Triarico innesta la marcia salvezza: Bisceglie-Catanzaro 1-0

Alzi la mano chi avrebbe creduto in un Bisceglie pronto a lanciare colpi fondamentali in chiave salvezza già durante questo periodo invernale, con un crescendo evidente dal punto di vista della compattezza, del gioco e, specialmente, dei risultati.

Eppure la vittoria odierna sul Catanzaro di mister Gaetano Auteri, complice altresì il pareggio del fanalino di coda Paganese sul campo della Sicula Leonzio, tiene il collettivo nerazzurro stellato al di fuori della zona rossa della classifica, ormai coinvolta in una sfida fra chi preme di più sull’acceleratore per brindare prima degli altri.

Consueto 3-5-2 per i biscegliesi con il ritorno di Giacomarro, Calandra e Parlati, quest’ultimo tornato ad occupare la propria zona di competenza. Out Maccarrone, partente dalla panchina, la sua posizione è occupata da Longo che ha così affiancato Markic e Maestrelli. Nerazzurri partiti forte con il colpo di testa proprio del nuovo tassello difensivo, fuori di poco al settimo. Risposta degli ospiti al quarto d’ora con Bianchimano che a tu per tu con Cerofolini ha sparato sul lato più lontano.

Nonostante l’avvio veemente dei padroni di casa, le aquile giallorosse sono state più in palla nei primi minuti di gara premendo spesso gli avversari negli ultimi metri di campo e cercando di imbastire chiare manovre offensive. Di contro Risolo e compagni hanno reagito di rimessa, approfittando degli svarioni dei calabresi nella propria metà campo, seppur poco ispirati sempre davanti allo specchio.

I nerazzurri hanno aumentato il proprio ritmo verso il finire della prima frazione con la grande opportunità giunta al minuto trentasette con il destro a giro di Triarico che ha lambito il palo senza che alcun compagno di squadra sia giunto di prima intenzione al tap-in decisivo. A due minuti dal termine è stato l’ex Eugenio D’Ursi a provare a dare un dispiacere ai quasi trecentocinquanta tifosi biscegliesi giunti presso il “Gustavo Ventura” tornato campo ostico per le grandi, ma il rimbalzo del pallone non ha tradito Cerofolini abile a smanacciare in corner.

Emozionante batti e ribatti nella ripresa sin dai primi istanti: imbeccato da Statella, Nicoletti ha provato l’inzuccata finita a fondo campo mentre sul capovolgimento di fronte è stato assegnato un calcio piazzato favorendo la successiva apertura di Starita, impreciso nel calciare addosso ad Elezaj con la porta praticamente sguarnita.

Il Bisceglie, rigenerato dalla chiara chance non sfruttata, non si è abbattuto trovando così il gol decisivo griffato Vittorio Triarico: al minuto cinquantaquattro la pesantissima bordata di destro è risultata imparabile per Elezaj ed il pallone ha tolto le ragnatele dall’incrocio. È tuttavia pesata nell’occasione l’incertezza difensiva dei viaggianti, con un uomo in meno per l’acciacco patito da Favilli ma poco pronto nel fermare il devastate ex Matera.

Il primo avvicendamento per i nerazzurri è avvenuto al sessantanovesimo con Mastrilli che ha rilevato Maestrelli vittima di un fortuito scontro aereo, seguito successivamente dal cambio fra Calandra ed il migliore in campo Triarico.

Ad un quarto d’ora dal triplice fischio i continui andirivieni dalla panchina con foga e nervosismo sono costate il rosso diretto a mister Auteri, decisamente contrariato da alcune decisioni arbitrali. È stato questo il momento in cui il Bisceglie ha potuto fare accademia sui rivali, trovando maggiori opportunità per rivolgersi allo specchio difeso da Elezaj: al settantasettesimo bolide potentissimo di Risolo dai venticinque metri ma il cuoio è deviato sul fondo dalla retroguardia ospite; tre giri di lancette dopo ed è Ivan Jovanovic, buona la sua prova in giornata, ad essersi fatto notare con un colpo di testa in avvitamento spentosi oltre la traversa ma che ha portato applausi dal pubblico dell’impianto locale.

Si è concluso ancora con il Bisceglie in avanti in virtù del pericoloso sinistro di Markic su schema derivante da calcio piazzato. La palla è terminata alta sopra la porta a tre minuti dal termine dei tempi regolamentari, testimoniando il pieno controllo della sfida negli ultimi vagiti contro un avversario forse troppo sicuro alla vigilia ma ancora poco maturo per poter fungere da terzo incomodo nella sfida alla vetta fra Juve Stabia e Trapani.

BISCEGLIE-CATANZARO 1-0

Bisceglie (3-5-2): 1 Cerofolini, 5 Markic, 8 Parlati, 10 Starita, 13 Maestrelli (dal 72° 3 Mastrilli), 15 Longo, 18 Triarico (dal 74° 2 Calandra), 19 Risolo, 20 Jovanovic (dal 93° 21 Scalzone), 24 Bangu, 28 Giron. Allenatore: Rodolfo Vanoli. A disposizione: 22 Vassallo, 27 Ndiaye, 6 Maccarrone, 7 Dellino, 9 Djoulou, 11 Cuppone, 14 Camporeale, 17 Cuomo, 23 Giacomarro.
Catanzaro (3-4-3): 12 Elezaj, 4 Maita, 5 Celiento, 6 Nicoletti, 7 D’Ursi (dal 65° 10 Giannone), 9 Bianchimano, 11 Statella, 13 Favalli (dal 57° 2 Ciccone), 14 Riggio, 19 De Risio, 30 Casoli. Allenatore: Gaetano Auteri. A disposizione: 22 Mittica, 3 Pambianchi, 8 Iuliano, 10 Giannone, 16 Eklu, 18 Nikolopoulos, 20 Lame.
Arbitro: Ermanno Feliciani di Teramo.
Assistenti: Ramy Younes di Torino, Vincenzo Adriano Catucci di Pesaro.
Rete: 54° Triarico.
Note: spettatori paganti 540 (195 da Catanzaro), incasso 4808 euro. Ammoniti: Markic (48°), De Risio (61°), Celiento (88°). Espulso l’allenatore del Catanzaro Auteri al 74° per proteste. Calci d’angolo 4-6.

Bartolomeo Pasquale

Il Bisceglie manca il colpo di grazia sulla Paganese: 0-0

Alla vigilia era considerata una partita fondamentale per entrambe ma tra Bisceglie e Paganese nessuna ha voluto rischiare, generando uno zero a zero pieno di rimpianti: per il Bisceglie la vittoria era necessaria per allungare il distacco di punti dallo stesso fanalino di coda guidato da Fabio De Sanzo, mentre questi ultimi vedono sempre più remote le proprie possibilità di permanenza nella terza divisione nazionale.

In campo mister Rodolfo Vanoli ha ridato fiducia all’undici che ha sconfitto il Rende domenica diciassette con un 3-5-2 a trazione anteriore in cui la consueta cerniera Maestrelli-Markic-Maccarrone si è eretta davanti alla porta di Cerofolini; Risolo playmaker, in attesa di Giacomarro ancora out assieme a Parlati e Zigrossi, con le rapide incursioni di Triarico e Bangu e con la velocità lungo le corsie di Longo e Giron. Tandemo offensivo Jovanovic-Starita.

Gli azzurrostellati hanno fatto della difesa il loro punto di forza con la presenza di Galli fra i pali e l’esperienza di Stendardo e Dellafiore (ex Siena, Parma e Torino, ndr) lungo le vie centrali. In avanti buone cose si sono intraviste con il mobile Cesaretti e con l’acume tattico di Parigi.

I ritmi molto bassi dei primi minuti hanno portato ad attacchi sterili del fronte offensivo nerazzurro, più in palla e decisamente ispirato ma al diciassettesimo la prima vera occasione da gol è griffata dai padroni di casa: il pericolo è corso sull’asse Cesaretti-Navas il cui destro a giro dalla distanza è finito tra le braccia di Cerofolini in due tempi.

Al ventiduesimo brivido per i biscegliesi con il gol annullato agli ospitanti sul filtrante di Navas in profondità per Giacomo Parigi; al centro si è fatto trovare pronto Piana abile ad insaccare in tap-in ma in evidente posizione irregolare. Il riscatto del Bisceglie è giunto tre giri di lancette dopo con Ernesto Starita, sfortunato sullo scavetto di Bangu dalla sinistra: provvidenziale Riccardo Galli in uscita disperata. È ancora Cesaretti, al rientro dopo un infortunio perduratogli per tre settimane, a rendersi insidioso con un lob di punta che è finito alle stelle al trentasettesimo ma dal punto di vista delle idee i campani non hanno lasciato nulla al caso; lo ha dimostrato Capece dopo un paio di minuti, lesto ad approfittare della ribattuta su un calcio di punizione colpendo al volo di destro. Palla sfumata sul primo palo di pochi centimetri per l’ultima azione rilevante del primo tempo.

Nel secondo tempo sono daccapo gli ospiti ad iniziare in modo intraprendente con il calcio di punizione da posizione defilata destra di Giron sfilato sull’altro versante. Nonostante la buona verve espressa dal Bisceglie, è scampato il pericolo al cinquantunesimo con Cesaretti pronto a colpire di testa sulla punizione di Capece con trattenuta di Maestrelli in area. Il team di De Sanzo ha provato a ravvivare la manovra con gli ingressi di Di Renzo e Cappiello per Parigi e Cesaretti ma il doppio cambio ha prodotto un solo tiro dalla distanza al sessantasettesimo minuto decisamente impreciso.

