TELEBLU: In onda questa sera
Tutta la verità su Libertas – Manfredonia

Questa sera, con inizio alle ore 22.20 circa, nuova puntata della trasmissione sportiva di successo “A BORDO CAMPO L’ECCELLENZA A CASA VOSTRA” in onda su TELEBLU (dtt 72).

Un’ora circa di approfondimento dei temi calcistici del Campionato di Eccellenza Pugliese senza interruzioni al cospetto di ospiti di grande prestigio ed importanti collegamenti telefonici.

Al centro delle nostre attenzioni il Manfredonia, l’Audace Cerignola, l’Atletico Vieste ed il San Severo, con una panoramica sulle altre squadre del campionato.

LA VERITA’ SUI GRAVI EPISODI DI VIOLENZA A MOLFETTA TESTIMONIATA DA LUCA D’ERRICO E LE DICHIARAZIONI DEL PRESIDENTE SDANGA IN MERITO.

Il salotto del calcio di Capitanata è lieto di accogliervi numerosi e vi augura buona visione!

Conducono in studio: Stefano Favale e Milena Prota

Opinionista: Antonio Tasso

Ospiti in studio: Antonio Sdanga (Presidente Manfredonia Calcio)

Luca D’Errico (Team Manager Manfredonia Calcio)

Con la partecipazione di: Matteo Mancini (Pugliacalcio24.it)

Collegamenti telefonici con: Sandro Siena (addetto stampa Atletico Vieste)

L’archivio puntate è disponibile su http://www.youtube.com/manfredoniasport

PALINSESTO SETTIMANALE:

Venerdì alle ore 22,20 su TeleBlu (72)

Sabato alle ore 12,30 su BluLife (666)

Sabato alle ore 18,00 su BluWorld (667)

Comunicato Stampa Comune di Manfredonia
Violenze in quel di Molfetta

COMUNICATO STAMPA 

Aggredito il magazziniere del Manfredonia ed alcuni tesserati. Tutti hanno dovuto fare ricorso all’intervento dei medici. Ancora una volta si deve parlare di episodi, stigmatizzandoli, che nulla hanno a che fare con il calcio e lo sport.

La notizia è arrivata praticamente come un fulmine a ciel sereno. Non ci si aspetta mai, per quanto purtroppo stiano diventando più frequenti questi atteggiamenti, di trovarsi a vivere di persona quello che è successo ieri allo stadio di Molfetta. Il centinaio e più di sipontini al seguito della squadra del Manfredonia Calcio, al proprio ritorno a Manfredonia, ha aggiunto ulteriori dettagli raccontando di un clima che nulla ha a che fare con un evento sportivo quale è stato, anzi quale doveva essere, l’incontro tra i padroni di casa del Molfetta e l’undici sipontino. Forse sarebbe più aderente alla realtà parlare di “incontro di calci”, non riferendolo a quello che è avvenuto sul rettangolo di gioco, bensì a ciò che è occorso laddove non vi sono tanti occhi ad osservare: negli spogliatoi.

La squadra del Manfredonia è stata accolta con un atteggiamento ostile, da coloro i quali dovrebbero essere addetti alla sicurezza, sin dall’arrivo presso la struttura molfettese. Capita che l’importanza del match che si va a giocare esacerbi un pò gli animi ed è sempre opportuno cercare di evitare frizioni, come ogni componente dello staff biancoceleste ha fatto. Non capita e non deve capitare quello che è invece successo al rientro delle squadre negli spogliatoi, al termine della prima frazione, ed in chiusura di gara.

Alcuni calciatori del Manfredonia sono stati fatti oggetto di ceffoni, manrovesci e calci non appena sono entrati nel tunnel che conduce agli spogliatoi. Una pesante intimidazione che ha sortito effetto sui giovani che vestono la casacca biancoceleste. Un clima creato artatamente ed atto a condizionare tanto gli atleti biancocelesti quanto la terna arbitrale. La temperatura è arrivata alle stelle quando è terminata la gara, vinta dalla squadra di casa grazie tra l’altro ad un rigore apparso piuttosto generoso, e tutti sono rientrati per la meritata doccia. E’ in quei momenti che soggetti riconducibili alla società ospitante hanno fatto praticamente irruzione nello spogliatoio del Manfredonia ed hanno aggredito chiunque trovassero sul loro cammino. A farne le spese soprattutto il veterano del gruppo, il magazziniere Giuseppe Ussato, dapprima buttato a terra e poi preso a calci sullo sterno e sul viso.

Il Sindaco Riccardi interviene ed afferma che “Ho ricevuto da subito notizie sull’aggressione subìta da Peppino Ussato e dai componenti lo staff, non riuscivo a credere a tanta proditorietà. Peppino è un uomo serio, mite, con un forte senso di appartenenza ai colori sociali ed alla città, un’autentica memoria storica, un infaticabile lavoratore. Mi ha fatto ancora più male sapere che fosse stato proprio lui ad avere la peggio. La violenza non può mai avere ragione. Mai. Meno ancora se associata ad un evento sportivo, visto che i valori dello sport sono in perfetta antitesi con questi deprecabili episodi”.

“Di questo se ne dovrebbe rendere capace il presidente del Comitato Regionale FIGC, Vito Tisci, che ha il dovere di prendere provvedimenti seri, efficaci, esemplari e che restituiscano dignità agli atleti, agli addetti ai lavori ed a quanti ancora credono che sia possibile una netta inversione di rotta in uno sport che addita le tifoserie come causa di tutti gli eventi negativi, ma che invece si sta facendo sempre più male da solo. Lo invito, ancora una volta, a non abbassare la guardia – prosegue Angelo Riccardisu questi deprecabili episodi e, magari, a prendersi cura di appurare come quanto avvenuto ieri si sia realizzato e chi ne siano i responsabili. Spero che almeno questa volta riesca a tenere fede ad un preciso dovere, non certo come capitato per altri impegni presi nei confronti del Manfredonia, che al momento restano disattesi. Mi riferisco alla premiazione della squadra juniores del Manfredonia, vincitrice dell’ultimo campionato di categoria ed ancora in attesa del riconoscimento tangibile della coppa che non le è stata attribuita accampando pretesti che lasciano il tempo che trovano”.

“Aspetto, in ogni caso, che vengano intensificate le azioni di controllo e prevenzione all’interno del terreno di gioco. Non è possibile che soggetti violenti si possano nascondere dietro una pettorina che li qualifica paradossalmente come addetti alla sicurezza. Soltanto se Tisci riuscirà a garantire la necessaria tranquillità – continua come un fiume in piena il Sindacopunendo con pene esemplari gli autori di simili misfatti si potrà riportare all’interno degli stadi delle società dilettantistiche regionali, in questo caso, quel clima di civiltà che tutti dichiarano di inseguire, ma che in pochi realizzano”.

“Condivido la riflessione del presidente Sdanga ed il suo proposito di valutare con attenzione se è il caso o meno di scendere in campo domenica prossima. Mi preme altresì sottolineare – termina Riccardiche questo è un episodio di teppismo che non può intaccare l’immagine di una città civile come Molfetta, ma che pone profondi dubbi su quanto ne possa essere espressione fedele la società militante nel campionato calcistico di Eccellenza. Gli sportivi devono reagire e prendere le distanze dalla violenza. Non si può rischiare la vita per assistere ad una partita di calcio. Attendo identica condanna degli eventi tanto da parte della società calcistica in questione quanto da parte delle istituzioni tutte, così come auguro si possa indagare nel più breve tempo possibile affinché i contorni di questo disdicevole episodio di cronaca siano chiariti ed i responsabili individuati”.

“La nostra Manfredonia è riconosciuta come una città che fa dell’accoglienza un vanto, una qualità che contraddistingue la sua gente. Sotto il profilo sportivo la città ha sempre impartito lezioni di civiltà e maturità. L’educazione allo sport è un valore che deve essere perseguito dai Comuni e dalle società sportive, che poi ci rappresentano in gara. Esprimo solidarietà all’ASD Manfredonia Calcio, ai suoi calciatori aggrediti e refertati successivamente nel nostro ospedale ed al magazziniere Ussato – dice il consigliere delegato allo Sport, Alessandro Salinari, in costante contatto con il presidente del sodalizio sipontino Antonio Sdanga – vittima anch’egli dell’aggressione fisica che lo ha costretto a ricorrere alle cure dei sanitari poco dopo il termine della partita. Voglio infine aggiungere l’invito, rivolto ai nostri tifosi, di continuare a sostenere la squadra come hanno sin qui fatto in maniera compatta e civile, a dimostrazione che lo sport per la nostra città è sinonimo di passione, divertimento e socializzazione. L’esempio che sapranno continuare fornire è più efficace di qualunque altra parola”.

