Archive 26/03/2020

Foggia, Felleca: “Andremo in serie C, in campo o con ripescaggio”

Roberto Felleca, patron del Foggia, attraverso le colonne del Corriere dello Sport ha rassicurato i propri tifosi: “I nostri programmi sono confermati, stiano tranquilli i nostri tifosi. Siamo la migliore seconda, classifica alla mano, sarebbe giusto ripescarci qualora i campionati finissero qui. Pur avendo la promozione in tasca, vorremmo però. tornare a giocare perché vogliamo completare l’opera“.

Nessun contrasto con il Bitonto: “Noi ragioniamo solo pensando al Foggia. Se ritornassimo a giocare a un mese dallo stop dei campionati, si partirebbe tutti alla pari sia dal punto di vista fisico che d a quello atletico e lo spettacolo per i tifosi credo non mancherebbe“.

Bitonto, bomber Patierno a NC: “Lotta a tre per la C, ma sarà difficile riprendere”

Insieme a Scotto è l’unico attaccante di serie D ad aver già collezionato la bellezza di 20 reti: parliamo di “Kikko” Patierno, 29enne attaccante del Bitonto, alla sua terza stagione consecutiva in maglia neroverde. Un rendimento costantemente elevato per il bomber, che si è raccontato in esclusiva ai microfoni della nostra redazione: “Quando quest’anno ho ricominciato a lavorare, ho pensato subito a voler migliorare rispetto allo scorso anno e, fin dall’inizio, sapevo che potevo ritoccare il mio record personale. A livello di squadra, già in ritiro vedevo una squadra che poteva migliorarsi, poi con le idee del mister, e con i calciatori forti, mi sono convinto che avremmo fatto un campionato di vertice. Noi dal 15 ottobre siamo primi in classifica, non è da tutti essere al comando per tanti mesi“.

Sulla lotta alla serie C: “Per me Foggia e Cerignola sono le squadre che si giocano il campionato con noi; il Sorrento è una grande squadra, sta facendo meglio di tutti, ma se penso agli organici, credo sia una lotta a tre“.

Sul futuro della stagione corrente: “Desidero che tutto torni alla normalità, vorrei vincere il campionato sul campo, ma, vedendo ciò che sta accadendo, credo sia difficile riprendere. Ci atteniamo a chi dall’alto prenderà le decisioni“.

Pierluigi Frattali (Bari): “Un grazie speciale a chi sta combattendo per noi”

L’estremo difensore del Bari Pierluigi Frattali affida a Instagram il proprio pensiero sulla emergenza coronavirus:

“La voglia di tornare a calcare quel prato verde è tantissima…sono “solo” 15 giorni ma la nostalgia è tanta….Io mi sento un privilegiato in questo momento perché sto trascorrendo le mie giornate con le persone che amo ma sono vicino a tutti quelli che sono lontani da casa e dai loro cari a quelli che in questo momento fanno fatica a mandare avanti le loro attività ma soprattutto a tutte le persone che per colpa di un virus hanno perso padri,madri, nonni, zii, nel 2020 non è possibile tutto questo!!! Un grazie speciale a tutti i medici e infermieri che in questo momento stanno combattendo per noi la partita più importante da quando sono nato, dispiace stavolta non poter essere d’aiuto in campo ma sono sicuro che vinceranno questa battaglia per noi….Insieme ne usciremo e tornerà a splendere il sole ️ #restiamouniti?? #celafaremo “.

Mariano Fernandez (DS Virtus Francavilla): “Incognita ripresa, presto per ipotesi”

La Serie C è congelata come la maggior parte delle attività in Italia e non solo. Ne abbiamo parlato con Mariano Fernandez, direttore sportivo della Virtus Francavilla, intervenuto in esclusiva ai microfoni di TuttoC.com:

Come state vivendo questo periodo di quarantena?
“Cerchiamo di viverla al meglio possibile. Chiaro che si tratta di una situazione inaspettata, molto difficile per tutti. Proviamo a continuare a fare quello che ci chiede il Governo, nella speranza che presto le cose inizino a migliorare e al più presto tornare alla normalità”.

In questo momento particolare alcuni club sono andati in difficoltà per quanto riguarda gli stipendi, ma non la Virtus Francavilla, che ha onorato tutti gli impegni con i tesserati.
“Con il presidente Magrì in testa, abbiamo rispettato sempre gli impegni, le regole. Abbiamo pagato con regolarità tutti gli stipendi. Chiaro che questa sia una situazione difficile per un club di Serie C. Speriamo quindi che Lega Pro e Governo possano agevolare le società di C, perché per noi gli introiti provengono da incassi allo stadio e sponsor. Quando è tutto fermo ovviamente vengono meno e in tanti faranno fatica anche in futuro. Confidiamo quindi in un accordo che possa evitare problemi”.

Potrebbe essere l’occasione per valutare una riforma profonda della Serie C e migliorarne la sostenibilità?
“Ce lo auguriamo tutti quanti che questo sia un momento per prendere decisioni importanti per questo splendido campionato. Sarebbe il momento opportuno per dare una mano ai club, si fanno tanti sforzi, tanti sacrifici. Quando il campionato non si gioca e nonostante tutte le problematiche del passato, società come la nostra che rispettano gli accordi, si augurano che la Lega venga loro incontro. Questo torneo richiede tanti sacrifici economici per le società, speriamo si trovino misure importanti per tutti”.

Sperando si torni a giocare a breve, c’è l’ipotesi di riprendere a maggio. Una previsione realistica o è ancora presto per ipotizzare date?
“Ad oggi faccio davvero fatica a immaginare una data per la ripresa. Muore ancora tanta gente e tanti sono ancora i contagi. Vero è che i numeri sembrano in parte in calo. Speriamo che col sacrificio di tutti si vada verso l’uscita dell’emergenza. Chiaro che vorremmo tornare il prima possibile in campo, ce l’auguriamo. Con l’aiuto di tutti speriamo di tornare a fare calcio e che ovviamente tutti tornino alla propria quotidianità e vicini ai cari, magari ora forzatamente lontani”.

Qualora non si potesse concludere regolarmente la stagione, sono in ballo tante i potesi, dai playoff ristretti al prendere come definitiva la classifica attuale.
“In questo momento ci sono tante ipotesi ma di concreto non c’è nulla. Oggi dobbiamo pensare unicamente a seguire le regole. Nel momento in cui migliorerà la situazione si troverà la miglior soluzione possibile. La voglia è tornare in campo e onorare il campionato, concludendolo. Ma sarà un discorso da poter fare solo più avanti, quando il quadro dell’emergenza sarà più chiaro”.

