Bitonto Calcio, largo ai giovani… neroverdi

PAROLA DI VINCENZO FIORE

“In questi mesi l’ho messo in discussione più di tutti gli altri e lui in silenzio, lavorando sodo, sta crescendo tantissimo e a vista d’occhio, avvicinandosi molto al centrocampista che voglio io. Oggi è stato il migliore in campo e a fine partita l’ho elogiato davanti a tutti proprio come, allo stesso modo, lo avevo strigliato davanti a tutti quando non era pervenuto…”.

Pensieri e parole di mister Mimmo Caricola, al solito diretto, trasparente e senza mezze misure. Un “padre tecnico” da bastone e carota, seguìto passo passo dai suoi “figli” che per lui (e il suo Staff) stravedono e che di lui si fidano ciecamente, come dovrebbe essere sempre tra genitori e figli. E viceversa.

Ma chi è l’oggetto di queste riflessioni di campo esternate dal vulcanico trainer di Carbonara? Si tratta di Vincenzo Fiore, studente barese diciottenne che si sta mettendo in bella mostra al “Nicola Rossiello”, anche in questi mesi di stop agonistico forzato, per spirito di sacrificio, abnegazione, equilibrio e umiltà. Ma non vogliamo svelarvi troppo, meglio procedere con la mini-intervista in cui il protagonista è solo lui: Vincenzo Fiore.

Ciao Vincenzo. Presentati al meglio ai nostri lettori: ruolo, caratteristiche tecnico-temperamentali in campo, squadre e stagioni prima di approdare al Bitonto.

“Ciao! Sono un centrocampista centrale e le caratteristiche tecniche che mi rispecchiano principalmente sono il tiro, i cambi-gioco, la tempistica e la precisione del passaggio. Invece, devo migliorare ancora molto la mia velocità e la fase difensiva. Generalmente, cerco di mantenere un temperamento ‘equilibrato’ in campo, ad eccezione di quelle volte in cui subisco o, meglio, subiamo delle provocazioni… La mia formazione calcistica è iniziata e si è sviluppata nel corso dei 4-5 anni trascorsi presso la società Levante Azzurro, dove mi hanno insegnato ad assumere un atteggiamento responsabile, fiscale e rispettoso”.

Avevi già avuto modo di lavorare in passato con qualche uomo dell’attuale Staff neroverde? E tra i compagni di squadra al Bitonto, c’è qualche tua vecchia conoscenza?

“Purtroppo non ho mai avuto il piacere di lavorare in passato con qualche uomo di questo ottimo Staff, molto professionale. In compenso, tra i miei attuali compagni di squadra sono presenti alcune mie vecchie conoscenze, provenienti come me dalla Levante Azzurro. Parliamo degli amici Christian Favia, Enrico Deligio, Andrea Evangelista e Angelo Fanelli”.

Il tuo rapporto con mister Caricola. Sappiamo che lui è sempre molto franco e schietto con te, con tutti voi, nel bene e nel male. Stai anche raccogliendo, meritatamente, i frutti dei suoi consigli e del tuo duro impegno…

“In un primo momento, il mio rapporto con il mister è stato un po’ travagliato perché ad inizio stagione, non essendomi presentato in perfetta forma fisica, è stato difficile per me riuscire a mostrargli quelle potenzialità che mi hanno contraddistinto fin da giovanissimo e che mi hanno dato la grande opportunità, in passato, di sostenere due ‘provini’ per il Pescara e l’Hellas Verona. Però, ho sempre apprezzato (e apprezzo tutt’ora!) la schiettezza con cui mi ha parlato in questi mesi, dandomi preziosi consigli e spronandomi a fare meglio. Inizialmente, ammetto che questa sua franchezza mi ha turbato un tantino e non sono riuscito a dare il meglio di me, ma col tempo ho capito che avrei dovuto interpretare i suoi discorsi con la giusta chiave di lettura e infatti ho imparato a fare tesoro dei suoi ‘rimproveri’ che pian piano ho trasformato in input messi in pratica sul campo. Con il doppio obiettivo di farlo ricredere e riscattare me stesso, per la profonda dedizione che quotidianamente dedico a questo sport meraviglioso e per tutti i sacrifici che ciò comporta”.

Fonte: Bitonto Official WEBSite

L’aria della Murgia fa bene al Bitonto. A Gravina 0-2 firmato Lattanzio – Palazzo

Dopo Altamura, i neroverdi trovano la seconda vittoria in trasferta della stagione con un gol per tempo dei due attaccanti

Cinquantadue giorni. È stato questo il lungo tempo trascorso dall’ultima vittoria del Bitonto in Campionato fino ad oggi: il meritato risveglio da un incubo che, fra partite disgraziate, dolorose illusioni e Covid-19, sembrava davvero non finire mai…

Due attaccanti, due indiscussi simboli a loro modo di un’intera realtà calcistica cittadina, vale a dire il capitano Riccardo Lattanzio e il bitontino DOC Loris Palazzo, griffano il secco 0-2 in quel di Gravina con un gol a cranio all’alba di ciascuna frazione di gioco. Una partita pressoché perfetta, quella dei Leoncelli, mai in affanno al cospetto di una compagine ostica e ben organizzata che al momento contribuisce a rappresentare la diretta concorrenza, ahinoi, nelle zone medio-basse della classifica del girone H.

L’aria della Murgia fa evidentemente bene alla truppa neroverde guidata dal Generale Ragno che, dopo l’emozionante 2-3 di Altamura ad ottobre, ritrova i tre punti lontano dal “Città degli Ulivi”. E la piacevole sensazione di una travagliata “vita sportiva” messa finalmente alle spalle, seppur dopo pochi mesi di competizione, accompagnata da rinnovate ambizioni (mai morte del tutto, a dire il vero…) alle quali è molto difficile, con altri sei incroci pericolosi da affrontare a perdifiato di qui a fine mese, attribuire oggi dei confini, dei limiti.

La cronaca della partita.

Nicola Ragno lancia un messaggio molto chiaro prim’ancora di sedere – si fa per dire, vista la marcata propensione a rimanere sempre in piedi durante i match della sua squadra – sulla panchina ospite dello Stadio Comunale “Stefano Vicino”: vincere a tutti i costi questo scontro diretto, per sorpassare proprio il Gravina in classifica e iniziare alla grande il tremendo filotto delle sette partite in ventisei giorni che attendono il Bitonto fino alla fine del mese più corto dell’anno.

Così, il navigato allenatore molfettese disegna il suo propositivo 4-3-3 con Figliola tra i pali; i quattro di difesa, da destra verso sinistra, sono Di Modugno, Petta, Colella e Nannola; Biason in cabina di regia con i due under Mariani e Piarulli ai suoi fianchi. Tridente offensivo con Lattanzio punta centrale, Palazzo a destra e l’ex Montinaro a sinistra con licenza di spaziare sulla trequarti.

Sirri squalificato, rientrano in distinta Tricarico e Taurino dopo i rispettivi infortuni. Nuova maglia da titolare per il diciottenne Mariani, due mesi dopo l’ultima apparizione personale nell’Undici di partenza.

Risponde mister Antonio Gaburro con lo stesso modulo. In porta, l’ellenico Pagkratis; Dentamaro, De Gol, Gilli e capitan Chiaradia, in difesa. Vicedomini a dirigere il traffico in mezzo al campo, De Feo e Correnti mezzali; Di Vanni puntero supportato sugli esterni da Ficara e dall’italo-marocchino Ben Khalek.

Out Messori, appiedato dal Giudice Sportivo per somma di ammonizioni.

La prima occasione degna di nota del primo tempo è il gol del vantaggio bitontino. Minuto 7: Biason ruba palla a centrocampo, palla sulla destra per la freccia bianca Palazzo che pesca perfettamente a centro area Lattanzio il quale, di sinistro, fucila il numero 1 gravinese Pagkratis da pochi passi.

