“Dovevamo avere maggiore personalità e malizia, loro hanno trovato quel calcio di punizione che gli ha permesso di riaprirla, noi abbiamo avuto qualche occasione per andare sul 3-1 ma non l´abbiamo sfruttata”. E’ rammaricato per il risultato, Mister Grassadonia, immediatamente dopo la disputa del derby ma, allo stesso tempo, evidenzia la buona prestazione offerta dai suoi ragazzi: “Dispiace per il risultato finale anche se devo riconoscere che il Lecce è una buona squadra, a me interessava anche la reazione dopo la brutta gara di Cosenza e devo dire che c´è stata”.
Tutte le dichiarazioni di Gianluca Grassadonia, nel video della conferenza stampa.
Foggia-Lecce 2-2
Troppi errori, soprattutto del Foggia che spreca un doppio vantaggio, poi il Lecce si divora il possibile sorpasso. Termina in parità con i tifosi del Foggia amareggiati. Fischi e cori negativi allo Zac al termine della partita
Grande pubblico allo Zaccheria per la nona giornata del campionato di Serie B. Il derby di Puglia vede il suo meglio proprio sugli spalti, con oltre 13mila spettatori ben 1300 pervenuti dal Salento. In campo non una bellissima partita ma coriacea e molto combattuta. Termina 2-2 tra i fischi dei tifosi del Foggia, non soddisfatti, ancora una volta, della prestazione dei suoi beniamini.
Molti errori da una parte e dall’altra, con le due squadre che hanno provato a vincere la partita a tutti i costi ma senza riuscirvi.
Foggia addirittura non in grado di mantenere il doppio vantaggio scaturito con una rete allo scadere di primo tempo, con un tiro di precisione di Deli e con il raddoppio di Tonucci (bolide dalla distanza). Le trame di gioco non sono eccelse, né in casa Foggia, ma neanche per i leccesi, così la partita vive di fiammate da una parte e dall’altra, ma senza grossa qualità.
Alla lettura delle formazioni sembrava imminente il cambio di modulo per il Foggia, con Ranieri in campo al posto di Loiacono, ma il passaggio alla difesa a 4 non c’è e il terzino affianca gli altri due centrali, Martinelli e Tonucci. In fase difensiva il Foggia è addirittura a 5 dietro, con Kragl e Gerbo che indietreggiano parecchio.
Per la cronaca, Foggia avanti dopo un primo tempo equilibrato, grazie al tiro dal limite dell’area di Deli, la palla supera Vigorito e si insacca dopo aver colpito il palo. Ad inizio ripresa il Foggia spinge parecchio e trova il raddoppio con un tiro dalla distanza di Tonucci. L’ex barese trova la traiettoria giusta e insacca per il 2-0. Il Foggia sembra poter amministrare, ma tre minuti più tardi Mancosu segna il gol del 2-1 su punizione dal limite. Qualche lacuna difensiva permette a La Mantia di pareggiare i conti prima e di avere la palla del possibile vantaggio poi. Bizzarri si supera nel secondo caso anche se il tiro era potente e centrale.
Nel finale tanta foga ma poca precisione e la gara termina in parità. Se non fossimo alla nona giornata, ci sarebbe da dire che c’è tanto da lavorare.
Fabio Lattuchella
TABELLINO
FOGGIA- LECCE 2-2
FOGGIA – Bizzarri; Tonucci (76’ Boldor), Martinelli, Ranieri (69’ Loiacono); Gerbo, Agnelli (65’ Busellato), Carraro, Deli, Kragl; Galano, Mazzeo. A disp. Noppert, Iemmello, Zambelli, Cicerelli, Chiaretti, Rubin, Rizzo, Ramè, Gori. All. Gianluca Grassadonia
LECCE – Vigorito; Marino, Arrigoni, Meccariello, Calderoni; Lepore (77’ Venuti), Petriccione, Scavone (69’ Palombi); Mancosu; La Mantia, Pettinari. A disp. Bleve, Di Matteo, Cosenza, Torromino, Haye, Dubickas, Tsonev, Tabanelli, Fiamozzi, Armellino. All. Fabio Liverani
MARCATORI – 45’ Deli (FG), 52’ Tonucci (FG), 55’ Mancosu (LE), 75’ La Mantia (LE),
AMMONITI – 67’ Ranieri (FG),
ESPULSI –
FUORIGIOCO – 2-4
CALCI D’ANGOLO – 0-4
TIRI IN PORTA – 5-4
TIRI FUORI – 9-1
ARBITRO – Gianluca Aureliano di Bologna
ASSISTENTI – Valerio Vecchi di Lamezia Terme e Giovanni Baccini di Conegliano
QUARTO UFFICIALE – Antonio Di Martino di Teramo
RECUPERO – 1’ – 4’
CRONACA DEL MATCH –
Ranieri nei tre di difesa, con Agnelli (secondo previsioni) sulla mediana al fianco di Carraro e Deli, Galano e Mazzeo in attacco. Il 3-5-2 di partenza, in fase difensiva diventa una difesa a 5 con Gerbo e Kragl che ripiegano indietro. Lecce con Pettinari in attacco al fianco di La Mantia, Lepore a destra a centrocampo, Marino e Arrigoni in difesa. Queste le novità di Liverani.
Dopo un inizio di match molto equilibrato, al 19esimo la prima conclusione ad opera di Gerbo, con la palla che termina nettamente al di fuori dello specchio della porta di Vigorito. Grandissima occasione per il Lecce, con cross basso di Pettinari, la palla attraversa tutta l’area piccola e La Mantia è ostacolato di Ranieri al momento della conclusione, palla fuori.
Subito dopo, al 23esimo, è Kragl da posizione defilata ad impegnare per la prima volta Vigorito, ma il Lecce scampa il pericolo.
Al 32esimo punizione centrale di Kragl, dopo un fallo subito da Deli.
Primo tiro in porta del Lecce con Scavone che calcia debolmente trovando Bizzarri in presa facile.
Allo scadere arriva la rete del Foggia con un preciso tiro dal limite dell’area di Francesco Deli. Il primo tempo termina con i rossoneri in vantaggio.
La ripresa inizia con gli stessi effettivi della prima frazione.
Al quarto minuto Carraro ci prova dalla distanza, con palla alta sopra la traversa. Un mnuto più tardi, sugli sviluppi di un calcio di punizione battuto da Kragl, Mazzeo non aggancia bene e manda la palla alta. È soltanto il preludio al raddoppio, che arriva con i piedi di Tonucci, abile a scagliare un bolide dritto all’angolino destro. 2-0 per il Foggia.
Gol su punizione di Mancosu per il Lecce che accorcia le distanze al decimo della ripresa.
Il Lecce le prova tutte, dentro Palombi per Scavone, è 4-3-3. Nel Foggia, poco prima, dentro Loiacono per un ottimo Ranieri (crampi).
Al 30esimo il pareggio giallorosso ad opera di La Mantia. Azione di contropiede dettata da Palombi, sulla sinistra, cross deviato e palla sui piedi di La Mantia che tutto solo insacca il gol del 2-2. Ancora occasione ghiottissima per il Lecce e ancora su svarione difensivo del Foggia. Questa volta La Mantia calcia addosso a Bizzarri. Punizione di Kragl all’82esimo, con palla raccolta direttamente da Vigorito. Entrambe le squadre provano a vincerla.
A due e mezzo dalla fine Galano ci prova con il destro, ma senza alcun effetto positivo.
Allo scoccare del 90esimo ci prova Kragl da fuori area, ma il tiro è centrale.
Fabio Lattuchella
Foggia-Lecce, è festa di calcio allo Zaccheria
Grandissimo spettacolo delle due curve rossonere e del settore ospiti con oltre 1000 salentini.
Ranieri nei tre di difesa, con Agnelli (secondo previsioni) sulla mediana al fianco di Carraro e Deli, Galano e Mazzeo in attacco. Il 3-5-2 di partenza, in fase difensiva diventa una difesa a 5 con Gerbo e Kragl che ripiegano indietro. Lecce con Pettinari in attacco al fianco di La Mantia, Lepore a destra a centrocampo, Marino e Arrigoni in difesa. Queste le novità di Liverani.
Dopo un inizio di match molto equilibrato, al 19esimo la prima conclusione ad opera di Gerbo, con la palla che termina nettamente al di fuori dello specchio della porta di Vigorito. Grandissima occasione per il Lecce, con cross basso di Pettinari, la palla attraversa tutta l’area piccola e La Mantia è ostacolato di Ranieri al momento della conclusione, palla fuori.
Subito dopo, al 23esimo, è Kragl da posizione defilata ad impegnare per la prima volta Vigorito, ma il Lecce scampa il pericolo.
Al 32esimo punizione centrale di Kragl, dopo un fallo subito da Deli.
Primo tiro in porta del Lecce con Scavone che calcia debolmente trovando Bizzarri in presa facile.
Allo scadere arriva la rete del Foggia con un preciso tiro dal limite dell’area di Francesco Deli. Il primo tempo termina con i rossoneri in vantaggio.
La ripresa inizia con gli stessi effettivi della prima frazione.
Al quarto minuto Carraro ci prova dalla distanza, con palla alta sopra la traversa. Un mnuto più tardi, sugli sviluppi di un calcio di punizione battuto da Kragl, Mazzeo non aggancia bene e manda la palla alta. È soltanto il preludio al raddoppio, che arriva con i piedi di Tonucci, abile a scagliare un bolide dritto all’angolino destro. 2-0 per il Foggia.
