“In questi giorni non abbiamo volutamente parlare di cronaca della gara e di andamento della partita. Perché quello che è successo domenica brucia ancora e rimarrà, a conti fatti, una macchia indelebile sul nostro campionato”. Così il Presidente della Madre Pietra Antonio Romagnoli commenta, a mente fredda, l’esito della gara dell’ultima giornata di campionato, tra Apricena e Ordona, terminata 1 a 1 con una conduzione arbitrale penalizzante per i padroni di casa. Una partita che, con una vittoria, avrebbe lanciato l’Apricena da sola al secondo posto.
“Senza nulla togliere agli avversari, che hanno una squadra attrezzata e non hanno colpe per quanto successo domenica, noi la partita l’abbiamo vinta sul campo”, prosegue Romagnoli. “Posso capire che l’arbitro possa non vedere due rigori solari, posso capire fischiare un fallo contro piuttosto che a favore. Ma non mi capacito di come sia possibile annullare un gol regolarissimo come quello a Diego Quitadamo. Un cross dal fondo, con un attaccante dietro la linea della palla che anticipa un difensore, è un’azione troppo chiara per poter essere interpretata come fuorigioco”. “Dispiace che l’arbitro, dopo aver convalidato il gol, si sia fidato ciecamente di un assistente, il signor Festa, che in quel momento era in evidente ritardo rispetto alla linea della palla e non ha seguito l’azione. Peccato non aver avuto le immagini a riprendere la partita. Lo stesso assistente ha pi consigliato all’arbitro di allontanarmi, pur essendo ad una distanza notevole dalle panchine e dall’azione di gioco. E io ho semplicemente protestato per una decisione assurda, in modo civile. Non ci appartengono le esasperazioni. Non a caso siamo primi nella coppa disciplina del nostro girone”.
“Purtroppo – va avanti Romagnoli – in una gara così importante un errore del genere pesa tanto su un intero campionato. Cosa che fa male, visti gli enormi sacrifici che facciamo ogni giorno. Non vogliamo trattamenti di favore, ma solo una equità che domenica è venuta palesemente a mancare. Oltre al gol abbiamo subito due netti falli da rigore non segnalati. Comprendo il dispiacere di mister Mimmo e dei ragazzi, a cui vanno il nostro elogio per la grande partita giocata. Ma alla fine si può giocare bene, superare l’avversario sul campo e tutto viene vanificato da un abbaglio arbitrale che decide le sorti di una gara tanto importante per il campionato. Noi non siamo quelli che ad ogni fischio accerchiamo la terna arbitrale o minacciamo. E per questo siamo rispettati ovunque andiamo. Quello che successo ci rattrista; inoltre ci sembra strano che certe cose succedano in assenza di osservatori arbitrali. Domenica, per una gara tanto sentita, non ne abbiamo visti o perlomeno non sono scesi negli spogliatoi.”.
“Voglio rivolgere un plauso infine alla tifoseria di Apricena. Un pubblico che ha protestato civilmente, senza alcun atteggiamento minaccioso verso arbitro o avversari. Con una posta in palio così alta si sarebbe potuto assistere ad altre scene. Purtroppo le cronache sono piene di questi episodi. Ad Apricena abbiamo dimostrato grande maturità. Speriamo di non dover pagare questa partita sulla classifica finale. E, soprattutto, speriamo di non dover subire altri evidenti torti come quello di domenica”, conclude Romagnoli.
Ciccone risponde ad Urbano, per lo Sporting Ordona è pari ad Apricena contro il Madre Pietra
Il tour de force con tre gare in una settimana, si chiude con un buon punto al Madre Pietra Stadium per lo Sporting Ordona. Una gara impegnativa per i rossoblu di Mr. Zito, che ad Apricena hanno pareggiato 1-1 grazie alla terza rete in tre giorni di Michele Ciccone, che nella prima frazione ha risposto al vantaggio iniziale di Urbano per la formazione di Mr. Michele Mimmo. Un buon punto che lascia entrambe le formazioni a quota 37 in seconda posizione. Soddisfatto a fine partita il tecnico Matteo Zito per l’atteggiamento della squadra, che nonostante le difficoltà di affrontare tre gare in una settimana, è riuscita ad ottenere sette punti che proiettano i rossoblu nei quartieri alti della classifica. Ora bisognerà ricaricare le batterie e concentrarsi sui prossimi impegni, a partire dal delicatissimo derby di domenica ad Ordona contro l’Ascoli, che vincendo la gara con il Bitritto si è portata a meno tre dalla coppia Sporting-Madre Pietra, una gara importante per continuare a far bene e ad inseguire l’obiettivo stagionale.
Luca Caporale
Monte Sant’Angelo – Apricena 2-2: due regali e una grande reazione degli ospiti
Una gara raddrizzata nella ripresa e un pareggio giusto, che però lascia l’amaro in bocca per gli errori costati due gol all’Apricena. Il derby con il Monte ha un sapore particolare. In rossoblu, oggi, ci sono tanti ex che hanno fatto molto da queste parti. A cominciare da Diego Quitadamo, vera istituzione del calcio montanaro che l’Apricena omaggia con la fascia di capitano in casa sua, passando per Mimmo, Melchionda, Fiorentino e tanti altri. Prima del fischio d’inizio, infatti, la società del Monte Sant’Angelo ha omaggiato i suoi ex con targhe e pergamene ricordo, in un momento di grande sportività. Ma in campo le squadre si sono date battaglia, con i padroni di casa a giocare la vera e propria gara della vita, almeno dal punto di vista agonistico. L’Apricena, orfana di bomber Salerno infortunato, è sorpresa dall’aggressività del Monte, pericoloso in avvio con Scarano e Lupoli in più occasioni. Al 19’ vantaggio bianconero. Una palla innocua lungo l’out di destra, quasi sicuramente già oltre la linea, viene passata indietro in maniera avventata da Arnese. Longo sbaglia il rinvio di prima e consegna a Scarano un comodo pallone da appoggiare in rete a porta vuota. L’Apricena non riesce a reagire. Piano è ingabbiato da Scarano e compagni a centrocampo e i montanari sono aggressivi su ogni pallone.
Al 31’ altro regalo della Madre Pietra. Incomprensione tra difesa e Longo, che chiama la palla, ma non viene servito. Il rinvio corto della difesa ospite finisce sui piedi di Simone che calcia a porta vuota rendendo vano il disperato tentativo di Valente di deviare la palla. Due a zero dopo mezz’ora e Apricena che sembra alle corde. Ma una grande squadra è tale anche nelle giornate no. Infatti sul finire di tempo una palla tagliata dalla sinistra è controllata con il braccio, in maniera abbastanza evidente, da un difensore centrale bianconero. Nonostante l’intervento netto il Monte e il pubblico di casa contestano apertamente l’arbitro. Dagli undici metri Piano si fa respingere il tiro, ma Valente è bravo a realizzare il tap in. A inizio ripresa, dopo un minuto, il Quitadamo del Monte sfiora il 3 a 1 con una incursione dalla destra. Ma da qui in poi comincia a macinare gioco l’Apricena. Al 4’ Piano raccoglie un calcio d’angolo e calcia di precisione dal limite, sfiorando il palo dopo una deviazione. Al 10’ Mastromatteo spara dai 30 metri costringendo Palma ad un grande intervento. Sugli sviluppi Urbano non riesce a ribattere in rete. Al 15’ Michele Scarano, per l’Apricena, ha un’ottima occasione dalla destra. Il suo classico movimento a rientrare gli consente di concludere di sinistro con palla che sfila di un soffio sul fondo. Passano tre minuti e Diego Quitadamo prova a far male alla sua ex squadra con un bel tiro dal limite, deviato ancora una volta in angolo. L’azione della Madrepietra è insistente e al 30’ arriva il meritato pareggio. Quitadamo, con la sua classica serpentina, semina il panico sulla trequarti e viene atterrato al limite. Sulla palla va Piano che con il suo piede educatissimo la mette nel sette, lasciando di sasso Palma. Nel finale De Bellis prima e Urbano poi sfiorano il 3 a 2 per gli ospiti che avrebbe avuto un sapore speciale. L’Apricena dimostra, anche in una giornata non brillante, di essere una grande realtà, ormai temuta e conosciuta dagli avversari. Il Monte, che ha preparato bene la partita, è andato oltre i suoi limiti e ha approfittato dei regali degli ospiti. Per gli uomini di Mimmo domenica, nuova battaglia. Arriva l’Ordona, altra seria candidata alla piazza d’onore in campionato.
“E’ stata una gara emozionante, molto combattuta con un risultato tutto sommato giusto”, commenta il presidente Antonio Romagnoli. “Loro hanno messo in campo grinta e agonismo, noi non ci siamo dati mai per vinti e abbiamo creduto nelle nostre potenzialità. Voglio sottolineare il gesto della società e della squadra di regalare a Diego la fascia da capitano nella “sua” Monte. È stato bello vederlo uscire per primo dagli spogliatoi, tra cori e applausi. È un omaggio che ci siamo sentiti di fare proprio qui, perchè Diego è un patrimonio di Monte Sant’Angelo, ma da noi, da tutti e da Apricena è stato adottato e gli vogliamo veramente bene. Sia al grande calciatore Diego, che all’uomo che dimostra di essere in campo e fuori”
Giuseppe Del Fuoco
Il Real Siti non sa più vincere
La sconfitta di Apricena dimostra una squadra in seria difficoltà.
Per l’Apricena con questo successo la seconda posizione in classifica è consolidata. La squadra apricenese ha dimostrato di essere energica e che non vuole concedere niente a nessuno, soprattutto tra le mura amiche del Madre Pietra Stadium. Per il Real Siti bruttissima sconfitta, squadra che non sa più vincere, in cinque partite conquistati solo due punti e una media gol sempre più bassa. Mister Ciurlia mescola di nuovo le carte facendo partire Sodrio dal primo minuto come prima punta fiancheggiato da Ciccone e Micca, ma gli ospiti non si vedono quasi mai in zona d’attacco nel primo tempo.
L’Apricena passa subito in vantaggio con un rigore realizzato al 2′ minuto da Salerno e raddopia subito dopo con Quitadamo. Real Siti sotto shock e Apricena che continua ad attaccare andando vicino al terzo gol colpendo per due volte il palo, nella ripresa la partita si riapre con un rigore concesso agli ospiti e realizzato da Umbriano, ma il Real Siti non si vede in campo e l’Apricena colpisce per tre volte la traversa con De Bellis, Scarano e Cercone.
Brutta partita per la formazione foggiana che sembra non trovare più la via del gol. Il cambio di formazione serve a poco e crea più confusione tra i reparti, sentendosi sempre più la mancanza di una vera e propria punta di spessore.
Per il Real Siti serve riconquistare i tre punti e deve provarci domenica prossima al San Rocco di Stornara contro L’Ascoli Satriano.
