Archive 04/06/2020

Zaccaria Hamlili (Bari): "Ripresa? Incognita ritmo partita. Playoff? Il Bari senza paura"

Dopo i problemi fisici di gennaio, Zaccaria Hamlili, centrocampista del Bari, è pronto a tornare ad assicurare dinamismo, corsa e inserimenti per trasformarsi nell’uomo in più di Vincenzo Vivarini. Dalle colonne del Corriere del Mezzogiorno ha raccontato quale pensa possa essere la difficoltà maggiore in questa parte finale di stagione: “La difficoltà principale sarà ritrovare il ritmo partita e l’intensità. Ripartiamo da zero, siamo stati fermi tre mesi, come tutte le altre squadre peraltro. L’incognita principale sarà proprio questa”.
Inevitabile parlare anche dell’emergenza sanitaria di questi mesi, visto che Hamlili è lombardo, di Manerbio: “Sono stati sicuramente mesi molto difficili. Ero in costante contatto con i miei amici e la mia famiglia. La voglia di stare vicino a loro era tanta ed è tanta anche in questo momento. Speriamo di non rivivere più certi momenti e che tutto torni alla normalità al più presto. Trovo assurde le polemiche in un momento in cui l’Italia dovrebbe essere unita senza alcuna distinzione tra Nord e Sud. La cosa più importante per ogni cittadino italiano è superare tutte queste difficoltà. E sarà più semplice, facendolo tutti assieme”.
In chiusura una battuta sugli eventuali playoff: “Onestamente credo che una squadra come il Bari non debba temere nessuno. Ovviamente rispettiamo tutte le nostre avversarie ma siamo consapevoli della nostra forza e andremo in campo per vincere tutte le partite”.

Manuel Scavone (Bari): "Ogni società ha pensato al suo orticello, dà fastidio"

Manuel Scavone nel giorno del suo 33esimo compleanno è intervenuto ai microfoni di TeleBari in vista della possibile ripresa. Queste le dichiarazioni, riportate da TuttoBari, del centrocampista del Bari.
“La cosa che dispiace è che in questo momento così particolare ogni società ha guardato un po’ al suo orticello. Questo dà fastidio. La cosa più giusta è finire i campionati, e poi eventualmente stilare la griglia dei play-off. Invece si è subito deciso di non giocare, inspiegabilmente. Adesso per fortuna la Figc ha messo le cose in chiaro: bisogna finire, in un modo o nell’altro. Noi per fortuna abbiamo una società forte alle spalle: abbiamo avuto delle bike, dei programmi personalizzati. Per tutto questo periodo ci siamo allenati a livello individuale. La società ci sta mandando messaggi, ci ha detto di tenerci pronti. Io specialista dei play-off? Segnai il gol promozione a Parma contro l’Alessandria, bei ricordi. C’era un gran pubblico, adesso ci mancherà. I gol? Quest’anno ho avuto meno possibilità di farli, per vari motivi. Spero di riprendermi bene nei play-off. La mia opinione è che questi play-off saranno molti particolari: già a fine stagione il divario fra le squadre si assottiglia, serve forma fisica, è importante l’aspetto mentale. Ancor più quest’anno il livello è assottigliato: i punti fondamentali saranno essere forti a livello mentale, giocare da squadra e con una grande organizzazione, noi ce l’abbiamo. Bisognerà gestire i momenti di difficoltà e servirà un pizzico di fortuna. Io vinsi la semifinale ai rigori dopo una partita sofferta. Da squadra, con intelligenza, bisogna portare a casa il risultato”.

Taranto, si fa strada l'idea di un ritiro precampionato in città

Il coronavirus ha cambiato molte delle nostre abitudini e, almeno fino a quando non si troverà un vaccino, se si troverà, dovremo conviverci. Gli effetti nefasti del covid si sono riverberati in particolar modo in un settore come il calcio: partite senza la passione degli spettatori, niente abbracci tra calciatori dopo un gol e tanti controlli.
Proprio in virtù di questa nuove disposizioni, il Taranto starebbe pensando di far svolgere il prossimo ritiro pre campionato proprio in riva allo Ionio. I calciatori potrebbero essere ospitati per tre settimane al Relais Histò, dove svolgerebbero il lavoro aerobico per poi trasferirsi allo “Iacovone” nelle ore meno calde della giornata (anche in notturna) per riprendere confidenza con il pallone.
Ovviamente, si tratta solo di un’ipotesi perché la decisione definitiva verrà presa di concerto con il nuovo allenatore.

Virtus Francavilla, venerdì il via agli allenamenti agli ordini di Trocini

Un futuro tutto ancora da scrivere quello del campionato di Serie C in un momento in cui una cosa sembra quasi certa: la disputa dei playoff per determinare la quarta promozione in Serie B.
Proprio per questo motivo, diversi club della terza serie, sono ripartiti o sono ormai prossimi alla ripresa delle fatiche. Tra questi anche la Virtus Francavilla, molto impegnata negli ultimi giorni con i rinnovi del DS Mariano Fernandez e del tecnico Bruno Trocini.
Proprio agli ordini di quest’ultimo, secondo quanto riportato da TuttoCalcioPuglia, la formazione pugliese si ritroverà in città giovedì per poi dare il via gli allenamenti individuali in programma dalla giornata di venerdì.

Antonio Magrì (Presidente Virtus Francavilla): "Rispettiamo Figc. Ai playoff noi ci saremo"

Antonio Magrì, presidente della Virtus Francavilla, ha annunciato in una nota ufficiale la volontà del club biancazzurro di presentarsi regolarmente ai nastri di partenza in caso di disputa dei playoff:
“Pur continuando a credere che la soluzione migliore per la Lega Pro sarebbe stata quella di chiudere in anticipo la stagione a causa della crisi sanitaria ancora in corso e per un protocollo al momento ancora non solo troppo oneroso ma anche difficilmente applicabile per il nostro campionato, rispettiamo la decisione del Consiglio Federale e siccome facciamo parte di questa Federazione se ci viene chiesto di giocare lo faremo, anche se ci dovesse essere la facoltà di poter rinunciare senza conseguenze. Non è nel DNA mio e di questo club tirarsi indietro e rinunciare al risultato sportivo. Nei prossimi giorni richiameremo i nostri calciatori e lo staff tecnico. Metteremo in moto tutta la struttura organizzativa e insieme allo staff medico attueremo il protocollo previsto, preparandoci con impegno e determinazione con la consapevolezza che potremo dire la nostra in questa competizione”.