Gol su punizione di Mancosu per il Lecce che accorcia le distanze al decimo della ripresa.
Il Lecce le prova tutte, dentro Palombi per Scavone, è 4-3-3. Nel Foggia, poco prima, dentro Loiacono per un ottimo Ranieri (crampi).
Al 30esimo il pareggio giallorosso ad opera di La Mantia. Azione di contropiede dettata da Palombi, sulla sinistra, cross deviato e palla sui piedi di La Mantia che tutto solo insacca il gol del 2-2. Ancora occasione ghiottissima per il Lecce e ancora su svarione difensivo del Foggia. Questa volta La Mantia calcia addosso a Bizzarri.
Al 94esimo la gara termina tra i fischi dello Zac. Il derby di Puglia non va da nessuna parte, è 2-2.
TABELLINO
FOGGIA- LECCE 2-2
FOGGIA – Bizzarri; Tonucci (76’ Boldor), Martinelli, Ranieri (69’ Loiacono); Gerbo, Agnelli (65’ Busellato), Carraro, Deli, Kragl; Galano, Mazzeo. A disp. Noppert, Iemmello, Zambelli, Cicerelli, Chiaretti, Rubin, Rizzo, Ramè, Gori. All. Gianluca Grassadonia
LECCE – Vigorito; Marino, Arrigoni, Meccariello, Calderoni; Lepore (77’ Venuti), Petriccione, Scavone (69’ Palombi); Mancosu; La Mantia, Pettinari. A disp. Bleve, Di Matteo, Cosenza, Torromino, Haye, Dubickas, Tsonev, Tabanelli, Fiamozzi, Armellino. All. Fabio Liverani
[adinserter block=”7″]
MARCATORI – 45’ Deli (FG), 52’ Tonucci (FG), 55’ Mancosu (LE), 75’ La Mantia (LE),
AMMONITI – 67’ Ranieri (FG),
ESPULSI –
FUORIGIOCO – 2-4
CALCI D’ANGOLO – 0-4
TIRI IN PORTA – 5-4
TIRI FUORI – 9-1
ARBITRO – Gianluca Aureliano di Bologna
ASSISTENTI – Valerio Vecchi di Lamezia Terme e Giovanni Baccini di Conegliano
QUARTO UFFICIALE – Antonio Di Martino di Teramo
RECUPERO – 1’ – 4’
Fabio Lattuchella
Il derby è oggi. Foggia-Lecce, le probabili formazioni
Oggi la straregionale pugliese tra dauni e salentini. Lancio Agnelli dal primo minuto? Le probabili scelte dei due tecnici
A breve il campo deciderà. Foggia e Lecce si affronteranno in una cornice di pubblico stratosferica. Oltre 13mila spettatori, ben un migliaio dal Salento. Le due squadre dovrenno battagliarsi per evitare il secondo ko consecutivo, dopo le debacle della settimana scorsa.
Ecco le probabili scelte di Grassadonia e Liverani:
FOGGIA – Bizzarri; Tonucci, Camporese, Loiacono; Gerbo, Agnelli, Carraro, Deli, Kragl; Galano, Mazzeo. All. Gianluca Grassadonia

LECCE – Vigorito; Venuti, Cosenza, Meccariello, Calderoni; tabanelli, Petriccione, Scavone; Mancosu; La Mantia, Palombi. All. Fabio Liverani

Derby-1. Il Foggia e il coltello tra i denti
Grassadonia chiede la prova di carattere ai suoi. Domani è derby col Lecce, altre motivazioni non servono. Serve qualità, quella si
Forse in Serie B il coltello tra i denti, come ha detto il tecnico rossonero Gianluca Grassadonia, bisognerebbe averlo sempre. Aldilà di ogni risultato precedente o di ogni avversario in campo. Il coltello tra i denti, appunto. In attacco, in difesa, a centrocampo, nei contrasti. In tutto e per tutto. Adesso però, è chiaro, sarà importantissimo dimostrare di avere la qualità di gioco, nell’impostazione della manovra, mai fluida e spesso scontata e prevedibile. La sola grinta e la determinazione, seppur fondamentali per raggiungere il risultato, non bastano nel calcio di oggi.
In casa Foggia mancherà Camporese, e già soltanto a dirlo verrebbe da pensare ad una catastrofe, proverà Martinelli a impegnarsi al meglio per sostituirlo nell’impostazione bassa della manovra e nella guida della difesa. Loiacono e Tonucci al suo fianco per schermare Bizzarri. Carraro play, Kragl e Gerbo sulle fasce sono le certezze a centrocampo. Agnelli e Cicerelli (per Busellato e Deli) potrebbero essere le novità. In attacco Galano e Mazzeo.
Occhio anche al possibile turnover. C’è la gara contro il Cittadella già martedì sera nel turno infrasettimanale, ma domani c’è un derby da vincere. Con la qualità del gioco e il coltello tra i denti.
Fabio Lattuchella
Derby -1: A Foggia senza paura
Eccoci agli sgoccioli di una settimana particolarmente tesa e a tratti tormentata per il calcio italiano e sopratutto la Serie B. Per fortuna ritorna il calcio giocato e con esso anche la passione dei tifosi che non possono più di vivere in continui colpi di scena a causa della bagarre sui ripescaggi. Una situazione che sta diventando insostenibile per chiunque e che ha rischiato ( e rischia ancora) di far saltare il turno di B, ma in particolar modo i tifosi di Foggia e Lecce hanno rischiato di veder saltare la partita più attesa dell’ anno:il derby.
Proprio così perchè sebbene tutte le partite siano importanti, il derby lo è senza ombra di dubbio di più, considerando anche il fatto che la posta in palio quest’ anno va oltre i tre punti o la posizione in classifica: vista l’ assenza del Bari dal torneo cadetto, salentini e dauni si contenderanno lo scettro di “regina di Puglia”.
Il Lecce non vince a Foggia da 56 anni e mister Liverani ha promesso che si proverà a sfatare questo tabù, anche se per la gara non potrà disporre di Falco, Bovo, Lucioni e Riccardi. Dal canto suo il Lecce avrà il sostegno di circa 1000 tifosi pronti a invadere lo “Zaccheria” per sostenere e compagni.
Ormai manca poco e la voglia di far bene professata in settimana da entrambe le squadre domani a quest’ ora sarà stata esaudita, con l’ augurio che sia principalmente una festa di sport e che il calore delle due tifoserie sia motivo di vanto per un’ intera regione in cui il resto della nazione possa specchiarsi.
Danilo Sandalo
Derby-2. Foggia-Lecce visto da DAZN. Antonio Di Donna presenta il derby visto da Foggia
Intervista doppia ai due cronisti di DAZN di Foggia e Lecce, Antonio Di Donna e Raffaele Pappadà. Ecco le sensazioni del giornalista foggiano
Nonostante in Serie B regni il caos, sabato il campionato si dovrebbe svolgere regolarmente e l’attesissimo derby di Puglia andrà in scena per scaturire chi sarà la regina regionale, almeno per questa parte di campionato, classifica a parte. I tifosi, perora, possono pertanto tirare un sospiro di sollievo e iniziare i preparativi per sostenere la propria squadra.
In un clima così acceso le sensazioni e i pronostici oramai si sprecano e la gente non sta più nella pelle, inoltre tra i tifosi giallorossi c’è la voglia di riscattare le ultime partite disputate a Foggia che non furono di certo felici. In casa rossonera, è chiaro, vorranno invece mantenere imbattuto lo Zaccheria, già violato quest’anno dal Palermo (stressa sorte anche dei giallorossi nello scorso turno di campionato).
Abbiamo chiesto le sensazioni pre-gara a chi, per mestiere, è abituato a fare una propria preparazione prima della “prestazione in partita”. Il giornalista (e amico di vecchia data in questo caso) Antonio Di Donna. Approda a DAZN dopo aver “sospinto” con la sua voce il Foggia in Serie B sugli schermi di Sportube. Precedentemente, per anni, è stato la voce del Foggia per le emittenti locali. Uno che ha la maglia rossonera tatuata addosso, come si suol dire.
Riguardo allo stato di salute delle due squadre, cosa pensi di entrambe e dove possono arrivare?
La sensazione, viste le ultime due uscite di entrambe, è che ci arrivi meglio il Lecce. A Cosenza, il Foggia arrivava sempre “secondo” sulle “seconde palle”. Ha palesato non proprio uno stato di grazia in termini di freschezza fisica (ci sono stati quindici giorni di riposo, potrebbero aver influito le strategie dello staff tecnico). Dico che al cospetto delle squadre che “se la giocano”, il Foggia può risultare mortifero con la qualità dei singoli nel palleggio. Benevento insegna. Sono comunque due squadre che meritano i punti che hanno. E la qualità dei due organici, accresce le ambizioni di Foggia e Lecce. Ma serve continuità.
Quali sono secondo te i punti di forza del Foggia?
Come detto, se il Lecce “lascia giocare” il Foggia, emerge la qualità dei singoli e la capacità di sfruttare gli spazi.
E i punti deboli?
