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MONTEROSI-MONOPOLI 0-1 | S. S. Monopoli 1966

RETI: 77’ Borrelli (M)

MONTEROSI TUSCIA FC (3-5-2): Alia, Mbende, Borri, Rocchi (85′ Buglio), Errico (85′ Luciani), Parlati (65′ Adamo), Franchini, Basit (85′ Milani), Cancellieri, Ekuban, Costantino (78′ Caon). A disposizione: Basile, Catarinelli, Piroli, Tonetto, Artistico, D’Antonoo.
All. Menichini.

S.S. MONOPOLI 1966 (3-5-2): Loria, Mercadante, Bizzotto, Arena, Novella (58′ Viteritti), Vassallo, Bussaglia, Morrone (78′ Hamlili), Guiebre, Starita (78′ Rossi), Borrelli (93′ Natalucci).
A disposizione: Guido, Pambianchi, D’Agostino, Nina, Quaini.
All. Colombo.

Arbitro: Simone Galipò di Firenze.
Assistenti: Marco Toce di Firenze, Roberto Allocco di Bra.
Quarto ufficiale: Ferdinando Toro di Catania.

Ammoniti: Borri, Rocchi, Basit, Errico (MT).
Espulsi: –
Note:  –
Recupero:  2’ p.t., 4’ s.t.
Divisa rossa per il Monterosi, nera per il Monopoli

Virtus Bisceglie sconfitta a Trani

I biancazzurri pagano anche le pesanti assenze



Nono stop in campionato per la Virtus Bisceglie, sconfitta sul rettangolo del Città di Trani nel confronto valido per la ventesima giornata del torneo di Prima categoria. I biancazzurri hanno pagato a caro prezzo le numerose assenze, prestando il fianco alle iniziative degli avversari soprattutto nella ripresa. Gara piuttosto equilibrata per quasi mezz’ora: il vantaggio siglato di testa da Difrancesco sugli sviluppi di un corner ha galvanizzato la squadra di casa, che è riuscita a tornare negli spogliatoi avanti per 2-0: raddoppio firmato da Terrone. L’implacabile compagine tranese ha trovato la terza rete in apertura di seconda frazione grazie a Dinoia. La Virtus, nonostante gli apprezzabili tentativi, non ha saputo rimettere in piedi la gara: illusori sia l’acuto di Cipri su calcio piazzato che l’inzuccata di Trawaly a poco più di un quarto d’ora dal termine, inframezzati da un altro gol dello scatenato Terrone. La punizione vincente di Ragno, all’82’, ha chiuso virtualmente la sfida e ancora Terrone (tripletta per lui) ha incrementato il margine. Il subentrato Dell’Olio, nel finale, ha fissato il punteggio sul 6-3.

Città di Trani-Virtus Bisceglie 6-3

Città di Trani: Musacco, Civita, Forte, Beroshvili, Matera, Daluiso, Ragno, Dell’Oglio, Dinoia, Terrone, Difrancesco. A disp.: Terlizzi, Ricco, Tortosa, Domenico Amorese, Caputo, Francesco Amorese, Di Gioia, Guacci, Cafagna.

Virtus Bisceglie: Cataldo, Pedico, Messina, Tommasi, Natale Todisco, Di Sabato, Di Franco, Germinario, Trawaly, Cipri, Pisani. A disp.: Napoletano, Pappagallo, Bernocco, De Candia, Dell’Olio, Gaetano Todisco, Suglia, Di Leo, Dell’Orco.

Arbitro: Fiorino di Bari.

Reti: 27’ Difrancesco, 37’ Terrone, 49’ Di Noia, 51’ Cipri, 55’ Terrone, 74’ Trawaly, 82’ Ragno, 86’ Terrone. 90’ Dell’Olio.

Il Nardò frena la marcia della capolista

Una prova gagliarda del Nardò frena la corsa del Cerignola e lo costringe alla spartizione della posta.

Partita dai due volti con un primo tempo caratterizzato da superiorità territoriale di pericolosità esclusivamente cerignolana, secondo tempo equilibrato, spettacolare con un finale di netta marca neretina.