Se la Serie B non riparte pronta la media punti ponderata: ecco come cambierebbe la classifica

La Serie B, a meno di risvolti non preventivabili ora, ripartirà ed emetterà i propri verdetti sul campo. C’è, però, un Piano B che subentrerebbe in caso di emergenza. Stando a quanto riferito dal Corriere dello Sport, infatti, la graduatoria finale verrà stilata utilizzando il metodo della media punti ponderata che tiene conto dei risultati in casa ed in trasferta. Ecco, di seguito, come cambierebbe la classifica.
LA CLASSIFICA REALE ALLA 28^ GIORNATA
Benevento 69
Crotone 49
Frosinone 47
Pordenone 45
Spezia 44
Cittadella 43
Salernitana 42
Chievo Verona 41
Empoli 40
Virtus Entella 38
Pisa 36
Perugia 36
Juve Stabia 36
Pescara 35
Ascoli 32*
Venezia 32
Cremonese 30*
Trapani 25
Cosenza 24
Livorno 18
* una gara da recuperare
LA PRIOIEZIONE ALLA 28^ GIORNATA
Benevento 93,25
Crotone 66,50
Frosinone 63,79
Pordenone 61,07
Spezia 59,71
Cittadella 59, 14
Salernitana 58,66
Chievo Verona 55,64
Empoli 53,59
Virtus Entella 51,57
Ascoli 48,13
Pisa 48,13
Perugia 47,94
Juve Stabia 47,55
Pescara 47,50
Venezia 43,43
Cremonese 42,70
Trapani 34,49
Cosenza 32,35
Livorno 24,94

Foggia, il messaggio dei tifosi al presidente Felleca

Alcuni tifosi del Foggia rispondono al presidente Felleca, il quale in mattinata aveva diramato una lettera aperta ai sostenitori dei Satanelli. Nel messaggio di oggi Felleca faceva il punto sulla situazione attuale del club dauno, sulla stagione ormai alle spalle, e sulle prospettive future del club di Viale Ofanto (per saperne di più: Foggia, Felleca scrive ai tifosi: “Deluso per la scarsa fiducia” ).

Il messaggio a Felleca, che riportiamo di seguito integralmente, arriva dalla pagina Facebook “Io sono foggiano”, che conta più di 20mila likes tra i tifosi foggiani.

“Noi a nome di semplici tifosi del Foggia, diciamo la nostra: partiamo dall’ inizio, siete arrivati ad Agosto e vi abbiamo accolto come dei RE, a scatola chiusa abbiamo fatto 4000 abbonati e la media di 6000 spettatori a partita,8000 Foggia-Taranto, in una categoria che al massimo fanno 1000 spettatori, 1 Partita del Foggia ne vale 6 in un altra squadra di D, Con gli stessi investimenti di una squadra che fa 1000 spettatori ( Bitonto). I Tifosi hanno fatto tantissimi acquisti agli store e siamo stati sempre affianco a questa società, la contestazione è avvenuta quando il primo posto si allontanava perdendo con il Cerignola, andavamo a -7 dal primo posto, mi sembra anche giusto se ti chiami FOGGIA CALCIO. 2 mesi per prendere un attaccante e molti punti persi non abbiamo detto niente, magari prendevamo Floriano ed eravamo primi in classifica ma anche qui abbiamo aspettato e alla fine è arrivato un attaccante a fine mercato. Esce la storia del Covid-19, finisce la stagione causa forza maggiore e tutti i tifosi sono delusi perchè volevano vincere il campionato come la proprietà ma alla fine di tutto ci troviamo al 2° posto forse per gli acquisti in ritardo ? non lo sapremo mai, non c’è una controprova ma intanto oggi dobbiamo combattere per essere Ripescati e sperare di andare in Serie C. Nonostante arriviamo da un FALLIMENTO per 5 mesi litigi con la Pintus che nelle ultime settimane continuavano a renderci ridicoli sui social e a livello nazionale con comunicati ridicoli e ci facciamo andare giù anche questo. Nonostante siamo il FOGGIA e nell’ anno del Centenario è un colpo al cuore… dopo tutto questo sentiamo che si avvicina Follieri un truffatore conosciuto in tutto il mondo e addirittura citato nei libri, qualsiasi azienda seria ha prove su Internet;di lui 0 assoluto! Dato che qui abbiamo avuto l’esperienza di Curci la tifoseria foggiana comincia ad avere dei grossi dubbi e ovviamente c’è del dissapunto, fatto presente a Felleca, ma nonostante questo, esce la maglia del centenario dove il Foggia Calcio prenota solo sul venduto e da quello che si dice più di 1500 maglie prenotate ad oggi a 100 euro,(150.000 euro). Oggi esce il comunicato e ieri su mitico channel che la trattativa è saltata per i tifosi. Ma Felleca parli seriamente? Non basta tutto quello che abbiamo dovuto sopportare e stiamo sopportando, oggi leggiamo che è pure colpa nostra?! Solo se ti leggi i numeri e quello che hanno fatto i tifosi capisci che stai dicendo cavalote, se hai scelto il Foggia è proprio per quei Tifosi! La cavolata finale detta ieri “rischiamo di non avere il ripescaggio per colpa dei Tifosi e del Sindaco” ma cosa dici? forse è perchè la Lega vede ste diatribe tra Felleca e Pintus che rischiamo di non essere presi sul serio o fantomatiche trattative con Follieri e non per i Tifosi o il Sindaco, se il Sindaco vi ha convocati perchè deve essere sicuro che ci sono i SOLDI per una serie C chiacchiere ne abbiamo sentite abbastanza. Se Follieri ha 15 milioni e li mette sul bancone domani nessuno parla più, ma ad oggi sono solo CHIACCHIERE un trattativa seria va avanti lo stesso. Felleca se fai le cose fatte bene come ti ha consigliato Pelusi i Tifosi del Foggia sono affianco a voi come abbiamo ampiamente dimostrato in 10 mesi e ovvio che tutti i tifosi saranno supervisori qui non abbiamo l’anello al naso, ma ricordati che il FOGGIA SIAMO NOI, Il Foggia è un patrimonio della Città e va salvaguardato. Noi apprezziamo gli sforzi fatti in D, una squadra costruita il 10 agosto, e che stava lottando per vincere il campionato, ma adesso dovete trovare una soluzione nel breve, non a Luglio o Agosto in quei mesi dobbiamo stare sereni per rispetto ad una società gloriosa che ha compiuto 100 anni e trovare una soluzione per il bene di tutti.

 

Bari, Corsinelli: "Ai playoff evitare Monopoli e Reggiana"

Ospite di TeleBari Francesco Corsinelli, terzino del Bari, ha rilasciato alcune dichiarazioni sui playoff che attendono la formazione di Francesco Vivarini e sulle possibili rivali: “Dal mio punto di vista, avendo giocato in tutti i gironi, in quello di quest’anno dove ho giocato col Bari c’è molta più aggressività. Il Girone B è più tattico, si tiene molto palla. Ai play-off vince chi ne ha di più. Noi siamo una squadra fortissima, ce la giocheremo fino alla fine. Chi preferirei evitare? Mi ha impressionato il Monopoli: in casa loro è stata una gara molto dura, intensa. E’ stata una sorpresa per me. Poi c’è la Reggiana di cui mi hanno parlato bene: ha calciatori di qualità, può darci fastidio…”.