Apricena – Reali Siti 2 a 1: quinta vittoria di fila per i rossoblu
Se il campionato fosse iniziato a gennaio la Madre Pietra Apricena sarebbe prima a punteggio pieno. Contro i Reali Siti, altra squadra da zone nobili del campionato di Promozione, i rossoblu portano a casa la quinta vittoria consecutiva, consolidando il secondo posto. Cinque vittorie su altrettante partite da quando è iniziato il girone di ritorno. Il Reali Siti arriva ad Apricena forte di una delle migliori collettivi del campionato. L’Apricena,però, è in un ottimo periodo e mette subito alle corde gli avversari. Passa solo un minuto e Quitadamo spacca la difesa ospite, entrando in area e venendo atterrato. Rigore solare che Salerno trasforma con freddezza salendo a 15 reti stagionali, sempre più in vetta alla classifica marcatori. Nel primo quarto d’ora l’azione della Madre Pietra è tambureggiante. All’11 ancora Quitadamo viene stoppato a due passi dal raddoppio. Al 13’ lo stesso 10 rossoblu firma il due a zero. Salerno recupera un’ottima palla dalla destra e la scodella sul dischetto. Quitadamo stoppa e calcia al volo freddando Delli Carri e celebrando al meglio il suo ventiduesimo compleanno, festeggiato sabato. L’Apricena spinge ancora e va vicina alla terza marcatura in più occasioni. Le più clamorose vedono protagonisti De Bellis e il solito Quitadamo. Un colpo di testa di De Bellis, dopo azione spettacolare con cross di Arnese, si stampa sulla traversa e poi sulla linea di porta. Stessa sorte per Quitadamo che, di destro colpisce prima il legno e poi sulla ribattuta si vede fermare da Delli Carri. Sul finire di tempo il Reali Siti è costretto a sostituire Sodrio, infortunato, con Iungo. Nella ripresa il copione non cambia. Al 2’ De Bellis prende una bella palla a sinistra, rientra sul destro e scocca un tiro imparabile che si stampa ancora sull’incrocio. Terza traversa e beffa per la Madre Pietra che sul rovesciamento di fronte subisce il due a uno. Contatto dubbio in area tra Pompetti e Melchhionda e l’arbitro assegna il calcio di rigore che Umbriano realizza. A questo punto gli ospiti aumentano il peso specifico davanti, sostituendo Micca con Andreano. Ma è sempre Apricena. Scarano batte una punzione dalla sua zolla a sinistra. Parabola quasi perfetta che ancora una volta si stampa sulla traversa. Dieci minuti dopo Cercone, in proiezione offensiva, scheggia ancora una volta la traversa dopo un colpo di testa. Cinque legni in una partita per la Madre Pietra sono probabilmente un record. Al 28’ il Reali Siti protesta per una rete annullata per fuorigioco, ma la decisione appare giusta. Nel finale negli ospiti è espulso Cognetti per doppia ammonizione. La Madre Pietra, con l’uomo in più, non soffre oltre e porta a casa un’altra importantissima vittoria, restando sola al secondo posto. Prima tra gli umani dopo l’inafferrabile Cerignola.
Formazione Madre Pietra Apricena
Longo, Lufino, Arnese, Piano (35′ s.t. Mastromatteo), Cercone, Melchionda, Scarano, Valente, Salerno, Quitadamo, De Bellis.
Formazione Reali Siti
Delli Carri, Lacerenza, Mastropieri, Cognetti, Mascia, Umbriano, Zanni, Pompetti, Sodrio (Iungo al 39’p.t.), Micca (Andreano), Ciccone
Marcatori: Salerno (al 2′) su rigore, Quitadamo al 13. Umbriano (al 6′ s.t.) su rigore
Espulso Cognetti al 33′ s.t. per doppia ammonizione
Apricena – Ascoli 1-0, decide un eurogol di De Bellis
Quattro vittorie su quattro nel girone di ritorno, imbattibilità del Madrepietra Stadium mantenuta e secondo posto raggiunto alle spalle dell’inarrivabile Cerignola, in attesa che lo Sporting Ordona recuperi la gara contro il Monte Sant’Angelo. Continua, dunque, la scalata della Madrepietra Apricena che supera un ostico Ascoli Satriano nel derby play off per uno a zero. A decidere un eurogol di Michele De Bellis a inizio ripresa. Una gara difficile, contro un avversario di tutto rispetto che naviga stabilmente nelle zone alte della classifica. L’avvio spaventa il rossoblu di Mimmo. Al 6’ un traversone dalla sinistra è allungato da Melchionda in area. La palla sbatte contro Lizza che da due passi potrebbe battere Longo. Il portierone apricenese si supera in una parata di istinto da mezzo metro e mantiene la porta inviolata. L’Apricena si assesta in campo e comincia a macinare gioco con il trio Scarano, Quitadamo e Salerno. Quest’ultimo, al 21’, viene servito sul dischetto da Quitadamo per calciare un rigore in movimento. Il piattone però è leggermente largo e la palla si spegne di un soffio sul fondo.
Dieci minuti dopo Scarano parte nella solita azione da destra, entra in area, rientra sul sinistro e invece di servire in mezzo prova da posizione impossibile costringendo il portiere dell’Ascoli alla respinta in corner. Al 40’ una punizione dalla destra di Scarano viene respinta corta dalla difesa ospite. La palla arriva a Quitadamo che di sinistro spara alto da ottima posizione. La ripresa si apre subito col botto. Al 4’ De Bellis riceve un pallone ai 20 metri e senza pensarci due volte spara un bolide sotto l’incrocio. L’attaccante, fino a quel momento poco dentro al gioco, realizza una rete spettacolare e pochi minuti dopo si propone nella solita progressione da sinistra fermata a un passo dalla conclusione. L’Ascoli risponde con due conclusioni poco incisive di Cadaleta (colpo di testa alto) e Martinelli (punizione al limite, centrale). Nemmeno l’ingresso dell’ex di turno Montingelli, negli ospiti, cambia l’inerzia della gara. Al 28’ Salerno si gira in un fazzoletto al limite dell’area e conclude di sinistro preciso e potente. Orizzonte però devia in angolo. Al 31’ un nervoso Lizza chiude anzitempo la gara, espulso per doppia ammonizione. La Madre Pietra negli ultimi minuti controlla senza troppi grattacapi. Mimmo, a dieci dalla fine, manda in campo Potenza e Piano. Per quest’ultimo un ritorno sul rettangolo di gioco dopo una assenza lunga dovuta a guai muscolari. Al fischio finale è festa in casa Apricena: ora la testa va all’altro importante derby di alta quota contro il Reali Siti, che si giocherà sempre al Madrepietra Stadium.
Giuseppe Del Fuoco
Salerno cala il poker contro il Quartieri Uniti Bari
La partita contro un Quartieri Uniti in difficoltà, prima di un doppio impegno casalingo con derby d’alta classifica per l’Apricena, nasconde in realtà molte insidie per la Madre Pietra. I ragazzi di Mimmo si presentano a Bari con pesanti assenze, specie a centrocampo, con il doppio forfait di Piano e Mastromatteo. Ma un Salerno in giornata di grazia, ormai saldamente capocannoniere del torneo con14 gol, si carica la squadra sulle spalle e, con un poker, regala la vittoria ai rossoblu. Il primo squillo dell’attaccante apricenese arriva al 25’. Un lancio di Valente, schierato a centrocampo, scavalca il centrale ospite e pesca Salerno in area che con un tocco morbido e di classe supera il portiere per il vantaggio ospite. Sull’1-0 l’Apricena insiste e va vicina al raddoppio con Melchionda su azione d’angolo. Il suo colpo di testa è troppo schiacciato e supera di poco la traversa. Al 35’ ancora Salerno, lanciato da Lufino dalle retrovie, entra in area e di contro balzo fulmina la mette nel sette. Due gol di ottima fattura che però fanno rilassare l’Apricena, subito risvegliata dal gol del Quartieri Uniti. Un fuorigioco sbagliato dalla linea difensiva ospite mette Damiani nelle condizioni di battere Longo per il 2 a 1.
Poco dopo De Bellis ha l’occasione per riportare l’Apricena due gol avanti, ma antrato in area il giovane attaccante spara di potenza sul portiere. La ripresa si apre ancora nel segno dell’Apricena e di Salerno. Al 6’ il centravanti si fa appoggiare una punizione dal limite, finta due volte il tiro saltando due avversari e, dal limite destro, spara una cannonata che vale il 3 a 1 per l’Apricena e la sua tripletta personale. Pochi minuti dopo ancora De Bellis, in azione di sfondamento da sinistra, entra in area sul destro e calcia con potenza colpendo la traversa. Il classico legno che non può mancare nelle partite della Madre Pietra. Dopo un’altra azione pericolosa di Quitadamo torna a farsi pericoloso il Quartieri Uniti Bari che,a dispetto della classifica, dimostra con una rosa giovane di valere molto di più dei punti raccolti.
Alla mezzora un disimpegno sbagliato della difesa rossoblu favorisce ancora Damiani che raccoglie dentro l’area piccola e realizza il 3 a 2. Gli ospiti provano a completare la rimonta, approfittando del momento di sbandamento della Madre Pietra. Ma l’Apricena si affida ancora a un Salerno ispirato che, nel finale chiude i conti calando il poker. L’azione si sviluppa da sinistra, con Scarano e De Bellis, la palla finisce a Salerno che finta il tiro di destro e scaglia in rete di sinistro l’ultima realizzazione di una giornata perfetta. Quattro a due e bella iniezione di fiducia in vista dei prossimi impegni casalinghi al Madrepietra Stadium di Apricena.
Giovinazzo sconfitto. E le avversarie scappano
I biancoverdi di De Bellis perdono 3-1 ad Apricena, a differenza delle concorrenti
Contro l’Apricena si doveva fare di più. Il 3-1 del Madrepietra Stadiumha condannato il Giovinazzo all’ottava sconfitta stagionale e se nel penultimo turno di campionato solo il Monte Sant’Angelo e la Polimnia hanno raccolto punti, lasciando invariati i divari fra le contendenti alla salvezza, questa volta non è andata affatto così.
Sia il Monte Sant’Angelo (2-1 alla Fortis Altamura, e che attualmente rappresenta la soglia limite per poter rimanere tranquillamente in Promozione), sia la Virtus Bitritto (3-0 al San Marco, prima squadra nel gruppo di quelle destinate ai play-out) sono risultate vincitrici nei rispettivi incontri, così come ha guadagnato i tre punti anche la Polimnia (1-2 sul campo del Real Siti) riuscendo ad agganciare la Rinascita Rutiglianese di Muzio Di Venere sconfitta in casa (0-2) dal Real Noci.
Il tecnico barese Gianni De Bellis, senza gli squalificati De Cristofaro e Mongelli (Michele), l’estremo difensore Mongelli (Antonio, al suo posto tra i pali c’è Terlizzi), l’ultimo arrivato Amoruso e i soliti Perfetto e Regina, s’affida in avanti a Marolla, Giovannielli e De Bellis. Primo tempo noioso, giocato soprattutto a centrocampo, con due soli tiri per parte: il palo colpito da Cercone, in proiezione offensiva, e l’innocuo diagonale di Colella bloccato da Longo.
Il Giovinazzo si accende nel secondo tempo, al 48′. Il vantaggio è di Marolla che, da venti metri,inventa una punizione perfetta, infila la palla sotto il sette, batte Longo e segna l’ottavo gol stagionale. Nel corso della ripresa la Madre Pietra Apricena cresce e al 59′ pareggia con Quitadamo(bella la sua girata al volo in area di rigore), ma sono gli ospiti a rendersi pericolosi con Giovannielli: l’esterno biancoverde tenta un pallonetto su Longo che ci mette una pezza.
All’84’ la partita vive una nuova fiammata con il sorpasso dei padroni di casa messo a segno da De Bellis, servito da Scarano, lesto ad inserirsi in area sfruttando un errore difensivo di Messina, mentre al 92′, dopo l’espulsione di Mastromatteo, arriva, stavolta dagli undici metri, (irregolare, secondo l’arbitro Altomare, l’intervento di Vernice su De Bellis), il definitivo 3-1 di Salerno.