La squadra di Pazienza ha costantemente tenuto l’iniziativa pungendo un attento Nardò con rapide accelerazioni a compimento di una manovra corale.

Al 6′ prima occasione per Malcore con tiro del capocannoniere di poco al lato.

Al 10′ difesa neretina non propriamente sicura e Rollo ci mette una pezza su cross ravvicinato di Tascone.

Al 21′ tiro di Strambelli, respinta affannosa di Rollo e Sirri manca il tap in vincente.

Alla mezzora, punizione di Sitti, ancora Rollo alla respinta in tuffo e al doppio intervento sull’accorrente Giacomarro.

Nardò poco incisivo con Caputo e Puntoriere ben controllati dalla difesa gialloblu.

Il primo tempo si chiude sullo 0-0 con un Cerignola a recriminare sulle occasione non sfruttate.

La ripresa si apre col bott.

Al 52′ imperfetta chiusura di Valzano, tiro-cross di Giacomarro e Tascone è lesto a insaccara piazzato sul secondo palo.

Il Nardò ha il pregio di reagire prontamente. Al 56′ Caputo batte un corner teso su cui è pronto a intervenire Mengoli in scivolata acrobatica con pallone insaccato. 1-1

Al 60′ episodio chiave del match, il già ammonito Sirri travolge fallosamente Caracciolo a centrocampo. L’arbitro sventola il secondo cartellino giallo accompagnandolo col Rosso.

Il Nardò potrebbe approfittare del vantaggio, invece è il Cerignola abile a sfruttare un errore difensivo con Malcore che supera De Giorgi ed infila Rollo in uscita. 1-2.

Nardò colpito ma ancora combattivo.

Al 65′ ci prova Puntoriere con un diagonale di poco fuori. Il Nardò cresce e trova con Cancelli il primo rigore del campionato. Il tiro del mediano granata è stoppato dal braccio di Manzo. E’ rigore. Dal dischetto un freddissimo Caputo non sbaglia segnando di potenza.

Il finale del match vede un Nardò proteso all’attacco e un Cerignola sulla difensiva.

Il fischio finale suggella un pari giusto che sembra sostanzialmente accontentare le due contendenti.

Il tabellino del match.

NARDO’-AUDACE CERIGNOLA 2-2

Scorers: 52′ Tascone (AC), 56′ Mengoli (N), 69′ Malcore (AC), 82′ Caputo rig., (N).

NARDO’ (4-3-3): Rollo, Valzano, De Giorgi, Trinchera, Masetti, Mengoli, Cancelli, Caracciolo, Mancarella (87′ Gallo), Puntoriere (88′ Cavaliere), Caputo. 

Bench: Petrarca, Romeo, De Feo, Mariano, My, Alfarano, Dorini. 

Coach: Pasquale De Candia.

AUDACE CERIGNOLA (4-2-3-1): Trezza, Vitiello, Allegrini, Sirri, Russo (83′ Longo), Giacomarro, Tascone (88′ Silletti), Dorval, Strambelli (61′ Manzo), Mincica (67′ Achik), Malcore (83′ Ciccone). 

Bench: Tricarico, Muscatiello, Botta, Spinelli. 

Coach: Michele Pazienza.

Arbitro: Flavio Fantozzi di Civitavecchia.
Assistenti: Giampaolo Jorgji di Albano Laziale e Marco D’Ottavio di Roma 2.
Ammoniti: De Giorgi (N); Sirri, Manzo (AC). Espulso: Sirri (AC) al 59′ per doppia ammonizione.

