Foggia, Corda: "Sì al semiprofessionismo di C, darebbe respiro dalla pressione fiscale"

Interpellato dalla redazione di TMW.com, Ninni Corda, tecnico del Foggia, si è dichiarato favorevole alla riforma dei campionati ipotizzata da Sportitalia (ve ne abbiamo parlato QUI ).

Per il mister sardo la riforma dei campionati “darebbe respiro a una categoria come la Serie C, che per vari motivi è l’anello debole del calcio: basti pensare che il 95% dei fallimenti dei club arriva da li. Probabilmente nel corso degli anni non c’è stata una gestione al top, ma la colpa più grande è anche della pressione fiscale, ora impossibile da sostenere, visto che anche gli introiti che c’erano fino a qualche anno fa sono andati a scemare. Il coronavirus è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Mi piacerebbe vedere una terza serie come in Spagna e Inghilterra, e con una pressione fiscale al 23%“.


Corda definisce la nuova serie “semiprofessionistica” e non “semidilettantistica”, ma al di là delle definizioni
saremmo comunque nel terzo torneo di Italia. Non solo, andare in Serie B sarebbe anche più semplice, squadre come noi o il Palermo potremmo immediatamente ambire anche al doppio salto. Ogni società ambiziosa ha messo il suo fondo perduto, e non ragiono su questo, ma dico che si devono comunque mettere in moto le grandi piazze”.

Il mister del Foggia esclude, invece, l’ipotesi di una permanenza in serie D: “è un’ un’ipotesi che neppure prendo in considerazione, ma nel caso faremo ricorso, ci muoveremo subito. A livello di media punti, come noi, ci sono Ostia Mare e Savoia, ma la miglior seconda su tutte siamo noi, a -1 dalla vetta occupata dal Bitonto, col quale per altro dovevamo giocarci lo scontro diretto: non mi sento quindi secondo, e le altre squadre non hanno un margine così ridotto[…]A ogni modo ho molta fiducia nell’operato di Sibilia e Barbiero, che ci rappresentano“.

Rambaudi: "A Foggia anni fantastici, abbiamo riscritto la storia del calcio"

Dici Foggia e pensi a Zeman ed al suo tridente delle meraviglie composto  da Ciccio Baiano, Giuseppe Signori e Roberto Rambaudi.

Proprio “Rambo”, come era soprannominato Rambaudi, ha parlato della sua storia personale con il Foggia ed i Foggiani, in un’intervista rilasciata alla “Gazzetta Del Mezzogiorno”.

Zeman era un genio, un maestro di calcio per idee, qualità di gioco, cultura del lavoro. Con Baiano e Signori c’era un’intesa perfetta”: esordisce così Rambaudi, che a Foggia è arrivato nel 1989, dal Perugia.

In rossonero due campionati di Serie B ed uno di Serie A, centosette presenze e 31 reti: questo il bottino delle tre stagioni in capitanata. Anni definiti fantastici da Rambaudi: “un periodo di grande crescita per me, per la squadra, per la città e per i tifosi. L’italia scoprì una formazione di provincia unica nel suo modo di proporre calcio e di affrontare tutti all’attacco ed a testa alta. Un’esperienza bellissima anche sul piano umano” (in quegli anni a Foggia nacque suo figlio Simone, n.d.c.).

Rambaudi è stato il padrone della fascia destra del Foggia per tre anni: “del tridente ero il più tattico, non ero un bomber, ma a Foggia segnai tanto rispetto alle mie medie. Ricordo il debutto in B, la doppietta nel 5-1 allo Zaccheria contro la Triestina che valse la promozione in Serie Serie A, il debutto in serie A con l’Inter in trasferta. […]. Fu un pomeriggio da sogno, per me, per il Foggia, per i nostri tifosi”.   Quella partita finì 1-1, con gol foggiano di Baiano su assist di Rambaudi”.

Sembrano lontani anni luce quegli anni, adesso che il “suo” Foggia è in Serie D. Rambaudi si è detto dispiaciuto per il fallimento: “avevo seguito il torneo cadetto per la Rai ed era una gioia rivedere il Foggia in B ed i suoi tifosi affollare in migliaia gli stadi di tutta Italia. Uno spettacolo. La squadra era forte , poteva ambire a qualcosa in più dei playoff”.

Adesso Rambaudi sta allenando, in Eccellenza Laziale, all’Atletico Lodigiani, ma nel suo futuro ci saranno ancora i Satanelli: “Un domani allenerò il Foggia– conclude Rambo –non ora, mancherei di rispetto a chi sta lavorando in questo momento, ma un giorno mi piacerebbe tornare a Foggia da tecnico e scrivere una nuova pagina di storia in rossonero“.

Foggia, il club manager Pillisio: "situazione societaria incancrenita"

Incancrenita, fortemente compromessa:  così il club manager del Foggia Simone Pillisio ha definito ai microfoni di TeleFoggia la situazione societaria del club dauno. Pillisio ha parlato della possibile cessione delle quote societarie e sul futuro dei Satanelli nella prossima stagione.

Spiega il club manager: “La situazione reale è che da tempo oramai i soci non trovano soluzioni pacifiche in consiglio di amministrazione. Hanno fatto due o tre c.d.a. ed hanno convocato altrettanti tavoli di lavoro. Se leggete delle frizioni sui giornali è perché  la situazione di contrasto societario persiste, tanto da non essere ripianata sul piano della comunicazioni. Quando si mettono di mezzo i giornali, la situazione è abbastanza incancrenita, compromessa. Per come conosco  la situazione  Felleca e Pintus sono compartecipi nella società che controlla il Foggia: non sono riusciti a trovare un’intesa sulla gestione e, di conseguenza, la situazione sta degenerando“.

