ne avrà fatti più di altri”.

IN CAPITANATA STANNO EMERGENDO NUOVE REALTA’ CALCISTICHE, MENTRE ALTRE CHE SONO STATE PROTAGONISTE IN ANNI PASSATI STANNO ARRANCANDO, CHE PUO’ SIGNIFICARE QUESTO?
“Niente, è assolutamente normale, oggi ci sono realtà come San Marco in Lamis, Monte Sant’Angelo, Stornara e lo stesso Stornarella, ieri c’erano San Giovanni Rotondo, Lucera, Candela.
Il calcio è fatto di cicli, la durata dei cicli poi la determinano i risultati che si avranno. Quelle società che oggi sono in difficoltà devono aspettare che passi la tormenta e posizionarsi in categorie che possano garantire quantomeno la sopravvivenza, senza inseguire il passato altrimenti si rischia la definitiva scomparsa”.

QUALI LE SORPRESE E QUALI LE DELUSIONI DEL CALCIO DI CASA NOSTRA?
“Credo che la salvezza del San Severo e dell’Ascoli oltre che il campionato del Vieste e la nascita della piazza di San Marco siano bellissime cartoline per il nostro calcio ma la palma spetta al Monte Sant’Angelo che ha realizzato qualcosa di meraviglioso.
La delusione più grande è certamente l’assenza dell’Audace Cerignola, gli altri sono risultati sul campo che possono essere rimediati ma l’assenza del Cerignola è qualcosa di assurdo”.

QUALI SONO I PROGETTI PER IL PROSSIMO ANNO, RESTERAI ANCORA ALLO STORNARELLA PER TENTARE DI STUPIRE ANCHE NEL PROBABILISSIMO CAMPIONATO I PROMOZIONE?
“A Stornarella mi sono divertito, è stata una sfida che mi ha entusiasmato perchè contribuire, col Presidente Mario Fiordelisi, con il figlio Antonio ed insieme ai miei dirigenti come Mimmo Quinto, Francesco Monaco, Franco Rizzi, Saverio Moscaritoli, Michele Fiorilli, ai tifosi che hanno sostenuto la squadra, tifosi rappresentati da Nicola Fiorilli, Domenico Potenza e Leo Feninno e tanti altri, ad un traguardo storico per questa piazza non è stata cosa da poco. Hanno forza e competenza per portare avanti loro questo progetto, io farò certamente qualcosa che mi divertirà, perchè il calcio è programmazione, cultura del lavoro ma c’è un aspetto ludico che non và tralasciato altrimenti diventa tutto tropo pesante e rischiamo di prenderci troppo sul serio”.
Fabio Lattuchella

Real Modugno: Intervista a Mr. Carella

Mr. Carella

Dal settore giovanile alla prima squadra. Un salto che magari poteva spaventare chiunque ma non Michele Carella, che dopo l’esperienza con il Green Park, società di calcio giovanile barese in questa stagione è stato tecnico del Modugno in Promozione. E non certo con il ruolo di buon comprimario ma di protagonista riuscendo a portare il club del presidente Michele Danza ad un solo punto dalla qualificazione playoff. Chiudere l’annata in questo modo ha sicuramente fatto denotare la preparazione di un allenatore giovane ma con un importante bagaglio di conoscenze professionali.
Lo stesso Carella non può che essere entusiasta della sua prima avventura da trainer nel ” pallone dei grandi”: ” In estate ho accettato senza riserve la proposta del patron Danza, ritenendo Modugno una piazza ideale per poter far calcio e misurare le mie capacità gestendo un gruppo di atleti adulti. Devo dire senza presunzione che abbiamo giocato un campionato fantastico, un gruppo tutto nuovo eccetto in tre calciatori. Non è stato facile trovare la giusta quadratura, ma dall’ultima sconfitta giunta a Febbraio a Giovinazzo non ci siamo mai fermati totalizzando sei risultati positivi. Siamo stati gli unici a battere Monte Sant’Angelo sul proprio campo e ad Altamura vincevamo fino al 95 esimo. Sono orgoglioso di quanto prodotto, è chiaro che in chiave futura la mia priorità resta Modugno. Parlerò a breve con il presidente, se ci saranno le condizioni vicendevoli per continuare il rapporto sarò ben lieto di rimanere. Non nego che mi stanno giungendo proposte anche in categoria superiore, vedremo cosa accadrà. Intanto approfitto dell’occasione in qualità di abitante di Bitritto e da lavoratore con la mia attività per esprimere la mia felicità in merito alla salvezza del Bitritto, ho tanti amici che giocano li, complimenti a loro“.