Diciassette minuti dopo, azione fotocopia per il Bitonto che non trova il raddoppio per pochi centimetri: cross mancino di Palazzo sempre dalla corsia di destra, ma stavolta il piatto sinistro del capitano neroverde viene schiacciato troppo sul sintetico del “Vicino” e termina la sua corsa poco oltre il montante.

32’: traversa colpita da De Feo con un tiro-cross effettuato in precarie condizioni di equilibrio dal versante destro del fronte offensivo gravinese. Figliola, un po’ sorpreso dalla parabola infame inventata dal n.7 locale, ringrazia il legno amico, rispedendo al mittente quella che si rivelerà essere l’unica reale minaccia portatagli dagli avversari in tutta la prima frazione di gioco.

34’: sugli sviluppi di un corner battuto da Montinaro, Palazzo imbecca al bacio Colella sul secondo palo; il difensore barese, partendo perfettamente alle spalle della linea difensiva gialloblù, inzucca in tuffo la sfera che però termina comoda tra le braccia di Pagkratis.

44’: azione travolgente di Piarulli, davvero on fire quest’oggi, che di sinistro non trova lo specchio della porta avversaria, anche perché arrivato stremato quasi al limite dell’area dopo una cavalcata prepotente.

Va così in archivio una prima frazione di gioco controllata, ben interpretata e chiusa meritatamente in vantaggio dagli ospiti in maglia bianca, saliti sulle Murge gravinesi con la cattiveria agonistica, la voglia, la ferocia leonina e le idee chiare di chi si sente (giustamente!) obbligato a risalire in fretta la china.

Secondo tempo.

Anche la prima occasione degna di nota del secondo tempo è una rete bitontina. Un dolce déjà vu di giornata per gli uomini di mister Ragno.

Minuto 4: Nannola assiste Palazzo con una traccia eccellente dalla sinistra che viene trasformata in raddoppio con un autentico colpo di biliardo mancino dall’attaccante di Bitonto del Bitonto. 0-2 e match in discesa per gli ospiti.

Il Gravina si riversa subito in avanti alla disperata ricerca dell’immediato punto riapri-partita, effettuando anche due doppi cambi in diciotto minuti. Tuttavia, a parte una punizione a giro dalla distanza di Gjonaj, ben disinnescata in tuffo da Figliola, i neroverdi non soffrono più di tanto il furore gialloblù durato al massimo un quarto d’ora.

Gli uomini di Ragno sono bravissimi stavolta ad addormentare la contesa e sviluppare con estremo raziocinio le inevitabili ripartenze concesse, ma con una maturità, un equilibrio, un agonismo e un cinismo che probabilmente in questa stagione si erano visti a tratti solo in occasione della trasferta di Sorrento. Il risultato di tutto ciò? Doppio vantaggio mai in discussione e tre punti d’oro amministrati con ordinata personalità fino al triplice fischio.

Al minuto 35, dopo il rientrante Triarico in luogo dell’ottimo Lattanzio, dentro Zaccaria per il positivo Montinaro vittima di un lieve risentimento muscolare. Bitonto temporaneamente con sei under in campo. 240 secondi più tardi, totem Dicecco fa rifiatare un devastante Piarulli.

Statistiche, numeri, postille, ma anche un segnale forte, fortissimo lanciato dall’allenatore al gruppo-squadra: qui sono tutti indispensabili, esperti e giovani, confermati e nuovi arrivati. E in vista dei già attenzionati prossimi sei impegni fino al 28 febbraio (fra quattro giorni, in casa contro il Nardò, ndr) dovranno farsi trovare davvero tutti pronti, nessuno escluso. Altrimenti, la Murgia Felix tanto cara al Bitonto 2020-2021 rimarrà solo un’inutile, melanconica cartolina da cassetto chiuso e dall’acre sapore del rimpianto.

15^ GIORNATA CAMPIONATO SERIE D – GIRONE H
GRAVINA – BITONTO 0 – 2
Reti: 7’ pt Lattanzio, 4’ st Palazzo

GRAVINA: Pagkratis, Dentamaro (32’ st Nocerino), Chiaradia (C), Vicedomini, De Gol, Gilli, De Feo (8’ st Gjonaj), Correnti (26’ st Mady), Di Vanni (26’ st D’Addabbo), Ficara, Ben Khalek (8’ st Gjini).
A disp.: Vicino, Bisconti, Perez, Panebianco. All. Gaburro

BITONTO: Figliola, Di Modugno, Nannola, Mariani, Petta, Colella, Palazzo, Biason, Lattanzio (C) (32’ st Triarico), Montinaro (35’ st Zaccaria), Piarulli (39’ st Dicecco).
A disp.: Zinfollino, Milani, Passaro, Capece, Taurino, Pozzebon. All. Ragno

Arbitro: Iannello (Messina). Assistenti: Ciannarella (Napoli) e Chianese (Napoli).
Ammoniti: De Gol, Di Vanni, Nocerino (G); Colella, Palazzo, Biason (B).
Note: minuti di recupero 2’ pt – 5’ st.

Fonte: Bitonto Official WEBSite

Sibilia: “Elezioni? Sono deluso, c’era un patto. Venerdì si decide il futuro dell’Eccellenza”

Cosimo Sibilia, presidente Lega Nazionale Dilettanti, è intervenuto a Radio Punto Nuovo.

Sibilia ha parlato delle elezioni per la presidenza della FIGC: “Mi cimento sempre per dare risposte e mantenere impegni presi: questo è il mio unico obiettivo. Per la LND, su 23 assemblee ho avuto 21 indicazioni e 2 astensioni. All’assemblea di sabato prossimo, questo sarà sancito e mi riempie d’orgoglio. Concorrere in un periodo così complicato ed ottenere un risultato come il mio è un grandissimo risultato.

Sul patto di successione: “Fa male Ulivieri a non ricordare, è uno dei sottoscrittori insieme a coloro che rappresentavano il 73% della FIGC. C’era il presidente della LND, il presidente della Lega Pro, il presidente per l’Associazione allenatori e il presidente dell’AIA. Non so se sono venuti meno al patto, ma io ricordo che quella fu una stagione particolare, perché eravamo nel commissariamento del CONI ed indicati come ribelli”.

Il presidente ha poi continuato: “Rispetto a tutto questo ci fu un accordo con un documento scritto, aspetto fiducioso. Del mio programma, evidenzio la possibilità di discutere sulle 100 società professionistiche: non permettono di far viaggiare tutto il sistema in tranquillità; c’è da evidenziare la questione della giustizia sportiva; parlare dell’impiantistica sportiva, in Italia ne siamo svantaggiati, anche in vista della prima gara degli Europei all’Olimpico. Ognuno deve dare il proprio contributo. Quest’anno, col Covid, abbiamo ragionato come sistema: quando si discute dei risultati ottenuti, si mette in secondo piano quella è che la collaborazione istituzionale. Vorrei che, quando ci sono giorni positivi e quelli meno positivi, si possa discutere di quanto la LND ha portato avanti: senza, non si poteva neppure parzialmente superare un momento così difficile. La LND ha circa 400 dipendenti e 2.000 collaboratori in Italia, abbiamo la responsabilità di sostenere 2.400 famiglie, abbiamo la necessità di sentire vicinanza da parte delle istituzioni”.

Tra qualche giorno si decide il futuro dell’Eccellenza: “Venerdì prossimo abbiamo un Consiglio per capire se il campionato d’Eccellenza può ripartire. Purtroppo i giovani quest’anno sono stati penalizzati. I tempi e le risoluzioni dei problemi, sono vincolati alla curva dei contagi: dopo il 5 marzo possiamo cominciare con gli allenamenti e dopo due settimane, capire se si può partire. Se vengono imposti i tamponi, chiaramente hanno un costo importante che una piccola società non si può permettere”.