IL BITONTO, IN DIECI, NON MOLLA. AD ALTAMURA È 1-1 – U.S. Bitonto Calcio

Dopo un primo tempo bloccato, in avvio di ripresa i neroverdi subiscono il gol della Team e restano in dieci uomini. Ma dalla panchina arriva il jolly del pareggio, siglato con Riccardi. Termina con un pareggio la prima di mister Potenza sulla panchina bitontina

Parte con un pareggio l’avventura di Alessandro Potenza sulla panchina del Bitonto: ad Altamura termina 1-1 contro la Team. Un pareggio che non accontenta nessuna delle due contendenti ma non mancano le recriminazioni in casa bitontina, viste le numerose assenze e problematiche tra infortuni, squalifiche ed un virus influenzale che in settimana non pochi problemi ha creato al neo tecnico dei leoncelli. Il Bitonto va sotto ad inizio ripresa, resta in dieci uomini ma riesce comunque ad uscire indenne dalla Murgia, raggiungendo nel finale un pareggio che sicuramente porta fiducia e lancia un segnale importante: il leone neroverde è ancora vivo e non molla.  

La cronaca del match.

La prima di mister Alessandro Potenza sulla panchina del Bitonto è nel segno delle assenze, soprattutto in attacco, e di un cambio nella veste tattica: 3-5-2, col tecnico di Apricena che deve rinunciare allo squalificato Taurino e all’infortunato Santoro. Out D’Anna, bloccato dall’influenza. Dunque, torna il 2003 Cannizzaro in porta; la linea di difesa a tre vede Lanzolla centrale, Petta e Colella braccetti; Manzo play davanti alla difesa, con Biason e Mariani mezze ali; Stasi sulla corsia di destra, Lacassia a sinistra; in avanti il duo Lattanzio – Iadaresta.

Panchina con Figliola, Riccardi, Radicchio, Piarulli, Guarnaccia, Palumbo, Ferrante, Addae e Turitto.

La Team Altamura di Leo Di Benedetto, invischiata nella lotta salvezza, si schiera anch’essa con un 3-5-2 con Spina tra i pali; linea di difesa a tre composta da Clemente – Sall – Mattera; centrocampo a cinque con Tazza – Ziello – Serra – Baradji – Cancelliere; in avanti il duo Abreu – Lorusso.

Pronti via e primo squillo di marca murgiana, col tentativo di Ziello alto sopra la traversa. Risposta Bitonto al 12’, Lattanzio sponda per Iadaresta, murato al tiro.

Il Bitonto prova a prendere le misure al match: minuto 26, Lattanzio imbeccato in area di rigore, la sua girata viene stoppata in angolo da Sall. Allo scoccar del 40’ ci prova Manzo dalla distanza, palla che termina sul fondo, non troppo lontana dalla porta difesa da Spina.

È l’ultimo sussulto di un primo tempo avaro di emozioni. Il Bitonto cresce col passare dei minuti ma pecca nell’ultimo appoggio verso la zona gol.

La ripresa. Il secondo tempo parte sulla stessa falsa riga della prima frazione di gioco. Mister Potenza prova a cambiare qualcosa a centrocampo inserendo Piarulli per Mariani. Ma al 54’ si sblocca il risultato, a favore dei padroni di casa: Baradji pesca dal cilindro una conclusione poderosa dalla distanza che si insacca nel sette, imparabile per Cannizzaro. Altamura avanti 1-0.

Il Bitonto accusa il colpo e Cannizzaro commette una clamorosa ingenuità: uscita fuori tempo all’esterno dell’area di rigore, nel tentativo di anticipare Lorusso, il portiere prende la palla con la mano. Inevitabile il cartellino rosso, Bitonto in dieci uomini. Dentro Figliola per Manzo. Punizione di Ziello, parata centralmente a terra dal neo entrato guardiano della porta neroverde.

Mister Potenza prova a cambiare volto e a ridisegnare la sua squadra: dentro Palumbo, Turitto e Riccardi per Stasi, Colella e Iadaresta. Il Bitonto resta aggrappato al match nonostante l’inferiorità numerica, alza il baricentro e costringe l’Altamura ad indietreggiare col passare dei minuti. E il suo atteggiamento coraggioso, viene premiato all’85’ con la rete del pareggio di Riccardi, al termine di una splendida combinazione nello stretto tra Piarulli, Turitto, Riccardi e Lattanzio: il filtrante decisivo è del capitano per l’under classe 2003, che penetra in area e trova la rete dell’1-1. Primo gol in neroverde per Riccardi, Bitonto ancora vivo.

