Taranto, il ds De Santis a NC: “Qui una pressione fuori da ogni logica”

Il direttore sportivo Vincenzo De Santis è, dallo scorso 12 dicembre, in forza al Taranto. Ne sono successe di cose in queste tre mesi, tra calcio giocato, calciomercato e contestazione.

Abbiamo interevistato il ds jonico per saperne di più: “Quando sono arrivato a Taranto si è parlato soprattutto di progettualità, non era una cosa a breve termine; fare mercato di riparazione è difficile e deleterio, finisci col prendere ciò che trovi. Molti giocatori che volevo ingaggiare hanno preferito sposare altre situazioni, tipo Bitonto o Foggia, situazioni migliori di classifica e di ambiente. I campionati si vincono costruendo una base nel tempo, non solo facendo squadre forti. Da esterno, ho sempre pensato che a Taranto si è cambiato troppo; standoci dentro, mi rendo conto che qui si lavora sotto una pressione fuori da ogni logica, e porta tutte le componenti a sbagliare. Mai trovate da altre parti una situazione del genere: giuste le contestazioni, ma qui c’è un’esasperazione che parte da lontano, contro tutto e tutti che passano e non fanno risultato“.

Faccio un esempio di progettualità“, continua il ds jonico. “Gasperini all’inizio con l’Atalanta ha perso tante partite consecutive; lo hanno, però, legittimato, ed oggi sono ai quarti di finale di Champion’s League. Qui si è fatta sempre la rivoluzione per dare l’ossicino; Taranto è una piazza importante, affascinante, ma in questo momento si è sempre partiti al contrario, mai con umiltà e silenzio. Altra cosa che ho notato stando qui, ed è uno dei mali peggiori: quasi tutti gli addetti ai lavori tarantini, se non sono all’interno del progetto Taranto, fanno la guerra al Taranto; lo avevo percepito anche negli anni scorsi. Si va a fomentare la piazza, perché uno è l’amico di un altro, troppe fughe di notizie che vengono riportate in maniera sbagliata“.

Sulla lotta alla serie C: “Fino a qualche tempo fa avrei dato il Bitonto come favorita, poiché avevano avuto un ruolino di marcia impressionante. Anche i neroverdi, però, hanno accusato un po’ di flessione. Il Cerignola è la squadra più forte sulla carta, solo che hanno perso due partite importanti a Foggia e sul campo della Gelbison, e quest’ultima ha spezzato un po’ l’entusiasmo. Mancano otto partite e può succedere di tutto, oggi vedo il Foggia favorito, anche se il Sorrento sta facendo un campionato straordinario, e ne approfitto per complimentarmi con mister, staff e calciatori, un altro esempio di programmazione, dando fiducia a Maiuri“.

Il Monopoli torna in campo: domani sfida il Lecce. Appuntamento alle 17

Domenica 22 marzo 2020 a partire dalle ore 17.00, si terrà un’amichevole eSports di Fifa 20 su PS4 che vedrà il Monopoli affrontare il Lecce. I 2 giocatori biancoverdi, Domenico Carnimeo e Daniele Formica, sfideranno il team giallorosso e sarà decretato il vincitore al meglio di 3 incontri. Come segno di attaccamento al nostro Paese in questo momento di difficoltà, le partite saranno disputate con la squadra della Nazionale Italiana. L’evento sarà trasmesso in diretta sul canale Twitch della S.S. Monopoli 1966 > Twitch.com/monopoliesports.

Foggia, Corda: «Sarà un campionato da otto giornate»

È rimasto a Foggia in attesa della ripresa del campionato. Ninni Corda non è tornato in Sardegna e sta osservando inmaniera religiosa i giorni di divieto assoluto.

Studia, legge e si informa su quello che sta succedendo. In Lombardia ha vissuto diversi anni, nella scorsa stagione a Como ha vinto il campionato. Guarda le immagini in tv e soffre, capisce che è stato meglio fermarsi.

«La vita viene prima di ogni cosa, il calcio ha fatto bene a mettersi da parte. Sono rimasto a Foggia, ci sentiamo ogni giorno con i calciatori e attendiamo la ripresa. Sappiamo che quello sarà il momento in cui tutto sarà passato. Nel frattempo rispettiamo le regole: restiamo a casa».

Incognite Sul più bello si è fermato il campionato del Foggia,mentre la formazione rossonera era arrivata ad un punto dalla capolista Bitonto ed era pronta a giocarsi il gran finale, compreso quello scontro diretto allo Zaccheria su cui tutti puntavano.

«Non scendiamo in campo dal 1 marzo, poi ci siamo allenati una sola settimana -prosegue Corda-. La salute dei calciatori prima di tutto, non ho mai avuto grandi dubbi rispetto a questa scelta. Con il mio staff abbiamo preparato un piano personalizzato per tutti i calciatori. Lo stanno rispettando, anche se ora con l’inasprimento delle regole sul jogging qualcosa potrebbe cambiare. Dalla Lega ci hanno comunque assicurato la concessione di quindici giorni, per rifare la preparazione prima della ripresa del campionato».

Restano delle incognite sulla ripresa, con la possibilità di arrivare anche in estate: «Sarà un mini torneo di otto partite, vincerà chi sbaglierà meno. Noi non vediamo l’ora di riprendere, ma bisognerà aspettare ancora».

Raccomandazioni Nella sua casa a Foggia il tecnico si raccomanda: «Consentitemi di fare un appello: restate in casa e facciamo in modo di far terminare questo brutto periodo. Sono convinto che ci aspetteranno grandi cose per il futuro, ora bisogna stare fermi e seguire le regole».

La Capitanata è la terra dove il Covid-19 ha contagiato più persone in Puglia, per questo l’allenatore cagliaritano ha voluto lanciare un messaggio ai tanti tifosi rossoneri:«Le immagini del Nord mi rattristano, dopo la Sardegna ho abitato cinque anni in Lombardia. L’anno scorso la splendida vittoria con il Como. Davvero sono colpito, ma sono convinto che ne verranno fuori. Tutta l’Italia ne verrà fuori. E noi riprenderemo la nostra normalità».

Taranto, non si ferma la contestazione: altra testa mozzata, Giove nel mirino

Nemmeno l’emergenza coronavirus placa la contestazione nei confronti di Massimo Giove, presidente del Taranto. Come riporta Canale 85, nella mattinata di venerdì scorso, sulla porta che dà accesso agli spogliatoi dello stadio “Iacovone” è stato rinvenuto uno striscione con una testa mozzata di maiale. È l’ennesimo attacco nei confronti del numero uno rossoblu, il quale ha fatto sapere a più riprese che non intende mollare nonostante queste minacce.

Taranto, Guaita: “Il girone di ritorno è sempre più difficile. Futuro? Se la società vuole…”

I colleghi di giornalerossoblu hanno intervistato Leandro Guaita, esterno argentino del Taranto giunto la scorsa estate in riva allo Ionio. Con lui abbiamo affrontato vari argomenti ma in primis il calciatore stesso ci ha tenuto a rivolgere un appello all’intera cittadinanza e tifoseria di Taranto sull’emergenza sanitaria legata al Coronavirus.

