Gli highlights e le interviste di Coppa Italia TIM -Primo Turno Preliminare

Dai canali Youtube delle varie emittenti televisive locali, di seguito, tutte le immagini e le interviste relative alle gare valevoli per il primo turno della TIM CUP. In campo per la Puglia ci sono Bari, Virtus Francavilla, Monopoli e Casarano

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TIM CUP, i risultati del primo turno eliminatorio

Prende il via la stagione per Bari, Casarano, Virtus Francavilla e Monopoli.
Buona la prima per i biancorossi di mister Auteri, vittoriosi in scioltezza sui dilettanti del Trastevere, 4-0 il risultato del match. Colpaccio esterno ai supplementari per il Casarano (3-1 a Carpi) . Sconfitta per 2-1 per la Virtus Francavilla a Catanzaro. Vittoria serale anche per il Monopoli, che batte di misura il Modena grazie alla rete di Paolucci.

Di seguito tutti i risultati

Lunedì 31 agosto la riunione del Consiglio Federale: gli argomenti all’ordine del giorno

E’ stata convocata per le ore 12 di lunedì 31 agosto la riunione del Consiglio Federale. Tra gli argomenti all’ordine del giorno, oltre all’approvazione del verbale della riunione dello scorso 4 agosto e alle comunicazioni del presidente, i seguenti punti: informativa del segretario generale; nomine di competenza; modifiche regolamentari; date attività agonistica ufficiale stagione sportiva 2020/2021 per i campionati nazionali; ratifica delibere di urgenza del presidente federale; varie ed eventuali.

“Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto”: fine di un idillio tra il Lecce e Liverani

“Travolti da un’ insolito destino nell’ azzurro mare d’ agosto” potrebbe riassumersi così, con il titolo di questo celebre film di Lina Wertmuller (con Giancarlo Giannini e Mariangela Melato protagonisti), la fine della storia d’ amore tra l’ ormai ex tecnico del Lecce, Fabio Liverani, e la società di Via Colonnello Costadura.
Un idillio iniziato il 17 settembre 2017, in LegaPro, e proseguito fino a pochi giorni fa, nonostante la retrocessione in Serie B.
Una rottura improvvisa ed inaspettata, che ha scosso un pò tutto l’ ambiente leccese e che ha lasciato spiazzato sia i fedelissimi sostenitori del tecnico, sia i più veraci seguaci della squadra salentina rappresentata dalla sua dirigenza.
Una storia quella tra Liverani ed il Lecce figlia di sentimenti antichi, fatta di poesia, amore e stima reciproca, nonchè rispetto per i colori, la città e tutto l’ ambiente. Una storia in cui si è creato quell’ alone di magia che si avvertiva spesso quando si arrivava al “Via del Mare” e che mai era successo prima d’ ora. Una storia in cui il tecnico ha saputo veicolare anche gli umori di una piazza che, a prescindere dall’ ambizione, a volte usciva fuori dalla reale portata degli obiettivi raggiungibili tramite i mezzi a disposizione. Una storia fatta di vittorie e sconfitte, di risultati eclatanti come non mai ( Lecce-Ascoli 7-0!), di un gioco a tratti esaltante e stratosferico che mai, forse, si era visto a Lecce o in provincia, eccezion fatta per il Foggia di Zeman.
Una storia che per poco non è diventata “LEGGENDA” se si fosse raggiunta la salvezza in Serie A e a dire il vero ci è mancato davvero quel pizzico di fortuna che nella vita non guasta mai.
Una storia che come tutte le grandi storie d’ amore e passione prima o poi sono costrette a finire ed il più delle volte non proprio con risvolti rosei, proprio come in questo caso.
Ma una cosa va sottolineata, al di la di quali siano state le reali motivazioni, ossia che tutto quello che si è visto a Lecce in questi 3 anni è stato qualcosa fatto col cuore e con la passione, sia da parte del mister che da parte della società, restituendo al calcio ed ai tifosi giallorossi (e non solo) quella dimensione genuina del calcio che oggi come oggi sembra essersi evaporata.
Di questa storia d’ amore rimarrà la gioia e la felicità di aver riportato il Lecce in Serie A, rimarranno le grandi imprese, rimarrà il ricordo di quell’ 11 maggio 2019 e di essere riusciti ad affrontare il campionato di Serie A senza guardando in faccia gli avversari senza mai abbassare lo sguardo. In tutto questo va ringraziato il mister per averlo trasmesso alla squadra e alla società per la sinergia creata affinchè ciò accadesse.
La fine non deve essere vista come qualcosa di tragico ma come un punto di partenza per testare la maturità acquisita dalle precedenti esperienze, ed in questo sia il Lecce che mister Liverani ne sono usciti sicuramente più forti.
Ora è già tempo di guardare avanti con il prossimo campionato praticamente alle porte ed in cui ognuno avrà la possibilità di dimostrare quanto immagazzinato nel proprio bagaglio culturale in questo tempo trascorso insieme.
Del resto una delle leggi della fisica è proprio questa che “nulla si crea, nulla si distrugge, ma tutto si trasforma” una frase con cui il chimico, biologo e filosofo del ‘700 Antoine-Laurent Lavoisier ha voluto evidenziare fortemente questo concetto che può e deve essere rapportato anche alla vita degli esseri umani.
Sebbene vi possa essere un giustificato rammarico in tutto va osservato che, come diceva il grande Tiziano Terzani, “la fine è il mio inizio” e noi non possiamo fare altro che augurarci che lo sia a prescindere.

Danilo Sandalo


Eugenio Corini è il nuovo allenatore del Lecce, Liverani andrà al Parma

( L’immagine di copertina è tratta da Wikipedia)

Sarà Eugenio Corini il nuovo allenatore del Lecce nel campionato di Serie B 2020/21. Dopo la separazione improvvisa ed inaspettata con Fabio Liverani, che a quanto pare si è accordato con il Parma, la società giallorossa ha deciso di puntare sull’ ex allenatore del Brescia che due stagioni fa ha vinto il campionato cadetto, ironia della sorte, precedendo proprio i salentini nella graduatoria finale.
Al neo tecnico leccese vanno i migliori auguri per un campionato al massimo delle aspettative e ricco di risultati positivi.
Nel frattempo sul fronte mercato pare sia imminente la firma dell’ attaccante ex Benevento Massimo Coda che domani sosterrà le visite mediche.