Il Foggia concede sempre qualcosa, spesso troppo. Cali di tensione, di concentrazione nelle individualità, spesso, sono risultati decisivi in negativo. Grassadonia e i suoi, da tempo, ripetono di star lavorando sulla compattezza, cosa che aiuterebbe e non poco la fase difensiva. Ma, in questo senso, i risultati stanno tardano.
L’inizio del campionato dei rossoneri stra rispecchiando le previsioni?
È la penalizzazione che vizia inevitabilmente il giudizio sul Foggia e accresce il rammarico per qualche punticino in più che i rossoneri non hanno saputo cogliere. Sono troppe quattro sconfitte e se, contro Crotone e Palermo, può starci, c’è da far dimenticare e subito Cosenza.
Cosa pensi di Grassadonia e Liverani?
Due allenatori che hanno delle idee e che puntano a dare identità alle rispettive squadre. Sull’applicabilità di determinati concetti c’è ancora da lavorare e da misurarsi con piazze esigenti, che richiedono una personalità non sempre troppo integralista. Nel caso di Grassadonia, sono comunque ancora tanti gli interrogativi (anche legati all’organico a sua disposizione) da sciogliere. Le prossime tre partite diranno molto in questo senso.
Dove la può vincere il Foggia?
In mezzo, se avrà spazio, tempo e modo di ottenere la superiorità numerica (come avvenuto nei dieci minuti di fuoco con l’Ascoli, per intenderci).E nell’imprevedibilità di chi può fare la differenza. Galano, Mazzeo e Kragl.
Dovendo dare dei voti reparto per reparto come ti esprimeresti sul Foggia?
Per quanto espresso finora, ecco i voti dei reparti del Foggia.
DIFESA 5
CENTROCAMPO 6,5
ATTACCO 7
Un pensiero sui tifosi del Foggia
Continuano ad offrire prove di grande attaccamento alla causa. Anche l’estate, con le questioni legate alla giustizia sportiva, è stato un enorme banco di prova. E’ la realtà dei 7300 abbonati per un campionato partito con una penalizzazione pesante e con tante incognite, pur lenite da un mercato di tutto rispetto. Oramai tutta l’Italia riconosce a Foggia un “patrimonio” importante (unico, dico io) in termini di seguito e di bacino d’utenza.
Un pensiero sul Lecce e sulla città di Lecce ad ampio raggio, storico, sociale e territoriale)
Indiscutibilmente, dal punto di vista artistico, Lecce è uno dei fiori all’occhiello dell’intero meridione. La Puglia è vastissima e non c’è mai stata rivalità tra foggiani e leccesi. Anzi. Siamo diversi, perché diversa è l’origine e la cultura. Ma sempre rispetto.
Chi toglieresti all’avversario?
Mancosu, Lamantia, Pettinari. E so che forse mancherà Falco che ha talento da vendere. La prima linea del Lecce è davvero temibile.
Chi sarà decisivo?
Mazzeo è un po’ che non segna…
Pronostico secco
Ma siete impazziti? Mai 😉
Formazione amarcord
Mancini; Petrescu, Padalino, Di Bari, Bucaro; Agnelli, Stroppa, Shalimov; Salgado, Mazzeo, Signori.
Fabio Lattuchella e Danilo Sandalo
Derby-2. Foggia-Lecce visto da DAZN. Raffaele Pappadà presenta il derby visto dal Salento
Intervista doppia ai due cronisti di DAZN di Foggia e Lecce, Antonio Di Donna e Raffaele Pappadà. Ecco le sensazioni del giornalista salentino
Nonostante in Serie B regni il caos, sabato il campionato si dovrebbe svolgere regolarmente e l’attesissimo derby di Puglia andrà in scena per scaturire chi sarà la regina regionale, almeno per questa parte di campionato, classifica a parte. I tifosi, perora, possono pertanto tirare un sospiro di sollievo e iniziare i preparativi per sostenere la propria squadra.
In un clima così acceso le sensazioni e i pronostici oramai si sprecano e la gente non sta più nella pelle, inoltre tra i tifosi giallorossi c’è la voglia di riscattare le ultime partite disputate a Foggia che non furono di certo felici. In casa rossonera, è chiaro, vorranno invece mantenere imbattuto lo Zaccheria, già violato quest’anno dal Palermo (stressa sorte anche dei giallorossi nello scorso turno di campionato).
Ne abbiamo parlato con Raffaele Pappadà, salentino doc e voce di DAZN. Nativo di Nardò, in provincia di Lecce, Raffaele è stato per anni inviato per il Lecce prima di passare a Mediaset, dove ha prestato la sua voce per i campionati sudamericani, la Champions League e, la scorsa estate, per i Mondiali di calcio in Russia. Nella sua carriera ha ricevuto il premio “Gemme dello Sport” miglior giornalista sportivo salentino. Nel dicembre dello scorso anno è uscito il suo primo romanzo “Senza Riserve”.
Riguardo allo stato di salute delle due squadre, cosa pensi di entrambe e dove possono arrivare?
Per motivi diversi entrambe le squadre devono puntare alla salvezza, ma secondo me possono puntare a qualcosa in più, sicuramente i playoff
Quali sono secondo te i punti di forza e di debolezza del Lecce?
Come punto di forza sicuramente l’ entusiasmo e la qualità diffusa in tutti i reparti, mentre come punto debole la gestione del risultato negli ultimi minuti.
Secondo te il campionato sta rispecchiando le aspettative iniziali per il Lecce?
Secondo me sta andando decisamente oltre, almeno rispetto all’aspettativa media e al calendario che sicuramente non era facile.
Cosa pensi di Grassadonia e Liverani?
Di Grassadonia mi ha colpito molto la tranquillità dimostrata soprattutto nella partita contro il Padova dove al primo tiro presero gol. Credo che questa tranquillità sia stata recepita dalla squadra. Liverani invece è un tecnico molto bravo che sta dimostrando il suo valore, certo anche lui come la squadra sta facendo esperienza.
Secondo te dove può vincere la partita il Lecce?
Il Lecce dovrà sfruttare le ripartenze con la velocità di Palombi.
Dovendo dare dei voti reparto per reparto come ti esprimeresti sul Lecce?
Visti i portieri di categoria a Vigorito darei un 7,5. La difesa merita un 7, il centrocampo un 8 pieno, mentre all’ attacco un 7. Parlando dei sostituti anche ai subentrati darei un 7.
Cosa pensi dei tifosi salentini?
I tifosi stanno dimostrando attaccamento sostenendo alla grande la squadra.
Un pensiero sul Foggia e sulla città, anche dal punto di vista storico, sociale e culturale.
Non conosco benissimo la realtà di Foggia, ma per quanto riguarda la struttura sportiva dello “Zaccheria” è veramente top.
Chi toglieresti all’ avversario?
Sicuramente Galano e Kragl, ma anche su Mazzeo ci farei un pensierino.
Chi sarà decisivo?
Mi auguro Palombi, anche per il tipo di partita.
Pronostico secco.
2-2
Formazione Amarcord.
Lorieri, Tonetto, Stovini, Bovo, Cassetti, Moriero, Giacomazzi, Barbas, Di Michele, Chevanton, Vucinic.
Danilo Sandalo e Fabio Lattuchella
Derby-3. Qui Foggia. Sale la febbre per la supersida di sabato
Galano prova a spronare i suoi compagni. “Sabato ci aspetta un’altra battaglia”. Gara sentita per l’ex barese e neo rossonero, ma la ripresa dopo Cosenza diventa quasi un percorso obbligato
Sale la febbre per la gara di sabato. Mancano 3 giorni a Foggia-Lecce e ieri hanno parlato due dei protagonisti della gara, uno per parte, più il presidente salentino Sticchi.
Leggi qui https://www.calciowebpuglia.it/24-10-2018/derby-3-sale-la-febbre-per-supersfida-di-sabato/
Dalla parte rossonera ha parlato Cristian Galano, foggiano nel sangue, con il passato a Bari, quindi uno di quelli che potrebbe spiegare alla perfezione lo scenario del derby contro il Lecce.“E’ una partita difficile, molto combattuta, loro come noi giocano a calcio, giocano bene. Dobbiamo stare molto attenti ma dobbiamo fare la gara nostra dal primo minuto”.
Lo stesso Galano torna anche sulla debacle di Cosenza e, come fatto precedentemente da Kragl sui social, sprona i suoi alla riscossa. “Non riusciamo a capire cosa abbiamo sbagliato a Cosenza, ma non deve più accadere, non arrivavamo mai prima di loro. Tutti sappiamo che non abbiamo fatto bene ma non facciamone un dramma, perchè abbiamo tre gare in poco tempo e possiamo rifarci”.
Il pubblico vuole risposte perchè il gioco fino ad ora non è stato eccezionale, anche nelle vittorie, per cui la gara contro il Lecce, per quello che rappresenta e per la classifica, diventa importantissima. Il riscatto richiesto da Galano può divenire una molla “per noi stessi e per la gente – conclude il calciatore rossonero- perchè ogni giorno lavoriamo per questo e siamo una squadra forte”.
Fabio Lattuchella
Derby -3: Sale la febbre per supersfida di sabato
Mentre in Serie B regna il caos dopo l’ ultima sentenza del TAR del Lazio che riabilita la categoria a 22 squadre, in Puglia sale la febbre da derby per la supersfida che sabato vedrà di fronte il Foggia di mister Grassadonia e il Lecce di Fabio Liverani.
