Sibilia: «Presidenza FIGC? Non mi candido a titolo personale. C’era un accordo…»

Durante il suo intervento all’assemblea elettiva che lo ha rieletto numero uno della Lega Nazionale Dilettanti, Cosimo Sibilia è tornato a parlare della poltrona di presidente della FIGC che contenderà a Gabriele Gravina. Sibilia ha illustrato le motivazioni della sua candidatura alla presidenza della FIGC: «Sin da ora desidero ringraziare per la fiducia che avete riposto nella mia persona, ma, come ho più volte dichiarato anche in interviste, mi sento candidato in rappresentanza del mondo dilettantistico e giovanile, non candidato a titolo personale. Ho ribadito più volte la mia posizione parlando di questa candidatura come di un “segnale di coerenza” rispetto ad un accordo che riguardava la presidenza Federale e che fu sottoscritto, nel 2018, dal Presidente della Lega Pro dell’epoca, dal Presidente dell’Associazione Allenatori e dal Presidente dell’A.I.A., oltre che da me in rappresentanza della L.N.D. e dall’ex Presidente Federale Giancarlo Abete quale garante di tale accordo. Proprio per rimanere coerente con quanto concordato a suo tempo, ho ritenuto di non rinunciare alla candidatura alla Presidenza della F.I.G.C. Ho preso questa decisione, pur in un momento estremamente complesso come quello che stiamo vivendo, con la piena consapevolezza di come sia possibile provare a migliorare la realtà senza dover scendere a compromessi. È questa la mia differenza culturale».

FIGC, il presidente Gravina: “Chiesta la ripartenza dell’Eccellenza già a febbraio”

È in corso in questi minuti, cominciata circa dieci minuti fa, la riunione dei Comitati Regionali ed i responsabili della Lega Nazionale Dilettanti. Sul tavolo c’è la decisione sulla ripartenza dei campionati di Eccellenza.

A tal proposito si è già espresso Gabriele Gravina che intervistato dal Corriere della Sera in edicola oggi a proposito della ripartenza dei massimi tornei dilettantisti regionali ha dichiarato: «È vero, molti giovani si stanno allontanando e sono preoccupato per i ragazzini che non riescono più a socializzare. È un allarme da non sottovalutare. Noi abbiamo sostenuto i Dilettanti con il fondo salva calcio e chiesto al ministro di far ripartire entro febbraio almeno i campionati di Eccellenza destinando loro anche un contributo».

Sciopero Lega Pro, anche la FIGC prova ad evitarlo

La Federazione prova a riavvicinare le parti. Gravina ci crede, ma Ghirelli mantiene la sua tesi

La Figc potrebbe sedersi al tavolo delle trattative e, in extremis, sistemare la querelle tra l’Assocalciatori e la Lega Pro. Gravina vorrebbe fare da paciere nella disputa che vede impegnate le due parti, in totale disaccordo sulla riduzione a 22 dei calciatori professionisti da mettere sotto contratto nelle squadre della terza serie. La Lega è convinta di aver agito nell’interesse delle società e del mondo del calcio in generale, forte anche dei 48 presidenti che hanno sottoscritto l’accordo, mentre l’Associazione che rappresenta i calciatori è preoccupata per il numero elevato di persone che resteranno senza contratto. La minaccia è lo sciopero per la prima giornata in programma nel prossimo fine settimana. Ma la Figc potrebbe mediare e permettere alle parti di trovare un compromesso, utilizzando il metro di misura delle categorie superiori. In serie A e B, infatti, il numero di calciatori “over” è circoscritto alle 25 unità, tre calciatori in più per ogni squadra. Il che significherebbe l’opportunità per almeno una novantina di calciatori, di trovare posto in una delle compagini della Serie C. L’accordo si può fare, anche se Ghirelli, presidente della Lega Pro, non sembra disposto a lasciarsi prendere per il collo dai calciatori e vorrebbe far rispettare la linea dettata dalle società.

Fabio Lattuchella

LND, Sibilia: "Ha vinto la nostra linea. Proposte lineari e trasparenti"

Il Consiglio della FIGC ha accolto in toto le proposte della LND: il massimo organo federale ha disposto la promozione delle prime dei nove gironi del campionato di Serie D e le quattro retrocessioni di ciascun raggruppamento in Eccellenza, il tutto tenendo conto delle classifiche cristallizzate al momento dello stop alle competizioni. Per quanto riguarda l’attività giovanile e regionale, la FIGC ha dato delega alla Lega Nazionale Dilettanti a determinare le modalità di conclusione della stagione 2019-2020. 
Così si è espresso il Presidente della Lega Nazionale Dilettanti Cosimo Sibilia: “nessuna sorpresa dalle decisioni del Consiglio Federale. Ha prevalso la coerenza, la stessa che ha animato le scelte della LND sin dall’inizio dell’emergenza – ha aggiunto il numero uno della Lega Dilettanti – era importante dare prova di compattezza, gettando così le basi per una ripartenza sicura e decisa. Tutte le nostre proposte sono state accolte perché lineari e trasparenti. Ora ci aspetta un ultimo passaggio in Consiglio Direttivo per completare il quadro con le attività dei Comitati Regionali. Poi sarà tempo di pensare finalmente alla nuova stagione”.

Figc, Gravina: “Vogliamo salvare la stagione 2019-2020 ma…”

L’emergenza coronavirus, come sappiamo, sta mettendo a dura prova anche il mondo del calcio. Ancora una volta è il massimo esponente del movimento calcistico italiano, il presidente della Figc, Gabriele Gravina a parlare. Stavolta sono i colleghi di Radio Sportiva ad intervistarlo sull’ovvio argomento di questi giorni: “Oggi possiamo abbandonarci a tutta una serie di elaborazioni, ma dobbiamo anche ricordarci che la prossima stagione ha una deadline chiara“, ha argomentato Gravina, riferendosi alle importanti scadenze già in calendario per giugno 2021. “Il prossimo anno avremo gli impegni dell’Europeo di calcio e competizioni internazionali legate ai club. Non possiamo commettere l’errore, già fatto lo scorso anno, di partire oltre metà agosto. È evidente che oltre metà luglio diventa complicato andare avanti con il campionato 2019-20. Dobbiamo però essere molto realisti e capire che in questo momento la situazione è in continua evoluzione. Abbiamo il dovere di approfondire giorno dopo giorno l’ipotesi della ripartenza, stiamo lavorando anche su ipotesi alternative“.

