La Porta suona la carica, ma è solo 2-2 tra Donia e Agropoli

Ancora una volta due “sberle” destano un Donia apparso completamente assopito, esattamente come 2 settimane fa, con il solito La Porta che suona la carica e spiana la strada al 2-2 finale.

Ma aldilà dell’emozionante rimonta, c’è molto poco da salvare nella prestazione dei sipontini.
Le assenze di Malcore e Pazienza non giustificano un atteggiamento molle, un fraseggio impreciso e l’assoluta pochezza di idee a centrocampo dei ragazzi di Catalano.

E’ proprio il mister a non convincere con la scelta di schierare dal 1′ Gentile, mai in partita, e soprattutto di sostituirlo dopo oltre un’ora di gioco. Sarà un caso, ma il doppio cambio operato al 66′ segna la svolta della gara. La freschezza atletica e mentale di Cicerelli e Molenda, unita all’estro di La Porta, offrono sprazzi di un gioco a tratti anche spumeggiante e consentono di raddrizzare le sorti del match.

Discutibile anche l’impiego di Coccia, come già contro l’Anzio, da mezzala e la mancanza di contromisure sull’unico vero elemento pericoloso tra gli avversari, ovvero Capozzoli che ha sovrastato Raho sulla corsia di sinistra. Male anche Fiore, come contro l’Anzio, sull’altra corsia. Sempre incerto Tarolli, senza infamia nè lode Romeo, si salva solo D’Angelo nel reparto arretrato.
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Preoccupa dunque nuovamente la difesa (7 reti incassate nelle ultime 3 gare), il fragile equilibrio trovato un mese fa sembra essere già svanito e tornano gli spettri del girone di andata.
Nessun dramma, si intende, ma occorre un cambio di rotta per centrare la salvezza con tranquillità.

Per la cronaca già al 6′ il volenteroso Agropoli va vicino al gol con una volèe di Tiboni da posizione impossibile con la sfera allontanata sulla linea da D’Angelo. Quindi un paio di sussulti dei sipontini con Lauriola e La Forgia, la replica di Capozzoli con la complicità delle due retroguardie. Al 30′ è bravo Cherillo dal limite a sfiorare l’incrocio, altrettanto La Forgia due minuti più tardi con un colpo di testa di poco alto. Nonostante una manovra lenta ed imprecisa il Donia quindi riesce anche a rendersi pericoloso, il gol arriva al 41′ ma è di marca ospite con Cherillo abile a svettare più alto di tutti e spiazzare Tarolli con un preciso colpo di testa.

Il Donia appare più reattivo ad inizio ripresa ma al primo affondo subisce il raddoppio degli avversari al 57′, ammirevole la prodezza del migliore in campo Capozzoli.
Eppoi come già raccontatovi il finale emozionante con le reti di La Porta e La Forgia al 68′ e 75′.

Nel finale Agropoli assediata ed impaurita, La Porta vicino al 3-2 ma forse sarebbe stato un premio eccessivo ad una prestazione con tante ombre.

Stefano Favale

Donia, due ruggiti nel finale regalano il pari

Minuto 95: Malcore riceve palla da La Porta e, liberissimo, la scaglia alle spalle di Rizzaro per il definitivo 2-2 tra il boato del pubblico presente.
Un finale da brividi che regala forti emozioni e un pari insperato sino all’86’, allorchè il Donia sotto di due reti riusciva con il solito La Porta a riaprire il match.

Gara complicata per i sipontini, apparsi appagati mentalmente e con poche idee. Al contrario il giovane Anzio, guidato da D’Agostino scende in campo con forti motivazioni e piacevoli trame di gioco.
Al 20′ il vantaggio laziale con Giampaolo, figlio d’arte, lesto ad approfittare di un’uscita a vuoto di Tarolli su uno spiovente laterale. Al 34′ la prima conclusione in porta del Donia con Molenda, che però non sorprende l’attento Rizzaro. Al 39’l’Anzio raddoppia con Silvagni, più alto di tutti sulla traiettoria del primo corner a favore dei laziali e bravo ad insaccare di testa.
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Il Donia è frastornato, Catalano tarda ad effettuare i giusti cambi e non sono poche le perplessità sul modulo poco flessibile. Ma il calcio è imprevedibile, si sa, e quando meno te l’aspetti ecco la giocata di classe di La Porta al minuto 86 che dà un senso alla prestazione dei sipontini. Improvvisamente crollano le certezze dei giovani laziali e cresce il forcing del Donia spinto dal pubblico. E così, come spesso accade, giunge in piena zona Cesarini il 2-2 di Malcore che ha il sapore di una vittoria.
In precedenza Malcore vicinissimo al gol, ma anche l’Anzio ad un passo dal 3-1.
Onore all’Anzio, che paga l’inesperienza e merito al Donia che ottiene forse più di quanto avrebbe meritato oggi.

Stefano Favale

Manfredonia-Francavilla 4-2 poker biancoceleste

Vittoria netta e quarto risultato utile consecutivo per i sipontini, ora a distanza di sicurezza dalla zona playout. Catalano affida a La Porta il ruolo del “finto” centravanti, essendo Malcore squalificato e avanza Coccia sulla linea degli attaccanti. Due mosse azzeccate, dopo appena 4′ Pazienza con una bella torsione insacca di testa sugli sviluppi del primo corner. Un minuto più tardi una ripartenza di Molenda mette Gentile nella condizione di calciare a rete da buona posizione, ma viene murato da un avversario. Al 16′ il primo pericolo creato dagli ospiti con Matinata e Tarolli che si salva respingendo con i piedi direttamente in fallo laterale.
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La gara diventa più equilibrata e al 43′ Marino coglie il momentaneo pari, approfittando di una dormita generale della retroguardia locale. Ma un solo giro di lancette e D’Angelo riporta il Donia in vantaggio, ancora una volta di testa su calcio d’angolo. La ripresa vede un possesso sterile del Francavilla, che subisce a più riprese la velocità dei sipontini, già vicini al tris all’8′ con Molenda. Lazic inserisce l’ex Del Prete, ma due minuti più tardi La Forgia cala il tris. L’espulsione di Alexic chiude virtualmente le ostilità nei minuti successivi. Nel finale c’è gloria anche per La Porta (rig.) e Fanelli. Il risultato finale (4-2) rende il merito al Donia di aver interpretato al meglio la gara con mordente e freschezza atletica, al contrario il Francavilla è apparso abulico e senza carattere.

Stefano Favale

Manfredonia-San Severo 2-0

Netta affermazione dei sipontini nel derby foggiano con il San Severo, apparso in palese difficoltà. Eppure sono proprio gli ospiti a rendersi pericolosi già al 7′ con Falconieri che colpisce il montante alla sinistra di Tarolli dai 25 metri. Ma è solo un episodio, Romito & C. assumono ben presto il pallino del gioco sciorinando finalmente buone trame di gioco con ritmi quasi forsennati.
Pressing, ritmi sostenuti e difesa alta tolgono respiro alla blanda manovra ospite, che soccombe al 13′ su una grande invenzione di Coccia che non lascia scampo a Romaniello con la palla che colpisce il palo prima di terminare la sua corsa oltre la linea di porta. Al 21′ Donia vicinissimo al raddoppio: Malcore fa tutto da solo, dribbla il marcatore diretto con una finta, si accentra e mira l’incrocio dei pali ma questa volta il montante salva il San Severo. Al 37′ un errore difensivo degli ospiti innesca il liberissimo La Porta che costringe Romaniello ad atterrarlo in area di rigore. Calcio di rigore e giallo per lui: La Porta realizza ed è 2-0.
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Nella ripresa i ritmi calano, il Donia gestisce senza affanno il doppio vantaggio ed anzi sfiora a più riprese in contropiede il tris. Catalano passa al 3-5-2 nel finale per salvaguardare il risultato ma gli ospiti oggi sono spenti e rischiano lo 0-3 al 95′ salvati solo dalla traversa colpita da La Porta.
Per i sipontini tre punti d’oro, per il San Severo prestazione da dimenticare al più presto e zona playout più vicina con il Potenza e il Donia ora a pari punti, ma con una partita in meno da recuperare mercoledì prossimo nello scontro diretto.

