Bitonto, il ds Rubini: «Qualche calciatore andrà via»

Leonardo Rubini, ds del Bitonto, è intervenuto ai microfoni ufficiali della società tracciando un bilancio di quella che è stata la campagna acquisti invernale dei neroverdi. Tante le operazioni, concentrate soprattutto a centrocampo, laddove sono giunti Montinaro e Biason:

“Ci siamo mossi soprattutto a centrocampo poiché Capece, seppur non al top, ha tirato la carretta, come si è soliti dire, mentre Agresta e Palmisano sono stati vittime di un infortunio, anche se il primo ora è recuperato. Con Montinaro e Biason riteniamo di essere al completo in quel reparto: riportare Turu in neroverde è stato difficile, anche perché bisognava trattare con la Team Altamura e comprendiamo le loro esigenze”.

Sui recuperi soprattutto lì in avanti, ecco le parole del ds bitontino: 

“Taurino ha avuto un problema muscolare, anche se nel corso della settimana sarà disponibile, per Pozzebon e Genchi si prospettano tempi un po’ più lunghi: il primo ha avuto un trauma osseo, il secondo ha bisogno di recuperare dopo essere uscito malconcio dal match di Cerignola”.

E sul mercato, sia in entrata che in uscita, ecco il Rubini pensiero: 

“Restiamo vigili sul mercato, non è detto che sia chiuso. In uscita, invece, sicuramente faremo qualcosa: siamo troppi over e, a malincuore, qualcuno dovrà andare via perché, soprattutto in questi casi, si rischia di intaccare la stabilità del gruppo”.

Bitonto, Rossiello: «Crediamo ancora in un 2021 davvero speciale…»

La famiglia Rossiello è a capo del calcio bitontino già da qualche anno, prima dando il suo apporto in silenzio e nell’ombra ad una società e ad un gruppo di amici naviganti ormai a vista nell’infido mare del calcio dilettantistico, poi prendendo direttamente e saldamente in mano le redini della situazione. Famiglia Rossiello, abbiamo di proposito principiato, perché è vero che Francesco incarna fin dal primo momento la presidenza di questo New Deal del pallone nostrano, mettendoci la faccia (e non solo…) nella buona e nella cattiva sorte, ma è altrettanto sicuro che alle sue spalle c’è una certezza ancor più solida e tranquillizzante del suo stesso impegno personale: la sua famiglia, appunto.

Il sito ufficiale del club neroverde ha pubblicato una interessante intervia a Giuseppe Rossiello, da questa stagione Presidente onorario del Bitonto Calcio e, soprattutto, orgoglioso pater familias settantatreenne (“Settantatré già compiuti, vado per i settantaquattro, scrivilo senza problemi perché ne sono fiero”), a suo dire poco loquace, simpatizzante juventino e, incredibile ma vero, che non aveva mai messo piede in uno stadio fin quando l’ambizioso Francesco non l’ha coinvolto/travolto nella sua avventura pallonara. “Quella di entrare nel mondo del calcio con la nostra azienda è stata un’iniziativa autonoma di mio figlio. Anzi, ci tengo a dire che le mie idee spesso sono state diverse da quelle di Francesco, in merito al Bitonto Calcio; per tanti aspetti lui vede quest’avventura con occhi differenti dai miei, sarà pure per l’età… Io mi prefiggo tempi e scadenze, ad esempio, lui invece si fa trascinare così tanto dall’entusiasmo che guarda molto oltre, non intende nemmeno immaginarsi alla ‘fine della corsa’, corre e pensa sempre in avanti. Tornando a me, sono abbastanza appassionato di calcio, ma il ‘Città degli Ulivi’ è il primo stadio in cui sono entrato da tifoso. Fino al mese di luglio del 2019, quasi avversavo Francesco e la sua decisione, poiché vedevo questo impegno come tempo sottratto a sé, alla sua famiglia e al lavoro. Quasi un potenziale danno per lui e invece a Camerino, in ritiro, è nato un amore incredibile verso il gruppo-Bitonto Calcio in tutte le sue sfaccettature, anche per me e mia moglie. Da allora, io e mia moglie abbiamo iniziato a frequentare lo stadio tutte le domeniche”, sottolinea subito.

In effetti, da parte di Francesco, qualche piccola bugia bianca a fin di bene e un paio di tranelli concreti sono stati messi in atto in questi anni, pur di avere vicinissimo a sé gli amati genitori anche nell’avventura sportiva oggi caratterizzata da forti tinte neroverdi… Nella suddetta Camerino, ad esempio, ce li mandò con la scusa della vacanza estiva immersa nella sacra quiete dell’ondulato entroterra marchigiano, mentre il coinvolgimento ufficiale di papà Giuseppe, a livello di cariche societarie, è stato possibile grazie ad una voluta “omissione”: “A dire la verità, sapevo solo di essere un socio dell’U.S. Bitonto Calcio, poi sempre più persone hanno iniziato a chiamarmi ‘presidentissimo’, ma pensavo si trattasse esclusivamente di una carineria, un modo di dire dell’ambiente e invece… Io comunque non ho mai letto da nessuna parte che sono il Presidente onorario della squadra, dov’è scritto? Francesco mi ha tenuto all’oscuro di tutto!”, ribadisce con il sorriso sulle labbra. Una volta soddisfatta ogni curiosità, in tempo reale, il sorriso si allarga ancor più di prima e quegli occhi vissuti, resi più espressivi dall’ormai inseparabile, per tutti noi, mascherina protettiva, letteralmente s’illuminano di una toccante felicità, di un pudico orgoglio difficile anche da descrivere.

Parlare con il papà del Presidente del Bitonto Calcio, riavvolgere il nastro della sua vita lavorativa (“Lavoro dall’età di 18 anni. 35 li ho passati in FIAT come caporeparto-quadro, prima a Torino, poi a Lecce e infine a Bari, dove mia moglie ha trascorso una vita da maestra di scuole elementari, al San Paolo, precisamente. Dal 2005 sono in pensione, ma nel frattempo avevo già ampliato all’esterno la mia esperienza professionale in FIAT, ponendo le basi di quella che sarebbe diventata l’azienda di famiglia”), ascoltare i suoi racconti, i modi di fare e pensare ereditati dagli avi, portatori di immarcescibili valori umani, è stato come sedere di fronte a quei nonni che ti fanno rimanere lì impalato a prestare attenzione ad ogni singolo aneddoto, ad ogni singola frase, parola per parola… E come un papà-nonno, in base alla loro età, hanno via via imparato a conoscerlo anche i calciatori, gli uomini, i giovani che hanno vestito la casacca neroverde in questi anni.

“Da quel famoso ritiro di Camerino, dove, vivendo a stretto contatto con la squadra per più giorni di fila, ho imparato ad ‘innamorarmi’ di chi lavora per il Bitonto Calcio, sono abituato a restare in contatto con tutti i calciatori, tramite WhatsApp o chiamandoli direttamente al telefono. Tutti si affezionano subito a me, prim’ancora che a Francesco (ride, ndr), e con ognuno di loro si viene a creare un rapporto che va molto oltre il calcio. Parliamo delle loro famiglie, dei loro bimbi ed è vero che mi trattano e rispettano come un padre o un nonno. Credo che il punto di forza e di debolezza della Famiglia Rossiello sia, allo stesso tempo, proprio questa nostra facilità nell’affezionarci ai ragazzi che lavorano con noi, infatti, lo stesso vale per i dipendenti dell’azienda”, ci racconta a cuore aperto.

Eppure, rendere “sostenibile” la gestione di una società sportiva dilettantistica in un’ottica pluriennale, parallelamente alle attività economiche di famiglia, non è affatto facile. A maggior ragione ai tempi della pandemia, anche se da fuori sembra tutto rose e fiori…

“Nel dilettantismo, a livello monetario, si perde e basta. Ci si guarda allo specchio ad inizio anno e si dice: ‘Quest’anno ci prefissiamo di perdere X mila euro, nella gestione sportiva del Bitonto Calcio’. Le categorie dilettantistiche sono da sempre così e, quest’anno in particolare, noi siamo ancora al timone soprattutto per dare lustro, voce alla città di Bitonto, in cui io e mia moglie affondiamo le radici da generazioni. Anche da un punto di vista gestionale, la Serie C e il professionismo sarebbero molto meglio di una D senza introiti extra-sponsor: dopo il maltolto giudiziario, un altro buon motivo per credere ancora e con più forza nel salto di categoria…”, evidenzia a tal proposito, il dirigente sportivo-imprenditore Giuseppe Rossiello.

