Us Bitonto-Vieste: “stangatina” del giudice sportivo. Cariello inibito fino al 2020

Sanzionati anche Morgese, Incantalupo, Sangirardi, Roselli e Daddario. Niente multa e squalifica del campo. Il presidente Noviello: “Non siamo un peso ma ci faremo sentire in Federazione”

Ci si attendeva una vera e propria stangata. È arrivata, invece, una “stangatina”.

Dopo i brutti fatti del post partita di Us Bitonto – Atletico Vieste (parapiglia generale e uno dei due assistenti del direttore di gara, Cleopazzo di Lecce, finito in ospedale), la società neroverde può tirare un piccolo sospiro di sollievo.

Il timore più grosso, infatti, è svanito.Niente multa e, soprattutto, squalifica ad oltranza del campo, che avrebbe costato partite casalinghe in campo neutro e a porte chiuse fino al termine della stagione.

Il giudice sportivo ha “soltanto” inibito per 5 anni, fino al 5 marzo 2020, il vicepresidente Vincenzo Cariello, resosi protagonista del pugno che ha mandato ko il guardalinee, e per una giornata il direttore sportivo Francesco Morgese e il medico Vincenzo Incantalupo.

Squalifica di due turni, invece, per Giuseppe Sangirardi, espulso anzitempo domenica, e una per Nico Roselli e Vanni Daddario.

Tre giorni dopo la sfida contro i foggiani, e dopo le (legittime) sfuriate a caldo (con tanto di minaccia di far scendere in campo la juniores), «silenzio e riflessione» albergano nell’animo del presidente neroverde, Francesco Paolo Noviello.

«Ho chiesto – afferma – un incontro ufficiale in Federazione, e sto aspettando la convocazione. Quando mi sarà concesso, porterò una disamina degli ultimi episodi arbitrali che ci sono capitati».

All’ombra dell’olivo, quello che è successo contro Francavilla e Vieste (e un paio di mesi fa contro il Nardò), è difficile da digerire.

«Non credo che il Bitonto sia un peso per la federazione – prosegue Noviello –ma è assolutamente necessario farci sentire anche per chiedere chiarezza».

Ma al patron neroverde ha fatto più male l’episodio di domenica o quello di 5 anni fa, la pietra al guardalinee gettata dagli stadi durante l’incontro con il Francavilla sul Sinni, in serie D? «Sono due episodi diversi – spiega – e ambedue brutti. Quest’ultimo non lo giustifico, ma lo capisco come persona che ha dato tanto e di più per i neroverdi. Effetto negativo sui giocatori? Spero proprio di no».

Loro, Modesto e compagni, intanto, hanno iniziato la preparazione in vista della difficile trasferta di Trani. Mister Di Venere riabbracceràNaglieri, Bonasia, Campanella e Modesto, che rientreranno dalla squalifica. 

Michele Cotugno Depalma – DaBitonto

Real BAT: in quattro lasciano la squadra

Si tratta di Cilli, Lops, Scassano e Valentino

Il taglio era già stato formalizzato alcuni giorni fa ma adesso arriva anche l’ufficialità: il portiere Daniele Cilli, il difensore Giuseppe Valentino, il centrocampista Fabio Lops e l’attaccante Nicola Scassano non fanno più parte della rosa del Real Bat.
La società ringrazia i suoi ex tesserati per l’impegno mostrato durante la permanenza all’interno della squadra.

Ruggiero Rutigliano

Real San Giorgio per il sociale

Oltre al calcio giocato, il Real San Giorgio, ha iniziato una forma di collaborazione con Don Nino Borsci, Direttore della Charitas di Taranto. La società sangiorgese ha dato la disponibilità della struttura e del personale tecnico per poter far svolgere, ai numerosi ragazzi immigrati attualmente sotto la tutela della Charitas, attività sportiva in particolare calcistica. In questo modo la società del Patron La Volpe contribuisce, insieme agli altri organi preposti presenti sul territorio, ad un più veloce inserimento dei ragazzi nell’ambito della struttura sociale anche attraverso il calcio. Gli accordi, ancora non del tutto affinati, prevederebbero l’uso del terreno di gioco perchè vengano svolte partite di calcio dal puro aspetto ludico.
La presenza del personale tecnico favorirà lo svolgimento delle gare da un punto di vista disciplinare e correttivo. Proprio in questo ambito va inserito il volto nuovo della squadra allenata da Mr Marinelli, Momodou Jallow. Attaccante nato il 6 dicembre del 1996 a Brikama in Gambia (stato dell’Africa occidentale) e alla prima esperienza calcistica in Italia ma già mascotte della società. Per chiunque è Momò. Ha fatto subito breccia nell’animo di tutti, è coccolato e seguito attentamente non solo da un punto di vista calcistico, nella fattispecie ci sono dirigenti e calciatori che se ne occupano anche da un punto di vista morale. Domenica scorsa esordio assoluto nella trasferta contro il San Vito con relativi commenti positivi sulla prestazione: energico, volenteroso, leale e intelligente nel non cadere nelle provocazioni altrui. Di religione Musulmana, è un ragazzo giunto in Italia circa sei mesi fa e attualmente residente presso la struttura Casa Famiglia della Charitas al rione Tamburi di Taranto. Insieme a Momò altri due giovani calciatori, uno nato nel 97 e l’altro nel 99, hanno iniziato a calciare palloni nelle fila delle giovanili, con la speranza che si affermino. In conclusione sembra doveroso dire che il calcio modulato in questo senso può diventare un punto di forza notevole della struttura sociale anche in una realtà piccola come quella di San Giorgio e sembra anche doveroso ricordare che tutto questo può e deve essere esteso anche ai nostri figli e nipoti.

Candela torna a vincere con il “talismano” Saracino. Battuto l’Herdonia 3-1

Torna il sorriso in casa Maroso Candela grazie all’importante vittoria nello scontro diretto contro l’Herdonia rispedita indietro di 2 lunghezze in classifica.
La squadra di Nando Cola Antonini si è buttata alle spalle il trend negativo di risultati che aveva ridimensionato le ambizioni dei granata e li aveva portati in una zona un po’ pericolosa di classifica che sicuramente non rispecchia il reale valore dell’organico allestito dal DS Morrongiello.
Il Candela ha però rialzato la testa al momento giusto a discapito dell’ Herdonia di Alfredo Bertozzi.
Un secco 3-1 che dà respiro ai granata e li rilancia in campionato. Le note liete sono il primo gol di Santoro e Caputo nel torneo, la tredicesima marcatura del bomber Cartanese ed il rientro del capitano Saracino che a fine gara su facebook aveva scritto: “Che bello festeggiare il mio ritorno in campo con una vittoria così importante! Dovevamo essere cinici e lo siamo stati.”
Sembra essere infatti un vero e proprio talismano il centrocampista per i granata nel computo dei risultati oltre che essere una pedina fondamentale nello scacchiere dell’ espertissimo mister Cola Antonini.
Nella prossima giornata la Maroso Candela sarà attesa da un impegno difficile sul campo di una Nuova Spinazzola lanciatissima in zona play off.

Giudice Sportivo
Decisioni del 03/03/2015

Il Giudice Sportivo del Comitato Regionale Puglia della Lega Nazionale Dilettanti, Avv. Angelo Maria Romano, assistito dal rappresentante dell’A.I.A., Sig. Pasquale Cariello (Delegato del CRA Puglia), nella seduta odierna, ha adottato le decisioni che di seguito integralmente si riportano:

[wpfilebase tag=file id=365 /]

Sporting Altamura: Mister Gennaro Di Maio su TeleAppula

L’allenatore dello Sporting Altamura Gennaro Di Maio, ospite alla trasmissione “Martedì Sport” in onda su TeleAppula (canale 174 del digitale terreste) traccia un bilancio della squadra biancorossa, del calcio altamurano e fa il punto della situazione sulla sua esperienza da giovane allenatore emergente.

[cvg-video videoId=’942′ width=’600′ height=’400′ mode=’playlist’ /]

Strascichi negativi nel post derby con il Leverano anche in casa Tricase

I tifosi del Tricase

Strascichi negativi nel post derby con il Leverano anche in casa Tricase. Sotto la lente di ingrandimento, nell’ambiente rossoblu, la prestazione del direttore di gara: “Sull’uno a uno – racconta Giuseppe Branà – l’arbitro ha negato al Tricase un sacrosanto rigore, per l’atterramento da tergo del nostro D’Amico, autore peraltro del nostro pareggio. Sono arrabbiato. Quando giochiamo male sono il primo ad ammettere la nostra inferiorità nei confronti dell’avversario meglio attrezzato. Tante volte ho dichiarato che si vince quando si segna, non ammettendo che si possa riversare sugli arbitri le nostre colpe. Ma contro il Leverano meritavamo la vittoria per qualità ed intensità di gioco. E, soprattutto, per un rigore su D’Amico, atterrato in area da tergo. Rigore sacrosanto, per tutti, per quanti hanno assistito alla partita”.