I due avvicendamenti hanno sortito l’effetto inverso con la crescita dei nerazzurri in virtù del tiro a sorpresa di Triarico a venti minuti dal termine che ha colto impreparato un Galli pronto alla respinta improvvisa; sulla ribattuta Jovanovic, ancora anonimo oggi, è in leggero ritardo per ribadire in porta. Il Bisceglie ha tenuto il pallino del gioco spingendo in profondità e sfruttando la velocità di Cuppone, subentrato ad uno stanco Starita. Gli errori di distrazione però possono costare cari e per il Bisceglie poteva essere così al minuto ottantasei con un’apertura difensiva a favore di Di Renzo: sulla torre di Tazza la girata del numero undici di casa è risultata debole ed impacciata. Sul capovolgimento di fronte il Bisceglie ha ripreso il dominio territoriale usufruendo di un corner su cui l’incornata di Longo non è stata ben indirizzata all’incrocio.

Nei successivi cinque minuti finali, e nei tre di recupero assegnati dal direttore di gara, non è poi successo più nulla portando le due squadre ad un’attenta analisi sull’importanza che avrebbe potuto avere questa gara per l’economia della classifica e quanto, da ora in poi, sarà fondamentale azzeccare più colpi possibili per brindare alla tanto sospirata salvezza.

PAGANESE-BISCEGLIE 0-0

Paganese (4-4-2): 1 Galli, 2 Tazza, 6 Gaeta, 8 Navas, 14 Stendardo, 18 Piana, 19 Parigi, (dal 62° 11 Di Renzo) 20 Capece, 25 Cesaretti (dal 67° 9 Cappiello), 27 Perri (dal 77° Della Corte), 31 Dellafiore. Allenatore: Fabio De Sanzo. A disposizione: 22 Santopadre, 4 Nacci, 5 Sapone, 10 Scarpa, 15 Carotenuto, 16 Della Morte, 24 Acampora, 26 Gifford, 29 Gargiulo.
Bisceglie (3-5-2): 1 Cerofolini, 5 Markic, 6 Maccarrone, 10 Starita (dall’82° 11 Cuppone), 13 Maestrelli, 15 Longo, 18 Triarico, 19 Risolo, 20 Jovanovic (dal 72° 21 Scalzone), 24 Bangu, 28 Giron. Allenatore: Rodolfo Vanoli. A disposizione: 22 Vassallo, 27 Ndiaye, 3 Mastrilli, 4 Bottalico, 7 Dellino, 11 Cuppone, 14 Camporeale, 16 Baghdadi, 17 Cuomo, 25 Casella, 29 Mosti.
Arbitro: Francesco Luciani di Roma.
Assistenti: Emanuele De Angelis di Roma e Stefano Camilli di Foligno.
Note: spettatori e incasso non ancora comunicati. Ammoniti: Perri (57°), Jovanovic (68°), Gaeta (75°), Della Corte (83°). Calci d’angolo 3-4.

Bartolomeo Pasquale

Il Bisceglie tenta l’allungo salvezza a Pagani

La vittoria di domenica pomeriggio col Rende al “Gustavo Ventura” ha ridato morale e speranza al Bisceglie Calcio impegnato nel prossimo turno su un campo sostanzialmente agevole sulla carta ma che può nascondere grandi insidie.

La sfida è alla Paganese fanalino di coda con soli 9 punti e, tenuto conto della definitiva cancellazione del Matera dal corrente campionato che ha ridotto il numero delle retrocessioni da due a una, potrebbe portare in caso di vittoria ad un gap dal sodalizio di mister Rodolfo Vanoli difficilmente colmabile. Servono, difatti, più di otto punti di margine fra ultima e penultima per non poter determinare lo spareggio playout salvandosi direttamente.

Per il match del “Marcello Torre” di Pagani, con fischio d’inizio alle ore 20:30, potrebbero non esserci oltre al non confermato Zigrossi, anche Giacomarro e Parlati ai box per problemi fisici.

Intanto è stato raggiunto l’accordo con ratifica della Lega serie C per anticipare la gara del ventinovesimo turno di campionato fra i nerazzurri ed il Catanzaro. La sfida avrà pertanto inizio al “Gustavo Ventura” domenica 3 marzo alle ore 16:30 e non già alle ore 18:30 come precedentemente stabilito.

Bartolomeo Pasquale

Bisceglie, prima rete stagionale per Risolo: “Sensazione bellissima”

Prima rete stagionale per Andrea Risolo, che allo scadere permette al Bisceglie di incamerare i tre punti nella gara contro il Rende.
Queste le sue parole in sala stampa “E’ stata una sensazione bellissima perché credo che ce lo meritavamo. Da qualche settimana stiamo cercando di recuperare le forze e assemblare i meccanismi con mister Vanoli. Sono contento per me stesso, ma anche per la squadra: stiamo cercando di dare il massimo, mettendo in campo cuore, anima, orgoglio, dignità. Abbiamo sempre perso per errori stupidi, senza meritare le sconfitte. Ora sono davvero contento: anche per me è stata una liberazione, all’inizio non ho reso come volevo. Da qualche giornata ho cercato di aumentare il livello delle mie prestazioni“.

Il Bisceglie brucia il Rende in pieno recupero. La zona salvezza non è più lontana

Di Pietro Losciale (foto di Emmanuele Mastrodonato)

Una vittoria che, oltre al morale, garantisce alla squadra tre punti utilissimi ai fini della classifica.

Al “Gustavo Ventura”, il Bisceglie di mister Vanoli ha conquistato un importantissimo successo in rimonta con il risultato di 2-1 sugli avversari del Rende. Nei minuti finali della partita il gol con cui i padroni di casa hanno rovesciato le sorti del gioco: alla perfetta punizione di Triarico con cui i nerazzurri hanno pareggiato il gol calabrese su rigore di Actis, ha trovato sèguito il tap-in vincente di Risolo nei minuti finali.

3-5-2 il modulo scelto da mister Vanoli per il suo Bisceglie. A sostegno di Cerofolini, difesa affidata a Markic, Maestrelli e Maccarrone; a centrocampo fiducia a Risolo, Bangu, Longo, Triarico e Giron. In attacco, confermato il duo Jovanovic-Starita.

Stesso schema scelto per la squadra calabrese: mister Modesto si è affidato al portiere Borsellini, supportato da Sabato, Minelli e Viteritti. A centrocampo linea a cinque con Maddaloni, Giannotti, Franco, Borello e Brignoli. Formazione calabrese completata da Cipolla e Actis.

Primi quindici minuti di gara sterili di occasioni. Prima vera occasione del match al 17° quando Starita, servito a centro area da Giron, ha colpito il pallone di testa, trovando la pronta risposta del portiere avversario Borsellini. I padroni di casa hanno continuato la prima frazione alzando progressivamente i ritmi di gioco, sfruttando la poca reattività di un Rende spesso pronto a ripartire in contropiede.

Alla prima utile occasione degli ospiti (27°, parata di Cerofolini su tiro al volo di Viteritti) ha risposto al 31° il Bisceglie, con Starita che, raggiunto da un passaggio di tacco di Giron, ha calciato il pallone di poco a lato. Un minuto dopo rischiosissima uscita di Cerofolini su un calciatore biancorosso: vane le proteste degli ospiti, con l’arbitro che ha concesso loro un semplice corner.

Particolarmente propositivi tra i padroni di casa Bangu e Risolo, spesso pericolosi con le loro rapide incursioni ai danni dei giocatori avversari. Il primo tempo a reti inviolate non ha cancellato la comunque buona prestazione del Bisceglie, a cui è mancato solo il gol per premiare il coraggio dei propri giocatori.

Nessun cambio ad inizio secondo tempo per le due squadre. Al 48° il gol che ha aperto le marcature del match: un presunto fallo di Maestrelli su Cipolla ha causato il rigore che, realizzato da Actis, ha portato in vantaggio gli ospiti. E’ durata appena tre minuti la gioia dei calabresi: è stato Triarico, con una punizione a giro, a pareggiare i conti per i suoi al “Gustavo Ventura”.

Ritmi ben più alti nella seconda frazione, con le squadre più lunghe e attive nelle rispettive fasi offensive. Tra le file biscegliesi, da segnalare la prestazione insufficiente di Jovanovic, sostituito sotto i fischi del pubblico di casa da Cuppone. Al 69°, i nerazzurri hanno recriminato un calcio di rigore per presunto tocco di mano di un avversario in area; l’arbitro Moriconi non è stato però dello stesso parere.

Poche le occasioni create dalle due squadre negli ultimi venti minuti di gioco: a pesare particolarmente, la stanchezza accusata dai giocatori in campo a seguito dei ritmi alti con cui le compagini hanno condotto gran parte del match.

A speranze spente, è arrivato dai piedi di Risolo il gol con cui, al 93°, il Bisceglie ha strappato tre punti importantissimi alla compagine calabrese. Un rasoterra preciso quello partito dal centrocampista nerazzurro, servito splendidamente da una sponda di Starita, che ha permesso al Bisceglie di centrare la quarta vittoria stagionale e di scacciare almeno temporaneamente il rischio playout, in attesa dell’importante match contro la Paganese ora distante tredici punti in classifica proprio dai nerazzurri.