NICOLA MICCIONE – GiovinazzoViva
Apricena: Esordio con vittoria al Madrepietra Stadium
Porta bene il ritorno a casa alla Madre Pietra Apricena. I rossoblu, dopo i sei mesi di “esilio” al Ricciardelli di San Severo, bagnano con una vittoria l’esordio sul nuovo manto erboso del “Madrepietra Stadium”, impianto inaugurato pochi giorni fa. Contro il Giovinazzo, pur non giocando una gara esaltante, i ragazzi di Mimmo vincono per 3 a 1. I padroni di casa arrivano a questa gara con pesanti assenze. A centrocampo, visto anche il forfait di Piano che parte dalla panchina, gioca dal primo minuto Bocola, capitano della juniores. Con lui, in mediana, Quitadamo e Mastromatteo. L’assenza del metronomo a centrocampo si sente, la Madre Pietra non riesce a sviluppare le solite trame palla a terra e spesso si affida a lanci lunghi poco incisivi. Il primo tempo scorre per buona parte senza azioni degne di nota. Solo nel finale Cercone, in proiezione offensiva, raccoglie un cross di Scarano e da due passi colpisce il palo, calciando quasi a botta sicura. Sul rovesciamento di fronte Colella si infila alle spalle della difesa di casa e prova il diagonale di destro su cui chiude Longo. Nella ripresa anche il giovane Bocola, toccato duro a fine primo tempo, deve lasciare il campo a Potenza, che scala terzino destro con Valente a centrocampo. La Madre Pietra attacca con più convinzione e al 2’ minuto Salerno si gira bene al limite e calcia di sinistro al volo centrale. Passa un minuto e il Giovinazzo guadagna una punizione pericolosa dai venti metri. Batte Marolla che disegna una parabola imparabile per Longo e regala il vantaggio agli ospiti. Il gol fa da sveglia ai rossoblu che si riversano in avanti, sfruttando le accelerazioni a destra di Scarano, sempre abile a saltare l’uomo e creare superiorità. Una sua azione, al quarto d’ora, mette in crisi la difesa ospite. Il suo cross teso da destra è sfiorato da Salerno e ribattuto a fatica da un difensore, con la palla che si alza a campanile. Quitadamo, sul palo opposto, si esibisce in una girata al volo e spedisce la palla in rete. La Madre Pietra vuole i tre punti, ma a volte lascia spazi al contropiede ospite. Un rinvio lungo, al 22’, mette Colella ancora una volta a tu per tu con Longo. L’esterno offensivo ospite calcia e Longo, nonostante una scivolata, riesce a respingere con il corpo. Al 30′ negli ospiti entrano Timoty e Tanzi per Marolla e De Bellis. L’Apricena spinge ancora, ma non riesce a sfondare. Al 40’ però entra in scena il De Bellis dell’Apricena, già decisivo la domenica precedente a Canosa. Scarano, ancora una volta da destra, mette una palla pericolosa al limite dell’area piccola. De Bellis approfitta di una disattenzione del suo marcatore e di rapina insacca a porta libera il 2 a 1 dell’Apricena. Il finale è ricco di episodi. Al 41’ Cercone è costretto ad uscire dal campo per Montemirro, altro giovane della juniores. Passano pochi minuti e Mastromatteo ferma con un fallo un avversario a centrocampo. L’arbitro, molto fiscale, estrae il secondo giallo e lo manda anzitempo negli spogliatoi. Nonostante l’inferiorità l’Apricena mantiene il pallino del gioco anche nei cinque minuti di recupero e al 47’ De Bellis ha ancora la forza per una grande azione personale. L’attaccante prende palla a centrocampo e si lancia fino a dentro l’area, arriva sul fondo e viene atterrato platealmente. L’arbitro assegna il penalty che Salerno realizza, chiudendo i conti. Vittoria essenziale per la Madre Pietra Apricena, che onora al meglio la prima gara ufficiale disputata nella nuova casa. Una domenica particolare in cui è stata protagonista la solidarietà. La Madre Pietra, infatti, ha istituito una giornata in favore di Telethon, devolvendo l’incasso alla ricerca.
Canosa 1 – Apricena 4: vittoria di classe e carattere
Un gran bel modo per iniziare il nuovo anno e il girone di ritorno. La Madre Pietra Apricena torna da Canosa con tre punti e una prestazione di classe e grinta. I rossoblu si impongono quattro a uno contro una squadra, il Canosa, già forte e rinforzatasi con gli arrivi tra gli altri di Pensa e Lannunziata. L’Apricena scende in campo con alcune defezioni importanti, Valente è schierato a centrocampo e sono fuori Melchionda, Mastromatteo e Villani. Dopo due minuti Salerno si gira bene in area e costringe Camerino alla prima parata decisiva. Lo stesso attaccante al 18’ appoggia di tacco sul dischetto una palla d’oro a Valente. Botta a colpo sicuro e ancora una gran respinta di piede di Camerino. Il gol è nell’aria e arriva al 28’ con De Bellis. Il giovane attaccante parte da sinistra e taglia in due la difesa del Canosa, arriva al limite e da bomber di razza infila un diagonale imparabile per il portiere. Il Canosa si vede con alcune punizioni velenose su cui si presenta Pensa, ma Longo, almeno nella prima frazione, non deve compiere grandi interventi. Nella ripresa subito una tegola per l’Apricena che resta in dieci. Lufino, autore sin li di una bella prestazione, viene ammonito in maniera molto fiscale per la seconda volta per un fallo al limite e deve lasciare il campo. Due gialli apparsi esagerati, come tanti altri ricevuti dai giocatori dell’Apricena. La punizione è calciata direttamente al 7 da Guacci, ma Longo si supera e con le dita devia sul palo. Sul prosieguo dell’azione Iacobone non riesce a correggere da mezzo metro e colpisce un altro legno. In questa fase l’Apricena subisce il ritorno prevedibile del Canosa che, con l’uomo in più aumenta il potenziale offensivo inserendo Ardito e Coppola. Ma l’Apricena tiene e a metà ripresa raddoppia. Scarano pennella da calcio d’angolo sul secondo palo e Cercone in spaccata al volo supera ancora Camerino. Mimmo manda in campo gli under Potenza e Bocola per Fiorentino e Scarano. Il Canosa prova a passare in tutte le maniere, ma al 31’ Longo è strepitoso su una conclusione dal limite di Guacci. Al 38’ però’ l’estremo difensore ospite non può nulla su una conclusione da due passi di Ardito, arrivata al termine di una azione tambureggiante del Canosa. Un minuto dopo Piano potrebbe chiuderla, ma esagera nei dribbling e a tu per tu col portiere è fermato in angolo. Sul rovesciamento di fronte Longo è ancora strepitoso a chiudere, in collaborazione con Valente, un Coppola lanciatissimo in area. Al 90’ però è Quitadamo a chiuderla. Il 10 rossoblu parte con la sua classica serpentina dalla trequarti, supera tre avversari e al limite scocca un sinistro imparabile. La ciliegina alla prestazione la mette Piano che, in contropiede, corregge da due passi un altro assist di Quitadamo.
“Abbiamo finalmente raccolto tutto quello che seminiamo in partita”, commenta il Presidente Romagnoli a fine gara. “Oggi abbiamo avuto anche quel pizzico di buona sorte che in altre occasioni ci è sempre mancata. Sono orgoglioso della prestazione dei ragazzi e faccio i miei complimenti al Canosa. Al di là del risultato ha dimostrato di essere una bella realtà. Mi ha fatto enormemente piacere conoscere la presidentessa Liliana Vitrani. Per la prima volta ho avuto il piacere di conoscere una collega donna, in un mondo ancora troppo maschile, con una grande passione e amore per il calcio. Un grazie inoltre va a tutti i tifosi di casa. Mi avevano detto che c’era un gruppo di supporters che ci aspettava a fine gara. In effetti era vero, ma tutti sono venuti a salutarci e a complimentarsi con noi. È stata davvero una bella immagine, che fa bene a questo sport. Ringrazio loro e la società Canosa che ho già invitato, insieme a tutte le squadre del nostro girone, alla inaugurazione del nostro nuovo stadio che si terrà ad Apricena il prossimo 6 gennaio”.
Giuseppe Del Fuoco
Pesante sconfitta per il Canosa. Prende quattro goal dall’Apricena
Nella prima partita ufficiale dell’anno, coincidente con l’inizio del girone di ritorno del campionato di promozione pugliese, il Canosa subisce una sconfitta dal passivo pesante ad opera dell’Apricena. Allo Stadio Comunale “S.Sabino” di Canosa di Puglia(BT) la squadra foggiana di mister Michele Mimmo, ben messa in campo, ha sfruttato ogni spazio lasciato libero dalla difesa canosina, dimostrando compattezza e cinismo sottoporta. A cospetto la formazione rossoblu di mister Scaringella è apparsa sottotono rispetto alle ultime uscite, poco lucida in fase realizzativa, pagando a caro prezzo l’assenza di diversi titolari, in particolare di Cellamaro, appiedato dal giudice sportivo, determinante a centrocampo. La gara è stata preceduta dalla consegna del riconoscimento di merito al portiere Massimo Del Blasio (classe 1975) nell’ambito delle manifestazioni “Atleta dell’Anno 2015” organizzate dall’amministrazione comunale con l’intervento del vice sindaco con delega allo sport Pietro Basile che ha presenziato alla cerimonia sul terreno di gioco. Dopo una prima fase di studio è l’Apricena a passare in vantaggio, intorno alla mezzora del primo tempo, grazie ad una iniziativa portata a termine da De Bellis che semina il panico nella retroguardia canosina e trafigge l’incolpevole Camerino, il migliore in campo autore di interventi strepitosi nel corso della gara.
Il Canosa subisce il colpo e cerca di rialzarsi nel secondo tempo quando gioca con un uomo in più per l’espulsione del difensore Lufino, al secondo giallo, reo di aver atterrato Iacobone al limite dell’area. Dagli sviluppi del calcio di punizione, battuto da Pensa che colpisce l’incrocio dei pali, è ancora il legno a negare la gioia del goal a Iacobone, lesto a ribattere in porta. Gli ospiti non perdonano e realizzano il raddoppio con un colpo di testa di Cercone su corner. Sotto di due reti, i padroni di casa non demordono e si spingono in avanti con una conclusione di Guacci ma l’estremo difensore foggiano si supera deviando in angolo. Nei minuti finali il Canosa segna con Ardito, su assist di Iacobone e poi è ancora Longo a salvare la propria porta negando il pareggio a Coppola, subentrato nella ripresa. Gli attaccanti dell’Apricena sono in giornata di grazia e rimpinguano il bottino di buon auspicio per il prosieguo della stagione, con una di doppietta di Quitadamo allo scadere dell’incontro che punisce i rossoblu. Nel prossimo turno il Canosa affronterà in trasferta l’Ascoli Satriano degli ex, a pari punti in classifica, mentre l’Apricena, inaugura il nuovo terreno di gioco del “Madre Pietra Stadium” ospitando il Giovinazzo, in crisi di risultati.
Bartolo Carbone
A.S.D.Canosa-Madre Pietra Apricena 1-4
A.S.D. Canosa: Camerino, Dattoli, Lombardi, Abuzzese A., Abruzzese V. (dal 25’s.t. Palmitessa), Nesta (dal 4′ s.t. Ardito), Caputo (dal 13′ s.t. Coppola), Pensa, Lannunziata, Guacci, Iacobone. A disposizione: Lovino, Lamanna, Sipone, Somma. Allenatore : Giuseppe Scaringella
Madre Pietra Apricena: Longo, Lufino, Arnese, Piano, Cercone, Fiorentino (dal 18’s.t. Potenza), Scarano (dal 30’s.t. Bocola), Valente, Salerno, Quitadamo, De Bellis (dal 45’ s.t. Mininno) A disposizione: Ruggeri, Campobasso, Pasquandrea, De Nisi . Allenatore: Michele Mimmo
Arbitro: Niccolo’ Salomone coadiuvato dagli assistenti Marco Colecchia e Vito De Frena della Sezione di Bari
Ammoniti: : Abruzzese A., Caputo, Pensa Longo, Lufino, Piano, Scarano, Valente
Espulso : 47′ Lufino
Reti: 25’De Bellis , 15’s.t. Cercone , 35’s.t. Ardito , 43′ e 46′ s.t. Quitadamo
Ad Apricena i murgiani rimediano la seconda sconfitta consecutiva
Continua il periodo negativo per la Fortis Altamura che, in casa della Madre Pietra Apricena, rimedia la seconda sconfitta consecutiva. 2 a 0 il risultato finale a favore dei padroni di casa che nella ripresa riescono a sfruttare la superiorità numerica scaturita dall’espulsione di capitan Castoro. Per la squadra altamurana, invece, un’altra prestazione abbastanza opaca.