“Naturamente, non è stato dello stesso avviso l’arbitro, e allora qualcuno mi dica come dobbiamo interpretare questo atteggiamento – rincara la dose Branà – . A meno che non ci si dica che il Tricase è bene che non provi neanche a dare fastidio alle prime”.

La Gazzetta del Mezzogiorno

Leverano: tanta rabbia in casa bianconera…

Posta in palio divisa nel derby tra Leverano e Tricase ma tanta rabbia in casa bianconera per una direzione di gara ritenuta inadeguata. Il lamento arriva direttamente dal diesse bianconero Antonio Bruno“Evitiamo sempre di parlare degli arbitri, ci siamo astenuti dal farlo anche dopo la finale di Coppa Italia, nella quale siamo stati pesantemente penalizzati. Ora, però, la misura è colma. Contro il Tricase, l’arbitro Lillo di Brindisi, che è la nostra bestia nera, ha espulso Patruno quando conducevamo per uno a zero e dopo avergli ripetuto, sin dal primo minuto, che lo avrebbe mandato fuori al primo fallo. Poi, non soddisfatto, ha convalidato la rete del pareggio del Tricase, viziata da un macroscopico fuorigioco”.

“Se avessimo vinto come stavamo facendo grazie al gol di Di Silvestro – prosegue il dirigente del Leverano – stanti le sconfitte subite da Fragagnano e Salento Football, avremmo ridotto drasticamente il nostro ritardo ed invece abbiamo rosicchiato solo un punto”.

La Gazzetta del Mezzogiorno

Toma Maglie: La delusione del difensore Mattia Conte

La Toma Maglie è costretta a registrare un nuovo stop. La formazione giallorossa è tornata sconfitta dal “Vito Curlo” di Fasano dopo una buona prestazione. La delusione nella parole del difensore Mattia Conte“Abbiamo subito gol su palla inattiva, i nostri rivali sono stati abili ad effettuare due blocchi assolutamente regolare che hanno permesso ad uno di loro di battere a rete smarcato. Il Fasano ha così sbloccato il risultato e su questo gol ha costruito il proprio successo ma la toma ha giostrato decisamente bene ed avrebbe meritato quanto meno il pareggio, che ha sfiorato più volte, senza raggiungerlo. Quando si creano sette limpide occasioni da gol sul terreno di un complesso quadrato come il Fasano significa che si è disputata una gara all’altezza. Purtroppo, sotto porta siamo stati qualche volta poco lucidi ma, soprattutto, sfortunati”.

La Gazzetta del Mezzogiorno

Minervino Murge – Sammarco 2-1
Vittoria… di cuore

Stemma Minervino MurgeGrande prestazione dei ragazzi di mister di Vietro.

Gara delicatissima quella che al comunale minervinese vedeva opposte il Minervino, reduce da due pareggi consecutivi, ed il Sammarco che, da inizio torneo, staziona ai piani alti della classifica. I 31 punti in classifica fin’ora “accumulati” dai dauni in campo non si vedevano assolutamente mettendo in atto il più “italico” dei catenacci. Il Minervino, di contro, cominciava a spron battuto. La lancetta disegnava il suo quinto giro quanto, su una controffessiva minervinese il difensore Santoro svirgolava maldestramente la sfera che beffardamente lambiva il legno scongiurando il più classico autogol di Niccolai memoria.

All’11’ la strada si metteva decisamente in “salita” per il Minervino. Su una ripartenza degli ospiti la sfera giungeva all’esterno di destra Ramunno, colpevolmente lasciato “incustodito” dal baby Fabio Forenza, il quale commetteva un fallo che il direttore di gara (Antonio Grosso della sezione di Bari) riteneva, tra le veementi proteste di pubblico e atleti di casa, di punire con la massima punizione e di decretare l’ulteriore sanzione della espulsione ai danni del giocatore. Minervino in dieci e gara che si “complicava”. I minervinesi non andavano oltre qualche bella giocata di Riccardo Forenza. Per il resto notte fonda per quanto concerne le azioni offensive. Erano ancora gli ospiti che, su azione di contropiede, mettevano Gaggiano solo davanti all’estremo locale Leo Amoruso che si superava mandando in angolo. Unico brivido veniva da una conclusione dai sedici metri di Valentino che però mancava il bersaglio. Era l’epilogo della prima parte di gara. Nella ripresa, al 6’, il Minervino trovava la forza e la zampata giusta per riequilibrare il risultato. In seguito ad un’azione da calcio d’angolo la palla danzava nell’area piccola del Sammarco. Il più lesto di tutti era Michele Raimo che con rabbia scaraventava alle spalle dell’estremo difensore ospite. Il Sammarco come una belva ferita cercava di reagire ed, al 20’, andava vicino alla segnatura col centravanti Nardella che nella circostanza esaltava le doti di un Amoruso in gran spolvero. A questo punto cominciava il valzer delle sostituzioni. Ad uno spossato Michele Raimo subentrava Stefano Conte il quale, appena entrato, ingaggiava un corpo a corpo con un difensore avversario terminando “steso” in area per un rigore che ai più sembrava netto. Non così per il direttore di gara che propendeva per la decisione opposta: fallo in attacco! La voglia e la determinazione spingevano il Minervino in avanti a testa bassa ed ancora sugli sviluppi da calcio d’angolo, al 40’, Giuseppe Quacquarelli aveva sulla “pelata” la palla buona per “concretizzare” ma sbagliava di un soffio la mira. Sul capovolgimento di fronte ancora Ramunno si divorava letteralmente la più ghiotta delle occasioni mandando fuori un pallone che non chiedeva altro che essere depositato in fondo al sacco. La legge dello sport, seppur non scritta, è quanto mai valida; goal sbagliato, goal subito. Il tutto veniva confezionato, al 44’, da Francesco Tarallo, subentrato ad uno stanchissimo Schiavo, e Luca Loberto che rilevava l’odierno evanescente Dario Tricarico. Tarallo si involava sulla corsia di destra e, dal fondo, lasciava partire un cross che, attraversando tutta l’area di porta, raggiungeva Loberto ben appostato al vertice sinistro. Il ragazzo, con freddezza, addomesticava il pallone e, di collo sinistro, non lasciava scampo all’incolpevole Ciavarella. Tripudio in campo e sugli spalti e “disperazione” degli ospiti che si lasciavano andare a manifestazioni che nulla hanno a che vedere con il calcio. Nella concitazione e seppur di qualche minuto, Conte e Di Iorio venivano inviati sotto la doccia.
Visto come la partita aveva avuto inizio, questa vittoria è da ritenersi rigenerativa per il morale del nucleo società-atleti-tecnici e miracolosa per quanto concerne l’andamento. Unico neo il veder ancora una volta falcidiata, tra ammonizioni (che determinano le squalifiche) ed espulsioni la squadra. Tra ammonizioni ed espulsioni il taccuino dell’arbitro contempla l’iscrizione di ben OTTO giocatori locali a fronte dei tre avversari.
Domenica prossima si andrà a far visita alla Daunia Foggia, diretta concorrente del Minervino nella estenuante lotta per la “sopravvivenza. In tale contesa le imprese da porre in essere dovranno essere due: la prima in campo, la seconda per quanto riguarda gli undici da schierare vista la decimazione della rosa. Ai citati espulsi o squalificati c’è da aggiungere la “defezione”, per motivi di lavoro, del centrocampista Piercarlo d’Ambrosio che, con l’odierna, ha forse definitivamente dato addio alla casacca del Minervino. Allo stesso vanno i sentiti ringraziamenti per quanto, con spirito di sacrificio ed estremo attaccamento alla maglia, ha conferito alla causa. Grazie “guerriero” ed in bocca al lupo…per tutto.

MINERVINO: Amoruso, Forenza Fabio, Giorgio, d’Ambrosio, Pestilli, Quacquarelli, Forenza Riccardo, Valentino, Raimo (Conte), Schiavo (Tarallo), Tricarico (Loberto) A disp. Castrovilli, Cerasole, di Vietro Fabio, Terzulli. All. Luca di Vietro
SAMMARCO: Ciavarella, Giordano, Santoro, Piano, Gemma, Di Iorio, Ramunno, Bruno, Nardella, Cursio, Gaggiano. All. Ciro Radatti
Arbitro: Antonio Andrea Grosso della sezione di Bari

Antonio Gallucci

periodo fantastico per il Galatone

Rollo

Colpo grosso del Galatone, che prosegue nella sua striscia positiva di risultati dopo aver violato il “Santa Sofia” di Fragagnano. “Stiamo vivendo un periodo fantastico – afferma il neo presidente Giacomo Margiotta –. A Fragagnano, sul campo della capolista, abbiamo giocato con grande personalità, senza alcun timore reverenziale. I tre punti conquistati contro i taranti, inoltre, ci hanno permesso di compiere un altro passo in avanti in graduatoria, allungando ulteriormente rispetto alla zona pericolosa, nella quale correvamo il rischio di restare impelagati un paio di mesi fa”.