L’assist è servito. Impossibile, a questo punto della chiacchierata confidenziale, non parlare della tremenda estate pallonara vissuta dalla squadra, dai tifosi e, ovviamente, da chi sorregge sulle proprie spalle tutta la “giostra” del ludus più amato anche dai bitontini…

“Il raggiungimento sul campo della Serie C ha rappresentato l’apice toccato con mano dalla nostra gestione, anzi, dall’intera storia della nostra città sportiva. Ma, poco dopo, si è trasformato nel momento più drammatico, più duro, che non avrei mai voluto vivere… Ho visto mio figlio giù di morale come mai prima ed è stato proprio allora che mi sono rimboccato nuovamente le maniche e sono sceso ancor più ‘di persona’ in campo, per difendere lui a spada tratta e cercare di far capire ai tifosi, in primis, ma anche a tutti coloro che hanno seguito la vicenda da fuori, che i Rossiello non c’entravano e non c’entrano nulla con quella bruttissima storia. Infatti, siamo ancora qua, con un fortissimo desiderio di riscatto dentro, nonostante gli ‘schiaffi’ presi siano stati tanti ed alcuni molto molto dolorosi… C’è stato un primo momento in cui sembrava ormai inevitabile mollare, lo ammetto, perché sia io che Francesco eravamo troppo abbattuti e ci siamo sentiti umiliati da tanta mala-informazione, addirittura cattiva, in certi casi. Nella nostra famiglia, tuttavia, siamo tutte persone di carattere, come quei calciatori grintosi che non vogliono perdere: non potevamo uscirne sconfitti così, ingiustamente. Per fortuna, siamo altresì persone che riescono a dimenticare in fretta il male subito, ove necessario, e ora non intendo affatto allontanarmi da Francesco, da Bitonto e dal Bitonto”. Qui, un autentico fiume in piena di pensieri e parole, il sig. Rossiello con le sue ferite non ancora del tutto cicatrizzatesi, però non perde mai l’equilibrio, la pace interiore e l’invidiabile capacità di trasmettere sicurezza, serenità a chi gli sta di fronte.

Dopo circa un’ora di amabile conversazione, la doverosa chiusura e i saluti a tutti i concittadini-tifosi, con tanto di auguri per un nuovo anno all’insegna del riscatto, della rinascita e…del Centenario neroverde: “Partiamo proprio dal Centenario, vorremmo tanto festeggiarlo come immaginiamo noi e non aggiungo altro. Ripetersi nello sport è difficile, lo so, ma noi crediamo ancora in un 2021 doppiamente speciale… Poi, che sia o no Serie C, i Cento Anni del Bitonto verranno comunque festeggiati a dovere. Sarà il Centenario di tutti i bitontini, tifosi e non, di chi ha sofferto insieme a noi quest’estate e di chi non segue più il Bitonto da anni. Saluto i lettori, i miei cari concittadini e spero di cuore che il prossimo possa essere un anno diverso dal 2020, con salute, fiducia e serenità per chiunque”.

Bitonto, il presidente onorario Rossiello: «Nel dilettantismo, a livello monetario, si perde e basta»

La Famiglia Rossiello è a capo del calcio bitontino già da qualche anno, prima dando il suo apporto in silenzio e nell’ombra ad una società e ad un gruppo di amici naviganti ormai a vista nell’infido mare del calcio dilettantistico, poi prendendo direttamente e saldamente in mano le redini della situazione. Famiglia Rossiello, abbiamo di proposito principiato, perché è vero che Francesco incarna fin dal primo momento la presidenza di questo New Deal del pallone nostrano, mettendoci la faccia (e non solo…) nella buona e nella cattiva sorte, ma è altrettanto sicuro che alle sue spalle c’è una certezza ancor più solida e tranquillizzante del suo stesso impegno personale: la sua famiglia, appunto.

Abbiamo incontrato e scambiato sul serio “due chiacchiere” – tecnicamente, non la si può nemmeno inquadrare come un’intervista classica, pura – con il sig. Giuseppe Rossiello, da questa stagione Presidente onorario del Bitonto e, soprattutto, orgoglioso pater familias settantatreenne (“Settantatré già compiuti, vado per i settantaquattro, scrivilo senza problemi perché ne sono fiero”), a suo dire poco loquace, simpatizzante juventino e, incredibile ma vero, che non aveva mai messo piede in uno stadio fin quando l’ambizioso Francesco non l’ha coinvolto/travolto nella sua avventura pallonara. “Quella di entrare nel mondo del calcio con la nostra azienda è stata un’iniziativa autonoma di mio figlio. Anzi, ci tengo a dire che le mie idee spesso sono state diverse da quelle di Francesco, in merito al Bitonto Calcio; per tanti aspetti lui vede quest’avventura con occhi differenti dai miei, sarà pure per l’età… Io mi prefiggo tempi e scadenze, ad esempio, lui invece si fa trascinare così tanto dall’entusiasmo che guarda molto oltre, non intende nemmeno immaginarsi alla ‘fine della corsa’, corre e pensa sempre in avanti. Tornando a me, sono abbastanza appassionato di calcio, ma il ‘Città degli Ulivi’ è il primo stadio in cui sono entrato da tifoso. Fino al mese di luglio del 2019, quasi avversavo Francesco e la sua decisione, poiché vedevo questo impegno come tempo sottratto a sé, alla sua famiglia e al lavoro. Quasi un potenziale danno per lui e invece a Camerino, in ritiro, è nato un amore incredibile verso il gruppo-Bitonto Calcio in tutte le sue sfaccettature, anche per me e mia moglie. Da allora, io e mia moglie abbiamo iniziato a frequentare lo stadio tutte le domeniche”, sottolinea subito.

In effetti, da parte di Francesco, qualche piccola bugia bianca a fin di bene e un paio di tranelli concreti sono stati messi in atto in questi anni, pur di avere vicinissimo a sé gli amati genitori anche nell’avventura sportiva oggi caratterizzata da forti tinte neroverdi… Nella suddetta Camerino, ad esempio, ce li mandò con la scusa della vacanza estiva immersa nella sacra quiete dell’ondulato entroterra marchigiano, mentre il coinvolgimento ufficiale di papà Giuseppe, a livello di cariche societarie, è stato possibile grazie ad una voluta “omissione”: “A dire la verità, sapevo solo di essere un socio dell’U.S. Bitonto Calcio, poi sempre più persone hanno iniziato a chiamarmi ‘presidentissimo’, ma pensavo si trattasse esclusivamente di una carineria, un modo di dire dell’ambiente e invece… Io comunque non ho mai letto da nessuna parte che sono il Presidente onorario della squadra, dov’è scritto? Francesco mi ha tenuto all’oscuro di tutto!”, ribadisce con il sorriso sulle labbra. Una volta soddisfatta ogni curiosità, in tempo reale, il sorriso si allarga ancor più di prima e quegli occhi vissuti, resi più espressivi dall’ormai inseparabile, per tutti noi, mascherina protettiva, letteralmente s’illuminano di una toccante felicità, di un pudico orgoglio difficile anche da descrivere.

Parlare con il papà del Presidente del Bitonto Calcio, riavvolgere il nastro della sua vita lavorativa (“Lavoro dall’età di 18 anni. 35 li ho passati in FIAT come caporeparto-quadro, prima a Torino, poi a Lecce e infine a Bari, dove mia moglie ha trascorso una vita da maestra di scuole elementari, al San Paolo, precisamente. Dal 2005 sono in pensione, ma nel frattempo avevo già ampliato all’esterno la mia esperienza professionale in FIAT, ponendo le basi di quella che sarebbe diventata l’azienda di famiglia”), ascoltare i suoi racconti, i modi di fare e pensare ereditati dagli avi, portatori di immarcescibili valori umani, è stato come sedere di fronte a quei nonni che ti fanno rimanere lì impalato a prestare attenzione ad ogni singolo aneddoto, ad ogni singola frase, parola per parola… E come un papà-nonno, in base alla loro età, hanno via via imparato a conoscerlo anche i calciatori, gli uomini, i giovani che hanno vestito la casacca neroverde in questi anni.

“Da quel famoso ritiro di Camerino, dove, vivendo a stretto contatto con la squadra per più giorni di fila, ho imparato ad ‘innamorarmi’ di chi lavora per il Bitonto Calcio, sono abituato a restare in contatto con tutti i calciatori, tramite WhatsApp o chiamandoli direttamente al telefono. Tutti si affezionano subito a me, prim’ancora che a Francesco (ride, ndr), e con ognuno di loro si viene a creare un rapporto che va molto oltre il calcio. Parliamo delle loro famiglie, dei loro bimbi ed è vero che mi trattano e rispettano come un padre o un nonno. Credo che il punto di forza e di debolezza della Famiglia Rossiello sia, allo stesso tempo, proprio questa nostra facilità nell’affezionarci ai ragazzi che lavorano con noi, infatti, lo stesso vale per i dipendenti dell’azienda”, ci racconta a cuore aperto.

