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Il bomber felsineo diventa il terzo austriaco a raggiungere quota 10 gol in un singolo campionato nella storia della Serie A dopo …
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Il bomber felsineo diventa il terzo austriaco a raggiungere quota 10 gol in un singolo campionato nella storia della Serie A dopo …
Brutto stop per gli uomini di mister Zeman che cedono il passo al Catanzaro per 6 reti a 2. Primo tempo caratterizzato dall’espulsione di Sciacca e terminato con il parziale di 1-4. Nella ripresa non va meglio ai padroni di casa che devono arrendersi alla formazione calabrese.
Area Comunicazione Calcio Foggia 1920
Bologna-Samp, le pagelle: Arnautovic show, 7,5. Che Medel, 7. Disastro Yoshida: 4
Il cileno gioca una gran partita nonostante rischi di uscire per infortunio nel primo tempo, il giapponese entra e combina solo guai
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La dedica di Arnautovic: “Doppietta per Sinisa, per me è un padre e un fratello”
L’uomo-partita con la Samp: “Gran partita, stiamo facendo tutto il possibile per stare vicino al mister”
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Il Brescia vince di misura sul Parma grazie a Moreo. Primo tempo avaro di emozioni. Inizia meglio la squadra di Iachini con un paio di conclusioni non lontano dalla porta di Joronen. Il Brescia esce allo scoperto al 20′ cogliendo con Leris il palo, dopo una grande parata di Turk. La ripresa si apre con un ottimo intervento di Joronen su conclusione di Tutino. Il gol del vantaggio arriva nel momento più difficile: azione di Sabelli, rifinitura di Bisoli e conclusione vincente di Moreo. E’ il gol vittoria che regala tre punti pesantissimi al Brescia rilanciando le chance di promozione diretta. Per il Parma un ko che potrebbe chiudere i sogni playoff.
Nella foto La Presse il gol vittoria di Moreo
Fonte: LEGA BTK – legab.it
Il Parma manca l’ultimo tram per i playoff, il Brescia incassa con cinismo tre punti che valgono il quarto posto, a due lunghezze dal secondo posto che vale la promozione diretta. La sfida del Rigamenti è decisa nella ripresa da un bel gol di Moreo, che finalizza un’azione di Sabelli nell’area degli emiliani. La squadra di Iachini, in precedenza, si era resa più pericolosa, ma Brunetta aveva sprecato due belle occasioni.
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Fonte: Telesveva Official Youtube channel
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Prima seduta della settimana per l’Inter che mette nel mirino la trasferta di venerdì a La Spezia per non perdere il ritmo scudetto ritrovato dopo la vittoria in casa della Juve. A scopo precauzionale, ha svolto un allenamento differenziato De Vrij, uscito contro il Verona per un affaticamento alla coscia sinistra. Il difensore sta bene e non è stato nemmeno sottoposto ad esami strumentali, anche se al Picco potrebbe lasciare il posto a D’Ambrosio, per poi tornare dal 1′ nel derby di Coppa Italia, martedì 19.
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L’Inter sarà obbligata a vincere col Milan per centrare la finalissima dell’Olimpico (11 maggio) e visto che nel weekend successivo al Meazza arriva la Roma di Mourinho, Inzaghi contro lo Spezia potrebbe affidarsi a un turnover ponderato. Tra l’altro, oltre a Vidal, sono diffidati Bastoni e Perisic, che con un…
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Genovese di nascita e pescarese d’adozione, classe 1974, l’ex centrocampista di Pescara, Avellino e Modena è stato collaboratore tecnico di Bucchi in serie B con Benevento ed Empoli. Il suo vice sarà l’ex terzino nerazzurro stellato Vincenzo Lambertini.