A decidere il match è stato Pierandrea Rollo, con un colpo che non è propriamente parte del suo repertorio. “Su corner di Migali – racconta l’attaccante – ho trovato il tempo giusto per staccare ed ho impattato alla perfezione la palla, indirizzandola nell’angolino. Così ho firmato una rete pesantissima per la mia squadra, che si è confermata in crescita ed ha bissato il successo messo a segno in casa della Salento Football qualche tempo fa, ma anche importantissima per me, in quanto avevo bisogno di sbloccarmi”.

La Gazzetta del Mezzogiorno

Salento Football: A Mario Calasso la sconfitta non va giù

Non è scesa giù al tecnico della Salento Football, Mario Calasso, la sconfitta maturata ad Otranto dalla sua squadra. “In altri casi ho ammesso che la sconfitta fosse meritata – attacca il trainer –, questa volta non è così. Anzi, avremmo dovuto vincere, in quanto, dopo una prima fase nella quale i nostri avversari si sono comportati meglio di noi, per la seconda metà del primo tempo e per tutta la ripresa è stata la Salento Football a mettere in mostra le cose migliori”. 

L’allenatore leveranese, poi, lancia una stoccata all’arbitro del derby: “Sull’uno a uno siamo andati in rete con Lucà, sugli sviluppi di un corner, ma il direttore di gara ha incredibilmente annullato la segnatura, che era regolare. In seguito, i nostri rivali hanno segnato a loro volta dopo un calcio d’angolo. Insomma, una vera e propria beffa”. Calasso, comunque, applaude alla squadra: “Ad Otranto ho rivisto all’opera per lunghi tratti la formazione agguerrita ed affamata che ha dettato legge per tutta l’andata. È da questa prestazione che dobbiamo ripartire”.

La Gazzetta del Mezzogiorno

Tarantino risponde a Mr.Leonino: “Non si può tacere dopo tanti torti subiti”

Il presidente Tarantino a colloquio con la squadra (ph. Luca Caporale)

Finisce in parità il big match della ventiquattresima giornata del campionato di promozione tra Carapelle e Atletico Corato, un pareggio che allontana la formazione rossoblu dai sogni play off. Alla rete del vantaggio siglata da Saverio Lizza, nella ripresa ha risposto Sylla per gli ospiti. Una gara giocata bene dal Carapelle, che con il palo di Ciccone e una ghiotta occasione sprecata ad inizio match da Lannunziata, avrebbe potuto assumere un’altra piega, ma la gara rispecchia senz’altro l’andamento di un campionato sfortunato per i rossoblu di Mr. Ricucci.
A fine gara tutta l’amarezza del presidente Mariano Tarantino sia per il risultato, che per alcune esternazioni proferite dalla panchina dal tecnico ospite Mimmo Leonino sull’espulsione di Terrone per simulazione, il tecnico neroverde ha in qualche modo espresso perplessità sulle polemiche espresse dalla società carapellese dopo la trasferta di Rutigliano, che avrebbero in qualche modo condizionato la direzione di gara del Sig. D’Addato.
“I torti subiti e l’evidente simulazione di Terrone, testimoniata anche dalle riprese, sono dati oggettivi – il commento del presidente Tarantino – le nostre proteste sono legate ad episodi che di fatto hanno condizionato il nostro torneo, abbiamo subito sempre senza nemmeno alzare la voce, ma tacere di fronte a episodi come quelli di Rutigliano non è ammissibile, ed essere sportivi non vuol dire non poter esprimere il proprio pensiero, dopo tanti errori arbitrali subiti che ci hanno allontanato in modo decisivo dal sogno play off”, questo quanto affermato dal presidente rossoblu a fine gara. Resta infine il rimpianto di tante occasioni fallite, ma soprattutto la constatazione di non essere stati tutelati a dovere per una piccola realtà che comunque sta tenendo testa ai giganti Gravina, Bisceglie e Corato.

Luca Caporale

L’Otranto vince, convince e resta in scia

Mister Salvatore

L’Otranto vince, convince e resta in scia dei primissimi posti. La formazione di Andrea Salvadore ha superato per 2-1 la Salento Football in un match denso di emozioni. “Per mezz’ora abbiamo giocato un eccellente calcio – afferma soddisfatto il tecnico idruntino – , sbloccando il risultato con Mastria e creando altre buone opportunità. Negli ultimi quindici minuti del primo tempo abbiamo un po’ sofferto ma senza correre pericoli autentici. Poi, in avvio di ripresa, su una palla lunga, abbiamo commesso un’ingenuità venendo puniti da quel grande attaccante che è Luciano Quarta. Sull’uno a uno è emerso il grande cuore dei ragazzi, che hanno voluto fortemente il successo: così abbiamo raddoppiato con Palma, meritando di imporci. Stante la battuta d’arresto imposta dal Galatone al Fragagnano, adesso può davvero accadere di tutto”.

La Gazzetta del Mezzogiorno

Puglia Sport – Carovigno 3-0
Il Laterza torna alla vittoria

Successo pesantissimo per il Laterza che al “Madonna delle Grazie”, dopo 13 partite di astinenza, vince un importante scontro in chiave salvezza. I laertini superano 3 a 0 ilCarovigno di Mister Monna e si portano momentaneamente a +4 sul penultimo posto e si avvicinano prepotentemente al Real San Giorgio, quintultimo in classifica e distante solamente due lunghezze. Un partita dominata dagli uomini di Bongermino che con l’uno-due micidiale firmato da Turi e Russo al 12′ e al 13′ hanno messo subito la gara in discesa. Di Busto, in pieno recupero, la rete del definitivo 3 a 0. Per i brindisini, orfani di Vignola e Lanzillotti Tony, sconfitta senza attenuanti.

Domenica prossima il Laterza sarà impegnato sul terreno dell’ultima della Fly Team Brindisi: un altro scontro diretto da non fallire per continuare la risalita verso la salvezza.

1°Tempo
Mister Bongermino, consapevole dell’importanza della gara, schiera una difesa più esperta con Lovecchio tra i pali e Marino-Lovergine coppia centrale. In attacco, dopo tre gare di assenza, si rivede il bomber Nicola Turi. Tra le file brindisine pesanti le assenze di Tony Lanzillotti e di Vignola.

Parte subito forte il Laterza. Al 6′ lancio di Busto per Mastrodomenico che stoppa e serve Turi sulla fascia destra, cross pericolosissimo del numero 10 laertino, ma nessuno riesce a deviarlo verso la porta difesa da Laghezza. Al 12′ il Laterza passa in vantaggio: Turiraccoglie un pallone fuori dall’area di rigore e lascia partite un gran tiro che trafigge l’estremo difensore ospite. Un minuto più tardi Russo, ben servito da Sfarzetta, conclude verso la porta e trova la sua prima rete stagionale. La squadra di casa dopo soli tredici minuti è già avanti 2 a 0. Il Laterza continua ad attaccare: al 19′ lancio dalle retrovie e conclusione di prima intenzione dell’ispiratissimo Turi che finisce alta sulla traversa. Al 30′ è ancora il numero 10 biancoazzurro ad impensierire la retroguardia del Carovigno: gran gioco di gambe e conclusione precisa che trova la bella parata diLaghezza. Il primo tempo si conclude con il Laterza meritatamente in vantaggio per due reti a zero.

2°Tempo
Dopo un solo giro di lancette è ancora Turi a creare scompiglio in area carovignese: bravissimo Diagnè a murare con il corpo la conclusione ravvicinata dell’attaccante. Al 47′ si vede per la prima volta il Carovigno che, in contropiede, con De Simone entra in area,  ma trova il tempestivo intervento di Gorghini in scivolata che sventa la minaccia.  Al 70′ magia di Turi: con un gioco di gambe mette a sedere il difensore e tiro a girare sul secondo palo, ma prima che la palla varcasse la linea interviene Montelli che tocca e l’arbitro, giustamente, annulla per offside. Sarebbe stato un eurogol. All’80’ Carovigno pericoloso in area laertina, ma Marino si immola sulla conclusione ravvicinata e salva i suoi. Al 92′ batti e ribatti in area ospite: il tiro di Montelli viene respinto dalla difesa, la palla termina sui piedi di Busto che calcia e trova la  rete del definitivo 3 a 0.

Il Laterza con una prestazione tutta grinta e testa torna alla vittoria, cancella settimane di frustrazioni e rilancia le sue legittime ambizioni di salvezza. Domenica prossima, a Brindisi, ci vorrà la stessa intensità e la stessa voglia messa in campo oggi contro il Carovigno per avere la meglio contro un avversario alla disperata ricerca di punti.