Foggia, Felleca scrive ai tifosi: "Deluso per la scarsa fiducia"

A livello societario la situazione del Foggia è delicatissima. Nelle ultime ore sembra saltato il passaggio di società a Follieri (ve ne abbiamo parlato qui: Foggia, Fellleca: “Follieri allontanato dallo scetticismo di parte dei tifosi” ). Adesso a tenere banco è una lettera aperta di Felleca, presidente dei rossoneri, indirizzata a tutti i tifosi. Rammaricato e deluso per la scarsa fiducia e lo scetticismo della piazza, Felleca ha parlato così:

“Alla luce degli avvenimenti delle ultime ore, ed in particolar modo delle dichiarazioni del Sindaco Landella, non posso negare la mia sorpresa ed amarezza. Sembra il “leit motive” di questa stagione calcistica. L’ho capito fin dal primo minuto quando poco dopo l’assegnazione del titolo da parte del Sindaco, sui muri dello Zaccheria comparve uno striscione pieno di scetticismo nei miei confronti.
All’epoca la mia risposta fu sia di comprensione nei confronti della manifestazione d’ansia e preoccupazione dei tifosi, scottati dalle profonde delusioni dei mesi precedenti, sia di richiesta di fiducia per poter lavorare ad un’impresa che andava costruita da zero.
I tifosi sono stati stupendi nel loro pragmatismo sottoscrivendo 4000 abbonamenti.
Da zero, nonostante i ritardi e tutti gli handicap che una partenza ad agosto comporta, abbiamo allestito una squadra competitiva che alla fine del girone di andata era prima in classifica con il Bitonto, davanti a Taranto e Cerignola, società consolidate e con progetti ambiziosissimi.
Nel contempo non sono stati trascurati tutti gli altri aspetti, il settore giovanile con inclusa la squadra femminile; progetti per far partire gli store fisico ed online, ma anche tante iniziative benefiche per il territorio.
Molto di quello che è stato fatto, l’abbiamo potuto fare grazie alla collaborazione dei tifosi e di alcuni imprenditori davvero amici, appassionati e disinteressati e che ancora non ho potuto ringraziare a sufficienza, come realmente meriterebbero.
Tutto questo non è bastato e a gennaio c’è stata una nuova contestazione nei miei confronti, solo per un presunto ritardo con il quale è arrivata la tanto agognata punta. Ho compreso e metabolizzato anche quella inaspettata contestazione dura ed offensiva; in tutta sincerità anche grazie alla solidarietà del Sindaco Landella. Ci siamo rimboccati le maniche ancor di più ed abbiamo risposto con i fatti. E scontro diretto dopo scontro diretto abbiamo guadagnato terreno arrivando ad un punto dalla capolista.
Poi improvviso il cigno nero del Coronavirus, che spariglia le carte e manda in crisi centinaia di società non solo sportive, ma nei settori più diversi.
Il nostro sodalizio, non senza qualche affanno, non lo nego, rispetta gli accordi presi con staff, calciatori e collaboratori. E tranne alcune piccole posizioni debitorie ancora aperte, lavora alacremente alle celebrazioni del centenario, necessariamente in tono minore. Presentiamo il logo del centenario che rimarrà per sempre patrimonio della tifoseria, e che riscuote un incredibile gradimento e la maglia celebrativa personalizzata (e non certo dozzinale) entrambi elaborati da uno dei migliori esperti del territorio. Il tutto viene accolto con straordinario entusiasmo dalla piazza che dimostra di apprezzare il lavoro svolto fin qui. Piazza, che tranne gli immancabili odiatori, esprimere piena fiducia alla società, la quale, prima in Italia, all’annuncio del rimborso dell’abbonamento per la quota parte delle partite mancanti, riceve un fiume di rinunce al rimborso
degli abbonamenti stessi, preannunciando di essere già pronti a sottoscrivere gli abbonamenti per la prossima stagione.
Eppure tutto questo lavoro, gradito ed apprezzato dai tifosi, non è bastato a vincere lo scetticismo nei miei confronti. Non nascondo che la cosa mi ferisce, ma continuerò ad accettarlo e a lavorare per convincervi del contrario.

Di errori ne ho commessi, per la stessa esuberanza che mi porta a raggiungere traguardi ambiziosi, come alcuni nodi che devo ancora risolvere e che conto di sciogliere quanto prima.

C’è l’intenzione di rinforzare la compagine sociale e questo è sempre stato parte integrante del progetto fin dall’inizio, ed anche oggetto di ricorrenti conversazioni con il Sindaco, al quale ho già avuto modo di manifestare il mio ringraziamento per essere stato al mio fianco, non solo con le manifestazioni di solidarietà, ma anche con i fatti, risolvendo velocemente i problemi dello stadio. E con il quale ho condiviso a più riprese il reciproco rammarico per non aver visto nessuno degli imprenditori locali avvicinarsi al Calcio Foggia. Fino alla recente esternazione da parte del Sindaco stesso, che analizzava il perché sia così difficile attirare investitori nel Foggia.

Ancor di più alla luce della sua analisi sul perché nessun investitore si avvicina al Foggia, sono rimasto spiazzato dalla veemenza con cui ha esternato le sue, pur legittime, preoccupazioni, sulla trattativa, a mio avviso ben instradata, ma non certo in fase conclusiva, con il gruppo Effe Investment.

Non riesco a nascondere il mio dispiacere per questa nuova mancanza di fiducia nei miei confronti, soprattutto perché arriva da quella che per me è la figura di riferimento principale a Foggia. Non sono uno sprovveduto. Durante questa stagione ho incontrato decine di potenziali investitori. A tutti loro ho dedicato del tempo, senza preconcetti, li ho ascoltati e pesati. Quasi tutti si sono dissolti come neve al sole. La trattativa con la Effe Investmente ha superato diverse fasi, non superate da altri investitori. Ci sarebbero dovuti essere ancora numerosi step prima di giungere al closing, e ci sarebbe stato tutto il tempo per fare le verifiche, DOVEROSE in situazioni delicate come quelle in cui ci sono in gioco i sentimenti di decine di migliaia di persone.

Perché tanta fretta? Perché esternare prima la preoccupazione a mezzo stampa e poi farmi pervenire la convocazione per fare il punto della situazione? Perché minacciare di ritirare il titolo che ho sempre onorato con enorme impegno e professionalità? Perché accusarmi di fare cassetta, quando si sa bene quali sono i costi che comporta una stagione da protagonisti, con ulteriori investimenti per rinforzarsi a gennaio, e che molto probabilmente si sarebbe chiusa in maniera trionfale e che invece è stata colpita dai danni enormi del COVID? Perché minare alle basi una trattativa appena entrata nel suo vivo? Cui Prodest?

Per ora confortato solo dalla stima dei vertici federali e dei tanti tifosi che mi stanno tributando la loro stima, in attesa dell’incontro di giovedì, in cui conto di dirimere gran parte dei legittimi dubbi del Sindaco, inclusi i miei, continuerò a lavorare con serenità ed immutato impegno alla nuova stagione che spero, ma a questo punto nessuno sembra desiderarlo realmente, a parte i tifosi veri, ci vedrà fra i protagonisti della Lega Pro”.

