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Fortis Altamura, così non va

I murgiani questa volta sconfitti a Rutigliano

Crisi di risultati per la Fortis Altamura che, dopo il riposo forzato di domenica scorsa, quando avrebbe dovuto ospitare lo Sporting Ordona, rimedia la terza sconfitta esterna consecutiva. Ad avere la meglio della squadra murgiana è la Rinascita Rutiglianese, impostasi per 2 a 0. Per la squadra allenata da mister Moramarco, un’altra partita da dimenticare, con tante occasioni sprecate e l’ennesima espulsione della stagione.
Rispetto alla partita di due settimane fa a Monte Sant’Angelo, un solo cambio per la Fortis: out Loiudice per squalifica, dentro Cappiello. Nella prima frazione, comunque, sono i padroni di casa ad essere più pericolosi, con la squadra altamurana che poco dopo la mezz’ora deve rinunciare a Castoro, uscito per infortunio. Ci provano soprattutto Pinto e Lovreglio con quest’ultimo che recrimina per un fallo di mano di un difensore altamurano sulla linea di porta.
Nella ripresa è la Fortis a cercare con più intraprendenza il gol che viene sfiorato in più di un’occasione da Pastore e dal solito Ardino, fermato, non senza difficoltà dalla retroguardia di casa. La squadra altamurana continua a spingere ma, nel momento di massimo sforzo, arriva la doccia fredda: calcio d’angolo di Catalano, difensori altamurani fermi come statue, e colpo di testa vincente di Miccoli. Nemmeno il tempo di riorganizzare le idee che arriva il colpo del k.o.: espulsione di Cirrottola, Fortis in dieci e addio ai sogni di rimonta. A due minuti dal 90’, infatti, arriva il raddoppio dei granata con Catelano che sorprende Coretti con un tiro da venti metri.
Brutta sconfitta, quindi, per la Fortis Altamura che, con una classifica così corta, l’Audace Cerignola fa campionato a se, scivola nelle posizioni a ridosso dei play-out, anche se deve sempre recuperare la partita casalinga contro lo Sporting Ordona.
A parte questo, però, alla squadra altamurana, che nel 2016 non ha ancora vinto, serve un’inversione di tendenza, soprattutto per quanto riguarda l’atteggiamento mentale. Se così non fosse, domenica potrebbe arrivare una figuraccia contro la corazzata Cerignola.

RINASCITA RUTIGLIANESE – FORTIS ALTAMURA 2-0

RINASCITA RUTIGLIANESE: Lattaruli, Gentile, A.G. Ferro, D’Addiego (23’ st Rubino), Lovergine, Vittorio, Pinto, Catalano, Lovreglio (12’ st Miccoli), Pellegrino (31’ st M. Ferro), Colella. A disposizione: Girolamo, Piarulli, Liturri, Di Fronzo.  Allenatore: Di Venere.

FORTIS ALTAMURA: Coretti, Tarullo, Lasalandra, Castoro (32’ pt Calderoni), Cirottola, Tancredi, Cappiello (40’ st Proggi), Pellicciari, Selvaggi, Ardino, Pastore.  A disposizione: Goffredo, Lorusso A., Lorusso M., Clemente, Pennacchia. Allenatore: Moramarco.

ARBITRO: Labianca di Foggia, coadiuvato da Marolla e Fiore di Barletta.
RETI: 35’ st Miccoli (RR), 43’ st Catelano (RR).
ESPULSI: 37’ Cirrottola (FA).

Apricena – Ascoli 1-0, decide un eurogol di De Bellis

Quattro vittorie su quattro nel girone di ritorno, imbattibilità del Madrepietra Stadium mantenuta e secondo posto raggiunto alle spalle dell’inarrivabile Cerignola, in attesa che lo Sporting Ordona recuperi la gara contro il Monte Sant’Angelo. Continua, dunque, la scalata della Madrepietra Apricena che supera un ostico Ascoli Satriano nel derby play off per uno a zero. A decidere un eurogol di Michele De Bellis a inizio ripresa. Una gara difficile, contro un avversario di tutto rispetto che naviga stabilmente nelle zone alte della classifica. L’avvio spaventa il rossoblu di Mimmo. Al 6’ un traversone dalla sinistra è allungato da Melchionda in area. La palla sbatte contro Lizza che da due passi potrebbe battere Longo. Il portierone apricenese si supera in una parata di istinto da mezzo metro e mantiene la porta inviolata. L’Apricena si assesta in campo e comincia a macinare gioco con il trio Scarano, Quitadamo e Salerno. Quest’ultimo, al 21’, viene servito sul dischetto da Quitadamo per calciare un rigore in movimento. Il piattone però è leggermente largo e la palla si spegne di un soffio sul fondo.
Dieci minuti dopo Scarano parte nella solita azione da destra, entra in area, rientra sul sinistro e invece di servire in mezzo prova da posizione impossibile costringendo il portiere dell’Ascoli alla respinta in corner. Al 40’ una punizione dalla destra di Scarano viene respinta corta dalla difesa ospite. La palla arriva a Quitadamo che di sinistro spara alto da ottima posizione. La ripresa si apre subito col botto. Al 4’ De Bellis riceve un pallone ai 20 metri e senza pensarci due volte spara un bolide sotto l’incrocio. L’attaccante, fino a quel momento poco dentro al gioco, realizza una rete spettacolare e pochi minuti dopo si propone nella solita progressione da sinistra fermata a un passo dalla conclusione. L’Ascoli risponde con due conclusioni poco incisive di Cadaleta (colpo di testa alto) e Martinelli (punizione al limite, centrale). Nemmeno l’ingresso dell’ex di turno Montingelli, negli ospiti, cambia l’inerzia della gara. Al 28’ Salerno si gira in un fazzoletto al limite dell’area e conclude di sinistro preciso e potente. Orizzonte però devia in angolo. Al 31’ un nervoso Lizza chiude anzitempo la gara, espulso per doppia ammonizione. La Madre Pietra negli ultimi minuti controlla senza troppi grattacapi. Mimmo, a dieci dalla fine, manda in campo Potenza e Piano. Per quest’ultimo un ritorno sul rettangolo di gioco dopo una assenza lunga dovuta a guai muscolari. Al fischio finale è festa in casa Apricena: ora la testa va all’altro importante derby di alta quota contro il Reali Siti, che si giocherà sempre al Madrepietra Stadium.

