Lecce: con la Cremonese parte il ciclo “verità”

Sale la febbre tra i tifosi giallorossi ansiosi di poter quanto prima riabbracciare i propri beniamini. Countdown che è giunto quasi al termine perchè domenica sera il Lecce di Fabio Liverani tornerà finalmente in campo contro la Cremonese, dopo il turno di riposo osservato per gli impegni della nazionale di Mancini in Nation League.

Un Lecce che inizia un ciclo di partite che diranno la verità sulle reali ambizioni e prospettive dei giallorossi e proprio in virtù di questo iniziano a circolare i primi nomi su possibili rinforzi che potrebbero arrivare nel Salento. Fra questi quello che è circolato con maggiore insistenza è senza dubbio quello di Matteo Brighi, attualmente in forza all’ Empoli. Sarebbe senz’ altro un ottimo rinforzo per la truppa giallorossa considerando la notevole esperienza del centrocampista ex Roma.

Nel frattempo c’è però da affrontare la Cremonese del nuovo tecnico Rastelli che senza dubbio cercherà di dare filo da torcere ai salentini.

Per la sfida con i grigiorossi saranno tutti a disposizione di mister Liverani ad eccezione di Pettinari e di Tabanelli che, per un dolore alla schiena, si è allenato a parte e pertanto resta in dubbio per domenica.

Danilo Sandalo

Serie B, si riparte oggi. Lunedì posticipo a Crotone

Derby di Calabria in chiusura di giornata, lunedì, mentre oggi apre la super-sfida Verona-Palermo, con i veneti che cercano la ripresa dopo un inizio altalenante

Si torna in campo, dopo la sosta della Nazionale di Mancini, anche in Serie B. A dire il vero, nonostante la domenica di pausa, la B non si era fermata del tutto, visto il recupero tra Spezia e Benevento della settimana scorsa. In programma la tredicesima giornata del campionato cadetto.

L’apertura, questa sera alle 21:00, è di quelle da seguire. Al Bentegodi di Verona, infatti, si affronteranno i padroni di casa gialloblu, reduci da un inizio stentato (soprattutto viste le aspettative societarie di risalita immediata in A) e il Palermo, rinato sotto la guida Stellone. I rosanero hanno conquistato la vetta della classifica prima della sosta, nonostante abbiano una partita in meno delle prime inseguitrici. La gara sarà emozionante per Fabio Grosso, attuale tecnico del Verona ed ex calciatore del Palermo. In Sicilia, Grosso, ha giocato due anni e mezzo prima di diventare campione del mondo e di approdare all’Inter.

Domani alle 15:00 saranno in programma 3 partite, Livorno-Cittadella, Padova-Carpi e Venezia-Brescia, una alle 18:00, Benevento-Perugia. Mentre lagunari e rondinelle si giocano la permanenza nella zona playoff, in questo quadro di partite spiccano anche i tentativi di risalita di Livorno, Padova e Carpi. La loro classifica è deficitaria. Benevento-Perugia, invece, rappresenta una sfida che spesso, a distanza, potrebbe riproporsi più avanti, sempre in chiave spareggi post-campionato. Anche in questo caso, è sfida da ex. Bucchi, da allenatore del Benevento, si ritroverà di fronte la sua “ex creatura” guidata lo scorso anno.

Domenica è la volta di altri 3 match, prima del posticipo del lunedì.

Alle 15:00, Pescara-Ascoli e Spezia-Foggia, con gli abruzzesi a caccia del primato perso a favore del Palermo, ma di fronte troveranno un Ascoli agguerrito e capace di racimolare 15 punti finora (cammino quasi da playoff). Prosegue la “sagra” dell’ex, questa volta incrociato, con Vivarini e Pillon che, in passato, hanno allenato con le panche invertite. Il Foggia di Grassadonia tornerà in campo dopo ben 22 giorni di pausa. Prima della sosta, infatti, l’undici rossonero aveva osservato il proprio turno di riposo, che questa settimana toccherà alla Salernitana. Con uno Iemmello ritrovato e un Rizzo che, in conferenza, si è detto pronto ad entrare a “piedi doppi” nel meccanismo del tecnico, il Foggia punta a ritrovare una verve perduta (la vittoria manca dal 6 ottobre) anche grazie a Galano e Mazzeo, non al meglio nelle ultime uscite, anche se il bomber salernitano è riuscito a ritrovare la via della rete contro il Brescia, prima della sosta. Sempre domenica, ma alle 21:00, Lecce-Cremonese. La cura Rastelli, per i lombardi, ha portato i primi frutti, con la vittoria dello scorso turno, ma il Lecce di Liverani vorrà proseguire nel momento positivo, che vede i salentini in piena corsa per i playoff e per le primissime posizioni. Di fronte ci saranno, peraltro, il miglior attacco (Lecce) e la miglior difesa (Cremonese), a rendere la gara ancora più importante.

Il posticipo del lunedì è un derby calabrese. Crotone-Cosenza è, inaspettatamente, sfida di bassa quota. E se per i cosentini, neopromossi, la cosa è normale, chi non sta recitando il giusto ruolo è il Crotone che, dopo la debacle Stroppa, sta provando a rialzarsi tra le mani di Oddo, ma i risultati finora non sono stati soddisfacenti.

Fabio Lattuchella

 

Lecce, una pausa per ricaricare le energie psicofisiche

La squadra di Liverani reduce da un ottimo avvio di stagione approfitta della pausa per ricaricare al meglio le batterie dopo un mese dal grande dispendio di forze fisiche e mentali.

Visto l’ impegno della nazionale la Serie B osserva una settimana di riposo, durante la quale spicca peròil recupero tra Spezia-Benevento con i liguri vittoriosi per 3-1 che oltre a rilanciarsi in classifica, infliggono una pesante battuta d’ arresto ai sanniti allenati da mister Bucchi.

Un risultato che tutto sommato va bene agli uomini di Liverani che così riescono a tenersi il Benevento alle spalle, a due punti di distanza.

Questa pausa per il Lecce arriva al momento giusto per poter recuperare qualche infortunato, come per esempio Bovo, che tornerà a disposizione alla ripresa contro la Cremonese, e principalmente per ricaricare le batterie dopo aver speso tanto nell’ ultimo mese, sia in termini fisici che mentali, sopratutto nelle ultime due trasferte a Pescara e Cosenza, dove Mancosu e compagni sono stati chiamati a due prove di forza e carattere con grande dispendio di forze. Basti pensare che all’ Adriatico contro i bianco azzurri di Pillon i giallorossi,in dieci uomini, sono riusciti addirittura a pareggiare il doppio svantaggio e a sfiorare più volte il vantaggio, mentre al San Vito-Marulla di Cosenza dopo essere stati avanti di due reti, gli uomini di Liverani si sono visti rimontare dall’ orgoglio dei cosentini e solo sul finire di gara una perla di Falco ha regalato la vittoria. E’ evidente quindi che le batterie psicofisiche andavano ricaricate e in tal senso la sosta è arrivata nel momento migliore.

Domenica prossima al Via del Mare arriverà la Cremonese del neo tecnico Rastelli e del nuovo acquisto Micael Agazzi che cercherà di riprendere in mano gli obiettivi prefissati in estate. Per il Lecce pertanto inizia un ciclo di “verità” che da qui alla pausa natalizia potrà dire dove la squadra di Liverani potrà spingersi e magari cercare a gennaio di puntellare una rosa che fin ora non ha avuto nulla da invidiare a chi ha fatto spese faraoniche per ritornare nella massima serie.