È il 48enne Ivan Tisci l’allenatore che guiderà il Bisceglie nell’ultimo, cruciale segmento di stagione. La scelta della società nerazzurra dopo l’esonero di Rufini, avvenuto nella tarda mattinata, è dunque ricaduta sull’ex centrocampista originario di Genova e pescarese d’adozione che in carriera ha disputato oltre 400 partite da professionista, tra le file di Genoa e Vicenza (7 “gettoni” in serie A), Pescara, Lanciano, Avellino, Modena, Crotone e Foggia, solo per citare le più celebri. Concluso il lungo percorso da calciatore, Tisci è entrato nello staff tecnico di Cristian Bucchi, con cui ha condiviso le esperienze in serie B a Benevento (2018) e ad Empoli (2019), quindi due anni fa ha conseguito il patentino UEFA A che gli consente di allenare fino alla serie C. E’ al suo esordio da capo-allenatore di una prima squadra.
Nel ruolo di vice-allenatore Tisci sarà affiancato da una vecchia e gradita conoscenza del calcio nerazzurro, il 51enne Vincenzo Lambertini, cresciuto calcisticamente a Bisceglie, maglia da lui indossata con profitto per quattro stagioni in serie C2 dal 1988 al 1992, con 98 presenze e 4 reti. Proseguita la carriera con diverse stagioni in B (Brescia, Cagliari, Pescara e Pistoiese), al termine della stessa Lambertini – trasferitosi in pianta stabile a Pescara – ha guidato i Giovanissimi Regionali dei delfini biancazzurri e gli Allievi del Caldora. In occasione delle celebrazioni per il Centenario del calcio biscegliese nel 2013, Lambertini è stato inserito anche fra le tre nominations della “squadra del secolo” nel ruolo di terzino sinistro. Dopo un colloquio introduttivo con la squadra, Tisci dirigerà domani mattina il suo primo allenamento sul prato del “Ventura”. #asbiscegliecalcio1913 #serieD #gironeH #season2122
Notificati a due dirigenti della società calcistica del Nardò altrettanti provvedimenti di Daspo, rispettivamente di uno e due anni, perché, durante una partita contro il Gravina, avrebbero avuto comportamenti considerati pericolosi per l’ordine e la sicurezza pubblica. Il tutto a seguito di alcune decisioni del direttore di gara che con la sua condotta – secondo i dirigenti di 42 e 54 anni – avrebbe determinato la sconfitta della squadra, lo scorso 13 febbraio, in una gara valevole per il campionato di serie D.
Fonte:NotiziarioCalcio.com
Zdenek Zeman, tecnico del Foggia, impegnato questa sera contro il Catanzaro, a Rai Sport ha parlato dall’esclusione del Catania: “Siamo una delle squadre più penalizzate visto che avevamo fatto sei punti con loro. Mi manca la logica di ciò: prima il Tribunale dà l’esercizio provvisorio, poi a un certo punto tutto il calcio giocato non vale più nulla. Per me è un campionato irregolare. Ai miei ho detto che dobbiamo giocarcela: prima ci mancava un punto per accedere ai playoff, ora sono sicuramente di più. Noi non possiamo fare altro che cercare di fare risultato”.
Sui problemi del calcio italiano: “La vedo male, il calcio in Italia ha perso tutto quello che era stato costruito in tanti anni. Peccato per il calcio ma soprattutto per la gente, per gli appassionati. Con la non qualificazione al Mondiale e tante altre cose, la gente si allontana. E senza gente il calcio non ha senso”.
