Un Lecce svuotato e senza personalità cede al Brescia con un sonoro 3-0

Il Lecce torna da Brescia con una sconfitta sonora e pesante che riporta i giallorossi sulla Terra dopo la vittoria contro l’ Ascoli. In realtà i primi segnali di allarme si erano già visti in terra marchigiana dove da salvare vi è stato solo il risultato favorevole ai ragazzi di Corini.
Ieri invece, contro una squadra che conta un organico importante e dalle grandi ambizioni, tutti i nodi sono venuti al pettine.
Sia chiaro al momento mister Corini è praticamente esente da colpe avendo avuto poco tempo a disposizione e per le circostanze in cui tutto avviene e procede, però ieri è emerso un fattore molto importante al di là delle scelte prettamente tecniche che, giuste o meno, sono frutto delle considerazioni dell’ allenatore che vive la squadra sette giorni su sette e pertanto conosce molto meglio di chiunque altro le condizioni di ogni suo giocatore. Ciò che, come accennato precedentemente, è però emerso è il fatto che non vi sia un gruppo affiatato (almeno non ancora) e per certi versi forse anche ambientato, allenatore compreso.
La storia recente e passata del Lecce ci insegna che il carattere di un allenatore talvolta ha inciso positivamente o meno nei risultati e guarda caso i migliori si sono avuti proprio quando alla guida vi erano persone cosiddette sanguigne e dirette che badavano al sodo e non le mandavano a dire. Ecco questo fattore probabilmente si sposa meglio con la piazza salentina, basti pensare ai vari Mazzone, Cavasin, Delio Rossi e per certi versi lo stesso Liverani, che hanno avuto un rapporto diretto con l’ ambiente e senza peli sulla lingua. Al contrario alcuni allenatori seppur bravi a Lecce hanno pagato la mancanza di sinergia con l’ ambiente dovuta magari al loro carattere troppo “pacato” e “diplomatico” (mi sovvengono di primo impatto Prandelli e Gregucci per esempio).
Eugenio Corini sicuramente rappresenta il top per la categoria ( e non solo) ma quello che è veramente importante, prima ancora degli schemi e delle tattiche, è che certi aspetti caratteriali ed ambientali non vanno assolutamente snobbati dai protagonisti, siano essi dirigenti, allenatori o calciatori.
Bisogna ripartire tutti insieme e tutti uniti, pazientando e sostenendoci reciprocamente, ma con la maturità che le sensazioni talvolta vanno ascoltate per capire bene se la direzione presa è quella più incline al raggiungimento di obiettivi sportivi ed aziendali.
Le gioie ed i dolori non arrivano mai per caso ma sono il frutto di una grande sinergia che ci può essere o meno con l’ ambiente circostante.
L’ augurio è che si possa trattare solo di un fatalistico incidente di percorso che possa servire per dare la scossa e risollevare quanto prima le sorti del campionato.

Danilo Sandalo

Verso Brescia-Lecce: Corini lascia fuori Tachtsidis

Archiviata la pausa dovuta agli impegni delle nazionali, il Lecce si rituffa in orbita campionato dove, nell’ anticipo di venerdì 16 ottobre, affronterà il Brescia del neo allenatore Lopez. Per il tecnico delle rondinelle in realtà si tratta di un ritorno in quanto lo scorso anno fu chiamato a sostituire proprio Eugenio Corini, attuale allenatore dei salentini. Insomma un incrocio dalle forti emozioni quello di domani sera al “Rigamonti”.
Per la gara contro il Brescia, il tecnico giallorosso, non inserisce Tachtsidis nella lista dei convocati. Stessa sorte anche per Adjapong, Mancosu, Rodriguez, Dubickas e Pierno (quest’ultimo si aggregherà alla Primavera) che però sono indisponibili.

Ecco i 23 convocati:

PORTIERI: Bleve, Gabriel, Vigorito
DIFENSORI: Calderoni, Dermaku, Gallo, Lucioni, Meccariello, Monterisi, Rossettini, Zuta
CENTROCAMPISTI: Bjorkengren, Henderson, Listkowski, Maselli, Majer
ATTACCANTI: Coda, Falco, Felici, Lo Faso, Paganini, Pettinari, Stepinski.

