Archive 27/04/2020

Spadafora: "Insufficienti i protocolli per la ripresa. Pressioni dal calcio, vogliamo sicurezza"

Il protocollo elaborato dalla FIGC per la ripresa è stato valutato insufficiente. Ed ancora: si sta scambiando la volontà di prendere decisioni in sicurezza con l’intenzione di penalizzare il calcio; dal calcio tante pressioni per riprendere. Questi, in estrema sintesi, i concetti chiave dell’intervista rilasciata dal ministro dello Sport Vincenzo Spadafora alla trasmissione  Che tempo che Fa di Fabio Fazio.

Sulla ripresa dal 18 maggio e sui protocolli da adottare. “Sì, nella misura in cui però si arriva al 18 maggio con condizioni e protocolli di sicurezza. In questi giorni c’è un tentativo maldestro da presidenti e commentatori di trasformare sicurezza e serietà nell’incapacità di decidere, o nel voler penalizzare il calcio. Non è così, ma la ripresa deve essere graduali sennò i sacrifici fatti diventano nulla. La FIGC ha presentato un protocollo, e ieri sera il Comitato tecnico-scientifico ha valutato non essere ancora sufficiente. Serviranno approfondimenti, e da quelli trarremo la conclusione”.

Sulle pressioni della Serie A per la ripresa e sull’ipotesi sospensione definitiva.  Con Gravina ho un ottimo rapporto, ma poi se andiamo a vedere nel dettaglio delle leghe, non credo che la Serie A sia incline ad accettare la sospensione del campionato da parte del Governo, tutt’altro, e lo dico dalle pressioni che riceviamo costantemente. Rispetto e sostengo il calcio, ma poco fa anche il mio omologo spagnolo ha detto che non sa se ripartiranno, l’Olanda ha già chiuso. Noi dobbiamo dare dei segnali, e questi primi sono importanti, ma le fasi successive ce le dobbiamo conquistare noi italiani, nulla è scontato. Immagino già gli improperi della Lega Serie A, ma io devo tutelare tutto lo sport“.

Sul calcio dilettantistico e femminile. “Intanto diamo una buona notizia: da domani Sport&Salute potrà emettere i primi 27mila bonifici per i lavoratori dello sport. Rispetto all’INPS ci abbiamo messo più tempo, ma la cosa straordinaria che ho scoperto è che questo mondo non ha tutele per i suoi lavoratori, e vado da istruttori di palestra a chi taglia l’erba di un campo. Estendiamo i 600 euro pure a loro. E c’è un fondo da 100 milioni del Credito Sportivo per tutte le attività sportive che in questo momento sono chiuse e non hanno altre agevolazioni”.

Nessun accenno di Conte sulla ripresa dei dilettanti: verso la sospensione definitiva?

Il mantra della la fase-2, quella della convivenza con il Coronavirus, è mantenere le distanze di sicurezza.

Il premier Giuseppe Conte ha fatto più volte riferimento al distanziamento sociale nella conferenza stampa tenuta ieri sera, al fine di spiegare le strategie per una ripresa graduale del sistema Paese, fissata per il 4 Maggio.

Il presidente del Consiglio ha spiegato come dal 4 Maggio sarà possibile fare sport all’aperto e riprendere gli allenamenti, anche nei centri sportivi, ma solo per gli atleti di discipline individuali e con il mantenimento delle distanze di sicurezza.

Venendo al calcio, ed in generale agli altri sport di squadra, il premier ha annunciato che gli allenamenti delle società professionistiche riprenderanno dal 18 maggio e che “sulla ripresa del campionato proseguirà il tavolo col ministro Spadafora nei prossimi giorni, siamo tutti tifosi ma dobbiamo tutelare in maniera scrupolosa la salute dei nostri beniamini”.

Nessun riferimento, quindi, ai campionati semiprofessionisti (Serie D) e dilettantistici. Una svista che per il momento lascia nel limbo il dilettantismo, un mondo che rappresenta il 95% del calcio italiano.

La querelle dilettanti passerà nelle mani di Spadafora? Oppure,  nonostante il silenzio sul punto del premier, verrà regolata anche l’attività dei non professionisti col d.p.c.m  che entrerà in vigore dal 4 maggio?

Ed ancora, sotto il profilo economico, al di là del già previsto bonus individuale per i collaboratori sportivi, estese anche agli istruttori di palestre e custodi delle strutture sportive, quali misure verranno adottate per evitare il tracollo delle società del settore dilettantistico, giovanile e scolastico?

In questo quadro di incertezza il ministro Spadafora ha mostrato perplessità sull’efficacia degli esosi protocolli FIGC per la ripresa degli allenamenti professionistici (ne abbiamo parlato qui: Spadafora: protocolli per la ripresa insufficienti ).

A questo proposito, sempre più concreta è  la possibilità che il povero sistema dilettantistico possa decidere di fermarsi definitivamente.

I campionati dalla Serie D in giù viaggiano sempre più velocemente verso la sospensione definitiva.

All’orizzonte, però, si staglia un altro problema: format dei campionati, promozioni e  retrocessioni.

Cerignola, Sansone: "Se non si riprende, il campionato è nullo"

“Cerco di tenermi impegnato con obiettivi giornalieri, per cercare di mantenere attivo sia il corpo che la testa” – ha dichiarato il giocatore dell’Audace Cerignola Gianluca Sansone ad Antenna Sud – “con i miei compagni ci sentiamo spesso. Ad inizio quarantena eravamo molto più fiduciosi, pensavamo che la situazione si sbloccasse in poco tempo ma adesso, più passano i giorni e più aumenta la preoccupazione. Non sappiamo quanto ritorneremo a giocare a calcio”.
“A quanto pare non ci sono le condizioni per riprendere i campionati” – ha aggiunto Sansone – “quindi sarà difficile decidere promozioni e retrocessioni. Mancavano 8 partite con tante squadre in corsa per centrare i propri obiettivi. Io penso che a questo punto il campionato sia nullo e non assegnerei promozioni e retrocessioni. Da quello che leggo, però, dovrà essere presa comunque una decisione e non so con quali criteri la politica del calcio deciderà. Qualsiasi sarà la decisione, sarà motivo di polemiche da parte delle società che non verranno accontentate”.

Clamoroso Taranto: Giove pensa al ritorno di Cazzarò?

Messa in archivio la firma sulle liberatorie e con il campionato ormai destinato ad essere definitivamente cristallizzato, almeno per quel che riguarda la Serie D, la dirigenza del Taranto sta iniziando ad interrogarsi su quello che sarà il prossimo futuro. Il presidente Giove ha un ampio margine di tempo per prendere ogni decisione con il massimo della serenità, ma si cercherà di fare tutto con rigore di logica per non sbagliare vista la stagione deludente che sta per concludersi.