TABELLINO

MANFREDONIA (4-3-2-1): Tarolli, Fiore, Raho, Pazienza, Romeo, D’Angelo, Coccia (50′ Cicerelli), Romito, Malcore (91′ Esposito), La Porta, Molenda (73′ De Filippo). A disposizione: Longobardi, Bonabitacola, Rinaldi, La Forgia, Castigliego. All. Catalano

SAN SEVERO (4-4-2): Romaniello, Falco, Favilla (50′ Di Federico), Menicozzo (70′ Leonardi), Ianniciello, Del Duca, De Vivo, Lanzillotta, Falconieri, Laboragine (46′ Basta), De Bellis. A disposizione: Provaroni, De Rosa, Altamura, Florio, Sorbo. All. Dell’Atti

ARBITRO: SIG. KUMARA DI VERONA
ASSISTENTI: ORGA DI MOLITERNO E PIZZI DI TERMOLI

MARCATORI: 13′ COCCIA, 37′ LA PORTA (RIG.)
AMMONITI: D’ANGELO, COCCIA, LA PORTA, MOLENDA, ROMANIELLO, FALCO E DE VIVO
ESPULSI: NESSUNO

NOTE: presenti circa 600 spettatori; corners: 5-7; recuperi: 1’+5’+1′

Stefano Favale

Bilancio 2016: brindisi amaro per il Manfredonia

Ad un buon girone di ritorno (2015/16) fa da contraltare un deludente girone di andata nella stagione in corso. Nonostante le note difficoltà economiche i sipontini riuscivano ad ottenere la salvezza diretta e persino a raggiungere una sesta posizione insperata, ma nel momento di pianificare la nuova stagione venivano commessi oggettivi errori di valutazione tecnica.

Analizziamo i dati statistici del 2016: 34 gare disputate, 47 punti ottenuti in virtù di 14 vittorie, 5 pari e 15 sconfitte; 42 le reti realizzate, 47 quelle incassate.

Nel complesso appaiono numeri da metà classifica, è quindi opportuno scindere i dati delle due stagioni calcistiche di riferimento. Nel girone di ritorno della passata stagione i ragazzi di Vadacca conquistavano 27 punti (media 1.6) con 19 reti all’attivo e 18 al passivo; nel girone di andata della stagione in corso i numeri sono ben diversi: 20 punti (media 1.2) con 23 gol fatti e 29 (media 1.7) subiti.
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La differenza? è senz’altro netta, al di là dei numeri. I proclami estivi da “playoff” si sono ridimensionati, la rosa è stata allestita con evidenti errori di valutazione tecnica. Ad una difesa fragilissima (in prospettiva la peggiore degli ultimi 26 anni) si aggiunge un centrocampo lento e senza fisicità, l’attacco l’unico reparto che funziona.

Che il progetto tecnico estivo si sia rivelato un flop è certificato dall’esonero di Vergori, considerato un pilastro ma dal rendimento assai discontinuo, dall’esonero della guida tecnica Vadacca, dalla rescissione di Vicedomini, mai convincente e afflitto da guai fisici, dall’acclamato arrivo del top player Pazienza, ex serie A, poco incisivo finora. La recente partenza di un perno dell’attacco, Bozzi, indebolisce l’unico reparto affidabile del Donia.

Il recente e clamoroso dietrofront della dirigenza al ritorno di Vadacca, prima convocato e poi “non desiderato” da un gruppetto dello spogliatoio è un segnale di debolezza.

Ora si volta pagina e si guarda al 2017 con la consapevolezza che non si potrà più sbagliare, la salvezza diretta è alla portata in un girone tecnicamente abbordabile.

Stefano Favale

Donia, torna Max Vadacca? si, anzi no grazie!

In genere è una società ad assumere decisioni, e così è stato nel momento di richiamare Vadacca alla guida tecnica del Manfredonia.
La notizia, clamorosa, risale a sole 24 ore fa ma..oggi l’incredibile dietrofront dettato, a quanto pare, dal categorico rifiuto di uno sparuto gruppo dello spogliatoio ma evidentemente talmente influente da sopraffare la stessa dirigenza.
Se ne sta parlando tanto nell’intero ambiente calcistico sipontino, tutti si domandano come mai la società lo abbia richiamato pur consapevole dei dissapori nati all’interno dello spogliatoio alla vigilia dell’esonero.
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Ora sono attesi il comunicato ufficiale della società e, soprattutto, le dichiarazioni di Vadacca che non tarderanno ad arrivare.
I tifosi di fede biancoceleste sono tutti schierati con Vadacca, a loro avviso non meritevole di tale trattamento.
Per la dirigenza è un’altra sconfitta, dopo quella sul campo per gli scarsi risultati sinora conseguiti a fronte di un mercato ricco di risorse finanziarie.

Stefano Favale

Donia, classifica che rispecchia i tanti errori commessi

La prestazione incoraggiante di ieri non fa altro che accrescere il rammarico per non aver saputo costruire una rosa di alto livello, nonostante un budget importante messo a disposizione del Ds Di Toro.

I numeri sono impietosi: 8 sconfitte in 16 gare, di cui 9 casalinghe ovvero una sconfitta ogni 2 gare. Addirittura 27 le reti subìte, con una media gol incassati di 1.7. Un cambio tecnico (Vadacca), un tesserato mai sceso in campo (Cerbone), il “colpo” Pazienza (finora deludente), l’esiguo margine di vantaggio sulla zona playout (+2) nonostante proclami da playoff e lo scarso impiego dei ragazzi del vivaio certificano una prima parte della stagione da dimenticare per il Donia, se non fallimentare.

Fortunatamente il livellamento (in basso) del girone, fatta eccezione per le prime 4 della classe, lascia aperta una “porta” che conduce alla 5^ posizione dove però si preannuncia bagarre.
Le altre, Nardò e Francavilla in primis, non stanno ferme a guardare e in questo momento sono con la Gelbison le pretendenti maggiormente accreditate alla 5^ posizione.
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Non basta certamente il buon centrale difensivo D’Angelo, seppure apparso non in perfette condizioni fisiche, senz’altro migliore dell’esonerato Vergori. E’ palese la necessità di tesserare un nuovo portiere, un altro difensore centrale ed un paio di centrocampisti se si vuole provare a disputare un altro girone di ritorno.

Ebbene ieri il Donia ha consegnato il centrocampo nelle mani del superlativo Trastevere, magari cinico ma dal tasso tecnico elevatissimo e dall’ottima organizzazione di gioco.

Pazienza e Romito hanno retto circa 60′, poi il vuoto con l’assenza ad oltranza di Vicedomini.

La stagione può essere salvata? certo ma a condizione che arrivino finalmente i tasselli giusti, in caso contrario meglio puntare sui ragazzi del posto e mantenere la categoria tra la mediocrità generale.

