Fidelis Andria, altra vittoria di carattere: basta una punizione di Palazzo a sconfiggere il Fasano

La Fidelis Andria supera 1-0 il Fasano. Basta una rete di Palazzo direttamente da calcio di punizione a sconfiggere la squadra allenata da Beppe Laterza. Gli uomini di Favarin si avvicinano alla salvezza diretta, adesso distante solo due punti, mentre i fasanesi devono stare attenti e mettere ulteriore fieno in cascina per salvarsi: ora è di solo 5 punti, piuttosto risicato, il margine di sicurezza sull’ultimo posto della zona play-out, occupato proprio dall’Andria.

Nella Fidelis Andria partono titolari Langone e Sambou ai fianchi di Iannini a sostituire Montemurro e Petruccelli, entrambi influenzati. Di nuovo Palazzo dal primo minuto accanto a Yeboah nei due d’attacco. Il Fasano lascia Corvino in panchina con Diaz-Cavaliere coppia offensiva.

Parte subito forte l’Andria, che passa in vantaggio al 4′ con un calcio di punizione diretto di Palazzo dal limite dell’area. L’attaccante azzurro arriva a 10 reti in campionato, 11 in stagione con la Coppa Italia. Gli azzurri continuano a spingere, ma senza trovare di nuovo la porta durante i secondi 45 minuti. Una delle migliori prime frazioni del campionato della Fidelis Andria: la squadra guidata da Giancarlo Favarin ha mostrato di saper chiudersi bene, attaccando comunque con qualità. L’undici federiciano riesce ad attaccare in maniera più che discreta sia in ripartenza, grazie ad un ottimo Yeboah e ad un preciso Palazzo, che a difesa schierata, con gli spunti di Sambou. Gli inserimenti del centrocampista gambiano e del suo collega Langone stanno dando maggior coerenza tattica alla squadra. Il Fasano, dall’altro lato, gioca partita vera, dal momento che in questo momento sarebbe a soli 5 punti di vantaggio dalla zona play-out, un margine non rassicurante. Gli uomini di Beppe Laterza si sono spinti diverse volte in fase offensiva, ma senza lucidità; l’occasione più nitida è un tiro di Lanzone dai 25 metri finito a lato di poco.

Nel secondo tempo è ancora la Fidelis a comandare le danze, sfiorando l’occasione più grossa: è ancora Palazzo ad andare più vicino di tutti al gol, quando al 54′, complice un rimpallo fortuito, si trova di fronte a Suma a pochi passi dalla rete: il suo tiro finisce però alto. Da segnalare, inoltre, l’ammonizione del capitano andriese, che salterà per diffida la trasferta di Nardò. La partita cambia spartito ad un quarto d’ora dal termine, quando viene espulso Sambou per dopia ammonizione, a causa di un discusso fallo su Prinari vicino alla bandierina del calcio d’angolo: da quel momento in poi la Fidelis fatica comprensibilmente a ripartire, ma il Fasano non riesce a trovare il pertugio giusto nella retroguardia andriese, comandata da un impeccabile Porcaro sempre più leader della squadra. I biancoblu hanno per due volte l’occasione di chiudere definitivamente la partita, prima con Montemurro, che intercetta un pallone dalla retroguardia ospite e spara su Suma, poi D’Orsi che da solo contro Suma dopo una corsa di 30 metri palla al piede si fa ipnotizzare e tira centrale. L’Andria è costretta a soffrire fino al 96′, ma arriva una vittoria importantissima.

La compagine federiciana chiude così un mese quasi perfetto, in cui è riuscita finalmente a trovare carattere e gioco: aiutata da un calendario non troppo arduo, la Fidelis ha mostrato di che pasta è fatta, riscattando i negativi mesi precedenti. Da sottolineare la crescita di alcune individualità, come Yeboah e Porcaro, protagonisti delle ultime gare in gran spolvero. Adesso arriva la trasferta di Nardò: un altro scontro salvezza, complicato dall’assenza di Palazzo e Sambou per squalifica. Per il Fasano, invece, una partita sulla carta piuttosto semplice: al “Vito Curlo” arriva l’Agropoli fanalino di coda, che potrebbe garantire alla squadra di Laterza 3 punti agevoli.

 

Fidelis Andria-Fasano, tabellino e statistiche

MARCATORI: 6′ Palazzo (Fi).
FIDELIS-ANDRIA (3-5-2): Tarolli; Porcaro, D’Orsi, Forte; Zingaro, Langone (91′ Petruccelli), Iannini, Sambou, Nannola; Yeboah (77′ Montemurro), Palazzo (69′ Gulic).
A disposizione: Volzone, Nives, Piperis, Sevcik, Klepo, Tedesco.
Allenatore: Giancarlo Favarin
CITTA-DI-FASANO (4-4-2): Suma; Cassano (77′ Corvino), Rizzo, Gonzalez (28′ Panebianco), Pedicone; Forbes, Lanzone, Ganci, Bernardini (60′ Prinari); Diaz, Cavaliere (60′ Schena).
A disposizione: Mennella, Scardicchio, Titarelli, Cochis.
Allenatore: Giuseppe Laterza
ARBITRO: David Guida
AMMONITI: 33′ Porcaro (Fi); 48′ Sambou (Fi); 53′ Palazzo (Fi); 69′ Panebianco (Fa); 70′ Ganci (Fa); 92′ Petruccelli (Fi); 96′ Tarolli (Fi).
ESPULSI: 74′ Sambou (Fi)
ANGOLI: 5-5
RECUPERO: 2′ pt, 6′ st
TIRI (NELLO SPECCHIO): 8(4)-3(0)
FUORIGIOCO: 1-1

Fidelis Andria, continua la striscia positiva: superato 2-0 l’Agropoli

La Fidelis Andria sconfigge l’Agropoli 2-0 in una partita sostanzialmente dominata dal primo all’ultimo minuto e si avvicina alla zona salvezza diretta, ora distante solo 2 lunghezze. Bastano le reti di Gulic al 47′ del primo tempo e di Yeboah al 72′ a piegare la resistenza avversaria. Continua la striscia positiva della squadra Favarin, arrivata a 3 risultati utili consecutivi. Buoni segnali dal punto di vista del gioco: terza rete inviolata consecutiva, quarta partita con 2 o più reti segnate nell’anno nuovo.

Favarin ritrova Langone e D’Orsi tra i titolari e sostituisce Iannini arretrando Montemurro, davanti la coppia inedita Gulic-Palazzo, che sembra la più coerente da un punto di vista tecnico-tattico. Gli ospiti schierano la solita formazione giovanissima (7 under in campo, età media 21 anni) con Doto-Carrafiello coppia offensiva.

Primo tempo con un unico tema dominante: la Fidelis che attacca in ogni modo possibile l’area avversaria e i delfini ben chiusi all’interno della loro metà campo, sotto la linea della palla, a difendere l’area di rigore. L’Andria si fa pericolosa soprattutto da piazzato: il colpo di testa di D’Orsi al 17′ è respinto sulla linea da un difendente dell’Agropoli, quello di Forte qualche minuto più tardo va alto. Favarin aumenta il carico offensivo, sostituendo una mezzala più di contenimento, Langone, con Sambou, per dare imprevedibilità alla fase offensiva. Il vantaggio andriese arriva al tramonto di tempo: dialogo Sambou-Palazzo, con il capitano dei federiciani che ha poi trova alla perfezione Gulic con un rasoterra all’interno dell’area: destro precisissimo del numero 9 che supera così Sanchez.

Dopo un’ottima prima frazione, la Fidelis torna col piglio giusto anche nella ripresa: particolarmente attivo Palazzo, che prima di uscire cerca addirittura 3 volte la realizzazione personale, arrivandoci più vicino con un colpo di testa radente al palo. All’uscita di Palazzo fa da contraltare l’ingresso di Yeboah, che incide il suo nome sul cartellino appena entrato: è il 72′ quando la punta ghanese, entrato in area dal lato corto dopo aver rubato palla ad un avversario, supera di sinistro un incolpevole Sanchez. La partita scorre senza sussulti fino al termine, con l’espulsione per doppia ammonizione del giovanissimo Orefice (classe 2002) nell’Agropoli nei minuti di recupero a causa di un evitabile fallo a centrocampo.