Tra le fila della Fortis Altamura fa il suo esordio dal primo minuto l’attaccante Pastore, arrivato durante il mercato di riparazione, mentre Loiudice è nuovamente schierato come centrale di difesa.
La partita inizia a ritmi molto blandi e con le due squadre che si fronteggiano sopratutto da metà campo. Da segnalare soltanto un diagonale di Scarano deviato in angolo e qualche tentativo dalla distanza del solido Ardino. Al 35′ il primo episodio negativo per la Fortis: Castoro commette un fallo tattico e dimedia il giallo. Dopo soli tre minuti, il capitano murgiano è protagonista in attacco quando, dopo uno scambio Pastore, viene toccato leggermente al limite dell’area di rigore, terminano per terra. L’arbitro, il signor Doronzo di Barletta, fischia la simulazione, comminando al giocatore altamurano la seconda ammonizione e la conseguente espulsione. Con l’uomo in meno, l’unica preoccupazione dei ragazzi guidati da mister Moramaco è quella di arrivare al riposo indenni.
Nella ripresa i padroni di casa partono con più convinzione e all’11’, complice anche un’errore della difesa altamuranana si portano in vantaggio: Scarano in profondità per Salerno che si allunga la palla, interviene Tarullo che, preoccupandosi più di proteggere l’uscita di Coretti , si fa sorprendere dallo spilungone attaccante foggiano che supera il portiere altamurano senza difficoltà. La reazione della Fortis tarda ad arrivare anche se, al 20′, la squdra altamurana sfiora il pareggio con Pellecciari che, sfruttando un malinteso dei difensori foggiani e con due compagni di squadra liberi al centro dell’area, lascia partire un diagonale che lambisce il palo. L’Apricena ringrazia per lo scampato pericolo e al 27′ trova il raddoppio con Scarano, bravo a concretizzare un assist dalla sinistra di Salerno. Questo episodio mette i titoli di coda alla partita, anche se c’è da registrare l’espulsione di Scarano per un fallo di reazione commesso ai danni di Tancredi e una bella parata di Coretti su tiro di Valente.
Con questa sconfitta e complice una classifica molto corta, la Fortis Altamura perde diverse posizioni anche se la zona play-off è sempre alla portata. Certo serve immediatamente invertire la rotta, già a partire da domencia prossima quando, al “D’Angelo” è atteso l’Ascoli Satriano.
MADRE PIETRA APRICENA – FORTIS ALTAMURA 2-0
MADRE PIETRA APRICENA: Longo, Villani, Arnese, Piano, Cercone, Valente, Scarano, Mastromatteo, Salerno (48′ st Fiorentino), Quitadamo, Urbano (35′ st Potenza). A disposizione: Ruggieri, Lufino, Borrelli, D’Errico, Mininno. Allenatore: Mimmo.
FORTIS ALTAMURA: Coretti, Tarullo, Tancredi, Castoro, Cirrottola, Loiudice, Tresca (17′ st Calderoni), Cannito, Pastore, Ardino, Pellicciari. A disposizione: Goffredo, Lorusso A., Lorusso M., Mele, Pennacchia, Cappiello. Allenatore: Moramarco.
ARBITRO: Doronzo di Baletta, coadiuvato da Vitobello e Capuano di Barletta.
RETI: 11′ st Salerno (MPA), 27′ st Scarano (MPA).
ESPULSI: 38′ pt Castoro (FA), per doppia ammonizione; 34′ st Scarano (MPA), per fallo di reazione.
Madre Pietra Apricena: Battuta l’Altamura nel ricordo di Michele
Una vittoria per risalire e soprattutto per onorare al meglio la memoria dell’amico Michele. L’Apricena regola 2 a 0 un’ottima Fortis Altamura e riprende la marcia in classifica in una giornata particolare.
Prima del fischio d’inizio, infatti, è stato osservato un minuto di silenzio per ricordare Michele Aucello, dirigente della Madre Pietra scomparso nei giorni scorsi. Momenti toccanti di grande commozione, con la foto di Michele appoggiata al centro del campo, alla presenza della figlia, alla quale è andato l’ideale abbraccio di tutti i presenti allo stadio “Ricciardelli”.
La gara è bloccata in avvio. Poche le azione degne di nota del primo tempo. In avvio Scarano si rende pericoloso con un diagonale contenuto in angolo. Il resto della frazione è caratterizzato da una lotta a centrocampo in cui nessuno riesce a prevalere. Su due palle inattive di Piano prima Urbano e poi Valente provano la conclusione senza fortuna. Al 38’ l’Altamura resta in 10.
Castoro simula in area e becca il doppio giallo, concludendo anzitempo la gara. Nella ripresa l’Apricena spinge con più convinzione e passa all’11 proprio con Salerno. Lancio di Scarano sul dischetto, Salerno pressa il suo marcatore e gli ruba il tempo di intervento punendo con una stoccata in diagonale. Gol e dedica dovuta all’amico Michele. Al quarto d’ora Quitadamo taglia in due la difesa, scambia con Scarano e calcia sul secondo palo dove arriva Salerno, che appoggia corto su Urbano. L’attaccante non arriva alla deviazione al limite dell’area piccola. Al 20’ l’occasione più ghiotta per gli ospiti. Incomprensione nella difesa della Madre Pietra, ne approfitta Pellicciari che scaglia un diagonale destro che fa la barba al palo.
Tra minuti dopo una punizione di Cannito e deviata in angolo da Salerno in fase difensiva. Al 26’ Scarano prende palla sulla trequarti e converge verso il centro, ma calcia centrale. Un minuto dopo lo stesso Scarano raddoppia. Salerno difende una bella palla dal limite sinistro dell’area, rientra e serve sul dischetto un bel pallone che il centrocampista rossoblu gira di sinistro sul palo lungo. Dopo dieci minuti ancora Scarano protagonista. Dopo un battibecco con Tancredi, l’apricenese si avvicina al difensore ospite che finge di essere colpito con una testata e si butta a terra. L’arbitro cade nella trappola ed espelle Scarano ristabilendo la parità numerica. Nel recupero Valente si spinge in avanti e scaglia un bel tiro dal limite deviato da Coretti in angolo. È l’ultima emozione al termine di una giornata carica di significato. L’Apricena onora con una vittoria la memoria di un amico che, tra i rossoblu, nessuno potrà dimenticare.
FORMAZIONE APRICENA: Longo, Villani, Arnese, Piano, Cercone, Valente, Scarano, Mastromatteo, Salerno (Fiorentino al 48 s.t.), Quitadamo, Urbano (Potenza al 35 s.t)
FORMAZIONE ALTAMURA: Coretti, Tarullo, Tancredi, Castoro, Cirrottola, Loiudice, Tresca (Calderoni al 17′ s.t), Cannito, Pastore, Vardino, Pellicciari
Marcatori: Salerno all’11 s.t. e Scarano al 27 s.t.
Espulsi Castoro al 38 p.t. e Scarano (Apricena) al 34′ s.t..
Giuseppe Del Fuoco
Madre pietra Apricena – Fortis Altamura, la parola ai presidenti
I due numeri uno ci presentano la partita di domani
È una Fortis Altamura vogliosa di riscatto quella che domani sarà impegnata in casa della Madre Pietra Apricena per la 14^ giornata del campionato di Promozione pugliese. La squadra altamurana, infatti, deve dimenticare la deludente sconfitta patita domenica scorsa tra le mura amiche contro il Canosa, quando tutti si aspettavano una vittoria. A confermarcelo è il presidente altamurano, Beppe Piccininni: “In effetti, domenica ci aspettavamo una vittoria che ci avrebbe portati al secondo posto ed intanto stavamo completando la campagna di rafforzamento per giocarcela fino in fondo. La sconfitta è arrivata in una maniera incredibile e dopo la delusione dei primi giorni abbiamo deciso di continuare nel progetto di rafforzamento”.
La trasferta di Apricena, dunque, rappresenta l’occasione migliore per dimenticare in fretta le delusioni, anche perché la squadra altamurana è una delle poche ad aver conquistato più punti lontano da casa, rispetto a quanto raccolto tra le mura amiche. Questa l’analisi del presidente, su questa particolare caratteristica della sua squadra: “In realtà siamo partiti bene, nonostante nella parte iniziale del campionato abbiamo incontrammo le più forti. Quando invece il calendario è stato favorevole per noi e nelle partite in casa, contro gli avversari più deboli, siamo inciampati”. Chiaro, infine, il suo messaggio alla squadra: “Domenica bisogna assolutamente reagire e disputare una buona prestazione”.
Tra le fila altamurane, da segnalare il rientro di Marsico e, quindi, tutti a disposizione per mister Moramarco che spera, comunque, in altri rinforzi. Si parla di alcuni giocatori con un passato in Eccellenza.
La Fortis Altamura, comunque, troverà una Madre Pietra Apricena agguerrita che fa dell’arena “Garibaldi” il proprio punto di forza, avendovi conquistato 12 punti su 17. La squadra foggiana, inoltre, vorrà riscattare, per certi versi, il pareggio ottenuto a Noci domenica scorsa, quando ha dilapidato un vantaggio di due reti che, però, non toglie niente a quanto di buono fatto da una delle matricole del campionato. È dello stesso parere il presidente, Antonio Romagnoli: “Mi ritengo più che soddisfatto del nostro campionato, anche se un po’ rammaricato della posizione che occupiamo perché abbiamo sciupato tanti punti nel corso della stagione, gli ultimi due li abbiamo persi a Noci domenica scorsa in una gara che non siamo riusciti a vincere pur essendo in superiorità numerica per quasi tutta la gara e che, per alcuni tratti, abbiamo anche rischiato di perdere. Credo che se avessimo portato a casa tanti punti quante le occasioni da gol create finora saremmo a ridosso della capolista. Credo e spero sia solo un periodo dove la fortuna non ci aiuta tanto e mi auspico passi subito e che riprendiamo subito a vincere perché, ripeto, creiamo tante ma tante occasioni da gol ma finalizziamo poco”. Questa invece, la sua opinione sulla Fortis: “Non conosco l’organico della squadra altamurana, ma di sicuro sarà composto da elementi d’esperienza e questo giustifica il posto in classifica. D’altronde, è una squadra che è in piena lotta play-off e, siccome in questo campionato non regala niente nessuno, si merita la posizione che occupa”. Infine, anche per lui, un messaggio alla squadra: “Abbiamo passato una settimana fondamentalmente triste. Giovedì abbiamo salutato per l’ultima volta un amico, un dirigente, una persona squisita quale Michele Aucello. Domani dobbiamo giocare anche per lui”.
Mister Mimmo dovrà farà a meno dello squalificato Antonucci, abili e arruolabili tutti gli altri. Dal fronte mercato nessuna novità di rilievo, anche perché i dirigenti foggiani credono molto nel gruppo composto ad inizio stagione.
Arbitrerà l’incontro il signor Doronzo della sezione di Barletta, assistito da Vitobello e Capuano sempre della sezione di Barletta.
Pari tra Real Noci e Apricena, mister Perillo: urgono rinforzi in difesa
Botta e risposta tra Real Noci e Madre Pietra Apricena che, al “De Luca Resta”, si spartiscono la posta. Finisce 3-3: tre gol per parte e un punto a testa.
La partita entra subito nel vivo con l’undici di casa sotto di un gol e costretto in dieci uomini dopo soli 3’ di gioco per l’espulsione del neoacquisto Recchia F., reo di un fallo in area su Urbano. Dal dischetto, Salerno sfrutta la prima occasione per sbloccare la partita, spiazza Netti e porta in vantaggio i suoi. Al 23’ arriva la risposta del Noci con Salvati che, su rigore, non sbaglia e riporta in equilibrio il risultato. Il Madre Pietra Apricena non demorde e, al 36, sugli sviluppi di un calcio di punizione, Urbano di testa infila il gol del 2-1. Il primo tempo si chiude con la squadra foggiana in vantaggio.