Mister Carella con i ragazzi del Real Modugno

Manfredonia, è crisi profonda ma la gente non ci sta!

Rapino


La salvezza sul campo e la valorizzazione di alcuni ragazzi le uniche note liete di una stagione travagliata e condita da palesi errori tecnici…
L’attenuante della difficoltà economica è oggettiva e riconosciuta, ma torniamo indietro di 11 mesi…
Esaltante vittoria dei playoff nazionali e promozione in Serie D, al termine di una stagione iniziata in sordina e poi terminata in grande stile. La magistrale campagna acquisti orchestrata da Franco Ciuffreda realizzava il grande sogno.
E non dimentichiamoci il merito della gente che invocò a gran voce il ritorno di Lino Troiano, che di fatto con il suo reingresso evitò una retrocessione certa poichè le intenzioni erano quelle di schierare la juniores!
Squadra che vince non si tocca, o si puntella..e invece rivoluzione! valanga di giocatori in prova, alcuni dei quali “doppioni”, altri in precarie condizioni fisiche. Inutile fare nomi, di brocchi ne abbiamo visti parecchi.
Ma torniamo ai giorni d’oggi…
L’esposizione debitoria è pesante, le vertenze fioccano e urge cambiare rotta.
E allora escano allo scoperto i nuovi paladini del Donia, la gente urla a gran voce il cambiamento!

Ne va del prestigio e dell’onore della nostra città, rappresentata dalla squadra di calcio.
SCONGIURIAMO UN ALTRO FALLIMENTO O UN CAMPIONATO CON PESANTI HANDICAP, FUORI GLI ATTRIBUTI!
E la stampa, per una volta, sia unanime nel giudizio condiviso da tutta la gente di Manfredonia.

Stefano Favale

Apologia della spazzata

Il gioco del calcio è bello perchè si compone di piccoli gesti. Piccoli capolavori della fisica che, messi insieme in uno spartito di movimenti armonici, possono diventare poesia. Ci sono i movimenti sinuosi e leggeri che nascono dai piedini delicati dei fantasisti. Ci sono i movimenti rapidi e scattanti che vengono fuori dalle discese delle ali e dei tornanti. Ci sono le pennellate morbide e le traiettorie geometriche dei registi. E poi ci sono movimenti di pura catarsi, di pura liberazione, che ci fanno volgere lo sguardo al cielo con le bocche aperte e gli occhi sgranati di meraviglia. Come la spazzata in tribuna.

Spazzare un pallone in tribuna vuol dire tante cose. E’ un magnifico gesto di ribellione verso la società che ci vuole puliti, ordinati, in fila per tre col resto di due, ognuno al suo posto. Non sarà elegante, ma quel pallone che dal limite dell’area supera la linea del fallo laterale, supera le recinzioni del campo sportivo, supera, se siete stati davvero bravi, le mura che delimitano l’impianto di gioco, per noi significa tutto.

Perchè chi l’ha detto che il calcio deve essere equilibrio, armonia, trame di gioco, tiki taka e possesso palla? L’ultima volta che abbiamo controllato, il regolamento del gioco del calcio recitava testuali parole: “ La squadra che ha segnato il maggior numero di reti durante la gara risulterà la vincente. Quando le due squadre hanno segnato lo stesso numero di reti, o non ne hanno segnata alcuna, la gara risulterà pari.”

Se il minuto di gioco è quello che inizia con il 9, e se noi siamo avanti 1-0, o se siamo in parità e ci sta bene, per quale diamine di motivo dovremmo tenerlo con noi quel maledetto oggetto rotondo di cuoio? Andatevelo a riprendere, se ne siete capaci.

E non venite a dirci che i campioni non spazzano la palla in tribuna. Perchè a modo suo, chiunque abbia il coraggio di scendere in campo ogni domenica, ogni sabato, ogni mercoledì alle 21.30 nel campionato di Terza Categoria del posto, è un piccolo campione. E allora che male c’è? Se voi siete liberi di sognare di infilare una pennellata mancina all’incrocio dei pali, noi siamo liberi di sognare di far volare il pallone il più lontano possibile. Lontano dal pericolo immediato, lontano dalla possibilità che gli altri possano mettercelo in porta, lontano da ogni preoccupazione.

