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Il Trani s’interroga: ancora nessun incontro con il Comune

…e, intanto, il tempo passa

Per il Trani è iniziato il mese della passione. Il 30 giugno scade il termine per le iscrizioni alla campionato d’Eccellenza, e, per la verità, la partecipazione del sodalizio presieduto da Roberto Pellegrini non può darsi assolutamente per scontata. Infatti, ci sono molte questioni sul tappeto da affrontare prima, e, allo stato, nulla si deve escludere.
Per esempio, un incontro tra Comune e società ancora non vi è stato. Durante un recente dibattito radiofonico, l’assessore allo sport, Fabrizio Sotero, aveva assicurato massima disponibilità al presidente anticipando, da lì a poco, un imminente incontro istituzionale fra le parti, ma, «ad oggi – fa sapere l’addetto stampa della società, Michele Dicorato -, sul punto vi è il silenzio totale».
Le maggiori preoccupazioni della società riguardano le condizioni del terreno di gioco: arriva il gran caldo e, nonostante lo stesso sia affidato in gestione alla Polisportiva Trani, il rischio che il Trani paventa è trovarlo, alla ripresa degli allenamenti, in uno stato tale da non consentire una facile preparazione. Lo scorso anno il terreno si presentava in gran parte bruciato, gibboso e complessivamente poco praticabile: «Non potremmo accettare di ritrovare la stessa situazione anche all’inizio di questa nuova stagione», fanno sapere dalla società. Non pretendiamo nulla, se non un po’ di attenzione e minimi servizi per lavorare serenamente. Tuttavia, se neanche c’è lo spazio per un incontro ufficiale diventa davvero difficile programmare qualsiasi cosa».

radiobombo.it

Scenari difficili tra i dilettanti

In questo periodo dell’anno, a bocce ferme (almeno per quanto riguarda il calcio giocato), tutte le attenzioni sono rivolte alla programmazione per la prossima stagione, tra le speranze di ripescaggio, per le squadre che hanno vinto i playoff o che almeno sono arrivate in finale, ma anche vera e propria “raccolta fondi” per le compagini in difficoltà economica e alla ricerca di nuova linfa per andare avanti.
Poi ci sono le società che rischiano grosso e che stanno pensando seriamente ad un ridimensionamento dei piani o addirittura ad abbandonare il titolo sportivo. Non solo discorso economico, ma anche problemi legati alla struttura, con società, anche in categorie importanti, che non hanno un campo adeguato in cui disputare le proprie partite casalinghe. Difficoltà ci sono a San Severo, in serie D, ma soprattutto in campi come Alberona, che corre alla ricerca di un’agibilità difficile da ottenere per la Seconda Categoria, mentre a Biccari sembra esserci la difficoltà di “collaborazione” tra le due società che si dividono la struttura.
Situazione economica difficile in alcune realtà pugliesi di Serie D, non della provincia di Foggia ma che potrebbero avere conseguenze anche sulle foggiane, con Bisceglie e Grottaglie che sembrano in crisi, tanto da lasciar sperare le squadre in attesa di un ripescaggio che, altrimenti, sarebbe a rischio, complice la molto probabile riforma dei campionati di Eccellenza e Promozione che dovrebbero essere a 16 squadre. Si torna a sperare, quindi, a Monte Sant’Angelo, Apricena e Stornarella, società che, senza qualche “defezione” estiva importante, non avrebbero l’opportunità di giocarsi le proprie chance di gloria.
E poi c’è sempre l’incognita legata all’Audace Cerignola, con la società ofantina che vorrebbe rientrare nei panorami calcistici importanti.
Fabio Lattuchella

Un anno da favola per la reginetta Monte

stemma Monte Sant'AngeloUn annata straordinaria per la squadra di Celestino Ricucci. Da neopromossa a reginetta del campionato di Promozione.
Alzi la mano chi ci avrebbe puntato qualcosa. Il Monte Sant’Angelo, reduce da due promozioni in altrettanti anni (che l’hanno portata in Promozione dalla Seconda Categoria prima con Piemontese e poi col tecnico foggiano Celestino Ricucci) ha cominciato questo campionato, il secondo per importanza a livello regionale, non con i favori del pronostico. È chiaro, però, che l’entusiasmo che si era creato in una piazza affamata di calcio, come Monte Sant’Angelo, aveva lasciato intendere che i tifosi e i sostenitori dei bianconeri non si sarebbero accontentati di un campionato da comprimari. Ma dalla speranza di fare un ottimo campionato al farlo per davvero la differenza è sostanziosa. Alla fine di tutto, in seno al paese garganico, si può tranquillamente dire di aver fatto qualcosa di eccezionale. I numeri parlano chiaro in tutto l’arco del campionato: sette vittorie e otto risultati utili consecutivi nella prima parte della stagione, terzo posto finale e sconfitta solo al 120’ nella finale playoff, 21 vittorie e 6 pareggi in 34 partite, miglior attacco con 71 reti segnate (media di 2,088 a partita), terza miglior difesa (31 gol subiti) e seconda miglior difesa delle gare casalinghe, miglior differenza reti (+40). Numeri da capogiro per una piazza che vuole continuare a stupire, magari con un salto di categoria che potrebbe lasciare con il fiato sospeso fino ad estate inoltrata, ma che potrebbe regalare alla squadra del Monte una nuova avventura in quello che rappresenta il “top” del calcio a livello regionale.
Fabio Lattuchella

Diego Del Vento, patron dell’Artemisium S.Agata, parla della squadra

Dopo la vittoria del campionato di Seconda Categoria Campana, in casa Artemisium di Sant’Agata di Puglia si programma già la prossima stagione. Il presidente Diego Del Vento ci parla degli elementi fondamentali che potranno fare la differenza nella prossima stagione. < >. L’Artemisium, ha tempo per programmare il primo campionato di Prima Campana, ma la società è già al lavoro per dare sempre più elementi validi al mister Mauro Romano. < < Possiamo lavorare, programmare e visionare i calciatori, con un buon margine. Abbiamo già ottimi elementi – prosegue il patron Del Vento - un’ottima base per il prossimo campionato. C’è la possibilità di effettuare scelte decisive con maggiore serenità rispetto alla passata stagione, quando abbiamo dovuto fare una squadra, che ci ha dato soddisfazioni immense. Su tutti i campi, andremo a giocarcela per far vedere le nostre potenzialità come squadra e quanto sia grande la nostra voglia di emergere e di fare risultato, sia come società che come gruppo. La piazza merita tanco - continua il presidente – ha fatto e sta facendo tantissimi sforzi per poter dare a tutti una soddisfazione che ci possa far gioire in un campionato che vogliamo ricordare. Per quanto riguarda il discorso della linea verde, abbiamo già visionato ragazzi che hanno mostrato carattere, anche in squadra abbiamo ottimi elementi che potranno darci in futuro molto>>. Nella prossima settimana ci sarà l’incontro con squadra, staff tecnico e dirigenti, poi i primi annunci a partire dalla riconferma o meno del tecnico Mauro Romano.
Giovanni Vivolo per Il Mattino di Foggia e Provincia

