Donia, un pari inutile tra pochi intimi

Fin da subito gli spalti sembrano contare pochi presenti. La notizia dell’addio di Baratto ha veramente diviso la tifoseria garganica e lo testimonia anche lo striscione esposto in curva, semplice ma diretto: “RIDATECI BARATTO”.

Il calcio d’inizio è del Donia e fin da subito gli ospiti non perdono occasione di attaccare. La prima palla buona per loro arriva al 5^, quando Poziello tira con un destro preciso ma va dritta nelle braccia di Simone. Dopo una serie di palle giocate, per il Donia arriva un buon momento con La Forgia tutto solo davanti alla porta ma che fallisce di poco il bersaglio. Al 28^, inaspettatamente, con l’assist perfetto di Romito, Amendola porta in vantaggio i sipontini. Il Donia acquisisce una grande spinta dal vantaggio e dà poco spazio all’avversario. Al 31^ sulla lista di Sparatu finisce Esposito, per proteste e al 43^ ci finisce anche Tristano. Gli ammoniti arrivano anche per la Frattese. Odierna abbatte Mazzei e al 45^ arriva il giallo per lui. Sembrava superfluo il minuto concesso di recupero, fino a quando non ha segnato, per la squadra locale La Forgia il quale grazie al cross di La Porta realizza un gran gol.
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Ad inizio ripresa i campani mostrano voglia di recuperare. Poziello mette in difficoltà Simone, ma la sfera non entra di pochissimo. Sulla lista dei cattivi finisce anche Romito, anche lui per fallo (62^).
Anche a Granatiero arriva l’ammonizione per fallo in contropiede (68^)
Approfittandosi della difesa sguarnita e di un errore del portiere, al 70^,segnano anche i campani . Odierna la fa entrare con facilità. Dopo aver ricevuto il cartellino giallo, Romito viene espulso per somma di ammonizioni. Il calciatore, secondo il giudice di gara, ha simulato in area rigore. Quindi il Donia rimane con un uomo in meno.

Anche Martino viene ammonito,all’84^,a causa di una scorrettezza. Questa assidua presenza di cartellini gialli per il Donia non può che far dedurre lo stato di tensione degli atleti sipontini.

Concessi 5 minuti di recupero.

l campani non si arrendono e, con Falco al 92^,di poco non trovano il gol e poi invece,al 95^, riescono ad esultare per un gol, grazie ad Esposito F., che ha saputo sfruttare una palla non facilissima da giocare

I manfredoniani,dal primo minuto della seconda fazione di tempo,hanno mostrato segni di sofferenza per la ripresa dell’avversario. In questo secondo tempo la difesa non è stata solida e la Frattese è stata brava a saper sfruttare le occasioni in cui i ragazzi di Agnelli erano in difficoltà. Questo pareggio lo si può considerare una “vittoria strappata” ai sipontini per le circostanze in cui è maturato.

Michela Rinaldi

Baratto esonerato, c’è stupore a Manfredonia

Non desta clamore la notizia dell’esonero di Baratto, poichè fa parte di un copione già scritto che prevederebbe ora l’annuncio del ritorno di Vadacca, salvo imprevisti.
Dopo l’allontanamento di Chiarella e Sante in estate, ora anche Vitaglione e Baratto nel segno di un apparente rinnovamento, che in realtà nasconde la totale mancanza di progettualità da parte della società.
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A Baratto va il sentito ringraziamento da parte della sportiva tifoseria sipontina, ben consapevole dell’ottimo lavoro svolto tra mille difficoltà.
L’incomprensibile esonero, salvo l’ingaggio di un allenatore di “categoria” ed una massiccia campagna acquisti, fa riflettere ancora una volta tutti sulla necessità di conservare a tutti i costi la Serie D anzichè fare tabula rasa, sul modello Cerignola.
Ora si attende l’annuncio del nuovo allenatore, vedremo…

Stefano Favale

Manfredonia-Gragnano 1-1 accade tutto nel finale

Gli spalti delle curve e delle tribune, complice anche la pioggia, si presentano quasi vuoti. Il Donia è reduce da una vittoria tanto importante quanto inaspettata in casa della capolista Cavese.

Il primo tiro in porta è del Gragnano, all’8^, di Napolitano. Il suo destro potente, però, non intimorisce Grasso, estremo difensore del Donia. Per i biancocelesti, invece, la grande occasione arriva con Esposito che appoggia alla sua destra per l’accorrente Amendola, che non ci arriva per poco. A causa di una discussione sorta nell’area locale tra Esposito e Cioffi, al 12^, finiscono entrambi nella lista dei cattivi di Arace. L’attaccante ospite aveva infastidito il difensore del Donia,facendolo reagire. Al 23^ Amendola ci riprova con un forte sinistro, ma Giordano rigetta facilmente la palla in gioco con i pugni. Al 35^, viene anche annullata una rete dei gialloneri, a seguito una punizione battuta da Napolitano, che aveva anche segnato. Nella mischia un uomo della terna aveva avvistato un fallo di mano. Al 43^ arrivano problemi fisici per il centrocampista giallonero Gatto, che esce momentaneamente, poi definitamente. A sostituirlo sarà La Monica. Dopo un minuto di recupero concesso, termina la prima parte di gioco
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Con una splendida rovesciata, La Monica,al 50^, quasi porta in vantaggio il Gragnano. La palla non entra in porta di poco. Al 51^, Cioffi,già ammonito, viene spedito dal direttore di gara sotto la doccia, in quanto riceve il secondo cartellino giallo. Questa volta, l’attaccante,aveva simulato un presunto fallo in area da parte di Esposito. I gialloneri ora giocano in 10. Anche Mazzei viene ammonito al 56^ per un pressing avanzato.

Al 74^ il gol di La Forgia illude il Donia, forte anche della superiorità numerica.

Dieci minuti più tardi, infatti, Gassama riesce a trovare la rete del pareggio sfruttando un errore del portiere Grasso.

I minuti concessi sono tre. Nessuna delle due sfidanti riesce ad aggiudicarsi il vantaggio definitivo in questo lasso di tempo. La partita termina 1-1.

Un secondo tempo molto differente dal primo. La poca voglia con cui hanno giocato nella precedente fazione di gara, sembra essersi trasformata in voglia di vincere quest’ultima partita di andata. Il Donia ha saputo sfruttare appieno le occasioni avute, trovando anche il vantaggio al 74^ con il gol di La Forgia. Quasi al termine della gara anche l’avversaria ha trovato il suo momento di gloria,con il gol di Gassama, complice l’errore del portiere biancoceleste. Questo pareggio lo si può considerare poco appagante, in quanto il Donia aveva una gran voglia di vincere.