Sulla possibile vendita delle quote societarie della Pintus, poi smentita. “Nei mesi scorsi la Pintus mi ha fatto richiesta di esplorazione territoriale per verificare se ci fossero dei potenziali acquirenti interessati al Foggia ed alle sue quote. Mi ha rivolto una richiesta in forma scritta ed io l’ho accettata: da lì sono intervenuto utilizzando dei contatti che avevo sviluppato sul territorio, contattando imprenditori che si sono interessati in passato al settore calcio; devo dire che si sono sviluppate delle trattative che erano arrivate anche a chiudersi. In particolare una trattativa era vicina alla chiusura ed era tutto pronto per mettere nero su bianco: questa trattativa era costruita per far entrare terze persone nel Foggia. Poi non se n’è fatto nulla, la Pintus ha cambiato idea ad un passo dalla fin, con un po’ di malumore dell’acquirente, che non ha gradito. Resto spiazzato dalla sua uscita che nega la volontà di vendere: lei (la Pintus n.d.c.) può dire quello che vuole, ma posso esibire la documentazione,  qualora mi venisse chiesto ad esempio dal primo cittadino di Foggia. Felleca inizialmente non era a conoscenza della volontà di vendere, ma poi l’ha saputo, per forza di cose. A Foggia tutti sanno tutto. Tra gli interlocutori c’era l’avvocato Palma (già vicepresidente della Juve Stabia, n.d.c.): una persona che si è posta bene, che non guardava esclusivamente al registro economico, ma all’obiettivo finale; aveva voglia di fare calcio, ma poi si è ritirato visto i tentennamenti della Pintus”.

Sulle ripercussioni dello stallo societario: “c’è preoccupazione in città, nel cittadino foggiano, nei tifosi; c’è preoccupazione per i soci, per la Pintus che non ha esternato chiaramente le sue volontà; per i dipendenti che non sanno il loro futuro”. Adesso tutti aspettano la decisione della Lega sulla sorte dei campionati, ma a prescindere dal ripescaggio o meno, bisogna oggi ricominciare a programmare la prossima stagione. Soprattutto perché se il Foggia resterà in Serie D, non si vorrà più sentire ‘siamo ripartiti gli ultimi giorni di agosto’. 

Una previsione sul futuro del Foggia: “. La società non può rimanere ingessata, bisogna capire chi ci sarà e le potenzialità della società. Ho ascoltato Felleca, che ha promesso alla piazza di poter lavorare da solo. Io invece credo che la situazione, a livello societario, è abbastanza compromessa. Qualcuno dovrà prendere la direzione di uscire dalla società: non so chi sarà, ma va fatto prima possibile. Il Foggia non può permettersi di vivere con questo patema d’animo di non sapere cosa farà l’anno prossimo o di ricostruire tutto negli ultimi giorni”. 

Foggia, Felleca al Corsport: "Ho tutto sulle mie spalle, restare in D sarebbe devastante"

Il patron del Foggia Felleca ha rilasciato un’intervista alle pagine pugliesi del Corriere dello Sport, nell’edizione andata in edicola oggi. Il presidente dei Satanelli ha parlato del futuro societario e delle diverse prospettive del club dauno in Serie D o Serie C.

Trovano conferma le voci di un’uscita di scena dalla compagine societaria dall’imprenditrice Maria Assunta Pintus (socia di Felleca nella Corporate Investments  s.r.l., società che detiene l’80% del Foggia Calcio).

Non è da escludere, quindi, che Felleca vada in cerca di nuovi investitori per la nuova stagione.

Queste le sue dichiarazioni del presidente Foggiano.  
“Ormai sono quasi da solo ad affrontare tutto il carico della situazione economica, c’è Pelusi con me ma come ben sapete con una quota minoritaria. Quasi tutto il carico della gestione è dunque sulle mie spalle. […] Probabilmente prenderò le quote di Pintus . Io comunque potrei andare avanti anche da solo, purché ci sia futuro davanti. Se andassimo in C avremmo delle prospettive, rimanere in D sarebbe per noi devastante e non credo che per i costi da affrontare si potrebbe affrontare quella che ritengo allo stato sia un’ipotesi remota”.

Del Core: "A Foggia emozioni uniche ed indescrivibili. Non si discute il ripescaggio in C"

Quando i tifosi del Foggia leggono il nome di Umberto Del Core, non possono che pensare a quella stagione 2002-2003, quando i rossoneri, guidati in panchina da Pasquale Marino, vinsero il campionato di C-2, ottenendo la promozione in terza serie.

Di quel Foggia Umberto Del Core fu recordman di presenze (33) e di gol (18) in stagione. In rossonero Del Core ha giocato nel biennio 2002-2004 e nella stagione del ritorno 2007-2008.  L’attaccante ha parlato degli anni vissuti in capitana in un’intervista alla Gazzetta del Mezzogiorno, di cui vi proponiamo i tratti salienti.

Con i Satanelli Del Core ha realizzato 53 gol in 130 presenze, tanto da entrare nella top five di sempre dei cannonieri rossoneri:  «Ne vado fiero. Il Foggia mi ha dato tanto, io mi sono sempre impegnato al massimo. E’ stata un’esperienza eccezionale, nonostante alcune delusioni, che fanno parte dello sport. Anni impossibili da dimenticare, ricordi che custodisco con affetto».

Sul Foggia in D: «Purtroppo accade spesso, in particolare in realtà del Sud, anche blasonate, che ci siano dei fallimenti. Avviene perché il più delle volte non ci sono società serie al comando, che fanno le cose per bene. Ne ho vissute anche io di esperienze negative del genere, di cui ho pagato le conseguenze».
Sulla ripresa: «Credo che si dovrebbe ricominciare a settembre.
Per prudenza, buon senso, rispetto dei morti e di chi ha perso i propri cari. Non va sottovalutato il rischio dei contagi di
ritorno. Il Foggia è secondo e va ammesso alla terza serie. Senza neanche starci a pensare. Chi più del Foggia può avere diritto ad
essere ripescato in C? Non c’è nemmeno da discuterne».