Gestione dello Stadio, i Grilli di Trani vogliono vederci chiaro

Nei giorni scorsi l’associazione ha fatto richiesta di accesso agli atti sul contratto di gestione

«Nel pieno rispetto della filosofia del Movimento 5 Stelle che persegue sia la trasparenza di tutto quanto attiene al bene pubblico, sia un processo condiviso di individuazione delle priorità collettive, l’Associazione Grilli di Trani ha inoltrato nei giorni scorsi una richiesta di accesso agli atti inerenti la gestione dello Stadio Comunale; a partire dal relativo bando di gara fino ai provvedimenti con i quali tale concessione è stata prorogata».
E’ quanto si legge in una nota a firma di Manlio Pertout a nome dell’Associazione Grilli di Trani.

«Gli atti che disciplinano tale concessione – precisa Manlio Pertout – non sono presenti sul sito istituzionale e quindi viene negato ai cittadini-contribuenti il diritto, sancito da leggi e norme costituzionali, di accedere ad atti della pubblica amministrazione. Parallelamente vogliamo avviare una fase di partecipazione attiva che porti la cittadinanza a comprendere quali siano le scelte migliori per la gestione futura di un immobile, quello dello Stadio Comunale, che può rappresentare per la Città un valore sportivo e quindi sociale, e non un costo, né un privilegio per pochi».

«Invitiamo, pertanto, tutti i singoli cittadini, le associazioni, le realtà sportive locali ed il Comitato di Quartiere Stadio – conclude la nota – a manifestare pubblicamente le proprie idee, i propri progetti e le proprie proposte. Focalizzati insieme gli obiettivi da raggiungere e analizzate le varie ipotesi per poterli raggiungere si potrà attuare un percorso virtuoso in un confronto limpido tra le istituzioni e la collettività. In caso contrario, risultati scadenti e costi eccessivi ricadranno sui cittadini che, oggi più di ieri, sono poco disposti ad accettare supinamente decisioni sbagliate».

Il Comunale di Trani © Luciano Zitoli

Andria Calcio: dai play out ai play off in un solo anno

Situazione ribaltata in soli 365 giorni per un città che oggi spera nella promozione

Cambiata la categoria, cambiata la società e cambiati gli obiettivi. Esattamente un anno fa, in una data importante e storica per l’Italia intera dal 1946, la principale squadra di calcio andriese, l’ormai defunta Andria Bat, disputò e perse 0-1 la gara di ritorno dei play out di Prima Divisione contro il Barletta che la condannò alla retrocessione e al conseguente fallimento. Ad un anno da quella tragica data per il calcio andriese, però, la situazione si è ribaltata e la neonata Fidelis Andria 1928, ora, sta lottando, seppur in Eccellenza, per una promozione tramite i play off.

Nessuno un anno fa si sarebbe aspettato una stagione così importante dopo tante sofferenze. Eppure il calcio ad Andria, con sacrifici, e grazie a cinque imprenditori è ripartito più forte di prima. Certo piccole difficoltà durante tutto l’arco della stagione non sono mancate ma alla fine la squadra federiciana ha disputato una buon campionato che potrebbe culminarsi, il 15 giugno, con la gioia più grande, quella che di fatto, sul campo manca da 17 anni: una promozione.

Questi scenari nessuno se li sarebbe aspettati il 2 giugno 2013, quando tante erano le nubi sul futuro del calcio andriese. Oggi, però, dopo 365 giorni esatti da quel fatidico giorno l’intera città spera di poter festeggiare la conquista di un obiettivo che non si chiami salvezza.

Nicola Massaro – andriaviva.it

Virtus Putignano-Tricase 1-1, la cronaca della finale

Al termine di un percorso più tortuoso delle aspettative, la Virtus Putignano ha centrato il suo obiettivo stagionale: il prossimo anno avrà diritto a disputare il campionato di Eccellenza

 Virtus Putignano – Tricase: 1-1 (1-1 dts)

Virtus Putignano: Orlandino, Capriati, Genco, De Luisi, Ricci, Bruno (dal 13′ sts Intini), Mangini V., Lisco (dal 2′ st D’onghia), Recchia, Bocconi, Miccoli
A disposizione: Tanzi, Granafei, Mastroscianni, Cassano, Schettini
Allenatore: Castelletti
Tricase: Nutricato, Mastria L., Rizzo (dal 1′ sts Stefanelli), Di Sicli (dal 46′ Zocco) , De Benedictis (dal 31′ st Mastria C.), Pellegrino, Striano, De Braco, D’amico, Butrugno, Rizzello
A disposizione: Sammati, Melo, Musarò, Melcarne Allenatore: Enrico
Arbitro: Andreano di Foggia
Assistenti: Panarese di Foggia, Nacchiero di Foggia
Reti: 43′ pt De Benedictis, 32′ st D’onghia
Al termine di un percorso più tortuoso delle aspettative, la Virtus Putignano ha centrato il suo obiettivo stagionale: il prossimo anno avrà diritto a disputare il campionato di Eccellenza. Non sono bastate le trentaquattro partite della stagione regolare, non è bastato il tempo regolamentare della finale dei playoff, ma al 120’ della sfida al Tricase mister Castelletti ha finalmente potuto liberarsi della tensione con cui ha vissuto l’intero campionato.

L’ultimo ostacolo si presentava ancor più complicato da superare a causa delle diverse indisponibilità a cui bisognava far fronte: agli squalificati Caracciolese (non più fino al 31 dicembre, ma fino al 31 ottobre, ricorso accolto dalla Federazione) e Laera, si sono aggiunti gli acciaccati Petaroscia eD’onghia, finiti, entrambi per problemi alla coscia, il primo in tribuna e il secondo in panchina. Privo di tutti gli uomini di maggiore fantasia, il 4-5-1 con cui il Putignano va in campo nel primo tempo non brilla (eufemismo) per qualità di gioco e conclude la frazione senza lo straccio di un tiro in porta: Recchia rimane isolato a contendersi con i centrali leccesi le palle alte lanciate dalla difesa, mentre il centrocampo Mangini-Lisco-Bruno-Bocconi-Miccoli si limita per di più al compitino e quando prova la verticalizzazione o il cambio di gioco sbaglia sempre la misura del passaggio. Nonostante ciò, si potrebbe anche rientrare negli spogliatoi soddisfatti di non aver concesso molto al Tricase, ma al 43’, su corner battuto da Rizzello, la traccia centrale di De Benedictis non viene seguita da nessuno e con un potente colpo di testa gli ospiti passano in vantaggio.

