Appena pervenute le distinte ufficiali della gara Bisceglie-Bari. Vincenzo Vivarini, tecnico dei galletti biancorossi rivoluziona il proprio assetto con il 4-3-1-2 con Terrani a sostegno di Simeri ed Antenucci in attacco.
Classico 3-5-2 in formazione tipo per il Bisceglie di Sandro Pochesci. Ecco le squadre schierate in campo. Fischio d’inizio alle ore 17:30.

Bartolomeo Pasquale
Bisceglie-Bari, le ultime disposizioni in tema di sicurezza e ordine pubblico
In occasione della importantissima sfida fra Bisceglie e Bari, primo derby da affrontare con la squadra del capoluogo di regione in programma questo pomeriggio dalle ore 17:30 presso lo stadio Gustavo Ventura, il sindaco della città dei Dolmen Angelantonio Angarano ha emesso l’ordinanza numero 238/2019 in merito a disposizione di viabilità, sicurezza ed ordine pubblico a cui attenersi nel periodo di esecuzione della partita. Questo l’estratto in cui vengono riportare le opportune prescrizioni da adottare:
Divieto di transito per i veicoli in via Michele D’Addato, fatto eccezione per i veicoli di polizia, di soccorso, gli autobus e le autovetture dei tifosi della squadra ospite il cui accesso sarà monitorato dalle Forze di Polizia; saranno disposti new jersey con barriere frangivista in via Michele D’Addato per impedire il contatto tra la tifoseria ospite e locale, secondo specifiche indicazioni impartite alla società sportiva A.S. Bisceglie srl dal responsabile del Servizio di ordine pubblico in conformità alle decisioni assunte in sede di Gruppo operativo sicurezza martedì 5 novembre.
Divieto di sosta con rimozione coatta in Carrara Salsello nel tratto compreso tra via della Libertà e via Michele D’Addato, nonché nell’area di parcheggio antistante il centro comunale di raccolta ad eccezione dei soli veicoli autorizzati dal dirigente del servizio d’ordine.
Divieto di transito e sosta con rimozione coatta in via della Libertà per tutti i veicoli eccetto quelli di emergenza e delle Forze di Polizia per il tratto compreso da via Giovanni Bovio sino a Carrara Salsello; dovranno essere apposti new jersey con barriere frangivista in via Michele D’Addato in prossimità dell’area di accesso alla tribuna per la tifoseria ospite con un varco largo 4 metri per consentire l’ingresso a piedi dei tifosi e il transito dei veicoli delle Forze dell’Ordine e di soccorso. Dovranno essere apposti new jersey frangivista in posizione trasversale tra Carrara Salsello e via Michele D’Addato in modo da evitare possibili contatti anche visivi tra le tifoserie opposte considerato che i tifosi della squadra ospite potranno usufruire dell’area di parcheggio antistante il centro comunale di raccolta rifiuti. Ulteriori new jersey saranno apposti in prossimità dell’intersezione tra via della Libertà e Carrara Salsello in modo da consentire solo la svolta a sinistra verso via della Libertà dei veicoli provenienti da Carrara Salsello (lato mare), Contestualmente sarà disposto un temporaneo senso unico di marcia in via della Libertà con direzione da Carrara Salsello verso via della Libertà/via Vito Siciliani con posizionamento di transenne mobili in prossimità dell’intersezione tra via della Libertà e via Vito Siciliani (litoranea di ponente).
Divieto di immissione su via della Libertà dei veicoli provenienti da via Luigi Di Molfetta con posizionamento di new jersey presso l’intersezione tra via della Libertà e via Luigi Di Molfetta (detta limitazione al transito sarà presegnalata con transenne mobili presso le intersezioni di via Luigi Di Molfetta/via Dell’Olio e via Luigi Di Molfetta/via Nigri ). Si dà atto che il posizionamento di new jersey e delle barriere frangivista, sarà attuato dalla ripartizione tecnica comunale così come concordato in sede di Gos. entro le ore 14 di domenica 10 novembre, presso i siti indicati nel presente provvedimento e conformemente alle indicazioni impartire dal responsabile del servizio di ordine pubblico.
Dalle ore 14 di domenica 10 novembre è fatto divieto a tutti i pubblici esercizi e attività commerciali ubicati nell’intorno dello stadio comunale “Gustavo Ventura” di effettuare la vendita per asporto di bevande contenute in bottiglie e recipienti di vetro nonché in lattine. La somministrazione di bevande all’interno dello stadio comunale è consentita agli operatori commerciali muniti della prescritta autorizzazione rilasciata da parte del competente servizio comunale e dovrà essere effettuata in “modalità assistita” ovvero con mescita in bicchieri di plastica.
Bartolomeo Pasquale
Derby Bisceglie-Bari, parlano i dirigenti nerazzurri
Poche ma chiare parole nel messaggio che il gruppo dirigenziale del Bisceglie calcio ha stilato in vista del derby con il Bari e per programmare un incontro chiarificatore con tifosi e addetti ai lavori a riguardo della critica situazione societaria alla luce della nuova rinuncia del presidente Nicola Canonico.
«I sottoscritti don Giovanni Di Benedetto, Pasquale Musci, Pasquale D’Addato, Massimo Mastrapasqua, Giuliano Mastrototaro, Francesco De Martino, Vito Pellegrini, Francesco D’Azzeo, Giovanni Casella, Vincenzo Racanati, Carloalberto Ruggeri e Damiano Loprieno, nelle rispettive vesti che ricoprono all’interno dell’As Bisceglie 1913 srl, in occasione dello storico derby che si terrà domenica col Bari, invitano la tifoseria e l’intera cittadinanza a sostenere la squadra nerazzurra, nella speranza che si viva una giornata di sport vero e sincero e che ci arrida un risultato positivo. Martedì 12 novembre, alle ore 18, verrà convocata presso l’albergo Nicotel di via Della libertà 62 una conferenza stampa per portare all’attenzione dei media e dell’intera città le nostre ragioni e le future scelte a seguito del nostro precedente comunicato».
Bartolomeo Pasquale
Bisceglie, ventiquattro convocati per l'atteso derby con il Bari
Fatta eccezione per defezioni obbligatorie mister Sandro Pochesci non ha voluto escludere nessuno dall’appuntamento con la storia e la convocazione per il sentito derby con il Bari verrà ritenuta memorabile da ciascun calciatore nerazzurro stellato.
Abonckelet recuperato, assetto tattico confermato
Il tecnico laziale in occasione del confronto del Ventura che si terrà dalle 17:30 di domenica 10 novembre ha convocato 24 giocatori potendo contare sul recupero lampo di Abonckelet, assente nella trasferta di Coppa Italia in quel di Caserta a causa di un problema patito durante l’ultima di campionato al “Bonolis” di Teramo. Unici assenti il terzo portiere Ndiaye, il giovane attaccante Tessadri e l’infortunato di lungo corso Ungaro.
Pochesci dovrebbe continuare ad utilizzare il 3-5-2 o eventualmente 3-4-1-2 con il supporto di un regista che disorienti la retroguardia biancorossa e non dia punti di riferimento con il ritorno tra i pali dell’esperto Casadei, la difesa che dovrà fronteggiare il ballottaggio fra Turi e Murolo che a contendersi la maglia da affiancare a quella di Zigrossi e Piccinni; il centrocampo che dovrà sostenere il rientrante Abonckelet con Ferrante, Zibert, Mastrippolito e Camporeale e la coppia offensiva composta da Gatto e Montero. Speranze anche nel vedere Giulio Ebagua dal primo minuto di gioco.
I ventiquattro atleti in lista sono quindi i portieri Casadei e Borghetto con al loro supporto i difensori Diallo, Tarantino, Zigrossi, Mastrippolito, Cardamone, Turi, Piccinni, Hristov e Murolo. I centrocampisti a disposizione saranno Wilmots, Dellino, Rafetraniaina, Camporeale, Abonckelet, Spedaliere, Ferrante e Zibert mentre il fronte offensivo che potrebbe scardinare la Costa e compagni è formato da Montero, Gatto, Ebagua, Manicone e Longo.
Bartolomeo Pasquale
Bisceglie, ventiquattro convocati per l’atteso derby con il Bari
Fatta eccezione per defezioni obbligatorie mister Sandro Pochesci non ha voluto escludere nessuno dall’appuntamento con la storia e la convocazione per il sentito derby con il Bari verrà ritenuta memorabile da ciascun calciatore nerazzurro stellato.
Abonckelet recuperato, assetto tattico confermato
Il tecnico laziale in occasione del confronto del Ventura che si terrà dalle 17:30 di domenica 10 novembre ha convocato 24 giocatori potendo contare sul recupero lampo di Abonckelet, assente nella trasferta di Coppa Italia in quel di Caserta a causa di un problema patito durante l’ultima di campionato al “Bonolis” di Teramo. Unici assenti il terzo portiere Ndiaye, il giovane attaccante Tessadri e l’infortunato di lungo corso Ungaro.
Pochesci dovrebbe continuare ad utilizzare il 3-5-2 o eventualmente 3-4-1-2 con il supporto di un regista che disorienti la retroguardia biancorossa e non dia punti di riferimento con il ritorno tra i pali dell’esperto Casadei, la difesa che dovrà fronteggiare il ballottaggio fra Turi e Murolo che a contendersi la maglia da affiancare a quella di Zigrossi e Piccinni; il centrocampo che dovrà sostenere il rientrante Abonckelet con Ferrante, Zibert, Mastrippolito e Camporeale e la coppia offensiva composta da Gatto e Montero. Speranze anche nel vedere Giulio Ebagua dal primo minuto di gioco.
I ventiquattro atleti in lista sono quindi i portieri Casadei e Borghetto con al loro supporto i difensori Diallo, Tarantino, Zigrossi, Mastrippolito, Cardamone, Turi, Piccinni, Hristov e Murolo. I centrocampisti a disposizione saranno Wilmots, Dellino, Rafetraniaina, Camporeale, Abonckelet, Spedaliere, Ferrante e Zibert mentre il fronte offensivo che potrebbe scardinare la Costa e compagni è formato da Montero, Gatto, Ebagua, Manicone e Longo.
Bartolomeo Pasquale
Bisceglie-Bari, appunti e note per passare alla storia
Tanto vicine a livello territoriale ma tanto lontane in termini di obiettivi e risultati. Per il Bisceglie la sfida con il Bari è considerata la madre di tutte le sfide e indipendentemente dal risultato, la giornata di domenica 10 novembre sarà di diritto consegnata negli annali della storia nerazzurro stellata.
In campo due team con una grande voglia di emergere e risalire: gli stellati di mister Pochesci per scappare via dalle sabbie mobili dei playout, i galletti di Vincenzo Vivarini per provare a respirare meglio le vette più alte del girone C di serie C; una rincorsa rallentata da tre pareggi consecutivi che hanno dato fiato alla fuga della Reggina.
Il club nerazzurro cercherà di presentarsi al banchetto con il miglior vestito possibile, in fase di cucitura già al Pinto di Caserta durante i sedicesimi di finale della Coppa Italia: il 3-5-2 assodato dovrà risultare il più propositivo possibile con rilevanti anelli di congiunzione sul campo (Camporeale può essere positivamente schierato a supporto di Zibert e Murolo rendendo eccellente il proprio rendimento, ndr) e sorprese di formazione che possono far piacere alla tifoseria.
In questo pomeriggio speciale tutti sperano in una inedita coppia offensiva che potrebbe dare vitalità al bucolico attacco biscegliese: a fianco del top scorer Gatto si auspicherebbe il primo ingresso dal fischio d’inizio per Giulio Ebagua, ex di turno che non ha effettivamente lasciato il segno nella sua esperienza in capoluogo ma che può creare non qualche grattacapo alla retroguardia biancorossa. Il tutto valutabile sulla base delle condizioni fisiche dell’italo-nigeriano ma il solo pensiero di non averlo visto in campo con la Casertana potrebbe far sperare bene.
Da verificare anche le condizioni di Mady Abonckelet non convocato nell’ultimo impegno ufficiale e ormai diventato elemento imprescindibile per le geometrie nella zona nevralgica del campo.
Un gioco che dovrà essere sempre a viso aperto ed in queste occasioni storiche il Bisceglie si è da sempre esaltato, contro un gruppo che fa dell’attacco totale con ampia gestione del possesso palla la sua arma migliore.
Il Bari di Vivarini ha beneficiato di netti miglioramenti rispetto alla gestione Cornacchini, il quale si è forse fatto schiacciare dal peso di enormi responsabilità a riguardo degli obiettivi di una grande piazza, ma ancora deve raggiungere in toto il modo di giocare a cui ha sempre aspirato.
Infermeria importante e congestionata nelle fila baresi; tanto male fa l’assenza dell’amato ex Eugenio D’Ursi, che in appena cinque mesi nella prima metà del 2018 ha deliziato la platea del Gustavo Ventura con velocità e opportunismo, ancora alle prese con un problema all’adduttore da quasi quattro settimane. Oltre a lui out anche Scavone ma dai box scalpitano delle riserve che possono fare veramente male come Terrani (migliore in campo nel 2-2 con la Vibonese, ndr), Neglia, Ferrari e Floriano, poco utilizzati all’avvento del tecnico teatino.
Nel suo 3-5-2 di teramana esperienza, assetto dalla quale sono emersi due centravanti saliti alla ribalta della serie A come Donnarumma e Lapadula, potrebbero trovare una maglia dal primo minuto Frattali, Sabbione, Di Cesare, Perrotta, Berra, Hamlili, Schiavone, Awua, Costa, nonché il duo propositivo stellare Antenucci-Simeri.