PUGLIA SPORT LATERZA: Lovecchio, Gorghini (81′ Labia), Pietracito, Marino, Lovergine, Calicchio (61′ Somma), Mastrodomenico, Busto, Sfarzetta (63′ Montelli), Turi, Russo. A disp. Paradiso, Iusco, Rigido, Fittipaldi. All. Bongermino

CAROVIGNO: Laghezza, Diagnè, Valente, Urso A., Urso C., Lanzillotti T. (61′ Lanzillotti P.) , De Simone (61 Camposeo), Scarongella, Francioso, Russo, Carlucci. A disp. Natale, Cisternino, Maldarella, Regnani. All. Monna

Reti: 12′ Turi (L), 13′ Russo (L), 92′ Busto (L)
Espulsi: 89′ Calicchio (L) (non dal campo)
Ammoniti: Francioso (C), Montelli, Mastrodomenico (L)
Arbitro: Domenico Leone di Barletta Assistenti: Colavito/Iennarelli

Us Città di Fasano – A. Toma Maglie 1-0
Il Fasano aggancia la zona play off

I biancazzurri di Laterza ottengono 3 punti importantissimi per la classifica, grazie ad un gol di Pistoia nel primo tempo. Ora il Fasano è al quinto posto insieme al Leverano

Il Fasano batte il Maglie 1 – 0 grazie ad un gol di testa di Pistoia e conferma il buon momento di forma, dopo la travolgente prova di San Giorgio. I biancazzurri hanno affrontato un avversario spigoloso e molto falloso, ma non hanno tirato indietro la gamba, accettando la sfida lanciata dai giallorossi sul piano fisico . Alla fine sono arrivati 3 punti sofferti e di capitale importanza, perché il Fasano, dopo parecchi mesi, aggancia la zona play off: gli uomini di Laterza, infatti, condividono la quinta posizione con il Leverano a quota 40 punti, anche se i salentini hanno 2 partite da recuperare. Merito soprattutto di una difesa blindata, che non subisce gol da 540 minuti, vale a dire la bellezza di 6 partite: l’ultima palla raccolta in fondo al sacco dall’ estremo difensore fasanese risale al beffardo pareggio casalingo col Tricase, nella prima giornata di ritorno.

Il mister Giuseppe Laterza schiera una difesa a 4 composta da Pugliese e Massimo Ancona sulle fasce, mentre i centrali sono Telesca e Pistoia. A centrocampo confermato il trio di partenza visto a San Giorgio, con Lentini, Leggiero e Galiano. In attacco spazio a Laneve, che torna titolare dopo la partenza dalla panchina di domenica scorsa, Amodio e Mario Mastronardi.

Il Fasano cerca di partire subito forte, facendosi vedere nell’area salentina per ben due volte nel primo quarto d’ora: prima, al 5’, Mastronardi effettua un’ottima sponda di petto per l’accorrente Laneve, che tira in corsa. La conclusione non sembra particolarmente pericolosa, ma il portiere del Maglie non è impeccabile e, con un intervento stilisticamente discutibile, devia in angolo. Al 12’, al termine di una bella azione corale, è Amodio, servito da un Mastronardi in versione assist man, a calciare a botta sicura, ma un difensore ospite si immola e respinge la conclusione. Dopo l’iniziale fase di sbandamento, il Maglie sembra trovare le misure, ma viene colpito a freddo: al 24’, su punizione di Amodio, è Pistoia a svettare sopra tutti e a bucare il portiere con un colpo di testa imprendibile. È il gol del vantaggio fasanese, che manda in visibilio i tifosi sugli spalti del “Vito Curlo”.

I biancazzurri, però, non possono concedersi nessuna distrazione. Lo dimostra la punta ospite Renis, che, alla prima occasione utile, fa tremare i padroni di casa, con uno splendido tiro al volo incrociato che si infrange sulla traversa. Passano solo 4 minuti e, ancora su punizione di Amodio, è Mastronardi ad impattare di testa, ma la punta non è precisa come il compagno di squadra Pistoia. Termina così una prima frazione in cui si è visto un Fasano propositivo, che con un po’ più di cinismo avrebbe potuto addirittura rientrare negli spogliatoi con un doppio vantaggio.

Nella ripresa, gli ospiti si fanno più aggressivi e cercano di impensierire maggiormente l’organizzata difesa del Fasano. Il più pericoloso è sempre Renis, che va due volte al tiro tra il 55’ e il 65’, senza però trovare fortuna. L’occasione più lampante del secondo tempo scaturisce dai piedi di Leggiero, che dai 20 metri fa partire un bolide che termina la sua corsa sul palo alla sinistra del portiere. Col passare dei minuti, il Fasano non vuole correre rischi e preferisce gestire il risultato, abbassando leggermente il baricentro. E, a 5 minuti dalla fine, potrebbe addirittura subire un pareggio beffardo, se non fosse per un intervento prodigioso di Pugliese, che intercetta un diagonale del subentrato Pighin. Sarebbe stata una punizione troppo crudele per i biancazzurri, che nei minuti finali soffrono ma riescono a portare a casa una vittoria dall’enorme peso specifico. Ora Pistoia e compagni dovranno affrontare il Lizzano in trasferta, una squadra, per punti in classifica, molto simile al Maglie.

Us Città di Fasano: Abbinante, Pugliese, Pistoia, Ancona M., Telesca, Lentini, Leggiero (88’ Quaranta), Galiano, Mastronardi M. (90’ Sibilio), Amodio, Laneve (80’ Laguardia). A disposizione: Lacirignola, Mastronardi D., Ricco, Lorusso Lella. Allenatore: Giuseppe Laterza

Maglie: Nutricato, Leanza, Longo, Biasco, Nestola, Conte, De Mitri (70’ Puce), Ciurlia, Renis, Cezza, Pedone (64’ Pighin). A disposizione: Provenzano, Gazzi, Coccioli, Aventaggiato, Coate. Allenatore: Marco Cannarile

Reti: 23’ Pistoia (F)
Arbitro: Palumbo di Bari
Note: ammoniti Lentini (F), Renis (M), Nestola (M), De Mitri (M), Conte (M), Galiano (F), Pistoia (F)

CICCIO COFANO – FasanoLive

Giovinazzo – Calcio Gravina 0-2
Il Giovinazzo fallisce un rigore, il Gravina lo castiga

Tunzi sbaglia dal dischetto, poi la capolista impone la legge del più forte. Finisce 0-2

Se il Gravina è la capolista del torneo di Promozione più di qualche motivo c’è, ma questo Giovinazzo visto al San Pio (almeno nel primo tempo e nonostante l’errore di Tunzi dal dischetto) ha dato metri di filo da torcere ai più quotati avversari.

Sull’erba artificiale dell’impianto barese è finita 0-2, con due lampi gialloblu giunti nella ripresa che hanno segnato la partita. In avvio di gara (la ventiquattresima di campionato), la prima azione offensiva dei padroni di casa (ieri in maglia biancorossa) porta l’albanese Cubaj in area ospite, Franco si sbilancia nel contrasto e lo tira giù. Penalty netto. Che il Giovinazzo sbaglia: Tunzi, sotto gli occhi di due rigoristi del calibro di Petaroscia e Uva (entrambi infortunati in tribuna), calcia debolmente e Cilumbriello devia in angolo. «Il vantaggio forse non avrebbe cambiato il risultato – ha detto a fine gara Uva ai taccuini della Gazzetta del Mezzogiorno – ma sicuramente avrebbe cambiato l’andamento della partita e non so se sarebbe finita esattamente così».

Il Gravina, superata la paura, valica la metà campo in modo concreto e solo uno strepitoso Colagrande nega a Scaringella il vantaggio ospite, mentre un calcio da fermo di Silvestri termina la sua corsa sul palo. La risposta del Giovinazzo non manca (sinistro di Cubaj smorzato dalla difesa gravinese), ma quando nel 4-2-3-1 di Amedeo Savoni i vari De Tullio, Tunzi e gli esterni alti Cubaj e Redjehimi (parecchio in ombra) arrivano al limite dell’area si incartano spesso. Al riposo è 0-0.

La ripresa si apre con una disattenzione difensiva dei locali. L’unica della gara che il Giovinazzo paga a caro prezzo: al 9′ Silvestri, da palla inattiva, coglie la retroguardia locale impreparata e serve ad Albano un pallone d’oro che l’attaccante lucano spinge in fondo al sacco. La capolista, adesso calda e reattiva, impone la legge del più forte (Albano, al 25′, chiude la gara su assist dalla corsia di sinistra di Scaringella) e continua a correre verso l’Eccellenza: «Anche oggi – ha detto Savoni a fine gara – ho dovuto fare i conti con gli infortuni di Petaroscia, Porfido e Uva e le squalifiche degli under Longo e Trillo. Mister Loseto ha a disposizione una corazzata. Basti pensare alla panchina: Millan, Sisalli e Gilfone. Un’altra mezza squadra».