Nei primi minuti della ripresa Castelletticapisce di non poter continuare con lo stesso undici ancora per molto e rischia la carta-D’onghia, che subentra a Lisco. Bastano le prime azioni dell’esterno per comprendere che l’azzardo sarebbe stato premiato: il numero 18, in spregio dello stiramento alla coscia, riesce ad andare sul fondo, cerca il triangolo coi compagni e torna anche a chiudere in difesa. Ma, soprattutto, si rende pericoloso sotto-porta e ad un quarto d’ora dal termine, a seguito di un batti e ribatti in area, di puro opportunismo, trova il destro vincente, che vale i supplementari.

In virtù del secondo posto in classifica, alla Virtus sarebbe bastato far perdurare il pareggio fino al 120’ per avere la meglio del Tricase, piazzatosi terzo. Già al 2’ minuto, però, gli ospiti vanno vicini al gol-promozione, ancora su corner, ancora per una brutta disattenzione difensiva, ma il colpo di testa in tuffo di Botrugno non inquadra la porta. Proprio allo scadere del primo tempo supplementare,Miccoliriceve la seconda ammonizione e regala ai suoi 15 minuti di difesa in inferiorità numerica. Ma l’assedio del Tricase non va a segno e con l’entrata in campo a tempo scaduto di Vito Intini, ultimo trait d’uniondella Virtus che nel 2010 iniziò la sua avventura in Terza Categoria, viene sugellato il trionfo della cittadina dei tre colli, tornata, con sofferenza, ma con ampio merito, nella serie che gli compete. Da chi quella squadra l’ha fondata, il presidente Giancesare Intini, è arrivato un sentito ringraziamento a tutti coloro che hanno reso l’impresa possibile, dai vecchi ai nuovi dirigenti, dallo staff tecnico ai giocatori e, soprattutto, ai tifosi rossoblù.

pugliacalcio24.it

Tricase, delusione per l’eliminazione dai playoff

Il Tricase ha accarezzato il sogno di poter sbancare Putignano. La compagine rossoblu, dopo essere stata in vantaggio per lunghi tratti della gara, si è vista raggiungere nei minuti finali dei tempi regolamentari: l’1-1 non è più cambiato, così ad esultare è stata la formazione di Castelletti. Questi i commenti dei protagonisti.

MISTER ERRICO – “Non meritavamo questa conclusione dei playoff, il Tricase è stato superiore per intensità di gioco e di azioni al Putignano. Siamo andati in vantaggio e abbiamo amministrato bene la gara, superando anche l’handicap dell’infortunio di Andrea De Benedictisi. Tuttavia abbiamo dovuto soccombere solo alla regola in base alla quale ai padroni di casa bastava il pareggio dopo i supplementari. Ripeto quello che ho dichiarato alla vigilia: il Tricase aveva già vinto il suo campionato, anche se avremmo preferito la cosiddetta ciliegina sulla torta del gran campionato disputato”.

MARCO DE BRACO “Abbiamo dato tutto in campo e non ci siamo arresi se non alla legge delle regole. Non ci rimproveriamo nulla perché abbiamo dimostrato fino in fondo di essere un grande gruppo ed una squadra indomita”.

MAURIZIO STRIANO – “Abbiamo cercato in ogni modo di portare a casa una grande vittoria. Sembrava quasi stessimo per farcela dopo il gol di capitan De Benedictis; purtroppo non è bastato. Quanti però hanno assistito alla gara non potranno che affermare che ai punti abbiamo vinto noi”. 

La Gazzetta del Mezzogiorno

Angelo Terracenere si scusa con i tifosi gravinesi

Allenatore Atletico Vieste Terracenere

L’allenatore Terracenere

L’ex allenatore della FBC:”Ho sbagliato. Chiedo scusa ad un pubblico fantastico”.

“Alla fine di ogni campionato arriva il tempo dei bilanci e purtroppo per me, quest’ultima non è stata una stagione positiva. La breve parentesi a Gravina ha avuto uno splendido approccio iniziale ed un epilogo altamente negativo”. Inizia così la lunga lettera aperta scritta da Angelo Terracenere, ex allenatore della FBC Gravina, inviata a Gravinalife. Una lettera di scuse, incentrata sopratutto sull’episodio che molti tifosi ricorderanno.
E’ il 10 novembre del 2013. Nella nona giornata di campionato la FBC Gravina, allora impelagata nei bassifondi della classifica, incontra in casa il Leverano. La partita terminerà con il tracollo dei gialloblù, sconfitti per 5 a 1 dagli ospiti, e segnerà la fine dell’avventura del tecnico molfettese sulla panchina della FBC Gravina. Ma, a far scalpore in quell’occasione fu la decisione dell’allenatore di abbandonare la panchina durante il match e guadagnare in anticipo gli spogliatoi. Episodio criticato aspramente dai tifosi gravinesi.
Ma, a stagione finita, arriva il mea culpa dell’ex centrocampista. “Sento il dovere di ammettere le mie colpe circa il modo con cui ho abbandonato la squadra“, scrive Terracenere.Abbandonare la panchina durante una partita non è stato assolutamente un bel gesto e per questo chiedo scusa a tanti, ai giocatori allora presenti in rosa e soprattutto ai tifosi che nonostante tutto hanno esternato nei miei confronti tanta stima. Una tifoseria così numerosa, cosi’ calorosa che mi sembrava di non allenare una squadra di Promozione“. Quando, telefonicamente, si fa notare al tecnico che le scuse siano state probabilmente tardive, Terracenere sottolinea di non essere ritornato sulla questione in precedenza per evitare di destabilizzare l’ambiente gialloblù a campionato in corso, con un obiettivo importante come i play-off da raggiungere.
Ma, oltre ad andare a Canossa, l’ex mister non manca di togliere i celebri sassolini dalle proprie scarpe. “Per svariati motivi non sono stato messo in condizione di operare secondo le mie idee e la mia professionalità. Il rammarico è quello di non aver ricevuto quanto promessomi ad inizio stagione. Ho sempre sostenuto che con la rosa a disposizione ottenere la salvezza sarebbe stato molto difficile. I fatti mi hanno dato ragione, tant’è vero che in seguito la squadra è stata rivoluzionata e con essa mister Zinfollino ha disputato un grande campionato. Ma so bene che spesso nei campionati dilettantistici ci si trova a combattere con problemi extracalcistici. Inoltre non ho gradito le ingerenze di un paio di soci in questioni tecniche. Questo ha sicuramente influito sulla decisione di abbandonare la squadra, vista la confusione societaria che si era creata in quel momento“.
La missiva si chiude con un augurio alla città di Gravina. “Auguro di cuore ad una tifoseria così calorosa e corretta che un giorno vicino il Gravina Calcio possa partecipare a campionati piu’ importanti“. Firmato “un tifoso, Angelo Terracenere“.

