Rende – Manfredonia 1-2
vittoria con merito a Rende

Manfredonia Cinque

Mister Cinque

Due intuizioni di Pollidori e Trotta ed un’inedita, ma efficace, formazione disegnata da mister Cinque hanno permesso al Manfredonia di vincere e soprattutto convincere sul difficile stadio “Lorenzon” di Rende.

Per sfruttare al massimo la possibilità di schierare due soli under, un 94 ed un 95, invece dei tre imposti dalla Federazione Pugliese, il mister sipontino ha sacrificato Simone e Quitadamo per dare spazio a Rinaldi, classe 95, nel ruolo di esterno basso di destra, che ha ripagarto la fiducia del mister con una prestazione maiuscola,,da “over”. Al centro del campo “solo” Pollidori e Romito, con compiti soprattutto difensivi, a copertura dei quattro di dietro, dove Vairo ha rimpiazzato lo squalificato Corbo. Nonostante si sia giocato in trasferta il mister del Donia ha coraggiosamente deciso di schierare contemporaneamente quattro attaccanti chiedendo a tutti generosi e continui rientri a supporto della fase difensiva.

Quanto sagacemente pensato e provato in settimana è stato subito messo a dura prova da un veemente inizio del Rende che, nei primi 15’ minuti si è riversato nell’area sipontina. D’Arienzo &c hanno retto senza subire eccessivamente, grazie alla consueta barriera umana eretta da Pollidori e Romito a cui hanno dato “manforte” Carminati, Trotta e Portosi. Al 32’ st il primo vero rischio per i Sipontini è arrivato un’azione partita dal piede di Musacco che ha servito in area Gallo, che invece di cerca la rete ha servito Russo che non è riuscito a concludere per la pressione di Vairo. Dopo aver più volte provato la via del contropiede al 40’ pt Pollidori ha visto solo in area Di Pinto che ha colpito di testa senza centrare la porta. Dopo 2’, da angolo di Papagno, Pollidori ha scheggiato la traversa. Al 43’ il Rende sarebbe andato in vantaggio se Russo, in netta posizione di fuorigioco,  non avesse ribadito in rete una palla che Gallo aveva spinto, di testa, in quella direzione anticipando fallosamente Leo in uscita. Puntuale e preciso il secondo assistente nel segnalare la ingenuità dell’attaccante calabrese.

E’ finita a reti inviolata la prima combattuta frazione di gioco, dopo che, al 42′ pt, un tiro insidioso di Trotta che per poco Barca non ha corretto nella propria rete.

Nella ripresa i progetti tattici di mister Cinque si sono esaltati: il Rende ha tirato un po’ il fiato ed il Manfredonia già nei primi 3’ avrebbe potuto segnare la rete del vantaggio con Trotta, ben servito da Romito al 1’ st; con Di Pinto che, al 1’ st, ha preso la mira dalla lunetta ma la sua stoccata è stata deviata in angolo da Gambi e al 3’ st, quando il colpo di testa di Carminati ha visto il salvataggio, sulla linea di porta, di Gallo, in veste di difensore aggiunto. All’8’ st Portosi, su imbeccata di Trotta, dopo aver perso l’attimo per puntare verso la rete ha provato, di tacco, senza successo,a scaricare per l’accorrente Romito. Al 24’ st  quando sembrava che il Manfredonia potesse passare da un momento all’altro, è stato il Rende su angolo dei Leta, con un’inzuccata di Gallo, a sorprenderei “granatieri” sipontini. Leo ha cercato di respingere ma il primo assistente e non solo lui, hanno avuto l’impressione che la palla avesse già varcato la fatidica linea. Una leggera, ma colpevole, trattenuta, in area, di Vairo su Gallo e un evidente tuffo di Musacco avrebbero potuto cambiare ancora il risultato del match se l’arbitro non fosse stato il signor Degli Esposti da Bologna, che certamente vedremo ad alti livelli. In entrambe le circostanze ha ammonito i calabresi per simulazione. Al 29’ st Musacco, non in buone condizioni fisiche, si è dovuto arrendere al dolore e far posto a Maniero. Al 30’ st Portosi ha crossato al centro un pallone delizioso per Di Pinto che non ha trovato l’impatto con la sfera che è sfilata fuori. Al 33’ il pari: da punizione per fallo su Portosi, intesa tra Papagno e Pollidori che si è sganciato dal mucchio e, di testa, ha raccolto la palla sul primo palo e l’ha girata magistralmente alle spalle di Greco. Al 36’ Portosi ha tentato la conclusione al volo su assist di Trotta ma la palla è finita altissima. Al 45’ st Leo è stato chiamato al solito intervento salva-partita ed ha risposto “presentissimo” con un tuffo preciso e tempestivo su un missile di controbalzo di Russo. In piena “zona Cesarini”, il vantaggio: Trotta, palla al piede, ha deciso la penetrazione in area ospite lasciando sul posto Scarnato che, d’istinto, ha cercato di fermare il guizzo del sipontino. L’intervento è stato palesemente falloso, l’arbitro, piazzato benissimo, non ha esitato a decretare un rigore sacrosanto. Sul dischetto si è presentato Carminati che, dopo aver parlottato con Di Pinto, ha lasciato l’esecuzione all’attaccante barlettano. Greco ha intuito il lato del tiro ma non è riuscito a fermare la conclusione non fortissima ma molto angolata.

La vittoria, seppure arrivata in pieno recupero, è stata applaudita anche dallo sportivissimo pubblico rendese che ha ammesso che “ Il Manfredonia ha molti giocatori di categorie superiori!”

Rende: Greco, Irace, Gambi, Leta, Barca, Miceli, Grisolia, Scarnato, Gallo, Musacco (30ºst Maniero), Russo. All. De Angelis
Manfredonia: Leo, Rinaldi, Papagno, Pollidori, D’Arienzo, Vairo, Portosi, Romito, Di Pinto, Trotta, Carminati. All. Cinque
Marcatori: 24ºst Gallo, 34ºst Pollidori, 46ºst Di Pinto rig.
Arbitro: Degli Espsti di Bologna (Amato-Giuffrida).
Note: Giornata soleggiata, terreno di gioco in ottime condizioni.
Ammoniti: Barca, Irace, Gallo, Leta, Musacco (R), Leo, Vairo (M).
Recupero: 2’pt, 3’st.
Spettatori: 450 circa con una trentina provenienti da Manfredonia.
Antonio Baldassarre – ManfredoniaNews.it

Oggi come 14 anni fa
credici Manfredonia

Il 27 giugno 1999 è una data impressa nella memoria di tutti i tifosi sipontini doc. Le pagine ingiallite di quel “Gargano Sport” del 1999 stanno a dimostrare che il tempo è passato, ma le emozioni di quel giorni sono ancora vive negli appassionati amanti del calcio cittadino. Coppola tra i pali, difesa a 4 da destra a sinistra: Zagaria, Lauriola, La Torre, D’Arienzo, centrocampo con mediani D’Ambrosio e Zito, ala destra Epomeo, a sinistra Tuttisanti, duo d’attacco Cannarozzi e Damiani.

A molti questi nomi non diranno nulla, soprattutto tra i più giovani, che hanno nella memoria e nel cuore i fasti del professionismo e dei campi in erba calcati dal Manfredonia Calcio; ma questi nomi risuonano come una dolce melodia alle orecchie dei supporters biancocelesti: sono gli undici, che guidati da mister Pantaleo Di Gennaro e dal presidente Peppino Cozzolini, riportarono i colori sipontini nel C.N.D, dopo 9 lunghissimi anni di attesa. E proprio come allora, furono proprio degli spareggi nazionali a vederci trionfare.

All’epoca il sodalizio sipontino si classificò secondo nel campionato di Eccellenza Pugliese dietro il Locorotondo, ed arrivò a disputare i playoff nazionali, dove sconfisse prima il Venafro, formazione molisana (1-2 esterno e 4-0 interno), e poi nella finalissima la squadra siciliana dell’Orlandina, dove un 2-0 firmato Cannarozzi e D’Ambrosio, significò promozione. Chi non si ricorda il tripudio di colori nel vecchio Miramare, ancora con la vecchia tribuna ed il campo in terra battuta? Sarebbe bello rivivere quei momenti, con il catino del nostro stadio a spingere i ragazzi di mister Cinque verso un traguardo difficile, ma possibile. Il raggiungimento dell’obiettivo è oggettivamente più arduo di allora, dato lo spessore dell’esperto Rende, ma magari il ricordo di quell’undici e della passione che lo seguiva, può dare alla squadra speranza e fiducia. Forza Manfredonia, oggi come 14 anni fa, noi ci creDiamo.