Sulla stagione della promozione: “Stagione memorabile, la più bella vissuta a Foggia. Segnai 19 gol quell’anno. Festa meravigliosa al “Flaminio”, e poi a Foggia».

Sulle delusioni più grandi: «I due play-off persi, in C2 col Paternò e in C1 con la Cremonese. Mai sconfitti in quelle quattro sfide, ma i pareggi non bastarono per la posizione in classifica». 
Chiusura sui 100 anni del Foggia: «Una squadra che ha tifosi eccezionali, davvero il 12.mo uomo in campo. Sono orgoglioso
di aver fatto parte di questa storia, che mi ha regalato emozioni uniche».

Foggia, Fumagalli: "Taglio stipendi? Facile essere eroi con stipendio da A. Aiutate economicamente il nostro calcio".

Per Fumagalli, portiere del Foggia, è facile definire “eroi” i campioni di Serie A per un taglio allo stipendio che verrà rimborsato in quelli successivi. I calciatori di Serie D non sono pagati da tre mesi perché non scendo in campo, con il prossimo stipendio in arrivo tra tra sei mesi.  Si è così sfogato sfogo di Ermanno Fumagalli, portiere del Foggia in una lunga lettera inviata alla redazione di tuttomercatoweb.com, che di seguito riportiamo.

“Vorrei esprimere il pensiero di un umile calciatore. Se così si può ancora chiamare. In questo periodo abbiamo ascoltato tantissime chiacchiere, ma alle parole avrebbero dovuto far seguito i fatti. Per molti è solo un semplice sport, ma per noi è un lavoro. Indubbiamente privilegiato, ma un lavoro. Come tutti, abbiamo fatto dei sacrifici e delle rinunce pur di coronare i nostri sogni. Facile incoronare come star le stelle della A, quelle che si tagliano il 30% dello stipendio con la garanzia di ottenere quella cifra sul contratto successivo. E noi, vincolati a società che giustamente non ci pagano perché da tre mesi non scendiamo in campo. Il prossimo stipendio, se tutto va bene, arriverà tra sei mesi: se loro sono eroi, noi cosa siamo? Sappiamo benissimo che difficilmente riprenderemo, ma finitela di prenderci in giro e di giocare con la nostra dignità. Non siamo stupidi e fa male sentir parlare della riapertura delle piste ciclabili quando amici e familiari non possono mettere il piatto a tavola. Il pallone si sta sgonfiando: aiutate economicamente il calcio, ci penseremo noi a farlo rotolare ancora. Vi assicuro che siamo pronti a giocare anche sulla luna, metteteci in condizione”.

Paolo Bianco: "Al Foggia devo tutto. Sogno di allenarlo"

Paolo Bianco, ex calciatore del Foggia nativo di Ordona, ha rilasciato una lunga intervista alla Gazzetta del Mezzogiorno.

Bianco, cresciuto nel vivaio rossonero e con 8 stagioni in rossonero alle spalle,  ha appeso le scarpe al chiodo. Adesso  è collaboratore tecnico di De Zerbi al Sassuolo.

Nel suo futuro la carriera da allenatore«Era il mio obiettivo da quando avevo 25 anni. Giampaolo, a Treviso, mi ha fatto vedere il calcio in maniera diversa. Le prime esperienze le ho fatte in Sicilia, in C, con Siracusa e Sicula Leonzio. A ottobre scorso sono tornato al Sassuolo. Più in là riprenderò il percorso da capo allenatore».

Sull’esperienza al Foggia: «Otto anni, inclusa la trafila nel settore
giovanile. Era un bel vivaio […]. Fui fortunato ad avere come maestri Nocera e Cosmano: mi  hanno insegnato a stare al mondo, prima che a stare in campo. Devo tanto inoltre, se non tutto, a Pavone e Burgnich, che hanno creduto in me. Il mister mi coccolava come si fa con un figlio».

Sulla ricetta per arrivare in alto: «Intelligenza tattica e voglia di emergere. Ovunque, mi sono sempre considerato il meno forte: questo mi ha portato ad impegnarmi più degli altri e ad essere quasi
sempre titolare». 

 Sul Foggia in D: «Ho seguito il torneo, nel Cerignola giocano due miei ex compagni al Sassuolo: Longhi e Sansone. Corda mi chiamò l’estate scorsa, qualche giorno prima del ritiro: mi chiese se fossi disponibile ad allenare il Foggia. Diedi l’ok per un incontro, ma non fui più richiamato e presero Mancini. Auguro al Foggia di tornare in C».

Chiusura sulla possibilità di sedere, un giorno, sulla panchina del Foggia: «Mai dire mail. E’ un mio sogno, la squadra della mia città, a cui non si può dire di no».

Corda: "Piena fiducia in Sibilia, Barbiero e Ghirelli. Il Foggia merita la C”

Piena fiducia in Sibilia (presidente della LND) e massima stima per il presidente della Lega Pro Ghirelli: lo ribadisce Ninni Corda, tecnico del Foggia,  precisando la portata delle proprie dichiarazioni rilasciate giovedì all’emittente Canale 85.

“Non ho mai parlato di impedimenti da parte del presidente della Lega Pro, Francesco Ghirelli, nel quale nutro massima stima e fiducia così come ho pieno rispetto nell’operato del presidente della LND, Cosimo Sibilia e del coordinatore LND, avv. Luigi BarbieroSono altresì certo – spiega Corda  che si opererà per garantire il pieno rispetto di tutte le società, così come sono sicuro che il Foggia merita di disputare il campionato di Serie C la prossima stagione”.

