Archive 18/04/2020

Fasano, mister Laterza: "La finale di Coppa? Credo sarà un rimpianto…"

Nel corso della trasmissione “La Puglia nel pallone” dedicata alla Serie D, in onda su Canale 85, l’allenatore del Fasano Giuseppe Laterza ha espresso il proprio parere circa l’emergenza COVID-19 parlando, anche, della storica cavalcata dei biancazzurri verso la finale della Coppa Italia di Serie D che, ad oggi, non si sa se e quando verrà disputata.
Credo che potrebbero bastare 40/45 giorni per finire il campionato: bisognerebbe prevedere giornate di campionato con turni infrasettimanali per terminarlo in questi termini. Sicuramente abbiamo tanta voglia tutti di tornare in campo ma dobbiamo essere realisti: i numeri non sono dalla nostra parte, non ci sono le condizioni e la salute è la cosa più importante per noi che andiamo in campo e che poi torniamo a casa dalle nostre famiglie. Non abbiamo le stesse possibilità economiche della Serie A e vedo tutto così difficile, ad oggi. La Coppa Italia? Purtroppo penso che ci rimarrà l’amaro in bocca: è una Coppa che, a Fasano, sarebbe diventata un evento storico. Da fasanese, mi sarebbe piaciuto giocare quella sfida, vincerla e portarla a casa: se non dovessimo giocarla, ci riproveremo il prossimo anno. In questo momento, sarebbe stata la ciliegina sulla torta dopo un campionato bello ed importante ma temo che davvero possa rimanerci l’amaro in bocca“.

Il presidente Sibilia: "Da capire chi debba mettere le risorse finanziarie…"

Torna a parlare Cosimo Sibilia, presidente della LND, nel corso della trasmissione radiofonica Tutti Convocati.
Questo quanto dichiarato “Mi aspetto che la vicinanza del ministro dello sport ci sia al di là delle parole, mi aspetto un aiuto concreto dal Governo. Mi rendo conto che la Serie A è la locomotiva economica del calcio, ma esistiamo anche noi dilettanti, quelli del calcio di base e del sociale. Abbiamo numeri elevatissimi, e il punto vero è la necessità che, in caso di ripresa, venga garantita la sicurezza di tutti, giocatori, allenatori, dirigenti, staff. Vanno fatti esami ogni quattro giorni? Allora attendiamo le risultanze del comitato scientifico e della federazione per capire chi debba mettere le risorse finanziarie per pagare tutto questo“.

Joseph Ekuban (Virtus Francavilla): "Illuminato da Eto'o, ora guardo a Lukaku"

Joseph Ekuban, attaccante classe 2000 della Virtus Francavilla, che ha debuttato con la maglia da titolare a Teramo, si è raccontato ai colleghi del Corriere dello Sport analizzando il periodo storico caratterizzato dall’emergenza Coronavirus:
“Siamo tutti ovviamente un po’ scombussolati da questa particolare vicenda, è difficile per chiunque non poter fare le cose che ci piacciono di più. E per noi calciatori è un dispiacere non poter scendere in campo. Ma la salute viene prima di ogni cosa, dobbiamo continuare ad applicare le regole, con la massima serenità e con grande ottimismo”.
Giunto in biancazzurro a gennaio, dopo una esperienza al Partizani, sul gruppo biancazzurro Ekuban ha evidenziato:
“Si ride e si scherza tanto. E quando c’è da lavorare, siamo tutti sul pezzo. Stiamo bene insieme, c’è grande affiatamento anche fuori dal campo. Ho trovato ciò che immaginavo, quello che mi era stato prospettato”.
Inevitabile parlare di idoli calcistici cui il giocatore si ispira:
“Mi è sempre piaciuto Eto’o, è lui ad avermi illuminato. Come caratteristiche fisiche, però, il calciatore a cui guardo di più adesso è Romelu Lukaku”.

Antonio Magrì (Presidente Virtus Francavilla): "Pensiamo sia meglio dichiarare chiusa la stagione"

Intervenuto al Quotidiano di Puglia, il presidente della Virtus Francavilla Antonio Magrì ha ribadito la volontà del club pugliese di non portare a termine questa stagione.
“La posizione è quella già espressa in precedenza. Cioè noi pensiamo che sia meglio dichiarare chiuso questo campionato perché non ci sono né le condizioni sanitarie, né quelle economiche per poter riprendere ad allenarsi e a giocare. Esprimeremo questa posizione nella prossima Assemblea di Lega, insieme a tutte le altre squadre, e si deciderà tutti insieme il da farsi”.

Taranto, mister Panarelli: "Fiducia in Sibilia e Barbiero. Sicuramente ci sarà un verdetto"

Nel corso della trasmissione “La Puglia nel pallone” dedicata alla Serie D, in onda su Canale 85, il tecnico del Taranto Luigi Panarelli ha parlato in riferimento all’emergenza Coronavirus ed alle possibilità di ripresa della stagione agonistica.
Credo che la salute venga prima di tutto: è uno slogan che si ripete in continuazione ma è la pura verità. Nel momento in cui si dovesse giocare, significherebbe che il virus sia stato quasi eliminato: sarebbe la cosa migliore per noi che torneremmo sul campo a fare il nostro lavoro. Ci sono le persone preposte per poter prendere delle decisioni, noi possiamo solo rispettare le regole: dobbiamo avere fiducia in Cosimo Sibilia e Luigi Barbiero. E’ chiaro che più tempo passa e più sarà difficile completare la stagione. Ripresa dei campionati? Qualsiasi decisione venga presa, inevitabilmente, scontenterebbe qualcuno: ci sarà comunque un verdetto, in un modo o nell’altro. Spesso e volentieri si fa la distinzione tra dilettanti e professionisti: nel nostro girone, di dilettantismo c’è ben poco. Nel caso in cui si dovesse ripartire il prossimo anno, andrebbero rivisti i format dei campionati, sia per gli addetti ai lavori che per i calciatori ed i club che ne fanno parte. Secondo il mio punto di vista, bisognerebbe ripartire con la speranza che ci possa essere un aiuto ed un’unità di intenti per far ripartire la stagione calcistica: ok la passione ma per noi questo è un lavoro vero e proprio“.

