Category Manfredonia Calcio

Attenti al…Lupo! Il Madrepietra sbanca il Miramare

Il derby foggiano di bassa classifica tra Manfredonia e Madrepietra Daunia è risolto da una giocata di Lupo, complice una deviazione, che regala così 3 punti pesanti agli ospiti.

Sipontini mai in partita, a dir poco “svogliati” e “senza idee” al contrario di un modestissimo avversario sceso però in campo con grande determinazione e meritevole della vittoria.

Ancora out Pazienza, indisponibile Romito per l’improvviso lutto familiare e Malcore ancora squalificato: è la distinta degli assenti del Donia, che comunque non rappresenta un alibi. Sull’altra sponda assente per squalifica l’ex Bozzi.

E’ un derby dai contenuti tecnici poveri, è la sagra degli errori e “orrori” che al 32′ regala l’unica vera emozione con il gol partita di Lupo grazie alla complicità disarmante della retroguardia locale.
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Nella ripresa i cambi non incidono, i sipontini sfiorano casualmente il pari con De Rita e La Porta ma rischiano anche seriamente di subire il raddoppio che non giunge esclusivamente per l’imprecisione degli attaccanti ospiti.

Meritata dunque la vittoria del Madrepietra Daunia, che “stacca” le ultime due in classifica con grande impegno, sprazzi di bel gioco e tanti limiti tecnici mascherati dall’inconsistenza dell’avversario di oggi.

Per il Manfredonia altra battuta d’arresto che la ricolloca ad un passo dai playout.

Stefano Favale

Oggi Manfredonia e Apricena per il posticipo di Serie D

Oggi il posticipo della 27esima giornata. Derby al Miramare con Manfredonia e Apricena in campo

Sarà derby oggi al Miramare di Manfredonia, dove i padroni di casa sipontini affronteranno il MadrePietra Daunia Apricena.

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Scongiurato il rischio del ritiro della squadra, i blugranata devono ancora conseguire numerosi punti per sperare nella salvezza, mentre in casa biancoceleste, le gara già giocate nella giornata di ieri hanno fatto sprofondare la squadra dal nono al dodicesimo posto, con il rischio di restare impantanati nelle acque dei playout.

Fischio di inizio al Miramare di Manfredonia, questo pomeriggio, alle ore 15:00.

Fabio Lattuchella

Manfredonia, Catalano come Vadacca

La stessa media punti ad oggi, ma con l’obiettivo stagionale ridimensionato, pertanto nessun miglioramento tangibile derivato dal cambio tecnico.

E’ il sunto estremo del confronto tra Catalano e Vadacca alla guida del Manfredonia.

Un solo vero “colpo” di mercato indovinato, Malcore, su segnalazione di Vadacca è evidentemente una delle cause di un rendimento assai altalenante in campionato, nonostante un livello tecnico medio modesto.
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Alcune “crepe” di spogliatoio hanno contribuito in maniera decisiva all’esonero di Vadacca, “reo” soltanto di aver condiviso l’ultimo progetto tecnico pur non essendone convinto probabilmente.
Tatticamente a Vadacca è mancata forse la capacità di rendere camaleontico il suo Donia, proteggere in primis la vulnerabile difesa e mostrare maggiore coraggio specie in trasferta.

E Catalano? partito in sordina ha intelligentemente modificato l’assetto difensivo e ottenuto riscontri a gennaio con un’incoraggiante serie utile di risultati e prestazioni, una vera e propria ipoteca sulla salvezza.
Poi a febbraio l’improvvisa inversione di rotta, complice un atteggiamento molle dei ragazzi apparsi quasi “appagati”.

Tuttavia la salvezza è assolutamente alla portata del Donia, il primo ostacolo si chiama Apricena ed è vietato sbagliare.

Stefano Favale

La Porta suona la carica, ma è solo 2-2 tra Donia e Agropoli

Ancora una volta due “sberle” destano un Donia apparso completamente assopito, esattamente come 2 settimane fa, con il solito La Porta che suona la carica e spiana la strada al 2-2 finale.

Ma aldilà dell’emozionante rimonta, c’è molto poco da salvare nella prestazione dei sipontini.
Le assenze di Malcore e Pazienza non giustificano un atteggiamento molle, un fraseggio impreciso e l’assoluta pochezza di idee a centrocampo dei ragazzi di Catalano.

E’ proprio il mister a non convincere con la scelta di schierare dal 1′ Gentile, mai in partita, e soprattutto di sostituirlo dopo oltre un’ora di gioco. Sarà un caso, ma il doppio cambio operato al 66′ segna la svolta della gara. La freschezza atletica e mentale di Cicerelli e Molenda, unita all’estro di La Porta, offrono sprazzi di un gioco a tratti anche spumeggiante e consentono di raddrizzare le sorti del match.