Michela Rinaldi

Cuore Donia, 2-2 al fotofinish col Taranto

Pochi minuti prima del calcio d’inizio, gli spalti dei tifosi biancocelesti si presentano quasi vuoti e la situazione non cambia all’inizio del match. Ai tifosi del Donia tocca mandar giù un altro boccone amaro, ovvero la partenza di Romano e Trotta, due menti importantissime calcisticamente parlando per la società. In ogni caso, è bene ricordare che in questa partita c’è stato il ritorno di due idoli della società sipontina. Dopo mesi di attesa, Romito e La Porta sono tornati a giocare con la maglia del Donia. Per concludere, c’è stata anche un’altra sorpresa non di poco conto. Grazie all’adesione della società calcistica sipontina a favore dell’iniziativa contro la violenza sulle donne,prima d’iniziare, infatti un gruppo di donne ha sfilato in campo, tra l’applauso anche degli atleti, con uno striscione con su scritto “Io i calci li dò solo al pallone”,riferito a tanti “uomini” che invece preferiscono tirarli alle compagne o donne in generale. È importante che anche su questi aspetti così attuali il calcio dia la sua voce

Per un errore certamente evitabile del portiere del Donia, Grasso, al 2^ trova il gol Aleksic,con un tiro destro raso terra senza impedimenti. Anche il Donia ci prova con Amendola al 4^,però il suo tiro è debole da finire tra le braccia di Pellegrino. Altre occasioni per il Donia ci sono anche al 12^, con Pozziello che la manda dritta in porta con però poca potenza e Pellegrino la prende senza problemi, un’altra con protagonista Gianvincenzo. Al 18^,il difensore biancoceleste la spinge di molto oltre la traversa . Al 22^, quando tutti esultano,compreso i calciatori per il gol di La Forgia,un uomo della terna arbitrale alza la bandierina e lo stadio va in tumulto. Dopo tanti tentativi da parte del Donia per pareggiare, il primo tempo finisce senza minuti di recupero assegnati.

Fin da subito le due squadre hanno mostrato agonismo e tensione. Il primo gol “fortunato” del Taranto non intimorisce un Manfredonia che continua a lottare.

Il Donia inizia il secondo tempo con grinta e coraggio. Difatti, Esposito azzarda al 46^ con una secco destro, però troppo impreciso. Al 48^ viene ammonito Corso,difensore tarantino, a causa di un fallo ai danni dell’attaccante locale La Forgia. Al 50^,con un calcio d’angolo a favore del Donia,battuto da la Porta,nella mischia viene colpito Russo da un avversario e il direttore di gara assegna il rigore,battuto dallo stesso La Porta e nulla può Pellegrino,che non riesce a bloccarla. I malumori per il rigore dato portano ad uno scontro tra Palumbo,centrocampista ospite, e Vatiero, locale. Palumbo gli sferra un pugno e l’arbitro lo manda sotto la doccia. Il Taranto da questo momento giocherà in dieci. Anche La Forgia finisce nella lista dei cattivi,in quanto viene ammonito per simulazione. Al 62^ arriva il secondo gol per gli ospiti. Con un calcio di punizione battuto da Pera, segna Crucitti,il quale aveva intuito tutto.
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Il Donia segna di nuovo,65^,grazie a La Forgia,che approfitta dell’errore del portiere rivale il quale gli scivola il pallone dalle mani, ma di nuovo viene segnalato il fuorigioco a Esposito,tra l’altro,viene ammonito per proteste. Il gioco ripartirà solo dopo alcuni minuti di discussione.

Al 91^, dopo i tanti tentativi da parte del Donia di portare a casa almeno un pareggio De Giosa,il capitano, la tira dritta nello specchio, rendendo le cose difficili al portiere salentino,che in effetti non riesce ad evitare il gol

La partita si conclude con un pareggio, il Taranto sin da subito ha dovuto fare i conti con un Donia “indispettivo” dal vantaggio avversario e che in zona Cesarini, ha trovato il suo momento perfetto. Quindi, si può dire che i gol annullati all’attaccante da poco titolare, La Forgia,hanno compromesso in piccola parte l’umore dei sipontini,che poi hanno ottenuto questa sofferta situazione di parità.

Michela Rinaldi

Manfredonia-Sporting Molfetta 3-2

Il Donia finalmente festeggia la sua prima vittoria nello scontro diretto con lo Sporting Molfetta, un giusto premio ai ragazzi di Baratto.

I tifosi del Miramare,all’inizio, non sono tantissimi e di certo di questo ne è complice non solo “l’assenza” della società,ma anche l’umiliazione subita due settimane fa per la questione della regolarità di gioco subentrata in occasione della sfida Donia-Gravina.

In ricordo di un grandissimo tifoso del Donia Peppino Gentile,scomparso qualche giorno fa, poco prima di iniziare,il capitano De Giosa posa tra gli applausi del pubblico sportivo, una corbeille di fiori a bordo campo,per dimostrare la gratitudine da parte di tutto il Donia, per gli anni di assoluta fedeltà calcistica.

Gli ospiti fin da subito si mostrano aggressivi, infatti, Stefanini la manda subito alta, facendo il primo tiro in porta. Anche il Donia mostra di avere voglia di vincere e,tra l’incredulità di tutti,segna De Giosa già al 2^ minuto,con un destro perfetto dopo il primo calcio d’angolo della partita battuto da Vatieri.

Al 7^ minuto a centrocampo doppio infortunio per il Donia. Romano e il capitano si scontrano involontariamente per prendere di testa un pallone,ma incrociandosi cadono per terra e solo l’intervento dei sanitari li fanno rialzare e dopo un po’,anche continuare a giocare. Al 10^ Vatiero, attaccante bianceleste viene ammonito per simulazione in area avversaria. Il centravanti sipontino Romano,perde una delle sue tante occasioni gol al 19^,facendosi raggiungere dal difensore avversario, come Poziello al 26^ che la manda di gran lunga fuori.
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Sulla lista dei cattivi finisce anche Dell’Aquila,centrocampista molfettese ,a causa di un intervento ai danni di un avversario, reputato falloso dal giudice di gara. Dopo tante azioni poco conclusive,finisce la prima fazione di gioco e l’arbitro concede 3 minuti di recupero. Arriva al 46^ il gol di Romano,annullato però dal guardalinee che alza la bandierina.

Questo è senz’altro il Donia che tutti i sipontini vogliono ammirare. È stato un primo tempo dove i padroni di casa hanno dominato. Il Molfetta ha mostrato poco carattere e altrettanta scaltrezza, rendendo così le cose meno difficili alla sfidante.

I molfettesi cercano di mettere in difficoltà Bagnara, con Petitti che però non centra bene lo specchio e il portiere di casa la para senza troppi pensieri. Al 60^, gli ospiti pareggiano con un calcio d’angolo che ha permesso a Savasta di segnare,nella confusione della mischia.

Non appena il gioco riparte, il Molfetta trova il vantaggio con Petitti che sfrutta un errore di Bagnara.
Anche Martino,appena entrato prende un giallo per gioco falloso.
Dopo una serie di occasioni favorevoli al Donia,i sipontini pareggiano con un sinistro magnifico di Amendola, dopo aver ricevuto il pallone da centrocampo.

I tentativi di vincere sono più evidenti da parte del Donia,che trova la sua occasione ,a pochissimi secondi dal triplice fischio, e la coglie anche, con La Forgia, che realizza con un destro al volo da fuori area avversaria, grazie all’assist di Trotta.