Stefano Favale

Manfredonia-Trastevere 1-2

Minuto 77: una mancata chiusura di Pazienza ed un erroraccio di Tarolli regalano alla capolista 3 punti d’oro e decretano la parola fine ai sogni playoff dei biancocelesti.
Positivo l’esordio di D’Angelo al centro della difesa, sebbene apparso leggermente fuori forma, male Pazienza e decisivo Radaelli in almeno 3 occasioni.
Gara molto tattica, Donia concentrato e Trastevere dal tasso tecnico superiore. Al 20′ clamoroso palo interno colpito dal buon Malcore, a cui fanno seguito altre situazioni pericolose con salvataggi quasi sulla linea di porta e ottime parate di Radaelli. Ma alla prima distrazione ecco puntuale il vantaggio ospite con Tajarol su rigore. Su azione di rimessa il Donia è sbilanciato e presta il fianco allo sgusciante Pagliaroli che viene fermato fallosamente in area al 43′.
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Inizio ripresa con ritmi blandi e Trastevere in grado di gestire senza affanni l’esiguo vantaggio sino al lampo dei padroni di casa con Coccia che viene atterrato in area e La Porta che trasforma dagli 11 metri l’1-1- al 29′. Ma 3 minuti più tardi Pazienza si “scansa” e facilita così l’incursione di un avversario che calcia dalla distanza: Tarolli respinge malamente sulla traversa, la palla rimbalza in area sino al tocco decisivo di Fiorini che insacca. C’è ancora tempo per un miracolo di Radaelli al 36′ su incornata di Bozzi, poi nulla più.
Al Donia non basta il cuore, vince il cinismo della capolista che conferma di meritare il primato.

Stefano Favale

Manfredonia-Gravina 1-2 tra conferme e recriminazioni

Il Gravina espugna il “Miramare” e resta sulla scia del Trastevere. Cinismo e concretezza da una parte, impegno e limiti dall’altra. Due gli episodi da moviola: il gol annullato a Romeo al 45′ e il presunto fallo da rigore a favore degli ospiti. Ma, decisioni arbitrali a parte, focalizziamo le attenzioni sulla prestazione delle due squadre. Prima mezz’ora giocata a ritmi bassi con una sola chance per i gialloblu con Ferreira che spedisce a lato liberissimo sugli sviluppi di un corner. Quindi inizia il forcing, certamente prestabilito, degli ospiti che assediano e sfiancano sulle corsie la retroguardia biancoceleste creando grande scompiglio sino al gol di Anaclerio al 43′, di testa in tuffo liberissimo su uno spiovente. Al 45′ il Donia pareggia con Romeo, sempre di testa, ma viene segnalato un fuorigioco. Nella ripresa una prodezza di La Porta, al 15′, sembra cambiare volto al match ma al 26′ Esposito commette un’ingenuità e “tocca” un avversario in area di rigore. l’arbitro, ben appostato, non ha alcuna esitazione ed indica il dischetto del rigore tra le proteste dei locali.
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Non succede più nulla, il Gravina gestisce bene il vantaggio, i sipontini danno tutto ma non riescono a scardinare l’attenta retroguardia barese. Il Donia è meritevole di un plauso per l’impegno, ma restano i grossi limiti tecnici della difesa e la mancanza di dinamismo a centrocampo. Il Gravina si conferma squadra ben organizzata, in grado di dettare i tempi a proprio piacimento. Lotterà sino alla fine per la vittoria del campionato.

TABELLINO

MANFREDONIA (4-3-3): Tarolli, Fiore, Pellegrino (69′ De Filippo), Pazienza, Romeo, Esposito (78′ Romito), Coccia, Gentile, Bozzi, La Porta, Molenda (86′ Castrì). A disp.: Longobardi, Cerbone, Bruno, Armiento, Malcore, De Rita. All. Catalano

GRAVINA (3-5-2): Cilumbriello, Palermo, Caputo, G.Ferreira, Lanzolla, Anaclerio (54′ Zammuto), Ngom, Cerone (64′ Patierno), Albano, Guadalupi, Mazzilli. A disp.: Loliva, Chiaradia, Liberio, Di Cillo, Fanelli, Di Matera, Calderoni. All. De Luca

MARCATORI: 43′ ANACLERIO, 60′ LA PORTA, 71′ PATIERNO rig.
AMMONITI: PAZIENZA, ESPOSITO, CERONE, ALBANO, GUADALUPI, MAZZILLI, PATIERNO.
ESPULSI: NESSUNO

NOTE: CORNERS 5-6 RECUPERI 0’+4′

Stefano Favale

Il Donia non c’è, il Toro lo “incorna” tre volte

“Chi non vuol giocar se ne deve andar” il coro della tifoseria organizzata locale a fine gara rivolto ai sipontini, protagonisti di una pessima prestazione.
Catalano sostituisce l’infortunato Malcore con Bozzi e schiera il 4-1-2-3, risponde Foglia Manzillo con il 3-5-2.
Eppure l’avvìo è tutto di marca biancoceleste con tre nitide occasioni da gol costruite nei primissimi minuti. Prima Molenda, poi Bozzi e infine La Porta si fanno respingere le proprie conclusioni ravvicinate dall’esperto Petrachi. Un mix di imprecisione al tiro e bravura dell’estremo difensore neretino. Puntuale la “frittata” al 28′ con la prima occasione capitalizzata dal Nardò: una palla recuperata a centrocampo dà il via all’involata di Carrozza che, complice l’errata uscita di Tarolli, trova il pallonetto vincente dai 20 metri. Il Donia, scosso, cerca il pari e lo sfiora con La Porta al 32′ e Bozzi sotto misura al 33′, un pizzico di sfortuna per entrambi.
La ripresa è una lenta agonia per il Donia, senza idee e molle in campo al cospetto di un Nardò agguerrito e ben disposto tatticamente. Ci pensa Vergori, il peggiore in campo, a chiudere la contesa con due errori grossolani al 67′ e 81′ che mandano in estasi Carrozza e Corvino.
Lo sportivissimo pubblico del “Miramare” saluta con un lungo applauso gli ospiti e contesta aspramente squadra e tecnico del Donia.
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TABELLINO

MANFREDONIA (4-1-2-3) Tarolli, Romeo (68’De Rita), Raho, Pazienza, Vergori, Esposito, Coccia, Bonabitacola, Bozzi, La Porta (77′ Romito), Molenda (68′ Fiore). A disposizione: Longobardi, De Filippo, Gentile, Pellegrino, Bruno, Rinaldi. All. Catalano

NARDO’ (3-5-2) Petrachi, Carrozzo (51′ Podo), Morello, Oretti, Benvenga, Camisa, Palmisano, Mbida (82′ Gigante), Meleleo, Carrozza (79′ Corvino), Versienti. A disposizione: Ferrieri, Rosato, Mancarella, Diarra, Alemanni, Keyremateng. All. Foglia Manzillo

MARCATORI: 28′ e 67′ Carrozza, 81′ Corvino
AMMONITI: Raho
ESPULSI: nessuno

NOTE: Presenti circa 1500 spettatori; corners: 5-4; recuperi: 0’+5′

Stefano Favale

Donia, l’attacco sugli scudi per domare il Toro

Primo crocevia stagionale per gli uomini di Catalano, ad attendere il Donia c’è il pericoloso Nardò dell’ottimo Foglia Manzillo.
La mediocrità del torneo è dimostrata da una classifica cortissima, è possibile fare voli pindarici quanto ritrovarsi nelle zone calde ogni domenica.
Il Nardò ha iniziato molto male la stagione, salvo la parentesi della Coppa a Manfredonia, per poi riprendersi e due domeniche fa è stato capace di espugnare il campo del Gravina.
Il Donia è reduce da due risultati pirotecnici, 6 gol fatti e 5 subìti, il cambio del mister ha portato 4 punti finora ma c’è tanto da lavorare ancora.
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Catalano si affida all’ottima vena realizzativa dell’attacco, che fa da contraltare alla vulnerabile retroguardia.
Sarà garà interessante, gli ospiti non hanno niente da perdere anzi…