BISCEGLIE-RENDE 2-1

Bisceglie (3-5-2): 1 Cerofolini, 5 Markic, 6 Maccarrone, 10 Starita, 13 Maestrelli, 15 Longo (dal 78° 21 Scalzone), 18 Triarico, 19 Risolo, 20 Jovanovic (dal 62° 11 Cuppone), 24 Bangu, 28 Giron. Allenatore: Rodolfo Vanoli. A disposizione: 22 Vassallo, 27 Ndiaye, 3 Mastrilli, 4 Bottalico, 7 Dellino, 9 Djoulou, 14 Camporeale, 17 Cuomo, 25 Casella, 29 Mosti.
Rende (3-5-2): 22 Borsellini, 2 Viteritti (dal 76° 17 Blaze), 3 Maddaloni, 4 Cipolla (dal 49° 11 Rossini), 6 Minelli, 10 Actis, 15 Giannotti, 16 Franco, 18 Borello (dal 71° 32 Boretto), 23 Sabato, 33 Brignoli (dal 76° 20 Laaribi). Allenatore: Francesco Modesto. A disposizione: 12 Palermo, 7 Bei, 14 Leveque, 21 Awua.
Reti: 48° Actis, 51° Triarico, 93° Risolo.
Arbitro: Davide Moriconi di Roma.
Assistenti: Amir Salama di Ostia Lido e Domenico Fontemurato di Roma.
Note: spettatori 260. Incasso €1963. Ammoniti: Brignoli (70°). Calci d’angolo 9-5.
Cambio di modulo: dal 76° Rende 3-4-3, dal 78° Bisceglie 3-4-3.

Un impacciato Bisceglie torna al gol ma è la Sicula Leonzio a passare

Non basta il ritorno al gol dopo dieci gare effettivamente disputate di digiuno: la Sicula Leonzio fa proprio il confronto salvezza con un Bisceglie che ci mette il cuore ma che è risultato compassato e sfilacciato.

Nerazzurri in campo con il consueto assetto tattico; confermati tutti gli undici che hanno mostrato buone cose nel pareggio a reti bianche con il Trapani pur patendo le assenze di Scalzone, Calandra, Camporeale, Zigrossi e Giacomarro. È dalla difesa che sono giunte le occasioni più concrete, con il collante del sempre più convincente Triarico che a centrocampo ha fatto ammattire gli avversari.

Parte tuttavia forte la formazione bianconera allenata dall’ex capitano del Genoa, nonché ex tecnico del Bari, Vincenzo Torrente: al sesto la difesa stellata è impegnata con il tiro dalla distanza di Rossetti, successivo ad un capovolgimento di fronte con il tacco di Cuppone bloccato da Pane. Dopo appena dieci minuti da questa azione è giunto il vantaggio dei lentinesi sempre con lo stesso numero sette bravo a beffare la difesa lungo le vie centrale ed a colpire a giro sotto la traversa, attraversando la linea di porta secondo quanto riscontrato dal direttore di gara.

La reazione del Bisceglie è tutta in una azione personale di Triarico al trentaseiesimo e nel sinistro impreciso di Giron a due minuti dal termine. Prima del rientro negli spogliatoi gol (giustamente) annullato a Miracoli colto in chiara posizione irregolare.

Nel secondo tempo Starita ha preso il posto di uno spento Jovanovic e Longo ha rilevato l’infortunato Maccarrone ma la sostanza non è cambiata con i padroni di casa dominanti su un Bisceglie che aspettava il momento giusto per colpire; solo la bravura di Michele Cerofolini ha negato il bis ai bianconeri sui colpi a botta sicura calciati da D’Angelo e Miracoli da posizione ravvicinata rispettivamente al 67° ed al 71°.

Sul capovolgimento di fronte è giunto il liberatorio gol del pareggio nerazzurro: corner a lunga gittata di Markic, parata d’istinto di Pane e ginocchiata fortuita ma di rapina di Longo che appoggia in rete a porta completamente sguarnita.

Il rasserenarsi dura però appena centoventi secondi: è l’ex Lecce Dubickas a rimettere la sfida sulla strada di Lentini con un tuffo di testa su pallone a spiovente giunto da versante angelico.

Il Bisceglie è rimasto in partita ma solo virtualmente e per il risultato di misura. La Sicula Leonzio ha chiuso decisamente in avanti il match dapprima con un’occasione d’oro capitata sui piedi di Gammone e successivamente con il calcio di rigore sbagliato da D’Angelo, per fallo di mano causato da Markic al minuto ottantasei.

L’espulsione incomprensibile e reattiva di Samuele Parlati in pieno recupero ha certificato lo stato di foga e nervosismo che il Bisceglie patisce per la corsa alla salvezza diretta alternando belle sfide in cui non si raggiunge l’agognata vittoria a prestazione al piccolo trotto che rischiano di portarla lontano dall’obiettivo desiderato.

SICULA LEONZIO-BISCEGLIE 2-1

Sicula Leonzio (4-3-3): 1 Pane, 16 De Rossi, 6 Aquilanti, 5 Laezza, 3 Squillace, 27 D’Angelo, 29 Megelaitis, 25 Marano (dal 61° 24 Gammone), 28 Dubickas (dal 78° 15 Ferrini), 26 Miracoli, 7 Rossetti (dal 69° 8 Esposito). Allenatore: Vincenzo Torrente. A disposizione: 22 Polverino, 2 Talarico, 13 Milesi, 21 Cozza, 10 D’Amico, 4 Giunta, 11 Russo, 19 Vitale.
Bisceglie (3-5-2): 1 Cerofolini, 5 Markic, 6 Maccarrone (dal 57° 15 Longo), 8 Parlati, 11 Cuppone, 13 Maestrelli (dall’82° Djoulou), 18 Triarico, 19 Risolo, 20 Jovanovic (dal 53° 10 Starita), 24 Bangu (dal 57° 29 Mosti), 28 Giron. Allenatore: Ridolfo Vanoli. A disposizione: 22 Vassallo, 3 Mastrilli, 4 Bottalico, 7 Dellino, 17 Cuomo, 25 Casella.
Arbitro: Sajmir Kumara di Verona.
Assistenti: Alessandro Maninetti di Lovere (Bergamo), Tiziana Trasciatti Foligno.
Reti: 16° Rossetti, 72° Longo, 75° Dubickas.
Note: 
spettatori ed incasso non ancora comunicati. Ammoniti: Giron (30°), Miracoli (30°), Maestrelli (44°), Triarico (76°), Markic (83°), Mosti (95°). Espulso Parlati al 92° per fallo di reazione. Calci d’angolo 2-2. Cerofolini ha parato un rigore a D’Angelo all’86°.
Cambi di modulo: Sicula Leonzio 5-3-2 dal 78°.

Bartolomeo Pasquale

Bisceglie all’esame vicecapolista. Arriva il Trapani al “Gustavo Ventura”

Archiviata l’esperienza fantasma di Matera, con la vittoria per 0-3 assegnata a tavolino dal giudice sportivo causa l’assenza dei calciatori biancoazzurri, il Bisceglie calcio torna nel clima del campionato di serie C con la consapevolezza che il cammino verso la salvezza non dovrebbe risultare così complicato come in precedenza.

La sfida è di quelle importanti, suggestive e da dieci anni incise nella memoria dei tifosi nerazzurri: la rivalità fra Bisceglie e Trapani ricorre dal lontano giugno 2008 quando i siciliani “scipparono” la promozione in serie D agli stellati all’epoca allenati da Mimmo Di Corato, facendo partire proprio da lì il ciclo indimenticabile verso la cadetteria con tanto di serie A sfiorata nella primavera del 2016 (finale playoff persa contro il Pescara, ndr).

Quello di oggi è un Trapani che non vuole mollare l’osso del discorso promozione nonostante il secondo posto sia scomodo al cospetto di una Juve Stabia schiacciasassi, ma che osserverà in settimana l’obbligatorio turno di riposo. Il cammino dei granata è stato uniforme nel tempo con nove risultati utili consecutivi ottenuti grazie ad ottime trame di gioco e con una vena realizzativa che fa da contraltare alle scarse idee in chiave offensiva del collettivo di Rodolfo Vanoli.

Tuttavia sono queste grandi sfide che stimolano il collettivo biscegliese, abituato a tenere testa ai club blasonati da due stagioni a questa parte, vedasi la vittoria con il Catania del 9 dicembre scorso con l’ultimo gol concretamente realizzato dai nerazzurri griffato Ernesto Starita. 

Non a favore del Bisceglie gli ultimi precedenti: un pareggio per 2-2 nella gara di ritorno disputata ad Erice hanno intervallato la pesante sconfitta casalinga per 3-0 della scorsa annata (gestione Zavettieri, ndr) e la battuta d’arresto nella gara d’andata con gol di Emile N’Zola: l’ex Carpi e Virtus Francavilla che appare recuperato e potrebbe essere della sfida di domenica.

Nell’ultima settimana due piacevoli notizie per il club del patron Nicola Canonico con il rinnovo contrattuale di Toni Markic sino al 2020 e la convocazione in nazionale under 20 conseguita dal portiere Michele Cerofolini, per una tre giorni di lavoro intensivo allo scopo di testare la condizione dei calciatori prima degli ultimi impegni pre Mondiale di categoria, con le sfide a Repubblica ceca e Svizzera in occasione del torneo delle otto nazioni.

Bartolomeo Pasquale

 

Matera-Bisceglie a porte chiuse

Una decisione praticamente certa già da diverso tempo viste le note difficoltà della squadra dei Sassi che l’hanno condotta a precipitare in fondo alla classifica con ben 32 punti di penalità.

La sfida valevole per la ventiquattresima giornata di campionato fra Matera e Bisceglie, da giocarsi presso lo stadio “XXI Settembre – Franco Salerno” a partire dalle ore 20:30 si disputerà a porte chiuse.

Lo ha stabilito il Prefetto di Matera Bellomo, in relazione alle segnalate criticità, da parte della società Matera Calcio srl, riguardo l’assenza dei servizi di stewarding e ai rilievi dei Vigili del Fuoco.

Una situazione critica per la squadra della città capitale europea per la cultura la quale ha portato ad una diaspora di calciatori in rosa e che manderà in campo per l’occasione la formazione Berretti: due ex tesserati dei biancazzurri sono stati inseriti last minute nell’organico di mister Rodolfo Vanoli: si tratta del centrale di centrocampo con proiezioni offensive classe 1997 Lukazadyo Bangu, di origini congolesi via Fiorentina, e l’esperto Vittorio Triarico.