Le precisazioni del Presidente Comitato Regionale Puglia, Vito Tisci

Il presidente del comitato regionale Puglia risponde alla nota della

tisci

Federazione Medico Sportiva Italiana che raccomanda l’interruzione degli allenamenti collettivi fino al 30 giugno per il Settore Giovanile e Scolastico. “Al momento le nostre attività – precisa Tisci – sono sospese fino al 3 aprile: quella della FMSI è una raccomandazione che teniamo in forte considerazione, ma dobbiamo attenerci ai decreti governativi e alle susseguenti decisioni della Federcalcio, anche nel contesto delle indicazioni fornite dalla commissione medico scientifica coordinata dal professor Paolo Zeppilli”. Il Presidente del Settore Giovanile e Scolastico Vito Tisci commenta cosi’ la raccomandazione emessa dalla Federazione Medico Sportiva Italiana per l’interruzione degli allenamenti collettivi fino al 30 giugno a causa dell’emergenza coronavirus.
Sto ricevendo molti messaggi con richieste di chiarimento e per questo voglio sottolineare che stiamo parlando di una raccomandazione – spiega Tisci – Per noi la salute e’ sempre al primo posto, dunque invito le nostre società ad essere responsabili visto che stiamo vivendo uno scenario inquietante. Dobbiamo augurarci di poter superare questa fase di emergenza il prima possibile. Nel frattempo invito tutti a monitorare il nostro sito dove saranno riportate tutte le notizie ufficiali: per il momento l’attività è ferma fino al 3 aprile, come da comunicato ufficiale del Settore Giovanile e Scolastico numero 89 del 9 marzo, e poi continueremo ad attenerci alle disposizioni del Governo e della Federcalcio” chiude Tisci.

Vito Tisci

Mimmo De Gregorio x calciowebpuglia

(Riproduzione vietata)

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Calcio Foggia 1920, presentata la domanda di ammissione in serie D

Il Calcio Foggia 1920 del nuovo patron Felleca e dell’a.d. Pelusi ha presentato domanda di ammissione al Campionato di Serie D.

La notizia è stata diffusa dalla neonata società foggiana con un comunicato apparso sulla pagina Facebook del Calcio Foggia 1920. Sono stati già depositati gli assegni per l’iscrizione. Non resta che attendere il comunicato con cui la FIGC ammetterà il nuovo Foggia al prossimo campionato di Serie D.

[sc name=”garofalo”]

Questo, nel dettaglio, il comunicato:

“A nome del Sindaco Landella e della città di Foggia, del Presidente Felleca, della Dott.ssa Pintus, della tifoseria Foggiana, l’Ad Pelusi ha ringraziato il presidente della FIGC Dott. Gabriele Gravina per aver dato al Calcio Foggia 1920 ssd arl la possibilità di presentare in FIGC la domanda di riammissione in sovrannumero al campionato interregionale.
Già depositati preventivamente, in Lega nazionale dilettanti gli assegni per l’iscrizione e per la sostituzione della fideiussione.
Si resta in attesa dell’ufficializzazione dell’accoglimento della domanda che dovrebbe arrivare tramite comunicato ufficiale nel giro di un paio di giorni.”

FIGC, disposizioni per la partecipazione delle seconde squadre

Con il comunicato ufficiale n.140/A la FIGC fissa alcune disposizioni per la partecipazione delle seconde squadre al Campionato di Serie C 2019-2020.

Il Presidente Federale
– ravvisata l’opportunità di proseguire, anche nella stagione sportiva 2019/2020, con il progetto che permette alle società di Serie A di partecipare al Campionato Serie C con Seconde squadre, formate da giovani calciatori, al fine di favorirne la crescita ed in un’ottica di promozione del calcio giovanile;

– tenuto altresì conto che il format del Campionato Serie C è di 60 squadre e che, alla luce delle esperienze maturate negli ultimi anni, non sempre i ripescaggi hanno assicurato il completamento dell’organico del medesimo campionato;

– ritenuto pertanto di confermare, alla luce del deliberato del Consiglio federale del 21 maggio 2019 che, fermo quanto previsto dall’art. 49, comma 5 bis delle N.O.I.F., sulla riammissione delle società retrocesse dalla Serie C al termine del Campionato 2018/2019, nonché quanto previsto dall’art. 49 N.O.I.F. lett. c)-Lega Nazionale Dilettanti, sulla sostituzione delle società neopromosse, le eventuali ulteriori carenze di organico del Campionato di Serie C 2019/2020 siano colmate nel seguente ordine: una Seconda squadra di Serie A, una società che abbia disputato il Campionato Nazionale Serie D, una società retrocessa dalla Serie C;

– attesa la urgenza di emanare i principi fondamentali che regoleranno la partecipazione al Campionato Serie C 2019/2020 delle Seconde squadre di Serie A, riservando in altra sede, ove necessaria, l’emanazione di ulteriori disposizioni;

– sentiti i Vice Presidenti Federali;
– visto l’art. 24, comma 3 dello Statuto federale d e l i b e r a

I. SERIE C CON SECONDE SQUADRE

In caso di vacanza di organico nel Campionato Serie C 2019/2020, determinatasi all’esito delle procedure di rilascio delle Licenze Nazionali o a seguito di provvedimento di revoca o di decadenza dalla affiliazione pubblicato dopo il 24 giugno 2019, fermo il disposto ed i limiti applicativi dell’art. 49, comma 5 bis delle N.O.I.F. sulla riammissione delle società retrocesse dalla Serie C, nonché fermo quanto previsto dall’art. 49 N.O.I.F. lett. c)-Lega Nazionale Dilettanti, sulla sostituzione delle società neopromosse, l’ordine di integrazione sarà il seguente: una Seconda squadra di Serie A, una società che abbia disputato il Campionato di Interregionale, una società retrocessa dalla Serie C. Nell’ipotesi in cui, le vacanze di organico della Serie C non consentissero di soddisfare le domande presentate dalle società interessate si formeranno, per ciascuna tipologia di società (Seconde squadre Serie A, società provenienti dal Campionato Nazionale Serie D, società retrocesse dalla Serie C) distinte graduatorie sulla base dei criteri emanati dal Consiglio Federale.