In chiusura: “Deluso da qualcuno? Se avessi firmato un impegno ed avessi pensato di modificare, avrei chiamato i firmatari e stabilito nuove riflessioni: questo non c’è stato. Ne sono ovviamente deluso, soprattutto quando Ulivieri dice che ‘è una scrittura privata’: non è così quando si decide di tutto il circondario, ognuno ha dato un contributo ricevendo poi l’elezione e chiudendo la stagione del commissariamento del CONI. Vengo dal basso, dai campi in terra battuta, per quanto mi riguarda sposo per intero i nostri obiettivi: lealtà, correttezza, linearità e mantenere la parola.”

Bitonto Calcio, ecco i convocati per la gara contro il Gravina

Al termine dell’allenamento di rifinitura di questa mattina, mister Nicola Ragno ha diramato la lista dei convocati per il match di domani pomeriggio, mercoledì 3 Febbraio, contro la FBC Gravina, in programma allo stadio “Stefano Vicino” di Gravina in Puglia (BA), alle ore 14,30, e valevole per la 15^ giornata del girone H di Serie D.

Sono 23 i giocatori scelti per la sfida contro i falchetti gialloblu murgiani: il tecnico molfettese deve fare a meno degli squalificati Sirri, espulso nel finale di Brindisi, e Silvio Colella, che si porta dietro un turno di squalifica dal settore giovanile del Lecce. Indisponibili Genchi ed il lungodegente Palmisano, ottime notizie dall’infermeria perché recuperano e tornano tra i convocati Triarico e Taurino. Prima convocazione per il portiere classe 2002 Riccardo Matera, ex giovanili Bari e Torino, reduce dalle esperienze con Caronnese e Foggia.

Ecco la lista dei neroverdi per la partita contro i campani:

PORTIERI
FIGLIOLA (99) – MATERA (02) – ZINFOLLINO (00)

DIFENSORI
COLELLA – DI MODUGNO (01) – MILANI (00) – NANNOLA (01) – PASSARO (02) – PETTA

CENTROCAMPISTI
BIASON – CAPECE – CARUSO (00) – DICECCO – MARIANI (02) – MONTINARO – PIARULLI (01) – TRIARICO –  ZACCARIA (00)

ATTACCANTI
EVANGELISTA (02) – LATTANZIO – PALAZZO – POZZEBON – TAURINO

Fonte: Bitonto Official WEBSite

Bitonto – Puteolana si recupera il 10 Febbraio

L’U.S. Bitonto Calcio comunica che, come disposto dal Comunicato Ufficiale n° 98 del 01/02/2021, pubblicato dal Dipartimento Interregionale della Lega Nazionale Dilettanti, la gara di recupero Bitonto – Puteolana sarà disputata mercoledì 10 febbraio con fischio d’inizio alle ore 14,30.

Il match, in programma allo stadio “Città degli Ulivi” e valevole come recupero della 12^ giornata del girone H di Serie D, fu rinviato lo scorso 17 gennaio a causa delle positività al Covid-19 riscontrate nel gruppo squadre neroverde.

Fonte: Bitonto Official WEBSite

Sostanza per l’attacco dell’Atletico Vieste, ecco Morifere Kone

Il Gruppo Sportivo dell’Atletico Vieste comunica di aver raggiunto, nelle scorse ore, l’accordo per l’ingaggio del calciatore Morifere Kone.Attaccante ivoriano classe 1998, Kone è alla prima esperienza in Puglia dopo aver indossato in passato le casacche di Lumezzane, Grumello e Valgobbiazanano. Nonostante la giovanissima età, il talentuoso giocatore vanta un’esperienza in Germania con la maglia dell’Erfurt, con la quale ha messo a referto 5 gol in 8 presenze.Il calciatore è già a disposizione di mister Francesco Sollitto per l’eventuale ripresa del campionato.

U.S. Bitonto Calcio, verso il Gravina, le parole di Savio Piarulli

Dopo tre settimane di stop forzato a causa della positività di alcuni tesserati al Covid-19, torna ad intravedersi il sereno in casa Bitonto: i neroverdi infatti hanno iniziato la preparazione che porterà al turno infrasettimanale di mercoledì a Gravina.

Ecco le dichiarazioni del centrocampista Savio Piarulli, che analizza così il periodo bitontino.

Fonte: Bitonto Official WEBSite

Aggiornamenti sul bonus collaboratori sportivi

Nella seduta di ieri il Consiglio di Amministrazione di Sport e Salute SpA, alla luce della nota ricevuta dalla Ragioneria generale dello Stato, che ha autorizzato l’utilizzo delle somme, ha disposto i 13.972 pagamenti che erano stati deliberati nella precedente seduta del 15 gennaio 2021 (13.371 per indennità novembre 2020, 601 per indennità dicembre 2020).

Sempre a seguito della predetta nota è stato autorizzato il pagamento di ulteriori 17.965 indennità a seguito della dichiarazione di conferma dei requisiti propedeutica all’erogazione automatica delle indennità (158 per indennità giugno 2020; 1.040 per indennità novembre 2020; 16.767 per indennità dicembre 2020). Inoltre il CDA ha approvato l’erogazione dell’indennità per ulteriori 10.842 domande relative all’indennità di novembre 2020 e di ulteriori 732 domande per l’indennità di dicembre 2020.

Contestualmente, il Consiglio di Amministrazione ha disposto il rigetto di 15 domande per l’indennità di giugno, di 6.026 domande per l’indennità di novembre e di 602 domande per l’indennità di dicembre.

Allo stato, dunque, rimangono in istruttoria soltanto le domande presentate da soggetti minorenni le cui prime integrazioni sono state ritenute insufficienti e per le quali la Società sta richiedendo un’ulteriore integrazione relativamente alla certificazione della firma dei genitori o del tutore.

Resta invece ad oggi immutato il dato dei pagamenti (totale liquidato con esito positivo: euro 545.218.400, a fronte di 661.638 singole indennità corrisposte per 164.490 beneficiari). La prossima settimana, solo all’esito dei pagamenti disposti ieri, complessivamente ammontanti ad euro 34.777.200, sarà pertanto possibile aggiornare tale dato.

Da ultimo, in coerenza con il parere ricevuto dall’Avvocatura dello Stato – la Società ha richiesto all’Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale l’invio dell’elenco delle persone, percipienti l’indennità sia da INPS che da Sport e Salute, che non risultino rientranti nell’alveo dell’articolo 27 del decreto legge Cura Italia. 

Fonte: Sport e salute

Fa pipì in campo durante il Derby in Serie D: l’arbitro lo espelle

  • Durante il derby del lontano Marzo 2018 contro l’Igea Virtus in Serie D, il portiere del Messina, Prisco, venne stato espulso per aver fatto pipì in campo.
  • La troppa acqua bevuta nel corso della giornata gli ha tirato un brutto scherzo dopo il suo ingresso in campo al posto dell’infortunato Meo.
  • Bevo tanta acqua, lo faccio per eliminare i liquidi in eccesso, ha dichiarato lo stesso Prisco. Ho urinato appena arrivati al campo, prima del riscaldamento, al rientro negli spogliatoi e all’intervallo. Appena ho visto il gioco fermo ne ho approfittato, ho finto di fare un allungamento, mi sono messo dietro il cartellone pubblicitario e l’ho fatta, non se n’è accorto praticamente nessuno“.
  • Nessuno eccezion fatta per l’arbitro, che lo ha espulso, applicando il regolamento, con questo cartellino rosso che è costato all’estremo difensore ben 3 giornate di squalifica.
  • In passato, sempre in Serie D, Patrik Giulianelli della Sammaurese venne squalificato per 5 turni per aver urinato ai bordi del campo nella sfida contro l’Imolese. “Condotta in spregio al pubblico pudore e al sentimento di pubblica decenza, con atteggiamento plateale e visibile a tutti gli spettatori”. Per quanto accaduto a Città di Castello, Giacomo Cecchini del Ghivizzano rimediò due giornate “per avere, calciatore in panchina, orinato all’esterno del terreno di gioco mentre svolgeva il riscaldamento. Sanzione così determinata in ragione delle modalità dell’azione che non risultano aver violato i principi della pubblica decenza”. 
  • In Cannara-Narnese, riscaldandosi nell’intervallo, Gianmarco Grassi si fermò dietro la panchina per fare pipì. Visto dal pubblico che cominciò a rumoreggiare e anche dall’arbitro, fu inevitabile il rosso diretto. Morbida, almeno in questo caso, la sanzione comminata dal giudice sportivo al giocatore della Narnese: una giornata.