Tifosi restate a casa: “In questo momento tutti noi calciatori siamo a casa. Alcuni di noi qui a Taranto ma la maggior parte nelle rispettive città di origine. Speriamo che questa situazione legata al virus migliori presto e ci prepariamo nel miglior modo possibile, considerando le difficoltà, per una eventuale ripresa delle attività agonistiche. Stiamo seguendo il programma di allenamenti personalizzato che abbiamo. C’è chi ha a disposizioni degli attrezzi per allenarsi e chi no ma ci inventiamo comunque qualsiasi modo. Stiamo seguendo anche una dieta per mantenere i nostri standard abituali e la linea. A proposito di questo argomento, però, ci tengo a fare un appello ai tifosi del Taranto. Sono sicuro che andrà tutto per il verso giusto ma bisogna seguire le disposizioni del decreto e stare a casa il più possibile. Anche io sto uscendo solo per fare la spesa. Basta che solo uno di non non segua il giusto comportamento per mettere in pericolo la vita dell’altro. Dai nostri gesti dipende la salute altrui, per cui mi raccomando, torneremo presto a parlare di calcio ma per far questo dobbiamo essere uniti.”

Scelte del calcio: “Sicuramente almeno all’inizio c’è stata una sottovalutazione del problema che adesso si sta rivelando in realtà molto grave a livello mondiale. Per questo motivo si è deciso di andare avanti col calcio anche in serie A e nelle competizioni europee. Sicuramente si è tardato a prendere certe decisioni, ora però l’importante è che ora si sia presa la giusta coscienza. Mi sono piaciute molto ad esempio alcune iniziative di raccolta fondi da destinare agli ospedali da parti di molti calciatori di serie A.”

Taranto senza vittorie e reti: “Effettivamente i numeri sono questi. Dopo la partita di Sorrento dei primi di Febbraio abbiamo avuto difficoltà a segnare e vincere. Poi però penso che ci siano state prestazioni come quella in casa col Bitonto in cui abbiamo fatto di tutto per segnare senza riuscirci, colpimmo anche due pali a cospetto della prima della classe. Anche contro il Foggia in precedenza avremmo meritato di più, loro trovarono un gol fortuito mentre noi con la traversa di Oggiano non riuscimmo a raccogliere almeno un punto che avremmo meritato. Poi sono arrivate partite disastrose come quella di Altamura dettate a mio avviso dal momento e dalle circostanze negative come successo anche con il Gladiator. Queste sono figlie delle situazioni. Nel girone di ritorno tutto è più difficile, ci sono squadre che si devono salvare e si mettono tutte dietro la linea della palla perché un punto contro di noi gli va bene. Nel gruppo però non c’è stato uno scollamento, siamo sempre stati compatti. Ci sono semplicemente state delle partite da cancellare in cui non siamo riusciti a sbloccare la gara e per il troppo nervosismo poi abbiamo incassato delle brutte sconfitte. Non è un caso che le nostre migliori prestazioni nel girone di ritorno siano state contro squadre come Bitonto, Casarano e per numero di occasioni anche quella col Foggia. Sono convinto che l’annata sia nata male ma cercheremo di farla finire nel migliore dei modi. Ci sono state un’infinità di occasioni sprecate e pali , non abbiamo mai avuto un pizzico di fortuna. Anche le partite casalinghe contro Brindisi, Nocerina e Sorrento hanno dell’incredibile. Basta pensare che alla prima giornata abbiamo perso con Brindisi al 90′ dopo aver prodotto almeno 4-5 occasioni. L’unica sconfitta del girone di andata meritata fu quella di Fasano. Non voglio dire che sia tutta colpa della sfortuna, per carità ma di certo non siamo stati fortunati.

Posizione in campo e rendimento: “Sto giocando sia sulla corsia mancina che su quella destra. Posso dire che sono due ruoli diversi, ci sono aspetti positivi di giocare in ambo i ruoli. Giocando a destra, dove ho giocato maggiormente, assisti i compagni mentre a sinistra ci sono più possibilità di andare al tiro. A questo punto però sinceramente i ruoli contano poco, bisogna mettere la palla in porta in qualsiasi modo. Io sono convinto che ci sono delle annate in cui la sfera entra in porta anche se tiri da centrocampo, altre in cui non entra neanche da mezzo metro dalla porta. La mia esperienza personale me lo ha insegnato.

Aspetti caratteriali: Se mi chiedi se questa squadra giocherebbe meglio in Lega Pro che non in serie D dico che tutto è possibile, forse non tutti si sono adattati al meglio. Ci sono giocatori a cui succede questo, penso a qualcuno del Cerignola ad esempio che è sceso dalla serie A ma all’inizio ha faticato molto. La serie D è un campionato difficile in cui si gioca poco a calcio; magari si prepara una partita guardando i filmati degli avversari che poi fanno tutt’altra partita. Un esempio è quello della partita col Foggia al ritorno, in cui loro hanno attuato una tattica attendistica e con eccesso di agonismo. Erano venuti qui per prendere un punto e si sono trovati a portarne via tre. In questi campionati si vince così, con gol sporchi e partite brutte. Anche nella mia esperienza a Potenza vincevamo spesso così. Finchè non si sblocca la partita soffri, poi magari vincevamo con tre gol di scarto.

Obiettivo play-off: “Sento parlare di questo fatto che il Taranto non potrebbe essere ripescato perché nell’arco degli ultimi cinque anni ne ha già usufruito, ma io non sono così convinto di questo. Nel calcio ogni anno cambiano le regole e non si sa mai cosa può accadere. Noi intanto dobbiamo rientrare nei play-off e poi vincerli. Non è facile ma ci proveremo fino in fondo. Credo che nelle ultime partite da qui alla fine l’avversario del Taranto sia proprio il Taranto. Se ricominciamo in un mese e mezzo dovremo fare otto partite; incomincerà un mini torneo in cui dovremo giocare spesso e tutti si daranno battaglia per i rispettivi obiettivi- Sarà molto importante partire forte.”

Rendimento personale: Nella mia stagione c’è stato un cambio di rendimento, questo lo so. Nelle prime partite molto mi hanno condizionato i risultati. Le prime sei partite le abbiamo iniziate con mister Ragno facendo un certo tipo di gioco con un modulo. Il gioco era un buon gioco ma i risultati non sono arrivati e penso sempre alle gare con Brindisi e Nocerina che sono state incredibili. Poi dico che anche per quanto mi riguarda è difficile vedere subito un calciatore al top dopo il ritiro. Sapevamo di dover partire forte e vincere pur non essendo al massimo e purtroppo non ci siamo riusciti. Dopo abbiamo cambiato allenatore con schemi e metodi. Poi è giunto il mercato, per quasi due mesi ero incerto della mia permanenza ma non per mia volontà. Anzi mi hanno chiamato e cercato squadre di Lega Pro ma io sin da questa estate avevo dato la precedenza al Taranto, perché voglio vincere qui. Alla fine la società ha deciso di tenermi e io ne sono stato molto contento, ma durante il calcio mercato non è stato facile. Non giocavo perché c’era la possibilità che la società potesse vendermi e per me è stato brutto.”