Il primo nodo da sciogliere sarà quello legato al nome del nuovo direttore sportivo. Nonostante Massimo Giove stia comunque conservando un buon rapporto con De Santis, se pur ampiamente raffreddato, secondo indiscrezioni raccolte dalla nostra redazione, starebbe pensando ad una figura giovane e rampante per sostituirlo. Alla base della decisione però ci deve stare la forza di un elemento capace di reggere la pressione della piazza. Per questo l’ipotesi che sta prendendo corpo è quella di Vincenzo De Liguori, ben conosciuto sia dal presidente Giove che dal consulente Galigani. Un dirigente che conosce la piazza di Taranto per averci giocato in diverse annate, vantando anche degli importanti successi. Nei prossimi giorni il primo tifoso ionico proverà a tessere i primi rapporti. In alternativa piace il nome di Fracchiolla, anche se le percentuali di accordo tra le parti sono relativamente basse. Non è nei pensieri di Giove invece il giovane Amodio del Sorrento, differentemente Luca Evangelisti è ancora legato alla Ternana e difficilmente potrà svincolarsi.

Capitolo allenatore. In questi giorni le quotazioni di Panarelli sembravano piuttosto alte, ma l’idea di Giove è quella di puntare su un calcio differente e per questo starebbe pensando all’ipotesi di un clamoroso ritorno di Michele Cazzarò, esonerato alla vigilia della stagione 2018/19. Cazzarò adotta un calcio che si avvicina molto a ciò che il primo tifoso rossoblu vorrebbe realizzare e ha dimostrato in più circostanze di ben sopportare la pressione della piazza. Per questo motivo è finito sul taccuino del presidente, assieme a quello di altri nomi più blasonati come quelli di Calabro, Giacomarro, Parlato e Feola.

Tatticamente sarà un Taranto differente, incline al 4-4-2 come modulo e adatto per esaltare le qualità di alcuni elementi che non si sono bene espressi nello scorso campionato come Genchi in particolare e Leo Guaita, anche per via di alcuni tatticismi vincolati all’utilizzo di D’Agostino. Proprio i nomi dei due ex Potenza assieme a quelli dei due Manzo e Benvenga nutrono buone speranze di riconferma, anche se sono differenti i nomi dell’attuale organico che potrebbero essere confermati.

fonte: notiziariocalcio.com

Parte da Lecce la prima "Egency Esport Cup" che si terrà il 27 e 28 Aprile

Nell’ era tecnologica in cui viviamo anche il calcio giocato assume una valenza sempre più virtuale che azzera i confini e permette di misurarsi con altri partecipanti provenienti da qualsiasi parte del mondo grazie agli Esports, che tradotto letteralmente sta a significare Sport Elettronici e sta ad indicare la pratica del giocare ai videogames in maniera competitiva ed organizzata.
Ideatrice di questa nuova attrazione è l’ agenzia salentina Egency Esport che per le giornate 27 e 28 aprile 2020 ha indetto la prima Egency Esport Cup commentata dalla voce inconfondibile e suggestiva del salentino Raffaele Pappadà, già commentatore per Mediaset e DAZN.
Giulio Biasi, uno dei promotori del progetto nonchè fondatore dell’ agenzia (gli altri sono Renato Vernaleone, Alberto Gaballo, Antonio Longo e Andrea Putignano) ci ha illustrato per bene in cosa consiste questo nuovo modo di intendere lo sport virtuale.

Raffaele Pappadà, voce di Mediaset e DAZN


Ciao Giulio, spiegaci bene da dove nasce l’idea di questo evento?
Da quando nel 2017 il CIO, Comitato Olimpico Internazionale, ha riconosciuto gli Esport come sport a tutti gli effetti, in quanto i player digitali si devono preparare alle competizioni con la stessa intensità con cui si allenano gli atleti degli sport tradizionali, il fenomeno è cresciuto esponenzialmente.
Il nostro evento vuole essere un’occasione per presentare la nostra agenzia ed i nostri servizi, quindi ha un carattere di natura promozionale. Egency Esport nasce a Lecce, un’agenzia che si occupa di tutto ciò che ruota intorno al mondo Esports e la cui attività non si limita all’organizzazione di eventi, ma è anche e soprattutto scouting, coaching e cura dell’immagine dei player, gestione grafica e multimediale, supporto legale e attività di marketing.
Sebbene si dica che “tutto il mondo sia paese” sai bene che Lecce non è Milano o Singapore, giusto per intenderci. Spiegaci bene come fare a partecipare a questo torneo.
Al torneo parteciperanno solo player e streamer scelti da noi tra i migliori del panorama esportivo nazionale, pertanto non è possibile iscriversi per partecipare. Nel prossimo futuro organizzeremo altri eventi aperti al pubblico, anche finalizzati alla ricerca dei migliori talenti del territorio. Come hai detto tu, Lecce non è Milano però questo è un settore dove non ci sono limiti o confini territoriali, non esistono grosse barriere. Noi ci proponiamo come una realtà che fornisce un servizio alle aziende e ai player che puntano su questo settore e anche alle società sportive che vogliono un supporto per intraprendere un percorso nel mondo dei videogiochi competitivi. Sebbene in Italia questo modello sia già esistente, siamo i primi a Lecce e una delle poche realtà del Sud che si stanno approcciando al settore in questo modo.
Di seguito il comunicato stampa ufficiale della manifestazione:
NASCE EGENCY ESPORT, EVENTO DI PRESENTAZIONE CON PRO PLAYER E STREAMER IN DIRETTA SU TWITCH
Nasce a Lecce Egency Esport, la nuova realtà che punta sui videogames competitivi, specializzata in management e
comunicazione esportiva.
Giulio, Alberto, Renato, Antonio ed Andrea sono i cinque ragazzi che sono dietro questo nuovo progetto che punta sugli
esport, fenomeno il cui mercato è in forte crescita in Italia e che nel mondo genera un giro d’affari che supera 1,5 miliardi di
dollari.
Egency Esport è composta da cinque ragazzi con diverse esperienze e competenze che lavorano insieme per proporre servizi
rivolti a player, squadre o aziende che vogliono intraprendere un percorso nel settore dei videogames competitivi e cercano
un partner che possa affiancarli.
Egency punta quindi a coprire a 360° tutti i bisogni di questo mercato, per molti ancora poco conosciuto: consulenza
esportiva, creazione e gestione di un Team di Esport, scouting dei players, attività di coaching, gestione multimediale e
grafica, brokerage ed organizzazione di eventi on e off line.
È proprio con un evento che Egency ha scelto per lanciarsi sul mercato: Egency Esport Cup, torneo di Fifa 20 in modalità
Ultimate Team che coinvolge 16 giocatori scelti tra player e streamer del settore, commentato insieme a Raffaele Pappadà e
trasmesso sul canale di Twitch. Il torneo si svolge lunedì 27 e martedì 28 aprile dalle ore 20:00 e prevede fase a gironi e fase
finale, divise nel corso dei due giorni!
ESPORT NEL CALCIO ITALIANO
In Italia anche il calcio professionistico ha deciso di puntare sugli esport: a novembre la Lega Serie A ha annunciato la nascita
della eSerieA, seguendo il modello vincente delle leghe straniere che già da anni hanno lanciato la eLigue1, eLiga, Virtuelle
Bundesliga, ePremier League e eMLS. Il campionato sarà giocato su FIFA 20 e già tutte le squadre hanno provveduto a
selezionare e tesserare i player che rappresenteranno i loro colori nella competizione nazionale esportiva.
Anche la Lega SerieB e le serie minori hanno aderito e tra le squadre che per prime hanno risposto all’appello ci sono A.C.
Monza di Berlusconi ed S.S. Monopoli per la Puglia.
Danilo Sandalo