Danilo Sandalo

Terremoto in casa Lecce: sollevato dall’ incarico l’ allenatore Fabio Liverani

Terremoto o fulmine a ciel sereno, ognuno scelga la migliore delle interpretazioni possibili, fatto sta che quello accaduto oggi lascia tutti un pò di stucco, vista la decisione della società giallorossa di sollevare Fabio Liverani dall’ incarico di allenatore della prima squadra. Il tutto a circa una settimana di distanza dall’ insediamento di Pantaleo Corvino come responsabile dell’ area tecnica della formazione giallorossa il quale aveva già un accordo con il tecnico romano per proseguire la collaborazione anche in Serie B.
Oggi invece è successo l’ imprevisto (forse prevedibile), con tanto di nota quasi polemica e stizzita da parte della società di Via Colonnello Costadura che nel comunicato ufficiale dichiara “con riferimento al rapporto di lavoro intercorrente con il tecnico su menzionato l’US Lecce riserva ogni opportuna valutazione in ordine ad eventuali profili di responsabilità”.
Sembra quasi che la storia si ripeta in casa Lecce, dal momento che l’ allontanamento di Liverani sembra abbia quasi delle analogie con l’ episodio avvenuto con Pasquale Padalino con cui vi furono degli strascichi a dir poco polemici.
Ora la domanda sorge spontanea: come mai la fine di un rapporto di lavoro provoca nei dirigenti giallorossi queste ripercussioni? Sebbene Padalino e Liverani siano da considerarsi dei casi isolati e distanti fra loro va evidenziato che il fattore che gli accomuna sia proprio il tono polemico e rammaricato tenuto dalla società che lascia quasi presagire un “tradimento”.
Staremo a vedere quello che succederà nei prossimi giorni, di certo questo non è un buon inizio.

Danilo Sandalo

SPECIALE Serie A: i voti alle squadre del campionato appena concluso

A circa dieci giorni dalla fine del campionato di Serie A, proviamo a capire meglio qual è stato l’ andazzo delle squadre e dei protagonisti in campo stilando una classifica fatta di voti in base alla meritocrazia di ciascun team per quello che ha dimostrato sul campo, secondo qualità tecniche, tattiche, agonistiche e valori espressi perchè dopotutto il calcio è uno sport e da tale deve trasmettere principi e valori etici e morali, sia alle nuove quanto alle vecchie generazioni.

ATALANTA, voto 8,5: la Dea rappresenta la più bella realtà italiana. Si riconferma anche quest’ anno come assoluta protagonista del campionato concludendo la stagione al 3° posto. Peccato per il pareggio di Torino contro la Juventus arrivato in extremis…forse ora staremo raccontando un’ altra storia! CHAPEAU!

BOLOGNA, voto 6: sufficienza meritata per il Bologna di Sinisa Mihajlovic. Una squadra che continua a correre verso la maturità, guidata dall’ eterno Palacio… dal prossimo anno non sono ammessi passi falsi! SENZA LODE E SENZA INFAMIA

BRESCIA, voto 5: un voto insufficiente non tanto per la retrocessione maturata dopo un solo anno di Serie A, quanto per una campagna acquisti faraonica quanto ingenua nel poter credere che un qualsiasi “figliol prodigo” potesse sentirsi tale da ricambiare in termini di riconoscenza quanto la società e la città di Brescia facevano e dimostravano. INGENUI

CAGLIARI, voto 6: una prima parte di campionato vissuta sulle montagne russe per poi precipitare fino a posizionarsi nella parte destra della classifica. Un rammarico senza dubbio, ma che ha prodotto esperienza per il futuro. SI FARA’

FIORENTINA, voto 5,5: una squadra che con quell’ organico doveva quanto meno provare la Champions ed invece si è ritrovata ad ottenere la salvezza solo a poche giornate dal termine. DELUSIONE

GENOA, voto 4,5: Una squadra priva di senso e spirito di appartenza, smembrata nei suoi valori ideali che è riuscita a rendere indegna la pluricentenaria storia del club e della sua storica tifoseria. La Genova rossoblu merita ben altro, soprattutto dignità, al di là della categoria nella quale ci si compete! FOOTBALL IS NOT BUSINESS!

INTERNAZIONALE, voto 7: chiamatelo vittimista, piagnone, lamentoso e chi più ne ha più ne metta, ma il segreto dell’ Inter seconda in classifica a un solo punto dalla Juventus campione ( per la nona volta consecutiva!) è da ricercare in Antonio Conte: l’ uomo venuto dal Sud, il condottiero mai domo e sempre votato a dare e pretendere il massimo dalla e per la causa! MAI DOMO

JUVENTUS, voto 8: vince un campionato con il solito mestiere di chi è abituato a…vincere un campionato per l’ appunto! Forse in maniera meno brillante del solito, ma alla fine chi se ne frega, il risultato è quello che conta ed il tecnico Sarri ha potuto finalmente mettere in bacheca quel trofeo che più volte gli era sfuggito in passato chissà… “per colpa di chi”?!?!?!?? AUTARCHICA

LAZIO, voto 7,5: una delle belle sorprese del campionato che fino all’ ultimo ha dato filo da torcere alla Juventus. Peccato per il lockdown che forse ha penalizzato l’ andamento dei biancocelesti. Resta comunque una stagione positiva…COVID a parte! REALTA

LECCE, voto 6: una sqaudra che ha fatto innamorare i tifosi di tutta Italia per il gioco espresso e le innumerevoli occasioni create. Il rammarico della retrocessione arrivata per situazioni più grandi di quelle che si potevano gestire resta senza dubbio, ma rimane comunque un punto di partenza importante per costruire la squadra del futuro. INESPERTO

MILAN, voto 7: l’ avvento di Ibrahimovic ha cambiato volto e ridato furore agonistico e autostima a una squadra che sotto il profilo tecnico non ha grandissimi top player per poter competere con le big del campionato. Però oggi ha tanta maturità in più che il prossimo campionato rivelerà sul campo. DIAVOLI

NAPOLI, voto 6,5: Gattuso è riuscito a ridare anima e gioco a una squadra avvilita. Un finale in crescendo con la vittoria della Coppa Italia. DISCRETO

PARMA, voto 6,5: per tornare ai fasti di un tempo ci vorrà ancora tanto lavoro, sudore e programmazione, ma la strada intrapresa è quella giusta considerando che due salvezza consecutive non arrivano per caso. ON THE ROAD

ROMA, voto 6: è stata la prima stagione senza entrambe le leggende Totti e De Rossi e…si è visto! Abbastanza deludente il rendimento per una squadra che deve e può dare di più…almeno si spera. RIMANDATA

SAMPDORIA, voto 6,5: dopo una prima parte di stagione disastrosa, in cui a farne le spese è stato Eusebio Di Francesco, i blucerchiati hanno rialzato la china grazie all’ esperienza di Claudio Ranieri che, dopo Leicester, è riuscito a compiere un altro miracolo…e di che spessore! RINATA

SASSUOLO, voto 7: una squadra fatta ad immagine e somiglianza del suo allenatore, votata alla bellezza e all’ allegria. Peccato non aver centrato l’ obiettivo Europa League. REALTA