Matteo Fidanza- Ufficio Stampa e Comunicazione – Comune di Manfredonia (FG)

Libertas – Manfredonia 1-0
tra aggressioni e intimidazioni

E’ davvero difficilissimo commentare quella che avrebbe dovuto essere una partita di calcio e che invece a partire dalla fine del primo tempo al triplice fischio si è trasformata in una caccia all’uomo.
E’ gravissimo constatare la totale assenza di forze dell’ordine a ridosso dell’uscita (una trappola) degli spogliatoi. Ed allora succede che il custode si avventi su Pollidori, che un tifoso della tribuna centrale scavalchi agevolmente la recinzione e si avvicini minaccioso allo stesso Pollidori. Che dire poi dell’originale speaker? Per carità un tifoso come tanti altri, ma è consentito incitare la squadra a gioco in movimento? e comunicare in tempo reale il risultato di Copertino-Cerignola? A chi di dovere la risposta. E le forze dell’ordine? Arriva in ritardo una sparuta rappresentanza di carabinieri tra le due opposte tifoserie ree di lanciarsi di tutto e di più. Clima quindi di far west, che probabilmente è destinato a proseguire in altre sedi. Immaginate lo stato d’animo di Pollidori e di tutta la squadra intimorita per le aggressioni ricevute. E l’arbitro? Il pessimo Lorenzin ha refertato tutto? Si spera proprio di sì, di certo ha sulla coscienza una direzione permissiva e scarsa. E’ anche colpa sua se la situazione è degenerata. L’ennesima dimostrazione che un arbitro di fuori regione in Puglia non può arbitrare, e che dire poi del rigore concesso al Libertas? Non l’ha visto nessuno.

Per la cronaca Cinque riconferma il vittorioso “rombo” di domenica scorsa, Sisto un camaleontico 4-4-2. Gara condizionata anche dalle pessime condizioni del terreno di gioco, che danneggia i sipontini costretti a fraseggiare il meno possibile e ad affidarsi ai lanci in profondità. I sipontini piacciono per la personalità e con Di Pinto hanno la clamorosa occasione al 12’ per sbloccare il risultato. Il centravanti sipontino è tutto solo ma, anziché arpionare lo spiovente a lui diretto, calcia al volo spedendo alto sulla traversa da posizione favorevolissima. Al 31’ la risposta del Libertas con il talentuoso Loseto che serve Petruzzella al centro dell’area, la sua torsione sortisce un tiro che si spegne di poco a lato con Leo ben appostato. Qualche minuto più tardi il Libertas chiede a gran voce il rosso per Pollidori presunto reo di aver rifilato una gomitata ad un avversario. E’ da questo momento che la gara da spigolosa si trasforma in un susseguirsi di colpi “proibiti” con la complicità di una terna arbitrale sottratta ad un campo di grano.

Libertas (4-4-2): Di Candia, Cantatore (78’ Schirone), Colella, Demay, Pazienza, Rubini, Martinelli, De Santis, Petruzzella (88’ De Gennaro), Loseto, Milloni (94’ Lavolpicella). A disposizione: Simone, Giuliani, Romito e Capriati. All. Sisto

Manfredonia (4-3-1-2): Leo, Quitadamo, Papagno, Corbo (83’ Trotta), D’Arienzo, Moro (83’ Portosi), Simone, Romito, Di Pinto, Pollidori, Carminati. A disposizione: Della Torre, Paglione, Vairo, Scarano e D’Angelo. All. Cinque

Arbitro: Sig. Lorenzin
Marcatore: 80’ su rig. De Santis
Ammoniti: Cantatore, Loseto, Papagno, Pollidori e Carminati
Espulsi: Romito e Rubini
Note: presenti sugli spalti circa 500 spettatori, con una folta presenza ospite. Leggero infortunio per l’arbitro, poi ristabilitosi ad inizio ripresa. Clima teso sugli spalti a fine gara ed episodi incresciosi per assenza di personale preposto alla sicurezza. Corners: 3-0; recuperi: 6’+6’

Stefano Favale

Libertas Molfetta – Manfredonia 1-0
Incidenti a fine gara

Il presidente Antonio Sdanga

Al termine della gara le tifoserie vengono in contatto: Peppino Ussato finisce in ospedale.

Il Molfetta batte 1-0 il Manfredonia. Al termine della gara le tifoserie avversarie sarebbero venute allo scontro: non è chiara ancora la dinamica degli eventi, nè il motivo degli incidenti. Botte anche negli spogliatoi: Peppino Ussato, magazziniere del Manfredonia, è finito in ospedale per aver ricevuto da un uomo della security, un calcio allo sterno.
Durante l´intervallo alcune persone non identificate hanno colpito diversi giocatori del Manfredonia con calci e pugni, tanto da indurre l´arbitro a slittare di quindici minuti l’inizio della ripresa.

Così il Presidente del Manfredonia Calcio Antonio Sdanga : “In questo momento la nostra nazione è pervasa da un onda di cambiamento ed è quello che chiedo a tutti coloro che credono che il calcio sia solo un bel gioco a cui devono assistere famiglie. Oggi la società del Manfredonia Calcio che fa del senso di ospitalità e del rispetto degli avversari il proprio cavallo di battaglia è stata vittima di continue aggressioni e più specificatamente nei confronti dei propri calciatori a cui non è stato possibile raggiungere gli spogliatoi al termine del primo tempo se non dopo aver subito aggressioni fisiche e solo dopo l’arrivo delle forze dell’ordine. Questi “violenti” che si nascondono dietro finte casacche da steward o ancor peggio dietro cariche dirigenziali sono la vergogna del nostro movimento e devono essere allontanati, perché dopo aver condizionato con il loro atteggiamento anche la direzione arbitrale al termine dell’ incontro hanno ulteriormente aggredito la squadra entrando negli spogliatoi tanto che al momento il magazziniere della società risulta ricoverato in ospedale colpito dagli addetti alla security. un clima di intimidazione che mi lascia interdetto anche perché non immaginavamo di trovare un ambiente così incivile ( tanto da non chiedere neanche la presenza del commissario di campo) e non degno di una città di grande civiltà come quella di Molfetta, quindi nella qualità di presidente del Manfredonia Calcio chiedo immediatamente che vengano presi i provvedimenti del caso, altrimenti da domenica prossima resteremo a casa perché noi con i violenti non vogliamo avere nulla a che fare mi spiace solo che l’educazione e l’ospitalità che durante la gara d’andata nonostante la sconfitta interna ed il pessimo arbitraggio abbiamo mostrato a tutta la squadra ospite oggi è stato dimenticato. L’unica cosa che mi viene da dire che noi non saremo mai come loro che oggi dovrebbero vergognarsi per aver macchiato il calcio pugliese di una pagina nera”.

presidente Asd Manfredonia Calcio

TeleBlu: questa sera “A Bordo Campo”
l’eccellenza a casa vostra

Questa sera, a partire dalle ore 22.20 circa, nuova puntata della trasmissione sportiva di successo “A BORDO CAMPO L’ECCELLENZA A CASA VOSTRA”.

70 minuti circa di approfondimento dei temi calcistici del Campionato di Eccellenza Pugliese senza interruzioni al cospetto di ospiti di grande prestigio.

L’ANALISI DI MANFREDONIA-SAN SEVERO, IL COMMENTO SUL PARI DELL’AUDACE IN COPPA, AMPIO SPAZIO ALLA VIGILIA DI LIBERTAS-MANFREDONIA ED UNA PANORAMICA COMPLETA SUL CAMPIONATO.

Il salotto del calcio di Capitanata è lieto di accogliervi numerosi e vi augura buona visione!

Conducono in studio: Stefano Favale e Milena Prota

Opinionista: Antonio Tasso

Ospiti in studio: Lino Troiano (presidente onorario Manfredonia)

Franco Grasso (allenatore Scuola Calcio Salvemini)

Collegamenti telefonici: Matteo Bancone (add. stampa Cerignola)

Ludovico Calabrese (direttore pugliacalcio24.it)

Con la partecipazione di: Matteo Mancini (pugliacalcio24.it)

L’archivio puntate è disponibile su http://www.youtube.com/manfredoniasport

PALINSESTO SETTIMANALE:

Venerdì alle ore 22,20 su TeleBlu (72)

Sabato alle ore 12,30 su BluLife (666)

Sabato alle ore 18,00 su BluWorld (667)

Manfredonia – San Severo 3-1
Il video completo della gara

Manfredonia con due reti realizzate su palle inattive…toh! il liberatorio gol di Trotta, magnifica serata di calcio e partecipazione sugli spalti. In mezzo sempre e solo il Manfredonia: bello, spietato ma anche in grado di ridare coraggio agli avversari. Il video della gara completa a cura di DoniaChannelTV

 

 

[cvg-video videoId=’159′ width=’600′ height=’400′ mode=’playlist’ /]

[cvg-video videoId=’160′ width=’600′ height=’400′ mode=’playlist’ /]

Manfredonia – San Severo 3-1
Le pagelle…

Ecco le pagelle dei sipontini, relative alla gara interna contro il San Severo. Migliore in campo Carminati, abbondantemente sopra la sufficienza tutti gli altri.