Risponde subito al gol l’Altamura con l’occasione del neo entrato Molinaro, che ci prova sugli sviluppi di un calcio di punizione, palla di poco sul fondo. Ma è il Bitonto a crederci di più anche negli otto minuti di recupero: il cuore dei neroverdi non porta però alla vittoria e al triplice fischio finale arriva un pareggio che scontenta tutti, specie il Bitonto che fallisce l’occasione di rosicchiare due punti al Cerignola capolista, fermato a Nardò. Ma si torna al secondo posto, perché si aggancia a quota 54 punti in Francavilla, sconfitto a Nola. Domenica il campionato si ferma per consentire alla Rappresentativa della LND di partecipare al “Torneo di Viareggio”, competizione tra le più importanti al mondo per il mondo delle Giovanili. Si tornerà in campo domenica 27 marzo, quando al “Città degli Ulivi” arriverà il Gravina: due settimane di lavoro per mister Potenza per il rush finale della stagione.

28^ GIORNATA CAMPIONATO SERIE D – GIRONE H
TEAM ALTAMURA – BITONTO 1 – 1
Reti: 9’ st Baradji, 40’ st Riccardi

TEAM ALTAMURA: Spina; Clemente, Sall, Mattera (c); Cancelliere (31’ st Dayawa), Ziello (43’ st Molinaro), Baradji, Serra (13’ st Massari), Tazza; Abreu (25’ st Lucchese), Lorusso (17’ st Tedesco).
A disp.: Giuliani, Sparapano, Russotto, Simoni.
All. Di Benedetto

BITONTO: Cannizzaro; Petta, Lanzolla, Colella (22’ st Turitto); Stasi (20’ st Palumbo), Biason, Manzo (12’ st Figliola), Mariani (8’ st Piarulli), Lacassia; Lattanzio (c), Iadaresta (34’ st Riccardi).
A disp.: Radicchio, Guarnaccia, Ferrante, Addae.
All. Potenza

Arbitro: Gandino (Alessandria). Assistenti: Vitale (Salerno) e Caputo (Benevento).
Ammoniti: Serra, Lorusso (TA), Petta, Lacassia, Biason (B)
Espulsi: Cannizzaro (B) per fallo da ultimo uomo fuori area al 11’ st.
Minuti di recupero: 0 pt – 8 st.

Il Pisa scala la vetta

Un Pisa super travolge la Cremonese per 3-0 davanti a oltre settemila spettatori e si riporta in testa alla classifica di Serie BKT a nove giornate dal termine scavalcando il Lecce e gli stessi grigiorossi. In avvio di gara subito episodio importante: al 7′ Benali chiude un triangolo con Sibilli ed entra in area, Meroni lo stende da dietro e Prontera indica il dischetto. L’arbitro si consulta con il Var e conferma la decisione. Torregrossa spiazza Carnesecchi e fa esplodere l’Arena Garibaldi. La partita è bellissima e giocata a ritmi alti. Nel finale del primo tempo interviene il Var e concede un rigore alla Cremonese per un fallo di Birindelli su Valeri, dopo che Prontera aveva lasciato correre. Sul dischetto si presenta Zanimacchia ma Nicolas respinge. E’ il secondo boato dell’Arena. Nei tre minuti di recupero occasionissima per il Pisa con un tiro di Birindelli salvato sulla linea da Sernicola. Nella ripresa Pecchia inserisce anche Di Carmine e passa al 4-4-2, ma il Pisa è inarrestabile e raddoppia con un tap-in di Torregrossa su cross di Beruatto. Il Pisa sfiora il tris con Birindelli e Sibilli e poi controlla senza affanno. A pochi istanti dal novantesimo Puscas chiude il match andando in gol su assist di Nagy. Nel recupero Carnesecchi nega il poker a Lucca poco prima del tripudio finale dell’Arena.

 

Nella foto La Presse l’1 a 0 di Torregrossa

Fonte: LEGA BTK – legab.it

CASARANO-MARIGLIANESE= 2-1 – Casarano Calcio

MARCATORI= Dambros su rig. al 26’, Esposito al 36’ p.t.; Montinaro al 15’s.t.