Fonte:TuttoC.com
Sì, è davvero l’anno dell’Audace Cerignola: il trentesimo risultato utile consecutivo avvicina ad un passo la promozione in serie C. L’1-0 ai danni di una coriacea e orgogliosa Virtus Matino è un ennesimo segnale fra i tanti arrivati in stagione che certifica la superiorità degli ofantini. Anche in sfide difficili, scorbutiche e in giornata non esaltante, non cambia la sostanza anche con un pizzico di fortuna che aiuta, è il caso di dirlo, gli Audaci. Pazienza ripropone in difesa Sirri e Vitiello, Agnelli torna in mediana e conferma il tridente formato da Strambelli-Malcore-Loiodice. Branà opta per il 3-5-2, coppia offensiva con Palmisano e Stauciuc. C’è un sostenuto vento per tutta la gara ad accompagnare le squadre al “Monterisi”, il Cerignola all’8′ con Malcore dal limite chiama alla deviazione in angolo Leuci, dalla bandierina Strambelli sollecita di nuovo il portiere, ex dell’incontro. Malcore soffia palla a Meola, si destreggia e conclude, ancora Leuci a deviare. Il Matino si fa vedere con Stauciuc (palla a lato), poi al quarto d’ora una combinazione Longo-Strambelli porta al sinistro bloccato in due tempi dal numero uno ospite. Su un lungo lancio dalle retrovie, Malcore si trova a tu per tu con Leuci: l’attaccante stavolta non tiene fede alla sua media e si fa stoppare (21′), sempre Malcore non inquadra la porta col destro. Punizione tagliata di Strambelli scavalcata la mezzora, Leuci non si fa sorprendere e alza sopra la traversa. Sono sempre i padroni di casa a fare il match, tuttavia serve una bella parata di Trezza a sventare la girata ben indirizzata di Tarantino sul traversone di Palmisano al 33′. Il primo tempo si conclude con la punizione di Loiodice che trova sempre attento l’estremo difensore salentino.
Ancora Audace in avvio di ripresa: sinistro a giro di Strambelli, salva nei pressi della linea Monopoli, poi si alza la bandierina dell’assistente nel prosieguo. Tutti a protezione dell’area, i biancazzurri si producono in una ripartenza fulminea al minuto 57′: Palmisano per Inguscio, la conclusione a botta sicura vede il provvidenziale gambone di Manzo a mettere in angolo. Strambelli cerca ancora il gol olimpico, ma Leuci non si fa sorprendere, poi l’ex Molfetta disegna una parabola su calcio franco di non molto alta. Prete trova il muro ofantino su una punizione dal limite, il tiro senza mordente di Tascone non crea patemi a Leuci. La giocata decisiva quando il cronometro segna l’82’: Loiodice appoggia per Dorval, l’esterno con un doppio passo evita un avversario e fa partire un cross radente e potentissimo, impattato suo malgrado dallo sfortunato Patronelli in fondo alla propria porta. Impressionante il boato del “Monterisi”, per una rete che segna un ulteriore spartiacque nella stagione. Nel finale, mancino alto del subentrato Spinelli; altra azione cerignolana sulla sinistra con Maltese a calciare un tracciante che attraversa tutto lo specchio senza tocchi amici, mentre al 93′ Trezza è sicuro sul debole tentativo di Inguscio.
L’Audace vola a +11 sul Francavilla e giovedì in terra lucana andrà in scena lo scontro diretto: la banda di mister Pazienza aspetta solo la matematica per celebrare un traguardo fortemente voluto e ormai quasi del tutto acquisito. Solo chi osa vince, chi persevera ha ragione: le “cicogne” spinte da una grandissima motivazione hanno fatto partire il conto alla rovescia per l’ingresso nel professionismo.
AUDACE CERIGNOLA-VIRTUS MATINO 1-0
Audace Cerignola (4-3-3): Trezza, Vitiello (59′ Spinelli), Manzo, Sirri, Dorval, Tascone, Agnelli (59′ Russo), Longo (77′ Maltese), Strambelli (79′ Mincica), Malcore (85′ Palazzo), Loiodice. A disposizione: Tricarico, Silletti, Ciccone, Botta. Allenatore: Michele Pazienza.
Virtus Matino (3-5-2): Leuci, Rantucho, Meola (86′ Maxime), Patronelli, Prete, Inguscio, Tarantino, Monopoli, D’Andria (46′ Cimino), Palmisano (74′ Morra), Stauciuc. A disposizione: Caputo, Michel, Fina, Calò, Gramegna, Giannotta. Allenatore: Giuseppe Branà.
Rete: 82′ autorete Patronelli.
Ammoniti: Tascone, Dorval, Sirri (AC); Prete, Patronelli (VM).