Bitonto, esiti tamponi ok. Mercoledì si torna in campo

L’U.S. Bitonto Calcio comunica che, a seguito del nuovo ciclo di tamponi anti Covid-19 ai quali si è sottoposto l’intero gruppo squadra, è stata riscontrata la positività di solo n. 1 tesserato. Pertanto si evidenzia come si siano negativizzati sette degli otto positivi al Covid-19 che hanno portato, nelle scorse settimane al rinvio delle gare contro Puteolana, Real Agro Aversa e Casarano.Essendo il dato emerso dunque inferiore al numero di tre positivi al Covid-19 consentiti dal Protocollo Sanitario predisposto dal Dipartimento Interregionale della LND, l’U.S. Bitonto Calcio comunica che scenderà regolarmente in campo per la gara Gravina – Bitonto, in programma mercoledì 3 febbraio, e valevole per la 15^ giornata del girone H di Serie D.

L’U.S. Bitonto Calcio rassicura sullo stato di salute del tesserato risultato ancora positivo al Covid-19 e continuerà a monitorare costantemente la situazione per garantire la massima sicurezza, predisponendo nei prossimi giorni un ulteriore ciclo di tamponi.

Fonte: Bitonto Official WEBSite

L’U.S. Bitonto Calcio rassicura sullo stato di salute dei tesserati positivi al Covid-19

L’U.S. Bitonto Calcio comunica che, a causa della confermata positività al Covid-19 di n. 8 tesserati appartenenti al gruppo squadra, dato superiore ai n. 3 positivi consentiti dal Protocollo Sanitario predisposto dal Dipartimento Interregionale della LND, è stata rinviata a data da destinarsi la gara Bitonto – Casarano, inizialmente in programma domenica 31 gennaio, e valevole per la 14^ giornata del girone H di Serie D.

L’U.S. Bitonto Calcio rassicura sullo stato di salute dei tesserati positivi al Covid-19 e predisporrà nei prossimi giorni un ulteriore ciclo di tamponi per accertare la possibilità di tornare in campo in vista del turno infrasettimanale valevole per la 15^ giornata di campionato, in programma mercoledì 03 febbraio, con la trasferta sul campo della FBC Gravina.

Fonte: Bitonto Official WEBSite

U.S. Bitonto Calcio: Le interviste del centenario (puntata1)

TI RICORDI… GINO D’ADDABBO E VINCENZO FERRANTE?

Dodici mesi, dodici uscite dedicate ai grandi protagonisti della storia calcistica neroverde, il più che meritato e doveroso tributo ad alcuni degli attori indimenticabili che hanno scaldato le domeniche pallonare dei bitontini nell’ultimo cinquantennio, facendoci esultare per un gol, una parata, una giocata in mezzo al campo, un intervento difensivo o semplicemente perché hanno indossato la Nostra maglia davvero con lo spirito dell’indomito Leoncello

Le interviste del Centenario sarà la rubrica che vi terrà compagnia nel corso di questo 2021 che coincide con il compleanno “secolare” del Bitonto Calcio, cento anni attraversati da gioie, dolori, speranze, delusioni, vittorie esaltanti e cadute dolorosissime. Momenti caratterizzati, sempre e comunque, nel bene o nel male, da un comune denominatore: la passione sportiva di una città che non ha mai smesso di lottare e rialzarsi.

Prima intervista e si parte subito col botto, anzi, con un doppio colpo da sogno: Gino D’Addabbo e Vincenzo Ferrante. Il Capitano e il Bomber di un triennio pieno vissuto assieme con la casacca neroverde addosso e una simbiosi con la comunità calcistica locale che ha avuto pochi eguali negli anni a venire.

Feeling in campo e un’amicizia ancora granitica per due uomini, prima che ex giocatori, che non hanno affatto dimenticato Bitonto e il Bitonto.

Buona lettura!

Ciao ragazzi! Vogliamo innanzitutto ricordare ai tifosi più giovani quante e quali stagioni vi hanno visto protagonisti con la casacca neroverde addosso?

D’Addabbo: “Stagione 2000-2001 con Muzio Di Venere in panchina, 2001-2002 con mister Caricola (attuale allenatore della Juniores nazionale neroverde, ndr) e 2002-2003 con Ragno. Tre stagioni complessive con due promozioni, dal campionato di Promozione all’Eccellenza e poi dall’Eccellenza in Serie D. Il tutto, con l’enorme orgoglio di aver indossato la fascia da capitano. Voglio anche ricordare la breve esperienza da allenatore nel 2013, in Prima Categoria. Solo due mesi, ma intensi, belli ed emozionanti per me, poiché tornavo a vivermi dopo dieci anni l’ambiente del Bitonto, piazza a cui sono sempre rimasto molto legato”.

Ferrante: “Ho giocato tre anni e mezzo a Bitonto, le stesse stagioni di Gino più la prima parte del campionato di Serie D 2003-2004, lasciato nel corso del mercato di riparazione quando eravamo molto in alto in classifica…”.

I fotogrammi più belli e le delusioni peggiori di quegli anni.

D’Addabbo: “Sono stati tre anni per me bellissimi, anche il primo in cui non abbiamo vinto. La delusione maggiore per il gruppo è stato probabilmente il campionato di Promozione sfumato per un 3-0 a tavolino, invece la gioia delle gioie è stata rappresentata perfettamente dal binomio squadra-città. I tifosi ci amavano davvero, erano sempre e ovunque con noi. Seppur tra mille difficoltà, di ogni genere, ci hanno spinto così tanto da farci vincere un campionato d’Eccellenza incredibile. Momenti unici ed indimenticabili vissuti all’interno di un gruppo di uomini speciali”.

Ferrante: “Il ricordo più bello? Lo stadio stracolmo di gente in occasione dell’ultima, decisiva partita-promozione in casa contro il Locorotondo (Eccellenza 2002-2003, ndr). Oltre alle due tribune pienissime, c’era gente a sostenerci anche fuori dallo stadio. Che emozioni! La delusione peggiore è stata senza dubbio andar via in quel modo e in un momento in cui la squadra dava la sensazione di potersela giocare alla pari con tutte le altre, in Serie D. Mi brucia ancora…”.

Il gol o la giocata che ricordate con maggior piacere per la sua importanza in partita.

Ferrante: “Di gol ne ho fatti tanti con il Bitonto, addirittura 24 in una sola stagione, e per me sono stati tutti belli, dal più facile al più difficile, però ce n’è uno che tutt’oggi ricordo con maggior piacere per la sua importanza. Si tratta di un rigore realizzato al 96’ che ci permise di pareggiare in extremis a Fasano, dopo una battaglia durissima in campo e dove non ci sono mai partite banali per i colori neroverdi”.

D’Addabbo: “Un passaggio filtrante per Vincenzo da subentrato. Gli ho servito quella volta (non ricorda con certezza contro quale squadra, ndr) sul piatto d’argento l’opportunità di procurarsi un rigore importante che, ovviamente, lui ha poi trasformato con freddezza. Ma anche a Galatina, sempre uscendo dalla panchina, feci felice con un assist Filippo Vallarella, bitontino DOC. Tuttavia, credo che i miei ‘gol’ più importanti sono stati i discorsi fatti alla squadra nei momenti difficili e ce ne sono stati tanti, soprattutto nell’anno in Eccellenza…”.