Considerazioni. Alla fine esulta il Gravina (vittorioso 0-2), e del resto i campionati si vincono anche così, con una concretezza che ti salva quando serve e basta. Ma il Giovinazzo recrimina per l’errore dal dischetto di Tunzi che forse avrebbe cambiato l’andamento del match. Questo è però quello che passa per ora il convento, ma dopo due sconfitte di fila e qualche bella pacca sulle spalle, è anche il momento di ricominciare ad aggiungere punti alla classifica per continuare la rincorsa ai play-off, adesso distanti tre punti.

NICOLA MICCIONE – GiovinazzoViva

Carapellese – Troia 2-0
il solito “gollonzo” iniziale e poi sagra delle occasioni sprecate

Gli undici scesi in campo

Giornata primaverile in quel di Carapelle. Pubblico presente quasi del tutto troiano, posizionato nella tribunetta in tubolare metallico al comunale della Città dei cinque Reali Siti. Ventiduesima di campionato che vede i gialloverdi giocare in trasferta prima delle prossime due da disputare tra le mura amiche. Mister Borrelli, che vuole evitare la terza sconfitta consecutiva ed allontanarsi dalla zona caldissima della classifica, deve fare a meno di bomber Capuano, dello squalificato Salandra, di Costanziello, ancora fermo ai box, e di Cavaliere, disponibile solo in casa per motivi di lavoro. A Festa viene preferito Graziano, difesa che vede il ritorno di Cupo al centro, affiancato da Aquilino, a destra Cericola e a sinistra Piscitelli; centrocampo a tre con il ritorno di Murani al centro affiancato dai soliti Laganara e De Lorenzis, in attacco Hamdani a fare da boa, supportato da Ciccarelli e capitan Marino.
Difronte un Carapelle più prudente, allenato dall’amico ed ex calciatore gialloverde, Gianni Petronio, che con un 4-4-2 classico preferisce aspettare e poi colpire, così da poter fare punti ed evitare la retrocessione diretta. Gara subito vivace e combattutta a centrocampo, padroni di casa più ordinati ma soffrono il pressing gialloverde. Nel primo quarto d’ora non ci sono grosse occasioni da segnalare. A sbloccare il risultato, purtroppo per noi, ci pensa il bomber di casa, Zamfirov, che al 27esimo, con un bel diagonale al volo, trafigge Graziano e porta in vantaggio la Carapellese. Il Troia non ci sta e reagisce subito con un tiro da fuori di Laganara, molto angolato, ma ci arriva Citarelli. Subito dopo, a botta sicura Murani, colpisce in pieno Marino, con un tiro che poteva terminare nello specchio. De Lorenzis non arriva qualche minuto dopo su un assit al bacio di Hamdani. Termina un primo tempo molto vivace e gialloverdi, che pagano care le disattenzioni. Nel secondo tempo a farla da padrone è De Lorenzis, uno dei migliori in campo, che in un paio di occasioni impegna l’estremo Citarelli, bravo a respingere sia su un tiro da fuori diretto all’incrocio sia su capitan Marino, bravo ad incrociare. Gialloverdi che fanno la gara, macinano gioco e che cercano con inistenza il pareggio. Pareggio che sembra concretizzarsi quando nel giro di pochi minuti Tambascia, terzino destro della Carapellese, si fa espellere con una doppia ammonizione. I nostri ragazzi prendono coraggio e si fanno sempre più minacciosi dalle parti di Stellato e company aprofittando della superiorità. Si mette anche un po’ di sfortuna quando De Lorenzis, ancora lui, con una spettacolare riovesciata, mette in seria difficoltà la difesa di casa. Mister Borrelli le prova tutte, fuori Hamdani per Pircalabescu, il velocissimo rumeno si mette subito in evidenza. La Carepellese di rintana ed esce rararmente con ordine, guadagnano tempo prezioso. Dentro anche Lombardi al posto di Aquilino e Martino al posto di Ciccarelli. Al novantesimo Cupo prende una brutta botta e resta stordito, costretto ad uscire. Si ripristina la parità ma resta scoperta proprio la parte centrale della difesa, ad approftittarne è ancora Zamfirov che realizza con un altro diagonale la sua doppietta personale ed il suo decimo gol stagionale.
Termina dopo quattro minuti di recupero la gara, diretta in maniera molto pignola dal direttore di gara sig. Festa di Barletta. Domenica arriva l’Orta Nova che con i suoi 28 punti è attualmente fuori dalla zona play out. Discorsi apertissimi ma da oggi è vietato sbagliare. Cuore, passione, impegno e dedizione gli imperativi per non sprofondare! Forza ragazzi!

Carapellese Asd (4-4-2): Citarelli, Tambascia, Ponziano, Prencipe, Stellato, Angino, Patanella (28st Bellitti), Gesualdo (25st Contillo), Mucciarone, Zamfirov (49st Colasanto), Di Flumeri. A disp. Consalvo, Iemmolo, Contillo, Castelluccio, Colasanto, Bellitti, Gaeta. All. Gianni Petronio

G.S. TROIA ASD (4-3-3): Graziano, Cericola, Aquilino (32st Lombardi), Murani, Cupo, Piscitelli, Ciccarelli (40st Martino), De Lorenzis, Hamdani (15st Pircalabescu Catalin), Marino, Laganara. A disp. Festa, Scarpino, Resce, Terlingo. All. Michele Borrelli

RETI: 27pt e 48st Zamfirov (C)

Leverano – Atletico Tricase 1-1
per il Tricase terzo pareggio consecutivo

In attesa di conoscere l’esito del Giudice Sportivo in merito alla gara Tricase – San Vito sospesa all’intervallo per maltempo, con il punteggio che vedeva i brindisini in vantaggio di un gol, il Tricase muove ancora a piccoli passi, la classifica con un altro pareggio, questa volta sul campo del Leverano.

Si attende infatti di sapere se e quando si dovrà rigiocare,  sperando di evitare l’eventuale sconfitta a tavolino, nel caso in cui la giustizia sportiva dovesse ritenere il club rossoblù responsabile per la questione riguardante le linee di demarcazione del campo, ritenute poco visibili dal signorSalentino di Taranto arbitro della gara.

Nel derby di oggi pomeriggio, per la squadra tricasina vi sono ancora conferme indesiderate, anche se si rivede il bel gioco di metà stagione, in quello che è stato finora il  momento migliore della squadra rossoblù.  Si conferma infatti che non è una stagione da derby, in quanto a oggi  l’unica vittoria negli scontri con squadre leccesi, resta quella di Galatone in trasferta con un perentorio 4-1, dopodiché solo sconfitte e pareggi, come nella gara di andata contro i bianconeri leveranesi, chiusa con il risultato di 0-0.

Vi è anche un’altra conferma e cioè che i tricasini, continuano ad avere difficoltà  a chiudere una gara senza espulsioni e dopo la “pausa” di Laterza ecco che arriva un  rosso anche a Leverano, quest’oggi a carico di Garrapa per somma di ammonizioni, anche se in questo caso in compagnia dell’avversario bianconero Patruno.  Come se non bastasse, dopo una squalifica (ingiusta e misteriosa) di oltre un mese, a dieci minuti dal termine viene allontanato anche mister Branà, tra l’altro uno dei tanti ex di turno.

Per il resto, il Tricase visto oggi in quel di Leverano è apparso bello, spavaldo, a tratti spregiudicato e avrebbe in un certo senso meritato di realizzare qualche gol in più, soprattutto nel primo tempo. La squadra si è mostrata ben coordinata, capace di macinare gioco e ha messo in evidenza un susseguirsi di azioni offensive sviluppate con grande rapidità. Purtroppo rimane tra le altre una terza (anch’essa dolorosa) conferma, circa la mediocrità in merito alla concretezza sotto porta.

Ci pensa quindi, ancora una volta D’Amico a correre ai ripari e regalare al Tricase un altro punto che nonostante la buona prestazione stava per sfuggire, visto che nella ripresa, al 63′ dopo un bel primo tempo, aperto e combattuto, a passare in vantaggio era stato il Leverano con Di Silvestro. Per il giovane bomber tricasino, salgono a nove le marcature realizzate nel corso di questa stagione, raggiungendo il falso nueve Botrugno, fino ad oggi capocannoniere solitario del team di Branà e marcatore abituale per buona parte del girone d’andata.

Una gara giocata a viso aperto, da due squadre vogliose e affamate di vittoria, che al Tricase manca dallo scorso dicembre. Entrambe le compagini sperano in un posto tra le prime cinque e il Tricase, vedendo l’obiettivo allontanarsi sempre di più, in quanto la vittoria sembra oramai divenuta un’utopia, scende in campo con l’atteggiamento tipico di chi ha la consapevolezza di giocarsi il tutto per tutto.