Moduli speculari, quindi: altro elemento in comune per due squadre e due comunità che sembrano sempre più vicine, ora più che mai.
Bartolomeo Pasquale
Le parole del Ministro Francesco Boccia per il derby Bisceglie-Bari
Era una partita attesa da tutta la comunità territoriale e il grande giorno è arrivato. Per la prima volta nella loro storia Bisceglie e Bari si affronteranno in gare ufficiali per la quattordicesima giornata del campionato di serie C.
Ed è il nome più illustre della città dei Dolmen ovvero il Ministro degli affari regionali Francesco Boccia, appassionato di calcio e tifoso di entrambe le squadre (oltre che della Juventus, ndr), a fare gli auguri alle due società lanciando un positivo messaggio per questa giornata che si preannuncia indimenticabile, così come riportato nelle colonne del Corriere del Mezzogiorno: «È una partita di cui non avrei mai pensato di parlare. Era inimmaginabile per entrambe ma le rispettive storie le hanno portate qui. A livello di vivai però non è un inedito, io stesso sono stato protagonista di alcune sfide contro il Bari giovanile. Era senz’altro più forte di noi, godeva di una slezione più ampia di ragazzi ma ogni tanto vincevamo noi. Seguo a distanza le sorti della squadra. Mi dispiace per le dimissioni di Canonico e spero che ci ripensi. Spero soprattutto che la città faccia quadrato attorno alla squadra. A Bisceglie i baresi sono considerati quasi dei cugini e mi auguro che sia lo stesso per i baresi. Ai biancorossi auguro di tornare in Serie A, al Bisceglie di restare a lungo nel calcio che conta».
Bartolomeo Pasquale
Verso Bisceglie-Bari, prima volta in gare ufficiali fra le due squadre
Nella vita c’è sempre una prima volta in tutto e anche il derby Bisceglie-Bari ha in sé un sapore inedito e per lo più storico.
Nonostante ciò, seppur la gara del dieci novembre è considerata la prima gara ufficiale fra le due squadre, è spesso capitato il confronto amichevole nella pluricentenaria storia di entrambi i club.
Sin a partire dai primi anni 20, allorquando l’antesignano del Bisceglie era la U.S. Biscegliese con maglia completamente blu e il Bari era scomposto dal 1908 e per i primi venti anni della sua vita in formazioni di quartiere (Splendor, G.S. Pizzirani, San Pasquale, Liberty, Ideale, Gioventù, Squadra universitaria, ndr). Il primo vero confronto con il Bari calcio, all’epoca con la denominazione U.S. Bari, risale all’aprile del 1928 con una cinquina inferta alla squadra del Dolmen.
Per avere contezza della vera “Bari” che abbiamo imparato a conoscere con l’intestazione di Associazione sportiva dobbiamo invece arrivare al 1950 con un doppio confronto terminato a favore della squadra di capoluogo in entrambi i casi e con uno score ineccepibile: 3 i gol messi a segno dai nerazzurri e ben 15 dai biancorossi per un 1-9 e 2-6 che allora testimoniava il netto divario di categoria fra le dirette avversarie.
Dopo queste due sfide ingiallite nel tempo ci si catapulta già nei nostri giorni a partire dall’anno 2011: nella preparazione alla stagione che culminò con la promozione in serie D e la marcia trionfale nella Coppa Italia di categoria, i nerazzurro stellati affrontarono il Bari guidato da Vincenzo Torrente soccombendo 1-2; le reti furono siglate da Ciccio Caputo (ora apprezzato centravanti del Sassuolo, ndr) e Bellomo per i biancorossi nonché dall’ex Moscelli per i ragazzi di Nicola Ragno.
L’anno seguente, esattamente il 22 novembre del 2012, si ebbe invece la storica affermazione degli stellati con un tiro dagli undici metri trasformato da Giuseppe Genchi al ventesimo del secondo tempo.
Le formazioni che scesero in campo in quell’ultima partita giocata presso l’antistadio di Contrada Torrebella furono le seguenti (gli schieramenti sono tratti dal volume “Bisceglie, cento anni di passione calcistica” edito dal Centro studi biscegliese e scritto dal compianto Antonio Cortese):
Bisceglie: Loiodice (Lella), Misuraca (Sabini), Maglione (dal 50° Moretti), Lorusso (La Fortezza), Pierotti (dall’85° Miccoli), Martinelli (dal 60° Lamatrice), Russo (Di Matera), Logrieco (Caprioli), Di Rito (dall’85° Carbotti), Di Ruocco, Moscelli (dal 50° Genchi). Allenatore: Nicola Ragno.
Bari: Lamanna, Sabelli, Aprile, Rivaldo, Altobello, Ristovski, Defendi, De Falco, Visconti, Toskic, Filkor. A disposizione: Pena, Lorusso, Chiochia. Allenatore: Vincenzo Torrente.
Bartolomeo Pasquale (si ringrazia Paolino Rana e il Centro Studi Biscegliese per la foto)
La legge dell'ex castiga il Bisceglie. Starita elimina la sua ex squadra, 2-1 per la Casertana
Poco è mancato al Bisceglie calcio nel riprendere le fila di un percorso che ormai sembra sempre più in salita dal punto di vista dei risultati. Ed a castigare la truppa nerazzurro stellata in questo secondo turno della Coppa Italia di serie C è un ex, Ernesto Starita, fattosi trovare pronto al momento giusto dopo dieci minuti dal proprio ingresso. Un dispiacere alla sua precedente squadra della quale è stato top scorer (è proprio così dati alla mano) con appena quattro reti nella passata annata.
In occasione della sfida del “Pinto” mister Sandro Pochesci ha rivoluzionato la squadra restando sempre fedele al 3-5-2. Terzetto difensivo Turi-Hristov-Murolo davanti al portiere Borghetto, chance importante per lui. Centrocampo che ha sofferto l’assenza di Abonckelet con Mastrippolito e Tarantino, Rafetraniaina, Camporeale e Zibert a supporto dell’inedita coppia Dellino-Montero. Dopo moltissimi anni è stato piacevole vedere in campo per i nerazzurri ben due atleti originari della città dei Dolmen in una partita professionisti, ovvero Murolo e Camporeale.
Ampio turnover anche per i falchetti rossoblu guidati dall’altro ex Ciro Ginestra con il sempreverde Antonio Floro Flores cardine del 3-5-2 speculare. Ed è proprio sua la firma della prima occasione da gol al terzo minuto, complice la spericolata uscita di Borghetto, con pallone finito sul fondo in virtù del colpo di testa dell’ex Bari, Udinese e Napoli.
Prima parte della partita che ha visto il pallino del gioco nelle mani degli ospitanti ma con un ottimo pressing e buoni spunti da parte dei viaggianti spesso pronti a sorprendere l’opposta difesa: come al minuto ventotto con il break di Murolo abile ad imbeccare Montero in piena area di rigore; la palla ribattuta è finita sui piedi di Camporeale che ha tentato invano la conclusione.
Nel momento di maggior pressione dei biscegliesi, oggi in maglia arancio, è però arrivato il gol del vantaggio campano causato da un eccessivo sbilanciamento di tutta la squadra: minuto trentasei, filtrante dalla mediana di Cavallini per Floro Flores involatosi sul filo del fuorigioco di fronte a Borghetto e pronto ad appoggiare comodamente il pallone nel sette dopo aver scartato il baluardo. La prima frazione non ha dato altri sussulti se non per un anticipo tempestivo di Zivkovic su Tarantino, ben imbeccato da Zibert in diagonale.
Nella ripresa Pochesci ha preso provvedimenti per un Bisceglie ancor più proteso in avanti: la velocità di Longo e la grinta di Zigrossi hanno preso il posto delle prestazioni sciorinate da Murolo e Dellino ed è sembrato potesse funzionare. Subito dopo quattro giri di lancette, infatti, occasionissima nerazzurro stellata con il recupero di Mastrippolito in velocità ed il lancio per Montero, impreparato con il destro.
All’ora di gioco la vitalità in fase offensiva per i nerazzurri aumenta intensamente con l’ingresso di Gatto al posto di Montero. A dare manforte nella retroguardia biscegliese è sceso in campo anche Diallo in sostituzione di Tarantino, pronto a muoversi sulle corsie esterne fra difesa e centrocampo. E proprio Gatto ha avvicinato ancora di più il Bisceglie al pareggio, pur tuttavia non riuscendoci con un’azione coordinata con Camporeale: sponda di testa del giovane numero quattordici per l’ex Taranto e Juve Stabia che in spaccata ha sfiorato il gol di poco.
Incrementato il numero di calci d’angolo, con tre tiri dalla bandierina nel giro di un paio di minuti, il Bisceglie ha messo marcia a folle scoprendo la nuova iniziativa dei casertani, vicini al raddoppio al settantasettesimo con il palo colto da Adamo preparato nell’intercettare il tirocross di Zivkov che ha ingannato la difesa avversaria. Non è bastato all’attaccante campano avere la prateria di fronte a sè e questo errore è stato poi pagato caro solo quattro minuti dopo.
Nella classica casistica del “gol sbagliato-gol subito” il Bisceglie è pervenuto al pareggio: Zivkovic si è superato sul rasoterra di Gatto dal limite dell’area di rigore smanacciando in corner ma nulla ha potuto sull’incornata del successivo tiro dalla bandierina a firma di Longo; probabile la deviazione di un difensore rossoblu ma il pareggio è sembrato in cassaforte. Il Bisceglie ci ha creduto sempre più pur non rendendosi pericoloso ma avanzando spesso nella trequarti di casa e l’inserimento di Manicone al posto di un Rafetraniaina poco in palla nell’occasione, è stato il segno di una netta intenzione nell’ipotecare il discorso qualificazione.
Pur tuttavia è stata la Casertana ad approfittare dell’unico errore sul finire della gara per poter infilare il proprio vessillo nel tabellone del terzo turno: ad un minuto esatto dal novantesimo lo svarione di Zigrossi da metà campo ha dato l’opportunità a Starita, entrato in luogo di Ciriello, di entrare in area e mettere il pallone alle spalle di Borghetto.
Dopo tre minuti di recupero in cui non c’è stato nulla di rilevante, se non un destro pretestuoso di Turi dai venti metri, l’arbitro ha invitato tutti a tornare negli spogliatoi con i giocatori nerazzurri che, usciti dall’impianto casertano a testa alta per la prova offerta, dovranno pensare subito a come onorare nel migliore dei modi il primo derby ufficiale della storia con il Bari, in programma domenica dieci novembre sul terreno amico del “Gustavo Ventura”.
CASERTANA-BISCEGLIE 2-1
Casertana (3-5-2): 12 Zivkovic, 5 Santoro, 6 Gonzalez, 9 Cavallini (dal 79° 11 Zito), 13 Zivkov, 14 Ciriello (dal 79° 7 Starita), 18 Clemente, 20 Laaribi, 21 Floro Flores (dal 51° 24 Origlia), 23 Varesanovic (dal 65° 16 Matese), 27 Paparusso (dal 65° 17 Adamo). Allenatore: Ciro Ginestra. A disposizione: 1 Crispino, 22 Galluzzo, 8 D’Angelo, 15 Leonardo Longo, 19 Lezzi.
Bisceglie (3-5-2): 22 Borghetto, 3 Tarantino (dal 59° 2 Diallo), 6 Mastrippolito, 7 Dellino (dal 46° 17 Longo), 9 Montero (dal 59° 10 Gatto), 11 Rafetrainiaina (dall’88° 29 Manicone), 14 Camporeale, 21 Turi, 25 Hristov, 26 Murolo (dal 46° 17 Salvatore Longo), 30 Zibert. Allenatore: Sandro Pochesci. A disposizione: 1 Casadei, 13 Ebagua, 15 Cardamone, 20 Spedaliere, 23 Piccinni, 27 Ferrante.
Arbitro: Claudio Petrella di Viterbo.
Assistenti: Francesco Valente, Francesco Rizzotto di Roma.
Reti: 36° Floro Flores, 81° Salvatore Longo, 89° Starita.
Note: spettatori e incasso non ancora comunicati. Ammoniti: Longo al 50° per gioco scorretto, Zigrossi al 70° per gioco scorretto, Zibert al 76° per gioco scorretto, Matese al 93° per gioco scorretto. Calci d’angolo: 3-6. Recupero: primo tempo un minuto, secondo tempo quattro minuti. Cambi di modulo: nessuno.
La legge dell’ex castiga il Bisceglie. Starita elimina la sua ex squadra, 2-1 per la Casertana
Poco è mancato al Bisceglie calcio nel riprendere le fila di un percorso che ormai sembra sempre più in salita dal punto di vista dei risultati. Ed a castigare la truppa nerazzurro stellata in questo secondo turno della Coppa Italia di serie C è un ex, Ernesto Starita, fattosi trovare pronto al momento giusto dopo dieci minuti dal proprio ingresso. Un dispiacere alla sua precedente squadra della quale è stato top scorer (è proprio così dati alla mano) con appena quattro reti nella passata annata.
In occasione della sfida del “Pinto” mister Sandro Pochesci ha rivoluzionato la squadra restando sempre fedele al 3-5-2. Terzetto difensivo Turi-Hristov-Murolo davanti al portiere Borghetto, chance importante per lui. Centrocampo che ha sofferto l’assenza di Abonckelet con Mastrippolito e Tarantino, Rafetraniaina, Camporeale e Zibert a supporto dell’inedita coppia Dellino-Montero. Dopo moltissimi anni è stato piacevole vedere in campo per i nerazzurri ben due atleti originari della città dei Dolmen in una partita professionisti, ovvero Murolo e Camporeale.