Con loro giunge in riva all’Adriatico anche l’attaccante diciannovenne Domenico Cuomo, di proprietà della Sampdoria e con zero presenze all’attivo nelle fila della Vis Pesaro in questo scorcio di stagione. Al gong del mercato di perfezionamento hanno salutato la casacca nerazzurro stellata Anthony Messina, girato al Roccella in serie D (stesso girone del Bari quello I, ndr) e Ramiz Petova, destinazione Sangiovannese.

Bartolomeo Pasquale

La Viterbese punisce un Bisceglie poco cinico sotto rete

I lievi segni di ripresa dal punto di vista tattico e tecnico non sono sufficienti al Bisceglie nel conquistare almeno un punto in uno scontro decisivo come quello con la Viterbese in occasione della ventitreesima giornata del campionato di serie C.

Una batosta specialmente dal punto di vista psicologico per il collettivo di Rodolfo Vanoli, adesso lontano quattro punti dalla zona tranquilla: margine sostanzialmente recuperabile ma all’attuale condizione sembrerebbe un abisso rispetto al rendimento delle altre compagini.

La crisi societaria del Matera, ed il successivo prossimo turno con la squadra dei Sassi ormai ridotta all’osso, potranno fungere da chiave di volta per riprendere in mano il discorso salvezza.

Bisceglie con la difesa a tre: esordio tra i pali di Cerofolini, tra i migliori, alle spalle di Maestrelli, Zigrossi e Markic. Giacomarro consueto play a sostegno di Giron e Risolo a sinistra e Calandra e Parlati a destra. Coppia offensiva Cuppone-Jovanovic con l’esclusione di Starita. Viterbese con fondamentali assenze in chiave offensiva in virtù della squalifica di Pacilli e dell’indisponibilità di Vandenputte.

Bisceglie che parte bene con la girata di Jovanovic ed il tiro cross insidioso di Calandra nei primi dieci minuti. Viterbese attendista che cerca di ripartire in occasione delle sbavature offensive dei nerazzurri. Al venticinquesimo debole rasoterra di Jovanovic prima della provvidenziale uscita di Cerofolini prima su Saraniti e successivamente in mischia tra il trentacinquesimo ed il trentanovesimo. Ghiotta occasione da gol prima della conclusione della prima frazione per i padroni di casa con l’incornata di Markic sugli sviluppi di una punizione liftata di Giron.

Ripresa con poche emozioni e giocato sul sottile equilibrio: laziali più pericolosi con la girata di Tsonev ed il colpo di testa di Polidori su traversone lungo di Mignanelli. Vanoli prova a scoprire la squadra con l’inserimento di Starita in luogo di Risolo sortendo però l’effetto contrario; un team a cui vengono meno collegamenti e che non va oltre la trequarti.

L’episodio che ha segnato il match è del minuto settantasette: ripartenza della Viterbese sul versante mancino; cross teso e braccio di Zigrossi dal limite dell’area già ammonito Per il centrale ex Entella rosso e ritorno anzitempo negli spogliatoi. Sugli sviluppi del successivo calcio di punizione dal limite si inserisce Atanasov che in piena area incoccia di testa il pallone decisivo.

Il gol comporta lo scoramento di un Bisceglie che vede gli avversari all’arma bianca: hanno del clamoroso le occasioni sciupate da Ngissah e Mignanelli nella stessa azione in pieno recupero, colpendo la traversa rispettivamente con un colpo di testa e con una botta sicura di destro.

BISCEGLIE-VITERBESE 0-1

Bisceglie (3-5-2): 1 Cerofolini, 2 Calandra, 5 Markic, 8 Parlati, 11 Cuppone (dall’85° 9 Zohoki), 13 Maestrelli, 19 Risolo (dal 62° 10 Starita), 20 Jovanovic (dal 79° 6 Maccarrone), 23 Giacomarro, 26 Zigrossi, 28 Giron. Allenatore: Rodolfo Vanoli. A disposizione: 22 Vassallo, 3 Mastrilli, 4 Bottalico, 7 Dellino, 14 Camporeale, 18 Messina, 25 Casella, 27 Nidiaye, 29 Mosti.
Viterbese (4-4-2): 1 Thiam, 2 De Giorgi (dal 76° 17 Zerbin), 3 Atanasov, 5 Rinaldi, 9 Saraniti (dal 51° 7 Ngissah), 10 Palermo, 14 Baldassin, 18 Polidori, 19 Mignanelli, 27 De Vito (dal 39° 23 Sini), 32 Tsonev (dal 76° 4 Cenciarelli). Allenatore: Antonio Calabro. A disposizione: 12 Schaeprr, 22 Forte, 13 Milillo, 15 Messina, 16 Svidercoski, 24 Artioli, 25 Molinaro, 30 Damiani.
Arbitro: Mario Vigile di Cosenza.
Assistenti: Alessandro Lombardi di Castellammare di Stabia, Fernando Cantafio di Lamezia Terme.
Reti: 80° Atanasov.
Note: spettatori e incasso non comunicati. Ammoniti: 11° Zigrossi, 12° Palermo, 17° De Vito, 65° Atanasov, 86° Ngissah. Espulso Zigrossi al 77° per doppia ammonizione. Calci d’angolo: 3-4. Il tecnico del Bisceglie Vanoli è stato allontanato al 39° per proteste.

Bartolomeo Pasquale

Bisceglie calcio, tre squilli in difesa: torna Giron

La dirigenza del Bisceglie calcio si è messa subito al lavoro per riparare alle lacune difensive viste nel turno infrasettimanale con la Casertana in cui il collettivo di Rodolfo Vanoli non ha potuto ripetere le buone gesta mostrate con la Reggina tre giorni addietro.

Tre gol che sono pesati nell’economia della classifica stellata adesso sempre più critica: per il tecnico varesino tre nuovi arrivi, pertanto, che possono rinforzare il pacchetto arretrato e tutti già a disposizione per la gara di domenica 27 gennaio con la Viterbese presso lo stadio “Gustavo Ventura” (fischio d’inizio alle ore 14:30).

In prestito fino a fine stagione giungeranno, quindi, Luca Mosti, terzino destro di ventun’anni di proprietà della Fiorentina ma nel corso del girone d’andata all’Arezzo; il portiere Michele Cerofolini classe 1999 che ha militato come “secondo” nel Cosenza in serie B ma il cui cartellino è sempre dei gigliati toscani.

Il terzo, più importante per esperienza, è Maxime Giron, cavallo di ritorno come lo è stato Jovanovic alla causa nerazzurra: la locomotiva transalpina ritorna sull’Adriatico dopo l’esperienza di Potenza in cui ha raccolto 18 gettoni. Nel suo passato calcistico esperienze nell’Avellino, nella Juve Stabia e nella Reggiana.

Bartolomeo Pasquale

La Casertana spedisce il Bisceglie sempre più giù

Passi indietro per il Bisceglie di mister Rodolfo Vanoli, sopraffatti nel turno infrasettimanale da una Casertana in palla e che ha offerto una prestazione degna di nota. Nulla da fare per il team stellato alla decima sconfitta in campionato e sempre stabile al terz’ultimo posto con quindici punti.

Il tecnico di Gavirate ha disposto i suoi uomini con il 4-3-3 che tanto bene aveva promesso nella sconfitta in pieno recupero di domenica pomeriggio patita con la Reggina: Longo squalificato, il posto viene rilevato da Calandra che è affiancato dai centrali Markic e Zigrossi e dal laterale Maestrelli. A centrocampo Risolo a riposo precauzionale con Giacomarro playmaker alle spalle di Parlati e Bottalico. In avanti chance per Djoulou Zohoki centrale con i laterali Starita e Cuppone. Per i campani Raffaele Esposito ha dovuto rinunciare a Pinna, D’Angelo e Floro Flores; rientrato in squadra Padovan.

La prestazione dei padroni di casa è sin da subito da incorniciare; merito comunque al Bisceglie nella gestione del possesso palla (nonostante un terreno di gioco in condizioni non ottimali, ndr) seppure gli spunti in chiave gol non sono emersi ed attaccati sul versante di destro hanno traballato molto. All’ottavo volée di Romano su prezioso traversone di Aslem Zito; Markic è provvidenziale a deviare in corner. Al quarto d’ora ancora Casertana pericolosa due volte ripetutamente con la botta di Castaldo, su cui si è ben opposto Vassallo, e con il tap in di Romano respinto da Markic.

Al ventesimo è giunto il primo gol degli ospitanti con Rainone, fautore dell’autogol che permise al Bisceglie di sconfiggerli all’andata, che di testa ha trafitto Brian Vassallo sugli sviluppi di un corner. Il Bisceglie ha provato a rialzare la testa senza successo e neppure l’assetto tattico-fantasia, con il 4-2-3-1 che ha permesso di allungare la squadra sulla trequarti, ha sortito gli effetti sperati.

Al quarantaduesimo la Casertana ha così raddoppiato con il tap in di Luigi Castaldo sul rasoterra di Padovan posto in direzione del secondo palo: i tifosi nerazzurri hanno qui da recriminare la dormita difensiva sul passaggio teso indirizzato al bomber rossoblu.

Il primo tempo si è così concluso con uno “zero” nella casella tiri in porta dei nerazzurri che ha fatto riflettere Vanoli, il quale ha rispolverato in avanti Scalzone con il supporto di Camporeale in luogo di Djoluou Zohoki e Bottalico. Pur tuttavia la Casertana ha messo in ghiaccio la partita al settimo della ripresa con Padovan che ha beffato Vassallo con un preciso pallonetto in solitaria.