Perchè spazzare è un meraviglioso atto di libertà. Una grandiosa manifestazione del nostro essere come siamo. Uno stupendo gesto di trionfo. Perchè, si, magari un gol al 90′ ha il suo perchè. Ma una spazzata in tribuna al 96′, con le gambe che tremano e il cuore che batte forte, aiuta a sconfiggere tutte le paure della vita.

delinquentidelpallone.eu

Virtus Putignano-San Vito 2-1

Grande prova di carattere della Virtus Putignano che, ad una settimana dall’occasione persa di ottenere la promozione diretta in Eccellenza, si ritrova a 90 minuti dal medesimo traguardo, grazie ad un sofferto successo contro il San Vito nel primo dei due turni di playoff.

Dallo spareggio dell’ultima giornata perso contro il Novoli ne usciva una Virtus col morale sotto i tacchi e con ben quattro squalifiche sul groppone, comminate a uomini-chiave come Caracciolese, Lisco, Orlandino e Ricci, ma mister Castelletti, spinto da un pubblico ormai sempre più vicino alla squadra, è riuscito a presentare sul terreno di gioco undici uomini motivati a dovere per centrare l’obiettivo: in porta va Tanzi, estremo difensore classe ’91 che, per la regola dei tre under, costringe a schierarli tutti in mezzo al campo; in difesa Genco scala in mezzo e lascia il posto sulla sinistra ad Alessio Mangini; Vito Mangini va sull’esterno destro del centrocampo, insieme al rientrante Bocconi, Laera e D’onghia; in attacco Recchia, ispirato da Petaroscia. Come spesso è capitato nelle partite vincenti della stagione, la Virtus imprime la sua volontà sul match nei primi minuti e al 12′ Recchia è come al solito impeccabile nel girare sul palo più lontano un assist rasoterra di D’onghia, in seguito alla discesa sulla sinistra di quest’ultimo. Tre minuti dopo si fa male Alessio Mangini e Castelletti lo sostituisce con il bomber della formazione juniores, Granafei, facendo scalare indietro di una posizione Petaroscia e D’onghia. Prima del tè dell’intervallo, la Virtus prova invano a chiudere la pratica con Petaroscia, ancora Recchia e D’onghia, mentre le uniche due conclusioni degli ospiti sono piuttosto velleitarie e terminano sul fondo.
A metà secondo tempo Laera, con galloni di capitano e piuttosto nervoso, riceve il secondo giallo per un fallo che poteva tranquillamente non essere sanzionato e lascia il Putignano in dieci, dando ancora più speranza al San Vito. Poco dopo i brindisini trovano il pari che varrebbe i supplementari, grazie ad un bel colpo di testa di Camposeo. La reazione della Virtus, immediata e rabbiosa, si concretizza in uno spunto di Vito Mangini, che riceve palla sulla destra, entra in area e viene messo giù: calcio di rigore. Della battuta si incarica l’esperto Bruno, subentrato a Petaroscia, che realizza con un tiro centrale e potente. Gli ultimi dieci minuti sono di pura sofferenza, ma i rossoblù riescono a conservare il vantaggio, anche grazie alle uscite sicure di Tanzi.
La società di Intini-Notarangelo arriva così a giocarsi la finale dei playoff, che la vedrà opposta al Tricase, capace di far persistere lo 0-0 contro il Levercalcio fino al 120′ e passando al turno successivo in virtù della migliore posizione in classifica. Si giocherà al Torino ’49 domenica 1 giugno. I padroni di casa dovranno ancora fare a meno di Caracciolese, squalificato fino al termine dell’anno solare per i fatti di Putignano-Novoli.
Virtus Putignano: Tanzi, Capriati, Mangini A. (dal 42′ pt Granafei), De Luisi, Genco, Bocconi, D’onghia, Laera P., Recchia, Petaroscia (dal 17′ st Bruno), Mangini V.
A disposizione: Laera D, Cassano, Mastroscianni, Schettini, Intini V.
Allenatore: Castelletti
San Vito: Termite, Carruezzo, Camposeo, Stabile, Loparco, Cavallo (dal 3′ st Arcadio), Cogliandro, Frascaro, Andriulo, Marinosci, Di Palmo (da 12′ st Lanzillotti)
A disposizione: D’agnano C., D’agnano R.,Vitale, Mazza, Pinto
Allenatore: Licci
Arbitro: Roca di Foggia
Assistenti: Traetta di Molfetta, Scoppio di Molfetta
Reti: 12′ pt Recchia, 31′ st Camposeo, 34′ st Bruno
pugliacalcio24.it