Eppure, rendere “sostenibile” la gestione di una società sportiva dilettantistica in un’ottica pluriennale, parallelamente alle attività economiche di famiglia, non è affatto facile. A maggior ragione ai tempi della pandemia, anche se da fuori sembra tutto rose e fiori…

“Nel dilettantismo, a livello monetario, si perde e basta. Ci si guarda allo specchio ad inizio anno e si dice: ‘Quest’anno ci prefissiamo di perdere X mila euro, nella gestione sportiva del Bitonto Calcio’. Le categorie dilettantistiche sono da sempre così e, quest’anno in particolare, noi siamo ancora al timone soprattutto per dare lustro, voce alla città di Bitonto, in cui io e mia moglie affondiamo le radici da generazioni. Anche da un punto di vista gestionale, la Serie C e il professionismo sarebbero molto meglio di una D senza introiti extra-sponsor: dopo il maltolto giudiziario, un altro buon motivo per credere ancora e con più forza nel salto di categoria…”, evidenzia a tal proposito, il dirigente sportivo-imprenditore Giuseppe Rossiello.

L’assist è servito. Impossibile, a questo punto della chiacchierata confidenziale, non parlare della tremenda estate pallonara vissuta dalla squadra, dai tifosi e, ovviamente, da chi sorregge sulle proprie spalle tutta la “giostra” del ludus più amato anche dai bitontini…

“Il raggiungimento sul campo della Serie C ha rappresentato l’apice toccato con mano dalla nostra gestione, anzi, dall’intera storia della nostra città sportiva. Ma, poco dopo, si è trasformato nel momento più drammatico, più duro, che non avrei mai voluto vivere… Ho visto mio figlio giù di morale come mai prima ed è stato proprio allora che mi sono rimboccato nuovamente le maniche e sono sceso ancor più ‘di persona’ in campo, per difendere lui a spada tratta e cercare di far capire ai tifosi, in primis, ma anche a tutti coloro che hanno seguito la vicenda da fuori, che i Rossiello non c’entravano e non c’entrano nulla con quella bruttissima storia. Infatti, siamo ancora qua, con un fortissimo desiderio di riscatto dentro, nonostante gli ‘schiaffi’ presi siano stati tanti ed alcuni molto molto dolorosi… C’è stato un primo momento in cui sembrava ormai inevitabile mollare, lo ammetto, perché sia io che Francesco eravamo troppo abbattuti e ci siamo sentiti umiliati da tanta mala-informazione, addirittura cattiva, in certi casi. Nella nostra famiglia, tuttavia, siamo tutte persone di carattere, come quei calciatori grintosi che non vogliono perdere: non potevamo uscirne sconfitti così, ingiustamente. Per fortuna, siamo altresì persone che riescono a dimenticare in fretta il male subito, ove necessario, e ora non intendo affatto allontanarmi da Francesco, da Bitonto e dal Bitonto”. Qui, un autentico fiume in piena di pensieri e parole, il sig. Rossiello con le sue ferite non ancora del tutto cicatrizzatesi, però non perde mai l’equilibrio, la pace interiore e l’invidiabile capacità di trasmettere sicurezza, serenità a chi gli sta di fronte.

Dopo circa un’ora di amabile conversazione, la doverosa chiusura e i saluti a tutti i concittadini-tifosi, con tanto di auguri per un nuovo anno all’insegna del riscatto, della rinascita e…del Centenario neroverde: “Partiamo proprio dal Centenario, vorremmo tanto festeggiarlo come immaginiamo noi e non aggiungo altro. Ripetersi nello sport è difficile, lo so, ma noi crediamo ancora in un 2021 doppiamente speciale… Poi, che sia o no Serie C, i Cento Anni del Bitonto verranno comunque festeggiati a dovere. Sarà il Centenario di tutti i bitontini, tifosi e non, di chi ha sofferto insieme a noi quest’estate e di chi non segue più il Bitonto da anni. Saluto i lettori, i miei cari concittadini e spero di cuore che il prossimo possa essere un anno diverso dal 2020, con salute, fiducia e serenità per chiunque”. Ci associamo al 100%. Che il countdown abbia inizio…!

Mister Rufini (Manfredonia 1932): “Gli equilibri creati non si spezzano”

A distanza di qualche mese ed in prossimità della fine dell’anno e di metà stagione, si concede nuovamente ai microfoni il tecnico calabrese Danilo Rufini e, per motivi legati all’emergenza, anche stavolta via sms:

“I ragazzi stanno svolgendo i vari lavori assegnati in maniera individuale, in quanto non è possibile riunirsi. Ognuno di loro ha un training diverso e bisogna prestare molta attenzione alle predisposizioni fisiche di ogni ragazzo, quindi il progetto rimane quello e va difeso”.

Anche i rapporti interpersonali non devono essere trascurati del tutto

“Ci sentiamo ogni giorno sul gruppo Whatsapp per non perdere il ritmo, spero che al più presto ci ritroveremo per recuperare tutto. L’obbiettivo non è mai stato perso di vista da ognuno di noi ed io personalmente voglio prendermi l’incarico, in quanto mister, di assicurarmi che ciò avvenga da ognuno. Non si può riprodurre in questo modo la stessa sintonia di gruppo, però. Questa situazione potrebbe rovinare la compattezza  creata precedentemente? Io spero di no, in realtà tutti vorremmo che ciò non accada. Anzi, mi auguro che ciò possa rafforzare i legami una volta riuniti”.

Potrebbe sembrare un paradosso, ma può darsi che la voglia di riprendere ciò che si è lasciato possa aumentare il clima sereno presente in precedenza. Durante questi mesi, per fortuna, sono stati superati i vari affaticamenti e problemi fisici di alcuni (comunque lievi fin dal principio, ndr), facilitando così l’allenamento a distanza, considerando che in caso contrario ci sarebbero stati dei programmi differenti e più articolati, se non temporalmente più lunghi.

Per non creare scompigli o false speranze, non si ipotizza nessuna data di ripresa viste le continue variazioni di norma adottate dal governo in base alla situazione. Il mister, comunque, in nome di tutta la squadra, augura buon feste a tutti i tifosi e alla cittadina sipontina, sperando che l’anno prossimo sia decisamente migliore del passato.

Michela Rinaldi

Bitonto, il neo arrivo Palazzo: «Voglio vincere nella mia città»

“Ringrazio il presidente Rossiello, il direttore Rubini e mister Ragno che hanno dimostrato di volermi a tutti i costi – sono le prime dichiarazioni di Palazzo al sito ufficiale del Bitonto – “con mister Ragno ho già vinto un campionato di Eccellenza a Nardò e una Coppa Italia Regionale di Eccellenza a Bisceglie, spero davvero di tornare a vincere assieme a lui. E vorrei farlo nella mia città, sono andato via anni fa che ero un ragazzino e ora torno più maturo, con maggior esperienza. Voglio pensare solo al presente e al futuro coi colori della mia città”.

“Sono a disposizione del mister da subito, non vedo l’ora di indossare la maglia della mia Bitonto – ha concluso -. Da bitontino cercherò di portare nello spogliatoio il rispetto dei valori neroverdi e verso la Città, l’attaccamento alla maglia in questo anno storico in cui si celebrano i Cento Anni di calcio bitontino”.

Bitonto, mister Ragno: «Abbiamo ampi margini di miglioramento»

Nicola Ragno, tecnico del Bitonto, ai canali ufficiali del club ha commentato così il successo contro il Portici:

“Una vittoria sofferta per il risultato, perché potevamo fare qualche gol in più, ma meritata. Abbiamo creato tante occasioni da gol e sull’unica disattenzione abbiamo subito il pareggio nel finale di primo tempo. Nella ripresa siamo entrati in campo cattivi e si è vista la voglia di portare a casa i tre punti. A livello fisico i ragazzi non hanno sofferto, perché avevamo alzato l’asticella durante la settimana; a livello tattico, a volte siamo stati precipitosi e qualcosa dovremo correggerla. Ma oggi mi tengo stretto la prestazione e il punteggio finale, consapevoli che ci sono ampi margini di miglioramento”.

Petta “incorna” il Portici in pieno recupero. È 2-1 Bitonto

Stop&Go Bitonto. Nel giorno in cui è calato il sipario su uno dei Mondiali di F1 più sbiaditi della storia (soprattutto per gli amanti del colore Rosso…), i neroverdi allenati da Nicola Ragno si sono resi protagonisti di una ripartenza dai box tanto sofferta quanto fondamentale per provare a ridisegnare il cammino di un Campionato fin qui in chiaroscuro ma che, dopo il mese e mezzo di pausa forzata, non può più concedere dubbi su quelle che dovranno essere, a partire da oggi, non solo le ambizioni ma anche le risposte concrete sul campo di una rosa e di un condottiero dai valori assoluti indiscutibili.   

La cronaca del match.
Mister Ragno schiera in partenza i suoi ragazzi ancora una volta con il consueto 3-5-2 di questo inizio di stagione, affidandosi a Figliola tra i pali; terzetto difensivo over composto da Petta, Sirri ColellaTriarico e Nannola sugli esterni, Mariani, Capece (capitano di giornata) e Piarulli a comporre la diga di centrocampo. Davanti Taurino e Genchi, al suo esordio stagionale dal primo minuto. In panchina, il recuperato Lattanzio e la fresca new entry Montinaro.