Entrambe le squadre sono reduci da una sconfitta maturata nel turno precedente rispettivamente contro Cosenza in trasferta per i satanelli e Palermo in casa per i giallorossi.
Sia Foggia che Lecce sono due squadre che basano il loro gioco sulla qualità, così come dichiarato ieri dal difensore del Lecce Marco Calderoni per la sfida di sabato auspica “spettacolo”.
Nel frattempo è intervenuto sul tema derby anche il presidente del Lecce Saverio Sticchi Damiani il quale ha affermato: “Andiamo per esprimere il nostro gioco, come abbiamo fatto contro il Palermo. Dobbiamo dimostrare di esser nati per tener testa a tutti. La sconfitta con i siciliani brucia ancora perchè abbiamo giocato bene con una squadra molto forte, avremmo meritato il pareggio” e continuando “Abbiamo affrontato il Palermo e probabilmente faremo lo stesso con il Foggia senza elementi del calibro di Bovo, Lucioni, Falco. Dei top player per la categoria”.
Per capire chi la spunterà bisognerà aspettare sabato, ma intanto i tifosi possono godersi la carica che gli ambienti stanno trasmettendo in attesa di assistere allo spettacolo e all’ emozione che solo una partita come il derby può dare, per di più se arriva in un periodo storico dove le due squadre principali di Puglia sono proprio le compagini che si fronteggeranno sabato.
Danilo Sandalo
Derby-4: Verso Foggia-Lecce, si entra nel vivo
Mancano quattro giorni al derby Foggia-Lecce. Le due squadre entrano nel vivo della preparazione.
È martedì, ma il pensiero dei tifosi di Foggia e Lecce è già proteso a sabato, quando le due squadre si ritroveranno sul campo per la nona giornata del campionato di Serie B. Si torna ad una sfida tra le più importanti della regione, oggi la più importante vista l’assenza del Bari, giocata in un palcoscenico degno di nota.
Bocche cucite da una parte e dall’altra, soprattutto sui social, dove spesso i calciatori si sfogano manifestando le proprie emozioni, ma ad oggi soltanto il rossonero Kragl ha spronato i suoi alla reazione dopo la sconfitta di Cosenza. La concentrazione è altissima già da ora è nulla viene lasciato al caso. Dalla parte giallorossa ha appena parlato alla stampa Calderoni. Il terzino ha manifestato quelle che sono le idee di base, giocare sempre per vincere, mai per il pareggio. Il tutto a rendere ancora più frizzante la vigilia.
Una gara, Foggia-Lecce, che sebbene metta in palio “solo” i tre punti previsti dal regolamento, non può considerarsi come tutte le altre perchè si affrontano due squadre che, dopo anni bui, tornano ad essere le regine di Puglia. Dopo gli anni neri della Lega Pro si ritrovano finalmente avversarie in uno scenario decisamente più consono ad entrambe le squadre e le tifoserie. Per questo motivo la sfida è molto sentita.
CASA FOGGIA – Allenamenti a porte chiuse da ieri e fino a venerdì. Ormai abitudine per il calcio di oggi. Nulla deve trapelare della preparazione al match della pattuglia di Grassadonia. Soprattutto le probabili variazioni di tipo di gioco o di uomini. Dopo alcune gare in cui è stato assente, potrebbe essere un’idea il ritorno dal primo minuto del capitano Agnelli. Tra le carenze di Cosenza, una delle più eclatanti è stata la scarsa veemenza nella reazione agli episodi del campo. La tenacia e la determinazione del numero 4 rossonero potrebbe ritornare utile. Da valutare la situazione Camporese, in dubbio fino all’ultimo minuto della gara scorsa ed ora alle prese con la terapia di ripresa dall’infortunio muscolare. Nessuna indicazione sui tempi di recupero.
CASA LECCE – Archiviata la sconfitta contro il Palermo, nel posticipo di campionato giocato domenica sera al “Via del Mare”, il Lecce di mister Fabio Liverani si è ritrovata ieri mattina presso l’Acaya Golf Club per la ripresa degli allenamenti in vista della gara di sabato prossimo contro il Foggia di mister Grassadonia, che si giocherà allo stadio “Zaccheria”.
Nel Lecce ci sarà voglia di riscatto dopo la sconfitta subita contro il Palermo anche per dimostrare ai tifosi che la voglia di continuare a far bene rimane immutata.
Allenamenti a porte chiuse anche in Salento.
Da valutare le condizioni di Bovo e Falco, che non sono stati della gara domenica sera contro i rosanero, e dell’ infortunato di vecchia data Riccardi.
Si attendono inoltre sviluppi sul fronte Lucioni. La squalifica iniziale sarebbe terminata il 15 ottobre, ma la sospensiva della sanzione, avuta per una ventina di giorni dal 25 agosto, resta un’incognita. Se la conferma della sanzione, successiva alla sospensione, dovesse far accumulare nuovi giorni allo stop, dovrebbe far tornare disponibile Lucioni a fine mese. La società si sta muovendo in questo senso.
Fabio Lattuchella e Danilo Sandalo
Serie B, Palermo ritrova la via, Verona a metà
Vittoria dei rosanero a Lecce, il Verona pareggia nel derby, siciliani secondi in classifica. Sorpresa Salernitana, male il Foggia
La vittoria nell’anticipo del venerdì (1-3 allo Spezia) aveva già consentito al Pescara di Pillon di restare in testa alla classifica al termine di questa giornata, ma gli abruzzesi si ritrovano ad operare il primo mini-allungo della stagione, pur non essendo una delle squadre favorita alla vittoria finale. I biancoazzurri sono in vetta con 18 punti, 4 in più del Palermo e del Verona che inseguono per prime. Ad onor del vero, il Palermo ha una partita in meno e ieri si è reso protagonista di una grandissima prestazione a Lecce (1-2), mentre gli scaligeri hanno impattato (1-1) nel derby con il Venezia, fresco di nuova gestione targata Zenga. La sorpresa della settimana è la Salernitana di Colantuono, che vincendo 2-1 sul Perugia vola al quarto posto, complice anche lo stop di Lecce, Spezia, Cittadella e Brescia (che hanno pareggiato 2-2 nello scontro tra di loro). Torna alla vittoria il Crotone di Stroppa, 2-1 al Padova, così come invece trova la prima gioia stagionale il Cosenza di Braglia, che ha superato 2-0 un Foggia anonimo e passo privo di idee di gioco. Respira l’Ascoli che, battendo 1-0 il Carpi, si porta a 9 punti. Ultima gara della giornata, questa sera tra Benevento e Livorno, con i toscani ultimi in classifica con soli 2 punti e i campani pronti a reinserirsi nella lotta al vertice.
Fabio Lattuchella
Palermo corsaro a Lecce, ma a vincere è anche il pubblico.
Colpaccio del Palermo nel posticipo dell’ ottava giornata di Serie B BKT che espugna il “Via del Mare” di Lecce battendo i giallorossi di Liverani per 2-1. Un Lecce che probabilmente non ha mostrato lo smalto e la lucidità dimostrata nelle precedenti uscite, ma che non ha demeritato per quanto espresso in campo e il risultato finale si dimostra piuttosto pesante per i salentini che a conti fatti avrebbero meritato almeno un pareggio. Il Lecce purtroppo ha avuto la pecca di non riuscire ad aggredire i rosanero durante la partita, macinando un’ eccessiva manovra di gioco che alla fine si è rivelata poco efficace per ottenere i tre punti. Ma va sottolineato il fatto che questa è una squadra giovane e che da tale può incappare anche in serate simili sopratutto quando di fronte si trova una squadra di grande qualità come il Palermo che, senza strafare, è riuscita a fare bottino pieno, grazie anche a una quadratura che Stellone dal suo arrivo, circa tre settimane fa, ad oggi, ha saputo dare alla squadra. Purtroppo il Lecce ha dovuto fare a meno all’ ultimo momento di due pedine fondamentali come Falco e Bovo, vittime di acciacchi fisici che ne hanno compromesso l’ utilizzo durante la gara.
Il Palermo, bloccando Mancosu e dimostrando una certa aggressività, è riuscito a sopperire alla freschezza atletica di gioventù e alla qualità tecnica dei ragazzi di Liverani che si sono dovuti arrendere sotto i colpi di Nestorovski e Puscas. Purtroppo a nulla è valso il gran gol di Tabanelli, autore di una sforbiciata al volo da fuori area che aveva riportato il match in parità.
Vince il Palermo che con i tre punti si porta al secondo posto in classifica, scavalcando proprio i giallorossi. Ma vince anche lo splendido pubblico del “Via del Mare” che sfiora le 15000 presenze e che ha cantato e incitato la squadra per tutti i 90 minuti, dimostrando maturità e sensibilità nei confronti della squadra, della città e di episodi di carattere sociale che hanno condizionato la cronaca degli ultimi anni.
Come già detto forse questa sconfitta è un pò eccessiva, ma probabilmente serviva più di una vittoria per riportare tutti con i piedi per terra e non pretendere, come si suol dire, la luna da una squadra che fin ora ha dimostrato più del dovuto.
Quindi con la consapevolezza che con il lavoro sodo si raggiungeranno i meritati obiettivi non resta che augurare a Liverani, alla squadra, alla società e a questo grande pubblico un sincero “ad meliora et maiora semper”, vale a dire “a cose migliori e maggiori sempre”.