La Forgia, inoltre, viene espulso dopo il gol per somma di ammonizioni, prima per non essersi fermato dopo l’avviso del terzo uomo e poi, per aver esultato togliendosi la maglia. Il calciatore non protesta minimamente per la decisione presa e se ne va tra l’applauso dei tifosi.

Un secondo tempo pieno di emozioni da parte di tutt’e due le squadre. Per il Donia è arrivata finalmente la prima ,meritata e sofferta vittoria,anche se la prossima partita Baratto non potrà contare più sulla presenza sostitutiva di La Forgia,in quanto è stato espulso. Si può dire,comunque,che questo Donia inizia a sorridere…

Michela Rinaldi

Manfredonia-Gravina non disputata

Un bel pomeriggio di novembre, al Miramare avrebbe dovuto disputarsi la gara Manfredonia-Gravina. Tutto era pronto, mancava solo il fischio iniziale del direttore di gara, ma poco prima il preparatore atletico dei portieri ospiti denuncia problemi riguardanti le rispettive aree. I problemi riguardano le misure dell’area piccola della porta alle spalle della Curva Nord. Dopo parecchi minuti, tra il giustificato clamore dei tifosi per l’inusuale situazione, era sempre più evidente che non si sarebbe disputata la gara.
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Quando ormai lo stadio si era svuotato per la delusione e soprattutto per la voglia di veder giocare la propria squadra, l’addetto stampa del Donia annunciava che la terna arbitraria aveva deciso di rinviare la partita, al termine delle rilevazioni tecniche, e che il rimborso per gli spettatori era assicurato. Manca allora, solo la nuova data di questa gara che però sembra essere destinata a non farsi.

Michela Rinaldi

San Severo-Manfredonia. Sarà un derby delicato. Chi risorge?

Sarà un derby carico di aspettative quello che andrà in scena Mercoledì 1 Novembre tra Alto Tavoliere San Severo e Manfredonia. La sfida è surriscaldata dalla tante vicissitudini, sia calcistiche che extra-campo, che hanno dovuto affrontare due delle tre foggiane impegnate nel girone H del campionato di Serie D.

E’ innanzitutto una sfida delicatissima sul piano della classifica. Le squadre occupano, dopo 9 turni di campionato, le ultime due posizioni in classifica con il San Severo all’ultimo posto che lo condannerebbe, se il campionato finisse oggi, alla retrocessione nel campionato di Eccellenza.  Il Manfredonia, dal canto suo, vive una profonda situazione di crisi societaria, che non fa certo bene alla squadra, che finora ha totalizzato quattro punti in classifica.

COME ARRIVA IL SAN SEVERO

L’Alto Tavoliere arriva alla sfida con i Sipontini, dopo il primo punto della gestione Giacomarro. Subentrato al dimissionario Vadacca, il mister siciliano ha strappato un prezioso zero a zero sul campo della sua ex squadra Turris.  Con un vivace 3-5-2, il San Severo si è reso protagonista di una gara caparbia, con un unico imperativo categorico: fare punti. La squadra infatti, dopo aver provato più volte a raggiungere il vantaggio, ha tirato i remi in barca, badando a non subire reti ed a conquistare un punto utile più per il morale che per la classifica. La salvezza diretta dista ancora 5 punti, i play out 3.  La risalita resta difficile, complice un organico che non ha ancora dimostrato di essere all’altezza della categoria. L’arrivo di Giacomarro ed il primo risultato utile dopo tanto tempo possono rappresentare un buon viatico per il futuro: ne è convinta la società che – dalle pagine del suo sito ufficiale-  precisa che la cura del nuovo mister “sembra dare già i primi frutti. Mercoledì nel derby col Manfredonia importante sarà raccogliere l’intera posta in palio per vedere all’orizzonte la luce di una risalita che non appare impossibile”.

COME ARRIVA IL MANFREDONIA.

I giorni che precedono il derby con il San Severo hanno visto i Sipontini protagonisti più per le vicende extra-campo che per le prestazioni della squadra allenata da mr. Baratto. Meno di quarantotto ore fa il presidente Sdanga ha rassegnato le sue dimissioni. Per il patron era  “arrivato il momento di fare delle riflessioni  ben ponderate per il bene della squadra e della società“. Tutti in discussione, presidente compreso.  “Da solo era impossibile portare avanti questa passione che mi coinvolge sin da piccolo” ha tuonato il presidente sulle pagina Facebook della società”. Nel frattempo è stato sollevato dal suo incarico il ds. Francesco Vitaglione. Sdanga chiede chiarezza e voglia di rilanciare in futuro le ambizioni del Manfredonia.  L’appello è rivolto non soltanto agli altri componenti della compagine societaria, ma anche al mister Baratto. Per lui sarà decisivo proprio il derby di domani e la gara di domenica con il Gravina. Sul campo, infatti, la squadra ha lasciato con l’amaro in bocca i tifosi, dopo l’occasione ghiotta alla vigilia di conquistare i tre punti casalinghi con una concorrente per la salvezza come il Francavilla. Non è bastata una doppietta di Trotta per andare oltre il 2-2. Pesa, soprattutto per dare muscoli ed esperienza alla fase difensiva, l’assenza di De Giosa,  out per infortunio.  Il derby col San Severo sembra arrivare nel momento sbagliato. D’altro canto, un risultato utile nel derby potrebbe risollevare la squadra.

Non sarà una partita per cuori deboli quella che avrà inizio alle 14.30 al MadrePietra Stadium di Apricena. Un pareggio potrebbe non servire a nulla per entrambe le squadre, qualora le dirette concorrenti per la salvezza facciano risultando scappando, temporaneamente, dalle pugliesi. Si prospetta dunque una gara aperta, con la speranza che sia una sana giornata di sport e che non vinca la paura di perdere di entrambe le squadre. Arbitra l’incontro il signor De Girolamo, di Avellino, coadiuvato da Simone Petracca (Lecce) e Alessandro Ruocco (Ercolano).

L.Garofalo

Manfredonia-Francavilla in Sinni 2-2

Nonostante le tante delusioni, gli spalti degli ultras del Donia sono pieni, in questa domenica soleggiata ma ventilata di fine ottobre. Questo è segno di grande forza e fede nei confronti della squadra, nonostante l’infelice momento. A sorpresa è ritornato, dopo essere stato allontanato a settembre dalla rosa biancoceleste, Esposito,che però è in panchina. Non bisogna invece dimenticare che, a causa degli sfottò antisemiti da parte dei laziali nei confronti dei romanisti, mettendo vigliaccamente in mezzo Anna Frank, tristemente famosa per la vicenda nazista, dai microfoni sono state pronunciate parole di solidarietà per ricordare a tutti qual è il “calcio pulito” e che questi atteggiamenti sono del tutto sbagliati.

Calcio d’avvio affidato al Donia, ma il recupero del Francavilla è rapido, con Bellante che al 1* minuto ci prova, calciando però troppo forte. Il primo calcio d’angolo della partita, al 4′, lo batte Masini del Francavilla, ma la retroguardia locale si salva. Per un fallo ai danni di un centrocampista biancoceleste, arriva il giallo a Cassata al 10′.