Nel corso della trasmissione “La Puglia nel pallone”, mister Corda aveva affermato che “nessuno ci potrà togliere il diritto di andare in Serie C” e che “siamo la migliore seconda come quoziente di ripescaggi per la Serie C. Senza contare che già ancor prima del Coronavirus c’erano almeno tre squadre di Serie C e una di Serie B che il prossimo anno non si potranno iscrivere, perciò nessuno ci potrà togliere questo diritto di andare in C. In questo momento, se una squadra come il Bitonto si sente in Serie C, mi sento ovviamente anche io in quella categoria“.

Foggia, senti Tedesco: "Zaccheria emozione incredibile. Il massimo è la Serie C con questa maglia"

Un’emozione indescrivibile calcare il prato dello Zaccheria: a riferirlo ai microfoni dell’emittente televisiva Antenna Sud è l’attaccante del Foggia Giuseppe Tedesco.

Il calciatore, arrivato in Capitanata nel mercato dicembrino, non è ancora andato a segno con la maglia rossonera, complice anche la squalifica di quattro giornate rimediata nella gara di Fasano.

Sul suo impatto con lo Zaccheria: “Giocare allo Zaccheria è un’emozione indescrivibile – esordisce Tedesco-; lo avevo capito già da avversario con la maglia dell’Altamura. Non è una cosa di tutti i giorni giocare in uno stadio del genere, poi quando ho indossato la maglia rossonera ho provato una gioia che non dimenticherò mai e che porterò sempre nel mio cuore”.

Sul rapporto con mr. Corda: “ringrazierò per sempre Corda. Ha creduto in me e mi ha voluto fortemente. Quando un mister così forte ti chiama non hai debbi: devi andare”.

Sul suo futuro: “spero di rimanere a Foggia, voglio dimostrare il mio valore che finora non ho espresso al massimo. Rimanere con la squadra in Serie C sarebbe la cosa più bella, fantastica. Vorrei restare anche in Serie D”. 

Sibilia (vicepres. FIGC) alla LegaPro: le regole si decidono insieme in FIGC

Una semplice proposta, ancora da valutare: così viene etichettata dal presidente della LND (e vicepresidente vicario della FIGC), Cosimo Sibilia, il documento a firma del direttivo della Lega Pro, di cui tanto si parla in questi giorni.

In una nota pubblicata sul sito della LND, il numero due federale, ha evidenziato la necessità di evitare fughe in avanti: quanto indicato dal Consiglio Direttivo della Lega Pro alle Società in previsione dell’assemblea convocata per il 4 Maggio costituisce una semplice proposta.  Le modifiche regolamentari si fanno in Consiglio Federale e, per Sibilia, i club di Serie D non saranno comunque penalizzati.

Questa proposta – sottolinea Cosimo Sibilia – peraltro, non è stata concordata né  preventivamente illustrata dal presidente della stessa Lega Pro alle altre componenti federali direttamente interessate. Ovviamente ogni modifica regolamentare sulla specifica materia deve essere valutata dal Consiglio Federale della FIGC e, sul punto, la LND intende sin da ora chiarire che nessuna soluzione penalizzante per le Società che militano nel Campionato di serie D e, di riflesso, nei Campionati di Eccellenza potrà essere approvata e trovare l’adesione dei Dilettanti. Risulta evidente, in ogni caso, che proprio in momenti di particolare difficoltà, come quelli che stiamo vivendo, sarebbe necessaria una condivisione di sistema e un preventivo confronto nella sede più idonea, che resta la FIGC e il suo organo direttivo. Stupisce, inoltre, che nel mentre si evidenzia una situazione di crisi che attraversa il mondo professionistico, si propongano soluzioni che non solo non tengono conto dell’attuale format ma che, in contraddizione con l’accertata problematica della sostenibilità di un numero elevato di società della sfera professionistica, soprattutto in Serie C, addirittura ne preveda un aumento”.

Chiusura con un messaggio rivolto al presidente FIGC Gravina: “La LND é certa che il Presidente Federale Gravina, che anche pubblicamente ha sottolineato l’esigenza di agire unitariamente per il bene del calcio italiano, sia di vertice che di base, saprà evitare fughe in avanti da parte di singole componenti”. 

Fonte dichiarazioni Sibilia: www.lnd.it

Foggia, mister Corda al Corriere dello Sport:" ecco come cambierei la regola degli under"

Il tecnico del Foggia Ninni Corda, ha rilasciato un’intervista al Corriere dello Sport: “Io cambierei il regolamento per far crescere meglio questi ragazzi: in questo modo, infatti, rischiano di avere davanti a sè solo il confronto col proprio pari-quota. La regola è questa, dobbiamo tenercela. Io comunque ho fatto sempre giocare i migliori, quelli che mi fornivano più garanzie in quel momento sul piano tecnico dopo averlo dimostrato prima di tutto in allenamento. Sarei più favorevole a una maggiore libertà di gestione da parte dei tecnici, oltretutto così facendo i ragazzi stessi affronterebbero prima l’impatto con il clima di uno spogliatoio. Le garanzie possono far rilassare qualcuno. I bravi devono giocare a prescindere, questa è stata sempre la mia bussola: detto ciò mi sono rigidamente attenuto al regolamento per tutta la stagione. I nostri ragazzi sono cresciuti con noi, vedremo cosa saranno capaci di fare nel prosieguo della loro carriera“.