Sporing Altamura – Monte Sant’Angelo 1-0 (dts)
Sintesi della gara ed inteviste

È terminata in maniera trionfale la stagione dello Sporting Altamura che, vincendo la finale dei play-off del girone A del campionato di promozione pugliese, ha messo una seria ipoteca all’approdo in Eccellenza, una serie che manca ad Altamura da troppo tempo. 1 a 0 il risultato finale al termine di 120 minuti combattutissimi e onore al Monte Sant’Angelo che, se pur sconfitto, è uscito dal campo accompagnato dall’applauso dei quasi 3000 spettatori presenti al “D’Angelo”.

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Novoli, intervista post-partita al ds Spagnolo

Novoli Calcio

Il Bitonto, imponendosi per 2-0 sul neutro di Mesagne contro il Novoli, si aggiudica la Supercoppa di Promozione. Il direttore sportivo Luca Spagnolo rende merito agli uomini di Venere e prova a spiegare le ragioni della sconfitta: “Il Bitonto è una gran bella formazione, non è un caso se ha vinto tutto quello che poteva vincere nel corso della stagione 2013/14. Abbiamo dovuto rinunciare a quattro pedine-chiave del calibro dell’attaccante Scarcella e del centrocampista Marasco, entrambi squalificati, del difensore centralePotì, che si è fatto male domenica scorsa a Putignano, e del centrocampista Scozia, bloccato dalla febbre. A questo si aggiunga che siamo giunti alla sfida col Bitonto un tantino scarichi mentalmente, in quanto abbiamo speso la maggior parte delle energie nervose la settimana prima nella gara che ha deciso la nostra annata agonistica, regalandoci la promozione in Eccellenza“.

Quella del Novoli è stata una stagione fantastica: “La nostra -prosegue Spagnolo- si è rivelata un’annata agonistica da incorniciare, nella quale abbiamo costruito mattone dopo mattone, con pieno merito, il salto in Eccellenza, conquistadolo matematicamente solo all’ultima giornata, andando addirittura ad imporci sul terreno di quel Putignano che è stato il nostro grande avversario fino in fondo”.

La  Gazzetta del Mezzogiorno

Apricena fa festa

La finalissima Promozione all’Apricena, battuto 2 a 0 lo Stornarella. Il Rocchetta batte il Bitonto e rimane in Prima

Domenica di grandi emozioni quella appena trascorsa e che ha messo la parola fine a questo lunghissimo ed avvincente campionato di Prima Categoria. La gioia più grande (per i vincitori) arriva da San Paolo di Civitate dove di fronte ad un numerosissimo pubblico è andata in scena la finale delle finali tra la seconda classificata, la Vicarius Apricena e la terza, il Reali Siti Stornarella, vera sorpresa di questo campionato. Con un gol per tempo, i “padroni di casa” hanno conquistato la vittoria più bella e pesante della stagione, quella che vuol dire Promozione. Gli ospiti hanno cercato in tutti i modi il salto di categoria colpendo anche un legno ma l’Apricena, cinica e spietata, l’ha messa dentro due volte facendo esplodere di gioia il proprio seguiti di tifosi. Un plauso, di diritto, va ad entrambe le tifoserie che hanno seguito il match praticamente insieme e allo stesso Reali Siti, uscito dall’impianto di San Paolo a testa alta e con l’applauso collettivo. Stesso pathos ed emozioni a Rocchetta Sant’Antonio dove i padroni di casa, grazie ad una tripletta del solito Albezio, sono riusciti a vincere il proprio scudetto, ovvero mantenere la categoria. Battuto l’Omnia Bitonto che raggiunge San Giovanni Rotondo e Candela nel campionato di Seconda Categoria. Finisce così questo estenuante campionato di Prima iniziato a settembre e terminato solo domenica, ricco di sorprese che potrebbero arrivare già tra qualche mese quando a questo campionato si uniranno altre blasonate squadre e città della provincia, per un torneo, speriamo, ancora più bello ed entusiasmante.
Felice LA RICCIA per Il Mattino di Foggia e Provincia