Benny Pisicoli

Stadio “Città degli Ulivi”, ripristinata la lapide dedicata al prof. Nicola Rossiello

Emozionante cerimonia alla presenza di allievi e parenti, giovedì scorso, fortemente voluta dal giornalista Nicola Lavacca e dal cognato Michele Moretti

Forse, non è un caso che, quando con gesto lieve la signora Grazia Rossielloha fatto scivolare giù il velo bianco che copriva la lapide dedicata a suo fratello, anche il cielo abbia sorriso felice.
Già, dopo un giorno intero di tediosa pioggia e nuvole imbronciate, all’improvviso, quasi fosse stato vinto il muro dell’oblio – tipico dei bitontini e dell’umanità in generale -, i raggi del sole hanno preso a danzare gioiosi su quelle parole incise nella pietra: “Al prof. Nicola Rossiello, animatore dello sport bitontino, ha lasciato a tanti giovani un retaggio di nobiltà e d’onore“.
Dunque, ce l’hanno fatta Michele Moretti, il cognato del docente allenatore, e Nicola Lavacca a far riaffiorare la testimonianza del ricordo di questa figura eccelsa del panorama sportivo cittadino.
La lapide è stata tirata fuori dal corridoio dei vecchi spogliatoi, ormai divorati da incuria e abbandono, dove riposava dal lontano ’78, ed è stata sistemata sulla parete della tribuna coperta che si staglia di fronte subito dopo l’ingresso nello stadio “Città degli Ulivi”.
Quanta emozione, giovedì pomeriggio, in quello spiazzo.
Tra commossi allievi del prof, parenti e bambini delle scuole calcio bitontine, la cerimonia ha avuto una peculiarità che quasi più nulla ha qui a Bitonto.
Tutti, ma proprio tutti coloro che sono intervenuti, hanno parlato col cuore.
Nicola ha colto l’occasione per rivolgere un grato pensiero anche a Mariolino Licinio, centrocampista savio ed euclideo, che fu pure mister, gloria del Bitonto che il mondo faceva tremare a cavallo tra i Sessanta e i Settanta, e Vincenzo Vaccarelli, anch’egli ex neroverde ma pure giallonero del Torrione, portiere tenace e impavido, che fondò col compianto Acquafredda il Cobra, meritoria associazione giovanile.
Più o meno timidamente, si sono avvicendati al microfono uomini ormai fatti che giammai hanno dimenticato d’essere giovani dentro.
Proprio come quando venivano letteralmente prelevati da Rossiello di casa per andare a giocare, vero Cesare?, che era per tutti Cesarino e, grazie alla pedagogica ostinazione del prof, a 16 anni segnava reti a grappoli ed è arrivato a giocare in serie B e ad allenare in A.
Oppure, Pinuccio che in bici col prof andò ad acquistare “a credenza” le divise per la Libertas da un negozio molfettese e da quei sacrifici ha imparato a vivere.
E Tonino, che solo un brutto infortunio ha impedito che sfondasse nel grande calcio e che riconosceva il fatto che Nicola Rossiello era un motivatore rigoroso e integerrimo più che un allenatore.
Per Vincenzo, attuale presidente dei leoncelli plurivittoriosi, era un “nome” importante il professore.
E Tommaso, ex arbitro e delegato A.I.A., che ha sottolineato proprio la levatura morale del prof.
E, infine, quell’alunno che non poteva andare a Coverciano e Rossiello s’inventò un premio per il migliore della stagione per permettere anche a lui di partire con i compagni.
Ma pure i discepoli che non parlarono – Sabino, Mario, Ciccio, Nicola il guascone e Nicola il centrale e tanti altri – facevano rotolare nei sorrisi e negli aneddoti la bellezza della gioventù giammai perduta.
Approfittando, infine, della presenza del sindaco Michele Abbaticchio, che, rivolgendosi ai bimbi, ha rimarcato la funzione didattica dell’operato di Rossiello, e dell’assessore allo sport Domenico Nacci, che tanto si è speso per questa iniziativa, Lavacca ha proposto di riprendere la tradizione del Trofeo dedicato al prof.
E, se la memoria del cuore è eterna, qualcuno sicuramente realizzerà questo nuovo sogno. Fosse pure uno di quei frugoletti in calzoncini e scarpini che giovedì hanno sentito parlare per la prima volta del prof. Nicola Rossiello, maestro di lealtà e rispetto per tante generazioni…

Mario Sicolo – dabitonto.com

Si spezza il sogno della Gioventù Dauna, l’Andria è in finale

Ai playoff nazionali di Eccellenza la Fidelis Andria fa il suo dovere, non riesce la rimonta dei foggiani.
Siamo ormai arrivati alle fasi finali dei playoff nazionali di Eccellenza. Le prossime gare decideranno chi saranno le ultime promosse in Serie D e chi spererà in una estate “calda” non solo a livello di temperature, per poter ambire ad un eventuale ripescaggio.
Tra le prime, ossia le finaliste, non ci sarà la Gioventù Calcio Dauna di mister Chiarella (1-1 dopo la sconfitta 2-1 all’andata a Sarno), che non riesce a rimontare il gap accumulato oltre il 90esimo minuto della gara di andata in Campania e deve dire addio ai sogni di gloria. Resta comunque una grandissima stagione che non solo resterà nella storia del club e del calcio dauno, ma potrebbe rappresentare un punto di inizio per altri traguardi che il sodalizio dei Monti Dauni vorrebbe raggiungere.
È riuscita a mantenere il suo vantaggio, invece, la Fidelis Andria di mister Ragno che, con il pareggio (2-2) a Quarto, si è assicurata la partecipazione alle finalissime. Nonostante il 4-0 dell’andata poteva lasciare una grossa fetta di tranquillità in seno ai federiciani, i campani comunque mettevano tanta apprensione a Moscelli e compagni dopo essere andati sul 2-0 alla mezz’ora. Poi la reazione andriese e la finale raggiunta.