Un messaggio da mandare in questo momento particolare?
“Fortunatamente io per ora mi trovo a Francavilla con la mia famiglia, qui mi trovo bene e in questa città si è presa coscienza della gravità della situazione che si sta vivendo. Si rispettano tutte le norme e non ci sono stati grandi problemi. Nonostante sia distante da parenti e amici in Argentina e in Italia, cerchiamo di tenerci in contatto. Dobbiamo provare a essere più compatti possibile e di aiutare per quanto possiamo. Come società, su iniziativa del nostro portiere Giacomo Poluzzi, abbiamo effettuato una raccolta fondi a favore dell’ospedale di Francavilla. Posso quindi dire alla gente di stare tranquilla, di tenere botta, questo brutto momento passerà, sarà un’esperienza che potrà in qualche modo renderci tutti più forti”.

Mirko Antenucci (Bari): “Dopo il virus le nostre vite saranno diverse”

Mirco Antenucci, bomber del Bari, ha risposto alle domande dei tifosi biancorossi in un filo diretto sui canali ufficiali del club parlando della situazione di emergenza:

“Ci tenevo a ringraziare tantissimo medici, infermieri e addetti al servizio sanitario che in questo momento stanno facendo qualcosa di eroico e straordinario. Vi prego di continuare così, perchè l’Italia ne ha bisogno. So che rischiate ogni giorno, siete i nostri eroi, siamo nelle vostre mani. Vi ringrazio davvero di cuore. Le nostre vite saranno sicuramente diverse dopo questo brutto momento. Torneremo ad apprezzare le piccole cose che avevamo tralasciato, ogni minimo gesto, fare una passeggiata, mangiare una pizza o un gelato, che prima sembrava scontato, non lo sarà più. Con i compagni ci sentiamo ogni giorno, in videochiamata; è un modo per stare insieme in qualche modo, per vivere lo spogliatoio anche a distanza”.

Il coronavirus ha fatto saltare 45.000 gare tra i Dilettanti

Dallo stop delle gare di calcio per contrastare la diffusione dell’epidemia di coronavirus a oggi, nei campionati della Lega Nazionale Dilettanti sono saltate oltre quarantacinquemila gare tenendo conto che in una stagione se ne disputano circa cinquecentocinquantamila. Numeri enormi come è grande il movimento dei tesserati del calcio dilettantistico italiano, uno dei più organizzati al mondo. Del resto, basti pensare che oltre un milione di calciatori (1.045.565) sono tesserati per club della Lnd, pari al 98 percento di tutti i calciatori presenti in Italia (ossia 1.057.000).

Le attività della Lega Nazionale Dilettanti generano un movimento annuale a vantaggio dell’economia nazionale pari a 2,1 miliardi di euro fra consumi delle società, interventi nell’impiantistica e creazione di occupazione. Un contributo non indifferente al Prodotto interno lordo che giocoforza sarà in parte decurtato per lo stop forzato derivante dall’epidemia in corso.

Nel prospetto economico vanno evidenziati anche gli ottocentododici milioni di euro quale valore stimato del volontariato sportivo in Italia, una delle colonne portanti sulla quale poggia l’attività del calcio dilettantistico. Qui cuore e passione vanno oltre le cifre. Migliaia di volti sconosciuti con il loro lavoro (gratuito) permettono che ogni benedetta domenica o nei giorni dettati dal calendario (calcistico) migliaia di squadre possano scendere in campo nelle migliori condizioni possibili. Adesso che è tutto fermo e il pallone non rimbalza, appare più chiara la sua assenza.

In Italia, il venti per cento dei ragazzi tra i 5 e i 16 anni è tesserato per una società di calcio. Il “Sistema Calcio Lnd” si conferma come un pezzo del sistema “formativo” della società italiana, con responsabilità importanti per quanto riguarda l’educazione sia del fisico sia delle capacità relazionali delle persone coinvolte. Questo potrebbe significare che, qualora vi fosse un decremento del 30% da parte delle società, oltre duecentomila giovani rientranti nelle classi di età sopra citate potrebbero non avere una squadra nella quale giocare. Il che non è certo né bello né auspicabile in uno dei Paesi al mondo con una delle più importanti tradizioni calcistiche. Quattro stelle sulla maglia azzurra non sono arrivate per grazia ricevuta, ma frutto di oltre un secolo di attività nel football moderno.

Chiamatela anche con parole semplici, ma c’è un algoritmo elaborato da Figc e Uefa, denominato “Social Return On Investment (SROI) Model”, che ha permesso di rappresentare i benefici derivanti dalla pratica calcistica di base e il conseguente impatto generato sul “Sistema Paese”, con l’obiettivo di indirizzare maggiormente gli investimenti a lungo termine e facilitare le partnership strategiche finalizzate alla crescita del calcio italiano. Lo studio, nello specifico, ha analizzato il rilevante impatto socio-economico di tutto il calcio italiano, che risulta pari nel 2018-19 a circa 3,01 miliardi di euro. Oltre all’analisi dello scenario attuale, il modello SROI ha permesso anche di stimare la legacy derivante da un potenziale investimento nel calcio di base, in termini di aumento di calciatori tesserati e conseguenti risvolti a livello socio-economico. In particolare, dall’analisi risulta che un investimento potenziale aggiuntivo pari a circa 549.000 euro potrebbe condurre a un aumento dei calciatori tesserati per la Lega Nazionale Dilettanti nell’ordine di 26.421 nuovi atleti registrati, con un impatto socio-economico aggiuntivo stimabile in 71,5 milioni di euro. Le cifre non hanno mai la bellezza della poesia o della letteratura, ma l’economia fa camminare il mondo.

LND, l’avvocato Barbiero: “Non sappiamo se si concluderanno i campionati”

Grandi incognite aleggiano sull’evoluzione di tutti i campionati di calcio, compreso quello di serie D. Più passano i giorni e più aumenta la sensazione che, almeno quelli dilettantistici, difficilmente possano essere conclusi, anche per le difficoltà economiche che troveranno molte società una volta che l’emergenza legata al Coronavirus sarà rientrata.

Sul punto il Coordinatore della LND, l’Avvocato Luigi Barbiero, non si sbilancia: “Cosa posso dire… Ci troviamo, forse, nella fase più dura di questa tragedia legata al Coronavirus. In questo momento non possiamo ipotizzare proprio nulla e chi lo fa probabilmente non si rende conto della gravità della situazione. Dobbiamo attendere i prossimi sviluppi per fare dei ragionamenti. La nostra priorità oggi è di superare questa emergenza che sta affliggendo tutto il mondo. Solo una volta superata, valuteremo se i campionati si potranno concludere o meno”.

Barbiero bacchetta anche chi, in questo momento, sta esternando o proponendo delle soluzioni per completare i campionati, spesso e volentieri dettate da personali interessi di classifica: “La nostra volontà è di completare il campionato, ma ad oggi nessuno può dire se ci sarà il tempo o meno per farlo. Tanti si stanno sbizzarrendo in ipotesi e valutazioni sul da farsi, nel caso in cui si possa riprendere o non si possa riprendere la stagione, ma la verità è che la nostra posizione attuale riguarda solo il superamento di questo momento molto difficile per tutti. Solo dopo aver ottenuto questa vittoria, poi si penserà a come far ripartire il paese e tutte le attività ad esso relazionate, tra le quali ovviamente anche il calcio”.