Team Altamura, Monticciolo: "Noi in purgatorio, altre vogliono giocare in base…"

La Team Altamura stava disputando un grandissimo girone di ritorno come conferma, a Tutto Sport Taranto, il tecnico Alessandro Monticciolo partendo dal periodo…: “Cerco di tenere il morale sempre alto: stare tutto questo tempo in casa è dura. Scendo solo per portare un po’ il cane giù. Il pomeriggio leggo la rassegna stampa e lavoro. Fortunatamente qualcosa da fare la si trova sempre. Poi, chiamo amici, direttori e calciatori perchè c’è sempre il bisogno di sentirsi”.
LA TEAM ALTAMURA: “Precisamente non so come sta il gruppo ma, sicuramente, i ragazzi staranno facendo esercizi in casa. Se si dovesse riprendere, però, dovremo rifare la preparazione. Fondamentale sarà anche l’aspetto psicologico dei calciatori visto che il contatto con le persone manca da un po'”.
LA RIPRESA: “E’ normale che tutte le squadre vorrebbero tornare a giocare in base alla classifica: ovvio che chi sta sotto si trova penalizzato. Saranno gli organi competenti a decidere. L’Altamura si trova nel Purgatorio; vorremmo ottenere l’obiettivo sul campo. Il nostro cammino è coerente e va in linea con quello che ci eravamo prefissati”.
SERIE D/H: “I ragazzi hanno mostrato una grande crescita in un campionato in cui tutte le partite sono difficili. Nel girone di ritorno ci eravamo prefissati di non perdere in trasferta e di fatto siamo caduti soltanto, al 94′, a Nocera. Abbiamo, tra l’altro, battuto il Taranto. Ci è mancata un po’ di attenzione in più e un pizzico di buona sorte: avremmo potuto avere almeno cinque, sei punti in più. Nel complesso il girone è bello e forte con squadre che dispongono di calciatori importanti che neanche in serie C si trovano: il Cerignola ha gente come Loiodice, Rodriguez e Marotta, il Bitonto Patierno e Lattanzio. Il Casarano e il Taranto sono due squadroni. Mi auguro che con l’eventuale riforma dei campionati e con una C2 queste compagini, tra cui Taranto e Foggia, possano trovarsi in altre categorie. Anche Altamura è una cittadina che merita altri palcoscenici”.
IL TARANTO: “E’ già difficile fare una sorta di analisi in casa mia. Per quanto riguarda il Taranto, Panarelli è un amico, preparato. E’ una piazza in cui allenare è difficile perchè si vuole tutto e subito: servirebbe equilibrio nelle sconfitte. Questo punto lo dovrebbero gestire gli addetti ai lavori. Dopo cinque vittorie di fila, magari, arriva un ko e si inizia a contestare: non va bene. Non bisogna essere distruttivi. So che il troppo amore della dirigenza e della piazza porta a ciò ma bisogna stare calmi e non criticare. Serve grande programmazione”.

Serie D in bilico, ma il presidente Sibilia non molla: "Fin quando ci sarà anche l'ultima possibilità…"

In bilico tra ripresa e stop definitivo. Cosimo Sibilia, presidente della LND, fa il punto della situazione sul sistema calcio, ma se la Serie A ha margine per ripartire per il calcio dilettantistico la situazione è molto più complessa.

Intervistato da Radio Punto Nuovo nei giorni scorsi, ha affermato: “La Serie A deve ricominciare a giocare anche perché deve produrre dal punto di vista del prodotto, quindi vendere e aiutare l’economia. Cominciare ad inizio Giugno? E’ un’ipotesi vicino alla realtà. Per quanto riguarda la LND siamo in trepidante attesa per avere qualche notizia sulla conclusione dei campionati, anche per l’Eccellenza. Il Ministro Spadafora ha detto che hanno necessità di valutare i numeri della LND e che tra qualche giorno ci avrebbero fatto sapere con un eventuale nuovo protocollo che noi possiamo attuare. Fin quando ci sarà anche l’ultima possibilità di giocare, cercherò di perseguirla”.

E spiega che tra le questioni sul tavolo c’è anche quella economica: “Soldi in più alla LND? E’ uno dei motivi per cui la Serie A sta discutendo. Dobbiamo avere questa solidarietà perché in questo momento ne abbiamo necessità. Ho chiesto che la legge Melandri – che dà fondi alla Federcalcio – possano andare anche in parte sull’attività di base LND: anche questo potrebbe essere un segnale. La LND è per la ripresa dei campionati, con le dovute precauzioni e le massime misure di sicurezza sanitarie. Dobbiamo cercare di far dare l’ultima parola al rettangolo di gioco, ma se il protocollo è quello di Serie A, noi non abbiamo le loro capacità”.

Paolo Bianco: "Al Foggia devo tutto. Sogno di allenarlo"

Paolo Bianco, ex calciatore del Foggia nativo di Ordona, ha rilasciato una lunga intervista alla Gazzetta del Mezzogiorno.

Bianco, cresciuto nel vivaio rossonero e con 8 stagioni in rossonero alle spalle,  ha appeso le scarpe al chiodo. Adesso  è collaboratore tecnico di De Zerbi al Sassuolo.

Nel suo futuro la carriera da allenatore«Era il mio obiettivo da quando avevo 25 anni. Giampaolo, a Treviso, mi ha fatto vedere il calcio in maniera diversa. Le prime esperienze le ho fatte in Sicilia, in C, con Siracusa e Sicula Leonzio. A ottobre scorso sono tornato al Sassuolo. Più in là riprenderò il percorso da capo allenatore».

Sull’esperienza al Foggia: «Otto anni, inclusa la trafila nel settore
giovanile. Era un bel vivaio […]. Fui fortunato ad avere come maestri Nocera e Cosmano: mi  hanno insegnato a stare al mondo, prima che a stare in campo. Devo tanto inoltre, se non tutto, a Pavone e Burgnich, che hanno creduto in me. Il mister mi coccolava come si fa con un figlio».

Sulla ricetta per arrivare in alto: «Intelligenza tattica e voglia di emergere. Ovunque, mi sono sempre considerato il meno forte: questo mi ha portato ad impegnarmi più degli altri e ad essere quasi
sempre titolare». 

 Sul Foggia in D: «Ho seguito il torneo, nel Cerignola giocano due miei ex compagni al Sassuolo: Longhi e Sansone. Corda mi chiamò l’estate scorsa, qualche giorno prima del ritiro: mi chiese se fossi disponibile ad allenare il Foggia. Diedi l’ok per un incontro, ma non fui più richiamato e presero Mancini. Auguro al Foggia di tornare in C».

Chiusura sulla possibilità di sedere, un giorno, sulla panchina del Foggia: «Mai dire mail. E’ un mio sogno, la squadra della mia città, a cui non si può dire di no».