Domenico Panico risponde con un Undici speculare così composto: Schaeper, Savarise, Donnarumma, Nappo, Arpino, Bisceglia, De Luca Gentile, Guadagni, Prisco, Carnevale, Maione.

Quasi allo scoccare esatto del sesto minuto di gioco, il primo squillo neroverde. Bel dialogo nello stretto, al limite dell’area di rigore avversaria, fra l’estroso Taurino e Beppe Genchi, il quale fa partire un sinistro secco ma centrale che l’estremo difensore campano non blocca, respingendo comunque la minaccia nemica. Cinque minuti dopo, lo stesso Genchi incorna sul bel cross dalla sinistra di Taurino, però l’ultimo difensore ospite si sostituisce al suo compagno con il n. 1 sulla schiena e “para” di testa sulla linea di porta la conclusione aerea del centravanti ex Taranto. Sugli sviluppi della medesima azione offensiva bitontina, prima Piarulli e poi Triarico spaventano non poco, con due conclusioni dalla media distanza, il bravo Schaeper.

Minuto 17: botta dalla notevole distanza di Giorgio Capece. Traiettoria centrale ma insidiosa che il portiere in “maglia West Ham” alza sul montante; al 33’ ancora il centrocampista marchigiano ci prova da lontano con il suo destro educatissimo. Palla di poco fuori misura.

Al 40’ la beffa che non t’aspetti. Corner Portici e inzuccata risolutiva del cannoniere campano Maione, già al suo sesto centro personale in Campionato, scaltro e coraggioso nell’anticipare difensori e Figliola (proteso in timida uscita) per il vantaggio dei suoi.

L’ultimo squillo della prima frazione di gioco porta la firma di Vittorio Triarico, tornato propositivo e ficcante come spesso riuscitogli in carriera, dopo un inizio di stagione anche per lui complicato: punizione calciata dal vertice sinistro dell’area di rigore, rispetto al fronte offensivo del Bitonto, e Schaeper ancora una volta dimostra di non fidarsi della presa definitiva respingendo a pugni stretti il tentativo su piazzato.

Si chiude così un primo tempo beffardo per i padroni di casa, dominanti in campo sia da un punto di vista “territoriale” (con un possesso palla rasentante il 65%) sia delle occasioni create, eppure sotto di un gol. 

La ripresa si apre con gli stessi ventidue protagonisti in campo, nonché con il canovaccio agonistico già visto nel corso dei primi 45 minuti di gioco: Bitonto in avanti, Portici ordinato e attento, sempre pronto a sfruttare eventuali ripartenze, gioco maschio – ma sostanzialmente corretto da entrambe le parti – accentuato a vista d’occhio da un terreno di gioco e da un clima piuttosto british.

Il primo reale pericolo neroverde arriva dalla bandierina di fondo campo, a ridosso del 14’, con un colpo di testa schiacciato in modo fin troppo accademico dal difensore-goleador Petta: rimbalzo alto e sfera oltre la traversa. È il preludio del pareggio bitontino. Circa un minuto dopo, infatti, altro corner neroverde battuto magistralmente da Triarico e bomber Genchi si fa trovare puntuale al suo appuntamento preferito, sul secondo palo. Frustata di testa quasi indisturbato con Schaeper finito in rete assieme alla palla spentasi nell’angolino basso alla sua destra.

21’: Taurino si mette in mostra nella sua ormai canonica giocata offensiva e per poco non bissa Francavilla… Partenza decisa da sinistra, “rientro” sul piede amico e parabola a giro deliziosa imprecisa non di molto.

31’: Ragno getta nella mischia per l’assalto finale Di Modugno e Montinaro, con il primo abbassato a fare il braccetto di destra ed il secondo al suo esordio immediato alla corte di mister Ragno e del patron Rossiello.

39’: dopo due minuti di conciliaboli, proteste e spintarelle varie in barriera, lo specialista Sirri s’incarica di battere una ghiotta punizione dal limite; cuoio deviato dal muro biancazzurro che finisce la sua corsa oltre la traversa.

Triarico da fuori e un paio di corner ben battuti “rischiano” di trasformare il cielo grigio su Bitonto in un arcobaleno da tre punti sul Bitonto, ma l’appuntamento con l’apoteosi neroverde è rimandato di qualche minuto…

Al primo dei sette minuti di recupero concessi dal direttore di gara, Petta in proiezione offensiva non riesce (ancora) a tradurre in rete l’ennesimo calcio d’angolo locale della ripresa. Colpo di testa appena accennato, ma è solo una questione di secondi: proprio lui, il n. 5 con il 9 stampato nell’anima, trasforma in gol il dodicesimo corner totale del pomeriggio battuto dai padroni di casa. Triarico assist – Petta da 3.

Nei minuti finale da segnalare l’ingresso in campo di Dicecco, che raggiunge così quota 500 presenze in carriera. Un traguardo straordinario, celebrato con una maglia da parte di tutta la squadra.

Sirena finale e testa a Cerignola (trasferta spesso da bollino rosso, nella storia del Bitonto Calcio…), per dare continuità ad un gioco che probabilmente avrà bisogno di ancora un po’ di tempo per divenire brillante, ma che oggi ha regalato un’adrenalinica iniezione di fiducia e sprone ad una creatura programmata per far parlar bene di sé.  

E fu così che la Giornata Uggiosa al “Città degli Ulivi”, per dirla alla Mogol-Battisti, divenuta ben presto decisamente piovosa, si trasformò nella più splendente domenica calcistica di questo scorcio finale di 2020…

7^ GIORNATA CAMPIONATO SERIE D – GIRONE H
BITONTO – PORTICI 2 – 1
Reti: 40’ pt Maione, 15’ st Genchi, 47’ st Petta

BITONTO: Figliola, Nannola (25’ st Passaro), Colella (31’ st Montinaro), Mariani (31’ st Di Modugno), Petta, Sirri, Triarico, Capece (C), Genchi (49’ Di Cecco), Taurino (37’ st Lattanzio), Piarulli.
A disp.: Zinfollino, Gallo, Tedone, Caruso. All. Ragno

PORTICI: Schaeper, Savarise, Donnarumma (19’ st Marigliano), Nappo (C), Arpino, Bisceglia, De Luca Cicale (45’ st Cassitto), Guadagni (41’ st De Martino), Prisco, Carnevale, Maione.
A disp.: Spina, Annunziata, Petrosino, Arezzo, D’Acunto. All. Panico

Arbitro: Gandino (Alessandria). Assistenti: Mascali (Paola) e Chiarillo (Moliterno)
Ammoniti: Petta, Genchi (B), Carnevale, De Luca Cicale (P)
Note: espulso l’allenatore del Portici, Panico, al 18’ del secondo tempo.
Minuti di recupero: 1’ pt – 7’ st; calci d’angolo 12 – 2.

Bitonto, partitella in famiglia per i ragazzi di Ragno

È stato un giovedì dedicato ad una partitella in famiglia a ranghi misti con la Juniores per il Bitonto, con mister Nicola Ragno che ha sperimentato sul campo le soluzioni che serviranno per affrontare la sfida di domenica al “Città degli Ulivi” contro il Portici, gara che segnerà il ritorno in campo dei neroverdi dopo un mese di sosta.

Il tecnico molfettese ha provato due moduli di gioco differenti variando le idee tattiche in vista della sfida contro la formazione campana.

Domani pomeriggio si torna a lavorare, con una seduta pomeridiana, la penultima prima della partita di domenica.

LND, rimodulato il calendario della serie D: si finisce il 6 giugno. Le nuove date

Con la ripresa della stagione regolare fissata per domenica 13 dicembre, con le partite della 7^ giornata (la 9^ per i gironi A e C) che avrebbero dovuto disputarsi lo scorso 8 novembre, il Dipartimento Interregionale ha rimodulato date e giornate del calendario.

Il giro di boa della Serie D è fissato per il 14 (gironi A e C) e per il 21 febbraio (tutti gli altri gironi), il Campionato si concluderà il 6 giugno. Ecco i nuovi turni infrasettimanali che coinvolgeranno tutti i gironi: 6 gennaio3 e 24 febbraio14 aprile. I gironi A e C a venti squadre disputeranno altre due giornate, mercoledì 20 gennaio e 5 maggio.  

Confermate le altre date già comunicate ad inizio stagione. Per le festività natalizie la 9^ giornata (l’11^ per i gironi A e C) è anticipata dal 27 al 23 dicembre. Stesso discorso per la domenica di Pasqua, la 7^ di ritorno (la 9^ per A e C) è anticipata da domenica 4 a giovedì 1 aprile. Il 14 marzo tutto il campionato osserverà un turno di riposo per la partecipazione della Rappresentativa D alla Viareggio Cup. Fino al 24 ottobre le gare inizieranno alle 15.00, dal 25 ottobre al 27 marzo prenderanno il via alle 14.30, dal 28 marzo all’8 maggio alle 15.00, dal 9 maggio fino alla fine della stagione il calcio d’inizio è fissato alle 16.00.