Danilo Sandalo

Muore stroncato da un infarto l’ ex leccese Sergej Atelkin

Nella giornata di giovedì 1 ottobre un infarto ha stroncato la vita all’ ex attaccante ucraino del Lecce Sergej Atelkin. Il calciatore aveva appena 48 anni e nella sua carriera ha militato con Shaktar Donetsk, di cui ne è stato una bandiera, con Boavista e Metallurg. In Italia, come già detto in precedenza, ha vestito i colori giallorossi per circa un anno e mezzo senza però lasciare particolarmente il segno in termini di prestazioni, ma non in termini d’ affetto dal momento che in queste ore, appresa questa triste notizia, i tifosi giallorossi stanno omaggiando e ricordando lo sfortunato calciatore sulle diverse pagine social su cui è apparsa la notizia.

Danilo Sandalo

Mancosu ed il solito Henderson decidono la gara di Ascoli

Grazie alle reti siglate da capitan Mancosu al 54′ minuto del secondo tempo e da Henderson al 66′ minuto, il Lecce esce indenne dalla gara di Ascoli e incassa i primi tre punti della stagione e della gestione Corini.
Una gara tutt’ altro che semplice quella affrontata dai giallorossi che ancora sono in una fase di rodaggio per assimilare gli schemi tattici del nuovo allenatore. Coda, molto volenteroso anche quest’ oggi, ma ancora a corto di condizione e non pienamente integrato nell’ assetto di mister Corini, mentre la difesa ha retto benino pur dimostrando sempre qualche segno di sbandamento.
La notizia positiva però viene da Gabriel autore di una buonissima prova e da capitan Mancosu che con il gol ha scacciato tutti i rumors ed il chiacchierio che si è creato intorno alla sua persona essendo al centro di diverse trattative di mercato che ad oggi si sono rivelate meno che presunte.
Ora ci sarà la pausa per gli impegni delle nazionali e per mister Corini sarà molto importante per poter lavorare al meglio con i propri ragazzi e permettere ai nuovi arrivati di potersi integrare al meglio.

Danilo Sandalo

Il Lecce batte la FeralpiSalò ed accede al terzo turno di Coppa Italia. Petriccione saluta e va al Crotone.

Il Lecce di Eugenio Corini batte la FeralpiSalò con il punteggio di 2-0, grazie alle reti messe a segno da Henderson al 69′ e da Dubickas all’ 88′ minuto, ed accede al terzo turno di Coppa Italia dove a fine ottobre affronterà il Torino.
Una partita che è servita a mister Corini per provare altre soluzioni e uomini in mezzo al campo senza però snobbare la competizione.
Nel frattempo movimenti sia in entrata che in uscita per quanto riguarda il mercato dei giallorossi grazie all’ instancabile e qualitativo lavoro del diesse Pantaleo Corvino che è riuscito a portare alla corte di Corini l’ ex Verona Stepinski, l’ attaccante ex Trapani Stefano Pettinari e lo spagnolo Pablo Rodriguez dal Real Madrid. A salutare il Salento è invece Jacopo Petriccione che va al Crotone così come il portiere Mauro Vigorito che si vocifera sia in orbita Genoa.

Danilo Sandalo

Lecce-Pordenone 0-0: termina in parità la sfida del “Via del Mare”