Graziano Sciannandrone – manfredonianews.it

Tempi duri attendono l’Apricena
retrocessione e futuro nebuloso

Vincenzo Di Nauta

APRICENA – In Seconda categoria dopo oltre un ventennio. Stagioni vissute tra Serie D, Eccellenza e Promozione. L’Apricena va all’inferno, senza se e senza ma. La fine di una stagione nera, come poche. Quasi mille spettatori, domenica scorsa con il Rocchetta: delusi, amareggiati. L’unico a metterci la faccia come sempre è il direttore generale, Domenico Pipino. “C’è grande amarezza e grande dispiacere – dice il dirigente – . Questa retrocessione ha dell’incredibile. Per chiunque questa è una squadra che doveva fare questa fine. Dobbiamo prendercela solo con noi. Bisogna saper vincere ma anche accettare le sconfitte con rispetto. Abbiamo commesso degli errori. Tutti. Ognuno ne ha da spartire con qualcun altro. Mi dispiace per chi ci ha seguito con affetto e attaccamento. Domenica, forse, abbiamo perso in maniera meritata“.
Anche il presidente Vincenzo Di Nauta (che potrebbe lasciare la società) è chiaro, ma tiene a precisare. “Accetto però la sconfitta perché so che abbiamo giocato tutte le partite con correttezza – dice il patron –, non regalando nulla a nessuno. Preferisco perdere a schiena dritta, con i miei principi, piuttosto che ottenere i risultati come hanno fatto altri. Ringrazio tutto lo staff tecnico e dirigenziale per il comportamento durante la stagione. Siamo retrocessi per colpa nostra. Ma ci siamo comportati da persone serie. Altri no“.
Poi l’analisi sulla squadra, impietosa. “Forse nella finale – conclude Di Nauta siamo mancati dal punto di vista caratteriale. Ho tante responsabilità ma in campo non ci vado io e gradirei che i giocatori se ne prendessero una dose. Non è stato fatto il massimo: questo gruppo non è mai stato una squadra. Hanno cercato più alibi che soluzioni“.
Che ne sarà dell’Apricena. “Non lo so. Questa retrocessione potrebbe anche non essere il peggiore dei mali. Con impegni economici ridotti si può ripartire in ottica costruttiva, ma è ora che qualcuno esca allo scoperto. Lasciare dopo una sconfitta è scocciante. Bisogna però trovare le motivazioni e non è facile. Voglio ringraziare tutti i collaboratori. Se dovesse esserci un progetto non chiudo la porta a nessuno, ma devono esserci i presupposti. Dispiace per i tifosi, avrebbero meritato un altro epilogo, ma in questo ambiente è impossibile fare calcio. Se la ripartenza è dover trascinare ulteriormente questo malato terminale allora è bene staccare la spina“.
Insomma: retrocessione, futuro nebuloso. Un Di Nauta molto stanco. Tempi duri attendono l’Us Apricena.

Antonio Villani – La Gazzetta del Mezzogiorno

 

Manfredonia – Terlizzi 2-2
Interviste postgara

Manfredonia – Terlizzi 2-2 Finale PlayOff Regionali. Miramare in festa ed applausi per tutti al termine di 120′ estenuanti e ricchi di pathos. L’avevamo scritto che il Terlizzi sarebbe stato osso durissimo, che sarebbe stata pioggia di goals (4), che Carminati avrebbe ancora segnato e manifestato molti dubbi sulla designazione della terna arbitrale. Interviste ad Antonio Sdanga, Franco Cinque e Raphael Carminati.

[cvg-video videoId=’239′ width=’600′ height=’400′ mode=’playlist’ /]

[cvg-video videoId=’240′ width=’600′ height=’400′ mode=’playlist’ /]

[cvg-video videoId=’241′ width=’600′ height=’400′ mode=’playlist’ /]

Laudato e Baldassarre allergici… al Manfredonia
ma perchè?

Puntuali le pagelle critiche ed obiettive alla terna arbitrale di turno:

Sig. Meloni 3: sottratto alla splendida Iglesias, in Sardegna, è un vero disastro. Due pesi due misure sui provvedimenti disciplinari, tollerante con Maggi, fiscale con Leo. Giusto il rosso, ma mancano diversi gialli all’appello e qualche calcio di punizione. A volte controlla la distanza della barriera, altre si disinteressa voltando le spalle con superbia;

Sig. Laudato 4: temevamo peggio, ma ci ha messo del suo per istigare il civilissimo pubblico sipontino. Non vede un fuorigioco al Terlizzi nel primo tempo, ne vede altri al Manfredonia nella ripresa. Nel finale è più attento (Curriculum: gol convalidato sebbene realizzato di mano ai danni del Manfredonia e pessimo arbitraggio in Manfredonia-Racale 2-3);

Sig. Baldassarre 2: un disastro, ma è soltanto incompetenza? alza a senso unico la bandierina nel primo tempo, quando il Donia attacca dalle sue parti, innervosisce tutti. (Curriculum: rosso a Romito e rigore al Molfetta).

Ora ci chiediamo a gran voce: avranno refertato tutto il commissario di campo e l’osservatore?

Stefano Favale

Manfredonia – Terlizzi 2-2
Sintesi della gara

Miramare in festa ed applausi per tutti al termine di 120′ estenuanti e ricchi di pathos. L’avevamo scritto che il Terlizzi sarebbe stato osso durissimo, che sarebbe stata pioggia di goals (4), che Carminati avrebbe ancora segnato e manifestato molti dubbi sulla designazione della terna arbitrale. La sintesi della gara.

[cvg-video videoId=’237′ width=’600′ height=’400′ mode=’playlist’ /]

Manfredonia – Terlizzi 2-2
Al Miramare 3000 spettatori festeggiano il Donia!

Manfredonia Cinque

Mister Cinque

Miramare in festa ed applausi per tutti al termine di 120′ estenuanti e ricchi di pathos. L’avevamo scritto che il Terlizzi sarebbe stato osso durissimo, che sarebbe stata pioggia di goals (4), che Carminati avrebbe ancora segnato e manifestato molti dubbi sulla designazione della terna arbitrale.

Ebbene così è stato in pieno. Analizziamo dunque ogni punto con molta attenzione:

Il Terlizzi approccia meglio di un Manfredonia ben diverso da quello ammirato con il Cerignola. La grinta, la tonicità e la brillantezza del Terlizzi fa da contraltare alla superficialità iniziale del Donia.

La conseguenza è il vantaggio all’8′ a firma di Tenzone (capolavoro balistico dai 16 mt.), con D’Arienzo costretto in precedenza ad atterrare lo sgusciante Manzari e rimediarsi il “giallo”.

Tre minuti prima in verità è Di Pinto ad impegnare severamente il bravo Maggi, con la difesa terlizzese a dir poco “imbarazzante”.

Ecco è questo il punto debole di un Terlizzi forte dal centrocampo in avanti, oltre ad una panchina ristretta. Il Manfredonia, seppure in difficoltà in fase di impostazione e tatticamente non convincente, resta in partita e per 2 volte rimonta i più intraprendenti terlizzesi.

Al 39′ infatti è Carminati a finalizzare un ottimo “taglio” di Di Pinto. Ma l’errore dei due centrali ospiti è grossolano in fase di marcatura sul “matador”: gli consentono grande libertà, un grave errore di fronte alla raffinata tecnica del bomber.

Il Manfredonia è ora più “sciolto” e chiude bene la prima frazione di gara.

E’ il preludio ad una ripresa diversa? Niente affatto!

Si assiste ad un monologo del Terlizzi, che prima si riporta in vantaggio al 57′ con Anglani su cross di Semerano che gode di eccessiva libertà.

Due minuti più tardi la svolta dell’incontro: il Donia è tramortito e Leo lo salva dal k.o. definitivo sradicando la sfera dai piedi di un deludente Laviano, solo davanti al portierino.

Al 64′ Corbo è costretto ad atterrare Manzari lanciato a rete e rimedia il rosso diretto.

E’ finito il sogno della “D”? No, ora viene fuori il “cuore” dei ragazzi di Cinque, sospinti da 3000 tifosi festanti segli spalti.

E’ sempre lui, Carminati, a trasformare lo stadio in una bolgia al gol del 2-2 su incornata a seguito corner corto battuto da Romito.

Cinque ora inserisce Vairo per Di Pinto e passa al 4-3-2 per salvaguardare il prezioso pari.

Due minuti più tardi tornano i “fantasmi” di domenica scorsa con Manzari vicinissimo al 2-3 ma Leo è di nuovo superlativo.

Il nuovo modulo accorto trova presto il suo equilibrio, ma la sofferenza è sempre dietro l’angolo.

Si va ai supplementari e al 16′ Cioffi per un nulla non appoggia in rete un velenoso tiro cross…al 9′ del s.t. Papagno sfodera un bolide dalla distanza che Maggi devìa in corner. Infine l’ultimo brivido lo regala Pinto che al volo spedisce alto da posizione defilata.