Vittoria che fa classifica e fa morale per l’Andria, mentre l’Agropoli sprofonda sempre più verso una retrocessione ormai scritta. La sfida di domenica contro il Grumentum sarà un crocevia fondamentale per la salvezza dei federiciani: un altro scontro diretto contro un’avversaria affamata di punti, che oggi ha strappato con le unghie un pareggio a Nardò.

Fidelis Andria-Agropoli: tabellino e statistiche

MARCATORI: 47 pt’ Gulic (F), 72′ Yeboah (F).
FIDELIS-ANDRIA (3-5-2): Tarolli; Porcaro, D’Orsi, Forte; Zingaro (65′ Nives), Montemurro, Petruccelli (79′ Stranges), Langone (28′ Sambou), Nannola; Palazzo (69′ Yeboah), Gulic (88′ Piperis).
A disposizione: Segantini, Di Palma, Klepo, Tedesco.
Allenatore: Giancarlo Favarin .
AGROPOLI (4-4-2): Sanchez; Mariani (83′ Stratoti), Tozzi, Di Lascio, Matrone; Carrafiello (90′ D’Ambrosio), Cozzolino, Numerato (90′ Di Filippo), Orefice; Doto (79′ Ceriani), Proto (54′ Ziroli).
A disposizione: Selva, Trabelsi, Del Negro, Scarcia, Russo.
Allenatore: Gianluca Procopio.
ARBITRO: Giorgio Bozzetto
AMMONITI: 22′ Langone (F); 64′ Orefice (A); 67′ Carrafiello (A).
ESPULSI: 90′ Orefice (A).
ANGOLI: 5-1.
RECUPERO: pt 2′, st 6′
TIRI (NELLO SPECCHIO): 12(7)-2(2)
FUORIGIOCO: 1-1

Tra Brindisi e Fidelis Andria vince la paura di non farsi male: finisce 0 a 0 al “Fanuzzi”

Brindisi e Fidelis Andria non si fanno male e si dividono la posta in palio: finisce 0 a 0 al “Franco Fanuzzi”. Una partita poco spumeggiante, con le due squadre che preferiscono spartirsi la posta e portarsi a casa un punto per parte. Sul campo dei cervi va in scena una partita poco spettacolare, dove “domina la paura” come dichiarato dallo stesso mister dell’Andria Giancarlo Favarin a margine dell’incontro.

Il derby tra le due società pugliese vede affrontarsi due squadre in un periodo difficile: entrambe provengono da 3 punti nelle ultime 4 partite, raccolti con 3 pareggi per i padroni di casa mentre con una vittoria, quella nell’ultimo turno contro il Francavilla, per gli ospiti. Entrambi gli allenatori si schierano col 3-5-2: Tourè-Ancora la coppia offensiva degli uomini di mister Ciullo, con Boccadamo fuori sostituito da Merito, mentre nell’Andria ci sono due esordi dal primo minuto (Klepo e Gulic) e tre ritorni importanti dal ‘1 (Forte, Sambou e Tedesco).

Prima frazione povera di sussulti, caratterizzata da un sostanziale equilibrio quasi mai alterato. Tra i più attivi Tourè e Marino per i padroni di casa, il primo con tanta corsa e il secondo con la qualità, mentre negli ospiti spiccano Tedesco, brindisino di nascita e molto attivo nella fase di pressing, Montemurro e Gulic. L’occasione più ghiotta arriva sui piedi di Tedesco al 23’: il numero 90 in maglia bianca si fa murare il destro da un ottimo Pizzolato. I padroni di casa escono dal guscio durante il recupero, quando Ancora tira per la prima volta nello specchio andriese, ma debole e centrale.

Nella seconda frazione non cambia lo spartito, anzi. Durante il primo quarto d’ora si segnala un colpo di testa di Sambou alto e impreciso per l’Andria, mentre il Brindisi impensierisce sul serio la porta federiciana con un destro di Tourè all’interno dell’area, ben respinto da Tarolli. La partita si perde poi in una girandola di cambi e cartellini gialli (saranno 7 alla fine, 5 sono nel secondo tempo), diventando sempre più frammentata e meno interessante. Le due squadre non riescono mai a sfondare centralmente, giocando spesso sulle fasce. L’ultima velleitaria occasione dell’Andria arriva nel recupero, con il perfetto cross di Zingaro per la testa di Yeboah che finisce alto.

Punto importante per entrambe le squadre. Il Brindisi sale a 29 e vede la quota salvezza sempre più vicina, anche ; la Fidelis raccoglie il secondo risultato utile consecutivo (non accadeva dal 1 dicembre) e aspetta la partita di domenica al “Degli Ulivi” contro un Agropoli ormai quasi retrocesso per cercare una vittoria che sarebbe di fondamentale importanza. L’unico aspetto negativo per la Fidelis sta negli ottimi risultati positivi delle dirette concorrenti che portano a 5 punti di distacco la salvezza diretta.

Brindisi-Fidelis Andria: tabellino e statistiche

BRINDISI FOOTBALL CLUB (3-5-2): Pizzolato  Dario, Ianniciello, Fruci; Merito, Pizzolla (81′ Balsamà), D’Ancora (59′ Zappacosta), Marino, Escu; Touré (88′ Maglie), Ancora (75′ Dorato).
A disposizione: Lacirignola, Boccadamo, Capone, Marangi, Cuomo.
Allenatore: Salvatore Ciullo.
FIDELIS-ANDRIA (3-5-2): Tarolli; Porcaro, Klepo, Forte; Zingaro, Montemurro, Iannini, Sambou (69′ Petruccelli), Nannola; Gulic (72′ Yeboah) , Tedesco (72′ Palazzo).
A disposizione: Segantini, Daluisio, Casella, Stranges, Nives, Piperis.
Allenatore: Giancarlo Favarin.
ARBITRO: Andrea Zanotti
AMMONITI: 18′ Montemurro (F); 35′ Ianniciello (B); 53′ D’Ancora (B); 64′ Klepo (F); 67′ Iannini (F); 69′ Pizzolla (B); 85′ Yeboah Johnson (F).
ESPULSI: nessuno.
ANGOLI: 3-2.
RECUPERO: pt 3′, st 4′
TIRI (NELLO SPECCHIO): 4(3)-4(2)
FUORIGIOCO: 1-1

Fonte immagine in evidenza: Brindisi Football Club

Fidelis Andria, Roselli ritira le dimissioni: “Ma ora é il momento di ricompattarsi”

É un fiume in piena Aldo Roselli nello spiegare le sue ragioni. Solo martedì il presidente della Fidelis Andria aveva rassegnato le sue dimissioni, come risultato dell’assemblea di soci (e non del consiglio d’amministrazione, come ha precisato l’ex dg della squadra federiciana) avvenuto nella giornata di lunedì. Parte da questo dettaglio Roselli per spiegare la situazione societaria: “L’assemblea era stata convocata il 22 gennaio, ben prima di Fidelis Andria-Francavilla e quindi degli episodi di contestazione” spiega il numero uno della compagine andriese. “Sono stato sempre disponibile al confronto con i tifosi”.

Nell’esternare i diversi problemi avuti in questa stagione dalla squadra azzurra, Roselli si sofferma in particolare sulla questione stadio: “Dopo l’esilio di ottobre siamo tornati al Degli Ulivi, ma non possiamo allenarci lì e gli addetti ai lavori come Fabio (Moscelli, ndr) sanno quanto é duro non potersi allenare sul campo dove si scende la domenica”. La Fidelis, infatti, non può utilizzare il Degli Ulivi in settimana per non stressare troppo il manto erboso; il tappeto di gioco, dopo gli ingenti interventi di ottobre/novembre, sta lentamente tornando ad una condizione mediocre.