Taranto, qualcosa si muove. Sarà una settimana importante

La scorsa settimana per i nostri attentissimi lettori avevamo chiesto alla società di uscire allo scoperto, di far capire a tutti i tifosi e seguaci del Taranto quale impronta voleva dare la società di Massimo Giove alla nuova stagione, in un periodo di forti incertezze per il calcio in generale. Dare una prova di esserci.
Questa settimana è stata foriera di tante novità, alcune che hanno fatto piacere alla piazza, altre un po’ meno. La prima, la più importante è legata al progetto tecnico: il Taranto ha incontrato Danilo Pagni, ex DS dell’era Blasi che sembra davvero in procinto di accasarsi in rossoblù. Parlando con il dirigente calabrese ci ha impressionato la lucidità di visione: scegliere una squadra significa scegliere un percorso da fare insieme alla dirigenza, che deve portare a risultati non solo sportivi. Ed essenzialmente è questo che è mancato al Taranto: un percorso abbastanza lungo. Se son rose, fioriranno si dice.
La società le aveva preannunciate un paio di settimane fa ed ecco arrivare a sorpresa, di lunedì pomeriggio, un trittico di novità: il nuovo sito, il nuovo logo e il nuovo addetto stampa. I tifosi si sono scatenati alla vista del nuovo stemma sociale, con pareri fortemente critici (è in corso il nostro sondaggio e le percentuali di voto sono quasi bulgare su oltre 1.200 voti on-line): ma a determinare le sorti di una squadra non c’è il logo, la “forma”, in generale: quello che rende una società forte e affidabile è la “sostanza”. E la gente si aspetta proprio ciò, i risultati, unica medicina per guarire il malato. Sui gusti non si discute, ma se la finalità del “rebranding” della società è un fatto squisitamente di merchandising, sarà proprio questo settore a determinarne il successo.
Apprendiamo con soddisfazione il ritorno in rossoblù del dottor Eligio Galeone nel ruolo di responsabile dell’area comunicazione, una scelta di primo livello. Il buon Eligio è alla sua seconda esperienza con la presidenza Giove: il nostro in bocca al lupo è sincero e siamo certi che la sua professionalità emergerà netta. Nel frattempo il vecchio predecessore, che a dicembre scorso aveva etichettato alcuni suoi colleghi inetti e frustrati, ha salutato l’ambiente su Facebook con un predicozzo in stile Osho. Insomma, diciamo che non è rimasto proprio affezionato all’ambiente.

Brindisi, quattordici calciatori pronti ad ingiunzioni contro il club

Situazione calda in casa Brindisi. O meglio: sempre più calda, visto il clima dei giorni precedenti.
Secondo indiscrezioni raccolte dalla redazione di tuttocalciopuglia, infatti, alla riapertura degli uffici federali e della LND – prevista il 3 giugno – sarebbero pronti contro il club messapico quattordici ingiunzioni da parte di altrettanti calciatori biancazzurri.
Il motivo è relativo ai mancati pagamenti dei mesi scorsi.

Taranto, Genchi: “Spogliatoio sacro: se metti il veleno e non l’acqua…”

A campionato finito, arriva il momento della resa dei conti. Il primo a togliersi qualche sassolino è Beppe Genchi, che prende di mira soprattutto Panarelli e il suo modo di giocare, a lui non congeniale. L’attaccante barese non ci gira attorno e a domanda precisa risponde: “Con Ragno avrei segnato molto di più”. La rivelazione arriva nel corso di Tifo Web, trasmissione curata dai colleghi di giornalerossoblu.it. “Non è una questione di bravura – prosegue Genchi -, perché entrambi gli allenatori hanno delle qualità, ma con Ragno venivo impiegato nel mio ruolo naturale, in attacco. Quando è andato via le cose sono cambiate, mi è stato chiesto altro: da professionista sono stato costretto ad adeguarmi alle nuove direttive, ma la gente non può pensare che possa fare gol giocando in un ruolo che non è il mio. Il bravo allenatore si vede soprattutto quando riesce a tirare fuori il meglio da ogni calciatore. Evidentemente, il modulo tattico di Ragno esaltava le mie caratteristiche, con Panarelli mi sono sacrificato. Credo di non essere stato il solo, e quando snaturi troppo una squadra, a risentirne è la qualità”.
“RAMO MARCIO” Beppe Genchi prova a spiegare la stagione fallimentare con una metafora: “Lo spogliatoio è sacro. Immaginate che all’interno di quelle quattro mura ci sia una piantina: se ogni giorno si alimenta sopravvive, ma se al posto dell’acqua ci metti del veleno appassisce e muore. In uno spogliatoio ci vuole rispetto per il gruppo, non bisogna nascondersi parlando all’orecchio. Tutte queste cose avvelenano l’ambiente. Cosa è successo? Non lo dirò mai, ripeto: lo spogliatoio è sacro. Purtroppo, sono state fatte delle scelte a cui non si è più potuto porre rimedio. Un esempio? Il mercato. Sono andati via diversi calciatori di qualità, ma non tutti sono stati rimpiazzati: la qualità c’era, ma numericamente eravamo pochi.
FUTURO “Pagni? Non lo conosco personalmente, però ha vinto tanto. Non so se arriverà, ma è certo che resterò solo se funzionale al progetto. In caso contrario, andrò via perché non voglio essere di peso a nessuno”.

Nicola Canonico (Presidente Bisceglie): "Promozioni e retrocessioni? Non può decidere il direttivo"

Nicola Canonico, presidente del Bisceglie, ha commentato a Gianlucadimarzio.com la richiesta di un’Assemblea di Serie C:
“Abbiamo rispettato l’articolo 11 del nostro statuto, che ci consente di convocare un’assemblea di Lega attraverso le firme di dodici società. Il direttivo di venerdi scorso ci ha notificato una decisione improponibile, assunta con uno scarto minimo (4 favorevoli e 3 contrari) sul blocco dei campionati e la cristallizzazione delle classifiche, saltando e ignorando un punto fondamentale, il comma 5 del comunicato ufficiale N. 196/A della Figc. Il Direttivo avrebbe dovuto stabilire che promozioni e retrocessioni non posso essere decise a tavolino. La stessa Fifa aveva indicato delle linee guida che prevedono per le promozioni dirette e le retrocessioni la disputa di playoff e playout. Una decisione cosi importante va portata in assemblea e non può essere decisa da una minima parte del direttivo”.

Francesco Corsinelli (Bari): "Non sarà semplice ma mai smesso di allenarci"

Francesco Corsinelli, terzino del Bari, intervenuto a TB Sport, ha dichiarato:
“Non vediamo l’ora di conoscere la data per la ripresa. Non abbiamo mai smesso di allenarci, il campo è stato il nostro obiettivo da sempre. Siamo carichi, tornare in campo significherà che questo lungo e duro periodo sarà passato. Non ce la facciamo più a stare lontani dal rettangolo verde. Non sarà semplice a livello mentale dopo questa lunga sosta, sarà un fattore determinante, i playoff sono pieni di incognite. Chiunque ci sarà sul nostro cammino troverà un Bari carico e affamato. Antenucci è impressionante, ma in squadra abbiamo tanta qualità ed esperienza in tutti i settori; siamo una squadra forte, ce la giocheremo fino alla fine”.