Discutibile anche l’impiego di Coccia, come già contro l’Anzio, da mezzala e la mancanza di contromisure sull’unico vero elemento pericoloso tra gli avversari, ovvero Capozzoli che ha sovrastato Raho sulla corsia di sinistra. Male anche Fiore, come contro l’Anzio, sull’altra corsia. Sempre incerto Tarolli, senza infamia nè lode Romeo, si salva solo D’Angelo nel reparto arretrato.
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Preoccupa dunque nuovamente la difesa (7 reti incassate nelle ultime 3 gare), il fragile equilibrio trovato un mese fa sembra essere già svanito e tornano gli spettri del girone di andata.
Nessun dramma, si intende, ma occorre un cambio di rotta per centrare la salvezza con tranquillità.

Per la cronaca già al 6′ il volenteroso Agropoli va vicino al gol con una volèe di Tiboni da posizione impossibile con la sfera allontanata sulla linea da D’Angelo. Quindi un paio di sussulti dei sipontini con Lauriola e La Forgia, la replica di Capozzoli con la complicità delle due retroguardie. Al 30′ è bravo Cherillo dal limite a sfiorare l’incrocio, altrettanto La Forgia due minuti più tardi con un colpo di testa di poco alto. Nonostante una manovra lenta ed imprecisa il Donia quindi riesce anche a rendersi pericoloso, il gol arriva al 41′ ma è di marca ospite con Cherillo abile a svettare più alto di tutti e spiazzare Tarolli con un preciso colpo di testa.

Il Donia appare più reattivo ad inizio ripresa ma al primo affondo subisce il raddoppio degli avversari al 57′, ammirevole la prodezza del migliore in campo Capozzoli.
Eppoi come già raccontatovi il finale emozionante con le reti di La Porta e La Forgia al 68′ e 75′.

Nel finale Agropoli assediata ed impaurita, La Porta vicino al 3-2 ma forse sarebbe stato un premio eccessivo ad una prestazione con tante ombre.

Stefano Favale

Serie D, il programma della giornata

In Serie D si gioca la 24esima giornata, con gare importanti, anche scontri diretti per la salvezza.

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Dopo il pareggio scoppiettante (soprattutto negli ultimi minuti) di domenica scorsa contro il Francavilla, il San Severo di mister Di Domenico va a fare visita al Ciampino, squadra ultima in classifica con 16 punti. I giallogranata hanno l’opportunità di portare a casa il bottino pieno in trasferta (non succede dal 20 novembre con la vittoria di Apricena) contro un avversario modesto, ma alla disperata ricerca di punti salvezza.

Fuori casa anche il Manfredonia, nella gara più difficile della giornata, a Bisceglie. I padroni di casa sono in lotta per la vittoria finale del campionato o almeno per i playoff, e saranno poco propensi a lasciare punti tra le mura amiche. Dal proprio canto, i sipontini stanno disputando una buona seconda parte di stagione e faranno di tutto per mettere in difficoltà i neroazzurri.

Particolarmente importante la sfida della MadrePietra Daunia Apricena, in casa contro il Cynthia Genzano. Entrambe le squadre (così come il Ciampino), sono all’ultimo posto in classifica con 16 punti, e questa gara rappresenta a tutti gli effetti uno scontro diretto per la permanenza.

Le altre gare in programma sono Az Picerno-Gravina, Herculaneum-Francavilla, Agropoli-Trastevere, Nocerina-Nardò, Vultur Rionero-Gelbison e Anzio-Potenza.

Fabio Lattuchella

Manfredonia-Francavilla 4-2 poker biancoceleste

Vittoria netta e quarto risultato utile consecutivo per i sipontini, ora a distanza di sicurezza dalla zona playout. Catalano affida a La Porta il ruolo del “finto” centravanti, essendo Malcore squalificato e avanza Coccia sulla linea degli attaccanti. Due mosse azzeccate, dopo appena 4′ Pazienza con una bella torsione insacca di testa sugli sviluppi del primo corner. Un minuto più tardi una ripartenza di Molenda mette Gentile nella condizione di calciare a rete da buona posizione, ma viene murato da un avversario. Al 16′ il primo pericolo creato dagli ospiti con Matinata e Tarolli che si salva respingendo con i piedi direttamente in fallo laterale.
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La gara diventa più equilibrata e al 43′ Marino coglie il momentaneo pari, approfittando di una dormita generale della retroguardia locale. Ma un solo giro di lancette e D’Angelo riporta il Donia in vantaggio, ancora una volta di testa su calcio d’angolo. La ripresa vede un possesso sterile del Francavilla, che subisce a più riprese la velocità dei sipontini, già vicini al tris all’8′ con Molenda. Lazic inserisce l’ex Del Prete, ma due minuti più tardi La Forgia cala il tris. L’espulsione di Alexic chiude virtualmente le ostilità nei minuti successivi. Nel finale c’è gloria anche per La Porta (rig.) e Fanelli. Il risultato finale (4-2) rende il merito al Donia di aver interpretato al meglio la gara con mordente e freschezza atletica, al contrario il Francavilla è apparso abulico e senza carattere.