Roselli, in seguito, torna sulla situazione amministrativo-economica del gruppo andriese: “Sono stati pagati tutti gli stipendi, non ci sono debiti con i fornitori. Questa é una società sanissima che, piuttosto, paga il fatto che la città di Andria (sia come tifosi che come sponsor) sia ancora scottata dalla vecchia gestione. Faremo di tutto per chiudere questa stagione al meglio e impostare già la prossima. Adesso, però, dobbiamo ricompattarci e raggiungere la salvezza.”

Roselli termina il discorso visibilmente commosso lasciando la parola a Pietro Lamorte, direttore finanziario e vice-presidente del club, che spiega come Roselli (azionista di maggioranza), Catapano e Pastore stiano rispettando i loro impegni economici e di impegno, mentre gli altri dell’iniziale gruppo di sei si siano disimpegnati da novembre. Roselli integra questo discorso aprendo a nuovi potenziali soci, in particolare andriesi, che siano interessati ad investire nell’Andria; annuncia, inoltre, che potrebbe esserci un aumento di capitale (attualmente corrispondente a 10.000€) per irrobustire le basi societarie.

Inoltre, per ricucire il rapporto con la tifoseria, é stato annunciato che nei prossimi giorni verrà nominato uno SLO (Supporter Liaison Officer).

Fidelis Andria, che vittoria contro il Francavilla: é 1-0 in 9 contro 11

In una partita per certi versi assurda e specchio del suo campionato, la Fidelis Andria sconfigge per 1 a 0 il Francavilla in Sinni grazie alla rete del subentrato Sambou, guadagnando 3 punti di platino. Vittoria ancor più importante alla luce della doppia inferiorità numerica dell’Andria, arrivata a causa delle espulsioni di Langone e D’Orsi. Adesso la squadra di Favarin può guardare al prossimo trittico di partite (Brindisi, Agropoli e Grumentum) con una maggior serenità.

Al “Degli Ulivi” scendono in campo rispettivamente terzultima e penultima compagine del girone H di Serie D, alla ricerca di una vittoria fondamentale per entrambe. Nella Fidelis Andria subito titolare Stefano Tarolli, estremo difensore classe 1997 appena arrivato per dare maggior sicurezza in un ruolo, quello del portiere, che necessita esperienza per dare sicurezza al reparto arretrato. Torna tra i titolari Langone, ancora fuori invece Sambou, a cui invece viene preferito Petruccelli, alla seconda consecutiva da titolare dopo tanta panchina. Negli ospiti si segnala la presenza di due grandi ex, ovverosia Marcello Quinto e Nicola Mancino.

Prima frazione di gioco senza sussulti tra le due aree di rigore, ma piena di episodi da segnalare. Il Francavilla insidia l’area andriese solo da palla inattiva e con situazioni estemporanee, come il tiro dalla distanza di Maione al 42′. L’episodio che cambia la partita arriva al minuto 23: Langone, già ammonito, cade nell’area del Francavilla. L’arbitro ravvisa una simulazione e sventola il secondo giallo ai danni dell’interditore classe 2000. Favarin sistema l’assetto tattico qualche minuto più tardi sostituendo Palazzo, acclamatissimo dal pubblico, per irrobustire la mediana con Montemurro. Nella squadra andriese l’unico con più verve é Petruccelli, che ci prova con diverse conclusioni dalla distanza, tuttavia senza trovare lo specchio o ricevendo pronte risposte di un buon Caruso. Le due squadre perdono entrambe un uomo per infortunio: nell’Andria Lanzolla, nel Francavilla Nolé.

Nel secondo tempo entra in campo un Francavilla più vivace, anche a causa della superiorità numerica, che migliora ulteriormente al minuto 57, quando anche D’Orsi viene mandato sotto la doccia dopo un fallo su Maione. Il Francavilla insiste in un forcing che però si risolve in un nulla di fatto: é Mancino il più attivo, prima con una sforbiciata su cross di Fanelli, poi con una botta dai 30 metri a cui risponde prontamente Tarolli (discreto esordio del nuovo numero 1 federiciano). L’Andria cambia volto dopo l’ingresso di Gulic e Sambou, che danno all’Andria fisicità (il primo), tecnica e coraggio (il secondo). La rete decisiva nasce da loro due: una conclusione di testa di Gulic viene deviata da Caruso nell’angolo da cui scaturisce il colpo di testa deviato in rete dal numero 7 andriese. Al minuto 81 così esplode di gioia il “Degli Ulivi”, su cui é regnata una certa tensione per tutta la partita a causa dei rapporti difficili tra tifoseria e società. Il successivo quarto d’ora di gioco rimanente é una battaglia di resistenza dell’Andria, che riesce anche a riversarsi nella metà campo avversaria in un paio di situazioni di contropiede, sprecandole.

Vittoria di carattere dell’Andria, che si issa a +4 sulla retrocessione diretta e torna a -3 dalla salvezza diretta, allontanando spettri pericolosissimi. Un trionfo che fa morale, con due figure su tutte in gran spolvero: il nuovo centravanti Marko Gulic e il solito Sambou, che però dovrebbe essere d’ora in poi una delle certezze di questo finale di stagione. Adesso si potrà affrontare la trasferta di Brindisi con meno tensione, ma con la stessa urgenza di fare punti, con i biancazzurri che oggi hanno pareggiato sul campo del Grumentum. Per il Francavilla pessima sconfitta, ancor di più alla luce della doppia superiorità numerica: si avvicina anche l’Agropoli grazie al pareggio contro il Gladiator.

Fidelis Andria-Francavilla, tabellino e statistiche

Marcatori: 81′ Sambou (FA).

Fidelis Andria (3-5-2): Tarolli; D’Orsi, Lanzolla (18′ Klepo), Porcaro; Nives (64′ Zingaro), Petruccelli (69′ Sambou), Iannini, Langone, Nannola; Palazzo (35′ Montemurro), Yeboah (69′ Gulic).
A disposizione: Segantini, Stranges, Sevcik, Tedesco.
Allenatore: Giancarlo Favarin

Francavilla in Sinni (4-3-3): Caruso; Grieco, Quinto, Cabrera (70′ Grandis M.), Farinola; Petruccetti (73′ Benevegna), Mancino, Carella (82′ Falzetta); Nolé (17′ Puntoriere), Maione, Fanelli (70′ Flordelmundo).
A disposizione: Centonze, Benevegna, Ferraiolo, Diop, Grandis Tomas.
Allenatore: Ranko Lazic

Arbitro: Carlo Rinaldi di Bassano del Grappa

Ammoniti: 6′ Farinola (Fr), 12′ Cabrera (Fr), 12′ D’Orsi (FA), 14′ Langone (FA), 49′ pt Petruccetti (Fr), 76′ Tarolli (FA), 80′ Benevegna (Fr), 82′ Sambou (FA), 91′ Mancino (Fr).
Espulsi: 22′ Langone (FA), 57′ D’Orsi (FA)
Angoli: 5-6
Recupero: 5′ pt, 5′ st
Tiri (nello specchio): 10(4)-9(4)
Fuorigioco: 0-3

Sempre più giù la Fidelis Andria: il Gladiator espugna il “Degli Ulivi” con due reti

Al “Degli Ulivi” la Fidelis Andria perde per 2 reti a 0 contro il Gladiator e vede sempre più allontanarsi la salvezza diretta e, al contempo, avvicinarsi lo spettro della retrocessione. Sono solo due i punti di vantaggio sul Francavilla, mentre diventano 4 i punti di svantaggio sulla salvezza diretta, con le avversarie dirette che però stanno costruendo la permanenza nella categoria a piccoli passi.