Vivacqua, Awua e Laaribi annotano le lacune di un Bisceglie con poco mordente
Il sorprendente Rende riporta il Bisceglie sulla terra. I nerazzurri entrano in campo al “Marco Lorenzon” impauriti con un gioco fatto di tanti lanci lunghi e senza idee. Preoccupa l’attacco, senza Starita resta decisamente spuntato e non trova facilmente la porta.
Nelle fila nerazzurre torna Toskic in mediana con Giacomarro sulla sinsitra in luogo dell’infortunato Jakimovski. Confermati i restanti nove elementi che hanno pareggiato nel turno infrasettimanale con la Sicula Leonzio.
Rende in risposta con il 3-4-3 con Actis Goretta out e rimpiazzato da Laaribi. Proprio lui è il migliore in campo per i biancorossi e lo dimostra con il gol del vantaggio al terzo minuto: errore in disimpegno di Maestrelli, recupera il numero venti rennitano che in velocità batte Crispino con un preciso diagonale agevolato nel sette dal palo.
Al quarto d’ora timida reazione dei biscegliesi: pallone in mischia dentro l’area gestito da Onescu e Starita. Il rumeno tenta il tiro, respinto da Vitteritti sui piedi di Starita. L’ex Pro Piacenza tenta di girarsi per centrare la porta ma perde il controllo. Pericolo scampato per i padroni di casa.
Quattro minuti più tardi il raddoppio dei padroni di casa con uno scatto felino di Awua abile a convergere al centro fintando inizialmente il tiro in porta e poi a sugellare il proprio tiro di collo pieno nell’angolino più lontano per il baluardo stellato.
Oltre queste tre azioni nel primo tempo non succede più nulla di rilevante nonostante i ritmi alti con il Rende che assume una buona lettura del match e con il Bisceglie che rimane schiacciato nella propria metà campo.
Nella ripresa Ginestra striglia la squadra che si affaccia sempre più dalle parti di Savelloni senza alcuna forte pretesa. Al quaratananovesimo distrazione di Minelli, Starita colpisce al volo; Savelloni è battuto ma la palla finisce al di sopra della traversa. Un minuto dopo palleggio di Scalzone e tiro di punta dell’attaccante ex Aversa con Minelli che devia in angolo.
Sul capovolgimento di fronte bella combinazione sulla destra Rossini-Awua con quest’ultimo che in velocità supera Crispino in uscita ma non inquadra la porta. Pallone sull’esterno della rete.
All’ora di gioco fiammata improvvisa del Rende con Vivacqua che sorprende la difesa nerazzurra ma si allunga troppo il cuoio: Crispino in uscita rimedia in fallo laterale. Un giro di lancette ed è Laaribi ad impensierire ancora la retroguardia nerazzurra con una punizione che ha tagliato in due tutta la difesa per finire poi deviata in corner.
All’ottantaquattresimo il gol che ha chiuso i giochi con Vivacqua, lesto a raccogliere sul filo del fuorigioco un passaggio filtrante di testa di Rossini e ad infilare Crispino in uscita disperata.
Una sconfitta che deve fare molto riflettere i nerazzurri, scesi in campo con paura ed apporssimazione e che scendono di quattro posizioni al dodicesimo posto sempre con otto punti. Prossimo turno fra le mura amiche previsto per domenica 28 ottobre: a rendere visita agli uomini del presidente Franco De Martino sarà la Paganese.
RENDE-BISCEGLIE 3-0
Rende (3-4-3): 1 Savelloni, 2 Vitteritti, 6 Minelli, 9 Vivacqua (dall’86° 8 Godano), 11 Rossini, 13 Germinio, 16 Franco (dal 74° 4 Cipolla), 17 Blaze (dak 74° 24 Calvanese), 20 Laaribi (dal 62° 15 Giannotti), 21 Awua, 23 Sabato (dall’88° 14 Di Giorno). Allenatore: Francesco Modesto. A disposizione: 12 Palermo, 5 Sanzone, 19 Galli, 25 Crusco.
Bisceglie (3-5-2): 1 Crispino, 5 Markic, 6 Maccarrone (dal 24° 2 Calandra), 7 Onescu (dal 75° 3 Raucci), 8 Toskic (dal 52° 9 De Sena), 10 Starita (dal 75° 4 Bottalico), 13 Maestrelli, 15 Longo, 19 Risolo, 21 Scalzone, 23 Giacomarro. Allenatore: Ciro Ginestra. A disposizione: 12 Addario, 14 Camporeale, 16 Beghdadi, 18 Messina, 20 Sisto.
Arbitro: Francesco Carrione di Castellammare di Stabia.
Assistenti: Amir Salama di Ostia Lido e Domenico Fontemurato di Roma.
Reti: 3° Laaribi, 18° Awua, 84° Vivacqua.
Note: spettatori e incasso non ancora comunicati. Ammonito 4° Maccarrone, 33° Onescu, 37° Maestrelli, 54° Rossini, 55° Starita. Calci d’angolo: 1-3.
Bartolomeo Pasquale
Lecce, Liverani avvisa il Lecce: “La sosta non sia un alibi”
Gli spunti per non rendere banale la sfida di domani sera con il Palermo, non mancano al tecnico del Lecce, Fabio Liverani. Ci sono le inevitabili curiosità che si porta dietro la sosta del campionato, c’è il passato da calciatore con le tre stagioni disputate a Palermo.
E poi ci sono i valori di un avversario che dovrebbe lottare per la promozione in serie A ma, almeno dopo questi sette giornate, non è molto distante in classifica rispetto al Lecce. Da qualunque punto di osservazione la si voglia guardare, la partita di domani sera è di sicuro interesse, probabilmente la gara più importante di questa giornata di serie B. Il Lecce ci arriva con in dota la bella vittoria a Verona, anche se quel successo è stato raffreddato dalla sosta del campionato.
Per questo Liverani manifesta la sua curiosità per capire se queste due settimane siano state utili o meno. Il tecnico dei salentini sceglie l’aspetto positivo, perché tutte le soste sono utili per lavorare, ripete presentando la gara contro il Palermo. Squadra forte che fa della partita di domani un impegno difficile, ma il Lecce anticipa Liverani, proverà a giocare con le proprie armi, cercando anche di sfruttare il fattore campo. Compattezza e spirito di sacrificio sono le qualità che i giallorossi dovranno contrapporre ad una formazione composta da calciatori di spessore e personalità.
Se si tenesse conto delle individualità non ci sarebbe partita, ma si sa i pronostici sono fatti per essere smentiti. E il Lecce vorrà sorprendere anche il Palermo.
Lecce-Palermo: una sfida nel segno dell’ amicizia.
Nel posticipo di campionato valido per l’ottava giornata di Serie B, il Lecce ospita il Palermo in una gara che si preannuncia molto ricca dal punto di vista emotivo, sia per i trascorsi dei due tecnici, entrambi ex dell’ incontro, sia per lo storico gemellaggio che accomuna le due tifoserie le quali avranno modo di riabbracciarsi e rinnovare questa bella amicizia che non può che far bene allo sport in generale.
Il Palermo recuperati i numerosi giocatori “prestati” alle rispettive nazionali, si presenta a Lecce pronto a proseguire il cammino intrapreso nell’ ultima gara di campionato, la prima con mister Stellone in panchina, dove i rosanero hanno battuto in casa il Crotone di Stroppa.
Il Lecce viene da un periodo piuttosto sereno, vista la soprendente posizione in classifica e l’ entusiasmo regna nell’ ambiente. Ad alimentare il buon umore in settimana è arrivata una notizia che tutti i tifosi giallorossi si aspettavano: il consiglio comunale di Lecce ha approvato una mozione del consigliere Gabriele Molendini secondo la quale la Curva Nord del “Via del Mare” sarà intitolata agli indimenticati calciatori Lorusso e Pezzella, morti in un tragico incidente stradale il 2 Dicembre 1983. La cerimonia di intitolazione della Curva avverrà proprio nel giorno dell’ anniversario della scomparsa dei due calciatori.
Nel frattempo nel Lecce, mister Liverani, ha recuperato Torromino, mentre Scavone e Riccardi hanno lavorato a parte.
Dopo Benevento e Verona, il Lecce si prepara ad affrontare un’ altra big del campionato, tra le principali candidate alla promozione in Serie A e per la squadra di Liverani sarà un ulteriore banco di prova per testare sia la propria maturità, ma anche le proprie ambizioni.
A differenza delle precedenti sfide, con scaligeri e sanniti, questa volta il Lecce avrà il vantaggio di poter contare sul pubblico di casa che non farà mancare il proprio calore ai giocatori e chissà che questo non possa rivelarsi il valore aggiunto e assoluto per compiere un’ impresa che qualche mese fa era proibitivo sognare anche…di notte!
Danilo Sandalo
Il Bisceglie impatta con la Sicula Leonzio
Un pareggio che ha accontentato le due squadre e che ha mosso la loro classifica. Tuttavia maggiori sono stati i rimpianti per un Bisceglie che ha mostrato grinta, determinazione e collegamenti ma che non è riuscita a pungere in avanti su una Sicula Leonzio che ha svolto il proprio ordinato compito senza strafare.
Mister Ciro Ginestra si è presentato con il consueto 3-5-2: novità di rilievo l’inserimento di Scalzone nell’undici titolare al fianco di Starita con De Sena in panchina. Difesa a tre con Markic, Maestrelli ed il recuperato Maccarrone. Nella zona nevralgica Giacomarro ancora preferito a Toskic, ancora acciaccato, con Jakimovski e Onescu laterali e con il duo Risolo-Longo in fase di impostazione e rientro.