Bitonto, mister Taurino: "Inevitabile parlare per interessi. Sistema-calcio da salvare"

Il tecnico del Bitonto Roberto Taurino, ospite della trasmissione “La Puglia nel pallone” dedicata alla Serie D, in onda su Canale 85, ha parlato della pandemia che ha colpito l’intero paese, affrontando anche il tema dell’eventuale ripresa dei campionati di Serie D.
Bisognerebbe avere la sfera magica per sapere se si riprenderà a giocare o meno. Il pensiero di tutti è quello di tornare alla normalità: significherebbe aver superato questo momento delicato e, soprattutto, tornare a calcare il campo da calcio. Chi fa questo mestiere lo fa per la passione e per la voglia di respirare il clima degli spogliatoi: presumo che chi governa il calcio possa avere un’idea di quella che potrebbe essere una data entro la quale ricominciare e portare a termine la stagione. Si parla del 4 maggio come data di inizio di attività per la Serie A ma, se si vanno a guardare bene i protocolli, alcuni elementi sono complicati da seguire in C e D rispetto ad altri campionati: ci sono spese che, in Serie D, si fanno fatica a sostenere“.
Sull’ipotesi annullamento: “L’annullamento della stagione? Si sono sentite tantissime ipotesi in quest’ultimo mese, ce ne sono state tante: preferisco evitare di dare un parere perché in questo momento è quasi inevitabile che uno parli in base agli interessi personali. Vedremo cosa decideranno gli organi competenti in riferimento a quella che è la situazione: qualora non si dovesse tornare a giocare, o si annullano i campionati oppure si mantiene la classifica attuale. Sarebbe difficile anche far disputare dai playoff allargati perchè, comunque, bisognerebbe ritornare a calcare i campi di gioco. In questo momento la nostra preoccupazione è quella di salvare il ‘sistema-calcio’: il massimo degli sforzi, in questo momento, deve essere quello di organizzare il meglio la prossima annata. Bisogna cercare di far ripartire la stagione nel migliore dei modi, trovando dei fondi che possano essere utilizzati dalle società per salvaguardare il movimento calcistico. Mi auguro di poter tornare alla normalità nel più breve tempo possibile e di poter vivere delle domeniche di sport quanto prima“.

Nardò, mister Foglia Manzillo: "Impossibile continuare, ma è ingiusto annullare tutto"

L’allenatore della Nardò, Antonio Foglia Manzillo, intervenuto durante la trasmissione La Puglia nel Pallone, in diretta su Canale 85 tutti i giovedì sera, ha parlato del momento in casa neretina: “Il virus ci sta facendo capire quanto sia quasi impossibile riprendere nella nostra categoria. Qui al sud siamo stati colpiti meno rispetto al nord. Si sono giocate 26 gare su 34. Annullare il campionato non sarebbe giusto. Il Bitonto è primo e ha vinto il campionato, sarebbe giusto che salisse. Retrocessioni? Annuliamole. Sarebbe il caso che nessuno retrocedesse“.

Cerignola, mister Feola: "Futuro complicato, i contagi diminuiscono ma…"

L’allenatore del’Audace Cerignola, Vincenzo Feola, intervenuto durante la trasmissione La Puglia nel Pallone, in diretta su Canale 85 tutti i giovedì sera, ha parlato del momento in casa gialloblu: “Il discorso è molto complicato. Fare dei tamponi ed avere il protocollo che si sta valutando per la Serie A è quasi impossibile. Io dico che per ora dobbiamo pensare alla salute, poi il calcio viene in un secondo momento. È vero che stanno diminuendo i contagi, ma è un virus che può attaccare in qualsiasi momento e perciò la paura è tanta. Spero che se si dovesse tornare in campo, si faccia senza alcun rischio sanitario“.

Altamura, mister Monticciolo attacca Corda: "Non fa calcio, è irrispettoso"

Nel corso di una trasmissione su Canale 85 dedicata alla Serie D duro attacco del tecnico della Team Altamura, Alessandro Monticciolo, nei confronti di quello del Foggia, Ninni Corda: “Non gioca a calcio, fa un altro tipo di sport. Mi assumo la responsabilità di ciò che dico, se ne stia a casa. Sono anni che lo conosco, dai tempi dell’Alghero. So i suoi comportamenti e gli atteggiamenti, non fanno parte di questa disciplina. Ha un modo di comportarsi che non mi piace e non è rispettoso dell’avversario, del sistema e dello sport, dei suoi valori. A me non piace, gliel’ho già detto. Non ho niente di personale nei suoi confronti, ma quello che trasmette a me non piace“.

Ufficiale: la FIGC sospende tutti i Campionati Giovanili Nazionali

La FIGC, attraverso un comunicato diffuso nel pomeriggio, ha comunicato la sospensione dei  campionati e delle altre competizioni giovanili organizzate dal Settore Giovanile e Scolastico in programma per la stagione sportiva 2019/2020.
Nella nota pubblicata sul sito ufficiale della Federazione si legge che la decisione è stata presa a seguito del D.P.C.M. del 10 aprile 2020 ed in considerazione dell’esigenza di tutelare la salute dei giovani tesserati, oltreché per le criticità legate ai termini previsti per la conclusione della stagione al 30 giugno 2020. 

A livello giovanile non si svolgeranno pertanto le restanti gare dei Campionati Giovanili Nazionali, Under 18 Serie A e B, Under 17 Serie A e B, Under 17 Serie C, Under 16 Serie A e B, Under 16 Serie C, Under 15 Serie A e B e Under 15 Serie C; le fasi interregionali e finali dei Tornei Under 14 Pro e Under 13 Pro e dei Campionati Giovanili Nazionali Femminili Under 17 e Under 15; la fase eliminatoria e finale Nazionale dei Campionati Under 17 e Under 15 Dilettanti e Puro Settore e dei dei Campionati di Calcio a 5 Under 17 e Under 15 Dilettanti e Puro Settore. 

Queste le dichiarazioni di Tisci, presidente del Settore Giovanile e Scolastico, al portale figc.it: “Vorrei ringraziare il Presidente Gravina e tutte le componenti federali per aver accolto la nostra richiesta. una decisione condivisa e portata avanti assieme al Presidente del Settore Tecnico, Albertini e al  dottor Zeppilli, Presidente della Commissione Medica della FIGC e al Comitato di Presidenza del Settore Giovanile e Scolastico, a seguito dei costanti confronti avuti con le società in queste settimane. E’ senza dubbio una scelta dolorosa e mi dispiace soprattutto per quei calciatori che dopo mesi di allenamenti e sacrifici non potranno concludere la stagione partecipando alle fasi finali dei rispettivi campionati, ma in questo momento abbiamo la responsabilità di tutelare la salute di tutti i nostri tesserati, degli staff dei club e della classe arbitrale che prende parte alle nostre competizioni, nonché, considerato il periodo di incertezza, di permettere alle società di poter programmare con i dovuti tempi la prossima stagione”.