Il Donia ha un gran possesso palla, facendo anche molti tentativi ma senza trovare il gol, fino al 17′, quando con un preciso tiro complice l’assist di Romano, segna Trotta, facendo passare in vantaggio la squadra locale. Al 26′ finisce sulla lista del direttore di gara Pellegatti,il centrocampista Gassam per un evidente fallo su Trotta. Il secondo calcio d’angolo, al 33′, è di nuovo a favore del Francavilla, battuto e poi respinto da Granatiero. Mannarini, difensore locale, esce momentaneamente per alcuni fastidi avvertiti al ginocchio, per poi rientrare. Un’occasione irripetibile, per il Donia,arriva al 38′. Trotta, tutto solo nell’area avversaria, la manda oltre la traversa. I minuti di recupero per la fine del primo tempo sono 2 e vedono protagonista Romano, che con un’ottima giocata non riesce comunque a trovare la seconda rete.
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In questo primo tempo c’è un Donia protagonista, quello che tutti i sipontini vorrebbero vedere, e un Francavilla poco incisivo ma molto attivo in difesa, motivo per cui si può dare più valore al gol del vantaggio locale.

Ad inizio ripresa il micidiale uno-due degli ospiti con un destro perfetto di Del Prete al 50′,che spiazza completamente Bagnara, il portiere biancoceleste. Al 54′ arriva anche il secondo gol che designa il vantaggio, segnato da Pagano, dopo pochissimi minuti dal primo, ribaltando così il risultato. Al 61′ anche il difensore biancoceleste, Cicerelli, viene ammonito per un pressing ai danni di un attaccante avversario.

Al 69′ l’ingenuo fallo di mano di un calciatore ospite e l’arbitro assegna il calcio di rigore, battuto e segnato da Trotta.

Prima dei minuti di recupero, all’87’, Trotta ha un’ottima palla fra i piedi, sprecata però con un tiro troppo azzardato.

Ancora Trotta, al 93′, sbaglia clamorosamente tra l’incredulità e il rammarico dei tifosi, davanti al portiere avversario il possibile 3-2.

Il secondo tempo ha messo in evidenza molto di più le qualità del Francavilla che erano state poco trasparenti nel primo. I lucani, sin dai primi minuti della seconda fazione agonistica, hanno mostrato grande tenacia trovando fin da subito il primo gol e poco dopo il secondo, complice anche qualche distrazione da parte dei sipontini. Anche il Donia non ha mollato, anche se ha perso tante ottime occasioni, ma è riuscito a portare almeno un punto a casa, il quarto consecutivo.

Michela Rinaldi

Donia, si dimette il Presidente Sdanga

La decisione del Presidente, in serata, dopo la gara contro il Francavilla è arrivata inaspettata.
Dopo sette anni al vertice del Manfredonia Calcio il massimo dirigente del sodalizio sipontino si dimette dall’incarico.
Un fulmine a ciel sereno dopo una settimana in cui, per due giorni la squadra non si è allenata.
Il Manfredonia sconta un avvio travagliato e difficile; infatti già dallo scorso anno sia l’ex Direttore Sportivo Elio Di Toro che il Presidente Antonio Sdanga avevano chiesto la collaborazione di tutti per portare avanti il progetto calcistico bianco-azzurro.
Poi con l’avvio della stagione 2017/18 a campionato in corso, e i problemi di assetto organizzativo e tecnico, hanno portato a trovare una soluzione del punto di vista societario.
In settimana si conosceranno i nomi della nuova componente della compagine associativa della SSD Manfredonia Calcio.

INTERVISTA AL PRESIDENTE SDANGA
Dopo le dimissioni del numero uno di Via San Giovanni Bosco, abbiamo chiesto ad Antonio Sdanga i motivi della sua iniziativa inaspettata.
Presidente come mai questa decisione?
“Credo che dopo sette anni è arrivato il momento di fare delle riflessioni che devono essere ben ponderate per il bene della squadra e della società.
Personalmente ritengo che in questi anni abbiamo valorizzato calciatori, raggiunto risultati straordinari dal punto di vista del settore giovanile. Abbiamo vinto per diversi anni di seguito la speciale classifica Giovani D valore. Abbiamo ceduto elementi validi a squadre blasonate di serie A, B e C.
Se dovessi guardare indietro devo dire che è stato fatto tantissimo in poco tempo e ciò mi riempie d’orgoglio”.

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C’è una punta di polemica nelle sue parole?
“Non c’è nessun rancore, anzi sono soddisfatto di quello che è stato realizzato. Siamo partiti salvandoci in extremis nella stagione 2010-11 e abbiamo vinto un campionato di Eccellenza difficilissimo come quello del 2012-13. Poi quattro salvezze consecutive che valgono quanto una promozione, conquistate con pochissimi mezzi economici salvando il gioco del calcio a Manfredonia ed il blasone di una squadra e di una città. Ditemi se si poteva fare di più!”.
Quale sarà il futuro di questa società?
“Se mi sono dimesso è perché bisogna fare chiarezza su quelli che saranno le nuove prospettive della squadra. Credo che da solo era impossibile portare aventi questa passione che mi coinvolge sin da piccolo, quindi era giusto condividere con altri appassionati questa esperienza.
E per il bene del Manfredonia Calcio che dobbiamo partire con nuovi traguardi, e con una nuova voglia di lavorare e conseguire risultati positivi.
Spero che la mia decisione sia essere un momento di riflessione per tutti le componenti della squadra e della società perché a questo punto siamo tutti in discussione e tutti dobbiamo sentirci responsabili di come le cose sono andate fino adesso; e quindi anche per l’allenatore saranno decisive le prossime due partite contro il San Severo e Gravina per la sua conferma alla guida del Manfredonia”.

NOTA STAMPA SSD MANFREDONIA CALCIO

Michela Rinaldi

Vitaglione sollevato dall’incarico di Ds del Donia

L’ex centravanti biancoazzurro, artefice della promozione in C2 nella stagione 2003/04, e fino ad oggi Direttore Sportivo della SSD Manfredonia Calcio, è stato sollevato dall’incarico che ha ricoperto dal 24 agosto u.s.
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Il Manfredonia Calcio ringrazia Francesco Vitaglione per il difficile e delicato lavoro effettuato in questi sessanta giorni, ed augura allo stesso i migliori successi professionali per la sua carriera di manager sportivo.

NOTA STAMPA SSD MANFREDONIA CALCIO

Michela Rinaldi

Donia, il comunicato della tifoseria sipontina alla Società

La pazienza è finita e di conseguenza è arrivato il momento di farsi sentire.
Sono giorni particolari per il calcio sipontino.

Siamo ad Ottobre e come tutti sappiamo, 85 anni fà fu fondata l’As Manfredonia, squadra che da allora rappresenta la nostra città a livello calcistico.
85 anni di gioie e di dolori, 85 anni di tradizione e passione, 85 anni che hanno unito varie generazioni.
Ora si spera che tutto questo non finisca.

