Taranto, mister Panarelli: "Fiducia in Sibilia e Barbiero. Sicuramente ci sarà un verdetto"

Nel corso della trasmissione “La Puglia nel pallone” dedicata alla Serie D, in onda su Canale 85, il tecnico del Taranto Luigi Panarelli ha parlato in riferimento all’emergenza Coronavirus ed alle possibilità di ripresa della stagione agonistica.
Credo che la salute venga prima di tutto: è uno slogan che si ripete in continuazione ma è la pura verità. Nel momento in cui si dovesse giocare, significherebbe che il virus sia stato quasi eliminato: sarebbe la cosa migliore per noi che torneremmo sul campo a fare il nostro lavoro. Ci sono le persone preposte per poter prendere delle decisioni, noi possiamo solo rispettare le regole: dobbiamo avere fiducia in Cosimo Sibilia e Luigi Barbiero. E’ chiaro che più tempo passa e più sarà difficile completare la stagione. Ripresa dei campionati? Qualsiasi decisione venga presa, inevitabilmente, scontenterebbe qualcuno: ci sarà comunque un verdetto, in un modo o nell’altro. Spesso e volentieri si fa la distinzione tra dilettanti e professionisti: nel nostro girone, di dilettantismo c’è ben poco. Nel caso in cui si dovesse ripartire il prossimo anno, andrebbero rivisti i format dei campionati, sia per gli addetti ai lavori che per i calciatori ed i club che ne fanno parte. Secondo il mio punto di vista, bisognerebbe ripartire con la speranza che ci possa essere un aiuto ed un’unità di intenti per far ripartire la stagione calcistica: ok la passione ma per noi questo è un lavoro vero e proprio“.

Taranto, mister Panarelli: "Lo insegnano: mai dare le dimissioni"