Fabio Lattuchella

Gargano Calcio e Football San Nicandro: nuovo progetto insieme

Gargano Presidente Agostino Triggiani

Il Presidente Agostino Triggiani

Nasce la collaborazione tra le due società calcistiche locali E’ con grande piacere che annunciamo e ufficializziamo la collaborazione fra la CSD Football San Nicandro e la Gargano Calcio.

Questo nuovo progetto comune avvalorerà la squadra in ambito tecnico, accompagnando i nostri giovani atleti lungo un nuovo percorso formativo, con l’opportunità di accrescere e migliorare le proprie competenze calcistiche, senza perdere di vista la passione e la leale condotta sportiva che da sempre contraddistinguono gli atleti e tutto lo staff della Gargano Calcio.
Il consiglio direttivo ringrazia augurando al patron Triggiani ed al nostro presidente, Emanuele Vocale, l’inizio di una nuova e proficua collaborazione con l’obbiettivo comune di promuovere l’importanza dello sport dilettantistico in ambito educativo e formativo nei giovani atleti. Ecco quanto dichiarato dal Presidente del Football San Nicandro: «Sono davvero lodevoli l’impegno e la passione che questi atleti e questo club hanno manifestato nello sport negli ultimi anni. La pratica sportiva è uno degli strumenti più efficaci nella formazione dei giovani, garantendo un generale miglioramento della qualità della loro salute psico-fisica. Siamo a dir poco orgogliosi di questa nuova collaborazione con una Società sportiva [la Gargano Calcio] che è stata in grado di portare sul podio il buon nome del Gargano e l’immagine di questo territorio».

Virtus Putignano – Atletico Tricase 1-1
il Tricase lotta 120′ ma sorride il Putignano

Ci vogliono 120 minuti per designare la seconda squadra classificata al termine del mini gironcino playoffche mette in palio la prima posizione per un eventuale ripescaggio in Eccellenza. L’ha spuntata il Putignano – in virtù della miglior classifica nella regular season – sul Tricase. La partita, al termine dei 90′ regolamentari, termina 1-1 con il Tricase che si fa raggiungere nei minuti finali sul pari dalla squadra di casa.

Nell’extra-time il risultato non cambia. Esulta il Putignano, quindi, che si candida per il salto di categoria, posti e format permettendo.

 SalentoSport

Quarto – Fidelis Andria 2-2
Andria in finale

La Fidelis pareggia 2-2 in Campania, e forte del 4-0 ottenuto in terra pugliese nella gara d’andata, approda in finale. La doppietta realizzata da D’Auria mette apprensione a Moscelli e compagni che, dopo 30′ di gioco, vedono gli spettri della rimonta. La punta campana infatti, trafigge Sansonna, prima al 16′, poi al 30′, su calcio di rigore. Dopo una mezzora sotto tono, però, la Fidelis si scuote, ed è Moscelli a chiudere la pratica: il capitano, direttamente da calcio piazzato, al 40′, realizza il gol del 2-1 che, di fatto, spegne le velleità di Amorosetti e soci. Nel finale arriva anche il 2-2 di Loseto.

Per i federiciani, la serie D passa da Mondello, Palermo, contro il Paromnval. Andata l’8 giugno in Sicilia, ritorno, giorno 15, al “Degli Ulivi”.

colpoditaccoweb.it

Il Gargano Calcio non demorde e rilancia per tornare subito in Promozione

Gargano Presidente Agostino Triggiani

Il Presidente Agostino Triggiani

La macchina del Gargano calcio è già in moto per costruire la squadra con cui si dovrà tentare di tornare immediatamente in Promozione. E’ il patron Agostino Triggiani a guidare le operazioni con il presidente Mimmo Pizzarelli che è lì, come sempre, a fare la sua parte di leader che deve tenere compatto il gruppo, che deve catechizzare lo staff in ogni sua attività, che deve garantire serenità, calma, linearità all’azione di ogni protagonista rossazzurro.

Triggiani e Pizzarelli e tutti gli altri, già in movimento, con l’attenzione concentrata su un mercato in cui la società garganica vuole essere protagonista. A questo si punta, a quanto sembrato di capire, ad allestire un gruppo che sulla carta ed in chiave esclusivamente teorica possa essere definito vincente per la Prima categoria.

Qualità prima di tutto, poi la lotta sul campo. Qualità e lotta.Il Gargano calcio punta su uomini già collaudati in Promozione, che hanno mostrato ottime cose pur in un campionato conclusosi in maniera negativa. Una stagione, la prossima, in cui ci saranno alemno una dozzina di squadre pronte a recitare un ruolo da protagonista.

E è per questo che bisogna partire con grande umiltà e straordinaria determinazione sin da queste settimane di avvicinamento alla nuova realtà, è di ritrovarsi magari sbandato, disorientato, un pesce fuor d’acqua. E’ giusto quel che dice Pizzarelli, cioè che va costruita una squadra che sia qualitativamente superiore alle altre. Ma è anche vero che deve essere una formazione solida e dinamica allo stesso tempo, capace di contrastare gli avversari sul piano del gioco, ma anche su quello della corsa.

Ed è, soprattutto, una squadra che deve avere dentro solo gente che vuole giocare nel Gargano calcio, nessuno che resti di malavoglia, nessuno che resti aspettando altre richieste e, dunque, pronto a salutare e andarsene. Intanto chi ha visto un pò di Prima categoria quest’anno, si sarà accorto che anche squadre che sono rimaste impelagate nella lotta in fondo alla classifica o che non sono mai state protagoniste, fermandosi a galleggiare in mezzo alla graduatoria, avevano giocatori giovani, imprevedibili, veloci, che hanno messo in difficoltà anche le avversarie più titolate. E tra i protagonisti della prossima stagioen potrebbero esserci tanti giovani del territorio pronti a dare un grande contributo alla squadra e alla società.

Finale Promozione Girone B: in campo Putignano e Tricase

PROMOZIONE – Ultimo atto, finale playoff tra Putignano e Tricase: terna designata e precedenti

Virtus Putignano Tricase si contenderanno, domenica in gara secca, la finale dei playoffrelativamente al girone B del campionato di Promozione. I rossoblu di Errico saranno chiamati a vincere dal momento che, in caso di parità al centoventesimo, verrebbe premiata la formazione di Castellettiin virtù del miglior piazzamento al termine della stagione regolare. La statistica non sorride a Striano e Compagni che, nel torneo appena concluso, hanno perso in entrambi i confronti con i baresi (2-1 al “Torino’49” e 0-1 al “San Vito”). Per la compagine di casa, non saranno della partita Caracciolese (squalificato fino al 31 ottobre) e Laera, fermato per un turno dal Giudice sportivo; Errico, invece, potrà disporre di tutti i suoi effettivi.