Matteo Ciofani (Bari): "Da momenti come questi possono nascere opportunità"

Il difensore del Bari Matteo Ciofani ha risposto alle domande dei tifosi attraverso i canali social della società:
“Da avversario più volte ho giocato contro il Bari e non avevo mai vinto al San Nicola. L’impatto che ha la curva barese quando entri allo stadio è notevole: a gennaio quando c’era la possibilità di vestire questa maglia, ho chiesto a chi aveva già giocato per il Bari, è la prima cosa che facciamo noi calciatori, e tutti mi hanno parlato benissimo di Bari, sia come città che come piazza. E’ una tifoseria calda e gloriosa. Sicuramente questa situazione andrà a colpire le nostre abitudini. Può nascere l’opportunità di rivedere le priorità: passar più tempo coi figli e le nostre mogli o ragazze, dedicarsi ai nostri hobby. Io sono sicuro che a volte, anche in questi momenti così complicati, possano nascere delle grandi opportunità. Ripresa? Le notizie che si rincorrono, e che leggiamo, sono le stesse che leggono i tifosi. La speranza è di riprendere al più presto, la situazione è difficile, bisogna avere pazienza e aspettare che la classe dirigente del calcio prenda decisioni”. Lo riporta TuttoBari.com.

Foggia, Russo: "Vorrei essere messo ancora alla prova"

Attraverso le colonne del Corriere dello Sport, l’attaccante Francesco Russo ha parlato di questi mesi con la casacca rossonera: “In campo cerco sempre di guadagnarmela la pagnotta, a Foggia credo di aver disputato finora le mie migliori prestazioni in carriera. Sono soddisfatto, ma sento di poter dare di più soprattutto in fase realizzativa. Vorrei essere messo ancora alla prova. La cosa bella nella nostra squadra è che chi lavora duro in settimana poi la domenica gioca. Così è capitato anche a me, nessuno ti regala niente”.

Gravina, il vicepresidente Giannelli: "alquanto complicata un’eventuale ripresa"

Non c’è l’ufficialità che riguarda il mondo dilettantistico, ma pensare a una ripresa sembra sempre più difficile.
Ne ha parlato il vicepresiente dell’FBC Gravina Tonino Giannelli in diretta sulla pagina Facebook del club gialloblù: “Considero alquanto complicata un’eventuale ripresa del campionato poiché rispettare le norme igienico-sanitarie non sarebbe semplice, soprattutto in uno sport di contatto come il calcio. In più vi sono da risolvere le difficoltà legate all’aspetto economico: gli accordi con i calciatori scadono il 30 giugno, perciò oltre quella data si riscontrerebbero ostacoli oggettivi di natura amministrativa, si registrano inoltre diverse difficoltà a livello di sponsorizzazioni e, per quel che riguarda il contesto-Gravina, la riduzione delle attività lavorative dei soci è uno scenario da analizzare con estrema attenzione“.

Bitonto, Patierno: "Ci alleniamo grazie ai programmi del preparatore, in casa si fa ciò che si può…"

Kikko Patierno, capocannoniere del girone H, è intervenuto ai microfoni di TeleSveva: “Ci alleniamo grazie ai programmi del preparatore, in casa si fa ciò che si può. Passo le giornate con la mia famiglia, aiuto i piccoli con la scuola, e mi alleno un’ora al giorno. Tornare in campo? All’inizio ci credevo, ma ora credo sia difficile riprendere. Lo spero, ma i casi aumentano e, purtroppo, non tutti restano in casa e la situazione non migliora. In caso di mancata ripresa il Bitonto meriterebbe assolutamente di giocare la serie C: siamo primi dal 19 ottobre, non da una settimana. Abbiamo un solo punto di vantaggio, è vero, ma la vetta non l’abbiamo mai persa. Chiaramente mancherebbero otto giornate alla fine, ma 26 partite non sono poche e, lo stop, non dipende da nessuno. Il gol più bello? La giornata che ricorderò con più piacere è quella di Brindisi, quando sono usciti dagli applausi del pubblico locale. Altra trasferta da ricordare a Nardò, quando realizzai una tripletta; ma, tutto sommato, quest’anno tutte le gare sono state emozionanti“.

Foggia, mister Corda al Corriere dello Sport:" ecco come cambierei la regola degli under"

Il tecnico del Foggia Ninni Corda, ha rilasciato un’intervista al Corriere dello Sport: “Io cambierei il regolamento per far crescere meglio questi ragazzi: in questo modo, infatti, rischiano di avere davanti a sè solo il confronto col proprio pari-quota. La regola è questa, dobbiamo tenercela. Io comunque ho fatto sempre giocare i migliori, quelli che mi fornivano più garanzie in quel momento sul piano tecnico dopo averlo dimostrato prima di tutto in allenamento. Sarei più favorevole a una maggiore libertà di gestione da parte dei tecnici, oltretutto così facendo i ragazzi stessi affronterebbero prima l’impatto con il clima di uno spogliatoio. Le garanzie possono far rilassare qualcuno. I bravi devono giocare a prescindere, questa è stata sempre la mia bussola: detto ciò mi sono rigidamente attenuto al regolamento per tutta la stagione. I nostri ragazzi sono cresciuti con noi, vedremo cosa saranno capaci di fare nel prosieguo della loro carriera“.