Il definitivo triplice fischio dello scarso Meloni, coadiuvato dai pessimi Laudato e Baldassare è liberatorio ed inizia la festa sugli spalti e grande fair-play in campo tra le due squadre.

Manfredonia è sempre sportiva e civile, ne è l’ennesima dimostrazione.

Ultima nota: pioggia di goals poichè prevedevamo una gara giocata a viso aperto, il Terlizzi avrebbe provato in tutti i modi a vincere e non avrebbe mai fatto catenaccio.

Il Manfredonia? alla fine va bene così, meno spettacolare e poco quadrato ma con grande generosità e grinta da vendere.

Manfredonia (4-3-3). Leo, Quitadamo, Papagno, Corbo, D’Arienzo, Simone (70’ D’Angelo), Portosi (62’ Trotta), Romito, Di Pinto (76’ Vairo), Pollidori, Carminati. A disposizione: Della Torre, Rinaldi, Totaro e Scarano. All. Cinque

Terlizzi (4-3-3): Maggi, Cioffi (4’ s.t.s.), Semerano (1’ s.t.s.); Anglani, Bartoli, Lavopa, Ronzullo, Lorusso, Manzari, Tenzone, Laviano. A disposizione: Vallarelli, Tesoro, Seccia, Amendolagine, Costantino. All. Costantino

Arbitro: Sig. Meloni di Carbonia
Assistenti: Laudato e Baldassarre di Taranto
Marcatori: 8’ Tenzone, 39’ e 75’ Carminati, 57’ Anglani
Ammoniti: D’Arienzo, Vairo, Lorusso e Laviano
Espulsi: Corbo
Note: presenti 3000 spettatori sugli spalti del Miramare con 80 tifosi ospiti; Presentata la mascotte ufficiale dei prossimi Campionati Mondiali Studenteschi di Beach Volley a Manfredonia; Corners: 10-5; Recuperi: 2’+3’+1’+1’

Stefano Favale

Audace Cerignola
Una stagione da dimenticare

Il Presidente Dinisi

CERIGNOLA – Una stagione da dimenticare, Cerignola con un pugno di mosche in mano. Tutti a casa, niente serie D. Per l’ennesima volta, per la quarta volta negli ultimi cinque anni. Epilogo a Manfredonia di una stagione che probabilmente potrebbe segnare la fine dell’era Dinisi e del suo gruppo: l’amarezza è tanta in casa gialloblu, non parla nessuno se non il presidente.
Purtroppo questo è il calcio – dice il massimo dirigente –, spietato nei suoi risultati. Abbiamo cercato di fare del nostro in questi anni, ma probabilmente non ci siamo riusciti anche per pura sfortuna. La marezza è tanta – continua Dinisi -, difficile da smaltire. Non ho parole, non riesco a trovare le parole. Forse è finita la mia avventura in questa società, sono triste perchè volevo regalare ai tifosi i Dilettanti. Non ci sono riuscito, ma ci ho provato con tutte le mie forze e qui, penso, nessuno mi potrà contraddire. peccato per quella fortuna che mi è mancata in questi anni“.
Un saluto finale vero e proprio, difficilmente si rivedrà Dinisi a capo del Cerignola. Il presidente e il suo staff sono scuri in volto, volevano provarci ancora. Un epilogo incredibile, nessuno lo avrebbe mai previsto qualche settimana fa con la finale di Coppa Italia raggiunta eliminando squadre balsonate della Sicilia e della Campania, poi quel gol al 97′ con la Fermana che ha tagliato le ali verso la D, ora la sconfitta di Manfredonia che manda a casa il Cerignola senza attenuanti.
Sono orgoglioso di essere stato alla guida di questa società – dice Dinisi , le squadre che avuto sotto la mia gestione hanno dato tutto. Accettiamo l’ennesimo verdetto del campo ricordando però che abbiamo fatto tanto sia in questa stagione che nelle altre“. E poi un ringraziamento alla città ed ai suoi tifosi. “Non ha vinto la squadra – conclude Dinisi , ma la città quella si. I nostri tifosi sono stati fantastici sempre e meritano che si lavori per portare subito questo squadra in una categoria importante. Non dimenticherò mai la tifoseria di Bitonto (finale con il Martina ndc) e quella di Rieti (in 2mila ndc). La città e la sua tifoseria hanno vinto, la squadra e la società hanno perso con a capo il presidente“.

Antonio Villani – La Gazzetta del Mezzogiorno

Gli undici scesi in campo col Manfredonia

 

San Severo: Problema stadio
e rinnovo del rapporto con l’allenatore

 

Mr. Danilo Rufini

SAN SEVERO – Problema stadio e rinnovo del rapporto con l’allenatore. Il discorso promozione può andare in archivio. La festa che si è vissuta in città è stata un momento bellissimo che ha visto tutti insieme rendere omaggio ai protagonisti della storica vittoria della stagione ma adesso è già tempo di guardare oltre, di riflettere sul futuro e di poter programmare al fine di ottenere un buon risultato anche nella prossima, difficilissima stagione di serie D.
A poche ore dalla grande festa, potrebbero esserci già novità di rilievo sia in sede societaria che in quella tecnica. Primo elemento su cui focalizzare l’attenzione sarà quello dell’assetto della dirigenza, con le scelte che verranno adottate nei prossimi giorni e le decisioni che verranno assunte che potrebbero anche trasformare l’assetto del club giallogranata, con possibili arrrivi, nuovi ingressi anche in seno al sodalizio. Novità che potrebbero emergere già nelle prossime settimane e che riguardano il gruppo dirigente a cui rimarrà a capo il patron Dino Marino.
Progettualità e una pianificazione certosina sono alla base del successo in Eccellenza e che potrebbe essere attuato anche in D.
Il gruppo è stato l’anima della vittoria – continua a ricordare il tecnico Rufini. Ha vinto la coralità, con la volontà messa da parte di tutti. Il lavoro paga sempre e le energie che abbiamo speso ci hanno dato i frutti sperati. Personalmente è stato un sacrificio ben ripagato dal successo finale“.
Ovviamente anche per quanto attiene la guida della squadra che si confronterà con la prossima serie ci sono attese e speranze che i tifosi ripongono proprio nella società. Si ripartirà con Rufini, anche se manca l’ufficialità, a guidare un gruppo che dovrà innanzitutto giocare per difendere questo prezioso successo colto e regalare alla città quantomeno la permanenza in D. E’ questo il primo obiettivo da andare a centrare, senza dubbio. I voli pindarici vanno messi da parte, con la società che sicuramente lavorerà per valutare con attenzione il mercato. Uscite ed entrate saranno determinate dalle scelte che adotterà il mister insieme allo staff dirigenziale. Si deciderà a breve quali saranno gli elementi che rimarranno dalla stagione vinta e chi invece lascerà il San Severo.

Antonio Villani – La Gazzetta del Mezzogiorno

 

 

Manfredonia – Audace Cerignola 2-1
Interviste post gara

Le interviste post gara della gara play off tra  Manfredonia ed Audace Cerignola. 2-1 il risultato finale a favore degli padroni di casa.
Ai microfoni di Donia Channel Stanga, Portosi e Cinque.

[cvg-video videoId=’233′ width=’600′ height=’400′ mode=’playlist’ /]

[cvg-video videoId=’234′ width=’600′ height=’400′ mode=’playlist’ /]

[cvg-video videoId=’235′ width=’600′ height=’400′ mode=’playlist’ /]

Manfredonia – Audace Cerignola 2-1
Sintesi della gara

La Fossa dei Leoni di Manfredonia torna a ruggire nell’appuntamento tanto prestigioso quanto atteso, il derby con il Cerignola. Tifosi in festa e lunghi applausi per gli 11 “leoni” biancocelesti meritevoli della vittoria finale per 2-1.

E non finisce qui, infatti il Terlizzi elimina il deludente Molfetta e domenica prossima finale ancora al Miramare, a dimostrazione dell’importanza della terza posizione in classifica.

La sintesi della gara

[cvg-video videoId=’232′ width=’600′ height=’400′ mode=’playlist’ /]

Manfredonia – Audace Cerignola 2-1
Interviste post gara

“Sono rammaricato, credevo realmente alla serie D. Per migliorare c’è bisogno dell’aiuto di tutti, imparando a gestire i rapporti!”
Interviste post gara Manfredonia VS Audace Cerignola a cura del sito ufficiale della società ofantina http://www.asdaudacecerignola.it/

[cvg-video videoId=’231′ width=’600′ height=’400′ mode=’playlist’ /]

Manfredonia – Audace Cerignola 2-1
Audace: Fouri a testa alta!

Caggianelli

Ancora una delusione per l’ Audace Cerignola, che gioca una delle migliori partite della stagione, ma esce sconfitta dal “Miramare” di Manfredonia per 2 a 1.