L’avvocato Barbiero aggiunge: “La nostra scadenza ufficiale è quella del 3 aprile. Prima di quel giorno valuteremo i numeri ed in base a quelli verranno emanati nuovi provvedimenti. Ma tutti devono avere ben chiaro che oggi ci sono ben altre questioni più importanti del calcio. Approfitto dell’occasione per esternare il mio sostegno a tutti coloro che in questo momento si stanno prodigando in prima linea per garantire la salute altrui. E soprattutto #IO RESTO A CASA!”.

Taranto, Manzo: “Novembre decisivo in negativo per il nostro campionato”

Per Stefano Manzo il riposo forzato era cominciato ben prima che l’esplosione della pandemia causata dalla diffusione del virus Covid-19 provocasse il lockdown italiano. La frattura della clavicola rimediata lo scorso 23 febbraio in occasione di Taranto-Bitonto, infatti, lo ha costretto ad un intervento chirurgico (effettuato dal dottor Mario Mercede presso la clinica Pineta Grande di Castelvolturno) e ad un lungo periodo di riabilitazione.

Manzo, come procede la convalescenza?
“Tutto sommato bene. Oggi (ieri, ndr) avrei dovuto sostenere una visita di controllo, ma vista la situazione mi è stato consigliato di rimanere in casa. Il prossimo 30 marzo, però, dovrò necessariamente recarmi presso la struttura dove mi sono operato per togliere il filo di Kirshner (il tutore in titanio che ora è all’interno della sua spalla) e constatare se il tutto volge alla completa guarigione. Non nascondo che sono impaziente, anche perchè è oltre un mese che ho il braccio immobilizzato ed ora che avverto miglioramenti comincia a pesarmi non poco”.

E dal punto di vista psicologico come ha assorbito questo periodo, coinciso con lo scoppio della pandemia le successive restrizioni?
“Sinceramente, considerando anche la mia condizione fisica, per me cambia poco. In ogni caso non avrei potuto allenarmi, nè tantomeno giocare. E’ chiaro che il mio obiettivo personale è quello di recuperare quanto prima per farmi trovare pronto nel momento in cui si deciderà di riprendere a giocare”.

Si tornerà a giocare? Lei che sensazioni ha?
“Da quello che si può evincere dalle decisioni dell’Uefa e delle varie Federazioni, penso che ci sia la volontà di riprendere a giocare non appena le condizioni lo permetteranno. Ovviamente va tutelata prima la salute pubblica e, se ripresa sarà, avverrà solo in situazioni di massima sicurezza. Lo spostamento di un anno degli Europei è il segnale che tutti vogliono portare a termine i vari campionati nazionali, e dunque a cascata anche quello di serie D”.

Per il Taranto si tratterebbe di portare a termine un campionato deludente.
“Purtroppo siamo mancati in alcune partite nel mese di novembre. Quelle sconfitte in successione hanno condizionato in negativo tutta l’intera stagione”.

Antonio Magrì (Presidente Virtus Francavilla: “Si riprenda solo quando non ci saranno più rischi”

“La mia idea è che si deve riprendere solo quando le autorità competenti ci daranno garanzia di poterlo fare senza che ci siano rischi per i nostri tesserati, altrimenti è meglio non riprendere”.

E’ categorico Antonio Magrì, presidente della Virtus Francavilla, dalle colonne del Quotidiano di Brindisi.

“Se porte aperto o chiuse lo devono decidere le autorità. In ogni caso occorrerà trovare soluzioni economiche per la Serie C altrimenti sarà difficile continuare. Noi presidenti dobbiamo pensare prima alle nostre aziende e ai nostri lavoratori”.

Mirko Antenucci (Bari): “Salute prima di tutto, il calcio viene dopo”

Mirko Antenucci, attaccante del Bari, intervenuto ai microfoni di TGR Puglia, come riportato da tuttocalciopuglia.com, ha dichiarato:

“Noi tutti ci auguriamo che la situazione passi il più presto possibile. La salute viene prima di tutto, dopo si pensa al calcio. Giocare fino a luglio Nel caso noi come tutti ci adatteremmo; sicuramente sarebbe più complicato con il caldo, ma potremmo dire di aver “vinto”, in quanto avremmo sconfitto il virus”.

Bonus 600 euro del decreto “Cura Italia” anche ai dilettanti. E per i club…

Buone notizie arrivano per tutti coloro che rivestono un ruolo nel calcio dilettantistico. Secondo quanto scritto dai colleghi di tzoone.com, piattaforma di servizi per società e protagonisti del calcio, nel decreto legge 18/2020 emanato lo scorso diciassette marzo 2020, e pubblicato in Gazzetta Ufficiale numero 70, il cosiddetto “Cura Italia”, ci sono specifici articoli che riguardano il mondo dilettanti.

In particolare, ci sarebbe anche per chi lavora in ambito dilettantistico, sia esso calciatore, allenatore, preparatore atletico o altro, la possibilità di accedere al bonus di 600,00 euro previsto dal decreto legge. Notizie positive anche per i club con la sospensione dei versamenti delle ritenute, dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per assicurazione obbligatoria oltre alla sospensione dei canoni di pagamenti di locazione e concessori relativi all’affidamento di impianti sportivi pubblici dello stato e degli enti territoriali per associazioni e società sportive professionistiche dilettantistiche fino al 31 maggio 2020.

Questo in particolare quanto sottolineato dai colleghi di tzoone:

L’articolo 27, prevede, in particolare, la possibilità di utilizzare la cassa integrazione in deroga per i lavoratori dipendenti del mondo dello sport. Inoltre, è prevista una indennità di € 600,00 per autonomi e collaboratori titolari di partita Iva e ai titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, iscritti alla Gestione separata Inps, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie. In tale misura rientrano tutti gli sportivi dilettanti (ad esempio personal trainer, maestri di tennis, ecc.) purchè iscritti alla gestione separata Inps e non alla c.d. gestione spettacolo ex Enpals. Detta indennità, erogata dall’Inps, non concorre alla formazione del reddito, e non potrà essere riconosciuta ai percettori di reddito di cittadinanza.

E non finisce qui. L’articolo 96 prevede infatti il riconoscimento, da parte di Sport e Salute S.p.A., di una indennità di € 600,00 a favore dei collaboratori delle società sportive e delle associazioni dilettantistiche e degli enti di promozione sportiva (indennità già prevista dal precedente 27 anche in relazione ai rapporti di collaborazione di cui all’articolo 67, comma 1, lettera m), Tuir, già in essere alla data del 23 febbraio 2020, instaurati da federazioni sportive nazionali (FSN), enti di promozione sportiva (EPS), società e associazioni sportive dilettantistiche (SSD e ASD). Presupposto per ottenere la predetta indennità è il “rapporto di collaborazione” ovvero lo svolgere attività sportiva dilettantistica o prestare collaborazione coordinate e continuative di carattere amministrativo-gestionale con carattere oneroso e, quindi, non di volontariato in essere alla data del 23 febbraio 202.