Terna interamente foggiana per questa finale: l’arbitro è il signor Vincenzo Andrano, assistenti i signori Panarese Nacchiero. Fischio d’inizio fissato alle 16.30.

salentosport.net

La Fidelis Andria ribadisce la fiducia nei confronti di De Santis

Relativamente all’articol apparso su “La Gazzetta del Mezzogiorno” nel quale si descrive la vicenda che avrebbe coinvolto il ds De Santis e per la quale il Procuratore di Bari Domenico Minardi ha chiesto il rinvio a giudizio del ds, la società andriese espone quanto segue: “La SSD Fidelis Andria 1928, nell’affermare la propria completa estraneità ai fatti contestati al DS Vincenzo De Santis dalla Procura della Repubblica di Bari, in relazione ad un presunto reato commesso nel 2010, episodio tutt’ora al vaglio della magistratura, ribadisce con forza la fiducia nel dirigente in questione, stigmatizzando, nel contempo, il comportamento tenuto dal quotidiano “La Gazzetta del Mezzogiorno”, che nelle modalità e tempistiche di pubblicazione del proprio resoconto dei fatti ha inteso esporre la società sportiva andriese ad una gogna mediatica immeritata e grave. Alla luce di tale ingiustificato comportamento, la dirigenza della Fidelis Andria ha dato mandato al proprio ufficio legale di valutare ogni possibile cammino di tutela in sede giudiziale“.

Ufficio stampa Fidelis Andria

Manfredonia: la luce sta per arrivare oltre gli interessi

A parte la salvezza sul campo, esclusivo merito dei ragazzi, c’è ben poco da salvare nell’annus horribilis…

La disastrosa stagione appena conclusasi ha dimostrato che occorrono urgentemente nuove idee, capacità, trasparenza ed una ristrutturazione organizzativa a tutti i livelli.

Entusiasmo prossimo allo zero, la piazza merita rispetto.

Occorrono nuovi investimenti ed un progetto reale e non virtuale, a prescindere dai protagonisti.

Il Presidente Tatò del Barletta ha lasciato gratuitamente occupandosi personalmente di tutte le incombenze fino al termine della stagione.

E in questo caso non ci sono esposizioni debitorie!

Ma Tatò ha resistito parecchio prima di esporsi pubblicamente, la tifoseria barlettana e gli addetti ai lavori che vogliono il bene della loro squadra di calcio hanno pacificamente esortato l’ormai ex Presidente a defilarsi.

Insomma serve un gesto di responsabilità.

manfredoniasport.net

Ci crede sempre la Gioventù Dauna

Sempre meno gare, ma sono quelle più importanti. Fidelis Andria e Gioventù Calcio Dauna vogliono la finale nazionale.
Con il campionato di Promozione terminato anche per quanto riguarda la batteria dei playoff le ultime gare stagionali riguardano soltanto i campionati di Serie D ed Eccellenza. In realtà in Serie D è stata eliminata la rappresentante del girone in cui erano presenti le pugliesi (Matera), per cui restano in piedi soltanto due squadre nel massimo campionato regionale pugliese e molisano, nei playoff nazionali. Il tricolore dilettanti se lo giocheranno la Lupa Roma, il Pro Piacenza, la Lucchese e il Pordenone.
Eccellenza: Si giocheranno le gare di ritorno delle semifinali nazionali dei playoff con Fidelis Andria e Gioventù Calcio Dauna impegnate. Solo formalità per la Fidelis, che in realtà è fortemente penalizzata dalle squalifiche ritenute “eccessive”. Per le prossime due gare, il tecnico Ragno, dovrà fare a meno del fortissimo Di Rito, di Strambelli e di Di Santo. Il problema, naturalmente dopo il 4-0 dell’andata sul Quarto, non riguarderà la semifinale di ritorno, ma soprattutto la finale di andata contro la vincente dello scontro tra Castrovillari e Parmonval (una calabrese e l’altra siciliana). Nell’altra gara cercano il miracolo i ragazzi della Gioventù Calcio Dauna di mister Chiarella. A Casalnuovo Monterotaro i biancoazzurri dovranno recuperare una rete di svantaggio (all’andata 2-1 per i campani del Sarno). Stango, Troisi e compagni puntano alla rimonta che, all’apparenza, sembra fattibile.
Fabio Lattuchella

Fragagnano, intervista a De Santis

Anche in Promozione, a palla ferma, è tempo di bilanci, ed a Fragagnano senza quei sei punti persi, ancora oggi la palla avrebbe continuato a girare.

E’questo il leit-motiv dell’intervista che Luigi De Santis, “eterno” direttore sportivo dei biancoverdi, ci ha rilasciato.

“E’ inutile negare che la disamina del bilancio annuale passa obbligatoriamente dalla penalizzazione che ci è costata almeno l’entrata nei playoff, senza contare che con i sei punti in carniere alcune gare avrebbero potuto avere altri sviluppi dettati da stimoli diversi”.

Cosa le resta di questo campionato chiuso ad un solo punto dalla zona playoff?

“Io credo che il mio lavoro stagionale abbia portato buoni frutti, e di questo ringrazio sia il patron Tomaselli ed il presidente Marzulli per la parte gestionale che l’intera area tecnica per quello che il campo ha saputo offrire. Vivo da anni una realtà calcistica piccola ma apprezzata sia per serietà negli impegni, sia perché, con budget su misura per la piazza,  le soddisfazioni calcistiche non sono mai mancate. Quest’anno sul terreno di gioco abbiamo accumulato ben 63 punti effettivi”.

Lei però sembra rammaricato per altri aspetti. Cosa non riesce a mandar giù?

“E’ vero, anche quest’anno non mi hanno soddisfatto alcune situazioni esterne al rettangolo di gioco e mi riferisco alla gestione del caso Arcadio da parte degli organi competenti. Nostro malgrado abbiamo accettato la prima sentenza ed il successivo reclamo respinto, ma ancora oggi non mi dò pace, convinto come sono delle nostre ragioni. Se fossimo stati in malafede non avremmo fermato spontaneamente il nostro capitano in una gara importante per la classifica, contro il San Cesario. Spesso ho idea che ai piani alti del calcio regionale non siamo ben accetti. Mi auguro di sbagliarmi e di essere smentito nel futuro”.

A proposito di futuro, mi sembra di capire che lei non ha alcuna voglia di muoversi da Fragagnano.