Il tecnico del Taranto, Luigi Panarelli, ha rilasciato la seguente intervista ai colleghi della Gazzetta del Mezzogiorno:
EMERGENZA COVID-19 – Oggi la priorità è la salute. Tutto il resto è secondario. Ma ognuno di noi ha disegnato la propria esistenza inseguendo un sogno, un ideale, una passione. Io vivo di calcio. Pensare al calcio, per me, è naturale. Inevitabile.
I NUMERI – Facile far parlare i numeri. Ho lavorato su un progetto che non era il mio. Ma avevo lasciato delle tracce e da lì sono ripartito, cercando la complicità di tutti. Sono rientrato nel gruppo, portando concetti e valori in cui credo. Abbiamo intrapreso un percorso, lavorando sul fisico e sulla tattica. Non solo quattro vittorie. Anche 13 gol fatti e 1 subito. E soprattutto l’attenzione di tutti verso ciò che proponevo.
IL BARATRO – Col Gravina potevamo fare gol subito: non uno ma quattro. Poi siamo andati sotto su una palla inattiva. Non fu sbagliato l’approccio. A Fasano prima frazione dignitosa. Nella ripresa la squadra è venuta clamorosamente meno e abbiamo perso con merito. Con la Nocerina, prima di soccombere, ci sono i due gol ingiustamente annullati, un palo e diversi salvataggi sulla linea di porta. Insomma, se proprio vogliamo trovare una matrice comune, io la rintraccerei nella mole, davvero considerevole, di episodi negativi.
CASO KOSNIC E SITUAZIONI VARIE – Che era mio dovere salvaguardare l’integrità psicologica del gruppo. Io lavoro sul campo. Il mio pensiero, alla fine, va sempre lì.
IDEA DI SQUADRA INIZIALE – Pensavo fosse una buona squadra composta da ottimi giocatori, non tutti, però, congeniali al progetto vincente che stava alla base. Mancava qualcosa. E sarebbe arrivata a dicembre. Su questo punto col presidente ci fu subito totale convergenza. La pensavamo allo stesso modo.
POST FRANCAVILLA – Esiste, semmai, la partita che mi suggerisce di essere sulla strada giusta. Dopo lo 0-4 di Francavilla in Sinni mi convinco che il Taranto, ritoccato adeguatamente, può vincere il campionato. Poi, però, cominciano gli smottamenti, le frenate, le scollature. Non c’è una data del crollo. Ci sono le tappe di una resa progressiva.
DESTABILIZZAZIONE – Mentre si avvicina il mercato, un ex dirigente va in tv e fa i nomi dei calciatori che non avrebbero più fatto parte del progetto. Commette un errore imperdonabile perché rischia di destabilizzare lo spogliatoio. Così tocca farmi carico delle ansie dei calciatori, raccontando loro la verità. E gli scompensi vengono attutiti.
CASO D’AGOSTINO – A Coverciano ci hanno insegnato che le dimissioni non si danno mai. Questione di etica professionale più che di calcolo economico. Se credi in quello che fai, non lasci le cose a metà. Sull’attacco erano comunque in corso delle valutazioni. Stavamo cercando qualcosa di diverso. Croce, per esempio, chiedeva maggiore minutaggio e io non potevo garantirglielo. Favetta, dopo quell’errore dal dischetto, non era più lui: mi confessò che voleva cambiare aria, non sopportando le pressioni della piazza. L’esclusione di D’Agostino l’ho invece subita. Ero contrario e l’ho detto.
LA COERENZA – Penso di sì. Sono cinque anni che alleno e ho avuto sei-sette spogliatoi da gestire perché dopo ogni mercato cambiano le dinamiche relazionali all’interno di un gruppo, e ho sempre fondato il rapporto sulla correttezza. La offro e la pretendo. Solo così è possibile crescere.
ALLENATORE MODERNO – L’allenatore moderno è chiamato ad evolversi continuamente. Non è più tempo di integralismi. Lavoro su più sistemi di gioco. E sui tanti modi di interpretare una partita condizionata com’è dalle cosiddette variabili esterne: la forza degli avversari, lo stato di forma dei singoli, la strategia da adottare.
DIFETTO DI CRESCITA – Penso che un po’ tutti facciano riferimento alle partite di Gravina e Francavilla, parlo dello scorso campionato. Ma ci si dimentica di tutte le altre partite dove le correzioni, anche robuste, hanno prodotto benefici innegabili. A Gravina, per esempio, riempii la formazione di attaccanti, portando in mezzo al campo i due migliori palleggiatori: D’Agostino e Salatino. Lo scopo era quella di velocizzare i tempi di esecuzione della manovra, nel tentativo di stanare un avversario che si era chiuso. Non fu sufficiente.
LA DIDATTICA – È il passaggio decisivo. Si tratta di trasferire ciò che sai nella testa dei calciatori, partendo dalla postura del corpo che deve essere corretta. Perché se un centrocampista dà le spalle al lato opposto, si preclude una visuale di gioco. Ma la didattica da sola non basta. Un allenatore deve avere personalità. Deve essere percepito come il leader.
MANCANZA DI GIOCO – Rispondo che è falso. Ci sono state prestazioni in cui la bellezza del gioco ha rimandato al Taranto di Dionigi. L’ho letto. Non me lo sto inventando. E partite vinte grazie agli opportuni accorgimenti, ovvero in forza di una lettura corretta. Penso alla partita di Sorrento. Il bel gioco da solo non fa vincere. È la qualità della prestazione che ti avvicina maggiormente alla vittoria. Il bel gioco è un dato soggettivo. Per Klopp è la capacità di arrivare in porta dopo tre passaggi. Per Guardiola è l’esaltazione del possesso palla prima dell’imbucata decisiva. Mi piace allargare le possibilità d’impiego dei calciatori che alleno. Convincerli che possono fare l’una e l’altra cosa. Penso a D’Agostino che non era abituato a curare la fase di non possesso, alla versatilità di Ferrara, a Marino che da interno di centrocampo fa il terzino, a Pelliccia che nasce centrocampista.
IDENTITA’ – È qualcosa che rimanda alla mentalità e all’atteggiamento. Ho avuto la fortuna nella mia carriera di avere allenatori importanti: Mazzone, Mondonico, Gigi Simoni, in ritiro con la Roma ho visto lavorare Capello. A tutti ho rubato qualcosa. Sono stato una spugna. Ora faccio sintesi. Perché col copia e incolla non si fa strada.
CAMBIAMENTO – Serve uno sforzo corale per un processo che, oltre a coinvolgere tutti, deve avere due cardini: l’orgoglio e la progettualità. Dobbiamo dimostrare al mondo che a Taranto valiamo. Mi conforta l’idea che questa fermata generale ci stia fornendo la possibilità di una presa di coscienza individuale. Ripartire sarà come rinascere. Viverla come un’occasione: non ci resta altro.
LA RICONFERMA – Sì, per due ragioni: dare continuità al lavoro svolto e condividere il progetto sin dalla sua stesura. Il calcio è fatto di scelte da indovinare e di tempi da rispettare. Non bisogna, ogni volta, smontare tutto. Occorre continuità programmatica sull’esempio del Chievo di Delneri, della scalata del Sassuolo, dell’Atalanta di Gasperini, della Lazio di Inzaghi. Guardo a quei modelli. E ai miei 100 punti in 52 partite da allenatore del Taranto. Ed è su quella panchina che mi rivedo ancora.