CASARANO= Iannì, Vitofrancesco, Raimo, Logoluso, Rizzo, Sanchez, Fontana (dal 21′ s.t.Greco), Santarcangelo (Dambros Lo. Dal 32’s.t.), Montinaro (Dellino dal 41’s.t.), Dambros Lu. (Prinari dal 21’s.t.). PANCHINA= Montoya, Signorelli, Meduri, Tedesco, De Stefano. Allenatore: Monticciolo.

U.S:MARIGLIANESE= Maione, Faiello, De Angelis (Ragosta dal 31’s.t.), Pantano, Varchetta, De Martino, Massaro (Rimoli dal 33’s.t.), Langella (Tagliamonte dal 40’s.t.), Esposito, Aracri, Marzano (Palumbo dal 15’s.t.). PANCHINA= Cafariello, Torro, De Giorgi, Tommasini, Strazzullo. Allenatore: Sanchez.

Arbitro: Guerra di Venosa.

 

Fidelis – Latina, 31^ giornata di Serie C: LIVE

SEGUI IL LIVE DEL PRIMO TEMPO
26′ Teraschi ci riprova su punizione dal limite, sfera sul fondo di poco.
25′ Ammonito Urso.
14′ Teraschi, tra i più attivi dei suoi, ci prova di controbalzo con un tiro che impegna Saracco in angolo
12′ Ammonito Teraschi.
7′ GOL FIDELIS – Azione di contrattacco partita da Urso e conclusa dallo stesso numero 10 andriese dopo una sponda aerea di Di Piazza. Il pallonetto finale di Urso è delizioso per il gol del vantaggio.
Partiti.

Angoli 1-3.

Assenze importanti da ambo le parti. La Fidelis deve rinunciare a capitan Casoli, Tulli, Benvenga e Bortoletti. Lo staff tecnico andriese, allora, sceglie il 4-2-3-1 con Urso e Bonavolontà in mezzo al campo e Risolo avanzato con Bubas e Gaeta alle spalle di Di Piazza. In casa Latina, invece, il tecnico Di Donato deve rinunciare a ben quattro squalificati e cioè Jefferson, Carissoni, Tessiore e l’ex Celli. Classico 3-5-2 con Sanè e Carletti in avanti ed alle loro spalle Di Livio-Palermo-Barberini.

Cuore e grinta non bastano al Lecce: contro il Brescia di Pippo Inzaghi termina in parità.

(Per l’ immagine di copertina si ringrazia il Dott. Michele Tarantino)

Termina 1-1 al “Via del Mare” il big match di giornata tra il Lecce ed il Brescia dell’ ex campione del mondo Pippo Inzaghi.
Una partita in cui i giallorossi ci hanno messo tantissimo cuore e grinta ma che non è bastato a sopperire le lacune dettate da un tipo di gioco che non riesce a mettere i suoi migliori finalizzatori nella condizione di poter sfruttare le loro caratteristiche di autentici bomber di razza.
Detto questo va evidenziata la solidità della squadra che però purtroppo deve vivere dei lampi di genio di alcuni calciatori in squadra che sono degli autentici “giganti” per la categoria e forse non solo.
Non a caso il gol del vantaggio leccese arriva dallo spunto geniale quanto funambolico di Strefezza che si accentra e lascia partire un bolide che trafigge l’ incolpevole Joronen al 19′ minuto del primo tempo.
Il Brescia dal canto suo è arrivato a Lecce più per non prenderle che per darle, avendo capito la forza dell’ avversario di turno, così come fatto intendere anche dal suo allenatore nelle dichiarazioni pre partita e una volta subito il gol ha cercato di recuperare la gara riuscendoci al 30′ minuto del primo tempo con Bisoli che riprende una respinta di Plizzari sul rigore calciato da Pajac. In realtà a fare la frittata era stato proprio l’ ex portiere della Reggina, di scuola Milan, che franando su Leris aveva causato un rigore abbastanza generoso per gli ospiti rischiando addirittura l’ espulsione in occasione del fallo.
Nella ripresa il Lecce, come sottolineato nel titolo di apertura, ci prova con grinta e determinazione con Coda e Strefezza che nel finale ha l’ occasione per decidere il match.
Con questo risultato i salentini rimangono primi in classifica a quota 54 punti mentre le rondinelle seguono a due lunghezze di distacco a quota 52.
Tutto sommato una buona gara per i giallorossi ai quali va il merito di venirsi riconosciute le doti tecniche ed agonistiche da parte di molti addetti ai lavori come Pippo Inzaghi, ma proprio in virtù di questo sorge un dubbio: siamo sicuri che oltre agli esterni ci si sia accorti del grandissimo valore tecnico (e sicuramente anche umano) di questa squadra per poterlo valorizzare al meglio e prendere definitivamente il largo in un campionato dove a darsi battaglia ci sono almeno sette compagini, raccolte in soli 6 punti, e che potrebbero approfittare del minimo passo falso di ognuna ma soprattutto della “presunta” e proclamata battistrada?
Augurandoci che ciò non accada ed essendo quasi in primavera bisogna evidenziare il fatto che questo è il periodo in cui bisogna fare lo sforzo maggiore per mettere in saccoccia quei punti che fra due mesi serviranno a fare la differenza per raggiungere l’ ambito traguardo.