Seguite ancora le vicende del Bitonto Calcio?

D’Addabbo: “Tutti i giorni, soprattutto chattando con i vecchi compagni di squadra tramite WhatsApp. Mi piace ascoltare le notizie sul Bitonto da chiunque e anche su Internet do sempre un’occhiata interessata alle vicende neroverdi. Sono molto dispiaciuto per come sta andando quest’anno…”.

Ferrante: “Ogni tanto mi informo sulle vicende della squadra, ho ancora tanti amici vicini all’ambiente della società. Inoltre, mi piace molto vedere le partite o gli highlights delle categorie in cui ho giocato anche io, quindi mi ritrovo spesso a seguire dei video sul Bitonto. Sinceramente non mi aspettavo una simile posizione di classifica a questo punto della stagione”.

Da fuori, cosa vi sembra cambiato rispetto ai vostri anni?

D’Addabbo: “A livello dirigenziale, c’è stata una grande crescita e sono evidenti sia la voglia sia la possibilità materiale di salire di categoria. La città lo meriterebbe davvero, Bitonto ha ormai il blasone storico giusto per approdare nel professionismo”.

Ferrante: “Non conosco personalmente il presidente Rossiello, ma sento e leggo di una società forte, solida, che non fa mancare niente a nessuno. Se penso che anche noi partimmo forte in D, con un entusiasmo alle stelle in città, e poi andò come andò, mi sarebbe proprio piaciuto avere allora una proprietà come quella attuale…”.

Siete rimasti in contatto con qualche vecchio compagno di squadra di allora?

D’Addabbo: “Praticamente con tutti. Mister Di Venere e tanti altri sono di Carbonara come me, abbiamo anche il gruppo delle partitelle del lunedì! Sono particolarmente legato a Francesco Cotugno, Saša Krstic, il mio guerriero serbo, un fratello acquisito; Emanuele Del Zotti, un grande uomo di vita e di calcio, Vito Ronzullo, oltre ai soliti Ferrante, Roselli, Bruno, Coscia e Mastrolonardo. Senza dimenticare i mitici ‘Ualino’ e Nicola, rispettivamente magazziniere e massaggiatore dei nostri tempi”.

Ferrante: “Gli amici di sempre sono, oltre a Gino, vabbè: Giulio Mastrolonardo, Nico Roselli, Angelo Coscia, che è anche il mio meccanico (aggiunge con allegro orgoglio, ndr), Antonio Bruno. Abbiamo organizzato parecchie ‘rimpatriate’ a tavola, finché ci è stato concesso… Ogni tanto ho avuto notizie anche di Filippo Vallarella e Saša Krstic, con cui posso dire di aver composto la coppia d’attacco ideale nel Bitonto. Lui è il compagno di reparto perfetto per le mie caratteristiche, anche se è sempre stato più scarso di me (ride di gusto, ndr)”.

Un messaggio a Bitonto ed ai bitontini appassionati di calcio nell’anno del Centenario del Leoncello.

Ferrante: “Io sono stato benissimo a Bitonto, ho visto gente piangere quando me ne sono andato. Non sono una persona che porta rancore, ma mi è dispiaciuto tantissimo lasciare Bitonto in quel modo, per andare a Gallipoli. I colori neroverdi e i tifosi, che mi hanno fatto sentire un re al ‘Città degli Ulivi’ e lontano dal nostro stadio, rimarranno per sempre nel mio cuore”.

D’Addabbo: “Alla mia città del cuore, al mio ‘Leone’, ai miei amici e ai tifosi bitontini va il sincero augurio del Capitano per i Cento Anni di storia calcistica. E auguro anche la soddisfazione del professionismo al più presto, i tifosi lo meritano assolutamente!”.

fonte: Bitonto Official WEBSite

-ESCLUSIVA- Virtus Matino, parla il capitano Damian Salto:”Non vedo l’ora di tornare a giocare. Maradona un simbolo”.

Damian Salto, capitano della Polisportiva Virtus Matino, ha raccontato senza peli sulla lingua il suo modo di vivere il calcio e la vita. Da diversi anni ormai si trova in Italia dove ha giocato con Avetrana, Altamura, Nocerina, Deghi Calcio instaurando un rapporto d’ amore con il territorio grazie alle bellezze paesaggistiche ed ai rapporti d’ amicizia che sono diventati “familiari” come lui stesso ha affermato.
In questo periodo di pausa forzata si trova in Argentina dove sta continuando ad allenarsi per farsi trovare pronto non appena il campionato dovesse riprendere.
Come tutti gli argentini ha una passione sproporzionata per il calcio, ma anche una grande forza e determinazione per non arrendersi mai. La stessa forza dimostrata e trasmessa al popolo argentino da Diego Armando Maradona, suo grande idolo ed icona indiscussa di ogni amante di questo sport.

Ciao Damian, innanzitutto come stai e come stai vivendo questo periodo di pausa forzata?

E’ un periodo particolarmente difficile per tutti noi che siamo abituati a stare nello spogliatoio con compagni e staff e fare allenamento ogni giorno, quindi ci manca quel rituale. Al di là di essere qui in Argentina con la famiglia manca tantissimo il nostro lavoro.

Nei giorni scorsi è circolata una lettera che porta la firma dei capitani delle squadre pugliesi che militano nel campionato di Eccellenza, nella quale chiedete di riprendere a giocare quanto prima sia per una questione economica, sia per quanto riguarda la salute di ognuno di voi. Credi che sarete ascoltati o ancora una volta prevrrà l’ arroganza, la sordità e la cecità di chi non vuol sentire e vedere appositamente per non assumersi responsabilità?

Mi auguro di si. Ognuno sta mettendo la propria collaborazione e tutti aspettiamo e vogliamo tornare perchè siamo tutte persone che vivono di calcio al di là del bonus che percepiamo e che siamo disposti a mettere a disposizione delle società affinchè vengano prese le contromisure necessarie per tornare a giocare il prima possibile.

Quindi che sensazioni hai circa la ripartenza?

La mia sensazione personale è di fiducia di tornare a giocare a Marzo. Ogni giorno mi sveglio con questo pensiero perchè è la mia e nostra passione e se ti manca quella non riesci ad essere te stesso al cento per cento.

Parliamo d’ altro. Ormai sono diversi anni che giochi in Italia ed in particolar modo nelle regioni e province del Sud. C’è qualcosa che ti ha particolarmente colpito e che accomuna questi territori con l’ Argentina tuo Paese d’ origine?

E’ vero ho giocato sempre al Sud, dove ho trovato posti bellissimi, un mare mai visto e persone bellissime. Il posto che più si avvicina a casa mia, Buenos Aires, è Nocera avendo giocato con la Nocerina, per come loro vivono il calcio e la città. Ma in generale mi piacciono molto la Campania ed il Salento.

Il poeta argentino Jorge Luis Borges sosteneva che “Ogni volta che un bambino prende a calci qualcosa per strada lì ricomincia la storia del calcio”. Secondo Te il calcio è solo un gioco oppure è davvero arte e poesia che racchiude una storia da raccontare sempre più nuova?

Si per me il calcio non è solo un lavoro. Io qui in Argentina ho una scuola calcio dove prendo i ragazzini dalla favela per farli giocare a calcio e toglierli dalla strada, per far capire il valore della vita e dello stare insieme. E’ più di una passione per me tutto questo.

Il più grande artista, poeta e per molti “Dio del calcio” è stato Diego Armando Maradona, guarda caso anche lui argentino. E’ un caso che il più grande calciatore di tutti i tempi sia stato sudamericano? Inoltre Diego per voi argentini rappresenta più l’ artista ed il poeta del calcio oppure un grande uomo che è riuscito a ridare dignità a un popolo martoriato ed umiliato dalla dittatura militare?