Futuro e società: “Il mio obiettivo personale e la mia sfida è quello di vincere a Taranto. Finchè il Taranto vorrà, ed avrà voglia di provare a vincere io sarò disposto ad ascoltare i programmi della dirigenza. La scorsa estate non appena ho perso la finale play-off con il Potenza contro il Catania, tra l’altro senza perdere neanche una partita delle due, ho accettato Taranto. E posso garantire che avevo diverse richieste di categoria superiore. Il contratto a livello economico che mi offrivano era lo stesso di quello del Taranto, quindi la mia è stata proprio una scelta voluta. Volevo giocare e vincere qui, anche perché sono consapevole che le contestazioni e l’ambiente ostile di quest’anno sono un’eccezione. La tifoseria del Taranto è tra le migliori d’Italia. Purtroppo il dissenso verso il Presidente Giove si è manifestato anche con forme eccessive. Sappiamo che la tifoseria del Taranto non ha più pazienza, giustamente però bisogna anche capire che non si può contestare una squadra dalle prime partite. Così si fa un danno solo a se stessi. Ora abbiamo un campionato a termine e speriamo di farlo tutti insieme.”

Coronavirus, proposte Foggia. Felleca: «Campionato ad agosto o C…»

A ruota libera parla il presidente del Foggia, Roberto Felleca, che hai colleghi di gianlucadimarzio.com parla dell’attuale situazione che vive il calcio italiano, in particolare la serie D, e fa le sue proproste su come risolvere la questione inerente la ripartenza dei campionati.

Questo quanto evidenziato dalla nostra redazione: “In Serie D ci sono squadre che hanno investito milioni di euro e non è accettabile che gli venga tolta la possibilità di giocarsi la promozione in C. In questo momento gli imprenditori devono cercare di sopravvivere alla crisi. Il segnale lanciato dal Presidente della Casertana D’Agostino deve far riflettere sulle ripercussioni che questa crisi avrà anche sul sistema calcio. Noi stiamo cercando di garantire i rimborsi ai calciatori ma deve essere chiaro che non possiamo andare avanti cosi ancora per molto. Credo, inoltre, che le società dilettantistiche siano le più penalizzate dalle misure adottate dal Governo, eppure ci sono club come Foggia o Palermo che hanno investito molto più di tante società di Serie C. Il campionato deve essere portato a termine, a costo di giocare anche ad agosto e settembre, magari posticipando l’inizio della prossima stagione. In alternativa, se proprio l’emergenza sanitaria non dovesse darci la possibilità di tornare in campo, sarebbe giusto far salire in C le prime due in classifica di ogni girone di Serie D. È il minimo per tutelare chi ha investito cifre cosi importanti. Non credo che sarebbe un dramma aumentare per una stagione le partecipanti alla Serie C”.

Brindisi, il ds Dionisio: “Gli imprenditori devono pensare prima alle loro aziende…”

Il direttore Sportivo del Brindisi Nicola Dionisio è intervenuto in diretta a ‘100 Sport Magazine’ su Studio 100 Tv: “Non è il momento di fare proposte o ipotesi, non mi permetto di fare consigli anche perché in questo momento conta solo l’emergenza sanitaria. In ogni caso riprendere il campionato è da irresponsabili, si metterebbe a rischio la salute di calciatori, dirigenti, tecnici e tifosi. Tra l’altro quello che è accaduto a Caserta deve essere un campanello d’allarme per il calcio. Ovviamente adesso gli imprenditori e Presidenti devono pensare principalmente a salvare le proprie aziende. Da scartare anche l’ipotesi porte chiuse, sarebbe un danno enorme per i club”.

Taranto, Manzo: “Operazione ok, periodo difficile per tutti”

Intervistato dai colleghi di Canale 85, Stefano Manzo parla del suo infortunio e della attuale situazione. Infortunatosi nel primo tempo di Taranto – Bitonto dello scorso 23 febbraio, il centrocampista rossoblù è a casa in attesa di iniziare la riabilitazione per una frattura della clavicola con interessamento della scapola. Ecco le sue parole:

Fortunatamente l’operazione è andata bene. Attualmente porto un tutore per immobilizzare la spalla. Quando lo toglierò potrò iniziare la riabilitazione e il richiamo sul campo. È un periodo difficile per tutti, si vive con ansia e paura. Ci manca la quotidianità, prima tutto era scontato adesso no. Ci dobbiamo attenere alle regole, stare in casa e speriamo di uscire presto da questo incubo. Spero di tornare alla vita di tutti i giorni, mi piacerebbe finire questo campionato e rivedere i tifosi allo Iacovone“.

Taranto, Pelliccia: «Ripartenza campionato? Ci faremo trovare pronti»

Ai colleghi de “La Gazzetta del Mezzogiorno” ha parlato il terzino mancino del Taranto, ma di proprietà della Paganese, Salvatore Pelliccia. Col campionato fermo, naturalmente l’argomento principe è quando e se ripartirà lo stesso.

Ecco quanto riportato dalla nostra redazione: «È nostro dovere farci trovare pronti nel momento in cui si deciderà di tornare a giocare. Certo, psicologicamente non è un grande momento, ma dobbiamo comunque rimanere concentrati e curare la forma fisica, perché siamo atleti e come tali dobbiamo comportarci. Se mi doveste chiedere cosa non ha funzionato in questa annata, onestamente non saprei proprio rispondere. Il gruppo non ha mai mostrato crepe, noi ci siamo sempre allenati al massimo delle nostre potenzialità e abbiamo provato a dare il massimo. Purtroppo i risultati non sono venuti e questo ci rammarica non poco. Penso che una pausa così lunga potrà alterare gli equilibri. Dico questo pensando a quelle compagini che prima dell’interruzione attraversavano un periodo di forma straordinario, condito dalla continuità di risultati. Interrompere di botto il proprio percorso potrebbe causare contraccolpi non semplici da gestire. Questo aspetto, nel caso di ripresa del torneo, a mio avviso peserà».

Foggia, patron Felleca: “Dilettanti penalizzati dagli aiuti dello stato”

Intervenuto telefonicamente durante la trasmissione Studio100 Sport Magazine, il presidente del Foggia Felleca parla dell’attuale situazione del calcio e del suo Francavilla. Ecco le sue parole:

L’aspetto dilettantistico è molto penalizzato anche dagli aiuti dello Stato. Realtà come Foggia, Palermo, che hanno speso tantissimo, si trovano in una situazione di difficoltà perché non si può pensare di risolvere questa crisi con cifre irrisorie. Cosa ci aspetta in futuro? Non sappiamo quando torneremo a giocare, se tra uno o quattro mesi. Ci deve far riflettere dal punto di vista societario, siamo compatti e fiduciosi di riprendere la nostra marcia.
Adesso occorre terminare il campionato, per intero, anche se dovessero finire a luglio. Se la situazione non potesse migliorare, ripartirei con le 8 gare finali anche ad agosto e riprendere il nuovo campionato dopo poche settimane a settembre. Se non dovesse essere possibile promuovere le prime due e allargare i gironi di serie C per un anno, anche perché molti club in difficoltà, si sa, avranno difficoltà ad iscriversi l’anno prossimo.