Giuseppe Del Fuoco

Ipoteca sul campionato, l’Audace Cerignola supera 3-0 il Modugno

Non si distrae l’Audace Cerignola: nella settimana della ribalta nazionale che ha celebrato le imprese della formazione di Massimo Gallo, l’indiscussa capolista del girone A di Promozione regola 3-0 il Modugno, aggiungendo un altro mattone verso la conquista del titolo. Indisponibili Lasalandra (squalificato), Matera e Daniele Amoruso, l’undici di partenza vede Borrelli a sinistra in difesa con Colangione e Grimaldi davanti a Marinaro; Monopoli e Sebastiano Colucci cursori esterni, Schiavone e Conte nel cerchio di centrocampo; Dipasquale, Flavio Amoruso e Morra formano il trio d’attacco. Primo tempo non ricchissimo di emozioni: le squadre si studiano, anche se è il Modugno a regalare il primo squillo rilevante. La retroguardia ofantina è sorpresa dall’imbucata di Lops per Solimini, il quale spreca una favorevole opportunità solo davanti a Marinaro.
Al 20′ il Cerignola sblocca il match, grazie ad un irresistibile Morra: scatta sulla destra e mette in area, un difensore ospite non perfeziona il rinvio e Dipasquale (nono centro in campionato) con grande opportunismo deposita di testa alle spalle di Colagrande. Il capitano gialloblu e Morra aprono le danze nella ripresa, ma bisogna aspettare il quarto d’ora circa per mettere al sicuro la gara: Colangione in bello stile ed al volo realizza calamitando un pallone vagante nell’area di rigore. Il Modugno si fa vedere con Belcore, senza che Marinaro corra grossi pericoli; Morra è instancabile e sfugge via ad ogni avversario che gli si presenti e, su un nuovo spunto sulla linea laterale di sinistra, serve Monopoli, che all’altezza del dischetto infila il 3-0. Nel segmento finale, Colangione manca di un nulla la doppietta personale, Marinaro invece respinge coi pugni una conclusione di Lops. Al triplice fischio, il “Monterisi” tributa una ennesima ovazione ai suoi beniamini: giovedì in calendario l’importante appuntamento in coppa Italia a Noci, per centrare la finale. Si parte dal 2-1 dell’andata, per un Audace consapevole dei suoi mezzi e pronto a respingere l’assalto dei biancoverdi.

AUDACE CERIGNOLA-MODUGNO 3-0

Audace Cerignola: Marinaro, Grimaldi, Colucci S., Conte, Colangione, Borrelli, Morra, Schiavone (84′ Grieco Gabriele), Dipasquale, Monopoli (87′ Fiorino), Amoruso F. (71′ Russo). A disposizione: Vurchio, Colucci A., Casieri, Ciano. Allenatore: Massimo Gallo.

Modugno: Colagrande, Piergiovanni, Petruzzelli, Costanza (67′ Lucarelli), Zaccheo, Iurlo N., Triggiano (46′ Belcore), Foggetti (84′ Zaccaro), Balenzano, Lops, Solimini. A disposizione: Spina, Iurlo L., Desimini, Serafino. Allenatore: Francesco Mongelli.

Reti: 20′ Dipasquale, 59′ Colangione, 87′ Monopoli.

Ammoniti: Borrelli (AC); Balenzano, Solimini (M).

Angoli: 5-0. Fuorigioco: 6-6. Recuperi: 1′ pt, 3′ st.

Arbitro: Daddato (Barletta). Assistenti: Battista-Palazzo (Lecce).

Importante vittoria esterna a Molfetta per il Bitetto

Dopo l’eliminazione dalla Coppa Puglia e dopo tre giornate senza vittorie, l’ASD Bitetto di mister Rocco Cramarossa conquista i 3 punti a Molfetta, contro la Virtus…

Dopo l’eliminazione dalla Coppa Puglia e dopo tre giornate senza vittorie, l’ASD Bitetto di mister Rocco Cramarossa conquista i 3 punti a Molfetta, contro la Virtus.
L’allenatore torittese sceglie i seguenti 11: Sabino, Bellomo, Giuliani, Rafaschieri, R.Vischio, Bernone, Costanzo, capitan Iacobellis, Lavermicocca, Lavolpicella e Savoia.
I gol entrambi nel finale, con Lavermicocca e Barucchinelli, per una vittoria imposrtantissima che riporta i bitettesi nella zona playoff a 22 punti.
Prossimo turno domenica 31 gennaio alle ore 14:30 al Campo Antonucci di Bitetto contro la Nuova Andria, penultima in classifica.

Ricci inventa e segna, l’ASD San Marco sbriga la pratica Quartieri Uniti Bari: 3 a 1

L’ASD San Marco liquida la pratica Quartieri Uniti Bari e compie un altro piccolo passo verso la salvezza. Al Tonino Parisi finisce 3 a 1 per la compagine del presidente Martino, ma non è stata una passeggiata conquistare i tre punti, seppur ampiamente meritati.

I padroni di casa si portano in vantaggio con super Mario Ricci, che si procura e realizza un penalty. Poi però peccano di presunzione sotto porta e prima del rientro negli spogliatoi subiscono la reazione e il pari dei biancoverdi.

Nella ripresa entra l’allenatore-giocatore Iannacone, Ricci fa gli straordinari e i celeste-granata si riportano in vantaggio. Il centravanti di Lucera propizia il 2 a 1 con un’azione personale che mette Camillo nella condizione di realizzare il momentaneo 2 a 1 con un pregevole colpo di tacco. Gli ospiti provano a reagire timidamente ma Ianzano – subentrato da poco – chiude i conti con una bella conclusione d’esterno sinistro.

La gara si chiude con gli applausi del caloroso pubblico di casa all’indirizzo degli uomini di capitan Michele Coco, quest’oggi alla 100esima presenza con la maglia dell’ASD San Marco. I celeste-granata di Iannacone tornano al successo dopo il colpaccio sfiorato di Modugno e guardano con più ottimismo alla gara di Polignano, prossimo avversario della squadra del direttore generale Bruno Augello.

G.S. Troia – Atletico Foggia 2-1, in rete Tucci e Capuano

Giornata soleggiata ma fredda al Comunale di Troia dove i gialloverdi ospitano la seconda forza del Campionato, l’Atletico Foggia, reduce da quattro vittorie consecutive.

Domenica caratterizzata dal ritorno di Daniele Tucci e di Americo De Santis, due icone gialloverdi dell’ultimo ventennio: emozioni che solo in pochi possono percepire. Mister D’Angelo chiama i suoi ad una gara attenta così come già visto nella gara di Rodi. In difesa torna Cibelli, dopo la squalifica, con Romano e De Lorenzis al cantro, a sinistra Lombardi, a centrocampo si rivede Casoli sul lato destro e Landolfi viene spostato a sinistra, con Berardi e Tricarico al centro, e nel reparto offensivo l’accoppiata da sogno CapuanoTucci. Pronti, via e Troia subito aggressivo che trova il vantaggio in uno dei primi affondi: è proprio Tucci a penetrare in area foggiana e dopo un batti e ribatti posiziona la palla in rete; scoppia subito la gioia al comunale! I gialloverdi perdono Landolfi per uno stiramento, al suo posto entra D’Angelo che sposta Casoli a sinistra.
L’assetto non cambia e Troia che continua ad attaccare: a metà primo tempo Tucci si procura un calcio di rigore che Capuano trasforma: apoteosi! Si va al riposo meritatamente in vantaggio e tra gli applausi degli spettatori presenti! Nella ripresa finalmente si vedono anche gli ospiti che non pungono più di tanto: ben accorta la difesa gialloverde che risulta la meno battuta del campionato dopo quella della capolista Herdonia. Gialloverdi che hanno la possibilità di chiudere definitivamente i conti ma la poca incisività e qualche fuorigioco dubbio lasciano speranze agli ospiti che accorciano le distanze solo allo scadere. Girandola di sostituzioni: con Scarpino al posto di Casoli e Ciccarelli al posto di Tucci. Dopo tre minuti di recupero termina la gare ed il Troia, nella sua umiltà, raggiunge l’obietto delle due vittorie consecutive. Vittoria del gruppo e di un collettivo che gara dopo gara prende coraggio. Una rosa ampia, con Martino, De Santis, Resce, D’Agrippino, De Palma, Salandra, de Biase fondamentali per creare la giusta competizione. Domenica prossima si va dagli amici di San Nicandro G.co dove troveremo un’altra corazzata in piena forma e rinforzatissima!