Sfida salvezza che vede affrontarsi due squadre in crisi: i padroni di casa vengono da una durissima sconfitta per 6-3 a Cerignola; gli ospiti sono sì reduci da un pareggio casalingo col Bitonto capolista, ma hanno accumulato 6 punti nelle ultime 10 partite e non vincono dal 24 novembre. Nei padroni di casa esordio assoluto per Langone con Montemurro e Iannini in mezzo, tornano tra i titolari Volzone, Porcaro e Zingaro, con quest’ultimo che sostituisce il febbricitante Nives.

Primo tempo che segue uno spartito tattico preciso: l’Andria cerca di fare la partita, con mezzi tecnici però non troppo adatti, mentre il Gladiator si difende in maniera ordinata concedendo poco e facendo una gara fisica. I 45 minuti iniziali sono piuttosto ruvidi (due ammoniti per parte) e vedono soprattutto le offensive dell’Andria, in particolare con un tiro di Langone al 15′ murato in angolo dalla difesa ospite e uno di Yeboah 5 minuti più tardi, arrivato tramite un recupero alto e respinto coi pugni da Fusco. Le offensive dei campani si limitano ad uno scialbo colpo di testa di Di Pietro al minuto 11: la fase offensiva dei nerazzurri, già latente, perde ulteriore mordente offensivo con l’uscita prematura di bomber Del Sorbo, già in dubbio alla vigilia per condizioni fisiche non ottimali.

Nella ripresa inizia meglio il Gladiator che costruisce una chance col destro di Di Paola dai 20 metri che lambisce il palo. Nell’Andria entra Sambou che dà vivacità alla fase offensiva, ma la Fidelis non riesce mai a finalizzare le molteplici occasioni costruite che si risolvono sempre con un nulla di fatto, che sia un pallone sul fondo o una difesa, quella del Gladiator che respinge le avanzate rimanendo solida e in blocco basso. Dopo una miriade di occasioni sciupate, l’Andria si fa beffare nel finale di partita. Al minuto 88′, Rekik approfitta di un’indecisione di Zingaro, gli ruba palla e supera un impreciso Volzone in uscita. Il Gladiator passa in vantaggio regalando una gran gioia ai 20 tifosi ospiti approdati in terra federiciana. I nerazzurri concedono il bis dopo tre minuti, con Di Paola che da pochi passi supera Volzone col destro a giro grazie ad un’indecisione della difesa andriese.

Tre punti di platino per gli uomini di Borrelli, che si issano a quota 24 uscendo momentaneamente dal pantano dei play-out, mentre l’Andria vede lo spettro della retrocessione più vicino. Nelle prossime gare bisognerà cambiare totalmente registro dal punto di vista mentale: i biancazzurri hanno bisogno di una svolta netta. Nel post-partita, lo stesso mister Langella ha faticato a trovare le parole per descrivere questa situazione.

Fidelis Andria-Gladiator, tabellino e statistiche

Marcatori: 88′ Rekik (G), 91′ Di Paola (G).

Fidelis Andria (3-5-2): Volzone 4; Porcaro 6 (85′ Stranges sv), Lanzolla 5, D’Orsi 5; Zingaro 4, Langone 6, Iannini 5½, Montemurro 6, Nannola 7; Palazzo 5½ (66′ Tedesco sv), Yeboah 5.
A disposizione: Segantini, Sevcik, Forte, Petruccelli, Piperis, Klepo.
Allenatore: Giovanni Langella (sq. Favarin).

Gladiator (4-2-3-1): Fusco 6½; Landolfo 6, Maraucci 7, Sall 7½, Grimaldi 6; Vitiello 6½, Ziello 6 (67′ Capone 6½); Troianiello 6 (54′ Di Finizio 6½), Sorrentino 6½ (73′ Rekik 7), Di Pietro 6 (82′ Prevete sv); Del Sorbo 6 (35′ Di Paola 7).
A disposizione: De Lucia, Marzano, Pantano, Di Monte.
Allenatore: Pasquale Borrelli.

Arbitro: Leonardo Tesi di Lucca.
Ammoniti: 6′ Montemurro (FA), 12′ D’Orsi (FA), 39′ Di Paola (G), 43′ Grimaldi (G), 60′ Fusco (G), 91′ Capone (G).
Espulsi: /
Angoli: 3-0.
Recupero: 5′ pt, 6′ st.
Tiri (nello specchio): 13(4)-7(6)
Fuorigioco: 0-6.
Note: /

Fidelis Andria, dopo una vittoria arriva lo stop. Sconfitta pirotecnica a Cerignola

Dopo la convincente vittoria ottenuta contro la Gelbison arriva un passo falso per la Fidelis Andria, che in quel di Cerignola perde per 6 reti a 3 e raggiunge la decima sconfitta in campionato. Le note positive arrivano, ovviamente, dall’attacco, che si sblocca e produce più del solito. Dietro la lavagna va la difesa, che lascia troppi spazi. A causa dei risultati favorevoli delle dirette concorrenti la Fidelis torna 16ª, con 3 punti di vantaggio sulla retrocessione ma sempre a 2 punti dalla salvezza diretta. Fondamentale fare punti nello scontro diretto contro il Gladiator la settimana prossima.

Inizio shock per la Fidelis. Al 3′ un attivissimo Marotta si invola sulla fascia destra e mette in area un cross tagliato, ci arriva Sansone con la zampata ma devia Segantini. Si sblocca il risultato al minuto 8: ancora Marotta (migliore in campo) premia la sovrapposizione di Celentano, il terzino mette un traversone basso per Rodriguez che vince il mismatch fisico con Lanzolla e insacca di destro. Vantaggio Cerignola col numero 9 che dopo due minuti si invola solo verso la porta sulla sinistra, si supera Segantini per rispondergli a mano aperta. Raddoppiano i gialloblu al ’17: gran lancio dalla sinistra di Coletti per il taglio di Marotta, che in estirada gonfia la rete. La Fidelis va nel pallone e ancora Marotta al ’21 serve un assist per Rodriguez che esplode un destro sul primo palo che va in gol, non é esente colpevole da Segantini in questa situazione. Dopo una prima fase difficilissima, si sveglia la Fidelis che accorcia le distanze al 32′: Nives serve in profondità Palazzo che prende il tempo a Longhi e, entrato in area, con un diagonale destro realizza la rete della bandiera. Passano 8 minuti e l’Andria si porta sul 3-2: Yeboah realizza il rigore guadagnato da Palazzo, atterrato in area da Rosania. Il neoentrato centrale (al posto dell’infortunato Syku) ha modo di rifarsi al ’43: angolo di Marotta, salta più in alto di tutti il numero 17 e mette in rete di testa. Prima frazione infinita che si chiude sul 4-2, con gran spettacolo da ambo le parti, seppur sbilanciato dalla parte dei padroni di casa.

Nella seconda frazione cala l’intensità, ma si assiste comunque a tre gol. Il primo è il 5-2 del Cerignola, che al 46′ chiude i conti con il gol dell’ex di Longo, assistito da uno scatenato Rodriguez. Le due squadre si alleggeriscono mentalmente e cominciano ad allentare la presa, giocando più leggeri e con più finezze. Al ’66 Rodriguez sfiora la tripletta con una traversa colpita di testa. Stranges accorcia le distanze al minuto 81 con un preciso sinistro all’interno dell’area di rigore. Due minuti dopo De Cristofaro mette il punto esclamativo alla gara col tiro al volo che si insacca nell’angolino basso.

Vince il Cerignola, che allunga a 9 la serie di risultati utili: 7 vittorie e 2 pareggi. Feola è riuscito a far trovare la quadra ad una vera e propria schiacciasassi come la squadra gialloblu, ricca di giocatori di categoria superiore. Ma non è solo il blasone degli uomini a rendere forte il Cerignola: gli undici in campo giocano con un’intensità impareggiabile, profondendo azioni offensive a ripetizione durante tutta la partita. Imprevedibilità ed entusiasmo rendono le cicogne una delle squadre più pericolose del girone. Gioia al quadrato sugli spalti del “Monterisi”, dal momento che tutte le avversarie dirette hanno perso o pareggiato.