Deghi Calcio: un assist contro il coronavirus

Calciatori e staff tecnico e sanitario devolvono parte dei loro rimborsi spesa all’ospedale «Vito Fazzi» di Lecce.

La compagine orange di Eccellenza allenata da Alberto Giuliatto ha abbracciato senza tentennamento alcuno la raccolta fondi «Così lontani, così vicini» che Deghi Spa, azienda leader nel settore dell’e- commerce, ha istituito a favore del nosocomio leccese per l’emergenza Covid 19. L’obiettivo quello di raggiungere quanto prima i 50mila euro: la società fondata da Alberto Paglialunga ha già versato 25mila euro e aggiungerà 3 euro per ogni ordine online concluso.

«Abbracciare il progetto benefico di Deghi – le parole di mister Alberto Giuliatto – è stato un momento di grande condivisione. In una situazione del genere ciascuno di noi, oltre a seguire le indicazioni che ci vengono date per evitare il progredire del virus, può fare del bene. Abbiamo subito convenuto di devolvere parte dei nostri emolumenti a favore di chi è in prima fila nel cercare di sconfiggere questo nemico che minaccia tutti noi. Torneremo presto a nutrire la nostra passione calcistica – l’auspicio del tecnico della Deghi Calcio – ora è importante stare a casa».

«In questo momento di grande difficoltà per tutti – commenta il ceo di Deghi e patron di Deghi Calcio, Alberto Paglialunga – questo gesto vuole rappresentare un sostegno concreto al nostro sistema sanitario e alle persone che avranno bisogno di cure. Avremmo voluto farlo in silenzio, come spesso siamo abituati a fare, ma riteniamo invece che in questa circostanza sia necessario sensibilizzare ed esortare imprese, professionisti e cittadini che hanno la possibilità per compiere un gesto – l’auspicio di Paglialunga – di cui la nostra comunità nel breve periodo avrà tanto bisogno».

È possibile contribuire alla campagna “Così lontani, così vicini”, caratterizzata dall’hastag #cosivicini, cliccando sul banner dedicato nell’homepage del sito internet www.deghishop.it o attraverso i canali social dell’azienda o ancora connettendosi al link www.gofundme.com/f/cosi-vicini-deghi.

Il ricavato sarà destinato alla Regione Puglia tramite il conto corrente dedicato istituito a cura della Sezione Protezione Civile.

Casarano, Morleo: “Non so quandio, ma torneremo a giocare”

Archimede Morleo, difensore del Casarano, è stato intervistato dall’ufficio stampa della società salentina.

Come state vivendo questa situazione? Come stai rispondendo a questa emergenza?

La squadra è perennemente in contatto, ci sentiamo giornalmente da mattina a sera, tramite il nostro gruppo whatsapp, siamo sempre attivi, e questo tiene vivo il legame e ci tiene uniti comunque, staff tecnico e medico compresi, questo ci fa sentire vivi e non ci fa staccare la spina. Gli allenamenti? Ci stiamo allenando, non possiamo permetterci di farci prendere dalla pigrizia dello stare a casa e dalla tranquillità dettata del vivere sempre tra le mura domestiche. Si cerca di vivere con serenità questa nuova condizione e con le nuove abitudini che siamo chiamati a rispettare, anche se trascorrere tutto il giorno in casa non è così facile da accettare, ora è fondamentale e lo sappiamo bene. Mi è capitato una sola volta di dover uscire per necessità e vedere, in giro, che tutto non è più come prima, fa specie, così come vedere quelle poche persone con le mascherine sul volto, fa davvero un certo effetto…, non posso dire che tutto questo non trasmetta angoscia, ma spero veramente che presto tutto possa passare.

Come finirà? Il campionato arriverà alla fine? Quale sarà il futuro di questa stagione? Ad un’eventuale ripresa vi troverete pronti?

Per me si ripartirà, bisognerà vedere quando, ma il campionato ricomincerà. E’ giusto prendere il tempo necessario per far passare tutto per poi ripartire, a porte chiuse, credo, sicuramente, perché un conto è avere ventidue persone in un rettangolo, che mille, o poco più, tutti insieme, parlo delle nostre categorie. Non sarà facile riattaccare la spina, per quanto ci si possa preparare per la ripresa, questa sosta la accuseremo tutti, e potrà succedere di tutto, di nuovo, come ad inizio campionato, perché vuoi o non vuoi questo periodo influisce sicuramente e, chi si farà trovare più pronto fisicamente e psicologicamente, farà la differenza. La voglia di ripartire ce l’abbiamo tutti, però ora è necessario questo stop. La preparazione è fondamentale e ed è quello che stiamo facendo, anche da casa, seguiti da tutto lo staff e servirà ad essere pronti, per quello che è possibile, alla ripartenza.

Vi state allenando autonomamente da casa? Vi segue lo staff?

Si, siamo seguiti da uno staff sempre presente, sia tecnico che medico. Ognuno ha il suo programma da seguire, lo staff dà quotidianamente indicazioni su come procedere.

Appena si tornerà in campo sarà un po’ come un nuovo campionato. Quanto è importante farsi trovare pronti anche a livello fisico? Quante possibilità ha il Casarano di pervenire ai playoff?

Mancano otto partire, abbiamo le stesse possibilità di quando abbiamo disputato l’ultima gara, non è cambiato niente né per noi né per gli altri. Noi ripartiremo con un big match, col Bitonto, le prime cinque squadre in classifica le abbiamo incontrate tutte, tranne il Bitonto, appunto. Ci attende un calendario relativamente più semplice, ma questa situazione azzera tutto, ci sono tutte le incognite possibili. Come ho già detto, ci stiamo allenando ma non tocchiamo la palla e, quando ricominci, è sempre più difficile riprendere dimestichezza col il lato tecnico del gioco.

Vedendo il lato positivo…, questa è un’occasione per staccare dalla vita frenetica del calciatore e rilassarsi?

Assolutamente no, a stare sempre dentro casa non è facile per nessuno, io ho bisogno di essere sempre attivo. Non vediamo l’ora di riprendere la normale routine quotidiana, con i nostri allenamenti e le gare ogni domenica. Di vacanza non si può affatto parlare, in una situazione come questa … ma sono anche convinto che, se tutti rispetteranno le regole, usciremo presto da questa situazione.

Qual è il tuo messaggio di fiducia… sul campionato e sulla ripresa in generale?

