Un gesto eclatante, clamoroso, sportivamente irreversibile.

Succede il 9 Marzo 1986, allo stadio Olimpico di Roma, alla fine di una partita di serie B.
Il Vicenza ha appena battuto la Lazio 4 a 3, anche grazie alla papera del portiere laziale, un uomo di poche parole che fino a questo giorno è stato famoso più che altro per il cognome di una personaggio televisivo (Malgioglio) cui si accoppia un nome stranissimo (Astutilllo), per i capelli e i baffoni lunghi.
Ma in questo 9 Marzo Malgioglio passa alla storia del pallone e dei portieri.
A fine partita va verso la curva laziale, si toglie la maglia, fai il gesto di sputarci sopra, la lancia contro le reti e se ne va.
Un gesto – un raputs, scrivono i giornali – che causa l’insurrezione non solo dei tifosi ma della società che ne chiede non sono il licenziamento ma persino al radiazione.
Non serve, Malgioglio rescinde il contratto e se ne va via da solo, esecrato da buona parte del suo sport.
Ma c’è un lungo perché, dietro quel gesto.
Malgioglio arriva alla Lazio mal digerito, perché è stato alla Roma vice di Tancredi seppure con una sola presenza in campo. Ha legato con il capitano Di Bartolomei, con cui spesso ha visitato le terapie intensive.
Le sue prestazioni non sono positive e non convincono, sua moglie viene insultata quando va a fare la spesa, gli sputano addosso a fine di una partita, gli distruggono la macchina con le mazze, deve andare a casa scortato, lo minacciano di morte in un crescendo di tensione insostenibile.
Durante la partita gli cantano “Romanista sei il primo della lista”.
Ma non è neppure questo, che lo spinge al punto di rottura.
È l’accusa di non impegnarsi abbastanza per dedicare troppo tempo a un’attività extrasportiva che Tito, così lo chiamano, segue da anni: occuparsi di ragazzi affetti da disabilità cerebrali a Piacenza, impegnando ogni attimo libro, anche le ferie Ha iniziato a 20 anni, quando giocava nel Brescia.
visitai per la prima volta un centro per disabili. Mi impressionò la loro emarginazione, il menefreghismo della gente. Fu un’emozione fortissima, un pugno nello stomaco. Quel giorno tutto mi apparve chiaro. La vita non è solo una palla di cuoio. Mi sono messo a studiare e mi sono specializzato nei problemi motori dei bambini. Poi col primo ingaggio ho aperto una palestra ERA 77 (dalle iniziali del nome di mia figlia Elena nata nel 1977, mia moglie Raffaella e del mio). Lì offrivamo terapie gratuite ai bambini disabili. Li aiutavamo a camminare, a muoversi da soli“.
Per questo, fra gli insulti, gli urlano “mongoloide”, gli dicono di andare dai suoi handicappati.
Malgioglio dichiara che in quel giorno in curva appaia lo striscione “Tornatene dai tuoi mostri”, ma questa notizia sarà a lungo contestata, in quanto mai confermata da prove certe.
Malgioglio, in quel giorno per lui fatale, decide di smettere di sopportare e s’incazza in modo plateale. Ma il mondo del calcio lo lascia solo, lo condanna. “Non offenderà più la maglia!” tuonano alcuni giornali.

Ho sbagliato, ma dovevo fare qualcosa. Sono stato trattato come una bestia. Non merito insulti e minacce. Scappo per salvare mia moglie e mia figli. Non sono un ladro. Non sono uno venduto. Questo mondo non mi piace più, nemmeno i soldi mi interessano. Ho solo nausea. Si parla di minoranze, ma se la maggioranza resta in silenzio, decidono pochi imbecilli”.

Il celebre giornalista Gianni Mura di Repubblica, che assegna voti particolari agli sportivi che si sono distinti per episodi particolare scrive: “Non è un bel gesto, quello che ha compiuto domenica Malgioglio, ma è un gesto esemplare, da uomo onesto che ha sopportato anche troppo. La mia solidarietà e la mia stima si traducono in un 10 che non vuole essere provocatorio. Se in questo paese dal perdono facile il mostro è Malgioglio, la sua è la sola bandiera che mi sento di rispettare”.