Il Presidente La Salandra a fine gara: ‘E così i ragazzi hanno deciso di vincere un’altra partita con una squadra che era seconda in classifica. Cosa dire, i ragazzi ora iniziano a credere nelle proprie capacità, nelle proprie possibilità dando il massimo ed uscendo dal campo, tutti nessuno escluso, con la maglia gialloverde completamente bagnata.’ Forza ragazzi! Avanti così!

Ostuni-Racale 0-0. Qualcuno ci aiuti a scrollarci di dosso questa sfortuna.

Ostuni – Racale 0-0, ancora un pareggio, il dodicesimo in diciannove partite. L’ennesima partita giocata bene, in cui creiamo tanto, sfioramo il goal in più occasioni, ma non riusciamo a segnare.

Il Racale in campo con Drammeh,  Ciurlia, Pasca, Pellegrino, Gravante, De Icco, Elia, Trotta, Cresta, Patera e Solidoro.

Il primo brivido lo crea Elia su punizione ma il portiere para. Poi tocca a Patera seminare il panico nella difesa avversaria prima con un tiro dopo una serpentina che manca di poco lo specchio della porta, poi con un destro che chiama agli straordinari il portiere.

Al 34′ Pellegrino raccoglie una respinta della difesa, lascia partire un gran tiro che piega le mani al portiere ma la corsa del pallone si spegne sul palo lasciandoci increduli.

Cinque minuti ed è Solidoro ad incornare su un cross dalla sinistra, ma ancora una volta il portiere respinge.

In pieno recupero l’Ostuni si riversa nella nostra area di rigore, la difesa sbanda e la palla arriva a Miccoli, che tira forte a botta sicura ma il solito super Drammeh, inoperoroso fino a quel momento, gli chiude la porta in faccia.

Nella ripresa partiamo subito forte, ma la fortuna ci fa capire che nemmeno questa domenica è dalla nostra parte. Al settimo Elia si infila in area su una grande apertura di Pellegrino spiazza il portiere, ma la palla si stampa sul palo e dopo aver rotolato per tutta la porta, viene bloccata dal portiere.

A questo punto la partita si innervosisce, l’arbitro Denisov (buona la sua prova)  semina ammonizioni a destra e a manca, l’Ostuni si compatta nella sua  metà campo e tenta le ripartenze. Ma senza mai creare preoccupazioni per Drammeh.

Dopo tre minuti di recupero, finisce la partita. Ancora una volta raccogliamo tanti complimenti e pochi punti. Confidiamo che la fortuna prima o poi pareggi il conto. Domenica ospite il Fasano in una partita di fondamentale importanza.

Vittoria esaltante del Canosa.

A Monte S.Angelo  si riprende dopo lo svantaggio

Seconda vittoria consecutiva, terzo risultato utile di fila per il Canosa che si è allineato con le prime della classe alle spalle dell’inafferrabile Cerignola, dominatore assoluto del girone A del campionato di promozione pugliese. A Monte S.Angelo(FG) gli uomini di mister Scaringella hanno dato il massimo per conquistare altri tre punti importanti per la classifica, ottenuti per giunta su un campo ostico e soprattutto partendo dallo svantaggio iniziale, di un gol subito nei primi minuti di gioco. In una giornata fredda, il Canosa in formazione rimaneggiata e sempre più votato alla linea verde, molti under in campo, ha fatto vedere di che pasta è fatto, tanta grinta e determinazione ad eccezione nell’azione della discesa di Lauriola che ha eluso tutti insaccando l’incolpevole Camerino mentre la squadra rossoblu si stava scaldando. Per l’occasione mister Scaringella che ha dovuto fare a meno dello squalificato Antonio Abruzzese, perno centrale difensivo, ha schierato: Camerino in porta, Cafagna e Abruzzese Vincenzo al  centro della retroguardia difensiva, i confermatissimi Lombardi e Dattoli sempre preziosi sulle fasce, il capitano Cellamaro, Pensa, Guacci e l’under Coppola a centrocampo, l’ex Lannunziata e Iacobone terminali offensivi. Tra i padroni di casa anche diverse assenze di rilievo come Scarano , Guerra e Rignanese ma con un centrocampo con i fiocchi, su tutti Ciccarelli e Kamano.  Il Canosa prende le misure e comincia a rendersi pericoloso con i suoi giocatori fantasiosi Coppola e Iacobone che in più occasioni saltano l’avversario e crossano al centro per Lannunziata. Dai piedi dell’ex di turno parte la palla  per lo sgusciante Coppola che realizza il gol del pareggio. Il Canosa propende all’attacco, colpisce prima la traversa con Pensa su calcio di punizione e poi due conclusioni ravvicinate di Iacobone che il portiere respinge con i pugni e Guacci che manda la palla  di poco alta  sulla traversa. Dall’ennesima discesa di Iacobone nasce l’azione del raddoppio con l’attaccante canosino che viene atterrato in area e l’arbitro concede il penalty. Dal dischetto il centrocampista Pensa, incaricato a calciare, non sbaglia e porta la squadra rossoblu in vantaggio intorno allo scadere della prima frazione di gioco

Nella ripresa sono ancora i canosini a tenere palla e a tessere manovre offensive con Iacobone e Coppola dopo aver sostituito il capitano Cellamaro per infortunio. Al 10’ il Canosa mette al sicuro il risultato con Lannunziata che firma il primo goal, da cineteca, con la maglia rossoblu ma non esulta contro i suoi ex tifosi. I padroni di casa ricorrono alle sostituzioni  per raddrizzare la situazione ma trovano l’under Camerino bravo a parare su Falcone e poi colpiscono in successione un palo con Valentino sugli sviluppi di un corner  e la traversa con Ciccarelli. Verso lo scadere dell’incontro i bianconeri accorciano le distanze con Lupoli su rigore per atterramento di Lauriola al limite dell’area di rigore ma non vanno oltre perché i rossoblu, sostenuti come al solito dai tifosi, riescono a gestire la gara, abbastanza nervosa nel finale con tre espulsioni,  fino al triplice fischio dell’arbitro. Nel prossimo turno il Canosa, ospiterà lo Sporting Ordona, sconfitto in casa dal Polimnia ma più forte fuori casa mentre il  Monte S. Angelo affronterà in trasferta la squadra dei Quartieri Uniti di Bari fanalino di coda della classifica abbastanza corta.