Marcello Quinto a NC: "Francavilla club modello in questo momento di crisi"

Metà di una lunga carriera tra i professionisti dedicata al Foggia, la squadra della sua terra di cui ha vissuto la rinascita nel 2012. E poi una serie di evoluzioni tattiche che da qualche anno lo hanno trasformato, da metronomo di centrocampo, in un centrale difensivo di buon profitto. Marcello Quinto a Francavilla ci è arrivato da svincolato, ma da quel momento il posto in squadra non glielo ha tolto più nessuno. Versatilità ed esperienza sono le sue compagne di viaggio, da sempre. “Sì, ho iniziato ad Andria due anni fa, giocando da difensore centrale per metà stagione – ricorda il giocatore di Stornarella ai nostri microfoni -. Poi ho proseguito lo scorso anno a Prato e anche a Francavilla sono stato impiegato così. Adattarmi è stato semplice: quando fai il play per tanti anni, è quasi automatico riuscire a governare un reparto arretrato. Devi saper leggere le traiettorie anche in fase difensiva, ma la chiave tattica è la stessa. Magari cambia che ti trovi spesso e volentieri a marcare l’uomo dentro l’area, cosa che ad un play capita solo in poche occasioni. Essendo un giocatore di costruzione, attiravo io la marcatura dell’avversario in fase di possesso. E ho potuto agire in questo modo in squadre fortissime, allenate da grandi allenatori. Questo ha reso tutto più semplice per me”.
Prima della sosta a causa dell’emergenza Covid-19, eravate in piena lotta per salvarvi nonostante il penultimo posto. Bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto?
“A mio avviso abbiamo raccolto molto meno di quello che la squadra avrebbe potuto esprimere. Considerata la qualità tecnica dei singoli, questo gruppo ha valori importanti. Ma ci abbiamo messo troppo tempo per trovare una quadratura del cerchio. L’alta competitività del girone ci ha relegati giù pur con una squadra molto forte. Tuttavia ci siamo dovuti fermare proprio quando sembrava che avessimo trovato certi equilibri”.
In questo periodo di incertezza, ci sono anche società che continuano a mantenere un rapporto virtuoso con i loro calciatori.
“E il Francavilla è un esempio lampante di questo. Dopo lo stop dei campionati, e in piena quarantena, ci hanno assicurato il pagamento di due mensilità. Davvero un gesto lodevole per il quale – e parlo anche a nome di tutta la squadra – non possiamo che ringraziare la famiglia Cupparo. E’ stato un atto di grande moralità e sensibilità. Il nostro presidente ha capito il momento di difficoltà dei suoi giocatori, nonostante nessuno gli avesse fatto pressioni. Oggi per molti imprenditori la priorità è quella di salvaguardare le proprie aziende. Lui ha pensato anche alla sua squadra di calcio”.
Un gesto che, tuttavia, in troppi vogliono eludere nel vasto mondo della serie D.
“Ed è per questo che la scelta della famiglia Cupparo va rimarcata in modo chiaro e netto. Sono queste le società che più di tutte meritano attenzione e tutela. In D i calciatori vivono per larghissima parte solo ed esclusivamente di calcio. Non hanno un doppio lavoro. So che addirittura molti club stanno evitando di onorare gli arretrati: tutto questo non è normale e va respinto. Di recente ci siamo riuniti in videoconferenza con tutti i rappresentanti del girone H di serie D. Si è parlato ovviamente di questi temi. Io ho ribadito un concetto semplice: club e calciatori si trovano nella stessa barca, e solo dalla tutela dei primi ne deriva anche la nostra tutela. Si rischia di non vedere più ai nastri di partenza tantissime società tra C e D. Bisogna evitarlo. E solo la politica può intervenire con un articolato piano di sostegno per impedire la cancellazione di quei club che oggi sono in difficoltà. I famosi 600 euro per i collaboratori sportivi non bastano. E’ un primo passo, ma non sufficiente. Proteggere le società significherebbe invece far ripartire il sistema del calcio dilettantistico. In questo senso, società e calciatori devono portare avanti una linea comune”.
Che ne pensi del protocollo Figc su ritiri blindati e controlli medici periodici per riprendere i campionati in sicurezza?
“Idea sicuramente affascinante, ma difficile da praticare per tutti a causa dei costi notevoli che comporterebbe. E’ complicato che una società di serie D abbia strutture su cui appoggiarsi e uno staff medico tale da praticare tamponi continui ai calciatori. Se fosse per noi calciatori, non ci sarebbe alcun problema. Noi siamo del parere che occorra terminare i campionati sul campo se non sussiste alcun rischio per la salute di tutti. E per farlo non avremmo nulla in contrario rispetto ad uno sforamento fino a luglio dell’attività. E’ questa la linea guida dell’AIC. Poi è chiaro che deciderà il governo e, a catena, la Figc e le Leghe. Non decidiamo noi, tantomeno quei club che ora parlano di annullamento dei campionati solo per finalità speculative”.
Basket e pallavolo trovano un accordo al loro interno e dichiarano chiusa la stagione. Nel calcio sembra sempre tutto più difficile…
“Ma il nostro è un mondo che muove interessi economici e sociali più estesi. Il calcio ha una rilevanza diversa, anche a livello mediatico. Si incastrano troppi soggetti, anche extrasportivi, portatori di interessi personali. Per questa ragione, il sistema calcio va rimesso in moto quanto prima. La conseguenza potrebbe essere un’estate tra i tribunali, ed è un rischio che va assolutamente scongiurato. Poi parliamoci chiaro: la speranza principale è che questo virus venga definitivamente debellato e non metta più in pericolo nessuno, facendoci tornare tutti ad una vita normale”.
Nell’eventualità non si dovesse tornare in campo, quale soluzione adotteresti per uscire dall’impasse?
“Non c’è uno sbocco che possa mettere tutti d’accordo. Se sdoganiamo le promozioni d’ufficio delle prime, puniamo non solo le retrocesse che si stanno giocando la permanenza in categoria, ma anche quelle squadre che sono ad un passo dalla vetta ed avrebbero tutte le possibilità per vincere i campionati. Se annulliamo tutto, ne deriverebbe un danno per chi si è guadagnato il primato investendo e lavorando sul campo. Ecco perché non saprei trovare una soluzione ideale se non quella della ripresa dei campionati. Noi stessi, come Francavilla, stiamo rispettando le direttive del nostro preparatore atletico per cercare di avvicinarci alla migliore condizione possibile in caso di ripartenza. Ci alleniamo a casa e seguiamo un programma giornaliero che ci consente di fare lavori di forza e, parzialmente, anche di aerobica, andando a curare anche l’aspetto metabolico”.