Stefano Favale

Manfredonia-San Severo 2-0

Netta affermazione dei sipontini nel derby foggiano con il San Severo, apparso in palese difficoltà. Eppure sono proprio gli ospiti a rendersi pericolosi già al 7′ con Falconieri che colpisce il montante alla sinistra di Tarolli dai 25 metri. Ma è solo un episodio, Romito & C. assumono ben presto il pallino del gioco sciorinando finalmente buone trame di gioco con ritmi quasi forsennati.
Pressing, ritmi sostenuti e difesa alta tolgono respiro alla blanda manovra ospite, che soccombe al 13′ su una grande invenzione di Coccia che non lascia scampo a Romaniello con la palla che colpisce il palo prima di terminare la sua corsa oltre la linea di porta. Al 21′ Donia vicinissimo al raddoppio: Malcore fa tutto da solo, dribbla il marcatore diretto con una finta, si accentra e mira l’incrocio dei pali ma questa volta il montante salva il San Severo. Al 37′ un errore difensivo degli ospiti innesca il liberissimo La Porta che costringe Romaniello ad atterrarlo in area di rigore. Calcio di rigore e giallo per lui: La Porta realizza ed è 2-0.
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Nella ripresa i ritmi calano, il Donia gestisce senza affanno il doppio vantaggio ed anzi sfiora a più riprese in contropiede il tris. Catalano passa al 3-5-2 nel finale per salvaguardare il risultato ma gli ospiti oggi sono spenti e rischiano lo 0-3 al 95′ salvati solo dalla traversa colpita da La Porta.
Per i sipontini tre punti d’oro, per il San Severo prestazione da dimenticare al più presto e zona playout più vicina con il Potenza e il Donia ora a pari punti, ma con una partita in meno da recuperare mercoledì prossimo nello scontro diretto.

TABELLINO

MANFREDONIA (4-3-2-1): Tarolli, Fiore, Raho, Pazienza, Romeo, D’Angelo, Coccia (50′ Cicerelli), Romito, Malcore (91′ Esposito), La Porta, Molenda (73′ De Filippo). A disposizione: Longobardi, Bonabitacola, Rinaldi, La Forgia, Castigliego. All. Catalano

SAN SEVERO (4-4-2): Romaniello, Falco, Favilla (50′ Di Federico), Menicozzo (70′ Leonardi), Ianniciello, Del Duca, De Vivo, Lanzillotta, Falconieri, Laboragine (46′ Basta), De Bellis. A disposizione: Provaroni, De Rosa, Altamura, Florio, Sorbo. All. Dell’Atti

ARBITRO: SIG. KUMARA DI VERONA
ASSISTENTI: ORGA DI MOLITERNO E PIZZI DI TERMOLI

MARCATORI: 13′ COCCIA, 37′ LA PORTA (RIG.)
AMMONITI: D’ANGELO, COCCIA, LA PORTA, MOLENDA, ROMANIELLO, FALCO E DE VIVO
ESPULSI: NESSUNO

NOTE: presenti circa 600 spettatori; corners: 5-7; recuperi: 1’+5’+1′

Stefano Favale

Bilancio 2016: brindisi amaro per il Manfredonia

Ad un buon girone di ritorno (2015/16) fa da contraltare un deludente girone di andata nella stagione in corso. Nonostante le note difficoltà economiche i sipontini riuscivano ad ottenere la salvezza diretta e persino a raggiungere una sesta posizione insperata, ma nel momento di pianificare la nuova stagione venivano commessi oggettivi errori di valutazione tecnica.

Analizziamo i dati statistici del 2016: 34 gare disputate, 47 punti ottenuti in virtù di 14 vittorie, 5 pari e 15 sconfitte; 42 le reti realizzate, 47 quelle incassate.

Nel complesso appaiono numeri da metà classifica, è quindi opportuno scindere i dati delle due stagioni calcistiche di riferimento. Nel girone di ritorno della passata stagione i ragazzi di Vadacca conquistavano 27 punti (media 1.6) con 19 reti all’attivo e 18 al passivo; nel girone di andata della stagione in corso i numeri sono ben diversi: 20 punti (media 1.2) con 23 gol fatti e 29 (media 1.7) subiti.
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La differenza? è senz’altro netta, al di là dei numeri. I proclami estivi da “playoff” si sono ridimensionati, la rosa è stata allestita con evidenti errori di valutazione tecnica. Ad una difesa fragilissima (in prospettiva la peggiore degli ultimi 26 anni) si aggiunge un centrocampo lento e senza fisicità, l’attacco l’unico reparto che funziona.