Angoli: 7-3. Fuorigioco: 3-4. Recuperi: 2′ pt, 5′ st.
Arbitro: Angelillo (Nola). Assistenti: Dell’Isola (Sapri)-Conte (Napoli).
Fonte:NotiziarioCalcio.com
Parlare di calcio giocato alla vigilia di Foggia-Catanzaro è davvero difficile, l’esclusione del Catania in seguito al fallimento dichiarato dal Tribunale della città etnea, ha ridisegnato la classifica, penalizzando i rossoneri di sei punti, rispetto alle due vittorie maturate contro la formazione siciliana, ed allontanando i rossoneri dalle zone alte della classifica, con pochi punti di vantaggio nella zona playoff rispetto alle inseguitrici. “È un campionato irregolare” l’amaro giudizio del tecnico Zdenek Zeman alla vigilia del match, aver escluso la formazione siciliana a sole tre gare dal termine della stagione ha indignato tutte le formazioni del campionato di Serie C ed i vertici della categoria, in disapprovazione rispetto alla decisione assunta dalla Federazione. Una gara in cui i rossoneri dovranno vincere per blindare i playoff e provare a restare in scia delle formazioni di vertice, ma dovranno fare a meno del bomber Alexis Ferrante, ancora fuori per infortunio. Per la gara contro i calabresi degli ex Iemmello e Martinelli è atteso il record di presenze stagionali, con più di 6000 ticket emessi nelle ultime ore. Fischio d’inizio alle ore 21:00, diretta su Rai Sport e Eleven Sport.
Luca Caporale – playnews24.com
Non fa sconti l’AZ Picerno e batte 3-0 la Fidelis Andria, ribadendo le sue credenziali playoff. Il tecnico dei lucani, Leonardo Colucci, si toglie qualche sassolino dalle scarpe: “Siamo gente seria e le partite ce le giochiamo tutte, poi non sempre si può vincere. I ragazzi sono sempre disponibili e non mollano di un millimetro, restando in gruppo anche senza essere al top della condizione. Sono felice per loro, perché anche quando sbagliano, lo fanno con la volontà di crescere e migliorare. Il merito è della società che ha costruito un gran gruppo e non era facile o scontato“. Sul caso Catania: “A me dispiace, soprattutto per i giocatori, i dipendenti della società e la tifoseria. Le situazioni andrebbero analizzate meglio dall’inizio e non solo nelle ultime tre giornate. Ci sono squadre che hanno fatto trasferte a Catania, hanno preso cartellini e squalifiche giocando contro di loro e alla fine si sono visti togliere i punti conquistati sul campo. Dispiace perché ogni anno succedono due o tre situazioni di questo tipo. Bisognerebbe fare delle verifiche diverse sui bilanci delle società”.
Fonte:TuttoC.com
Sebastian Meneses ha parlato così dopo la vittoria di Bisceglie:
“Siamo stati bravi nella prima frazione a sfruttare il vento a favore. Il primo gol ci ha dato la giusta tranquillità per gestire il match. Quello di ieri è un passo importante verso il raggiungimento del nostro obiettivo. Dobbiamo ancora lavorare tanto”.
Fonte:NotiziarioCalcio.com
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La data del recupero di Bologna-Inter, il famoso asterisco che tiene in ostaggio la lotta scudetto, è stata fissata la settimana scorsa: mercoledì 27 aprile, con orario da definire, anche perché quel giorno c’è l’andata di una delle due semifinali di Champions. Prima però c’è un passaggio che potrebbe cambiare la storia del campionato. Dopodomani infatti il Collegio di Garanzia dello Sport del Coni si pronuncerà sul ricorso dei nerazzurri contro le prime due decisioni del Giudice Sportivo e della Corte Sportiva d’Appello della Figc sul mancato assegnamento del 3-0 a tavolino della gara del 6 gennaio alla quale il Bologna non si presentò a causa della quarantena imposta dall’Asl.