Raffaele Bianco (Bari): "Sorteggio? idea nata e morta sul nascere"

Ai microfoni di TeleBari è intervenuto Raffaele Bianco, mediano del Bari, per parlare della possibile ripresa del campionato.
Queste le dichiarazioni, riportate da TuttoBari, dell’ex Perugia.
“Noi siamo mentalizzati sul tornare in campo: speriamo che questo possa avvenire. Il sorteggio è un’idea nata e morta sul nascere. Non sarebbe la soluzione giusta. Sarebbe un’ingiustizia in ogni caso, anche dovessimo vincerlo noi. Attendiamo il 4 maggio, anche se il protocollo sanitario non è di facile attuazione per la nostra categoria. Ma se ci sono società come la nostra che possono rispettarlo è giusto che ciò valga qualcosa. Una promozione a sorteggio scatenerebbe una serie di ricorsi, che rischia di incasinare ancor di più la situazione. Penso sia una via poco praticabile: veniamo da una stagione dura, la promozione ce la vogliamo conquistare sul campo”.

Brindisi, il punto della situazione

Intervenuto nel corso del TG di Studio 100, l’allenatore del Brindisi, Salvatore Ciullo, ha fatto il punto della situazione in casa biancazzurra, esprimendo inoltre le sue preoccupazioni riguardo il futuro del calcio dilettantistico.

Queste le sue parole:

“Vedendo tutti i protocolli e considerando i disagi che potremmo incontrare, io credo che non ci sarà modo di ripartire. È normale che noi vogliamo riprendere la nostra vita calcistica il più presto possibile, la nostra passione è quella e ci auguriamo quello. Con i ragazzi ci sentiamo quasi sempre ed in questo momento cerchiamo di sentirci uniti anche in questa situazione, senza perdere mai la speranza. Sono preoccupato per il futuro perché molti presidenti non sappiamo come reagiranno a questo difficile momento e mi auguro che quella passione di stare nel calcio che loro hanno, non la perdano.
Ho sentito una decina di giorni fa il presidente e sono in continuo contatto col direttore generale Carbonella e con il direttore sportivo Dionisio. Noi viviamo di calcio e lavoriamo anche per portare a casa lo stipendio, in questo momento c’è tanta preoccupazione perché non c’è chiarezza e dà fastidio anche sentir parlare sempre di Serie A, Serie B e Serie C, mentre la D non viene neanche considerata. Voglio lanciare un appello a chi di dovere: pensare a questi ragazzi qua, ovviamente anche gli allenatori, un po’ di più, perché la Serie D è una categoria importante”.

La Repubblica: "Bari, per la ripresa c'è già il protocollo"

In attesa di capire se ed in che modo il campionato di Serie C ripartirà, secondo il quotidiano La Repubblica, in edicola oggi, a Bari ci sarebbe già il protocollo per la ripresa degli allenamenti

La società pugliese starebbe, infatti, tenendo alta la guardia in vista di una possibile ripresa degli allenamenti. Da nord a Sud, diverse società di Serie C avevano proposto di riprendere con dei playoff da giocare in unica sede ed ad otte squadre. La proposta – scrive la Repubblica – è una motivazione forte per i biancorossi che si presenterebbero agli spareggi da testa di serie, quale miglior seconda dei tre gironi.
Nel frattempo i giocatori del Bari si allenano da soli a casa.

Resta l’incognita dell’esito della proposta della Lega Pro (di cui calciowebpuglia vi aveva parlato QUI e relativa ai playoff affidati al sorteggio), che verrà discussa nell’assemblea di Lega il 4 Maggio.

Visto il clamore suscito da più parti, è realistico ipotizzare che la Lega Pro stia pensando a proposte alternative per la soluzione dell’emergenza che coinvolge anche la terza serie del calcio italiano.

Il calcio allunga le mani sul futuro. In Puglia si alza l’urlo dei dilettanti

Vincenzo Pizzarelli ha preso carta e penna (si fa per dire) e su carta intestata della associazione di cui è presidente – la Arboris Belli 1979, neonato sodalizio di Alberobello – ed ha scritto a Vito Tisci, presidente del Comitato regionale della Lega dilettanto. Non per il solito cahier de doleance, ma avanzando proposte.
Una: deducibilità delle liberalità (ovviamente tracciabili) fino a 1.500 euro; 6 juniores in distinta con le stesse «classi» della stagione sospesa; 18 atleti in distinta; sospensione per un anno dell’obbligo di partecipare alla Juniores. Il n°1 del club gialloverde con squadra al secondo posto dietro il Locorotondo nel Girone B di Prima Categoria pensa al futuro. La Gazzetta ha sentito alcuni dirigenti sul calcio che sarà. Sul day after del pallone, insomma. Sul tema fiscale si concentra Gianluca Frascati, direttore sportivo del Molfetta, capolista dell’Ec – cellenza, come la Promozione, interrotta a 5 turni dalla fine. «L’Eccellenza è un campionato importante, a mio parere può essere tranquillamente equiparato alla Serie D. In Puglia, poi, siamo ai vertici.
Quindi, introdurrei l’obbligo della contrattualizzazione dei tesserati anche nei 35 campionati». Facendo un po’ di conti, circa diecimila tesserati. «Un provvedimento che provocherebbe l’emersio – ne di piccoli ma significativi redditi che oggi sono quasi del tutto sommersi, a parte i cosiddetti rimborsi spesa». Sulla ripresa immediata pesano anche gli episodi. Su uno si sofferma Leo Rubini, direttore sportivo del Bitonto, capolista del Girone H della Serie D: «Abbiamo tutti la sensazione che la situazione stia migliorando e quindi tutti attendiamo con ansia il 4 maggio. Ma poi ti cade addosso la notizia che un’azienda del territorio, tra Bitonto e Palo, ha oltre trenta casi di contagio e ti fai domande non solo sul senso delle nostre cose di calcio, ma anche sui pericoli che comunque corrono e potranno correre le “co – munità”, a qualsiasi livello». Frascati e Rubini non invidiano affatto chi dovrà decidere.
Il diesse neroverde tuttavia non ha dubbi: «Qualunque sia la decisione, dobbiamo accettarla. E in ogni caso, se si dovrà scendere in campo, siamo pronti ad adottare quanto prevedono i protocolli che saranno approvati per il calcio dilettantistico ». «Il re è nudo – commenta Gianni Del Mastro, presidente della Alter Palese, seconda in classifica alle spalle del Trinitapoli nel Girone A di Seconda Categoria -. La Figc è l’unica a distinguersi per incapacità decisionale. Il corto circuito è totale e purtroppo coinvolge anche i dilettanti. Non si può solo pensare a denaro e diritti televisivi. Spero che sia l’occasione storica per ribaltare tutto e ripartire dalla condivisione di valori sani ».
«La ripartenza – così la pensa Danilo Dammacco, manager della Vigor Bitritto, 3° posto nel Girone A di Promozione, all’inseguimento di Sly Bari e Manfredonia – sarà macchinosa, con enormi problemi economici e molte defezioni. Si allargheranno le differenze fra coloro, pochi, che troveranno, anche nelle proprie tasche, le risorse necessarie, e tutti gli altri. Questo comporterà un enorme utilizzo di giovani, che sia imposto dalle regole o no ». E il futuro immediato? Del Mastro: «I campionati minori possono riprendere solo se il rischio di contagio sarà zero. Le strutture non offrono garanzie. E i giovani arbitri, ci pensiamo? Vi prego, ridateci la dignità che meritiamo». Frascati: «Qualunque decisione dovrà essere accettata. Purché non si arrivi all’assurdo di annullare la stagione. Questo, no, non avrebbe nessun valore, né sportivo né etico. E, fra l’altro, provocherebbe una pericolosissima disaffezione da parte di quei dirigenti che già oggi faticano, senza sponsor, a reggere l’urto della crisi». Dammacco avanza una proposta: «Passino le prime e playoff per gli altri. Poche partite, a porte chiuse, e garanzia di sicurezza». «Noi stiamo cercando di programmare la ripartenza – scrive Pizzarelli al Governatore del pallone di Puglia -, e attendiamo di conoscere le linee guida che Figc e Governo indicheranno». Il calcio di provincia guarda al futuro con preoccupazione. Ma con fiducia.