Stefano Favale

Donia, con 3 rinforzi si può volare in alto

La tanto sofferta quanto preziosa vittoria di Apricena ha riposizionato i sipontini a ridosso della zona playoff, obiettivo dichiarato dalla dirigenza ad inizio stagione.
Bene l’attacco, al leggero calo fisiologico di La Porta fa da contraltare la rivelazione Malcore.
Il giovane attaccante è l’attuale vicecapocannoniere del torneo con 6 reti realizzate, molto bene anche Bozzi con 3 marcature nonostante un utilizzo altalenante. La Porta offre comunque garanzie, così come il “rispolverato” Molenda e De Rita seppur mai utilizzato. Quindi in attacco solo problemi di abbondanza.
A centrocampo servirebbe un innesto di qualità, una mezzala, per consentire a Pazienza di fare il play con tranquillità. L’attuale mediana è probabilmente male assortita, con alcuni “doppioni” per ruolo.
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Ma è la difesa il vero punto debole dell’attuale Donia, le 17 reti incassate in appena 10 giornate (score temporaneo peggiore degli ultimi 26 anni) suggeriscono un paio di rinforzi di qualità e possenza al centro della difesa. Tarolli e altri under già in rosa sono già sotto la “cura” Catalano, che bene ha fatto a “stravolgere” l’assetto tattico di una squadra disordinata e dai reparti sfilacciati.
Il livello non proprio eccelso del girone è lo sprone ad intervenire sul mercato e regalare al mister queste 3 pedine per cambiare passo e volare in alto.

Stefano Favale

Bozzi salva il Donia, solo 3-3 con il Picerno

Esordio deludente per Raimondo Catalano sulla panchina del Donia, prestazione al di sotto di ogni aspettativa al cospetto del modesto Picerno.
Nessuna variazione, nè cambio di modulo rispetto a Vadacca. Pronti e via e dopo appena 9′ Malcore sblocca il risultato con un’azione personale: ubriaca l’immobile retroguardia ospite e scarica il sinistro alle spalle di Ioime. Al 12′ il palo nega il raddoppio al giovane attaccante sipontino, sembra il preludio ad una tranquilla vittoria ma…ecco improvviso il pari di Casada che, del tutto indisturbato, scaglia un bolide a pochi passi da Tarolli trafiggendolo. Tutto da rifare per il Donia, inizia la sagra degli errori (o orrori) difensivi: al 24′ nuovo vantaggio Donia ancora con Malcore lesto a ribattere di testa la conclusione di Coccia al volo, su assist di Pazienza, stampata sulla traversa. Di nuovo in discesa la gara per il Donia? macchè..al 32′ un flipper in area di rigore biancoceleste con Agresta che realizza il punteggio più alto e sigla il 2-2. Al 39′ un erroraccio della difesa locale regala allo scaltro Esposito il vantaggio, il Picerno è ora in vantaggio.
Ci si aspetta un cambio di marcia dei sipontini nella ripresa, ma la prestazione addirittura peggiora finchè il solito Bozzi al 38′ regala il definitivo pari con una splendida torsione di testa su assist di Raho. Nei minuti di recupero due episodi da moviola che accendono gli animi in campo e sugli spalti: al 46’viene annullata una rete al Picerno per presunto fuorigioco, al 51′ Coccia cade giù in area di rigore ma l’arbitro decreta nello stesso istante la fine delle ostilità.
Ma, episodi a parte, il pirotecnico pari è sintomatico di due squadre alla ricerca di equilibri tattici e caratteriali. In particolare il Donia conferma le proprie carenze tecniche in difesa e a centrocampo, Arleo può ritenersi moderatamente soddisfatto del risultato finale.
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Stefano Favale

TABELLINO

MANFREDONIA
Tarolli, Romeo (69′ Esposito), Raho, Pazienza, Vergori, De Filippo, Coccia, Romito (76′ Bozzi), Malcore, La Porta, Castrì (71′ Bonabitacola). A disposizione: Longobardi, Fiore, Pellegrino, Gentile, De Rita, Molenda. All. Catalano

PICERNO
Ioime, Lolaico, La Gioia (62′ Giannotta), Miglionico, Impagliazzo, Palumbo (93′ Ricciardi), Casada, Agresta, De Luca (81′ Lancellotti), Franzese, Esposito. A disposizione: Carlino, Pisani, Conti, De Cristofaro, Di Senso, Tedesco. All. Arleo

MARCATORI: 9′ e 24′ Malcore, 13′ Casada, 32′ Agresta, 39′ Esposito, 83′ Bozzi
AMMONITI: Tarolli, Romito, La Gioia e Agresta
ESPULSI: nessuno
NOTE: presenti sugli spalti circa 1000 spettatori; corners: 6-4; recuperi: 2’+5’+1′

Manfredonia, la “prima” di Catalano

Esordio casalingo per Raimondo Catalano sulla panchina del Donia, dopo l’esonero di Vadacca.
Nel calcio, si sa, l’allenatore è sempre il primo a pagare in caso di risultati insoddisfacenti.
Ora nessun alibi per i ragazzi, chiamati ad una grande prestazione per dare un senso ad un campionato sin qui anonimo, nonostante il livello tecnico assai mediocre del girone.
Si preannuncia una variazione di modulo, dal consueto 3-4-1-2 di Vadacca, al 4-4-2 del nuovo allenatore Catalano che ha lavorato principalmente sulle motivazioni in vista del Picerno.
Squadra al completo, imbarazzo della scelta anche per lui. Non da meno il tecnico Arleo che può disporre dell’intera rosa e intende dare filo da torcere ai sipontini.
La classifica del Picerno, terz’ultimo a 6 punti, è un’arma a doppio taglio e domani è il Donia ad aver tutto da perdere.
Nuovo mister e, probabilmente, nuovi ingressi in società per il rilancio del Donia in questo campionato.
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Stefano Favale

Manfredonia, esonerato Max Vadacca

Comunicato ufficiale: Max Vadacca non è più l’allenatore del Manfredonia Calcio. La notizia era ormai nell’aria da alcune settimane a dire il vero, le prestazioni altalenanti in campionato sono state ritenute insoddisfacenti dalla dirigenza che, suo malgrado, ha comunicato al tecnico la sua volontà di interrompere il rapporto di collaborazione.
Il toto allenatori impazza, in pole ci sarebbe Raimondo Catalano, a seguire Pazienza nelle doppie vesti di allenatore/giocatore ma resiste l’ipotesi affascinante di Campilongo.
Tutta la squadra ora sotto esame, non ci sono più alibi.
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Stefano Favale

Agropoli-Manfredonia: un solo risultato

La trasferta non è agevole, l’Agropoli non è arrendevole ma di fronte al ritrovato temperamento dei sipontini il pronostico arride ai delfini garganici. La tabella di marcia di avvicinamento alle zone alte della classifica prevede il bottino pieno domani, rientra Vergori e quindi Vadacca ha ancora una volta l’imbarazzo della scelta. Probabile lo stesso 11 di domenica scorsa, magari con le varianti Vergori e La Porta, con l’esclusione di uno tra Bozzi e Malcore. Agropoli ci dirà se il Donia è pronto per la scalata ai vertici della classifica, molto probabile calendario alla mano nelle prossime 4 settimane.