Ormai da qualche anno a questa parte siamo costretti a subire frustrazioni e umiliazioni che non auguriamo a nessun tifoso al mondo.
Anche quest’anno il presidente si è lamentato di non farcela, di essere solo e di essere stato abbandonato dalla politica e dagli imprenditori locali, ma adesso che siamo sul punto di non ritorno a chi dobbiamo chiedere spiegazioni?!? Chi deve dirci perché si è partiti senza una vera programmazione? Chi sono i “dirigenti” che devono metterci la faccia?
Ci sono dirigenti?

Dopo 5 sconfitte consecutive pareggiamo con Aversa e Pomigliano e lasciamo l’ultimo posto in classifica. Non siamo più’ gli ultimi della classe o forse si!?!
Noi ci riteniamo ancora tali, anche se ai ragazzi che scendono in campo va tutto il nostro rispetto, nonostante i limiti fisici e tecnici ci stanno mettendo anima e cuore.
Siamo ancora ultimi perchè non abbiamo una VERA SOCIETA’ che dopo due pareggi consecutivi dovrebbe rassicurare l’ambiente e il proprio staff tecnico.
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Siamo ancora ultimi perché dopo il pareggio interno di Domenica, tutto ancora tace, anzi le parole post-gara del Direttore Sportivo sono molto preoccupanti e non fanno ben sperare.
Il copione sembra ormai simile a quello degli ultimi 5 anni con la differenza che quest’anno la classifica è demoralizzante, cosa che credevamo difficile con l’arrivo di pedine dal nome rassicurante arrivate in riva al golfo non certo per opera dell’attuale società capitanata da Antonio Sdanga. Infatti in virtù di questa indefinibile situazione, questa Società è costretta a dipendere ormai da anni dalle promesse della politica. Promesse che non vengono mantenute, forse perché non conviene? Non si vuole? Non si deve? Questo non è dato saperlo, fatto sta che gli imprenditori del posto sembrano aver dimenticato la squadra della loro città, di cui si vantano di sostenere.

Il risultato è che un’intera tifoseria vede da anni mortificata la sua legittima voglia di esser fiera della propria squadra. Viene meno ormai qualsiasi aspettativa che possa accendere quell’entusiasmo che questa piazza merita. Sta così morendo lentamente l’ultimo baluardo dell’aggregazione sociale cittadina, muore così quel sentimento di appartenenza, anche tra i più giovani, che solo il calcio sa dare. Muore, sotto lo sguardo impassibile di chi ha la possibilità e non fa nulla, un pezzo di storia della città. Noi chiediamo normalità, Noi chiediamo una vera Società un vero progetto calcistico.
Siamo stanchi dei silenzi,delle mezze verità, vogliamo chiarezza!

NON SCHERZATE CON 85 ANNI DI STORIA.

FIRMATO QUELLI SEMPRE PRESENTI IN CASA E IN TRASFERTA

Stefano Favale

Donia, un punto di speranza nel finale

Nella sfida Manfredonia-Pomigliano gli spalti presentano molti vuoti. Infatti la curva del Donia non vantava così tanti tifosi sipontini come nelle altre sfide casalinghe. È rimasta un po’ di amarezza nel cuore dei tifosi per i pochi punti raccolti finora?

Il calcio d’inizio lo batte il Pomigliano e fin da subito i locali si mostrano aggressivi, come al secondo minuto, con Romano che insidia la retroguardia ospite. Già da subito ci sono problemi fisici per Konate, che esce lasciando momentaneamente in 10 la sia squadra. Anche il Pomigliano trova le sue occasioni già dal 4^ minuto, quando Vitiello ci prova con un destro, facendo andare la palla oltre la porta difesa dal portiere avversario. Il primo calcio d’angolo di partita è per il Pomigliano, al 4^,con Labriola, ma il pallone viene allontanato dalla difesa del Donia. Il secondo calcio d’angolo,invece, è per il Donia,con Pozziello che però non trova la sua occasione. Dopo un intervento rischioso su Cicerelli, finisce per primo nella lista dell’arbitro Vitiello, al 6^. Per una decina di minuti è il Donia a dominare la partita, costringendo l’avversario a chiudersi in difesa. Un’altra occasione per i granata avviene al 21^con una parata straordinaria di Bagnara,estremo difensore biancoceleste. Al 26^, poi,tutto lo stadio chiede il rigore al Donia per un presunto tocco di mano da parte di Thioune, ma l’arbitro fa continuare il gioco. Joof,con una deviazione finita sul fondo, fa guadagnare un calcio d’angolo agli avversari battuto da Guidelli,rivelatosi poi decisivo (31^)in quanto trova la rete Alfano,di tacco,con l’assist di colpo di testa di Labriola e porta così in vantaggio la sua squadra. Il primo tempo,poi,finisce con l’ammonizione di Avella per un fallo ai danni di Joof.

Il Donia effettua un doppio cambio ad inizio ripresa, con gli inserimenti di Trotta e La Forgia.

Appena entrato, La Forgia, cerca la conclusione, ma termina sul fondo. Al 52^ viene ammonito per fallo Guidelli.
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Ammonito Marotta per fallo ai danni dell’attaccante locale La Forgia,65^. Un’altra grande occasione per il Donia c’è con il calcio d’angolo,battuto da Trotta,ma il pallone viene recuperato dagli avversari.

Alla ripresa del gioco ci prova Joof da lontano ma il suo tiro è troppo debole. Alcolino lo para senza troppi problemi

Un’occasione sprecata, è quella di Granatiero, all’85^, ma all’87^ il Donia trova il pari con Russo che realizza a pochi metri dal portiere.

Il secondo tempo è stato molto intenso,con il Donia che voleva recuperare e il Pomigliano che voleva proteggere il vantaggio. Chi ha avuto la meglio è stato il Donia, pareggiando con Russo quasi alla fine e portando a casa quel punto così faticato e meritato. Una cosa è certa. I locali hanno mostrato di aver superato i “famosi” problemi di squadra e non, mostrando forza e coraggio in entrambe le frazioni di tempo, scontrandosi anche con il Pomigliano, squadra di grande spessore.Riuscirà anche nella prossima sfida contro la Sarnese,fuori casa,a tenere questa grande grinta di oggi?

Michela Rinaldi

Manfredonia-Cerignola 1-2 i gialloblù implacabili

Clima rovente e appassionato al Miramare, con una buona partecipazione del pubblico locale ad incitare i ragazzi del Donia e “beccare” i tifosi ospiti con ripetuti sfottò.

Ma alla fine a festeggiare, come da pronostico, sono proprio gli ofantini che dimostrano di saper soffrire e piazzare i colpi vincenti al momento giusto.

Discreta la direzione di gara di Carina Susana Vitulano di Firenze, tanta curiosità intorno a lei.

Pronti e via e sugli sviluppi di un calcio d’angolo il Cerignola passa già al 4^ con Longo. Protestano i sipontini nella circostanza per un sospetto intervento falloso dello stesso su Martino, costretto ad abbandonare momentaneamente il campo.

Molto importante è l’azione di Cicerelli, sulla fascia sinistra, deviata provvidenzialmente dall’ex Pollidori(9^). Anche Russo, al 10′, cade giù dopo uno scontro fortuito con Longo ed esce fuori provvisoriamente con il Donia di nuovo con un uomo in meno.