Corda: "Piena fiducia in Sibilia, Barbiero e Ghirelli. Il Foggia merita la C”

Piena fiducia in Sibilia (presidente della LND) e massima stima per il presidente della Lega Pro Ghirelli: lo ribadisce Ninni Corda, tecnico del Foggia,  precisando la portata delle proprie dichiarazioni rilasciate giovedì all’emittente Canale 85.

“Non ho mai parlato di impedimenti da parte del presidente della Lega Pro, Francesco Ghirelli, nel quale nutro massima stima e fiducia così come ho pieno rispetto nell’operato del presidente della LND, Cosimo Sibilia e del coordinatore LND, avv. Luigi BarbieroSono altresì certo – spiega Corda  che si opererà per garantire il pieno rispetto di tutte le società, così come sono sicuro che il Foggia merita di disputare il campionato di Serie C la prossima stagione”.

Nel corso della trasmissione “La Puglia nel pallone”, mister Corda aveva affermato che “nessuno ci potrà togliere il diritto di andare in Serie C” e che “siamo la migliore seconda come quoziente di ripescaggi per la Serie C. Senza contare che già ancor prima del Coronavirus c’erano almeno tre squadre di Serie C e una di Serie B che il prossimo anno non si potranno iscrivere, perciò nessuno ci potrà togliere questo diritto di andare in C. In questo momento, se una squadra come il Bitonto si sente in Serie C, mi sento ovviamente anche io in quella categoria“.

25 Aprile 2007: il Foggia conquista la sua prima Coppa Italia

Era il 25 Aprile 2007 quando il Foggia, grazie alle reti di Giordano, Mounard e Mastronunzio, sconfisse il Cuneo per 3 a 1, aggiudicandosi  la Coppa Italia di Serie C, anche in virtù del pareggio a reti bianche della finale di andata.

 Fu il primo trofeo nazionale messo in bacheca dai rossoneri nella loro storia.  Alla guida di quel Foggia c’era mr. Salvo Fulvio D’Adderio, subentrato a stagione in corso a Stefano Cuoghi. Ad alzare al cielo il trofeo fu il difensore Luca Pagliarulo, nativo di Foggia.

Era il Foggia – solo per citarne qualcuno – di: Marruocco, Colombaretti ed Ignoffo in difesa; di Shala, Princivalli e Pecchia a centrocampo; Mastronunzio, Mounard e Salgado in attacco.

Una squadra forte e completa in tutti i reparti: in campionato, di lì a qualche mese, quel gruppo andò vicino alla promozione in Serie B, perdendo ai supplementari la finale playoff con l’Avellino.

AC Nardò, Donadei: difficile la ripresa del campionato

Il presidente del Nardò, Salvatore Donadei, si augura una ripresa dell’attività calcistica ma realisticamente pensa che ciò sia possibile solo per la serie A e forse per la Serie B. Troppo onerosi e impegnativi per le società dilettantistiche i protocolli di sicurezza proposti dalla FIGC.
Mancano ancora le decisioni ufficiali, tutto è ancora “in fieri” ed è comprensibile il tentativo della FIGC  e delle società professionistiche di salvare un campionato che rappresenta una delle maggiori voci d’impresa del panorama economico italiano.
Un salvataggio si rende necessario anche per evitare una serie prevedibile di ricorsi delle società ritenutesi danneggiate da eventuali verdetti a tavolino con il conseguente intralcio della stagione sportiva successiva.
Al contrario, per le società dilettantistiche, potrebbe essere proprio la ripresa dell’attività in un contesto economico compromesso dalla crisi, il colpo decisivo nonostante gli sforzi profusi. Quindi “sarebbe il caso di finirla qui” afferma Donadei.
“Da un punto di vista giuridico”, aggiunge Donadei, “nessun contenzioso potrà mai risolvere le cose”.
Riguardo la prossima stagione, il presidente neretino è convinto che “sarà una stagione con partenza ad handicap”, date le ripercussioni dell’attuale crisi.
Per il futuro Donadei si augura che ci sia una maggiore condivisione e coesione nella soluzione dei problemi attraverso una collaborazione di tutte le istituzioni calcistiche e non semplicemente “coltivando ciascuno il proprio orticello”.
Corriere Salentino and AC Nardò courtesy
 

Foggia, senti Tedesco: "Zaccheria emozione incredibile. Il massimo è la Serie C con questa maglia"

Un’emozione indescrivibile calcare il prato dello Zaccheria: a riferirlo ai microfoni dell’emittente televisiva Antenna Sud è l’attaccante del Foggia Giuseppe Tedesco.

Il calciatore, arrivato in Capitanata nel mercato dicembrino, non è ancora andato a segno con la maglia rossonera, complice anche la squalifica di quattro giornate rimediata nella gara di Fasano.

Sul suo impatto con lo Zaccheria: “Giocare allo Zaccheria è un’emozione indescrivibile – esordisce Tedesco-; lo avevo capito già da avversario con la maglia dell’Altamura. Non è una cosa di tutti i giorni giocare in uno stadio del genere, poi quando ho indossato la maglia rossonera ho provato una gioia che non dimenticherò mai e che porterò sempre nel mio cuore”.

Sul rapporto con mr. Corda: “ringrazierò per sempre Corda. Ha creduto in me e mi ha voluto fortemente. Quando un mister così forte ti chiama non hai debbi: devi andare”.

Sul suo futuro: “spero di rimanere a Foggia, voglio dimostrare il mio valore che finora non ho espresso al massimo. Rimanere con la squadra in Serie C sarebbe la cosa più bella, fantastica. Vorrei restare anche in Serie D”. 