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Stefano Favale

Bozzi relega il Bisceglie al sesto posto in classifica.

Il Bisceglie ha il mal di trasferta e anche nell’insolito contesto del lunedì pomeriggio è tornato a casa a mani vuote consegnando gioco e partita al rivitalizzato Manfredonia. A seguito del pareggio fra Gravina e Picerno, poteva essere la giusta occasione per la truppa guidata da Nicola Canoniconel poter avvicinare la vetta, ma così non è stato.

I nerazzurri si sono presentati in campo con gli stessi undici della domenica precedente ma il tasso tecnico del team di Massimiliano Vadacca era già da non sottovalutare alla vigilia, puntellato dall’importante innesto Michele Pazienza, ex Napoli, Udinese, Fiorentina e Reggiana, in campo con la fascia di capitano.

Sono stati proprio i dauni a farsi trovare sotto rete già al quarto di gioco con il tentativo di Malcore respinto da Testa e spazzato in corner da Miale. Un Manfredonia che nei primi minuti ha prevalso nel possesso palla, senza però aver creato troppi pensieri ai nerazzurri in una gara decisamente equilibrata.

Al minuto 20 sono stati gli ospiti ad aprire le danze con il primo gol in campionato di Risolo, lesto a raccogliere un pallone vagante nell’area di rigore avversaria; Tarolli nella circostanza non è stato particolarmente reattivo.

Scosso dal gol subito il Manfredonia ha tentato di risalire la china ed ha schiacciato i rivali nella loro metà campo: al 23° l’ingannevole traversone di Coccia viene bloccato con sicurezza da Testa, mentre quattro minuti dopo Malcore ha cercato di pescare il coniglio dal cilindro con uno shoot dalla distanza finito fuori.

Alla mezz’ora i biancazzurri sono pervenuti al pareggio con lo stesso Coccia, il quale ha anticipato Testa con un imperioso stacco su assist di Vicedomini. Il primo tempo del match clou di questo settimo turno di serie D girone H si è concluso in pieno equilibrio con gioco prevalente a centrocampo e senza altre occasioni degne di nota.

Nei primi minuti della ripresa il Bisceglie, che nel frattempo ha usufruito dell’avvicendamento Velardi-Agodirin, ha rialzato la testa cercando di imbastire importanti azioni in chiave offensiva, venendo spesso fermato dalla retroguardia di casa. Al cinquantatreesimo Bonabitacola ha sfiorato il raddoppio con un tiro dal limite che ha sfiorato la parte alta della traversa; all’ora di gioco Tarolli ha fermato in due tempi la conclusione dalla lunga distanza di Velardi e successivamente ha visto spegnersi sul fondo il colpo di testa di Lattanzio.

Chiave di volta dell’incontro al settantaseiesimo con il rosso rifilato a Correa, autore di un fallo da dietro sul neo entrato Ivan Romito. Nonostante l’inferiorità numerica la formazione ospite ha avuto in mano il match point al minuto ottantasette con Petta che tutto solo ha alzato troppo il mirino sugli sviluppi di una punizione di Partipilo.

Sul capovolgimento di fronte il Bisceglie si è trovato sbilanciato e ha così ceduto l’onore delle armi ai sipontini: la pennellata di Malcore è giunta a Bozzi che di testa ha beffato il baluardo biscegliese regalando i tre punti e l’aggancio ai nerazzurri al sesto posto in classifica.

Sarà lunedì sera in cui tutta la squadra dovrà riflettere sugli errori commessi in campo, a partire da una concentrazione che spesso è venuta meno negli incontri di campionato e da una maggiore attenzione nelle chiusure e negli anticipi difensivi, atti ad evitare sanzioni disciplinari. Il prossimo turno di domenica 23 ottobre vedrà il Bisceglie impegnato al “Gustavo Ventura” contro il Cinthya terz’ultimo in classifica.

Manfredonia-Bisceglie 2-1

Manfredonia: Tarolli, Lecce, Esposito, Pazienza, Romeo, Raho, Coccia (dal 74° Romito), Vicedomini (dall’81° La Porta), Bozzi, Malcore, Bonabitacola (dal 68° Fiore). Allenatore: Massimiliano Vadacca. A disposizione: Longobardi, Gentile, Bruno, De Filippo, Rinaldi, Molenda.
Bisceglie: Testa, Delvino, Pistola, Risolo, Petta, Miale, Agodirin (dal 46° Velardi), Correa, Lattanzio (dall’80° Diop), Petitti, Montaldi (dal 74° Partipilo). Allenatore: Nicola Ragno. A disposizione: Di Franco, Biancola, Nitti, Prinari, Cassano, Montinaro.
Terna arbitrale: Ancora di Roma (Matera, Cleopazzo di Lecce).
Reti: 19° Risolo, 30° Coccia, 88° Bozzi.
Note: pomeriggio soleggiato. Spettatori 1000 circa, una cinquantina dei quali provenienti da Bisceglie. Ammoniti: Raho, Esposito. Espulso Correa al 76°. Calci d’angolo: 1-1.

Bartolomeo Pasquale

Manfredonia-Bisceglie 2-1 tonfo dei nerostellati

I sipontini si aggiudicano sul fil di lana il vibrante derby con il Bisceglie, assai deludente a dire il vero. Vadacca si affida al 3-5-2 con qualche novità, Ragno risponde con il classico 4-4-2. I tifosi sugli spalti animano il match con un’accesa rivalità, che i protagonisti in campo trasformano in sano agonismo. I ragazzi di Vadacca sfoderano finalmente e per la prima volta in questa stagione una prestazione all’altezza delle ambizioni dichiarate. Grinta, pressing e determinazione asfissiano il molle e forse presuntuoso Bisceglie, che inaspettatamente passa in vantaggio al 19′ con Risolo su grave incertezza di Tarolli. La reazione dei biancocelesti è immediata: al 23′ e al 28′ prima Coccia e poi Malcore spaventano la retroguardia avversaria. Il pari è nell’aria e giunge puntuale al 30′ con il preciso colpo di testa del liberissimo Coccia, servito magistralmente da Vicedomini. La prima parte della ripresa è avara di emozioni, salvo la traversa scheggiata da Bonabitacola al 9′ e la conclusione di Petta su palla inattiva. Quando il match sembra incanalarsi sul risultato di 1-1 ecco il primo dei due episodi decisivi: al 30′ si fa ingenuamente espellere Correa per un brutto fallo su Romito. Nove minuti più tardi finalmente Vadacca decide di inserire La Porta per provare a vincerla, poichè il pari avrebbe accontentato solo un Bisceglie ormai arroccato. All’89 è ancora Petta a sfiorare la beffa, tutto solo di testa, sulla susseguente azione il gol partita di Bozzi servito al “bacio” da La Porta.
Il “Miramare” esplode e per il momento Vadacca può tirare un sospiro di sollievo, la squadra dimostra di essere dalla sua parte ed allontana gli spettri di paventati malumori di spogliatoio. Per il Bisceglie giornataccia, mai in partita e troppo brutto per ambire ai playoff.
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IL TABELLINO
MANFREDONIA (3-5-2): Tarolli, Lecce, Esposito, Pazienza, Romeo, Raho, Coccia (74′ Romito), Vicedomini (81′ La Porta), Bozzi, Malcore, Bonabitacola (68′ Fiore). A disp.: Longobardi, Gentile, Bruno, De Filippo, Rinaldi, Molenda. All. Vadacca