Foggia, Fellleca: "Follieri allontanato dallo scetticismo di parte dei tifosi"

Il presidente del Foggia, Roberto Felleca, è intervenuto ieri a “Day After”, trasmissione in onda su Mitico Channel, nota web-tv foggiana, tornando sul possibile ingresso di Follieri  in società, che pare stia svanendo: “Follieri è stato l’unico imprenditore, da quando c’è stato il mio insediamento, che ha dimostrato con fatti concreti tramite le carte l’interesse di investire nel Calcio Foggia. Se fossimo andati a fare questo atto avremo visto la concretezza del suo investimento per il prossimo triennio ma grazie ad alcune cose successe, sui social e tramite alcuni media, abbiamo perso delle opportunità di finanziamento. Mi dispiace che sia sfumato l’accordo e spero che lui si possa ricredere. Se siamo arrivati a fare un atto vuol dire che avevamo delle garanzie per quanto riguarda il gruppo Follieri. Comunque credo che si stia esagerando perché è un argomento che sta arrivando a livello nazionale e rischiamo di non essere ripescati ma ho fatto delle chiamate per ricordare la mia credibilità in Lega. Ho semplicemente messo all’attenzione della città una difficoltà societaria ed è stato fatto un romanzo quindi adesso basta. ruppo Follieri[…].  Il gruppo Follieri si era proposto per prendere tutte le quote. L’importante sarebbe stato far entrare il gruppo non contava quali quote avrebbero preso. Nel calcio i soldi vengono investiti e pochissime volte vengono recuperati perché nessun imprenditore si arricchisce con il calcio.  In questo momento non c’è nessun’altra richiesta di interesse oltre a quella del gruppo Follieri”. 

Sul futuro del Foggia: “Ci sarà un’assemblea straordinaria del Cda per un aumento di capitale e se nessuno metterà dei soldi lo farò da solo. Sui social sto leggendo cose ridicole che non fanno bene al Foggia. Non possiamo nascondere che c’è una situazione di stallo nella società e Follieri aveva garantito anche di risolverla questa cosa. Il mio compito è dare un futuro importante al Foggia con investimenti importanti e se vogliamo arrivare in alto abbiamo bisogno di aiuto”.

Prosegue Felleca su Follieri: “avevamo individuato un partner che sarebbe entrato in società con 15 milioni di euro lavorando sempre assieme a Felleca e Pelusi. Voglio sapere da domani chi potrà fare un investimento di 15 milioni nei prossimi 3 anni. Non avevo nessun interesse a mettere in piazza questi problemi societari e mi scuso con i tifosi per quello che è successo tramite comunicati che non ho messo personalmente in piazza. La trattativa con Follieri dipenderà dalla fiducia che deve essere data dalla piazza. In questa fase è servita quella piccola percentuale di tifosi negativi per far allontanare il gruppo Follieri. Dipenderà cosa accadrà nei prossimi giorni ma noi andiamo avanti lo stesso”.

Prosegue Felleca sul rapporto con la Pintus e sul futuro societario: “La Pintus può anche rimanere nella società l’importante è che metta i soldi. stiamo facendo una analisi per ridisegnare l’assetto tecnico ma al momento non abbiamo deciso ancora nulla. In questo momento non c’è nessun’altra richiesta di interesse oltre a quella del gruppo Follieri. Prima del 15 o 20 agosto non sapremo quale sarà la nostra categoria per il prossimo campionato. Se saremmo ripescati ci vorranno anche i soldi per fare la serie C questo lo dico per far capire a cosa stiamo lavorando mettendoci la faccia. Ho dovuto affrontare una telefonata pesante per far capire la solidità societaria. Le squadre come il Foggia le vogliono salvaguardare e spero nel buon senso dei componenti della Lega”

Torna la Serie A: si parte il 20 giugno con Torino-Parma. Il calendario completo.

La notizia tanto attesa ora è ufficiale: la Serie A riparte in data 20 giugno con i recuperi della sesta giornata che saranno completati domenica 21 giugno. A riaprire le danze sarà la gara Torino-Parma alle 19:30. Dal 22 giugno invece si riprenderà regolarmente con il programma dell’ ottava giornata di campionato che sarà aperta dal match tra Lecce e Milan in programma alle 19:30 presso lo Stadio “Via Del Mare”.
La stagione si concluderà il 2 agosto, con inizio alle ore 21.45 e 10 gare in contemporanea.
Insomma quello che si doveva fare lo si è fatto ora il responso spetta senza dubbio al terreno di gioco. Sarà sicuramente un’ estate particolare in cui sarà importante la condizione fisica ma soprattutto psicologica dopo un periodo così particolarmente intenso dal punto di vista emotivo.
Di seguito i recuperi della sesta giornata e il calendario completo.
SESTA GIORNATA – Sabato 20 giugno ore 19.30 Torino-Parma, ore 21.45 Verona-Cagliari. Domenica 21 giugno ore 19.30 Atalanta-Sassuolo, ore 21.45 Inter-Sampdoria.

OTTAVA DI RITORNO – Lunedì 22 giugno ore 19.30 Lecce-Milan e Fiorentina-Brescia, ore 21.45 Bologna–Juventus. Martedì 23 giugno ore 19.30 Verona-Napoli e Spal-Cagliari, ore 21.45 Genoa-Parma e Torino-Udinese. Mercoledì 24 giugno ore 19.30 Inter-Sassuolo, ore 21.45 Atalanta-Lazio e Roma-Sampdoria.

NONA DI RITORNO – Venerdì 26 giugno ore 21.45 Juventus-Lecce. Sabato 27 giugno ore 17.15 Brescia-Genoa, ore 19.30 Cagliari-Torino, ore 21.45 Lazio-Fiorentina. Domenica 28 giugno ore 17.15 Milan-Roma, ore 19.30 Napoli-Spal, Sampdoria-Bologna, Sassuolo-Verona e Udinese-Atalanta, ore 21.45 Parma-Inter.

DECIMA DI RITORNO – Martedì 30 giugno ore 19.30 Torino-Lazio, ore 21.45 Genoa-Juventus. Mercoledì 1 luglio 2020 ore 19. 30 Bologna-Cagliari e Inter-Brescia, ore 21.45 Fiorentina-Sassuolo, Verona-Parma, Lecce-Sampdoria e Spal-Milan. Giovedì 2 luglio ore 19.30 Atalanta-Napoli, ore 21.45 Roma-Udinese.

UNDICESIMA DI RITORNO – Sabato 4 luglio ore 17.15 Juventus-Torino, ore 19.30 Sassuolo-Lecce, ore 21.45 Lazio-Milan. Domenica 5 luglio ore 17.15 Inter-Bologna, ore 19.30 Brescia-Verona, Cagliari-Atalanta, Parma-Fiorentina, Sampdoria-Spal e Udinese-Genoa, ore 21.45 Napoli-Roma.

DODICESIMA DI RITORNO – Martedì 7 luglio ore 19.30 Lecce-Lazio, ore 21.45 Milan-Juventus. Mercoledì 8 luglio ore 19.30 Fiorentina-Cagliari e Genoa-Napoli, ore 21.45 Atalanta-Sampdoria, Bologna-Sassuolo, Roma-Parma e Torino-Brescia. Giovedì 9 luglio ore 19.30 Spal-Udinese, ore 21.45 Verona-Inter.