Francesco Salvemini (Monopoli): "A Reggio la gara più importante della stagione"

L’attaccante del Monopoli, Francesco Salvemini, traccia un bilancio della propria stagione ai microfoni dell’ufficio stampa del club pugliese:
“La partita contro la Reggina è stata la più importante del campionato, purtroppo per me è stata anche l’unica gioia della stagione. Segnare in casa della capolista è motivo di orgoglio”. L’ex Akragas scalpita per riprendere: “La situazione è brutta, soprattutto per chi lavora. Io mi alleno a casa con qualsiasi cosa, anche con le casse d’acqua o correndo in terrazzo. Il calcio mi manca troppo, c’è prima di tutto la passione, poi l’aspetto economico”.

Mariano Fernandez (DS Virtus Francavilla): "Attendiamo assemblea, stagione andrebbe chiusa qui"

Mariano Fernandez, direttore sportivo della Virtus Francavilla, intervenuto ai microfoni di AntennaSud, come riportato da tuttocalciopuglia.com, ha dichiarato:
“Noi come società attendiamo quello che sarà il riscontro dell’assemblea del 4 maggio. Abbiamo sempre rispettato le regole, cercando di ragionare con tutte le altre squadre. Stiamo vivendo una situazione surreale e inimmaginabile, difficile gestirla. Faccio fatica a pensare di poter giocare a calcio in una tale situazione di emergenza, con 400 persone morte al giorno. Parlare di calcio ora è poco serio. La Virtus è dentro alla zona playoff e voleva giocare le ultime giornate per migliorare la sua classifica. Avremmo lo stesso diritto delle altre di giocarsi la chance playoff. Oggi, però, le società non possono pensare ognuna ai propri interessi; la soluzione migliore è quella di finire il campionato adesso per far migliorare tutto e ripartire nel prossimo anno”

United Sly Trani: Quarto annuncia il primo colpo di mercato!

 
 
Trani – Se può sembrare ancora prematuro parlare di calciomercato e con esso i possibili trasferimenti o l’allestimento di quello che sarà lo United Sly Trani quando tutto il mondo del calcio giocato è fermo a partire dai professionisti ai dilettanti in ogni forma o grado e con campionati ancora da portare a conclusione, non rientra il presidente Danilo Quarto che rompe gli induci.
Infatti durante una diretta in video intervista tenutasi ieri sera(ndr) tramite il portale web TraniViva condotta da Antonio Quinto, è toccato allo stesso presidente rispondere in forma velata, a quella che è la più  diretta delle domande che un po tutti i tifosi sono sempre curiosi di conoscerne: chi vestirà la maglia della Sly Trani per la prossima stagione?
“In questo caso non si tratta di un ipotetico arrivo ma anzi è una certezza di colui dalla quale ripartire e che tanto ama questa città – dichiara Quartocolui che è stato quasi vicino nello scorso dicembre 2019 approdare in Sly rimasto a Trani ma che quest’anno lo rivedrà protagonista ancora: Antonio Picci. E’ lui il nostro primo acquisto”.
A tal proposito non mancano fin d’ora, le classiche “voci di corridoio”, dando per ipotetici arrivi nomi altisonanti che in categorie superiori hanno fatto la differenza, vuoi anche  da dichiarazioni fatte dallo stesso Quarto il quale lasciato intendere che nomi importanti non sono da escludere.
“Tenendo conto  che la se pur breve storia della United Slydichiara il presidente Quarto – “sin dai campionati di 2a, 1a categoria e non ultima di Promozione hanno indossato la maglia, calciatori che per anni hanno calcato il professionismo”, non è poi così fantamercato associare nomi come: Nicola Strambelli o Cosimo Patierno ipotizzarli in maglia biancazzurra della U. Sly Trani. Ma ricordiamo trattasi di voci prive di ogni fondamento ma dell’immaginario collettivo.
 
ENZO CHICCO

Puglia: Dall’Eccellenza alla Terza categoria col fiato sospeso

Ormai se ne dibatte da settimane. Forse è meglio dire dal principio della pandemia e dal suo riverbero devastante. La questione riguarda i campionati minori, per capirci quelli del football sommerso in tutte le sue sfumature della gerarchia dilettantistica.
Se la massima serie, la A si muove alacremente per una possibile ripresa post Covid 19, cadetteria e Lega Pro sono intenzionate a chiudere qui la stagione, stante prescrizioni sanitarie sfidanti ed onerose economicamente, figurarsi ad immaginare in campo il mondo dei Dilettanti. Il calcio regionale pugliese in tutte le sue sfaccettature non sfugge a questo indirizzo ed aspetta di capire quali saranno le linee guida per archiviare una stagione senza precedenti. Nella storia non vi è un precedente manifestamente infausto, così come nelle famigerate Noif (Norme Organizzative, Interne, Federali) non c’è traccia o parola spesa per una imprevista epidemia da mettere in ginocchio l’intera attività di tutta la filiera dei tornei.
Come uscire dall’impasse? È il tema di questi giorni, dove comunque il calcio si è fermato solo nei suoi riflessi agonistici, non certo nella sua politica federale. Prova ne è che in ambito regionale il presidente della Lnd Puglia, Vito Tisci ha convocato una conference call con tutti i suoi dirigenti per illustrare lo stato delle cose e ottimizzare un piano di iniziative da spendere in un futuro prossimo per la salvaguardia delle società e patrimonio calcistico pugliese.
La richiesta della scorsa settimana di supporti economici a 700 società pugliesi con 45mila tesserati di ogni categoria ed età rivolta al presidente della Regione ne è la prova lampante. Già, ma come si chiuderanno i campionati regionali? È la domanda principe su cui ruota ogni discussione fra gli addetti ai lavori. Non c’è una formula magica, si attendono disposizioni e linee guida, che dovrebbero arrivare dal consiglio della Lnd e poi essere varate dal Consiglio Federale. La Lega Pro, ad esempio cristallizza le classifiche sino alla sospensione e chiede la promozione delle prime in classifica dei tre gironi, per il quarto posto ci sarebbe un ipotetico sorteggio fra i 27 partecipanti ai play off, bloccando retrocessioni ed eventuali ripescaggi. Se si dovesse fare strada questa ipotesi anche in ambito regionale, si avrebbe la promozione dal girone unico d’Eccellenza pugliese alla D e sarebbe appannaggio del Molfetta primo in classifica.
Così, a seguire per gli altri segmenti della mappatura regionale. Si tratta di discorsi prematuri e tutti da decrittare alla luce del fatto che, dopo la pandemia, si dovrà mettere in conto quali contraccolpi porterà al calcio di base gli effetti della grave recessione economica esplosa. Non a caso, il presidente della Lnd, Cosimo Sibilia stima una perdita di circa il trenta per cento dell’intero carrozzone dilettantistico. Così in ambito nazionale, poi bisognerà capire quali potranno essere le ricadute anche sul territorio pugliese, argomento sensibile e certamente ricorrente dei prossimi mesi.

FIGC, stagione prolungata fino al 2 Agosto.

La stagione ufficiale calcistica verrà prorogata al 2 Agosto.

Ad annunciarlo è il presidente della FIGC Gabriele Gravina, la cui decisione si rende necessaria per portare a termine regolarmente i campionati sospesi per l’emergenza COVID-19.