Inizia con un pareggio l’ avventura del Lecce nel Campionato di Serie B 2020/21. Un punto che tutto sommato sembra essere giusto quello conquistato dagli uomini di Corini, che con un pizzico di fortuna in più avrebbero portato a casa il risultato. Un risultato che fa classifica e morale considerando che i neroverdi di Tesser non hanno assolutamente per il pareggio, provando a difendersi, ma al contrario hanno cercato sempre la soluzione vincente.
Molto bene i nuovi Zuta, Henderson, Listowski e Coda, i quali si sono mossi bene facendo vedere spunti interessanti. Meno brillanti del solito i “vecchiPetriccione e Mancosu, i quali hanno fatto vedere qualche spunto interessante ma che ancora forse non hanno il ritmo partita nelle gambe, forse…
La difesa, anche senza subire gol, ha dimostrato di avere la stessa “allegria” esibita nello scorso campionato di Serie A e se da tanto ci può dare tanto, bisogna sperare che il proverbio “gente allegra Dio l’ aiuta” possa rivelarsi tale.
Per concludere un pareggio tutto sommato giusto per entrambe, ma va sottolineato che con un pizzico di fortuna e di cinismo in più si sarebbe potuto portare a casa il risultato pieno. Nessun dramma, siamo solo all’ inizio ed il tempo per migliorare c’è tutto.

Danilo Sandalo

Monopoli, Fella passa alla Salernitana

Dopo i tanti rumors ecco il trasferimento definitivo del bomber di Montebelluna. Tre anni di contratto per lui

Le voci di mercato erano tante per lui, d’altronde dopo 17 reti segnate (solo 1 su rigore) e la palma di vice cannoniere alle spalle del “barese” Antenucci (che però di rigori ne aveva segnati 8) nella scorsa Serie C, le porte della B erano spalancate per lui. Ed oggi ecco il passaggio definitivo in granata. Resta, comunque, forte l’interessamento su di lui da parte del Foggia, che vorrebbe prenderlo in prestito per consentirgli di consacrarsi definitivamente nella terza serie e tentare il grande salto nella stagione successiva. Operazione difficile, ma non impossibile

Fabio Lattuchella

Lecce-Pordenone: riparte la rincorsa alla Serie A

Il Lecce di Eugenio Corini si presenta ai nastri di partenza del Campionato di Serie B come una delle possibili candidate alla promozione. Un torneo che si preannuncia più agguerrito del solito e che vede, oltre ai giallorossi, diverse squadre con ambizioni di promozione. Sicuramente Lecce, Spal e Brescia, essendo le retrocesse, rientrano di diritto, ma vanno tenute d’ occhio squadre come Empoli, Pordenone, Chievo, Salernitana, Cittadella. Da non dimenticare le outsider Reggina e Monza che, proprio in queste ore, ha messo a segno il colpo di mercato che Galliani aveva preannunciato, ossia Kevin Prince Boateng. Una buona notizia per i tifosi giallorossi quella dell’ acquisto dell’ ex rossonero da parte del Monza che a questo punto dovrebbe rinunciare definitivamente al capitano salentino Marco Mancosu.
Pertanto se due anni fa è stata fatta un’ impresa centrando la promozione diretta, quest’ anno bisognerà essere molto attenti per non ripetere in primis gli errori che hanno portato alla retrocessione.
Purtroppo il campionato comincerà senza il sostegno dei tifosi sugli spalti, ma non per questo i calciatori dovranno sentirsi esenti dal regalare loro le gioie che meritano.
Quindi bisogna lasciarsi alle spalle il passato e guardare al presente con un cauto ottimismo e con quella grande voglia di rivalsa che da sempre contraddistingue il popolo salentino.
Per quanto riguarda la gara sarà subito un banco di prova importante per entrambeper verificare gli assetti tattici e magari intervenire ancora sul mercato qualora ce ne fosse bisogno e possibilità. A tal proposito in casa Lecce tiene banco proprio la questione Mancosu che molti media, troppo ben informati, danno per sicuro partente affermando addirittura che il capitano giallorosso abbia addirittura manifestato alla società di voler rimanere in Serie A. Un classico modo di provare a destabilizzare l’ ambiente nonostante le dichiarazioni del presidente Sticchi Damiani, il quale nei giorni scorsi aveva affermato che il capitano sarebbe rimasto a Lecce. Situazione diversa nel Pordenone dove nei prossimi giorni dovrebbe accassarsi Simone Scuffet.
Arbitro della gara sarà il signor Antonio Giua di Olbia.