Danilo Sandalo


Vivarini: “Bari all’avanguardia ma Catanzaro non da meno. Possiamo batterli”


Vincenzo Vivarini, tecnico del Catanzaro, ha presentato in conferenza stampa la super sfida col Bari di domani: “L’obiettivo che ho da quando sono arrivato è di giocare tantissime partite di questo livello. Spero sia l’ultima di quest’anno e che il prossimo anno ci saranno tante partite con squadre blasonate come il Bari. Domani la posta in palio è molto alta, si tratta di una partita che tutti vorrebbero giocare. Vale per i giocatori ma anche per me. E vale anche per i tifosi, sarà una partita tirata e sentita. Dobbiamo essere pronti, abbiamo lavorato tanto per essere competitivi in queste gare e con l’Avellino l’abbiamo già dimostrato”.

Il tecnico ritorna sulla sconfitta nell’ultimo turno: “Le scorie post Monopoli ci sono state visto che quella gara ci ha tolto un po’ di sicurezza. Però abbiamo già visto in settimana che è stata una partita strana, con un gol preso a freddo su un campo pesante. Non dobbiamo farci condizionare da niente, quella gara ci ha fatto scuola sotto questo aspetto. Arriviamo comunque bene a livello mentale alla gara col Bari: la rabbia che abbiamo per la sconfitta col Monopoli dobbiamo metterla in campo, con tutte le attenzioni del caso”.

Sul suo passato a Bari: “Ho molto rispetto della tifoseria del Bari che mi ha voluto molto bene e ho grande rispetto per la città di Bari, una città all’avanguardia come vivibilità. Domani però sono avversario e farò di tutto per portare soddisfazione ai tifosi del Catanzaro, una piazza che non è da meno e che ha dimostrato di essere di livello altissimo. Mignani dice che questa gara è più importante per noi che per loro? Il risultato è importante per entrambi, conterà tantissimo sia per noi che per loro”.

Sulla formazione: “Servono giocatori pronti, servirà alta intensità e un’alta carica nervosa. Serve gente pronta sia sotto l’aspetto mentale che fisico. Ovviamente dovremo fare attenzione a non sentirla troppo, i cambi potrebbero essere utile per questo. La nostra rosa è completa ma all’inizio serviranno forza e aggressività. Inoltre la condizione di chi è rientrato in settimana non è ancora al top. Ho detto ai miei che se faranno quello che sanno fare non saremo al di sotto di un Bari che ha tanti giocatori che si esaltano in queste gare anche se a loro mancheranno due pedine importanti come Frattali e Citro. Sta a noi mettere in campo tutte le nostre potenzialità e ci sono tutti i presupposti affinché questo avvenga”.