La Sicula, reduce dalla battuta d’arresto casalinga con il Rieti, ha risposto con un modulo speculare a trazione anteriore. Avanti a Narciso la difesa con Ferrini, Laezza e Aquilanti. Centrocampo con Squillace esterno risalente in copertura, D’Angelo in fase di interdizione con il sostegno di Marano e Gammone e l’esterno basso Esposito. Tandem offensivo Sainz Maza-Ripa. Assente l’ex di lusso Andrea Petta, capitano mai dimenticato della passata stagione nerazzurra.
Al sesto minuto prima tentativo per il Bisceglie con Jakimovski con un mancino che ha sfiorato la traversa. Due minuti dopo rigore negato al Bisceglie con Onescu atterrato da Narciso; l’arbitro ha rilevato invece una simulazione con giallo per l’ex Andria e Catanzaro. L’opportunità per il gol del vantaggio è giunta sulla testa del rumeno al dodicesimo su prezioso assist di Scalzone: Narciso battuto ma la palla non si è accomodata nel sette.
Un Bisceglie che nei primi venti minuti ha dato filo da torcere agli ospiti con rapidi fraseggi e gioco costante sulle fasce dove i bianconeri hanno traballato parecchio. Prima occasione per la Sicula Leonzio con una voleé da fuori area di D’Angelo decisamente alta al diciottesimo. Ospiti in crescita che si sono fatti rivedere al minuto ventinove con la cartuccia di prima intenzione di Ripa ben servito da Esposito: colpo di reni di Crispino leggermente fuori dai pali e palla in calcio d’angolo.
Dieci giri di lancette ed è avvenuto il ritorno dei nerazzurro stellati con la chiara occasione da gol capitata tra i piedi di Starita: errato il posizionamento del numero dieci biscegliese, troppo sul secondo palo con il portiere in uscita; il tiro frettoloso è terminato sull’esterno della rete. In pieno recupero problema alla scapola destra per Jakimovski, atterrato precedentemente nella propria metà campo e sostituito nell’intervallo da Calandra.
Per l’effetto del cambio l’assetto della comitiva di Ginestra non è variato invertendo solo la posizione di Longo, ora sulla sinistra. Al pronti via della seconda frazione però sono stati i viaggianti a farsi vedere con Ripa, abile a sfruttare un rasoterra dalla sinistra cercando il tap in. Palla fuori d’un soffio.
Reazione dei padroni di casa con il tiro dalla distanza in corsa di Angelo Scalzone ma Narciso ha fatto buona guardia al cinquantaduesimo. L’ex Aversa Normanna è stato poi sostituito da De Sena due minuti più tardi, permettendo al Bisceglie di usufruire della sua velocità e di maggiori proiezioni in avanti.
Bisceglie che ha pressato per cercare la via del gol incrementando il computo dei propri calci d’angolo all’ora di gioco (7-3 il gap finale, ndr) e provando a non cadere nelle provocazioni dei bianconeri. Sulla punizione di Onescu è stato ancora il Bisceglie a rendersi pericoloso con la torsione di Longo al sessantacinquesimo ma il cuoio è sfumato oltre il montante.
Nonostante la girandola di cambi ad un quarto d’ora dal termine con gli ingressi di Bottalico e Raucci in luogo di Starita e Maccarrone per il Bisceglie e con l’innesto di Gianluca Esposito per Ripa l’ago della bilancia non si è affatto spostato fino al termine della partita con gioco prevalentemente concentrato a centrocampo e con i muri difensivi impossibili da sovrastare.
Con il pareggio di questo secondo turno infrasettimanale della serie C girone C il Bisceglie è sceso al nono posto con otto punti, a braccetto proprio dei bianconeri lentinesi. Prossimo turno, a conclusione di un durissimo tour de force, è previsto per domenica ventuno ottobre allorquando il gruppo nerazzurro farà visita al sorprendente Rende.
BISCEGLIE-SICULA LEONZIO 0-0
Bisceglie (3-5-2): 1 Crispino, 5 Markic, 6 Maccarrone (dall’81° 3 Raucci), 7 Onescu, 13 Maestrelli, 15 Longo, 19 Risolo, 23 Giacomarro, 21 Scalzone (dal 54° 9 De Sena), 10 Starita (dal 74° 4 Bottalico), 11 Jakimovski (dal 46° 2 Calandra). Allenatore: Ciro Ginestra. A disposizione: 12 Addario, 17 Antonicelli, 16 Beghdadi, 14 Camporeale, 18 Messina, 20 Sisto.
Sicula Leonzio (3-5-2): 26 Narciso, 6 Aquilanti, 5 Laezza, 15 Ferrini, 13 M. Esposito, 3 Squillace (dal 57° 2 Talarico), 24 Gammone, 25 Marano, 27 D’Angelo, 10 Sainz-Maza, 9 Ripa (dal 71° 8 G. Esposito). Allenatore: Paolo Bianco. A disposizione: 22 Polverino, 26 Brunetti, 4 Giunta, 22 Sidibe, 11 Russo, 14 De Felice, 23 Palermo, 19 Vitale.
Arbitro: Stefano Lorenzin di Castelfranco Veneto.
Assistenti: Thomas Ruggieri di Pescara e Giulio Basile di Chieti.
Note: circa 500 spettatori, incasso non ancora comunicato. Ammoniti: 7° Onescu, 24° Risolo, 30° Gammone, 53° Squillace, 67° Talarico, 84° Raucci. Calci d’angolo: 7-3
Bartolomeo Pasquale
Corso di formazione per Steward da stadio ad opera dell’ US Lecce
L’ US Lecce organizza un corso da Steward da stadio essendo un centro di formazione accreditato dal Ministero dell’ Interno – Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive.
Il corso prenderà il via a Novembre e chiunque fosse interessato potrà presentare la propria adesione entro e non oltre il 9 Novembre 2018 inviando una mail all’ indirizzo sicurezza@uslecce.it oppure consegnandola a mano presso la sede del club in Via Colonnello Archimede Costadura 3 a Lecce.
Documenti da consegnare:
- Modulo di domanda (che si può scaricare sul sito ufficiale del club)
- Curriculum vitae debitamente firmato;
- Fotocopia del documento di identità fronte e retro;
- Fotocopia del Codice Fiscale.
Le lezioni si terranno presso la Sala Stampa “Sergio Vantaggiato” dello Stadio “Via Del Mare” di Lecce.
Danilo Sandalo
Ciro Ginestra sulla sconfitta del Bisceglie a Trapani: «Consapevoli di aver fatto un ottimo match»
Il non aver portato nulla a casa non ha assolutamente scoraggiato Ciro Ginestra che, al termine della sfida persa dal Bisceglie con la leader Trapani, ha dimostrato quanto il carattere e la rabbia possono essere fondamentali per ogni sfida, sperando fino in fondo di strappare un punto in questo pomeriggio: «Sono soddisfatto della prestazione ed ovviamente meno del risultato. Mi dispiace che non siamo riusciti a sbloccare questa volta ma rendiamoci conto che abbiamo perso su un campo molto difficile e la gara è stata decisa da episodi che ci hanno penalizzato. Usciamo da questo campo con la consapevolezza di aver fatto un’ottima gara, abbiamo preparato la sfida in un modo aggressivo poiché la squadra ci teneva a questa occasione ma non è andata come speravamo».
Si è notato uno Starita poco lucido in campo e all’ora di gioco è arrivata puntuale la sostituzione con Scalzone, utile a creare pressione con i suoi movimenti senza palla alzando il baricentro: «Starita non era al cento per cento già da questa settimana e avevo bisogno di forze fresche, voglio sempre uomini che diano il massimo durante la partita».
In conclusione piccola chiosa sulla situazione societaria, assestatasi con il subentro di De Martino a nuovo presidente della squadra e con la formulazione del nuovo organigramma dopo il saluto di Canonico: «Voglio pensare solo al campo, dobbiamo preparare le partite isolandoci da tutto, la preparazione deve essere ottimale aldilà di quello che succede al di fuori del terreno di gioco».
Bartolomeo Pasquale
Il Bisceglie esce sconfitto a testa alta: 1-0 per il Trapani
Rischiava di essere un match a senso unico per blasone e portata della capolista Trapani ma i granata di mister Vincenzo Italiano hanno sofferto molto la verve e la grinta del Bisceglie allenato da Ciro Ginestra prima di innestare la marcia dei tre punti. Ha deciso la gara Emile Nzola, campioncino che dopo le ottime promesse alla Virtus Francavilla ha avuto una profonda pausa nel Carpi della scorsa stagione in cadetteria, ricominciando alla grande in questa annata con i siciliani.
Mister Ginestra ha mandato gli stellati in campo con il 3-5-2 con la consueta coppia offensiva De Sena-Starita e con Giacomarro playmaker al posto di Toskic. Confermati i restanti atleti della vittoriosa sfida sul Matera. Italiano ha risposto col 4-3-3 con Dini tra i pali, Scrugli, Mule, Pagliarulo e Ramos in difesa, Costa Ferreira, Taugourdeau e Corapi a centrocampo e il tridente offensivo composto da Tulli e Golfo a supporto di Evacuo.