Fonte: Tele Regione Official Youtube channel
Sembra la storia di quei ciclisti che si dannano l’anima per l’intera giornata, vanno in fuga, pedalano come forsennati e poi, sul più bello, quando ormai si vede lo striscione del traguardo, il gruppo li raggiungere, li supera e a loro non restano che le briciole. Luciano Spalletti non è quello che gli esperti di bicicletta definirebbero un finisseur, cioè uno che conosce perfettamente come concludere vittoriosamente una gara.
Genovese di nascita e pescarese d’adozione, classe 1974, l’ex centrocampista di Pescara, Avellino e Modena è stato collaboratore tecnico di Bucchi in serie B con Benevento ed Empoli. Il suo vice sarà l’ex terzino nerazzurro stellato Vincenzo Lambertini.
Bisceglie, 11 aprile 2022 – È il 48enne Ivan Tisci l’allenatore che guiderà il Bisceglie nell’ultimo, cruciale segmento di stagione. La scelta della società nerazzurra dopo l’esonero di Rufini, avvenuto nella tarda mattinata, è dunque ricaduta sull’ex centrocampista originario di Genova e pescarese d’adozione che in carriera ha disputato oltre 400 partite da professionista, tra le file di Genoa e Vicenza (7 “gettoni” in serie A), Pescara, Lanciano, Avellino, Modena, Crotone e Foggia, solo per citare le più celebri. Concluso il lungo percorso da calciatore, Tisci è entrato nello staff tecnico di Cristian Bucchi, con cui ha condiviso le esperienze in serie B a Benevento (2018) e ad Empoli (2019), quindi due anni fa ha conseguito il patentino UEFA A che gli consente di allenare fino alla serie C. E’ al suo esordio da capo-allenatore di una prima squadra.
Nel ruolo di vice-allenatore Tisci sarà affiancato da una vecchia e gradita conoscenza del calcio nerazzurro, il 51enne Vincenzo Lambertini, cresciuto calcisticamente a Bisceglie, maglia da lui indossata con profitto per quattro stagioni in serie C2 dal 1988 al 1992, con 98 presenze e 4 reti. Proseguita la carriera con diverse stagioni in B (Brescia, Cagliari, Pescara e Pistoiese), al termine della stessa Lambertini – trasferitosi in pianta stabile a Pescara – ha guidato i Giovanissimi Regionali dei delfini biancazzurri e gli Allievi del Caldora. In occasione delle celebrazioni per il Centenario del calcio biscegliese nel 2013, Lambertini è stato inserito anche fra le tre nominationsdella “squadra del secolo” nel ruolo di terzino sinistro.
Dopo un colloquio introduttivo con la squadra, Tisci dirigerà domani mattina il suo primo allenamento sul prato del “Ventura”.
La chiesa di San Giorgio non è bastata a contenere l’affetto per Emiliano ‘Ciccio’ Mascetti. Al suo funerale c’erano più di mille persone a rendergli omaggio, dai tantissimi tifosi con cori e striscioni, a quasi tutto il Verona della scudetto di cui è stato direttore sportivo: Fanna, Volpati, Galderisi, Di Gennaro, Fontalan, Ferroni, Vignola e il loro condottiero, Osvaldo Bagnoli.
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Oltre alla delegazione dell’attuale Verona (il d.s. D’Amico con capitan Faraoni e il portiere Berardi) presenti tanti personaggi dello sport che gli hanno voluto bene, da Guidolin a Pacione, da Nico Penzo a al tecnico Colomba. C’era persino Joe Jordan, lo “Squalo”, che ha giocato una stagione el Verona dopo il Milan, sbarcato apposta in giornata dall’Inghilterra “perché non potevo non dargli…
Juan Cuadrado anche quest’anno è l’uomo chiave della Juve. Quando c’è si vede, e pesa in positivo sui parametri di un match; in sua assenza, manca proprio tanto in rifinitura per gli attaccanti, che già a prescindere andrebbero forniti di più e possibilmente meglio. Il ruolo strategico del colombiano nel presente è ben chiaro, insomma.