Nella ripresa, partono bene gli avversari che provano ad allungare il vantaggio. Il Noci si rifà sotto e, al 22’, D’Onghia, dalla destra, serve Sciatta ben piazzato in area che, di prima, mette alla destra di Longo siglando il gol del pareggio. Passano 4’ ed è ancora uno scambio tra Sciatta e D’Onghia a far tremare la difesa, con il diagonale di D’Onghia che finisce alto. Il gol è nell’aria e arriva 27’ con D’Onghia che riceve palla, salta il portiere e appoggia in rete il pallone del momentaneo vantaggio nocese. Al 32’ il Madre Pietra, con un’inzuccata vincente di Valente, sugli sviluppi di un calcio di punizione, blocca il risultato sul 3-3.
Il neoallenatore Michele Perillo al suo debutto, in questo campionato, sulla panchina del Real Noci commenta così la prestazione dei suoi ragazzi: “Non posso che elogiare questa squadra che in due partite, tra coppa e campionato, ha dato il massimo. Oggi, a dieci minuti dalla fine, abbiamo pareggiato e abbiamo anche rischiato di vincere. Purtroppo siamo in emergenza ed è ciò che ci ha penalizzato in questa partita: avanti siamo una squadra di vertice, ma dietro siamo da retrocessione. Spero che, in settimana, arrivino i rinforzi di cui la squadra ha bisogno.”
Noci (Ba), stadio comunale “De Luca Resta” – Domenica 06/12/2015, ore 14.30
Campionato Promozione gir. A 2015/16 – 13ª giornata
REAL NOCI – MADRE PIETRA APRICENA 3-3
Reti: 23’Salvati (R), 22’st. Sciatta, 27’st. D’Onghia (RN)- 3’pt. Salerno (R), 36’pt. Urbano, 32’st. Valente (MP)
Real Noci: Netti, Lucia, Mangini A., Lippolis F., Recchia F., Svezia, D’Onghia (29’st. Mangini V.), Laera, Salvati, Sciatta, Recchia D. (17’st. Intini). A disposizione: Parchitelli, Salatino, Matarrese, Lippolis T., Sansonetti. All. Perillo
Madre Pietra Apricena: Longo, Valente, Arnese (31’st. Borrelli), Piano, Cercone, Melchionda (41’pt. Villani), D’Errico, Mastromatteo, Salerno, Quitadamo, Urbano (19’st. Scarano). A disposizione: Ruggieri, Lufino, Mininno, Potenza. All. Mimmo
Arbitro: Alessandro Vincenzo Ancona (Taranto)
Assistenti: Pierfrancesco Quaranta – Leonardo Miceli (Taranto)
Note: Ammoniti: Netti, Lippolis F., Svezia, Sciatta, Laera, Salvati (RN) – Melchionda, Urbano, Borrelli (MP)
Espulsi: 3’ Recchia F.
NociGazzettino
Apricena, Valente evita la beffa a Noci
Un’altra gara da mordersi le mani per la Madre Pietra Apricena. Da Noci i blugranata tornano con un punto, dopo un rocambolesco 3 a 3. Pareggiare su un campo così duro, alla vigilia, sarebbe stato considerato positivo. Ma visto l’andamento della gara c’è davvero da rammaricarsi per i ragazzi di Mimmo, che hanno giocato per quasi novanta minuti in superiorità numerica. Per non parlare di una serie di nitide palle gol non sfruttate, mentre gli avversari hanno capitalizzato al massimo quasi tutte le occasioni avute. L’avvio è molto incoraggiante per l’Apricena. Al 3’ Quitadamo sguscia tra tre avversari e si presenta davanti al portiere, ma viene atterrato da Fabrizio Recchia. L’arbitro non esita ad assegnare il rigore ed espellere il difensore del Noci. Dal dischetto Salerno, dopo due errori consecutivi, realizza il penalty del vantaggio apricenese. L’Apricena macina gioco e occasioni, andando vicina al raddoppio con Urbano e Salerno. Alla prima proiezione offensiva però, come spesso accade, gli avversari puniscono. Longo è bravo a smanacciare in angolo un colpo di testa di Salvati. Dalla bandierina lo stesso attaccante finisce a terra. L’arbitro assegna un generoso calcio di rigore che lo stesso attaccante realizza. La Madre Pietra non si scoraggia e in dieci minuti va vicina al raddoppio quattro volte. Protagonista è Urbano che spedisce di poco largo prima di testa e poi di destro, su suggerimento di Salerno. Lo stesso giovane attaccante colpisce una traversa clamorosa dopo un altro ottimo stacco di testa su azione d’angolo. Intorno alla mezz’ora ancora Urbano impegna severamente con un destro a giro l’estremo difensore del Noci. Il meritato vantaggio rossoblu arriva al 34’. Piano su punizione dalla trequarti imbecca Valente che all’altezza del dischetto stacca più alto di tutti e corregge in rete. La prima frazione si chiude con una tegola per gli ospiti: Melchionda è costretto a lasciare il campo per Villani per un probabile stiramento. A inizio ripresa il solito Urbano viene pescato ancora da Salerno e di testa la mette di poco a lato. Al 10’, da azione d’angolo, Cercone svetta, ma appoggia centrale di testa. Al 19’ Urbano, tra i migliori per la Madrepietra, lascia posto a Scarano. Passa un minuto e il Noci pareggia per una leggerezza degli ospiti. Da un fallo laterale regalato in zona d’attacco, Salvati spizza di testa per D’Onghia, che da destra entra troppo facilmente nelle maglie difensive rossoblu e appoggia sul dischetto per Sciatta, che di piatto destro appoggia in rete. Il pareggio disorienta l’Apricena che arretra troppo il raggio d’azione e al 26’ subisce il ribaltone. D’Onghia stoppa fortunosamente un lancio lungo dalle retrovie e taglia fuori due avversari. Entra agevolmente in area e in diagonale e trafigge Longo per il 3 a 2 del Noci. Al 33’, però, è ancora Valente a salvare l’Apricena. Altra punizione di Piano e altro colpo di testa del forte difensore apricenese che realizza una sorprendente doppietta. Nel finale Quitadamo e Salerno hanno due ghiotte occasioni per riportare avanti gli ospiti, ma i due attaccanti peccano di imprecisione. Alla fine la beffa poteva essere ancora più pesante. Ma anche questo pareggio lascia l’amaro in bocca e la sensazione di aver buttato altri punti.
Giuseppe Del Fuoco
Pari fortunoso del San Marco contro l’Apricena
Il big match della 12esima giornata in Promozione metteva di fronte la Madre Pietra Apricena di mister Michele Mimmo (che domenica ha tagliato il traguardo delle 500 panchine) e la rivelazione di questo torneo, la matricola terribile A.S.D. San Marco, seconda, dietro solo alla corazzata Audace Cerignola. L’uno a uno finale è il classico risultato che non sta bene a nessuno, specie ai padroni di casa che una volta sotto al 12esimo del primo tempo (gol di Ramunno su uscita sbagliata di Longo) hanno letteralmente ingabbiato gli ospiti nella loro metà campo per tutto il resto della gara. Tremano ancora, infatti, i legni della porta del “Ricciardelli” di San Severo difesa dall’ottimo Michelangelo Marchitto che prima è fortunato nel deviare sul palo una conclusione ravvicinata e poi bravo a smanacciare, sull’altro palo, un colpo di testa scaturito da un calcio d’angolo dei padroni di casa. Si chiudeva così un primo tempo in cui l’Apricena faceva di tutto per andare negli spogliatoi quantomeno sul pareggio, con l’A.S.D. San Marco letteralmente sparita dal campo dopo il vantaggio iniziale.
E chi pensava di aver visto l’incredibile nella prima frazione di gioco, ha dovuto ricredersi nella ripresa, che sul leit motiv dei primi 45 minuti si apriva sempre con i padroni di casa alla disperata ricerca del pareggio con un forcing asfissiante che produceva altre due clamorose palle gol: la prima, e più clamorosa, era il tiro dagli undici metri calciato alle stelle da bomber Salerno, la seconda, altrettanto ghiotta, era la traversa da zero metri colpita dallo stesso numero 9 apricenese. Dopo tre legni e un rigore sbagliato, il risultato sembrava ormai scritto, ma a tempo ormai scaduto venivano giustamente premiati gli sforzi, lunghi novanta minuti, dei padroni di casa che raggiungevano il meritato pareggio grazie al subentrato Scaranoche da lì proprio non poteva sbagliare. Da segnalare, poco prima dell’uno a uno, l’espulsione (ingiusta) del terzino ospite Ianzano per un “normale” fallo a metà campo, così come iniqua e discordante ci è sembrata la gestione dei cartellini gialli da parte del direttore di gara.
Come anticipato, un risultato che non soddisfa nessuno: beffati a tempo scaduto gli ospiti che già si sfregavano le mani vedendo lì, a pochi istanti e quasi toccando con mano, il colpaccio, ma che devono fare assolutamente mea culpa per essersi dileguati dal campo dopo il vantaggio iniziale. Ancor più insoddisfatti e arrabbiati, i padroni di casa, vista la mole di gioco e di (clamorose) palle-gol gettate all’ortiche, che rispecchiano l’altrettanto “sfortunata” classifica che si ritrovano, essendo stata quella di domenica la fotocopia esatta di altre partite in cui i ragazzi di mister Mimmo avrebbero strameritato di vincere.
Felice La Riccia – sanmarcoinlamis.eu
Apricena: in pieno recupero Scarano riacciuffa il San Marco
Emozioni fino allo scadere nel derby tra la Madre Pietra Apricena e l’A.s.d San Marco. Una gara attesa, specie in casa blugranata, con gli uomini di Mimmo chiamati a riscattare la brutta sconfitta di Modugno.
Una partita maschia, combattuta, che alla fine premia la caparbietà dell’Apricena, giunta al pareggio allo scadere dopo aver colpito tre legni e aver sciupato con Salerno (secondo penalty consecutivo sbagliato) un calcio di rigore a venti minuti dalla fine, in una fase di gara in cui l’Apricena aveva messo alle corde il San Marco. Prima del fischio d’inizio la Madre Pietra ha voluto salutare un amico in difficoltà, indossando delle maglie componenti la scritta “Forza Pietro”. Pronti via ed è già vantaggio ospite: una punizione dalla tre quarti è letta ancora una volta male da Longo che, dopo l’errore di domenica scorsa, sbaglia il tempo d’uscita e consente a Ramunno di colpire di testa e realizzare l’uno a zero. L’Apricena si butta in avanti alla ricerca del pareggio, ma la fretta e la frenesia di raddrizzare la partita non consente lo sviluppo di trame di gioco efficaci. I padroni di casa aumentano la pressione e tra il 25’ e la mezz’ora vanno vicinissimi al pareggio. Quitadamo, dopo una insistita azione in area, colpisce un clamoroso palo a un metro dalla linea di porta, con una conclusione volante di sinistro. Pochi minuti dopo un calcio d’angolo battuto teso da Piano viene deviato di testa da Urbano con Marchitto bravissimo a deviare sul palo.
Nella ripresa aumenta la pressione della Madre Pietra e l’occasione più ghiotta arriva a un quarto d’ora dalla fine. Quitadamo fa pressione su Marchitto sulla linea di fondo. Il giovane portiere si fa rubare la palla e stende il numero dieci rossoblu. Rigore solare che Salerno spedisce però in curva, proprio sotto al nutrito gruppo di tifosi ospiti. L’Apricena insiste, forte anche delle accelerazioni di Scarano, entrato per Valente e sempre bravo a cambiare il ritmo gara quando aumenta la stanchezza e si allargano le maglie difensive. Da una sua azione arriva l’occasione del riscatto per Salerno, servito al limite dell’area piccola. La conclusione dell’attaccante, però, si stampa sulla traversa. Dall’altra parte ancora Ramunno si rende pericoloso in area, ma Longo è bravo a chiudere sul centravanti. In pieno recupero succede di tutto: il San Marco resta in dieci per l’espulsione diretta di Ianzano reo, secondo l’arbitro, di aver colpito con una gomitata un avversario. E proprio sul gong arriva il meritato pareggio Apricenese. Un lancio da centrocampo viene spizzato di testa da Salerno. La palla arriva a Scarano che appoggia il piattone sinistro alle spalle del portiere per l’uno a uno. Un derby tosto, ma comunque corretto, che ha messo in mostra due belle realtà foggiane in questo sempre più equilibrato (Cerignola a parte) campionato di Promozione.