Una gara equilibratissima che ha visto un gioco prevalente a centrocampo e che ha valorizzato le difese delle due compagini, abili in avanscoperta a sventare ogni velleità offensiva: al quarto d’ora la prima occasione da annotare al taccuino con un pallonetto di Evacuo spazzato sulla linea di porta da Longo. Sospiro di sollievo per la retroguardia biscegliese.
Al quarantesimo cross pericoloso di Starita, De Sena pronto in elevazione ma viene anticipato dalla difesa granata ben attenta sul gioco aereo.
Nella ripresa Italiano corre ai ripari con l’inserimento di Ferretti per Tulli ma è il Bisceglie ad aver avuto la palla gol del possibile vantaggio al quarantanovesimo con un’altra incornata di De Sena su prezioso assist di Jakimovski; Dini è stato bravissimo a rifugiarsi in angolo. Al cinquantacinquesimo calcio piazzato dai venti metri di Corapi e pallone alto sulla traversa.
Al sessantaquattresimo il cambio decisivo con l’ingresso di Nzola al posto di Costa Ferreira e dopo nove giri di lancette l’ex Virtus Francavilla ha sferrato il colpo del ko: cross rasoterra di un Golfo bravo ad allargarsi sull’esterno e preciso tap-in a porta sguarnita dell’attaccante subentrato.
A due minuti dal termine Longo ha provato a ristabilire gli equilibri con una conclusione al volo dai venti metri ma il cuoio ha sorvolato l’incrocio dei pali di pochissimo.
In attesa delle altre gare il Bisceglie scende così al sesto posto sempre a quota sette punti. Non c’è tempo per riflettere sulle mancanze o gli errori, seppur pochi, commessi in questa sfida. Martedì si ritorna in campo e si torna al “Gustavo Ventura” pronti ad abbracciare il capitano di mille avventure, quell’Andrea Petta che oggi veste la maglia bianconera della Sicula Leonzio.
TRAPANI-BISCEGLIE 1-0
Trapani (4-3-3): 1 Dini, 3 Ramos, 4 Pagliarulo, 5 Taugourdeau, 9 Evacuo, 10 Costa Ferreira (dal 64° Nzola), 13 Mulé, 18 Scrugli (dall’84° 17 Canino), 19 Corapi, 23 Tulli (dal 46° Ferretti), 24 Golfo (dal 77° Aloi). Allenatore: Vincenzo Italiano. A disposizione: 22 Kucich, 12 Ingrassia, 2 Da Silva, 16 D’Angelo, , 20 Dambros, 21 Garufo, 25 Toscano, 29 Girasole.
Bisceglie (3-5-2): 1 Crispino, 15 Longo, 2 Calandra, 13 Maestrelli (dal 77° Bottalico), 5 Markic, 19 Risolo, 7 Onescu, 10 Starita (dal 60° Scalzone), 23 Giacomarro (dal 92° Messina) 9 De Sena, 11 Jakimovski. Allenatore: Ciro Ginestra. A disposizione: 12 Addario, 16 Beghdadi, 14 Camporeale, 3 Raucci, 20 Sisto.
Arbitro: Paolo Bitonti di Bologna.
Assistenti: Vittorio Pappalardo e Alex Cavallina di Parma.
Reti: 73° Nzola.
Note: Ammoniti: Costa Ferreira, Corapi, Calandra. Calci d’angolo: 5-5.
Bartolomeo Pasquale
Foggia e Lecce, a braccetto verso il derby
Dodici punti conquistati sul campo, effettivi in classifica per il Lecce e virtuali per il Foggia che sconta il -8 di partenza. E’ stato un inizio di stagione positivo per le pugliesi di serie B che dopo 7 giornate hanno percorso un cammino parallelo e tra due turni si affronteranno nel primo derby stagionale allo “Zaccheria”
La chiave di lettura per analizzare l’inizio di campionato dei rossoneri è molto semplice e trova il suo snodo fondamentale nel match contro il Padova. Alla sfida con i patavini la squadra di Grassadonia è arrivata dopo l’illusorio esordio vincente contro il Carpi e soprattutto dopo i 3 k.o. di fila contro Crotone, Palermo e Pescara. La vittoria in rimonta contro i biancoscudati di Bisoli ha segnato l’inizio della risalita con un tris di vittorie consecutive coinciso anche con il rientro in squadra di Galano, fattore non casuale negli ultimi risultati positivi visto l’apporto concreto dell’ex Bari in gol sia a Benevento che contro l’Ascoli. Oltre a Galano fondamentale è stato l’apporto di Oliver Kragl vero e proprio trascinatore ed anima di un gruppo cui sta per unirsi anche Pietro Iemmello. Il bomber, tornato a Foggia dopo le esperienze in A con Sassuolo e Benevento è pronto a dare il suo apporto ad un attacco che con 14 reti è già il migliore della B e chissà che con la rosa al completo si possa aspirare a qualcosa di più della salvezza.
Forse è presto per dirlo, ma a qualcosa di più della salvezza sogna di aspirare anche il Lecce: la squadra di Liverani è tra le maggiori sorprese di questo inizio campionato. Le qualità dei salentini emerse nelle prime due gare contro Benevento e Salernitana chiuse in parità per qualche ingenuità di troppo sono state rimesse in discussione con il k.o. di Ascoli ma sono poi emerse prepotentemente con i successi contro Venezia, Livorno e soprattutto Verona al “Bentegodi”. I gol di Palombi e del ritrovato La Mantia uniti all’estro di Mancosu hanno sospinto i salentini fino al terzo posto ma come ha affermato in conferenza stampa il centrale difensivo Biagio Meccariello: “bisognerà lavorare tranquilli senza fare voli pindarici”. Sarà anche così ma appare difficile frenare l’entusiasmo di due squadre che dopo la sosta e gli impegni contro il Cosenza per i rossoneri ed il Palermo per i giallorossi si sfideranno in un derby tutto da gustare.
Serie B: Pescara capolista, Lecce la sorpresa, Foggia in rimonta
Tante le sorprese di questa settima giornata, anche in generale in questo campionato di Serie B. Gli abruzzesi in vetta, i satanelli lasciano l’ultimo posto. Crotone a picco, Livorno crisi nera
Tre punti, ciascuno, per ritrovarsi in orizzonti nuovi, del tutto inesplorati. Pescara comanda, inaspettatamente, Lecce terzo (a dire il vero al pari di un altrettanto sorprendente Spezia), il Foggia in odor di rimonta. Rimonta, quella dei rossoneri, adesso agevolata dai risultati negativi delle “big”.
Così la vittoria del Pescara (2-1) contro il Benevento, consegna al campionato cadetto una nuova “padrona” mentre ad inseguire, il Lecce va ad espugnare Verona (0-2) e lo Spezia (1-3) il campo del Livorno, per cui si ritrovano in terza posizione appaiate, ad un solo punto dagli scaligeri, apparsi quasi impotenti di fronte alla veemenza e alla determinazione dei salentini. Senza la penalizzazione, sarebbe li anche il Foggia di Grassadonia, con troppi alti e bassi finora, ma con la caparbietà di raccogliere il massimo dalle ultime sfide. Tre vittorie consecutive, Padova in casa, Benevento fuori e l’ultima contro l’Ascoli (3-2), regalano ai rossoneri un campionato nuovo. Meno nove punti dalla vetta, sei dai playoff, a sole due lunghezze dalla salvezza diretta, ora la dimensione di Kragl e compagni è totalmente diversa dall’inizio della stagione macchiata dalla penalizzazione di -8 punti. Chi sembrava in crisi, con un allenatore già cambiato (ma con Zamparini è tutto nella normalità), è il Palermo, ma con la vittoria di misura sul Crotone (1-0), ritorna a navigare in acque consone alle proprie aspettative (meno 4 punti dalla vetta e meno 3 dal Verona ma con una partita in meno). Ora, però, in crisi definitiva è il Crotone di Stroppa, ancora a 7 punti in altrettante partite giocate (1 punto nelle ultime 4 partite e raggiunto al 96esimo su rigore), un bottino non proprio consono alle aspettative della società calabrese. Non dorme sonni tranquilli neanche il Livorno, alla quarta sconfitta in 6 gare e ultimo della classe dopo la sconfitta con lo Spezia. Netta vittoria del Brescia (4-1 al Padova), rinato dalla cura Corini e trascinato dai gol di Donnarumma (tripletta), mentre quella di misura del Perugia di Nesta, 1-0 al Venezia, regala un a pausa tranquilla agli umbri, diversamente rispetto a quanto succede in laguna.
Muovono di poco la classifica Carpi e Cosenza (1-1) così come Cremonese e Salernitana (0-0), con i rispettivi pareggi. Ora fine settimana di pausa, si ritorna in campo il 19 di ottobre.
Intanto, qualche panchina rischia di cambiare inquilino.
Fabio Lattuchella
Dopogara Bisceglie-Matera, Ciro Ginestra:«Buona vittoria, ma potevamo fare di più»
Carattere e cinismo per un Bisceglie che non è più una sorpresa e che nel corso di questo campionato sta illudendo tutti: da brutto anatroccolo di questa estate a Cenerentola pronta per andare al castello, con un quinto posto che non lascia scampo ad alcun scontato commento.