Diverse occasioni da rete per l’Audace fallite nel primo tempo, (clamorosa quella di Lasalandra al 35′), Portosi sigla l’ 1 a 0 al 47′ imbeccato da Papagno.

La reazione dell’Audace è vemente, ma una grossa sbavatura difensiva all’81 permette ai sipontini di raddoppiare grazie a Carminati.

Caggianelli al ’90 accorcia le distanze, in pieno recupero il portiere biancoazzurro Leo interviene in maniera miracolosa su un tiro di Ventura, chiudendo di fatto la stagione ofantina.

MANFREDONIA (4-3-3): Leo, Quitadamo, Papagno, Corbo, D’Arienzo, Simone (79’ D’Angelo), Portosi (89’ Vairo), Romito, Di Pinto (87’ Trotta), Pollidori, Carminati. A disposizione: Della Torre, Paglione, Totaro e Scarano. All. Cinque

CERIGNOLA (4-3-1-2): Vurchio, Corcelli, Colucci, Riontino (74’ Caggianelli), Ingrosso, Matera, Piscopo (65’ Ventura), De Santis, Russo (54’ Augello), Zotti, Lasalandra. A disposizione: Cirulli, Colangione, Compierchio e Caputo. All. Pizzulli

Arbitro: Sig. Ceccon di Lovere
Assistenti: Mangia e De Chirico
Marcatori: 47’ p.t. Portosi, 81’ Carminati, 90’ Caggianelli
Ammoniti: Papagno, Pollidori, Portosi, Colucci e Piscopo
Espulsi: nessuno
Note: Presenti circa 2500 spettatori sugli spalti, trasferta vietata ai tifosi ospiti. Corners: 4-6; Recuperi: 2’+5’

 

asdaudacecerignola.it

Le pagelle di Manfredonia – Cerignola
I voti ai protagonisti

La Fossa dei Leoni di Manfredonia torna a ruggire nell’appuntamento tanto prestigioso quanto atteso, il derby con il Cerignola. Tifosi in festa e lunghi applausi per gli 11 “leoni” biancocelesti meritevoli della vittoria finale per 2-1.

E non finisce qui, infatti il Terlizzi elimina il deludente Molfetta e domenica prossima finale ancora al Miramare, a dimostrazione dell’importanza della terza posizione in classifica.

Questi i voti ai protagonisti della gara

Leo 7,5: decisivo in 3 circostanze, solo un paio di incertezze nella ripresa ma ancora una volta tra i migliori;

Quitadamo 6,5: generoso e meritevole dell’assist per il raddoppio, Zotti gli sguscia pericolosamente un paio di volte nella ripresa;

Papagno 7: tatticamente prezioso, troppo “basso” nel primo tempo, propositivo nella ripresa;

Simone 7: Cinque può essere soddisfatto della sua prestazione, quantità e qualità assicurate;

Portosi 7,5: il gol è una gemma, le sue giocate sono da applausi. A volte vuole strafare ma glielo concediamo volentieri;

Romito 7: il guerriero è su ogni palla, un baluardo a centrocampo;

Di Pinto 7: corre come un ragazzino, le sue giocate di prima sono sempre invenzioni. Prezioso anche quando non conclude mai a rete come oggi;

Pollidori 8: è padrone del centrocampo, ottimo palleggiatore, ruba un’infinità di palloni e si propone in avanti oltre che a proteggere la difesa;

Carminati 8: conferma di essere in gran forma mentale ed atletica. Segnerà ancora domenica prossima.

Cinque 7

CERIGNOLA: Vurchio 6; Corcelli 6; Colucci 6; Riontino 6,5; (Caggianelli 7), Ingrosso 6,5; Matera 6,5; Piscopo 7; De Santis 7; Russo 6; (Augello 6); Zotti 6,5; Lasalandra 6

Manfredonia – Audace Cerignola 2-1
tra certezze ed errori

Manfredonia Raphael Carminati

Raphael Carminati

La Fossa dei Leoni di Manfredonia torna a ruggire nell’appuntamento tanto prestigioso quanto atteso, il derby con il Cerignola. Tifosi in festa e lunghi applausi per gli 11 “leoni” biancocelesti meritevoli della vittoria finale per 2-1.

E non finisce qui, infatti il Terlizzi elimina il deludente Molfetta e domenica prossima finale ancora al Miramare, a dimostrazione dell’importanza della terza posizione in classifica.

Veniamo al match: Cinque, orfano di Moro, schiera un dinamico 4-3-3 con il tridente interscambiabile a più riprese, ben supportato da Simone, Pollidori e Romito. In difesa tutti confermati.

Pizzulli si affida ad un 4-3-1-2 con Ventura e Caggianelli inzialmente in panchina.

Il pubblico delle grandi occasioni regala splendide coreografie ed un incitamento continuo ai ragazzi di Cinque, davvero grandi emozioni in una gara spettacolare ed intensa come poche.

C’è grande equilibrio sin dalle prime battute, ma si lasciano preferire gli ofantini che attaccano gli spazi curando molto bene la fase difensiva e di interdizione. Probabilmente si aspettano una sfuriata iniziale del Donia, che a sua volta si concede una fase di studio e palesa un atteggiamento troppo prudente con il tridente non supportato adeguatamente dagli inserimenti, specie sulle corsie laterali laddove il Cerignola è più vulnerabile.

All’8′ l’ottimo Piscopo dalla lunga distanza prova a beffare Leo sul secondo palo, ma il portierino c’è.

Risponde Carminati al 20′, abile a scavalcare Vurchio in uscita con un colpo di testa ma poi “braccato” al momento della conclusione a porta sguarnita. Al 33′ magnifica giocata Carminati-Di Pinto con lo spettacolare tuffo di Romito che di testa spedisce di poco a lato.

Cresce il Cerignola, che esce dal guscio con grande personalità e forza. Il Donia soffre e rischia di soccombere al 35′ sul tiro da distanza molto ravvicinata di Lasalandra che però si lascia ipnotizzare da Leo, a dir poco miracoloso il suo intervento.

Ma sull’azione pesa l’errore del primo assistente, Mangia, che non segnala la partenza irregolare dello stesso Piscopo ed il fuorigioco passivo prima e attivo poi di Lasalandra. Il Manfredonia ed il suo pubblico protestano in maniera veemente.

Al 45′ ancora Piscopo costringe il superlativo Leo a deviare la sfera in corner.

Come spesso accade, nel momento migliore degli ospiti il Donia affonda il colpo vincente al termine di un’azione da applausi orchestrata da Carminati e Papagno con l’impeccabile direttore Portosi, che di petto stoppa e trafigge Vurchio da posizione defilata. Il Miramare esplode di entusiasmo, su Portosi non avevamo dubbi e siamo stati i primi (e gli unici) a decantarne le qualità tecniche prima ancora che arrivasse in riva al golfo.

Il vantaggio giunto al suono della prima sirena risulterà essere decisivo nell’economia del risultato finale.

Pizzulli inserisce Augello, poi Ventura e Caggianelli passando da 2 a 4 punte negli ultimi 20 minuti. Ma è qui che il Manfredonia sfodera una grande prestazione, non concedendo nulla agli ofantini e gestendo senza affanni il pur esiguo vantaggio.

Al 69′ ci prova De Santis, direttamente su calcio di punizione, ed è brivido sugli spalti con la sfera di poco a lato e Leo involatosi ma in ritardo. Al 76′ Carminati, strattonato, resiste alla carica e si presenta a tu per tu con Vurchio ma il suo diagonale si spegne a lato anche per merito del portiere avversario molto bravo nell’uscita.

E’ il preludio al raddoppio: Carminati appoggia comodamente in rete su preciso cross dal fondo di Quitadamo.

Il Cerignola è ormai rassegnato, il pubblico festeggia l’imminente successo, Cinque concede la standing ovation a Portosi e Di Pinto ma….ecco giungere una grave disattenzione su un innocuo calcio di puzione di Zotti che Caggianelli, con un’acrobazia, trasforma in rete.

E pensare che è appena entrato il quinto difensore, Vairo, mossa tattica da rivedere poichè nelle stesse condizioni il San Severo riaprì un match ormai chiuso.

E così è finale triller con Ventura che fallisce l’occasione del 2-2 in pieno recupero prima che Quitadamo gettasse alle ortiche la palla del 3-1.

Il Manfredonia merita la vittoria ma c’è da rivedere qualcosa, il Cerignola esce a testa alta e rimpiange l’occasionissima, seppure irregolare, che avrebbe potuto “cambiare” la partita. Meglio i sipontini sul piano del gioco, più qualità rispetto agli ofantini che a loro volta lottano con altrettanta tenacia prima di “sbattere” sul muro difensivo del Donia nella ripresa e quindi colpevoli di non aver escogitato soluzioni tattiche diverse.