Bartolo Carbone     

Monte S.Angelo – A.S.D.Canosa    2-3

Monte S.Angelo: Palma, Manzella, Lauriola, Ciccarelli, Santoro, Kamano, Valentino, Frattuarolo(dall’8’s.t. Falcone), Lupoli, Simone A. (dal 12’s.t.D’Apolito), Simone F. . A disposizione: Rinaldi,Palombo, Altavilla, Ciullo,  De Fabretis. Allenatore: Matteo D’Arienzo

A.S.D. Canosa: Camerino, Dattoli, Lombardi, Pensa, Abuzzese V., Cafagna, Coppola(dal 31′ s.t. Somma), Cellamaro(dal 5’s.t. Nesta), Lannunziata,  Guacci, Iacobone(dal 20′ s.t. Palmitessa). A disposizione: Lovino, Lamanna,Sipone, Caputo. Allenatore : Giuseppe Scaringella

Arbitro: Davide Scaraggi della Sezione di Molfetta coadiuvato dagli assistenti  Maurizio Patruno e Francesco Cazzato della Sezione di Bari

Ammoniti: Dattoli,Coppola,Ciccarelli Simone F.,Kamano
Espulsi :Altavilla, Palmitessa,D’Apolito
Reti : 4′ Lauriola, 19’Coppola, 35’Pensa(rig.), 55’Lannunziata, 85’Lupoli(rig.)

Il Carovigno pareggia e viene aggredito

Lo 0-0 del campo, altamente condizionato dal alcune decisioni arbitrali, non va giù ai dirigenti del Galatina, che aggrediscono i carovignesi.
Questo quanti riportato sul sito ufficiale del Carovigno:

Seconda contro penultima. La partita tra Galatina e Carovigno sembrava avere un esito scontato, naturalmente a favore dei biancostellati locali. Il campo, però, ha emesso un verdetto diverso: il pareggio a reti bianche, infatti, ha messo in evidenza una eccellente prestazione del Carovigno, fino all´ultimo dei 103 minuti di gioco (5 minuti di recupero nel primo tempo, addirittura 8 nel secondo).
La squadra di De Nitto si è dimostrata, dunque, capace di assorbire la dura sconfitta contro l´Ostuni e, soprattutto, ha mostrato la voglia di non mollare mai anche al cospetto di una corazzata come il Galatina, aiutata anche, durante tutto l´arco del match, da assurde decisioni arbitrali; tra queste, da segnalare le due ammonizioni ai rossoblu nei primi tre minuti di gioco e le espulsioni ingiustificate di Pierfedele Prodi in primis e di Tony Lanzilotti. Non punita, paradossalmente, una gomitata ad un occhio del centrale carovignese Michele Valentini (poi portato in ospedale per accertamenti) da parte di un giocatore biancostellato.
Come se questo non bastasse, dopo il triplice fischio finale, si è generato un parapiglia negli spogliatoi, causato in particolare da qualche dirigente locale che ha aggredito con uno schiaffo il capitano rossoblu Omar Diagnè e pure il centrocampista classe 1996 Paolo Cisternino. La società del Carovigno rimane, ovviamente, indignata per il comportamento dei dirigenti del Galatina.
Davide Leone – www.ascarovigno.com

La corsa dello Sporting Ordona si ferma contro il Polimnia

Inattesa sconfitta casalinga per i rossoblu

Inattesa ed inaspettata la sconfitta casalinga della Polisportiva Sporting Ordona nel diciannovesimo turno del campionato di Promozione, contro un bel Polimnia i rossoblu sono stati sconfitti 1-0, interrompendo così una lunga serie di risultati positivi, e perdendo momentaneamente la seconda posizione in classifica. C’è molto rammarico per una gara in cui sono state tante le occasioni fallite, e come accade spesso nel calcio, la regola non scritta del “gol sbagliato gol subito” ha colpito ancora, a concretizzarla Pellegrini, abile a metà secondo tempo a siglare su una ripartenza il gol vittoria. Una gara in cui erano davvero pochi gli spazi per la formazione del presidente Tarantino, con i rossoverdi abili a coprire bene tutto il campo, concedendo davvero poco ai padroni di casa. Amareggiato a fine partita il tecnico Matteo Zito, che da martedì con la squadra analizzerà ciò che non ha funzionato, preparando al meglio la gara di Canosa, che a questo punto rappresenta senz’altro un vero e proprio scontro diretto in ottica play off.

Luca Caporale

Terlizzi sbaglia un rigore sul finale e contro il Barletta è solo 1-1

Pareggio inutile per la classifica e per il morale

Un pareggio che non serve né alla classifica, né al morale. E tanta amarezza per un risultato che poteva essere diverso. La 16esima giornata di campionato non porta gioie per l’ASD Citttà dei Fiori che in casa contro l’Audace Barletta pareggia 1-1. Un risultato lusinghiero se si guarda allo spessore dell’avversario, ma che resta insufficiente non solo per la classifica ma anche rispetto a quanto la partita poteva riservare visto che all’85’ l’arbitro concede un rigore ai rossoblu per il potenziale 2-1, rigore che però Tamma tira addosso al portiere avversario, mentre sulla ribattuta la palla finisce contro la traversa.

Partita incredibile anche per il numero di ammoniti ed esplulsi: il Terlizzi arriverà al finale con dieci uomini contro i nove dei biancorossi del Barletta.
La storia della partita inizia subito con grandi emozioni: al 4′ subito vicino al gol il Terlizzi con Martinellisu cross di Amemdolagine, palla sull’esterno della rete. Al 37′ è il Barletta a passare in vantaggio su calcio di rigore. Il primo tempo si chiude sullo 0-1 per gli ospiti. Al 64′ arriva la rete del pareggio: sempre Martinelli, il più pericoloso tra i rossoblu, questa volta non fallisce e mette la palla oltre le spalle del portiere avversario. Poi la partita si fa nervosa: prima viene espulso Rutigliano del Terlizzi, poi nell’arco di 20 minuti anche il Barletta subisci un’espulsione al 74′ e un’altra all’84.

Ultima emozione della sfida: il rigore sbagliato dal Terlizzi. Per il resto la squadra resta bloccata nelle sabbie mobili della bassa classifica con 12 punti, appena 3 dal fanalino di coda.

TERLIZZIVIVA

Atletico Tricase: vittoria per 2-1 contro il Leporano e terzo posto in classifica.

In vetrina la forza e la determinazione di Pierpaolo Desiderato, classe 1998, in goal al 12″ del primo tempo, frutto della collaborazione tra Atletico Tricase e A.S. Tricase.