Per la Fidelis Andria questa partita rappresenta un passo indietro rispetto alla vittoria di una settimana fa con la Gelbison. Bene gli spunti in avanti, con Yeboah che sta pian piano entrando nella squadra a livello tattico, ma deve fare ancora diversi progressi da questo punto di vista. Importante aver ritrovato Stranges, uno dei giocatori con più qualità della rosa federiciana. Da rivedere il protagonista di domenica scorsa, Sambou, che oggi però si è trovato un avversario fin troppo scomodo sulla sua fascia quale Marotta. L’assenza di Montemurro e la scelta di un giocatore di rottura come Piperis sulla mezzala hanno reso fin troppo farraginosa la proposta offensiva dell’Andria, che si basava su lanci lunghi senza avere nessuna torre negli ultimi metri. Con la Gladiator andranno portati necessariamente i 3 punti a casa se si vuole uscire dal pantano della zona retrocessione.

Audace Cerignola-Fidelis Andria: tabellino e statistiche

Marcatori: 8′, 21′ Rodriguez (AC), 17′ Marotta (AC), 32′ Palazzo (FA), 40′ Yeboah rig. (FA), 43′ Rosania (AC), 46′ Longo (AC), 81′ Stranges (FA), 83′ De Cristofaro (AC).

Audace Cerignola (4-3-3): Sarri 6; Celentano 7, Longhi 6, Syku 5½ (34′ Rosania 6), Russo 6; De Cristofaro 7½ (85′ Muscatiello sv), Coletti 7, Longo 7 (71′ Caiazza), Marotta 8½ (64′ Loiodice 6½), Rodriguez 8½, Sansone 6½ (59′ Di Cecco 6½). A disposizione: Tricarico, Tancredi, Alfarano, Martiniello. Allenatore: Feola

Fidelis Andria (3-5-2): Segantini 5; D’Orsi 4, Lanzolla 4, Forte 4½; Nives 4½ (57′ Zingaro 5), Piperis 4 (50′ Petruccelli 4½), Iannini 4½, Nannola 5, Sambou 4½ (57′ Stranges 6½); Palazzo 6½ (76′ Tedesco sv), Yeboah 5½. A disposizione: Volzone, Sevčik, Daluiso, Casella, Klepo. Allenatore: Langella (squalificato Favarin)

Arbitro: Claudio Campobasso di Formia

Ammoniti: 45′ pt Coletti (AC), 74′ Palazzo (FA).
Espulsi: /
Recupero: 3′ pt, 4′ st.
Angoli: 3-2
Tiri (nello specchio): 21(14)-6(6)
Fuorigioco: 3-4
Note: Spettatori 1700 ca.

L’identikit di Tino Klepo, il nuovo difensore centrale della Fidelis Andria

Nel turbinoso calciomercato di dicembre-gennaio della Fidelis Andria, a tante partenze sono corrisposti altrettanti arrivi. Tra cavalli di ritorno e volti già noti come avversari, ci sono alcuni giocatori sconosciuti al pubblico andriese, e più in generale del girone H. Uno di questi è sicuramente Tino Klepo, l’ultimo innesto del ds Fabio Moscelli. Che tipo di calciatore è il difensore appena approdato all’ombra del Castel del Monte?

Difensore centrale croato classe 2000, Klepo sarà molto utile alla causa azzurra in primo luogo per la sua condizione di under. Poter disporre di un giovane anche nel pacchetto arretrato é una delle soluzioni che mancavano a mister Favarin, e che ora é a sua disposizione. Cresciuto tra Hadjuk Spalato e Dugopolje, i biancazzurri l’hanno prelevato dal Junak Sinj, società della 2.HNL (la Serie B croata), dove l’imponente difensore aveva fatto anche il suo esordio.

La sua caratteristica principale é la fisicità: raggiunge quasi il metro e 90 d’altezza, esaltandosi nei duelli aerei. Si disimpegna senza problemi anche nel gioco coi piedi: é ambidestro naturale e nel corso della sua crescita ha occupato anche la posizione di mediano di fronte alla difesa. Non é un giocatore lento, soprattutto sulle lunghe distanze. Inoltre ha un’ottima lettura delle trame di gioco avversarie.

Un suo inserimento positivo nello scacchiere andriese sarebbe molto importante per il presente ma anche per il futuro: Klepo ha ancora un anno e mezzo da under da sfruttare in un ruolo delicato, dove é più difficile trovare giovani di livello. Nella partita di domenica contro il Cerignola c’é già la possibilità di vederlo in campo, dato che é arrivato il transfer dalla sua federazione, quindi sarà a disposizione di Favarin.

Fidelis Andria, in preparazione la trasferta di Cerignola. Nives: “Sensazioni molto positive, voglio dare tutto per questa maglia”

Nuova settimana per la Fidelis Andria che procede con il sorriso, tra novità di mercato e campo. C’è stato un nuovo innesto per quanto riguarda il reparto difensivo: si tratta di Tino Klepo, difensore centrale croato classe 2000 che può giocare nei tre ruoli difensivi ma predilige la posizione di braccetto sinistro, in quanto mancino. Non è neanche potuta iniziare, invece, l’avventura di Lugo Martinez con la maglia dei Tre Campanili. Il fantasista paraguaiano è tornato in patria a causa di problemi familiari. Nel frattempo il ds Fabio Moscelli lavora per completare la squadra con un paio di innesti: si continua a cercare, in particolare, una punta centrale.

Nell’intervista di metà settimana spazio a Rubén Nives, uno degli ultimi arrivi del mercato di riparazione. L’esterno destro ha fatto il suo esordio ufficiale con la maglia della Fidelis nella partita di domenica contro la Gelbison: “Abbiamo fortemente voluto questa vittoria e l’abbiamo conquistata con sudore e sangue”, ha commentato il classe 2000, “abbiamo ricevuto sensazioni molto positive da quella partita”.

Domenica il ragazzo scuola Lecce tornerà a Cerignola, dove ha disputato il girone d’andata di questo campionato: “Sono rimasto in ottimi rapporti con l’Audace, penso di ricevere una bella accoglienza. Sarà ancor più bello tornare lì da avversario. Ora indosso la maglia della Fidelis e voglio dare tutto per questa squadra”. Nives dovrà sgomitare con Vincenzo Zingaro per il posto da titolare in uno dei ballottaggi più equilibrati nella rosa federiciana: “Con Vincenzo (Zingaro, ndr) c’è un rapporto di amicizia, un rapporto di competizione che però riguarda solo il campo. Come ogni squadra di una piazza importante come Andria è giusto che ci sia competizione, l’importante è che rimanga sempre sana”.

Torna a sorridere la Fidelis Andria: è 2-1 in extremis contro la Gelbison

Con un colpo di spugna (e due colpi di testa) la Fidelis Andria spazza tutti i fantasmi degli ultimi mesi del 2019 e ritorna alla vittoria, con il 2 a 1 contro la Gelbison. A decidere la partita la doppietta del bomber improvvisato D’Orsi, che con un doppio gol dell’ex regala 3 punti di platino alla banda Favarin.

Negli undici iniziali di entrambe le formazioni sorprese e novità. Negli azzurri rimane inizialmente fuori Palazzo per far spazio alla coppia Tedesco-Yeboah, ma l’attaccante brindisino deve dare forfait ancor prima del riscaldamento per un virus intestinale: rimane quindi titolare il capitano degli azzurri. Esordio assoluto per Lanzolla in difesa e Sambou sulla fascia mancina, Nannola torna a fare la mezzala mentre Nives sostituisce Zingaro a destra. 3-5-2 anche per i campani di mister Squillante; il tecnico dei rossoblu rinuncia a Tedesco, affiancando Orlando a Simonetti nei due d’attacco. Il neoarrivato Onda rimpiazza lo squalificato Pipolo, mentre Giordano copre l’assenza di Mautone nel trio arretrato.