Il riassunto del nuovo calendario

2020
13 dicembre 7^ giornata (9^ Gironi A e C)
20 dicembre 8^ giornata (10^ Gironi A e C)
23 dicembre (mercoledì) 9^ giornata (11^ Gironi A e C)
2021
6 gennaio (mercoledì) 10^ giornata (12^ Gironi A e C)
10 gennaio 11^ giornata (13^ Gironi A e C)
17 gennaio 12^ giornata (14^ Gironi A e C)
20 gennaio (mercoledì) 15^ Gironi A e C
24 gennaio 13^ giornata (16^ Gironi A e C)
31 gennaio 14^ giornata (17^ Gironi A e C)
3 febbraio (mercoledì) 15^ giornata (18^ Gironi A e C)
7 febbraio 16^ giornata (19^ Gironi A e C)
Ritorno Gironi A e C
14 febbraio 
17^ giornata (1^ ritorno Gironi A e C)
Ritorno tutti i gironi
21 febbraio 1^ giornata (2^ Gironi A e C)
24 febbraio (mercoledì) 2^ giornata (3^ Gironi A e C)
28 febbraio 3^ giornata (4^ Gironi A e C)
7 marzo 4^ giornata (5^ Gironi A e C)
21 marzo 5^ giornata (6^ Gironi A e C)
28 marzo 6^ giornata (7^ Gironi A e C)
1 aprile (giovedì) 7^ giornata (8^ Gironi A e C)
11 aprile 8^ giornata (9^ Gironi A e C)
14 aprile (mercoledì) 9^ giornata (10^ Gironi A e C)
18 aprile 10^ giornata (11^ Gironi A e C)
25 aprile 11^ giornata (12^ Gironi A e C)
2 maggio 12^ giornata (13^ Gironi A e C)
5 maggio (mercoledì) 14^ Gironi A e C
9 maggio 13^ giornata (15^ Gironi A e C)
16 maggio 14^ giornata (16^ Gironi A e C)
23 maggio 15^ giornata (17^ Gironi A e C)
30 maggio 16^ giornata (18^ Gironi A e C)
6 giugno 17^ giornata (19^ Gironi A e C)

UFFICIALE, LND Puglia comunica le date per recuperi e ripartenze.

Si è riunito in call questa mattina il Consiglio Direttivo della LND Puglia. Si è fatto il punto della ripartenza del calcio dilettantistico pugliese e sono state fissate le date per la ripartenza.

Queste le decisioni, comunicate attraverso il portale lndpuglia.it.

Le due settimane successive al 15 gennaio 2021 (alla scadenza dell’ultimo DPCM sul Coronavirus) saranno dedicate alla ripresa degli allenamenti collettivi delle squadre dilettantistiche e giovanili, al fine di consentire alle Società affiliate di avvicinarsi gradualmente alla ripresa dell’attività ufficiale stabilita per la fine del mese di gennaio 2021 nel rispetto dei protocolli sanitari.

Le gare di recupero dei campionati regionali dilettantistici e giovanili di Calcio a 11 saranno disputate domenica 31 gennaio e giovedì 4 febbraio 2021. Sabato 6 febbraio 2021 avrà inizio il Campionato Regionale Juniores, mentre domenica 7 febbraio 2021 toccherà ai Campionati Provinciali di Terza Categoria. Nella stessa data ripartirà tutta l’attività ufficiale con la ripresa dei campionati dilettantistici e giovanili proseguendo dalla giornata in cui erano stati sospesi.

Non ancora sciolte le decisioni sul calcio a 5.

Non appare superfluo precisare che le date fissate potranno subire modifiche alla luce di un diverso e malaugurato peggioramento della situazione epidemiologica legata al Covid 19.

Bitonto, Gallo: «Periodo un po’ pesante per tutti, non siamo sereni»

Voglia di emergere e dimostrare il proprio valore in casa Bitonto da parte del difensore siciliano classe 2000, Mirko Gallo.

«Questa “preparazione” sta andando più che bene, sicuramente è un periodo un po’ pesante per tutti quanti perché manca il calcio giocato e soprattutto non rende sereni la situazione generale. Ma con la sospensione del campionato, stiamo avendo comunque la possibilità per fortuna di poterci allenare ogni giorno, stiamo crescendo tantissimo sia mentalmente che fisicamente. Abbiamo uno staff tecnico che ci insegna tanto, ci mettono tanta buona volontà ogni giorno soprattutto coi noi under. Dentro lo spogliatoio si respira aria positiva e che fa bene, i grandi ti aiutano, ti stanno vicino. Fisicamente sto bene, ho superato una piccola botta nei giorni scorsi ed ora mi sento pronto».

Bitonto, Pepe: «Qui non viene lasciato nulla al caso»

Salterà la ripresa col Portici causa turno di squalifica da scontare dopo l’espulsione di Francavilla, ma Vincenzo Pepe è ugualmente pronto e carico per tornare in campo. E mette in campo, e non solo, tutta la sua esperienza.

«Questi allenamenti stanno procedendo bene, direi alla grande, finalmente abbiamo potuto lavorare in maniera regolare, cosa che non abbiamo fatto all’inizio quando per di più eravamo una squadra completamente nuova – ha evidenziato il trequartista campano –. Era necessario avere il tempo per conoscerci. Col prof. Acella stiamo lavorando molto fisicamente, ci monitora con i GPS messi a disposizione dalla società, inoltre c’è molta attenzione alla nutrizione di ciascuno di noi. Non viene lasciato nulla al caso, si fanno le cose come si deve e la società ci sta mettendo tutto a nostra disposizione».

«Già conoscevo mister Ragno e mister Alberga dai tempi di Potenza, so come lavorano, affrontano in modo maniacale anche il singolo allenamento, non lasciano nulla al caso – ha aggiunto Pepe –. Abbiamo lavorato molto sulla tattica, proprio per conoscere le caratteristiche di ogni compagno. E abbiamo lavorato tanto a livello mentale, non possiamo permetterci più di farci trovare impreparati come accaduto con l’atteggiamento avuto a Francavilla. Quella partita ci vede servire da lezione, abbiamo toppato e speriamo di averlo capito. Non si possono più fare questi errori, in Serie D nessuno ti regala niente. Anche le partite che sembrano le più scontate nascondono il pericolo sempre dietro l’angolo».

«Il gruppo migliora giorno dopo giorno, è composto da bravi ragazzi e questo ci porterà presto a diventare una squadra – ha concluso –. Sarà importante perché il gruppo deve fare la differenza, col gruppo si vincono le partite. Prima questa squadra farà quadrato e prima ci toglieremo delle grosse soddisfazioni. Personalmente sto molto bene e una volta scontata la squalifica, mi farò trovare pronto quando il mister deciderà di chiamarmi in causa».

Tegola Bitonto: bomber Pozzebon sottoposto ad intervento chirurgico

Brutta tegola per il Bitonto. Il club neroverde sarà costretto a fare a meno, per i prossimi tempi, del suo bomber Demiro Pozzebon che ieri si è sottoposto ad un intervento chirurgico di riduzione e sintesi della frattura della clavicola, rimediata in allenamento nei giorni scorsi.

L’intervento, eseguito da prof. Vincenti al Policlinico di Bari, è perfettamente riuscito. Ora Pozzebon dovrà sottoporsi ad un periodo di riposo e riabilitazione, con l’auspicio di rivederlo nuovamente in campo tra una ventina di giorni.

Bitonto, Passaro: «Questo periodo ci permetterà di crescere ancor di più l’intesa»

Questi giorni di allenamenti sono fondamentali in casa Bitonto anche per quegli elementi giunti nella parte finale di mercato, per integrarsi al meglio negli schemi di mister Nicola Ragno. Come nel caso dell’esterno under Mattia Passaro.

«Queste settimane stanno procedendo alla grande – ha commentano il classe 2002 campano –, permetteranno a tutti noi di ritornare in campo nei migliori dei modi, ma soprattutto ci permetterà di crescere ancor di più l’intesa che già c’è in questo momento, sia con la squadra, con lo staff che con la società. Speriamo davvero che questo brutto periodo finisca nel migliore dei modi».

Bitonto, Colella: «Questo gruppo diventa sempre più granitico»

La sosta forzata del campionato di Serie D, necessaria per recuperare le gare rinviate nelle scorse settimane causa emergenza Covid-19, può rappresentare un momento importantissimo per recupere la condizione fisica migliore per quei giocatori che si sono dovuti talvolta fermare per via di alcune noie muscolari. Come nel caso di Danilo Colella, perno della difesa neroverde nello scorso anno, riconfermato anche nella corrente stagione.