La prova di Scalzone è durata appena dieci minuti accusando un fastidio alla gamba e venendo rilevato dal redivivo Ivan Jovanovic, cavallo di ritorno in nerazzurro dopo la prova con poche luci a Lucca. L’apporto del croato però non è pungente e determinante come l’anno passato e si è prodotto in un solo colpo di testa ad otto minuti dal termine che si è spento sul fondo.

Ciò che ha preoccupato per quanto visto nella sfida odierna è che ancora la paura in fase propositiva, la mancanza di idee e di lucidità sotto porta sono le padrone di una squadra che potrebbe dare molto di più e che deve essere pronta ad invertire la tendenza nel prossimo confronto con una Viterbese che è già riuscita a recuperare terreno sulle dirette concorrenti alla permanenza in serie C dopo l’inizio tardivo di stagione.

CASERTANA-BISCEGLIE 3-0

Casertana (4-3-3): 22 Adamonis, 2 Rainone, 3 Zito, 5 Vacca, 6 Blondett, 7 De Marco (dal 79° 23 Mancino), 10 Castaldo, 11 Romano (dal 66° 15 Santoro), 13 Lorenzini, 18 Padovan (dal 79° 14 Cigliano), 26 Meola. Allenatore: Raffaele Esposito. A disposizione: 12 Zivkovic, 16 Matese, 27 Longobardo, 28 Moccia, 29 Leonetti.
Bisceglie (4-3-3): 22 Vassallo, 2 Calandra, 4 Bottalico (dal 46° Camporeale), 5 Markic, 8 Parlati, 9 Djoulou (dal 46° 21 Scalzone; dal 56° Jovanovic), 10 Starita, 11 Cuppone (dal 74° 7 Dellino), 13 Maestrelli, 23 Giacomarro, 26 Zigrossi (dall’80° 6 Maccarrone). Allenatore: Rodolfo Vanoli. A disposizione: 27 Nidiaye, 6 Maccarrone, 7 Dellino, 18 Messina, 19 Risolo, 24 Petova, 25 Casella.
Arbitro: Marco Rossetti di Ancona.
Assistenti: Francesco Biava di Vercelli, Giulio Fantino di Savona.
Reti: 20° Rainone, 42° Castaldo, 52° Padovan.
Note: spettatori e incasso non comunicati. Ammoniti: Zigrossi (37°), Camporeale (59°). Calci d’angolo: 6-1.
Cambio di modulo: Bisceglie (dal 23° 4-2-3-1).

Bartolomeo Pasquale

Il Bisceglie presenta mister Vanoli ma è Canonico a far rumore

Un fiume in piena ma sempre a cuore aperto. Nicola Canonico è tornato a parlare nella sala stampa del Gustavo Ventura di Bisceglie dopo sei mesi dall’ultima volta. Teatro per l’occasione la presentazione ufficiale del nuovo trainer nerazzurro Rodolfo Vanoli.

Il patron nerazzurro ha espresso piena soddisfazione per il pacchetto giocatori acquistato nel corso del mercato invernale definendoli «giovani importanti. Non sono assolutamente baby come qualche giornalista ha riportato nei suoi brani. Bisogna conoscere i calciatori evitando giudizi affrettati, anche all’interno dei social».

Il massimo esponente stellato ha poi voluto ribadire l’importanza del tifo quale fondamentale contributo per il prosieguo della stagione: «Possono contestarmi quanto credono ma la loro assenza dagli spalti è ingiustificabile. Non si abbandona mai la squadra per cui si fa il tifo e per coloro che fanno critiche e si issano a censori di nuovi investitori non ho intenzione di chiedere scusa. Chiedo perdono a chi, magari quei pochi nonostante tutto quello che è successo di cui è storia per me ormai passata, ha deciso di restare e di presentarsi in ogni gara casalinga. Vorrei tanto sapere dove sono andati a finire quei seimila spettatori che nel maggio di due anni fa hanno festeggiato il passaggio dalla D alla serie C».

Il proprietario del club di Carrara Salsello ha poi volto lo sguardo alla situazione societaria, riconoscendo di aver commesso l’errore nel palesare la propria intenzione di rilevare la proprietà del Bari quest’estate: «Ho messo a disposizione il titolo la scorsa estate e quanto accaduto è sotto gli occhi di tutti. Ringrazio Vincenzo Todaro, l’unico ad aver dato seguito alle promesse».

È stata poi la volta di Rodolfo Vanoli, il nuovo trainer nerazzurro: «Mi ispiro moltissimo a due allenatori che mi hanno donato tanto nella carriera e mi hanno fatto diventare quel che sono, ovvero Eugenio Fascetti e Carlo Mazzone. Non vedo concetti diversi fra i campionati sloveno e bulgaro che ho toccato con mano fino a poco tempo fa e il calcio italiano. Quando si gioca a calcio si gioca e basta. La mia filosofia è quella di mettere in campo forza e determinazione già a cominciare dalla prossima sfida con la rinnovata Reggina».

Nell’occasione sono stati presentati anche gli ultimi innesti che saranno immediatamente convocati dal tecnico di Gavirate per la sfida interna con i granata (fischio d’inizio dalle ore 16:30, ndr): si tratta di Brian Vassallo, portiere di ritorno in nerazzurro al Gravina; Valerio Zigrossi esterno difensivo con una presenza in questa stagione nelle fila dell’Entella; Riccardo Mastrilli difensore centrale di proprietà della SPAL ma con dodici presenze all’attivo nel Teramo; Saverio Dellino, guastatore mobile ventenne svincolatosi dal Matera e Luigi Cuppone, aggregatosi ai nerazzurri a titolo temporaneo proveniente dal Pisa.

In uscita Daniel Onescu è stato ceduto alla Virtus Vecomp Verona; Carmine De Sena e Ferdinando Raucci hanno rescisso il loro rapporto svincolandosi (il primo è passato al Renate, nel girone A, a parametro zero, ndr); dolorosa è stata invece la partenza del portiere Diamante Crispino: il baluardo di Castellammare di Stabia si è accasato al Siracusa.

Bartolomeo Pasquale

Idriz Toskic lascia il Bisceglie

Protagonista da gregario nella positiva passata stagione in serie C dimostrando di che pasta è fatto; poche apparizioni nella corrente annata, lasciando spesso il posto a Giacomarro nella propria casella in campo.

Anche per Idriz Toskic, centromediano italo montenegrino classe 1995, l’avventura nel Bisceglie calcio è giunta al capolinea. Ed è lo stesso centrocampista a comunicare la rescissione del contratto attraverso poche parole apparse sui social: «Oggi si conclude ufficialmente la mia esperienza a Bisceglie. Grazie a tutti, a partire dai dirigenti biscegliesi, sopratutto ai signori Mastrototaro e De Martino fino al magazziniere Donato. Non c’è bisogno di commentare la gestione di quest’anno, questo è sotto gli occhi di tutti e purtroppo quando non si è più messi in condizione di fare al meglio il proprio lavoro è giusto cambiare aria. Grazie ai miei compagni perché sono persone fantastiche! Grazie agli staff che si sono succeduti per la mia crescita morale e calcistica. In bocca al lupo al Bisceglie per il futuro!».

Idriz Toskic lascia il club nerazzurro stellato dopo essere stato acquistato dal Decic Tuzi (formazione della serie B montenegrina, ndr) nel luglio 2017 portando in dote trentatré presenze totali e tre assist, con 1.655 minuti di effettivo impiego in campo.

Bartolomeo Pasquale

Bisceglie calcio, panchina a Rodolfo Vanoli. Con lui tre nuovi innesti

Sarà Rodolfo Vanoli a guidare il Bisceglie calcio nel girone di ritorno del campionato di serie C.

Cinquantasei anni di Gavirate, l’ex difensore di Lecce e Udinese a cavallo degli anni 80 e 90 ha bruciato Alessio Tacchinardi nella corsa alla panchina nerazzurra, convincendo la stanza dei bottoni del club stellato con il proprio progetto.

Per Vanoli appena due esperienze nel campionato italiano, più precisamente in serie D con il Pordenone nel 2011 e due anni dopo con la Colligiana in Lega pro seconda divisione, ma tanta gavetta nei campionati svizzeri e sloveni, con il culmine del trionfo in Coppa nazionale ottenuto sulla panchina dell’Olimpia Lubiana. Nel suo curriculum anche un’esperienza da D.T. nel CSKA Sofia in Bulgaria, ruolo che già fu ricoperto nel 2000/01 da un altro italiano, il compianto Enrico Catuzzi. Il tecnico varesino ha già diretto il suo primo allenamento nel pomeriggio di venerdì.

Con mister Vanoli sono altresì giunti tre nuovi innesti che cercheranno di farsi strada nelle tortuose vie della terza divisione: il primo è il terzino fludificante Samuele Parlati, gallipolino 22 anni, proveniente con la formula del prestito secco dall’Ascoli. Il giovane Parlati è capace anche di movenze idonee ad un centrocampista di rientro.

Il secondo colpo di mercato è l’attaccante esterno Ramiz Petova, di origine albanese ex Empoli e Udinese, prelevato a titolo definitivo dai bianconeri friuliani. Infine arriva in prestito con diritto di riscatto dal Torino la punta centrale Djoulou Zohoki che ha già indossato la divisa granata in sei occasioni (con un gol, ndr) nel campionato Primavera.

Bartolomeo Pasquale

Bisceglie calcio, ipotesi Tacchinardi per la panchina nerazzurra

Suggestiva idea di rilevanza nazionale per la panchina del Bisceglie calcio, ancora momentaneamente gestita dal traghettatore Antonio Bruno.