“Le dico francamente che già da qualche settimana mi fanno l’occhiolino altre realtà calcistiche in ascesa, ma la mia priorità resta ancora questa. In queste ore ci sarà un breefing a tre con lo sponsor ed il presidente e se i programmi nascenti avranno l’obiettivo di migliorarsi rispetto alla stagione appena chiusa non potrò di certo abbandonare la nave, perché ribadisco il concetto che qui per me è un piacere lavorare tra persone serie che mantengono gli impegni assunti. Anche quest’anno a chiusura lavori sono state saldate tutte le competenze per le quali il Fragagnano Calcio si era impegnato”.

Nel calcio odierno c’è crisi di passione, di interesse per il calcio minore e soprattutto c’è crisi economica che potrebbe causare qualche forfait nelle prossime iscrizioni ai campionati. Se si aprissero le porte dell’Eccellenza tramite ripescaggio cosa farebbe il Fragagnano?

“Rispondo a titolo personale, dicendo che io preferisco vincere i campionati sul campo. Oltretutto i ripescaggi si decidono temporalmente quando chi vuol pianificare seriamente la successiva stagione ha già creato la nuova struttura di squadra. E se io, ricevuto il mandato dalla Società, sarò proiettato a pensare con i biancoverdi in Promozione, ritrovandomi di colpo in Eccellenza sarei costretto ad affrontare un campionato con una formazione non all’altezza ed andrei incontro a pressioni della Piazza fuori programma. Tutto è possibile, ma ad oggi il Fragagnano ha come obiettivo un campionato  nella stessa categoria dove nella prossima stagione crediamo di poterci migliorare”.

pugliacalcio24.it

 

Le decisioni del giudice sportivo

Di seguito le decisioni del Giudice sportivo dopo le due gare del primo turno playoff, Putignano-San Vito e Tricase-Leverano, e del playout tra Lizzano e Scorrano.

PLAYOFF

CALCIATORI – Una giornata a Laera (Putignano).

MULTE – 500 euro al Tricase (“Propri tifosi accendevano numerosi fumogeni senza conseguenze”), 300 euro al Putignano (“Per presenza di soggetti estranei negli spogliatoi durante l’intervallo che non si allontanavano neanche dopo l’esplicito invito dei commissari di campo. Uno di essi proferiva espressioni ingiuriose all’indirizzo del commissario di campo”).

PLAYOUT

CALCIATORI – Due giornate a Palmisano (Lizzano); una giornata a Lentini (L.M. Scorrano).

La Commissione Disciplinare, inoltre, ha parzialmente accolto il reclamo del Putignano, relativamente alle decisioni del Giudice sportivo successive alla gara di campionato con il Novoli del 18 maggio, riducendo la squalifica di Caracciolese al 31 ottobre 2014 (la precedente era al 21 dicembre 2014) e l’ammenda da 500 a 300 euro.

salentosport.net

Sporting Altamura: Intervista a mister Di Maio

Dopo la festa per la vittoria di domenica scorsa dello Sporting Altamura per la vittoria dei play off del girone A di promozione, i nostri microfoni hanno raggiunto in esclusiva il tecnico casertano dello Sporting Altamura: Gennaro Di Maio. Di Maio può vantare un grande passato da giocatore in squadre come Lamezia, Cosenza, Casertana, Sapri e altre, per poi assumere la passata stagione il doppio ruolo di allenatore – giocatore proprio nello Sporting Altamura, quest’anno ha ufficialmente preso in mano le redini della panchina e ha condotto la squadra altamurana alla vittoria.

Mister Di Maio avete raggiunto l’obiettivo stagionale che era vincere, l’avete fatto dalla porta secondaria che erano i play off, puoi tracciarci un bilancio di questa stagione ?
In base alle risorse che la società aveva a disposizione abbiamo cercato insieme al direttore Martelli di mettere su un organico che potesse lottare per le prime posizioni cercando di scegliere degli elementi che prima di essere validi calciatori avessero dei grandi valori umani . Come in tutti gli organici abbiamo avuto momenti di grande gioia ma anche momenti di grande difficoltà ed incomprensioni ed è stato proprio in questi ultimi che la squadra ha dimostrato di avere quei valori di cui prima parlavo. Vi posso garantire che non è stato facile per diverse difficoltà incontrate per strada ma alla fine ha prevalso il cuore dei ragazzi ed anche se dalla porta secondaria è stato raggiunto l obiettivo . Io ed il mio collaboratore, il prof Luigi Romano fondamentale per la mia crescita, siamo molto orgogliosi del lavoro svolto e dei nostri calciatori . Quindi dico che si può sempre fare di più ma ritengo la stagione più che positiva!

Quale è stata l’arma vincente di questa squadra ?
Credo che l’ arma vincente racchiude quello che dicevo prima , l’aver costruito un grande gruppo con dei sani principi e grandi valori.

Cosa è mancato alla tua squadra per vincere il campionato ? Qualche rimpianto ?
E’ una domanda difficile. Forse come succede spesso è stato l’aver sottovaluto le squadre di bassa classifica e non averle affrontate con la giusta mentalità e cattiveria agonistica senza nulla togliere al Bitonto che ha fatto un campionato straordinario!

Momento più bello e momento più brutto della stagione ?
Beh parto da quello più brutto e cioè la sconfitta nella finale di coppa Italia anche se ad essere sincero ci ha aiutati a capire tante cose . Il più bello credo sia stato domenica , vedere lo stadio pieno e poter festeggiare con i nostri tifosi !

A chi dedichi questa vittoria ?
Questa vittoria la dedico sicuramente a mia moglie e a tutta la mia famiglia.

Siete la squadra che ha giocato più partite della categoria, come è stato gestire a livello fisico e mentale questi ragazzi ?
Insieme al prof avevamo preventivato ad inizio stagione il fatto di dover competere su entrambi i fronti, quindi eravamo preparati ad affrontare un certo numero di gare , diciamo che con la professionalità e la disponibilità dei ragazzi e la competenza del prof tutto è stato più facile visto anche il fatto che non ci sono stati infortuni importanti!

Quali sono le squadre di questo campionato ti hanno sorpreso e quali ti hanno deluso ?
Mi viene subito in mente il Bitonto perché ha vinto tutto , la delusione tra virgolette è il Corato perché a mio giudizio aveva l’ organico più forte ed un grande allenatore ma sicuramente avranno avuto altri tipi di problemi, la sorpresa sicuramente il Monte Sant Angelo !