Arriva il primo spiraglio di luce per i sipontini al 22^, con la rete ma a parer dell’arbitro in fuorigioco, di Romano, dopo un bell’assist di Joof, con la conseguente prima ammonizione per quest’ultimo, causa proteste. Ancora al 24^ Romano ci prova ma il suo tiro termina alto.

Dopo però, anche il Cerignola ci prova, con la punizione di Vicedomini al 39^ finita fuori di poco. Si scalda il clima in campo e arriva l’ammonizione per lo stesso Vicedomini per aver spintonato Romano. Finisce il primo tempo e i 2 minuti di recupero non regalano molte emozioni.
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Ad inizio ripresa il Donia raggiunge il pari con Joof su assist di Pozziello e la gara si infiamma.

Il Cerignola però non molla la presa,con Cappellari che di punizione la manda fuori di tanto e subito dopo Gamberino che la fa invece terminare sul fondo.

Il Cerignola, molto aggressivo trova la rete del definitivo vantaggio al 68^, con un destro di Gambino che sfrutta al meglio l’assist di testa di Montaldi e nonostante questo reagisce bene il Donia,con Trotta che va nell’area avversaria ma viene fischiato il fuorigioco e per proteste,finisce anche lui sulla lista di Vitulano.

Anche Joof è costretto ha lasciare questa volta definitivamente il campo,tra gli applausi di riconoscimento ed incoraggiamento da parte dei tifosi locali ,all’81’, per problemi al ginocchio e fa posto in campo a Imbriani.

I minuti di recupero sono sei, con qualche azione degli ospiti ed alcune occasione per il Donia come la punizione di Trotta.

Sfortunato il Donia in questo secondo tempo, che fa in un primo momento sognare i sipontini tutti con il gol di Joof per poi prendersi un’altra rete dal Cerignola. Nonostante tutto,si può dire che ha saputo reagire bene e che la sconfitta sia stata determinata anche da altri fattori. C’è anche da fare i complimenti a Bagnara, il portiere, che ha saputo più volte salvare il punteggio in favore dei suoi, soprattutto sulle palle inattive.

Michele Rinaldi

Baratto: “Deluso ma fiducioso”

Dopo la pesantissima sconfitta rimediata a Potenza il Donia è pronto a ricominciare, infatti le parole del Mister fanno pensare ad una vera e propria rinascita.

“Sapevamo della forza dell’avversario ma soprattutto dell’obiettivo assai diverso dal nostro, ovvero di vincere, obiettivo che per ora per quanto ci riguarda dobbiamo mettere un po’ da parte. La sconfitta tosta deriva non solo dai problemi tecnici, ma anche dalla mentalità della scorsa giornata. Questa non è stata una settimana molto bella, ci siamo allenati pochissimo e, tra le altre cose, tre nostri calciatori (La Forgia,Lombardi ed Esposito)sono stati “esonerati” dalla società per comportanti inidonei alla maglia che indossano e quando ne ho preso visione sono rimasto molto colpito visto e considerato che sono il mister. Detto ciò, non sono molto preoccupato,anche perché in settimana è arrivato qualcuno nuovo e punto su questo. Perdere è giusto,ma bisogna farlo con dignità e non mi è piaciuto quel che è successo l’altra settimana ma sono fiducioso nel futuro e la scelta di allenare questa squadra la rifarei perché non faccio le cose per poi pentirmene immediatamente”.
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Alle parole cariche di rabbia del mister si accodano quelle del portiere, Simone, piene di amarezza soprattutto per questa sconfitta a quanto pare tanto sentita dai calciatori e la società tutta :”È una perdita che fa male perché comunque sia ci sono modi e modi di perdere e noi non l’abbiamo fatto con dignità. Ora più che mai con le unghie e con i denti dobbiamo lottare, anche per i tifosi che di certo meritano di più. La questione dei tre calciatori “esonerati”? Succedono cose spiacevoli del genere nelle società e mi dispiace molto perché abbiamo perso tre mentalità importanti e di certo al gruppo non fa bene e spero che la situazione non si complichi ulteriormente. L’unica cosa che ora mi importa è la sfida di domani e io ed i miei compagni siamo pronti e speriamo di farcela,questa volta” Ce l’avranno fatta i biancocelesti a superare tutti i problemi? Domani lo scopriremo.

Michela Rinaldi

Vitaglione regala De Giosa al Donia

Il Manfredonia nella giornata del 29/09/2017 ha provveduto a perfezionare due contratti; si tratta di Roberto De Giosa, già con i biancoazzurri ai tempi del doppio salto dalla D alla C1, e sipontino d’adozione, essendo sposato e residente da anni a Manfredonia, con un passato calcistico illustre tra Reggiana, Ternana, Paganese, Latina, Foggia, Sorrento.
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Inoltre farà parte del gruppo diretto da Mister Baratto, il giovane attaccante under Francesco Vatiero, proveniente dall’Ebolitana.

Nota stampa SSD Manfredonia Calcio

Michela Rinaldi

Manfredonia-Altamura 1-2 evidente il gap tecnico e atletico

Ancora una sconfitta per il Donia, fanalino di coda a 0 punti. Festeggia l’Altamura, che affonda l’uno-due nella ripresa così come da copione ormai consolidato.

La partita inizia con il minuto di silenzio in onore delle vittime della recente alluvione di Livorno.

Batte il calcio di inizio il Donia, al 5′ la prima occasione per gli ospiti: a seguito di uno scontro tra Trotta e un avversario, viene concessa una punizione che Aliperta spedisce fuori.

Ancora biancorossi pericolosi prima con Ostuni e poi con Cannito. Un lampo di Armiento spezza la supremazia dell’Altamura che continua a rendersi pericoloso con una serie di calci d’angolo senza esito però.
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Ospiti ben messi in campo ed ordinati, Donia senza idee ed in evidente ritardo di condizione e senza uomini d’esperienza e qualità.

Il valzer dei cambi sorride agli ospiti, che al 68′ sbloccano il risultato con Figliolia, con un preciso colpo di testa. Al 72′ Santaniello, neo entrato, chiude virtualmente i conti con un gran tiro che si impenna e beffa Simone.
Vano il sussulto finale dei sipontini con il gol della bandiera, il primo stagionale, realizzato da La Forgia al 90′.

L’Altamura prosegue la sua marcia a punteggio pieno, il Donia è un “cantiere aperto” con difficoltà evidenti tecniche e atletiche.