II. PASSAGGI DI CATEGORIA

La Seconda squadra potrà al termine del Campionato Serie C essere promossa al Campionato di Serie B, ma non potrà mai partecipare al medesimo Campionato della prima squadra, né ad un Campionato superiore. Qualora al termine del Campionato di competenza, si verifichi un’ipotesi di compresenza della prima e della Seconda squadra nella medesima categoria, la Seconda squadra dovrà partecipare al campionato professionistico della categoria inferiore. In caso di retrocessione della Seconda squadra al Campionato Nazionale di Serie D, la società di riferimento non potrà iscriversi al Campionato dilettantistico e potrà accedere con la Seconda squadra al Campionato Serie C successivo, soltanto se residui ancora disponibilità dopo che siano state soddisfatte le richieste delle nuove Seconde squadre.

III. CALCIATORI SECONDE SQUADRE

Le Seconde squadre potranno inserire nella distinta di gara fino a 23 calciatori. Nella distinta di gara potranno essere inseriti soltanto 4 calciatori nati prima del 1° gennaio 1997 ed a condizione che questi non siano ricompresi nell’elenco dei 25 calciatori per il Campionato di Serie A e non abbiano disputato più di 50 gare nel Campionato di Serie A. Tutti gli altri calciatori della distinta di gara dovranno essere nati dopo il 31 dicembre 1996 e dovranno essere stati tesserati in una società di calcio affiliata alla FIGC per almeno sette stagioni sportive. Nel rispetto dei limiti numerici e di età sopra individuati, saranno sempre consentiti i passaggi fra la prima e la Seconda squadra, con la precisazione che nell’ipotesi in cui un calciatore raggiungesse le 5 presenze, con almeno 30 minuti giocati per ciascuna presenza, nel campionato disputato dalla prima squadra, non potrà essere utilizzato nel campionato disputato dalla Seconda squadra. La violazione di qualsiasi disposizione di cui ai capoversi precedenti, comporterà a carico della Seconda Squadra la perdita della gara con il punteggio di 0-3. La presente disposizione integra ad ogni effetto le prescrizioni disciplinari del Codice di Giustizia Sportiva In caso di squalifica, il calciatore dovrà scontarla nella squadra in cui militava quando è avvenuta la infrazione che ha determinato la sanzione e, fino a quando la squalifica non è scontata, il calciatore è inutilizzabile anche nell’altra squadra.

IV. RAPPORTI TRA SOCIETA DI SERIE A E LEGA PROFESSIONISTICA DI CATEGORIA INFERIORE

La società di Serie A che partecipa con la Seconda squadra ad un Campionato professionistico di categoria inferiore non acquisisce diritti economici, né il diritto di voto, pur essendo rappresentata, nell’ambito di detta categoria. Le Seconde squadre delle società di Serie A non potranno partecipare alla Coppa Italia Serie A, mentre parteciperanno alla Coppa Italia Serie C. La presente delibera sarà sottoposta alla ratifica del Consiglio Federale nella prima riunione utile.

“Un secolo d’ Azzurro” dal 24 maggio al 3 giugno fa tappa a Casarano

Approda a Casarano, nel Salento“Un secolo d’Azzurro”, la mostra itinerante sulla Nazionale italiana di calcio.
L’ evento che ritorna in Puglia dopo le tappe di Taranto e Bari è curato da Mauro Grimaldi, consigliere delegato presso la Federcalcio, e promosso dall’ Associazione Sant’ Anna.
Un Secolo d’Azzurro è, attualmente, la mostra antologica più grande d’ Italia sulla storia della Nazionale. Patrocinata dalla F.I.G.C. e dal Museo del Calcio di Coverciano vanta una collezione unica di oltre 400 cimeli, dal 1834 al 2006: il leggendario “a spicchi d’ arancia” o “buttonless” che inauguro’ il campionato italiano (1898) il mitico e rarissimo “Federale 102” utilizzato nel Mondiale 1934 (vinto dall’ Italia di Vittorio Pozzo) o il Tango “Espana” targato Mundial 1982 con la dedica speciale di Marco Tardelli: “Campioni del mondo”. Quest’ultimo cimelio sarà esposto, per la prima volta a Casarano insieme al Top Star del Mondiale 1958, il primo che giocò (e vinse) il grande Pelè. Il percorso storico comprende un’esposizione unica di magliette ufficiali per raccontare lo sviluppo dei tessuti, dei colori e dello stile: dalla lanetta pesante degli Anni 30 alla ultra aderente Kappa Kombat, numero 20 di Francesco Totti (quella del famoso cucchiaio a Van Der Sar) passando per la “Tristellata” di Paolo Rossi (1983), la Diadora personalizzata di Antonio Conte e la prima Nike di Paolo Maldini (1995). Un affresco unico di passione e ricordi, incorniciato da giornali sportivi (Corriere dello Sport, Gazzetta dello Sport, Calcio Illustrato) riviste, documenti, ed una chicca di inestimabile valore storico: la prima stampa inglese che parla di Football, datata 1834.

La mostra prenderà il via il 24 maggio e si concluderà il 3 giugno e sarà allestita nel Palazzo Comunale di Piazza San Domenico rispettando i seguenti orari: dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 16:00 alle 20:00.
Prima della cerimonia d’ inaugurazione si terrà alle ore 18:00 un convegno dal titolo “Il calcio è vita: nessuna violenza e nessun razzismo”.