TREDICESIMA DI RITORNO – Sabato 11 luglio ore 17.15 Lazio Sassuolo, ore 19.30 Brescia-Roma, ore 21.45 Juventus-Atalanta. Domenica 12 luglio ore 17.15 Genoa-Spal, ore 19.30 Cagliari-Lecce, Fiorentina-Verona, Parma-Bologna e Udinese-Sampdoria, ore 21.45 Napoli-Milan. Lunedì 13 luglio ore 21.45 Inter-Torino.

QUATTORDICESIMA DI RITORNO – Martedì 14 luglio ore 21.45 Atalanta-Brescia. Mercoledì 15 luglio ore 19.30 Bologna-Napoli, Milan-Parma e Sampdoria Cagliari. Ore 21.45 Lecce-Fiorentina, Roma-Verona, Sassuolo-Juventus e Udinese-Lazio. Giovedì 16 luglio ore 19.30 Torino-Genoa, ore 21.45 Spal-Inter.

QUINDICESIMA DI RITORNO – Sabato 18 luglio ore 17.15 Verona-Atalanta, ore 19.30 Cagliari-Sassuolo, ore 21.45 Milan-Bologna. Domenica 19 luglio ore 17.15 Parma-Sampdoria, ore 19.30 Brescia-Spal, Fiorentina-Torino, Genoa-Lecce e Napoli Udinese. Ore 21.45 Roma-Inter. Lunedì 20 luglio ore 21.45 Juventus-Lazio.

SEDICESIMA DI RITORNO – Martedì 21 luglio ore 19.30 Atalanta-Bologna, ore 21.45 Sassuolo-Milan. Mercoledì 22 luglio ore 19.30 Parma-Napoli. Ore 21.45 Inter-Fiorentina, Lecce-Brescia, Sampdoria-Genoa, Spal-Roma e Torino-Verona. Giovedì 23 luglio ore 19.30 Udinese-Juventus, ore 21.45 Lazio-Cagliari.

DICIASSETTESIMA DI RITORNO – Tutti gli orari sono da definire. Il programma: Bologna-Lecce, Brescia-Parma, Cagliari-Udinese, Genoa-Inter, Verona-Lazio, Juventus-Sampdoria, Milan-Atalanta, Napoli-Sassuolo, Roma-Fiorentina, Spal-Torino.

DICIOTTESIMA DI RITORNO – Gli orari sono da definire. Il programma: Cagliari-Juventus, Fiorentina-Bologna, Verona-Spal, Inter-Napoli, Lazio-Brescia, Parma-Atalanta. Sampdoria-Milan, Sassuolo-Genoa, Torino-Roma, Udinese-Lecce.

DICIANNOVESIMA DI RITORNO – Tutte le partite in calendario si dovrebbero giocare il 2 agosto con fischio d’ inizio alle 21.45. Il programma: Atalanta-Inter, Bologna-Torino, Brescia-Sampdoria, Genoa-Verona, Juventus-Roma, Lecce-Parma, Milan-Cagliari, Napoli-Lazio, Sassuolo-Udinese, Spal-Fiorentina.

Danilo Sandalo

Landella a Telefoggia: “pronto a ritirare il titolo sportivo del Foggia, nessuno pensi di fare cassetta con la nostra storia”

Sulla questione del Calcio Foggia 1920, interviene il sindaco di Foggia, Franco Landella. Il sindaco – sentito telefonicamente – ha rilasciato alla nostra emittente una nota sulle vicende di questi giorni del club rossonero.
Che nessuno pensi di fare cassetta con il blasone del Foggia e con il titolo sportivo che – sia chiaro – appartiene alla città.
Follieri nella scorsa estate era tra coloro i quali ambivano al titolo sportivo del Foggia. La sua proposta all’epoca non fu accolta dal tavolo tecnico. Non vorrei che qualcuno oggi decidesse di far entrare dalla finestra chi è stato accompagnato alla porta.
Chiarisco di non avere alcun pregiudizio o preconcetto nei confronti di Follieri ma questa situazione necessita di chiarezza a 360 gradi.
Condivido la preoccupazione dei tifosi e ritengo che sia giunto il momento di relazionare in maniera dettagliata sulla situazione societaria del Calcio Foggia 1920 e sul progetto futuro.
A tal fine convocherò in settimana a palazzo di città i soci Pelusi, Felleca e Pintus perché se si dovesse continuare in questa maniera, il titolo sportivo verrebbe ritirato dal comune di Foggia.
Qualsiasi operazione societaria dovrà avere la condivisione e la verifica di tutti gli atti così come previsto nella convenzione che Felleca firmò dinanzi al sottoscritto ma soprattutto dinanzi all’intera città e ai tifosi.
Se qualcuno pensa di fare cassetta con la storia del Calcio di Foggia, a questo qualcuno, lo ripeto, dico che fin quando ci sarà il sindaco Landella sbatterà contro un muro”.

Taranto, con Pagni diesse chi sarà il nuovo allenatore? La lista

Il ritorno di Danilo Pagni nel ruolo di direttore sportivo del Taranto incontra di sicuro i favori della piazza.
Un accordo tutto da definire in tempi ragionevoli e con una settimana d’attesa da consumare prima del Consiglio Federale dell’8 giugno. Ci sono, però, una lista di nomi tra i desiderata del club ionico che tengono banco in queste ore: i “sogni proibiti” di Antonio Calabro, legato alla Viterbese fino al 2021, e Gaetano Auteri del Catanzaro.
Altri nomi papabili sarebbero quelli di Nevio Orlandi, ex Vibonese e soprattutto Pino Rigoli del Rende, la sua candidatura avrebbe preso prepotentemente quota nelle ultime ore. Altro nome trapelato è quello di Sandro Pochesci, ex Fondi e Bisceglie. Una lista lunga che potrebbe essere già ampiamente scremata nei prossimi giorni.

Bisceglie, per la panchina Canonico pensa a Nicola Ragno

A prescindere dalla categoria che si ritroverà a giocare il Bisceglie nella prossima stagione, il presidente Canonico sta già pensando a chi affidare la panchina del club pugliese.
Il primo nome per i nerazzurrostellati è quello di Nicola Ragno, l’ex Taranto infatti sarebbe la prima scelta nonostante la concorrenza del Casarano. Lo riporta il Corriere dello Sport.

Virtus Francavilla, dopo Fernandez e Trocini vicino il rinnovo di Gigliotti

La Virtus Francavilla continua a guardare al futuro mentre si attende il Consiglio Federale per giocarsi i playoff alla fine di giugno. Intanto il club pugliese nell’ultima settimana ha annunciato la prosecuzione del rapporto di lavoro con Mariano Fernandez prima e Bruno Trocini dopo, adesso tocca alla rosa.
Il direttore sportivo in settimana, come riporta TuttoCalcioPuglia, incontrerà il procuratore di Denny Gigliotti per rinnovare l’accordo in scadenza il 30 giugno.