Ampio turnover anche per i falchetti rossoblu guidati dall’altro ex Ciro Ginestra con il sempreverde Antonio Floro Flores cardine del 3-5-2 speculare. Ed è proprio sua la firma della prima occasione da gol al terzo minuto, complice la spericolata uscita di Borghetto, con pallone finito sul fondo in virtù del colpo di testa dell’ex Bari, Udinese e Napoli.
Prima parte della partita che ha visto il pallino del gioco nelle mani degli ospitanti ma con un ottimo pressing e buoni spunti da parte dei viaggianti spesso pronti a sorprendere l’opposta difesa: come al minuto ventotto con il break di Murolo abile ad imbeccare Montero in piena area di rigore; la palla ribattuta è finita sui piedi di Camporeale che ha tentato invano la conclusione.
Nel momento di maggior pressione dei biscegliesi, oggi in maglia arancio, è però arrivato il gol del vantaggio campano causato da un eccessivo sbilanciamento di tutta la squadra: minuto trentasei, filtrante dalla mediana di Cavallini per Floro Flores involatosi sul filo del fuorigioco di fronte a Borghetto e pronto ad appoggiare comodamente il pallone nel sette dopo aver scartato il baluardo. La prima frazione non ha dato altri sussulti se non per un anticipo tempestivo di Zivkovic su Tarantino, ben imbeccato da Zibert in diagonale.
Nella ripresa Pochesci ha preso provvedimenti per un Bisceglie ancor più proteso in avanti: la velocità di Longo e la grinta di Zigrossi hanno preso il posto delle prestazioni sciorinate da Murolo e Dellino ed è sembrato potesse funzionare. Subito dopo quattro giri di lancette, infatti, occasionissima nerazzurro stellata con il recupero di Mastrippolito in velocità ed il lancio per Montero, impreparato con il destro.
All’ora di gioco la vitalità in fase offensiva per i nerazzurri aumenta intensamente con l’ingresso di Gatto al posto di Montero. A dare manforte nella retroguardia biscegliese è sceso in campo anche Diallo in sostituzione di Tarantino, pronto a muoversi sulle corsie esterne fra difesa e centrocampo. E proprio Gatto ha avvicinato ancora di più il Bisceglie al pareggio, pur tuttavia non riuscendoci con un’azione coordinata con Camporeale: sponda di testa del giovane numero quattordici per l’ex Taranto e Juve Stabia che in spaccata ha sfiorato il gol di poco.
Incrementato il numero di calci d’angolo, con tre tiri dalla bandierina nel giro di un paio di minuti, il Bisceglie ha messo marcia a folle scoprendo la nuova iniziativa dei casertani, vicini al raddoppio al settantasettesimo con il palo colto da Adamo preparato nell’intercettare il tirocross di Zivkov che ha ingannato la difesa avversaria. Non è bastato all’attaccante campano avere la prateria di fronte a sè e questo errore è stato poi pagato caro solo quattro minuti dopo.
Nella classica casistica del “gol sbagliato-gol subito” il Bisceglie è pervenuto al pareggio: Zivkovic si è superato sul rasoterra di Gatto dal limite dell’area di rigore smanacciando in corner ma nulla ha potuto sull’incornata del successivo tiro dalla bandierina a firma di Longo; probabile la deviazione di un difensore rossoblu ma il pareggio è sembrato in cassaforte. Il Bisceglie ci ha creduto sempre più pur non rendendosi pericoloso ma avanzando spesso nella trequarti di casa e l’inserimento di Manicone al posto di un Rafetraniaina poco in palla nell’occasione, è stato il segno di una netta intenzione nell’ipotecare il discorso qualificazione.
Pur tuttavia è stata la Casertana ad approfittare dell’unico errore sul finire della gara per poter infilare il proprio vessillo nel tabellone del terzo turno: ad un minuto esatto dal novantesimo lo svarione di Zigrossi da metà campo ha dato l’opportunità a Starita, entrato in luogo di Ciriello, di entrare in area e mettere il pallone alle spalle di Borghetto.
Dopo tre minuti di recupero in cui non c’è stato nulla di rilevante, se non un destro pretestuoso di Turi dai venti metri, l’arbitro ha invitato tutti a tornare negli spogliatoi con i giocatori nerazzurri che, usciti dall’impianto casertano a testa alta per la prova offerta, dovranno pensare subito a come onorare nel migliore dei modi il primo derby ufficiale della storia con il Bari, in programma domenica dieci novembre sul terreno amico del “Gustavo Ventura”.
CASERTANA-BISCEGLIE 2-1
Casertana (3-5-2): 12 Zivkovic, 5 Santoro, 6 Gonzalez, 9 Cavallini (dal 79° 11 Zito), 13 Zivkov, 14 Ciriello (dal 79° 7 Starita), 18 Clemente, 20 Laaribi, 21 Floro Flores (dal 51° 24 Origlia), 23 Varesanovic (dal 65° 16 Matese), 27 Paparusso (dal 65° 17 Adamo). Allenatore: Ciro Ginestra. A disposizione: 1 Crispino, 22 Galluzzo, 8 D’Angelo, 15 Leonardo Longo, 19 Lezzi.
Bisceglie (3-5-2): 22 Borghetto, 3 Tarantino (dal 59° 2 Diallo), 6 Mastrippolito, 7 Dellino (dal 46° 17 Longo), 9 Montero (dal 59° 10 Gatto), 11 Rafetrainiaina (dall’88° 29 Manicone), 14 Camporeale, 21 Turi, 25 Hristov, 26 Murolo (dal 46° 17 Salvatore Longo), 30 Zibert. Allenatore: Sandro Pochesci. A disposizione: 1 Casadei, 13 Ebagua, 15 Cardamone, 20 Spedaliere, 23 Piccinni, 27 Ferrante.
Arbitro: Claudio Petrella di Viterbo.
Assistenti: Francesco Valente, Francesco Rizzotto di Roma.
Reti: 36° Floro Flores, 81° Salvatore Longo, 89° Starita.
Note: spettatori e incasso non ancora comunicati. Ammoniti: Longo al 50° per gioco scorretto, Zigrossi al 70° per gioco scorretto, Zibert al 76° per gioco scorretto, Matese al 93° per gioco scorretto. Calci d’angolo: 3-6. Recupero: primo tempo un minuto, secondo tempo quattro minuti. Cambi di modulo: nessuno.
BISCEGLIE, NICOLA CANONICO LASCIA LA PRESIDENZA DELLA SQUADRA
La situazione in classifica è precaria ma non disastrosa; la caccia all’uomo è decisamente aberrante con insulti e lamentele di ogni tipo al tal punto che anche gli uomini forti alla fine possono cedere e alzare bandiera bianca.
Ed è così capitato anche al presidente del Bisceglie calcio Nicola Canonico proprio all’indomani della sconfitta interna con la Virtus Francavilla, la quale ha fatto precipitare la squadra in piena zona playout. Queste le sue parole riportate su un comunicato stampa ufficiale appena pervenuto:
«È doveroso, a questo punto, mettere a conoscenza tutti voi degli accadimenti deplorevoli che il sottoscritto, presidente dell’A.S. Bisceglie calcio, ha dovuto subire sin dall’inizio del campionato in corso. Già alla quarta giornata, ancor prima della gara, sul cancello del passo carrabile adibito all’ingresso di calciatori e tesserati dello stadio “Gustavo Ventura”, mi sono ritrovato a leggere la scritta (con bomboletta spray) “Canonico infame”.
Dopo il match, perso 3-0 col Potenza secondo in classifica, insoddisfatto per la prestazione della mia squadra, mentre mi accingevo a raggiungere il parcheggio interno dello stadio cinque minuti prima del fischio finale, mi sono ritrovato bersaglio unico di parolacce e insulti, proferiti da una parte della gradinata, in particolare dai sostenitori del gruppo “Vecchia guardia”.
Alla sesta giornata, in occasione dell’incontro casalingo con la Casertana terminato 0-0, è stato preso di mira mio figlio Emanuele, ancora con offese e ingiurie.
In occasione della partita con la Ternana (seconda in classifica alla decima giornata), che si è conclusa 0-1, nonostante non fossi presente in tribuna per impegni lavorativi inderogabili, sono stato ancora una volta vittima di insulti e cori offensivi da parte di alcuni “sostenitori” in gradinata.
L’ultimo atto di questi comportamenti irriguardosi nei confronti miei e della mia famiglia è avvenuto domenica 27 ottobre, alla fine della sfida con la Virtus Francavilla, persa 0-1. Già durante i minuti finali il leitmotiv della “Vecchia Guardia” è stato intonare il coro “Canonico bastardo”, oltre ai successivi insulti proseguiti fino all’abbandono, da parte mia, dell’impianto sportivo.
Contestare è legittimo ma insultare pesantemente no!
Ho accettato con rammarico la civile contestazione da parte dei ragazzi del gruppo organizzato “Ultras Bisceglie”, che durante i minuti finali dell’incontro di domenica ha ammainato bandiere e striscioni abbandonando in segno di protesta la gradinata, dando segno, tra l’altro, di una maturità e di una sportività da cui il gruppo “Vecchia Guardia” e qualche altro fido sostenitore dovrebbero prendere esempio,
Evidentemente dissapori e malumori venutosi a creare tra alcuni sostenitori e il sottoscritto, per alcuni avvenimenti del passato, non sono stati messi da parte, nonostante le mie pubbliche scuse proferite in estate durante la presentazione della squadra e divulgate anche precedentemente a mezzo stampa.
«Il sindaco e l’amministrazione non hanno mantenuto le promesse»
«Altro capitolo degno di nota sono le promesse non mantenute da parte del sindaco Angarano e dell’amministrazione comunale di Bisceglie, prima nei confronti della nostra società e poi nella mancata manutenzione del “Gustavo Ventura”.
Dopo tutto il calvario passato per ottenere la riammissione del Bisceglie calcio in serie C, l’impianto sportivo, dopo i lavori iniziali di potenziamento dell’impianto d’illuminazione e l’apposizione di nuovi seggiolini numerati (come da direttive Lega Pro per l’omologazione della struttura e l’ottenimento dell’idoneità ad ospitare incontri di serie C), è stato praticamente abbandonato e dimenticato.L’integrazione nel settore gradinata di ulteriori 600 seggiolini dopo la posa dei 905 iniziali non è stata mai portata a termine. Questo ha determinato l’impossibilità di poter ospitare altri tifosi e sostenitori oltre ad aver creato un danno economico per le casse societarie, derivante dal numero limitato di biglietti disponibili e vendibili rispetto alla capienza originale e prevista dello stadio.
Inoltre, in merito ai punti bar all’interno dell’impianto, dato che il comune di Bisceglie non ha indetto una gara di appalto per l’assegnazione degli esercizi commerciali per la vendita di bevande, è doveroso evidenziare che per sopperire a questa difficoltà, il sottoscritto si è fatto carico per ben tre gare casalinghe dell’acquisto di duemila bottigliette per evitare che nell’impianto potesse mancare acqua potabile per tifosi ed ospiti, e comunque, nonostante tutto non è mancata la contestazione!
Un’altra menzione la merita il manto erboso del campo, ai limiti della praticabilità, duro e con l’impianto d’irrigazione guasto; un terreno di gioco su cui risulta davvero difficoltoso giocare a calcio e soprattutto catalizzatore di probabili infortuni e affaticamenti muscolari.
Promesse disattese, telefonate senza risposta, menefreghismo e mutismo generale dopo le molteplici sollecitazioni, ma dell’amministrazione comunale non c’è stata più traccia assieme all’ultima promessa nei confronti del settore giovanile del Bisceglie, ovvero quella di far giocare gli incontri interni di Under 15, Under 17 e Berretti al “Francesco Di Liddo”. L’ennesima promessa trascurata ci ha portato a dover organizzare allenamenti e gare ufficiali dei ragazzi presso al Capirro Sport Village di Trani.
Alla luce di questi avvenimenti, di continue contestazioni e dello scarso rendimento da parte di alcuni giocatori della rosa (arrivati qui a Bisceglie con un palmares invidiabile), quali ulteriori colpe posso assumermi? Non voglio cercare attenuanti, ma anche l’indisponibilità per infortunio di alcune pedine importanti, prestazioni al di sotto delle aspettative, eventi sfortunati e mancanza di tempo per l’ambientamento al calcio italiano degli stranieri, hanno inficiato prestazioni e risultati sportivi.
«È la fine di questo tormentato “amore sportivo”. Mi dimetto»
Sono profondamente rammaricato ma anche esausto.
Dopo quasi 9 anni di passione e dedizione per i colori nerazzurrostellati credo che sia arrivato il momento di porre la parola fine a questo tormentato “amore sportivo”. C’è stata poca pazienza da parte di tutti, motivo per cui rassegno le mie dimissioni in qualità di patron e presidente dell’A.S. Bisceglie. A questa decisione, segue rigoroso silenzio stampa da parte di tutti i tesserati e comunque di tutti i collaboratori della società.
Lascio, quindi, un patrimonio nelle mani dei dirigenti biscegliesi, una società senza debiti, un club iscritto in serie C e spero anche con tutto il mio cuore che venga individuata una persona o un imprenditore in grado di portare avanti la gloriosa storia calcistica della vecchia “Stella del Sud”. Non pretendo denaro, pur avendone investito tantissimo, ma solo che venga sostituita la fideiussione posta a garanzia per l’iscrizione della squadra al campionato. Chiunque rilevi la società potrà attingere dal mercato degli svincolati e magari investire nel calciomercato invernale per poter raggiungere la tanto agognata salvezza.
In caso di malaugurata assenza di soggetti disposti a rilevare la squadra, voglio rassicurare i veri tifosi e gli appassionati neroazzurro-stellati, che la squadra A.S. Bisceglie Calcio porterà a termine il campionato in corso in autogestione, precisando, fin da oggi, tuttavia, che non sarà comunque effettuata alcuna iscrizione al prossimo campionato».