La partita delle occasioni gol fallite o mandate al vento di tramontana che ha soffiato gelido sul “San Vito”. Il Tricase ha realizzato le reti della vittoria, ma ha anche gettato alle ortiche l’imponente costruzione di palle gol, regolarmente fallite dai suoi attaccanti, finanche un rigore che capitan Ruberto s’è fatto parare al 39’, dopo che se l’era procurato penetrando in area ospite chiudendo una stupenda triangolazione con Martella.

Insomma, da salvare il risultato e i tre punti; da dimenticare un pomeriggio in vena di regali agli avversari che il Tricase s’è concesso.

In vantaggio i padroni di casa al 12’ con Desiderato, un under ’98, capace di perferorare la difesa avversaria con impeto e con assoluta determinazione; raddoppio di Causio al 64’ con una spettacolare rete all’incrocio dei pali, chiudendo positivamente una splendida azione corale. Poi la rete del Leporano con il capitano-allenatore Casula che trasformava un rigore assegnato dall’arbitro per un dubbio contrasto di Citto su Lisi in area.

Con questa vittoria, grazie ai risultati favorevoli, ovvero la sconfitta del Maglie a Manduria ed il pareggio interno del Fasano con il Lizzano il Tricase aggancia al terzo posto proprio il Toma Maglie.

TRICASE-LEPORANO 2-1

TRICASE – Esposito, Cazzato, Moretto, Desiderato, Citto (84’ Amadu), Di Seclì (79’ Rizzo), Pedone, Petrachi, Causio, Martella, Ruberto A dispozione: Gentile, Caputo, Remigi, Gravante, Cosi. Allenatore: Branà.

LEPORANO – Bianco, Rateo, Palomba, Sampietro, Caforio, Casula, Ingrosso, Lisi, Carrieri, Cellammare (75’ Carenza), Scarano. A disposizione: De Giorgio, Tripaldi, Rubio. Allenatore: Casula.

Arbitro: Destino di Brindisi
Reti: 12’ Desiderato, 64’ Causio, 71’ Casula (rig.)

Il Giovinazzo non va oltre lo 0-0 a Stornara

Dopo una buona gara, i biancoverdi devono accontentarsi di un punto col Real Siti

Muove la classifica, il Giovinazzo dei presidenti Corrado Azzollini e Fiorello Folino Gallo che, dopo il ko rimediato domenica scorsa sul sintetico del San Pio contro la Rinascita Rutiglianese, strappa un punto sul rettangolo del Real Siti, al termine di una partita tutto sommato avara di emozioni.

I biancoverdi, che non vincono dal 6 dicembre (3-0 alla Quartieri Uniti Bari, contro l’ultima della classe nel girone A di Promozione), muovono dunque la graduatoria, ma continua la crisi di risultati. Nelle ultime tre partite disputate di fila in terra garganica, anche se con squadre del calibro di Ascoli Satriano, Madre Pietra Apricena e, appunto, il Real Siti, la squadra di Gianni De Bellis ha conquistato solo un punto: troppo poco per poter pensare di reinserirsi, in breve tempo, nella lotta per la conquista della salvezza diretta.

Nel diciannovesimo turno di campionato, sulla terra battuta del comunale San Rocco di Stornara, i giovinazzesi, privi di Marolla e con gli ultimi arrivati Moschetto e Cifaratti in campo dal primo minuto, partono forte e impensieriscono Delli Carri con un paio di tentativi di De Bellis. Nella ripresa il Giovinazzo si fa più pericoloso: Giovannielli si divora una grossa occasione quando sbaglia, in piena area, quasi un rigore in movimento, mentre Moschetto preserva il definitivo 0-0, l’ottavo pareggio stagionale.

Intanto continuano a scalare la classifica la Rinascita Rutiglianese (2-0 alla Fortis Altamura), la Virtus Bitritto (2-2 col Real Noci) e soprattutto la Polimnia (0-1 sul campo dello Sporting Ordona). Sta male il Giovinazzo, malissimo: dopo diciannove partite è penultimo con 14 punti. La Quartieri Uniti Bari è ferma a 3. Una sola squadra retrocederà direttamente in Prima Categoria, l’ultima. Altre due retrocederanno tramite i play-out, a cui parteciperanno la sedicesima, la diciassettesima, la diciottesima e la diciannovesima.

Per il Giovinazzo evitare i play-out rappresenterebbe quasi un sogno, non tanto per le condizioni della squadra (puntellata con gli arrivi di Moschetto e Cifaratti e quello assai probabile di Ventola), quanto per la classifica: la salvezza diretta è a 10 punti, dove c’è la Rinascita Rutiglianese.

NICOLA MICCIONE – giovinazzoViva

ASD Sport Lucera – bella amichevole con l’Olimpia Riccia

Asd Sport Lucera e Olimpia Riccia, squadra allenata dall’ex bandiera del calcio lucerino, Carlo De Masi, e militante nel Campionato di Eccellenza Molise, hanno dato vita ad una bella amichevole, al Comunale di Lucera, nella mattinata di domenica 24 gennaio, finita 3-4 per gli ospiti. Giornata fredda, ma in campo gioco scoppiettante, con lo Sport Lucera in vantaggio dopo pochi minuti grazie a una prodezza di Cannizzo, che ha battuto il portiere ospite con un bel pallonetto dal limite. Il giovane attaccante, in seguito, ha colpito anche un palo. L’Olimpia Riccia è poi pervenuta al pareggio e la prima frazione di gioco si è conclusa in parità.

Nella ripresa, Perna, che non ha potuto schierare i fratelli Pellegrino, ha mandato in campo diversi giocatori della juniores, ma la gara ha mantenuto un buon ritmo e ha continuato ad offrire apprezzabili giocate, in un contesto agonistico di sostanziale equilibrio. Le altre due reti dei padroni di casa sono state siglate da Michele ArdoreAlberto Giordano. Tra i marcatori della compagine molisana anche il lucerino Spatola.

Nella XIV giornata del Campionato di Seconda Categoria, in cui era previsto il suo turno di riposo, lo Sport Lucera ha, quindi, disputato un buon test contro avversari che vantano diversi elementi di esperienza, in vista dei prossimi impegni, in cui si dovrà necessariamente operare un cambio di marcia nel tentativo di riagguantare le migliori posizioni della classifica.