Domenica arriva il Terlizzi, ancor più pericoloso, e se prima arrivasse un regalo…?

MANFREDONIA (4-3-3): Leo, Quitadamo, Papagno, Corbo, D’Arienzo, Simone (79’ D’Angelo), Portosi (89’ Vairo), Romito, Di Pinto (87’ Trotta), Pollidori, Carminati. A disposizione: Della Torre, Paglione, Totaro e Scarano. All. Cinque

CERIGNOLA (4-3-1-2): Vurchio, Corcelli, Colucci, Riontino (74’ Caggianelli), Ingrosso, Matera, Piscopo (65’ Ventura), De Santis, Russo (54’ Augello), Zotti, Lasalandra. A disposizione: Cirulli, Colangione, Compierchio e Caputo. All. Pizzulli

Arbitro: Sig. Ceccon di Lovere
Assistenti: Mangia e De Chirico
Marcatori: 47’ p.t. Portosi, 81’ Carminati, 90’ Caggianelli
Ammoniti: Papagno, Pollidori, Portosi, Colucci e Piscopo
Espulsi: nessuno
Note: Presenti circa 2500 spettatori sugli spalti, trasferta vietata ai tifosi ospiti. Corners: 4-6; Recuperi: 2’+5’

Stefano Favale

Gladiator-Foggia 2-4
Il Foggia passa il turno

Grande Foggia! I rossoneri allenati da mister Padalino sbancano Glagiator e mercoledì affronteranno il Matera che ha pareggiato contro il Monopolis per 1-1.

LA CRONACA DA CALCIOFOGGIA

Nel Gladiator espulso Del Sorbo al 6´ e Schettino al 7´. Gladiator in 7 uomini……
Il Foggia dà l´impressione di poter gestire in tranquillità la gara. Secondo tempo supplementare. Esce Quinto entra Cassandro.
15´ Termina il primo tempo supplementare. 14´ Tortora vicino al gol palla fuori. 11´ Espulso Basta nel Foggia per doppio giallo. 10´ Quarto gol del Foggia con Palazzo che tutto solo al centro dell´area su servizio di Picascia infila la rete sammaritana.2-4 7´ Leonetti raccoglie di testa ed infila la rete del Gladiator. 2-3 6´ primo tempo supplementare. Doppio giallo e va sotto la doccia anche Di Pietro del Gladiator che ora gioca in 9 uomini. Si riprende a giocare. Calcio di punizione per il Foggia dai 30 metri. Sulla palla D´Ambrosio. Fuori.
96´ Fischio del direttore di gara a sancire la fine dei tempi regolamentari. Si va ai supplementari.
95´ Il gioco rimane fermo per qualche attimo. Alla ripresa palazzo sfiora il gol in acrobazia.
94´ Espulso dalla panchina Luce del Gladiator reo di aver lanciato una bottiglia all´indirizzo della panchina foggiana.
93´ Manzo alla conclusione e Micale è provvidenziale con un volo all´incrocio. Dall´angolo Del Sorbo pareggia le sorti della gara. 2-2 90´ Sei minuti di recupero accordati dal sig. Minotti di Roma. 90´ Manzo sfiora il palo su cross dalla sinistra. 87´ Padalino effettua un cambio. Dentro D´Ambrosio esce Agostinone. 83´ Nel Gladiator Feola si gioca la carta Tortora ed esce Longo.
82´ Ancora un angolo e stavolta è Terracciano a mandare di poco fuori. 81´ Sugli sviluppi di un calcio d´angolo Del Sorbo sfiora il gol del pareggio. 80´ Palazzo di testa sfiora il gol del k.o. La sfera colpisce in pieno la traversa.
76´ I tifosi locali cominciano a rumoreggiare. Volano bottiglie in campo. 75´ Cambio in casa Gladiator. Esce Gatta entra Manzo. 74´ Sul dischetto stavolta va capitan Agnelli che realizza la rete del vantaggio. 1-2
73´ Batte Giglio e Maiellaro para il penalty ma sulla sua respinta altro atterramento in area ed altro calcio di rigore. 72´ Leonetti steso in area per il direttore di gara è calcio di rigore. Sul dischetto va bomber Giglio. 69´ Giglio manca la rete del vantaggio a tu per tu con Maiellaro sugli sviluppi di un angolo. 68´ Primo fallo di Palazzo ed il neo entrato viene già ammonito.
63´ Sugli sviluppi del calcio di punizione la palla sbatte sulla barriera e sulla respinta Longo va alla conclusione e sfiora il gol.
63´ Ammonito Tomaselli per fallo di mani dal limite.
62´ Esce Compierchio entra Palazzo nel Foggia.
60´ Gladiator pericoloso con Bizzarro para Micale.
58´ Primo cambio della gara. Il Gladiator manda in campo Di Pietro e sostituisce Bonavolontà.
57´ Ammonito ancora Leone per una brutta entrata su Picascia. Già ammonito viene espulso dal direttore di gara. Gladiator in dieci uomini.
56´ Agnelli al tiro e Foggia che sfiora il secondo gol palla che sfiora il palo alla destra di Maiellaro.
55´ Le due squadre si affrontano a centrocampo. Al momento poche emozioni.
Gladiator e Foggia sono tornate in campo per i secondi 45 minuti della ripresa.
Il primo tempo termina con una grande conclusione di Agostinone dai 25 metri con Maiellaro che si salva in angolo. 46´ Foggia in gol con Leonetti che in mischia su conclusione di Agnelli realizza. 1-1
42´ Buona azione del Foggia con Agnelli che sbaglia l´ultimo passaggio a Giglio.
41´ Cross di Bizzarro e nessuno è pronto in area a concludere. Pericolo scampato per i rossoneri.
38´ Ammonito Basta nel Foggia per fallo tattico su Del Sorbo.
36´ Gladiator in vantaggio. Calcio di punizione battuto da Bizzarro e Terracciano di testa infila Micale. 1-0
33´ Ammonito Agostinone del Foggia dopo aver perso palla sulla trequarti.
28´ Ancora il Foggia pericoloso con un tiro di Agnelli dai 20 metri e sfera che finisce fuori. 27´ Combinazione Giglio-Leonetti chiude bene la difesa del Gladiator. 21´ Ci prova dalla distanza Agnelli para con difficoltà Maiellaro su leggera deviazione di Criscuolo. Gara al momento molto equilibrata.
13´ Pericoloso il Gladiator con Mocerino al cross e Micale controlla che la sfera termini fuori.
8´ Ammonito Leone del Gladiator per fallo di mani a centrocampo.
2´ Picascia converge al centro Giglio di testa sfiora il vantaggio.

Gladiator in completo bianco con strisce neroazzurre e Foggia nella classica tenuta rosso nera. Cielo poco nuvoloso, spettatori un migliaio circa. Come noto assenti i tifosi del Foggia. Arbitra la sfida il sig. Minotti Marco della Sezione di Roma. Assistenti De Meo Roberta di Formia e Zanella Simone di Latina.
Gladiator e Foggia in campo al Piccirillo di Santa Maria Capua Vetere. Gli schieramenti in campo: GLADIATOR: Maiellaro; Schettino, Mocerino, Criscuolo, Terracciano; Leone, Bizzarro, Gatta, Bonavolontà; Del Sorbo, Longo. IN PANCHINA: Voli, Incarnato, Di Pietro, Puccinelli, Manzo, Luce, Tortora. All. FEOLA Vincenzo
ACD FOGGIA CALCIO: Micale; Tommaselli, Basta, D´Angelo; Agnelli; Compierchio, Picascia, Quinto, Agostinone; Giglio, Leonetti. IN PANCHINA: Mormile, Esposito, Cassandro, D´Ambrosio, Gentile, Palazzo, Ferrante. All. PADALINO Pasquale

Play Off Eccellenza
Manfredonia – Cerignola vale la finale play off

Chi vince va in finale. Manfredonia-Cerignola non sarà solo il classico derby, ma una partita che potrebbe valere una intera stagione.

Da una parte la formazione garganica che vuole tentare la scalata al massimo campionato dilettantistico, dall’altra la compagine ofantina che dopo aver perso la finalissima di coppa Italia e dopo aver sfiorato per ben due anni consecutivi la promozione, cerca il riscatto. Si affrontano due tra le più forti squadre dell’Eccellenza: Carminati, Di Pinto, Romito, Pollidori tra i biancocelesti; Caggianelli, Zotti, Lasalandra nelle frila gialloblu. Sarà anche il derby di due bravi allenatori: Cinque e Pizzulli. Sarà gara unica. la semifinale play off Puglia sii giocherà al Miramare per la migliore posizione di classifica del Manfredonia. Calcio d’inizio alle 16,30. Fischierà il signor Marco Ceccon della sezione arbitri di Lovere (Bg) coadiuvato da Mangia di lecce e da De Chirico di Barletta. Chi passa se la dovrà vedere in finale con la vincente tra Molfetta e Terlizzi.