Bitonto, mister Taurino: “La proposta di Felleca? Non c’è una base per farla”

Mister Roberto Taurino, allenatore del Bitonto, è intervenuto nel corso della trasmissione Telesveva Sport: “Questo è un momento in cui bisogna mettersi alla prova, è una situazione complicata, ma abbiamo le persone adatte per venirne fuori, basta adeguarsi alle regole. Per rispetto dei medici, dobbiamo restare a casa ed evitare di complicare la situazione del sistema sanitario. Ovviamente parlare di sport in questo momento è particolare; tutti siamo desiderosi di tornare in campo, alla vita normale, però per fare questo c’è ancora da lavorare. Per quanto mi riguarda, il calcio è un pensiero lontano; ho letto dei consigli su come venire fuori da questa situazione, a volte anche poco elegante ed intelligente, ho letto di proposte che non sono fattibili. Mi viene da ridere: prima si dicono idee per un proprio tornaconto, e poi si dice di dover pensare alla salute. Foggia? Mi riferisco a diverse situazioni. Corda può pensare anche che la sua squadra sia la migliore, non mi riguarda questo; ho sentito il presidente del Foggia, dice che dovrebbero salire in C le prime due. Su che base? Facciamo salire le prime due di ogni girone, ovvero 18 squadre? E chi andrebbero a rimpiazzare? Non c’è una base per fare un proposta del genere. Credo sia stupido parlare a proprio favore, bisogna farlo in modo oggettivo, e non mi riferisco al Foggia, ma a tante interviste lette in questi giorni“.

Il presidente Ghirelli: “Ecco i tre scenari per il futuro della serie C”

“Il Coronavirus è l’occasione per il calcio italiano per ragionare a sistema e ripensare questa disciplina nel profondo, come farla tornare ad essere uno strumento sociale utile alla collettività, come ripensare l’esperienza dello stadio e dei tifosi una volta che la crisi sarà terminata”.

Così dichiara Francesco Ghirelli, Presidente della Lega Pro che, a seguito del Consiglio Direttivo, ha consegnato alla FIGC lo studio condotto da PwC TLS sull’impatto potenziale che il coronavirus avrà sul calcio della Serie C.

L’impatto potenziale, per la stagione corrente e per la prossima, va da un minimo di circa 20 milioni di euro ad un massimo di circa 84 milioni. Si stima un impatto economico fino a circa il 30% di contrazione sul fatturato medio annuo delle squadre, un impegno da parte del sistema della serie C non sostenibile con una concreta possibilità di default dei club già in forti difficoltà di bilancio prima della emergenza del coronavirus.

A rischio è l’intera piattaforma sportiva e sociale che le 60 squadre alimentano attraverso le attività giovanili, i centri sportivi, la crescita dei talenti, la quarta categoria e altre centinaia di iniziative sociali sul territorio. Attività e ruoli non ancora pienamente riconosciuti e condotti con professionalità, energia e passione dalla Lega Pro, che rischiano a questo punto di venire a mancare.

La stima dell’impatto è stata calcolata sulla base del verificarsi di tre differenti scenari, a seconda del protrarsi della pandemia.

Il primo è uno scenario “porte aperte”, nel quale si prevede la conclusione della stagione in corso e la disputa dei play off/play out a porte aperte. C’è poi uno scenario “porte chiuse”, per il quale si ipotizza la conclusione della stagione in corso con partite a porte chiuse. Il terzo scenario, chiamato “stop campionato”, prevede il termine anticipato del campionato in corso e la ripresa delle partite, a porte chiuse, per i primi due mesi della prossima stagione.

Per ciascuno di questi scenari è stato stimato un impatto economico derivante da eventi diretti certi, come ad esempio il mancato incasso da botteghino, ed eventi probabili.

“La stagione delle riforme per il mondo del calcio – conclude Ghirelli – è irrinunciabile. Il Governo e il Ministro Spadafora riconoscono che il calcio è parte integrante del sistema produttivo nazionale. L’ecosistema del calcio della serie C ha bisogno di benzina per funzionare ma vuole anche proporre soluzioni per la ripresa economica, sociale ed occupazionale del Paese.”

Cristian Agnelli: «Foggia, tutto fa pensare a te»

Allo stesso modo dei tesserati di tutte altre squadre anche i calciatori della Pergolettese sono rimasti al domicilio di lavoro con le attenzioni che l’emergenza sanitaria impone.

Responsabilmente, da cittadino prima che calciatore, suo malgrado (la famiglia si trova in Puglia), resta in sede anche il 34enne Cristian Agnelli arrivato ad inizio campionato nella formazione gialloblù cremasca.

Centrocampista di grande esperienza, per aver militato nel Lecce, Verona, Catanzaro, Juve Stabia, Salernitana, Benevento e Spal oltre alla nazionale under 19 e 20. Ma è soprattutto a Foggia che ha lasciato, e accumulato, splendidi ricordi.

Agnelli è stato l’unico calciatore nella storia ad aver realizzato con la maglia del Foggia almeno una presenza in ben quattro categorie differenti: «E’ stato un onore per me aver indossato quella maglia. Sono nato a Foggia, ci vivo tuttora con mia moglie e i miei due figli Melissa e Gerardo anche se la situazione mi ha ha portato a continuare la carriera al nord con la Pergolettese dove mi trovo benissimo».

A Foggia ho iniziato tutta la trafila del settore giovanile. Dopo aver maturato qualche anno di esperienza con altre squadre sono ritornato nel 2012 da dove è iniziata una splendida cavalcata che ci ha portato dalla D alla serie B con una tifoseria incredibile che ci faceva volare. Ho sempre dichiarato che vestire la maglia del Foggia per me era come indossare la maglia della Nazionale, con le stesse emozioni: è stato qualcosa di incredibile». Foggia una città che vive di calcio? «Forse a volte anche un po’ troppo, spesso si va agli eccessi che fanno male. Questo è dovuto anche al fatto che la città non offre tante alternative e spesso si arriva a quella esasperazione che non aiuta né la gente né la squadra stessa. Lì o si vince il campionato o si entra nello sconforto e lo si è visto anche lo scorso anno: si vuole tutto e subito e non si riesce a programmare».

C’è stato un allenatore a Foggia negli anni con cui si è sentito legato maggiormente e conserva il miglior ricordo? «Sono sempre stato un pro-allenatore nel senso che cerco di andarci sempre d’accordo perchè capisco il ruolo difficile che copre. Poi ho ancora rapporti bellissimi con tutti, ma se devo citarne qualcuno sicuramente De Zerbi che mi ha dato maggiori soddisfazioni e mi ha insegnato qualcosa che ancora non conoscevo, quella mentalità vincente e di restare sempre un gradino sopra gli altri. Non posso scordarmi di Stroppa che mi ha trasmesso quella voglia di impegnarmi in qualcosa di grande e non posso fare a meno di dimenticarmi Padalino con cui ho fatto un percorso insieme e che è stato il fautore di questa rinascita del Foggia».