SPAL, voto 5: una retrocessione inaspettata ma meritata, almeno dopo l’ esonero del tecnico della promozione in A, Leonardo Semplici. Come dice un detto “la graditudine nel calcio non esiste”. INGRATI

TORINO, voto 4,5: una stagione squallida quella dei granata probabilmente dovuta anche alla scarsa serenità ambientale. Una salvezza raggiunta più per demeriti altrui che per propri meriti. DISASTRO

UDINESE, voto 6,5: ormai i fasti di Zaccheroni e Di Natale sono ben lontani eppure i friulani dimostrano sempre grandissima organizzazione societaria e tecnica. La differenza in questa stagione l’ ha fatta sicuramente Luca Gotti con il suo carattere silenzioso e concreto. ESEMPIO

HELLAS VERONA, voto 6,5: una bellissima stagione da incorniciare in cui la squadra scaligera ha dimostrato ampiamente di meritare la categoria. Peccato per la “macchia” dell’ ultima giornata nella quale si sono consegnati come vittime sacrificali nei confronti del Genoa, condannando di fatto alla retrocessione il Lecce. Un episodio che va contro l’ etica dello sport, tranne che in Italia! LA TERRA DEI CACHI

Danilo Sandalo

Un gesto eclatante, clamoroso, sportivamente irreversibile.

Succede il 9 Marzo 1986, allo stadio Olimpico di Roma, alla fine di una partita di serie B.
Il Vicenza ha appena battuto la Lazio 4 a 3, anche grazie alla papera del portiere laziale, un uomo di poche parole che fino a questo giorno è stato famoso più che altro per il cognome di una personaggio televisivo (Malgioglio) cui si accoppia un nome stranissimo (Astutilllo), per i capelli e i baffoni lunghi.
Ma in questo 9 Marzo Malgioglio passa alla storia del pallone e dei portieri.
A fine partita va verso la curva laziale, si toglie la maglia, fai il gesto di sputarci sopra, la lancia contro le reti e se ne va.
Un gesto – un raputs, scrivono i giornali – che causa l’insurrezione non solo dei tifosi ma della società che ne chiede non sono il licenziamento ma persino al radiazione.
Non serve, Malgioglio rescinde il contratto e se ne va via da solo, esecrato da buona parte del suo sport.
Ma c’è un lungo perché, dietro quel gesto.
Malgioglio arriva alla Lazio mal digerito, perché è stato alla Roma vice di Tancredi seppure con una sola presenza in campo. Ha legato con il capitano Di Bartolomei, con cui spesso ha visitato le terapie intensive.
Le sue prestazioni non sono positive e non convincono, sua moglie viene insultata quando va a fare la spesa, gli sputano addosso a fine di una partita, gli distruggono la macchina con le mazze, deve andare a casa scortato, lo minacciano di morte in un crescendo di tensione insostenibile.
Durante la partita gli cantano “Romanista sei il primo della lista”.
Ma non è neppure questo, che lo spinge al punto di rottura.
È l’accusa di non impegnarsi abbastanza per dedicare troppo tempo a un’attività extrasportiva che Tito, così lo chiamano, segue da anni: occuparsi di ragazzi affetti da disabilità cerebrali a Piacenza, impegnando ogni attimo libro, anche le ferie Ha iniziato a 20 anni, quando giocava nel Brescia.
visitai per la prima volta un centro per disabili. Mi impressionò la loro emarginazione, il menefreghismo della gente. Fu un’emozione fortissima, un pugno nello stomaco. Quel giorno tutto mi apparve chiaro. La vita non è solo una palla di cuoio. Mi sono messo a studiare e mi sono specializzato nei problemi motori dei bambini. Poi col primo ingaggio ho aperto una palestra ERA 77 (dalle iniziali del nome di mia figlia Elena nata nel 1977, mia moglie Raffaella e del mio). Lì offrivamo terapie gratuite ai bambini disabili. Li aiutavamo a camminare, a muoversi da soli“.
Per questo, fra gli insulti, gli urlano “mongoloide”, gli dicono di andare dai suoi handicappati.
Malgioglio dichiara che in quel giorno in curva appaia lo striscione “Tornatene dai tuoi mostri”, ma questa notizia sarà a lungo contestata, in quanto mai confermata da prove certe.
Malgioglio, in quel giorno per lui fatale, decide di smettere di sopportare e s’incazza in modo plateale. Ma il mondo del calcio lo lascia solo, lo condanna. “Non offenderà più la maglia!” tuonano alcuni giornali.

Ho sbagliato, ma dovevo fare qualcosa. Sono stato trattato come una bestia. Non merito insulti e minacce. Scappo per salvare mia moglie e mia figli. Non sono un ladro. Non sono uno venduto. Questo mondo non mi piace più, nemmeno i soldi mi interessano. Ho solo nausea. Si parla di minoranze, ma se la maggioranza resta in silenzio, decidono pochi imbecilli”.

Il celebre giornalista Gianni Mura di Repubblica, che assegna voti particolari agli sportivi che si sono distinti per episodi particolare scrive: “Non è un bel gesto, quello che ha compiuto domenica Malgioglio, ma è un gesto esemplare, da uomo onesto che ha sopportato anche troppo. La mia solidarietà e la mia stima si traducono in un 10 che non vuole essere provocatorio. Se in questo paese dal perdono facile il mostro è Malgioglio, la sua è la sola bandiera che mi sento di rispettare”.

Il portiere decide che è finita, smette con il pallone, torna nella sua città, Piacenza, dove da anni si occupa di disabili.
Ma arriva una chiamata.
Dall’altra parte c’è Giovanni Trapattoni, in quel momento allenatore dell’Inter, che ha seguito la sua storia.
Uno come te non può smettere così. Vieni a fare il secondo da noi” gli dice. “Sei anche comodo con Piacenza”.
Malgioglio accetta, diventa la riserva di Zenga e rimane all’Inter 5 stagioni. Le sue presenze in campo sono poche, 12 in tutto, ma il segno nel cuore dei tifosi è profondo. Un giorno, a Piacenza, porta con sé Jurgen Klinsmann, il grnade bomber tedesco, che passa le ore coi ragazzi e alla fine sceglie di aiutare l’associazione Era77 con una grande donazione.
Succede poi che, nel 1989, proprio a Roma, con la Lazio, Malgioglio si trovi titolare per un infortunio di Zenga.
Il portiere viene invitato a presentarsi con un mazzo di fiori, anche se è convinto che non ci sia margine per una pacificazione, pensa che non servirà, le società insistono allora lui va verso la curva laziale, da solo. Lo insultano, gli lanciano di tutto, bottigliette, radio, frutta, tutto al punto che la partita deve inziare con 15 minuti di ritardo. Lui posa i fiori e va in campo sanguinante, l’Inter perde 2 a 1 eppure Malgioglio è il migliore in campo.