Bartolomeo Pasquale
Pochesci senza freni dopo Bisceglie-Virtus Francavilla: "Arbitro, che arroganza"
Non può certo ritenersi soddisfatto mister Sandro Pochesci che con dignità si è presentato in sala stampa al termine della partita persa con la Virtus Francavilla: «La sconfitta pesa perché era una squadra alla nostra portata la squadra ha avuto paura nel primo tempo; dopo la prestazione di catania questo è un passo indietro. Qualche infortunio ci ha penalizzato, giocando tre partite a settimana si possono avere problemi. Facciamo fatica e i tifosi fanno bene a lamentarsi ma dobbiamo pensare partita per partita, dobbiamo pensare al nostro campionato. Stiamo aspettando qualche giocatore ancora fuori forma. Ci vuole più cattiveria, più coraggio».
Piccola nota polemica mista a delusione sul direttore di gara e su alcune decisioni poco popolari: «Ho visto un arbitro troppo arrogante e l’ arroganza non fa bene, c’è stata una lamentela dei giocatori per troppe situazioni non belle».
Sulla condizione dei calciatori in campo e sul rendimento di Ebagua: «Penso di recuperare Gatto e Zigrossi, siamo in emergenza e capiamo i giocatori soprattutto non esperti perché è difficile giocare con la contestazione. Questa è la terza sconfitta, ho le idee chiare e sicuramente domenica giocheremo come a Catania. Abbiamo preso gol per un’ ingenuità, ma noi abbiamo creato occasioni. Ebagua e il suo graduale inserimento? Dipende da lui: è stato l’unico giocatore che quando è entrato ha fatto quattro tiri in porta. É importante e lo stiamo aspettando, così come i giovani come Turi e Camporeale che hanno oggi reso alla grande Siamo in un momento complicato ma non molliamo, abbiamo tanto rammarico per quello che è stato ma arriverà il nostro momento migliore» ha concluso il tecnico romano.
Bartolomeo Pasquale
Bisceglie, così non va. Terza sconfitta interna
Terza sconfitta sotto la gestione Pochesci e terza sconfitta fra le mura amiche dopo Potenza e Ternana. Si fa notte fonda per il Bisceglie affondato da un contropiede di Leonardo Perez al minuto 26 che concede tre punti di vitale importanza alla Virtus Francavilla ora appollaiata in zona playoff.
La truppa nerazzurra, senza Zigrossi e Gatto, ha fatto sin da subito sentire la propria presenza giocando il primo quarto d’ora di altissimo livello. Improvvisa è stata la risalita del fronte offensivo biancoceleste che non ha dato più riferimenti alla retroguardia di casa grazie ad un gioco costante sulle fasce laterali, noto punto debole dei biscegliesi in questa prima parte di stagione, e con rapidi fraseggi che hanno disorientato il 3-5-2 stellato.
La prima importante occasione è capitata al dodicesimo sui piedi diPerez che ha superato in diagonale Casadei ma non Turi pronto a respingere sulla linea di porta. Due minuti più tard tiro di Montero che ha supportato in raddoppio Abonckelet nella conclusione ma trovando l’opposizione di Costa. In occasione del tiro dalla bandierina incornata di Abonckelet che ha impegna Costa; la palla rimane lì ma Montero viene anticipato prima del tap-in.
Al ventiseiesimo il vantaggio messapico con il gol messo in ghiaccio dal mesagnese Perez. Dormita di Rafetranina a centrocampo che perde il pallone ben recuperato da Gigliotti: lancio profondo a servire Perez che scattato in volata, ha depositato il suo diagonale angolato alle spalle di Casadei per il settimo centro personale.
Dieci giri di lancette e Delvino, amatissimo ex, e compagni hanno sfiorato il raddoppio con la traversa colta da Denny Gigliotti ed il proprio bolide a giro dai venti metri.
Nella ripresa, nonostante il pressing assiduo dei viaggianti allo scopo di legittimare il risultato, il Bisceglie ha creato qualcosa in più in termini di azioni grazie all’inserimento di Camporeale (già dalla mezz’ora in luogo di Mastrippolito, ndr) e di Giulio Ebagua, osannato dopo il gol messo a segno contro il Catania nel turno infrasettimanale trascorso. Ed è proprio l’asso italonigeriano, ormai a pochi passi da una perfetta condizione fisica, ad impegnare Costa severamente in quattro occasioni. Nel giro di due minuti, tra il sessantottesimo ed il sessantanovesimo ha provato di testa a mettere la palla in porta prima sul campanile di Cardamone e successivamente sull’angolo battuto da Longo. Al 77° ancora di testa l’ex Bari, Como e Vicenza ha cercato la via del gol ma col corpo molto distante dalla porta ha guardato il pallone spegnersi sul fondo. A due minuti dal novantesimo Ebagua ha anche provato in acrobazia facendo la barba al palo. Sfortuna, imprecisione ed un pizzico di disorientamento hanno portato così i ragazzi cari al presidente Nicola Canonico a raccogliere la quinta sconfitta stagionale, precipitando al terz’ultimo posto in piena zona playout con dieci punti.
BISCEGLIE-VIRTUS FRANCAVILLA 0-1
Bisceglie (3-5-2): 1 Casadei, 6 Mastrippolito (dal 32° 14 Camporeale), 9 Montero, 11 Rafetraniaina (dal 57° 13 Ebagua), 15 Cardamone, 16 Abonckelet, 17 Longo, 21 Turi, 23 Piccinni, 25 Hristov, 30 Zibert (dal 62° 27 Ferrante). Allenatore: Sandro Pochesci. A disposizione: 22 Borghetto, 3 Tarantino, 4 Wilmots, 7 Dellino, 20 Spedaliere, 26 Murolo, 29 Manicone.
Virtus Francavilla (3-4-1-2): 22 Costa, 4 Zenuni, 6 Bovo (dal 62° 2 Di Cosmo), 7 Gigliotti (dal 70° 9 Vazquez), 10 Perez (dal 70° 14 Baclet), 11 Mastropietro, 15 Delvino, 16 Albertini, 17 Caporale, 18 Marino , 21 Nunzella. Allenatore: Bruno Trocini. A disposizione: 1 Sottoriva, 6 Carella, 19 Sperandeo, 20 Puntoriere, 27 Miccoli, 31 Marozzi.
Arbitro: Marco Acanfora di Castellammare di Stabia
Assistenti: Francesco D’Apice e Michele Somma di Castellammare di Stabia
Reti: 26° Perez
Note: 279 spettatori (con 916 abbonati) e incasso pari a 2138 €. (con €. 4604 incasso abbonati). Ammoniti: Abonckelet al 29° per gioco scorretto, Caporale al 49° per gioco scorretto, Albertini al 60° per gioco scorretto, Gigliotti al 64° per gioco scorretto, Di Cosmo al 72° per gioco scorretto. Calci d’angolo: 3-7. Recupero: 2 minuti primo tempo, secondo tempo. Cambi di modulo: Bisceglie 4-3-1-2 al 32° e 4-3-3 al 57°.
Bartolomeo Pasquale
La prima gemma di Ebagua lascia l'amaro in bocca a Lucarelli. Catania-Bisceglie 1-1
Importante pareggio esterno per il Bisceglie che certifica la crisi senza fine di un Catania desideroso di tornare in fretta nelle categorie che merita rimanendo sempre bollata come un’eterna compiuta.
Mister Sandro Pochesci con la novità Camporeale in mezzo al campo a supporto del trequartista Zibert nel 3-5-2 in cui l’assente Zigrossi è rimpiazzato da Turi mentre è Montero a fungere da partner offensivo di Gatto uscito già malconcio dopo appena un quarto d’ora e sostituito da Longo.
Nell’occasione è giunta la prima palla gol del Bisceglie con una punizione tagliata di Zibert in profondità con Gatto che in girata ha provato la conclusione sfilata sul fondo di poco. La torsione ha così causato un problema presunto all’adduttore per il cannoniere nerazzurro ed il trainer laziale ha dovuto correre ai ripari cercando più il fraseggio e l’avvio rapido piuttosto che il lancio lungo.
Alla mezz’ora Zibert da trenta metri è riuscito a trovare il varco per il secondo insidioso tiro degli stellati con la palla che si è spenta oltre la porta. E il Catania? Sofferente al centro del rettangolo del “Cibali-Angelo Massimino” ha avuto più possibilità di mostrare la propria pasta sulle corsie esterne dove hanno vagato costantemente Biagianti e Mbende e provocando sofferenze in Mastrippolito e Tarantino, punti deboli nell’occasione.
Al trentottesimo è proprio Mbende a servire di sponda Mazzarani con la scivolata dell’attaccante etneo respinta d’istinto sulla traversa da Casadei. Due minuti dopo palla d’oro per gli ospiti con il colpo di testa di Hristov su cui si è dimostrato superlativo Furlan.
Nel momento migliore per i nerazzurro stellati, come da paradosso, è arrivato il vantaggio dei rossazzurri di Cristiano Lucarelli, al ritorno sulla panchina etnea dopo l’esonero di Andrea Camplone: corner battuto da Ciccio Lodi su cui si è avventato Mbende con un irruento colpo di testa, venendo lasciato libero da un distratto Mastrippolito.
È proprio lui a restare negli spogliatoi dopo l’intervallo con l’ingresso di Ferrante a dare la sveglia alla manovra offensiva stellata: l’asse Zibert-Ferrante-Camporeale a cominciato a funzionare con una costruzione lenta e costante che ha portato frutti all’ora di gioco con la bordata di prima intenzione di quest’ultimo che ha sorvolato la traversa. A dimostrazione dell’abile lettura di gara, mister Pochesci ha inserito al settantesimo Giulio Ebagua al posto dello stesso Camporeale, autore di una buonissima prova, ed è stato il cambio decisivo. Sessanta secondi e chiara occasione da gol con il liscio di Biagianti su cui si è avventato Longo a tu per tu con Furlan sparando alle stella la propria cartuccia con l’italonigeriano libero da marcature.
Al settantasettesimo Piccinni ha perso il controllo di Di Piazza abile a servire Curiale con una finezza il cui destro in corsa si è smarrito in curva. Dieci minuti più tardi e Furlan ha salvato il risultato su Ferrante piegandosi sulla voleé rasoterra del giovane atleta viaggiante ma nulla ha potuto all’ultimo minuto in cui proprio l’ex di turno Giulio Ebagua ha ristabilito l’equilibrio con un’incornata sotto misura su pallone partito dalla fascia sinistra.
Con questo risultato il Bisceglie raggiunge doppia cifra e sale a dieci punti in classifica. Prossimo turno casalingo previsto per domenica 27 ottobre: al Gustavo Ventura sarà la sorprendente Virtus Francavilla a rendere visita alla comitiva cara al presidente Nicola Canonico.
CATANIA-BISCEGLIE 1-1
Catania (3-5-2): 1 Furlan, 3 Mbende, 27 Biagianti, 5 Silvestri, 26 Calapai (dall’86° 21 Biondi), 10 Lodi (dall’80° 4 Bucolo), 6 Welbeck, 18 Rizzo, 15 Marchese (dall’86° 13 Saporetti), 22 Mazzarani (dal 61° 11 Curiale), 9 Di Piazza (dall’80° 19 Catania). Allenatore: Cristiano Lucarelli. A disposizione: 22 Martinez, 2 Noce, 17 Barisic, 29 Rossetti, 24 Distefano.
Bisceglie (3-5-2): 1 Casadei, 21 Turi, 25 Hristov, 23 Piccinni, 6 Mastrippolito (dal 46° 27 Ferrante), 16 Abonckelet, 30 Zibert, 14 Camporeale (dal 70° 13 Ebagua), 3 Tarantino (dal 61° 15 Cardamone), 10 Gatto (dal 17° 17 Longo), 9 Montero. Allenatore: Sandro Pochesci. A disposizione: 22 Borghetto, 26 Murolo, 4 Wilmots, 20 Spedaliere, 7 Dellino, 29 Manicone.
Arbitro: Federico Longo di Paola (Cosenza).
Assistenti: Amir Salama di Ostia Lido, Domenico Fontemurato di Roma.
Reti: 43° Mbende, 90° Ebagua.
Note: spettatori 6724, 1039 paganti compresi i 7 ospiti; incasso di 7800 euro esclusa la quota abbonati. Ammoniti: Montero al 53° per simulazione. Calci d’angolo: 5-2. Recupero: primo tempo un minuto, secondo tempo. Cambi di modulo: nessuno.
Bartolomeo Pasquale (si ringrazia Emmanuele Mastrodonato per la foto di Giulio Ebagua)
Il dopogara di Bisceglie-Ternana, Pochesci: "Non mi lamento, manca ancora la cattiveria giusta"
Un punto raccolto nelle prime tre partite della sua gestione ma mister Sandro Pochesci vede il bicchiere mezzo pieno dopo la battuta d’arresto contro la sua ex squadra, quella Ternana a cui avrebbe desiderato tanto mettere uno sgambetto particolare: «Oggi sento di dover difendere la mia squadra, perché non meritavano i fischi, nessuno si è risparmiato né si è tirato indietro. Ovvio che ci alleniamo per vincere, se c’è da correggere qualcosa si vedrà più avanti con la società, ma per adesso la situazione è questa e oggi vedo il bicchiere mezzo pieno: la squadra fino alla fine non si è arresa, e mi sarei aspettato un po’ più di comprensione da parte dei tifosi. Non far tirare la Ternana non è da tutti. Non posso dire niente ai ragazzi anche perché di fronte avevamo una signora squadra, e poi abbiamo finito con sei under in campo, anche perché siamo un po’ di difficoltà. I giovani vanno aspettati e pian piano cresceranno ed aspettiamo Ebagua che, anche se gioca poco, accende l’entusiasmo dei compagni che gli vanno dietro. Giochiamo con tanti giovani e comunque riusciamo a costruire qualcosa di buono, ci mancano gli ultimi sedici metri. Io vedo la squadra migliorare sotto il punto di vista della convinzione e così possiamo centrare il nostro obiettivo».