Gravina, mister Loseto: “Molto difficile riprendere il campionato”

Intervenuto sul profilo ufficiale del Gravina, il tecnico gialloblu Valeriano Loseto ha parlato del delicato momento che la squadra sta vivendo, così come le altre, durante l’emergenza sanitaria per il Coronavirus.

Questo quanto raccolto dai colleghi di tuttocalciopuglia: “Io ho un’idea che si accomuna con quella del presidente: credo che sia molto difficile che possa riprendere il campionato. La situazione fa molta paura, speriamo che si possa trovare un vaccino che possa mettere fine a tutta questa situazione. Da professionista spero che si possa riprendere quanto prima, ma è difficile. Mi sento spesso con i ragazzi che continuano ad allenarsi, per come possono, nelle loro abitazioni“.

Taranto, la fondazione Taras: “No a questi metodi nella nostra comunità”

L’A.p.s. Taras 706 a.C. condanna nel modo più deciso il gesto intimidatorio indirizzato nei giorni scorsi a Massimo Giove, che si aggiunge alla serie di atti violenti rivolti nei mesi scorsi a dirigenti, ex dirigenti e calciatori rossoblù.
Questi metodi non devono e non possono trovare cittadinanza nella nostra comunità e, più in generale, nello sport. Anche la più dura critica nei confronti dell’operato dell’attuale proprietà del Taranto deve avvenire nel perimetro di modalità democratiche e non violente. Al buon senso e alla lealtà, pertanto, richiamiamo tutte le componenti che si interrogano sul futuro del nostro amato Taranto, specialmente in un momento di tensione collettiva come quello che stiamo affrontando.

Cerignola, capitan Dicecco: “Questa piazza merita ben altro”

Il capitano è sempre il capitano ed è, giustamente, il punto di riferimento di tutta la squadra. Ed allora Domenico Dicecco dalla sua Lanciano (dove abita) tiene il collegamento con tutti i calciatori dell’Audace Cerignola. “Diciamo che con le nuove tecnologie ci vediamo tutti i giorni – ammette il capitano dell’Audace Cerignola -, spesso i nostri incontri sui social servono anche per sdrammatizzare il momento che stiamo vivendo“.

Nonostante la lontananza tra i vari calciatori, il più delle volte sembra di essere nello spogliatoio del Monterisi. “Gli scherzi tra i ragazzi sono all’ordine del giorno – continua Dicecco -, giusto così: questi momenti aiutano ad avere più amalgama tra noi e spesso non si parla solo di calcio ma anche di situazioni famigliari. Posso confermare che la squadra sta bene, gli manca solo il campo ed un pallone”.

Il centrocampista Domenico Dicecco capitano dell’undici di mister Vincenzo Feola è uno dei veterani dell’organico glialloblu: per lui oltre 400 presenze tra Serie B e C. Dicecco (36 anni) ha esperienza da vendere: nel campionato cadetto ha indossato la casacca di Avellino e Virtus Lanciano (squadra della sua città natale). Nella vecchia C1 tante presenze tra Chieti, Barletta, Avellino, Virtus Lanciano, Catania e Sambenedettese. “Certo, è’ una situazione difficile – rimarca Dicecco -. Faccio appello a tutti di rispettare le misure previste e di restare a casa. Stiamo combattendo contro qualcosa di invisibile. E solo stando a casa e rispettando le regole possiamo vincere. Cerignola è nel mio cuore: speriamo passi tutto al più presto“.

Il capitano del Cerignola è ottimista e non vede l’ora di riabbraciare i suoi compagni di squadra. “Stiamo vivendo tutti un periodo molto complesso, dobbiamo unirci per superare la tempesta – rilancia Dicecco -. Dobbiamo avere tutti un comportamento responsabile per tutelare noi stessi e gli altri. Vivendo in Abruzzo devo dire che non si riesce a capire quando questo momento drammatico possa passare. Detto ciò abbiamo il dovere morale di credere nella ripresa di tutto il mondo dello sport in quanto simboleggerebbe la ripresa del nostro Paese. Da nord a sud stiamo vivendo una tragedia, perciò non bisogna strumentalizzare la situazione”. Una stagione positiva per lui fin quando si è giocato. “Ho calpestato campi da gioco di piazze importanti, ma Cerignola è una piazza che merita categorie superiori – conclude -, mi auguro che un giorno questa piazza possa arrivare il più in alto possibile”.

Gianfranco Mancini (Bisceglie) alle prese con la “grana” portiere

E adesso il Bisceglie ha un problema in più, quello del portiere. Secondo quanto riporta l’edizione odierna del Corriere dello Sport, ripreso da TuttoCalcioPuglia, Gianfranco Mancini deve fare i conti con un’emergenza piuttosto seria tra i pali.

Con il giovane Borghetto ormai fuori dai giochi per la rottura del legamento crociato del ginocchio, resta da valutare la condizione fisica di Casadei, uscito malconcio dalla sfida contro il Catania. Contro gli etnei, infatti, è toccato al giovanissimo classe 2002 Messina difendere la porta nerazzurra, ma è chiaro che qualora l’ex Francavilla e Gozzano non dovesse recuperare si potrebbe pensare di attingere dalla lista degli svincolati. Ma c’è tempo fino al 31 marzo…

Bruno Trocini (Virtus Francavilla): “In contatto con squadra al telefono e via Skype”

Bruno Trocini, allenatore della Virtus Francavilla, ha fatto il punto della situazione in casa biancazzurra ai tempi del Coronavirus dalle colonne del Corriere dello Sport:

“Ognuno ha un programma di lavoro personalizzato per quello che è possibile fare, perché quasi tutti i ragazzi vivono in appartamenti e da diversi giorni è sconsigliato fare attività all’aria aperta. In casa fanno qualche tipo di esercizio, ma siamo consapevoli che non è semplice. Noi comunque ci teniamo sempre in contatto con loro, al telefono oppure via Skype. Loro si sentono quotidianamente con lo staff tecnico, anche per dare indicazioni sulle loro condizioni di salute. In questo momento dobbiamo stare fermi, a casa: chi ha da fare sono altre figure che hanno grossissime responsabilità. E noi siamo loro accanto, oltreché grati e riconoscenti”.

Mirko Antenucci (Bari): “Grazie ai medici, sono i nostri eroi”

Mirko Antenucci, attaccante del Bari, ha risposto alle domande dei tifosi pugliesi grazie a un’iniziativa della società pugliese che consentiva ai propri sostenitori di rivolgere quesiti ai propri beniamini.