Nelle prossime ore la FIGC adotterà una delibera che, nel rispetto delle raccomandazioni UEFA e delle misure Governative, darà ufficialità alla decisione già annunciata. Ancora da decifrare, invece, è la questione dei contratti in scadenza al 30 Giugno 2019.

Il mondo del calcio – dichiara il presidente Gravina al sito ufficiale figc.it – sta lavorando incessantemente e in maniera responsabile per trovare soluzioni concrete e sostenibili alla crisi generata dal Covid-19, comprese quelle necessarie e indispensabili per salvaguardare le competizioni 20/21. Anche per questo merita rispetto, invece di essere strumentalmente utilizzato per polemiche destituite di qualunque fondamento. Ringrazio il Ministro Spadafora per l’attenzione riservata nella riunione di ieri, durante la quale è stato spiegato approfonditamente qual è il nostro approccio: tornare a giocare in sicurezza perché ce lo dice il buon senso e perché ce lo chiedono gli organismi internazionali a cui il calcio italiano è collegato. Confermando quanto affermato durante l’incontro e animati dal consueto spirito di collaborazione, sarà mia cura inviare al CONI il protocollo che abbiamo realizzato, restando a disposizione per eventuali preziose indicazioni. Siamo soddisfatti del costante confronto che stiamo avendo col Ministro per lo Sport, ma anche con quelli della Salute e dell’Economia e delle Finanze, ai quali abbiamo prospettato tutte le misure necessarie. Mi stupisce, invece, dover constatare ancora una volta quanto la tentazione di parlare continuamente di calcio, per la notorietà che da questo discende, induca diversi interlocutori a commentare cose di cui sono evidentemente male informati”.

Alessandro Laricchia (Amministratore Unico Monopoli) e la proposta playoff: "Minicompetizione al Sud in 7 giorni"

“Nessun risultato dovrà essere definito a tavolino. Il campo è quello che deve decretare tutti i verdetti”.
E’ categorico Alessandro Laricchia, amministratore unico del Monopoli, sul futuro della Serie C dalle colonne dell’edizione Puglia & Matera del Corriere del Mezzogiorno. Il massimo dirigente biancoverde torna quindi sulla proposta del sorteggio emersa all’interno del Direttivo di Lega Pro:
“E’ irrealizzabile per problemi giuridici e non si può finire il campionato con una piccola lotteria. Sarebbe inverosimile. Occorrerebbe – conclude quindi Laricchia – terminare la stagione regolare e riprendere con i playoff non prima di metà giugno, magari con una mini competizione da disputarsi al Sud, dove è meno grave l’emergenza, in una sola settimana”.

Nicola Canonico (Presidente Bisceglie): "Impossibile ripartire. Sorteggio? Si discute il 4 maggio"

Sulle possibilità di rivedere di nuovo in campo la Serie C, è intervenuto dalle colonne dell’edizione Puglia & Matera del Corriere del Mezzogiorno Nicola Canonico, presidente del Bisceglie:
“Secondo me è impossibile dar corso al campionato considerando i numeri elevati della pandemia. I titolari delle società hanno una responsabilità ben precisa nei confronti dei calciatori”.
Sull’eventualità proposta dal Direttivo di Lega Pro che la quarta promossa si possa decidere tramite sorteggio conclude:
“Le decisioni saranno discusse il 4 maggio in Lega. Ne sto sentendo parlare in giro, cercheremo di comprendere”.

Mirko Antenucci (Bari): "Quanti giocatori bravi in C. Mi ha stupito Fella"

Mirko Antenucci, attaccante del Bari, rispondendo alle domande dei tifosi, come riportato dai canali ufficiali del club, ha affermato:
“Mi darebbe fastidio non finire questo campionato, a me, come a tutta la categoria. E’ stato giocato l’80% delle partite, sarebbe un vero peccato per tutti quelli che si sono messi in gioco, al di là di obiettivi e classifica. Sarebbe giusto finirlo, sempre nel rispetto della salute e delle norme. Aspettiamo e vediamo se e come andrà a finire”.
Antenucci è stato stupito da un avversario in particolare: “Di giocatori bravi ne ho visti tanti quest’anno, davvero non me lo aspettavo; ne abbiamo visti anche molto giovani e con grandi qualità. Se devo fare un nome, dico Fella del Monopoli”.

Foggia, a 3 anni dalla promozione in B: i ricordi di quel 23 Aprile

Erano da poco passate le 16.20 quando, il 23 Aprile di tre anni fa, il pareggio per 2 a 2 tra Fondi e Foggia decretava il ritorno dei Satanelli in Serie B dopo 19 lunghi anni.

Come nelle migliori sceneggiature, fu Giacomo Camplone, lo stesso arbitro che diresse Termoli-Foggia nel 2012, a scatenare, con il suo triplice fischio finale, i festeggiamenti dei Foggiani assiepati nel piccolo stadio di Fondi, dei tifosi riversi nelle strade di Foggia davanti o sparsi nel mondo ed incollati davanti ad uno  schermo.  

I festeggiamenti continuarono in serata nel capoluogo dauno ed in Piazza Cavour, dove migliaia di Foggiani, in un tripudio di colori e di gioia, salutarono il ritorno di quel gruppo che, dopo tanti anni di amarezze e delusioni, aveva centrato l’obiettivo.

Giovanni Stroppa, fu il condottiero di un gruppo che, seppur scottato dalla sconfitta col Pisa dell’anno precedente, arrivò a stravincere il campionato collezionando 85 punti, regalando ai tifosi delle emozioni da pelle d’oca e dei ricordi che né il tempo, né le successive vicissitudini del Foggia non potranno mai scalfire.

ESCLUSIVA, Branà (Virtus Matino): "Noi ed il Racale meritiamo l' Eccellenza".

Mentre si avvicina sempre di più la data del 4 maggio, giorno in cui inizierà il percorso di ripresa sociale ed economica del Paese, anche il mondo del calcio si interroga su come ripartire e se ci sarà la possibilità di farlo. La certezza che questo avvenga è tutt’altro che scontata soprattutto nelle realtà dilettantistiche dove il calcio è ancora considerato un gioco pieno emozioni e passione, fuori pertanto dai circuiti economici milionari che riguardano il professionismo ed in particolar modo la Serie A.
Tematica questa affrontata con l’ allenatore della Polisportiva Virtus Matino, Giuseppe Branà, il quale al momento della sospensione del torneo occupava la seconda posizione in classifica a soli 3 punti dalla capolista Atletico Racale, con lo scontro diretto ancora da giocare e la gara di riposo obbligatorio da effettuare per i racalini.
Insomma vi erano tutti i presupposti affinchè il finale di stagione della sua squadra potesse essere elettrico e frizzante, in chiaro stile rock&roll proprio come nel suo carattere e personalità, perchè nel repertorio dell’ allenatore bianco azzurro vi è una profonda cultura musicale a base di rock&blues, psichedelia e sonorità anni ’70, un mix esplosivo che lo rendono sicuramente un personaggio fuori dai classici (e perchè no anche monotoni) luoghi comuni legati al mondo calcistico.
Un passato da calciatore quello del tecnico matinese che ha militato nel Martina in C2, dove ha vinto il campionato, e nella sua città d’ adozione Nardò dove è ben ricordato.
Un allenatore giovane, bravo e capace che ha saputo dimostrare con i fatti il proprio valore riuscendo a trasmettere alla squadra quello spirito di lotta per non partire mai sconfitti e mettere sempre il cuore oltre l’ ostacolo.