Taranto, Panarelli: “All’inizio l’obiettivo non era arrivare nei playoff, ma ora…”

Il tecnico del Taranto, Gigi Panarelli, ritiene giusto il successo per 2-0 ottenuto a Sorrento: “La nostra vittoria è meritata, abbiamo disputato un grandissimo secondo tempo. Sapevamo di incontrare una squadra in forma, che merita questa posizione in classifica. Siamo stati bravi a tenere botta nel primo tempo, poi abbiamo anche subito un po’, ma abbiamo saputo reggere l’urto. La ripresa è stata delle più belle della stagione, abbiamo chiuso i varchi e siamo andati in gol finalmente con una palla inattiva provata in allenamento. Sono felice del gol dell’under Marino, poi la nostra partita è terminata in crescendo. Mi è piaciuto lo spirito, che ci ha permesso di affrontare la partita nel modo giusto. Questo successo è importante per il morale ed il prosieguo del campionato. Ora servirà mantenere i piedi per terra e non esaltarci troppo”.

Sulle sostituzioni azzeccate: “Sono contento per l’ottimo ingresso dei ragazzi, tutti sono potenziali titolari. Non faccio sentire nessuno una riserva. Questa vittoria è di squadra, di gruppo e domenica prossima ci sarà un’altra gara importante da affrontare. Dobbiamo sempre dimostrare qualcosa – aggiunge Panarelli –, tutti siamo in discussione, ma continuo a fare il mio lavoro. Sposito? Il merito del suo miglioramento non è mio, ma del preparatore Petrelli”.

Sugli obiettivi: “Dobbiamo pensare gara dopo gara: ovviamente raggiungere i playoff non era l’obiettivo iniziale, però ci troviamo in questa situazione ed ora occorre solo macinare punti”.

Sul battibecco a fine primo tempo tra lui e Maiuri : “Siamo amici di vecchia data, ho un ottimo rapporto, ma nei 90 minuti ognuno tira l’acqua al suo mulino. Non c’è nulla di personale – conclude il tecnico ionico -, si è chiuso tutto lì e c’è stata la stretta di mano”.

Taranto, mister Panarelli: “D’Agostino con me si è impegnato”

La prestazione è stata positiva anche se nel secondo tempo abbiamo abbassato un pò il ritmo e quando ci capita di farlo andiamo in difficoltà” – ha dichiarato il tecnico Luigi Panarelli al termine della sfida contro il Grumentum – “questo non mi è piaciuto. Dobbiamo essere sempre costanti ed avere un’intensità alta. Ma credo che in generale la prestazione sia stata positiva e il risultato poteva essere più rotondo viste anche le occasioni che abbiamo avuto oggi“.

Anche altre prestazioni sono state positive” – ha aggiunto il tecnico – “come Casarano e Nardò. Il problema è che in quelle gare non siamo riusciti a segnare oppure non abbiamo portato a casa il risultato più adeguato. E questi aspetti negativi non mettono in evidenza la prestazione che è stata buona anche in quelle circostanze. I tifosi? Ci mancano. Dobbiamo continuare così e macinare punti su punti per meritarceli di nuovo“.

Domenica ci sarà la sfida contro il Sorrento, “è una società seria con Maiuri che la sta allenando da ben due stagioni consecutive. Questo non è da sottovalutare, quando arrivano i risultati, questi vengono da lontano. Non a caso Maiuri sta facendo un ottimo lavoro e gli faccio i complimenti”.

“D’Agostino? Non parlo di questa vicenda” – concliude – “dico solo che con me il giocatore si è sempre impegnato e ha fatto tantissimo. Di questo lo ringrazio. Il resto non mi compete”.

mondorossoblu.it

Taranto, alla guida ritorna Panarelli

Il Taranto FC 1927 ha scelto il successore di Nicola Ragno sulla panchina rossoblù. Torna a distanza di quattro mesi il tecnico Luigi Panarelli autore di una ottima stagione nella scorsa annata e fortemente determinato nel proseguire il progetto vincente impostato con la società. Tarantino doc, conosce bene l’ambiente, da poco laureatosi allenatore professionista, ha riscelto il Taranto nonostante altre richieste importanti provenienti da altre piazze e domani dirigerà il suo primo allenatore con la squadra. Panarelli è stato presentato nel corso della conferenza odierna alla presenza del presidente Massimo Giove, del vicepresidente Enzo Sapia, del direttore generale Gino Montella e del direttore sportivo Franco Sgrona.