Numerose sono le azioni giocate negli ultimi venticinque metri e sono continui i duelli personali, tra giocatori dotati di buona qualità tecnica.  Il Tricase, nel primo tempo appare molto brillante, esattamente come il Leverano che però cresce nella ripresa, quando invece gli uomini di Branà sembrano calare i ritmi.

Il gol che porta in vantaggio i bianconeri arriva al 63′ con Di Silvestro bravo a infilare in rete di prima intenzione un tiro ribattuto dall’estremo difensore tricasino Baglivo.

Immediata la reazione del Tricase, che va vicino al pareggio in almeno un paio di occasioni, prima che D’Amico lo realizzi  al 82‘, abile a battere il portiere bianconero con un tiro di prima intenzione dopo un cross dalla destra.

Il Tricase, reclama anche un penalty per un fallo ai danni di D’Amico, e la protesta alla squadra rossoblù costa due espulsioni, una in campo di Garrapa, già ammonito per un fallo, si becca il secondo giallo e quindi il rosso e l’altra in panchina al tecnico Branà allontanato dal signor Lilloche un po’ di tempo prima aveva già allontanato il bianconero Patruno.

Pareggio finale, sostanzialmente giusto per quanto visto in campo, un risultato che mantiene il Leverano al quinto posto a 40 punti a pari merito col Fasano e mantiene distante il Tricase di nove punti con una gara in meno (martedì se ne saprà di più)  considerati i 31 sinora conquistati.

Domenica 8 marzo, al “Via Olimpica” arriva il Mesagne terzo in classifica che oggi pomeriggio ha battuto in casa il Fly team Brindisi per 2-0.

Valerio Martella IlGallo

Us Bitonto – Atletico Vieste 1-2
Bitonto bello ma ancora sconfitto

A fine partita, però, si scatena la rabbia dei neroverdi contro l’ennesimo arbitraggio discutibile. A farne le spese uno dei due collaboratori dell’arbitro, finito in ospedale

Us Bitonto-Vieste, purtroppo, parte dalla fine.

Quando, al fischio finale dell’arbitro Federico Votta di Moliterno, si scatena la rabbia dei neroverdi, convinti di aver subito un altro arbitraggio a dir poco discutibileE nel parapiglia ad avere la peggio è un assistente del direttore di gara, Edoardo Federico Cleopazzi di Lecce, che finisce in ospedale colpito al volto. E a farlo sarebbe stato, probabilmente, un dirigente bitontino.

Sul campo, invece, un coriaceo e combattivo Bitonto deve cedere il passo (1-2) all’Atletico Vieste, terza forza del campionato, collezionando così la terza sconfitta consecutiva che però non complica il cammino verso la salvezza, con la zona playout lontana ancora 4 punti.

A uscire con le ossa rotte, però, ieri è stato il calcio.

La partita. Sul neutro a porte chiuse di Terlizzi, mister Di Venere deve raccapezzarsi con una squadra falcidiata dalle squalifiche. Così, senza Naglieri, Bonasia, Campanella e Modesto, si affida a Nuzzo tra i pali, Giallonardo, Daddario, Sangirardi e Martellotta in difesa; Caringella, Mastrolonardo e Piperis a centrocampo; Roselli a imbeccare Ventura e Chisena.

I ritmi non sono altissimi, e fin dai primi scambi i padroni di casa tengono testa al più quotato avversario. In realtà, poco accade fino al 20′, poi due sussulti. Il vantaggio dei foggiani con un colpo di testa di Salerno su calcio piazzato battuto appena fuori dall’area di rigore. Il pareggio immediato dei neroverdi, con Piperis che deve solo appoggiare a porta sguarnita una bellissima azione corale imbastita d Ventura, Roselli e Caringella. Seconda marcatura stagionale per il centrocampista barese. Il Bitonto gioca bene, sfruttando soprattutto la posizione tutt’altro che fissa e ferma di Roselli, e non dimostra alcuna minima apprensione e timore nonostante la lunga lista di assenti. Anzi, potrebbe andare anche in vantaggio a fine primo tempo, ma Ventura non riesce a essere preciso su una bella palla proveniente da una genialata di Mastrolonardo. Davvero grave l’errore dell’ex attaccante di Bisceglie e Mola, ancora a secco di reti all’ombra dell’olivo.

Nella ripresa, accade ancora meno. Il Vieste prova a farsi vedere con le sgroppate di Augelli sulla fascia e qualche zuccata del solito Salerno, il Bitonto fa buona guardia, ma conclude poco. L’unico sussulto lo regala Giallonardo, che poco prima della mezz’ora salva sulla linea un intervento a vuoto di Nuzzo. Al 31′, invece, nessuno riesce a spingere in rete una bella punizione di Roselli.

Il pareggio sembra scritto, ma a 10′ dal termine il direttore di gara decide di sanzionare (molto generosamente) con il rigore il fallo di Daddario su Caesar, che cadendo male, sarà costretto al ricovero in ospedale per la frattura della fibula. Dal dischetto, Salerno non sbaglia e fa 1-2.

Punito eccessivamente, il Bitonto sbanda, e viene salvato prima da Nuzzo, che compie un miracolo su Sciangalepore, e poi da Caringella, che salva sulla linea un colpo di testa da azione di calcio d’angolo.

Ma perde anche la testa con le espulsioni di Sangirardi e del vicepresidenteVincenzo Cariello. Entrambi avrebbero protestato troppo considerando esiguo il recupero (2′) concesso.

A fine partita, poi, lo sbandamento si trasforma in rabbia. Già, perché dopo Nardò e Francavilla, il Bitonto si sente eccessivamente danneggiato dagli arbirtri e ha già chiesto un incontro al presidente della Figc Puglia Vito Tisci.

Settimana da dimenticare. Con la sconfitta di ieri, si chiude una settimana da horror per la squadra bitontina. Cominciata domenica scorsa, con il ko (con polemiche) contro la capolista Francavilla. Continuata martedì, con la stangata del giudice sportivo, che ha deciso di infliggere 500 di euro di multa e una partita da disputare a porte chiuse e a campo neutro. Già, ma adesso cosa succederà? Quel che è certo è che c’è da preparare l’ostica trasferta di Trani.

Le pagelle.Nuzzo 4,5; Giallonardo 6, Sangirardi 5,5, Daddario 5, Martellotta 6,5; Caringella 6,5, Mastrolonardo 6, Piperis 6, Roselli 7, Ventura 6, Chisena 5,5 (Terrone sv).

Il migliore. Nico Roselli dimostra di essere in uno stato di forma smagliante. Tutte le azioni pericolose dei neroverdi passano dai suoi piedi. Prezioso. Importante anche la prestazione di Marco Martellotta, che non ha affatto sfigurato in un ruolo tutt’altro che congeniale.

Michele Cotugno Depalma – DaBitonto

San Giovanni sconfitto a Rodi

La Squadra del Cuore si impone 2 a 0.

Dopo i 4 punti in due partite (vittoria domenica ad Ordona e pareggio casalingo nel recupero contro lo Spinazzola), l’ACD San Giovanni Rotondo deve fare i conti con una nuova sconfitta questa volta subita sull’ostico campo di Rodi garganico.

I padroni di casa della Squadra del Cuore (3° in classifica) si sono imposti con un secco 2 a 0 sulla formazione di La Torre.

San Giovanni sempre a quota 30 punti a pochi passi dalla salvezza matematica in questo difficile torneo di 2nda categoria.

Domenica sfida al ‘Massa’ contro la Carapellese.

Tre Torri Calcio – Audace Cerignola 0-3
Vittoria gialloblu ed allungo in testa

stemma Audace CerignolaCon un secco tris, l’Audace Cerignola liquidala pratica Tre TorriTorremaggiore, nella 22ma giornata del campionato di Prima categoria. Una partita gradevole sul piano del gioco, corretta e ben diretta dal signor Tarallo di Foggia. La squadra guidata da Massimo Gallo schiera: Vurchio tra i pali; in difesa Colucci, Colangione, Conte; Gabriele Grieco, Schiavone, Daniele Amoruso, Auciello a metà campo; Lasalandra, Morra e Dipasquale è il tridente offensivo.

Cominciano subito all’attacco gli ofantini e al 7′ arriva la prima rete, con una rasoiata di Gabriele Grieco dal vertice sinistro dell’area. Incontro in discesa per la capolista, che deve preoccuparsi solo di tenere ingabbiato il pericoloso bomber avversario Domenico Messinese, capocannoniere del girone A assieme a Morra (almeno fino a prima di questa partita, ndr). Al 24′, dopo alcune azioni non andate a buon fine, arriva il raddoppio proprio di Vito Morra, che rilancia solitario l’attaccante cerignolano in testa alla classifica marcatori. Termina così la prima fase di gioco, dopo due minuti di recupero.