Inizio frizzante da parte dei padroni di casa, con Yeboah che prova la conclusione dal limite al 4′ minuto: pallone sull’esterno della rete. Risponde dopo pochi minuti Onda con una botta velleitaria dalla distanza, poi ancora la Fidelis al 18′ con Palazzo che direttamente da punizione sfida la traversa. Il primo tempo è caratterizzato da un forte vento che impedisce di giocare il pallone con raziocinio e ordine, creando alcune situazioni di gioco anche grottesche. Nonostante ciò, il dominio territoriale dei federiciani è evidente: la Gelbison chiude le vie centrali con una linea a 5, così i padroni di casa tentano di sfondare dalle fasce, con un freschissimo Sambou a far coppia su Nannola sulla sinistra: l’esordio del ragazzo gambiano è molto positivo sia in fase di attacco che in quella di contenimento, e col centrocampista barlettano l’intesa è subito ideale. La prima frazione si chiude con il colpo di testa di Yeboah al 41′, che però è debole e impreciso e finisce a lato.

Le cose più importanti succedono nei secondi 45 minuti. La Fidelis torna subito molto frizzante dagli spogliatoi: dopo due minuti arriva la prima conclusione verso lo specchio, con Iannini che impegna D’Agostino al doppio intervento. Il gol è nell’aria, e infatti bastano pochi minuti a sbloccare l’incontro: al 50′ l’ennesima discesa di Sambou trova Nannola sul fondo, il cross nell’area piccola del classe 2001 viene premiato dall’incornata di D’Orsi che da solo a porta sguarnita non può sbagliare. Il pubblico di casa si scatena, dopo che era rimasto in silenzio nel primo tempo (continuando la protesta intrapresa contro il Taranto). La gioia dura poco, rimpiazzata da una certa ansia: minuto 55, un rinvio errato di Segantini serve Simonetti sui piedi, il numero 9 rossoblu si invola verso la porta e viene fermato irregolarmente da Porcaro. Cartellino rosso per fallo da ultimo uomo, 40 minuti di sofferenza con un uomo in meno per l’Andria. Favarin riordina la squadra con un 3-5-1, lasciando l’offensiva alle sfuriate palla al piede di Sambou e Yeboah (oggi un po’ spento l’attaccante, anche lui ex dell’incontro). Brivido per Segantini ad un quarto d’ora dal 90′, quando Marin colpisce la traversa direttamente da corner. All’ 80′ episodio ambiguo: espulso Favarin per presunte parole offensive nei confronti dell’arbitro. L’episodio che rischia di rovinare tutto arriva a 7 minuti dal termine: Lanzolla atterra Tandara in area di rigore, col pallone che era ormai finito fuori dal campo e non era più giocabile per l’attaccante neoentrato. Calcio di rigore per la Gelbison, Segantini intuisce il lato ma Uliano tira un pallone perfetto che va in buca d’angolo. 1-1, tutto da rifare per l’Andria, ma questa volta la reazione è encomiabile: la squadra non esce dalla partita come era capitato in passato, ma si riprende la vittoria sul gong. Punizione di Iannini, il pallone arriva a Sambou che lascia partire un potente sinistro deviato da D’Agostino, l’esterno rimette di testa il pallone al centro dell’area piccola per D’Orsi. Gol fotocopia del primo per il numero 19, che va ad esultare sotto la curva con tutta la squadra. Sei minuti di recupero di sofferenza per l’Andria con la Gelbison che tenta l’assalto all’arma bianca, ma Iannini & co. difendono il risultato con le unghie e con i denti. Il fischio finale è liberatorio: la Fidelis torna a vincere e lo fa nel migliore dei modi, mostrando carattere e umiltà.

Un paio di dati. La vittoria casalinga mancava dal 6 ottobre, quando l’Andria superò il Brindisi per 3 reti a 2 sul neutro di Gravina; la vittoria sul campo del “Degli Ulivi”, invece, mancava addirittura dal 22 settembre, quando fu superato il Casarano per una rete a zero. Anche quella volta la vittoria arrivò nei minuti finali, anche quella volta fondamentale la zampata di un difensore centrale, Di Filippo in quella occasione. Con la vittoria di oggi la Fidelis ritrova tante cose: in primo luogo un’iniezione di morale non indifferente, dopo un periodo difficile dal punto di vista del gioco e dei risultati. In secondo luogo, ma non meno importante, trame di gioco interessanti e fluidità tattica: la squadra andriese, cambiata in tanti individuali, ha mantenuto lo stesso abito tattico (il 3-5-2) ma ha inserito, nel corso del mercato di riparazione, elementi più tecnici, rispetto alla squadra di inizio anno, nettamente basata sulla superiorità atletica e fisica. Domenica prossima l’Andria sarà ospite del Cerignola in uno dei tanti derby del girone: l’avversaria è una delle squadre più in forma del lotto, ma Favarin non vuole partire sconfitto, anzi. Per la Gelbison all’orizzonte due scontri diretti casalinghi: Squillante deve fare almeno 4 punti contro Altamura e Francavilla se vuole mantenere salda la sua panchina.

Fidelis Andria-Gelbison: tabellino e statistiche

MARCATORI: 50′ D’Orsi (FA), 82′ Uliano rig. (G), 90′ D’Orsi (FA).
FIDELIS-ANDRIA (3-5-2): Segantini 5; D’Orsi 7½, Lanzolla 6, Porcaro 5½; Nives 6 (88′ Zingaro sv), Montemurro 4½, Iannini 6,½, Nannola 7, Sambou 7½; Palazzo 5 (60′ Forte 6), Yeboah 5½.
A disposizione: Volzone, Massa, Sevcik, Petruccelli, Daluisio, Piperis, Casella.
Allenatore: Giancarlo Favarin 7.
Gelbison (3-5-2): D’Agostino 6; Cassaro 5 (72′ Gori 6), Giordano 5, De Gregorio 6; Onda 5½, Marin 6, Uliano 6½ (89′ Maio sv), Esposito 5 (70′ Zanghi 6), Caruso 6; Orlando 5 (77′ Tandara 6½), Simonetti 5½.
A disposizione: Cefariello, Tagliamonte, Passaro, Zullo, Tedesco.
Allenatore: Luigi Squillante 5.
ARBITRO: Marco Di Loreto 4½.
AMMONITI: Onda 17′ (G), D’Orsi 24′ (FA), Iannini 91′ (FA)
ESPULSI: 55′ Porcaro (FA).
ANGOLI: 4-4.
RECUPERO: pt ‘1, st ‘6
TIRI (NELLO SPECCHIO): 10(4)-6(3)
FUORIGIOCO: 1-1
NOTE: Espulso il tecnico dell’Andria Favarin all’ 80′.

Fidelis Andria, Favarin pre-Gelbison: “Inizia un nuovo campionato!” Probabili formazioni del match

“A tutti gli effetti, per vari motivi comincia un nuovo campionato domani”. Con queste parole Giancarlo Favarin introduce la partita di domani contro la Gelbison, la prima del girone del ritorno del campionato della Fidelis Andria. “Abbiamo bisogno di dare una svolta a questo campionato, adesso non abbiamo più scuse. Domani sarà una partita importante e molto agonistica, anche loro sono in cerca di punti salvezza”. Lo scontro diretto di domani vale più dei tre punti in palio e il mister toscano lo sa. Sia per una questione ambientale (“Dobbiamo coinvolgere di nuovo i tifosi, creando quell’entusiasmo che si è perso ultimamente”), sia per una questione di classifica: i campani sono a soli tre punti di distanza in classifica, una vittoria significherebbe ritornare definitivamente il treno salvezza. “La loro classifica non è molto migliore della nostra, loro verranno qui per rubarci punti importanti. Dobbiamo cercare di fare una partita attenta e intensa”. Favarin guarda al futuro con immediato ottimismo: “Dobbiamo cercare di far punti soprattutto negli scontri diretti casalinghi, ragionando partita per partita e con la convinzione che sappiamo far bene. Fino alla fine di febbraio dobbiamo cercare di raccogliere il maggior numero di punti possibile”. Spazio anche al mercato per commentare i nuovi arrivi della settimana, a cui si è aggiunto il ritorno di Ruben Nives, terzino classe 2000 utilizzabile su ambo le fasce: “Sono arrivati under di qualità, alcuni hanno già vinto un campionato lo scorso anno (Langone e Sambou, ndr). La società sta cercando di guardarsi intorno per cercare di migliorare ulteriormente la squadra”.
Per la sfida di domani tutti disponibili, eccezion fatta per Langone e Lugo Martinez per via di beghe burocratiche. Queste le probabili formazioni dell’incontro:

Fidelis Andria (3-5-2): Segantini; D’Orsi, Lanzolla, Forte; Zingaro, Petruccelli, Iannini, Montemurro, Nannola; Palazzo, Tedesco.