Il portiere decide che è finita, smette con il pallone, torna nella sua città, Piacenza, dove da anni si occupa di disabili.
Ma arriva una chiamata.
Dall’altra parte c’è Giovanni Trapattoni, in quel momento allenatore dell’Inter, che ha seguito la sua storia.
Uno come te non può smettere così. Vieni a fare il secondo da noi” gli dice. “Sei anche comodo con Piacenza”.
Malgioglio accetta, diventa la riserva di Zenga e rimane all’Inter 5 stagioni. Le sue presenze in campo sono poche, 12 in tutto, ma il segno nel cuore dei tifosi è profondo. Un giorno, a Piacenza, porta con sé Jurgen Klinsmann, il grnade bomber tedesco, che passa le ore coi ragazzi e alla fine sceglie di aiutare l’associazione Era77 con una grande donazione.
Succede poi che, nel 1989, proprio a Roma, con la Lazio, Malgioglio si trovi titolare per un infortunio di Zenga.
Il portiere viene invitato a presentarsi con un mazzo di fiori, anche se è convinto che non ci sia margine per una pacificazione, pensa che non servirà, le società insistono allora lui va verso la curva laziale, da solo. Lo insultano, gli lanciano di tutto, bottigliette, radio, frutta, tutto al punto che la partita deve inziare con 15 minuti di ritardo. Lui posa i fiori e va in campo sanguinante, l’Inter perde 2 a 1 eppure Malgioglio è il migliore in campo.

Una volta lasciato lo sport, deve chiudere la sua associazione per mancanza di fondi.
In realtà è l’intero sistema calcio che spesso si è mostrato sordo al suo spirito solidale.
Adesso che sono un ex, non ho più frecce nel mio arco, né forza per combattere. Quello del calcio è un mondo senz’anima. Gira solo intorno a se stesso e ai suoi piccoli drammi della domenica; ogni voce fuori dal coro è un pericolo. E quando smetti, si spengono le luci. Nessuno si ricorda più di te“.
Astutillo Malgioglio negli anni non ha trovato altri spazi nel mondo del calcio. “Uno come me spaventa” ha dichiarato eppure, ancora oggi, la sua storia rimane leggendaria nel calcio italiano.
L’Inter, nel 2019, ha deciso di premiarlo. “La figura di Malgioglio meritava un riconoscimento speciale. Il suo insegnamento, la capacità di spendersi in maniera sincera e silenziosa per chi soffre, si sposano in tutto e per tutto con i valori nei quali si riconosce il nostro Club. Ed è per questo che, con grande orgoglio, FC Internazionale Milano ha deciso di insignire l’ex portiere del premio BUU – Brothers Universally United”.
Ancora adesso Malgioglio racconta la sua vicenda ai ragazzi e sostiene iniziative benefiche come testimonial, porta sostegno gratuito a domicilio dove e come può, scende in campo in partite per raccogliere fondi.
“Una piccola parte della vita che passiamo a volte bisognerebbe rivolgerla agli altri. Che sia per i disabili, gli anziani, i poveri. L’importante è farlo”.

Si ringrazia l’autore Riccardo Gazzaniga per la concessione.

Qui di seguito trovate il suo ultimo romanzo.

PLAYOFF SERIE C, oggi il secondo turno. Tutte le gare. Il Francavilla vuol sognare ancora

Entrano in scena le quarte classificate dei tre gironi del Campionato di Serie C. Si disputa oggi il secondo turno dei play-off di terza serie, dopo il turno preliminare che ha qualificato Piacenza, Viterbese, Carrarese, Bassano, Feralpisalò, AlbinoLeffe, Cosenza, Casertana e Virtus Francavilla.

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VIRTUS FRANCAVILLA: un solo risultato per continuare a sognare.

Nel girone C l’unica formazione pugliese ancora in gioco per  gli spareggi promozione: la Virtus Francavilla. I brindisini, allenati da mr. D’Agostino, non vogliono smettere di sognare, dopo una stagione di piacevoli conferme, nonostante gli addii eccellenti della scorsa estate. Per il tecnico ed ex calciatore di Roma e Bari, i pugliesi hanno “il 33% di possibilità di passare il turno, ma ce la metteremo tutta“.  Di fronte un avversario ostico, la Juve Stabia di Caserta. Si giocherà al “Romeo Menti” di Castellamare di Stabia, con fischio d’inizio alle 20.30. I campani potranno contare su 2 risultati su 3 per passare il turno. I pugliesi devono necessariamente vincere per approdare alla fase nazionale: il cammino per la Virtus sembrerebbe in salita, ma proprio i brindisini sono stati gli unici a vincere in trasferta nel turno preliminare, battendo il Monopoli.

LE ALTRE GARE

Nell’altra gara del girone C si affronteranno al “San Vito- Marulla” di Cosenza i padroni di casa e la Casertana, con fischio d’inizio alle ore 20.30. Nel girone A si affronteranno il Monza ed il Piacenza alle 19.00 (con diretta televisiva sul Sportitalia); in serata sfida a tinte gialloblu tra Viterbese e Carrarese. Nel girone B entarmbe le gare si disputeranno alle 20.30: al Mapei Stadium di Reggio Emilia si affronteranno Reggiana e Bassano; a Bergano il derby Lombardo Albinoleffe-Feralpi Salò. Per le squadre di casa a disposizione basterà un pareggio per andare avanti.