BISCEGLIE (4-4-2): Testa, Del Vino, Pistola, Risolo, Petta, Miale, Agodirin (46′ Velardi), Correa, Lattanzio (81′ Diop), Petitti, Montaldi (74′ Partipilo). A disp.: Di Franco, Biancola, Nitti, Prinari, Cassano, Montinaro. All. Ragno

MARCATORI: 19’Risolo, 30’Coccia, 90’Bozzi
AMMONITI: Esposito e Raho
ESPULSI: Correa
NOTE: presenti circa 1200 spettatori, con una rappresentanza di tifosi da Bisceglie; Corners: 5-2; Recuperi: 2’+3′;

Manfredonia-Bisceglie: derby senza calcoli

Oggi alle 15,00 il derby tra Manfredonia e Bisceglie, posticipo della 7^ giornata di Serie D/H. Alla luce dei risultati di ieri un solo risultato disponibile per entrambi, ovvero la vittoria. Pertanto sarà interessante osservare la strategia dei due allenatori Vadacca e Ragno, con i sipontini intenzionati a staccarsi dalla zona playout e i nerostellati ad agganciare quella playoff. Vadacca lamenta la sola assenza, per squalifica, di Vergori che potrebbe essere sostituito da Bruno. Ragno invece deve rinunciare a D’Aiello, anch’egli squalificato ma può comunque contare su un organico di alto livello.
L’orgoglio dei sipontini contro l’equilibrio degli ospiti, la sfida è già cominciata..
Una curiosità: esattamente un anno fa l’ultimo precedente al “Miramare”, sempre posticipo ma alle 20.00, terminò in parità (1-1) con le reti di Volpicelli e Bozzi.
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Stefano Favale

Il Manfredonia di Pazienza ad Anzio per vincere

Non ci sono altri risultati a disposizione per Vadacca, 3 punti per risalire la china l’imperativo alla vigilia della trasferta di Anzio.
Pollastrini può contare sul neo acquisto Miocchi, giovane punta, ma è consapevole che servirà una grande prestazione per fermare il Manfredonia di Pazienza.
Vadacca ha tutti a disposizione e sa bene che un’eventuale successo allontanerebbe gli spettri di un cambio tecnico e ridarebbe morale al gruppo, apparso finora fragile e con evidenti lacune tecniche.
Ma il campionato è appena iniziato, il Donia è pronto a gettare la maschera..
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Stefano Favale

Donia, vittoria a denti stretti

Basta un gol in apertura di Malcore per piegare la resistenza del Ciampino, tuttavia è gara tecnicamente assai modesta. Vadacca rilancia il “made in Manfredonia” con De Filippo e Rinaldi dal 1′ in campo e preferisce Gentile a Romito, con la bocciatura di Vicedomini. Santoni lamenta tre assenze, ma schiera una formazione ordinata e volenterosa. Al 2′ Ciampino vicino al gol su palla inattiva con Bosi che sfiora il sette alla destra dell’inerme Tarolli. Al 9′ il gol partita di Malcore, su contropiede ben orchestrato da La Porta che il bomber salentino finalizza con un preciso diagonale rasoterra. Al 16′ dubbi per un contatto in area biancoceleste, ma per l’arbitro è tutto regolare. Al 21′ una miracolosa acrobazia di Romeo evita il sicuro pari sulla linea di porta. Al 28′ Rinaldi sfiora il raddoppio di testa su cross laterale, la sua conclusione rasenta il montante. Ripresa scialba e noiosa con Vadacca che si abbottona passando al 3-5-2. I laziali passano al tridente ma non creano alcun pericolo dalle parti di Tarolli. Il triplice fischio del direttore di gara mette fine alle ostilità, tra la gioia dei sipontini e la comprensibile amarezza dei laziali apparsi tecnicamente in difficoltà.
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FORMAZIONI
MANFREDONIA (3-4-2-1): Tarolli, Romeo, De Filippo (70′ Fiore), Pazienza, Vergori, Raho, Coccia, Gentile (73′ Romito), Malcore, La Porta, Rinaldi (58′ Bonabitacola). A disposizione: longobardi, Vicedomini, Esposito, Pellegrino, De Rita, Bozzi. All. Vadacca

CIAMPINO (4-4-2): Peri, Martinelli, Cassetti, pralini, Carnevali, Trippa (64′ Fiore), Trani (64′ Moisa), Blandino (83′ Nanni), Turmalaj, Bosi, Damiani. All. Santoni

MARCATORE: 9′ MALCORE
AMMONITI: PAZIENZA, GENTILE, MARTINELLI, CASSETTI, BOSI, TRIPPA
ESPULSI: NESSUNO
CORNERS: 4-6 – RECUPERI: 1’+4′

Stefano Favale

Donia, una vittoria per ripartire

Le 3 scoppole rimediate a Francavilla in Sinni fanno ancora male, tuttavia domani è l’occasione giusta per tornare alla vittoria.
Vadacca ha l’imbarazzo della scelta, viveversa Santoni lamenta 3 assenze pesanti: l’esperto difensore Citro, il giovane attaccante Marchetti e il portierino di riserva D’Agapiti.
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Al di là della formazione di partenza, è auspicabile un’inversione di rotta per quanto concerne l’atteggiamento dei sipontini in campo, fermo restando la necessità di puntellare la rosa.
L’avversario, morbido ed inesperto, è l’occasione giusta per dimostrarlo.

Stefano Favale

Il Donia nella tana del Francavilla con Pazienza

Era nell’aria da alcuni giorni l’annuncio tanto auspicato dal popolo biancoceleste, il 34enne sanseverese Michele Pazienza è un calciatore del Manfredonia.
La sua esperienza ed i suoi trascorsi anche in Serie A (Napoli, Bologna, Juventus) assicurano il salto di qualità a centrocampo. L’ulteriore acquisto del difensore centrale Cerbone arricchisce una rosa già folta e bisognosa di “tagli”.
Il Francavilla in Sinni è tra le squadre maggiormente accreditate alla vittoria finale, sapientemente guidata da Lazic, tuttavia è reduce da 2 sconfitte consecutive che hanno evidenziato poca fortuna e scarsa concretezza in avanti.
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L’assenza per squalifica di Sekkoum è pesantissima, ad Aleksic e Ancora è affidato il compito di “rompere” gli equilibri in campo.
Sull’altra sponda Vadacca ha l’imbarazzo della scelta, Pazienza dovrebbe esordire dal 1^ minuto, un risultato positivo è ora alla portata dei sipontini.
Pertanto si preannuncia gara molto equilibrata, le scelte degli allenatori potranno essere determinanti.

Stefano Favale

Il Pagellone di Manfredonia-Herculaneum

Eccolo puntuale e rigoroso, come sempre, il pagellone dei ragazzi di Vadacca e dell’avversario di turno:

MANFREDONIA

Tarolli 5: appare piuttosto incerto, è una questione psicologica;
Romeo 6: finalmente una gara senza “giallo”, prestazione sufficiente;
De Filippo 5: troppi errori nel fraseggio, Vadacca lo sostituisce;
Fiore 6: le “bocciature” aiutano a ritrovare stimoli e lui lo sa bene;
Romito 6,5: un leone in mezzo al campo, il migliore dei suoi;
Vergori 5,5: il solito “giallo” ed alcuni errori tecnici in avvìo di gara, poi ok;
Raho 6: riscatta la brutta prestazione di San Severo e firma anche la rete del 2-0;
Coccia 5,5: ha a disposizione una “prateria” per 95′ ma non affonda in maniera incisiva;
Vicedomini 6: in lieve crescita, si sta inserendo;
Malcore 6: spreca, segna, si dà tanto da fare. Reattivo e “affamato”, bene;
Bozzi 6: suo il sigillo alla vittoria, il turnover funziona bene;
La Porta 5,5: attraversa una fase di lieve appannamento, passerà;
Castrì 5: continua a non convincere, non pervenuto;
Bonabitacola 6: un jolly prezioso, merita spazio.