SundayRadio

Doppia rimonta del Rodi di Mister Galullo ,finisce 2-2

Distacchi invariati tra le prime 2 della classifica dove la Capolista Herdonia (35 punti) ribalta il punteggio al fotofinish battendo 5-1 in casa della Carapellese, mentre l Apricena(20 punti) vince in casa 2-1 contro il San Giovanni R., l’Atletico Foggia(19) perde a Troia 2-1, invece il Rodi (19) rimonta due volte al T. Moretti un San Nicandro ben messo in campo ed è 2-2.  
Purtroppo capita che una squadra gioca bene ma va in svantaggio nei minuti iniziali, e alcune volte capita di poter raggiungere il pareggio subito dopo  e di ritornare di nuovo in svantaggio immeritatamente e non è sempre facile poi riuscire a rimontare di nuovo per salvare il risultato ,oggi il Rodi di Mister Galullo ha dimostrato di avere cuore e carattere e di non voler mollare mai. Ma complimenti anche al San Nicandro che rappresenta una delle migliori candidate per il secondo posto.
 Per il Rodi è un punto importante che dà morale per affrontare al meglio la prossima gara dopo la sconfitta Giovedì in Coppa Puglia per 3- 0 a San Marco. Oggi la squadra ha dimostrato di essere compatta, forte e tosta e che arriverà fino in fondo, una prestazione almeno che fa credere che il Rodi è sotto alle pretendenti alla vittoria del campionato .
LA PARTITA : – Non è normale che in casa la squadra si ritrova già in svantaggio, ma almeno i giovani di Mister Galullo hanno provato e tentato il colpaccio in più occasioni con Giovanni Stefania, appena rientrato da un lungo infortunio, e soprattutto nel finale prima con La Torre e poi con N. Attanasio. Ma nel calcio ci può stare. Il goal del momentaneo pareggio(1-1) è stato firmato da Davide Martella con la sua solita fucilata su punizione insacca in porta sia la palla che il portiere. Mentre il pareggio nel secondo tempo del definitivo 2-2 è stato siglato da Davide La Torre ,dopo una cavalcata sulla sinistra di Martella riesce a mettere la palla nell’area piccola dove trova il bomber La Torre che spinge la palla in rete. Nel secondo tempo va ricordato la parata di stile del portiere Rodiano nell’ angolino lontano alla sua sinistra che salva ancora il Rodi…
Mister Galullo: ” Nonostante non abbiamo un’ottima condizione fisica abbiamo avuto una buona reazione dopo il doppio svantaggio creando tanto. Noi dobbiamo ripartire da questo punto,si e’ visto il sacrificio di tutti in campo e dobbiamo essere sempre tutti uniti per fare meglio .. Oggi sono soddisfatto di tutti,anche se abbiamo conquistato un solo punto.”
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Real Bat – Minervino Murge 1-3

Dopo il vantaggio iniziale la squadra si sfalda: urge iniezione di autostima

Altra sconfitta interna per il Real Bat che dopo essere passato in vantaggio si sfalda concedendo agli avversari tre reti in serie. Partita senza grossi scossoni nella prima frazione e controllata da ambo le parti, nella ripresa padroni di casa in vantaggio con Maffeo di testa ma dopo un quarto d’ora un beffardo autogol dello stesso centrale taglia le gambe alla squadra incapace di reagire e che vede subire le due reti decisive del sorpasso prima con un rigore siglato da Specchio (espulso forse generosamente Piazzolla nella circostanza) quindi, dopo una serie di assalti all’arma bianca alla ricerca del pari, la rete di Tricarico in contropiede a siglare il 3-1 finale. La partita poteva avere probabilmente un esito diverso se al 70′ Cafagna non avesse sprecato una ghiotta opportunità per il raddoppio in ripartenza, servito da Patimo.
Adesso una settimana per ricaricare le batterie (turno di riposo) e infondere quell’iniezione di autostima che ultimamente manca ai ragazzi, si riparte tra 15 giorni ancora in casa contro il Bitetto.

REAL BAT – MINERVINO MURGE 1-3

REAL BAT: Rizzi, Diterlizzi A., Piazzolla, Maffeo, Laluce, Cafagna, Spadaro (80′ Filannino A.), Impera, Patimo, Ruscino, Piccolo (55′ Dibitonto). A disp: Simone, Di Tria, Filannino G., Lamberti. All: Tanzi

MINERVINO: Amoruso, Cerasole, Forenza (91′ Sanluca), Russo, Quacquarelli, D’Amelio, D’Angella, Valentino (73′ Tricarico), Specchio, Schiavo, Volpe. A disp: Frondini, Falcone, Spineto, Lepore. All: Luisi

Note: reti di Maffeo (R) al 57′, aut. Maffeo (M) al 74′, Specchio rig. (M) all’81’, Tricarico (M) all’87’. Amm: Diterlizzi A., Spadaro (R), Cerasole, D’Amelio, Valentino, Volpe. Espulso Piazzolla all’81’ per chiara occasione da rete.

Ruggiero Rutigliano

Pro Italia Galatina – Carovigno 0-0

Match duro sul Comunale di Galatina contro la capolista del girone.

Partita che sulla carta sembrava facile ai biancostellati, ma mai dire mai. Il Carovigno è determinato a non concedere niente ai locali, è così è stato. Nonostante le due espulsioni subite ai danni di Prodi e Tony Lanzillotti il Carovigno, con soli 9 uomini, regge gli sterili attacchi di una corrazzata così denominata solo sulla carta, ma in campo oggi ha dimostrato di essere priva di idee, trovando un muro sul suo percorso. Inutile il favore del´arbitro, il sig, Grosso di Bari, che ha concesso di tutto al Galatina oltre ai 5 minuti di recupero nel primo tempo, e ben 8 nel secondo tempo, avvalorando così lo squallore della direzione di gara odierna. Una nota di demerito alla dirigenza locale che si è manifestata poco ospitale nei confronti dei rossoblù con alcuni avvenimenti deprorevoli avvenuti a termine partita tra cui l´aggressione al carovignese Omar DIAGNE´.
Il Carovigno in fine è stato scortato dalle forze di polizia sino all´uscita dalla città.
Un punto salutare per i rossoblù di mister De Nitto che reagiscono molto bene alla sconfitta nel derby con l´Ostuni. La squadra c´è e cresce. Migliore in campo: TUTTI.

Manduria ad alta quota: steso il Maglie con due magie

Due prodezze balistiche di Riezzo e Arcadio lanciano i messapici a ridosso della zona play off. Biancoverdi cinici e spietati, spaccano la gara nel miglior momento dei salentini e la chiudono in contropiede con un cucchiaio di mezzo esterno di Arcadio. Raimondo decisivo su Iunco nella ripresa. Dieci punti nelle ultime quattro, tre vittorie nel mese di gennaio: il Manduria nel 2016 ha cambiato passo.