La situazione che stiamo vivendo sta seminando ovunque tanta paura: anche 4/5 calciatori di serie A hanno contratto il virus, ma sono tutti asintomatici, a parte un caso, mi pare, l’80% dei contagiati, quelli che sappiamo, guariscono…, io sono, a prescindere, ottimista!

Ripeto, se tutti ci atteniamo seriamente alle regole e alle disposizioni ministeriali ne usciremo presto, altrimenti i tempi si allungheranno, quindi, per quanto possa essere ottimista, voglio ribadire: seguiamo le regole perché solo questo ci aiuterà a superare tutto, presto.

Se il contagio si ferma, la Serie A riparte

Ecco la speranza di tutti. Ma per arrivare al 3 aprile bisogna stringere i denti, rispettare le regole e, soprattutto, restare a casa.

Di fronte all’emergenza del corona virus, tutto passa in secondo piano. Anche un argomento vitale, per noi, come il calcio, lo scudetto e la Serie A. La squadra da tifare in questo momento è negli ospedali, nelle corsie, nelle terapie intensive ed è fatta di medici, infermieri e personale sanitario.
Una premessa doverosa prima di entrare nel cuore del nostro articolo, che parte da una considerazione. Per poter riprendere la nostra vita normale, il 3 aprile, dobbiamo stringere i denti adesso, rimanere a casa, rispettare le regole. Perché non vediamo l’ora di tornare in strada, in giro, ma soprattutto allo stadio. Non vediamo l’ora di rivedere il campionato. Una speranza che nutrono anche negli uffici della Lega e della FIGC, dove si studiano diversi scenari per concludere la stagione. La prima opzione, al vaglio degli esperti e dei presidenti, è quella di continuare con una sorta di play off scudetto e play out retrocessione. A contendersi la vittoria sarebbero o le prime quattro oppure le prime otto. Stando a quanto dicono le quote scudetto aggiornate della Serie A, la favorita è ancora la Juventus, messa in lavagna a 1.48. Ma mai come quest’anno la squadra bianconera è apparsa mortale, vulnerabile, infrangibile. Dalla sua Maurizio Sarri ha un’eventualità, al vaglio della FIGC: quella di concludere il campionato con la classifica attiva al momento della chiusura. Che recita proprio Juventus prima a 63 e Lazio seconda a 62. Una possibilità che, sinceramente, in pochi vorrebbero vedere perché significherebbe che il contagio del Covid-19 non è terminato.
A premere per continuare il campionato è soprattutto la Lazio, che quest’anno è apparsa veramente in grandissima forma. “Non sarà facile imbrogliare il presidente Claudio Lotito – ha detto in una recente intervista Arturo Diaconale, portavoce della squadra biancoceleste – da parte di ministri demagoghi e dirigenti irresponsabili che non capiscono come fermare il campionato significherebbe far saltare tutti i diritti televisivi e condannare al fallimento la gran parte delle società calcistiche italiane”. Parole pesanti, decise, che hanno fatto scalpore. La quota scudetto della Lazio è letteralmente crollata rispetto a inizio anno e adesso recita 3.50. La metà rispetto alla ben più titolata, almeno a settembre, Inter di Antonio Conte, che soprattutto dopo la sconfitta ne derby d’Italia appare fuori dai giochi.
Sono loro tre, comunque sia, le squadre in lotte. E per trovare una lotta simile bisogna tornare indietro di 20 anni, arrivare alla stagione 2001 2002 quando la Roma campione d’Italia si giocava il titolo con Inter e Juventus. Era l’anno del famoso 5 maggio. E a vincere furono ancora un’altra volta i bianconeri.

Brindisi, mister Ciullo: “Complicato allenarsi a casa. In quattro per la serie C”

Nonostante una stagione turbolenta, il Brindisi ad oggi sarebbe salvo: con 31 punti in classifica, la compagine pugliese ne ha due di vantaggio sulla Fidelis Andria, ultima squadra in zona playout. Reduce dal pareggio importante sul campo del Bitonto, il Brindisi dovrà lottare fino alla fine per mantenere la categoria. Di questo ed altro abbiamo parlato con il tecnico Salvatore Ciullo, il quale ci ha cordialmente concesso un’intervista telefonica: “Per le difficoltà che abbiamo, oggi siamo salvi e ci fa piacere. Potevamo avere qualche punto in più per le prestazioni fatte, ma vabbene così. Stiamo lottando per mantenere la categoria, posso ritenermi soddisfatto per quanto fatto finora“.

Sulle difficoltà legate ad un lungo stop: “Possono essere tante. I ragazzi oggi hanno dei problemi anche ad allenarsi, a casa si può fare poco per mantenersi in forma; fin quando non si uscirà per allenarsi insieme, sarà complicato. La situazione è critica, stare fermi un mese e mezzo è una problematica seria; dovremo essere bravi con il mio staff per tirare fuori il meglio nelle ultime otto partite. Certo è che più tardi si ricomincia, peggio è“.

Sulla lotta alla serie C: “Secondo me le prime quattro sono tutte in lizza. Bitonto e Foggia sono più avanti, ma io vedo molto bene anche il Sorrento, autore di un grande campionato, così come il Cerignola. Anche perché, quando e se si rientra, diventa un altro campionato“.

Bitonto, Taurino: «Primato eccezionale ma ora le priorità sono altre»

Sembra quasi che il primato in classifica del Bitonto sia un qualcosa di molto lontano. Il drammatico e delicato momento che sta vivendo l’intero Paese per l’emergenza coronavirus lascia il segno e tiene col fiato sospeso anche i protagonisti di una squadra che fino ad un paio di settimane fa era sospinta dal grande entusiasmo per avere nelle propriemani lo scettro del comando.

«Sono giornate terribili per tutti gli italiani e non solo – sottolinea l’allenatore del Bitonto, Roberto Taurino -. Il calcio passa in secondo piano, non può essere diversamente. Quello che conta adesso è tutelare e salvaguardare la salute della gente. Sin da quando il virus si è diffuso in alcune regioni del Nord, io insieme ai dirigenti e ai calciatori ci siamo resi conto di come già fosse tutto difficile. Ma, non pensavamo che l’epidemia sarebbe diventata così preoccupante. L’unica cosa da fare è rispettare scrupolosamente le restrizioni emanate dal governo». In virtù dei provvedimenti adottati dall’esecutivo e dalla stessa Lega Nazionale Dilettanti, anche il Bitonto ha deciso di sospendere gli allenamenti a data da destinarsi.

«Ci siamo allenati sabato scorso perché inizialmente il campionato era stato sospeso fino al 15 marzo. Infatti, domenica avevamo in programma una partita amichevole, ma considerato l’aggravarsi della situazione abbiamo preferito nongiocarla. Con una decisione unanime abbiamo interrotto qualsiasi forma di allenamento collegiale. Poi, lo stop dell’attività agonistica fino al 3 aprile voluto dalla Lega Nazionale Dilettanti. Giusto così. In questo momento le priorità sono altre».