Gelbison (4-3-3): D’Agostino; Caruso, Cassaro, Giordano, De Gregorio; Marin, Uliano, Esposito; Zanghi, Simonetti, Tedesco.

Verso Fidelis Andria-Gelbison, tante novità in casa azzurra. Parla Iannini

Anno nuovo, vita nuova. Questo è il mantra di chi ha appena passato un anno difficile, questa sarà la parola d’ordine in casa Fidelis Andria per il 2020. I federiciani hanno appena archiviato un anno travagliato, a due facce: la prima parte di 2019 positiva, chiusa al 6° posto da outsider del girone H; la seconda con tanti scossoni dal punto di vista tecnico ed emotivo, con la squadra capitanata da Loris Palazzo, partita con ambizioni di play-off, che si è trovata ad arrancare in una zona di classifica che non gli si addice. Attualmente gli uomini allenati dal redidivo Giancarlo Favarin sono in sedicesima piazza, ad un solo punto di vantaggio sulla retrocessione diretta; per invertire la rotta di marcia la partita contro la Gelbison di domenica può e deve essere il giusto inizio. Anche i rossoblu, allenati da mister Luigi Squillante, stanno avendo un’annata difficile: dopo un inizio sorprendente con Alessio Martino in panchina (esonerato ad ottobre), in cui hanno mantenuto per lungo tempo una delle difese meno battute d’Italia, ora i campani faticano a raggiungere risultati: negli ultimi 10 match hanno raccolto solo 7 punti. In una classifica virtuale concernente solo queste dieci partite, la squadra di Vallo della Lucania è terz’ultima, davanti proprio alla Fidelis e all’Agropoli. A presentare gli avversari di domenica Gaetano Iannini, anch’egli campano, che ha già affrontato la Gelbison quest’anno con la maglia della Nocerina: “Si tratta di una squadra rognosa che verrà ad aggredirci, ma noi dobbiamo concentrarci su noi stessi e puntare ai 3 punti.” Il mediano ex Matera si è poi concentrato sull’umore rispetto al ritorno in campo: “Abbiamo dovuto resettare il girone d’andata perché è l’unica soluzione per uscire da questo momento difficile. Favarin è un grande motivatore e ci ha preparato alla grande, adesso tocca a noi dimostrare chi siamo e quanto valiamo”.

Arrivano diverse novità sia in campo che fuori. Con un comunicato rilasciato venerdì scorso, la Fidelis ha ratificato il bilancio al 30 giugno 2019 con una perdita di 58.000 euro, coperta dai soci di maggioranza Aldo Roselli (presidente) e Catapano (vice-presidente). Inoltre, nello stesso comunicato la società andriese ha fatto sapere che verranno avviate le pratiche per ricevere dal Comune la piena gestione dello Stadio “Degli Ulivi”, che in questa stagione ha creato i problemi ben noti che hanno portato i biancazzurri a disputare due partite in campo neutro. Fronte mercato: dopo l’arrivo di Lugo Martinez sono tre under ad approdare alla corte di Favarin. Si tratta di Aboubacar Langone, Boubacarr Sambou e Lucas Sevcik. I primi due, uno ivoriano e l’altro gambiano, arrivano dal Picerno: si tratta di due duttili centrocampisti classe 2000 che possono occupare diverse posizioni nello scacchiere tattico, ma preferisco rispettivamente i ruoli di mezz’ala ed esterno sinistro. Il terzo è un centrocampista centrale classe 2001 che arriva dalla società slovacca (sua stessa nazionalità) del FC Nitra. I primi due potranno essere utilizzati a partire dalla partita del 19 gennaio contro il Gladiator, mentre per il terzo si attende il transfer.

Buio profondo Fidelis Andria, al Degli Ulivi vince il Taranto 1 a 0

Perde ancora la Fidelis Andria, torna a gioire il Taranto. Al Degli Ulivi la partita più prestigiosa del 17° turno di campionato del girone H di Serie D vede gli ionici uscire vincitori. Agli uomini di Panarelli basta la rete di D’Agostino, arrivata a metà della prima frazione, per espugnare il Degli Ulivi dopo 13 anni dall’ultima volta: era il 13 febbraio 2006 quando la formazione rossoblu vinse, anche quella volta per 1 a 0, contro l’allora Andria BAT.

La partita inizia con un Taranto subito pimpante in fase offensiva, che riempie l’area avversaria di cross senza arrivare al bersaglio grosso. Le prime conclusioni verso la porta arrivano nella stessa azione al 9′ minuto, entrambe ad opera di Genchi: la punta classe ’85 si vede prima parare il tiro da Segantini, poi sulla ribattuta è Forte a mandare in angolo. Dopo alcune conclusioni velleitarie degli ospiti, il vantaggio arriva al ’24: Yeboah si fa rubare il pallone in maniera ruvida, gli uomini in completo giallo ribaltano il fronte offensivo con Guaita che serve un pallone splendido a D’Agostino, il capitano rossoblu di piatto destro infila Segantini. Il vantaggio dei delfini taglia le gambe agli uomini di Favarin, che, come già capitato spesso in stagione, faticano a reagire e chiudono il primo tempo solo con una deviazione di testa di Yeboah su punizione di Palazzo, fuori a lato. Su un giallo di Porcaro si chiude il primo tempo.

Al ritorno dagli spogliatoi sembra più pimpante la Fidelis, soprattutto con un buon Yeboah che sembra essere più a suo agio spostato in fascia. Ma il Taranto concede (poco) sugli esterni per fare densità centrale: Palazzo finisce nell’imbuto formato dai due Manzo e da Benvenga, e senza il supporto delle mezzeali non riesce a farsi valere. Il Taranto punge in contropiede, ma prima la conclusione di Oggiano è troppo prevedibile e centrale, poi sale in cattedra Segantini che salva i suoi a mano aperta una conclusione a botta sicura di Guaita. La partita scivola via tra la girandola di cambi e la contestazione della tribuna: con la curva vuota per via della protesta in atto dei gruppi organizzati, il contesto anti-climatico si acuisce ancor di più per via delle rimostranze dei tifosi accorsi nell’unico reparto occupato (la trasferta era vietata per gli ospiti). L’Andria ne esce con le ossa rotte, raccogliendo la nona sconfitta stagionale: sono 4 i punti conquistati nelle ultime 10 partite, mentre quella col Taranto è la terza sconfitta consecutiva (7 gol subiti e 0 gol fatti nell’arco di questi tre match). La squadra di Favarin vede lo spettro della retrocessione: è solo uno il punto di vantaggio sul Francavilla penultimo adesso. Il Taranto ritorna a vincere dopo 4 partite senza tre punti e approccia il girone di ritorno nel migliore dei modi.

La protesta dei gruppi organizzati, che lasciano vuota la Curva Nord esponendo solo un eloquente striscione.