Vito Tisci scrive al Presidente della Regione Puglia,Michele Emilino

Il Presidente Vito Tisci ha inviato una lettera aperta al Governatore della Regione Puglia, Dr. Michele Emiliano, richiedendo un contributo economico straordinario in favore delle Società dilettantistiche e giovanili pugliesi per programmare il rilancio dell’attività nel prossimo futuro.
Caro Presidente,
Le scrivo a nome di oltre 700 Società dilettantistiche e giovanili, a cui fanno capo circa 45.000 tesserati di ogni categoria e classi di età. Sono questi i numeri del nostro Calcio di Base. La Puglia del pallone non è quella dei contratti milionari, ma una regione appassionata. Qui il Calcio è lo Sport più praticato, lo si evince dai dati ufficiali. Il Calcio non ottiene contributi economici, ma vive e si alimenta esclusivamente di passione. Quella della gente che lo pratica e lo fa sviluppare in ciascuna delle nostre sei province. Ma oggi questa passione non basta più. 
L’emergenza sanitaria che ha interrotto bruscamente i nostri campionati ufficiali, dall’Eccellenza al Settore Giovanile e Scolastico, ha spento i motori di una macchina che prima camminava da sola, anche senza benzina. In questa terra fantastica bastava il calore delle persone per dare l’impulso necessario affinché il mondo del pallone si mettesse in moto. Ma questo poteva succedere in una condizione di normalità, senza nessuna battuta di arresto per la nostra economia. 
Abbiamo compreso con assoluta chiarezza che l’allarme Coronavirus non è più un problema sociale legato esclusivamente alla salute delle persone, ma una crisi globale diventata ben presto anche economica. La sospensione di tutte le attività produttive va analizzata da ogni angolazione possibile, con evidenti ricadute anche nell’ambito sportivo. 
L’eco del grido di allarme lanciato dal numero uno della Lega Nazionale Dilettanti, il Presidente Cosimo Sibilia, è arrivato forte e chiaro a tutto il mondo del Calcio dilettantistico e giovanile che rappresento in Puglia. Stiamo assistendo ad una crisi senza precedenti: lo Sport italiano è in ginocchio, e questa situazione si ripercuote inevitabilmente anche sulle nostre Società affiliate che svolgono un importante ruolo sociale su tutto il territorio regionale.     
Mi preme sottolineare che i nostri club sostengono dei costi bassi, se rapportati a quelli del calcio professionistico, per lo svolgimento dell’attività ufficiale (iscrizione ai campionati, tesseramento, assicurazione, rimborsi spesa per Tecnici e Calciatori, costi per la gestione delle strutture sportive). Ma questi costi vengono caricati sulle spalle dei piccoli imprenditori locali, gli stessi che oggi hanno dovuto abbassare la saracinesca con la speranza di uscire dall’emergenza il più presto possibile. Per queste persone, uscire dall’emergenza significa tornare a respirare dopo una lunga apnea che ha chiuso i rubinetti nelle case dei propri lavoratori. Migliaia di famiglie hanno capito cosa significa il concetto di cassa integrazione, tante altre hanno dovuto fare i conti con la perdita del posto di lavoro. Con grande dispiacere, i nostri imprenditori hanno dovuto assumere delle scelte che hanno creato grossi disagi all’interno delle famiglie pugliesi, registrando un malcontento che ha generato forti dubbi sulla ripresa dell’economia regionale. Fra questi imprenditori c’erano centinaia di nostri Dirigenti, Tecnici, Appassionati. Persone che destinavano parte di quegli introiti al Calcio, motivati da una sola parola: la passione. Qualcosa che, per forza di cose, adesso verrà meno inevitabilmente. 
E oggi che quella passione si è assopita, oggi che le attività produttive sono bloccate, oggi che la nostra economia ha conosciuto la crisi più profonda del nuovo millennio, mi pongo una domanda: potrà il Calcio dilettantistico e giovanile pugliese ripartire al termine di questa emergenza sanitaria?
In questo momento è giusto restare con le braccia incrociate contribuendo ad abbassare il numero dei contagi da Covid-19, provando a contenere e contrastare la diffusione del virus su scala nazionale. Ma prima o poi (mi auguro prima), sarà il momento di pensare a come ripartire, a pianificare il futuro dello Sport più praticato nel nostro Paese. 
Da Presidente del Comitato Regionale Puglia della Federcalcio, il mio dovere è quello di pensare a soluzioni concrete per salvaguardare le nostre Società, il cui domani è sempre più nuvoloso e incerto. Come Le ha scritto l’amico e collega Angelo Giliberto, con cui condivido finalità e progetti, “purtroppo cuore e passione, entusiasmo ed impegno da soli non bastano a pensare con fiducia e ottimismo all’immediato futuro”. 
È per questo che mi rivolgo a Lei, caro Presidente. Perché è stato uno sportivo, quindi conosce bene il tessuto sociale a cui faccio riferimento con queste righe. Lo Sport, in questo caso specifico il Calcio, è un vettore incredibile. Sposta gli equilibri, avvicina le persone, toglie i ragazzi dalle strade, genera emozioni fra i giovani, permette al nostro cuore di pulsare, agevola il benessere fisico delle persone che lo praticano, abbassa l’indice di sedentarietà della nostra Regione e contribuisce a ridurre i costi della Spesa Sanitaria. In quattro parole: il Calcio è Vita.
Se pensiamo che, fra gli impianti sportivi pugliesi, quasi 1.000 sono di Calcio a 11 e Calcio a 5, ciò significa che un quarto di quelli censiti viene occupato dall’attività delle nostre Società affiliate. Sono numeri importanti, che ci spiattellano in faccia una realtà importante. Bisogna trasformare lo Sport in una risorsa per il nostro territorio, utilizzandolo per agevolare la ripresa economica della nostra terra. Bisogna fare in modo che l’attività calcistica regionale possa ripartire con forza e vigore, ristabilendo quanto prima questi delicati equilibri. Ma per farlo, caro Presidente, di cosa abbiamo realmente bisogno adesso? Di un aiuto concreto da parte della Regione Puglia. Ci serve sostegno per le nostre Società affiliate.
Nel dettaglio, abbiamo bisogno di aprire immediatamente un tavolo tecnico di emergenza per capire insieme come poter ottenere dei contributi economici in favore dei club dilettantistici e giovanili pugliesi. L’erogazione di un contributo straordinario in favore delle nostre Società rappresenta il primo passo. L’obiettivo è quello di ridurre l’onere che le stesse sosterranno per la partecipazione alle attività federali della prossima stagione sportiva 2020/2021, dove dobbiamo cercare di contenere l’inevitabile calo di iscrizioni a cui stiamo andando incontro. 
Abbiamo bisogno di un aiuto economico che possa compensare i mancati introiti del botteghino causati dalla sospensione forzata ed improvvisa di tutti i nostri campionati, una situazione che non può neanche pareggiare gli investimenti economici sostenuti dai nostri club all’inizio della stagione sportiva 2019/2020. Risulta necessario sostenere la manutenzione ordinaria, e adesso anche straordinaria, degli impianti sportivi, considerando che sono tutti ormai chiusi e mai come adesso necessitano di particolare attenzione.
Le proposte sopra elencate nascono dalla necessità di organizzare il rilancio dello Sport più praticato su scala regionale, con un significativo segnale di attenzione da parte della Regione Puglia. Il Calcio, nei comuni pugliesi, rappresenta spesso l’unico strumento di crescita per i nostri ragazzi, nonché un patrimonio irrinunciabile per consentire alla nostra gente di ristabilire il feeling con la vita di tutti i giorni. Di questo abbiamo bisogno.
Resto a disposizione per qualsiasi necessità, nella totale consapevolezza che un segnale di apertura da parte della Regione Puglia possa essere l’unica strada percorribile per ripartire dopo l’emergenza. Insieme possiamo fare qualcosa di importante per la nostra gente.
 F.to Vito Tisci
Mimmo De Gregorio per calciowebpuglia
(Riproduzione vietata)

Cosimo Sibilia: "400 milioni per il calcio dilettantistico, vanno messi in pratica"