Ne è consapevole il tecnico Ciro Ginestra che in sala stampa ha voluto però mantenere i piedi per terra sulla nuova alea venuta a crearsi, conscio che ci sono alcuni limiti dal punto di vista tecnico che devono essere corretti per raggiungere la perfezione: «Avevamo preparato la partita per giocarla anche se il campo non ci ha aiutato; infatti era difficile anche avanzare di due metri. Sono soddisfatto perché abbiamo portato a casa una vittoria contro una buonissima squadra, seppur mi aspettavo qualcosa di più dal punto di vista della qualità del gioco. La sostituzione di Toskic è dipesa non solo dalle pessime condizioni ma anche per la qualità del centrocampo avversario in quanto in fase di possesso dobbiamo migliorare tantissimo. L’inserimento di Giacomarro è dipeso proprio da questo poiché aggredisce la seconda palla, siamo stati bravi ad adeguarci alle esigenze dell’avversario».
Un Bisceglie che, grazie anche alla settimana di riposo forzata, ha potuto pareggiare i conti con la condizione fisica, ad inizio campionato decisamente in ritardo rispetto alle altre compagini; di fondamentale importanza il supporto delle riserve subentrate a gara in corso: «Abbiamo alzato lo step sotto l’aspetto atletico. Abbiamo lavorato tutta la settimana con il maltempo e si è notato a grandi linee il gioco sulle gambe molli di questa gara. Miglioreremo sotto l’aspetto qualitativo ma la fame e la rabbia da parte dei miei uomini la vedo. La prova di Scalzone? È stato davvero indispensabile vista la sua altezza e con questo tipo di campo serviva opportunamente il gioco aereo. Scalzone, Bottalico e Giacomarro hanno dato un grandissimo contributo ai compagni ed i loro ingressi hanno cambiato il volto alla partita. Voglio menzionare anche la prova di Crispino, provvidenziale nelle azioni più pericolose degli avversari; abbiamo la fortuna di avere un ottimo portiere che può salvarci in gare come questa dove non abbiamo giocato al meglio».
Tuttavia la panchina è ancora corta ed è necessario tornare sul mercato per agevolare il turn over, soprattutto in occasione dei primi freddi: «Anche a me piacerebbe avere qualche innesto in più però questa è la squadra che alleno; se arriva qualcuno che si adatti ai nostri concetti ed al nostro modus operandi ben venga altrimenti farò giocare i giovani e daremo loro il giusto e meritevole spazio».
Con questa vittoria sta decisamente cambiando l’opinione di coloro che gravitano attorno al mondo della serie C, pronti a porgere il sodalizio stellato in fondo alla griglia di partenza all’inizio di questo campionato:«Questa vittoria assume un peso specifico per la nostra classifica; stavolta avevamo tutto da perdere rispetto alle gare precedenti e quindi dovevamo fare partita visto che il Matera ci aspettava fino alla metà campo preparando bene una partita di rimessa. Se tutti adesso hanno paura del Bisceglie? L’importante è che non cambia il nostro atteggiamento, se varia l’opinione altrui è perché ci siamo molto impegnati sul campo e ci siamo meritati questo ma la filosofia nostra deve essere sempre la stessa ed ogni domenica dovremo affrontare una sfida diversa con intense motivazioni e con determinazione».
Bartolomeo Pasquale
Il Bisceglie lascia di sasso… il Matera. Starita regala tre punti ai nerazzurri
Continua il momento magico del Bisceglie Calcio che ha raccolto la seconda vittoria in campionato, nonché la seconda interna mantenendone l’imbattibilità. Un risicato 1-0 su un Matera in piena crisi d’identità ed al terzo stop consecutivo. Un match approcciato, e ben si sapeva, in maniera diversa rispetto alla gara di Coppa Italia con una squadra che ha lottato fino all’ultimo minuto e che ha illuso gli avversari nell’accontentarsi di un pareggio atto solo a muovere la classifica. Ma così non è stato.
Mister Ciro Ginestra ha rispettato le previsioni con il 3-5-2 in cui avanti a Crispino sono collocati Maccarone, Markic e Maestrelli; Toskic metodista che lega le corsie laterali gestite da Risolo a destra e Onescu sul versante mancino. Jakimovski sulla trequarti a sostegno del duo offensivo Starita-De Sena.
Modulo speculare per i materani di Imbimbo con Sepe arretrato in difesa ad affiancare Stendardo e Corso e Casiello in mediana. Ricci e Bangu laterali di centrocampo a supporto di Tricarico e Galdean in fase di impostazione. Coppia offensiva composta da Scaringella e Orlando. Aurilletto in panchina con il recuperato in extremis Corado e con l’acciaccato Genovese.
All’ottavo minuto prima azione pericolosa del Matera da palla inattiva; sugli sviluppi del primo corner per gli ospiti Stendardo ha provato a girare di testa ma la palla è sfumata fuori.
I nerazzurri hanno reagito al ventesimo con Longo entrato in area sul lungo fendente dalla sinistra di Maestrelli: il numero quindici nerazzurro è atterrato dal diretto marcatore ma il direttore di gara ha lasciato proseguire.
Al venticinquesimo Bangu si è mangiata una nitida palla gol su prezioso assist di Tricarico: in anticipo è giunto Toni Markic che ha sfiorato il pallone sul fondo. Minuto ventotto, ancora Matera con la finezza di Orlando dal limite dell’area di rigore a servire Ricci: il tiro dell’interdittore biancazzurro è stato impreciso. Un solo giro di lancette ed è arrivata la conclusione a botta sicura di Starita dopo una micidiale progressione: pallone centrale ma sfuggente tra le mani di Farroni, pronto in due tempi.
Toskic dolorante viene rimpiazzato da Giacomarro che ad un minuto dal proprio ingresso ha visto riflarsi un cartellino giallo per fallo su Sepe.
Al trentaseiesimo si è rifatta sotto la truppa nerazzurra prima con lo scatto di Longo ed il suo sinistro ribattuto e successivamente con il diagonale sporco di Risolo che ha sfiorato il palo. Al quarantesimo dal versante sinistro è stato invece Jakimovski a provare a sorprendere gli avversari con un colpo di punta parato con facilità da Farroni.
Capovolgimento di fronte e Matera insidioso con il tiro-cross di Orlando su cui Crispino ha fatto buona guardia prima dell’intervento di Scaringella.
Nella ripresa subito Orlando in volata fermato da Crispino in uscita di piede. Pallone in angolo subito sventato dal baluardo stabiese. Al cinquantacinquesimo filtrante di Orlando per Ricci in sovrapposizione che ha impegnato severamente Crispino.
Al sessantacinquesimo rigore reclamato dal Bisceglie per una trattenuta di Corso su Onescu durante l’esecuzione del corner battuto da Jakimovski. I padroni di casa hanno poi avuto una occasione importante tre contro tre con Onescu in volata che ha calciato malamente nonostante la coppia offensiva Starita-De Sena fosse libera.
Girandola di cambi anche per il Bisceglie con gli ingressi di Scalzone e Bottalico in luogo di De Sena e Risolo e ospitanti più motivati a portare a casa la posta in palio nonostante le precarie condizioni del terreno di gioco.
Ed è stato così a dodici minuti dal termine con il gol del vantaggio: cross profondo di Longo dalla destra, incornata di Scalzone che ha preso l’incrocio dei pali ma Ernesto Starita è stato rapidissimo nel tap in che ha bruciato la difesa dei sassi.
Il collettivo di Ginestra ha premuto il piede sull’acceleratore centoventi secondi dopo per l’ultima azione da taccuino ancora con Starita che si è divorato il raddoppio a tu per tu col portiere avversario ben suggerito dal subentrato Calandra.
Il prossimo turno per gli stellati è previsto in data tredici ottobre allo stadio Municipale di Trapani contro la lanciatissima capolista.
BISCEGLIE-MATERA 1-0
Bisceglie (3-5-2): 1 Crispino; 5 Markic, 6 Maccarrone (dal 50° 2 Calandra), 13 Maestrelli; 11 Jakimovski, 19 Risolo (dal 73° 4 Bottalico), 8 Toskic (dal 32° 23 Giacomarro), 7 Onescu, 15 Longo; 10 Starita, 9 De Sena (dal 73° Scalzone). Allenatore: Ciro Ginestra. A disposizione: 12 Addario, 3 Raucci, 16 Beghadi, 14 Camporeale, 20 Sisto, 18 Messina.
Matera (3-5-2): 1 Farroni; 4 Corso (dall’84 24 Dellino), 18 Casiello (dal 57° 6 Auriletto), 13 Stendardo; 20 Triarico, 21 Bangu (dall’84° 16 Dammacco), 10 Galdean, 14 Ricci (dal 73° 5 El Hilali), 3 Sepe; 7 Orlando, 11 Scaringella (dal 57° 9 Corado). Allenatore: Eduardo Imbimbo. A disposizione: 12 Guarnone, 25 Arpino, 29 Risaliti, 19 Sgambati, 8 Garufi, 15 Lorefice, 17 Genovese.
Rete: 78° Starita.
Arbitro: Nicola Donda di Cormons.
Assistenti: Michele Somma e Francesco D’Apice di Castellammare di Stabia.
Note: Ammoniti: 21° Corso, Jakimovski; 33° Giacomarro, 45° Sepe 61° Maestrelli, 82° Starita. 426 spettatori paganti e incasso di €4756. Calci d’angolo: 2-7.
Bartolomeo Pasquale