Analizzando l’ aspetto tecnico questa squadra non è detto che abbia necessariamente bisogno di un rinforzo in particolare dal momento che ha ampiamente dimostrato di poter essere competitiva, ma sopratutto di non presentare particolari lacune in nessuna zona del campo. Da migliorare vi è solo l’ aspetto psicologico per riuscire a conservare il risultato, ma anche questo strada facendo è andato pian piano migliorando. Pertanto qualora la società e il tecnico decidessero di intervenire sul mercato per far fare alla squadra quel salto di qualità definitivo, dovranno accertarsi principalmente che chi sarà il prescelto dovrà incarnare lo spirito del gruppo e, perchè no, di un intero territorio che fa del sacrificio e del lavoro il massimo esponente di vita per raggiungere i risultati, consapevoli che nessuno sia mai disposto a regalarci nulla. Questo i salentini lo sanno bene e perciò non hanno minimamente paura di rimboccarsi le maniche considerando il fatto di essere un popolo che deriva dalla terra e dalla tradizione prettamente agricola, pertanto il sudore della fronte non potrà mai essere visto come un nemico da combattere o evitare, ma un adorato fratello e alleato con cui condividere gioie e dolori.

In attesa di capire quale sarà il responso del campo, continuiamo a vedere come si comporterà questa squadra che fin ora ha divertito tutti e non solo i suoi tifosi, sperando che il brutto anatroccolo che si era affacciato timido timido alla nuova categoria stia maturando per divenire quanto prima quel cigno che ogni sostenitore giallorosso si aspetta di vedere per volare oltre quegli orizzonti che solo un tramonto in riva allo Jonio o un’ alba sull’ Adriatico può regalare e nel Salento siamo abituati a vivere miracoli di questo genere.

Sognare è umano e non bisogna negarsi il valore di poterlo fare, sempre tenendo presente e ben salda la realtà circostante, ma si sà i sogni son desideri ed è giusto coltivarli nella giusta condizione e dimensione e chissà che non possano presto o tardi divenire realtà.

Danilo Sandalo 

 

Siracusa-Bisceglie 1-0: nerazzurri in caduta libera

Il cammino del Bisceglie calcio comincia a rendersi più difficile dopo la settima partita senza vittoria: non basta il carattere, non basta la resilienza fisica dei calciatori stellati di mister Ciro Ginestra, non basta la grande attenzione per novanta minuti e oltre su gli aretusei mai rinunciatari e pronti a colpire nel momento migliore.

Quello che conta è metterla anche dentro, una sterilità in fase offensiva che da troppo tempo viene riscontrata e le povere spoglie nell’attacco nerazzurro con tre elementi che si alternano tra di loro fra vari acciacchi non può essere considerato un alibi.

Per la prima volta il tecnico campano ha optato per la difesa a quattro, costretto dalla squalifica di Maestrelli e dal recupero a mezzo servizio di Maccarrone, reintegrato per decisione tecnica, con una formazione pressoché reiterata. Una partita che dal primo minuto di gioco ha viaggiato sui binari dell’equilibrio, come se il pareggio fosse gratificante dal punto di vista psicologico seppur deleterio per la classifica di ambedue le squadre: nonostante questo nella prima frazione è stato il Bisceglie a crederci di più con il legno colto da Calandra al diciannovesimo minuto, sugli sviluppi di un’elaborata azione che ha portato Longo a mettere un invitante pallone nel cuore dei sedici metri aretusei.

Gli azzurri del nuovo corso di Michele Pazienza sono invece stati più intraprendenti nella seconda frazione con aumento del possesso di palla ed un avanzamento del baricentro che ha portato il Bisceglie a coprirsi per approfittare in contropiede. Il gol decisivo è giunto a sette minuti dal termine della gara su un innocuo calcio piazzato del subentrato Rossini da oltre 35 metri è stato capitalizzato da Catania, abilmente sfuggito al suo marcatore: inzuccata dall’interno dell’area piccola e palla alle spalle dell’incolpevole Crispino.

Una sconfitta che ha fatto così sprofondare la truppa del Dolmen al quindicesimo posto, il primo utile per l’accesso alla salvezza tramite i playout. Bisognerà provarle tutte per cercare il ritorno alla vittoria, a partire dalla sfida del prossimo 24 novembre quando al “Gustavo Ventura” sarà di scena il Potenza di Pino Raffaele.

SIRACUSA-BISCEGLIE 1-0

Siracusa (4-3-1-2): 12 Messina, 13 Daffara, 25 Bruno, 6 Turati, 17 Bertolo (27° 15 Di Sabatino), 5 Del Col (dall’86° 7 Ott Vale), 10 Catania, 20 Mustacciolo, 21 Tuninetti, 9 Vazquez, 19 Celeste (67° 26 Russini). Allenatore: Michele Pazienza. A disposizione: 1 Gomis, 2 Boncaldo, 3 Fricano, 4 Orlando, 11 Modou, 16 Da Silva, 18 Fricano, 23 Rizzo.
Bisceglie (4-4-2): 1 Crispino, 2 Calandra (dall’85° Camporeale), 3 Raucci, 5 Markic, 7 Onescu, 9 De Sena, 10 Starita (61° 21 Scalzone), 11 Jakimovski, 15 Longo, 17 Risolo (dall’83° 4 Bottalico), 23 Giacomarro. Allenatore: Ciro Ginestra. A disposizione: 12 Addario, 6 Maccarrone, 17 Antonicelli, 18 Messina, 20 Sisto, 24 Vogliaccio.
Arbitro: Daniele Perenzoni di Rovereto.
Assistenti: Andrea Niedda di Ozieri e Amedeo Fine di Battipaglia.
Note: spettatori 1103, incasso non comunicato. Ammonito: Longo, Raucci. Calci d’angolo: 4-4.

Bartolomeo Pasquale

Verso Siracusa-Bisceglie, parla Giacomarro:”Con un pizzico di fortuna torneremo a vincere”

Non servirebbe alcuna arrampicata sugli specchi oppure alcun alibi per un Bisceglie Calcio incapace di vincere da sei partite in cui sono stati raccolti appena tre punti, ma il centrocampista Dario Giacomarro, come riportato al “Corriere dello Sport” ha dichiarato che manca quel pizzico di fortuna fondamentale a far girare meglio una squadra di calcio:«Ad oggi i risultati non stanno arrivando e questo ci condiziona mentalmente. Siamo una squadra giovane, servirebbe un episodio a favore. Quando avremo un po’ di fortuna dalla nostra, sono sicuro che torneremo a giocare meglio e ad avere fiducia in noi stessi. Nonostante il ritardo nella preparazione, ora siamo a buon punto. Sicuramente pesano gli infortuni in questo momento, perché siamo penalizzati rispetto a quelle squadre che hanno organici più alti».

Il prossimo turno, valevole per la dodicesima giornata del campionato di serie C girone C opporrà gli stellati di Ciro Ginestra al Siracusa. Gli aretusei, partiti fra i favoriti alla vittoria del campionato, si trovano arenati in zona playout ed in settimana hanno sollevato dall’incarico il mister Luca Pagana sostituendolo con l’ex centrocampista di Udinese, Fiorentina e Napoli Michele Pazienza, nella passata stagione alla guida del Pisa.