Dalle colonne di Tuttosport, ecco le parole del presidente della Lega Serie D Cosimo Sibilia, che ha fatto il punto della situazione circa la sua categoria: “Contiamo che, dopo quanto ha dichiarato il ministro per le politiche giovanili e per lo sport Vincenzo Spadafora, che ha assicurato 400 milioni di euro per i Dilettanti, questo possa essere messo in pratica. Siamo fiduciosi che dopo quando annunciato pubblicamente la cifra che ci è stata promessa arrivi nei tempi adeguati. Fermo restando che debbono continuare i proventi che già adesso ci vengono dati per la Legge Melandri, che contribuisce anche al nostro mondo in particolar modo per le giovanili. Oltre a questo, mi aspetto un aiuto concreto da parte delle amministrazioni comunali per la gestione degli impianti sportivi“.
Andando poi al futuro: “E’ innegabile che i Dilettani rivestono un ruolo primario nel percorso di crescita dei giovani. Siamo indiscutibilmente da sempre non solo vicini, ma fondamentali per l’aspetto sociale. In particolar modo nei piccoli centri, dove il calcio Dilettanti è aggregazione, positività, contribuisce a togliere i giovani dai pericoli della strada, aiutandoli nella loro formazione e nella loro crescita. Guai a pensare di lasciarli soli, di perderli, perché le società causa la crisi economica a cui potremmo andare incontro, non dovessero avere i mezzi per partecipare ai vari campionati“.
Ma c’è prima da sciogliere il nodo della stagione attuale: “Ho sempre sostenuto, e continuo a farlo, che debba essere il campo a decidere. Il giudice supremo in grado di emettere i suoi verdetti, nel segno della trasparenza, con promozioni e retrocessioni. Senza che nessuno possa aver nulla da ridire. Ma con una premessa, avere la certezza di poter dare la sicurezza sanitaria, nessun rischio, perché è doveroso sostenere che la salute viene prima di tutto“.

Taranto, Matute: "Belli e buoni? Non serve in D. Guardate il Foggia…"

Sulla Gazzetta del Mezzogiorno odierna, si legge un’intervista al calciatore del Taranto Kelvin Matute: “Oggi dobbiamo pensare principalmente a restare a casa affinché si abbassi il numero dei contagiati. Fortunatamente nel mio paese, il Camerun, il virus non ha avuto una grande espansione. La stagione col Taranto? La sconfitta alla prima giornata contro il Brindisi ha fatto tanti danni. Si è perso qualcosa che non abbiamo più ritrovato; è stato un fallimento generale, non lo nascondo. Neanche lo scorso anno ad Avellino le cose iniziarono bene, poi, però, gli episodi ci hanno aiutato e siamo riusciti a svoltare la situazione“.
Ad Avellino ci diede una grande mano il terreno di gara del Partenio”, ammette Matute, ” che ci permise di recuperare tanti punti; il manto dello Iacovone, invece, non ci ha agevolato. Forse abbiamo badato ad essere belli e buoni, cosa sbagliata in questa categoria. Il Foggia, ad esempio, è brutto ma vincente“.

Antonio Decaro (Sindaco Bari): "Sicuramente il campionato non riprenderà"

Antonio Decaro, sindaco di Bari, intervenuto a Radio Selene, come riportato da labaricalcio.it, ha dichiarato:
“Sicuramente il campionato non ricomincerà. Intanto in questo momento mi consolo con un po’ di immagini in questi giorni con i gol dei tanti giocatori che sono passati da questa città come quelli di Bergossi, di Protti e di Neglia. Sistemavo un po’ l’armadio per impegnare il tempo e mi sono capitate sotto mane un sacco di sciarpe del Bari, sto facendo una collezione incredibile con la speranza di poterle utilizzare a breve per tornare allo stadio. Prima o poi torneremo alla quotidianità, dobbiamo solo avere pazienza ma prima o poi torneremo alla normalità e usciremo da questa situazione che sembra davvero un incubo”.

Coronavirus – Guerra (OMS) e Borrelli sulla ripresa dei campionati

Ranieri Guerra, direttore generale aggiunto dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), ed Angelo Borrelli, capo della Protezione Civile, hanno rilasciato le seguenti dichiarazioni ai vari organi di stampa nazionali.
Così Ranieri Guerra a La7: “Stiamo cercando di dare delle indicazioni e se tali vengono rispettare ci può essere una ipotesi di riapertura. Quali indicazioni? I test continui per tutti i soggetti interessati ma anche il distanziamento sociale che però essendo uno sport di contatto è difficilissimo da mantenere. Occorrerà fare una serie di verifiche, che al momento mi appaiono difficili da superare”.
Questo invece quanto dichiarato da Angelo Borrelli in merito alla possibile riapertura delle attività produttive prima del termine del 3 maggio prossimo fissato dal Governo: “Al momento qualsiasi ipotesi sulla possibile riapertura di alcune filiere produttive nelle prossime settimane è prematura. Al momento la task force è al lavoro su un report, poi una valutazione sarà fatta dal decisore politico

Nardò: tutti pronti ma la ripresa è incerta

Nelle ultime settimane abbiamo seguito le interviste dell’allenatore Antonio Foglia Manzillo, dell’Amministratore Delegato Antonio Vincenti e del Presidente Salvatore Donadei che con uniformità di orientamento hanno espresso la capacità e la potenzialità dell’AC Nardò di poter riprendere il campionato sospeso l’8 marzo scorso non senza un’attenta riflessione approfondita e consapevole della drammaticità della situazione sanitaria attuale.
L’incidenza del virus su scala nazionale, seppure con un trend in calo, è ancora molto forte e pone inevitabili interrogativi sulla sicurezza di un’eventuale ripresa dell’attività agonistica.
Le società dilettantistiche sarebbero fortemente esposte a tutta una serie di problematiche di tipo sanitario e logistico da mettere in pericolo l’incolumità dei tesserati e l’ordinaria organizzazione dell’attività sportiva in tutti gli ambiti senza considerare le difficoltà economiche a cui le società potrebbero andare incontro nel momento in cui assenza di incassi e perdita di sponsor sono più di un semplice timore.
Crediamo che sia arrivato il momento delle grandi decisioni, possibilmente univoche, da parte della Federazione per chiudere i conti con questa sfortunata annata calcistica, di congelarne i verdetti e di ripartire da settembre (virus permettendo) con il tempo utile per risolvere non solo i problemi sanitari ma anche la riorganizzazione amministrativa e finanziaria delle società.
Una ripartenza serena e ponderata per riabbracciare il mondo del calcio dilettantistico in tutte le sue sfumature, in tutta la sua ricchezza, lasciandoci alle spalle la precarietà e i timori di questo terribile momento storico.

AIC, Calcagno: «Decretare promozioni e retrocessioni è un dovere sportivo»

Intervistato da Radio1 Rai, il vicepresidente AIC Umberto Calcagno ha commentato anche la possibilità che i campionati della stagione sportiva 2019-2020 non vengano conclusi a causa dell’emergenza Coronavirus.
Queste se sue parole: “Sono convinto che se non riusciremo a completare i campionati, e purtroppo le esperienze passate ce lo insegnano, il prossimo campionato rischia di partire molto più tardi perché il contenzioso che si creerà sui due terzi di campionato già disputato, e sulle decisioni che per forza di cose il nostro mondo dovrà prendere, perché abbiamo la responsabilità sportiva di decretare promozioni e retrocessioni, porteranno a posizioni che sicuramente scontenterebbero qualcuno. Il mio augurio è che la stagione si possa concludere, vorrebbe dire anche preservare gli investimenti di chi quest’anno ha fatto calcio“.