Una volta lasciato lo sport, deve chiudere la sua associazione per mancanza di fondi.
In realtà è l’intero sistema calcio che spesso si è mostrato sordo al suo spirito solidale.
Adesso che sono un ex, non ho più frecce nel mio arco, né forza per combattere. Quello del calcio è un mondo senz’anima. Gira solo intorno a se stesso e ai suoi piccoli drammi della domenica; ogni voce fuori dal coro è un pericolo. E quando smetti, si spengono le luci. Nessuno si ricorda più di te“.
Astutillo Malgioglio negli anni non ha trovato altri spazi nel mondo del calcio. “Uno come me spaventa” ha dichiarato eppure, ancora oggi, la sua storia rimane leggendaria nel calcio italiano.
L’Inter, nel 2019, ha deciso di premiarlo. “La figura di Malgioglio meritava un riconoscimento speciale. Il suo insegnamento, la capacità di spendersi in maniera sincera e silenziosa per chi soffre, si sposano in tutto e per tutto con i valori nei quali si riconosce il nostro Club. Ed è per questo che, con grande orgoglio, FC Internazionale Milano ha deciso di insignire l’ex portiere del premio BUU – Brothers Universally United”.
Ancora adesso Malgioglio racconta la sua vicenda ai ragazzi e sostiene iniziative benefiche come testimonial, porta sostegno gratuito a domicilio dove e come può, scende in campo in partite per raccogliere fondi.
“Una piccola parte della vita che passiamo a volte bisognerebbe rivolgerla agli altri. Che sia per i disabili, gli anziani, i poveri. L’importante è farlo”.

Si ringrazia l’autore Riccardo Gazzaniga per la concessione.

Qui di seguito trovate il suo ultimo romanzo.

SPECIALE Serie A: Termina con la Juventus campione d’ Italia la “sceneggiata” 2019/20.

Anche quest’ anno siamo arrivati alla fine del campionato e mai come in questa annata questo rappresenta un traguardo quasi insolito e per lunghi tratti insperato viste le circostanze, soprattutto quelle legate al Covid che ha bloccato il campionato per ben 3 mesi e che forse sarebbe stato meglio non riprendere, quanto meno per rispetto alle vittime di questa pandemia.
Il copione è stato sempre lo stesso con la Juventus campione d’ Italia per la nona volta consecutiva, con Sarri che ha dovuto più difendersi dal “fuoco amico” dovuto alle critiche dei tifosi nostalgici, ma che alla fine ha tagliato meritatamente il traguardo e che ora si giocherà le chances per la vittoria in Champios League. Un campionato che ha visto la Lazio protagonista fino alla ripresa, ma che alla fine è crollata sotto lo stress di un calendario asfissiante. L’ Inter, malgrado tutto, ha migliorato la sua classifica arrivando quasi a colmare il gap con la Juve e il merito di tutto ciò ha un solo nome: Antonio Conte! E poi cosa dire dell’ Atalanta se non che rappresenta la più bella realtà di provincia fuori da tanti schemi logici che hanno ridato un pò di entusiasmo e passione ai tanti amanti di questo sport?
Benino il Milan che con l’ eterno Ibrahimovic ha ritrovato grande autostima riuscendo a credere nei propri mezzi e che il prossimo anno potrebbe fare qualcosa di importante. Maluccio Roma e Fiorentina, mentre il Napoli grazie a Gattuso ha risollevato una stagione che poteva essere fallimentare. Bene il Sassuolo dell’ astro nascente De Zerbi, così come Cagliari, Parma, Udinese e Verona, eccezion fatta dell’ ultima partita a Genova contro il dove lottare doveva essere in primis un valore etico, prima ancora che sportivo. Si salva anche la Sampdoria grazie a Claudio Ranieri, mentre il Torino ha deluso tutti, offendendo a suon di prestazioni negative la storia di una squadra gloriosa e di una tifoseria di altissimo livello. Benino il Bologna che una volta perso il treno per l’ Europa League è crollato, riuscendo a risorgere solo a due giornate dal termine al “Dall’ Ara” contro il Lecce, alla faccia di chi pensava che Sinisa avrebbe chiuso un occhio con l’ amico Liverani! Invece all’ allenatore felsineo va fatto un grandissimo applauso e riconoscimento per la sana lealtà sportiva che riesce a tenere alta in un calcio marcio.
Retrocedono Brescia, Spal e appunto il Lecce di mister Liverani che dopo aver offerto spettacolo ovunque si è trovato invischiato in giochini più grandi della soggettiva voglia di restare in Serie A e nulla ha potuto contro tutto ciò. Un vero peccato perchè lo sport ha bisogno di trasmettere il sano messaggio della competizione per poter sperare in mondo migliore e meritocratico, ma forse non Italia dove le cose vanno come devono andare, ossia in questo modo.
Fra un mese si riparte, sperando che il peggio sia stato lasciato alle spalle e che gli stadi possano finalmente riaprire le porte ai tifosi perchè mai come in quest’ annata il concetto principe che “Il calcio è del popolo”, che da sempre spadroneggia negli annali del calcio, è venuto a galla prepotentemente rimanendo impresso nelle nostre memorie.

Danilo Sandalo

Termina l’ avventura del Lecce in Serie A.

Dopo una sola stagione nel massimo campionato il Lecce di mister Fabio Liverani ritorna in Serie B.
La sconfitta subita contro il Parma per 4-3 sancisce l’ esito negativo dell’ annata dei giallorossi che però avrebbero meritato ampiamente di rimanere in Serie A. Purtroppo il risultato che arrivava da Genova lasciava sperare poco nella riuscita dell’ impresa sportiva e pertanto la gara prendeva quasi da subito una piega poco favorevole con i ducali che si portavano sul 2-0 grazie all’ autorete di Lucioni ed al gol di Caprari. Giallorossi che riuscivano a riagguantare ugualmente la gara grazie alle marcature di Barak e Meccariello, ma nella ripresa vi è la resa definitiva della squadra di Liverani che subisce ancora i gol di Cornelius e Inglese a cui faceva seguito la definitiva marcatura di Lapadula.
Finisce con una retrocessione che servirà sicuramente per far crescere una società giovane e di belle speranze in una piazza che merita ben altri palcoscenici.

Danilo Sandalo

Forza Lecce, il Salento e tutta l’ Italia sono con Te!