Problematico parlare di calcio. Roberto Taurino riesce a fare un piccolo sforzo. «Abbiamo costruito qualcosa di straordinario fino a quando si è giocato, andando al di là di ogni più rosea previsione in un girone molto competitivo per la presenza di formazioni blasonate. Il primo posto resta un motivo di orgoglio ma, ripeto per ora il nostro pensiero è altrove. I giocatori sono a casa, ognuno di loro si allena seguendo una tabella che abbiamo stilato. Mi, sento spesso durante il giorno perché il contatto telefonico è l’unica cosa possibile per confrontarci, per uno scambio di opinioni. La speranza per il bene della salute di tutti gli italiani è che si riesca debellare il coronavirus nel più breve tempo possibile. Ci sono, purtroppo, tante persone che hanno perso la vita. Il futuro? Non so se dopo il 3 aprile sarà possibile riprendere l’attività calcistica. C’è il rischio che i campionati possano slittare ulteriormente, con quali prospettive nessuno può dirlo attualmente. Toccherà alla Federazione decidere in base all’evolversi di questa epidemia».

Taranto, la Fondazione Taras risponde al presidente Giove

Nella serata di ieri, venerdì 13 Marzo, l’Aps Taras 706 a.c. ha diramato una nota stampa in risposta alle dichiarazioni del presidente Giove rilasciate al Quotidiano di Puglia:

“Alla luce delle ultime dichiarazioni rilasciate dal presidente del Taranto FC 1927 Massimo Giove sul Quotidiano di Puglia di ieri (venerdì 13 marzo), siamo costretti, pur volendolo evitare in un momento così delicato per la sensibilità collettiva, a rispondere punto su punto. Procediamo con ordine. Ciò che il trust avrebbe lamentato, parafrasando quanto dichiarato da Giove, in merito alla questione-bilancio, rappresenta una condotta irrispettosa della legge: l’amministratore unico aveva l’obbligo, dopo il deposito del bilancio, di renderlo disponibile ai soci nei quindici giorni antecedenti l’assemblea. Ciò non è avvenuto, nonostante formale richiesta del socio. Fornire il bilancio non è una concessione, ma un obbligo: il trust avrebbe potuto riservarsi ogni rimedio di legge, fino all’annullamento della delibera di approvazione del bilancio.
Per quanto concerne il logo, vorremmo far notare al Quotidiano che non c’è alcuna diatriba in corso. Il logo scelto dai tifosi è in uso al Taranto, gratuitamente, e ci sembra ridicolo sottolinearlo. Il 23 dicembre 2019, dopo l’avvenuto cambio di denominazione, l’A.P.S. Taras 706 a.C. ha inviato una Pec al Taranto contenente il regolamento di licenza d’uso del logo e la liberatoria, “che disciplinano la concessione gratuita al Taranto e tutelano la società dagli utilizzi impropri”. Il marchio, di fatto, era già utilizzato dal club da molti mesi: il trust, si è occupato di depositarlo e di disciplinarne l’utilizzo per il bene del Taranto, lasciando ovviamente che fosse la società a giovarsene economicamente. Il regolamento e la storia del nuovo logo, scelto dai tifosi, sono inoltre disponibili sul sito dell’associazione. Giove dichiara di volerlo cambiare, sfidando la piazza e ignorando ancora una volta quanto riporta lo statuto del Taranto. Il logo deve rimanere questo: per correttezza dei tifosi, che hanno partecipato in massa all’iniziativa e che pensavano di poter essere parte attiva in un progetto di comunità con la loro squadra.
Il presidente del Taranto, nel corso dell’intervista, asserisce inoltre che l’associazione gli avrebbe proposto la cessione delle quote in possesso: non è assolutamente vero e non c’è alcuna intenzione di farlo. La mancanza di un piano industriale, chiesto con forza dal trust per la prima volta nel lontano dicembre 2017, le continue sfide a una tifoseria delusa e nauseata, i ripetuti ribaltoni tecnici, ci fanno pensare, invece, che sia Giove ad essere di passaggio come tutti gli altri soci di maggioranza che l’hanno preceduto. Non i tifosi, che c’erano già quando Giove è entrato in società. Quei tifosi, che hanno fatto rinascere il calcio nel 2012, restano, e parte del loro apporto economico, sotto forma di ricapitalizzazione effettuata all’epoca-Campitiello, è servita a coprire le perdite del bilancio al 30 giugno 2018. Del contributo economico del trust, per quanto detto, se n’è giovata direttamente la gestione attuale ed è risultato provvidenziale. Questo trust è nato per essere una risorsa del club e si trova momentaneamente confinato in un ruolo di resistenza, ma continuerà a rappresentare i tifosi e ad essere la parte buona del calcio, con ancora più forza.
In un momento difficile per la nazione e dunque per lo sport, fa davvero male osservare come a Taranto si continui a inquinare il dibattito, a sfidare una tifoseria stanca e sfiduciata, a disattendere richieste di chiarezza. Il calcio non è più quello di inizio millennio: i tifosi hanno più consapevolezze, hanno preso nuovi spazi, conoscono il funzionamento dei club, le zone d’ombra di un calcio che non riesce a rinnovarsi e da quali personaggi stare alla larga. Taranto deve rigettare con forza tutti gli attori, nessuno escluso, che hanno partecipato a una storia sportiva deprimente, ingloriosa, anche in serie superiori. Non può dargli spazio, perché non lo meritano. E vorremmo lanciare una sfida: se il presidente intende proseguire e dare davvero basi solide al club, allora si proceda alla ricapitalizzazione. Il trust è pronto a fare la sua parte, a mettere ancora una volta soldi nel Taranto, per il bene del Taranto. Senza tifosi non si va da nessuna parte”.

LND, il vice presidente Morgana: “Disposti a giocare anche a luglio”

Sandro Morgana, vicepresidente della Lega Nazionale Dilettanti, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni a La Gazzetta dello Sport: “Siamo in attesa di capire e costretti a seguire gli eventi. Io credo che al cessare dell’emergenza, bisogna fare assolutamente 2 cose: provare a salvare la stagione, anche a costo di proseguire fino a giugno o ai primi di luglio, e assicurare sostenibilità al sistema che si basa di fatto sull’autofinanziamento da parte dei club. Figc, Lega e Governo dovranno fare ogni sforzo sulla questione. Lo sport ha una grande valenza sociale e andrà sostenuto“.