Mattia Maita (Bari): "Il campo manca, c'è tanta voglia di normalità"

Mattia Maita, centrocampista del Bari, nel rispondere alle domande dei tifosi, come riportato dai canali ufficiali del club, ha dichiarato:
“A Bari mi sono trovato davvero bene, sin da subito ho provato sensazioni bellissime; mi sono ambientato in fretta grazie ai compagni. Lo spogliatoio del Bari è uno di quelli importanti, con tanti giocatori di esperienza, calciatori che hanno calcato i campi di Serie A. Da parte mia cerco di imparare il più possibile da loro, di apprendere tutto, anche dalle piccole cose, dagli esempi più banali. Ora siamo costretti in casa, ma io e la mia compagna ci teniamo impegnati: mi alleno, guardiamo qualche serie tv e giocando alla play station. Davvero spero che tutto passi presto e che si possa tornare a giocare; il campo mi manca un casino e c’è tanta voglia di normalità”.

Federico Mastropietro (Virtus Francavilla): "Io in B? Per il futuro c'è tempo"

Federico Mastropietro, centrocampista della Virtus Francavilla, a Il Corriere Dello Sport dice la sua sullo stop del campionato:
“Un peccato soprattutto perché nel girone di ritorno eravamo partiti molto bene. Ora la priorità è la salute e se dovesse fermarsi qui il campionato significherebbe che avremmo perso un’occasione per metterci in mostra e poter dire la nostra anche in quelli che sarebbero stati i playoff, ad esempio. Personalmente, ovviamente non adesso perché la situazione è ancora critica, ho grande voglia di tornare in campo. Spero si possano riprendere gli allenamenti e giocare con le dovute precauzioni. Tutti abbiamo il desiderio di tornare a calcare i campi, noi ci alleniamo da luglio e vorremmo finire il torneo. Nella sfortuna, legata all’infortunio di Gigliotti, ho trovato continuità e messo minuti nelle gambe. Al di là di questo, però, io mi sono comunque sempre allenato al massimo. Trovando consapevolezza e fiducia, tutto diventa più semplice”.
Il centrocampista dei pugliesi commenta le voci su un suo futuro in Serie B: “Adesso sono della Virtus Francavilla e devo pensare ad allenarmi per il bene di questa squadra. Questa è la cosa più importante. Per il futuro c’è tempo”.

Taranto, nota societaria: "Ora è il momento di fare chiarezza"

Il presidente del FC Taranto, Massimo Giove, ha firmato il seguente comunicato stampa:
Concordo con l’assessore Fabiano Marti sul fatto che sia giunto il momento di fare chiarezza sul rapporto tra l’Amministrazione Comunale di Taranto e la società sportiva che rappresento.
A dire il vero che rappresenta la città.
A tal proposito sto raccogliendo i dati per rendere, già da mercoledì prossimo, le opportune risposte al signor Marti, in qualità di Assessore, relative al periodo in cui risulto essere presidente della F.C. Taranto 1927 S.r.l. Ho, infatti, la netta sensazione che lo stesso, in tutta la vicenda, abbia trascurato e non voglio assolutamente pensare lo abbia fatto volutamente, alcuni passaggi fondamentali.
Rimando poi al mittente ogni considerazione riguardante “questioni più importanti e meno strumentali” alle quali dovrei dedicarmi ed alle quali fa riferimento il signor Marti.
Invito, altresì, l’assessore a comunicare lui stesso, eventualmente e di farsene anche carico, la volontà di codesta amministrazione di non voler sottoscrivere una nuova convenzione con la mia società per l’utilizzo futuro dello stadio E. Iacovone.

Auguri di Pasqua del Presidente del Comitato Regionale Puglia – LND

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Auguri di Pasqua del Comitato Regionale Puglia LND
Con l’avvicinarsi della Santa Pasqua, colgo l’occasione per porgere i miei più sentiti auguri, uniti a quelli del Consiglio Direttivo del Comitato Regionale Puglia della Lega Nazionale Dilettanti, a tutte le Società affiliate, ai Dirigenti, ai Calciatori e alle Calciatrici, ai Tecnici, ai numerosissimi Collaboratori e Volontari che compongono la nostra grande Famiglia, oltre ovviamente alla Classe Arbitrale con la quale il calcio dilettantistico e giovanile pugliese condivide finalità e progetti.
La nostra è una Famiglia legata dalla passione per il Calcio, un sentimento che ci avvicina e ci unisce profondamente anche in un periodo così difficile, dove invece dobbiamo rimanere distanti a causa della situazione epidemiologica in continua evoluzione. Stavolta la partita più importante non la stiamo giocando sul campo ma a casa, provando tutti insieme a mettere fuorigioco il Coronavirus con un forte spirito di squadra. È questo adesso il nostro unico avversario: soltanto battendolo potremo immaginare una ripresa di tutte le nostre amate attività. Per il momento navighiamo a vista, l’agenda dei nostri futuri impegni si riempirà con il calo dei contagi da Covid-19. In questo senso sono molto fiducioso.
Gli operatori della Sanità stanno lavorando alacremente per tutti noi, affinché lo stato di emergenza possa terminare il più presto possibile. Molti di loro sono persone che conosciamo, perché collaborano proprio all’interno delle nostre Società. Questa gente va sostenuta e ringraziata ogni giorno, perché mette a rischio la propria vita per salvaguardare la nostra con impegno, dedizione e amore verso il prossimo.
Andrà tutto bene, siamo sulla strada giusta. Io voglio salutarvi con questo messaggio di fiducia e di speranza, nella certezza che questi giorni possano portare gioia e serenità all’interno delle vostre case, il posto più sicuro dove trincerarsi in questo momento.
Rinnovo i miei auguri di buona Pasqua a tutto il mondo del Calcio dilettantistico e giovanile pugliese, che sta riscoprendo gli affetti più sinceri tra le mura domestiche. A tutti voi e ai vostri cari giunga forte l’auspicio sincero di ogni bene e serenità, da estendere anche alle vostre famiglie.
Ci vediamo presto!
f.to Vito Tisci
Mimmo De Gregorio x calciowebpuglia
( Riproduzione vietata)
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-ESCLUSIVA- AC Nardò, Antonio Vincenti: "Qualora si dovesse ripartire noi siamo pronti"