Michela Rinaldi

Manfredonia, arriva il difensore Mazzei

In vista della difficile gara contro l’Altamura, il Manfredonia ha tesserato il difensore Mario Mazzei, già con una buona esperienza in Serie D. Mazzei è nato a Cava dei Tirreni il 12/02/1992 e proviene dalla Sarnese. Nella sua carriera anche esperienze a Torre de Greco e a Cava dei Tirreni.
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Ufficio Stampa SSD Manfredonia Calcio

Michela Rinaldi

Tre nuovi acquisti per il Manfredonia

Il Manfredonia Calcio annuncia altri tre calciatori alla corte di Mister Giovanni Baratto.
Il Direttore Sportivo Francesco Vitaglione ha ratificato nel pomeriggio i tre contratti. Si tratta di Giacomo Romano attaccante nato il 14/07/1993, ex Pomigliano, Spoleto e Giulianova; Luigi Caruso, cresciuto nella Primavera del Benevento con una trafila tra i Giovanissimi della Nocerina, gli Allievi dell’Aversa Normanna e Primavera del Latina, nato il 31/10/1998; Gennaro Imbriani, nato il 08/03/1998, ex Vibonese e Gladiator, centrocampista.
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Ufficio Stampa SSD Manfredonia Calcio

Michela Rinaldi

Donia, l’ex Cancellato riparte dalla Scuola Calcio

Il Manfredonia Calcio annuncia Emanuele Cancellato come uno degli istruttori della scuola calcio piccoli delfini del Manfredonia.
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Emanuele Cancellato non ha bisogno di presentazioni in quanto è stato uno degli artefici della doppia promozione del Manfredonia dalla serie D alla C2 e dalla C2 alla serie C1 negli anni 2003/2004 e 2004/2005. Il suo apporto sarà importante per la crescita della scuola calcio e anche degli stessi ragazzi quindi benvenuto ad Emanuele Cancellato un nuovo grande acquisto per la scuola calcio piccoli delfini del Manfredonia.

Ufficio stampa SSD Manfredonia Calcio

Michela Rinaldi

Manfredonia, ingaggiato il difensore Russo

Il Manfredonia ha definito nella giornata di ieri, l’acquisto di una pedina importante per la difesa. Si tratta di Vincenzo Russo. difensore centrale, nato a Napoli il 19/09/1985, arriva dal Campobasso. La sua carriera parte dalle giovanili del Napoli dove ha giocato fino alla Primavera, poi ha disputato vari tornei in serie D a Torrecuso, Pomigliano, Arzanese e Campania.
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Ufficio Stampa SSD Manfredonia Calcio

Michela Rinaldi

Manfredonia, arriva Martino dal Foggia

Un nuovo arrivo in casa biancoceleste, si tratta del centrocampista Gianvincenzo Martino proveniente dal Foggia, ex Fondi ed ex Foggia. Gianvincenzo Martino è nato a Foggia l’11 gennaio 1997 e vanta già una discreta esperienza nei campionati di serie D.
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Attesi altri rinforzi per Baratto, intanto la gara con la Frattese probabilmente si disputerà a Mugnano di Napoli.

Michela Rinaldi

Baratto: urgono rinforzi al Donia

La prevedibile sconfitta con la Turris, seppur maturata nei minuti conclusivi, non coglie di sorpresa neanche il mister Baratto che però si aspetta urgentemente dei rinforzi.
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Così al termine dell’esordio stagionale sulla panchina del Donia: “Non posso rimproverare nulla ai ragazzi, magari solo un pò di attenzione in più, la caratura del nostro avversario era ieri nettamente più elevata rispetto alla nostra. Noi siamo una squadra nuova e ci conosciamo da una sola settimana, in fase di costruzione, mentre loro sono già pronti e ben collaudati. Prima frazione di gara pressochè a senso unico, hanno spinto sull’acceleratore e creato diverse occasioni da gol specie sulle palle inattive, la ripresa è stata invece decisamente più equilibrata e non abbiamo concesso nulla a parte la disattenzione nel finale, complice anche un rimpallo sfavorevole. Ora mi aspetto dei rinforzi, è evidente che ci manca qualcosa.”

Il messaggio alla dirigenza è molto chiaro, ma del resto arriveranno presto i tasselli mancanti sperando che l’handicap di inizio campionato non pesi più di tanto nell’economia dell’intera stagione.

Michela Rinaldi

Valentino fa “bella” la Turris, Il Donia ko

Parte male il Donia, sopraffatto in una sfida impari dalla Turris così come da previsioni. Non basta un Donia generoso, la squadra è incompleta e in tanti sono in ritardo di condizione. Ci sarà tanto da lavorare, l’eredità raccolta è pesante tra incertezze societarie ed il tentativo in extremis di aprire un nuovo ciclo.
Il risultato finale (0-1) non rispecchia l’andamento della gara, con gli ospiti vicini al gol in varie occasioni (4 legni) ma lascia un pizzico di rammarico ai ragazzi di Baratto, che hanno “accarezzato” l’impresa di strappare un punto fino all’86’.
Si parte con la battuta iniziale dei campani, che si mostrano fin da subito molto audaci in fase offensiva con tante occasioni gol vanificate sopratutto dalle parate del nuovo arrivato Bagnara.
La prima grande occasione per gli avversari arriva già all’8^ minuto, con un palo incredibile di Longobardi e subito dopo un’altra con lo stesso attaccante al 10^ che manca di poco il bersaglio.
Al 16^ finisce sulla lista di Zuffada, l’arbitro, il primo ammonito Improta per motivi disciplinari e a distanza di pochi minuti, stessa sorte per Borriello. Dopo un calcio d’angolo per i campani e una grandissima parata di Bagnara, Piacente viene ammonito per gioco falloso.
Prima dello scadere del primo tempo, Trotta tenta una disperata rovesciata. Senza dubbio la Turris è molto più offensiva del Donia, più in palla.
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In avvio di ripresa Cicerelli attacca fin da subito ma i campani sono molto bravi a recuperare palla.
Dopo una piccola divergenza con il direttore di gara, Cicerelli del Donia viene ammonito, poi un calciatore della Turris si scontra con Bagnara, cadono entrambi ma il gioco continua. Esce Borriello ed entra Valentino, prima ammonito e poi match winner, a 4 minuti dal triplice fischio, con un assist perfetto di Sorriso. Dopo qualche tiro del Donia ed una punizione deviata, finisce anche il recupero (3 min)
I cambi della Turris danno così i propri frutti,con lo splendido assist di Sorriso e il tiro precisissimo di Valentino. È venuta a crearsi una situazione contraria invece,per il Donia,che con i cambi non ha fatto grandi cose ma si è limitata a difendersi,il più possibile.

Michela Rinaldi

Manfredonia, basta con le interferenze

Il Manfredonia sopravvive grazie alla sensibilità di alcuni imprenditori locali, annunciato il nuovo tecnico ex Turris Baratto che sarà coadiuvato da Vitaglione.
Ora riflettori puntati sulla costruzione della rosa, in forte ritardo, con il prevedibile handicap iniziale in campionato.
Ma le attenzioni sono rivolte anche alle interferenze esterne, le stesse che hanno indotto Chiarella a dimettersi ancor prima che iniziasse la sua avventura sulla panchina del Donia.
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E’ il momento di voltare pagina, di affidarsi completamente al nuovo staff tecnico, senza compromessi e con piena autonomia decisionale.
Lo chiedono in coro i tifosi sipontini, desiderosi finalmente di un progetto tecnico serio che possa coinvolgerli in un momento di accentuato disinteresse.

Stefano Favale

Manfredonia, si rasenta il fondo in attesa di benefattori

La lenta agonìa del Donia si consuma di giorno in giorno ormai tra l’indifferenza generale, un amaro epilogo di un ciclo che attende solo la parola fine.