Gravina, mister Loseto: "Partiti per una salvezza tranquilla. Santoro lo capisco solo se…"

Il campionato del Gravina si è concluso con l’ottavo posto in classifica. I meriti sono anche di Valeriano Loseto, un tecnico che ha sempre proposto l’idea di dominare le partite e non aspettare l’avversario. Per tracciare un bilancio, TUTTOcalcioPUGLIA.com ha intervistato in esclusiva proprio l’allenatore gialloblù.
Mister, sono giorni particolari in attesa del 4 giugno quando ci sarà il Consiglio Federale. Che idea si è fatto?
“È una situazione paradossale, non si riesce a capire dove si vuole arrivare. Da altre parti hanno già iniziato, da noi no. Spero si possa arrivare quanto prima a una soluzione finale, anche per programmare il futuro”.
Il suo Gravina ha concluso la stagione all’ottavo posto. Tutto sommato è stata un’altra bella stagione.
“Sapevamo quello che era il nostro obiettivo, come squadra e staff tecnico. Siamo partiti per centrare una salvezza tranquilla, in un campionato che può tranquillamente essere paragonato a una C2, con piazze blasonate e con grande passato. Abbiamo offerto un buon calcio e belle prestazioni. Con un pizzico di fortuna saremmo potuti essere noi il Sorrento di turno. Arrivare dietro Taranto, Casarano, Bitonto, Foggia e Cerignola è comunque tanta roba”.
Più bella la vittoria a Taranto o quella in casa contro il Foggia?
“Sono arrivate in due momenti particolari: col Taranto è arrivata la prima vittoria fuori casa; a Foggia abbiamo messo fine al ciclo di inizio gennaio privo di vittorie e con il solo pareggio di Nardò. Sono state un toccasana per riprendere il nostro cammino, d’altre parti la situazione sarebbe precipitata”.
4-3-3 o 3-5-2: qual è il modulo preferito di Loseto?
“Ho improntato la stagione sul 4-3-3, ma in corso d’opera c’è stata l’esplosione di qualche giovane tipo Silletti, che non mi sono mai sentito di lasciare fuori per quanto trasmetteva in settimana. Allo stesso modo Ficara e Chiaradia meritavano di giocare. Quando c’è stata la possibilità di schierare il tridente l’ho sempre fatto. Ma anche con il 3-5-2 ci siamo espressi positivamente”.
Considerazione provocatoria: avrebbe potuto togliere Santoro…
“E come fai?! (sorride, ndr)”.
Quanto è importante per una squadra di Serie D un calciatore come lui?
“Uno capisce la sua importanza solo se lo allena. Per me è stata una piacevole scoperta, fin dal mio arrivo è sceso in campo: contro il Pomigliano lui fece gol, ma vedevo che era un po’ freddo nei miei confronti. Forse pensava sarebbe andato via dopo il cambio di guida tecnica. Poi ne parlammo e ha fatto quello che ha fatto…”.
I calciatori la descrivono come un allenatore molto empatico.
“Qualche presidente di club blasonati hanno parlato di me come tecnico giovane ed emergente. Ma io ho fatto la gavetta, alleno da tredici anni: dalla C alla Promozione. Forse l’aspetto dà questa impressione, ma ho le mie esperienze. Punto molto sul rapporto con i calciatori, so come prenderli. Sono il mio sponsor, perché ho tante amicizie ma ho sempre lavorato con gente prestata al mondo del calcio. Ad esempio a Gravina Costantiello è un socio della FBC, vive di altro. Probabilmente pago il fatto di non essere agganciato al carro giusto”.
Inevitabile una domanda sul futuro. Dopo un anno e mezzo a Gravina sente l’esigenza di una nuova avventura?
“Io amo Gravina. In un rapporto deve esserci un amore bilaterale. Qui mi esprimo al meglio, ho la possibilità di lavorare con serenità. Anche nel mese in cui i risultati sono venuti meno, la proprietà mi ha confermato, ha creduto nella mia persona. Anche dopo qualche mugugno della tifoseria. Non ho mai avuto la paura di essere esonerato, ho sentito la fiducia di tutti e della squadra in primis”.
Eppure qualche rumors di mercato c’è…
“Fa piacere essere accostato a grandi piazze. Però non ci penserei più di tanto se non arrivasse un’altra chiamata: sarei l’allenatore più felice del mondo dovessi restare qui. So io cosa significa Gravina per me”.

Taranto, Pelliccia: "L'aggressione di febbraio? Un semplice episodio"

Salvatore Pelliccia, ormai ex terzino del Taranto, ha parlato della stagione di Serie D che si è conclusa da pochi giorni attraverso i microfoni del Corriere dello Sport, edizione Puglia. Ecco le sue parole: “È stata un’annata particolare, perché non sono arrivati i risultati. Quando, a Taranto, incominci male è difficile riprendersi. Sono convinto che fossimo una grande squadra e, forse proprio per questo, abbiamo pensato che le vittorie venissero da sole”.
Primi mesi: “Ho avuto un infortunio, che mi ha tenuto fermo una ventina di giorni, poi ho ricominciato ad allenarmi, ma per scelta tecnica, sono rimasto in panchina, ma non ho nulla da dire perché mister Ragno è un grande allenatore, come lo è anche Panarelli”.
La crescita: “Taranto mi ha fatto crescere tanto, professionalmente e caratterialmente, perché non è una piazza di Serie D. Sono rimasto affezionato alla città, che porterò sempre nel mio cuore”.
Aggressione di febbraio: “Io che conosco Taranto e i tarantini posso dire che si è trattato di un semplice episodio e perciò il mio pensiero sulla città rimane ugualmente positivo”.

Nardò, Donadei: "Gravissimo non parlare di un aspetto: chi abbiamo votato, non ci ha tutelati"

Il 4 giugno dovrebbe essere il giorno della verità per il Nardò, che dopo l’ultimo consiglio direttivo rischia la retrocessione in Eccellenza. Per fare il punto della situazione, TUTTOcalcioPUGLIA.com ha intervistato in esclusiva il patron dei granata, l’avvocato Salvatore Donadei.
Presidente, sono giorni di attesa…
“Sono giorni di attesa e c’è molta tensione, ma sono anche giorni di lavoro. Come ho già detto e ripetuto, niente verrà lasciato al caso. Si lavora su più fronti per fare in modo che il 4 giugno l’inaccettabile e antisportiva proposta possa non arrivare sul tavolo del Consiglio Federale. Stiamo lavorando tutti, comprese le altre trenta società nella nostra condizione, per avere tutti gli elementi giusti affinché non avvenga la ratifica. Quindi giorni di attesa sì, ma anche di grande lavoro. E ci tengo a sottolineare una cosa…”.
Prego.
“Oggi ricorre un anniversario molto importante. Era il 1966 e allo stadio Flaminio si disputava Nardò-Savoia, spareggio in finale unica e centrammo una storica salvezza in C. E fa un certo effetto ricordarlo in queste ore, quando nel frattempo si propone la nostra retrocessione in questo modo, senza tener conto di niente e nessuno. Ci furono pullman provenienti dalla Germania, una cornice di pubblico fantastica: Nardò è tutto questo. Stride la proposta con tutti i valori sportivi, ma anche con storia e blasone”.
Avete sentito qualcuno della LND?
“Purtroppo si sono sempre espressi allo stesso modo, dicendo che chi non è d’accodo può fare ricorso. Loro sono granitici, c’è ben poco da dire o fare. Qui in pochi stanno parlando di questa proposta della Lega, ma credo ci siano stati anche dei passaggi attraverso i presidenti regionali e ancor prima con quelli interregionali, con figure e rappresentanti votati dalle società e che avrebbero dovuto tutelare le società. Risulta che questa proposta sia partita da lì, nessuno ne ha parlato ed è gravissimo. Ho anche avuto una lunga telefonata con Tisci dopo la lettera in cui descrivevo la situazione e richiamavo principi giuridici. E devo dire che non è rimasto insensibile”.
Se le cose non dovessero andare come il presidente Donadei si aspetta?
“Le vie sono già tracciate. Abbiamo individuato anche un pool di avvocati. Se il consiglio Federale dovesse ratificare quelle proposte, dal 5 mattina saremo a lavoro per ricorrere al CONI. E ancora al TAR. Di sicuro non ci fermeremo dinanzi a nulla. Mi parlano di ripescaggi e noi faremo di tutto, ma è l’ultima delle possibilità, anche perché non sono stati nemmeno resi noti i criteri e sappiamo benissimo che le sorprese sono sempre dietro l’angolo, purtroppo le istituzioni sportive possono fare ciò che vogliono. Ma noi non ci arrendiamo”.