Saverio Serlenga

Gladiator -Foggia
primo passo verso il calcio che conta.

Foggia - Pasquale Padalino

Pasquale Padalino

Il Foggia di Padalino proverà ad entrare nella storia. Sarebbe più opportuno dire “a ritornare nella storia”, quella del calcio che conta, nel campionato di Lega Pro in cui una piazza come Foggia sarebbe già un lusso, ma che attualmente è lontana anni luce.

Potremo riassumere così questa partecipazione del Foggia ai playoff che non darà a nessuno, neanche al vincitore assoluto, la promozione matematica al campionato immediatamente successivo, ma servirà a stilare una graduatoria di ripescaggio per un’estate che si preannuncia calda non solo a livello climatico.

E il Foggia a Santa Maria Capua Vetere, laddove aveva iniziato questo nuovo cammino nove mesi fa, sarà solo. Un condottiero solo con la sua spada  e il suo cavallo, ma orfano di alleati, in mezzo ad una miriade di avversari pronti a farne un trofeo di guerra. La truppa di Padalino, però, ha dalla sua un “corteccia” dura, già ben collaudata e con un anno intero passato in solitudine lontano dallo Zaccheria (si possono contare sulle dita di una mano, infatti, le trasferte in cui i tifosi del Foggia hanno potuto seguire la squadra). Solo ma con una città intera pronta a spingere, seppur a distanza, il proprio paladino oltre il primo ostacolo.

Solo e per di più con un unico obiettivo e con un unico mezzo per raggiungerlo: la vittoria. Non ci saranno altri risultati che potranno dare ai rossoneri il passaggio del turno se non la conquista del “Piccirillo”. In 90 o 120 minuti che potrebbero far continuare questa storia rossonera e proseguire nel tentativo di ritorno nella storia di un calcio più consono al blasone della città.

Fabio Lattuchella            

Foggia Calcio: Sei gol in amichevole
solo 30´ di gioco per Giglio

stemma FoggiaSei gol in amichevole per prepararsi al meglio alla semifinale play off contro il Gladiator. I rossoneri hanno superato l´Alexina (Lesina), formazione di prima categoria. Le reti portano le firme di Leonetti, Agnelli, Palazzo, Giglio, Ferrante e Ardore.
Solo 30´ di gioco per Giuseppe Giglio, per il quale, pero´, non dovrebbero esserci particolari problemi. Intanto salgono le quotazioni di Basta nel ruolo di sostituto dello squalificato Loiacono.

Domenico Carella – calciofoggia.it

Quando la sfera varcò la fatidica linea bianca.
San Severo benvenuta in serie D

 

Mr. Danilo Rufini

AntonioPioCristino – sanseverosport

Agli occhi di chi segue professionalmente le vicissitudini dell’U.S.D. San Severo da un ormai decennio, il rasoterra velenoso e vittorioso di Ianniciello al 93’ di una gara che sembrava persa appena sei minuti prima, ha avuto l’effetto del più dolce degli incantesimi.

Dalla fine di un sogno, l’avvio di un incubo, al dolce tepore mentre il tempo si ferma e la sfera viaggia veloce, ma lenta agli occhi di chi ha amato questi colori fin nel profondo dell’anima, e si appresta a varcare la fatidica soglia bianca che separa l’estasi dalla realtà. Da quel preciso istante del 93’ minuto dell’ultima sfida di campionato è nato un ponte che ha riportato il cuore ad una piovosa domenica pomeriggio di quasi quattro anni fa. Era maggio, e il San Severo si giocava una fetta del proprio destino, cercando un’insperata rimonta sul terreno fatiscente del ‘Degli Ulivi’ di Foggia. Non vi era quasi nessuno a supportare i colori sanseveresi, cosicché pochi esultarono al 95’ minuto del match, quando il tiro dagli undici metri di Daniele Pazienza evitò alla Città dei campanili l’abisso della 2°Categoria e, probabilmente, la fine del calcio cittadino almeno per ciò che concerneva la storica Unione Sportiva. Quattro anni dopo, sempre a maggio, questa volta nel catino del Ricciardelli baciato dal sole, l’urlo di gioia di tremila persone ha sfondato il muro del fato avverso, mentre quella sfera varcava la fatidica linea bianca. Il vecchio Ricciardelli aveva il battito del cuore più forte, pulsava di energia vitale mentre trascinava i suoi ragazzi alla conclusione di un percorso indelebile. L’abbraccio alla serie D dei ragazzi in giallo granata, dopo le frustate inflitte da un Mola mai domo, ad immagine e somiglianza di quel Mimmo Caricola che lo guida dalla panchina, è arrivato rinfrescante e liberatorio ed ha chiuso i conti con il passato. Da quel rigore siglato al 95’ di una gara disputata su uno sperduto tappeto in terra battuta diventato fango, ai tremila del Ricciardelli, sono passati quattro campionati e tre promozioni, la ricostruzione di un intero movimento, l’arrivo e la passione di nuovi protagonisti, il fiuto e la competenza, nonostante le innegabili difficoltà connesse al fare sport dilettantistico in questo particolare periodo storico-economico. Una rivoluzione incarnata da un allenatore che farà strada. Un demiurgo più che una guida tecnica al quale anche il sottoscritto deve esprimere il suo mea culpa per lo scetticismo iniziale. Danilo Rufini ha impastato con ingredienti sopraffini quel materiale umano (non solo sportivo), con il quale ha costruito la strada verso la serie D alla prima esperienza su una panchina d’Eccellenza. Rufini è un predestinato, un vittorioso dall’umiltà innata che non potrà non prospettargli sentieri ancora più prestigiosi per il futuro. E di questo un gran merito va dato all’intuito del patron Dino Marino e della dirigenza sanseverese, che hanno saputo puntare sull’uomo giusto, dando continuità e fiducia all’intero ambiente miscelato a colpi di fede e ardore. Fede e ardore incarnati in campo da due assoluti protagonisti di questo campionato, Luigi Ianniciello, difensore centrale, uno spilungone magro di 27 anni che non ama parlare ai microfoni e preferisce agire sul campo. E lo ha fatto, lo fa, segnando goal decisivi, trascinando i suoi compagni fino alla consacrazione conferitagli dai tre goal decisivi nelle ultime due giornate che hanno regalato i sei punti della promozione. Anche lui era stato incasellato inizialmente sotto la voce incognita dall’intero ambiente, trasformandosi poi nel cigno dei sogni di un’intera città. E la faccia barbuta di Michele Conte, il capitano, colui che ha sposato lo spirito di questa squadra da sanseverese doc. Migliore in campo a centrocampo, in difesa, ovunque sia stato schierato. Chapeau.

Il pensiero viaggia indietro nel tempo, ai Messinese, Tartaglione, Profilo, Pazienza, Marino, De Gennaro che salvarono quel San Severo dal precipitare nella penultima serie, e ritorna agli odierni protagonisti, Ladogana, Cesareo, Florio, Russi, agli argentini Galetti e Ganci, alla splendida avventura di Edy Kamano. Ma gli eroi assoluti della più bella stagione degli ultimi venti anni di storia sanseverese sono stati loro, che sono passati dalla pioggia dello spareggio del ‘Degli Ulivi’ di Foggia, dall’abisso della 2°Categoria lì, a pochi rintocchi di lancetta, richiuso solo dalla forza e l’orgoglio; al caldo sole del 1 maggio, ai 3000 mila del Ricciardelli, ad un traguardo pregustato, violato e apparentemente murato da una sorte beffarda, ed infine riaperto solo dalla forza e l’orgoglio di chi indossa quei colori … I COLORI GIALLOGRANATA …. BENVENUTA SERIE D A SAN SEVERO.

La festa a fine gara … foto Nico D’Amicis

 

Manfredonia – Cerignola
Vietata la trasferta ai tifosi ospiti

In vista della gara unica della semifinale playoff di eccellenza pugliese di domenica 12 maggio alle ore 16.30, presso lo stadio Miramare di Manfredoni tra i sipontini e l’Audace Cerignola, il Prefetto, dott.ssa Latella, vista la rivalità tra le due tifoserie acuitasi in occasione nella gara di andata di campionato, della scorsa stagione agonistica, disputatasi a Manfredonia in data 2 ottobre 2011, con disordini fuori lo stadio tra le due tifoserie, già prima dell’inizio della gara, ha adottato le seguenti misure:

– Vendita dei biglietti ai soli residenti nel Comune di Manfredonia, muniti di documento di riconoscimento al momento dell’ acquisto del titolo d’ingresso
– Chiusura del settore ospiti
– Incedibilità del titolo d’ingresso.