Danilo Sandalo

Gli highlights e le interviste di Coppa Italia TIM -Primo Turno Preliminare

Dai canali Youtube delle varie emittenti televisive locali, di seguito, tutte le immagini e le interviste relative alle gare valevoli per il primo turno della TIM CUP. In campo per la Puglia ci sono Bari, Virtus Francavilla, Monopoli e Casarano

[embedyt] https://www.youtube.com/embed?listType=playlist&list=PLJLkGylg_8N4R4CincwOF0qV3cz6xHbNM&layout=gallery[/embedyt]

TIM CUP, i risultati del primo turno eliminatorio

Prende il via la stagione per Bari, Casarano, Virtus Francavilla e Monopoli.
Buona la prima per i biancorossi di mister Auteri, vittoriosi in scioltezza sui dilettanti del Trastevere, 4-0 il risultato del match. Colpaccio esterno ai supplementari per il Casarano (3-1 a Carpi) . Sconfitta per 2-1 per la Virtus Francavilla a Catanzaro. Vittoria serale anche per il Monopoli, che batte di misura il Modena grazie alla rete di Paolucci.

Di seguito tutti i risultati

Calcio in lutto. Ci lascia Rocco Augelli

Non avremmo mai voluto dare questa notizia. Rocco Augelli è volato in cielo, non ce l’ha fatta a sconfiggere il male che lo aveva afflitto in quest’ultimo periodo. Pur lottando come un leone, come ha fatto per una vita intera sui campi dei campionati pugliesi. Se ne è andato nel calore dei suoi cari, della sua fidanzata Carmela, a tutti loro vanno le condoglianze della redazione. Vogliamo sperare, per chi ci crede, che questo sia un nuovo viaggio e che da lassù tu possa continuare a vivere di calcio e dell’amore per la tua famiglia. Ciao Rocco. La redazione di CalcioWebPuglia

Lecce, buona la prima: termina 2-2 l’ amichevole contro il Monopoli

Il Lecce targato Corini fa il suo esordio assoluto in amichevole contro il Monopoli allo stadio “Via del Mare”. Partita giocata rigorosamente a porte chiuse, in seguito alle misure anti Covid, che è servita ai due tecnici per sondare il livello di preparazione delle rispettive squadre.
La partita è terminata con il risultato di 2-2 grazie ai gol messi a segno da Coda e Listowski per il Lecce e dalla doppietta di Fella che a tempo scaduto riesce a rimettere in parità le sorti della gara.
Un Lecce che nonostante il risultato ha fatto vedere una buona tenuta, ma sul quale incombe la situazione mercato che potrebbe vedere qualche big attuale prossimo partente, a partire da capitan Mancosu il quale è fortemente richiesto dal Monza del patron Silvio Berlusconi su cui bisognerebbe fare chiarezza quanto prima considerando che il campionato è praticamente alle porte.

Danilo Sandalo

Lunedì 31 agosto la riunione del Consiglio Federale: gli argomenti all’ordine del giorno

E’ stata convocata per le ore 12 di lunedì 31 agosto la riunione del Consiglio Federale. Tra gli argomenti all’ordine del giorno, oltre all’approvazione del verbale della riunione dello scorso 4 agosto e alle comunicazioni del presidente, i seguenti punti: informativa del segretario generale; nomine di competenza; modifiche regolamentari; date attività agonistica ufficiale stagione sportiva 2020/2021 per i campionati nazionali; ratifica delibere di urgenza del presidente federale; varie ed eventuali.

“Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto”: fine di un idillio tra il Lecce e Liverani