Per informazioni rivolgersi al numero 329/2404127.

Danilo Sandalo

Caos in FIGC: il Consiglio Federale si rivolge al Collegio di Garanzia del Coni

E’ terminato da poco il Consiglio Federale con un nulla di fatto: infatti il presidente della FIGC, Gabriele Gravina, dopo essersi espresso in maniera contraria nei giorni scorsi sull’ annullamento dei playout da parte della Lega B, quest’ oggi ha rimandato ogni decisione al Collegio di Garanzia del CONI.
Al CONI è stato chiesto un parere consultivo sull’ opportunità e fattibilità di sospendere i playoff e sull’eventuale disputa dei playout in seguito alla sentenza del tribunale federale nazionale a carico dei rosanero. Tale decisione è attesa per la prossima settimana.

Nel frattempo il Consiglio Federale attende per il pomeriggio il pronunciamento della Corte Federale d’ Appello sulla sospensiva presentata dal Palermo che chiede di attendere il verdetto di secondo grado nei loro confronti prima di dare il via alle gare dei playoff.
Insomma, con l’ estate alle porte, si preannunciano giorni molto caldi e infuocati.

Danilo Sandalo

Serie B, si va verso slittamento playoff e ripristino dei playout: le ultime

Ore calde oggi in Consiglio Federale. Il Consiglio federale di oggi sembra essere particolarmente teso, da questa riunione passano le sorti di tante componenti e squadre in cui si rischia di stravolgere gli equilibri. Secondo le ultime indiscrezioni in Federazione si sarebbe orientati allo slittamento Play-Off, in attesa del secondo grado di giudizio del Palermo, e soprattutto al ripristino dei play-Out contrariamente a quanto deliberato dalla Lega B.
Manca ancora l’ufficialità, ma in Consiglio Federale c’è questo orientamento. Play-Off verso il rinvio e Play-Out verso il ripristino. Aspettando la Camera di Consiglio della Corte d’Appello della FIGC che nel pomeriggio deciderà proprio sui Play-Off su richiesta del Palermo.

Gravina (FIGC): Playout? Direttivo Lega B non competente a decidere

Ennesimo colpo di scena nella vicenda play-out di Serie B: il presidente della FIGC Gravina paventa un’incompetenza del Consiglio di Lega della Serie B nel sospendere i play-out.

Queste le dichiarazioni rilasciate dal numero uno del calcio italiano a margine di un evento organizzato dal Corriere dello Sport: “L’ipotesi di non disputare il playout di Serie B merita una riflessione approfondita. Non mi sembra che il Consiglio direttivo della Lega di B sia competente in materia, quindi la federazione farà su questo una riflessione nel consiglio del 16 maggio. Se mi chiedete una opinione sull’opportunità di aspettare il secondo grado del caso Palermo, vi dico che forse era il caso di attendere la decisione della Corte di appello federale. Siamo comunque nell’ambito del rispetto delle regole, perché è nelle prerogative della Lega di Serie B, dopo aver fissato le date dei playoff, dare seguito a una sentenza esecutiva. Poi il Palermo ha tutto il diritto di chiedere eventuali sospensive e proporre ricorso”.

“Un secolo d’ azzurro”: dal 29 marzo al 2 aprile la mostra sulla nazionale azzurra presso il Castello Aragonese di Taranto

Taranto si tinge d’ azzurro e grazie alla fattiva collaborazione tra Vittorio Galigani e Mauro Grimaldi, arriva a nella città ionica “Un secolo d’Azzurro”, la mostra itinerante sulla Nazionale italiana di calcio, organizzata dall’Associazione Sant’ Anna e con il patrocinio di Figc, Anci e fondazione del Museo del calcio. Un evento che, dopo aver fatto tappa la scorsa settimana a Vercelli, andrà a toccare anche altre importanti città del panorama nazionale italiano come Bari, Cava de’ Tirreni, Rimini per l’evento Assoallenatori e Udine per la finale degli Europei Under 21.

Un’ immagine della mostra durante una tappa

Da venerdì 29 marzo al 2 aprile (orario continuato dalle 9 alle 19), il Castello Aragonese ospiterà oltre duecento cimeli, tra maglie, scarpe, palloni, giornali, riviste e riproduzioni delle coppe (Rimet). L’esposizione, che ripercorre le gesta della Nazionale sino alla vittoria del Mondiale tedesco del 2006, sarà una grande occasione per tutta la città e gli appassionati di ogni età per rivivere la storia e la grandezza dei colori azzurri.

Insieme ai cimeli della Nazionale azzurra verranno esposte, in omaggio alla città di Taranto, le magliette più prestigiose della squadra rossoblu.

La giornata del 29 si aprirà alle 11 con il Convegno “Il calcio è vita: nessuna violenza e nessun razzismo” a cui prenderanno parte importanti e qualificati relatori; a seguire il taglio del nastro e alle 15.30 una partita di Powerchair football (calcio su carrozzina elettrica), che si disputerà al Palamazzola di Taranto.

La conferenza stampa di presentazione dell’evento si svolgerà a Taranto, lunedì 25 marzo alle ore 11, presso la sala rossa di Palazzo Pantaleo. All’appuntamento parteciperanno Vittorio Galigani, Mauro Grimaldi (curatore della mostra e Consigliere Delegato di Federcalcio Servizi S.r.l.), il dott. Francesco Manfredi (Presidente di Oltre Sport, Powerchair Football) e Carmen Casula (Delegato allo Sport del Comune di Taranto).
Per informazioni Sabrina Trombetti 348/3856269 (Marketing e Comunicazione)

Lalocandina della presentazione dell’ evento

Danilo Sandalo 

 

 

Comunicato Ufficiale Poggio Imperiale: CRONACA DI UNA STORIA INVENTATA

I Dirigenti, i tecnici e i calciatori dell’ASD Poggio Imperiale Calcio si dichiarano sconcertati da quanto appreso dal Comunicato Ufficiale FIGC, relativamente alle decisioni del Giudice Sportivo Territoriale a seguito della gara casalinga di Domenica 20 Gennaio contro l’Ascoli Satriano.