Proprio Pazienza fu fra gli ultimi avversari del Bisceglie in serie D nella stagione 2016/2017 allorquando chiudeva la sua carriera fra le fila del Manfredonia, capace di sconfiggere i ragazzi all’epoca allenati da Nicola Ragno nella partita d’andata del 17 ottobre 2016 per 2-1. La partita delle ore 14:30 da disputarsi presso l’impianto siciliano “Nicola De Simone” sarà diretta dal signor Daniele Perenzoni della sezione di Rovereto, seguito dagli assistenti Andrea Niedda di Ozieri e Amedeo Fine di Battipaglia.

Bartolomeo Pasquale (si ringrazia Emmanuele Mastrodonato per la foto)

 

Lecce, a Cosenza una vittoria al cardiopalma.

Un Lecce bizzarro vince a Cosenza per 3-2 e riesce a riscattarsi dopo la sconfitta patita lunedì scorso a Pescara. Una partita emozionante che ha lasciato i tifosi giallorossi con il fiato sospeso fino a otto minuti dal termine quando Falco ha trovato il gol vincente con un tiro da fuori che ha sorpreso l’ estremo difensore calabrese.

Partita caratterizzata dal grande tasso emotivo per i tanti ex presenti nelle due squadre tra cui il tecnico Braglia, il diesse Trinchera, il difensore Legittimo e sopratutto Matteo Di Piazza per il Cosenza, mentre tra le file dei giallorossi spiccano su tutte quelle di Meluso, Arrigoni e La Mantia.

Il Lecce parte a razzo e dopo un quarto d’ ora è già sul 2-0 grazie ai gol di Venuti, in versione Roberto Carlos, e di Simone Palombi. La gara sembra nettamente in discesa per gli uomini di Liverani, ma dopo un primo tempo passato sugli scudi il Cosenza, con una reazione d’ orgoglio riesce a pareggiare grazie a Tutino autore di una doppietta che lo porta a 6 gol stagionali. Ma come già accaduto in altre occasioni gli uomini di Liverani non si lasciano intimorire e alla fine riescono ad ottenere una vittoria, che sembrava compromessa, grazie a Filippo Falco.

Il Lecce dimostra quindi di essere vivo e competitivo contro chiunque, dando un chiaro segnale a chi pensava che dopo la battuta d’ arresto di Pescara questa squadra non sarebbe stata in grado di reagire, anche in virtù delle assenze dovute ad infortuni e squalifiche. Liverani continua giustamente a predicare umiltà sostenendo che l’ obiettivo principale resta la salvezza, ma classifica alla mano è chiaro che questo Lecce può tranquillamente ambire a qualcosa in più.

Staremo a vedere come andrà, nel frattempo è giusto godersi questo momento di prosperità grazie a una vittoria al cardiopalma che ha senza dubbio portato picchi di gioia altissimi nell’ ambiente giallorosso per il modo in cui è arrivata e di cui si parlerà a lungo.

Danilo Sandalo 

Doudou certifica la prima sconfitta casalinga del Bisceglie: 0-1 per il Monopoli

Primo stop interno nel campionato di serie C per il Bisceglie, sconfitto di misura da un Monopoli di tutto rispetto e con un Doudou devastante in fase offensiva che ha spesso spezzato le coronarie dei tifosi biscegliesi.

Una sola novità nel 3-5-2 di mister Ginestra con l’inserimento di Messina mezz’ala avanzata. Toskic ancora fuori per problemi fisici sostituito da Giacomarro. Coppia d’attacco Starita-De Sena con Scalzone indisponibile. Mister Giuseppe Scienza ha risposto con un modulo speculare: dopo l’indisponibilità nella gara di Coppa Italia vinta 2-1, sulla Virtus Francavilla del nuovo corso di Brunello Trocini, torna a disposizione fra i gabbiani l’ex di lusso Montinaro che parte precauzionalmente dalla panchina. Assenti Sounas, Berardi, Fabris e De Angelis. In avanti Mendicino e Doudou.

Prima doppia palla gol subito a favore del Monopoli al quarto minuto: Doudou dopo una serie di rimpalli si allarga velocemente in piena area e supera Crispino con uno scavetto. Provvidenziale il salvataggio sulla linea di Markic; sulla ribattuta ancora Doudou impreciso appoggia fuori.

Al dodicesimo si fa vedere Risolo che ci prova in velocità ma il suo tiro è facilmente murato da Scoppa al limite dell’area. Dopo una lunghissima punizione di Jakimovski al ventitreesimo è giunto inesorabile il gol ospite due giri di lancette dopo: cross lungo di Paolucci, accorre Zampa sul traversone che tira in modo sbilenco; la palla flippera in piena area e sulla traiettoria si è trovato Doudou che palleggia e mette dentro in mezza girata.

Il Monopoli, galvanizzato dal vantaggio, ha provato a raddoppiare ancora con Doudou al minuto 33, inarrestabile con un campanile colpito in controbalzo dai ventisette metri con Crispino fuori dai pali. Il pallone sfiora il montante sinistro e si spegne sul fondo. Due minuti dopo uno-due rapido Mendicino-Doudou sul cross di Paolucci: l’italo-senegalese di prima intenzione colpisce ad effetto ed il pallone si alza di poco sopra la traversa.

Reazione del Bisceglie al trentasettesimo con il tiro in volata di Giacomarro dopo la respinta della difesa ospite al cross di Jakimovski, uno dei più attivi fra i padroni di casa: il tiro non inquadra lo specchio della porta.

Ancora Doudou insidiosissimo a quattro minuti dal termine della prima frazione: palla sfilata ai diciotto metri, scatto del numero 19 biancoverde e Crispino è pronto in uscita prima del pallonetto. Nessun cambio nella ripresa ma la musica non cambia con il Monopoli che ha appoggiato il piede sull’acceleratore per cercare il raddoppio: è doppia la parata miracolosa di Crispino su una bordata di Doudou e sulla successiva ribattuta di Paolucci. Bravissimo il portiere nerazzurro in questa occasione ma paura per il collettivo di casa poco capace di gestire le folate dell’attacco avversario.

E’ un Monopoli che guadagna metri ma i padroni di casa hanno preso coraggio con l’ingresso di Calandra, efficace sostituto di Messina dal cinquantaduesimo, che ha potuto spingere in velocità creando grattacapi agli avversari come al cinquantottesimo quando subisce fallo e guadagna una punizione su cui Mercadante ha fatto buona guardia.

Il Bisceglie ha continuato a costruire tentando di fare male lungo le vie laterali soprattutto con i cross insidiosi di Jakimovski ma il Monopoli ha reagito su rapidi contraccolpi: al minuto 72 dall’angolo battuto da Scoppa il colpo di testa di Ferrara ha sfiorato il palo più lontano.

Ancora i viaggianti a dieci minuti dal termine, subito dopo l’avvicendamento tra Mendicino e Mavretic: è Maimone, subentrato a Paloucci, a provare di sinistro dal limite dell’area ma la sfera finisce sul fondo.

Occasione d’oro per gli ospitanti all’ottantaseiesimo con il colpo di testa di De Sena su prezioso assist di Jakimovski che tuttavia si spegne sul fondo, troppo largo. Il Bisceglie ci crede di più e tenta fino all’ultimo anche con la girata poco concreta di Camporeale a due minuti dal novantesimo.