“Passo le giornate con la mia famiglia – ha dichiarato il giocatore – Con me c’è mia moglie Eleonora e le mie figlie Camilla e Sofia. Svolgiamo attività diverse, dal gioco, alla cucina, ai compiti, ai colori. Ci divertiamo a suonare e cantare. Mi ritengo molto fortunato, perché ho i miei affetti a casa e le bambine sono piene di energia, ci trasportano nel loro mondo tenendoci impegnati nelle loro iniziative. Ringrazio i medici, gli infermieri, gli addetti al servizio sanitario – chiude – Stanno facendo qualcosa di eroico, straordinario. Siete i nostri eroi”. Le parole sono state raccolte dal Corriere del Mezzogiorno.

Taranto, il ds De Santis a NC: “Qui una pressione fuori da ogni logica”

Il direttore sportivo Vincenzo De Santis è, dallo scorso 12 dicembre, in forza al Taranto. Ne sono successe di cose in queste tre mesi, tra calcio giocato, calciomercato e contestazione.

Abbiamo interevistato il ds jonico per saperne di più: “Quando sono arrivato a Taranto si è parlato soprattutto di progettualità, non era una cosa a breve termine; fare mercato di riparazione è difficile e deleterio, finisci col prendere ciò che trovi. Molti giocatori che volevo ingaggiare hanno preferito sposare altre situazioni, tipo Bitonto o Foggia, situazioni migliori di classifica e di ambiente. I campionati si vincono costruendo una base nel tempo, non solo facendo squadre forti. Da esterno, ho sempre pensato che a Taranto si è cambiato troppo; standoci dentro, mi rendo conto che qui si lavora sotto una pressione fuori da ogni logica, e porta tutte le componenti a sbagliare. Mai trovate da altre parti una situazione del genere: giuste le contestazioni, ma qui c’è un’esasperazione che parte da lontano, contro tutto e tutti che passano e non fanno risultato“.

Faccio un esempio di progettualità“, continua il ds jonico. “Gasperini all’inizio con l’Atalanta ha perso tante partite consecutive; lo hanno, però, legittimato, ed oggi sono ai quarti di finale di Champion’s League. Qui si è fatta sempre la rivoluzione per dare l’ossicino; Taranto è una piazza importante, affascinante, ma in questo momento si è sempre partiti al contrario, mai con umiltà e silenzio. Altra cosa che ho notato stando qui, ed è uno dei mali peggiori: quasi tutti gli addetti ai lavori tarantini, se non sono all’interno del progetto Taranto, fanno la guerra al Taranto; lo avevo percepito anche negli anni scorsi. Si va a fomentare la piazza, perché uno è l’amico di un altro, troppe fughe di notizie che vengono riportate in maniera sbagliata“.

Sulla lotta alla serie C: “Fino a qualche tempo fa avrei dato il Bitonto come favorita, poiché avevano avuto un ruolino di marcia impressionante. Anche i neroverdi, però, hanno accusato un po’ di flessione. Il Cerignola è la squadra più forte sulla carta, solo che hanno perso due partite importanti a Foggia e sul campo della Gelbison, e quest’ultima ha spezzato un po’ l’entusiasmo. Mancano otto partite e può succedere di tutto, oggi vedo il Foggia favorito, anche se il Sorrento sta facendo un campionato straordinario, e ne approfitto per complimentarmi con mister, staff e calciatori, un altro esempio di programmazione, dando fiducia a Maiuri“.

Il Monopoli torna in campo: domani sfida il Lecce. Appuntamento alle 17

Domenica 22 marzo 2020 a partire dalle ore 17.00, si terrà un’amichevole eSports di Fifa 20 su PS4 che vedrà il Monopoli affrontare il Lecce. I 2 giocatori biancoverdi, Domenico Carnimeo e Daniele Formica, sfideranno il team giallorosso e sarà decretato il vincitore al meglio di 3 incontri. Come segno di attaccamento al nostro Paese in questo momento di difficoltà, le partite saranno disputate con la squadra della Nazionale Italiana. L’evento sarà trasmesso in diretta sul canale Twitch della S.S. Monopoli 1966 > Twitch.com/monopoliesports.

Foggia, Corda: «Sarà un campionato da otto giornate»

È rimasto a Foggia in attesa della ripresa del campionato. Ninni Corda non è tornato in Sardegna e sta osservando inmaniera religiosa i giorni di divieto assoluto.

Studia, legge e si informa su quello che sta succedendo. In Lombardia ha vissuto diversi anni, nella scorsa stagione a Como ha vinto il campionato. Guarda le immagini in tv e soffre, capisce che è stato meglio fermarsi.

«La vita viene prima di ogni cosa, il calcio ha fatto bene a mettersi da parte. Sono rimasto a Foggia, ci sentiamo ogni giorno con i calciatori e attendiamo la ripresa. Sappiamo che quello sarà il momento in cui tutto sarà passato. Nel frattempo rispettiamo le regole: restiamo a casa».

Incognite Sul più bello si è fermato il campionato del Foggia,mentre la formazione rossonera era arrivata ad un punto dalla capolista Bitonto ed era pronta a giocarsi il gran finale, compreso quello scontro diretto allo Zaccheria su cui tutti puntavano.

«Non scendiamo in campo dal 1 marzo, poi ci siamo allenati una sola settimana -prosegue Corda-. La salute dei calciatori prima di tutto, non ho mai avuto grandi dubbi rispetto a questa scelta. Con il mio staff abbiamo preparato un piano personalizzato per tutti i calciatori. Lo stanno rispettando, anche se ora con l’inasprimento delle regole sul jogging qualcosa potrebbe cambiare. Dalla Lega ci hanno comunque assicurato la concessione di quindici giorni, per rifare la preparazione prima della ripresa del campionato».

Restano delle incognite sulla ripresa, con la possibilità di arrivare anche in estate: «Sarà un mini torneo di otto partite, vincerà chi sbaglierà meno. Noi non vediamo l’ora di riprendere, ma bisognerà aspettare ancora».

Raccomandazioni Nella sua casa a Foggia il tecnico si raccomanda: «Consentitemi di fare un appello: restate in casa e facciamo in modo di far terminare questo brutto periodo. Sono convinto che ci aspetteranno grandi cose per il futuro, ora bisogna stare fermi e seguire le regole».

La Capitanata è la terra dove il Covid-19 ha contagiato più persone in Puglia, per questo l’allenatore cagliaritano ha voluto lanciare un messaggio ai tanti tifosi rossoneri:«Le immagini del Nord mi rattristano, dopo la Sardegna ho abitato cinque anni in Lombardia. L’anno scorso la splendida vittoria con il Como. Davvero sono colpito, ma sono convinto che ne verranno fuori. Tutta l’Italia ne verrà fuori. E noi riprenderemo la nostra normalità».