Che il progetto tecnico estivo si sia rivelato un flop è certificato dall’esonero di Vergori, considerato un pilastro ma dal rendimento assai discontinuo, dall’esonero della guida tecnica Vadacca, dalla rescissione di Vicedomini, mai convincente e afflitto da guai fisici, dall’acclamato arrivo del top player Pazienza, ex serie A, poco incisivo finora. La recente partenza di un perno dell’attacco, Bozzi, indebolisce l’unico reparto affidabile del Donia.

Il recente e clamoroso dietrofront della dirigenza al ritorno di Vadacca, prima convocato e poi “non desiderato” da un gruppetto dello spogliatoio è un segnale di debolezza.

Ora si volta pagina e si guarda al 2017 con la consapevolezza che non si potrà più sbagliare, la salvezza diretta è alla portata in un girone tecnicamente abbordabile.

Stefano Favale

Donia, torna Max Vadacca? si, anzi no grazie!

In genere è una società ad assumere decisioni, e così è stato nel momento di richiamare Vadacca alla guida tecnica del Manfredonia.
La notizia, clamorosa, risale a sole 24 ore fa ma..oggi l’incredibile dietrofront dettato, a quanto pare, dal categorico rifiuto di uno sparuto gruppo dello spogliatoio ma evidentemente talmente influente da sopraffare la stessa dirigenza.
Se ne sta parlando tanto nell’intero ambiente calcistico sipontino, tutti si domandano come mai la società lo abbia richiamato pur consapevole dei dissapori nati all’interno dello spogliatoio alla vigilia dell’esonero.
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Ora sono attesi il comunicato ufficiale della società e, soprattutto, le dichiarazioni di Vadacca che non tarderanno ad arrivare.
I tifosi di fede biancoceleste sono tutti schierati con Vadacca, a loro avviso non meritevole di tale trattamento.
Per la dirigenza è un’altra sconfitta, dopo quella sul campo per gli scarsi risultati sinora conseguiti a fronte di un mercato ricco di risorse finanziarie.

Stefano Favale

Donia, classifica che rispecchia i tanti errori commessi

La prestazione incoraggiante di ieri non fa altro che accrescere il rammarico per non aver saputo costruire una rosa di alto livello, nonostante un budget importante messo a disposizione del Ds Di Toro.

I numeri sono impietosi: 8 sconfitte in 16 gare, di cui 9 casalinghe ovvero una sconfitta ogni 2 gare. Addirittura 27 le reti subìte, con una media gol incassati di 1.7. Un cambio tecnico (Vadacca), un tesserato mai sceso in campo (Cerbone), il “colpo” Pazienza (finora deludente), l’esiguo margine di vantaggio sulla zona playout (+2) nonostante proclami da playoff e lo scarso impiego dei ragazzi del vivaio certificano una prima parte della stagione da dimenticare per il Donia, se non fallimentare.

Fortunatamente il livellamento (in basso) del girone, fatta eccezione per le prime 4 della classe, lascia aperta una “porta” che conduce alla 5^ posizione dove però si preannuncia bagarre.
Le altre, Nardò e Francavilla in primis, non stanno ferme a guardare e in questo momento sono con la Gelbison le pretendenti maggiormente accreditate alla 5^ posizione.
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Non basta certamente il buon centrale difensivo D’Angelo, seppure apparso non in perfette condizioni fisiche, senz’altro migliore dell’esonerato Vergori. E’ palese la necessità di tesserare un nuovo portiere, un altro difensore centrale ed un paio di centrocampisti se si vuole provare a disputare un altro girone di ritorno.

Ebbene ieri il Donia ha consegnato il centrocampo nelle mani del superlativo Trastevere, magari cinico ma dal tasso tecnico elevatissimo e dall’ottima organizzazione di gioco.

Pazienza e Romito hanno retto circa 60′, poi il vuoto con l’assenza ad oltranza di Vicedomini.

La stagione può essere salvata? certo ma a condizione che arrivino finalmente i tasselli giusti, in caso contrario meglio puntare sui ragazzi del posto e mantenere la categoria tra la mediocrità generale.