Nella ripresa stesso tema: è sempre l’Audace Cerignola a gestire il gioco, al 51′ Morra manda fuori una invitante occasione. Al 60′ viene atterrato in area Gigi Dipasquale e l’arbitro assegna la massima punizione: sul dischetto lo stesso numero nove, che non sbaglia. Qualche minuto dopo Morra manca il poker, non capitalizzando una sorta di rigore in movimento concessogli dai compagni di squadra; nessun’altra azione rilevante fino al termine, con mister Gallo che sostituisce Flavio Amoruso con Dipasquale (71′) e Quarticelli con Morra (81′ ). Un successo arrivato nel turno che ha visto il San Marco pareggiare in casa con il Virtus Molfetta: la battuta d’arresto dei garganici porta i gialloblu a +8 (anche se gli immediati inseguitori hanno una partita da recuperare).

San Marco – Virtus Molfetta 1-1
gli ospiti strappano un punto

Il Tonino Parisi di San Marco

ASD San Marco bella ma sprecona, la Virtus Molfetta strappa un punto

Finisce 1 a 1 al Tonino Parisi. Ospiti in vantaggio al ventesimo minuto del primo tempo su calcio di rigore. Pari nella ripresa di Villani su calcio di punizione

Primo pari casalingo della stagione per l’ASD San Marco, che ieri pomeriggio, nonostante un ottimo secondo tempo, non è riuscita a piegare la resistenza della Virtus Molfetta, passata in vantaggio al ventesimo minuto su un tiro dagli undici metri. Non una prima frazione di gioco esaltante, ma nemmeno da buttare, per i ragazzi di mister Iannacone, che nelle prime battute di gioco, con Michele Coco, avevano avuto l’opportunità di mettere una seria ipoteca sull’incontro; e con Luigi De Cesare di pareggiare i conti se solo il suo colpo di testa non si fosse stampato sulla traversa; difensore sanseverese che prima del rientro negli spogliatoi si era peraltro reso protagonista di altre due buone opportunità.

Nella ripresa poi – nel tentativo di dare una scossa ai suoi – mister Iannacone non sbagliava quando inseriva Caiafa al posto di Nardella, avanzando a centrocampo l’ottimo Tommaso Villani. L’ex Foggia difendeva, creava e scaldava il Tonino Parisi trasformando un calcio di punizione e sfiorando il gol vittoria – sempre su calcio piazzato – complice un miracoloso intervento dell’estremo difensore biancorosso.

Ma il gol della domenica in realtà l’aveva siglato poco prima Michele Coco, con la palla che aveva varcato la linea di porta e addirittura gonfiato la parte alta della rete; a strozzare la gioia incontenibile dei circa mille sostenitori sammarchesi, però, ci pensava l’arbitro, che lasciava correre nonostante le proteste dei giocatori in campo e l’incredulità dei tifosi sugli spalti.

Di lì in poi i padroni di casa andavano vicino al gol in più di un’occasione, con gli avanti celeste-granata che confermavano di non essere in giornata di grazia. Coco, Guerriero, Villani, Nardella e Gravinese, non riuscivano a completare la rimonta. Al triplice fischio finale una pioggia di applausi salutava i giocatori in campo, protagonisti di una gara vivace, maschia e ricca di emozioni.

Così mister Iannacone a fine gara: “Mi è sembrato di rivedere la gara di Coppa di giovedì con il Pezze, dove abbiamo creato tantissimo, ma concretizzato poco. L’approccio alla gara non è stato molto positivo e infatti siamo andati subito sotto chiudendo in svantaggio la prima frazione. Nel secondo tempo è stata tutta un’altra musica, ma è mancata la lucidità sotto porta. Peccato non essere riusciti a concretizzare almeno una delle numerose palle gol create. Ci dispiace non essere riusciti a regalare una vittoria ai nostri meravigliosi sostenitori”.

Scende a sei il distacco tra la compagine del presidente Tommaso Martino e il Reali Siti Stornarella. Staccato di 12 lunghezze ma con una partita in più, l’Omnia Bitonto. I ragazzi dell’allenatore-giocatore Marcello Iannacone avranno l’occasione di ritornare al successo già a partire da domenica prossima in trasferta contro la Nuova Andria; quattro giorni dopo la seconda della classa recupererà l’incontro di Minervino, squadra, quest’ultima, in netta crescita.

Reali Siti – Rocchetta 6-0
Reali Siti in una gran giornata

Nuova Daunia Ciurlia

L’allenatore Ciurla

Tra Reali Siti e Rocchetta c’è sempre stata una certa rivalità sportiva, nata nell’anno della promozione dalla seconda alla prima categoria, quando il Rocchetta vinse lo spareggio tra le propria mure amiche(poi anche i Reali Siti furono ripescati). Oggi il divario tra le due compagini è ampio ed evidente. La gara ha detto questo, il risultato lo dimostra. Eppure il Rocchetta è sceso al Comunale di Stornarella forte dei 7 punti nelle ultime 3 giornate, certamente una squadra in un buon momento psico-fisico ed aveva reso difficile la vita al San Marco in casa della vice-capolista. I Reali Siti sono in una gran giornata, vogliono regalarsi 3 punti importanti 13 su 15 nelle ultime giornate, lo fanno con un approccio alla gara super! Il trdente offensivo Li Quadri-Bruno-Magaldi regalano spettacolo, divertono e si divertono, Martufi in cabina di regìa è una sicurezza, Gentile e Cassotta danno sostanza e qualità, la difesa composta da Pignatelli, Mascia, Zanni e Pazienza lascia inviolata la porta difesa da Delli Carri ed è la quarta partita consecutiva.

LA CRONACA

Magaldi-Li Quadri e Bruno sono ispiratissimi, il tempo per Magaldi di sfiorare il gol in un paio di occasioni ed al 10° i Reali Siti sono già in vantaggio è proprio Magaldi ad inserirsi dalla sinistra Lensi lo affronta, Magaldi sfugge e viene atterato, calcio di rigore ineccepibile. Sul dischetto si presenta Bruno che, freddissimo, spiazza il portiere 0-1 I Reali Siti sono un fiume in piena e confezionano azioni da gol in serie Magaldi 2 volte, splendida la parata di Capacchione (l’estremo ospite) su un diagonale da dentra l’area di rigore. Poi Magaldi con un pallonetto sfiora la traversa. Poiè Cassotta con un inserimento dalla sinistra ad impensierire il portiere, lo stesso fà Gentile dall’altra parte ma la palla termina di poco alto sopra la traversa.
Il Rocchetta arranca e per i Reali Siti arriva il raddoppio Bruno recupera palla sulla trequarti serve Cassotta che salta il diretto avversario e lascia partire un bolide di destro sul secondo palo, Capacchione può solo sfiorare ma la palla termina in rete. 2-0 Il Primo tempo termina su questo risultato. Mister Ciurlia chiede ai suoi di continuare a spingere e di chiudere prestola pratica. I suoi lo accontentano ed entrano nel seconte tempo con lo stesso furore. La gara viene chiusa in appena 5 minuti in cui i Reali Siti realizzano 2 reti Bruno serve in profondità Li Quadri che salta in bello stile il portiere ed insacca. 3-0 La pratica và in archivio definitivamente un minuto dopo con Magaldi che servito dal fondo da Gentile stoppa in area ed insacca.4-0 La gara è chiusa ma la voglia di far gol no ed i Reali Siti hanno il tempo di siglare il 5 a 0 con Bruno che servito da Magaldi è freddo e spettacolare, davanti al portiere sigla il gol con uno scavetto delizioso.5-0 Il 6 a 0 arriva a pochi minuti dal termine, cross dalla sinistra ancora Magaldi da dentro l’area di rigore insacca alla spalle dell’incolpevole Capacchione.

Il Presidente Mario Fiordelisi:” La squadra è stata bella e divertente, chi viene chiamato in causa risponde sempre con prestazioni sopra la sufficienza, segno inequivocabile che tutti credono al progetto e ragionano con la testa del nostro allenatore. Siamo soddisfatti, speriamo di continuare così.”

San Vito – Real San Giorgio 0-0
Interviste post gara

Commenti post gara:

Mr Marinelli: “Dopo la partita di domenica scorsa mi aspettavo una reazione da parte dei miei, e c’è stata. Sono soddisfatto del risultato ma soprattutto della prestazione dei ragazzi che sono stati encomiabili dal punto di vista tattico, sono sempre stati lucidi, attenti e concentrati per tutti i 96 minuti della gara. Un risultato positivo ottenuto su un campo difficile con una cornice di pubblico importante. Nel secondo tempo, tranne l’occasione da rete sventata dal salvataggio di Ceci, siamo stati noi, con un paio di ripartenze, a mettere in difficoltà loro. I ragazzi hanno dato tutto e anche oggi abbiamo dovuto far fronte alle numerose assenze: Friuli, De Comite, Pignatale, Bevilacqua, Scardicchio e partita durante anche l’infortunio ad Izzo. Comunque chi ha giocato e chi è subentrato ha dato il massimo, ha dato l’anima con sacrificio e abnegazione, mostrando attaccamento alla maglia. Bene anche Jallow all’esordio. Sono orgoglioso dei miei e se continuiamo con questo spirito e con questa tenacia le prospettive future saranno più rosee.”