Sulle difficoltà in fase offensiva e sul prossimo difficile turno al Cibali di Catania il tecnico romano si sofferma in modo più ampio: «Abbiamo costruito delle buone occasioni, ma abbiamo finalizzato poco. Sono più preoccupato dal fatto che questa squadra non riesca a concludere, le partite si vincono mettendola dentro, ed è evidente che ci manca qualcosa davanti: la cattiveria che ti fa mettere dentro la palla, dobbiamo lavorare su questo. Dobbiamo imparare anche da queste sconfitte, ma dobbiamo continuare a giocare come al solito, perché non è la sconfitta con la Ternana che cambia le cose. Adesso andiamo a Catania, non possiamo certo evitarlo, dobbiamo incontrarle tutte le sei squadre più forti. Il campionato è difficile, ma se siamo uniti e compatti possiamo raggiungere il risultato minimo e poi vedere che succede. Il calendario adesso è duro, ma da novembre sarà più facile. Le sconfitte sono sempre brutte ma ci sono sconfitte e sconfitte e anche da questi risultati si può imparare qualcosa».
Bartolomeo Pasquale
Bisceglie calcio, Pochesci contro il suo passato per la prima vittoria interna
Scontro fatto di amarcord incrociati in questa decima giornata del campionato di serie C girone C. In Bisceglie-Ternana vivo sarà l’interesse nel vedere mister Sandro Pochesci affrontare il suo recente passato, quelle Fere rossoverdi che lo hanno sedotto e abbandonato nel campionato di serie B 2017/2018.
Dall’altro canto sarà vivo invece l’interesse nel vedere Anthony Partipilo tornare a calcare il terreno di gioco del “Gustavo Ventura” dopo aver vissuto intensamente due anni e mezzo con addosso la casacca nerazzurro stellata, erigendosi a indiscusso protagonista della vittoria del campionato di serie D del 2017.
Trattasi questa della prima gara di estrema difficoltà per il gruppo caro al presidente Nicola Canonico, ancora a secco di affermazioni fra le mura amiche e protagonista di un trittico di partite ad alta quota da disputarsi in una settimana intera: dopo i rossoverdi di mister Fabio Gallo toccherà a Catania e Virtus Francavilla ospitare o rendere visita ai biscegliesi per il primo importante crocevia della stagione.
In occasione della gara casalinga di domenica pomeriggio, con fischio d’inizio a partire dalle ore 15:00, il tecnico laziale ha deciso di portare con sé ventidue uomini. Out Diallo, uscito anzitempo dalla gara persa di misura a Viterbo per una lesione al bicipite femorale, torna in corsia Hristov dopo gli impegni con la propria nazionale. In dubbio Carrera, Estol ed Ungaro. Pochesci ha quindi convocato i portieri Casadei e Borghetto; i difensori Tarantino, Zigrossi, Mastrippolito, Cardamone, Turi, Piccinni, Hristov e Murolo; i centrocampisti Wilmots, Dellino, Rafetraniaina, Camporeale, Abonckelet, Ferrante e Zibert nonché gli attaccanti Longo, Ebagua, Gatto, Montero e Manicone.
A dirigere l’incontro il signor Daniele Perenzoni di Rovereto, supportato dagli assistenti Alessandro Maninetti di Lovere e Giorgio Lazzaroni di Udine.
Bartolomeo Pasquale (si ringrazia Emmanuele Mastrodonato per la foto)
Non basta Gatto per la prima festa di mister Pochesci: finisce 2-2 fra Bisceglie e Picerno
Piccolo debito formativo per il nuovo corso di Sandro Pochesci a Bisceglie, fermato nel test d’ingresso di questa serie C da un Picerno veloce e ben messo in campo. Punto comunque guadagnato per come il Bisceglie ha letto la partita, giocando a viso aperto dai primi minuti, raccogliendo subito l’iniziativa grazie ad un gioco decisamente diverso rispetto a quello delle ultime uscite ma pagando lo scotto con un calo fisico che nella ripresa ha creato non pochi grattacapi.
Il tecnico romano ha debuttato ereditando il 3-5-2 lasciatogli dal precedente allenatore Rodolfo Vanoli innestando le frecce di Diallo e Ferrante sulle fasce con Zibert a dirigere il gioco per le punte Longo e Gatto. Solito terzetto difensivo, Zigrossi-Piccinni-Hristov, davanti alla porta di Casadei.
Mister Mimmo Giacomarro è tornato nella città dei Dolmen dopo l’eliminazione dalla Coppa Italia senza cinque elementi, Vanacore, Donnarumma, Calamai, Montagno e Soldati a cui si è aggiunto durante il riscaldamento il portiere Pane, prontamente sostituito da Cavagnaro. Dal primo minuto nello speculare assetto rossoblu l’ex stellato Mario Vrdoljak.
Un Bisceglie che sin da subito ha colto le redini del gioco con un atteggiamento propositivo e fatto di lanci millimetrici per i due attaccanti in posizione lineare. E dopo appena nove minuti, infatti, il Bisceglie è andato il vantaggio con Alessandro Gatto che ha approfittato del filtrante in verticale di Zibert per Longo, e del successivo suggerimento in profondità di quest’ultimo, per poter battere il portiere avversario in uscita. Immediata la risposta del Picerno dopo due minuti con la punizione di Vrdoljak deviata in angolo dalla retroguardia nerazzurra.
I potentini hanno cercato in ogni modo già ad innalzare il baricentro con gioco corto e scambi veloci che potessero disorientare i nerazzurri sul versante di sinistra finendo per ristabilire i conti al ventiseiesimo con Nappello, già autore di un gol agli stellati in coppa, bravo a calciare il pallone a rientrare sul palo più lontano per Casadei.
Inevitabile la rabbia per i padroni di casa, ma non lo sconforto: ed è tornato subito protagonista Gatto con una punizione velenosa che di poco è risultata imprecisa dal vertice basso sinistro. Alla mezz’ora scambio stretto sull’asse Nappello-Santaniello con il tiro del numero 17 mal incocciato e centrale per il baluardo biscegliese.
Nel momento più inerme della partita il Bisceglie è tornato in vantaggio, ripagando gli avversari con la stessa moneta: ed è sempre Zibert ad innestare dalla destra il sorpasso con il rapido uno-due con Abonckelet atto a suggerire Gatto prontissimo dal limite dell’area a lanciare la palombella ad effetto dove Cavagnaro non è potuto arrivare. Gatto, ancora affamato di reti, ha provato anche su calcio piazzato al termine del primo tempo ma non è stato inquadrato lo specchio della porta.
Ad inizio ripresa nessun cambio da ambedue le squadre e Picerno partito più arrembante con la prima ghiotta occasione di marca lucana al cinquantatreesimo con l’insidiosa punizione di Vrdoljak finita fuori d’un soffio. Il Bisceglie è stato abile a contenere gli assalti iniziali dei viaggianti alla caccia ossessiva del pareggio.
Per mettere in ghiaccio la partita Pochesci ha giocato le carte di Cardamone e Montero sostituendo Longo e Diallo, quest’ultimo uscito claudicante e fra gli applausi per la prova generosa offerta. Nonostante le variazioni all’ora di gioco è stata importante la doppia chance per i rossoblu prima con Esposito in diagonale a porta totalmente sguarnita, su cui si è opposto uno stoico Piccinni sulla linea, e successivamente con la rovesciata di Santaniello che avrebbe potuto cambiare le sorti della gara.
Destino cambiato invece al sessantaquattresimo: dopo un tiraccio di Esposito deviato in angolo da Casadei lo stesso non ha potuto cogliere la successiva incornata di Santaniello che in mischia proprio da quel corner ha messo la palla in rete. La formazione nerazzurra ha recriminato per una sospetta irregolarità dell’azione contestando il giudizio dell’arbitro, irremovibile dal canto suo. Giacomarro ne ha così approfittato per effettuare due freschi inserimenti, quelli di Fiumara e La Vigna in luogo di Lorenzini e Nappello, diretti ad una disperata rimonta.
Esposito ha continuato a pungere spingendosi in avanti con insistenza ed ha provato la bordata dalla distanza al settantacinquesimo su cui Casadei ha fatto buona guardia. Bisceglie sparito dai radar anche negli ultimi minuti di gioco provando però a rispondere di ripartenze veloci e lanci lunghi al veloce contropiede: la doppia soluzione Rafetraniaina-Camporeale ne è stata la piena dimostrazione con l’opportunità, seppur vana, di irrobustire il centrocampo. La pressione insistente degli avversari ed un cedimento fisico dovuto alla rivoluzione tecnica di questa ultima settimana hanno portato a considerare prezioso il primo punto conquistato dalla gestione Pochesci.
BISCEGLIE-PICERNO 2-2
Bisceglie (3-5-2): 1 Casadei, 2 Diallo (dal 57° 9 Montero, dall’84° 11 Rafetrainaina), 5 Zigrossi, 10 Gatto, 16 Abonckelet, 17 Longo (dal 57° 15 Cardamone), 21 Turi, 23 Piccinni, 25 Hristov, 27 Ferrante (dall’84° 14 Camporeale, 30 Zibert. Allenatore: Sandro Pochesci. A disposizione: 22 Borghetto, 3 Tarantino, 4 Wilmots, 6 Mastrippolito, 7 Dellino, 11 Rafetrainaina, 14 Camporeale, 18 Carrera, 20 Spedaliere, 29 Manicone.
Picerno (3-5-2): 12 Cavagnaro, 4 Fontana, 9 Santaniello, 10 Kosovan, 13 Caidi, 15 Lorenzini (dal 67° 28 Fiumara), 17 Nappello (dal 67° 7 La Vigna), 20 Calabrese (dal 51° 11 Esposito), 24 Melli, 25 Guerra (dal 57° 19 Sparacello), 27 Vrdoljak. Allenatore: Domenico Giacomarro. A disposizione: 1 Fusco, 5 Pitarresi, 6 Bertolo, 8 Langone, 14 Ruggieri, 18 Sambou, 21 Filogamo, 22 Pane.
Arbitro: Marco Ricci (Firenze).
Assistenti: Luca Valletta (Napoli) e Pietro Lattanzi (Milano).
Reti: 9° Gatto, 25° Nappello, 41° Gatto, 63° Santaniello.
Note: spettatori ed incasso non ancora comunicati. Ammoniti: Zigrossi (17°) per gioco scorretto, Vrdoljak (39°) per gioco scorretto, Caidi (44°) per gioco scorretto, Esposito (71°) per gioco scorretto, Santaniello (74°) per gioco scorretto. Calci d’angolo: 1-6. Recupero: primo tempo, secondo tempo 3 minuti. Cambi di modulo: nessuno.
Bisceglie, così parlò Pochesci
Parola d’ordine meritocrazia. Così ha parlato il nuovo tecnico nerazzurro stellato Sandro Pochesci alla vigilia della sfida di campionato con il Picerno in programma ne pomeriggio del sei ottobre a partire dalle ore 17:30.
In occasione della sua presentazione ufficiale come tecnico del Bisceglie calcio il trainer romano ha espresso la propria opinione a trecentosessanta gradi con il carattere che da sempre lo ha contraddistinto nel mondo del calcio: «Nessuna formazione parte battuta o vincente. I difensori sono i primi attaccanti, gli attaccanti i primi difensori. Se vinco devo arrivarci attraverso la prestazione, altrimenti vado a casa arrabbiato» ha esordito.
«Ringrazio il presidente Nicola Canonico e l’avvocato Vincenzo Todaro per aver creduto in me. Bisceglie è una piazza calda e ho molto piacere a tornare in Puglia. Andrà subito invertita la tendenza dei ragazzi in un campionato difficile ed estremamente competitivo. Non vedo l’ora di ricominciare, stare lontano dal campo è stata dura».
«I ragazzi stanno bene fisicamente ma ora bisogna fare di più e io sono pronto. Gioco sempre per segnare un gol in più degli avversari e difficilmente le mie partite si fermano sullo 0-0. Esigo la prestazione prima della vittoria» ha aggiunto concludendo poi con una chiosa sugli avversari, già affrontati ed eliminati in Coppa Italia: «Hanno un gioco molto aggressivo. Formazione giovane, ambiziosa e forse senza pressione rispetto a noi. Ebagua? Valuteremo; sta recuperando la miglior condizione».
Bartolomeo Pasquale
È Sandro Pochesci il nuovo allenatore del Bisceglie
Il Bisceglie calcio ha comunicato nella serata del 02 ottobre l’ingaggio ufficiale di Sandro Pochesci come responsabile tecnico in luogo dell’esonerato Rodolfo Vanoli.
Cinquantaseienne romano, Pochesci vanta una promozione dalla D alla C con il Racing Fondi per poi approdare in B alla Ternana nell’anno 2017/2018 e successivamente alla Casertana nell’anno appena trascorso.
Il trainer laziale, molto conosciuto nel mondo del web con le sue dichiarazioni molto schiette e forti, porterà con sé il proprio staff composto dal viceallenatore Emilio Coraggio ed il preparatore atletico Matteo Basile.
Pochesci esordirà nella gara di domenica pomeriggio con il Picerno con fischio d’inizio alle ore 17:30.