Leo 7: inoperoso per un’ora, provvidenziale su Ladogana e sempre padrone dell’area piccola. Cresce il talentino “scaricato” dal Foggia;

Quitadamo 6,5: grande impegno e corsa ma anche parecchi errori dovuti all’esuberanza, dovrebbe giocare con maggiore tranquillità;

Papagno 6,5: disciplinato tatticamente, cura maggiormente la fase difensiva piuttosto che quella offensiva;

Corbo 7: ordinato e puntuale sugli anticipi. Affiatato con D’Arienzo, abbina fisicità e senso della posizione;

D’Arienzo 7,5: dalle sue parti non si passa. Galetti è un pesce fuor d’acqua sovrastato anche elegantemente da Pasquale;

Moro 7: una scheggia sulla corsia, instancabile a tutto campo. Complimenti per le 100 presenze;

Simone 6,5: schierato come vertice alto del “rombo” infastidisce le fonti iniziali del gioco ospite. Alla distanza cala per stanchezza;

Rinaldi s.v.

Romito 7: dà tutto in campo, il capitano è sempre prezioso e trascina la squadra al successo;

Di Pinto 7: vicinissimo al gol in 2 occasioni, è sempre nel vivo della manovra offensiva del Donia. Esperienza, scaltrezza e classe da vendere;

Trotta 7,5: entra e segna: cosa desiderare di più?

Pollidori 7,5: straordinario metronomo e per giunta realizzatore. Il centrocampo ha cambiato aspetto, è l’arma in più del Donia in questo finale di stagione;

Carminati 8: il migliore in campo, non ci sono dubbi. Lotta su ogni pallone, segna, fa assist e percorre chilometri su chilometri. Il Donia ha bisogno del miglior Carminati oggi.

Portosi s.v.

Cinque 7: il suo “rombo” spiazza Rufini, il resto lo fanno i ragazzi in campo. Qualche perplessità sul 5-3-2 a 20 minuti dal termine, ma resta un semplice dettaglio.

SAN SEVERO: Pizzolato 6; Mangiacotti 5,5; (Kamano 6), Russi 5,5; Silvestri 6; Ianniciello 5,5; Conte 5,5; Ladogana 6; Piano 5 (Ganci s.v.); Galetti 5; Lanave 5;(Cesareo 7), Selvaggi 5,5.

All. Rufini 6: le prova tutte, cambiando 2 volte modulo, i suoi ragazzi sono apparsi un pò intimoriti dagli avversari e dal clima.

Stefano Favale

Manfredonia – San Severo 3-1
Il San Severo torna sulla terra

A. Cristino (www.SANSEVEROSPORT.com)

Un bagno di umiltà per il San Severo all’indomani della brutta sconfitta subìta dal Manfredonia. Al ‘Miramare’ sipontino, i dauni sono apparsi la bruttissima copia della bella squadra reduce dagli ultimi cinque risultati utili consecutivi, tra i quali le tre vittorie regali contro Copertino, Vieste e Cerignola.

Nella località garganica semplicemente i sanseveresi ‘non hanno giocato’, lasciando spazio ai padroni di casa apparsi cinici ma tutt’altro che trascendentali (il Manfredonia era infatti reduce dal 4-0 incassato al ‘Caduti di Superga’ di Mola la settimana scorsa). Il San Severo ha sofferto la giornata storta di alcuni dei suoi elementi cardine. Ladogana, apparso in calo nelle ultime settimane, ha confermato il suo attuale scarso stato di forma; Lanave è stato addirittura sostituito nel corso della prima frazione, quando si era già sul 2-0 per i ‘Delfini’; Piano non si è ancora inserito nei ritmi richiesti dal gioco di questa squadra, tanto che le cose migliori della partita il San Severo le ha fatte vedere con l’inserimento a centrocampo del più dinamico Ganci. Anche Selvaggi, schierato dal primo minuto dopo l’ottima prova da subentrato contro il Cerignola, ha inciso appena con qualche sporadica iniziativa a metà ripresa. Solo Cesareo, che aveva iniziato il match dalla panchina, ha provato a scaldare i cuori dei tifosi giallogranata accorsi al derby del 23° turno di Eccellenza pugliese, procurandosi e realizzando il rigore del 2-1.

Il Manfredonia è stato letale sui calci piazzati. Le prime due marcature ad opera di Pollidori e Carminati si sono materializzate infatti grazie a due splendide ‘incornate’ di testa, entrambe su azioni di calcio d’angolo. In vantaggio di due goal dopo venti minuti di gioco, il Manfredonia ha poi potuto giocare agevolmente di rimessa, tanto che il definitivo 3-1 si è avuto grazie alla più classica azione di contropiede, ispirata da Carminati e finalizzata dal tap in ravvicinato di Trotta. L’autore del goal era entrato in campo da appena un minuto.

Il San Severo mantiene comunque la seconda posizione in classifica. I dauni perdono un punto nel confronto con la capolista Libertas Molfetta, che ha pareggiato 2-2 in pieno recupero a Galatina. Al secondo posto si è riportato anche il Cerignola (1-0 al Terlizzi), che mercoledì scorso ha fatto ricorso contro la vittoria ottenuta dal San Severo 2-1 al ‘Ricciardelli’ nel derby di otto giorni fa. Il Manfredonia invece ha consolidato il suo quarto posto ed ora ha cinque punti di divario dalla vetta del massimo campionato calcistico regionale. La zona play off si chiude poi con tre squadre, Atletico Mola, Gallipoli e Terlizzi, impegnate a contendersi l’ultimo posto utile per la qualificazione alla lotteria promozione.

MANFREDONIA. Leo; Quitadamo, Papagno, Corbo, D’Arienzo, Moro, Simone (69′ Rinaldi), Romito, Di Pinto (79′ Trotta), Carminati (86′ Portosi). A disposizione: Della Torre; Paglione, Vairo, Totaro. Allenatore: Cinque.

SAN SEVERO. Pizzolato; Mangiacotti (57′ Kamano), Russi, Silvestri, Ianniciello, Conte, Ladogana, Piano (57′ Ganci), Galetti, Lanave (34′ Cesareo), Selvaggi. A disposizione: Renna; Annese, Mongelli, Florio. Allenatore: Rufini.

RETI: 7′ Pollidori; 19′ Carminati; 72′ Cesareo rig. (S); 82′ Trotta.
ARBITRO:
Vigile di Cosenza
NOTE – Ammoniti Simone, Pollidori e Rinaldi del Manfredonia. Piano del San Severo.

Manfredonia – San Severo 3-1
sipontini inarrestabili, sanseveresi intimoriti

Manfredonia Raphael Carminati

Raphael Carminati

Due reti realizzate su palle inattive…toh! il liberatorio gol di Trotta, magnifica serata di calcio e partecipazione sugli spalti.

In mezzo sempre e solo il Manfredonia: bello, spietato ma anche in grado di ridare coraggio agli avversari.

Cinque rispolvera il tanto amato “rombo” con Pollidori e Simone vertici, Rufini parte con un prudente 4-4-2. Approccio alla gara tutto di marca sipontina. Determinazione, intensità e giocate sopraffine imbarazzano il San Severo. E infatti in soli 18 minuti Pollidori e Carminati portano avanti il Donia di 2 reti sugli sviluppi dei primi 2 corners. E’ una rarità per i sipontini il gol su calcio d’angolo, figuriamoci 2! Rufini analizzerà presto la sorprendente vulnerabilità palesata sui calci piazzati. C’è solo il Manfredonia in campo. La squadra è brillante, Moro è una scheggia e Carminati il migliore in campo.

Da segnalare in mezzo alle 2 reti quella clamorosamente fallita da Di Pinto sulla miracolosa ribattuta di Pizzolato sul siluro di Pollidori. L’ex Cerignola spedisce a lato, seppure strattonato, a porta sguarnita! è ancora il Donia a sfiorare il 3-0 (grande Pizzolato e poi salvataggio sulla linea) al 21′.

Rufini inserisce il forte Cesareo e passa così al 4-3-3, ma al 41′ e 47′ Di Pinto e Moro creano 2 pericoli alla retroguardia sanseverese.

Nella ripresa Rufini si gioca l’ultima carta a disposizione e passa al 3-4-3 con l’ingresso di Kamano, sì proprio lui, e Ganci.

Basta la prima conclusione nello specchio della porta difesa da Leo da parte di Ladogana per far temere il peggio a Cinque. E così, complice anche la stanchezza, inserisce Rinaldi nel nuovo 5-3-2. Ma si sa il modulo è troppo difensivo e, come spesso accade, incoraggia gli avversari all’arrembaggio. E difatti proprio Rinaldi atterra in area lo scatenato Cesareo, che poi realizza dagli 11 metri.

Inizia un’altra partita, il San Severo crede nella rimonta che avrebbe dell’incredibile ma prima Di Pinto sfiora il tris e poi Trotta appoggia in rete un assist perfetto di Carminati, assoluto protagonista della notte magica.