Ultime voci vedono sempre più vicina l’assunzione tecnica di Alessio Tacchinardi, storico centrocampista della Juventus anni 90 e 2000 allenata da Marcello Lippi, il quale ha già avuto esperienze sulla panchina del settore giovanile del Brescia, su quella del Pergocrema in serie C2 nell’anno 2013/2014 e ad inizio della corrente stagione al Lecco.

Il club stellato non lascia intravedere spiragli concreti per il suo ingaggio ma l’arrivo di un tecnico giovane, che ha lasciato un solco profondo nella storia recente della Juventus, potrebbe ricreare entusiasmo e vicinanza per la tifoseria biscegliese.

Bartolomeo Pasquale

Calciomercato Bisceglie, una partenza e tanti dubbi

Nonostante sia lontano il termine ultimo per la campagna acquisti di riparazione il Bisceglie calcio ha ancora inciso il numero “zero” nella casella colpi di mercato e pertanto sta vagliando una serie di nomi atti ad integrare una rosa piuttosto ridotta e che tanta difficoltà ha trovato nel corso del girone d’andata.

La formazione pressocché reiterata schierata dai due tecnici avvicendatisi (Ginestra e Bruno, ndr) ha fatto suonare il campanello d’allarme in casa nerazzurra, complice un notevole sforzo fisico e mentale che affaticava l’undici messo in campo ma che ha comunque fruttato quindici punti.

La stanza dei bottoni stellata sta valutando alcuni parametro zero e calciatori in scadenza, possibilmente acquisibili già da questo mese. In pole position due difensori della Carrarese ma di proprietà dell’Atalanta, ovvero il centrale ventenne Alberto Alari e il terzino destro Mario Pugliese. Rispettivamente dopo 3 e 14 presenze nella corrente stagione i due atleti potrebbero salutare i marmiferi di mister Silvio Baldini ed approdare all’ombra del Dolmen. Al contrario del macedone ex Vicenza e Como Nikola Jakimoski, il quale dopo 16 apparizioni nell’ultimo torneo di serie C ha salutato la compagine stellata finendo all’AE Larissa, militante nella massima divisione greca. Possibile, secondo voci di mercato, anche l’uscita di Giordano Maccarrone.

Bartolomeo Pasquale

Bisceglie-Virtus Francavilla, il dopogara nelle parole di Emanuele Belviso e Vincenzo Milillo

É un pareggio, quello ottenuto con la Virtus Francavilla, che non lascia l’amaro in bocca all’equipe del Bisceglie e ne viene data piena conferma in sala stampa dal Direttore sportivo Emanuele Belviso e dal coordinatore dell’area tecnica Vincenzo Milillo: «Sicuramente questo pareggio fa classifica, un risultato che ci da ragione le dirette concorrenti alla salvezza hanno perso e abbiamo distaccato il Siracusa. É stata una gara equilibrata: abbiamo giocato un buonissimo primo tempo e non abbiamo mai corso grossi rischi fatto salvo il palo nella ripresa».

Belviso ha altresì commentato l’episodio che lo ha visto spiacevole protagonista con l’allontanamento dalla panchina richiesto dall’arbitro: «La mia espulsione? Io mi sono alzato dalla panchina dopo un brutto fallo chiedendomi perché non fischiasse subito, tanto che anche Milillo si era avvicinato all’assistente per domandare la stessa cosa. In precedenza Giacomarro aveva subito un’entrata e il gioco si era fermato ma stavolta no».

Un pensiero va anche a chi dovrebbe assumere la guida tecnica del club nerazzurro per il regolare prosieguo della stagione, parola d’ordine in casa nerazzurra è ponderazione: «Per il nuovo allenatore aspettiamo la fine dell’anno» ha proseguito Belviso. «Ci riserviamo di valutare l’importanza di assumere un nuovo tecnico nonostante dobbiamo dare merito a mister Bruno ed a mister Pino Montinaro per aver traghettato il Bisceglie nel migliore dei modi. Con massima serenità sappiamo quello che dobbiamo fare».

«I ragazzi dal punto di vista dell’impegno hanno dato il massimo» ha fatto da eco Vincenzo Milillo «Gli avversari, anche nel periodo in cui siamo rimasti in dieci uomini, non ha concesso nulla. Dal punto di vista offensivo oggi abbiamo concluso poco ma non direi che manchino le idee. Se pensiamo alla sfida di Rieti lì ho conteggiato cinque-sei occasioni da gol quindi riusciamo a trovare spazi. Anche con Risolo, Onescu e Jakimovski abbiamo giovani di valore e di qualità e sarà per loro una grande occasione per mostrare le proprie doti lavorando intensamente per farsi trovare preparati. Pensiamo ora gara dopo gara, adesso sotto con la Cavese e cerchiamo di presentarci al meglio».

Bartolomeo Pasquale

Bisceglie-Virtus Francavilla 0-0. Poche emozioni prenatalizie

Il Natale dovrebbe essere sinonimo di allegria e divertimento, tutto l’inverso di questa sfida che non ha regalato nulla agli spettatori presenti al Gustavo Ventura: è venuto fuori un anonimo zero a zero fra Bisceglie e Virtus Francavilla che non ha accontentato nessuno in chiave salvezza

Mister Bruno ha presentato un inedito 4-4-2 pronto in fase di proposizione a trasformarsi in un 3-5-2. Novità al centro della difesa con la coppia Onescu-Markic e Longo dirottato sulla destra. Scalzone e De Sena le punte del fronte offensivo su cui giostra Starita come esterno alto di centrocampo.

Confermato il 3-5-2 per i messapici di Brunello Trocini con il rientro di Vrdoljak in luogo di Lugo Martinez, entrambi ex nerazzurri, partito in settimana. Ancora squalificato l’altro importante elemento in comune fra i due club, quell’Anthony Partipilo artefice del miracolo promozione del 2017.

Pochissime emozioni nel primo tempo con due occasioni per i neroazzurri alla mezz’ora: la prima con Starita che a botta sicura ha spedito un diagonale verso la porta difesa da Nordi che si è rifugiato in angolo. Un minuto dopo ci ha provato Starita in girata ben bloccata dallo stesso portiere sul primo palo. La Virtus Francavilla è tutta nella punizione di Folorunsho al minuto 35: un destro a giro che non ha fatto il solletico al baluardo Crispino.

Davvero troppo poco quello che è stato prodotto nei primi quarantacinque minuti. La Virtus Francavilla si è proposta sporadicamente avanti chiudendosi bene in difesa. L’impressione è che il Bisceglie trovi gli spazi ma non l’affondo giusto per un primo tempo dai ritmi decisamente bassi ed anonimi.

Nella ripresa nessuna sostituzione ma la musica non è cambiata con una gara equilibrata e noiosa. Il primo sussulto è del settantesimo con l’azione elaborata avviata da Monaco e finita con il palo di Sarao a botta sicura sull’uscita di Crispino. Nel recupero della sfera lo stesso Monaco ha colpito l’esterno della rete. Il secondo è sempre di marca brindisina con il colpo di tacco di Folorunsho sugli sviluppi di un calcio d’angolo che è finito dritto fra le braccia del portiere nerazzurro.

Il Bisceglie è rimasto a guardare, con la solita nulla vocazione offensiva ed un appannamento di idee che già da tempo attanaglia Markic e compagni. Con questo risultato il sodalizio nerazzurro resta ancorato in zona playout al quindicesimo posto con quindici punti mentre i biancazzurri sorpassano il Rieti sconfitto quest’oggi a Monopoli.

Nel boxing day del 26 dicembre il club di mister Antonio Bruno farà visita alla Cavese, sommersa di reti nell’ultimo turno dal Catania.

BISCEGLIE-VIRTUS FRANCAVILLA 0-0

Bisceglie (4-4-2): 1 Crispino, 5 Markic, 7 Onescu, 9 De Sena (dall’84° 18 Messina), 10 Starita, 11 Jakimovski, 13 Maestrelli (dal 72° 4 Bottalico), 15 Longo, 19 Risolo, 21 Scalzone (dal 64° 2 Calandra), 23 Giacomarro. Allenatore: Antonio Bruno. A disposizione: 12 Addario, 3 Raucci, 8 Toskic, 14 Camporeale, 16 Beghdadi, 17 Antonicelli, 20 Sisto.
Virtus Francavilla (3-5-2): 32 Nordi, 6 Monaco, 8 Sarao, 14 Pastore, 16 Albertini (dall’83° 15 Vukmanic), 17 Caporale, 18 Marino, 19 Sparacello (dall’80° 28 Mastropietro), 20 Folorunsho, 23 Sirri, 30 Vrdoliak. Allenatore: Bruno Trocini. A disposizione: 1 Turrin, 5 Cason, 13 Pino, 26 Tchetchua, 22 Tarolli.
Arbitro: Federico Fontani di Siena.
Assistenti: Dario Garzelli di Livorno e Carmelo De Pasquale di Barcellona Pozzo di Gotto.
Note: spettatori e incasso non ancora comunicato. Ammoniti: 35° Scalzone, 43° Monaco, 65° Folorunsho, 67° Risolo, 78° Onescu. Espulso Jakimovski all’82°. Calci d’angolo: 2-3.

Bartolomeo Pasquale

Bisceglie-Materazzi, la favola è già finita

È durato appena cinque giorni l’idillio fra il Bisceglie calcio e Beppe Materazzi. Sicuramente non è stato fatale all’uomo di Arborea la sconfitta di misura (e a testa alta, ndr) patita in quel di Rieti.