Cosma fa la conta degli indisponibili, recupera Mero e Mancuso in extremis, Calò non ce la fa e si accomoda in panchina. Ad allungare il papiro dei non arruolabili tre squalificati: Gennari, De Nitto e Massari. 4-4-2 con Greco e Riezzo larghi, avanti il tandem Scarciglia-De Pascalis.
Ospiti estremamente volitivi nel primo quarto di gara, bussano al 6’ con Giordano, che sugli sviluppi del calcio d’angolo incorna di testa. Raimondo suda freddo, sfera a lato. Al minuto 13’ Disantantonio dalla sua mattonella lascia partire una conclusione velenosa, bravo Raimondo a leggere il rimbalzo. Il Manduria risponde con Riezzo al 18’, da distanza siderale mette paura a Petrarca che blocca in due tempi. E’ proprio il sette di casa a salire in cattedra al 37’, fucilata dai trenta metri, Petrarca attonito, Manduria avanti con un gioiello di Riezzo, secondo gol consecutivo per l’uomo del momento. I giallorossi pungono nel finale di primo tempo con Giordano ma la sua conclusione colpisce la base superiore del montante.
Nella ripresa, al 6’, Riezzo fa ammattire la retroguardia giallorossa e viene atterrato in prossimità della lunetta. Il Maglie si riversa nella metà campo biancoverde, Manduria costretto a giocare di rimessa. Ospiti vicini al pari con Iunco al 12’, calcia in area ma trova Raimondo a sbarrargli la strada. Sempre il nove ospite sugli sviluppi di una punizione conclude centralmente al minuto 27. I messapici la chiudono al 32’: De Pascalis serve in profondità Arcadio, che dal limite si inventa un lob di mezzo esterno, sfera che piomba proprio sotto l’incrocio. Due a zero Manduria, altra gemma di pregevolissima fattura, il centrocampista non segnava dalla gara d’andata con il San Vito. Agli ospiti saltano i nervi, rosso per Biasco, ex di turno. Nel finale al minuto 38, Riezzo incontenibile dall’out mancino confeziona per capitan Scarciglia ma la sua girata lambisce il palo.
Prestazione maiuscola dell’undici di Cosma, nonostante le molteplici defezioni allungano la striscia positiva a quattro partite e si piazzano quinti in graduatoria, in coabitazione con il Fasano. Riezzo trascina, Raimondo e Arcadio conservano il vantaggio. Domenica a San Giorgio per continuare la scalata verso nord: il Manduria nel 2016 ha messo la quarta.

Lunedì gli highlights della gara, nella consueta rubrica “Triplice Fischio”, ore 21.15, canale 95 del vostro digitale terrestre.

Formazioni

Manduria: Raimondo, Olivieri, De Valerio, Erario, Mancuso, (16’st Quaranta), Mero, Riezzo, ((41’st Dautaj), Greco, Scarciglia, Arcadio, De Pascalis.
A disp: D’Adamo, Tripaldi, Granata, Doria, Calò. All. Cosma.

Maglie: Petrarca, Mastria, Mazzeo, (1’st Conoci), Caravaglio, Nestola, Biasco, Leanza, (13’st Grazioso), Giordano, Iunco, Disantantonio, (16’st Montagna), Dell’Anna.
A disp: mele, Cerfeda, Franco, Salvatore. All. Sportillo.

Direttore di gara: Doronzo della sezione di Barletta.
Note disciplinari
Ammoniti: Olivieri, Mero, (MAN); Disantantonio, Biasco, Nestola, (MAG).
Espulso: Biasco (MAG)

Mario Lorenzo Passiatore – LaVocediManduria

Fasano non va oltre lo 0-0 contro il Lizzano

U.S. Città di Fasano non va oltre lo 0-0 nella sfida casalinga contro il Lizzano. Secondo pareggio consecutivo ma distanza invariata dalla vetta frutto dei due pareggi delle prime della classe.

Da segnalare il ritorno di Speciale, nonostante i dubbi della vigilia, che si accomoda in panchina dopo quasi tre mesi di stop per un infortunio.

Fasano subito con il piede sull’acceleratore.  Laguardia dopo pochi secondi ottiene un ottimo lancio del compagno Quaranta; il giovane esterno biancazzurro trova però l’ottima chiusura del numero uno tarantino Monopoli.

Al settimo minuto sono gli ospiti che si rendono pericolosi sugli sviluppi di una punizione dal limite dell’area calciata da Pizzolla sulla quale il giovane portiere A. Lacirignola si supera deviando in angolo.

Primo tempo che non regala grosse emozioni. Partita dura sul piano fisico con numerosi contrasti fallosi fischiati dall’arbitro Spina costretto spesso ad utilizzare il cartellino giallo.

Prima frazione in cui i biancazzurri non riescono a superare il muro difensivo rossoblu e con gli ospiti che, tranne per la punizione iniziale, si rendono poco pericolosi in avanti.

Solo Laguardia ci prova da fuori area con una conclusione abbondantemente alta sopra la traversa.

Si va così al riposo sul risultato di 0-0.

Inizio di seconda frazione  con Lizzano pericoloso per primo dopo tre minuti con  Basile sugli sviluppi di un calcio d’angolo.

Risposta fasanese arriva pochi minuti dopo con capitano Ancona che dalla sinistra serve in area Amodio che al momento del tiro svirgola la sua conclusione; fantasista fasanese non certo aiutato dal terreno di gioco nella circostanza.

Al minuto 60 sempre Amodio protagonista di testa su cross di Laguardia: il suo colpo non centra lo specchio.

73’ arriva il secondo giallo della partita per De Florio che è costretto a lasciare il campo anticipatamente e a lasciare la sua squadra con un uomo in meno.

Il Fasano non sfrutta la superiorità numerica nonostante provi a creare azioni pericolose.

L’azione più pericolosa arriva su un calcio d’angolo di Amodio sul quale capitan Ancona svetta più in alto di tutti ma di testa non inquadra di poco la porta.

Si conclude la partita con lo stesso risultato dell’inizio.

Testa ora subito all’impegno di Coppa Italia di giovedì; quando a Fasano arriverà l’Avetrana per disputare il ritorno della semifinale dove ci sarà bisogno del sostegno di tutti i tifosi e dei nuovi soci dell’associazione “Il Fasano siamo Noi” che in due giorni ha già raggiunto le 150 sottoscrizioni.

Tabellino

Us Città di Fasano – Lizzano 0-0

Us Città di Fasano: A. Lacirignola, Patronelli, Pistoia, M. Ancona, Telesca (63′ Gaveglia), Leggiero, Laguardia (81′ Ciatta), Pugliese, Mastronardi, Amodio, Quaranta. A disp.: L. Lacirignola, Galizia, Venere, Speciale, Musa. All. Giuseppe Laterza

Lizzano: Monopoli, Nazario, Basile, Boccuni, Franchini, De Florio, Catapano (96′ Simili), Pizzolla (63′ Pappone), De Comite, De Gaetano, Picci. A disp.: Pepe. Massafra. All. Aldo Palmieri

Arbitro: Spina di Barletta

Note: espulso al 73′ De Florio (L) per doppia ammonizione; ammoniti Patronelli (F), De Gaetano (L), Leggiero (F), Picci (L), Monopoli (L), Catapano (L).