Fonte: S.S.C. Bari Official Youtube Channel
Il Bitonto arriva al “Giovanni Paolo II” di Nardò orfano di vittorie dal lontano 16 febbraio (0-1 a San Giorgio a Cremano). Otto partite e una vita sportiva fa…
Nel frattempo, la vetta del girone H si è allontanata in maniera probabilmente definitiva, la seconda piazza momentaneamente e il Fasano, da dietro, ha iniziato a farsi vedere negli specchietti.
Ma quest’anno, a quanto pare, il Salento porta bene ai colori neroverdi e i tre punti firmati Domenico Santoro conquistati oggi pomeriggio a Nardò restituiscono a tutto l’ambiente bitontino un po’ di serenità, rinnovata consapevolezza e un Francavilla ora distante solo due punti.
La cronaca della partita.
Alessandro Potenza è ancora alla ricerca della sua prima Gioia in neroverde e torna a quel 3-4-1-2 con Figliola in porta e “triangolo offensivo” composto da Riccardi-Lattanzio-Santoro che tanto bene aveva fatto per più di un’ora nel match contro il Gravina, sino ad oggi senza dubbi la migliore prestazione del Bitonto targato Potenza. Difesa over completata da Petta, Lanzolla e Colella per l’allenatore originario di Apricena. Stasi, Addae, Piarulli e il rispolverato Radicchio, da destra verso sinistra a centrocampo. Out Manzo e Taurino, recuperato Turitto.
Il Nardò di Pasquale De Candia, indimenticato ex di giornata, si schiera con un 5-3-2 che vede l’under Petrarca in porta, De Giorgi, Trinchera, Romeo, Masetti e Mariano in difesa; Caracciolo-Valzano-Cancelli i tre di centrocampo. Caputo-Cristaldi “l’usato sicuro” in attacco, dove si registrano le pesanti assenze di bomber Puntoriere, capocannoniere dei neretini con sei gol; indisponibili anche Mengoli e l’altro ex Fiorentino.
Primo tempo.
Dopo il velocissimo giallo a Valzano (entrata decisamente dura su Piarulli a centrocampo), il tentativo del sempre mobile fra le linee Riccardi a scuotere l’esterno della rete locale.
21’: Stasi crossa da destra, ma Petrarca in coraggioso tuffo anticipa Santoro.
24’: Caputo risponde con il mancino per il primo squillo granata. Il suo tiro a giro termina tuttavia alto sulla traversa di Figliola.
26’: Lanzolla tenta una trivela alla Quaresma, che si trasforma in un infame tiro-cross che quasi sorprende all’incrocio il portiere di casa.
36’: delizioso vantaggio del Bitonto al “Giovanni Paolo II”! Stasi, uno dei più postivi fin qui, approfitta alla grande di un errore in uscita di Romeo e lancia sul filo del fuorigioco Santoro, che fa 13 (realizzazioni personali in Campionato) scavalcando con un chirurgico pallonetto di piatto l’inerme Petrarca in uscita solitaria. 0-1.
Fino al duplice fischio arbitrale, null’altro da segnalare se non la giusta ammonizione comminata a Piarulli, che si immola per rimediare ad un disimpegno sbagliato di Lanzolla nel cerchio di centrocampo, e una “ordinaria amministrazione” ben gestita dalla solita certezza-Figliola.
Vento cambia-traiettorie insidioso su Nardò.
Secondo tempo.
De Candia lascia negli spogliatoi un evanescente Cristaldi, dentro Cavaliere. Proprio quest’ultimo si rende subito protagonista involontario di un pericoloso sandwich aereo con Figliola e Petta, il quale ne fa la spese e resta a terra quasi esanime per attimi di paura che paiono non terminare mai…
Per fortuna, tutto si risolve al meglio, fra gli sportivi – da evidenziare – applausi del numeroso pubblico di casa.
Ci provano da fuori area Addae e Colella, rispettivamente di destro e con il sinistro, ma nessuno dei due impensierisce più di tanto Petrarca, nonostante la discreta potenza dei loro tiri.