Apricena: cestinate dalla società le dimissioni di Michele Mimmo
E domenica squadra col coltello fra i denti per il match con l’A.S.D. San Marco
Per tutta la giornata di ieri e nella prima mattinata di oggi si sono rincorse, frenetiche, le voci di dimissioni dalla guida tecnica della Madre Pietra Apricena da parte di mister Michele Mimmo.
L’esperto allenatore di San Marco in Lamis, tra i più ricercati sulla piazza, avrebbe espresso la propria volontà di abdicare da coach dell’Apricena qualche giorno fa, dimissioni che la società avrebbe immediatamente rispedito al mittente, dichiarando ed esprimendo, anzi, totale fiducia nell’operato del tecnico garganico.
La squadra della Città della Pietra attualmente è undicesima in classifica ma ad un passo dalla zona play off, ha collezionato finora quattro vittorie e altrettante sconfitte, tre i pareggi nel corso di questo inizio di stagione, con quattordici reti messe a segno a fronte delle dodici subite.
Si direbbe di un campionato di metà classifica vedendo la graduatoria, ma molti dei pareggi e delle stesse sconfitte potevano non essere tali con un pizzico di determinazione e di fortuna in più, partendo proprio da quella di domenica scorsa a Modugno (Nuova Molfetta) dove la squadra di Mimmo, in vantaggio, si è fatta prima raggiungere e poi sorpassare nel finale. A ciò si aggiungono anche, le arcinote difficoltà logistiche dovute al non poter usufruire ancora del campo-amico di Apricena (è in fase di ultimazione la posa del nuovo manto erboso sintetico) e il dover, di conseguenza, allenarsi continuamente su campi differenti.
E a proposito di calcio giocato, domenica si va in campo per la dodicesima giornata di campionato che metterà di fronte, sempre sul neutro di San Severo, l’Apricena, proprio con l’A.S.D. San Marco, alle prese, in queste ore, con accuse di “poca ospitalità” sbandierate dal Monte Sant’Angelo circa la partita di domenica scorsa disputatasi nel nuovo “Tonino Parisi” di San Marco in Lamis, accuse che la società celeste-granata ha subito rispedito al mittente.
Si preannuncia quindi un ambiente infuocato al “Ricciardelli” con la squadra di “casa” alla ricerca di punti per scalare la classifica e “vendicare” l’affronto subito in Coppa Puglia qualche settimana fa, quando la qualificazione si decise a colpi di carte bollate e ad averla vinta (sulla carta) fu l’A.S.D. San Marco (sùbito e malamente eliminata nel turno successivo) mentre il campo aveva “detto” Apricena in virtù del pareggio per 2 a 2 a San Severo e della vittoria esterna degli uomini di Mimmo a San Marco in Lamis.
Ma questa è storia, anche se c’è chi è pronto a giurare che, nella città del marmo, l’affronto non sia stato del tutto dimenticato, ed è per questo che al suo cospetto, domenica l’A.S.D. San Marco, troverà una squadra ancor più arrabbiata e determinata.
E domenica proprio mister Mimmo toccherà la soglie delle 500 panchine. Vent’anni di carriera e di successi vissuti in Puglia e fuori, che testimoniano, ove ce ne fosse bisogno, quanto Mimmo non abbia da dimostrare niente a nessuno e che lo hanno portato ad essere uno dei migliori e più ricercati allenatori dell’intero panorama calcistico dilettantistico.
Felice LA RICCIA – San Marco in Lamis. Eu
L’Apricena riprende la marcia contro il Bitritto
Torna alla vittoria la Madre Pietra Apricena nello scontro “casalingo” contro la Virtus Bitritto. Gli uomini di Mimmo sconfiggono per 3 a 1 gli ospiti con una doppietta di Salerno e una rete di Urbano. Una gara complicata, al di là del risultato, per i rossoblu, chiamati alla vittoria ad ogni costo dopo alcuni risultati negativi. L’Apricena parte subito forte e al 7’ ha una doppia occasione su palla inattiva. Piano pesca Urbano che di testa a colpo sicuro si vede respingere da due passi. Salerno si avventa sulla ribattuta, ma il portiere ospite respinge in maniera prodigiosa. Inutile il tap in in rete di Valente, fermato in offside. Al 26’ Losacco conclude pericolosamente a lato di Ruggieri. Dopo pochi minuti il vantaggio dell’Apricena: lancio lungo di Melchionda per Salerno in area. L’ariete rossoblu prende l’ascensore e salta più in alto delle mani di Lella, insaccando di testa in rete. Il momento è favorevole all’Apricena che al 38’ ha l’occasione per raddoppiare. Quitadamo taglia l’area in due, dribla anche il portiere e viene atterrato. L’arbitro assegna il rigore ed espelle il portiere ospite. Entra Ranieri ed esce l’attaccante Valerio. Dal dischetto, però, Salerno manda a lato. Tre minuti dopo Urbano colpisce una clamorosa traversa dopo una bella conclusione dal limite. L’episodio da coraggio agli ospiti che trovano in inferiorità un insperato pareggio. Al 44’Melchionda sbaglia un comodo retropassaggio e serve Bozzi che, libero di concludere, batte un incolpevole Ruggieri. L’inizio ripresa è favorevole agli ospiti che si fanno vedere più volte in area. L’occasione più ghiotta arriva sui piedi di Zonno, da poco in campo, che penetra liberamente dalla destra in area e a pochi passi dall’area piccola sbuccia la conclusione e manda a lato. Passano pochi minuti e ancora Zonno mette una bella palla da destra sul secondo palo su cui Sarone calcia a lato.
Nel momento di maggiore difficoltà l’Apricena reagisce e passa. Scarano, in campo per Melchionda da pochi minuti, fa la sua solita azione dalla destra, rientra sul sinistro al limite del lato corto dell’area e serve Urbano che di destro batte Ranieri. Al 23’ Ruggieri, ottimo sostituto dell’indisponibile Longo, respinge una bella conclusione di Losacco dai venti metri. Alla mezz’ora si rivede Salerno che su punizione dai 20 metri sfiora la traversa. Lo stesso attaccante mette il punto esclamativo sulla partita al nel primo minuto di recupero, finalizzando una spettacolare ripartenza della Madrepietra. Borrelli intercetta una palla a centrocampo e serve Quitadamo che di tacco fa scorrere per Salerno. Il centravanti entra in area da sinistro e fa partire un destro secco imparabile sul palo lungo. Una bella vittoria, non semplice, in vista dell’insidiosa trasferta di Molfetta.
Giuseppe Del Fuoco
Nemmeno l’Apricena sfugge alla legge del “Monterisi”
L’Audace Cerignola, capolista indiscussa del campionato di Promozione, supera la Madre Pietra con una doppietta di Lasalandra, maturata nel primo tempo. Una gara che si presentava proibitiva alla vigilia, ma che gli uomini di Mimmo hanno interpretato bene, colpendo anche tre legni nel secondo tempo. L’avvio è di marca ospite: Salerno, pescato da un lancio di Valente, ha una ghiotta occasione dal limite dopo 3 minuti. Invece di calciare con forza appoggia una conclusione debole a Marinaro. Il vantaggio dell’Audace arriva al 17’ con gli ospiti momentaneamente in dieci per l’infortunio di Cercone, patito in uno scontro con Dipasquale., Lasalandra viene pescato in area da Russo e di testa supera Longo. Cercone esce in barella, tra gli applausi del “Montersi”, lasciando il campo a Melchionda. Al 25’ Mastromatteo ferma al limite un’incursione gialloblu. Per l’arbitro c’è azione fallosa. Lasalandra batte una punizione a giro che si infila dove Longo non può arrivare. Nella ripresa Mimmo inserisce subito Urbano per D’Errico, passando a tre punte. Al 51’ Valente salva sulla linea una conclusione di Colucci liberato fortunosamente in area da una sforbiciata di Lasalandra, diretta verso la porta, che si trasforma in assist.
Da questo punto in poi la Madre Pietra prende in mano le redini della gara, sfiorando tre volte il gol. Al 13’ Mastromatteo riprende una respinta da corner e scaglia un bolide dai 25 metri che si stampa sulla parte alta della traversa. Due minuti dopo Salerno, su punizione dal limite, scheggia l’incrocio dei pali a Marinaro battuto. Pochi minuti ancora e capitan Mastromatteo si esibisce in un altro tiro fotocopia del precedente con lo stesso esito: traversa piena. Le tre scosse risvegliano l’Audace che torna in avanti con un diagonale insidioso di Dipasquale. Al 35’ è invece Monopoli ad impensierire Longo, bravo a respingere. A cinque dal termine Di Pasquale e Grieco si scontrano con il primo che riporta una ferita al naso. Si riprende dopo cinque minuti con altre due occasioni per la Madrepietra. Il solito Mastromatteo sfiora il palo con la terza conclusione dalla distanza al 90’. Al 93’ Salerno viene pescato in area da una punizione e di testa manda di pochissimo alto. L’Apricena non sfigura, ma ora, per non perdere contatto con la parte sinistra della classifica, occorre riprendere la marcia e fare bottino pieno già dalla prossima gara casalinga contro il Bitritto.
Audace Cerignola: Marinaro, Grimaldi, Colucci S., Ciano, Colangione, Russo (Monopoli 55’), Grieco Giuseppe, Schiavone, Dipasquale, Lasalandra (74’ Pensa), Amoruso F. (88’ Grieco Gabriele). A disposizione: Vurchio, Amoruso Daniele, Borrelli, Matera. Allenatore: Massimo Gallo.
Madre Pietra Apricena: Longo, Valente (Scarano 68’), Villani, Piano, Ceccone (Melchionda 18’), Fiorentino, D’Errico (Urbano 45’), Mastromatteo, Salerno, Quitadamo, Potenza. A disposizione: Ruggiero, Campobasso, Faienza, Pasquandrea. Allenatore: Michele Mimmo.
La doppietta di Lasalandra liquida la pratica Apricena
Audace Cerignola da record
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Il campionato di Promozione pugliese Girone A, giunto alla sua nona giornata, ha visto l’allungo in classifica dell’Audace Cerignola, ancora vittorioso in casa contro il Madre Pietra Apricena, e sempre più capolista a +8 sulla seconda. Il netto 2-0, frutto di una doppietta di Lasalandra, ha testimoniato ancora una volta lo splendido stato di forma dei gialloblu. Il 3-4-3 di mister Massimo Gallo funziona bene soprattutto grazie al lavoro dei laterali (Colucci a sinistra e Russo a destra) e alla solidità difensiva degli esperti Colangione e Ciano e del giovane Grimaldi, a protezione del portiere Marinaro; in mediana Schiavone e Giuseppe Grieco, mentre in avanti il tridente pesante con Lasalandra, Flavio Amoruso e Dipasquale. Gli ospiti, di contro, propongono un solido 4-4-2, con Valente, Villani, Piano e Ceccone davanti all’estremo difensore Longo; un centrocampo robusto con D’Errico e il capitano Mastromatteo interni, Fiorentino e Potenza larghi; in attacco Quitadamo e Salerno completano l’undici titolare agli ordini di Michele Mimmo.