( Antonio Vincenti, Amministratore Delegato AC Nardò, foto )
Con i campionati fermi vista l’ emergenza COVID-19 regna l’ incertezza sia tra i tifosi che tra i dirigenti delle varie società circa la ripresa degli stessi. Ne abbiamo parlato con Antonio Vincenti, amministratore delegato dell’ AC Nardò, il quale si dichiara non poco preoccupato circa la ripresa e secondo cui la soluzione migliore sarebbe l’ annullamento definitivo, fermo restando che il suo Nardò sarebbe pronto a ripartire in qualsiasi momento.
Innanzitutto come stai e come stai vivendo questo periodo di emergenza?
Io sto bene grazie a Dio e non posso lamentarmi di nulla nonostante il periodo sia pesantissimo per tutti. Purtroppo era una situazione non prevedibile ma dobbiamo fare di necessità virtù perchè è per il bene di tutti.
Credi che le tempistiche di sospensione dei campionati siano state in linea con i tempi oppure si sarebbe potuto anticipare o addirittura posticipare tutto ciò, o quanto meno poteva essere gestito in maniera differente?
E’ chiaro che una situazione simile non poteva essere prevista, ma visto che i primi campanelli d’ allarme si erano avuti già prima della sospensione credo che si sarebbe potuto intervenire. Ma ripeto non si possono fare bilanci perchè è una situazione nuova e del tutto inaspettata.
Secondo te nelle categorie dilettantistiche, a partire dalla Serie D e via via scendendo, si tornerà a giocare?
Come Nardò noi siamo prontissimi però il problema è che le garanzie sanitarie non possono essere garantite ovunque, soprattutto nelle categorie dilettantistiche minori. Inoltre non so quanto avrebbe senso giocare senza pubblico. Inoltre bisognerebbe capire pure quando poter ritornare in campo. Secondo me la soluzione migliore vista tutta la situazione sarebbe l’ annullamento definitivo dei campionati però attendiamo e vediamo cosa accade fermo restando che noi siamo pronti.
Se si dovesse tornare in campo per il Nardò la salvezza sarebbe sempre a portata di mano oppure questa pausa forzata potrebbe avere smorzato un attimino quell’ adrenalina psicofisica che cresce di solito di partita in partita quando si deve raggiungere un obiettivo e che permette di poter mettere il cuore oltre l’ ostacolo?
La salvezza è stata sempre a portata di mano. Il problema è che bisogna attuare un programma atletico per riprendere la condizione. 
 Secondo te, partendo dalla Serie A e via via a scendere scorrendo tutte le categorie del panorama calcistico italiano, sarebbe giusto annullare i vari campionati lasciandoli intatti permettendo invece alle squadre delle categorie inferiori di essere promosse?
Secondo me la soluzione migliore sarebbe l’ annullamento dei campionati almeno per quanto riguarda le categorie minori per il discorso che ti ho fatto prima sulle garanzie sanitarie. In Serie A e Serie B il discorso è diverso perchè nel professionismo queste garanzie ci sono ed il monitoraggio della situazione è sicuramente più alto.
Da due anni che sei a Nardò e tra alti e bassi, come del resto succede ovunque, vi state togliendo delle soddisfazioni. Quest’ anno dopo un inizio difficile siete riusciti a risalire la china sorprendendo non solo chi vi dava per spacciati ma anche il più ottimista dei tifosi. Spiegaci bene cos’è successo e da dove nasce quest’ inversione di rotta.
Noi siamo stati sempre ottimisti e non abbiamo mai mollato, mettendoci sempre in gioco. Dopo un inizio non bello abbiamo avuto una grossa mano dai tifosi che si sono accodati sostenendoci. Noi abbiamo il merito di averci creduto e di aver messo sempre la squadra e l’ ambiente nella condizione migliore possibile.
Progetti per il futuro?
Aspettiamo intanto le decisioni che verranno prese per questa stagione e poi ci proietteremo sul da farsi per la nuova stagione.
Domanda secca: chi vincerà il campionato in Serie D e chi sono secondo te le tre squadre rivelazione e le tre delusioni di questo campionato?
Il campionato secondo me lo vincerà il Foggia, mentre se dobbiamo parlare di rivelazioni sicuramente il Sorrento, mentre tra le delusioni metterei la Fidelis Andria.
Grazie e in bocca al lupo per tutto!
Grazie a Te!
Danilo Sandalo
 

Marcello Quinto a NC: "Francavilla club modello in questo momento di crisi"