“Travolti da un’ insolito destino nell’ azzurro mare d’ agosto” potrebbe riassumersi così, con il titolo di questo celebre film di Lina Wertmuller (con Giancarlo Giannini e Mariangela Melato protagonisti), la fine della storia d’ amore tra l’ ormai ex tecnico del Lecce, Fabio Liverani, e la società di Via Colonnello Costadura.
Un idillio iniziato il 17 settembre 2017, in LegaPro, e proseguito fino a pochi giorni fa, nonostante la retrocessione in Serie B.
Una rottura improvvisa ed inaspettata, che ha scosso un pò tutto l’ ambiente leccese e che ha lasciato spiazzato sia i fedelissimi sostenitori del tecnico, sia i più veraci seguaci della squadra salentina rappresentata dalla sua dirigenza.
Una storia quella tra Liverani ed il Lecce figlia di sentimenti antichi, fatta di poesia, amore e stima reciproca, nonchè rispetto per i colori, la città e tutto l’ ambiente. Una storia in cui si è creato quell’ alone di magia che si avvertiva spesso quando si arrivava al “Via del Mare” e che mai era successo prima d’ ora. Una storia in cui il tecnico ha saputo veicolare anche gli umori di una piazza che, a prescindere dall’ ambizione, a volte usciva fuori dalla reale portata degli obiettivi raggiungibili tramite i mezzi a disposizione. Una storia fatta di vittorie e sconfitte, di risultati eclatanti come non mai ( Lecce-Ascoli 7-0!), di un gioco a tratti esaltante e stratosferico che mai, forse, si era visto a Lecce o in provincia, eccezion fatta per il Foggia di Zeman.
Una storia che per poco non è diventata “LEGGENDA” se si fosse raggiunta la salvezza in Serie A e a dire il vero ci è mancato davvero quel pizzico di fortuna che nella vita non guasta mai.
Una storia che come tutte le grandi storie d’ amore e passione prima o poi sono costrette a finire ed il più delle volte non proprio con risvolti rosei, proprio come in questo caso.
Ma una cosa va sottolineata, al di la di quali siano state le reali motivazioni, ossia che tutto quello che si è visto a Lecce in questi 3 anni è stato qualcosa fatto col cuore e con la passione, sia da parte del mister che da parte della società, restituendo al calcio ed ai tifosi giallorossi (e non solo) quella dimensione genuina del calcio che oggi come oggi sembra essersi evaporata.
Di questa storia d’ amore rimarrà la gioia e la felicità di aver riportato il Lecce in Serie A, rimarranno le grandi imprese, rimarrà il ricordo di quell’ 11 maggio 2019 e di essere riusciti ad affrontare il campionato di Serie A senza guardando in faccia gli avversari senza mai abbassare lo sguardo. In tutto questo va ringraziato il mister per averlo trasmesso alla squadra e alla società per la sinergia creata affinchè ciò accadesse.
La fine non deve essere vista come qualcosa di tragico ma come un punto di partenza per testare la maturità acquisita dalle precedenti esperienze, ed in questo sia il Lecce che mister Liverani ne sono usciti sicuramente più forti.
Ora è già tempo di guardare avanti con il prossimo campionato praticamente alle porte ed in cui ognuno avrà la possibilità di dimostrare quanto immagazzinato nel proprio bagaglio culturale in questo tempo trascorso insieme.
Del resto una delle leggi della fisica è proprio questa che “nulla si crea, nulla si distrugge, ma tutto si trasforma” una frase con cui il chimico, biologo e filosofo del ‘700 Antoine-Laurent Lavoisier ha voluto evidenziare fortemente questo concetto che può e deve essere rapportato anche alla vita degli esseri umani.
Sebbene vi possa essere un giustificato rammarico in tutto va osservato che, come diceva il grande Tiziano Terzani, “la fine è il mio inizio” e noi non possiamo fare altro che augurarci che lo sia a prescindere.

Danilo Sandalo


Eugenio Corini è il nuovo allenatore del Lecce, Liverani andrà al Parma

( L’immagine di copertina è tratta da Wikipedia)

Sarà Eugenio Corini il nuovo allenatore del Lecce nel campionato di Serie B 2020/21. Dopo la separazione improvvisa ed inaspettata con Fabio Liverani, che a quanto pare si è accordato con il Parma, la società giallorossa ha deciso di puntare sull’ ex allenatore del Brescia che due stagioni fa ha vinto il campionato cadetto, ironia della sorte, precedendo proprio i salentini nella graduatoria finale.
Al neo tecnico leccese vanno i migliori auguri per un campionato al massimo delle aspettative e ricco di risultati positivi.
Nel frattempo sul fronte mercato pare sia imminente la firma dell’ attaccante ex Benevento Massimo Coda che domani sosterrà le visite mediche.