«Sto meglio decisamente, anche perché non ci siamo mai fermati, stiamo lavorando bene da un punto di vista fisico e stiamo sfruttando questo periodo per recuperare il ritardo di avvio stagione – ha analizzato il difensore barese –. Stiamo rivedendo anche alcune situazioni tattiche, stiamo facendo lavori atletici specifici e ben mirati per provare a colmare il più possibile il gap dalle altre squadre. Inevitabilmente il gruppo cresce giorno dopo giorno, eravamo già un gruppo solido sin dalle prime battute ma man mano, stando sempre più insieme e conoscendoci meglio giorno dopo giorno, è evidente che questo gruppo diventa sempre più granitico, unito ed affiatato anche con lo tutto lo staff tecnico, per perseguire un obiettivo comune, quello di dimostrare la nostra forza ed il nostro valore».

Spadafora annuncia: via il vincolo sportivo

È in corso in questi minuti la conferenza stampa del ministro dello sport, Vincenzo Spadafora, che sta illustrando la nuova riforma dello sport voluta fortemente dal suo dicastero.

È arrivato l’annuncio tanto temuto dalle società: «l’abolizione del vincolo sportivo, ovviamente non a partire dalla prossima stagione». Come risarcimento per le società ci sarebbero dei premi di formazione da corrispondere ai club in cui il giovane atleta cresce.

Per i non addetti ai lavori, il “vincolo sportivo” è il rapporto che si crea tra un atleta dilettante ed una società con il tesseramento. Il vincolo di tesseramento tra società dilettantistica detentrice del cartellino e calciatore dura dal compimento dei 16 anni fino al compimento dei 25 anni. Per essere “libero” di cambiare squadra al 30 giugno di ogni anno, un calciatore deve firmare lo “svincolo per accordo” con la società. In altri termini attualmente, al di fuori degli svincoli eccezionali (per inattività, per trasferimento, etc) il calciatore può svincolarsi solo con il consenso della società di appartenenza. Dopo i 25 anni, il calciatore può chiedere autonomamente alla Federazione di essere svincolato d’ufficio ogni anno.

Con la riforma voluta da Spadafora, quindi, i giovani dilettanti sarebbero quindi liberi artefici del proprio destino calcistico. Le società rischierebbero ogni anno, invece, di perdere pezzi senza il loro consenso.

Seguiranno aggiornamenti.

Caso Picerno-Bitonto: deferita società lucana e quattro tesserati

I deferimenti riguardano il tentativo di alterare il regolare svolgimento della gara con il Bitonto, decisiva per la classifica finale del Campionato di Serie D stagione 2018/2019

Il Procuratore Federale, esaminati gli atti e valutate le risultanze dell’istruttoria espletata, ha deferito al Tribunale Federale Nazionale Vincenzo Mitro (all’epoca dei fatti direttore generale della società AZ Picerno), Domenico Giacomarro (all’epoca dei fatti allenatore tesserato per la società AZ Picerno), Nicola Tramutola (all’epoca dei fatti allenatore in seconda tesserato per la società AZ Picerno) e Pietro Chiaradia (all’epoca dei fatti soggetto che svolgeva attività nell’interesse della società AZ Picerno) per aver posto in essere atti diretti ad alterare il regolare svolgimento e il conseguente risultato finale della gara Picerno – Bitonto, disputata in data 05/05/2019 e valevole per la determinazione della classifica finale del Girone H del Campionato di Serie D.

La società è stata deferita a titolo di responsabilità oggettiva in ordine agli addebiti contestati ai propri tesserati.

Per consultare il deferimento qui

Bitonto, Palmisano costretto a diversi mesi di stop

L’U.S. Bitonto Calcio comunica che nei giorni scorsi il calciatore Alessio Palmisano si è sottoposto ad intervento chirurgico per la ricostruzione del legamento crociato anteriore del ginocchio destro, infortunatosi in occasione della gara contro il Lavello, disputatasi lo scorso 25 ottobre.

L’intervento, eseguito ad Arezzo dal prof. Giuliano Cerulli, è perfettamente riuscito.

Il calciatore ora si sottoporrà ad un periodo di riabilitazione e di recupero con l’auspicio di rivederlo in campo tra 3-4 mesi.

Bitonto, Iurino: «Il portiere di oggi diventa il primo attaccante…»

Proseguono senza sosta gli allenamenti in casa Bitonto: doppia seduta anche ieri per i neroverdi. Un giovedì iniziato in palestra per i leoncelli, che si sono sottoposti ad un lavoro di potenziamento fisico. Al pomeriggio tutti sul terreno di gioco, per dedicarsi a partitelle a tema a livello tattico sui possessi palla, sempre sotto gli occhi attenti e le indicazioni ben precise di mister Nicola Ragno e del suo staff.

Oggi, sabato e domenica previste solo una seduta giornaliera, al mattino.

Intanto focus sul lavoro dei portieri, agli ordini di mister Gianni Iurino«Stiamo lavorando molto sulla forza e sulla tecnica podalica, sulla palla indirizzata, stiamo lavorando tanto con i piedi perché oggi ai portieri viene chiesto di partecipare sempre più alla manovra della squadra e non solo nello stare tra i pali – ha analizzato il preparatore dei numeri uno neroverdi –. Il portiere di oggi diventa il primo attaccante quando ha la palla, sia con le mani che con i piedi. Certo, ci stiamo esercitando sulla forza esplosiva, sulle palle alte, sulla reattività, sulla presenza tra i pali, sulle situazioni tattiche da prevedere. Sperimentando sempre nuovi esercizi. Cosa che è possibile fare perché ho la fortuna di poter lavorare coi migliori portieri della Serie D, Antonio Figliola e Gigi Zinfollino, due portieri importanti per la categoria e non solo, mentre i due più piccoli, Angelo Ippolito e Francesco Manzi (aggregatosi dalla Juniores, ndr), hanno ampi margini di crescita».

Bitonto, Piarulli: «Siamo in crescita, proviamo le giocate che ci chiede il mister»

La pausa forzata con la sospensione temporanea del campionato di Serie D a causa dell’emergenza sanitaria Covid-19, sta rappresentando un momento strategico per il futuro del Bitonto, che sta usufruendo di queste settimane senza calcio giocato per allenarsi e recuperare quel tempo perso in estate, quando la partenza in forte ritardo non ha portato la squadra a svolgere regolarmente la preparazione precampionato. Ma non solo, perché questo è il momento anche per conoscersi meglio, nello spogliatoio e nelle idee e negli schemi di mister Nicola Ragno.

Dell’importanza di questi giorni di lavoro ha Savio Piarulli, centrocampista under 2001, alla sua terza stagione bitontina.

“Gli allenamenti stanno procedendo nel complesso molto bene – ha analizzato Piarulli –, sappiamo che questo è un momento molto importante per noi perchè in queste settimane stiamo crescendo da un punto di vista fisico e stiamo provando le giocate che ci chiede il mister. Proveremo a farci trovare pronti non appena il campionato riprenderà il suo cammino, spero il prima possibile. Stiamo dimostrando di essere un gruppo vivo, che sta seguendo attentamente lo staff tecnico e sta lavorando seriamente, in un bel clima”.

Bitonto, Dicecco: «Stiamo sfruttando al massimo questo periodo forzato di pausa»

La pausa forzata con la sospensione temporanea del campionato di Serie D a causa dell’emergenza sanitaria Covid-19, sta rappresentando un momento strategico per il futuro del Bitonto, che sta usufruendo di queste settimane senza calcio giocato per allenarsi e recuperare quel tempo perso in estate, quando la partenza in forte ritardo non ha portato la squadra a svolgere regolarmente la preparazione precampionato. Ma non solo, perché questo è il momento anche per conoscersi meglio, nello spogliatoio e nelle idee e negli schemi di mister Nicola Ragno.

Dell’importanza di questi giorni di lavoro ne è consapevole il centrocampista Domenico “Mimmo” Dicecco, tra i veterani e più esperti del gruppo neroverde e tra i primi a sposare il progetto neroverde.

“Stiamo sfruttando al massimo questo periodo forzato di pausa per mettere benzina nelle gambe e trovare i giusti meccanismi di squadra – ha dichiarato –. Siamo partiti tardi e, non avendo fatto un vero e proprio ritiro precampionato, stiamo recuperando in questi giorni. Speriamo però di ricominciare al più presto e tornare sui campi di calcio anche la domenica, perché è la cosa che più ci manca”.

Conto Corrente UniCredit My Genius: bonus di benvenuto di 150€

Navigando sul web sono venuto a conoscenza della nuova iniziativa Unicredit per i nuovi clienti ed ho pensato di rigirarvela.
Aprendo on line, entro il 31/12/2020, un conto corrente My Genius ed inserendo il codice Amico iJzNh9v potrai beneficiare di un bonus di 150€.

L’iniziativa, come dicevo, è riservata ai nuovi Clienti, cioè a chi non è attualmente titolare di conto corrente UniCredit e/o buddybank, del servizio di Banca Multicanale, di Genius Card e/o di altre carte del Gruppo UniCredit.
Non sono nuovi Clienti e pertanto non sono inclusi nell’iniziativa coloro che siano stati titolari di conto UniCredit o buddybank a far data dal 01/01/2019 anche se chiuso nel frattempo.