Metà di una lunga carriera tra i professionisti dedicata al Foggia, la squadra della sua terra di cui ha vissuto la rinascita nel 2012. E poi una serie di evoluzioni tattiche che da qualche anno lo hanno trasformato, da metronomo di centrocampo, in un centrale difensivo di buon profitto. Marcello Quinto a Francavilla ci è arrivato da svincolato, ma da quel momento il posto in squadra non glielo ha tolto più nessuno. Versatilità ed esperienza sono le sue compagne di viaggio, da sempre. “Sì, ho iniziato ad Andria due anni fa, giocando da difensore centrale per metà stagione – ricorda il giocatore di Stornarella ai nostri microfoni -. Poi ho proseguito lo scorso anno a Prato e anche a Francavilla sono stato impiegato così. Adattarmi è stato semplice: quando fai il play per tanti anni, è quasi automatico riuscire a governare un reparto arretrato. Devi saper leggere le traiettorie anche in fase difensiva, ma la chiave tattica è la stessa. Magari cambia che ti trovi spesso e volentieri a marcare l’uomo dentro l’area, cosa che ad un play capita solo in poche occasioni. Essendo un giocatore di costruzione, attiravo io la marcatura dell’avversario in fase di possesso. E ho potuto agire in questo modo in squadre fortissime, allenate da grandi allenatori. Questo ha reso tutto più semplice per me”.
Prima della sosta a causa dell’emergenza Covid-19, eravate in piena lotta per salvarvi nonostante il penultimo posto. Bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto?
“A mio avviso abbiamo raccolto molto meno di quello che la squadra avrebbe potuto esprimere. Considerata la qualità tecnica dei singoli, questo gruppo ha valori importanti. Ma ci abbiamo messo troppo tempo per trovare una quadratura del cerchio. L’alta competitività del girone ci ha relegati giù pur con una squadra molto forte. Tuttavia ci siamo dovuti fermare proprio quando sembrava che avessimo trovato certi equilibri”.
In questo periodo di incertezza, ci sono anche società che continuano a mantenere un rapporto virtuoso con i loro calciatori.
“E il Francavilla è un esempio lampante di questo. Dopo lo stop dei campionati, e in piena quarantena, ci hanno assicurato il pagamento di due mensilità. Davvero un gesto lodevole per il quale – e parlo anche a nome di tutta la squadra – non possiamo che ringraziare la famiglia Cupparo. E’ stato un atto di grande moralità e sensibilità. Il nostro presidente ha capito il momento di difficoltà dei suoi giocatori, nonostante nessuno gli avesse fatto pressioni. Oggi per molti imprenditori la priorità è quella di salvaguardare le proprie aziende. Lui ha pensato anche alla sua squadra di calcio”.
Un gesto che, tuttavia, in troppi vogliono eludere nel vasto mondo della serie D.
“Ed è per questo che la scelta della famiglia Cupparo va rimarcata in modo chiaro e netto. Sono queste le società che più di tutte meritano attenzione e tutela. In D i calciatori vivono per larghissima parte solo ed esclusivamente di calcio. Non hanno un doppio lavoro. So che addirittura molti club stanno evitando di onorare gli arretrati: tutto questo non è normale e va respinto. Di recente ci siamo riuniti in videoconferenza con tutti i rappresentanti del girone H di serie D. Si è parlato ovviamente di questi temi. Io ho ribadito un concetto semplice: club e calciatori si trovano nella stessa barca, e solo dalla tutela dei primi ne deriva anche la nostra tutela. Si rischia di non vedere più ai nastri di partenza tantissime società tra C e D. Bisogna evitarlo. E solo la politica può intervenire con un articolato piano di sostegno per impedire la cancellazione di quei club che oggi sono in difficoltà. I famosi 600 euro per i collaboratori sportivi non bastano. E’ un primo passo, ma non sufficiente. Proteggere le società significherebbe invece far ripartire il sistema del calcio dilettantistico. In questo senso, società e calciatori devono portare avanti una linea comune”.
Che ne pensi del protocollo Figc su ritiri blindati e controlli medici periodici per riprendere i campionati in sicurezza?
“Idea sicuramente affascinante, ma difficile da praticare per tutti a causa dei costi notevoli che comporterebbe. E’ complicato che una società di serie D abbia strutture su cui appoggiarsi e uno staff medico tale da praticare tamponi continui ai calciatori. Se fosse per noi calciatori, non ci sarebbe alcun problema. Noi siamo del parere che occorra terminare i campionati sul campo se non sussiste alcun rischio per la salute di tutti. E per farlo non avremmo nulla in contrario rispetto ad uno sforamento fino a luglio dell’attività. E’ questa la linea guida dell’AIC. Poi è chiaro che deciderà il governo e, a catena, la Figc e le Leghe. Non decidiamo noi, tantomeno quei club che ora parlano di annullamento dei campionati solo per finalità speculative”.
Basket e pallavolo trovano un accordo al loro interno e dichiarano chiusa la stagione. Nel calcio sembra sempre tutto più difficile…
“Ma il nostro è un mondo che muove interessi economici e sociali più estesi. Il calcio ha una rilevanza diversa, anche a livello mediatico. Si incastrano troppi soggetti, anche extrasportivi, portatori di interessi personali. Per questa ragione, il sistema calcio va rimesso in moto quanto prima. La conseguenza potrebbe essere un’estate tra i tribunali, ed è un rischio che va assolutamente scongiurato. Poi parliamoci chiaro: la speranza principale è che questo virus venga definitivamente debellato e non metta più in pericolo nessuno, facendoci tornare tutti ad una vita normale”.
Nell’eventualità non si dovesse tornare in campo, quale soluzione adotteresti per uscire dall’impasse?
“Non c’è uno sbocco che possa mettere tutti d’accordo. Se sdoganiamo le promozioni d’ufficio delle prime, puniamo non solo le retrocesse che si stanno giocando la permanenza in categoria, ma anche quelle squadre che sono ad un passo dalla vetta ed avrebbero tutte le possibilità per vincere i campionati. Se annulliamo tutto, ne deriverebbe un danno per chi si è guadagnato il primato investendo e lavorando sul campo. Ecco perché non saprei trovare una soluzione ideale se non quella della ripresa dei campionati. Noi stessi, come Francavilla, stiamo rispettando le direttive del nostro preparatore atletico per cercare di avvicinarci alla migliore condizione possibile in caso di ripartenza. Ci alleniamo a casa e seguiamo un programma giornaliero che ci consente di fare lavori di forza e, parzialmente, anche di aerobica, andando a curare anche l’aspetto metabolico”.

Alessandro Laricchia (Amministratore Unico Monopoli): "In condizioni di sicurezza disposti a riprendere"

Alessandro Laricchia, amministratore unico del Monopoli, intervenuto ai microfoni di AntennaSud, come riportato da tuttocalciopuglia.com, ha affermato:
“Premetto che abbiamo molto rispetto per tutto quello che sta avvenendo in Italia. Al netto di questa tragedia, crediamo di doverci aggrappare a qualcosa per poter ricominciare. Se ci fossero le condizioni per poter far sport in totale sicurezza, noi saremmo d’accordo per riprendere in qualunque momento dell’anno, anche a settembre. Il calcio è un veicolo importante anche dal punto di vista economico. I calciatori? Si stanno allenando nei limiti di quelle che sono le restrizioni. Moralmente si danno fiducia l’uno con l’altro, il loro sogno è quello di concludere il campionato. Stiamo parlando con loro a proposito degli stipendi, tutelando il nostro splendido rapporto e cercando un’intesa. La maggior parte dei nostri uomini guadagna il minimo sindacale, sappiamo di dover andare loro incontro”.

Beppe Scienza (Monopoli): "Sicuramente siamo andati ben sopra le aspettative"

Giuseppe Scienza, tecnico del Monopoli, ospite di Eleven Sports, ha dichiarato: “L’invito è ovviamente quello di restare a casa, così come fanno i miei giocatori, che seguo e sento quotidianamente. Così possiamo aiutare chi sta lavorando negli ospedali e uscirne il prima possibile”.
“La squadra è trascinata in particolare dai nostri attaccanti, che sono i primi ad avviare la fase difensiva. Per una volta abbiamo dimostrato che un attaccante che anche se fa fatica a fare questa fase poi ne trae soddisfazioni. Basti pensare a Fella, che ha fatto 17 gol. A tal proposito il presidente Lopez ha avuto un’intuizione incredibile perché misteriosamente era svincolato. Si è incastrato perfettamente nel nostro modo di giocare, di pensare, di divertirsi. Si merita tutti questi onori perché è veramente bravo”.
“In trasferta abbiamo un cammino da prima della classifica, che ha vinto 10 partite fuori casa a otto dal termine. In casa purtroppo abbiamo fatto qualche passo falso. Siamo più abili a compattarci e ripartire. Sto infatti cercando di capire quali errori ho commesso nelle partite al “Veneziani”. Abbiamo perso sei partite in casa, troppe per una squadra che vola così in alto. E’ anche vero che vincerne 10 fuori per una squadra come il Monopoli non è semplice. Non siamo certo partiti per vincere il campionato, ma siamo comunque andati sopra le aspettative”.