Danilo Sandalo

Terremoto in casa Lecce: sollevato dall’ incarico l’ allenatore Fabio Liverani

Terremoto o fulmine a ciel sereno, ognuno scelga la migliore delle interpretazioni possibili, fatto sta che quello accaduto oggi lascia tutti un pò di stucco, vista la decisione della società giallorossa di sollevare Fabio Liverani dall’ incarico di allenatore della prima squadra. Il tutto a circa una settimana di distanza dall’ insediamento di Pantaleo Corvino come responsabile dell’ area tecnica della formazione giallorossa il quale aveva già un accordo con il tecnico romano per proseguire la collaborazione anche in Serie B.
Oggi invece è successo l’ imprevisto (forse prevedibile), con tanto di nota quasi polemica e stizzita da parte della società di Via Colonnello Costadura che nel comunicato ufficiale dichiara “con riferimento al rapporto di lavoro intercorrente con il tecnico su menzionato l’US Lecce riserva ogni opportuna valutazione in ordine ad eventuali profili di responsabilità”.
Sembra quasi che la storia si ripeta in casa Lecce, dal momento che l’ allontanamento di Liverani sembra abbia quasi delle analogie con l’ episodio avvenuto con Pasquale Padalino con cui vi furono degli strascichi a dir poco polemici.
Ora la domanda sorge spontanea: come mai la fine di un rapporto di lavoro provoca nei dirigenti giallorossi queste ripercussioni? Sebbene Padalino e Liverani siano da considerarsi dei casi isolati e distanti fra loro va evidenziato che il fattore che gli accomuna sia proprio il tono polemico e rammaricato tenuto dalla società che lascia quasi presagire un “tradimento”.
Staremo a vedere quello che succederà nei prossimi giorni, di certo questo non è un buon inizio.

Danilo Sandalo

Un gesto eclatante, clamoroso, sportivamente irreversibile.

Succede il 9 Marzo 1986, allo stadio Olimpico di Roma, alla fine di una partita di serie B.
Il Vicenza ha appena battuto la Lazio 4 a 3, anche grazie alla papera del portiere laziale, un uomo di poche parole che fino a questo giorno è stato famoso più che altro per il cognome di una personaggio televisivo (Malgioglio) cui si accoppia un nome stranissimo (Astutilllo), per i capelli e i baffoni lunghi.
Ma in questo 9 Marzo Malgioglio passa alla storia del pallone e dei portieri.
A fine partita va verso la curva laziale, si toglie la maglia, fai il gesto di sputarci sopra, la lancia contro le reti e se ne va.
Un gesto – un raputs, scrivono i giornali – che causa l’insurrezione non solo dei tifosi ma della società che ne chiede non sono il licenziamento ma persino al radiazione.
Non serve, Malgioglio rescinde il contratto e se ne va via da solo, esecrato da buona parte del suo sport.
Ma c’è un lungo perché, dietro quel gesto.
Malgioglio arriva alla Lazio mal digerito, perché è stato alla Roma vice di Tancredi seppure con una sola presenza in campo. Ha legato con il capitano Di Bartolomei, con cui spesso ha visitato le terapie intensive.
Le sue prestazioni non sono positive e non convincono, sua moglie viene insultata quando va a fare la spesa, gli sputano addosso a fine di una partita, gli distruggono la macchina con le mazze, deve andare a casa scortato, lo minacciano di morte in un crescendo di tensione insostenibile.
Durante la partita gli cantano “Romanista sei il primo della lista”.
Ma non è neppure questo, che lo spinge al punto di rottura.
È l’accusa di non impegnarsi abbastanza per dedicare troppo tempo a un’attività extrasportiva che Tito, così lo chiamano, segue da anni: occuparsi di ragazzi affetti da disabilità cerebrali a Piacenza, impegnando ogni attimo libro, anche le ferie Ha iniziato a 20 anni, quando giocava nel Brescia.
visitai per la prima volta un centro per disabili. Mi impressionò la loro emarginazione, il menefreghismo della gente. Fu un’emozione fortissima, un pugno nello stomaco. Quel giorno tutto mi apparve chiaro. La vita non è solo una palla di cuoio. Mi sono messo a studiare e mi sono specializzato nei problemi motori dei bambini. Poi col primo ingaggio ho aperto una palestra ERA 77 (dalle iniziali del nome di mia figlia Elena nata nel 1977, mia moglie Raffaella e del mio). Lì offrivamo terapie gratuite ai bambini disabili. Li aiutavamo a camminare, a muoversi da soli“.
Per questo, fra gli insulti, gli urlano “mongoloide”, gli dicono di andare dai suoi handicappati.
Malgioglio dichiara che in quel giorno in curva appaia lo striscione “Tornatene dai tuoi mostri”, ma questa notizia sarà a lungo contestata, in quanto mai confermata da prove certe.
Malgioglio, in quel giorno per lui fatale, decide di smettere di sopportare e s’incazza in modo plateale. Ma il mondo del calcio lo lascia solo, lo condanna. “Non offenderà più la maglia!” tuonano alcuni giornali.