Per apertura conto on line s’intendono le richieste di apertura conto on line dal 01 ottobre 2020 al 31 dicembre 2020 inclusi.

Aprendo on line, entro il 31/12/2020, un conto corrente My Genius ed inserendo il codice Amico iJzNh9v potrai beneficiare di un bonus di 150€, inoltre il canone mensile di 3€ per la tenuta del conto corrente non verrà addebitato

Insaerisci il codice Amico iJzNh9v

Apri online il conto corrente My Genius e scopri come ricevere 150€

Bonus 150 euro: come fare per averlo e quando si riceverà
L’iniziativa lanciata dalla Unicredit Banca del bonus netto di 150 euro sul proprio conto corrente (quello Genius che si sottoscriverà) sarà valida per i nuovi clienti che apriranno il conto entro il 30 settembre in modalità online, inserendo il codice Amico iJzNh9v. Per ricevere il bonus sarà fondamentale accreditare lo stipendio e/o la pensione entro il 31 dicembre 2020 oppure versare e mantenere almeno 500 euro entro il 31 dicembre 2020. Il bonus, poi, verrà accreditato entro massimo il 31 gennaio 2021 sul conto corrente My Genius che dovrà ovviamente risultare aperto entro tale data. Qualora si facciano uno o più versamenti, la Unicredit ricorda che per fruire del bonus, il saldo al 31 dicembre 2020 dovrà essere di almeno 500 euro e che nel caso di conto cointestato il bonus sarà solo uno.
Entro il 31 ottobre 2020, la Banca Unicredit invierà a coloro che hanno i requisiti per accedere al bonus una prima e-mail all’indirizzo indicato al momento della richiesta contente tutte le modalità per ottenere il regalo. Una volta che si riceverà la comunicazione, i richiedenti dovranno completare l’apertura online del conto e accreditare stipendio/pensione o avere almeno 500 euro.
Qualora i requisiti siano stati rispettati, l’Unicredit invierà una seconda comunicazione via e-mail nella quale informerà il cliente che sul suo conto verrà accreditato l’importo del bonus pari a 150 euro, invio che avverrà entro il 20 gennaio 2021.
Il termine massimo di accredito del bonus sarà il 31 gennaio sempre 2021.
Unicredit ricorda infine che per fruire del bonus sarà necessario che la data di apertura del conto My Genuius sia entro i limiti fissati, che la data di accredito della pensione o dello stipendio sia entro i limiti previsti o in alternativa che le date di versamento sul conto della somma di 500 euro e il mantenimento della stessa sia stato garantito entro il termine previsto.

Nicola Ragno fa sudare il Bitonto. Continuano le “doppie”

Giornata di intenso lavoro anche oggi per il Bitonto, impegnato in una doppia seduta di allenamento.

Per i neroverdi mattinata dedicata alla tattica, con particolare attenzione alla fase difensiva sotto gli impulsi di mister Nicola Ragno; pomeriggio invece suddiviso in due gruppi per lavorare in palestra e per eseguire esercizi di natura fisica ed aerobica. Domani ancora doppia seduta di allenamento, per un Bitonto che prova così a costruirsi giorno dopo giorno.

Il Bitonto alza ritmo ed intensità degli allenamenti

La sospensione del Campionato di Serie D non ha fermato la preparazione dei leoncelli neroverdi, ieri impegnati in una doppia seduta.

Al mattino lavoro aerobico, pomeriggio dedicato alla tattica e a partitelle a tema, con mister Nicola Ragno che si è concentrato in particolare sullo sviluppo della fase offensiva.

Oggi ancora una doppia seduta per il Bitonto.

Bitonto, Lattanzio: «Dobbiamo fare molto di più…»

Per le ben note cause di forza maggiore, il Bitonto Calcio è stato fermo ai box in questo weekend sportivo e, ahinoi, vi rimarrà (minimo) per altre due settimane piene.

Tuttavia, i lavori in campo dei nostri leoni vestiti di neroverde non si sono mai arrestati, anzi, l’ormai inevitabile stop imposto diventerà sicuramente la migliore delle opportunità possibili concessa al “generale” Ragno ed al suo pacifico plotone per riordinare le idee e, soprattutto, allenarsi al meglio in vista della ripresa agonistica fissata, per il momento, al 29 novembre. In assenza di cronache, tabellini, conferenze stampa, gioie e dolori legati al rettangolo verde domenicale, abbiamo pensato di tenervi compagnia nelle prossime settimane con tre uscite “a cuore aperto” firmate da altrettanti protagonisti assoluti della nostra amata squadra cittadina: Riccardo LattanzioGiorgio CapeceAndrea Petta. Perché l’Amore è il classico sentimento che va continuamente alimentato, a prescindere da tutto il resto che vi gira intorno, inoltre, vanno conosciuti a fondo i beneficiari della nostra passione incondizionata e loro, di contro, devono sempre sapere chi – e come – li sostiene con infinita fiducia. A distanza o in presenza, non importa…

Possono bastare queste motivazioni per dare senso a “Fuori Campo”, una serie di interviste domenicali per farvi sentire meno la lontananza dai colori che più preferite.

Ciao Riccardo. Lo stop forzato di tre settimane ci consente di tirare le prime somme parziali su questo inizio di stagione. Non sono stati mesi facili, purtroppo è noto a tutti, ma voi attori principali in campo quale autovalutazione avete fatto delle prestazioni viste nelle sei partite fin qui disputate?

«Siamo partiti in grande ritardo, con una squadra costruita in pochi giorni rispetto all’inizio del campionato. Il fatto di essere stati mandati immediatamente in campo non solo ci ha compromesso in partenza le partite contro Fidelis Andria e Taranto, ma non ha permesso al nostro allenatore di lavorare come si deve, gradualmente e da subito con le sue idee di calcio. Non è stato facile per lui e di conseguenza non è stato facile nemmeno per noi giocatori. Inoltre, uno spogliatoio ha bisogno di conoscersi bene, alla perfezione, per diventare una famiglia e legarsi alla causa comune, alla maglia, alla piazza. Abbiamo saltato pure il ritiro pre-campionato, pensa un po’… Per questi motivi, secondo me, si è fatto già tanto e la grandissima prestazione di carattere, da Squadra con la maiuscola vista ad Altamura deve far ben sperare. Quella è stata la nostra miglior partita fin qui, mentre la peggiore è stata l’ultima a Francavilla e non abbiamo scuse per quanto visto in Basilicata. Dobbiamo fare molto di più, ne siamo consapevoli, c’è da pedalare tanto ed io sono assolutamente ottimista per il futuro di questa stagione…».

Quindi non siete preoccupati per l’attuale posizione in classifica e per il distacco dai piani altissimi della graduatoria? Considerando anche i tanti recuperi di Brindisi, Casarano, Lavello, Taranto e Altamura (le squadre al momento appaiate o davanti al Bitonto, ndr) che andranno in scena nelle prossime settimane.

«No, perché non è il momento, questo, di starsene lì a fissare la classifica e ‘deprimersi’, non è una priorità adesso. I valori di una squadra (e noi ne abbiamo tantissimi a disposizione) si vedono verso febbraio-marzo ed io, lo ripeto, sono molto fiducioso».

Tu sei fra i pochissimi riconfermati di questo Leone ferito alla ricerca di riscatto, senz’altro, ma anche di una serenità e di un equilibrio definitivi, dopo i tormenti estivi. Da “reduce” e capitano di un gruppo largamente rinnovato, in chi o cosa trovate la fonte vitale da cui attingere fiducia, entusiasmo e forza di ripartire con ambizione? Non potete nemmeno beneficiare del sostegno di tutto il popolo neroverde che l’anno scorso vi ha trascinato fino alla vittoria del Campionato…

«Io e pochi altri superstiti della scorsa stagione abbiamo vissuto la fase delicatissima di fine estate, la chiamerei ‘di transizione C-D’ e vi posso garantire che il merito di non aver fatto saltare tutto per aria è di una sola persona: Francesco Rossiello. In qualità di Presidente, avrebbe potuto tranquillamente mollare, dopo il maltolto e tutto quello che ne è seguito anche a livello mediatico, ma non lo ha fatto. È testardo, ambizioso, con un obiettivo fisso in testa e nessuno può cancellarglielo. Il granitico progetto-Bitonto della Famiglia Rossiello è la fonte di ogni entusiasmo e ambizione, infatti, chi vi si avvicina deve sapere che per restarci dentro l’unico modo è dare il massimo e oltre per loro. Vale per i calciatori, per lo Staff ed anche per i tifosi ora costretti a seguirci da lontano».

A proposito di pubblico e stadi vuoti, quanto reputi fondamentale, in un contesto come la Serie D – Girone H, la presenza / assenza dei tifosi, soprattutto in piazze facili ad accendersi come la nostra? Secondo te, questo aspetto può addirittura condizionare l’andamento dell’intera competizione?