In pieno recupero gli uomini di Ginestra si mangiano le mani per il pareggio sfiorato con la traversa su cross velenoso dalla sinsitra di Jakimovski, ricacciata poi in angolo da Gatti.

C’è da lavorare per il team gestito dal duo De Martino-Todaro, sceso al quattordicesimo posto con appena dieci punti, a due punti dall’ultimo posto playout occupato dal Siracusa, prossimo avversario nella sfida del prossimo 18 novembre.

BISCEGLIE-MONOPOLI 0-1

Bisceglie (3-5-2): 1 Crispino, 5 Markic, 7 Onescu, 9 De Sena, 10 Starita (dal 79° 14 Camporeale), 11 Jakimovski, 13 Maestrelli, 15 Longo, 18 Messina (dal 52° 2 Calandra), 19 Risolo (dal 73° 4 Bottalico), 23 Giacomarro. Allenatore: Ciro Ginestra. A disposizione: 12 Addario, 3 Raucci, 17 Antonicelli, 20 Sisto, 24 Vogliacco.
Monopoli (3-5-2): 1 Pissardo, 3 Mercadante, 5 Scoppa, 8 Zampa, 11 Mendicino (dall’80° 7 Mavretic), 17 Donnarumma, 19 Doudou, 20 Rota, 23 Paolucci (dal 68° 24 Maimone), 26 Ferrara, 28 De Franco. Allenatore: Giuseppe Scienza. A disposizione: 12 Saloni, 4 Gatti, 6 Pierfederici, 13 Mangione, 14 Bei, 22 Gallitelli, 25 Montinaro, 35 Caruso.
Arbitro: Michele Di Cairano di Ariano Irpino.
Assistenti: Leonardo De Palma e Lucia Abruzzese di Foggia.
Rete: 25° Doudou
Note: spettatori, incasso non ancora comunicati. Ammonito: 15° Mercadante, 30° Paolucci 40° Scoppa, 54° Doudou, 63° Maestrelli, 65°Onescu, 89° Camporeale. Calci d’angolo: 2-4.

Bartolomeo Pasquale

Bisceglie-Monopoli, tra salvezza e ambizioni play off

Non è questione di numeri ma di forza dell’organico a definire le differenze tra Bisceglie e Monopoli

La classifica inganna, almeno a voler dare ascolto alle parole di Ciro Ginestra, tecnico del Bisceglie alla vigilia del derby di domani sera contro il Monopoli. Perché in classifica i nerazzurri hanno due punti in più della squadra allenata da Beppe Scienza, ma una gara in più giocata (in questo anomalo raggruppamento di serie C).

Non è questione, però, di numeri ma di forza dell’organico a definire le differenze tra Bisceglie e Monopoli: quello a disposizione di Ginestra, per sua stessa ammissione, non è abituato a fare la partita, ma con qualità e tenacia si potrebbe sopperire alla differenza tecnica con il Monopoli.

Squadra costruita per vincere, anche se un po’ in ritardo rispetto al gruppo delle migliori. Per questo, come ha spiegato il difensore Mario Mercadante, al momento si preferisce non guardare la classifica.

Così il derby di domani sera allo stadio Ventura si presenta con tutte le caratteristiche di una sfida da guastare: il Bisceglie, per farla propria dovrà giocare la gara della vita (parola di Ginestra), al Monopoli, secondo il ragionamento di Mercadante, basterebbe fa valere il proprio valore.

Non meno importante ed impegnativa è la gara che attende la Virtus Francavilla del neo tecnico Trocini.

Dimenticare la cinquina subita dalla Vibonese è l’obiettivo principale, ritrovare il passo salvezza è una naturale conseguenza.

Il Siracusa, atteso domani al Fanuzzi di Brindisi, rappresenta l’avversario migliore per mettere insieme i due obiettivi che potrebbero essere arricchiti da un successo casalingo diventato merce rara per i virtussini.

Serie B, si parte stasera

A riposo il Foggia di Grassadonia, big match a Palermo. Gara tra ‘affezionate’ alla cadetteria in Brescia-Verona

Dodicesima giornata del campionato di Serie B che entra nel vivo tra poco più di un’ora. Perugia e Crotone si trovano di fronte al ‘Renato Curi’ per provare ad inserirsi bei discorsi di medio-alta classifica dopo una partenza non entusiasmante. Serata particolare per i due tecnici, Nesta e Oddo, che ben dodici anni fa, insieme e da calciatori, alzavano al cielo il trofeo più ambito del gioco del calcio, la coppa del mondo.

In una giornata in cui il Foggia di mister Grassadonia resterà a riposo, il clou la Lega B se l’è conservato in conclusione. Il big match di giornata sarà, infatti, PalermoPescara, gara in programma domenica sera alle 21. Di fronte ci saranno le prime due della classe, con i siciliani che inseguono e tenteranno il sorpasso, anche se hanno una gara in meno degli abruzzesi e potrebbero anche accontentarsi del pari.

Sempre domenica altre due gare suggestive. Il Cittadella di Venturato ospiterà il nuovo Venezia, rigenerato dalla cura Zenga, mentre in BresciaVerona si ritroveranno di fronte le due squadre con più partecipazioni alla Serie B, 61 dei bresciani contro 54 dei veronesi, per la sfida numero 116 tra le due.

Domani il resto del programma con alle 15 quattro gare. L’Ascoli tenta l’assalto ai playoff in cada contro il Padova; il Carpi, notevolmente cambiato rispetto a due anni fa, ritrova la squadra (Benevento) che gli negò il sogno del ritorno in A nella finale playoff del 2016; CremoneseLivorno e SalernitanaSpezia le altre sue gare del primo pomeriggio, poi alle 18 la sfida tra due attacchi agli opposti. Il migliore, quello del Lecce (al pari di Foggia e Pescara), con 19 reti segnate, contro il peggiore, quello del Cosenza (8). Si giocherà in Calabria.

Fabio Lattuchella

Lecce: a Cosenza in cerca di riscatto

Il Lecce sabato pomeriggio sarà ospite del Cosenza nel posticipo delle ore 18:00 valevole per il dodicesimo turno del campionato di Serie B BKT. Un Lecce che arriva a questa gara dopo aver trascorso una settimana di ritiro a Roma, per evitare lo stress dovuto ai tanti spostamenti in pochi giorni, dopo la triste trasferta di Pescara, in cui la squadra di Liverani è uscita sconfitta oltre i propri demeriti sportivi e agonistici.

Un Lecce che avrà senza dubbio voglia di riscatto al cospetto di un Cosenza che attende questa gara con grande frenesia e deciso a far bene di fronte al proprio pubblico. Liverani dal canto suo dovrà reinventarsi la difesa dopo le espulsioni patite a Pescara ai danni di Meccariello e Calderoni e con Bovo ancora infortunato. Fortunatamente e finalmente torna a disposizione Lucioni, dopo la squalifica per doping. Braglia, tecnico del Cosenza ed ex della gara, ha provato in questa settimana a caricare l’ ambiente chiedendo lo stadio pieno ” non solo perchè si affronta il Lecce, ma in ogni partita”. Insomma i presupposti affinchè sia una grande partita ci sono tutti, anche perchè si affrontano due squadre neopromosse che hanno voglia di dimostrare di meritare la categoria. Pertanto i giallorossi dovranno  stare molto attenti se si vuole continuare a dare seguito al buon cammino fatto sino ad ora, anche perchè le insiedie sono dietro l’ angolo e il “San Vito-Marulla” rappresenta proprio una di queste, considerando il calore che contraddistingue i calabresi che fino ad ora hanno sempre risposto in maniera affermativa e calorosa ad ogni occasione in cui sono stati chiamati in causa, sia in casa che in trasferta.