Vadacca 5,5: ok per il risultato a tutti i costi, ma considerato il valore degli avversari non si può speculare nella ripresa, anzichè affondare il colpo del k.o.
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HERCULANEUM Mennella 4,5; Rossi 6 (Solitro 5); Terracciano 4,5 (Ginestra 5,5); Costantino 5; Baratto 5; Poziello 5; Ciano 5,5; Conte 5,5; El Ouazni 5,5 (Gargiulo 6), Pianese 5,5; Adamo 6. All. Campana 5

Stefano Favale

Il Donia batte 3 colpi, male l’Herculaneum

I sipontini rompono il digiuno di punti in campionato, l’Herculaneum la vittima sacrificale. Il risultato finale di 3-1 non deve però trarre in inganno, essendo maturato in maniera eccessivamente speculare ed agevolato dalla poca consistenza dell’avversario.
Vadacca può comunque tirare un sospiro di sollievo, Campana può forse recriminare sulle pessime condizioni del sintetico del “Miramare”, reso più sabbioso e scivoloso del solito a causa della pioggia.
De Filippo e Malcore vengono rispolverati dal 1′, al 3-4-2-1 di Vadacca si contrappone il 4-3-3 di Campana. Già al 10′ la prima occasione clamorosa regalata dagli avversari con Malcore che spreca tutto solo davanti a Mennella. Al 19′ la rete del centravanti che apre le danze: sugli sviluppi di un calcio di punizione una carambola fortunosa favorisce il tocco sotto misura di Malcore che gonfia la rete. Al 23′ la prima timida occasione per gli ospiti con Ciano che spedisce alto dal limite dell’area.
Al 43 brivido in area sipontina: El Ouazni in scivolata non trova il tap in a pochi passi dalla porta difesa da Tarolli. Il Donia controlla senza affanni i primi 15′ della ripresa, quindi il passaggio al 3-5-2 che lascia presagire ad un atteggiamento speculare di Vadacca, che anzichè cercare il raddoppio lascia l’iniziativa agli spenti avversari per poi colpire di rimessa.
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Una tegola si abbatte sui campani, El Ouazni si infortuna e viene sostituito dal neo acquisto Gargiulo. Al 23′ il raddoppio del Donia: bella azione corale di rimessa con Raho che mira l’angolino e trafigge l’incerto Mennella. Ecco giungere puntuale il rilassamento dei sipontini, nonostante gli ospiti siano davvero spenti e a corto di idee. Infatti, quasi inaspettatamente, Gargiulo all’85’ riapre il match insaccando di testa sugli sviluppi di un corner. Il Donia ora tira fuori gli artigli per difendere il vantaggio, al 95′ il gol definitivo del 3-1 su contropiede micidiale finalizzato da Bozzi.
Una vittoria che fa morale e classifica, ma l’Herculaneum è oggi apparso davvero modesto e pertanto bando a facili entusiasmi perchè c’è tanto da migliorare.

IL TABELLINO

MANFREDONIA (3-4-2-1) Tarolli, Romeo, De Filippo (66′ Fiore), Romito, Vergori, Raho, Coccia, Vicedomini, Malcore (73′ Bozzi), La Porta, Castrì (61′ Bonabitacola) A disposizione: Longobardi, Esposito, Gentile, Pellegrino, Rinaldi, De Rita. All. Vadacca

HERCULANEUM (4-3-3) Mennella, Rossi (46′ Solitro), Terracciano (54′ Ginestra), Costantino, Baratto, Poziello, Ciano, Conte, El Ouazni (58′ Gargiulo), Pianese, Adamo. A disposizione: Cirillo, Russo, Falanga, Marfella, Evacuo, Sorrentino. All. Campana

MARCATORI: 19′ MALCORE, 68′ RAHO, 85′ GARGIULO, 95′ BOZZI
AMMONITI: ROMITO, VERGORI, MALCORE, TERRACCIANO, CIANO, EL OUAZNI, ADAMO.
ESPULSI: NESSUNO
CORNERS: 2-7 – RECUPERI: 0’+5′

Stefano Favale

Manfredonia-Herculaneum, sarà gara vibrante

Non ci sono dubbi: il Manfredonia è davanti ad un bivio, è necessario uscire dall’anonimato con una vittoria domani al “Miramare”. L’avversario di turno è tra i peggiori, l’Hercolaneum è team giovane, organizzato e gioca un buon calcio. Ma l’esperienza dei ragazzi di Vadacca con la giusta determinazione e consapevolezza dei propri mezzi potrebbe risultare determinante nell’economia del match.
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Vadacca ora può contare anche sul ritorno del difensore Bruno, a dire il vero poco utilizzato la scorsa stagione, e probabilmente effettuerà dei cambi in considerazione degli scarsi risultati ottenuti finora. In particolare l’estroso De Rita scalpita per una maglia da titolare.
Gli avversari non hanno nulla da perdere, giocheranno con spensieratezza e pertanto lo spettacolo sarà assicurato.
Calcio s’inizio alle ore 15,30

Stefano Favale

Esclusiva: intervista a Giovanni Bucaro, ex amatissimo del Donia

Giovanni Bucaro, quando stile ed eleganza si incontrano in perfetta armonia. La sua felice e purtroppo breve parentesi alla guida tecnica del Manfredonia (stagione 2009/10) è ancora viva nei ricordi dei tifosi che ancor oggi lo apprezzano.

Chi non ricorda il suo impianto di gioco spettacolare? inequivocabilmente tra i migliori allenatori dell’ultimo decennio della storia del “Delfino”. Quella stagione fu contrassegnata da alcune terribili tragedie, famiglia Marchano e Sabella, e dalla mancata iscrizione al successivo campionato di Lega Pro.

Mister una sola stagione alla guida del Manfredonia, però intensa con la salvezza sul campo e un gran bel gioco espresso dalla sua squadra. Quali ricordi conserva a livello professionale?

“Ho un bellissimo ricordo a livello professionale, dallo staff che mi supportava ai ragazzi che preparavo e contemporaneamente facevano crescere anche me, ed ancora dalla meravigliosa piazza e dalla tifoseria. Purtroppo alcuni episodi tragici in me hanno segnato indelebilmente quella stagione.”

Il suo 4-3-3 di stampo zemaniano è stato innovativo: non tutti intesero che le posizioni di Arigò e Luppi fossero volontariamente invertite per consentire loro di accentrarsi e calciare con il piede naturale, i due esterni bassi Sabatino e Di Pasquale esaltarono questo suo sistema di gioco entusiasmante…

“Ha detto bene, col tempo tutta la squadra assimilò dei concetti che facevano divertire i tifosi.”

Il suo ricordo personale di Franco Mancini, suo vice in quella stagione…

“Di Franco ricordo gli inizi della mia carriera da calciatore a Foggia, dividevamo l’appartamento e quando ascolto qualche canzone di Bob Marley il ricordo va sempre a lui, come collaboratore a Manfredonia mi ha aiutato molto.”