Team Altamura, prime conferme per il club biancorosso. Rinnovano in otto tra Under ed Over

Primi passi verso la nuova stagione in casa Team Altamura. Dopo aver sbrigato con successo la pratica per il ripescaggio in Serie D, la società murgiana ha comunicato di aver rinnovato il contratto a diverse pedine che hanno contribuito al salto di categoria.

La società della presidentessa Dilena ha rinnovato il contratto al capitano, nonchè bandiera della squadra murgiana, Nicola Dibenedetto. Il roccioso difensore continuerà la sua esperienza con la maglia della propria città dopo l’approdo nella scorsa stagione dal Gravina. Sempre nel reparto difensivo, importanti le conferme del portiere scuola Bari Paolo Petruzzelli e del difensore Cannito. Oltre ai rinnovi dei cosiddetti “over”, ci sono due importanti conferme anche per i difensori Under Colaianni ed Ostuni che saranno a disposizione di Gigi Panarelli anche il prossimo anno. A centrocampo, conferma per Giampiero Montemurro mentre la batteria degli esterni potrà contare ancora sulla fantasia e sulle giocate di Sebastian Di Senso. Infine, rinnovato anche il contratto del giovane barese Morea.

Dopo aver rinnovato i contratti dei “senatori”, in casa biancorossa è tempo di effettuare i primi innesti.

ANTONIO GENCHI 

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Team Altamura-Serie D, è fatta! 0-0 a San Giorgio e i “Panarelli Boys” festeggiano la promozione

Missione compiuta e la festa può avere inizio in casa Team Altamura. I biancorossi hanno pareggiato 0-0 in quel di San Giorgio a Cremano e, in virtù del 2-0 dell’andata, superano i campani nella finale playoff di Eccellenza.

La squadra biancorossa è stata accompagnata nella trasferta da una carovana di tifosi che ha sostenuto dal primo momento Del Core e soci con una torciata ed un tifo da categoria superiore. Categoria superiore, appunto, quella che vedrà protagonista la formazione barese che ha coronato un percorso iniziato qualche tempo fa.Una stagione fantastica che, ad un certo punto, sembrava mettersi male con le dimissioni di Gennaro Di Maio e l’insediamento di Gigi Panarelli. Proprio il giovane allenatore tarantino aveva un conto in sospeso con i playoff ad Altamura: lo scorso anno fu il Real Metapontino a fermare la corsa dei biancorossi verso la Serie D. 

Neanche gli infortuni hanno fermato il Team Altamura che ha dovuto fare a meno nel finale di pedine importanti come il portiere Keità e soprattutto Fiorentino, Logrieco, Di Senso e Del Core (assente per una buona fetta di stagione a causa di problemi familiari). La squadra biancorossa ha potuto contare su un ossatura importante, di esperienza e vincente come gli ex Gravina Dibenedetto, Sisalli, Rana e Montemurro che hanno, cosi, bissato la promozione ottenuta nella scorsa stagione nella vicina Gravina.

La Serie D, dunque, si arricchisce di una nuova componente che va ad arricchire la pattuglia pugliese nella vecchia “interregionale”. Saranno, a meno di colpi di scena, otto le protagoniste della nostra regione al via con, appunto, il Team Altamura che si va ad aggiungere al Cerignola (già promosso), Gravina, Taranto, Manfredonia, San Severo, Madrepietra Dauna Apricena (in attesa di conoscere sviluppi societari) e Nardò.

ANTONIO GENCHI 

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Team Altamura, buona la prima. Ad Acireale arriva un 2-1 fondamentale firmato da Sisalli e Del Core

(foto: Francesco Barbagallo)

Missione compiuta per il Team Altamura che torna dalla lunga trasferta di Acireale con un 2-1 in saccoccia. Il risultato, maturato in Sicilia, permette ai ragazzi di Gigi Panarelli di affrontare con molta fiducia la gara di ritorno.

Tante le assenze in casa murgiana con i lungodegenti Di Senso, Logrieco e Fiorentino che hanno dato forfait insieme a Keità, problemi muscolari per il giovane portiere. Il Team Altamura va in vantaggio al 17esimo grazie al siciliano doc Sisalli che batte con un pallonetto il portiere locale Ferla. I padroni di casa pareggiano i conti nella ripresa grazie a Biondo ma ci pensa Umberto Del Core (un altro che con la Sicilia ha un certo feeling vista la promozione in A col Catania) a firmare il nuovo e definitivo sorpasso.