Infatti, come da comunicato ufficiale si riscontra che «La A.S. Bisceglie Calcio s.r.l. comunica di non aver raggiunto alcuna intesa economica con Mister Giuseppe Materazzi, in seno al proposto incarico di Dirigente Direttore Tecnico. Al riguardo, è opportuno evidenziare che, a Mister Giuseppe Materazzi, non è mai stato proposto alcun incarico di allenatore e/o responsabile della prima squadra ma, bensì, solo ed esclusivamente di supporto professionale tecnico ed organizzativo a Questa Società. A Mister Giuseppe Materazzi, ringraziandolo per la collaborazione e il supporto offerto in questi giorni».

Il club nerazzurro stellato torna così alla ricerca di un allenatore che possa sostituire il dimissionario Ciro Ginestra, non potendo il preparatore dei portieri Antonio Bruno sostenere un prolungato numero di partite per la corrente stagione agonistica.

Bartolomeo Pasquale

La cura Materazzi non funziona subito: il Rieti passa sul Bisceglie per 1-0

Nonostante la sorprendente ultima vittoria in campionato sul più quotato Catania per 1-0, la settimana del Bisceglie calcio ha catalizzato le attenzioni dell’opinione pubblica in virtù della sostituzione del tecnico Ciro Ginestra con l’esperto Beppe Materazzi, padre del celeberrimo campione del mondo Marco, nelle vesti di direttore tecnico affiancato dal preparatore dei portieri Antonio Bruno.

Nonostante il cambio di guida tecnica possa concretamente dare una svolta al campionato dei nerazzurri, i frutti non sono ancora maturi da cogliere: giustificato l’ingresso in equipe dell’allenatore di Arborea avvenuto solo giovedì, i nerazzurri sono usciti sconfitti dal Manlio Scopigno di Rieti contro gli amarantocelesti di mister Riccardo Cheu ma la truppa pugliese ha da recriminare sull’azione del gol, sul quale possono permanere parecchi dubbi.

Nel Bisceglie assenti sia il centrale difensivo Giordano Maccarrone che il mediano Idriz Toskic. Nel 4-2-3-1 coppia d’attacco nerazzurra composta da Ernesto Starita, esterno offensivo e Angelo Scalzone punta mobile di riferimento mentre Carmine De Sena è partito dalla panchina. Laziali con schema ad albero di Natale con Gondo ad essere considerato l’uomo più pericoloso ed attivo.

Eppure il gol decisivo è stato segnato dal regista Fabio Maistro al minuto sessantatre: contrasto con Markic in area nerazzurra, pallone conquistato dal fantasista che ha beffato Crispino con un tocco di destro facendo passare il pallone sotto le gambe del portiere nerazzurro.

Il Bisceglie nel corso della partita ha provato ad imbastire una certa manovra offensiva ma la sterilità dalla cintola in giù sta facendo decisamente preoccupare tifosi e addetti ai lavori; nonostante il grande lavoro degli attaccanti, il club nerazzurro non ha praticamente punto la retroguardia lineare dei reatini se non in pieno recupero con un piattone impreciso di De Sena involatosi a tu per tu con Costa.

Sconfitta atroce per Risolo e compagni; i due club erano precedentemente di una lunghezza e pertanto i laziali hanno conquistato tre punti utili ad innestare il sorpasso in classifica. Il Bisceglie resta ancorato in zona playout con 14 punti e nel prossimo turno del 23 dicembre lo scontro diretto con la Virtus Francavilla dirà molto sul destino del collettivo stellato.

RIETI-BISCEGLIE 1-0

Rieti (4-3-2-1): 1 Costa, 3 Gallifuoco, 6 Palma, 10 Maistro (dal 92° 5 Gigli), 16 Soares (dal 61° 8 Venancio), 20 Vasileiou (dal 61° 7 Cericola), 24 Gualtieri, 27 Diarra, 30 Konate, 33 Delli Carri, 35 Gondo (dall’87° 18 Todorov). Allenatore: Ricardo Chéu. A disposizione: 22 Spadini, 9 Tommasone, 13 Papangelis, 19 Kean, 23 Di Domenicantonio, 28 Pepe, 29 Criscuolo, 34 Demosthenous.
Bisceglie (4-2-3-1): 1 Crispino, 4 Bottalico (dal 64° 9 De Sena), 5 Markic, 7 Onescu, 10 Starita, 11 Jakimovski (dal 73° Camporeale), 13 Maestrelli, 15 Longo (dall’89° 18 Messina), 19 Risolo, 21 Scalzone, 23 Giacomarro. Allenatore: Antonio Bruno. A disposizione: 12 Addario, 2 Calandra, 3 Raucci, 16 Beghdadi, 17 Antonicelli, 20 Sisto.
Arbitro: Marco Acanfora di Castellammare di Stabia.
Assistenti: Costin Del Santo Spataru di Siena e Federico Votta di Moliterno.
Reti: 63° Maistro.
Note: spettatori paganti 165, abbonati 166, incasso 1091 euro.. Ammoniti: Maestrelli (19°), Onescu (20°), Gallifuoco (54°), Delli Carri (60°), Costa (77°). Calci d’angolo: 3-6. Cambi di modulo: Rieti dal 64° 3-5-2, Bisceglie dal 73° 4-4-2.

Bartolomeo Pasquale

Il dopogara di Bisceglie-Potenza, Ginestra: “Pareggio meritato, guadagnato con carattere”

Visibilmente raggiante e soddisfatto Ciro Ginestra. Il tecnico del Bisceglie ha esultato per il gol di Toni Markic in pieno recupero; un pareggio che sa tanto di vittoria.

«Per come è arrivata, questa rete vale una vittoria perché non meritavamo la sconfitta. Sotto l’aspetto del temperamento abbiamo fatto un’ottima partita. Il Potenza non ha fatto neppure un tiro in porta oltre l’episodio del gol subìto. È un punticino che ci tira fuori da un momento particolare, guadagnato con carattere. Semmai siamo noi a dover recriminare qualcosa».

Piccola nota di demerito relativa all’imprecisione sotto rete di alcuni elementi, i quali potevano rendere il gap più grande e soprattutto a favore dei nerazzurro stellati: «In questo periodo ci gira male: abbiamo avuto due occasioni limpide a pochi metri dalla porta ma non siamo riusciti a sfruttarle. La nostra prima priorità è giocare la palla. Se non avessimo preso gol dopo otto minuti la partita probabilmente l’avremmo vinta. Bisognerà remare dalla stessa parte per raggiungere la salvezza e bisogna fare ciò attraverso il lavoro e l’abnegazione».

Sul gol del centrale croato che ha suscitato non poche polemiche il tecnico puteolano è stato infine laconico: «Pare che i nostri avversari abbiano protestato per un fuorigioco davvero poco probabile visto che l’ultimo tocco prima della girata è stato di un calciatore del Potenza».

In merito al pareggio ottenuto sabato sera è altresì intervenuto l’avvocato Vincenzo Todaro, azionista di riferimento del club: «Avremmo meritato di vincere: perderla sarebbe stato il colmo. Questa sera il Bisceglie ha fatto un’ottima partita. Ho contato sette-otto occasioni con palloni nell’area del Potenza che al contrario non mi pare proprio abbia prodotto chissà quale altra opportunità escluso l’episodio dello 0-1».

Bartolomeo Pasquale

Markic interrompe la crisi del Bisceglie. 1-1 con il Potenza

Un punto che non muove molto la classifica ma che ha sicuramente alzato il morale per le partite a venire. Il Bisceglie ha interrotto la striscia negativa di quattro sconfitte pareggiando in extremis con un Potenza molto accomodante e poco cinico.

Atteggiamento inversamente proporzionale all’assetto tattico a trazione posteriore presentato da mister Pino Raffaele con l’ex Giron a comandare nella linea difensiva a quattro composta insieme a Emerson, Coccia e Di Somma. Linea di centrocampo con Dettori, Coppola e Piccinni a supporto del terzetto tutto pepe Strambelli-Franca-Genchi.

Nerazzurri con il consueto 3-5-2: rientrato Maestrelli dalla squalifica, c’è la novità Calandra interno sinistro di centrocampo con Jakimovski a supporto; dall’altro versante hanno giostrato Risolo e Onescu con la regia di Giacomarro. Consueto tandem offensivo De Sena-Starita.

Un modulo piuttosto cautelativo che sarebbe servito a tamponare la fase nevralgica dei potentini ma che non ha potuto nulla alle prime battute con l’invenzione di Franca a liberare Genchi sul filo dell’offside all’ottavo minuto. L’ex col dente avvelenato ha beffato Crispino in uscita con uno scavetto preciso sbilanciando la difesa a tre locale.

Scossa dal gol, la truppa di mister Ginestra ha dovuto subito rimettere ordine alle proprie idee, cercando di sfruttare soprattutto la velocità di Jakimovski, vivo sulla sinistra con un illusorio tiro-cross al diciottesimo e con Onescu subito dopo in virtù di un break che nessuno ha potuto cogliere ai quindici metri.

Alla mezz’ora ancora Bisceglie che ha guadagnato metri pur senza pungere assiduamente con un lungo traversone dalla destra di Risolo che ha imbeccato Jakimovski in piena area. Il macedone ha sfiorato l’impatto col pallone di un soffio.

I padroni di casa hanno concluso la prima frazione in avanti, seppur Ioime abbia avuto i guanti ben intonsi per la scarsa vena realizzativa registrata.

Due fiammate rapide nella ripresa per la comitiva biscegliese con un debole sinistro di De Sena al primissimo minuto, centrale per il portiere, e con lo stesso attaccante ex Ravenna che ha mancato da pochi passi il tap in al minuto cinquantasei su prezioso assist di Jakimovski.

Due giri di lancette ed è tornato arrembante il collettivo di mister Raffaele con Franca che ha provato ad appoggiare in porta l’invitante cross di Piccinni dall’out di destra: Longo ha salvato il risultato per l’unica occasione pericolosa del secondo tempo di marca lucana.