Gara quindi quasi perfetta, la variazione di modulo ha rischiato di complicare tutto, forse sarebbe stato opportuno inserire elementi freschi (pari ruolo).

Ora il count down per Molfetta è già iniziato: dentro o fuori…

MANFREDONIA (4-3-1-2): Leo, Quitadamo, Papagno, Corbo, D’Arienzo, Moro, Simone (69’ Rinaldi), Romito, Di Pinto (79’ Trotta), Pollidori, Carminati (87’ Portosi). A disposizione: Della Torre, Paglione, Vairo e Totaro. All. Cinque

SAN SEVERO (4-4-2): Pizzolato, Mangiacotti (57’ Kamano), Russi, Silvestri, Ianniciello, Conte, Ladogana, Piano (57’ Ganci), Galetti, Lanave (35’ Cesareo), Selvaggi. A disposizione: Renna, Annese, Monelli e Florio. All. Rufini

Arbitro: Sig. Vigile di Cosenza
Marcatori: 8’ Pollidori, 18’ Carminati, 72’ Cesareo rig. (SS), 81’ Trotta
Ammoniti: Simone, Pollidori, Rinaldi e Piano
Espulsi: nessuno
Note: presenti sugli spalti circa 1500 spettatori, con piccola rappresentanza ospite. Premiato Moro per le 100 presenze con la maglia del Manfredonia. Corners: 4-1; Recuperi: 3’+3’

Stefano Favale

Manfredonia – Manduria 1-0
Leone paratutto…

Il Manfredonia ottiene i 3 punti con il minimo sforzo. Paga evidentemente la mancanza di stimoli dinanzi ad un avversario in grosse difficoltà. All’indisponibiltà di Romito si aggiunge in extremis quella di Papagno.

Cinque retrocede Moro a terzino sinistro e schiera da subito Portosi. Rispolvera per l’occasione il 4-3-3 con Pollidori sulla linea del centrocampo considerato l’atteggiamento tattico dei biancoverdi. Passariello schiera per necessità uno speculare 4-5-1 con Morello unica punta. L’approccio blando dei sipontini agevola il compito del Manduria, comunque timido e quasi rassegnato al peggio.

Al 10’ Carminati sfiora la marcatura approfittando di un’incertezza tra Leone e Rizzo. Al 13’ uno spiovente di Portosi si trasforma in tiro velenoso che coglie il palo con la palla che rimbalza sulla linea prima di tornare in campo. Al 27’ Trotta in velocità sorprende il diretto marcatore e trafigge un non impeccabile Leone. Passariello corre ai ripari facendo entrare il bravo Cimarelli (ex Galatina). Il centrocampo biancoverde appare ora più ordinato. Il Donia quasi si appaga dell’1-0 e cala d’intensità incoraggiando così il Manduria ad avanzare lentamente il proprio baricentro. Ma nessun pericolo per Leo. D’Arienzo ha il suo bel da fare nel marcare stretto Morello ricercatissimo dai propri compagni con lunghi lanci. E’ questo il copione della gara: il Donia fa la partita (ma a ritmi bassi), il Manduria si difende passivamente e ripone ogni speranza di offendere con infiniti lanci in profondità a cercare la seconda palla (sponda di Morello). Ne consegue che il Donia è prevedibile, il Manduria di più. La sfida vive di fiammate improvvise dei sipontini, manca quindi la continuità.

Nei primi minuti della ripresa accade di tutto. Al 2’ Binetti si ritrova sul destro una palla d’oro ma non la sfrutta. Al 3’ Portosi raccoglie al volo un cross di Quitadamo e costringe Leone alla grande parata in tuffo. Sugli sviluppi del corner secondo legno colpito di testa da Moro. Al 5’ Leone sradica la palla dai piedi di Carminati lanciato a rete. Leone sugli scudi, il migliore in campo improvvisamente. Al 20’ Carlucci tocca la sfera col braccio in area, è rigore. Carminati dal dischetto si fa ipnotizzare da Leone e spara incredibilmente alto sulla respinta. Al 23’ Leone smanaccia all’altezza del sette un tiro di Trotta. Al 26’ Carminati spreca ancora tutto solo con un lob fuori misura. Al 41’ De Pascalis ha sui piedi la palla dell’1-1 ma calcia alto da posizione defilata. Il calcio è anche questo, sfiorata la beffa.

Manfredonia (4-3-3): Leo, Quitadamo, Moro, Corbo, D’Arienzo, Simone, Trotta, Portosi (72’ Scarano), Di Pinto, Pollidori, Carminati. A disposizione: De Tullio, Granatiero, Vairo, Totaro, Stoppiello, Lupoli. All. Cinque

Manduria (4-5-1): Leone, Chirico, Carlucci, Nicoletti (30’ Cimarelli), De Icco, Rizzo, Paticchio (59’ Garibaldi), Cocciolo, Morello, De Pascalis, Binetti (82’ Dimitri). A disposizione: Laghezza, Passatore, Macrì, Corvaglia. All. Passariello

Arbitro: Sig. Rizzello di Castrano
Marcatori: 27’ Trotta
Ammoniti: Chirico e Paticchio
Espulsi: nessuno
Note: prima della gara il Manfredonia Calcio ha reso omaggio alla memoria di Pasquale Cotugno nel decimo anniversario dalla sua scomparsa con un mazzo di fiori consegnato alla Curva Sud a lui intitolata. Presenti circa 400 spettatori. Corners: 4-2; Recuperi: 1’+3’

Stefano Favale

Il Calcio di Capitanata
protagonista in Eccellenza

C’è da essere orgogliosi del San Severo, Audace Cerignola, Manfredonia e Vieste. La classifica attuale del campionato di eccellenza, a dieci giornate dal termine, candida seriamente le prime tre al ruolo di vincitrice del torneo con il Vieste ancora in corsa per i playoff.

Il San Severo di Rufini è la formazione che vanta ad oggi una migliore continuità di gioco e risultati. Un mix di esperienza e giovani talenti molto ben assemblata e diretta dal bravo mister. Lo sfortunato k.o. interno col Libertas non ha lasciato il segno, anzi. Per puntare al primato occorrerà mantenere l’attuale standard di forma e necessariamente cambiare marcia in trasferta.

Il Cerignola di Pizzulli è appena uscito da un periodo di lieve appannamento, i nuovi acquisti sembrano finalmente poter assicurare quel valore aggiunto tanto auspicato. La vittoria di Manduria è un segnale forte, è in trasferta infatti che l’Audace lascia un po’ a desiderare. Può ora contare su un ritrovato entusiasmo, sulla tradizione e su una tifoseria importante.

Il Manfredonia di Cinque, alla sua quarta vittoria consecutiva, è stato revisionato in corso d’opera con innesti mirati e di qualità specie nel reparto difensivo. Il momentaccio attraversato a novembre (1 punto in 5 giornate) appartiene al passato. Ora la squadra è motivata e consapevole dei propri mezzi. Anche in questo caso tradizione e tifoseria possono fare la differenza.

Il Vieste paga l’iniziale spregiudicatezza tattica ed una personalità raggiunta verso la fine del girone d’andata. Terracenere ha trovato il giusto equilibrio tattico, spiccano alcune individualità di grande livello ma soprattutto c’è coralità di gioco. Può ancora ambire alla quinta posizione ma ha pochissimi margini di errore.

Stefano Favale

Manfredonia Calcio
in trasferta contro la “cenerentola” Racale

Il Manfredonia fa visita alla “cenerentola” Racale

È pesante la classifica del Racale, ultima in classifica con soli 7 punti e quasi condannata in anticipo alla retrocessione.

Ma Giovanni De Nitto, il nuovo trainer dei salentini, crede alla salvezza e non smette di dirlo alla stampa e ai suoi uomini. Nell’ultima sfida è stata pesante la sconfitta nel derby contro il Galatina: 5-0.

La formazione del Racale ha subito molti cambiamenti ed ha pagato a caro prezzo sia questi scossoni interni al gruppo, sia i continui cambi di allenatore che le vicissitudini esterne alla squadra.
Da annotare, addirittura, il guasto al pulmann che portava la squadra a Cerignola, partita poi persa a tavolino.

Il Racale non vince dal 14 ottobre, in casa, contro il Corato, ma ha bloccato tra le mura amiche il Gallipoli e la domenica successiva la capolista Libertas in trasferta.