Il DS Michele Chirico”Gara sostanzialmente equilibrata, senza grandi occasioni. Nel primo tempo ci siamo fatti preferire noi mentre, nel secondo tempo, loro hanno premuto di più. Credo che tranne nell’occasione del tiro respinto da Ceci in prossimità della linea di porta, non abbiamo corso pericoli. Pareggio giusto. Oltre la sufficienza anche la prova dell’esordiente Jallow, credo che abbia notevoli margini di miglioramento. Squadra attenta, concentrata e ordinata, un punto buono soprattutto alla luce degli altri risultati. Punto che muove la classifica e fa morale, peccato per l’ammonizione di Rabindo che sarà squalificato contro il Fragagnano.”

Manduria – Real Alberobello 4-1
Manduria travolgente

Manduria travolgente, chiude la pratica Alberobello dopo appena 45 minuti. Dominio biancoverde, Gennari infila subito Orlandino, a soli 20 secondi dall’inizio della gara. Lanzo, Mero e Scarciglia completano un primo tempo da quadretto.

Primo tocco di palla, corridoio per Gennari, che abilmente deposita in fondo al sacco. Il bis al minuto 11, punizione dal limite di Gennari, il quale pesca nel cuore dell’area Lanzo, sua la seconda realizzazione di testa. Al minuto 37 ci prova Scarciglia, al volo da fuori area, sfera deviata che si spegne in angolo. 39’ minuto, spiovente di Gennari dalla bandierina, Mero più lesto di tutti, calcia e trova l’angolo mancino. Messapici che allo scadere della prima frazione incrementano ancora il vantaggio. Il poker è servito: Scarciglia, ai venti metri, elude l’intervento di un avversario, supera l’estremo difensore in uscita e deposita comodamente in rete.

Ospiti storditi vanno al riposo con un passivo pesantissimo. Nella seconda frazione il Manduria abbassa i ritmi, baresi che si affacciano timidamente nella trequarti avversaria. Al minuto 3 cancellano lo zero dalla casella gol fatti, Daddato sul dischetto fa centro. L’undici di Cosma amministra e sfiora la quinta realizzazione alla mezz’ora, ancora con Mero, che di testa fa la barba al montante. L’Alberobello chiude in dieci, espulsione comminata a Musli per aver commesso fallo a palla lontana.

Manduria: De Marco, Massari, Tripaldi, Calò, (22’ s.t. Quaranta), Mancuso, Mero, Olivieri (34’ s.t. Mariggiò), Lanzo, Scarciglia, (15’ s.t. Pizzolla), Gennari, Mummolo.
A disp: D’Adamo, Scorrano, Erario, Distratis. All. Cosma

Alberobello: Orlandino, Pagnelli, Terrafino, Agostino, (7’ s.t. Recchia), Svezia (7’ s.t. Iudici), Pascullo, Daddato, Pace, Marco, Panzarea, Diddio G.L. (18’ s.t. Musli).
A disp: Nitti, Santoro, Cosenza, Diddio G.A. All. Sgobba

Arbitro: Tomasi di Lecce
Note disciplinari
Ammoniti: Daddato, Pace, Lanzo, De Marco. Espulso: Musli.

Mario Lorenzo Passiatore – LaVoceDiManduria

Sudest Locorotondo – Castellaneta 1-0
Sudest Locorotondo, più vivi che mai!

_

Serviva una risposta, uno scossone per poter alimentare le speranze di una salvezza diretta. Uno scontro da dentro e fuori e gli uomini di mister D’Ermilio hanno centrato in pieno l’obiettivo battendo il Castellaneta con una prova di puro agonismo e intensità di gioco notevole. Senza rischiare nulla, i blaugrana costruiscono tanto ma sarà decisivo il penalty di Longo per piegare i tarantini. La stagione della Sudest Locorotondo ora può cambiare rotta. Contro il Castellaneta, D’Ermilio deve rinunciare a Blonda squalificato. Il tecnico non si nasconde e dispone i suoi in un 4-3-3 offensivo con Mignone e Chimenti in difesa, Rotolo, Marini e Faliero a centrocampo, Beltrame- Longo a supporto di Salvati. I biancorossi di Walter Lippolis presentano Martimucci e Pastore a centrocampo, Cecere e Colucci supportano Gionaj in attacco.

BLAUGRANA ARREMBANTI – L’avvio di gara mostra subito una Sudest Locorotondo, vogliosa di conquistare l’intera posta in palio. All’ 11′ però Martimucci ci prova dalla lunga distanza su punizione, Gionaj addomestica in area di rigore ma Donatelli si esalta deviando. L’azione però è bloccata per offside dell’attaccante biancorosso. La risposta dei padroni di casa si materializza sul capovolgimento di fronte ma Longo spreca a pochi passi da Robertone. Al 28′ Mignone su punizione chiama alla respinta il numero uno ospite poi su cross di Marini, Salvati trova lo spazio per colpire di testa ma l’estremo ospite si esalta deviando la sfera. Il Castellaneta si rivede al 34′ ma la botta di Gionaj termina a lato. I blaugrana producono gioco con intensità e cattiveria agonistica. Beltrame serve l’accorrente Salvati il cui colpo di testa in torsione sfiora di poco la traversa. Prima del break, Mignone ubriaca la difesa ospite ma Longo in piena area di rigore calcia malamente tra le braccia di Robertone.

LONGO SBLOCCA DAL DISCHETTO – Nella ripresa, il leit motiv non cambia. Longo divora, in avvio, il vantaggio con una conclusione sbilenca, che non premia Salvati in una migliore posizione per calciare a rete. Poi Beltrame spara alto da ottima posizione su svarione difensivo. La Sudest Locorotondo annusa la possibilità di conquistare i tre punti. Sugli sviluppi di un calcio di punizione, Cirrottola trattiene Beltrame che crolla in area di rigore. Per Natilla di Molfetta ci sono tutti i presupposti per la massima punizione. Il centrale di difesa si becca il secondo giallo nel giro di pochi minuti e raggiunge anzitempo lo spogliatoio. Dal dischetto, la conclusione di Longo è chirurgica e fa esplodere dopo due mesi il Viale Olimpia. Con la superiorità numerica, il Castellaneta (che in precedenza aveva sostituito Gionaj per Recchia per dare maggior quantità in mezzo al campo) si riversa in avanti (con l’innesto di Lioi) ma senza produrre azioni degne di nota. Sono i blaugrana a sfiorare il raddoppio con Beltrame, sugli sviluppi di un angolo ma Robertone è in giornata di grazie e disinnesca il pericolo. Al 41′, Marini sventaglia per Longo che a tu per tu con Robertone si lascia ipnotizzare, al 45′, l’ex Monopoli prova a creare scompigli con traversone velenoso allontanato però dalla retroguardia ospite. Termina dopo 4′ di recupero.

TRASFERTA AD ASCOLI SATRIANO – La Sudest Locorotondo torna a vincere al Viale Olimpia dopo due lunghi mesi di digiuno. Bisogna dare continuità, la strada per la salvezza non è più così tortuosa come qualche tempo fa. Domenica 8 marzo, le api saranno di scena al Giovanni Paolo II di Ascoli Satriano, fanalino di coda a caccia disperata di punti salvezza.

SUDEST LOCOROTONDO (4-3-3): Donatelli, Chimenti, Mignone (20′ st Pastano), Fumarola, Camassa, Rotolo, Longo, Faliero, Salvati, Marini, Beltrame (40′ st Fiume). A disp.: Cofano, Catalano,De Palma, Pinto, Sgaramella. All.: Roberto D’Ermilio

CASTELLANETA (4-4-2): Robertone, Cati (17′ pt Greco), Russo, Cirrottola, Pastore, Buttiglione, Cecere, Mianulli, Gionaj (22′ st Recchia), Martimucci (31′ st Lioi), Colucci. A disp.: Basile, D’Ambrosio, Antonicelli, Benedetto. All.: Walter Lippolis

ARBITRO: Natilla di Molfetta coadiuvato da De Palma di Molfetta e Sabatino di Foggia
MARCATORI: 27′ st rig. Longo (SL)
NOTE: giornata serena quasi primaverile, campo di gioco in erba naturale. Spettatori: 100 circa di cui 20 ospiti. Ammoniti: Donatelli (SL), Fumarola (SL), Camassa (SL), Rotolo (SL), Longo (SL), Faliero (SL); Buttiglione (C), Colucci (C). Espulsi: al 25′ st Cirrottola (C) per doppia ammonizione. Recupero: 1′ pt, 4′ st.

Roberto Pirolo