Mancarella-Alfarano in per Valzano-Mariano, la doppia sostituzione ordinata da mister De Candia al 13’ della ripresa. Anche Potenza cambia: fuori Radicchio e capitan Lattanzio, in campo Lacassia e D’Anna.
Alfarano dal limite con il mancino: palla lontana dallo specchio bitontino. Nel frattempo, salgono a sette le ammonizioni della partita, fattasi bella maschia e tesa con il passare dei minuti. Cinque di recupero e tutti negli spogliatoi a sancire la fine di una partita non bella, ma gestita alla perfezione, più di clava che di fioretto, dai leoncelli che tornano a sorridere. Che tornano a ruggire d’orgoglio.
Potenza conduce dunque in porto una vittoria tanto importante quanto incoraggiante, chiudendo con un 5-3-2 “coperto” dopo l’inserimento di Guarnaccia (per Riccardi) nella linea a tre di centrocampo.
Il Bitonto spera di aver ripreso definitivamente la sua corsa nelle zone altissime della classifica. La controprova? Fra quattro giorni al “Città degli Ulivi”, dove arriverà il Lavello.
32^ GIORNATA CAMPIONATO SERIE D – GIRONE H
NARDÒ – BITONTO 0 – 1
Rete: 36’ pt Santoro
NARDÒ: Petrarca; De Giorgi (C), Trinchera, Romeo, Masetti, Mariano (13’ st Alfarano); Valzano (13’ st Mancarella), Cancelli, Caracciolo; Cristaldi (1’ st Cavaliere), Caputo.
A disp.: Rollo, De Feo, Centonze, My, Dorini, Gallo.
All. De Candia
BITONTO: Figliola; Petta, Lanzolla, Colella; Stasi, Addae, Piarulli, Radicchio (17’ st Lacassia); Riccardi (40’ st Guarnaccia); Lattanzio (C) (27’ st D’Anna), Santoro.
A disp.: Cannizzaro, Biason, Iadaresta, Mariani, Palumbo, Turitto.
All. Potenza
Arbitro: Borriello (Arezzo). Assistenti: Rinaldi (Policoro) e Martinelli (Potenza).
Ammoniti: Valzano, Caracciolo, De Giorgi (N); Piarulli, Petta, Addae, Santoro (B).
Minuti di recupero: 0 pt – 5 st.
Fonte:NotiziarioCalcio.com

Universitatea Craiova -Cfr Cluj 3-2 rezumat
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È arrivato un pareggio per il Lavello contro la Nocerina. Un punto che è stato analizzato come di consueto dall’allenatore dei gialloverdi lucani Karel Zeman.
Questa, come riportata da nocerinalive.com, l’analisi del match di Zeman: «Nel primo tempo meritavamo di perdere, mentre nel secondo di vincere. Abbiamo costruito qualcosa in più nel secondo tempo e ci potevano stare anche i tre punti, ma il calcio va così. Siamo felici di non aver preso gol contro una grande squadra come la Nocerina. Abbiamo fatto meno ad inizio stagione quando il budget era tra i più alti della categoria. Ora stiamo facendo molto di più dopo il ridimensionamento ed è un vero e proprio miracolo. Abbiamo cambiato diciotto elementi e dovremo lottare fino alla fine per raggiungere il nostro obiettivo. Il secondo tempo di oggi ci fa ben sperare. Siamo andati in difficoltà come anche la Nocerina che è abituata a giocare palla a terra partendo da dietro».
Fonte:NotiziarioCalcio.com
Il Gallipoli Football 1909 chiude il suo sesto campionato consecutivo di Eccellenza Pugliese al terzo posto conquistato in solitaria con il pari per 0-0 ottenuto nell’impegno casalingo odierno contro il Grottaglie. Il risultato non racconta a pieno una gara che ha visto soprattutto nel secondo tempo entrambe le squadre cercare con insistenza il successo. Se da una parte infatti gli ospiti erano molto motivati a centrare una salvezza che dipendeva dai risultati sugli altri campi, il Gallipoli le ha provate tutte per centrare un successo che mancava dalla gara col Ginosa.