Proprio due giorni fa diffondevamo un comunicato stampa nel quale non facevamo altro che fissare i buoni propositi per il girone di ritorno, i programmi per i prossimi anni e lamentavamo diverse decisioni arbitrali a dir poco discutibili e proprio due giorni fa, nella serata, siamo stati colpiti da un fulmine a ciel sereno, scoprendo di avere ricevuto sanzioni che nessuno di noi poteva immaginare: due mesi di inibizione da ogni attività per il presidente D’Atena e il vice presidente D’Amato, perché avrebbero rivolto all’arbitro “frasi gravemente offensive”; due settimane di inibizione per l’allenatore Vincenzo Giuliani per proteste; un’ammenda di 50 euro per il comportamento del pubblico, che avrebbe rivolto al direttore di gara epiteti poco eleganti e avrebbe tentato di accedere al terreno di gioco a fine gara.

Ancor più stupore ha generato l’agghiacciante scoperta di quanto riportato nel rapporto arbitrale, acquisito nel pomeriggio di ieri dalla Società, nel quale vengono attribuite a D’Atena e D’Amato frasi e condotte non corrispondenti a verità e nel quale il nostro pubblico viene disegnato come un gruppo di facinorosi e delinquenti della peggior specie.

Al vetriolo la reazione del segretario Giuseppe Saccone, affidata nella serata al suo profilo Facebook: La giovane età e l’inesperienza degli arbitri non diventino alibi perché possano riportare sui referti inaudite falsità, figlie di una realtà manipolata, agendo da impunibili e tenendo i diretti interessati all’oscuro di tutto. Abbiamo sempre offerto agli arbitri che abbiamo accolto a Poggio Imperiale tutto il rispetto, tutta la protezione e tutta l’assistenza che si devono a una persona, a un ragazzo, a un ospite, a un giudice, a uno sportivo, senza mai usare violenza né fisica e né verbale nei loro confronti: solo protesta, vivace e sana protesta e nient’altro. Certe condotte invece sanno più di inquisizione che di diritto sportivo e macchiano l’indiscussa onorabilità della Società e dei diretti interessati dai provvedimenti disciplinari. Poi preannuncia: “Come Società agiremo in ogni sede opportuna per vedere tutelato il nostro buon nome e quello della comunità che rappresentiamo. Domani, a mente fredda, pubblicheremo un comunicato in cui spiegheremo tutte le nostre ragioni. Oggi siamo troppo arrabbiati”.

Intendiamo quindi fare prontamente chiarezza su quanto realmente avvenuto al termine della gara contro l’Ascoli Satriano, esponendo i motivi che ci portano a rifiutare e impugnare le dichiarazioni contenute nel rapporto arbitrale e le conseguenti decisioni del Giudice Sportivo Territoriale, che ci offendono profondamente.

Partiamo dall’ammenda alla Società, scaturita secondo il Giudice dalla condotta verbalmente violenta dei nostri sostenitori e dal fatto che alcuni di loro avrebbero tentato di fare accesso al terreno di gioco. Anche ad ammettere che il pubblico abbia rivolto epiteti poco cortesi al direttore di gara, facciamo notare che si tratterebbe di un comportamento ormai tristemente consolidato in tutti gli stadi del mondo, specie nei piccoli campionati di provincia come il nostro, eppure non ci risulta che in altre occasioni e in altri campi sia stata comminata la stessa sanzione per i medesimi motivi.

Sta di fatto che la Società ha messo in atto ogni tipo di misura preventiva prevista dal Codice di Giustizia Sportiva, anche avvisando in fonodiffusione il pubblico, prima della gara e durante l’intervallo, dei divieti, delle responsabilità e delle sanzioni previste per certi tipi di condotte e perciò mai avremmo immaginato di vederci infliggere questo tipo di sanzione. Se poi la pretesa è di veder applicare una museruola al pubblico, proponiamo la disputa delle partite a porte chiuse, ma in tutti gli stadi!

In quanto invece al tentativo di accesso dei sostenitori al terreno di gioco, si trattava in realtà di due persone ben distinte seppur non autorizzate: il Presidente dell’Ascoli Satriano, Marcello Dadamo, immediatamente fermato dalla Forza Pubblica Sostitutiva che sempre predisponiamo, e di uno dei nostri sponsor, il titolare de La Panetteria di Poggio Imperiale, Luciano Cilla, intento a trasportare vassoi di pizza calda che avevamo pensato di offrire alla squadra avversaria in considerazione della lunga trasferta che stavano affrontando. Gente facinorosa e pericolosissima insomma!

Il post dalla pagina Facebook del Poggio Imperiale che testimonia la rete realizzata sul 2-0

Venendo ad esaminare poi le inibizioni bimestrali dei nostri dirigenti, siamo sopraffatti da rabbia, stupore e sconforto: Antonio D’Atena e Vincenzo D’Amato vengono accusati dall’arbitro di avergli rivolto irripetibili epiteti. In effetti le nostre proteste a fine gara per la cattiva gestione del tempo di recupero sono state particolarmente vivaci, ma non hanno mai oltrepassato il limite della civiltà. Ci siamo limitati a evidenziare all’arbitro che dei (a nostro avviso pochi) tre minuti di recupero concessi, soltanto uno aveva trovato compimento. Oltretutto come avrebbe fatto Antonio D’Atena ad aggredire verbalmente l’arbitro se subito dopo il triplice fischio si era avviato agli angoli del campo a rimuovere le bandierine, per tornare nel sottotribuna solo per consegnare al direttore di gara le chiavi del suo spogliatoio, che aveva dimenticato di possedere? Non è possibile che le voci dei nostri due dirigenti siano state confuse con quelle del pubblico che urlava dalla tribuna?