Il primo tempo vede l’Apricena molto intraprendente a metà campo, con un pressing deciso e organizzato che blocca il giro palla degli ofantini. Al quarto d’ora l’Audace prova a cambiare marcia sfruttando il gioco sulle fasce, ma l’imprecisione negli ultimi metri degli avanti di casa tiene il risultato ancora fermo sullo 0-0. Al 18’ si sblocca la partita: azione di Russo sulla destra che raggiunge il fondo e crossa al centro dell’area, la difesa avversaria si dimentica di Lasalandra, il quale tutto solo colpisce di testa per l’1-0. Parecchio lavoro per il fischietto di giornata Fabio Natilla della sezione di Molfetta -coadiuvato dagli assistenti Marco Colecchia (Bari) e Giuseppe Sicolo (Molfetta)-, costretto a fermare il gioco in più occasioni per interventi duri. Al 26’, però, cambia nuovamente il parziale: il capitano degli ospiti, Mastromatteo, commette fallo al limite dell’area e viene ammonito. Lasalandra si incarica di calciare la punizione: il tiro a giro sul palo lungo scavalca la barriera, siglando il 2-0. Seconda parte di frazione senza troppe emozioni, con il Cerignola che sfrutta le fasce ma con poca precisione negli ultimi sedici metri; l’Apricena, invece, prova a fare pressing nel tentativo di limitare le sortite offensive ofantine.
La squadra del patron Grieco parte subito forte nella ripresa: Russo al 51’ va via sulla destra e offre a Lasalandra il gol tripletta, ma la semirovesciata è imprecisa; la sfera si impenna trasformandosi in occasione per Colucci, che a botta sicura si fa respingere il tiro da Longo. Il Madre Pietra, però, sembra più convinto e in dieci minuti colpisce tre volte i legni di Marinaro. Al 58’, infatti, Mastromatteo da fuori area, dopo la respinta della difesa su un corner, lascia partire un tiro potente che incoccia la traversa e si spegne sul fondo. Due minuti più tardi, è la volta di Salerno: il calcio franco centra la parte alta della traversa; al 68’, invece, ancora il capitano ospite e sempre dalla distanza, colpisce la trasversale. Gallo prova a cambiare schema e interpreti, nel tentativo di arginare le offensive dell’Apricena: Pensa sostituisce Lasalandra, bomber di giornata, per un 4-4-2 che crea più densità a centrocampo. L’Audace si fa pericoloso all’80’ con Monopoli (subentrato a Russo): la conclusione dell’esterno impegna nella presa in due tempi l’estremo difensore blugranata; tre minuti dopo, lo stesso Monopoli offre un tiro facile a Dipasquale che sbaglia la mira. Sugli sgoccioli del match, scontro violento -testa contro testa- in mezzo al campo tra due giocatori del Cerignola, Dipasquale e Giuseppe Grieco: ha la peggio l’attaccante, che riporta un taglio al naso. Dopo il cospicuo recupero, ben otto minuti, il direttore di gara fischia la fine dell’incontro.
AUDACE CERIGNOLA – MADRE PIETRA APRICENA 2-0
Audace Cerignola: Marinaro, Grimaldi, Colucci S., Ciano, Colangione, Russo (55’ Monopoli), Grieco Giuseppe, Schiavone, Dipasquale, Lasalandra (74’ Pensa), Amoruso F. (88’ Grieco Gabriele). A disposizione: Vurchio, Amoruso D., Borrelli, Matera. Allenatore: Massimo Gallo.
Madre Pietra Apricena: Longo, Valente (68’ Scarano), Villani, Piano, Cercone (18’ Melchionda), Fiorentino, D’Errico (45’ Urbano), Mastromatteo, Salerno, Quitadamo, Potenza. A disposizione: Ruggiero, Campobasso, Faienza, Pasquandrea. Allenatore: Michele Mimmo.
Reti: 18’, 26’ Lasalandra.
Ammoniti: Grimaldi, Giuseppe Grieco (AC); D’Errico, Mastromatteo, Scarano (MPA).
Angoli: 1-2. Fuorigioco: 2-3. Recuperi: 5’ pt, 8’ st.
Arbitro: Natilla (Molfetta). Assistenti: Colecchia (Bari)-Sicolo (Molfetta).
Lasalandra suona la nona sinfonia: Audace Cerignola 2-0 all’Apricena
La nona giornata del campionato di Promozione Regionale Pugliese, Girone A, ha visto la capolista Audace Cerignola ospitare il Madre Pietra Apricena: vittoria rotonda, 2-0, maturata nella prima frazione di gara grazie alla doppietta di Lasalandra. In un pomeriggio dal clima primaverile la squadra del patron Grieco schiera il classico 3-4-3 con Marinaro tra i pali, linea difensiva con Grimaldi, Colangione e Ciano, mentre in mediana la coppia Schiavone – Giuseppe Grieco; sulle fasce Russo a destra e Colucci a sinistra mentre in avanti il mister Massimo Gallo opta per un tridente pesante con Lasalandra, Flavio Amoruso e Dipasquale. Di contro, l’esperto allenatore Michele Mimmo propende per un prudente 4-4-2: in porta Longo, coperto dalla difesa in linea composta da Valente, Villani, Piano e Ceccone; a centrocampo D’Errico e il capitano Mastromatteo interni con Fiorentino e Potenza ai lati; a completare l’undici titolare le punte Quitadamo e Salerno. Arbitro di giornata Fabio Natilla della sezione di Molfetta, coadiuvato dagli assistenti Marco Colecchia di Bari e Giuseppe Sicolo sempre di Molfetta.
Dopo le prime fasi di studio da parte di entrambe le formazioni, con gli ospiti che provano a creare grattacapi alla retroguardia gialloblù, grazie a un pressing alto e organizzato, è l’Audace, al quarto d’ora, a prendere le misure dell’avversario, cominciando a macinare azioni offensive, specie a sinistra, che portano per due volte Dipasquale al tiro senza successo. Al 18’ cambia il risultato con un’azione a destra di Russo che giunge sul fondo e crossa al centro dell’area: Lasalandra, tutto solo, incorna e spedisce la palla in rete per l’1-0. Complice il vantaggio, i padroni di casa mettono in campo una manovra più fluente e l’Apricena è costretta a fermare gli avanti ofantini anche con le cattive, come accade al 26’: il capitano Mastromatteo commette fallo a limite dell’area e viene ammonito. Si incarica di calciare la punizione Lasalandra che con un tiro a giro sul palo lungo, scavalcando la barriera, sigla il 2-0. Partita maschia, con numerosi falli da entrambe le parti, e col difensore ospite Ceccone che al 18’ lascia il campo in barella dopo uno scontro di gioco con Dipasquale: al suo posto entra Melchionda. Seconda parte del primo tempo senza troppe emozioni, con il Cerignola che sfrutta le fasce ma con poca precisione negli ultimi sedici metri; l’Apricena, invece, prova a fare pressing nel tentativo di limitare le sortite offensive gialloblù. Dopo 5 minuti di recupero l’arbitro manda le squadre negli spogliatoi sul risultato di 2-0.
La seconda frazione di gara vede le formazioni invariate, con la sola sostituzione per gli ospiti di Urbano che subentra a D’Errico. Audace subito in avanti con una magia di Russo che al 51’ va via sulla destra e offre a Lasalandra il gol tripletta, ma la semirovesciata è imprecisa e il palone si impenna trasformandosi in occasione per Colucci che a botta sicura si fa respingere il tiro dal portiere ospite. Fase centrale della partita favorevole all’Apricena che in dieci minuti colpisce tre volte i legni di Marinaro. Al 58’, infatti, Mastromatteo da fuori area, dopo la respinta della difesa su un corner, lascia partire un tiro potente che colpisce il legno alto della porta e si spegne sul fondo. Due minuti più tardi, al 60’, è la volta di Salerno che su punizione colpisce la parte alta della traversa; al 68’, invece, di nuovo il capitano ospite, sempre dalla distanza, colpisce la traversa. Alla mezz’ora, quindi, Gallo decide di infoltire il centrocampo con l’ingresso di Pensa per il goleador di giornata Lasalandra, passando al 4-4-2. L’audace si fa pericolosa all’80’ con Monopoli, subentrato a Russo, che va via sulla destra e tira in porta impegnando nella presa in due tempi l’estremo difensore; tre minuti dopo, all’83’, sempre il giovane laterale offre un tiro facile a Dipasquale che sbaglia la mira. Scontro violento, testa contro testa, a centrocampo tra due giocatori del Cerignola, Dipasquale e Giuseppe Grieco, al 90’, nel tentativo di deviazione aerea: ha la peggio l’attaccante che riporta un taglio al naso, mentre semplice contusione per il centrocampista. Dopo il cospicuo recupero, 8 minuti, il direttore di gara fischia la fine del match.
AUDACE CERIGNOLA – MADRE PIETRA APRICENA 2-0
Audace Cerignola: Marinaro, Grimaldi, Colucci S., Ciano, Colangione, Russo (Monopoli 55’), Grieco Giuseppe, Schiavone, Dipasquale, Lasalandra (74’ Pensa), Amoruso F. (88’ Grieco Gabriele). A disposizione: Vurchio, Amoruso Daniele, Borrelli, Matera. Allenatore: Massimo Gallo.
Madre Pietra Apricena: Longo, Valente (Scarano 68’), Villani, Piano, Ceccone (Melchionda 18’), Fiorentino, D’Errico (Urbano 45’), Mastromatteo, Salerno, Quitadamo, Potenza. A disposizione: Ruggiero, Campobasso, Faienza, Pasquandrea. Allenatore: Michele Mimmo.
Reti: 18’, 26’ Lasalandra (AC)
Ammoniti: Grimaldi, Giuseppe Grieco (AC); D’Errico, Mastromatteo, Scarano (MPA)
Angoli: 1-2. Fuorigioco: 2-3. Recuperi: 5’-8’.
Arbitro: Fabio Natilla (Molfetta). Assistenti: Marco Colecchia (Bari), Giuseppe Sicolo (Molfetta).
lanotiziaweb
La Madre Pietra impatta sulla rinascita Rutiglianese: reti bianche al Ricciardelli
Pareggio con un po’ di delusione per la Madre Pietra Apricena, che sul neutro di San Severo viene bloccata da una Rutiglianese abile a chiudere tutti i varchi agli avanti blugranata. Nella prima frazione l’Apricena non riesce a sviluppare le solite trame di gioco palla a terra. Molto spesso il centrocampo, senza lo squalificato Piano, viene scavalcato e ai due attaccanti Salerno e Urbano arrivano pochi palloni giocabili. Su un paio di occasioni ci prova Salerno, ma spesso è costretto a uscire dall’area per cercare di rendersi pericoloso, perdendo di lucidità. Sue sono comunque le due sortite degne di nota della prima frazione.
L’attaccante apricenese viene pescato due volte da Quitdamo su palla inattiva, ma viene sempre contenuto in angolo. Nella ripresa Mimmo chiede maggiore pressione ai suoi. Aumentano le occasioni, ma comunque non c’è la solita cattiveria nell’ultimo passaggio. Al 10’ Quitadamo lancia Urbano in profondità, ma il giovane attaccante, largo a destra mette una palla a metà tra il tiro e il cross. Lo stesso Urbano è protagonista al 17’ dell’azione più pericolosa della Madre Pietra. L’attaccante scambia in area con Mastromatteo e calcia dal limite dell’area piccola, ma è bravo Girolamo ad alzare in angolo. Nell’ultimo quarto di gara la Madre Pietra si riversa nell’area della Rutiglianese, collezionando angoli in serie su cui però non arriva il guizzo decisivo.
Il pareggio a reti bianche, alla fine, è lo specchio di quello che si è visto in campo tra le due squadre. Un piccolo stop per la Madre Pietra che non riparte con i tre punti dopo la sconfitta ad Ordona. Ma la squadra c’è, nonostante le tante difficoltà avute per allenarsi, in queste settimane, per l’indisponibilità di un campo fisso. E domenica si va a fare visita alla corazzata Cerignola.