Infine una domanda personale, al primo anno effettivo da allenatore hai già vinto, aspirazioni per il tuo futuro da allenatore ?
Non finirò mai di ringraziare tutti i miei calciatori per la grande gioia che mi hanno regalato alla mia prima esperienza da tecnico . Al futuro onestamente non ci sto pensando, mi godo questo bel momento con la consapevolezza che ho ancora tanto ma tanto tanto da lavorare e che la strada è molto lunga!

Pugliacalcio24.it

L’ASD San Marco accoglie tutti… anche i tesserati della Polisportiva

“La società ASD San Marco accoglie tutti!… anche i tesserati della Polisportiva Sammarco!”

La Società Polisportiva Sammarco, con sede legale in S. Marco in Lamis alla Piazza Europa n. 10, espone quanto appresso. E’ doveroso premettere che la Polisportiva Sammarco non vorrebbe alimentare polemiche nei riguardi dell’altra società di San Marco ma certe condotte inducono inevitabilmente a prendere carta e penna ed a denunciare comportamenti non conformi a quelle che sono le regole dello sport.
Va chiarito che i destinatari di tale comunicato non sono ovviamente i calciatori dell’ASD e i vertici societari bensì qualche “missionario predicatore” che predica bene e razzola male, sportivamente parlando.
Come noto a tutti gli sportivi, l’ASD San Marco, per la data del 28.05.2014, ore 15.00, ha organizzato, per la stagione sportiva 2014-2015, la “SELEZIONE ALLIEVI” relativa a ragazzi nati negli anni 1998-1999-2000.
Premesso che l’iniziativa debba ritenersi apprezzabile in quanto diretta a coinvolgere in un progetto sportivo numerosi ragazzi, essa non può ritenersi legittima in quanto a tale selezione hanno partecipato numerosi ragazzi tesserati con la Polisportiva Sammarco senza che mai sia stato richiesto il nulla-osta alla società di appartenenza.
E’ pacifico che tale decisione, conforme al loro codice etico adottato, guarda caso!, dopo il gestaccio fatto da un tesserato dell’ASD San Marco durante il derby disputatosi il 09.03.2014 e denunciato dalla Polisportiva, non è conforme al Comunicato ufficiale n. 1 del Settore Giovanile e Scolastico, in virtù del quale è vietato far sostenere i “provini” ai giovani calciatori che non siano muniti del necessario nulla-osta rilasciato dalla società di appartenenza.
Ad ogni buon conto, una siffatta condotta non sorprende poiché, già nel comunicato stampa datato 19.03.2014, si denunciava un tentativo da parte di qualche “missionario predicatore” di contattare i giocatori tesserati con la Polisportiva ma con esito negativo poiché i propri tesserati hanno inteso ed intendono condividere un vero progetto sportivo ove viene valorizzato prima l’uomo e poi il calciatore, senza che mai il singolo calciatore possa diventare uno strumento per il soddisfacimento degli interessi personali di qualche missionario predicatore.
Ordunque, alla luce di quanto innanzi, sarebbe opportuno adottare, all’interno del loro codice etico, una norma che disciplini il rapporto con le altre società e che vieti di contattare i tesserati delle altre società. Siamo certi che lo faranno dal momento che, immediatamente dopo quanto verificatosi dopo il derby del 09.3.2014, decidevano di adottare, accogliendo il suggerimento della Polisportiva, il codice etico interno come da loro rappresentato nel comunicato stampa del 13.05.2014
Va da sé che tali condotte saranno rigorosamente valutate e sottoposte all’attenzione degli organi di giustizia sportiva e tanto al fine di tutelare il marchio “Polisportiva” sintesi di storia e prestigio.
E proprio in nome della gloriosa storia della Polisportiva che sarà avanzata una formale richiesta alla F.I.G.C. affinché l’ASD S. Marco cambi i propri colori sociali ed il proprio logo, mutuati dalla Polisportiva, giacchè il colore sociale “granata” è il colore sociale storico della Società Polisportiva Sammarco che intende far valere i propri interessi in ogni sede a tal fine preposti.
Si conclude dicendo che al seguente comunicato ne seguiranno altri, se necessario, perché la Polisportiva, a differenza loro, che hanno deciso di non rispondere ai comunicati perché impostoli dal famigerato codice etico e perché evidentemente non hanno molto da dire avendo la coda di paglia, ha e avrà tante cose da dire sul concetto di sport inteso come fair play, solidarietà, senso di aggregazione, rispetto, accettazione del verdetto del campo

Nota stampa POLISPORTIVA SAMMARCO 1953

Manfredonia: Ottime notizie dalla LND

Serie D: giovani D valore: ecco i vincitori. Manfredonia Calcio prima nel girone H. In arrivo premio in denaro.

Stilate le classifiche definitive di Giovani D valore, il premio per le società di Serie D che schierano in campo il maggior numero di giovani, oltre i quattro under previsti dal regolamento. Per le squadre corre infatti l’obbligo regolamentare di impiegare quattro calciatori (per la stagione 2013/2014 uno del 1993, due del 1994 ed uno del 1995) per tutta la durata dell’incontro. Giovani D valore è un’iniziativa che al termine del 2013/2014 distribuirà 450 mila euro tra 27 società, le prime tre di ogni girone nella speciale graduatoria redatta alla fine della stagione regolare: 25 mila euro per la prima classificata, 15 mila alla seconda e 10 mila alla terza. I dati sono stati rilevati dalla prima alla ventottesima giornata di campionato (26 per i gironi F, H e I) considerando i calciatori italiani, comunitari ed extracomunitari tesserati con società della LND nati negli anni compresi tra il 1993 ed il 1997 utilizzati dall’inizio di ogni gara. Esclusi dalla graduatoria i giovani in prestito da club professionistici e quelli subentrati nel corso della gara pur appartenendo alle classi d’età interessate dall’iniziativa.

LA CLASSIFICA
Girone A – Folgore Caratese 1313 punti, Borgosesia 1020, Derthona 830;
Girone B – Aurora Seriate 1621 punti, Legnago Salus 1512, Olginatese 1489;
Girone C – Montebelluna 3202 punti, Mezzocorona 2021, San Paolo Padova 1937;
Girone D – Sancolombano 1455 punti, Imolese 1191, Virtus Castelfranco 902;
Girone E – Sansepolcro 2337, Scandicci 1632, Trestina 1455;
Girone F – Jesina 2222, Alma Juve Fano 1911, Recanatese 1602;
Girone G – Budoni 2414 punti, Olbia 2015, Anziolavinio 1725;
Girone H – Manfredonia 1591 punti, Mariano Keller 1457, San Severo 1404;
Girone I – Rende 1068 punti, Noto 1051, Comprensorio Montalto 962.