Per tali motivazioni, i tifosi del Cerignola non potranno presenziare alla gara che si svolgerà domenica 12 maggio alle ore 16.30.

Ufficio Stampa e Comunicazione – A.S.D. Manfredonia CalcioGiuseppe Ognissanti

Foggia – Alexina
Amichevole domani allo Zaccheria

stemma FoggiaE´ prevista per domani, giovedi´ 9 maggio 2013, alle ore 15.00, sul manto erboso dello stadio comunale “Pino Zaccheria”, la gara amichevole che il Foggia, guidato dal tecnico Padalino, disputerà contro L´ Alexina (Lesina), squadra militante nel Campionato di Prima Categoria Pugliese. Un test probante, utile all´intero staff tecnico rossonero per testare le condizioni di tutti i calciatori a disposizione.

fonte: acdfoggiacalcio

Manfredonia Calcio
Selezione portieri 1995/1999

Si terrà giovedì, 9 maggio, alle ore 17 presso lo stadio Miramare, la 1° selezione dei portieri nati dal 1995 al 1999, organizzata dall’A.S.D. Manfredonia Calcio, con il preparatore dei portieri del settore giovanile dell’Associazione Sportiva sipontina Marco Puzzolante.

Per informazioni: tel e fax 0884/ 514431. Email: asdmanfredoniacalcio@libero.it

Giuseppe Ognissanti

Foggia ad un passo dai playoff
Alzi la mano chi se lo sarebbe aspettato.

Foggia - Pasquale Padalino

Pasquale Padalino

Alzi la mano chi dopo la gara di Bisceglie o di Grottaglie, all’andata, avrebbe mai pensato che i rossoneri di mister Padalino potessero presentarsi a Pomigliano, per l’ultima di campionato, con un punto di vantaggio sulla sesta.

Agnelli e compagni, probabilmente, avranno quella mano tesa verso l’alto perché, in fin dei conti se non ci avessero creduto almeno loro,  non ci sarebbe stata storia e staremmo qui a parlare di una gara di fine campionato.

E invece la sensazione è che il campionato del Foggia cominci proprio ora. Da Pomigliano, dove i rossoneri devono autenticare la propria partecipazione ai prossimi playoff di serie D, contro un avversario ormai già sulle spiagge della costiera.

Padalino metterà in campo, naturalmente, il miglior undici possibile, con Micale e Giglio vertici intoccabili avanti  e dietro,  con Agnelli trascinatore a centrocampo, con Loiacono, D’Angelo e Tommaselli pronti a dare il giusto sostegno alla manovra offensiva. Già perché, forse, la vera forza del Foggia è proprio questa.

L’azione passa sempre dai piedi del trio di centrocampisti, Quinto, Agnelli e ultimamente un ottimo Gentile, degno sostituto di Agostinone, ma  i tre della difesa spesso salgono quasi a schiacciare l’avversario innanzi la propria porta.

E tutto questo è sicuramente merito del tecnico foggiano che, in molti, avrebbero “sacrificato” proprio dopo Bisceglie, o magari Grottaglie. Due figuracce, senza dubbio, ma ben ripagate da un risultato che…

Alzi la mano chi se lo sarebbe aspettato.

Fabio Lattuchella

Atletico Vieste – Manfredonia 0-3
Le pagelle della gara

Ecco le pagelle di Atletico Vieste-Manfredonia

Leo 6,5: salva su Gentile e Longo, sempre attento;

Quitadamo 6: solita gara generosa con qualche limite;

Papagno 6: un pò spento, si risparmia in vista del gran finale;

Moro 6,5: si sacrifica per necessità in un ruolo non suo, grande impegno;

D’Arienzo 6,5: dalle sue parti raramente si passa, una garanzia;

D’Angelo 5: non pervenuto;

Simone 6: ordinato e presente nel vivo del gioco;

Portosi 6,5: comprendiamo il suo disappunto al momento della sostituzione, è suo il numero da applausi;

Di Pinto 6,5: un gol e qualche giocata di “fino”, seppure sia in lieve calo;

Romito 6,5: lotta su ogni pallone, grinta e cuore ma anche qualche errore di fraseggio;

Trotta 6: impegno da vendere ma poco lucido sotto porta oggi;

Pollidori 6,5: esperienza e personalità a centrocampo;

Carminati 8: è in forma smagliante, è l’uomo in più del Donia

Atletico Vieste: Bua 5; Silvestri 5,5; Sollitto 6; Ricucci 6,5; Campanella 5,5; Pelusi 5,5; R.Augelli 5,5; Longo 6,5; Grieco 5; Basso 5,5; Gentile 6; Colella 6,5; Perlangeli 5,5; Pasquariello s.v.

Atletico Vieste – Manfredonia 0-3
E’ ancora BrazilDonia nel 3-0 al Vieste

Manfredonia - Carminati

Raphael Carminati

E’ la vittoria delle motivazioni nel derby dell’ultima giornata di campionato. Il Vieste, orfano di Camasta e P.Augelli, è schierato con il 4-3-1-2. Risponde Cinque, accoglienza tiepida per lui, con il 4-2-3-1 con Moro difensore centrale a causa dei forfait di Vairo e Corbo, quest’ultimo in panchina.

Pronti e via: al 56” Bua combina la frittata con Campanella che lascia sfilare un lancio in profondità dalle retrovie del Manfredonia. Si avventa come un falco Carminati, migliore in campo, e beffa l’incerto Bua. I sipontini sono più intraprendenti, ma la gara è giocata a viso aperto anche dal Vieste che al 6’ costringe Leo a compiere un’uscita provvidenziale sui piedi di Gentile.

Un po’ di leggerezza nel reparto difensivo non consentono di dormire sonni tranquilli al Donia. Al 13’ è R.Augelli l’autore di una bella torsione con tiro al volo di poco a lato con Leo appostato. Al 21’ Pollidori ci prova dai 20 metri ma Bua non si lascia sorprendere. Al 32’ superlativa falcata di Portosi sulla fascia, il cui cross rasoterra trova il liberissimo Carminati in ritardo di un niente.

Sarebbe opportuno cercare il raddoppio, ma come spesso è accaduto al Manfredonia formato trasferta ciò non avviene. La priorità è gestire l’esiguo vantaggio con la complicità di un Vieste senza mordente. Al 36’ doppio cambio di Cinque: dentro Di Pinto e Simone per Portosi e D’Angelo. La motivazione? dare profondità in avanti con il trio delle “meraviglie” e conferire maggiore compattezza ed ordine a centrocampo con Simone. Si passa al 4-3-2-1 con Di Pinto terminale offensivo, Trotta spostato a sinistra e Carminati a destra. Spiace per Portosi, di certo buona la sua prestazione.

Nella ripresa Terracenere lascia negli spogliatoi R.Augelli e Perlangeli. Al loro posto l’ottimo Longo e Basso. All’8’ ghiotta opportunità per i sipontini: assist pregevole di Di Pinto per Trotta che però tentenna e si lascia soffiare la sfera da Bua in uscita. Lo imita Longo al 15’ su assist di Gentile con Leo che imita Bua. Il risultato è in bilico, il Donia non affonda il colpo ma il Vieste vive solo di fiammate e qualche individualità, su tutti Ricucci e Longo. Al 75’ grande azione di Carminati che salta un uomo e va sul fondo. Il suo cross viene involontariamente deviato da Campanella alle spalle di Bua, evitando la sicura marcatura di Trotta appostato in solitudine sulla linea di porta.

Ricucci e Campanella si fanno male e il Vieste gioca gli ultimi minuti in 9 uomini. C’è tempo per il tris firmato da Di Pinto, su assist di Carminati, che parte del pubblico e Terracenere non gradiscono. Il Manfredonia centra così l’obiettivo del terzo posto ed ora attende il Cerignola al “Miramare” nella semifinale dei playoff, il Vieste saluta un campionato a dire il vero anonimo se guardiamo al potenziale della squadra.