Stefano Favale

Manfredonia-Trastevere 1-2

Minuto 77: una mancata chiusura di Pazienza ed un erroraccio di Tarolli regalano alla capolista 3 punti d’oro e decretano la parola fine ai sogni playoff dei biancocelesti.
Positivo l’esordio di D’Angelo al centro della difesa, sebbene apparso leggermente fuori forma, male Pazienza e decisivo Radaelli in almeno 3 occasioni.
Gara molto tattica, Donia concentrato e Trastevere dal tasso tecnico superiore. Al 20′ clamoroso palo interno colpito dal buon Malcore, a cui fanno seguito altre situazioni pericolose con salvataggi quasi sulla linea di porta e ottime parate di Radaelli. Ma alla prima distrazione ecco puntuale il vantaggio ospite con Tajarol su rigore. Su azione di rimessa il Donia è sbilanciato e presta il fianco allo sgusciante Pagliaroli che viene fermato fallosamente in area al 43′.
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Inizio ripresa con ritmi blandi e Trastevere in grado di gestire senza affanni l’esiguo vantaggio sino al lampo dei padroni di casa con Coccia che viene atterrato in area e La Porta che trasforma dagli 11 metri l’1-1- al 29′. Ma 3 minuti più tardi Pazienza si “scansa” e facilita così l’incursione di un avversario che calcia dalla distanza: Tarolli respinge malamente sulla traversa, la palla rimbalza in area sino al tocco decisivo di Fiorini che insacca. C’è ancora tempo per un miracolo di Radaelli al 36′ su incornata di Bozzi, poi nulla più.
Al Donia non basta il cuore, vince il cinismo della capolista che conferma di meritare il primato.

Stefano Favale

Manfredonia-Gravina 1-2 tra conferme e recriminazioni

Il Gravina espugna il “Miramare” e resta sulla scia del Trastevere. Cinismo e concretezza da una parte, impegno e limiti dall’altra. Due gli episodi da moviola: il gol annullato a Romeo al 45′ e il presunto fallo da rigore a favore degli ospiti. Ma, decisioni arbitrali a parte, focalizziamo le attenzioni sulla prestazione delle due squadre. Prima mezz’ora giocata a ritmi bassi con una sola chance per i gialloblu con Ferreira che spedisce a lato liberissimo sugli sviluppi di un corner. Quindi inizia il forcing, certamente prestabilito, degli ospiti che assediano e sfiancano sulle corsie la retroguardia biancoceleste creando grande scompiglio sino al gol di Anaclerio al 43′, di testa in tuffo liberissimo su uno spiovente. Al 45′ il Donia pareggia con Romeo, sempre di testa, ma viene segnalato un fuorigioco. Nella ripresa una prodezza di La Porta, al 15′, sembra cambiare volto al match ma al 26′ Esposito commette un’ingenuità e “tocca” un avversario in area di rigore. l’arbitro, ben appostato, non ha alcuna esitazione ed indica il dischetto del rigore tra le proteste dei locali.
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Non succede più nulla, il Gravina gestisce bene il vantaggio, i sipontini danno tutto ma non riescono a scardinare l’attenta retroguardia barese. Il Donia è meritevole di un plauso per l’impegno, ma restano i grossi limiti tecnici della difesa e la mancanza di dinamismo a centrocampo. Il Gravina si conferma squadra ben organizzata, in grado di dettare i tempi a proprio piacimento. Lotterà sino alla fine per la vittoria del campionato.

TABELLINO

MANFREDONIA (4-3-3): Tarolli, Fiore, Pellegrino (69′ De Filippo), Pazienza, Romeo, Esposito (78′ Romito), Coccia, Gentile, Bozzi, La Porta, Molenda (86′ Castrì). A disp.: Longobardi, Cerbone, Bruno, Armiento, Malcore, De Rita. All. Catalano

GRAVINA (3-5-2): Cilumbriello, Palermo, Caputo, G.Ferreira, Lanzolla, Anaclerio (54′ Zammuto), Ngom, Cerone (64′ Patierno), Albano, Guadalupi, Mazzilli. A disp.: Loliva, Chiaradia, Liberio, Di Cillo, Fanelli, Di Matera, Calderoni. All. De Luca

MARCATORI: 43′ ANACLERIO, 60′ LA PORTA, 71′ PATIERNO rig.
AMMONITI: PAZIENZA, ESPOSITO, CERONE, ALBANO, GUADALUPI, MAZZILLI, PATIERNO.
ESPULSI: NESSUNO

NOTE: CORNERS 5-6 RECUPERI 0’+4′

Stefano Favale

Serie D, un turno interessantissimo

La 12^ giornata riserva due sfide incrociate al vertice: per il Gravina l’insidia Gelbison, la vera rivelazione del campionato. Il miglior attacco (Gelbison) contro la miglior difesa (Gravina), chi la spunterà? il Bisceglie riceve il deludente Potenza e non può fallire l’appuntamento con la vittoria per il rilancio definitivo. Potrebbe approfittarne la nuova capolista Trastevere, in caso di successo a Picerno, e chissà allungare in classifica. La Nocerina è chiamata a piegare la resistenza dell’Anzio, in forte ascesa, il Nardò di Foglia Manzillo punta i playoff con il nulla osta del fanalino di coda Cynthia.
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Ad Apricena va di scena il derby foggiano tra il Madrepietra Daunia e il San Severo, a Ciampino scontro diretto per la salvezza tra i locali e l’Herculaneum. Chiudono il quadro della 12^ giornata le sfide tra V.Rionero e Manfredonia e tra Agropoli e Francavilla.