Estratto del rapporto arbitrale che assegna l’inesistente pareggio al Poggio Imperiale al 22′ del secondo tempo

Non è possibile che l’arbitro fosse un tantino confuso, considerando gli errori tecnico-regolamentari contenuti nel referto di gara, nel quale viene addirittura dichiarato l’inesistente pareggio del Poggio Imperiale al ventiduesimo minuto del secondo tempo, mentre tutti sanno che il Poggio Imperiale ha realizzato una rete dopo il raddoppio dell’Ascoli?

Chi era presente sa che i fatti così come sono stati descritti dall’arbitro non corrispondono alla realtà e anche chi non c’era può facilmente immaginare, conoscendo gli interessati, la loro caratura morale e la loro onorabilità, quanta fantasia trapeli dagli scritti del direttore di gara. Non riportiamo le affermazioni che vengono attribuite ai nostri due dirigenti solo per non offendere il nostro e il vostro pudore, ma ci sarebbe veramente da arrabbiarsi per quanto siano incredibilmente assurde.

Gli allenatori: a destra Vincenzo Giuliani e a sinistra Vincenzo Giammarino

Infine, esaminando la posizione del nostro allenatore, Vincenzo Giuliani, risulta inibito per due settimane per “continue proteste” nei confronti delle decisioni arbitrali. Se è vero che Giuliani ha protestato in un paio di occasioni su particolari e controversi episodi, riteniamo comunque sproporzionata la pena inflitta, considerando la pacatezza delle sue proteste e il fatto che non risulti ufficialmente espulso dal campo, ma solo “allontanato”.

Per tutte le ragioni esposte e per tutelare la Società, i tesserati e la comunità di Poggio Imperiale, che orgogliosamente rappresentiamo nel panorama calcistico, stiamo proponendo ricorso alla Corte Sportiva d’Appello Territoriale di Bari, valutando anche la possibilità di adire alle vie legali per via delle infanganti dichiarazioni rese nel rapporto arbitrale, oltre che vagliando l’ipotesi di affiliarci al Comitato FIGC del Molise per la prossima stagione. Non ci resta che affrontare serenamente il giudizio, certi di un’attenta e oggettiva valutazione dei fatti da parte della Giustizia sportiva, della quale restiamo a disposizione.

A.S.D. POGGIO IMPERIALE CALCIO

La Dirigenza

Nuovo BARI, ufficiale l’affiliazione alla Figc

In attesa di capire se ci sono spiragli per il ripescaggio in Serie C, può partire ufficialmente l’avventura del nuovo Bari, targato Aurelio De Laurentiis. La società biancorossa ha ottenuto oggi l’affiliazione alla FIGC, con denominazione sociale SSC BARI SSD SRL.

[sc name=”garofalo”]

Si riparte, a Bari. Il sogno, oggi, si chiama Serie C

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Luigi Garofalo

Foggia: filtra pessimismo dalla Procura Federale sul patteggiamento

La Procura Federale vorrebbe andare fino in fondo, non accettando la richiesta di patteggiamento avanzata dal Foggia.

Non arrivano notizie confortanti da Roma, sede della Procura Federale, in merito alla vicenda che vede coinvolto il Foggia calcio, nella persona del patron Sannella, dell’ex vice presidente Curci e di diversi tesserati per pagamenti in nero.

[sc name=”garofalo”]

L’incontro tenuto ieri tra il commissario del Foggia Giannetti, i legali della società dauna ed il Procuratore F.I.G.C. Pecoraro avrebbe avuto esito negativo. Si avvisterebbero nubi grige all’orizzonte: il patteggiamento (che porterebbe ad uno sconto sulla possibile penalizzazione in classifica nel campionato di Serie 2018-2019) sembra più lontano. Indiscrezioni, voci che si rincorrono, cattivi presagi che trovano conferma di ora in ora: pare che il tavolo con la Procura Federale abbia avuto esito negativo. Chi si aspettava rivelazioni e/o ammissioni di Giannetti, atte a dimostrare irregolarità nella gestione del Foggia, è rimasto spiazzato. Come confermato già in passato alla stampa, pare che il commissario del Foggia abbia  esposto un quadro di regolarità gestionale tanto passata quanto presente, dando nota di una situazione – finanziariamente parlando-  pulita e priva di grosse masse debitorie. Ciò non è bastato alla Procura: il patteggiamento proposto non ha incontrato il favore di chi sostiene l’accusa.  Il Foggia, a questo punto, andrà a processo il 22 giugno.

Un fulmine a ciel sereno per i tifosi del Foggia. L’auspicio, che vuole essere un invito anche agli organi di giustizia sportiva, è che non si percepisca la situazione processuale del Foggia più grave di quella che è in realtà. Non vogliamo credere ad un processo condizionato anche dalle proteste di altre società (sul campo retrocesse) nei confronti della giustizia sportiva per il caso Foggia. I Satanelli devono essere processati per le proprie responsabilità, oggettive, se accertate e dimostrate; sarebbe grave strumentalizzare l’affaire Foggia per farne una vicenda mediatica, utile a mettere in guardia tutte le altre società sulla gestione dei club.

Se qualcuno ha sbagliato, è giusto che paghi.  Non resta che attendere quella che sarà l’ennesima rovente estate. Il mondo Foggia, dalla società ai tifosi, dovrà lottare su più piani: sportivo e giuziario. Un calvario di cui avremmo fatto certamente a meno.

 

Eccellenza, arriva l’ufficialità dalla Figc Puglia. 16 squadre al via

Dopo settimane di voci, indiscrezioni su squadre ripescate e non, finalmente è arrivata l’ufficializzazione delle formazioni partecipanti al prossimo torneo di Eccellenza Pugliese.

La Figc Puglia, tramite un comunicato ufficiale, ha diramato la lista delle squadre che andranno a sfidarsi nella Premier League regionale.

Andando a sbirciare in questa lista, si nota come il solo Galatina sia stato ripescato e andrà a rinfoltire la pattuglia di squadre salentine con la consolidata presenza di Casarano, Otranto, Novoli e del retrocesso Gallipoli. Niente da fare, invece, per il Leverano che sparisce dal panorama di Eccellenza.