Il vero neo della squadra della “lupa” è rappresentato dalla difesa, rinforzata con dall’arrivo di Schiavone, ex Nardò. Il protagonista assoluto della squadra è l’attaccante Alessandro Villani, ma basterà per salvarsi?

manfredonianews

Manfredonia – Gallipoli 3-0
Le pagelle di Manfredonia-Gallipoli

Leo 6,5: attento ed ordinato quando è chiamato in causa, si conferma un ottimo acquisto;

Quitadamo 6+: i salentini si rendono pericolosi sempre dalle sue parti, in difficoltà nel ruolo di terzino. Meglio nella ripresa quando con Portosi si alterna tra difesa e centrocampo;

Papagno 6,5: prezioso tatticamente, difende bene e si “sgancia” in avanti se necessario. Un altro ottimo acquisto;

Corbo 6,5: dalle sue parti non si passa. Un baluardo insormontabile il pupillo di Cinque;

D’Arienzo 7: un’altra grande prestazione. E’ il leader della difesa, si è integrato benissimo. Un muro difensivo ma anche piedi buoni nel fraseggio; E’ lui il top player tra i nuovi acquisti;

Simone 6,5: in tandem con Romito si sobbarca il peso del centrocampo con buoni risultati;

Trotta 7,5: due gol e sempre nel vivo del gioco; ripaga la fiducia concessagli da Cinque alla grande;

Romito 6,5: ineccepibile sino al momento dell’infortunio. Il capitano si arrende tra gli applausi;

Portosi 7: ravviva la gara (anche se già virtualmente chiusa) con la sua vivacità e classe sulla fascia. L’avevamo presentato come un fuoriclasse e non ci sta smentendo. Metterà non poco in difficoltà Cinque nelle sue scelte;

Di Pinto 7,5: il “matador” è in splendida forma. Corre come un ragazzino, fraseggia di prima e con tocchi deliziosi. Implacabile dagli 11 metri;

Pollidori 7: un passo in avanti nel suo ruolo naturale. Nella ripresa piace anche nel 4-4-2;

Carminati 6,5: non si risparmia e sfiora in più occasioni il gol, che però può diventare il suo assillo. Cinque deve intervenire;

Cinque 7: è anche sua la vittoria. Audace, stratega e camaleonte.

Gallipoli: Laguardia 5,5, Alessandrì D. 5, Coccioli 5,5, Alessandrì A. 5,5, Sportillo 5 , Versori 5, Casalino 5,5, Marzo 5,5, Migali 5, Presicce 5,5, Negro 5,5. All. Calabro 5

Manfredonia – Gallipoli 3-0
Il “Gallo” esce spennato dal Miramare

Manfredonia Cinque

Mister Cinque

L’avevamo scritto pochi giorni fa: saranno decisivi Cinque e Calabro ed infatti non siamo stati smentiti.

La grande prestazione in campo dei sipontini e le varianti tattiche di Cinque danno scacco matto a Calabro.
Cinque
schiera un 4-1-2-3 molto versatile, Calabro un 3-4-3 in fase di possesso ed addirittura un 5-2-3 in fase di non possesso. Trotta è il sostituto di Moro, un forte segnale che il Donia vuole vincere.
Piacciono l’approccio, la determinazione e il modulo che prevede a turno l’arretramento di un attaccante tra le “linee”. Una mossa tattica molto astuta. L’assenza di Moro si sente, infatti il Donia ha difficoltà a spingere sulle fasce ma affonda verticalmente con rapidi fraseggi che mettono in tilt Sportillo & C.
La gara dura 35′, nel corso dei quali si gioca in una sola metà campo. Casalino atterra Trotta e l’arbitro assegna il rigore che Di Pinto trasforma per il provvisorio 1-0.
Si fa male Romito ed al suo posto entra il bravo Portosi. Cinque passa al 4-4-2 temendo una reazione del Gallipoli ora chiamato a fare la partita. Ma è qui che i salentini deludono tantissimo. Non si registra infatti una sola conclusione pericolosa nello specchio della porta difesa da Leo in 93′.
Merito anche della grande attenzione del reparto difensivo dei sipontini, ma il Gallipoli non reagisce e viene umiliato dalla doppietta di Trotta (un gol è però irregolare) e da tante altre occasioni sfumate per un niente.
E’ la vittoria dei ragazzi, del pubblico e del mister per il Donia.
E’ la sconfitta del Gallipoli e del suo mister, reo di non aver apportato alcun correttivo tattico nel corso della gara ed averla preparata per mirare allo 0-0.

Manfredonia (4-1-2-3): Leo, Quitadamo, Papagno, Corbo, D’Arienzo, Simone, Trotta (88’ Totaro), Romito (38’ Portosi), Di Pinto, Pollidori, Carminati (88’ Stoppiello).
A disposizione: De Tullio, Rinaldi, Vairo, Luppoli. All. Cinque

Gallipoli (3-4-3): Laguardia, Alessandrì D., Coccioli, Alessandrì A., Sportello (60’ Aragao), Versori, Casalino, Marzo, Migali, Presicce, Negro.
A disposizione: Passaseo, Pellegrino, D’Urso, Solidoro, Levanto, Puglia. All. Calabro

Arbitro: Sig. Vergaro di Bari
Marcatori: 36’ Di Pinto (R), 48’ e 59’ Trotta
Ammoniti: Carminati, Sportello, Casalino e Presicce
Espulsi: nessuno
Note: Presenti sugli spalti 1200 spettatori, di cui 20 giunti dal Salento. Corners: 1-3; Recuperi: 1’+3’

Stefano Favale

Manfredonia Calcio: Quitadamo e Simone
convocati nella rappresentativa pugliese

I calciatori dell’ A.S.D. Manfredonia Calcio Matteo Quitadamo e Antonio Simone sono stati convocati dal Commissario Tecnico della Rappresentativa Regionale Pugliese, Lorenzo Ferrante, oggi pomeriggio alle ore 14.00 presso Stadio Comunale di Canosa di Puglia (Ba), per una gara di allenamento selettivo, in vista della formazione finale che parteciperà al TORNEO DELLE REGIONI categoria Juniores.

Intanto, sempre nel pomeriggio di oggi, sono stati selezionati due giovani calciatori sipontini, per un raduno organizzato dal responsabile del settore giovanile della Reggina Calcio, Nicola Amoruso, che si terrà a Cerignola (FG), presso la nuova struttura sportiva, in zona Torricelli. I giovani delfini che sono stati selezionati per questo raduno sono Michele Castigliego, classe ’98, e Leonardo De Filippo, Classe ’99.

Giuseppe Ognissanti
Ufficio Stampa e Comunicazione A.S.D. Manfredonia Calcio

Manfredonia – Corato 3-2
i sipontini vincono senza convincere

88′ minuto: Di Pinto sigla il definitivo 3-2; 93′ minuto: punizione dal limite a favore del Corato, il tiro è sventato da un uomo della barriera.

Il Manfredonia può accogliere positivamente solo il risultato, null’altro.
Prestazione scialba, molle e fortemente agevolata dall’iniziale superiorità numerica per 85′, la doppia per 38′ ed addirittura la tripla per 16′.
Cinque schiera un inedito 4-1-2-3, Loseto risponde con un classico 4-4-2.
Pronti e via: rigore a favore del Corato per un contatto di Papagno su Amoruso. Al 3′ Terrone realizza dal dischetto.
E’ il preludio alla solita goleada tra le due squadre (questo è infatti il terzo 3-2 consecutivo).
Al 12′ il primo episodio chiave del match: Scaringella è ingenuo nel commettere una scorrettezza su Moro a gioco fermo. Il secondo assistente Martimucci lo segnala all’arbitro, che non può far altro che espellerlo.
Il Sig. Di Tondo è molto fiscale, estrae senza eccezioni il cartellino e quindi non sbaglia poichè applica il regolamento.
Al 14′ Carminati di testa centra l’incrocio dei pali a Tarantini battuto. Tre minuti più tardi è Moro a sfiorare la porta. Al 18′ D’Arienzo pareggia con un’incornata vincente a seguito corner.
Al 27′ Stefanini riporta avanti gli ospiti con un tiro dal limite che si infila sul primo palo di Leo. E’ una doccia fredda, ma il gol è sintomatico di una svogliatezza e distrazione dei sipontini.
Al 29′ palo esterno di Di Pinto, ultimo sussulto del primo tempo.
Entra Trotta nella ripresa (per Vairo) e così si passa al 3-3-4. Al 12′ Asselti intercetta la palla con la mano in area e quindi è giusto il rigore per il Donia ed il giallo per il difensore ospite, per lui doppia ammonizione.
Carminati realizza il 2-2, il Corato è in 9 uomini!
Da questo momento in poi il pubblico si aspetta un piccolo assedio nell’area neroverde ed invece regna sovrana la confusione, la lentezza di manovra e gli errori di mira per eccessiva superficialità.
Addirittura al 79′ espulso anche Stefanini per doppio giallo (qui Di Tondo è troppo fiscale) e quindi il Corato chiude in 8 uomini!
Termina quindi 3-2 per il Donia, ora sesto a 2 lunghezze dai playoff.