Grandi ex dell’ incontro saranno, oltre a Piero Braglia, Matteo Di Piazza e il direttore sportivo Stefano Trinchera da una parte e Mauro Meluso dall’ altra.

Danilo Sandalo 

Lecce sconfitto a Pescara ma a testa alta.

Termina con il risultato di 4-2 il posticipo del lunedì sera tra Pescara e Lecce con i giallorossi che escono a testa alta avendo offerto una prestazione sopra le righe nonostante abbiano giocato buona parte della gara prima in dieci uomini e l’ abbiano terminata addirittura in nove.

Nel posticipo dell’ undicesima giornata di Serie B il Lecce esce sconfitto, ma a testa altissima, dall’ “Adriatico” di Pescara con il risultato di 4-2 a favore dei padroni di casa. Partita caratterizzata da un arbitraggio a dir poco sfavorevole per i salentini che sono stati a dir poco penalizzati dalla troppa generosità dimostrata dall’ arbitro Di Paolo della sezione di Avezzano, il quale ha sventolato ben due cartellini rossi ai danni dei giocatori giallorossi Calderoni e Meccariello. E se la prima espulsione sembrava già discutibile, la seconda è parsa ai più un autentico regalo per la formazione abruzzese, la quale, nonostante tutto, dimostra di meritare la posizione in classifica e che in fin dei conti non ha rubato nulla, ma è stata brava a sfruttare gli episodi cruciali della partita e portare a casa i tre punti.

Il Lecce ha giocato un’ ottima partita e dopo essere passato in svantaggio nei primi 20 minuti per 2-0 riesce ad accorciare le distanze sullo scadere della prima frazione di gioco grazie a Palombi lesto a ribadire in rete una respinta miracolosa di Fiorillo su tiro di La Mantia. Nel secondo tempo il Lecce in 10 uomini riesce addirittura a pareggiare grazie a un colpo di testa di Tabanelli e non contento continua a spingere sull’ accelleratore per portare a casa l’ intera posta in palio, ma purtroppo la seconda espulsione decretata dal direttore di gara taglia le gambe alla squadra di Liverani e così il Pescara grazie al nuovo entrato Del Sole trova un eurogol, a un minuto dal termine della gara, che porta la squadra di Pillon sul 3-2. Con il Lecce sbilanciato alla ricerca di un pareggio che avrebbe tratti epici e miracolosi è ancora Del Sole in contropiede a siglare il definitivo 4-2 che chiude la gara e riporta gli abruzzesi in testa alla classifica.

Malgrado il risultato sia stato determinato da episodi molto discutibili, il Pescara, come già affermato precedentemente, occupa giustamente la posizione di classifica in cui si trova, ma se da stasera l’ avesse condivisa con il Lecce nessuno l’ avrebbe giudicata in malo modo, anzi avremmo parlato di una grande impresa dei giallorossi. Nonostante tutto però è giusto parlare ugualmente di una grande prestazione della squadra di Liverani, perchè questo Lecce merita applausi, così come il suo allenatore ed il suo pubblico!

Danilo Sandalo

Primo punto in esterna per il Bisceglie nel campionato di serie C

A piccoli passi il Bisceglie è riuscito a colmare la lacuna trasferte tornando però dal “Nicola Ceravolo” di Catanzaro con un solo punto. Prezioso pareggio ottenuto ma con il rimpianto di quello che poteva essere qualcosa di più e che non è stato, avendo tenuto testa agli avversari di mister Gaetano Auteri.

Bisceglie schierato con il consueto 3-5-2 da Ciro Ginestra: ritornato Toskic in mediana permettendo di spostare come interno sinistro Giacomarro. Out Maccarrone, la difesa davanti a Crispino è composta da Markic, Longo e Maestrelli. De Sena e Starita coppia offensiva iniziale; rientro di Jakimovski dal primo minuto dopo la buona ripresa giocata con la Paganese. Catanzaro, reduce dal pareggio a reti bianche di Monopoli, che ha risposto con il 3-4-3. Out Riggio e Signorini recuperati in extremis dai rispettivi acciacchi, clamorosamente in panchina Fischnaller e Giannone. Kanoute a completare il pacchetto avanzato con Ciccone e D’Ursi. Gara nostalgica per quest’ultimo, autore di sette reti in nerazzurro nella passata annata, e per Daniel Onescu, presente in trenta occasioni con la maglia delle aquile calabresi.

Primi minuti di gara a marcia ben innestata per i padroni di casa, con Kanoute ispirato in fase di suggerimento: Ciccone al quinto minuto ha scaricato il sinistro fra le braccia di Crispino.

Al diciottesimo occasione d’oro sempre per i giallorossi grazie al preciso lob dalla sinistra di Eugenio D’Ursi su cui sempre Kanoute si è avventato mancando d’un soffio l’aggancio di testa.

Al minuto ventidue Toskic, caduto malamente a terra sul braccio sinistro, è costretto a dare forfait venendo rilevato da Bottalico e senza variare l’assetto tattico in campo. Dal suo ingresso il Bisceglie ha cominciato rendersi pericoloso per arrivare alla mezz’ora con la punizione dai trenta metri di Jakimovski: pochi grattacapi alla difesa calabrese nella circostanza. Ancora brivido per il Catanzaro al trentaquattresimo con l’ennesimo calcio piazzato del macedone sfuggito di mano ad Elezaj in uscita: dal successivo angolo è giunto tuttavia il vantaggio nerazzurro con l’incornata di Carmine De Sena, sbucato tra le maglie giallorosse nonostante la deviazione di Figliomeni.

Immediata la reazione dell’undici di Auteri con Ciccone bravo a liberarsi di Bottalico ed a scaricare il destro dal vertice lontano: Crispino bravo a dire di no. A due minuti dal termine della prima frazione preoccupazione sempre per Crispino che ha subito fallo da De Risio in uscita rimanendo a terra. Falso allarme per l’estremo difensore ex Como.

Nella ripresa Ginestra ha mischiato le carte in tavola inserendo subito Calandra e Messina in luogo di Bottalico e Maestrelli, dando l’impressione di contenere i possibili assalti degli ospitanti e ripartire di rimessa: la strategia è sembrata funzionare sin da subito con il filtrante di Starita per Messina ricacciato in corner.

Timido segnale del Catanzaro con il rasoterra di Nicoletti al quarantanovesimo, impreciso. Sul capovolgimento di fronte De Sena ci ha provato in diagonale da distanza ravvicinata trovando la pronta risposta di Elzaj.

Due minuti più tardi il Catanzaro ha ristabilito gli equilibri con Figliomeni, abile a ribadire in rete sulla respinta corta di Crispino al tiro di D’Ursi. Da segnalare l’apertura difensiva ed il numero ventitré calabrese che è abilmente sfuggito alla marcatura di De Sena.