Coronavirus, positivo l'ex Foggia Antonio Vacca

C’è anche un ex foggia nella lista dei calciatori professionisti di Serie A e B a risultare positivo al test per il Covid-19.

Si tratta dell’ex centrocampista e vicecapitano Antonio Junior Vacca. Il Venezia fa sapere attraverso un comunicato ufficiale che le condizioni del calciatore sono in miglioramento, dopo il superamento della fase sintomatica. Vacca si trova attualmente in isolamento.

Questo il comunicato della società lagunare.

“Venezia FC informa che il calciatore Antonio Junior Vacca è risultato positivo al test per l’identificazione del Coronavirus-COVID-19. Attualmente Antonio Junior Vacca si trova in isolamento presso la sua abitazione. Le sue condizioni di salute sono migliorate poichè ad oggi il giocatore ha superato la fase sintomatica. La società nei prossimi giorni si adopererà per far porre in essere le misure necessarie di verifica sullo stato di salute degli altri tesserati e dipendenti”.

Foggia-Nardò 2-0

Grande vittoria del Foggia che supera 2-0 il Nardò con le reti di Gibilterra e Tortori.

Sorpresa del Foggia nel suo 11 iniziale, anche complici le assenze forzate di Gentile, Di Masi, Salines e Di Jenno. Non c’è in panchina neanche Di Stasio. In campo Gibilterra dal primo minuto in un inedito 3-4-3 con Tortori largo a sinistra, El Ouazni centrale e lo stesso Gibilterra ‘alto’ a destra. Gerbaudo e Salvi a dettare i tempi a centrocampo.

Primo tempo con poche emozioni ma il Foggia è meritatamente in vantaggio. Al terzo minuto Gibilterra approfitta di un retropassaggio sciagurato verso Milli e insacca alle spalle del numero uno salentino. Poi non succede quasi più nulla, se non una bella parata di Fumagall su un colpo di testa dei neretini. Nella ripresa Gibilterra rischia di rovinare tutto facendosi espellere per un fallo tattico a centrocampo, su una ripartenza del Nardò. Poi Tortori raddoppia e i salentini non riescono neanche ad impensierire il Foggia nei minuti finali.

Fabio Lattuchella

Foggia. Lo sforzo di tutti per trovare la via del gol

La sconfitta di Casarano non ha lasciato strascichi di classifica, perché il Bitonto ha soltanto pareggiato a Taranto. Questo mette tutti d’accordo. Ma in terra salentina, purtroppo per i rossoneri, son venite fuori tutte le pecche antiche di una squadra che bene fa quando è chiamata a mostrarsi grintosa, ma che si accartoccia su se stessa quando è chiamata a giocare in maniera qualitativa. Il problema del gol deriva anche da questo aspetto. Se non costruisci con qualità, non puoi concretizzare. Non è un problema di El Ouazni, ma di tutto il reparto avanzato, centrocampo compreso. Contro il Cerignola l’ha risolta Gerbaudo con una perla e mezza, contro il Taranto la perla è stata realizzata da El Ouazni, ma la palla è arrivata al centravanti quasi in maniera fortuita. Costruendo azioni palla a terra, con il supporto di tutti gli uomini chiamati ad attaccare, in un modulo che può essere devastante in questo senso, come il 3-5-2, i gol non dovrebbero mancare. È quello che si augurano i tifosi rossoneri, ma per metterlo in pratica e per mettere El Ouazni nelle condizioni di segnare gol, c’è la necessità di uno sforzo in più da parte di tutti. Staff tecnico compreso.

Fabio Lattuchella

Casarano-Foggia 1-0

Decide un gol di Favetta con deviazione decisiva. Cau: “Era fuorigioco”

Un gol di Favetta nella ripresa decide Casarano-Foggia 1-0. Sconfitta dolorosa del Foggia in trasferta che compromette il cammino dei rossoneri per la vittoria del campionato, nonostante il risultato del Bitonto. Poche occasioni per il Foggia e scelte discutibili, come il doppio cambio alla fine del primo tempo, con gli ingressi di Fumagalli e Kourfalidis per Di Stasio e Russo (il migliore in campo nei primi 45 minuti). Rammarico per il gol subito manifestato anche dal tecnico rossonero Cau che protesta, “era fuorigioco netto”, sostiene al termine della gara. Felice, invece, il presidente salentino Maci (insegnante all’università di Foggia). “Domani caffè pagato a tutti i miei studenti che oggi mi hanno seguito fin qui, miei ospiti”. Maci che poi si sbilancia su un pronostico ‘di cuore’, dicendo “il campionato lo vincerà il Foggia”. Ma, intanto, c’è da registrare il ritorno alla sconfitta dei rossoneri dopo 3 vittorie consecutive. Fabio Lattuchella

Verso Casarano-Foggia, le ultime e le probabili formazioni

Con umori completamente opposti Casarano è Foggia si avvicinano alla gara di domenica prossima per la 25esima giornata del campionato di Serie D. I rossoneri hanno il vento in poppa, grazie ai 3 punti rosicchiati al Bitonto. Mentre i salentini hanno qualcosa di cui scusarsi con i propri tifosi, dopo il 7-0 rimedito a Sorrento. Le motivazioni per far bene ci sono. Da entrambe le parti. Anche perché la classifica lascia aperto l’obiettivo playoff per i rossoblu, che contendono il quinto posto al Taranto.