Stefano Favale

Galatina – Manfredonia Calcio 2-1
Il Manfredonia cade a Galatina

Manfredonia Cinque

Mister Cinque

Il Manfredonia non riesce a superare lo scoglio Pro Galatina e a portare a casa dei punti pesanti dal “Pippi Specchia”. Dopo la lunga pausa natalizia e l’arrivo di nuovi atleti alla corte di mister Cinque, si aspettava una provo di orgoglio dei sipontini al cospetto della squadra leccese che certo non si è rinforzata nel mercato di Dicembre. La formazione messa in campo dal mister è formata da due tronconi distanti tra loro: in difesa sono stati schierati Corbo, Papagno, D’Arienzo e Vairo, davanti ai confermati Di Pinto, Carminati e Trotta si è aggiunto l’under Lupoli. In mezzo, a cucire le due fasi, Simone e Moro Soldera, entrambi notoriamente più propensi ad offendere che a difendere. Una squadra a trazione anteriore, dunque, a cui mancano palesemente degli uomini a centrocampo capaci di difendere: di fronte all’assenza di Romito per infortunio forse si poteva almeno schierare Totaro.
La gara è cominciata con un’occasionissima capitata sui piedi di Di Pinto che il cannoniere non è riuscito a capitalizzare. Al 9′ pt i locali sono andati in vantaggio con Cresta, bravo ad infilare la difesa sipontina ben servito da Patruno. Al 16′ pt il Manfredonia ha pareggiato con un autorete di Iurlo, portiere del Galatina, che, su cross da sinistra di Papagno, non ha trattenuto il pallone facendolo finire alle sue spalle. Il Manfredonia ha tenuto bene il campo e dopo una conclusione dalla distanza di Trotta ha clamorosamente fallito il vantaggio con Moro Soldera che, dopo un errore di Patruno, si è lasciato ipnotizzare da Iurlo che ha parato in uscita disperata.
Nella ripresa, al 9′ st, su angolo di Trotta, Simone, di testa, ha portato il vantaggio i sipontini. Sono bastati sette minuti al Galatina ed in particolare a Giorgetti, per rimettere in pari le sorti del match. Lo stesso attaccante leccese al 23′ st dopo, aver saltato mezza difesa ospite, ha superato Leo e segnato la rete del 3 a 2 finale. I cambi di Rinaldi per Lupoli, Totaro per Vairo e nel finale di Stoppiello non hanno cambiato l’esito della contesa.
Una sconfitta amara che ha frenato le ambizioni della squadra dei presidenti Sdanga e Troiano che proprio da Galatina si aspettavano una vittoria che desse lo spinta per una rincorsa verso le posizioni di vertice.
Una riflessione sul mercato di riparazione: al centro del campo, dove è sempre mancato un uomo d’ordine, il Di Toro dello scorso anno, sono partiti Costa e De Rita senza sia arrivato nessuno a rimpiazzarli.

Baldassarre – Manfredonianews

Manfredonia Calcio: Francesco Cannarozzi
la verità di un clamoroso retroscena

Francesco Cannarozzi, classe ’76, desta grande interesse ad Apricena prima di indossare la maglia del Manfredonia per 3 stagioni dal dicembre ’97 al dicembre ’99.

Per lui complessive 42 marcature (18-20-4) in circa 60 presenze in campionato (una stagione intera e due mezze). Una media gol impressionante, un vero centravanti di razza molto forte nel gioco aereo e dotato di un fendente di rara potenza e precisione.

E’ tra i protagonisti della fantastica promozione in serie D (’98-’99) con le sue 20 reti (vince una scommessa fatta col Ds Facciorusso). Tutti ricordano ancora il suo gol e la sua “arrampicata” sulla recinzione nella “bolgia” del Miramare nella finale di ritorno contro l’ostica Orlandina.

Poi le esperienze altrove prima di chiudere la carriera a Lucera ma…

Il sottoscritto sponsorizzò nel 2009 con ogni organo di informazione un suo clamoroso ritorno, ecco i perchè:

1) serviva un bomber

2) la società versava in gravi difficoltà economiche (ricordate il triste epilogo?)

3) un affare a costo zero

4) un grande uomo e professionista desideroso di chiudere la sua carriera tra i professionisti e conoscitore della “piazza”.

Il suggerimento suscitò facili e sobrie ironìe da parte di qualche “addetto ai lavori” e persona dell’affollato staff societario di allora del tipo:

“E’ assurdo pensare che un giocatore proveniente da 2 categorie inferiori (2 divisione-eccellenza) possa essere all’altezza…;”

Ebbene, poichè la coerenza è virtù molto rara, ecco giungere con nostra grande soddisfazione la notizia del tesseramento a gennaio 2010 del bomber sul quale riporre ogni speranza di concretezza sotto rete.

Sarà come minimo della stessa categoria, è questa la legittima domanda che ci poniamo fino a scoprire che…

il bomber è Raphael Carminati! ma c’è qualcosa che non “torna”…Raphael gioca a Lucera, campionato di Eccellenza e dulcis in fundo forma il tandem d’attacco proprio con Francesco Cannarozzi!!!!!

Lasciamo a voi ogni considerazione in merito.

Grazie Cannarozzi (Pallone d’oro di Capitanata del 2007) per aver lasciato un magnifico ricordo a Manfredonia, la gente ti ama e ricorda con grande stima.

Alla nostra precisa domanda (http://www.youtube.com/watch?v=mihwZdEk0o4) se avrebbe preso in considerazione la possibilità di chiudere la sua carriera a Manfredonia 4 anni fa, la sua risposta è altrettanto chiara.

Cos’altro aggiungere a questo retroscena?

Che ci spiace tanto che non gli sia stato concessa l’opportunità (che lui avrebbe ripagato a suon di gol) ma ci consola la mancata umiliazione personale del fallimento della S.S. Manfredonia Calcio di lì a breve…

Stefano Favale

foto d’archivio: Cannarozzi è il secondo in piedi da destra verso sinistra

Rete Smash: l’Anteprima
riflettori puntati sul calcio di Capitanata

Oggi pomeriggio, dalle ore 15.30 circa, prima puntata del 2013 del programma sportivo radiofonico più ascoltato della Capitanata.

Affronteremo i temi del Campionato, il mercato e rivolgeremo particolari attenzioni

alla vigilia di Galatina-Manfredonia.

In studio: Stefano, Milena e Tina

Ospite d’onore: a sorpresa

Spazio alle vostre telefonate da casa (0884.513019)

Buon ascolto!

anche in streaming su www.retesmash.com

Manfredonia – Atletico Vieste 3-1
Sintesi della gara

Il risultato finale premia oltremodo i sipontini e penalizza uno splendido Vieste. Ben 11 occasionissime da rete in totale in una gara davvero vibrante e giocata a viso aperto dalle 2 squadre. Cinque rischia Vairo, niente da fare per D’Arienzo e lancia in panchina Leo e Portosi. Terracenere preferisce lasciare in panchina Longo. L’approccio del Vieste alla gara è esaltante, senza alcun timore reverenziale. La sintesi della gara ad opera di doniachannel.

[cvg-video videoId=’80’ width=’640′ height=’480′ mode=’playlist’ /]