Il campionato è alle porte e non c’è traccia dello staff tecnico e dei calciatori, persino Chiarella conclude il suo incarico ancor prima di iniziarlo.
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La fiammella della speranza è alimentata solo dall’eventuale iniziativa di alcuni imprenditori benefattori che prendano a cuore le sorti del Donia, pur consapevoli di mettere una “pezza” ad un progetto fallimentare.

Si attendono sviluppi, l’entusiasmo è ai minimi storici, serve un progetto con uomini all’altezza.

Stefano Favale

Manfredonia, un silenzio assordante

Ci eravamo lasciati con la paventata ipotesi della cessione del titolo sportivo alla Molfetta Sportiva, forti delle indiscrezioni accertate su ripetuti incontri tra Sdanga e Lanza, per fortuna scongiurata.

Ma la situazione attuale, salvo svolte, è a dir poco allarmante con un esodo massiccio dei calciatori in prova a dimostrazione ancora una volta che non esiste un progetto sportivo, non c’è comunicazione.
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Si attendono sviluppi, l’interesse per il calcio a Manfredonia è davvero ai minimi storici e la nuova stagione calcistica è alle porte con tanti interrogativi.

Stefano Favale

Donia, voci di una possibile cessione del titolo..ecco gli scenari

La voce è trapelata, ora passiamo parlarne con il beneficio dell’inventario.
L’argomento è delicato in quanto coinvolge due tifoserie, quella sipontina e quella molfettese, certamente con stati d’animo diametralmente opposti in virtù dei possibili scenari.

Partiamo da una certezza: il Donia è in grosse difficoltà economiche, a dimostrazione del fallimento del progetto calcistico sul quale per ora soprassediamo.

E allora tra presunti avvicinamenti di imprenditori locali, prontamente smentiti da Sdanga, e reale contatto con Lanza (confermato dal Ds Lapolla) che sarebbe disponibile ad acquisire il titolo sportivo del Donia e regalare la D alla Molfetta Sportiva qual’è la verità?

Potrebbe trattarsi di una strategia per invocare l’aiuto del Sindaco Riccardi e di alcuni imprenditori locali prima di “vendere” il Donia oppure la resa dinanzi all’impossibilità di sostenere la D e l’incombenza di corrispondere le mensilità arretrate ai tesserati?
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Ma noi andiamo ancora oltre: e se alla cessione del titolo alla Molfetta Sportiva seguisse l’iscrizione del Donia al Campionato di Promozione (posto liberato proprio dalla Molfetta Sportiva), seppure con una denominazione diversa?

Spaventosa l’ipotesi di un campionato con la juniores e la scure dei punti di penalità inevitabilmente in arrivo nel tempo, tra l’altro con l’incognita Energas.

Dolorosa anche l’ipotesi fallimento e ripartenza dalla Terza Categoria.

Si ringrazia il Ds Lapolla della Molfetta Sportiva per le dichiarazioni rilasciate in esclusiva per la nostra redazione.

Stefano Favale

Donia, via Di Toro e Pazienza in direzione Foggia

La notizia trapelava da tempo, il Ds Di Toro corona il proprio sogno di intraprendere una nuova esperienza professionale a Foggia. Un sogno cullato da alcuni anni e ora finalmente in prossimità del traguardo. Con lui anche Pazienza, destinato a quanto pare sulla panchina della Primavera del Foggia per la sua prima esperienza da allenatore, realizza il suo desiderio già parzialmente manifestato a Manfredonia.

Pertanto domani per entrambi il saluto finale dallo sportivissimo pubblico di Manfredonia, che ne ha apprezzato le indubbie qualità professionali ed umane.
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Luci spente dunque sull’ultima di campionato, con la blasonata e “delusa” Nocerina in un’amichevole di prestigio con l’obiettivo di vincere e risalire in classifica.

Ancora 90′ e calerà il sipario su un’intera stagione, in attesa della nuova programmazione che non dovrebbe prevedere la permanenza di Catalano sulla panchina.

Rumors indicano già oggi i sostituti di Di Toro e Catalano, ma di questo parleremo prossimamente.

Stefano Favale

Attenti al…Lupo! Il Madrepietra sbanca il Miramare

Il derby foggiano di bassa classifica tra Manfredonia e Madrepietra Daunia è risolto da una giocata di Lupo, complice una deviazione, che regala così 3 punti pesanti agli ospiti.

Sipontini mai in partita, a dir poco “svogliati” e “senza idee” al contrario di un modestissimo avversario sceso però in campo con grande determinazione e meritevole della vittoria.

Ancora out Pazienza, indisponibile Romito per l’improvviso lutto familiare e Malcore ancora squalificato: è la distinta degli assenti del Donia, che comunque non rappresenta un alibi. Sull’altra sponda assente per squalifica l’ex Bozzi.

E’ un derby dai contenuti tecnici poveri, è la sagra degli errori e “orrori” che al 32′ regala l’unica vera emozione con il gol partita di Lupo grazie alla complicità disarmante della retroguardia locale.
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Nella ripresa i cambi non incidono, i sipontini sfiorano casualmente il pari con De Rita e La Porta ma rischiano anche seriamente di subire il raddoppio che non giunge esclusivamente per l’imprecisione degli attaccanti ospiti.

Meritata dunque la vittoria del Madrepietra Daunia, che “stacca” le ultime due in classifica con grande impegno, sprazzi di bel gioco e tanti limiti tecnici mascherati dall’inconsistenza dell’avversario di oggi.

Per il Manfredonia altra battuta d’arresto che la ricolloca ad un passo dai playout.

Stefano Favale

Manfredonia, Catalano come Vadacca

La stessa media punti ad oggi, ma con l’obiettivo stagionale ridimensionato, pertanto nessun miglioramento tangibile derivato dal cambio tecnico.

E’ il sunto estremo del confronto tra Catalano e Vadacca alla guida del Manfredonia.

Un solo vero “colpo” di mercato indovinato, Malcore, su segnalazione di Vadacca è evidentemente una delle cause di un rendimento assai altalenante in campionato, nonostante un livello tecnico medio modesto.
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Alcune “crepe” di spogliatoio hanno contribuito in maniera decisiva all’esonero di Vadacca, “reo” soltanto di aver condiviso l’ultimo progetto tecnico pur non essendone convinto probabilmente.
Tatticamente a Vadacca è mancata forse la capacità di rendere camaleontico il suo Donia, proteggere in primis la vulnerabile difesa e mostrare maggiore coraggio specie in trasferta.

E Catalano? partito in sordina ha intelligentemente modificato l’assetto difensivo e ottenuto riscontri a gennaio con un’incoraggiante serie utile di risultati e prestazioni, una vera e propria ipoteca sulla salvezza.
Poi a febbraio l’improvvisa inversione di rotta, complice un atteggiamento molle dei ragazzi apparsi quasi “appagati”.

Tuttavia la salvezza è assolutamente alla portata del Donia, il primo ostacolo si chiama Apricena ed è vietato sbagliare.

Stefano Favale