Un risultato stra-positivo per Dibenedetto e soci che al ritorno, in casa, possono anche permettersi di perdere per 0-1 ma passerebbero comunque in semifinale.

ANTONIO GENCHI 

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Altamura, i playoff nazionali ti portano in Sicilia. I “Panarelli Boys” impegnati ad Acireale

Dopo aver conquistato il titolo regionale, il Team Altamura di Gigi Panarelli affronta con rinnovato ottimismo la fase nazionale dei playoff di Eccellenza. La vittoria, a sorpresa, contro il Bitonto ha dato il pass ai murgiani per continuare la strada verso la Serie D e una tappa fondamentale sarà domani in Sicilia, ad Acireale.

I biancorossi saranno ospiti, appunto, al “Tupparello” contro la formazione catanese in una sfida che si prospetta difficile. I siciliani sono finiti secondi nel girone B di Eccellenza Siciliana (girone vinto dal Palazzolo) e possono contare sul fattore campo e su un rinnovato entusiasmo: circa un mese fa, infatti, la società è stata acquisita da un nuovo proprietario e ciò ha generato ottimismo in una piazza, quella acese, che può vantare trascorsi importanti nella vecchia Serie C.

Dibenedetto e soci, inoltre, devono cancellare il ricordo amaro dell’ultimo confronto con una squadra siciliana: furono, infatti, i siciliani del Troina ad eliminare i biancorossi dalla Coppa Italia con la gara di ritorno che portò dietro strascichi polemici per una presunta aggressione subita dagli ospiti al “D’Angelo”.

La gara avrà il suo fischio d’inizio alle ore 16.00 e sarà diretta dal fischietto napoletano Romaniello. Assistenti saranno i romani Aucello e De Angelis. 

ANTONIO GENCHI 

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C.Italia Eccellenza – Team Altamura, nessuna “remuntada”. Il Troina vince anche al “D’Angelo” e vola in semifinale

Il Team Altamura fallisce la “remuntada” ed esce di scena dalla Coppa Italia riservata alle squadre di Eccellenza. La squadra biancorossa, dopo la sconfitta maturata in Sicilia per 1-0, era chiamato a ribaltare la situazione contro il Troina ma la squadra ennese, allenata dall’ex calciatore del Bari Peppe Pagana, vince anche la gara di ritorno ed estromette i murgiani dalla Coppa.

Dopo la cocente delusione di Cerignola, con la sconfitta maturata all’ultimo arrembaggio dei dauni, i biancorossi di Panarelli si affidavano al fattore “D’Angelo” per conquistare la semifinale. Il tecnico tarantino si affida in attacco a Fernandez e Bottone con Gigi Rana che, a sorpresa, inizia dalla panchina. Il primo tempo termina sullo 0-0 ma la ripresa riserva subito il gol siciliano con Diallo al 56esimo minuto, una rete che spezza le gambe ai biancorossi che escono mestamente dalla competizione.

Una sconfitta che pesa nella stagione altamurana con Dibenedetto e compagnia che ora hanno a disposizione solo la strada dei playoff per la promozione in Serie D. Per dovere di cronaca, bisogna registrare una presunta aggressione subita dai calciatori e dalla società siciliana nel capoluogo murgiano. Il portale goalsicilia.it, riporta che due calciatori e un dirigente sarebbero stati aggrediti prima del match e hanno dovuto ricorrere a cure mediche.

ALTAMURA: Keita, Natale, Rotunno, Di Benedetto, Cannito, Montemurro, Di Senso, Ostuni, Bottone, Sisalli, Fernandez. All. Panarelli.

TROINA: Lizzoni, Del Col, Orlando, Tuninetti, Silvestri, Fricano, Souaré, De Souza, Diallo, Marletta, Adeyemo. All. Pagana.