Casarano, il diesse Pitino: «Siamo in piena zona play-off»

La pausa forzata del campionato porta anche a tracciare una sorta di parziale bilancio della stagione. Il direttore sportivo del Casarano, Marcello Pitino, analizza così: «Siamo partiti per disputare un campionato competitivo anche se è la prima stagione in serie D, con una società che da solo due anni fa ha iniziato seppure con una dirigenza che in passato aveva già esperienza in ambito calcistico. Giochiamo in un girone da tutti indicato come il più difficile di tutta la serie D e lo vediamo soprattutto dalle squadre di seconda fascia che hanno alzato il livello qualitativo, oltre a tutte quelle compagini con un blasone che stanno facendo una stagione importante. Siamo in piena zona play off e vogliamo raggiungerla per dare soddisfazioni alla società e ai nostri tifosi». Torna poi sulla batosta subita a Sorrento: «Prima del 7- 0, con l’avvento del nuovo allenatore Dino Bitetto venivamo da 13 partite in cui avevamo subito una sola sconfìtta, quella in casa con il Cerignola».

Taranto, Giove: “Vendo solo a chi ha progetti seri”

Voce determinata, atteggiamento “sul pezzo”, impermeabile alle critiche. Il tentativo è quello di capire le intenzioni di Giove e lo stato di salute del Taranto.

La società è in vendita? Tillia e il suo gruppo hanno formulato una proposta
La ringrazio, ma non ho preso in considerazione la loro offerta. Dobbiamo partire in generale, però, da un presupposto fondamentale, che faccio da imprenditore e da tifoso. Dal primo punto di vista ho il dovere di vendere a chi fornisce garanzie solide e programi seri: è un dovere non solo per me ma per il futuro del Taranto. Da tifoso aggiungo che venderò solo se si affaccerà un gruppo industriale importante, con risorse e programmi ambiziosi per il calcio e per la città che possa rapresentare un salto di qualità economico e sportivo rispetto al sottoscritto. So che non è un’ambizione facile da realizzare in una città depressacome la nostra ma se non si verificherà io sono pronto a continuare, più determinato di prima con l’intento di fare un campionato competitivo.

Due nomi: Canonico e Campitiello
Su Canonico mi sono già espresso: è un amico, abbiamo interessi aziendali in comune. Al momento sono certo che ha in mente solo il Bisceglie. Campitiello non ho il piacere di conoscerlo, mai avuto contatti.

Altre trattative sotterranee?
Nessuna, vi prego di credermi

Situazione debitoria: grave? Sostenibile? Può dirci precisamente di più?
Girano molte fandonie a questo proposito. Distinguiamo: la società ha un debito significativo (Giove non vuole fare cifre, ndc) verso l’Erario la cui stragrande parte riviene da gestioni precedenti alle mie. Già molto tempo fa è stata concordata una rateizzazione a 10 anni con l’Agenzia delle Entrate (da indiscrezioni circa 90.000 euro, ndc) che stiamo puntualmente onorando. Aggiungo: nelle scorse settimane ho estinto anticipatamente alcuni impegni che risalgono alla gestione Zelatore-Bongiovanni (sempre da indiscrezioni, Giove avrebbe estinto in anticipo le rate residue del mutuo acceso per il ripescaggio del 2016, per circa 150.000 euro, ndc). Ad oggi la società non ha alcun contenzioso in piedi. Il debito gestionale e sportivo è interamente saldato ed onorato a scadenza: non c’è tesserato o calciatore o fornitore che avanzi un euro dal sottoscritto. Permettetemi una battuta: l’unico debito che devo ancora saldare sono i 4.500 euro di multe ricevute tra Altamura e Santa Maria Capua Vetere”.

Quali colpe si assume?
Certamente ho commesso molti errori, questo non l’ho mai negato. Innanzitutto ho sbagliato a fare troppi proclami di vittoria la scorsa estate, convinto com’ero di aver costruito una super squadra per vincere il campionato. E sempre sbagliato alzare le aspettative anche quando sei certo della bontà di ciò che stai facendo. Poi ci sono i tanti errori nel progetto sportivo, come purtroppo possono capitare in una stagione. Detto questo non posso rimproverarmi nulla in termini di risorse investite, di passione e di tempo dedicato al Taranto, di cui non mi pento perché l’ho fatto e lo faccio son spirito da tifoso”

Con la Taras è andato giù duro, troppo nei confronti di chi ha contribuito alla salvezza societaria nel 2012.
Il mio giudizio riguarda la mia gestione. Non hanno portato alcun contributo costruttivo, né economicamente, né in termini di abbonamenti, né su altri aspetti. Lamentano di non aver visionato il bilancio in anticipo: conoscono bene quella situazione debitoria verso l’Erario che descrivevo prima perché loro erano dentro le gestioni precedenti che quel debito hanno generato e non ricordo che allora abbiano sollevato polemiche come quelle che stanno alzando nei confronti del sottoscritto. Vi svelo due dettagli: nei giorni scorsi mi hanno proposto di acquisire la loro quota, aspetto che lo facciano formalmente; l’attuale logo della società è di loro proprietà. Gli ho chiesto di cederlo gratuitamente al Taranto, ma si sono rifiutati. A giugno avremo allora un nuovo simbolo di proprietà del club.

Secondo alcune voci il DS De Santis sarebbe ormai defilato
Ripeto quanto detto più volte: a giugno ci siederemo con De Santis come pure con Panarelli, faremo un blancio e trarremo valutazioni serene e puntuali.

Chiosa sul fermo del campionato
A norma di regolamento il torneo può essere completato entro il 30 giugno, tempo per finire il campionato ce n’è. Ma come tutta Italia non sappiamo cosa accadrà.

Casarano, il diesse Pitino: «Dobbiamo riequilibrare l’organico»

Marcello Pitino, direttore sportivo del Casarano, ritiene giusta la sospensione dei cam­pionati. «È stata una decisio­ne logica», dice. «Qualcuno, fi­nalmente, si è preso la respon­sabilità di attuare decisioni vere, in questo momento c’è bisogno di dare certezze. Da parte del governo del calcio dilettantistico è stata assunta una decisione giustissima, perché prima di tutto viene la salute della collettività e dopo si valuterà, sul piano dell’or­ganizzazione calcistica, quel­lo che di dovrà fare. È una si­tuazione assolutamente nuo­va, dare suggerimenti credo sia anche inopportuno. Per ora non resta che attenersi scrupolosamente alle disposi­zioni che ci sono state fornite, anche per gli allenamenti».

Foggia, Corda: «La salute prima di tutto»

Le porte dello Zaccheria sono rimaste chiuse. Il Foggia ha annullato tutti gli allenamenti a tempo indeterminato. Ai calciatori è stato comunicato di tenersi in forma attraverso un programma personalizzato sia per l’alimentazione che per l’aspetto atletico. Chiaramente la sosta forzata inciderà e non poco sulla condizione. Subito dopo la decisione del Governo italiano di estendere la zona rossa anche al sud Italia, il club ha deciso di annullare tutto e di pensare a tutelare i propri tesserati.