Al cinquantottesimo minuto reazione ospite e Bisceglie vicinissimo al secondo gol con il pallonetto di De Sena sfumato di poco sul fondo con il Catanzaro del tutto sbilanciato. All’ora di gioco insidioso esterno destro di Statella diretto in porta: a Crispino battuto non ci è arrivato Kanoute per il tap-in, ancora in ritardo.

Il Catanzaro ha premuto sull’acceleratore credendoci di più nell’occasione: al settantesimo c’è stato il ritorno in campo di Salvatore Infantino pronto a sostituire Statella per dare freschezza alla manovra offensiva. I frutti si sono visti anche con l’ingresso di Luca Giannone centoventi secondi dopo per Ciccone: l’ex Reggiana si è subito fatto vedere con una sgroppata sulla destra e la successiva conclusione pretestuosa oltre la traversa. Baricentro alzato e gioco in velocità che si è concretizzato con lo scambio Maita-Celiento e la bordata dalla distanza di quest’ultimo finita di un soffio sull’incrocio dei pali.

Palpitante il finale di gara con il primo risveglio del Bisceglie in virtù della punizione battuta da Risolo verso De Sena; senza esito la spaccata dell’ex Ravenna.
Nell’ultimo minuto regolamentare l’arbitro ha annullato il gol del possibile vantaggio per i catanzaresi, ravvisando la posizione irregolare di Celiento sugli sviluppi di una punizione battuta da Giannone. Infine solo un giro di lancette dopo è stato invece il Bisceglie a sfiorare il 2-1 con Risolo, abile a sfruttare il filtrante di De Sena su prezioso break del giovane Camporeale: la sicura respinta di Elezaj è stato il sigillo definitivo ad una gara equilibrata ma che ha lasciato l’amaro in bocca ad entrambe le squadre.

CATANZARO-BISCEGLIE 1-1

Catanzaro: 12 Elezaj, 2 Ciccone (dal 72° 10 Giannone), 4 Maita, 5 Celiento, 6 Nicoletti, 7 D’Ursi (dall’88° 27 Repossi), 11 Statella (dal 70° 9 Infantino), 13 Favalli, 17 Kanouté (dal 76° 21 Fischnaller), 19 De Risio (dall’88° 8 Iuliano), 23 Figliomeni. Allenatore: Gaetano Auteri. A disposizione: 22 Mittica, 8 Iuliano, 14 Riggio, 15 Signorini, 16 Eklu, 19 Nikolopoulos, 25 Posocco, 27 Repossi.
Bisceglie: 1 Crispino, 5 Markic, 7 Onescu, 8 Toskic (dal 23° 4 Bottalico; 2 Calandra), 9 De Sena, 10 Starita, 11 Jakimovski, 13 Maestrelli (18 Messina; dal 76° 14 Camporeale), 15 Longo, 19 Risolo, 23 Giacomarro. Allenatore: Ciro Ginestra. A disposizione: 12 Addario, 3 Raucci, 17 Antonicelli, 20 Sisto.
Arbitro: Ivan Robilotta di Sala Consilina.
Assistenti: Giuseppe Mansi di Nocera Inferiore e Giuliano Parrella di Battipaglia.
Reti: 34° De Sena, 51° Figliomeni.
Note: spettatori 2730 (1472 abbonati). Incasso complessivo 23412 euro. Ammonito: Markic, Starita, Risolo, Iuliano, Giacomarro. Calci d’angolo: 4-3.

Bartolomeo Pasquale

Lecce: a Pescara ancora in smoking!

Ancora un big match per il Lecce di Liverani che lunedì sera, nel posticipo del campionato di Serie B BKT, affronterà all’ “Adriatico” di Pescara la squadra di casa attualmente prima in classifica. Sarà una partita senza dubbio entusiasmante dal momento che si affrontano due squadre rivelazione del campionato che stanno facendo sognare le rispettive tifoserie e cittadine. Se il Lecce di Liverani sta andando oltre le più rosee aspettative, anche se in estate era indicato dagli addetti ai lavori come una possibile sorpresa del campionato, il Pescara di Pillon sta letteralmente ribaltando i pronostici estivi ritrovandosi sorprendentemente in testa alla classifica anche se, come ha fatto notare il portiere del LecceMauro Vigorito, “non si trova in testa per caso”. La sfida sarà senza dubbio stimolante e servirà a entrambe per aumentare la propria autostima e proseguire il campionato in modo consapevole con la capacità di poter affrontare chiunque a viso aperto. Insomma dalla sfida di lunedì si capirà moltissimo su quanto queste due squadre potranno chiedere al campionato da qui in avanti e probabilmente in futuro potrebbero non essere considerate più la sorpresa del torneo cadetto, ma due bellissime realtà nelle quali specchiarsi.

Il Bisceglie va a Catanzaro per sfatare il tabù trasferta

Il Bisceglie non vuole cominciare a plasmare le proprie ambizioni ma non vuole nemmeno essere considerata come una squadra in caduta libera verso il fondo della classifica dopo i due punti raccolti nelle ultime quattro partite disputate in questa ultima tornata del campionato di Serie C.

Soprattutto priorità della truppa guidata da Ciro Ginestra è il dover cercare di fare pieno risultato anche al di fuori delle mura amiche dove ad oggi non è stato raccolto neppure un punticino.

Calciatori e staff tecnico sono consapevoli della opportuna inversione di marcia e il mister puteolano, nella conferenza stampa tenutasi venerdì mattina, ha spronato tutti a fare bene nella sfida del “Nicola Ceravolo” contro un ambiguo Catanzaro: «Sappiamo che è una partita difficile ma dobbiamo assolutamente mettercela tutta per tornare a casa con un risultato positivo. Più che i due punti nelle ultime quattro gare ciò che ci deve far riflettere è la qualità delle prestazioni, perché si può perdere giocando bene come a Trapani e pareggiare dopo aver regalato un tempo agli avversari come con la Paganese».

Su modulo e formazione: «Questo gruppo ha bisogno di certezze e, considerando il poco tempo a disposizione per lavorare sull’assetto tattico, oltre che le caratteristiche dei singoli componenti dell’organico, al momento non può che essere schierato con la difesa a tre, non dovrò improvvisare nulla». Un’ultima menzione va proprio al Catanzaro del decano Gaetano Auteri: «Mi sembra assurdo vedere un grande team costruito per un meritevole campionato di vertice avere appena un punto sopra di noi in classifica».

Per la gara che si svolgerà sabato pomeriggio con fischio d’inizio alle ore 16:30 out Maccarrone al centro della difesa, non convocato; possibile maglia da titolare sulla trequarti per Jakimovski reduce dal buon rientro nel secondo tempo della sfida pareggiata con la Paganese.

Bartolomeo Pasquale

Lecce: La favola continua!

Un Lecce “bello di notte” mette lo smoking e batte il Crotone nel posticipo del decimo turno del capionato di Serie B grazie al gol siglato da Venuti al 36′ minuto del primo tempo in compartecipazione con Golevic che con un braccio devia il cross del difensore giallorosso alle spalle di Cordaz.

Una gara molto pimpante che ha visto entrambe le squadre affrontarsi a viso aperto e solo la determinazione dei salentini e la bravura di Vigorito hanno impedito ai calabresi di portare a casa almeno un punto dalla trasferta leccese.