( L’immagine di copertina è stata scattata da Angelo Cavallo. Diritti riservati)

Ultimo sforzo per il Lecce di mister Fabio Liverani che, dopo la vittoria ottenuta ad Udine nello scorso turno di campionato e grazie alla contemporanea sconfitta del Genoa contro il Sassuolo, ha ridotto ulteriormente il distacco proprio dai rossoblu di Nicola a solo un punto di distanza riaprendo i giochi e tornando a sperare nella salvezza. Certo sasrà un compito arduo dove servirà vincere a tutti i costi e sperare nel passo falso dei grifoni impegnati contro il Verona dell’ ex Juric. In questi giorni sono state gettate molte ombre riguardo alla gara di Genova ma la speranza è che si possa trattare solo di allusioni prive di riscontro sul campo perchè i valori dello sport possano continuare a regnare sovrani al di la di qualsiasi personalissima considerazione.
Il Lecce dopo un campionato difficilissimo meriterebbe a grandi toni la riconferma in Serie A ma purtroppo la classifica oggi non lascia sereni squadra e dirigenza. Pertanto bisognerà mettere ancora volta il cuore oltre l’ ostacolo e poi sperare in buone notizie da Marassi.
Però una cosa è certa, a questi ragazzi, allenatore e dirigenza va fatto un grande applauso per aver affrontato un campionato stranissimo al massimo delle loro possibilità, con una rosa ridotta all’ osso a causa degli infortuni.
Meccariello sostituirà Paz in difesa, mentre Mancosu e Lapadula, usciti per infortunio a Udine, sono pronti a fare l’ ultimo sforzo per provare a regalare la gioia più grande a tutti i tifosi giallorossi, ma anche a quelli di tutta Italia che nei giorni scorsi hanno manifestato il loro incoraggiamento per i salentini tramite messaggi giunti alla società di Via Colonnello Costadura.
FORZA LECCE IL SALENTO E’ CON TE!

Danilo Sandalo

Cuore Lecce, vince a Udine e torna a crederci!

Il Lecce vince 2-1 in rimonta contro l’Udinese e torna a sperare nella salvezza grazie anche al tracollo del Genoa che contro il Sassuolo perde per 5-0. Una partita epica quella dei giallorossi che dopo essere andati sotto di un gol, grazie alla marcatura di Samir, acciuffano il pareggio con Mancosu su rigore e poi ribaltano grazie alla rete di Gianluca Lapadula. Strepitosa la prova dei ragazzi di Liverani, ma va evidenziata soprattutto quella di Filippo Falco autentico trascinatore dei suoi.
Domenica c’è da superare l’ ultimo ostacolo contro il Parma, sperando principalmente che la partita tra Genoa e Verona sia giocata ai massimi livelli agonistici.

Danilo Sandalo

Il Lecce a Udine con il rischio di salutare la Serie A

Immagine di copertina scattata da Angelo Cavallo. Diritti riservati.

Penultimo atto della stagione quest’ oggi al “Friuli” di Udine dove il Lecce di Fabio Liverani affronterà l’ Udinese di mister Luca Gotti, già salva e senza particolari ambizioni di classifica.
Per i giallorossi la situazione invece è ben diversa, in quanto dopo la sconfitta di Bologna le speranze di raggiungere la salvezza sono praticamente nulle dal momento che il Genoa è sempre a +4 a due giornate dal termine. Pertanto con ogni probabilità quest’ oggi il Lecce vedrà sancita la retrocessione matematica in Serie B dopo un solo anno di permanenza nella massima categoria. Metaforicamente l’ attesa sembra tanto quella di un’ asta fallimentare in tribunale, dove manca solo l’ ufficialità del giudice per dichiarare la sentenza ed il fallimento di un’ azienda o nel migliore dei casi potrebbe rinviare l’ udienza, così come potrebbe succedere al Lecce che potrebbe veder rinviata la matematica retrocessione a domenica sera. Ma Serie B sarà, non tanto per pessimismo quanto per sano realismo. Certo da professionisti e uomini bisogna continuare a giocarsela in maniera leale secondo i canoni che lo sport indica, però al netto delle circostanze senza nessuna illusione.
Per quanto riguarda la formazione mister Liverani potrà contare nuovamente su Calderoni e Meccariello, mentre dovrebbe tornare Petriccione in cabina di regia, salvo sorprese dell’ ultima ora che ultimamente non sono state proprio esenti dal verificarsi, per fato o predisposizione volontaria.

Probabili formazioni

UDINESE (3-5-2): Musso; Becao, De Maio, Samir; Ter Avest, De Paul, Walace, Fofana, Sema; Lasagna, Okaka.
Allenatore: Luca Gotti

LECCE (4-3-2-1): Gabriel; Donati, Lucioni, Meccariello, Calderoni; Mancosu, Petriccione, Barak; Falco, Saponara; Lapadula.
Allenatore: Fabio Liverani

Danilo Sandalo


I sogni del Lecce s’ infrangono al Dall’ Ara: vincono i felsinei 3-2.

( L’ immagine di copertina è tratta dal sito ufficiale dell’ US Lecce )

Un harakiri di emozioni quello vissuto ieri pomeriggio allo Stadio Renato Dall’ Ara di Bologna, almeno per quanto riguarda i tifosi giallorossi. Ebbene si, perchè la squadra di Liverani nella sfida più importante dell’ anno contro il Bologna di Sinisa Mihajlovic è riuscita a fare di tutto, passando da un avvio disastroso a un recupero insperato e condito dal bel gioco, rischiando di passare addirittura più volte in vantaggio e subendo il 3-2 del Bologna durante il recupero su azione di contropiede dopo che l’ arbitro non aveva rilevato un presunto fallo in area di rigore su Mancosu che, fino a prova contraria e vista la delicatezza e la posta in palio, poteva almeno essere rivisto al VAR.
Purtroppo è andata così, con il Genoa che mantiene le distanze dai giallorossi a due giornate dalla fine e con altrettante partite abbastanza abbordabili da affrontare contro Sassuolo e Verona.
I gol sono stati messi a segno per il Bologna dall’ eterno capitan Palacio, Soriano e Barrow, mentre per il Lecce sono andati in gol il solito Mancosu e Pippo Falco che ha colpito anche una traversa e rischiato di siglare il 3-2 negato solo da un salvataggio sulla linea di porta rossoblu.
Probabilmente finisce così il campionato del Lecce, con una retrocessione parzialmente meritata non tanto per il gioco espresso, sicuramente tra i migliori della categoria, ma per una mentalità non sempre da Serie A che ha visto i giallorossi spesso poco aggressivi nei momenti importanti del torneo. Soprattutto nel post lockdown quando bisognava tirare fuori gli artigli i ragazzi di Liverani si sono dimostrati spesso emotivamente “soppressi” dalla situazione. Ma va bene così, nessun dramma, ci può stare per una squadra che già lo scorso anno ha fatto il miracolo di tornare nel massimo campionato e che per poco probabilmente non riuscirà a restarci. Non vanno fatti processi nè ad allenatore, nè alla società, nè al direttore sportivo, nè tanto meno ai giocatori che in un periodo del genere si sono ritrovati ad essere spremuti da un calcio business che vede nei calciatori una merce da spremere per non fermare uno spettacolo precofenzionato.
Un applauso comunque va fatto a mister Liverani che, pur con le sue scelte a volte discutibili e da interpretare, ha sempre dimostrato professionalità e dedizione, oltre a una grande passione ricambiando l’ affetto che tutta la piazza dimostrava. Un uomo con gli attributi che ha avuto la forza e l’ umiltà di ripartire dalla LegaPro dopo aver esordito in Serie A.
Per ultimo vanno ringraziati i tifosi, quelli veri e non quelli che presi da manie di protagonismo e frustrazioni personali varie e plurime hanno bersagliato per tutto l’ anno un calciatore come Panagiotis Tachtsidis arrivando nell’ ultimo periodo ad insultarlo pesantemente per il fatto di non aver mantenuto le eccelse prestazioni dello scorso anno. Un atteggiamento verificatosi via social per lo più e che in un qualche modo avrà influito negativamente anche sul resto del gruppo. Una situazione penosa messa in atto da pochi pseudo tifosi che ha visto la reazione scomposta, ma giustificata, del calciatore greco.
Voltiamo pagina, ringraziando i ragazzi della Curva Nord che nonostante tutto hanno dimostrato di esserci e di essere fieri di questa squadra e questa città.
Con la speranza che si possa ripartire proprio dal pubblico e con la sua presenza negli stadi, archiviamo questo campionato non ancora concluso senza aspettarci particolari colpi di scena, ma con la speranza e l’ augurio che dagli errori fatti quest’ anno e dalle macerie si possa risorgere a nuova vita.
Grazie Lecce per il sogno che ci hai regalato! …The show must go on!