Ho sbagliato, ma dovevo fare qualcosa. Sono stato trattato come una bestia. Non merito insulti e minacce. Scappo per salvare mia moglie e mia figli. Non sono un ladro. Non sono uno venduto. Questo mondo non mi piace più, nemmeno i soldi mi interessano. Ho solo nausea. Si parla di minoranze, ma se la maggioranza resta in silenzio, decidono pochi imbecilli”.

Il celebre giornalista Gianni Mura di Repubblica, che assegna voti particolari agli sportivi che si sono distinti per episodi particolare scrive: “Non è un bel gesto, quello che ha compiuto domenica Malgioglio, ma è un gesto esemplare, da uomo onesto che ha sopportato anche troppo. La mia solidarietà e la mia stima si traducono in un 10 che non vuole essere provocatorio. Se in questo paese dal perdono facile il mostro è Malgioglio, la sua è la sola bandiera che mi sento di rispettare”.

Il portiere decide che è finita, smette con il pallone, torna nella sua città, Piacenza, dove da anni si occupa di disabili.
Ma arriva una chiamata.
Dall’altra parte c’è Giovanni Trapattoni, in quel momento allenatore dell’Inter, che ha seguito la sua storia.
Uno come te non può smettere così. Vieni a fare il secondo da noi” gli dice. “Sei anche comodo con Piacenza”.
Malgioglio accetta, diventa la riserva di Zenga e rimane all’Inter 5 stagioni. Le sue presenze in campo sono poche, 12 in tutto, ma il segno nel cuore dei tifosi è profondo. Un giorno, a Piacenza, porta con sé Jurgen Klinsmann, il grnade bomber tedesco, che passa le ore coi ragazzi e alla fine sceglie di aiutare l’associazione Era77 con una grande donazione.
Succede poi che, nel 1989, proprio a Roma, con la Lazio, Malgioglio si trovi titolare per un infortunio di Zenga.
Il portiere viene invitato a presentarsi con un mazzo di fiori, anche se è convinto che non ci sia margine per una pacificazione, pensa che non servirà, le società insistono allora lui va verso la curva laziale, da solo. Lo insultano, gli lanciano di tutto, bottigliette, radio, frutta, tutto al punto che la partita deve inziare con 15 minuti di ritardo. Lui posa i fiori e va in campo sanguinante, l’Inter perde 2 a 1 eppure Malgioglio è il migliore in campo.