Manfredonia – Atletico Vieste 3-1
Il Vieste gioca, il Manfredonia vince

stemma Atletico ViesteNon sempre nel calcio vince la squadra che gioca meglio, e la dimostrazione l’ha avuta chi ha assistito al derby del Gargano disputatosi al Miramare nella gara valevole per la quindicesima e ultima giornata del girone di andata. Il risultato finale di 3-1 con cui il Manfredonia ha battuto il Vieste non racconta niente di quanto è avvenuto in campo, con gli ospiti dominatori del gioco per gran parte del match, col giovane portiere Leo bravo a sventare almeno 4 nitide palle gol, con una mancata decisione arbitrale che avrebbe potuto spianare la strada ai viestani e con un gesto di antisportività in occasione del gol finale. Il tutto nell’ambito di una partita dall’elevatissima caratura spettacolare, giocata con gran ritmo dalle due squadre, che non ha mai annoiato i tanti spettatori che hanno affollato gli spalti, compresa una nutrita rappresentanza viestana.
Lo show iniziava dopo appena due minuti quando Colella cercava la porta da 30 metri; il suo tiro veniva sporcato da un difensore avversario e tolto dall’incrocio dei pali dalla parata difficile quanto spettacolare di Della Torre. Sette minuti più tardi era la traversa a negare la gioia del gol al Vieste su una deviazione in mischia da calcio d’angolo. L’intero primo tempo vedeva gli ospiti padroni del campo, con Colella dominatore della linea mediana. In casa sipontina Franco Cinque (ex di lusso insieme a Trotta e Vairo dei suoi, Campanella e i fratelli Augelli dalla parte opposta) affidava a Moro il ruolo di faro del gioco ma senza ottenere i risultati sperati.
Un paio di occasioni sciupate da Rocco Augelli da buona posizione facevano da preludio al gol del vantaggio viestano: in fase di avvio di azione, Pollidori si distraeva al limite della propria area facendosi soffiare il pallone da Gentile che con la punta serviva Rocco pronto ad insaccare con Della Torre fuori dai pali. La segnatura legittimava il vantaggio dei ragazzi di mister Terracenere mandandoli all’intervallo meritatamente avanti nel risultato.
Al ritorno dalla pausa Cinque lasciava negli spogliatoi Paglione e Della Torre facendo esordire Portosi e il portierino Leo che risulterà decisivo per il risultato finale. Al sesto, infatti, compiva un miracolo tuffandosi sulla propria sinistra e deviando in angolo il tiro di Perlangeli dal limite, superandosi al 17mo quando toglieva dalla porta una fucilata da venti metri di Grieco, da tutti vista già a gonfiare la rete. Un minuto più tardi giungeva la risposta di Muscato, bravissimo a deviare in corner un tiro a colpo sicuro di Trotta da ottima posizione, l’unica nota sui taccuini dei cronisti (gol esclusi) a favore del Manfredonia.
Era il momento più bello della gara, quello in cui fioccavano le occasioni, quando l’odore del gol era nell’aria. Gentile al 20mo aveva una buona opportunità ma la sua conclusione lambiva la parte alta della traversa, con Leo immobile per l’unica volta nella partita.
E mentre l’Atletico continuava a sciupare le occasioni per raddoppiare, il Manfredonia perveniva al pareggio: al 23mo Di Pinto spizzava di testa a beneficio di Carminati che anticipava Muscato in uscita e depositava in rete a porta sguarnita. Passavano appena 4 minuti e i sipontini ribaltavano il risultato con un rigore di Di Pinto assegnato dal sig. Cascella, direttore di gara, per un (più che dubbio) contatto in area tra Paolo Augelli e Romito.
Se c’è qualche perplessità sull’assegnazione del penalty, è gravissimo l’errore che il direttore di gara commetteva al 29mo quando non vedeva un evidente tocco di mano del portiere Leo uscito un paio di metri fuori dalla sua area di rigore per fermare l’ennesima sfuriata in profondità di Rocco Augelli. L’arbitro non solo ignorava il tocco irregolare, ma anche l’istintiva reazione del portiere che portava le mani tra i capelli conscio che da lì a pochi secondi avrebbe visto dinanzi ai suoi occhi sventolare il cartellino rosso. Niente. L’arbitro dapprima titubava sul fischiare, ma poi lasciava proseguire il gioco; l’eventuale espulsione avrebbe costretto il Manfredonia a giocare gli ultimi venti minuti in inferiorità numerica e con un giocatore tra i pali avendo già provveduto alla sostituzione del portiere: una serie di innegabili vantaggi privati all’Atletico Vieste dal mancato coraggio dell’arbitro di assumersi una responsabilità tanto importante.
Terracenere rischiava il tutto per tutto mandando in campo Longo per Grieco, affidando allo spregiudicato 4-3-3 le possibilità di raddrizzare il risultato, andandoci vicino più volte con Gentile (due suoi colpi di testa ribattuti da Simone ad un metro dalla porta), Rocco Augelli e soprattutto Perlangeli (alla sua migliore prestazione stagionale) che dopo essersi liberato dalla gabbia che 3 avversari avevano creato attorno a lui, faceva partire un bel sinistro naturalmente destinato a finire in rete a fil di palo, ma che veniva deviato dallo strepitoso intervento di Leo salutato dal pubblico locale con una spontanea standing-ovation. A due minuti dal novantesimo giungeva il gol che chiudeva il risultato: lungo lancio per Carminati che approfittava di una errata applicazione della tattica del fuorigioco per superare Muscato con un pallonetto da fuori area. Ma la segnatura faceva andare su tutte le furie i viestani che accusavano i padroni di casa di mancata sportività, avendo chiesto di arrestare il gioco per permettere di prestare le cure a Perlangeli bloccato dai crampi (sarà costretto a lasciare anzitempo la partita) e soccorso da Ricucci. Con due giocatori viestani in meno, i sipontini ignoravano la richiesta di mettere fuori la palla, nonostante pochi minuti prima gli ospiti avevano interrotto una propria azione per permettere di soccorrere Pollidori fermato anch’egli per crampi. Il gesto di mancato fair-play fa il pari con quanto accaduto sempre al Miramare nella gara di ritorno di Coppa Italia giocata a settembre quando Rizzi dapprima lasciava intuire che avrebbe messo fuori il pallone per far prestare le cure ad un avversario infortunato, ma poi accelerava permettendo alla sua formazione di realizzare il gol del pari che consentiva alla sua squadra di passare il turno.
L’Atletico più bello della stagione lasciava Manfredonia a bocca asciutta, carico di rabbia, ma con la consapevolezza che continuando a giocare con questa intensità riuscirà ad ottenere grandi soddisfazioni, già a partire da giovedì prossimo quando al “Riccardo Spina” si recupererà la gara con la Pro Italia Galatina non giocata per la scomparsa del giovane portiere Iliya Ancona. Note piacevoli sono giunte dalla panchina, con il ritorno di Terracenere dopo aver scontato il mese di squalifica, e quello di Bua, che ha recuperato dall’infortunio che sembrava dovesse tenerlo fuori dal campo per un periodo estremamente più lungo. Positivo anche l’esordio di Matteo Camasta, tornato a Vieste dieci giorni fa dopo aver disputato a Terlizzi la prima metà di stagione.
Il Manfredonia, invece, ha molto da rivedere, soprattutto in cabina di regia, dove Moro non ha brillato e Simone (classe ’95) non ha ancora esperienza e carattere per ricoprire quel ruolo così delicato. La vivacità del tridente offensivo Trotta-Carminati-Di Pinto, le discese di Moro (quando gioca nel suo ruolo naturale di esterno basso di sinistra) e le penetrazioni di Romito fino a quando riusciranno a celare le lacune organizzative dei sipontini? Franco Cinque dovrà lavorare molto su questo aspetto per permettere alla sua formazione di fare quel salto di qualità necessario per entrare a pieno diritto nella zona play-off.

Manfredonia Calcio: Della Torre (1st Leo), Quitadamo, Paglione (1st Portosi, 33st Totaro), Vairo, Pollidori, Simone, Trotta, Romito, Di Pinto, Moro, Carminati. A disposizione Granatiero, Rinaldi, Scarano, De Vita. Allenatore Franco Cinque

Atletico Vieste: Muscato, P. Augelli, Pelusi, Camasta, Campanella, Ricucci, R. Augelli, Grieco (28st Longo), Gentile, Colella, Perlangeli (44st Basso). A disposizione Bua, Silvestri, Pasquariello, Nanni, Cignarale. Allenatore Angelo Terracenere

Arbitro Gabriele Cascella, assistenti Marco Dentico e Fabio Manfredo Torneo, tutti di Bari
Reti: 38pt R. Augelli (V), 23st Carminati (M), 27st Di Pinto rig. (M), 43st Carminati (M)
Ammoniti: P. Augelli, Campanella, Camasta e Colella (V), Romito, Quitadamo e Pollidori (M)
Angoli: 8-1 per l’Atletico Vieste

Sandro Siena

Manfredonia – Atletico Vieste 3-1
Che derby!

Manfredonia Cinque

Mister Cinque

Il risultato finale premia oltremodo i sipontini e penalizza uno splendido Vieste. Ben 11 occasionissime da rete in totale in una gara davvero vibrante e giocata a viso aperto dalle 2 squadre. Cinque rischia Vairo, niente da fare per D’Arienzo e lancia in panchina Leo e Portosi. Terracenere preferisce lasciare in panchina Longo. L’approccio del Vieste alla gara è esaltante, senza alcun timore reverenziale. Aggressività, corsa e spregiudicatezza le armi vincenti nel primo tempo. Già al 3′ Della Torre sradica la sfera dall’incrocio dei pali su tiro di Colella deviato da un avversario. Al 6′ Carminati effettua l’unica conclusione in porta senza centrarla del primo tempo per i sipontini. E’ un monologo del Vieste che domina a centrocampo. Colella è devastante nel dettare i tempi e rifinire le punte. Desta stupore la mancanza di contromisure di chi come Cinque conosce e stima molto Colella. E difatti il primo tempo viene consegnato al Vieste, che prima colpisce una clamorosa traversa (dormita generale della difesa su corner)  poi R.Augelli approfitta del “pacco” regalo consegnatogli da Pollidori (non è difensore) e realizza il meritatissimo 1-0. Manfredonia dunque neutralizzato dal Vieste in ogni zona del campo nei primi 45′ minuti. Ma il bravo Cinque trova negli spogliatoi la contromossa: conferisce maggiore fisicità in mezzo al campo con l’innesto di Portosi e sposta Moro a terzino sinistro. Forza e progressione sulla fascia e, come se non bastasse, l’inserimento di Leo risulta determinante. Insomma Cinque dà scacco matto a Terracenere nella ripresa (dopo aver rischiato il k.o. nella prima frazione), ma con una buona dose di fortuna. Al 62′ inizia lo show di Leo. Il bolide di Grieco viene respinto in tuffo dal portierino giunto dal Foggia. Due minuti più tardi l’unico intervento di rilievo di Muscato su conclusione ravvicinata di Trotta. Al 65′ Gentile fa la barba alla traversa con Leo immobile. Al 68′ un lancio in profondità sorprende il Vieste ed esalta le doti della premiata ditta Di Pinto-Carminati, con quest’ultimo lesto a trafiggere Muscato. Quattro minuti più tardi Romito si guadagna il penalty. Di Pinto trasforma spiazzando Muscato: è 2-1. Al 75′ il Vieste si infuria per un presunto tocco di mano di Leo fuori area, ma il direttore ed il secondo assistente non valutano volontario il gesto. Al 81′ nuovo miracolo di Leo su botta di Perlangeli. Al 88′ Carminati fa tris con un agevole lob su Muscato in uscita, su prevedibile contropiede. Al 94′ l’indomito Vieste sfiora il gol con Gentile ma Simone salva sulla linea di porta.