Danilo Sandalo

Vai Lecce, sorprenditi e prova a fare la storia!Le probabili formazioni

(L immagine di copertina è tratta dal sito ufficiale dell’ US Lecce)

Con la vittoria dell’ Inter, del leccese Antonio Conte, sul Genoa per 3-0, il Lecce di Fabio Liverani torna a sperare nella salvezza seppur ad oggi la distanza dalla squadra di Davide Nicola rimane ancora di 4 punti. Infatti vincendo a Bologna, contro i felsinei guidati da Sinisa Mihajlovic, i giallorossi si porterebbero a 1 punto di distacco dai liguri riaprendo seriamente i giochi in chiave salvezza.
Ovviamente, fatta questa premessa, il compito di Mancosu e compagni non è affatto nè semplice nè scontato perchè di fronte troveranno una squadra che, fallito l’ obiettivo Europa League, sembra quasi essersi smarrita e pertanto vorrà provare a chiudere la stagione in maniera dignitosa. Inoltre il tecnico rossoblu Sinisa Mihajlovic non è uno che concede nulla, neanche quando si trova di fronte un amico come in questo caso con Fabio Liverani suo ex compagno di squadra alla Lazio.
Pertanto ci sarà da soffrire e lottare, ma si sa che il Lecce non è nuovo a situazioni simili e la storia dei salentini parla chiaro in termini di passione e sofferenza. Però vi è da dire che parla allo stesso modo anche in termini di imprese, non ultima quella realizzata proprio dalla squadra di Liverani lo scorso anno in Serie B dove pur non partendo con i favori del pronostico riuscì a sorprendere tutti centrando la promozione diretta nella massima serie e solo per un soffio non riuscì ad ottenere il primo posto.
Quindi LECCE VAI E FAI LA STORIA!

Le probabili formazioni

BOLOGNA (4-2-3-1): Skorupski; Mbaye, Danilo, Denswil, Dijks; Medel, Dominguez; Orsolini, Soriano, Sansone; Barrow.
Allenatore: Sinisa Mihajlovic

LECCE (4-3-2-1): Gabriel; Rispoli, Lucioni, Paz, Donati; Mancosu, Petriccione, Barak; Falco, Saponara; Lapadula.
Allenatore: Fabio Liverani

Danilo Sandalo

Lecce: 3 punti di speranza.

(L immagine di copertina è tratta dal sito ufficiale dell’ US Lecce)

Il Lecce batte il Brescia per 3-1 al “Via del Mare” e continua a credere nella salvezza, anche se le notizie che arrivano da Genova sono poco confortanti perchè il Genoa si aggiudica il derby contro la Sampdoria e mantiene invariato il distacco dai giallorossi.
Mattatore dell’ incontro è stato Gianluca Lapadula, autore di una doppietta, e Riccardo Saponara, mentre per le rondinelle è andato a segno Daniele Dessena.
Domenica a Bologna si prospetta un’ altra finale per i ragazzi di Liverani che dovranno dimostrare ancora una volta il loro attaccamento a questa categoria, magari ricordando i tanti sacrifici fatti per ottenerla.

Danilo Sandalo

Lecce credici ancora!

Ancora una volta sarà Lecce-Brescia a decidere le sorti del campionato per i giallorossi. Come lo scorso anno la partita contro le rondinelle diventa un crocevia fondamentale dove vincere rappresenta l’ unica possibilità per tenere accesa ancora quella fiammella di speranza che conduce alla permanenza in Serie A. Il Lecce deve crederci oltre il limite delle proprie possibilità per annullare quel divario che separa la realtà dal sogno. Sembra strano ma ancora oggi gli uomini di Liverani possono essere arbitri del proprio destino a patto che quel fuoco che brucia dentro possa essere tanto forte da poter riuscire a cambiare le sorti di ognuno e di un’ intera stagione. Dipende solo da loro.
Non sarà della partita Petriccione squalificato, mentre sono da valutare Farias, Babacar e Calderoni. Rossettini, dopo lo stato febbrile che lo ha tenuto fuori nell’ ultimo periodo, invece ha ripreso ad allenarsi.
L’ augurio che possiamo fare a tutta la squadra giallorossa è quello di crederci e dimostrare che si può essere più forti delle avversità.

Le probabili formazioni

Lecce (4-3-2-1): Gabriel; Donati, Lucioni, Paz, Rispoli; Mancosu, Tachtsidis, Barak; Saponara, Falco; Lapadula.
Allenatore: Liverani

Brescia (4-4-2): Joronen; Sabelli, Papetti, Chancellor, Semprini; Bjarnason, Dessena, Tonali, Zmrhal; Torregrossa, Donnarumma.
Allenatore: Lopez

Danilo Sandalo

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Lecce: Serie A appesa a un filo.