Taranto, non si ferma la contestazione: altra testa mozzata, Giove nel mirino

Nemmeno l’emergenza coronavirus placa la contestazione nei confronti di Massimo Giove, presidente del Taranto. Come riporta Canale 85, nella mattinata di venerdì scorso, sulla porta che dà accesso agli spogliatoi dello stadio “Iacovone” è stato rinvenuto uno striscione con una testa mozzata di maiale. È l’ennesimo attacco nei confronti del numero uno rossoblu, il quale ha fatto sapere a più riprese che non intende mollare nonostante queste minacce.

Beppe Scienza (Monopoli): “Infermieri, medici e oss vanno celebrati”

L’allenatore del Monopoli, Giuseppe Scienza, ha affidato ai propri canali social un messaggio di ringraziamento al personale sanitario che sta lottando in prima linea contro il Coronavirus:

“Vorrei esprimere il mio pensiero inerente al lavoro che svolgo. Quando questo incubo finirà, prima della partita che detterà la ripresa della normalità, vorrei avere insieme alle squadre in campo, infermieri, oss, dottori, addetti alle pulizie negli ospedali, insomma tutti coloro che hanno prestato opera in questa tragedia, nessuno escluso, e celebrarli con applausi, cori, canti di affetto, stima e ringraziamento. Non varrà molto ma sappiate che vi amiamo con tutto il cuore”.

Taranto, Guaita: “Il girone di ritorno è sempre più difficile. Futuro? Se la società vuole…”

I colleghi di giornalerossoblu hanno intervistato Leandro Guaita, esterno argentino del Taranto giunto la scorsa estate in riva allo Ionio. Con lui abbiamo affrontato vari argomenti ma in primis il calciatore stesso ci ha tenuto a rivolgere un appello all’intera cittadinanza e tifoseria di Taranto sull’emergenza sanitaria legata al Coronavirus.

Tifosi restate a casa: “In questo momento tutti noi calciatori siamo a casa. Alcuni di noi qui a Taranto ma la maggior parte nelle rispettive città di origine. Speriamo che questa situazione legata al virus migliori presto e ci prepariamo nel miglior modo possibile, considerando le difficoltà, per una eventuale ripresa delle attività agonistiche. Stiamo seguendo il programma di allenamenti personalizzato che abbiamo. C’è chi ha a disposizioni degli attrezzi per allenarsi e chi no ma ci inventiamo comunque qualsiasi modo. Stiamo seguendo anche una dieta per mantenere i nostri standard abituali e la linea. A proposito di questo argomento, però, ci tengo a fare un appello ai tifosi del Taranto. Sono sicuro che andrà tutto per il verso giusto ma bisogna seguire le disposizioni del decreto e stare a casa il più possibile. Anche io sto uscendo solo per fare la spesa. Basta che solo uno di non non segua il giusto comportamento per mettere in pericolo la vita dell’altro. Dai nostri gesti dipende la salute altrui, per cui mi raccomando, torneremo presto a parlare di calcio ma per far questo dobbiamo essere uniti.”

Scelte del calcio: “Sicuramente almeno all’inizio c’è stata una sottovalutazione del problema che adesso si sta rivelando in realtà molto grave a livello mondiale. Per questo motivo si è deciso di andare avanti col calcio anche in serie A e nelle competizioni europee. Sicuramente si è tardato a prendere certe decisioni, ora però l’importante è che ora si sia presa la giusta coscienza. Mi sono piaciute molto ad esempio alcune iniziative di raccolta fondi da destinare agli ospedali da parti di molti calciatori di serie A.”

Taranto senza vittorie e reti: “Effettivamente i numeri sono questi. Dopo la partita di Sorrento dei primi di Febbraio abbiamo avuto difficoltà a segnare e vincere. Poi però penso che ci siano state prestazioni come quella in casa col Bitonto in cui abbiamo fatto di tutto per segnare senza riuscirci, colpimmo anche due pali a cospetto della prima della classe. Anche contro il Foggia in precedenza avremmo meritato di più, loro trovarono un gol fortuito mentre noi con la traversa di Oggiano non riuscimmo a raccogliere almeno un punto che avremmo meritato. Poi sono arrivate partite disastrose come quella di Altamura dettate a mio avviso dal momento e dalle circostanze negative come successo anche con il Gladiator. Queste sono figlie delle situazioni. Nel girone di ritorno tutto è più difficile, ci sono squadre che si devono salvare e si mettono tutte dietro la linea della palla perché un punto contro di noi gli va bene. Nel gruppo però non c’è stato uno scollamento, siamo sempre stati compatti. Ci sono semplicemente state delle partite da cancellare in cui non siamo riusciti a sbloccare la gara e per il troppo nervosismo poi abbiamo incassato delle brutte sconfitte. Non è un caso che le nostre migliori prestazioni nel girone di ritorno siano state contro squadre come Bitonto, Casarano e per numero di occasioni anche quella col Foggia. Sono convinto che l’annata sia nata male ma cercheremo di farla finire nel migliore dei modi. Ci sono state un’infinità di occasioni sprecate e pali , non abbiamo mai avuto un pizzico di fortuna. Anche le partite casalinghe contro Brindisi, Nocerina e Sorrento hanno dell’incredibile. Basta pensare che alla prima giornata abbiamo perso con Brindisi al 90′ dopo aver prodotto almeno 4-5 occasioni. L’unica sconfitta del girone di andata meritata fu quella di Fasano. Non voglio dire che sia tutta colpa della sfortuna, per carità ma di certo non siamo stati fortunati.

Posizione in campo e rendimento: “Sto giocando sia sulla corsia mancina che su quella destra. Posso dire che sono due ruoli diversi, ci sono aspetti positivi di giocare in ambo i ruoli. Giocando a destra, dove ho giocato maggiormente, assisti i compagni mentre a sinistra ci sono più possibilità di andare al tiro. A questo punto però sinceramente i ruoli contano poco, bisogna mettere la palla in porta in qualsiasi modo. Io sono convinto che ci sono delle annate in cui la sfera entra in porta anche se tiri da centrocampo, altre in cui non entra neanche da mezzo metro dalla porta. La mia esperienza personale me lo ha insegnato.

Aspetti caratteriali: Se mi chiedi se questa squadra giocherebbe meglio in Lega Pro che non in serie D dico che tutto è possibile, forse non tutti si sono adattati al meglio. Ci sono giocatori a cui succede questo, penso a qualcuno del Cerignola ad esempio che è sceso dalla serie A ma all’inizio ha faticato molto. La serie D è un campionato difficile in cui si gioca poco a calcio; magari si prepara una partita guardando i filmati degli avversari che poi fanno tutt’altra partita. Un esempio è quello della partita col Foggia al ritorno, in cui loro hanno attuato una tattica attendistica e con eccesso di agonismo. Erano venuti qui per prendere un punto e si sono trovati a portarne via tre. In questi campionati si vince così, con gol sporchi e partite brutte. Anche nella mia esperienza a Potenza vincevamo spesso così. Finchè non si sblocca la partita soffri, poi magari vincevamo con tre gol di scarto.