Stefano Favale

Il Donia non c’è, il Toro lo “incorna” tre volte

“Chi non vuol giocar se ne deve andar” il coro della tifoseria organizzata locale a fine gara rivolto ai sipontini, protagonisti di una pessima prestazione.
Catalano sostituisce l’infortunato Malcore con Bozzi e schiera il 4-1-2-3, risponde Foglia Manzillo con il 3-5-2.
Eppure l’avvìo è tutto di marca biancoceleste con tre nitide occasioni da gol costruite nei primissimi minuti. Prima Molenda, poi Bozzi e infine La Porta si fanno respingere le proprie conclusioni ravvicinate dall’esperto Petrachi. Un mix di imprecisione al tiro e bravura dell’estremo difensore neretino. Puntuale la “frittata” al 28′ con la prima occasione capitalizzata dal Nardò: una palla recuperata a centrocampo dà il via all’involata di Carrozza che, complice l’errata uscita di Tarolli, trova il pallonetto vincente dai 20 metri. Il Donia, scosso, cerca il pari e lo sfiora con La Porta al 32′ e Bozzi sotto misura al 33′, un pizzico di sfortuna per entrambi.
La ripresa è una lenta agonia per il Donia, senza idee e molle in campo al cospetto di un Nardò agguerrito e ben disposto tatticamente. Ci pensa Vergori, il peggiore in campo, a chiudere la contesa con due errori grossolani al 67′ e 81′ che mandano in estasi Carrozza e Corvino.
Lo sportivissimo pubblico del “Miramare” saluta con un lungo applauso gli ospiti e contesta aspramente squadra e tecnico del Donia.
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TABELLINO

MANFREDONIA (4-1-2-3) Tarolli, Romeo (68’De Rita), Raho, Pazienza, Vergori, Esposito, Coccia, Bonabitacola, Bozzi, La Porta (77′ Romito), Molenda (68′ Fiore). A disposizione: Longobardi, De Filippo, Gentile, Pellegrino, Bruno, Rinaldi. All. Catalano

NARDO’ (3-5-2) Petrachi, Carrozzo (51′ Podo), Morello, Oretti, Benvenga, Camisa, Palmisano, Mbida (82′ Gigante), Meleleo, Carrozza (79′ Corvino), Versienti. A disposizione: Ferrieri, Rosato, Mancarella, Diarra, Alemanni, Keyremateng. All. Foglia Manzillo

MARCATORI: 28′ e 67′ Carrozza, 81′ Corvino
AMMONITI: Raho
ESPULSI: nessuno

NOTE: Presenti circa 1500 spettatori; corners: 5-4; recuperi: 0’+5′

Stefano Favale

Donia, l’attacco sugli scudi per domare il Toro

Primo crocevia stagionale per gli uomini di Catalano, ad attendere il Donia c’è il pericoloso Nardò dell’ottimo Foglia Manzillo.
La mediocrità del torneo è dimostrata da una classifica cortissima, è possibile fare voli pindarici quanto ritrovarsi nelle zone calde ogni domenica.
Il Nardò ha iniziato molto male la stagione, salvo la parentesi della Coppa a Manfredonia, per poi riprendersi e due domeniche fa è stato capace di espugnare il campo del Gravina.
Il Donia è reduce da due risultati pirotecnici, 6 gol fatti e 5 subìti, il cambio del mister ha portato 4 punti finora ma c’è tanto da lavorare ancora.
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Catalano si affida all’ottima vena realizzativa dell’attacco, che fa da contraltare alla vulnerabile retroguardia.
Sarà garà interessante, gli ospiti non hanno niente da perdere anzi…

Stefano Favale

Serie D, Gravina-Nocerina su tutte

E’ il big match dell’undicesima giornata del girone H, a Gravina sfida molto equilibrata tra due squadre costruite per vincere il campionato. Il Bisceglie sa bene che deve approfittarne, con il nulla osta del Francavilla.
Il Trastevere, in caso vittoria con il Vultur Rionero, potrebbe riassaporare il profumo della vetta.
Del resto il campionato stenta a decollare, nessuna fuga e tanta mediocrità finora.
La classifica è molto corta proprio per l’estremo livellamento (in basso), ecco che allora certamente il mercato di riparazione potrà far vacillare questo equilibrio e decretare le 2/3 squadre che lotteranno fino alla fine per la promozione tra i professionisti.
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La sorpresa Gelbison fa visita al fanalino di coda Cynthia, il Potenza deve superare l’orgoglio della modesta Madrepietra Daunia.
Manfredonia e San Severo cullano sogni playoff, nonostante un cammino altalenante, ma Nardò e Picerno sono pronti a dare “battaglia”.
Infine il derby campano tra Herculaneum e Agropoli e quello laziale tra Anzio e Ciampino.