( L’ immagine di copertina è tratta dal sito ufficiale dell’ US Lecce )

Il Lecce esce sconfitto in maniera immeritata dalla sfida salvezza giocata al “Ferraris” di Genova contro il Genoa. Il risultato di 2-1 per i rossoblu di Nicola ancora non condanna gli uomini di Liverani ma sicuramente non lascia grandi speranze.
La gara è stata giocata alla grande dal Lecce che però ha pagato l’ errore iniziale di Dell’ Orco che ha permesso a Sanabria di siglare il vantaggio. Il Lecce non si abbatte e sul finire del primo tempo ha la possibilità di pareggiare su calcio di rigore che il capitano Mancosu manda alto. Nella ripresa i giallorossi tornano in campo più pimpanti e trovano il pareggio con un tiro cross di capitan Mancosu che si riscatta dell’ errore precedente.
Il Lecce controlla egregiamente ma la dea bendata sembra aver abbandonato i salentini quando un tiro da fuori area del nuovo entrato Jagello si stampa sul palo per poi carambolare su Gabriel prima di finire in rete. Nel finale il Lecce prova l’ assalto ma il risultato non cambia ed il Genoa si porta a +4 sui giallorossi che ora vedono seriamente la Serie B.
Bisogna continuare a crederci ancora e giocare come fatto oggi sperando che in queste quattro partite restanti ognuno continui a fare il proprio dovere a cominciare dalla Sampdoria che mercoledì affronterà il Genoa in un derby che ci auguriamo non voglia perdere, ma che al contrario abbia la fame di voler vincere.

Danilo Sandalo

Adelante Lecce, o victoria o muerte!

Sfida salvezza questo pomeriggio al “Ferraris” di Genova dove si affronteranno Genoa-Lecce. La classifica vede le due squadre distanti di 1 solo punto con il Genoa a quota 30 punti ed il Lecce che insegue con 29 punti.
Una partita che, come ha giustamente detto il tecnico Liverani, chi riuscirà a vincere avrà ipotecato la salvezza, fermo restando che poi ci saranno ancora 4 gare da disputare dopo quella odierna.
Il Lecce non può assolutamente fallire per non vanificare tutti gli sforzi fatti fin ad oggi, non solo quest’ anno ma anche nelle annate precedenti. Bisognerà essere attenti e cinici, cercare di concretizzare quanto più possibile lasciandosi alle spalle la brutta sconfitta di mercoledì scorso contro la Fiorentina.
Ex della gara sono gli attaccanti Saponara e Lapadula ed il tecnico leccese Fabio Liverani, che cominciò la sua esperienza da allenatore proprio sulla panchina rossoblu.

Le probabili formazioni

Genoa (3-4-1-2): Perin; Goldaniga, C. Zapata, Masiello; Biraschi, Behrami, Schone, Criscito; Iago Falque; Pandev, Pinamonti.
Allenatore: Davide Nicola.

LECCE (4-3-2-1): Gabriel; Donati, Lucioni, Paz, Dell’Orco; Barak, Petriccione, Mancosu (Majer); Saponara, Farias; Babacar.
Alleantore: Fabio Liverani.

Danilo Sandalo

Serie A, Roma-Inter e Juventus-Lazio i big match, Genoa-Lecce da thriller!

La 34° giornata di Serie A propone un calendario che potrebbe chiudere i giochi in maniera definitiva, almeno per qualcuno. Roma-Inter e Juventus-Lazio sono le sfide da tenere sott’ occhio e che potrebbero dare un significato importante al campionato. Per questo motivo l’ Atalanta di Gasperini, che si trova a 7 punti dai bianconeri, non dovrà fallire contro il Verona nella sfida di sabato pomeriggio al Bentegodi. Milan-Bologna sarà una sfida molto sentita soprattutto per Mihajlovic, ex della gara.
Da thriller la gara Genoa-Lecce con le due squadre distanziate di un punto e che si giocano la salvezza. Entrambe vengono da brutte sconfitte e una vittoria di una delle due taglierebbe l’ altra dalla corsa alla permanenza. Parma-Sampdoria e Fiorentina-Torino sono vedono le protagoniste in una situazione di tranquillità potendo gestire il vantaggio dalla terz’ultima, mentre Napoli-Udinese rappresenta un’ insidia per i friulani che se dovessero perdere dovrebbero nuovamente cominciare a guardarsi le spalle. Brescia-Spal invece rappresenta la partita dei rimpianti con entrambe che hanno più di un piede e mezzo in Serie B, mentre contro il Cagliari, già salvo, il Sassuolo di De Zerbi cercherà di stupire ancora per provare ad agganciare la zona Uefa.

Danilo Sandalo

Spadafora: “”Impossibile riaprire gli stadi ora. A settembre…”

Intervenuto al question time al Senato, il ministro dello sport, Vincenzo Spadafora ha risposto ad un’interrogazione sulla possibilità di tornare a disputare gare a porte aperte. “Proprio la prudenza dimostrata durante il lockdownci ha consentito di ripartire gradualmente con i vari DPCM, prima con gli allenamenti individuali e poi con quelli degli sport di squadra, fino alla ripresa definitiva delle competizioni sportive. Lo sport, e soprattutto il calcio, è una industria importante per il nostro paese. Confrontandomi col Ministro della Salute, e col Comitato tecnico-scientifico, si è stabilito di continuare su questa linea della prudenza che ci ha permesso di far ripartire le varie attività sportive e prepararci affinché a settembre, con l’avvio dei campionati, si possano riaprire gli stadi a beneficio di tantissimi tifosi. E’ vero che oggi ci sarebbero le condizioni all’interno degli stadi per garantire il distanziamento fisico tra un determinato numero di tifosi, ma è altrettanto vero che sarebbe rischioso favorire il flusso di una quantità enorme di persone intenzionate a dirigersi contemporaneamente verso un unico luogo. E anche il loro ingresso allo stadio sarebbe un problema: si tratterebbe di misurarne la temperatura corporea e di mettere in atto tutta una serie di accorgimenti difficili da organizzare in due settimane, quelle che in sostanza mancano alla fine del campionato. Sicuramente, per quanto riguarda il nuovo campionato, mi impegno a garantire la riapertura degli stadi al pubblico”

Lecce: contro la Fiorentina un tracollo da film horror.