ARBITRO: Crezzini di Siena

RETI: 56′ Diallo

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Altamura, Gigi Panarelli ritorna sulla panchina murgiana. Bottone: “Felici per il passaggio del turno”

L’ A.S.D. Team Altamura comunica che dalla data odierna cioè 09-03-2017 GIGI PANARELLI quarantenne, ex calciatore, è il nuovo ALLENATORE della TEAM. Gigi Panarelli ex difensore, in carriera ha totalizzato 20 presenze in serie A, 39 presenze in serie B, militando in squadre come Napoli, Torino, Andria, Crotone, Avellino, etc. sino a chiudere la carriera calcistica proprio ad Altamura con la Team nel 2016, ricoprendo anche nella 2° parte dello stesso campionato il ruolo di primo Allenatore sino al termine. Il club biancorosso pone i più vivi ringraziamenti all’ex Mister Gennaro Di Maio per il grande lavoro svolto, augurandogli un proficuo prosieguo professionale a tutti i livelli.  A Gigi Panarelli va il più sincero augurio di buon lavoro da parte di tutta la “famiglia” Team.

Al termine della gara col Portici (vinta per 2-0) ha parlato anche la punta Bottone. Ecco le sue parole al sito ufficiale del Team Altamura:

Partiamo dalla vittoria contro il Portici che ha sancito il passaggio del turno, che partita è stata?

“Siamo felici per aver passato il turno era ciò che volevamo. Il Portici è una buona squadra ma oggi fin da subito abbiamo fatto capire agli avversari che non avrebbero avuto vita facile”.

Dove può, invece, ambire ad arrivare in campionato questa squadra?

“Per quanto riguarda il campionato scenderemo ogni domenica in campo per vincere, ormai sono tutte finali dobbiamo cercare di centrare uno degli obiettivi per andare in serie D”.

Sei uno degli ultimi arrivati in questo gruppo, come ti trovi nello spogliatoio e nella città di Altamura?

“Per quanto riguarda il gruppo sto benissimo sono tutti bravi ragazzi e disponibili, cosi come la città è tranquilla e si sta bene”.

E’ la prima volta che giochi in Puglia, che idea ti sei fatto su questo campionato?

“L’Eccellenza pugliese è un campionato difficile ed è vero che è come una serie D, però sono contento di essermi calcato subito nella realtà e di conseguenza non sto avendo difficoltà”.

Domenica scorsa a Vieste è arrivata la prima marcatura in maglia biancorossa, dobbiamo aspettarcene altre?

“Sono stato felicissimo per il gol, perché lo aspettavo da tanto, è chiaro che non mi fermerò qui, fare gol è il mio mestiere, l’attaccante è cosi, viene giudicato per i gol, per cui ora farò di tutto per continuare a segnare ma soprattutto per vincere qualcosa e raggiungere l’obiettivo della squadra che è la serie D”.

ALESSIO DI PALO – UFFICIO STAMPA TEAM ALTAMURA

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C.Italia Eccellenza – Il Team Altamura batte 2-0 il Portici e passa il turno. Oltre ai murgiani sorride anche…il Barletta

Vittoria doveva essere e vittoria è stata per il Team Altamura che avanza al prossimo turno di Coppa Italia. La formazione murgiana ha battuto 2-0 i quotati campani del Portici (gol di Montemurro e Di Senso) e superano il girone, che comprendeva anche i lucani del Moliterno.

Sul neutro di Castellaneta, Rana e soci avevano a disposizione solo un risultato su tre per passare al turno successivo. La squadra murgiana ha presentato in panchina quel Gigi Panarelli (ufficializzato quest’oggi come nuovo tecnico) che aveva già guidato l’Altamura nella passata stagione fino alla doppia sfida dei playoff persa con il Real Metapontino. Dopo un primo tempo combattuto, la gara si è decisa nella ripresa con un bel gol di Montemurro e dal raddoppio firmato da Sebastian Di Senso che hanno condannato l’undici campano alla sconfitta.

Sul cammino verso il successo finale, per i ragazzi murgiani, c’è ora un ostacolo siciliano. Dibenedetto e compagni ora avranno la doppia sfida contro il Troina, squadra della provincia di Enna e al momento capolista del girone A dell’Eccellenza siciliana con 50 punti.

La vittoria ed il passaggio del turno del Team Altamura, oltre che alla città murgiana, avrà fatto indubbiamente piacere anche al Barletta e a quelle formazioni in lotta per un posto playoff. Qualora la formazione biancorossa vincesse il trofeo, andrebbe di diritto in Serie D e liberebbe un posto ai playoff (l’Altamura attualmente è terzo in classifica alle spalle di Cerignola e Bitonto). Buone notizie, insomma, per le residue chance di qualificazioni ai playoff del Barletta che diventerebbe quarto e dovrebbe fare la corsa sul Casarano (al momento a +9 mentre il margine affinchè si giochino i playoff è +6).

ANTONIO GENCHI 

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