La squadra di Liverani continua così la sua scalata in classifica all’ insegna dell’ umiltà e del sacrificio, non lasciando nulla al caso, ma al contrario affrontando ogni avversario con il massimo rispetto sapendo però di non essere inferiori a nessuno. Il merito di questa ennesima vittoria ai danni di una pretendente al salto di categoria va senza dubbio all’ allenatore che ha saputo trasmettere consapevolezza e cinismo a una squadra giovane, ma anche a tutto l’ ambiente che a questo sta letteralmente vivendo una favola sportiva e sociale, considerando che il Lecce dopo dieci giornate si trova al quinto posto in classifica con 16 punti, alle spalle di squadroni come Verona, Salernitana, Palermo e del sorprendente Pescara, l’ unica tra queste che i salentini non hanno ancora affrontato. Va sottolineato che contro gli scaligeri il Lecce ha offerto una grande prova vincendo al Bentegodi per 2-0, mentre contro i campani è stato rimontato nel finale di partita e solo contro il Palermo è uscito battuto, sempre allo scadere, al termine di una gara molto tirata e combattuta, con i siciliani che hanno però dimostrato tutto il loro grandissimo valore, fin ora espresso solo in parte.

Comunque dovesse andare il Lecce fino ad oggi ha dimostrato di essere una squadra dalle spalle larghe, che riesce a fare di necessità virtù e questa piazza pare averlo ampiamente capito non lasciando mai sola questa squadra.

La favola quindi può continuare e ognuno può sentirsi degno di viverla.

Danilo Sandalo

Lecce: contro il Crotone nel segno della continuità!

Dopo la prova di forza fornita sabato scorso a Foggia, il Lecce di mister Liverani si prepara ad affrontare l’ ennesimo big match consecutivo del campionato cadetto contro il Crotone.

Calabresi che vivono un momento particolare dato che proprio nelle scorse ore è stato esonerato l’ allenatore Giovanni Stroppa e al suo posto è stato chiamato Massimo Oddo, che ha vestito la maglia giallorossa nell’ ultima stagione disputata dai salentini in Serie A. Tuttavia questa situazione non deve trarre in inganno la squadra giallorossa credendo di trovare una squadra disorientata, anzi al contrario deve far alzare ancor di più il livello di guardia e di rispetto per gli avversari che potrebbero dimostrare con una prova di carattere e d’ orgoglio tutto il valore che fin ora è rimasto inespresso e cercare di dedicare la vittoria proprio all’ ex mister.

Pertanto il Lecce dovrà comportarsi come sempre ha fatto in queste prime uscite stagionali, cioè affrontando a viso aperto chiunque con il massimo impegno e rispetto, badando a imporre il proprio gioco con la consapevolezza di chi sa che con il sacrificio e il lavoro si possono raggiungere gli obiettivi prefissati e portare a casa i risultati.

Per la partita mister Liverani molto probabilmente dovrà rinunciare ancora a Bovo, Lucioni, Riccardi e Falco che prosegue il programma di recupero dopo l’ infortunio patito prima della gara con il Verona. Per domani pomeriggio è prevista la rifinitura a porte chiuse presso lo stadio “Via del Mare”.

Danilo Sandalo

Serie B di nuovo in campo da domani

Turno infrasettimanale per il campionato cadetto. il clou a Lecce (Crotone). Occhio a Cittadella-Foggia. Classifica che, intanto, si è accorciata in vetta

Il Crotone aggancia la Salernitana all’85esimo, grazie ad un gol del nigeriano Simy ed evita il tracollo interno. Il decimo posto, per la squadra di Stroppa, non coincide con le aspettative della società calabrese, che punta al pronto ritorno nella massima serie dopo la retrocessione dello scorso anno. Ma non c’è tempo di fermarsi a ragionare, o ad analizzare quello che è andato e quello che non è andato bene. C’è il turno infrasettimanale e domani si ritorna in campo.

Una delle partite di cartello è certamente Cittadella-Foggia, con i veneti che sono al quinto posto ed il Foggia di Grassadonia che, nonostante un gioco non esemplare e qualche fischio allo Zaccheria contro il Lecce, hanno un cammino da playoff e senza la penalizzazione sarebbero ad una sola lunghezza dai veneti. Lo scorso turno, appena conclusosi, ha accorciato la classifica verso l’alto e il Pescara, ora, si trova a dover difendere il primato (a Cosenza) dall’attacco del Verona (-1 punto) che giocherà ad Ascoli. Il Benevento, terzo a 16 punti, sarà di scena a La Spezia, che ha 3 punti in meno e tenterà l’aggancio ai campani sfruttando il fattore campo. Palermo sul campo del Carpi, fanalino di coda con il Foggia (per via della penalizzazione) e il Livorno. Le gare di domani alle 21 prevedono anche Perugia-Padova e Cremonese-Venezia.

Le ultime due partite si giocheranno mercoledì, con il Livorno che proverà a lasciare l’ultima piazza sul difficile campo di Salerno e con l’altro big-match di giornata tra il Lecce di Liverani e il Crotone di Stroppa.

Fabio Lattuchella

Dopogara Bisceglie-Paganese, Ginestra: “Ripartiamo dall’ottima seconda frazione”

Ciro Ginestra ha guardato positivo dopo il fischio finale che ha decretato il pareggio fra Bisceglie e Paganese ma è seriamente preoccupato sui cali di concentrazione della cerniera difensiva locale i quali hanno cagionato cinque gol subiti nelle ultime due uscite: «Abbiamo preso due gol su palle inattive e non ricordo altre conclusioni della Paganese ma di certo una squadra decisa a salvarsi non può concedere queste situazioni. Abbiamo giocato un secondo tempo d’intensità e di livello, col giusto atteggiamento, sfiorando la vittoria».

«Noi giocavamo in casa e dovevamo cercare di fare la partita. Mi fa arrabbiare aver preso due gol da oratorio e quasi identici nonostante il grande lavoro svolto sulle palle inattive nelle ultime settimane. Dobbiamo prendere consapevolezza del fatto che si tratta di situazioni che a questi livelli fanno la differenza».

Nonostante questo il trainer nerazzurro guarda anche le ottime cose rammostrate dalla cintola in giù: «Il nostro primo gol è nato da una bella azione, forse la cosa più bella che siamo stati in grado di costruire. Sono contento perché Onescu e De Sena si sono sbloccati andando a segni. Jakimovski ci ha dato ulteriore qualità e lo ringrazio pubblicamente, come anche De Sena, per aver accettato di giocare nonostante non fossero al meglio. È vero che abbiamo sprecato una grande occasione per fare tre punti. In questo campionato durissimo possiamo giocare alla pari con tutte le altre a patto di mostrare il giusto atteggiamento».

Bartolomeo Pasquale

Bisceglie-Paganese 2-2. Un pareggio dalle mille paure

Doveva essere una gara da sei punti piuttosto che da tre ma Bisceglie e Paganese si sono accontentate della divisione della posta che non fa affatto bene alla classifica di entrambe. Gli stellati ancorati all’undicesimo posto ma con alcuni dubbi sulla condizione atletica di molti elementi notevolmente utilizzati nel corso del tour de force delle ultime due settimane; la Paganese invece ultima in solitaria a due punti, se si considera l’inoperosità della Viterbese.