Fonte:TuttoC.com

Picerno, Colucci: “Zeman mi fece esordire in A, gli sarò sempre grato”


Leonardo Colucci, allenatore del Picerno, domani ritroverà Zdenek Zeman sulla panchina del Foggia. Così il tecnico dei lucani alla vigilia: “Non ci voleva lo stop forzato ma contro la natura non si può far niente, d’altronde il campo era impraticabile. Avremo un ulteriore turno infrasettimanale ma pensiamo a una gara alla volta. Il Foggia è una squadra forte, dobbiamo affrontarla con rispetto ma consci della nostra forza. Le squadre di Zeman giocano un bel calcio, avrò la possibilità di abbracciarlo perché è stato l’allenatore che mi ha permesso di esordire in Serie A. Gli sarò grato per tutta la vita. Mi portò dal Siracusa alla Lazio, mi rievoca ricordi bellissimi. Mi spiace sia stato fatto fuori dal calcio che conta, può dare ancora tanto anche in categorie superiori”.

Fonte:TuttoC.com

TEAM ALTAMURA – BITONTO, I CONVOCATI NEROVERDI – U.S. Bitonto Calcio

I convocati di mister Alessandro Potenza per Team Altamura – Bitonto, gara valevole per la 28^ giornata del Campionato di Serie D – girone H, in programma questo pomeriggio, domenica 13 marzo, alle ore 15,30, allo stadio “Tonino D’Angelo” di Altamura (BA):

PORTIERI
1 LONOCE (00) – 12 FIGLIOLA – 22 MARTELLONE (01) – 99 CANNIZZARO (03)

DIFENSORI
3 COLELLA D. – 5 PETTA – 6 LANZOLLA – 16 RAPIO (04) – 18 RADICCHIO (02) – 24 STASI (02) – 33 GUARNACCIA (03) – 74 LACASSIA (02)

CENTROCAMPISTI
8 BIASON – 14 MARIANI (02) – 17 RICCARDI (03) – 21 PIARULLI (01) – 36 PALUMBO (01) – 45 MANZO – 90 ADDAE – 91 TURITTO

ATTACCANTI
9 IADARESTA – 10 TAURINO – 11 D’ANNA – 19 LATTANZIO – 32 SANTORO

Conosciamo Giovanni Cocinelli: L’umiltà di un Capitano

L’umiltà alla base del suo carattere e la determinazione per scrivere il suo futuro nel mondo del calcio. Ecco Giovanni Cocinelli, capitano della Primavera del Foggia
Poco propenso a lodarsi o a parlare di sé, ma disponibile e con un sorriso, così Gianni Cocinelli, giovanissimo capitano della primavera del Calcio Foggia, si è presentato in sala stampa e si è raccontato ai nostri taccuini: “Questa è ormai casa mia dall’età di 16 anni e il Foggia era ancora in serie D. L’anno dopo, però, abbiamo vissuto la fantastica emozione di rivedere la nostra città nella categoria superiore”.