Fidelis Andria-Taranto: il tabellino

MARCATORI: 24′ D’Agostino (T).
FIDELIS-ANDRIA (3-5-2): Segantini 6,5; Forte 5,5 (86′ Piperis 4), Porcaro 4,5, D’Orsi 6; Zingaro 5, Montemurro 4, Iannini 4, Petruccelli 5 (86′ Massa sv) , Nannola 5,5; Yeboah Johnson 5 (70′ Tedesco 6), Palazzo 4,5.
A disposizione: Volzone, Lanzolla, Daluisio, Casella, Morisco, Di Palma.
Allenatore: Giancarlo Favarin 5.
TARANTO (4-2-3-1): Sposito sv; Pelliccia 5,5, Manzo 7, Benvenga 7,5, Marino 6,5; Cuccurullo 6,5, Manzo 7; Oggiano 6,5 (67′ Matute 6), D’Agostino 7,5, Guaita 7 (86′ Kosnic sv); Genchi 6 (75′ Olcese 6).
A disposizione: Pizzaleo, De Letteriis, Masi, De Caro, Patronelli, Actis Goretta.
Allenatore: Luigi Panarelli 6,5.
ARBITRO: Francesco Lipizer 6
AMMONITI: 31′ Montemurro (F); 40′ Palazzo (F); 45′ Porcaro (F); 51′ Iannini (F); 57′ Oggiano (T).
ESPULSI: nessuno.
ANGOLI: 2-1.
RECUPERO: pt ‘1, st ‘4

Focus su Fidelis Andria-Taranto, derby tra ex, precedenti e futuro

Tra il Seicento e il Settecento il filosofo Giambattista Vico nelle proprie opere espose il meccanismo dei corsi e ricorsi storici, uno dei cardini del suo pensiero: il letterato napoletano riteneva che la storia si sviluppa attraverso la ripetizione di alcuni temi ricorrenti, il ritorno ad episodi e situazioni già viste. La sfida che vedrà confrontarsi domenica Fidelis Andria e Taranto nell’ultima giornata d’andata del girone H di Serie D si inserisce a pieno titolo in questa categoria, visto l’intreccio di storie, ex (in campo e fuori) e precedenti, che avvalora questa sfida oltre i canonici 3 punti, dandole un sapore di rivincita e rilancio come poche altre partite in questo campionato.

Uomo derby

É l’incontro che rappresenta il ritorno in panchina di Giancarlo Favarin, che solo un mese fa era stato esautorato dal ruolo di mister dei federiciani e ora torna sulla panchina del “Degli Ulivi”. Il tecnico toscano ha un rapporto privilegiato con questo derby: due volte ha affrontato gli ionici e per due volte sono arrivati i tre punti. La prima volta, 16 novembre 2014, bastò un 1-0 nella cavalcata trionfale che fu la promozione in Serie C della stagione 2014/2015: un bolide dai 35 metri di Antonio Matera bastò a chiudere i discorsi e proiettare ulteriormente in orbita una delle migliori Fidelis di questo decennio. La seconda volta, datata 6 febbraio 2017 e nel palcoscenico più prestigioso della Lega Pro, i biancazzurri dovettero sudare di più per ottenere la vittoria: il repentino vantaggio ospite di Viola venne prima pareggiato da Tito, poi fu Aya al minuto 89 a siglare il 2-1 che rese la sfida un instant classic della storia andriese. In questa stagione, Favarin ha giocato solo uno dei tre derby più prestigiosi per la compagine con l’ottagono sulla maglia, prevalendo per 3 reti a 2 sul Brindisi; non vorrà scrollarsi la nomea di uomo derby (una sorta di Claudio Ranieri di Serie D) proprio in questa occasione.

Sfide da scrivania

Se il trainer di Pisa è arrivato su questa panchina a luglio lo deve a Vincenzo de Santis, che per rimediare all’improvvisa dipartita tecnica di mister Potenza ha pensato al suo uomo di fiducia, in particolare all’ombra del Castel del Monte. A distanza di 5 mesi da quel giorno, oggi de Santis si trova dall’altro lato della barricata: arrivato da poco a Taranto, il suo mercato dicembrino é stato di grande impatto sia numericamente che qualitativamente, per dare un’ulteriore scossa ad una piazza che di scosse forse ne ha subite fin troppe. A sua volta, il dirigente bitontino é arrivato grazie ad Aldo Roselli, attuale presidente della Fidelis, che aveva individuato in lui la figura migliore per programmare il futuro di campo. Anche lui ha un’esperienza da ex: per un anno (stagione 2016/2017) ha occupato la carica di direttore generale dei delfini, proprio dopo l’esperienza andriese nello stesso ruolo.

Tanti ex in campo

Diversi ex tra panchina e tribuna, quindi. Non ne mancano in campo, anzi: sono due nei leoni e tre nei rossoblu. Quattro di questi sono nuovissimi: ad Andria sono approdati da pochi giorni Yeboah e Lanzolla, a Taranto sono Olcese e Kosnic ad essere sbarcati alle dipendenze di Panarelli. I due difensori, addirittura, hanno compiuto il percorso inverso, passando da una squadra all’altra. Particolare menzione merita la vicenda dell’attaccante argentino, che in maglia azzurra, allenato proprio da Favarin, ha vissuto una delle stagioni più brillanti della sua carriera. Olcese ha ricordato questa stagione in un’intervista di pochi mesi fa: “Riuscivamo a vincere quando giocavamo bene ma soprattutto quando giocavamo male e quello alla lunga fa la differenza […] eravamo un gruppo compatto e solido nonostante i problemi extra-campo […] abbiamo dominato il campionato”. Il centravanti classe 1983 ha già giocato al “Degli Ulivi” questa stagione con la maglia del Casarano, sfoderando tuttavia una prestazione scialba; vorrà rifarsi in questa occasione.

Ultimo precedente

Il quinto ex é utile per collegarsi all’ultimo precedente di campionato: Alex Benvenga era in campo il 17 febbraio, quando fece tremare la traversa con un bolide dalla media distanza con la maglia dei Tre Campanili; ora, dopo un addio un po’ amaro (che Benvenga ha spiegato in questo post Instagram) cercherà di non sbagliare mira per segnare il più classico dei gol dell’ex. Quel giorno finì 1 a 1: al rigore trasformato da Cristaldi rispose una discutissima punizione di Marsili al minuto 95. Quel risultato fu accolto con moderata gioia da ambo le formazioni: oggi, invece, il pareggio sembra essere proprio l’ultimo risultato ammissibile per entrambe.

Terremoto Fidelis Andria, torna Favarin sulla panchina dei federiciani. Azzurri tra campo e mercato

“Certi amori fanno giri immensi e poi ritornano”, ma a volte continuano a girare per ritornare ancora. L’ennesimo ritorno all’ombra del Castel del Monte in questa stagione vede Giancarlo Favarin sedersi di nuovo sulla panchina della Fidelis Andria, dopo l’esonero di Raimondo Catalano.

L’annuncio da parte della società andriese é arrivato con un comunicato emesso questa mattina: “Sarà Giancarlo Favarin il nuovo timoniere dell’Andria per il proseguio della stagione agonistica 2019-2020. Assieme a lui torna anche Giovanni Langella come suo secondo. Oggi dirigeranno già il loro primo allenamento alla ripresa in vista del derby contro il Taranto. A loro un bentornati dalla Fidelis.”

Così, dopo 49 giorni dall’ultima volta, il tecnico toscano tornerà a calcare il prato del Degli Ulivi in una sfida fondamentale, sia dal punto di vista tecnico che da quello emotivo, per il proseguio della stagione, nel derby contro il Taranto.

Testa alla sfida contro gli ionici, ma anche al mercato: ospite della puntata di Pane, Amore e Fidelis, Aldo Roselli ha dichiarato che saranno 3 o 4 gli acquisti over che verranno effettuati entro lunedì, uno per reparto (l’acquisto “extra” dovrebbe riguardare il reparto difensivo). Per quanto riguarda gli under, invece, si aspetterà gennaio, tranne per il centrocampista slovacco classe 2001 che era arrivato in prova ad inizio dicembre.