Stefano Favale

Donia, con 3 rinforzi si può volare in alto

La tanto sofferta quanto preziosa vittoria di Apricena ha riposizionato i sipontini a ridosso della zona playoff, obiettivo dichiarato dalla dirigenza ad inizio stagione.
Bene l’attacco, al leggero calo fisiologico di La Porta fa da contraltare la rivelazione Malcore.
Il giovane attaccante è l’attuale vicecapocannoniere del torneo con 6 reti realizzate, molto bene anche Bozzi con 3 marcature nonostante un utilizzo altalenante. La Porta offre comunque garanzie, così come il “rispolverato” Molenda e De Rita seppur mai utilizzato. Quindi in attacco solo problemi di abbondanza.
A centrocampo servirebbe un innesto di qualità, una mezzala, per consentire a Pazienza di fare il play con tranquillità. L’attuale mediana è probabilmente male assortita, con alcuni “doppioni” per ruolo.
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Ma è la difesa il vero punto debole dell’attuale Donia, le 17 reti incassate in appena 10 giornate (score temporaneo peggiore degli ultimi 26 anni) suggeriscono un paio di rinforzi di qualità e possenza al centro della difesa. Tarolli e altri under già in rosa sono già sotto la “cura” Catalano, che bene ha fatto a “stravolgere” l’assetto tattico di una squadra disordinata e dai reparti sfilacciati.
Il livello non proprio eccelso del girone è lo sprone ad intervenire sul mercato e regalare al mister queste 3 pedine per cambiare passo e volare in alto.

Stefano Favale

Serie D, occasione d’oro per il Bisceglie

La decima giornata del girone H propone lo scontro al vertice tra Bisceglie e Trastevere, per i pugliesi la ghiotta occasione per avvicinarsi sensibilmente alla vetta. I laziali sono reduci dal sorprendente mezzo passo falso casalingo con il Madrepietra Daunia, insidiosa anche la trasferta del Gravina nella tana del solido Vultur Rionero. E’ il primo bivio stagionale per la lotta al vertice tra le 3 squadre maggiormente attrezzate del girone. Interessante anche la sfida tra Nardò e Gelbison in ottica playoff, così come il derby campano tra Nocerina e Herculaneum.
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Il Potenza cerca il pass playoff a Ciampino, l’Agropoli intende sfruttare l’ottimo momento di forma, San Severo permettendo. Le ultime 3 gare in programma sono altrettanti scontri diretti, classifica alla mano, per la salvezza: Picerno-Cynthia, Anzio-Francavilla e il derby pugliese tra Madrepietra Daunia e Manfredonia.

Stefano Favale

Bozzi salva il Donia, solo 3-3 con il Picerno

Esordio deludente per Raimondo Catalano sulla panchina del Donia, prestazione al di sotto di ogni aspettativa al cospetto del modesto Picerno.
Nessuna variazione, nè cambio di modulo rispetto a Vadacca. Pronti e via e dopo appena 9′ Malcore sblocca il risultato con un’azione personale: ubriaca l’immobile retroguardia ospite e scarica il sinistro alle spalle di Ioime. Al 12′ il palo nega il raddoppio al giovane attaccante sipontino, sembra il preludio ad una tranquilla vittoria ma…ecco improvviso il pari di Casada che, del tutto indisturbato, scaglia un bolide a pochi passi da Tarolli trafiggendolo. Tutto da rifare per il Donia, inizia la sagra degli errori (o orrori) difensivi: al 24′ nuovo vantaggio Donia ancora con Malcore lesto a ribattere di testa la conclusione di Coccia al volo, su assist di Pazienza, stampata sulla traversa. Di nuovo in discesa la gara per il Donia? macchè..al 32′ un flipper in area di rigore biancoceleste con Agresta che realizza il punteggio più alto e sigla il 2-2. Al 39′ un erroraccio della difesa locale regala allo scaltro Esposito il vantaggio, il Picerno è ora in vantaggio.
Ci si aspetta un cambio di marcia dei sipontini nella ripresa, ma la prestazione addirittura peggiora finchè il solito Bozzi al 38′ regala il definitivo pari con una splendida torsione di testa su assist di Raho. Nei minuti di recupero due episodi da moviola che accendono gli animi in campo e sugli spalti: al 46’viene annullata una rete al Picerno per presunto fuorigioco, al 51′ Coccia cade giù in area di rigore ma l’arbitro decreta nello stesso istante la fine delle ostilità.
Ma, episodi a parte, il pirotecnico pari è sintomatico di due squadre alla ricerca di equilibri tattici e caratteriali. In particolare il Donia conferma le proprie carenze tecniche in difesa e a centrocampo, Arleo può ritenersi moderatamente soddisfatto del risultato finale.
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Stefano Favale