Il giovane difensore centrale, però, non dimentica le origini e la sua prima sede calcistica formativa: “ero molto piccolo, ma ricordo i bei momenti vissuti alla Juventus San Michele e il mister che mi ha sostenuto maggiormente, Giovanni Francavilla, tuttora sento di ringraziarlo. Ha creduto in me ed è orgoglioso dei miei risvolti. Il mio primo numero di maglia fu il n°6, questo ruolo mi appartiene a tutti gli effetti ”. Un aspetto da non sottovalutare nello sport di gruppo è il distacco che si viene a creare una volta salutati i compagni che cambiano squadra, per questo Cocinelli precisa: “far parte della stessa squadra significa condividere diverse ore al giorno, per mesi. Il legame creato, coltivato anche al di fuori delle linee del campo, diventa forte e siccome è in gioco la nostra crescita professionale, credo sia giusto che le strade si dividano, anche se, ad essere sincero, alcune volte fa veramente male, soprattutto perché si ha paura che l’equilibrio precedente non si ripristini” e continua :”L’addio del trequartista e mio amico Simone Di Canio è un esempio. Seppur facenti parti di due ruoli opposti, abbiamo cominciato questo cammino insieme dall’Under 17 e non ti aspetti che voli da un giorno all’altro in Eccellenza. Gli auguro di realizzare i suoi sogni perché quel ragazzo se lo merita, vale tanto”. Ritornando alla sua posizione in campo, spiega il suo ruolo ‘delicato’: “il portiere ha 10 uomini sulle spalle – sostiene Cocinelli – ma il difensore deve cercare di proteggerlo il più possibile e non sempre è facile. Se non giochi pulito sulla palla e pressi con lentezza, vieni facilmente sanzionato e rischi di procurare dei calci piazzati per l’avversario, sono queste le regole, si sa. Sentito mai in colpa? Sì, è capitato, non voglio nascondermi, anch’io ho sbagliato spesso. Contro il Palermo accadde un fatto simile. Non mi accorsi del mio intervento rischioso e i rosanero segnarono un’altra rete, grazie al rigore assegnatogli. La penalità c’era, sia chiaro (ride, ndr)”. I ragazzi del mister Pavone sanno che i sacrifici sono tanti e che non bisogna lasciarsi andare, seppur la giovanissima età richiama divertimenti e svago, Cocinelli però chiarisce subito la sua posizione: “ognuno di noi si assume le sue responsabilità, siamo abbastanza grandi per farlo. Io, prima di ogni gara, mi focalizzo tantissimo su me stesso e do poco spazio ad altro, per non farmi influenzare da nulla. Ne siamo tutti consapevoli, io da capitano un po’ di più”. La famiglia, parte integrante di qualsiasi cadetto, spesso può essere conflittuale, poiché lo sport richiede tanto sacrificio e non assicura un futuro, ma questo scenario non appartiene a Cocinelli: “i miei genitori mi comprendono e appoggiano le mie attività, ovviamente seguono le mie gare. Sanno che ‘gioco seriamente’ e che sono ormai cresciuto”. Anche la scuola crede in lui e comprende il suo ‘alternante’ rendimento: “soprattutto i professori, mi chiedono perplessi se sono convinto di ciò che faccio, dopo essersi accertati dei risultati e la mia risposta è sempre affermativa”. Nel girone d’andata, però, i diavoletti hanno avuto più di una complicazione, date anche dalla scarsa coesione interna e per questo è stato più faticoso indossare la fascia, confessa il giovane difensore. Fisicamente, qualche guaio l’ha passato anche lui: “dopo l’infortunio dell’anno scorso (distorsione alla caviglia, ndr), ho avuto un problema al menisco, addirittura camminavo con l’ausilio delle stampelle. Sono stato un po’ di tempo lontano dai compagni, è stata dura. Devo ringraziare tutta l’equipe medica che mi ha assistito in maniera esauriente”. Parlando di bei ricordi, Cocinelli non dimentica il gol fatto recentemente in casa del Catania, mentre sarebbe da elidere dalla propria mente la disfatta contro il Monopoli (5-0, ndr): “sono veramente forti questi baresi, hanno pure vinto il campionato” afferma ridendo il 18enne foggiano.  Prima di essere tesserato, Giovanni Cocinelli era un tifoso del Foggia e seguiva spesso i match casalinghi , ma simpatizzante dell’Inter: “a dispetto dei colori, in serie A ho sempre apprezzato i nerazzurri è stimato Maicon”. Quando al giovane, però, viene chiesto il motivo per cui sia stato designato lui come capitano, dice: “non so cosa rispondere, poiché non noto differenze tra me e gli altri miei compagni, per cui non saprei perché dovrei essere io il prescelto”. La risposta sembra chiara e forse è proprio per questa caratteristica che è stato eletto: avere la maturità e la capacità di non “montarsi la testa” a quest’età, non è da tutti e mister Pavone ci ha visto lungo, fin dalla prima gara del suo allievo, contro la Casertana. Umiltà, ecco tutto

Michela Rinaldi

Il capitano della Primavera del Foggia, Giovanni Cocinelli e Michela Rinaldi, corrispondente di CalcioWebPuglia durante l’intervista