La provincia di Bari e della Bat saranno le due province più rappresentate con sette squadre al via: Barletta, Bitonto, Molfetta, Team Altamura, Unione Calcio Bisceglie, Trani e Mola (il nome Mola dovrebbe restare sulle carte della Federazione mentre la squadra giocherà e rappresenterà Noicattaro). La provincia di Bari perde, dopo diverse stagioni di militanza, la Sudest: il club dopo un girovagare in diversi paesi del Sudest barese sparisce dai radar.

Vanno a completare le formazioni foggiane e tarantine: la Daunia vede raddoppiare la propria presenza con il confermato Vieste e il neopromosso Cerignola cosi come avremo due tarantine ai nastri di partenza ossia l‘Hellas Taranto e l’Avetrana.

ANTONIO GENCHI

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Incassi e pagamenti nelle società e associazioni sportive dilettantistiche

Il dirigente di una associazione sportiva dilettantistica accompagna in trasferta la squadra con lo staff. Per pranzo decidono di fermarsi in un ristorante. Nell’occasione il dirigente accompagnatore paga il conto pari ad € 580,00 in contanti. Ebbene questo rappresenta un grave rischio per il sodalizio. Esiste, infatti, un preciso limite entro cui le associazioni sportive possono effettuare pagamenti in contanti. La squadra può, pertanto, correre seri pericoli nel caso in cui non si riuscisse a tracciare tale pagamento.

La situazione descritta rappresenta un episodio classico della vita di una piccola associazione sportiva. È, infatti, usuale che un sodalizio sportivo in trasferta consumi il pasto con lo staff in un ristorante. Spesso, purtroppo, il responsabile del gruppo, nel caso specifico il dirigente accompagnatore, paga in contanti senza, tuttavia, considerare che la normativa di settore pone precisi limiti.

L’art. 25 della L. 133/1999 introduce, infatti, al quinto comma, specifiche regole per gli incassi ed i pagamenti effettuati dalle società e dalle associazioni sportive dilettantistiche.

La disposizione considera ogni tipo di transazione, sia in uscita che in entrata dei sodalizi sportivi dilettantistici. La normativa non fa distinzione tra pagamenti ed incassi o per l’oggetto della transazione. Si comprende, dunque, che rientra nell’ambito di applicazione della normativa il flusso di moneta scaturito da qualsiasi tipo di rapporto intrattenuto dalla associazione. Ovviamente rientra tra i cosidetti flussi di cassa anche il rimborso spese versato a favore dell’atleta!

I soggetti destinatari dell’obbligo sono, peraltro, tutti i soggetti che ruotano intorno all’ordinamento sportivo, quindi, non solo le società e le associazioni sportive ma anche il C.O.N.I., gli enti di promozione sportiva e le Federazioni.

A tal proposito è bene ricordare che tra le società e le associazioni sportive vanno ricomprese sia quelle che beneficiano del regime fiscale previsto dalla L. 398/1991 che quelle che hanno regimi fiscali differenti. La precisazione è necessaria perché è assai diffusa la convinzione che l’obbligo valga solo per le prime.

La legge citata statuisce che ogni entrata ed ogni uscita delle associazioni e delle società sportive dilettantistiche, superiore al € 516,46, deve individuare sia il soggetto erogante che quello percipiente.

Sono, dunque, ammissibili pagamenti ed incassi superiori a tale importo esclusivamente se effettuati attraverso bollettini di conto corrente postale, bonifici bancari, assegni bancari non trasferibili, bancomat e carta di credito.

In caso di inosservanza di tale obbligo, anche una sola volta nel corso dell’anno di imposta, vi è, per conseguenza, la decadenza dai benefici della L. 398/1991, per i soggetti che ne fruiscono, ed una sanzione pecuniaria. Al di là della sanzione pecuniaria è il caso di sottolineare che per un’associazione sportiva perdere i benefici fiscali a causa di una mera disattenzione potrebbe comportare conseguenze assai gravi.

Perché una spesa sostenuta per l’attività sociale venga considerata come costo imputabile a bilancio è necessario che la stessa sia riconducibile all’associazione, quindi tracciabile. Questo risultato si ottiene immediatamente quando la spesa è certificata da una fattura o da una ricevuta purchè entrambe sono intestate all’associazione.

Uno scontrino non presenta alcun riferimento ai soggetti coinvolti nella transazione; risulterà, pertanto, difficile se non impossibile dimostrare il collegamento diretto esistente tra la spesa sostenuta e l’associazione. Un assegno ovviamente non trasferibile è sicuramente un buon strumento per fornire questa prova in caso di eventuale controllo, così come ogni altro metodo di pagamento tracciato e, dunque, non in contanti.

Come riferito non è, tuttavia, sempre necessario effettuare pagamenti tramite assegni, tuttavia, il limite cui prestare attenzione come si è detto è quello previsto dall’art. 25 della L. 133/1999 dei € 516,54: in questo caso non si può utilizzare moneta contante ma modalità di pagamento che assicurino la tracciabilità delle somme.

Molti sono i dirigenti che, per mancata conoscenza della normativa, incorrono in questo errore senza, purtroppo, considerare il rischio che fanno correre al loro sodalizio.

Il giro di moneta è sempre lo stesso: denaro ricevuto dallo sponsor di turno girato a favore dei giocatori. Questo movimento deve, tuttavia, poter essere dettagliatamente tracciato dalle autorità al fine di evitare “equivoci” ed incappare in pesanti sanzioni.

È bene, dunque, evitare disattenzioni di questo tipo considerato anche che la normativa non prevede limiti di tolleranza. Quella che all’apparenza può sembrare una differenza di piccola entità può, in realtà, determinare conseguenze tragiche, tali da condizionare l’esistenza stessa dell’associazione.

Avv. Cristian Zambrini (www.studiolegalezambrini.it)

Il tesseramento dei minori stranieri nel settore dilettantistico

Il tesseramento dei minori stranieri nel settore dilettantistico: l’autorizzazione della SottoCommissione nominata dalla Commissione per lo Status dei Calciatori

Nell’ultima sessione di mercato una associazione sportiva dilettantistica ha tesserato due minori extracomunitari di grande talento. Vista la qualità dei ragazzi alla prima partita utile il mister li schiera in campo. Tuttavia, la scelta del Mister costa la sconfitta a tavolino per la squadra per violazione dell’articolo 17 del Codice di Giustizia sportiva. Per quale motivo è stata comminata tale sanzione?