Una volta lasciato lo sport, deve chiudere la sua associazione per mancanza di fondi.
In realtà è l’intero sistema calcio che spesso si è mostrato sordo al suo spirito solidale.
Adesso che sono un ex, non ho più frecce nel mio arco, né forza per combattere. Quello del calcio è un mondo senz’anima. Gira solo intorno a se stesso e ai suoi piccoli drammi della domenica; ogni voce fuori dal coro è un pericolo. E quando smetti, si spengono le luci. Nessuno si ricorda più di te“.
Astutillo Malgioglio negli anni non ha trovato altri spazi nel mondo del calcio. “Uno come me spaventa” ha dichiarato eppure, ancora oggi, la sua storia rimane leggendaria nel calcio italiano.
L’Inter, nel 2019, ha deciso di premiarlo. “La figura di Malgioglio meritava un riconoscimento speciale. Il suo insegnamento, la capacità di spendersi in maniera sincera e silenziosa per chi soffre, si sposano in tutto e per tutto con i valori nei quali si riconosce il nostro Club. Ed è per questo che, con grande orgoglio, FC Internazionale Milano ha deciso di insignire l’ex portiere del premio BUU – Brothers Universally United”.
Ancora adesso Malgioglio racconta la sua vicenda ai ragazzi e sostiene iniziative benefiche come testimonial, porta sostegno gratuito a domicilio dove e come può, scende in campo in partite per raccogliere fondi.
“Una piccola parte della vita che passiamo a volte bisognerebbe rivolgerla agli altri. Che sia per i disabili, gli anziani, i poveri. L’importante è farlo”.

Si ringrazia l’autore Riccardo Gazzaniga per la concessione.

Qui di seguito trovate il suo ultimo romanzo.

Foggia, gli ex Stroppa e Gerbo volano in A col Crotone

C’è un po’ (o forse tanto) di Foggia nel Crotone che ieri sera ha conquistato la promozione in Serie B, battendo per 5 a 1 il Livorno.
Artefice di questo piccolo capolavoro è innanzitutto mr. Giovanni Stroppa, ex calciatore e mister dei rossoneri: per il tecnico è la seconda promozione, dopo quella in B conquistata nel 2017 con il Foggia.
In quel Foggia targato Stroppa c’era anche l’attuale centrocampista del Crotone Alberto Gerbo: in Puglia il centrocampista aveva collezionato 152 presenze (talvolta indossando la fascia di capitano); anche per lui si tratta della seconda promozione.

Infine, per gli amanti delle statistiche c’è anche Salvatore Molina tra gli ex Foggia che hanno conquistato la promozione col Crotone. Quella di Molina in Capitanata è stata un’esperienza senz’altro più fugace rispetto a Stoppa e Gerbo: 22 presenze nel 2011-2012 quando aveva poco più di 19 anni.

Spadafora: “”Impossibile riaprire gli stadi ora. A settembre…”

Intervenuto al question time al Senato, il ministro dello sport, Vincenzo Spadafora ha risposto ad un’interrogazione sulla possibilità di tornare a disputare gare a porte aperte. “Proprio la prudenza dimostrata durante il lockdownci ha consentito di ripartire gradualmente con i vari DPCM, prima con gli allenamenti individuali e poi con quelli degli sport di squadra, fino alla ripresa definitiva delle competizioni sportive. Lo sport, e soprattutto il calcio, è una industria importante per il nostro paese. Confrontandomi col Ministro della Salute, e col Comitato tecnico-scientifico, si è stabilito di continuare su questa linea della prudenza che ci ha permesso di far ripartire le varie attività sportive e prepararci affinché a settembre, con l’avvio dei campionati, si possano riaprire gli stadi a beneficio di tantissimi tifosi. E’ vero che oggi ci sarebbero le condizioni all’interno degli stadi per garantire il distanziamento fisico tra un determinato numero di tifosi, ma è altrettanto vero che sarebbe rischioso favorire il flusso di una quantità enorme di persone intenzionate a dirigersi contemporaneamente verso un unico luogo. E anche il loro ingresso allo stadio sarebbe un problema: si tratterebbe di misurarne la temperatura corporea e di mettere in atto tutta una serie di accorgimenti difficili da organizzare in due settimane, quelle che in sostanza mancano alla fine del campionato. Sicuramente, per quanto riguarda il nuovo campionato, mi impegno a garantire la riapertura degli stadi al pubblico”