Per noi Maradona rappresenta tante cose. Ogni persona che ha giocato a calcio ha sognato di essere Maradona. Inoltre ci ha fatto capire una cosa molto importante, che non sempre vince la squadra con più soldi, ma si vince con la passione e la determinazione. Era un grande esempio di sacrificio, di lavoro e passione.

C’è una frase a cui ti ispiri per cercare di superare ogni giorno gli ostacoli sia in campo che nella vita?

Non proprio. Cerco sempre di avere una motivazione essendo una persona positiva. Pretendo il massimo da me stesso e dico ogni domenica anche ai miei compagni di darci una mano perchè è tutti insieme che si raggiungono obiettivi e risultati.

In estate sei arrivato a Matino. Com’è nata questa proposta e questa scelta?

Sono arrivato al Matino perchè conoscevo Cristina la presidente, il prof. Simone e mister Branà avendoli avuti ad Avetrana. So come lavorano e inoltre ho creduto molto nella presidentessa perchè è una persona che vuole migliorarsi ogni anno ed è proprio quello che cerco anche io.

Se il campionato non dovesse riprendere pensi di rimanere ancora in Italia anche il prossimo anno oppure valuteresti di ritornare in Argentina?

Per come è la situazione non si può sapere ancora. Se il calcio non riprende non so cosa farò. Da questo virus abbiamo imparato che bisogna vivere alla giornata.

Per finire, tra il Sudamerica, ed in particolare l’ Argentina, ed il Salento sembra ci sia un legame quasi immaginario quanto forte ed inossidabile considerando che fin dall’ esordio del Lecce in Serie A nel 1985 sono arrivati gli argentini Barbas e Pasculli, quest’ ultimo campione del mondo con la nazionale a Messico 1986 da calciatore del Lecce, i quali si sono letteralmente innamorati di questa Terra (Pasculli ci vive tutt’ ora). Successivamente è stata la volta di Giacomazzi, Chevanton e Lima che vivono stabilmente nel Salento.
Una volta terminata la carriera pensi anche tu di seguire le orme di questi grandi campioni sudamericani e stabilirti definitivamente da queste parti?

E’ un posto che mi piace tanto dove ho trovato persone ed amici come una famiglia. Inoltre c’è il mare che è il più bello che abbia mai visto. Può essere una possibilità che a fine carriera mi stabilisca qui, quindi non dico niente per ora.

Ultimissima domanda secca: River o Boca?

Ahahahah…è una domanda molto semplice…ovviamente Boca Juniors la migliore squadra con i più grandi giocatori al mondo, Maradona, Tevez, Riquelme!!!

Grazie Damian a presto!

Grazie a Te e speriamo di ritornare presto!

Danilo Sandalo

Spadafora: “Spiace, per quest’anno niente pubblico”. Sull’attività di base..

Sono poche e vaghe le notizie sulla sorte del calcio dilettantistico e di base, le cui attività sono sospese fino al 5 marzo, per come disposto dal d.p.c.m. del 14 Gennaio. Zero speranze, invece, di vedere il pubblico sugli spalti con il miglioramento della situazione epidemiologica, nonostante la campagna vaccinale avviata, seppur a rilento.
E’ quanto emerge dalle parole del ministro dello sport, Vincenzo Spadafora, ieri ospite della trasmissione di Rai3 “Titolo V”.
Sul tema dell’apertura degli stadi, Spadafora è stato netto: “Mi dispiace ma credo che per questa stagione sportiva sarà complicato rivedere gli stadi con il pubblico”. Superata, quindi, l’idea del presidente della Lega A, DalPino, che aveva proposto di aprire gli stadi ai vaccinati.
Sull’attività dilettantistica di base e lo sport dilettantistico, invece, una flebile riapertura: “Il Dpcm scade a marzo, ma in quel periodo bisognerà pensare alla riapertura parziale dello sport di base“, concludendo poi che “pensare di poter avere così tante persone dirette verso la stessa direzione è molto complicato in questo momento“.
Cosa significhi “riapertura” e “parziale”, però non è dato saperlo, per il momento. Marzo non è, poi, così lontano. Specie se le società, tecnici ed atleti dilettantistici dovranno riorganizzarsi per la ripresa.


Il C.R. Puglia valuterà alcune ipotesi di ripartenza sulla base del nuovo DPCM

Il Comitato Regionale prende atto delle disposizioni contenute all’interno del Dpcm del 14 gennaio 2021 relative alla sospensione degli sport da contatto fino al 5 marzo 2021, ritenendo doveroso avviare alcune riflessioni sulle ipotesi di ripartenza dei campionati regionali (che dovranno comunque completarsi entro il termine del 30 giugno 2021) in sintonia con il Consiglio Direttivo e i presidenti delle società dilettantistiche e giovanili affiliate.
Pur comprendendo la sussistenza di alcuni elementi di difficoltà, il Comitato Regionale Puglia LND lavorerà su diverse ipotesi di ripresa dell’attività ufficiale da realizzarsi quando le autorità governative e sanitarie daranno il via libera allo svolgimento degli sport da contatto a carattere regionale.
Tra le ipotesi al vaglio del Consiglio Direttivo, che dovrà comunque attendere il parere favorevole da parte della Lega Nazionale Dilettanti, c’è anche l’eventuale cambio di format dei campionati dilettantistici e giovanili, come previsto dall’articolo 51 delle NOIF, con una diversa formulazione dei gironi o dei calendari già esistenti. Questa soluzione interesserebbe sia i campionati che ancora non sono partiti e sia quelli hanno disputato soltanto le prime giornate. Gli eventuali scenari ipotizzati dal Consiglio Direttivo saranno tempestivamente comunicati e condivisi sui canali ufficiali del C.R. Puglia LND.

Lettera aperta dei capitani delle squadre di Eccellenza Pugliese

I capitani delle squadre di calcio militanti nel Campionato regionale di Eccellenza della Puglia, espongono quanto segue:

Speravamo che il nuovo Dpcm portasse novità positive per noi calciatori militanti nel Campionato di Eccellenza. Invece, così non è stato. Ancora una volta siamo stati discriminati, considerati come l’ultima ruota del carro. Continuiamo a non capire come mai la serie D possa seguitare a giocare e noi no. Eppure, il nostro Campionato e del tutto simile a quello della D e, per questo, è necessario parificarlo, sotto tutti gli aspetti. E’ oltremodo ingiusta tale disparità, non foss’altro per il fatto che le due categorie (serie D ed Eccellenza), convivono sinergicamente, sono continuità l’una dell’altra.Perché, dunque, fermare l’Eccellenza (senza alcuna prospettiva, al momento) e lasciar continuare lo svolgimento del Campionato di serie D? Questa situazione non ha alcun senso. Per questo chiediamo che si dia corso, da subito, alla ripresa del Campionato di Eccellenza.

Le società hanno fatto investimenti, sono perfettamente organizzate riguardo il rispetto di tutte le normative anticovid. Sono pienamente consapevoli di mettere in sicurezza giocatori e tecnici e noi, giocatori, siamo perfettamente responsabili in tale contesto. Continuare a non considerarci, oltre ad offendere la nostra dignità, offende un intero apparato che, tra mille sacrifici e privazioni, riesce a muovere un comparto economico più che significativo.Molti di noi vivono di calcio, per cui l’averci fermato ha procurato a noi stessi, e alle nostre famiglie, danni rilevanti. Ma, al di là dell’aspetto economico, il non consentirci di giocare e di allenare, sta creando danni notevoli alla nostra salute, che risente in modo considerevole del blocco di ogni attività sportiva. Ed è per questo che chiediamo di ripartire in sicurezza, garantendo il bene primario della salute di noi tutti atleti e degli addetti ai lavori. E, a tal proposito, chiediamo che anche per il Campionato di Eccellenza vengano adottate le medesime regole previste per il Campionato di serie D.Vogliamo sicurezza per il nostro futuro. Non chiediamo la luna nel pozzo, ma solo che, come la serie D, anche noi si possa tornare a calcare l’erbetta nei rettangoli di gioco delle nostre città.Chiediamo rispetto e attenzione, come cittadini italiani rispettosi delle regole. E con noi giocatori, lo chiedono tutti coloro i quali fanno vivere questo settore così importante per lo sport e per l’economia.Dignità per tutti andiamo cercando. E crediamo non di chiedere troppo.