Obiettivo play-off: “Sento parlare di questo fatto che il Taranto non potrebbe essere ripescato perché nell’arco degli ultimi cinque anni ne ha già usufruito, ma io non sono così convinto di questo. Nel calcio ogni anno cambiano le regole e non si sa mai cosa può accadere. Noi intanto dobbiamo rientrare nei play-off e poi vincerli. Non è facile ma ci proveremo fino in fondo. Credo che nelle ultime partite da qui alla fine l’avversario del Taranto sia proprio il Taranto. Se ricominciamo in un mese e mezzo dovremo fare otto partite; incomincerà un mini torneo in cui dovremo giocare spesso e tutti si daranno battaglia per i rispettivi obiettivi- Sarà molto importante partire forte.”

Rendimento personale: Nella mia stagione c’è stato un cambio di rendimento, questo lo so. Nelle prime partite molto mi hanno condizionato i risultati. Le prime sei partite le abbiamo iniziate con mister Ragno facendo un certo tipo di gioco con un modulo. Il gioco era un buon gioco ma i risultati non sono arrivati e penso sempre alle gare con Brindisi e Nocerina che sono state incredibili. Poi dico che anche per quanto mi riguarda è difficile vedere subito un calciatore al top dopo il ritiro. Sapevamo di dover partire forte e vincere pur non essendo al massimo e purtroppo non ci siamo riusciti. Dopo abbiamo cambiato allenatore con schemi e metodi. Poi è giunto il mercato, per quasi due mesi ero incerto della mia permanenza ma non per mia volontà. Anzi mi hanno chiamato e cercato squadre di Lega Pro ma io sin da questa estate avevo dato la precedenza al Taranto, perché voglio vincere qui. Alla fine la società ha deciso di tenermi e io ne sono stato molto contento, ma durante il calcio mercato non è stato facile. Non giocavo perché c’era la possibilità che la società potesse vendermi e per me è stato brutto.”

Futuro e società: “Il mio obiettivo personale e la mia sfida è quello di vincere a Taranto. Finchè il Taranto vorrà, ed avrà voglia di provare a vincere io sarò disposto ad ascoltare i programmi della dirigenza. La scorsa estate non appena ho perso la finale play-off con il Potenza contro il Catania, tra l’altro senza perdere neanche una partita delle due, ho accettato Taranto. E posso garantire che avevo diverse richieste di categoria superiore. Il contratto a livello economico che mi offrivano era lo stesso di quello del Taranto, quindi la mia è stata proprio una scelta voluta. Volevo giocare e vincere qui, anche perché sono consapevole che le contestazioni e l’ambiente ostile di quest’anno sono un’eccezione. La tifoseria del Taranto è tra le migliori d’Italia. Purtroppo il dissenso verso il Presidente Giove si è manifestato anche con forme eccessive. Sappiamo che la tifoseria del Taranto non ha più pazienza, giustamente però bisogna anche capire che non si può contestare una squadra dalle prime partite. Così si fa un danno solo a se stessi. Ora abbiamo un campionato a termine e speriamo di farlo tutti insieme.”

Coronavirus, proposte Foggia. Felleca: «Campionato ad agosto o C…»

A ruota libera parla il presidente del Foggia, Roberto Felleca, che hai colleghi di gianlucadimarzio.com parla dell’attuale situazione che vive il calcio italiano, in particolare la serie D, e fa le sue proproste su come risolvere la questione inerente la ripartenza dei campionati.

Questo quanto evidenziato dalla nostra redazione: “In Serie D ci sono squadre che hanno investito milioni di euro e non è accettabile che gli venga tolta la possibilità di giocarsi la promozione in C. In questo momento gli imprenditori devono cercare di sopravvivere alla crisi. Il segnale lanciato dal Presidente della Casertana D’Agostino deve far riflettere sulle ripercussioni che questa crisi avrà anche sul sistema calcio. Noi stiamo cercando di garantire i rimborsi ai calciatori ma deve essere chiaro che non possiamo andare avanti cosi ancora per molto. Credo, inoltre, che le società dilettantistiche siano le più penalizzate dalle misure adottate dal Governo, eppure ci sono club come Foggia o Palermo che hanno investito molto più di tante società di Serie C. Il campionato deve essere portato a termine, a costo di giocare anche ad agosto e settembre, magari posticipando l’inizio della prossima stagione. In alternativa, se proprio l’emergenza sanitaria non dovesse darci la possibilità di tornare in campo, sarebbe giusto far salire in C le prime due in classifica di ogni girone di Serie D. È il minimo per tutelare chi ha investito cifre cosi importanti. Non credo che sarebbe un dramma aumentare per una stagione le partecipanti alla Serie C”.

L’Editoriale. Oggi tutti tifano per il ritorno alla normalità

La normalità. Quante volte abbiamo calpestato questa parola con i ritmi incessanti di chi vive lo sport a 360°. L’atleta che va in campo, giorno per giorno per allenarsi, prima dell’esposizione delle sue gesta in uno stadio o in un palazzetto. Ma anche il tifoso che, quelle gesta, le guarda, le sogna, le incoraggia. E gli addetti ai lavori, membri dello staff che badano che vada tutto bene, giornalisti che raccontano il tutto con passione, cercando di portare, per quanto possibile, anche il lettore o lo spettatore più lontano, all’interno dell’evento. È il terzo fine settimana senza sport, la lotta al Coronavirus oggi è l’unico pensiero di tutti, inevitabilmente. Ma come si fa a non pensare che, in questo momento, si poteva e si doveva lottare per un qualsiasi obiettivo sul campo. Come il Calcio Foggia, che ha ancora un punticino da rosicchiare al Bitonto (o lo stesso Bitonto che vuole restare in vetta) e che avrebbe dovuto affrontarlo in casa. O al tentativo di salvezza della Cestistica San Severo nel Basket della Serie A2, la più alta situazione sportiva, a livello di categorie, per la Capitanata. O ancora la promozione del Foggia Incedit ad un passo, tornando al calcio e a tutte quelle squadre di provincia che lottano per un obiettivo. San Severo, Atletico Vieste, Orta Nova e San Marco in Eccellenza. La sfida United Sly-Manfredonia in Promozione. Giusto per citarne qualcuna, ma potremmo andare oltre fino alla Terza Categoria, dalla punta al tacco della Puglia, dalla punta al tacco dello stivale. Tutto fermo ed è giusto che sia così, ma il tempo scorre più lentamente per chi ha vissuto ad una velocità doppia. E l’attesa di quei giorni in cui si tornerà a correre, non solo è un obiettivo da raggiungere al più presto, ma è anche un modo per esorcizzare questo silenzio. In un periodo di disperazione è una delle poche cose a cui credere, sperando torni presto la normalità.

Intanto restate, restiamo a casa. Tutti. È per il bene di tutti.

Fabio Lattuchella