 

 

 

Donato Miccoli

Il calcio a Fasano è nelle mani della città

Presentata ieri sera l’iniziativa “Supporters trust” di azionariato popolare e gli obiettivi dell’associazione “Il Fasano siamo noi”. Ecco i nomi del nuovo organigramma societario

Il Fasano è ufficialmente nelle mani della città: ieri sera, in un gremito Laboratorio Urbano”, si è tenuta la conferenza stampa di presentazione dell’azionariato popolare e gli obiettivi della neonata associazione di promozione sociale “Il Fasano siamo noi”, il cui presidente è Antonio (Totò Carparelli), vice Donato Potenza e segretario/tesoriere Vito Fasano. Al tavolo era anche seduto l’avvocato Stefano Narducci che ha spiegato, in maniera brillante, il progetto denominato “Supporters trust”.Una delle caratteristiche basilari di un azionariato popolare o “Supporters trust” è la nascita ”dal basso”. Lo scopo sociale è quello dell’acquisto di quote societarie, attraverso un’associazione o cooperativa, che, assicurata un’ampia democraticità interna, si fa portavoce degli interessi dei tifosi e svolge un ruolo di controllo su tutti gli aspetti della gestione del club, sebbene senza interferenza sugli aspetti tecnici della squadra (giocatori, allenatori, staff tecnico).

È stato così presentato, dopo l’uscita di scena del vicepresidente Mariano Legrottaglie (a fine giugno lascerà anche il presidente Francesco Palmisano) il nuovo organigramma dell’Us Fasano. ebbene, come annunciato nei giorni scorsi, torna in prima linea Franco D’Amico, ex presidente dell’As Calcio Fasano nel 2007/2008 e nel 2008/2009 e ora al fianco dell’associazione “Il Fasano siamo noi”.

Avrà il ruolo di presidente onorario: al suo fianco i vice Totò Carparelli e Donato Potenza. E poi i segretari Vito Fasano e Ignazio Laterza, l’addetto stampa Donato Miccoli, i responsabili del settore giovanile Giuseppe Lentini, Giuseppe Laterza e Angelica Ivone, l’area grafica affidata a Cosimo Bellini, quella legale, commerciale e marketing a Stefano Narducci, mentre dirigenti accompagnatori Leonardo Custodero e Vincenzo Tauro.

Durante la serata sono stati resi noti i programmi futuri. L’obiettivo principale dell’associazione di promozione sociale “Il Fasano siamo noi” è quello rilanciare e riqualificare la storia calcistica fasanese, ritornando a darli fascino, interesse e blasone, «quello stesso blasone – è stato detto in conferenza stampa – ormai sopito nel tempo a causa di gestioni fallimentari, gestite da gente poco competente».

Totò Carparelli ha affermato: «Non è un lavoro facile, probabilmente è uno degli impegni e responsabilità più grandi che ci potevamo prendere, perché rappresentiamo una storia e una passione che coinvolge centinaia e migliaia di persone, ma è su quelle stesse persone che riusciamo a trovare la forza di credere che tutto questo può essere possibile. Siamo tanti, malati, appassionati, tifosi, mettiamo la nostra squadra e la nostra città molto spesso prima delle nostre vite private e siamo stanchi di essere usati e trattati da burattini. Ci mettiamo la faccia, perché non abbiamo nulla da nascondere, siamo così come ci vedete, magari un po’ trasandati, ma limpidi e trasparenti, con le mani sporche di lavoro».

Per questo motivo, l’Aps “Il Fasano siamo noi” si affida all’azionariato popolare, «perché la forza del popolo in tante circostanze – è stato detto in conferenza stampa – ha cambiato la storia e noi, nel nostro piccolo, la storia la stiamo riscrivendo. Un gruppo di persone, che lavora con un obiettivo comune, può raggiungere l’impossibile».

Durante la serata si è registrato l’intervento del decano dei giornalisti di Fasano, Franco Lisi, che ha ricordato come, già nel 1959, ci fosse stato un periodo molto simile a quello attuale e che grazie ad un intervento di cinque baristi si riuscì a risollevare le sorti del calcio cittadino. Inoltre, è stato mostrato un video promozionale del tesseramento realizzato da Uccio Laguardia, con la collaborazione di Lucia Rosato.

Già da ieri sera è possibile sottoscrive la tessera soci dell’associazione “Il Fasano siamo noi”, che automaticamente dà diritto ad ognuno di partecipare attivamente alle iniziative dell’associazione stessa. Altri appuntamenti domenica mattina in piazza Ciaia e domenica direttamente allo stadio al banchetto all’interno della tribuna. I costi vanno da 20, 30 e 50 euro.

VINCENZO LAGALANTE – fasanolive

Giovinazzo: due colpi per puntare alla salvezza

Il club scatenato sul mercato: Cifaratti e Moschetto. Si segue anche Ventola

Restare aggrappati al torneo di Promozione. Il Giovinazzo dei presidenti Corrado Azzollini e Fiorello Folino Gallo ne ha tutta l’intenzione e per riuscirci, alla vigilia della partita esterna sul campo del Real Siti (si giocherà domani alle ore 14.30), valida per la diciannovesima giornata di campionato, ha deciso di puntellare la rosa con due innesti.

Arrivano, infatti, alla corte del tecnico barese Gianni De Bellis, il difensore Giovanni Cifaratti, classe ’94, (nella prima parte di stagione a Barletta, in Eccellenza, dopo aver militato nell’Atletico Corato, nel Bitonto e nel settore giovanile dell’Andria Bat), e il portiere Luigi Moschetto (nella foto), classe ’87, tra i giocatori più ambiti sul mercato invernale con importanti trascorsi nella primavera del Grosseto, in Lega Pro (Monopoli), serie D (Noicattaro e Francavilla sul Sinni) ed Eccellenza (Bisceglie, Fasano, Ascoli Satriano e Bitonto).

«Con questi primi arrivi non ci sono più alibi – ha detto Azzollini – a parte le pessime condizioni del campo comunale». Il tempo degli errori, dunque, è finito per tutti, ora bisogna solo concentrarsi su quello che va fatto per condurre la barca in porto, compiendo una piccola impresa sportiva. I biancoverdi, nonostante abbiano conquistato appena un punto nelle ultime cinque gare e siano ancora a secco di vittorie lontano dal San Pio di Bari, continuano ad avere speranza per ciò che concerne la salvezza diretta.

La squadra giovinazzese ha tutte le carte in regola per poter rimanere in Promozione e dopo gli arrivi di Cifaratti e Moschetto continuerà a muoversi prepotentemente sul mercato invernale per rinforzare la rosa. In particolare sembra molto vicino il centrocampista Giovanni Ventola, classe ’94, finito ai margini della Molfetta Sportiva 1917, mentre altri due obiettivi sono l’esterno Ivan Fittipaldi, classe ’94, un passato tra Sudest, Libertas Molfetta e Corato, e l’attaccante Giuseppe Caputi, classe ’97, ex Liberty Palo.

Insomma il popolo biancoverde può essere più sereno. Certo, non è stato fatto niente, ma si è sulla buona strada. La salvezza diretta dista ben 9 lunghezze (ovvero l’undicesimo posto occupato dal Monte Sant’Angelo), ma finché la matematica non condanna la sua squadra, De Bellis crede ancora nell’impresa.

NICOLA MICCIONE – giovinazzoviva