Con i migliori saluti.

I CAPITANI
Angelo Colella(Atletico Vieste)
Ivan Regner (Ugento Calcio)
Manisi Diego (Gallipoli Football 1909)
Achille Casalino (Atl. Racale)
Francesco Mariano (Asd de Cagna Otranto)
Bartolo Lorusso (Atletico Mola)
De Vivo Rodolfo (Alto Tav. San severo)
Pasquale Trotta (Manfredonia Calcio)
Vincenzo Bufi (Unione Calcio Bisceglie)
Rocco D’aiello (Corato Calcio)
Anibal Daniel Montaldi (Asd Ostuni 1945)
Dino Marino (Martina Calcio)
Massimo Pollidori (Barletta)
Bartoli (Vigor Trani)
Damián Salto (Polisportiva Virtus Matino)
Leonardo Mascia (Asd Team Ortanova)
Antonio D’arcante (Sava calcio)
Negro giuseppe(Toma Maglie)
Paolo Augelli (Asd San Marco in lamis)
Manolo Stango (Real Siti)

UFFICIALE, stop al calcio dilettantistico fino al 5 marzo

Che per il calcio dilettantistico lo spettro di un nuovo rinvio fosse concreto, ve ne parlavamo già stamattina. Adesso è arrivata l’ufficialità.

Il DPCM del 14 gennaio, firmato dal presidente Conte, ha disposto la sospensione fino al 5 Marzo dello svolgimento degli sport di contatto dilettantistici, tranne quello di interesse nazionale (per la Lnd sono i 9 gironi di Serie D e il campionato nazionale Juniores Under 19). Saranno possibili solo gli allenamenti individuali.

Diventeranno cinque i mesi di stop dei campionati dilettantistici dall’Eccellenza in giù, fermi da fine ottobre.

Il campionato di Terza Categoria in diversi comitati non è affatto partito, con le squadre però che hanno versato le quote di iscrizioni.

Una vera mazzata per le speranze di ripartenza. Il prosieguo (o l’inizio per alcuni) della stagione rischia di essere seriamente compromesso.

Di seguito riportiamo le disposizioni del DPCM relative al calcio dilettantistico.

Puglia arancione: il calcio dilettantistico dovrà attendere

Le nuove misure che il Governo sta approvando in queste ore per affrontare una nuova recrudescenza della pandemia rischiano di condizionare la ripresa dell’attività dilettantistica e di compromettere la stagione 2020-2021, che – per la verità- sembra già andata.
Il decreto legge n.2 del 14 Gennaio 2021 ha disposto che fino al 5 Marzo 2021 verrà mantenuta la suddivisione del territorio italiano nelle fasce gialle, arancione o rosse. Ad esse si è aggiunta la neonata fascia bianca, per le regioni considerate a rischio “basso”.

Si attende il nuovo DPCM, che andrà ad integrare il già approvato decreto legge. Il nuovo testo che dovrebbe entrare in vigore domani, 16 gennaio, indicherà quali attività potranno riprendere e quali saranno vietate.
Per quel che qui ci interessa, si deciderà come e quando potrà ripartire lo sport di squadra e -segnatamente- il calcio dilettantistico. E’ ragionevole pensare che, fatta eccezione per i campionati nazionali, le competizioni regionali e provinciali, così come le attività di base, riprenderanno sicuramente nelle zone bianche. Il punto è che, ad oggi, nessuna Regione italiana ha numeri da zona bianca. Da comprendere è se il nuovo DPCM supererà lo stop delle attività dilettantistiche di squadra nelle aree gialle. Soltanto 5 dovrebbero essere le Regioni “gialle”:  Abruzzo, Basilicata, Campania, Sardegna, Toscana e Valle d’Aosta. Non c’è quindi la Puglia.

Le decisioni sullo sport nelle aree gialle, quindi, sarà questione che non riguarderà la Puglia. Come tutti sapete, per effetto dei nuovi decreto legge e DPCM, dal 16 gennaio sarà più facile per ciascuna Regione entrare in zona Rossa ed Arancione: con l’indice Rt pari a 1 scatta la zona arancione, a 1.25 quella rossa.
Proprio in giornata è atteso il report dell’Istituto Superiore di Sanità e del Ministero della Salute. La nostra regione, la Puglia, dovrebbe regredire in fascia arancione. O meglio, non dovrebbe, ma “lo sarà quasi certamente. Così riduciamo contagi senza incidere troppo sull’economia”, per come dichiarato dall’Assessore Regionale alla Salute, prof. Lopalco nella giornata di ieri.
Quale sarà la sorte del calcio dilettantistico? Ricordiamo che gli sport di contatto, che non sono di interesse nazionale, tra cui il calcio dilettantistico regionale/provinciale, così come l’attività di base, sono sospesi in zona arancione. Saranno quindi nuovamente vietate anche tutte le gare, le competizioni e tutte le attività connesse agli sport di contatto di carattere dilettantistico, ma anche amatoriale. E gli allenamenti? Sarà possibile svolgerli all’aperto, a livello individuale e nel rispetto del distanziamento.
Salvo sorprese, niente ripresa del calcio dilettantistico, dunque, fino a quando la Puglia sarà arancione. E cioè per almeno i prossimi 15 giorni. Qualora poi il Governo decidesse che non sarebbe sufficiente la zona gialla per gli allenamenti di gruppo (e quindi anche le competizioni), l’attesa dovrebbe prolungarsi anche per i successi 15 giorni, ammesso che possa arrivare la zona bianca.
Si arriverebbe, quindi, a metà febbraio con migliaia di dilettanti fermi da mesi, costretti a riprendere l’attività di allenamento, prima di pensare ai campionati.
Il tutto con due grandi punti di domanda di qui alle prossime settimane: siamo sicuri che la situazione epidemiologica migliorerà di qui al prossimo mese? Ma soprattutto: avremo un governo?
Rassegnazione e tristezza, quindi. Sarà un futuro di nubi all’orizzonte per i dilettanti.

Il Brindisi riprende nel finale il Bitonto: 1-1 al Fanuzzi

Un ottimo Brindisi frena il Bitonto al “Fanuzzi” e ottiene il terzo risultato utile consecutivo. Accade tutto nella ripresa: prima il vantaggio ospite con una magia di Sirri su punizione, poi il pareggio allo scadere dei biancazzurri con un rigore di Botta. 

CRONACA – De Luca conferma l’undici visto nella ripresa di Francavilla in Sinni, dando dunque ancora fiducia in attacco al tridente formato da Palumbo, Franzese e Forbes. Cabina di regia diretta da Gori, supportato ai lati da Botta e Balzano. Dalla parte opposa 4-4-2 per Ragno con davanti il tandem offensivo composto da Lattanzio e Palazzo. 

Ottima partenza del Brindisi, pericoloso dopo appena otto giri di lancette: grande progressione di Palumbo sulla destra, l’esterno biancazzurro si accentra e calcia in porta, si esalta Figliola che respinge con i piedi. Avvio di gara gradevole, nonostante le pessime condizioni del manto erboso del ”Fanuzzi”. Il Bitonto si fa a vedere al 10′ con la conclusione dal limite dell’area di Piarulli che viene facilmente intercettata da Pizzolato. Al 22′ neroverdi ancora pericolosi: corner dalla sinistra di Montinaro, colpo di testa di Lattanzio e palla che sorvola di poco la traversa. Le due squadre si affidano soprattutto ai lanci lunghi ed è proprio da un rilancio dalle retrovie che al 37′ il Brindisi sfiora nuovamente il vantaggio con Palumbo: l’esterno, imbeccato da Pizzolato, si accentra all’interno dell’area e va al tiro, conclusione che termina clamorosamente alta. E’ anche l’ultima emozione della prima frazione di gioco: dopo un minuto di recupero squadre che rientrano negli spogliatoi per l’intervallo sul risultato di 0-0.