TABELLINO

MANFREDONIA
Tarolli, Romeo (69′ Esposito), Raho, Pazienza, Vergori, De Filippo, Coccia, Romito (76′ Bozzi), Malcore, La Porta, Castrì (71′ Bonabitacola). A disposizione: Longobardi, Fiore, Pellegrino, Gentile, De Rita, Molenda. All. Catalano

PICERNO
Ioime, Lolaico, La Gioia (62′ Giannotta), Miglionico, Impagliazzo, Palumbo (93′ Ricciardi), Casada, Agresta, De Luca (81′ Lancellotti), Franzese, Esposito. A disposizione: Carlino, Pisani, Conti, De Cristofaro, Di Senso, Tedesco. All. Arleo

MARCATORI: 9′ e 24′ Malcore, 13′ Casada, 32′ Agresta, 39′ Esposito, 83′ Bozzi
AMMONITI: Tarolli, Romito, La Gioia e Agresta
ESPULSI: nessuno
NOTE: presenti sugli spalti circa 1000 spettatori; corners: 6-4; recuperi: 2’+5’+1′

Manfredonia, la “prima” di Catalano

Esordio casalingo per Raimondo Catalano sulla panchina del Donia, dopo l’esonero di Vadacca.
Nel calcio, si sa, l’allenatore è sempre il primo a pagare in caso di risultati insoddisfacenti.
Ora nessun alibi per i ragazzi, chiamati ad una grande prestazione per dare un senso ad un campionato sin qui anonimo, nonostante il livello tecnico assai mediocre del girone.
Si preannuncia una variazione di modulo, dal consueto 3-4-1-2 di Vadacca, al 4-4-2 del nuovo allenatore Catalano che ha lavorato principalmente sulle motivazioni in vista del Picerno.
Squadra al completo, imbarazzo della scelta anche per lui. Non da meno il tecnico Arleo che può disporre dell’intera rosa e intende dare filo da torcere ai sipontini.
La classifica del Picerno, terz’ultimo a 6 punti, è un’arma a doppio taglio e domani è il Donia ad aver tutto da perdere.
Nuovo mister e, probabilmente, nuovi ingressi in società per il rilancio del Donia in questo campionato.
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Stefano Favale

Serie D, Gravina e Trastevere duello a distanza

Prosegue il duello a distanza tra le prime due della classe. La 9^ giornata nasconde qualche insidia alla capolista Gravina, che riceve il Nardò, è molto più benevola con il Trastevere che ospita l’abbordabile Madrepietra Daunia. Per la ritrovata Nocerina test cruciale sul campo della Gelbison, lo stesso dicasi per il Potenza che attende l’Agropoli. Derby pugliese tutto da seguire quello tra San Severo e Bisceglie, ora appaiate in classifica, in palio la zona playoff. L’Herculaneum, stordito dal doppio ko a tavolino, si ritrova ora a ridosso dalla zona playout e la gara con l’Anzio vale doppio. Il Francavilla, in difficoltà, prova a risollevarsi ai danni del non irresistibile Ciampino. A Genzano di Roma i locali disperatamente a cerca di punti salvezza, ma non sarà facile con la Vultur Rionero. Infine Manfredonia-Picerno con la “prima” di Catalano sulla panchina dei sipontini per l’inizio di un nuovo cammino in campionato.
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Stefano Favale

Manfredonia, esonerato Max Vadacca

Comunicato ufficiale: Max Vadacca non è più l’allenatore del Manfredonia Calcio. La notizia era ormai nell’aria da alcune settimane a dire il vero, le prestazioni altalenanti in campionato sono state ritenute insoddisfacenti dalla dirigenza che, suo malgrado, ha comunicato al tecnico la sua volontà di interrompere il rapporto di collaborazione.
Il toto allenatori impazza, in pole ci sarebbe Raimondo Catalano, a seguire Pazienza nelle doppie vesti di allenatore/giocatore ma resiste l’ipotesi affascinante di Campilongo.
Tutta la squadra ora sotto esame, non ci sono più alibi.
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Stefano Favale

Agropoli-Manfredonia: un solo risultato

La trasferta non è agevole, l’Agropoli non è arrendevole ma di fronte al ritrovato temperamento dei sipontini il pronostico arride ai delfini garganici. La tabella di marcia di avvicinamento alle zone alte della classifica prevede il bottino pieno domani, rientra Vergori e quindi Vadacca ha ancora una volta l’imbarazzo della scelta. Probabile lo stesso 11 di domenica scorsa, magari con le varianti Vergori e La Porta, con l’esclusione di uno tra Bozzi e Malcore. Agropoli ci dirà se il Donia è pronto per la scalata ai vertici della classifica, molto probabile calendario alla mano nelle prossime 4 settimane.

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Stefano Favale