Bisceglie sempre in campo con il 3-5-2 con le novità Raucci e Calandra in esterno e Toskic relegato in panchina per far ancora spazio a Giacomarro in mediana. Recuperato Jakimovski. Risposta di mister Luca Fusco con la difesa a quattro davanti al portiere Galli composta da Acampora, Tazza, Diop e Carotenuto; a centrocampo hanno agito Sapone, Nacci, Gori e Della Corte, con Parigi e Scarpa in attacco.

Dopo appena trecentosessanta secondi i salernitani sono già passati in vantaggio: stacco in elevazione di Parigi su cross profondo di Carotenuto dalla destra e pallone vincente alle spalle di Crispino. Riscatto nerazzurro al decimo con Daniel Onescu al suo primo gol con la casacca biscegliese: una bordata da fuori area finita all’incrocio dei pali imparabile per Galli.

Poco prima della mezz’ora c’è stato il secondo affondo dei blustellati ancora di testa: stavolta è stato Piazza a deviare sugli sviluppi di un calcio d’angolo battuto dall’attivissimo Parigi.

Nella ripresa mister Ciro Ginestra ha mischiato le carte in tavola con l’inserimento di Carmine De Sena al posto di Raucci per il passaggio ad un 4-3-3 che ha dato maggior vigore e dinamismo alla manovra nerazzurra. Dopo una punizione all’ora di gioco spentasi sul fondo per pochissimo e battuta dalla Paganese, al sessantasettesimo l’ingresso del macedone Jakimovski è risultato decisivo per riequilibrare il match: prima è entrato da protagonista, non appena messo piede in campo, nel gol di Ernesto Starita annullato dal direttore di gara per chiara posizione di offside. Successivamente la sua velenosa punizione al minuto settantadue è stata deviata con il braccio da Nacci, il quale ha dovuto abbandonare anzitempo la partita per somma di ammonizioni. Rigore decretato e De Sena dagli undici metri non ha fallito.

Sabato tre novembre la possibilità per i nerazzurri di riscattarsi nel giusto modo presetandosi al “Cervaolo” di Catanzaro con i giallorossi incognita di questo torneo, fermati nell’ultimo turno dal Monopoli sullo 0-0.

BISCEGLIE-PAGANESE 2-2

Bisceglie (3-5-2; dal 46° 3-4-3): 1 Crispino, 2 Calandra (dal 67° 11 Jakimovski), 3 Raucci (dal 46° 9 De Sena), 5 Markic, 7 Onescu, 10 Starita, 13 Maestrelli, 15 Longo, 19 Risolo, 21 Scalzone (dal 67° 18 Messina), 23 Giaccomarro. Allenatore: Ciro Ginestra. A disposizione: 12 Addario, 4 Bottalico, 8 Toskic, 14 Camporeale, 17 Antonicelli, 20 Sisto, 24 Vogliacco.
Paganese (4-4-2; dal 75° 5-3-1): 1 Galli, 2 Tazza, 3 Della Corte, 4 Nacci, 5 Sapone (dl 91° 29 Gargiulo), 10 Scarpa, 15 Carotenuto, 17 Diop, 19 Parigi (dal 59° 23 Alberti), 21 Gori (dal 76° 6 Gaeta), 24 Acampora. Allenatore: Luca Fusco. A disposizione: 12 Cappa, 22 Santopadre, 9 Cappiello, 14 Garofalo, 16 Della Morte, 20 Amadio, 25 Cesaretti, 26 Verdicchio, 27 Longo.
Arbitro: Davide Miele di Torino.
Reti: 6° Parigi, 10° Onescu, 28° Tazza, 74° rigore De Sena.
Assistenti: Gianluca D’Elia di Ozieri (Sassari) e Francesca Di Monte di Chieti.
Note: spettatori paganti 460, di cui 76 da Pagani. Incasso di 3541.50 euro. Non ci sono abbonati. Ammoniti: Nacci (35°), Longo (52°), Scarpa (54°), Parigi (56°), Alberti (60°), Markic (62°), Risolo (64°), Sapone (66°), Gaeta (80°). Espulsi Nacci al 72° per doppia ammonizione e Acampora al 97° per fallo di reazione. Allontanato il dirigente del Bisceglie Quistelli (65°). Calci d’angolo: 9-2.

Bartolomeo Pasquale (si ringrazia Emmanuele Mastrodonato per la foto)

Foggia-Lecce: vincono i tifosi!

Il derby di Puglia disputato allo “Zaccheria” di Foggia tra i padroni di casa e il Lecce di Liverani sebbene sia terminato con il risultato di parità, ha decretato comunque come vincitori i tifosi di ambedue le formazioni scese in campo. Proprio così perchè sia i supporters del Foggia, sia quelli del Lecce, arrivati in 1300 in terra dauna, si sono resi protagonisti di grande sportività e attaccamento ai propri colori, incitando i propri beniamini oltre i novanta minuti della gara, dimostrando passione, caparbietà e sopratutto grandissima maturità rispettandosi a vicenda.

Il pubblico oggi ne è uscito senza dubbio vincitore dimostrando di meritare un palcoscenico sicuramente di più alto spessore rispetto a quello che ricoprono attualmente le due compagini.

La gara ha avuto un approccio molto tattico che ha visto i protagonisti in campo partire in sordina dando vita a una fase di studio molto duratura, probabilmente dovuta anche allo stordimento che il colpo d’ occhio dei tifosi ha dato alla partita. Ma quando tutto sembrava presagire un pareggio al termine dei primi 45′ minuti è proprio il Foggia a passare in vantaggio grazie a un tiro dal limite di Deli che si insacca alla destra di Vigorito. Si va al riposo quindi con i satanelli in vantaggio.

La ripresa si apre nello stesso modo in cui si era chiusa la prima frazione con un Foggia galvanizzato dal vantaggio e pertanto caparbio e deciso a chiudere il match. E di fatto al 52′ minuto Tonucci con una sassata dalla distanza fulmina ancora l’ estremo difensore giallorosso e sigla il 2-0. Partita che oramai sembra chiusa e in discesa per i dauni, ma il Lecce ha la forza e l’ audacia per reagire e al 55′ minuto Mancosu si procura e trasforma un calcio di punizione dal limite riducendo nuovamente le distanze. Sul 2-1 il Lecce ci crede e al 75′ La Mantia si ricorda finalmente di essere un cecchino d’ area di rigore e trafigge ancora Bizzarri pareggiando una partita che neanche il salentino più ottimista avrebbe oramai pensato di riacciuffare. Passano ancora pochi minuti e ancora La Mantia potrebbe portare in vantaggio il Lecce ma questa volta l’ estremo difensore foggiano, ex Real Madrid, si oppone alla grande chiudendo di fatto i sogni di gloria dei salentini.

Un pareggio tutto sommato meritato per la squadra di Liverani che ci ha creduto fino al  2-2 e che forse con un pò di lucidità in più avrebbe strappato un risultato non solo storico, ma addirittura epico. Ma va bene così perchè questo Lecce fin ora ha dimostrato veramente di potersela giocare con tutti e questo Foggia è senza dubbio una squadra che non ha nulla da invidiare alle big di categoria.

Da oggi forse la Puglia non sarà più vista solo come una meta ambita dai turisti, ma anche come una fucina di valori nella quale rispecchiarsi e identificarsi, grazie sopratutto allo spettacolo offerto da foggiani e leccesi in un ideale abbraccio che è partito dal Gargano e si è protratto fino a Santa Maria di Leuca.

Danilo Sandalo