ATLETICO VIESTE (4-3-1-2): Bua, Silvestri, Sollitto, Ricucci, Campanella, Pelusi, R.Augelli (46’ Longo), Grieco (71’ Pasquariello), Gentile, Colella, Perlangeli (46’ Basso). A disposizione: Muscato, Cignarale, Nanni, Molinaro. All. Terracenere

MANFREDONIA (4-2-3-1): Leo, Quitadamo, Papagno, Moro, D’Arienzo, D’Angelo (36’ Simone), Portosi (36’ Di Pinto), Romito, Trotta (80’ Scarano), Pollidori, Carminati. A disposizione: Della Torre, Paglione, Corbo, Stoppiello. All. Cinque

Arbitro: Sig. De Leo di Molfetta
Marcatori: 1’ e 75’ Carminati, 89’ Di Pinto
Ammoniti: Moro e Romito
Espulsi: nessuno
Note: spalti abbastanza gremiti, con divieto di partecipazione ai tifosi sipontini. Clima estivo, terreno sintetico in buone condizioni. Corners: 2-0; Recuperi: 1’+2′

Stefano Favale

San Severo – Atletico Mola 3-2
E’ serie Delirio

Mr. Danilo Rufini

Antonio Pio Cristino – SanSeveroSport

SAN SEVERO – Una sceneggiatura da film delirante, un pugno nello stomaco di tifosi e addetti ai lavori. Il San Severo all’87’ del match casalingo contro l’Atletico Mola, la gara della festa, la classica passerella finale, era precipitato a due reti dalla promozione, traguardo pregustato da favorita alla luce del primo posto in classifica a novanta minuti dal termine del campionato. Al fischio finale dell’ennesimo arbitro extraregionale che quest’anno ha diretto i giallogranta, Ireneo Vidali di Pordenone, i dauni si sono invece catapultati in un abisso di gioia. Luigi Ianniciello, autore di una doppietta in due minuti, dopo il goal decisivo già siglato domenica scorsa al ‘Dimitri’ di Manduria, ha regalato la promozione più bella all’intera città campanili. Si alza forte il grido dei quasi tremila spettatori che quest’oggi gremivano gli spalti del glorioso Ricciardelli, riportando il ricordo di tutti gli appassionati giallogranata ad un passato distante ormai vent’anni, quando i sanseveresi calcavano i campi del Campionato Nazionale Dilettanti contro Taranto, Casertana, Puteolana e Maglie. Dopo venti anni di attesa il San Severo è finalmente tornato lì dove ha voluto fortemente arrivare intraprendendo e portando a termine questo splendido cammino stagionale, in serie D.
Alle 16,30 di un caldo 1 maggio, Il San Severo era chiamato a legittimarsi al cospetto di un Mola che di miracoli a iosa ne ha compiuti con il ritorno in panchina di Mimmo Caricola. I biancoblu, precipitati in una difficile crisi societaria appena dopo l’inizio della stagione, sono infatti riusciti a riportarsi ad un passo dai play off. Entrambi i team avevano dunque necessità di vincere quest’ultimo incontro del campionato di Eccellenza 2012/13, ed in campo non sono state pronte a fare sconti.
Mister Rufini non può disporre dello squalificato Russi. Opta dunque per l’inserimento del mediano Kamano nel ruolo di terzo under insieme al portiere Pizzolato e a Mangiacotti. Gigi Di Simone si sposta sulla fascia sinistra con compiti da terzino, lasciando spazio a Conte e Ianniciello al centro della difesa. Il reparto offensivo scelto dall’allenatore sanseverese è il medesimo che ha fatto bene a Manduria tre giorni fa: Galetti, Ladogana, coadiuvati sugli esterni da Ancona e Lanave.

Mimmo Caricola non ha a disposizione l’infortunato Rizzi e il giovane attaccante D’Ambruoso. L’argentino Millan prende posto al centro della difesa, mentre in avanti c’è spazio per Zonno a supporto di Novembrino e del pericoloso Giacco.
Ad inizio gara le due squadre si affrontano a viso aperto. La prima emozione la segnala un tiro dalla distanza di Ancona che procura non pochi grattacapi a Petruzzelli. Dall’altra parte, Pizzolato è chiamato agli straordinari sulla conclusione dal settore destro dell’area sanseverese dell’attaccante molese Novembrino. Al 22′, anche Lanave conclude da ottima posizione nel centrodestra dell’area avversaria, ma, come nell’occasione precedente, l’estremo difensore si fa trovare più che pronto. Al 24′, Ladogana sfiora il palo alla destra di Petruzzelli schiacciando il pallone di testa da posizione ravvicinata. Il San Severo fa la partita nella fase centrale del primo tempo. Al 29′, è il puntero Galetti a colpire di testa, ma Petruzzelli è nuovamente insuperabile. Al 33′, su un perfetto cross a mezza altezza dalla destra di Ancona, Ladogana ha la più ghiotta delle occasioni. La punta, ex della gara insiema a Lanave, Mongelli e Cesareo, si coordina per il tocco al volo nel pieno dell’area piccola di competenza di Petruzzelli, mandano la sfera incredibilmente oltre la traversa. Nel finale della frazione, il Mola riesce a prendere le giuste contromisure agli avversari, non correndo più alcun pericolo.
La ripresa si apre con lo shock del vantaggio ospite ottenuto nella maniera più assurda. Al 50′, su un più che innocuo cross proveniente dalla destra, il baby Pizzolato prima blocca la sfera, poi se la fa sfuggire oltre la linea di porta suscitando l’incredulità di compagni e avversari. Tra lo sconcerto di tutti e dopo qualche secondo, Vidali sancisce il goal del vantaggio biancoazzurro. Il San Severo si getta in avanti con tutte le sue forze e coglie immediatamente il pareggio. Superba azione di Kamano che dribbla due avversari e conclude appena dentro l’area barese. Il rasoterra è stoppato dall’ennesimo grande intervento di Petruzzelli, tuttavia sulla palla vagante si avventa Galetti che non sbaglia il tap in. Al 59′, il neo entrato Cesareo conclude di poco alto dal limite dei sedici metri ospiti. Al 64′, Petruzzelli diventa il protagonista assoluto del match, salvando con un puro gesto d’istinto il pallone calciato al volo da Cesareo, solo nell’area della sua ex squadra, e meritandosi tutti gli applausi del pubblico. Il San Severo preme con decisione sull’acceleratore. Petruzzelli è ancora protagonista su una doppia conclusione consecutiva dei dauni al 71′, quindi è Millan a respingere sulla linea il terzo tiro operato questa volta da Silvestri. Al 76′, Cesareo ottiene il secondo cartellino giallo, forse un pò eccessivo, che gli vale l’espulsione.
Nonostante l’uomo in meno, il San Severo continua a gettarsi in avanti prestando ovviamente il fianco ai contropiedi del Mola. I biancoazzurri hanno due buone occasioni ma non ne approfittano. All’87’, però il neoentrato Serri ha tutto il tempo di controllare la sfera nei sedici metri giallogranata e battere Pizzolato per la seconda volta. Sembra tutto finito e il gelo cala inesorabilmente sui sogni di rivalsa di un’intera città, quando all’89’, di forza, e dopo un furioso batti e ribatti in area molese, Ianniciello ha la giusta lucidità per trovare il guizzo dell’ormai insperato pareggio. L’eterno Petruzzelli si prende il lusso di un nuovo miracolo d’istinto al 90′, ma al 91′, come nei più classici thriller cinematografici, il colpo di scena ribalta le sorti di un match che aveva ormai assunto contorni beffardi per i tremila del ‘Ricciardelli’. Ancora lui, ancora bomber Ianniciello conclude l’ennesimo assalto giallogranata con un rasoterra velenoso, e fa scoppiare la gioia più indescrivibile e coinvolgente che uno sport come il calcio possa regalare.

Il San Severo spicca il volo verso la serie D e lo fa mandando il delirio i propri tifosi, gli addetti ai lavori e un’intera città.

SAN SEVERO. Pizzolato; Mangiacotti (77′ De Vivo), Di Simone, Ianniciello, Conte (52′ Cesareo); Kamano, Silvestri, Lanave (46′ Selvaggi), Ancona; Galetti, Ladogana. A disposizione: Renna; Annese, Ganci, Mongelli. Allenatore: Rufini.

ATLETICO MOLA. Petruzzelli; Pagnelli, Frappampina (64′ De Florio), Fumai, Mastrolonardo, Millan, Abbinante (35′ Lorusso), Schirone, Giacco, Zonno, Novembrino (66′ Serri). A disposizione: Ritorno; Renna, Pansini, Ferrante. Allenatore: Caricola.

RETI: 50′ Pizzolato autorete (A); 56′ Galetti; 87′ Serri (A); 89′ – 91′ Ianniciello.
ARBITRO: Vidali di Pordenone.
NOTE – Spettatori 3000 circa. Ammoniti Ancona e Silvestri del San Severo; Mastrolonardo, Millan e De Florio dell’Atletico Mola. Espulso Cesareo del San Severo al 76′ per doppia ammonizione.

La festa a fine gara … foto Nico D’Amicis

Atletico Vieste – Manfredonia 0-3
La sintesi della gara

Il Manfredonia ha vinto a Vieste, per la prima volta in Eccellenza, e ha confermato la terza posizione in classifica al termine della stagione regolare.  Reti di  Carminati (1′pt e 30′st ) e Di Pinto (43’st ).
Servizio della 30° di Campionato della Eccellenza Pugliese del 01 Maggio 2013 tra e l’Atletico Vieste e l’A.S.D. Manfredonia Calcio. Buona Visione.
Antonio Caterino
 
[cvg-video videoId=’224′ width=’600′ height=’400′ mode=’playlist’ /]