Giuseppe Branà in una foto d’archivio con la maglia del Nardò


Giuseppe, innanzitutto grazie per la disponibilità. Partiamo subito con una domanda abbastanza scontata ma, visto il periodo, molto attuale: come stai vivendo questo momento e che idea ti sei fatto di tutta questa situazione riguardante la pandemia?
Lo sto vivendo come tutti credo, cioè chiuso dentro casa. La situazione sembra surreale perchè nessuno si sarebbe aspettato una circostanza del genere nel 2020 e uno stravolgimento simile delle nostre vite in così poco tempo.
Questa circostanza ci ha portato a uno stile di vita diverso e alla riscoperta di valori ed usanze che forse avevamo potuto leggere solo nei libri. Tu come stai trascorrendo le tue giornate e quali sono le tue passioni “nascoste”?
Io credo che passata questa situazione non cambierà niente. Non credo a chi fa proclami dicendo che passato questo periodo sarà tutto diverso o che cambieremo. Forse cambierà qualcosa nel primissimo periodo ma in breve tempo si ritornerà ad essere come prima con i difetti di sempre. Per il resto guardo film, ascolto musica, leggo…ho molti vinili tutti selezionati ma il mio preferito è “Meddle” dei Pink Floyd. Ho visto anche due volte Roger Waters a Roma e Londra. Ascolto anche molto rock e blues, ma i Pink Floyd sono unici.
Escludendo la Serie A (forse), la linea che si sta andando a definire è quella di non riprendere i campionati. Se così fosse si tratterebbe della scelta giusta?
Mi fa rabbia il fatto che il campionato sia stato sospeso perchè eravamo a 5 partite dalla fine e ci stavamo giocando il primato. Però non avrebbe senso riprendere perchè non siamo professionisti e molti ragazzi durante la stagione estiva lavorano, inoltre ci sono troppe esigenze dal punto di vista sanitario che in queste categorie non possono essere soddisfatte. 
Nei giorni scorsi molti addetti ai lavori, tra cui presidenti e allenatori del calcio dilettantistico, si sono espressi su questa emergenza e sull’ eventuale ripresa o meno dei campionati. A tal proposito, soprattutto nel vostro girone, diverse squadre, Matino compreso, rivendicano il salto di categoria in Eccellenza. Ora esclusi Voi ed il Racale che avete dimostrato sul campo di meritarla, non ti sembra che qualcuno stia provando a sfruttare questa situazione di emergenza per cercare di tirare acqua al proprio mulino? Che soluzione ti aspetti da parte della Lega Nazionale Dilettanti?
A mio parere Noi ed il Racale meriteremmo allo stesso modo la promozione diretta o d’uffico. Per le altre è giusto applicare il sistema dei ripescaggi. Però la mia squadra ed il Racale per quanto fatto vedere durante il corso del campionato meritano in pieno l’ Eccellenza.
Una domanda ancora più delicata riguarda il rischio che la sospensione dei campionati dilettantistici in questione possa essere prolungata anche alla prossima stagione. Quali conseguenze comporterebbe una decisione simile?
Sarebbe una catastrofe sportiva perchè dopo due anni ricominciare sarebbe veramente difficile per tanti aspetti.
Parliamo di bilanci: come ritieni la tua stagione a livello personale e a livello collettivo per quanto fatto dalla squadra?
La ritengo positiva sia sotto il profilo personale che per quello che ha fatto la squadra perchè dall’ inizio fino alla sospensione siamo stati sempre al vertice. Inoltre ho conosciuto dei dirigenti squisiti e ripreso il lavoro con il direttore Antonio Bruno che ancora una volta si è rivelato vincente.
Tu hai giocato in tante piazze blasonate e, talvolta, di categoria superiore rispetto a quella attuale. Secondo te Matino ha le potenzialità per poter competere con altre realtà e palcoscenici?
Secondo me si perchè tre promozioni consecutive non arrivano per caso. La presidentessa è molto determinata e ambiziosa e la piazza esigente. Certo avere uno stadio dove giocare e allenarsi è molto importante per creare i presupposti vincenti, però noi in casa pur giocando ad Ugento non abbiamo mai perso, mentre in trasferta abbiamo perso solo due partite. 
Vista la situazione attuale sembra quasi di vivere in un film. Se dovessi dare un titolo quale pellicola sceglieresti?
Guarda non saprei proprio dirti perchè non sono il genere di film che seguo. Certamente è tutto molto surreale come già ti ho detto prima.
Quale squadra e giocatore ti hanno impressionato di più nel corso della stagione e, allo stesso modo, quali semmai ti hanno deluso?
Guarda deluso non saprei, mentre se ti devo dire un giocatore, oltre ai miei che sono tutti fantastici, mi è piaciuto molto Caruso dell’ Ostuni. Come squadra ti dico senza dubbio la mia!
Per finire, cosa c’è nel futuro di mister Branà?
Non posso conoscere il futuro, io mi auguro di proseguire il buon lavoro fatto fin ora anche grazie ad Antonio Bruno, il direttore sportivo, il quale mi ha dato una grande mano e con cui ogni volta che vi è la possibilità di lavorare lo si fa al meglio.
Vuoi ringraziare qualcuno in particolare per la tua carriera o per la stagione in corso?

Mister Branà con l’ allenatore in seconda Gianluigi Grasso

Voglio ringraziare i tifosi perchè sono stati sempre presenti sia in casa che in trasferta. Poi la presidentessa, il direttore Antonio Bruno e i miei collaboratori, l’allenatore in seconda Gianluigi Grasso, il preparatore dei portieri Alex Vetrugno, il preparatore atletico Placì, poi Elvis Marsano e Giorgio De Salve.

Grazie mille Giuseppe e in bocca al lupo!
Grazie a Te e viva il lupo!
Danilo Sandalo

Sibilia: "Attendiamo risposte dal Governo"

Aspettiamo risposte dal Governo“.  Non si sbilancia Cosimo Sibilia, presidente della LND e vicepresidente FIGC, al termine dell’incontro tenutosi ieri in videoconferenza tra le componenti calcistiche federali ed il ministro dello sport Spadafora (incontro di cui vi abbiamo dato notizia qui: Vertice FIGC-Spadafora: l’esito dell’incontro).

Sul banco della discussione, in particolare, oltre alla ripresa degli allenamenti, c’è l’applicabilità dei protocolli studiati nei giorni scorsi ai dilettanti.

Sibilia ha precisato: “il Governo ha preso del tempo per decidere in ragione del volume così elevato della nostra attività. Il Ministro si è impegnato ad approfondire la questione del calcio di base con la FMSI (Federazione Medico Sportiva Italiana, n.d.c.). Auspico, nell’interesse generale, di ricevere al più presto un’indicazione definitiva su un nuovo protocollo da adottare”.