La Madre Pietra Apricena si sblocca ad Ordona
Scivolone esterno, il secondo in stagione, per la Madre Pietra Apricena, che ad Ordona esce sconfitta per 2 a 1. Una gara strana, dominata in avvio, che lascia un po’ di amaro in bocca anche per una conduzione arbitrale non proprio impeccabile. Ma a pesare sono soprattutto un paio di ingenuità che hanno condannato alla sconfitta i rossoblu. La gara, equilibrata per lunghi tratti, è stata decisa dagli episodi. L’avvio è tutto di marca ospite. L’Apricena pressa alto e stringe l’Ordona nella sua metà campo. Al 5’ Fiorentino sfiora la rete mandando alto da due passi su azione d’angolo. Subito dopo Urbano si lancia da solo in profondità e calcia d’esterno destro in area mandando di poco largo. Al quarto d’ora la Madre Pietra passa: Piano batte una punizione deviata sul palo, sulla respinta si avventa Salerno che insacca da vero opportunista. L’Ordona risponde con alcune folate di Piscopo e Ferrantino ed è il primo ad andare vicino al pari con una conclusione da due passi, stoppata da Longo al 30’. Al 37’ la prima ingenuità degli ospiti: l’Ordona batte velocemente una punizione dalla destra, approfittando di una distrazione dell’Apricena. Per Terrone è semplice calciare in area senza pressioni e firmare il pareggio. L’Apricena risponde con una sforbiciata di Salerno al volo sulla quale si supera Saracino. Nella ripresa è subito Ordona: al secondo minuto Ferrantino è troppo libero di servire dalla destra un pallone invitante che Monaco, libero sul palo opposto, deposita di testa in rete. I padroni di casa si fanno vedere pericolosi ancora con Piscopo (strepitoso Longo) e D’Introno. Per l’Apricena ottimo spunto di Quitadamo che alla mezz’ora impegna severamente Saracino con un forte diagonale dal limite. L’ultimo quarto d’ora l’Apricena si butta avanti alla ricerca del pareggio. Scarano, entrato per Valente, sfiora in due occasioni la rete. Prima con un tiro di poco largo, poi con una bella percussione conclusa con un sinistro forte, ma centrale. Salerno, al 41’, si rende pericoloso con la solita punzione, sulla quale però è attento Saracino. Ciccone, entrato nella ripresa, sfiora il 3-1 nel recupero. Dopo quello di Stornara, un altro derby indigesto per la Madre Pietra. Che comunque ha dimostrato anche in questa occasione di potersela giocare con tutti, anche con squadre, sulla carta, più quotate.
Giuseppe Del Fuoco
Sporting Ordona: Primo acuto al comunale
Lo Sporting Ordona batte 2-1 il Madre Pietra Apricena.
Il DS Fiore: “Lavorare per una nuova mentalità” Prima vittoria stagionale tra le mura amiche in campionato per la Polisportiva Sporting Ordona, che nell’anticipo della settima giornata del campionato di Promozione, si è imposta 2-1 sulla Madre Pietra Apricena. Una gara giocata con grande carattere e spirito di squadra dalla formazione di Mr. Celestino Ricucci, passata in svantaggio nella prima frazione per una rete fortunosa degli ospiti, abili con Salerno a sfruttare un pallone a campanile finito sul palo, nel finale del primo tempo prima il pareggio di Sabino Terrone, poi ad inizio ripresa il gol del vantaggio siglato di testa da Daniele Monaco. Una gara vissuta con la partecipazione di tutto il gruppo, così come confermato dal nuovo DS Umberto Fiore a fine partita: “Stiamo lavorando per donare una nuova mentalità ad una squadra che ha enormi potenzialità, cercando di trasmettergli maggior consapevolezza nei propri mezzi”. Con questa vittoria la formazione del presidente Mariano Tarantino aggancia il treno play off, ora testa alla prossima gara, lo scontro diretto ad Ascoli Satriano di domenica prossima, prima del derby con la Real Siti, due gare in cui i rossoblu dovranno cercare di riscattare la falsa partenza di inizio stagione per consolidarsi nelle zone alte della graduatoria.
Luca Caporale
Video Sintesi Sp. Ordona – MP Apricena 2-1
Sintesi a cura di Luca Caporale.
L’Apricena fa suo il derby con il Monte
Una vittoria netta, ben oltre il risultato. La Madre Pietra Apricena vince un altro derby, quello contro il Monte Sant’Angelo, e riprende la marcia interrotta dopo la sconfitta esterna contro il Reali Siti. Un uno a zero che, per quanto visto sul campo, sta stretto ai rossoblu, costantemente col pallino del gioco in mano. Una gara dal sapore particolare, visti i tanti ex in campo. E, soprattutto, la prima di Diego Quitadamo contro la “sua” Monte. Il talentuoso numero dieci apricenese sfodera una grande prestazione ed è decisivo quando serve a Scarano l’assist per l’uno a zero, con una giocata delle sue. Nel primo tempo si vede quasi esclusivamente la Madre Pietra. Dopo 22 secondi il primo corner con Melchionda che gira di testa una conclusione deviata fuori al limite dell’area piccola. Tra il 17’ e il 24’ due episodi molto dubbi in area Monte. Prima un tocco di mano sospetto e poi un fallo apparso netto su Quitadamo che, entrato in area, viene atterrato poco prima di calciare. L’arbitro, con grande sorpresa, ammonisce Quitadamo per simulazione. Al 26’ Potenza recupera una bella palla all’altezza del calcio d’angolo destro, serve lungo la linea di fondo Salerno che prova da posizione difficile di destro, ma viene contenuto. Al 30’ Fiorentino in proiezione offensiva scarica su Salerno che fa un grande lavoro in area e appoggia spalle alla porta a Quitadamo, che tira di prima ma trova a sbarragli la strada uno strepitoso Ferrazzano. Passano tre minuti e ancora Salerno in area mette a sedere il suo avversario, calcia forte e centrale all’altezza del dischetto e Ferrazzano respinge. Il bomber apricenese si fa vedere in altre tre occasioni prima della fine di un primo tempo giocato dall’Apricena costantemente in avanti. In apertura di ripresa è sempre Salerno a pungere. Una punizione dalla sua zolla è deviata fuori per un soffio da D’ambrosio con la testa in angolo. Il Monte fa entrare Manzella per Ciullo per cercare di arginare la supremazia a centrocampo dei vari Mastromatteo, Piano e Melchionda. Ma è sempre l’Apricena a comandare, anche se al 20’ arriva l’unica netta occasione degli ospiti. Un lancio in area per Lupoli sorprende la linea centrale dei rossoblu. L’attaccante bianconero supera Longo in uscita, ma Fiorentino è strepitoso a salvare sulla linea una rete che avrebbe avuto il sapore della beffa. Scampato il pericolo l’Apricena riprende a macinare occasioni con Quitadamo, Piano e Scarano, entrato nel frattempo per Melchionda. Al 40’ un colpo di testa alto di Salerno sembra certificare la giornata sfortunata per l’attacco rossoblu. Ma un minuto dopo Quitadamo sull’out di destra si inventa un numero dei suoi e serve Scarano sul sinistro. Il neo entrato finta una prima conclusione e poi scocca un sinistro secco che fulmina Ferrazzano. Grande gol e vantaggio strameritato per gli uomini di Mimmo. Subito dopo esce tra gli applausi Diego Quitadamo, sostituito da Valente. Al 91’ altra bella azione di Scarano che appoggia a Borrelli in area. La conclusione del laterale apricenese è respinta con i piedi da Ferrazzano. Finisce tra gli applausi di un soddisfatto pubblico del “Ricciardelli” e il trionfo più che meritato dei ragazzi del presidente Antonio Romagnoli.
TABELLINI
Madre Pietra Apricena
Longo, Villani, Borrelli, Piano, Cercone, Fiorentino, Potenza, Mastromatteo, Salerno, Quitadamo (41’ s.t. Valente), Melchionda (27’ s.t. Scarano).
Monte Sant’Angelo
Fiorentino, Quitadamo, De Fabritiis, D’Ambrosio, Santoro (42 s.t. Simone), Guerra, Valentino, Ciullo (12 s.t. Manzella), Lupoli, Scarano, Lauriola.
Rete: Scarano al 41′ s.t.
Giuseppe Del Fuoco
Real Siti-Madre Pietra Apricena 2-0
Due reti nella ripresa stendono l’Apricena che, comunque, ha dato battaglia fino alla fine. Bruno stile Del Piero, eurogol all’incrocio dei pali, con tiro a rientrare.
Quando il gioco, seppur ottimo, non riesce a regalare la gioia cercata ci vuole la giocata del singolo. Dopo 77 minuti di gioco Real Siti e Apricena erano sullo 0-0 e nessuna delle due squadre era riuscita a colpire quella avversaria, nonostante il campo in pessime condizioni e il buon gioco visto fino a quel punto. Così ci pensa Salvatore Bruno, fortemente voluto dal DS Rossetti e dal tecnico Ciurlia, nel proprio scacchiere, a togliere le castagne dal fuoco. Dribbling a rientrare verso il centro e tiro all’incrocio il cui giro ricorda una delle migliori prodezze di Alex Del Piero. Gol e corsa insieme ai compagni con alcuni che, seppur conoscendo le doti balistiche di Bruno, non credono ai loro occhi. Gol di altre categorie. Non da Promozione, di certo. L’1-0 sveglia l’Apricena che prova la reazione ma nel finale è Mazzanti a regalare ancora una gioia ai ragazzi di Stornara-Stornarella, che ancora non subiscono reti (in 5 partite) e mantengono il secondo posto alle spalle del Cerignola. Per l’Apricena una buona prestazione e la consapevolezza che senza quella “perla” dalla distanza, probabilmente, la squadra avrebbe potuto lottare per il pareggio fino alla fine.
Fabio Lattuchella
Al San Marco non basta il gol di Nanni, passa il turno l’Apricena
Due a due all’andata e 2 a 1 per la Madre Pietra Apricena al ritorno. Iannacone pensa al Polimnia: “Domenica è una finale, una gara difficilissima”
Nonostante la sconfitta e l’eliminazione dal primo turno di Coppa Italia, mister Iannacone vede il bicchiere mezzo pieno. L’impegno messo in campo soprattutto da chi finora ha trovato meno spazio in campionato e le buone prestazioni disputate nel doppio confronto, lasciano ben sperare. Resta però l’amaro in bocca per la rimonta subita nella gara di andata, quando i celeste-granata fallirono un calcio di rigore sul risultato di 2 a 0 e si fecero raggiungere al 95esimo minuto sul definitivo 2 a 2. Ma tant’è.
Alla Madre Pietra Apricena di mister Mimmo l’onore di aver battuto la compagine sammarchese, che invece ha pagato a caro prezzo una grave ingenuità difensiva in occasione del primo gol. La rete di Nanni a due minuti dal termine non è bastata a prolungare la gara oltre i novanta minuti.
Tanti i giovani messi in campo da mister Iannacone, che ha spiegato come i ragazzi debbano crescere e fare esperienza, ma altresì sottolineato l’importanza dei veterani: “La sconfitta contro l’Apricena è la dimostrazione di come i più giovani hanno bisogno di essere guidati da gente più esperta, navigata, che riesce a leggere meglio le situazioni in mezzo al campo, sempre sul pezzo per tutta la gara e di fondamentale importanza per la loro crescita”.
Sulla sconfitta indolore l’allenatore-giocatore ha aggiunto: “La fase di non possesso l’abbiamo fatta bene, a tratti abbiamo espresso una buona manovra, ma abbiamo commesso una grave ingenuità e siamo stati severamente puniti. Poi il raddoppio subito su calcio di punizione dal limite ci ha tagliato le gambe. Ho visto una timida reazione ma quando ci siamo rimessi in partita era troppo tardi”
Domenica prossima al ‘Tonino Parisi’ arriva la Polimnia, squadra fanalino di coda ma costruita per ben altri obiettivi: “Domenica è una finale, una gara difficilissima, non guardiamo la classifica. Conosco bene i ragazzi e l’allenatore, per cui sono sicuro che giocheranno per fare risultato pieno. La classifica è bugiarda, tra qualche mese rivedremo la Polimnia in ben altre posizioni