Il sodalizio ha commesso ben due violazioni. Il caso proposto è particolarmente delicato anche perchè la disciplina del tesseramento di giocatori stranieri nei campionati della LND rappresenta un incastro tra varie normative: le disposizioni delle Norme Organizzative Interne della Figc (Noif), le nuove normative Fifa in materia di minori in vigore dal 01 Ottobre 2009 oltre a tutta la normativa interna statale in materia di immigrazione.

La normativa Fifa, in particolar modo, riduce significativamente la circolazione di tali atleti allo scopo di impedire che degli atleti minorenni vengano estirpati dal loro contesto sociale per mere finalità speculative legate, ovviamente, allo svolgimento dell’attività sportiva.

Il fondamento della normativa federale è costituito dall’art. 40 bis Noif. Tale articolo negli anni ha visto continue integrazioni e correzioni, più recentemente dalle disposizioni della legge Bossi-Fini in materia di permessi di soggiorno. In pratica le società della Lnd possono tesserare entro il 31/12 e schierare in campo un solo calciatore straniero che sia stato tesserato per società appartenenti a Federazioni estere.

È facile comprendere che, aver tesserato due atleti extracomunitari, rappresenta già di sè una violazione. Ma non finisce qui. I due ragazzi sono anche minorenni. Come riferito tutta la procedura deve svolgersi seguendo le leggi vigenti in materia di immigrazione, ingresso e soggiorno in Italia. A tal fine la normativa distingue tra giocatori comunitari ed extracomunitari:

per i calciatori extracomunitari deve essere documentato: a) la qualifica di “non professionista” risultante dal “transfert internazionale”; b) lo svolgimento di attività lavorativa mediante esibizione di certificazione dell’Ente competente attestante la regolare assunzione; c) in alternativa, se studente, lo svolgimento dell’attività di studio mediante esibizione di certificato di iscrizione o frequenza a corsi scolastici o assimilabili riconosciuti dalle competenti autorità; d) la residenza e il permesso di soggiorno per un periodo non inferiore ad un anno o che comunque sia valido per l’intero periodo di tesseramento. La residenza e il permesso di soggiorno devono risultare nel Comune sede della società o in Comune della stessa Provincia o di Provincia limitrofa;

per i calciatori comunitari: a) la qualifica di “non professionista” risultante dal “transfert internazionale”; b) la residenza che, nel caso di minori di età, deve essere necessariamente fissata nel Comune sede della società o in Comune della stessa Provincia o in Provincia limitrofa.

E’ previsto, dunque sia un limite numerico che temporale. A fronte dell’affermazione dei principi di libertà di circolazione e stabilimento dei cittadini comunitari in territorio UE sono presenti delle restrizioni che colpiscono i calciatori stranieri che siano stati tesserati per Federazioni estere senza, tuttavia, porre una distinzione tra comunitari ed extracomunitari.

Con riferimento ai minori stranieri le procedure relative al tesseramento sono, peraltro, ancora più complesse anche a seguito dell’entrata in vigore della nuova disciplina ad hoc prevista dalla Fifa, contenuta nel Regolamento sullo Status e trasferimenti dei calciatori in vigore dal 01 Ottobre 2009. In particolare, con tale riforma e con l’introduzione dell’art. 19 Regolamento Fifa, è stato previsto che, ogni trasferimento internazionale, ed ogni primo tesseramento è soggetto alla approvazione di una Sotto – Commissione nominata dalla Commissione per lo status dei calciatori.

Se, infatti, per i dilettanti italiani, ai sensi dell’art. 39, comma 3, NOIF, il tesseramento decorre, ad ogni effetto, dalla data di deposito delle richieste di tesseramento o di spedizione del plico postale contenente le medesime richieste, per gli atleti minorenni stranieri il tesseramento decorre dalla data di ratifica dello stesso da parte della Figc, comunicata in forma scritta alla società.

Qualsiasi violazione di questa disposizione è sanzionata così come stabilito dal Codice disciplinare della Fifa. In tali casi è prevista l’irrogazione di sanzioni a carico di tutti i soggetti coinvolti nel trasferimento: la Federazione che non ha inoltrato la propria richiesta alla sotto-commissione, la Federazione di provenienza per aver rilasciato il Certificato internazionale di trasferimento senza l’approvazione della sotto-commissione e, ovviamente, la società che ha concluso il contratto per il trasferimento del minore e lo abbia impiegato senza attendere la suindicata autorizzazione.

Nello specifico l’impiego di un atleta straniero prima che sia stata ricevuta la indicata autorizzazione costituisce ipotesi di “utilizzo di calciatore in posizione irregolare”. Ai sensi dell’art. 17, comma 5, del Codice di Giustizia Sportiva ”la punizione sportiva della perdita della gara è inflitta, nel procedimento di cui all’art. 29, commi 7 e 8, alla società che: a) fa partecipare alla gara calciatori squalificati o che comunque non abbiano titolo per prendervi parte”.

Avv. Cristian Zambrini (www.studiolegalezambrini.it)

Giudice Sportivo e disciplinare
Le squalifiche del 31/10/2012

Le squalifiche relative ai campionati dilettantistici, alla Coppa Italia Promozione

I provvedimenti del giudice sportivo Angelo Romano del 24/10/2012, relativi ai campionati di Eccellenza, Promozione, I e II categoria, alla Coppa Italia di Promozione e le decisioni della Commissione Disciplinare.
Si precisa, che per disposizioni Federali, (ved. art. 13 delle NOIF) tale documento non riveste carattere ufficiale in quanto solo il Comunicato Ufficiale affisso all’Albo avrà valore a tutti gli effetti sia per il testo che per la decorrenza dei termini.

 

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