«Prima di tutto viene la salute, avremmo voluto dedicare una vittoria al nostro magazziniere Antonio (morto in un incidente stradale la scorsa settimana, mentre raggiungeva il campo d’allenamento. ndr.). Comunque è stato giusto fermarsi», ha ribadito più volte il tecnico Ninni Corda. Le schede Non sarebbe stato immaginabile sostenere allenamenti in queste settimane, per questo lo staff tecnico ha preparato una serie di schede personalizzate che Gentile e compagni dovranno rispettare. La squadra nella passata settimana ha lavorato regolarmente fino a domenica scorsa. Il Foggia non scende in campo da domenica 1 marzo, quando allo Zaccheria riuscì ad aggiudicarsi il derby contro il Nardò e riportarsi in classifica ad un punto dalla vetta occupata dal Bitonto.Il rinvio della trasferta contro il Grumentum e l’ulteriore slittamento del calendario ha bloccato tutto.

Fasano, il diggì Obbiettivo: “Nessuno pensa che le società sono responsabili…”

L’Us Città di Fasano comunica che, in ottemperanza alle nuove disposizioni presenti nel DPCM emanato dal governo e alla luce dei provvedimenti adottati dalla Federazione sulla ripresa delle attività ufficiali, gli allenamenti della squadra sono sospesi fino al 16 marzo salvo ulteriori valutazioni.In un momento così difficile per tutto il movimento calcistico italiano e per la Nazione intera, la soluzione migliore è quella di seguire quanto raccomandato dalle istituzioni perdebellare la pandemia e cercare di tornare quanto prima alla normalità.

Le valutazioni e le decisioni assunte dalla Lega Nazionale Dilettanti sono state accolte positivamente dalla nostra Società – ha dichiarato il direttore generale biancoazzurro Antonio Obbiettivoabbiamo deciso di sospendere tutte le attività perché riteniamo sia impossibile allenarsi senza avere contatti fisici, senza respirare, senza toccare la palla con il corpo, con le mani, insomma dei paradossi che vìolano e ridicolizzerebbero persino le banalissime e basilari norme di prevenzione diffuse dalla FMSI. Eppure abbiamo adottato tutte le precauzioni indispensabili in ottemperanza alle normative emanate in materia di igiene e sanificazione. Abbiamo una area medica di prim’ordine e proprio nel rispetto della loro professionalità ed in virtù delle loro conoscenze ritengo oltremodo inutile o quantomeno commediante la presenza dello staff sanitario e medico relativamente a questa emergenza agli allenamenti. Dovrebbero certificare qualcosa di astratto, garantendo il contenimento del COVID-19? Ma poi in che modo? Solo misurando la febbre? Alcuni dei nostri ragazzi viaggiano in treno, altri in pullman, chi può garantire per loro? Ovviamente nessuno mette in conto che tutto ciò ricadrebbe sotto la responsabilità delle Società, trascurando inoltre che i nostri medici potrebbero essere impegnati in situazioni ben più serie in questo momento critico. Riprenderemo gli allenamenti lunedì 16 salvo ulteriori valutazioni. La salute dei nostri tesserati, dei loro parenti e dei nostri tifosi viene al primo posto. Ci faremo trovare pronti e rigenerati alla ripresa, intanto pensiamo a battere l’avversario più pericoloso in questo momento!

Gli highlights e le interviste di Serie C Girone C – 30a giornata 08/03/2020

Dai canali Youtube delle varie emittenti televisive locali, di seguito, tutte le immagini e le interviste relative alle gare valevoli per la trentesima giornata del campionato di Serie C girone C.

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Gravina: «In caso di giocatore contagiato non escludo sospensione campionato»

Il rischio paventato di assistere allo stop del calcio italiano è tutt’altro che uno spauracchio. A confermarlo, parlando di Serie A ma è naturale traslare il concetto a tutte le categorie, è Gabriele Gravina, presidente della Figc, che alla trasmissione Dribbling in onda sulla Rai ha dichiarato: «In caso di giocatore positivo non possiamo escludere la sospensione del campionato né azzardare ipotesi che ad oggi non riusciamo a prevedere. Dobbiamo essere realisti, il rischio è reale. Adotteremo tutti i provvedimenti necessari. Rischio che la Serie A potesse fermarsi mercoledì scorso? Io credo molto basso, il rischio è collegato a un momento di confronto acceso. Non avrei mai permesso un blocco di questo tipo. Ho puntato sull’esigenza dell’interesse generale del calcio italiano, dei nostri tifosi ma soprattutto, anche se è l’ultimo punto, dell’interesse economico di tante società. Abbiamo cercato, raccogliendo l’invito del ministro Vincenzo Spadafora, di andare incontro alle esigenze degli italiani nella speranza che tutti possano seguire questi eventi da casa. L’evento a porte chiuse è sicuramente un evento monco».

Fidelis Andria, Palazzo: «Penso prima di tutto all’obiettivo salvezza e poi…»

Se il temuto virus Covid-19 ha stoppato il campionato di Serie D, non è sicuramente risucito a fermare la preparazione delle società che prosegue. In casa Fidelis Andria ha parlato ai canali ufficiali del club la punta Loris Palazzo.

Queste le parole di Palazzo: «Rispettiamo la decisione dei rinvii, noi continueremo ad allenarci per farci trovare pronti. Obiettivo personale? Io penso prima di tutto alla salvezza della squadra, dobbiamo conquistarla il prima possibile. Sono arrivato a 10 reti, il mio record in un campionato è 15, vediamo cosa succede nelle ultime sette giornate visto che ne salterò una per squalifica».

Taranto, gli uomini di Panarelli in campo domenica?

L’emergenza per il Corona Virus va affrontata anche in ottica agonistica: gli uomini di Panarellli, per non perdere il ritmo e per affrontare le ultime gare di campionato, continuano gli allenamenti con le sedute già programmate, almeno fino a sabato.

Per domenica si cerca un avversario di categoria inferiore disposto ad una gara amichevole, per non perdere il ritmo partita. Non ha recuperato dall’infortunio Benvenga, ancora in infermeria, mentre Stefano Manzo, stoppato dall’infortunio contro Bitonto, si è rivisto dopo l’operazione alla clavicola. Per i primi di aprile il centrocampista dovrebbe iniziare la riabilitazione e, poco alla volta, tornare anche sul terreno di gioco per allenarsi normalmente.

Foggia, il presidente Felleca all’attacco: “Invierò una richiesta agli organi federali…”

Salvare la trasparenza del campionato e il calendario stilato la scorsa estate. Il presidente del Foggia, Roberto Felleca, è pronto a inoltrare una richiesta agli organi federali: “Quando verrà ripreso il campionato bisognerà ripartire dalla ventisettesima giornata – si legge sul Corriere dello Sport – ovvero dalla sfida che per noi prevede la trasferta contro il Grumentum, quella inizialmente in calendario domenica prossima. La Serie D si uniformi a quanto già deciso dalle Leghe di Serie A e B, lo esige la correttezza dei campionati e la serietà di tutto il sistema”.

Perché, sostiene il numero uno rossonero, far giocare oggi Casarano-Bitonto, con i rossazzurri impegnati nella corsa play-off, avrebbe tutt’altra valenza che farlo giocare, ad esempio, all’ultima giornata. Vedremo quale sarà la decisione della LND.