Quali sono i vantaggi di una difesa schierata a 4 piuttosto che a 3? Forse una maggiore copertura?

“Dipende dal lavoro di squadra, chi dice di giocare a tre in realtà gioca con 5 difensori e quindi dovrebbe essere più coperta.”

Dopo la parentesi al Manfredonia, la grande vetrina offerta dalla Primavera della Juventus, immaginiamo grandi emozioni ed arricchimento professionale per lei…

“Sicuramente la Juve è il top per la crescita professionale di un allenatore.”

In seguito altre esperienze, ma l’impressione è che non le sia mai stato offerto un progetto tecnico ambizioso, vero?

“Aldilà del progetto ambizioso, che comunque rimane legato al risultato, preferisco lavorare con chi ha le mie stesse idee.”

Rumors l’hanno riavvicinata al Manfredonia un anno fa, c’è qualcosa di vero?

“Nulla di vero, mi piace aggiornarmi sempre, dalla D alla A.”

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Una sua considerazione tecnica sulla serie D girone H, anche se è forse prematuro. Quali sono le sue favorite e quali le possibili rivelazioni?

“Non conosco ancora bene il girone, ma posso dire che il Manfredonia può diventare una delle rivelazioni.”

Un nuovo progetto tecnico che sappia coinvolgerla appieno quali prerogative dovrebbe avere?

“Sicuramente la voglia della società di giocare un calcio propositivo e non speculativo e la ricerca di giocatori non solo bravi e di prospettiva ma anche che abbiano fame e voglia di sacrificarsi.”

Se un giorno si ripresentasse l’opportunità di tornare al Manfredonia, prenderebbe tale opportunità in considerazione?

“Sicuramente si.”

Ringraziamo della cortese disponibilità Giovanni Bucaro e gli auguriamo di “sposare” al più presto un nuovo progetto tecnico ambizioso e, magari, chissà di rivederlo un giorno alla guida del Manfredonia.

Stefano Favale

San Severo e Manfredonia, vietato sbagliare

Il calendario riserva troppo presto il derby foggiano tra San Severo e Manfredonia, entrambe reduci dalla prima sconfitta stagionale in campionato.
L’insidia maltempo potrebbe condizionare l’aspetto tecnico del match, aspetto quast’ultimo da non sottovalutare ai fini delle strategie dei due allenatori.
Olivieri dovrà rinunciare agli squalificati Monopoli e Lobosco, i suoi ragazzi dovranno dimostrare di aver lasciato alle spalle il pesante ko rimediato a Trastevere.
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Voglia di riscatto anche in casa biancoceleste con Vadacca che ha invece problemi di abbondanza, ma che è alla ricerca di un equilibrio che non si è visto finora. Bozzi sembra in vantaggio su Malcore per una maglia da titolare, lui che ha spesso “fatto male” ai cugini giallogranata.
Calcio d’inizio alle ore 15,00 con la direzione della gara affidata al Sig. Maranesi della Sezione di Ciampino.

Stefano Favale

Il Donia ai box, problemi tecnici per Vadacca

Primo pit stop dopo soli 2 giri per il Donia, inizia male il Gran Premio della vettura biancoceleste guidata da Max Vadacca. Eppure le prove ufficiali facevano ben sperare, ma la falsa partenza è sotto gli occhi di tutti ed ora ci si affida al lavoro dei meccanici.

La metafora calza a pennello, in effetti la delusione è tanta dopo sole 2 gare ufficiali tra campionato e coppa.

Il regolare ritiro precampionato ed un organico in buona parte confermato non lasciavano certo presagire ad un avvìo di stagione disastroso, sotto l’aspetto fisico, mentale, tattico e tecnico.

ASPETTO FISICO: i ragazzi sono apparsi poco reattivi, salvo spezzoni di gara, scarso movimento con e senza palla, ne consegue una manovra lenta e prevedibile, senza profondità;

ASPETTO MENTALE: i ragazzi sono apparsi poco grintosi, a volte rilassati, senza mordente e forse senza una piena consapevolezza della propria forza;
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ASPETTO TATTICO: la difesa continua a soffrire terribilmente, 3 gol incassati in 2 gare casalinghe, se schierata si trasforma a 5 altrimenti resta a 3 ed è in balìa degli avversari. Il centrocampo ha ritmi bassi, fraseggi semplici e scontati, scarso filtro alla difesa e scarsa proposizione in avanti. L’attacco è, tanto per cambiare, La Porta-dipendente costretto a prendere palla a centrocampo e a correre come un ragazzino (lui che ha 34 anni) non assistito dai compagni di reparto. Malcore e Castrì sono apparsi spesso avulsi dagli schemi offensivi.

ASPETTO TECNICO: il modulo continua a non convincere, occorre portare la linea difensiva a 4, Fiore è in rodaggio, Romeo soffre avversari tecnici, Vergori deve giocare da centrale, ma il problema è che mancano esterni fantasiosi, non basta correre. Vicedomini è in fase di carburazione, si spera, da lui ci si aspetta esperienza e tempi. In attacco siamo certi che verranno presto rispolverati Bozzi e De Rita, provvidenziali l’anno scorso. A nostro avviso occorre tornare sul mercato se si vuole puntare alle zone alte della classifica, serve qualità.

La vettura di Vadacca è pronta a ripartire…

Stefano Favale

IL PAGELLONE DI MANFREDONIA-POTENZA, SI SALVA ROMITO

Eccolo puntualissimo ed attesissimo il pagellone dei ragazzi di Vadacca e degli avversari di turno

TAROLLI 5,5: abbastanza incerto, rinvii frettolosi. Regala un rigore in movimento che poi sventa miracolosamente;

ROMEO 5: non ci siamo, subito il primo “giallo” e tanti errori tecnici. Nulla da dire sull’impegno;

FIORE 5,5: può e deve dare di più, diamogli tempo;

ROMITO 6,5: il migliore dei suoi, straordinaria prestazione di testa e cuore;

VERGORI 5,5: anche per lui un evitabile giallo alla “prima”; alterna buoni disimpegni a errori tecnici;

RAHO 5: passo indietro rispetto a domenica scorsa, non incide;

PELLEGRINO 5,5: tatticamente molto valido si assuefa al black out generale della ripresa;

COCCIA 5: impegno e corsa ok, tanti però gli errori tecnici e le opportunità non sfruttate sulla sua corsia;

BOZZI s.v.: schierato da ala (!?) non può salvare il Donia;

VICEDOMINI 5,5: non è in condizione, leggermente meglio di 7 giorni fa ma da lui ci aspettiamo molto di più;

MALCORE 5,5: è spesso avulso dagli schemi, gli occorre tempo;

LA PORTA 6: meno lucido del solito “sbatte” spesso contro il muro eretto dagli avversari, complice lo scarso movimento senza palla dei propri compagni di squadra;

CASTRI’ 5: non pervenuto;

CALDERARO 5,5: qualche numero dimostra di averlo ma è impreciso, da rivedere;
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VADACCA 5: i 2 cambi al 1′ della ripresa sono sintomatici di altrettanti errori di formazione, il black out della ripresa merita una profonda riflessione. L’ennesima esclusione dal 1′ di Bozzi non convince.

POTENZA: SUTALO 6; PETTINELLI 6; GAMBARDELLA 6; ESPOSITO 6,5; UNGARO 6; GUARINO 6,5; PEPE 7, D’ALLOCCO 6,5; VILLA 7; LUCCHESE 7; TODINO 6,5 ALL. PIROZZI 7

Stefano Favale