«Per un calciatore è molto importante avere il pubblico a favore, è stupendo giocare con tanta gente allo stadio sempre pronta ad incitarti. Soprattutto in casa, l’anno scorso, la nostra tifoseria è stata davvero la 12^ maglia neroverde in campo, trascinandoci come hai detto tu fino al primo posto in classifica! Ma quello dell’assenza di pubblico è un problema di tutti, vale per noi, ma vale anche per tante altre piazze calde presenti nel nostro girone, quindi ti dico che le motivazioni dobbiamo trovarle a prescindere dal pubblico. Siamo il Bitonto, abbiamo una grossa squadra e il vincolo delle ‘porte chiuse’ non dovrà mai essere una scusa per noi. Se qualcuno lo farà in questo campionato, vorrà dire che evidentemente aveva bisogno di un alibi…».

Taurino-Ragno, persone e allenatori con le loro peculiarità, apparentemente senza punti in comune. Tu che hai avuto modo di lavorare con tutti e due (riscuotendo da entrambi stima e fiducia in gran quantità), quali sono le maggiori differenze e le eventuali analogie fra questi due leader carismatici? «Non me la sento di fare troppi paragoni, per un semplice motivo: Taurino ha avuto tanto tempo a disposizione (e ‘tranquillità’) per lavorare fin dall’inizio sul suo progetto di squadra, Ragno no. Ma conosco troppo bene il mister e la sua idea di calcio arriverà a destinazione, questa pausa-campionato sarà fondamentale. Taurino, in relazione all’età ed alla poca esperienza fatta fin qui in panchina come primo allenatore, è secondo me un potenziale top trainer a livello nazionale, tra i più forti che abbia mai avuto in carriera. Ragno mi ha avuto anche a Bisceglie e siamo riusciti a vincere insieme: è un ‘martello’ notevole pure lui… Non ha bisogno di tante presentazioni, sappiamo tutti che è un cavallo di razza. Sono diverse le loro metodologie, ovviamente, il mister ad esempio vuole sempre la superiorità numerica lì davanti, ma a me vengono chieste più o meno le stesse cose (tante!) dell’anno scorso (sorride di gusto, ndr). Mi ‘sbattevo’ tanto in attacco con Taurino e continuo a farlo con enorme piacere e senso di appartenenza anche quest’anno, perché un calciatore deve a prescindere assecondare le richieste del proprio allenatore, se queste sono totalmente finalizzate al bene della squadra, alla vittoria. E l’idea di squadra vincente che ha in mente mister Ragno non si è ancora vista, c’è da fidarsi, tranquilli… Dobbiamo soltanto lavorarci su intensamente e queste tre settimane a disposizione ci permetteranno di farlo serenamente, con la doverosa cattiveria ed allo stesso tempo con il sorriso, ma solo una volta rientrati nello spogliatoio. In campo, nessuno scherzo, testa bassa e pedalare!».

E lo spogliatoio, ha già raggiunto quella coesione, quella confidenza, quella “familiarità” imprescindibili per trasformare una folta rosa di calciatori dai curricula notevoli in un granitico gruppo fraterno pronto a tutto, con convinzione e attaccamento alla maglia, per la causa comune?

«Il nostro gruppo è spettacolare, credetemi. Coeso, affiatato e fin troppo scanzonato in certi momenti… Ci sono tante persone che hanno giocato davvero a calcio, da professionisti, perciò tutti conoscono bene i limiti che non vanno mai superati in uno spogliatoio. L’assenza del ritiro estivo è stata purtroppo fondamentale, perché bisogna conoscere a fondo il carattere di ogni singolo compagno di squadra, per non urtare la sua sensibilità, anche nei momenti più scherzosi, per avere sempre la chiave giusta per aiutarlo, per dialogare correttamente, eccetera. È un gruppo nuovo al 90% ed è impensabile che saremmo riusciti da subito ad ottenere la stessa alchimia dello scorso anno».

Chiudiamo con due domande più strettamente personali, rivolte al Riccardo Lattanzio uomo-simbolo del Bitonto Calcio e professionista impeccabile ormai legato anche alla città di Bitonto. Cos’hai trovato di speciale qui da noi? Ricordiamo ai nostri lettori che nella tua carriera non ti è mai capitato di rimanere per più di tre anni di fila nella stessa società (Vigor Lamezia, dal 2009 al 2012, ndr): sei pronto a battere questo record?

«Perché no?! Ringrazio ancora, però, i miei compagni di squadra facenti parte del gruppo proveniente dall’Eccellenza, che l’anno scorso mi hanno accolto stupendamente, e la Famiglia Rossiello che mi ha fatto sentire sempre uno di loro. Altrove, il mio percorso professionale si è interrotto spesso sul più bello, invece a Bitonto è diverso… Allenatori e staff, dirigenza e presidenza mi hanno fatto sentire importante fin dal primo momento, mai non un ‘numero’. Io sono un tipo che ha bisogno di continuità e in passato non è andata proprio così. Dopo quanto fatto insieme la scorsa stagione e dopo tutte le tempeste affrontate quest’estate, per questa grande società, non abbandonare la nave era il minimo che io potessi fare. Sono stato scelto anche per indossare la fascia di capitano e mi auguro di cuore di non deludere mai, di essere sempre all’altezza di chi ha creduto in me».

Fin qui hai realizzato tre reti, tutte su rigore, e sei il capocannoniere della squadra. Sei soddisfatto del tuo score realizzativo personale? Ti manca il gol su azione o non è più di tanto un’ossessione?

«L’attaccante vive di gol, si sa, però il bellissimo precedente dello scorso anno mi ha fatto in un certo senso cambiare le prospettive… A maggior ragione se penso alle tante reti stagionali segnate altrove in passato, non sono soddisfatto del mio score realizzativo, non lo nascondo, anche se i tre rigori trasformati fin qui sono risultati decisivi per vincere e sono fiero di essere il capitano-rigorista della squadra, è una grossa doppia responsabilità, molto stimolante per me. Quando non trovo con facilità la via per il tiro in porta mi inc…o parecchio, ma è normale, è nel DNA dell’attaccante voler stare il più possibile nel vivo della zona-gol; crescendo e maturando, tuttavia, capisci e accetti di fare anche tanto altro per il bene della tua squadra. Per questo, a 31 anni e da capitano del Bitonto, ho come unica ossessione il raggiungimento di un risultato finale positivo, ad ogni partita, e non altri fini personali meno importanti».

Bitonto, mister Ragno: «Sfrutteremo questi giorni per migliorare la conoscenza reciproca»

La redazione di TUTTOcalcioPUGLIA.com ha intervistato Nicola Ragno, allenatore del Bitonto: 

“Queste tre settimane di stop per il Bitonto consentiranno a me e al mio staff di conoscere meglio la squadra a nostra disposizione visto che ci siamo uniti solamente un mese fa. Sfrutteremo questi giorni per migliorare la conoscenza reciproca e per lavorare sia sotto il profilo fisico sia sotto quello tattico”.

Eccellenza Pugliese, ecco le modalità di promozione alla Serie D

secondiIl Comitato Regionale della LND Puglia, attraverso un comunicato ufficiale, ha reso pubbliche le modalità di promozione nel campionato di Eccellenza Pugliese, quest’anno suddiviso in due raggruppamenti.
Ecco il testo: “Le due squadre vincenti i 2 gironi disputeranno una gara di spareggio, su campo neutro, con eventuali tempi supplementari e tiri di rigore. La squadra vincente 1^ classificata del Campionato Regionale di Eccellenza, acquisirà la promozione diretta al Campionato Nazionale Dilettanti – Serie D – stagione sportiva 2021/2022.

La squadra perdente 2^ classificata del Campionato Regionale di Eccellenza, acquisirà il diritto a disputare le gare di spareggio-promozione al Campionato Nazionale Dilettanti – Serie D- stagione sportiva 2021/2022.
Laddove, a seguito dei provvedimenti del Governo e/o delle Autorità Sanitarie, non si potesse portare a termine la normale attività dei Campionati, sia a livello Nazionale sia a livello territoriale, così come programmata, si farà riferimento, per il numero delle promozioni e delle retrocessioni previste per ogni singolo Campionato, alle classifiche come cristallizzatesi al momento della definitiva interruzione degli stessi Campionati, salvo eventuali decisioni da parte della F.I.G.C. o dalla L.N.D.

Nel caso in cui le squadre di uno stesso girone non avessero disputato lo stesso numero di gare per determinare la classifica finale sarà applicato il criterio della “media punti”; in caso di ulteriore parità, si farà ricorso alla “classifica avulsa” di cui all’art. 51 N.O.I.F. anche se le Società interessate non avessero disputato lo stesso numero di gare negli scontri diretti. In caso di ulteriore parità, inoltre, si applicherà la migliore differenza reti e, a seguire, laddove persistesse l’ulteriore situazione di parità, si applicheranno i criteri previsti dal citato art. 51 N.O.I.F. sino all’eventuale effettuazione del sorteggio”.