QUI FOGGIA – In casa rossonera c’è l’incognita della seconda punta. Con la squalifica di Tortori l’interrogativo è su chi lo sostituirà. Allegretti aspetta una chance, Tedesco anche. Russo ne ha già avute tante. Per il resto, a meno di sorprese, la formazione dovrebbe essere molto simile a quella della gara contro il Brindisi.

Gerbaudo al fianco di Staiano e Gentile in regia, Kourfalidis e Campagna dovrebbero agire sulle fasce, con quest’ultimo che dovrebbe tornare titolare dopo qualche gara dalla panchina. In difesa Anelli e Viscomi sono certi del posto, mentre Di Jenno è in vantaggio su Cadili per il terzo posto nella linea arretrata. In porta Fumagalli e in attacco El Ouazni sono intoccabili.

QUI CASARANO – Undici molto simile a quello andato in campo contro il Sorrento per Bitetto, nonostante il risultato finale. Favetta e Mincica in attacco, con Mattera a guidare la difesa e Buffa-Giacomarro sulla mediana.

Fabio Lattuchella

Verso Foggia-Brindisi, le probabili formazioni

Corda ritrova Gerbaudo, mentre a Ciullo mancherà D’Ancora

Solo tre punti in palio, ma quanto pesano in questa parte di stagione e con il Bitonto che corre tantissimo. I nerovedi affronteranno il Cerignola e potrebbero, dopo 19 risultati ultimi consecutivi, lasciare qualcosa per strada. Il Foggia di Corda, ancora squalificato (ma tornerà in panchina Cau, che ha scontato i due turni), deve necessariamente vincere. Non ha altre possibilità. Il tecnico potrà tornare ad usufruire delle prestazioni di a Gerbaudo e Russo, ma dovrebbe giocare solo il  primo, diventato quasi intoccabile dopo l’exploit con il Cerignola. Campagna dovrebbe sostituire lo squalificato Di Masi, mentre al fianco dell’altro intoccabile, il centravanti El Ouazni, dovrebbe essere confermato ancora Tortori. Allegretti, Russo e Tedesco alla finestra. In difesa ballottaggio Di Jenno e Cadili. Per il Brindisi modulo a specchio, ma Ciullo perde D’Ancora. Perdita pesante per il tecnico biancazzurro, che deve fare a meno di uno dei suoi migliori calciatori e dei più utilizzati finora. In attacco Dorato insidia il posto a Toure, ma il senegalese parte favorito. 

Fabio Lattuchella

Taranto-Foggia 0-1

Super Foggia contro il Taranto. Va in vantaggio con El Ouazni e resiste in dieci

Grandissima prestazione del Foggia a Taranto. I rossoneri espugnano la città ionica (0-1) e continuano ad inseguire il Bitonto. Decisiva la rete di El Ouazni al 12esimo minuto del primo tempo. Per l’itali-marocchino è la prima rete in rossonero. “Non potevo sognare di meglio per il primo gol con questa maglia”, il suo commento a caldo. Decisivo anche l’apporto di Anelli, entrato a partita in corso, che rimarca come “questa squadra abbia gli attributi per vincere il campionato”.
Nella ripresa il Foggia, fino a quel momento in controllo del match, ha rischiato di rovinare tutto con l’espulsione di Di Masi, per fallo di reazione dopo una provocazione di Ferrara. Ma i rossoneri riescono a contenere gli attacchi, a dire il vero poco precisi, del Taranto. Pericolosissimo soltanto in due occasioni con Olcese, dopo un evidente fallo su Viscomi non evidenziato dall’arbitro, e con Oggiano al 97’, che ha colpito il palo da distanza ravvicinata.
Fabio Lattuchella

Stangata Foggia, gara a porte chiuse col Brindisi

Mentre la società cerca la pace con i tifosi, il giudice sportivo stanga i rossoneri per la pietra lanciata contro i tifosi del Cerignola

Da una parte la società, che fa un passo indietro nei confronti dei tifosi, dall’altra il giudice sportivo che infligge 3000 € di multa e 1 gara a porte chiuse al Foggia, per una pietra lanciata verso il settore ospiti domenica scorsa. Pietra che ha colpito un sostenitore cerignolano. Mano dura del giudice sportivo, mano leggera (e protesa al dialogo) da parte della società, che ammaina l’ascia di guerra nei confronti dei tifosi chiedendo scusa per qualche errore di troppo commesso. La speranza è quella di fare la pace con i gruppi organizzati. La contestazione di domenica scorsa aveva fatto ‘storcere’ il naso alla proprietà e l’AD, Davide Pelusi, non aveva perso tempo per manifestare tutto il suo disappunto. Con il comunicato stampa di ieri, la società rossonera ha tentato di ricucire il rapporto con gli ultras, fortemente indignati per una stagione che vede la squadra ancora in lotta con il Bitonto per la vittoria finale del campionato, ma con i neroverdi avanti di 5 punti. Eppure, nonostante la spaccatura, il sostegno alla squadra nei 100 minuti di battaglia contro il Cerignola non era mancato. Ma Felleca sa bene che per raggiungere l’obiettivo è necessario l’apporto di tutti e una giusta dose di tranquillità. In serata è arrivato anche l’appello di Ninni Corda, sulla sua pagina Facebook. Anche lui fa un dietrofront mirato a riallacciare i rapporti con tutti. Ora si attende la decisione degli ultras, mentre in campo si prepara una nuova sfida, difficilissima. Il Taranto è in forma e domenica scorsa lo ha dimostrato a Sorrento, e poi la gara di andata porterà sicuramente i rossoblu ad uno sforzo supplementare per superare i satanelli. Al Foggia mancheranno Gerbaudo e Russo, tra i migliori in campo nella scorsa gara, ma Corda ritroverà Cittadino, Anelli, Fumagalli, Tedesco e Salines. Problemi di formazione non ce ne sono, ma i tifosi contro il Brindisi non potranno esserci, è quello si che è un problema.
Fabio Lattuchella 