Chi raggiungerà Pisa, Sambenedettese, Trapani ed Alessandria al Turno Nazionale? Si attendono in serata i verdetti.  Per l’unica pugliese in gioco l’ostacolo sono le vespe stabiesi. Comunque andrà ci saranno solo applausi per una squadra che, adesso, “con umiltà, ma anche con consapevolezza… adesso deve essere temuta”. Parola di mr. D’Agostino.

 Luigi Garofalo

 

[CALCIOMERCATO] FOGGIA: sfuma Nura. Andrà al Perugia.

A lungo trattato, a lungo corteggiato dal Foggia. Il futuro di Abdullahi Nura non sarà in Capitanata. Nelle scorse settimane vi avevamo detto che, secondo quanto raccolto dalla nostra redazione, il doppio affare con la Roma che avrebbe portato alla corte di mr. Stroppa i giovani Nura e Sadiq aveva subito dei rallentamenti. In realtà non si nutrivano dubbi sull’arrivo di Nura ai Satanelli, mentre vi avevamo annunciato che Sadiq avrebbe preso altre strade, cosa poi concretamente verificatasi (l’attaccante nigeriano si è infatti trasferito in Olanda, al nac Breda). Va registrato però ilò definitivo tramonto anche della trattativa con il promettente Terzino Nura. Secondo quanto riferito dal GianlucaDiMarzio.Com, il classe 1997 della società capitolina è in procinto di trasferirsi in prestito al Perugia, raggiungendo la squadra allenata da Breda. Quali i motivi di questa frenata? Nelle ultime due gare Nura è stato trattenuto dalla Roma, andando in  panchina nelle sfide di Serie A con Sampdoria ed Inter e non disputando per questo motivo nemmeno la Supercoppa Primavera che la Roma ha disputato a San Siro con i pari età dell’Inter. L’infortunio di Karsdop e la probabile partenza di Bruno Peres avevano spinto Di Francesco a rallentare la sua cessione: di fatto il ragazzo era l’unica alternativa a Florenzi nel ruolo di Terzino destro. La Roma è ora alla ricerca di un terzino destro, con Nura che probabilmente verrà liberato. Ma non in direzione Foggia. Potrà c’entrare qualcosa la difficile situazione societaria? A chiarirlo potrà essere solo il diretto interessato. Il ragazzo potrebbe aver scelto una destinazione che gli assicurasse un posto da titolare, cosa non certa a Foggia, dove Nura avrebbe dovuto concorre con Zambelli e Gerobo nel ruolo di esterno a destra.

Gli ultimi giorni di mercato si avvicinano: è da vedere se le vicende del patron Sannella influiranno sul mercato di Nember e del Foggia. La sensazione è che si proverà a portare a casa un altro difensore ed un centrocampista. Eventuali altre operazioni dipenderanno dalle uscite.

Luigi Garofalo.

[MERCATO FOGGIA] Nember è a Roma. La proprietà a Benevento. Chiricò vuole restare? I dettagli

Ve lo avevamo anticipato qualche giorno fa della possibilità che Roberto Floriano potesse spiccare il volo verso la Serie A. Ad attenderlo ci sarebbe il Benevento di mr. De Zerbi che proprio lo scorso anno aveva lasciato partire in direzione Carrarese l’attaccante nato in Germania. Secondo fonti vicine alla società,sarebbe la stessa proprietà a Benevento a trattare uno scambio con la società campana, che porterebbe in Puglia il centrocamposta Del Pinto. 

Intanto il d.s. Nember sarebbe in queste ore a Roma, per conclusere l’operazione che porterebbe i giovani Nura e Sadiq a Foggia. In particolare per l’attaccante in prestito al Torino si erano registrati dei rallentamenti negli scorsi giorni.

Capitolo Chiricò: l’attaccante brindisino vorrebbe restare e prolungare. La società non sarebbe disposta ad essecondare l’adeguamento contrattuale per il rinnovo.

 Le altre uscite

Alla già certa uscita di Calderini, che da ieri non si allena con la squadra, in uscita ci sarebbero anche Fedele e Calderini. Si attendono le offerte giuste. 

È calda l’aria intorno a Viale Ofanto. Non è il sole a riscaldarla, mail ritmo frenetico ed il fervore di questi giorni di mercato. C’era da aspettarselo: è inizata la rivoluzione silenziosa di Nember. 

Luigi Garofalo