Bartolomeo Pasquale
BISCEGLIE, ESONERATO RODOLFO VANOLI
A partire dalla serata del primo ottobre, Rudy Vanoli non è più l’allenatore del Bisceglie calcio.
Il trainer di Gavirate è stato sollevato dall’incarico dopo un summit cominciato in mattinata insieme al presidente Nicola Canonico, i vertici dirigenziali e lo staff tecnico.
In tarda serata la conferma ufficiale con le seguenti parole: «L’ A.S. Bisceglie Calcio comunica di avere sollevato Rodolfo Vanoli dall’incarico di allenatore della Prima squadra. A mister Vanoli vanno i ringraziamenti per il lavoro svolto sin dal primo giorno con impegno, serietà, correttezza e professionalità.
A lui, il nostro in bocca al lupo per il prosieguo della carriera».
Fatale la sconfitta per 2-1 patita a Lentini con la Sicula Leonzio dopo otto punti raccolti in sette partite ed un gioco non all’altezza delle aspettative, specialmente in fase offensiva.
Non ancora scelto il nome del suo successore. In pole position vi è il nome di Sandro Pochesci, ex Ternana, Fondi e Casertana.
Bartolomeo Pasquale
Post partita Bisceglie-Casertana. Vanoli: “Rammarico nel finale ma l’importante era non perdere”
Il pareggio del Bisceglie con la Casertana ha mosso la classifica nerazzurra, decisamente più tranquilla dopo i quattro punti ottenuti in soli cinque giorni ma mister Rodolfo Vanoli non si sente ancora al sicuro. Era una gara equilibrata che, a parere del tecnico varesino, poteva prendere una strada positivamente diversa: «L’obiettivo era fare punti e ci siamo riusciti. C’è qualche rammarico nel finale perché abbiamo avuto delle occasioni non sfruttate al meglio. Questi ragazzi hanno bisogno di tempo e di giocare: non è un caso che il primo tempo non è stato il massimo, al contrario della discreta seconda frazione».
«Dobbiamo continuare a lavorare sodo e recuperare energie in vista della prossima difficile sfida con la Sicula Leonzio. È un risultato giusto anche se potevamo vincerla. Ci sono tanti ragazzi nuovi in campo e stiamo cercando di trovare un equilibrio. La vittoria di Avellino e il pareggio con la Casertana, una signora squadra, sono dei buoni segnali» ha aggiunto il tecnico ex Pordenone.
Dello stesso parere il nuovo capitano Matteo Piccinni: «Se lavoriamo a testa bassa e pedaliamo nella stessa direzione, possiamo ottenere dei buoni risultati come nelle ultime due gare non subendo nessuna rete con Avellino e Casertana. Ultimamente non posso lamentarmi della condizione fisica, dopo un risentimento muscolare».
Bartolomeo Pasquale
Il Bisceglie spreca, la Casertana recrimina ma è solo 0-0
Di Luca Ferrante
Pareggio giusto tra Bisceglie e Casertana al “Gustavo Ventura” nel turno infrasettimanale della sesta giornata del campionato di Serie C girone C. I nerazzurri hanno sprecato nel finale con Gatto mentre i rossoblu hanno recriminato i due gol annullati a Starita per un tocco di mano e a Zito su punizione. Alla fine entrambe le compagini si sono dovute accontentare, portando a casa un buon punto.
Unica novità nell’undici di mister Rodolfo Vanoli, rispetto alla gara con l’Avellino, è l’inserimento di Tarantino al posto di Mastrippolito. Confermato il 3-5-2 con Casadei in porta, in difesa Hristov, Zigrossi e Piccinni mentre a centrocampo Turi, Rafetrainaina, Abonckelet, Zibert e Tarantino. Duo d’attacco composto da Gatto e Longo.
Il tecnico Ciro Ginestra, ex di turno, ha risposto con un 3-5-2 a specchio: Crispino fra i pali, difesa con Rainone, Silva, Caldore. A centrocampo Adamo, D’Angelo, Santoro, Laaribi, Zito alle spalle di Starita e Castaldo.
Nessuna azione degna di nota nei primi 25 minuti del match con la Casertana che ha mantenuto per lunghi tratti il pallino del gioco senza riuscire a impensierire Casadei. Il team biscegliese è rimasto schiacciato nella propria metà campo, provando a ripartire in contropiede. Primo acuto della gara di Rafetrainiaina con un tentativo dalla distanza terminato a lato.
Al 33° cross dalla destra di Adamo per Starita che, dopo un rimpallo, ha depositato la palla in rete. L’arbitro ha però fermato il gioco per un tocco di mano dell’attaccante rossoblu negandogli il gol dell’ex. Pericolo scampato per la formazione stellata che ha risposto un minuto dopo con Abonckelet, il cui colpo di testa ha sfiorato l’incrocio dei pali. Nel finale nessuna opportunità importante per entrambe le compagini.
A inizio ripresa sono stati sempre i nerazzurri a rendersi più pericolosi con Gatto, servito da Rafetrainiaina che aveva recuperato palla a centrocampo, che ha provato una conclusione a giro finita di poco fuori alla destra della porta difesa da Crispino. I padroni di casa hanno insistito al 55° sugli sviluppi di una punizione dai venticinque metri battuta da Piccinni terminata sulla barriera: sulla ribattuta gran tiro dalla distanza di Zigrossi che ha centrato in pieno la traversa, poi palla a Gatto che ha realizzato ma in posizione irregolare.
Dieci minuti più tardi altro gol annullato agli ospiti a seguito di un calcio piazzato indiretto di Zito finito in rete senza che un calciatore toccasse la sfera. Con gli ingressi di Manicone e Mastrippolito, gli stellati hanno cercato di alzare l’intensità in attacco alla ricerca del disperato vantaggio. Nel finale due opportunità in rapida successione per i nerazzurri prima con Mastrippolito all’interno dell’area, servito da Gatto, che non è riuscito a depositare il pallone nel sette e poi con Gatto che a tu per tu con Crispino ha calciato addosso all’estremo rossoblu.
I nerazzurri salgono così a quota 8 punti in classifica e nel prossimo turno renderanno visita alla Sicula Leonzio.
BISCEGLIE-CASERTANA 0-0
Bisceglie (3-5-2): 1 Casadei, 3 Tarantino (dal 23° 15 Cardamone), 5 Zigrossi, 10 Gatto, 11 Rafetrainaina, 16 Abonckelet, 17 Longo (dal 71° 6 Mastrippolito), 21 Turi (dal 71° 29 Manicone), 23 Piccinni, 25 Hristov, 30 Zibert. Allenatore: Rodolfo Vanoli. A disposizione: 22 Borghetto, 2 Diallo, 4 Wilmots, 9 Montero, 14 Camporeale, 18 Carrera, 20 Spedaliere, 27 Ferrante, 28 Estol.
Casertana (3-5-2): 1 Crispino, 2 Rainone, 4 Caldore, 5 Santoro, 7 Starita (dal 77° 9 Cavallino), 8 D’Angelo, 10 Castaldo, 11 Zito, 17 Adamo (dal 46° 15 Longo), 20 Laaribi (dal 52° 13 Zivkov), 28 Silva. Allenatore: Ciro Ginestra. A disposizione: 12 Zivkovic, 22 Galluzzo, 6 Gonzalez, 14 Ciriello, 16 Matese, 18 Clemente, 19 Lezzi, 23 Varesanovic, 27 Paparusso.
Arbitro: Francesco Luciani di Roma.
Assistenti: Francesco Rizzotto e Francesco Valente di Roma.
Note: spettatori e incasso non ancora comunicati. Ammoniti: Hristov (19°), Starita (33°), Zibert (61°), Santoro (66°), Piccinni (73°), Silva (85°). Espulso Di Maio, viceallenatore di Ciro Ginestra per proteste (56°), Calci d’angolo 3-7. Recupero: primo tempo 2 minuti, secondo tempo 4 minuti.
Foto di Matteo Piccinni a firma di Emmanuele Mastrodonato
Il pregara di Bisceglie-Casertana. Vanoli pensa al turn over
Nonostante la disperata costante ricerca di punti utili al raggiungimento della quota salvezza nel minor tempo possibile, in vista di Bisceglie-Casertana, turno infrasettimanale valevole per la sesta giornata del campionato di serie C girone C da disputarsi nella serata del 25 settembre, mister Rudy Vanoli sta facendo scaldare i motori di alcuni atleti che hanno visto per pochi minuti l’erba del campo, valutando quindi una serie di variazioni: «Valuteremo la condizione dei ragazzi, che più o meno sembrano aver tutti recuperato. Le vittorie aiutano a smaltire i guai fisici. Il risveglio muscolare di mercoledì mattina ci farà capire chi sarà al 100%. Giochiamo sempre con due o tre attaccanti, non possiamo certo essere definiti attendisti. Siamo partiti da un sistema di gioco e l’abbiamo modificato perché ci siamo resi conto che mancava un po’ di ampiezza».
Sulla preparazione a stretto giro della squadra, causata dall’assemblaggio tardivo causa attesa per le decisioni di riammissione del CONI, il tecnico varesino spiega: «Abbiamo giocato una sola amichevole. I nostri ragazzi, in ogni caso, si sentono amati e sostenuti dal pubblico: hanno bisogno di un altro pizzico di fiducia e coraggio».
«Non ci mancano gli elementi capaci di esprimere qualità e penso che i più giovani abbiano solo la necessità di sentirsi più sicuri; bisogna avere un po’ di pazienza, in allenamento lavoriamo sempre sulle due fasi» ha commentato Vanoli. «Le critiche, forse, potrebbero essere evitate, nell’esclusivo interesse della squadra».
Infine, profondo rispetto nei confronti della Casertana, sconfitta due volte su due in questo biennio in terza divisione, ed in modo particolare nei riguardi di Ciro Ginestra, ex allenatore del Bisceglie nel girone d’andata della passata stagione: «Gli errori hanno condizionato il rendimento del gruppo in alcune partite mentre ad Avellino si è visto un Bisceglie capace di interpretare meglio la partita; la sfida con la Casertana è una partita piena di ex, a cominciare dal mio collega Ginestra, verso i quali nutriamo profondo rispetto».
L’ex difensore di Spal, Lecce e Udinese diramerà i convocati solo a partire dalle ore 11:00 del giorno del match.
Bartolomeo Pasquale (foto di Marcello Papagni)
Miracolo al Partenio. Risorge il Bisceglie dopo due KO di fila
Insieme alla caduta del Catania a Monopoli, è stato sicuramente il risultato più eclatante di questa quinta giornata del campionato di serie C. Il blitz del Bisceglie su un Avellino forse molto accomodante e pago delle tre vittorie consecutive, ha potuto rilanciare le ambizioni del collettivo caro al presidente Nicola Canonico, permettendosi così una domenica da protagonista. Non importava lo score della gara quanto portare a casa un risultato che ha elevato il morale dei calciatori nerazzurro stellati.
Per la trasferta del “Partenio” Rodolfo Vanoli ha confermato il 3-5-2, ultimamente non tanto gradito all’ambiente, irrobustendo la difesa con la cerniera d’esperienza Zigrossi-Piccinni a supporto di Hristov. Wilmots ha ceduto il proprio posto a Cardamone accomodandosi in panchina. Coppia d’attacco inedita con Longo e Gatto supportati dietro dalla regia di Abonckelet e Rafetraniaina e dai rapidi inserimenti di Mastrippolito e Zibert. Fra i lupi biancoverdi di mister Giovanni Ignoffo, ex difensore del Perugia di Serse Cosmi, i temibili Alfageme e Albadoro sono partiti dalla panchina permettendo il cautelativo 5-4-1. Un modulo che ha dato in precedenza buoni frutti ma che ha dovuto fronteggiare la trasformazione degli stellati in fase di non possesso nel 5-3-2, così garantendo maggior peso sul fronte propositivo.
Eppure il pallino del gioco è stato nelle mani dei padroni di casa per i primi minuti; al settimo colpo di testa di Santiago Morero su prezioso traversone di Di Paolantonio che è finito a lato di un soffio. Al quarto d’ora sempre presente Di Paolantonio che con il suo destro dai venti metri ha messo i brividi alla difesa nerazzurra ma Casadei ha bloccato la conclusione. Due giri di lancette e situazione inversa; è Cardamone ad aver avuto una ghiotta chance con un sinistro a giro piuttosto debole. Nell’occasione sarebbe stato opportuno un cross per i propri compagni.
Una prima mezz’ora equilibrata dove entrambe le squadre non hanno voluto abbandonare un cauto atteggiamento, approfittando più degli svarioni avversari per involarsi a rete. Al trentunesimo Hristov si fa superare in velocità da Charpentier; il centravanti irpino ha scaricato il destro verso Casadei vedendosi sfilare il pallone d’un soffio.
Di Paolantonio ha aumentato maggiormente la pressione dei lupi provando ancora dalla distanza ma è stata pronta la risposta di Casadei con i pugni. Sul capovolgimento di fronte è stato Abibi ad essere impegnato su una lunga diagonale di Cardamone a beneficio di Abonckelet ma il baluardo di casa è riuscito ad anticipare.
Nella ripresa l’Avellino ha sin da subito cercato di intensificare i ritmi, reclamando anche per un rigore per eventuale trattenuta di Parisi, ma gli ospiti sono riusciti ad uscire subito dalle corde assestando un gancio che ha fatto molto male. Al cinquantesimo un pallone innocuo in ripartenza ha surclassato Abibi uscito inspiegabilmente ad oltre trenta metri dalla porta e lasciando prateria all’attacco nerazzurro. Ne ha approfittato Alessandro Gatto, appoggiando comodamente il pallone per il vantaggio decisivo biscegliese. Terzo gol in gare ufficiali per l’ex Taranto e Juve Stabia, quattro se si considera anche l’autorete scaturita dalla propria punizione in occasione del pareggio col Catanzaro.