Fasano, Obbiettivo: "Increscioso far retrocedere 4 squadre d'ufficio per ogni girone"

Antonio Obbiettivo, direttore generale del Fasano, nel corso della trasmissione “La Puglia nel pallone”, è intervenuto sulla questione legata all’interruzione, definitiva, dei campionati e delle attività dilettantistiche.
“Sarebbe prestigioso e bello poterla giocare. Mi rendo conto, però, che si andrebbe incontro a delle situazioni non ideali. Sarebbe anche brutto giocare la finale di Coppa con un’altra squadra, senza dare la possibilità di alzare il trofeo a chi se l’è guadagnata sul campo. In fase di calciomercato, può succedere di tutto: attendiamo le decisioni e ci comporteremo di conseguenza. Le classifiche? Inizialmente, ero schierato per riprendere il campionato qualora ci fossero state le modalità: spostando l’avvio della nuova stagione, probabilmente, tante società non sarebbero rimaste scontente. Retrocedere d’ufficio quattro club mi sembra increscioso: il Consiglio Federale deve anche deliberare tutto. C’è tanta confusione, al momento: è prematuro parlare di qualsiasi cosa”.

Danilo Pagni: "Incontro con Giove più bello di quanto mi aspettassi…"

Massimo Giove ha deciso di svoltare. Al suo Taranto vuol dare un’impronta più professionale, indipendentemente dalla categoria.
Per questo, quasi a sorpresa, ha contattato Danilo Pagni per un incontro “esplorativo” che sembra aver soddisfatto il direttore sportivo calabrese:
“Appena arrivato a Taranto – dice Pagni a Blunote – mi sono recato allo “Iacovone”, stadio che personalmente rievoca nei ricordi. Tornare in questa città è sempre un grande piacere. In merito all’incontro con Massimo Giove e Vittorio Galigani, è stato molto piacevole. Ricordo che quando ero agli inizi della mia carriera, il presidente Giove mi ospitò in occasione della famosa gara di Campobasso: pur essendo un “estraneo”, mi buttò dentro lo spogliatoio per festeggiare. Mi ha fatto piacere rivedere anche Vittorio Galigani, che ritengo essere uno dei maggiori professionisti del panorama calcistico italiano. L’incontro è stato più bello di quanto mi aspettassi, torno a casa contento e ci aggiorneremo dopo il consiglio federale: auguro al Taranto di far parte della nuova Serie C d’élite”.

Brindisi, il ds Dionisio: "Ci sono state difficoltà quest'anno. Futuro? Prevista una riunione"

Intervenuto su Canale 85 nel corso della trasmissione “La Puglia nel pallone”, il direttore sportivo del Brindisi, Nicola Dionisio, ha parlato del futuro della compagine biancazzurra e delle ultime decisioni prese dalla LND. Non sono mancati inoltre i complimenti al Bitonto, ormai prossimo a festeggiare l’ufficialità della promozione in Serie C. Queste le sue parole:
“Innanzitutto voglio fare i complimenti alla società del Bitonto e a tutti i calciatori perché per me è stata la squadra più forte. Lo dimostrano anche i numeri: miglior attacco, miglior difesa e quindi vanno fatti veramente i complimenti per l’ottimo lavoro fatto. Sono contento anche perché secondo me il Bitonto non era la squadra favorita, erano altre, però ancora una volta il calcio ci insegna che non bisogna dare niente per scontato, quindi complimenti a loro e gli auguro di fare anche un grande campionato in Serie C.
Premiare le prime era l’unica scelta che si potesse fare, questo è un evento giunto all’improvviso, una pandemia che ha colpito tutto il mondo e che non ha lasciato spazio ad altre interpretazioni. Noi non siamo dei professionisti, il nostro campionato è un campionato molto difficile e particolare dove non abbiamo nemmeno i mezzi per poter affrontare una ripartenza come magari la Serie A e la Serie B. Chiaramente dispiace per tutte quelle squadre che erano ancora in lotta sia per la promozione che per la retrocessione, ma purtroppo ci troviamo dinanzi a questa emergenza e nel bene o nel male bisogna accettare le decisioni prese, anche perché non si potrà mai accontentare tutti. Da parte sua il Consiglio Federale sta cercando di venire incontro a tutti e pertanto si sta cercando di accelerare per dare vita a questa riforma che andrebbe a creare meno malumori tra i club.
Per quanto riguarda il futuro del Brindisi dobbiamo vedere cosa succederà a livello societario nei prossimi giorni, dopo la riunione prevista potremo avere un po’ le idee più chiare. Ci auguriamo che le cose possano andare meglio di quest’anno, la società da parte sua ce l’ha messa tutta anche se ci sono state diverse difficoltà come tutti sappiamo e a tal proposito volevo ringraziare tutte le componenti. È chiaro che se si vuole alzare l’asticella c’è bisogno di un’organizzazione diversa, come merita una piazza del genere”.

Gravina, capitan Chiaradia: "Il Nardò non meritava una retrocessione d'ufficio"

Giuseppe Chiaradia, capitano del Gravina, è intervenuto nel corso della trasmissione “La Puglia nel pallone”, in onda ogni giovedì sera su Canale 85. Il giocatore dei murgiani ha parlato della sospensione dei campionati e della salvezza raggiunta nell’ultima stagione.
“Avremmo preferito raggiungere la salvezza sul campo. Abbiamo fatto la nostra parte durante il campionato, cercando di intraprendere una strada che, all’inizio, era il nostro obiettivo. Non siamo riusciti a dare seguito ad alcuni risultati ottenuti nel corso della stagione ma era importante rimanere in Serie D. Promozioni e retrocessioni? Il Nardò non meritava una retrocessione d’ufficio: erano partiti male, poi hanno fatto una seconda parte di campionato importante, inanellando diversi risultati consecutivi. Quantomeno, i neretini avrebbero dovuto disputare i playout. D’altro canto, è anche difficile attuare i protocolli per la ripresa in Serie D: non è facile, per la LND, prendere delle decisioni in questo momento”.