Sono proprio i giallorossi fin dall’inizio a prendere in mano la partita, e nemmeno scattati dai blocchi, Santomasi manca il tempo giusto per calciare, ben imbeccato da Medina, ma si defila fino alla linea di fondo crossando debolmente tra le braccia di Laghezza. Ha poi al 31′ una buona opportunità Maiolo, ma il suo sinistro da buona posizione, raccolto un primo tentativo di Cascio respinto della difesa, termina alto. Nel primo minuto di recupero della prima frazione, Medina cerca la battuta in porta su calcio di punizione, sul pallone rimpallato si avventa Maiolo che viene murato ed il tentativo finale di Santomasi in sforbiciata viene controllato da Laghezza.
La ripresa si apre con un Gallipoli che comanda sempre le operazioni costruendo due occasioni molto nitide: al 2′ Maiolo mette Solidoro a tu per tu con Laghezza, ma il numero 28 manca clamorosamente il pallone, 7′ più tardi, invece, il portiere ospite si supera su Medina, che sugli sviluppi di un angolo controlla, salta l’avversario e conclude da distanza ravvicinata trovando però un muro davanti a sé. Il Grottaglie, al primo tiro degno di nota, crea però la miglior occasione della gara: è il 12′, quando Melono smarca in area Malaglino che si libera di Miccoli e lascia partire un sinistro che si stampa sul palo. Il Gallipoli pareggia però il conto dei legni al 24′ con Medina che, ricevuto un assist perfetto da De Leo dopo una gran discesa dell’esterno lungo la sinistra, a porta sguarnita spreca calciando sul palo. L’altra grandissima opportunità capita poi sulla testa di Hundt al 35′ sugli sviluppi di un calcio di punizione battuto rapidamente a beneficio di De Leo: il capitano giallorosso parte in velocità e guadagna il fondo crossando ottimamente per il centrale argentino che manca il bersaglio da ottima posizione. L’ultima emozione del match la regala una bellissima esecuzione di Melono, il numero 9 ospite calcia al volo da fuori area un pallone scodellato dalle retrovie con il suo tentativo che si perde alto di poco. Ci prova di più il Gallipoli nelle ultimissime battute, ma a parte un’ottima chiusura di Danese su un cross dalla sinistra per l’accorrente Manca, non ci sono pericoli per Laghezza.
La partita si chiude così sullo 0-0, un risultato che alla fine premia gli ospiti: le contemporanee sconfitte di Massafra e Castellaneta consente loro di appaiare a quota 27 le due rivali per la salvezza diretta e per la classifica avulsa conquistano la permanenza nella categoria, sarà infatti il Massafra a dover affrontare l’Atletico Racale nel playout che determinerà la seconda retrocessione. Per i giallorossi, oltre al sopra citato terzo posto in classifica anche la certezza di primeggiare nella Coppa Disciplina con il punteggio di 11,45 (con l’Unione Calcio Bisceglie al secondo posto provvisorio prima di questo weekend a quota 14,10), non avendo rimediato alcuna sanzione nella gara odierna. La dirigenza, attende comunque il comunicato ufficiale del comitato regionale per certificare quest’importante traguardo che potrebbe rappresentare il primo punto di partenza per aprire interessanti scenari futuri.
Qui il tabellino completo:
Gallipoli: Russo; Miccoli, Hundt, Piscopiello, De Leo; Solidoro (42′ st Manca), Sindaco (15′ st Monteduro), Maiolo; Cascio; Medina, Santomasi (35′ st Cortese). All. Oliva
Grottaglie: Laghezza, Quaranta (12′ st Galeone), Venneri, Pecora, Santoro, Danese, Conte (32′ st Turco), Spagnulo (34′ st Caricasulo), Melono, Malagnino, Rondini. All. Molino
Arbitro: Matteo Leopizzi di Lecce
Ammoniti: Spagnulo, Santoro
Recupero: 1′ pt, 4′ st