Immediata la reazione dei campani con l’inserimento di Illanes che ha creato grattacapi a Casadei, pronto alla respinta corta tre minuti dopo la rete del vantaggio. Il Bisceglie si è così mantenuto sulla difensiva, pronto a dover colpire solo quando la stanchezza mentale e fisica degli avversari lo avrebbe permesso come al minuto sessantotto con il tirocross fuori misura di Gatto lanciato in contropiede.
L’Avellino ha premuto sull’acceleratore alla ricerca di un disperato pareggio ma Piccinni e compagni hanno fatto buona guardia sventando le minacce avversarie. Neppure l’ingresso di Alfageme e Albadoro, in luogo di Parisi e Laezza, ha potuto dare la svolta necessaria alla partita con un Bisceglie si è potuto arroccare fino alla propria area grazie al supporto dei subentrati Turi e Diallo.
Vanoli ha altresì giocato la carta Manicone al posto del match winner Gatto per dare agli avversari ulteriori riferimenti in fase offensiva ed il giovane scuola Juve ha risposto dando problemi a Morero, suo diretto marcatore, causandogli un’ammonizione.
L’Avellino è solo compresso in cinque minuti, dal’ottantaduesimo all’ottantasettesimo, quando ha severamente testato i riflessi di Casadei prima con un colpo di testa di Albadoro e successivamente con un tiraccio di Alfageme che ha fatto la barba al palo. Una vittoria scacciacrisi per il Bisceglie che si issa a metà classifica con sette punti e può guardare con maggiore tranquillità al turno casalingo infrasettimanale con la Casertana.
AVELLINO-BISCEGLIE 0-1
Avellino (5-4-1): 22 Abibi, 2 Celjak, 5 Morero, 7 Di Paolantonio, 8 Rossetti (dal 78° 24 Carbonelli), 9 Charpentier (dal 78° 16 De Marco), 18 Parisi (dal 64° 21 Alfageme), 19 Micovschi, 20 Illanes, 23 Laezza (dal 61° 11 Albadoro), 29 Silvestri. Allenatore: Giovanni Ignoffo. A disposizione: 1 Tonti, 12 Pizzella, 6 Zullo, 15 Njie, 17 Falco, 28 Evangelista, 33 Petrucci.
Bisceglie (3-5-2): 1 Casadei, 5 Zigrossi, 6 Mastrippolito (dal 62° 21 Turi), 10 Gatto (dal 73° 29 Manicone), 11 Rafetraniaina (dall’86° 2 Diallo), 15 Cardamone, 16 Abonckelet, 17 Longo (dall’86° 14 Camporeale), 23 Piccinni, 25 Hristov, 30 Zibert. Allenatore: Rodolfo Vanoli. A disposizione: 22 Borghetto, 3 Tarantino, 4 Wilmots, 9 Montero, 18 Carrera, 20 Spedaliere, 27 Ferrante, 28 Estol.
Arbitro: Filippo Giaccaglia di Jesi (Ancona).
Assistenti: Francesco Ciancaglini di Vasto (Chieti), Francesca Di Monte (Chieti).
Reti: 50° Gatto.
Note: spettatori e incasso non ancora comunicati. Ammoniti: Mastrippolito (23°) per gioco scorretto, Rossetti (56°) per gioco scorretto, Morero (61°) per gioco scorretto, Alfageme (86°) e Zigrossi (86°) per reciproche scorrettezze. Calci d’angolo 4-1. Recupero: primo tempo, secondo tempo. Cambi di modulo: nessuno.
Verso Avellino-Bisceglie, Rodolfo Vanoli: “Coraggio e grinta, servono i fatti”
C’è voglia di rialzarsi dopo due sconfitte di fila per tre a zero e forse questa può essere la gara giusta per il valore del club che si va ad affrontare. Ad attendere il Bisceglie al “Partenio” di Avellino una formazione, quella dei lupi verdi allenati da Giovanni Ignoffo, che ha messo alle spalle la crisi societaria inanellando tre vittorie importanti in questo primo frangente di campionato.
Mister Rodolfo Vanoli è consapevole di aver vissuto la settimana più difficile da tecnico stellato ma chiede solo di guardare avanti pensando ad infondere coraggio ai propri uomini: «Questa settimana abbiamo cercato di recuperare tutti gli elementi utili a sposare la nostra causa, provando così a disporre il miglior undici che darà battaglia all’Avellino. Questa è una squadra giovane, ci stiamo dimenticando che abbiamo solo fatto un’amichevole e sei partite ufficiali. Abbiamo tra l’altro trovato nelle ultime tre partite le prime tre della classe e questi incontri hanno portato alla luce vari fattori. Non dobbiamo nasconderci dietro le circostanze negative e siamo stati i primi ad aver chiesto scusa ai tifosi. Questi ragazzi sono giovani e l’adattamento è una cosa fondamentale: io non vivo di speranze, lavoro per cercare di migliorare il collettivo al momento. Ai ragazzi non manca il coraggio o l’amore per la maglia ma, appunto, manca l’esperienza da cui trarre sicurezza. In settimana ho lavorato su questo ed il test col Gravina era servito proprio per far giocare tutti quanti e mettere minutaggio nelle gambe. Lì si traggono sempre delle conclusioni, positive o negative che siano».
L’allenatore stellato si è sbilanciato su qualche possibile variazione dal primo minuto: «Partiremo da una linea difensiva esperta: abbiamo cercato anche di fare avviamento con i giovani, in quanto uno degli obiettivi della società è quello di valorizzare gli atleti under, però in relazione alla squadra che affronteremo dovremmo irrobustire la retroguardia. Non penso però ai vari moduli o assetti: io parlerei di spirito, di coraggio e di concentrazione. Vi garantisco che a loro non manca l’intenzione di ricambiare tutto il supporto che i tifosi stanno fornendo. Con il prosieguo del tempo si potrà solo migliorare».
Il dato impietoso è sul rapporto fra i gol subiti e le azioni che la cerniera offensiva biscegliese costruisce per provare a perforare la porta avversaria; Vanoli minimizza individuando i necessari correttivi: «Da quando abbiamo iniziato il campionato non abbiamo avuto sempre gli stessi centrocampisti fissi, solo ora stiamo cercando una solidità specialmente sulla zona nevralgica perché è lì che si pone l’anima del gioco. Abbiamo provveduto ad insegnare anche ai difensori a non sbilanciarsi, quindi tanto difendere quanto attaccare; il contrario non sarebbe il mio calcio. I giocatori vanno allenati e non giudicati, bisogna dare opportunità e possibilità a tutti. Io sto cercando di responsabilizzare tutti nelle situazioni più difficili; vedete la prova col Catanzaro ad esempio».
Sui prossimi avversari: «L’Avellino è un’ottima squadra. Ha vinto tre partite in modo molto ordinato giocando sulle ripartenze. Noi l’abbiamo studiata molto cercando di correggere gli errori dei singoli per bloccare subito l’iniziativa. Il calendario corto? Io penso partita per partita. Dobbiamo puntare a fare gioco e risultato ad Avellino soprattutto per i tifosi che meritano soddisfazioni importanti. Non diamo messaggi con le parole, ma con i fatti. Pretendo una squadra che non deve avere paura di nulla nemmeno delle circostanze più difficili. Sapevamo che questa serie C era composta di formazioni importanti, squadre che ti attaccano. I ragazzi devono capire questo» ha concluso Vanoli.
Bartolomeo Pasquale
Vanoli dopo Bisceglie-Potenza: “Chiedo scusa a tutti, dobbiamo fare un passo indietro”
Ancora amareggiato Rodolfo Vanoli dopo il secondo 0-3 consecutivo, patito stavolta tra le mura amiche: «Chiedo umilmente scusa ai nostri tifosi perché meritano una prestazione diversa. I giovani e gli stranieri acquistati devono capire in che tipo di calcio ci troviamo, il calcio italiano soprattutto è diverso. Dobbiamo fare un passo indietro e fare un bagno di umiltà cercando di trarre spunto da quelle pochissime cose positive viste».
Ma per mister Vanoli quali sarebbero queste cose positive? Il trainer varesino ce lo spiega così: «Abbiamo cercato di impostare il gioco, abbiamo provato tante soluzioni ma i ragazzi non riuscivano a trovare gli spazi utili ad attaccare e così abbiamo perso, non avendo gestito l’uno contro uno ed i contrasti. La scelta di Piccinni in panchina? Problemi all’adduttore, quindi per non rischiarlo eccessivamente ho deciso di tenerlo in panchina. Sappiamo bene che lui è l’elemento che dà compattezza al reparto».
«Non mi va di dare colpe a nessuno, dobbiamo assolutamente lavorare e rimetterci in carreggiata. Ho usufruito di tutti i cambi e cercato di far rifiatare più uomini possibili proprio per la stanchezza patita in Coppa. Si può parlare di tattica ma se non hai intuito e tecnica hai già creato l’uno contro uno. Troppo facile parlare male adesso. Io mi impegno nel far crescere i ragazzi e soprattutto farli adattare: per quanto attiene i contrasti, ad esempio, i nuovi devono abituarsi a questo tipo di strategia e io sono qui per insegnarli questo. Siamo all’inizio, i ragazzi si stanno impegnando e per vincere le partite serve ancora qualcosina di più» ha concluso Vanoli.
Bartolomeo Pasquale (si ringrazia Marcello Papagni per la foto)
Disastro Bisceglie, vince il Potenza 0-3
Doveva essere la partita del riscatto invece il Bisceglie calcio è incappato in un’altra giornata incolore con una prestazione decisamente deludente. Ne beneficia il Potenza da mille ed una notte di mister Giuseppe Raffaele, bravo a concedere il bis dopo l’impresa del “Viviani” sul Catania, portando così la propria sedia al tavolo delle grandi di questa serie C.
Nel 3-5-2 di Rodolfo Vanoli la cerniera difensiva è composta da Hristov, Zigrossi e Carrera davanti al portiere Casadei. Esterni di centrocampo Zibert sulla destra e Mastroippolito sulla sinistra. Wilmots playmaker davanti alla difesa a supporto degli interni Turi e Rafetraniaina. Duo offensivo composto da Manicone e Montero. Raffaele risponde con un modulo specularecon l’inserimento di Arcidiacono, alla prima in rossoblu, al posto dell’indisponibile Isgrò. Assente anche Marino.
La supremazia degli ospiti è stata già consolidata dai tre tiri dalla bandierina raccolti nei primi cinque minuti, con un Bisceglie che traballa molto attaccato sulle fasce laterali da cui giungono le chance più ghiotte.
Dal trentanovesimo al quarantaquattresimo la supremazia dei lucani, scesi in campo con una maglia gialla, viene consolidata con i due gol che mettono in ghiaccio la partita: due azioni fotocopia; nella prima pennellata di Coccia da fondo campo su cui si è avventato Murano che di piatto, lasciato libero dalla retroguardia biscegliese, ha infilato Casadei senza problemi. Il raddoppio è griffato Vitteritti con un’azione simile partita dalla diagonale di Arcidiacono dalla sinistra.
Neppure i due cambi tempestivi nell’intervallo, Gatto e Abonckelet per Manicone e Rafetraniaina, hanno sortito effetti diversi e la musica non è cambiata. Con il piede sull’acceleratore il Potenza ha triplicato al terzo della riprese con il vicecapitano Giosa, lesto in mischia sugli sviluppi di un corner a raccogliere il pallone ballerino insaccando a pochi passi dal sette con Casadei che nulla può.
L’unica occasione registrata a taccuino per i nerazzurri è del sessantesimo: rovesciata di Gatto mal svirgolata, il pallone rimbalza sui piedi di Cardamone che prova un destro a giro con pallone a rientrare; la palla sorvola la traversa.
Nell’ultima mezz’ora accademia del Potenza ormai pago del risultato che ha ridotto la pressione offensiva nonostante le insistenti discese dei concrei Vitteritti e Arcidiacono che tanto hanno fatto male a Hristov e Mastroippolito, decisamente in giornata no.
Al triplice fischio finale, rabbia e proteste dei circa 800 tifosi nerazzurri accorsi allo stadio “Gustavo Ventura” per vedere uno spettacolo parso deludente. Così non va, bisogna lavorare e rimettersi in carreggiata subito per affrontare nel prossimo turno un Avellino che sembra aver messo alle spalle la crisi societaria che la attanagliava da questa estate.
BISCEGLIE-POTENZA 0-3
Bisceglie (3-5-2): 1 Casadei, 4 Wilmots (dal 31° 24 Ungaro), 5 Zigrossi, 6 Mastrippolito (dal 57° 15 Cardamone), 9 Montero (dal 46° 10 Gatto), 11 Rafetraniaina (dal 46° 16 Abonckelet), 18 Carrera, 21 Turi, 25 Hristov, 29 Manicone (dal 63° 17 Longo), 30 Zibert. Allenatore: Rodolfo Vanoli. A disposizione: 12 Ndiyae, 22 Borghetto, 2 Diallo, 20 Spedaliere, 23 Piccinni, 27 Ferrante, 28 Mauro Estol.
Potenza (3-5-2): 22 Ioime, 2 Vitteritti (dal 63° 23 Coppola), 3 Panico, 5 Dettori, 7 Coccia, 10 Ricci (dal 51° 4 Iuliano), 11 Murano (dal 79° 29 Longo), 13 Arcidiacono (dal 79° 30 Souare), 14 Giosa, 15 Sales (dal 79° 26 Di Somma), 25 Emerson Ramos. Allenatore: Giuseppe Raffaele. A disposizione: 1 Breza, 12, Brescia, 21 Nembot, 24 Volpe.