Il Lecce contro la Fiorentina incassa una pesantissima sconfitta che a questo punto potrebbe compromettere in maniera definitiva la corsa verso la salvezza. Una disfatta arrivata senza quasi opporre resistenza, probabilmente figlia di una condizione psicologica deficitaria dovuta al troppo stress emotivo e fisico avuto dalla squadra giallorossa, probabilmente non abituata a sostenere partite in maniera così ravvicinata e tanto importanti.
Nei giallorossi si salva solo Gabriel che, nonostante tutto, a provato a sostenere la squadra e tenerla a galla, soprattutto con il rigore parato a Pulgar nel primo tempo quando il risultato era già di 1-0 per i viola grazie al gol realizzato da Chiesa. Purtroppo non è bastato perchè la Fiorentina, nono stante l’ errore dal dischetto, ha approfittato delle “macerie” giallorosse mettendo a ferro e fuoco la retroguardia leccese andando in gol ancora con Ghezzal e Cutrone, chiudendo il primo tempo sul risultato di 3-0!
Nel secondo tempo c’è poco da raccontare, con Gabriel che limita ancora i danni e Shakov che, entrato al 72′ minuto al posto di uno spento Bababcar, sigla allo scadere il gol della bandiera per il definitivo 3-1 per i viola.
Ora le sorti dei giallorossi non dipendono più solo dalle loro prestazioni, ma bisognerà vedere come andrà a finire questa sera Torino-Genoa per poi andare a giocarsi tutto domenica a Marassi proprio contro i rossoblu di Nicola in uno scontro che potrebbe avere già un significato agrodolce.

Danilo Sandalo

Lecce: contro la Fiorentina per alimentare l’ obiettivo salvezza.

Il Lecce affronterà la Fiorentina al “Via del Mare” dopo il buon pareggio ottenuto a Cagliari che ha permesso ai giallorossi di allungare la serie positiva. Inutile dirlo che a questo punto del campionato bisogna puntare a fare bottino pieno vista la classifica, considerando che ora i punti iniziano a pesare particolarmente. Lo sanno bene i ragazzi di Liverani che nelle ultime due giornate hanno dimostrato grinta e determinazione mettendo cuore e tenacia, che erano mancate nelle prime uscite post lockdown.
La Fiorentina invece arriva alla partita forte del pareggio ottenuto in casa contro il Verona allo scadere, ma sicuramente ridimensionata nelle ambizioni e che si ritrova a dover lottare per la permanenza in Serie A.

Le probabili formazioni

LECCE (4-3-2-1): Gabriel; Rispoli, Lucioni, Paz, Donati; Majer, Petriccione, Barak; Mancosu, Saponara (Falco); Babacar.
Allenatore: Liverani.

FIORENTINA (3-5-2): Dragowski; Milenkovic, Ger. Pezzella, Caceres; Chiesa, Duncan, Pulgar, Castrovilli, Dalbert; Cutrone, Ribery.
Allenatore: Iachini

Danilo Sandalo

Lecce e Cagliari si dividono la posta in palio.

( L’ immagine di copertina è tratta dal sito ufficiale dell’ US Lecce )

Il Lecce torna da Cagliari con un punto che serve a muovere la classifica e proseguire la marcia verso la salvezza.
Una partita in cui gli uomini di Liverani hanno raccolto meno di quanto seminato per via delle numerosi occasioni da rete create e che i vari Falco, Babacar, Saponara, Mancosu, Farias e Barak non sono riusciti a concretizzare. Sulla loro strada, c’è da sottolineare, hanno trovato anche un grandissimo Alessio Cragno che si è rivelato un’ autentica saracinesca chiudendo la porta agli avversari.
Nell’ arco dei 90 minuti il Lecce ha colpito due legni, uno per tempo, prima con Babacar e successivamente con capitan Mancosu.
Ad ogni modo va bene così visto l’ atteggiamento propositivo dimostrato dai giallorossi che mercoledì ospiteranno la Fiorentina in un altro importantissimo match in chiave salvezza.

Danilo Sandalo

Lecce, con il Cagliari per dare un seguito alla vittoria contro la Lazio. Le probabili formazioni.

( L’ immagine di copertina è tratta dal sito ufficiale dell’ US Lecce )

Il Lecce affronterà il Cagliari di Walter Zenga nel 32° turno di campionato. Una partita in cui i giallorossi sono chiamati a dare seguito e conferma della bella prestazione fornita contro la Lazio da cui ne è scaturita una vittoria fondamentale in chiave salvezza. Dall’ altra parte il Cagliari, che dopo l’exploit del girone di andata, si è un pò “perso” ridimensionando le proprie ambizioni ma rimane sempre una signora squadra che ha in Radjia Nainggolan il suo top player.
Partita speciale per il capitano Marco Mancosu e, l’ eroe della promozione in Serie A, Mauro Vigorito entrambi nati in terra sarda e pertanto molto legati alle proprie origini.
Per il resto Liverani non potrà contare sui “soliti” Meccariello, Rossettini e Lapadula infortunati, mentre sono da considerarsi a mezzo impiego Deiola e Majer entrambi reduci da un infortunio. Torna anche Tachtsidis dopo il turno di squalifica.

Le probabili formazioni

CAGLIARI (3-5-2): Cragno; Walukiewicz, Pisacane, Carboni; Mattiello, Nandez, Nainggolan, Rog, Lykogiannis; Simeone, João Pedro.
Allenatore: Walter Zenga

LECCE (4-3-2-1): Gabriel; Donati, Lucioni, Paz, Calderoni; Barak, Petriccione, Mancosu; Saponara, Falco; Babacar.
Allenatore: Fabio Liverani

Danilo Sandalo

Serie A, 32° turno: che sfida Sarri vs Gasperini! Occhio anche a Napoli-Milan.

Si (ri)parte sabato 11 Luglio con Lazio-Sassuolo alle 17:15, una sfida in cui i ragazzi di Simone Inzaghi cercheranno il riscatto dopo la due sconfitte consecutive con Milan e Lecce. Di contro troveranno il Sassuolo di De Zerbi che è in uno stato di grazia e che punta dritto all’ Europa. A seguire Brescia-Roma con i giallorossi che proveranno a dimostrare di essersi lasciati la crisi alle spalle, mentre le rondinelle cercheranno di salvare almeno l’ orgoglio in questa sfortunata stagione. L’ incontro più atteso della giornata è sicuramente Juventus-Atalanta in programma alle 21:45. Gli orobici sono terzi in classifica a 9 lunghezze dalla Juventus capolista e con una vittoria non solo potrebbero riaprire il campionato in favore della Lazio, ma addirittura provare a sognare loro stessi lo scudetto! Impensabile, sicuramente, ma non per questo proibitivo, almeno, poterlo sognare.
Domenica sono in programma Genoa-Spal, Parma-Bologna, Fiorentina-Verona, Cagliari-Lecce, Udinese-Sampdoria ed in serata il match clou Napoli-Milan dove Gattuso ritroverà il suo passato e a cui proverà a dare un dispiacere sportivo.
Chiude lunedì Inter-Torino, con i nerazzurri quarti in classifica dopo il pareggio di Verona, mentre i granata procedono a piccoli passi verso la tanto agognata salvezza, obiettivo indispensabile di una stagione a dir poco sotto le aspettative.

Danilo Sandalo