La ripresa si apre senza cambi e soprattutto con il vantaggio del Bitonto dopo otto minuti: magistrale punizione di Sirri dai venticinque metri, palo interno e palla in fondo al sacco. De Luca prova subito a recuperare la gara mandando in campo Maglie, Zanghi e Iaia ai posti di Gori, Nives e Franzese, Ragno replica con Caruso e Pozzebon per Agresta e Lattanzio. Il Brindisi prova a spingere, ma il Bitonto gestisce senza correre particolari rischi. Al 75′ ci prova Balzano su punizione, ma Figliola fa buona guardia e blocca. Sembra finita, ma allo scadere il Brindisi trova il pareggio: Sirri atterra in area di rigore Palumbo, il direttore di gara non esita ed indica il penalty. Doppio giallo per il difensore neroverde che abbandona dunque anzitempo il terreno di gioco. Dagli undici metri perfetta esecuzione di Botta che spiazza Figliola e fa 1-1. Vengono concessi 4′ di recupero nella quale non accade praticamente nulla: il Brindisi ferma la corazzata Bitonto e coglie così il terzo risultato utile consecutivo. 

Bitonto, contro il Brindisi gara decisiva per mister Ragno?

Quella di Brindisi in programma domenica pomeriggio potrebbe essere una sfida cruciale per il futuro di Nicola Ragno sulla panchina del Bitonto. Secondo le ultime indiscrezioni raccolte dalla redazione diTUTTOcalcioPUGLIA.com, infatti, la società neroverde potrebbe optare per uno scossone in panchina nel caso in cui dovesse arrivare un altro risultato negativo allo stadio Fanuzzi. Lattanzio e compagni sono reduci da cinque punti conquistati nelle ultime sei partite di campionato (dodicesimo posto in classifica), per Ragno tra tre giorni è un esame da non fallire. Per la successione si fanno i nomi di Dino Bitetto e Valeriano Loseto.

Bitonto, mister Ragno: «Differenza minima col Picerno, se sbagli poi subisci…»

Nicola Ragno, allenatore del Bitonto, ha parlato ai microfoni di Antenna Sud 85 dopo la sconfitta con il Picerno. Ecco le sue dichiarazioni:

“Contro questa squadra le differenze sono minime, ci hanno fatto male sfruttando i nostri errori e in queste gare e così: se sbagli poi subisci. Hanno portato i tre punti anche giocando con esperienza. Noi abbiamo avuto delle occasioni ma dobbiamo essere più concreti, queste squadre concedono poco per cui bisogna segnare quando c’è l’occasione. Oggi nel primo tempo siamo stati meglio del Picerno ma le partite si vincono se fai gol”.

Cade il Bitonto di Ragno: in Puglia fa festa il Picerno

Il Bitonto gioca un discreto primo tempo realizzando alcune tra le azioni più pericolose dell’intera gara, il Picerno, invece, approfitta di due disattenzioni difensive dei padroni di casa per segnare nel secondo tempo, a distanza di soli cinque minuti, le reti che cambieranno definitivamente l’esito del match. Al “Città degli Ulivi” il tabellone finale recita 2-0 per gli uomini di Ginestra, che tornano in Basilicata con tre punti pesantissimi, ottenuti contro una delle compagini più interessanti dell’intero campionato.

Il Bitonto scende in campo con il suo classico 3-5-2: Figliola tra i pali, tridente difensivo con Milani, Petta e Colella; Capece al centro, fiancheggiato dal neo arrivato Biason e da Piarulli, Passaro e Triarico sugli esterni. Lattanzio e Palazzo a comporre la coppia d’attacco.

Il Picerno risponde con un 3-4-1-2: Giuliani in porta, difesa composta da Girasole, Nossa, Ligorio; Oyewale e Stasi sulle fasce, Dettori e Pitarresi centrali; Esposito dietro le due punte Albadoro e Iadaresta.

Al 7’ del primo tempo arriva il primo squillo del match: Capece da fuori area tenta il tiro, ma non riesce ad inquadrare la porta difesa da Giuliani. Tre minuti dopo Palazzo lavora una palla interessante, supera la difesa avversaria e prova il cross verso il centro. A riceverlo, però, non c’è nessuno. Ancora Bitonto al 23’ con il neo acquisto Biason, che dal limite cerca la testa di Palazzo: l’estremo difensore lucano è attento a sventare la minaccia dei neroverdi. Poco dopo l’esterno Triarico calcia una precisa punizione dal lato sinistro del campo, ma Giuliani respinge con sicurezza sopra la traversa.

Qualche istante dopo la mezz’ora il Bitonto è ancora pericoloso: Palazzo recupera palla, vede Biason e gli serve la sfera sui piedi. Il centrocampista argentino prova il bolide da fuori area, ma il suo tiro viene deviato in calcio d’angolo. Al 33′ Pitaressi vuole sorprendere Figliola con un tiro da poco più di venti metri, ma il suo tentativo, sebbene paia molto preciso, termina a pochi centimetri dal palo alla destra dell’estremo difensore neroverde. Cinque minuti dopo punizione da posizione pericolosa per il Picerno: Dettori si incarica della battuta, ma Figliola è attento a respinge coi pugni.

Nella seconda frazione di gara, i ragazzi guidati da Ginestra scendono in campo decisi a riprendere in mano la gara che, fino ad allora, era stata per lo più a tinte neroverdi. Ci riescono prima al quarantasettesimo minuto, con la rete di Albadoro, e poi al cinquantaduesimo con il gol di capitan Esposito. In entrambi i casi gli ospiti sono bravi ad approfittare di due negligenze della difesa bitontina, che lascia troppo spazio agli avversari.

Punteggio sul 2-0 per il Picerno e mister Ragno decide di mutare gli assetti del suo team: entra Di Moguno ed esce Milani e subito dopo Sirri per Triarico. Nonostante gli sforzi della compagine neroverde, i lucani riescono a concedere poco terreno ai padroni di casa, che si rendono realmente pericolosi solo al 79’ con un cross di Montinaro – subentrato a Colella – per Palazzo. L’attaccante del Bitonto, però, non è attento ad insaccare in rete la sfera. AlL’89’ ultimo brivido di giornata con un traversone interessante del giovane Di Modugno verso il centro dell’area ospite, però Giuliani riesce a respingere la palla senza troppe difficoltà.

BITONTO-AZ PICERNO: 0-2

RETI: 48’ Albadoro, 52’ Esposito

U.S. BITONTO: Figliola, Milani (58’ Di Modugno), Passaro (74’ Montinaro), Piarulli, Petta, Colella, Triarico (62’ Sirri), Biason, Palazzo, Capece (55’ Genchi), Lattanzio. A disp. Zinfollino, Mariani, Nannola, Di Cecco, Agresta. All. Ragno.

AZ PICERNO: Giuliani, Nossa, Girasole, Ligorio, Oyewale, Stasi (72’ Matatese), Dettori (67’ Finizio), Pitarresi, Esposito (72’ D’Angelo), Albadoro, Iadaresta. A disp. Summa, Caiazza, Sicuro, Santarcangelo, Guerra, Allegretto. All. Ginestra.

ARBITRO: Gabriele Sacchi (assistenti: Dalijit – Dervishi)

NOTE: ammoniti: Biason (B); Nossa, Esposito e Girasole (P).

RECUPERO: 2’ pt e 6’ st.

ANGOLI: 5-3