Arbitro: Matteo Marcenaro di Genova
Assistenti: Massimo Salvalaglio di Legnano e Riccardo Vitali di Brescia
Reti: 39° Murano, 44° Vitteritti, 48° Giosa
Note: 724 spettatori paganti (con quota abbonati 897) ed incasso di 6.968 €. Ammoniti: Ungaro (54°) per gioco scorretto, Carrera (68°) per gioco scorretto, Coccia (32°) per carica sul portiere, Murano (56°) per gioco scorretto. Calci d’angolo 1-8. Recupero: primo tempo 2 minuti, secondo tempo 2 minuti. Cambi di modulo: nessuno.
Bartolomeo Pasquale (si ringrazia Marcello Papagni per la foto dello 0-1 di Murano)
Verso Bisceglie-Potenza, parla mister Vanoli: “Dobbiamo trovare la nostra vera identità”
Il trainer del Bisceglie Rodolfo Vanoli, in sala stampa per la consueta conferenza pregara, ha spiegato quanto è essenziale restare con i piedi per terra e quanto ci sia ancora da lavorare mantenendo sempre la stessa lunghezza d’onda: «Come già detto la sconfitta di Reggio Calabria mi ha aperto gli occhi e mi ha fatto capire tante cose, dico sempre che gli errori commessi lì non andavano ripetuti e così è stato in Coppa. Dobbiamo però trovare ancora una nostra identità precisa e la stiamo cercando questo perché molti nostri atleti, anche stranieri appena arrivati, devono ancora ambientarsi al meglio ed imparare la nostra lingua. L’importante è giocare utilizzando criterio ed equilibrio, fare la partita senza esporsi eccessivamente. Ora bisogna lavorare per trovare stabilità e per trovarla bisogna vedere nel medio-lungo periodo quale sarà il nostro trend, una partita se vinta o meno non cambia la sostanza».
Sul rendimento dei singoli il tecnico lombardo non si scompone, prediligendo sempre il collettivo: «Ungaro al suo ingresso ha giocato proprio bene, sta recuperando da un infortunio che lo ha penalizzato negli allenamenti e noi lo stiamo aspettando; ma se gioca veramente nello stesso modo con cui si è fatto conoscere al mondo del calcio non ce ne sarà per nessuno. Manicone dal primo minuto? Ben venga il suo rendimento, sarà un problema positivo per me fare affidamento su di lui. Io ho una rosa di trenta giocatori validi e ci sarà bisogno di ognuno di loro, l’importante è farsi trovare preparati. Noi puntiamo sempre a migliorarci, grazie anche al contributo di una tifoseria che ci sta facendo sentire la propria presenza».
Elogi anche per il Potenza, prossimo avversario del club stellato: «Il Potenza è davvero un’ottima squadra, io non menzionerei solo Isgrò ma tutto il collettivo perché con il Catania si vince grazie a undici calciatori in campo. Servirà una gara fisica e dovremmo non abbassare la guardia per poter portare a casa il risultato».
«Siamo abituati alla ristrettezza del nostro calendario questo non pregiudica il nostro lavoro, fa parte del gioco. Anche con il Catanzaro abbiamo avuto poco tempo per prepararci dopo la vittoria in Coppa e i risultati sono stati eccellenti. Abbiamo l’arma dei cinque anni di cui possiamo usufruire in qualsiasi momento per far rifiatare i ragazzi. L’entusiasmo in città appiano tutto, i ragazzi sentono profondamente la vicinanza dei tifosi; noi ricambiamo con il lavoro e l’impegno ogni giorno perché i giocatori sentono questa maglia, i colori e la passione che trasmette» ha concluso mister Vanoli.
Bartolomeo Pasquale (foto a cura di Marcello Papagni)
Bisceglie, basta un pareggio per la qualificazione
È finita in parità per 1-1 la sfida di ritorno nel girone a due di Coppa Italia di serie C fra Bisceglie e Picerno. I nerazzurri, forti dello 0-2 ottenuto nella gara d’andata hanno accademizzato la partita con il primario obiettivo di non prenderle, capitalizzando poche occasioni da gol. Preoccupa tuttavia il centrocampo, poco creativo ed incapace nel creare collegamenti.
Moduli speculari per i due tecnici. Anche mister Vanoli opta per il 3-5-2, così come il collega avversario Giacomarro, con la cerniera difensiva composta da Zigrossi, Piccinni e Mastroippolito davanti a Borghetto. Tornanti a dare manforte Diallo e Carrera che affiancano Wilmots al centro e gli interni Estol e Abonckelet. Coppia offensiva Gatto-Montero.
Al diciassettesimo la prima chiara occasione da gol per i nerazzurri: sinistro di Montero su prezioso passaggio a mezza altezza di Estol; l’attaccante spagnolo palleggia e controlla ma dal limite dell’area spedisce la palla fuori.
Venti minuti dopo ancora Bisceglie arrembante con la finezza di Montero per l’accorrente Gatto che perde il pallone a pochi passi dal portiere, facile l’uscita di Cavagnaro.
Nel recupero della prima frazione il Bisceglie è tornato a premere con il traversone basso di Mastroippolito che non viene recepito dal fronte offensivo nerazzurro.
Nella ripresa il Bisceglie ha provato a gestire il pareggio ma non ha fatto i conti con la crescita dei potentini che avevano già sostituito Donnarumma, infortunato, con l’ucraino Kosovan. Il secondo cambio optato dai rossoblu fra Ruggieri e Montagna ha dato nuova linfa agli ospiti che si sono riversati in avanti: miracolo di Borghetto in due tempi al cinquantunesimo. Doppio intervento del baluardo veronese prima sul tiro di Sambou, appoggiando la palla sul palo, e successivamente in uscita su Nappello pronto alla ribattuta.
Al settantesimo, per fallo subito da Nappello, la stessa ala si è incaricata della battuta di un calcio di punizione da posizione molto interessante portando così in vantaggio i lucani. Vanoli ha subito reagito togliendo Gatto e Abonckelet, già ammoniti, in luogo di Manicone e Zibert. È stata la mossa decisiva con l’ex Lugano che ha potuto colpire di giustezza al settantacinquesimo; filtrante per Manicone che di prima intenzione ha colpito in diagonale bruciando il portiere.
Il Picerno, conscio di non poter realizzare uno score di tre gol in più nell’ultimo quarto d’ora, si è ritirato col passare dei minuti consegnando nel finale il pallino del gioco ai padroni di casa protagonisti in tre limpide occasioni: la prima all’ottantaquattresimo con lo scatto di Zibert che entra in area tutto solo ed appoggia in mezzo per Manicone pronto a raccogliere calciare la sfera a portiere ormai battuto. Lorenzini fa il miracolo e salva sulla linea di porta.
Un giro di lancette ed ancora Zibert pronto all’apertura per Turi, appena entrato. Il difensore barese passa a Manicone che si allarga e prova la conclusione defilata trovando la risposta di Cavagnaro in angolo.
Allo scadere Mastroippolito ha il pallone del due a uno fra i piedi ma tutto solo in area si lascia ipnotizzare dal baluardo ospite.
Non succede più nulla, un pareggio che rappresenta una mezza vittoria per l’undici caro al presidente Nicola Canonico pronto adesso ad affrontare la Casertana nei sedicesimi di finale del torneo in gara unica allo stadio “Pinto”. Data prevista mercoledì 6 novembre.
BISCEGLIE-PICERNO 1-1
Bisceglie (3-5-2): 22 Borghetto, 2 Diallo (dall’82° 21 Turi), 4 Wilmots, 5 Zigrossi, 6 Mastroippolito, 9 Montero (dall’82° 24 Ungaro), 10 Gatto (dal 62° 29 Manicone), 16 Abonckelet (dal 62° 30 Zibert), 18 Carrera, 23 Piccinni, 28 Mauro Estol (dal 67° 11 Rafetrainiaina). Allenatore: Rodolfo Vanoli. A disposizione: 1 Casadei, 3 Tarantino, 15 Cardamone, 17 Longo, 20 Spedaliere, 25 Hristov, 27 Ferrante.
Picerno (3-5-2): 12 Cavagnaro, 2 Soldati, 8 Langone (dal 68° 23 Calamai), 11 Esposito (dall’81° 21 Filogamo), 15 Lorenzini, 16 Donnarumma (dal 38° 10 Kosovan), 17 Nappello, 18 Sambou (dal 68° 20 Calabrese), 24 Melli, 28 Fiumara, 29 Montagno (dal 46° 14 Ruggieri). Allenatore: Domenico Giacomarro. A disposizione: 1 Fusco, 4 Fontana, 5 Pitarresi, 13 Caidi, 25 Guerra.
Arbitro: Giuseppe Emanuele Repace di Perugia.
Assistenti: Giorgio Ravera di Lodi e Nicolò Moroni di Treviglio.
Reti: 70° Nappello, 75° Manicone
Note: 596 spettatori paganti per un incasso di 2895,00 €. Ammoniti: Gatto (44°) per gioco scorretto, Abonckelet (46°) per gioco scorretto, Zibert (78°) per gioco scorretto, Kosovan (44°) per gioco scorretto, Fiumara (48°) per gioco scorretto, Langone (65°) per gioco scorretto. Calci d’angolo 6-5. Recupero: primo tempo 3 minuti, secondo tempo 4 minuti.
Bartolomeo Pasquale (la foto del gol di Carlo Manicone a firma di Emmanuele Mastrodonato)
Crollo Bisceglie, tris Reggina e partita senza storia
Finisce come da pronostico la sfida fra Reggina e Bisceglie ma il risultato di 3-0 a favore dei calabresi è parso sostanzialmente esagerato e pregiudizievole per la truppa di Rodolfo Vanoli.
Calabresi padroni del mercato negli ultimi giorni e che hanno rappresentato un altro pianeta rispetto a quello nerazzurro stellato meritando di erigersi a dominatori provvisori di questo campionato di serie C.
Da annotare esclusivamente i tre gol che hanno regalato l’affermazione agli amaranto di mister Mimmo Toscano: vantaggio al minuto 21 con il cross in profondità di Bellomo, il migliore in campo per i padroni di casa ed incornata vincente da pochi passi di Corazza che brucia Casadei.
Al quarantesimo ancora il devastante Bellomo ha messo in mezzo il cuoio che ha dato il là al raddoppio di Garolfo con un rapido tap-in. Il Bisceglie ha sin dalle prime battute l’iniziativa del 3-5-2 degli ospitanti con un attacco continuo dalle fasce laterali e con una sopraffazione in termini di velocità e copertura negli spazi.
Il terzo gol è giunto nella ripresa, al sessantacinquesimo, con l’apertura difensiva all’inserimento di Bianchi sugli sviluppi di una punizione battuta dall’onnipresente Bellomo. Per il centrocampista calabrese è bastato poco per graffiare il sette degli ospiti, oggi in maglia arancione.
Prima del tris reggino Tarantino è tornato anzitempo negli spogliatoi per somma di ammonizioni.
Una gara in cui s è denotata la netta differenza di qualità e quantità. Reggina decisa a fare la voce grossa per un ritorno in serie B che manca da cinque anni ed un giovane Bisceglie di cui desta preoccupazione la mancanza di reazione al primo gol subito.
REGGINA-BISCEGLIE 3-0
Reggina (3-5-2): 1 Guarna, 3 Marchi, 5 Bertoncini (dal 68° 9 Blondett), 6 Loiacono, 10 Bellomo, 15 Bianchi, 18 Corazza (dal 74° 7 Sounas), 20 De Rose, 23 Reginaldo (dal 56° 19 Denis), 27 Bresciani (dal 56° 33 Rubin), 32 Garufo (dal 56° 14 Rolando). Allenatore: Domenico Toscano. A disposizione: 12 Lofaro, 22 Farroni, 4 Salandria, 13 Rossi, Paolucci, 22 Doumbia, 25 Nemia.
Bisceglie (4-3-1-2): 1 Casadei, 3 Tarantino, 5 Zigrossi, 6 Mastrippolito, 9 Montero (dal 74° 15 Cardamone), 10 Gatto (dal 79° 28 Estol), 11 Rafetraniaina (dal 46° 16 Abonckelet), 23 Piccinni, 24 Ungaro (dal 66° 21 Turi), 27 Ferrante (dal 46° 29 Manicone), 30 Zibert. Allenatore: Rodolfo Vanoli. A disposizione: 22 Borghetto, 2 Diallo, 4 Wilmots, 8 Cavaliere, 17 Longo, 18 Carrera, 20 Spedaliere.
Arbitro: Marco Monaldi di Macerata.
Assistenti: Roberto Fraggetta di Catania, Rosario Antonio Grasso di Acireale.
Reti: 21° Corazza, 39° Garufo, 65° Bianchi.
Note: spettatori paganti 4657, compresi i 45 tifosi del Bisceglie, per una quota di 58674,30 euro; abbonati 4361 (con quota di 32004,98 euro); spettatori totali 9018 con incasso complessivo di 90679,28 euro. Ammoniti: Tarantino (33°) per gioco scoretto, Bertoncini (37°) per gioco scorretto, Rafetraniaina (42°) per gioco scorretto, Marchi (75°) per gioco scorretto, Loiacono (86°) per gioco scorretto.Espulso Tarantino (64°) per somma di ammonizioni. Calci d’angolo 9-3. Recupero: primo tempo 1 minuto, secondo tempo. Cambi di modulo: Bisceglie 4-3-3 dal 46°, 4-2-3 dal 65°.
Bartolomeo Pasquale