Gerbaudo regala il derby al Foggia, Audace primo KO per Feola dopo 11 gare

Dopo diversi anni di assenza torna il derby di Capitanata, presso lo Zaccheria. Importante la cornice di pubblico con quasi 6500 presenti, quasi 700 provenienti da Cerignola. Il Foggia in piena emergenza per le squalifiche affronta l’Audace Cerignola, in serie positiva da undici gare (nove vittorie e due pareggi). Le due squadre scendono in campo con maglie bianche a sostegno del’Anpis , nella giornata dello Sport e Cultura mentale. Contestazione per la squadra di casa con due striscioni  presenti nelle curve che recitano: “ Questa presidenza e questo allenatore, un mix letale…. per una stagione fallimentare”. Formazioni della vigilia confermate, fatta eccezione per Loiodice nelle file dei gialloblù, che prende il posto di Marotta nel trio d’attacco alle spalle di Rodriguez, in panchina per i satanelli va Carafa, preparatore dei portieri, a causa della squalifica di Corda e del suo vice. Le prime fasi sono di studio e nessuna delle due squadre si scopre. A rompere gli indugi al 13’ è il Foggia, calcio di punizione battuto a sorpresa, Gentile serve Gerbaudo  che riesce sugli sviluppi di un calcio di punizione ad anticipare la difesa e battere Cappa sul proprio palo. In un primo tempo avaro di emozioni spicca alla mezz’ora la rovesciata, senza troppe pretese, di El Ouazni, preda del portiere ofantino Cappa. Al 33’, timidamente, il Cerignola si affaccia nell’area dei padroni di casa, prima con Longo che calcia fuori, successivamente, con Sansone che pecca di egoismo e, invece di servire l’accorrente Loiodice, cerca un’improbabile conclusione dalla distanza. Il primo tempo termina 1 a 0 per i padroni di casa, risultato sostanzialmente giusto per la volontà mostrata dai rossoneri.

I Tifosi del Cerignola giunti allo Zaccheria

Feola alla ripresa manda subito in campo Martiniello al posto di  Longo, arretrando così Rodriguez sulla linea dei trequartisti. Al primo affondo della ripresa il Cerignola pareggia i conti: Coletti lancia Sansone che  sul filo del fuorigioco sfugge al suo diretto avversario e con un diagonale letale trafigge il portiere di casa. Al 57’ Rosania sbaglia un disimpegno, ne approfitta Gerbaudo che con un tiro di prima intenzione da oltre 25 metri mette alle spalle del portiere ospite. Al 64’ il Cerignola potrebbe pareggiare sugli sviluppi di un calcio d’angolo: Sansone al volo servito direttamente dal corner, ma la palla termina sulla difesa rossonera. Rodriguez al 69’ scatta sul filo del fuorigioco, eludendo la difesa rossonera, ma il suo tiro dalla distanza non crea problemi a Di Stasio. In contropiede il Foggia potrebbe triplicare, ma Russo a porta sguarnita calcia sui piedi di un difensore dell’Audace che ribatte la sfera. La partita è frizzante, le squadre allungate, offrono spettacolo per i presenti. Rodriguez all’88 pecca di ingenuità e scalcia Carboni, rosso diretto per l’attaccante cubano e Audace in dieci uomini. Pochi secondi più tardi Longhi nel parapiglia sugli sviluppi di un infortunio capitato a El Ouazni, viene mandato anzitempo negli spogliatoi per un rosso in seguito a doppia ammonizione. Non succede più nulla negli oltre 6’ accordati dal direttore di gara. Il Foggia riconquista il secondo posto in classifica a spese del Sorrento. Il Cerignola rimane in quarta posizione in classifica.Domenica prossima i satanelli saranno impegnati nella non semplice trasferta allo “Iacovone” contro Il Taranto, l’Audace torna tra le mura amiche avversario di turno il Nardò.

Matteo Bancone

 

TABELLINO

 

FOGGIA VS AUDACE CERIGNOLA 13’ Gerbaudo 53’ Sansone 58’ Gerbaudo

 

FOGGIA: Distasio,Kourlaidis, Gentile, El quazni, Russo (77’Allegretti), Viscomi, Tortori (55’ Cipolletta), Gerbaudo, Carboni, Di Masi( 67’ Campagna), Di Jenno. A disp: Rizzitano, Gemmi, Pertosa, Ndiaye, Buono, Cadili All. Carafa.

AUDACE CERIGNOLA: Cappa, Russo, Tancredi, DeCristoforo, Longhi, Rosania (75’Di Cecco), Longo(46’Martieniello), Coletti, Rodriguez, Loiodice (62’ Marotta),Sansone (92’Caiazza). A disp: Sarri, Celentano, Muscatiello, Nembot, Caiazza, Sindic, Di Cecco,  All. Feola

Arbitro: Crezzini (Siena) Cipolletta (Avellino) Cesarano (Castellamare di Stabia)

Ammoniti: Cipolletta, Russo, Viscomi, Gentile (FOGGIA) Longhi, Rosania, DeCristofaro, Coletti (Audace Cerignola)

Espulsi: 88′ Rodriguez (rosso diretto per un fallo su Carboni), 90′ Longhi (per doppia ammonizione)

Note: presenti 6500 spettatori circa 700 ospiti