Ginestra ha cominciato a crederci e l’inserimento di Scalzone al posto di Risolo ha condotto un Bisceglie a tre punte alzando il baricentro verso la porta avversaria. Effetto immediato al settantesimo sempre con l’impreciso ma pericoloso De Sena che ha mandato oltre la traversa un pallone scodellato da Markic in piena area.

I viaggianti, arricciati in difesa, hanno subito colpi come un pugile fin troppo suonato non riuscendo ad incidere e senza affacciarsi nell’area locale. Il ritorno dei nerazzurri dalle parti di Ioime è dell’ottantacinquesimo con il destro debole e pretestuoso di Jakimovski.

Concitatissimo il finale che ha premiato la generosità dei ragazzi cari al presidente Todaro: nel primo minuto di recupero il Bisceglie è pervenuto al pareggio con Markic ma l’arbitro prima di decretare il gol ha dovuto consultare gli assistenti di linea.

Una zampata che ha suscitato malcontento e polemiche da parte dei circa trecento tifosi giunti da Potenza e che ha avuto ripercussioni sul campo sia con lo scontro tra Bottalico e Genchi, entrambi espulsi, che con le vive proteste del presidente ospite Caiata al termine del match dopo cinque minuti di extratime.

BISCEGLIE-POTENZA 1-1

Bisceglie (3-5-2; dal 59° 3-4-3): 1 Crispino, 2 Calandra (dall’84° 4 Bottalico), 5 Markic, 7 Onescu, 9 De Sena, 10 Starita (dal 74° 14 Camporeale), 11 Jakimovski, 13 Maestrelli (dal 74° 3 Raucci), 15 Longo, 19 Risolo (dal 59° 21 Scalzone), 23 Giacomarro. Allenatore: Ciro Ginestra. A disposizione: 12 Addario, 3 Raucci, 4 Bottalico, 16 Beghdadi, 17 Antonicelli, 18 Messina, 20 Sisto.
Potenza (4-3-3): 22 Ioime, 13 Giron, 25 Emerson, 26 Di Somma, 7 Coccia, 5 Dettori (dal 66° 30 Guaita), 23 Coppola (dal 66° 11 Matera), 8 Piccinni, 21 Genchi, 9 Franca (dall’84° 16 Salvemini), 6 Strambelli (dal 78° 15 Sales). Allenatore: Giuseppe Raffaele. A disposizione: 12 Mazzoleni, 1 Breza, 2 Matino, 3 Panico, 4 Caiazza, 10 Pepe, 11 Matera, 18 Fanelli, 20 Leveque.
Arbitro: Mario Cascone di Nocera Inferiore.
Assistenti: Nicola Nevio Spiniello di Avellino e Rosario Caso di Nocera Inferiore.
Rete: 8° Genchi, 91° Markic.
Note: spettatori 710; paganti e incasso non ancora comunicati. Ammoniti: Jakimovski (15°), Dettori (22°), Strambelli (27°), Risolo (40°), Giron (69°), Ioime (86°). Espulsi Bottalico (92°) e Genchi (92°). Calci d’angolo: 1-3.

Verso Bisceglie-Potenza, un drastico Ginestra: “Dobbiamo tornare a vincere”

Senza mezze misure, ansioso di ritornare a conquistare l’intera posta in palio dopo sette partite a secco, il trainer Ciro Ginestra si è presentato presso la sala stampa del “Gustavo Ventura” con le idee ben chiare sul suo Bisceglie: «Quella col Potenza sarà una partita importante, che può farci svoltare sotto diversi punti di vista, a cominciare dalla nostra situazione di classifica. Possiamo puntare a un campionato tranquillo perché abbiamo notevoli margini di miglioramento. Avremo di fronte una squadra forte, con un organico di qualità ma dobbiamo guardare a noi. Sono fiducioso: il gruppo si è allenato con la giusta intensità e motivazione, in grande condizione fisica. Vogliamo e dobbiamo tornare alla vittoria» ha dichiarato il trainer puteolano.

Sulla sconfitta patita in quel di Siracusa (finale 1-0 con gol di Catania, ndr) l’ex Team Altamura ha espresso il proprio commento personale, non presenziando alla conferenza post partita ma realizzando che il calo fisico degli atleti stellati era inevitabile, pur senza considerarlo un alibi: «Ho analizzato l’andamento della partita con la squadra e lo staff. Per 60 minuti non abbiamo rischiato praticamente nulla, poi ci ha pensato Crispino con due parate. Una buona prestazione non è stata sufficiente e sono stanco per l’ennesima rete incassata su palla inattiva, da una punizione laterale calciata da 35 metri. La cosa che mi aggrada è che gli avversari fanno difficoltà a far entrare il pallone nella nostra porta. Eccetto il Rende, nessun club ci ha messo sotto dal punto di vista dello sviluppo del gioco verso la nostra rete».

Infine un ultimo pensiero è andato sul tour de force di una settimana che vedrà i nerazzurri affrontare nell’ordine, oltre i potentini di Pino Raffaele, anche la Juve Stabia (2 dicembre), Viterbese (nel recupero del 5 dicembre, ndr) e l’ostico impegno fra le mura amiche con il Catania quattro giorni dopo, rilevando quando sia importante avere una panchina tutto sommato lunga e con più calciatori a disposizione: «Maccarrone non è ancora al top a causa di una fastidiosa infiammazione al tendine d’Achille mentre Toskic porta ancora il tutore al braccio e il giovanissimo centrale Beghdadi ha dei problemi alla spalla» ha spiegato l’allenatore del Bisceglie che ha proseguito: «L’obiettivo è far stare insieme questo gruppo in una fase particolare della stagione nella quale anche una pacca sulla spalla può essere importante».

Nel bilancio fra le due compagini il Potenza ha espugnato l’impianto di Carrara Salsello solo una volta, durante il campionato di Serie D girone H della stagione 1998/99 allorquando i rossoblu si imposero con un sonoro 5-1. Di contro i nerazzurri vantano dieci vittorie e sei pareggi.

Bartolomeo Pasquale

Siracusa-Bisceglie 1-0: nerazzurri in caduta libera

Il cammino del Bisceglie calcio comincia a rendersi più difficile dopo la settima partita senza vittoria: non basta il carattere, non basta la resilienza fisica dei calciatori stellati di mister Ciro Ginestra, non basta la grande attenzione per novanta minuti e oltre su gli aretusei mai rinunciatari e pronti a colpire nel momento migliore.

Quello che conta è metterla anche dentro, una sterilità in fase offensiva che da troppo tempo viene riscontrata e le povere spoglie nell’attacco nerazzurro con tre elementi che si alternano tra di loro fra vari acciacchi non può essere considerato un alibi.

Per la prima volta il tecnico campano ha optato per la difesa a quattro, costretto dalla squalifica di Maestrelli e dal recupero a mezzo servizio di Maccarrone, reintegrato per decisione tecnica, con una formazione pressoché reiterata. Una partita che dal primo minuto di gioco ha viaggiato sui binari dell’equilibrio, come se il pareggio fosse gratificante dal punto di vista psicologico seppur deleterio per la classifica di ambedue le squadre: nonostante questo nella prima frazione è stato il Bisceglie a crederci di più con il legno colto da Calandra al diciannovesimo minuto, sugli sviluppi di un’elaborata azione che ha portato Longo a mettere un invitante pallone nel cuore dei sedici metri aretusei.

Gli azzurri del nuovo corso di Michele Pazienza sono invece stati più intraprendenti nella seconda frazione con aumento del possesso di palla ed un avanzamento del baricentro che ha portato il Bisceglie a coprirsi per approfittare in contropiede. Il gol decisivo è giunto a sette minuti dal termine della gara su un innocuo calcio piazzato del subentrato Rossini da oltre 35 metri è stato capitalizzato da Catania, abilmente sfuggito al suo marcatore: inzuccata dall’interno dell’area piccola e palla alle spalle dell’incolpevole Crispino.

Una sconfitta che ha fatto così sprofondare la truppa del Dolmen al quindicesimo posto, il primo utile per l’accesso alla salvezza tramite i playout. Bisognerà provarle tutte per cercare il ritorno alla vittoria, a partire dalla sfida del prossimo 24 novembre quando al “Gustavo Ventura” sarà di scena il Potenza di Pino Raffaele.

SIRACUSA-BISCEGLIE 1-0

Siracusa (4-3-1-2): 12 Messina, 13 Daffara, 25 Bruno, 6 Turati, 17 Bertolo (27° 15 Di Sabatino), 5 Del Col (dall’86° 7 Ott Vale), 10 Catania, 20 Mustacciolo, 21 Tuninetti, 9 Vazquez, 19 Celeste (67° 26 Russini). Allenatore: Michele Pazienza. A disposizione: 1 Gomis, 2 Boncaldo, 3 Fricano, 4 Orlando, 11 Modou, 16 Da Silva, 18 Fricano, 23 Rizzo.
Bisceglie (4-4-2): 1 Crispino, 2 Calandra (dall’85° Camporeale), 3 Raucci, 5 Markic, 7 Onescu, 9 De Sena, 10 Starita (61° 21 Scalzone), 11 Jakimovski, 15 Longo, 17 Risolo (dall’83° 4 Bottalico), 23 Giacomarro. Allenatore: Ciro Ginestra. A disposizione: 12 Addario, 6 Maccarrone, 17 Antonicelli, 18 Messina, 20 Sisto, 24 Vogliaccio.
Arbitro: Daniele Perenzoni di Rovereto.
Assistenti: Andrea Niedda di Ozieri e Amedeo Fine di Battipaglia.
Note: spettatori 1103, incasso non comunicato. Ammonito: Longo, Raucci. Calci d’angolo: 4-4.

Bartolomeo Pasquale