Insomma tanta sfortuna oggi per un Vieste in splendida forma che paga gli episodi negativi.

Al contrario un pizzico di fortuna per il Manfredonia, che regala un tempo agli avversari (Colella libero di agire) ma poi si riscatta nella ripresa (bravo Cinque) seppure deve ringraziare Leo, assoluto protagonista della vittoria.

Manfredonia (4-3-3): Della Torre (46’ Leo), Quitadamo, Paglione (46’ Portosi, 79’ Totaro), Vairo, Pollidori, Simone, Trotta, Romito, Di Pinto, Moro, Carminati. A disposizione: Granatiero, Rinaldi, Scarano, De Vita. All. Cinque

Vieste (4-4-2): Muscato, P.Augelli, Pelusi, Camasta, Campanella, Ricucci (90’ Basso), R.Augelli, Grieco (73’ Longo), Gentile, Colella, Perlangeli. A disposizione: Bua, Silvestri, Pasquariello, Nanni, Cignarale. All. Terracenere

Arbitro: Sig. Cascella di Bari
Marcatori: 39’ R.Augelli, 68’ e 88’ Carminati, 73’ Di Pinto (R)
Ammoniti: Quitadamo, Pollidori, Romito, P.Augelli, Camasta e Campanella
Espulsi: nessuno
Note: presenti sugli spalti 1.200 spettatori, di cui 50 giunti da Vieste. Corners: 1-8; Recuperi: 0’+ 5’

Stefano Favale

Civilis Atletico – Unione Calcio Bisceglie 1-4
Unione calcio bello di notte

Unione Calcio Bisceglie Vincenzo Bufi

Vincenzo Bufi

(Si ringrazia Valentina Sinigaglia per la collaborazione)

Posticipo del dodicesimo turno di campionato nel segno di Alessio Persia: è lui, con la sua tripletta ad incoronare l’Unione calcio “bello di notte” lanciando la formazione di Giampiero Di Pierro a ridosso delle grandi.
La sconfitta delle Nuova Daunia nello scontro diretto col Canosa neocapolista, infatti, ha ridotto il gap dal secondo posto di sole tre lunghezze, confermando le ambizioni di una formazione giovane e determinata.
L’Atletico Civilis Manfredonia, fanalino di coda, è stata comunque poca cosa per la truppa azzurra e la pratica viene già archiviata nel primo tempo: al minuto 15 il centrattacco barlettano viene steso da De Padova e si incarica di mettere a referto il penalty assegnato dal direttore di gara. L’espulsione di Ciardi sul finire della prima frazione sembra essere il prologo per una partita in salita ma ancora Persia centra il sette di Cortufo con una punizione dal limite dell’area.
Nella ripresa è solo Unione che fa accademia e si lancia in contropiede nell’area avversaria approfittando degli spazi aperti lasciati dalla difesa del tecnico Gagliardi. Il terzo centro non tarda ad arrivare al minuto 75: bellissima azione corale tra Di Pierro e Malerba con quest’ultimo che, con precisione millimetrica, serve sul movimento Persia, acrobazia in tuffo e colpo di testa che vale la tripletta.
Dopo il gol di Giaccone che accorcia le distanze, le stesse vengono ristabilite da Bufi nel recupero di partita con una lesta zampata a tu per tu con il portiere.
Domenica prossima appuntamento al “Di Liddo” di Bisceglie alle 14.30, con i ragazzi di mister Di Pierro che affronteranno l’Alexina, vittorioso sul Raffaele Castriotta.

Civilis Atletico: Cotrufo, D’Errico, Guerra, De Padova, Angerillo (56’ Gagliardi A.), Gagliardi M. (56’ Lauriola), Trimigno (81’ Damiano), Bottalico, Giaccone, De Nittis, Mastropasqua. Allenatore: Gagliardi. A disposizione: Specchio

Un. Bisceglie: Napoletano, Troilo (80’ La Notte), Bufi, Monopoli Angelo, Logoluso, Malerba, De Cillis (75’ Salerno), Ciardi, Persia, Di Pierro, Porcelli (83’ Abascià).Allenatore: Di Pierro. A disposizione: Simeone, Tortora, Monopoli Ant., Caprioli.

Arbitro: R. Fascicolo (Bari).
Marcatori: 15’, 44’, 74’ Persia, 84’ Giaccone, 90’ Bufi.
Ammoniti:Troilo, Bufi, La Notte, De Padova, Gagliardi M.
Espulso: Ciardi al 38′ per somma di ammonizioni

Manfredonia Calcio
I calciatori Rizzi e De Rita lasciano i delfini

L’A.S.D. Manfredonia Calcio comunica che i calciatori Antonio Rizzi e Mauro De Rita per una scelta tecnica, condivisa dall’ associazione sportiva sipontina e l’allenatore, lasciano i delfini.
L’A.S.D. Manfredonia Calcio ringrazia i calciatori per la professionalità dimostrata durante la loro lunga permanenza con il club biancoceleste, augurando ai due ragazzi il più grande in bocca a lupo per il proseguo della loro attività agonistica.

Unione Calcio Bisceglie
Pregara di Civilis Atletico – U.C. Bisceglie

U.C. Bisceglie - Giampiero Di Pierro

L’allenatore Giampiero Di Pierro

Dopo il pareggio, ed i complimenti, raccolti in terra dauna contro l’ex capolista neroverde, la comitiva di mister Di Pierro si è ritrovata ad allenarsi martedì sotto il freddo gelido del campo vecchio virando lo sguardo verso la parte più profonda della classifica: infatti è il fanalino di coda Civilis Manfredonia ad attendere gli azzurri presso lo stadio Miramare domani pomeriggio alle 18:00.

L’Unione Calcio Bisceglie ha raccolto solo tre punti nel corso del proprio torneo detenendo l’attacco peggiore del campionato con cinque centri all’attivo. Tre punti fondamentali, però, per movimentare le posizioni di testa e che hanno dato luogo a sorpassi interessanti: Canosa, Rocchetta e Minervino Murge le vittime della formazione sipontina.

Il gruppo del presidente Pedone dovrà fare a meno di Nicola Parente, appiedato per un turno dal giudice sportivo; recupera, invece, Antonio Monopoli. Per gli avversari squalificati Prencipe e Sorane.

Il match, valido per la 12° giornata del campionato di Prima Categoria, sarà diretto dal signor Romualdo Fascicolo della sezione di Bari.

bisceglieindiretta.it

Audace Cerignola – Manfredonia 2-1
Il Manfredonia sprofonda in una crisi nera

Manfredonia - Carminati

Raphael Carminati

Una partita nervosa, piena di falli, ammonizioni e espulsioni  quella giocata a Cerignola, dal Manfredonia, finita con 9 giocatori in campo e persa per 2 a 1, contro i padroni di casa combattivi fino all’ultimo.

Nella prima metà del primo tempo, entrambe le squadre stazionano al centro campo, con qualche timido accenno da parte del Cerignola nel voler violare la porta dei sipontini, fortunatamente senza riuscirci.
Al 28′, a seguito di un calcio di punizione, Carminati di testa colpisce la traversa, la palla rimbalza e Di Pinto, di rimando mette dentro, segnando la rete dello 0 a 1 per il Manfredonia.
La gioia dei sipontini si spegne, al 40′ , quando per una distrazione dell’intera difesa, La Salandra, raggiunge il pareggio con un colpo di testa, senza che il nostro portiere Della Torre, possa intervenire, 1 a 1 per il Cerignola.
Nel secondo tempo la partita si scalda e affiora il nervosismo, i sipontini tentano di ripassare in vantaggio, senza riuscirci, poi al 53‘ il patatrac  il Manfredonia perde Pollidori, espulso per doppia ammonizione, dopo un fallo di mano, da questo momento si gioca in 10.
Anche il Cerignola ha i suoi problemi, per proteste e qualche parola di troppo, verso i guardalinee viene espulso il medico della squadra, ma, ininfluente per il proseguo della partita.
Al 32′ il Manfredonia perde uno dei suoi uomini più importanti, poteva fare la differenza in campo, Antonio Rizzi, espulso anche lui per doppia ammonizione, si gioca in 9, e il Cerignola sembra approfittarne.
Al 39′ arriva il goal del vantaggio, per i padroni di casa, dal solito La Salandra, che tira da centro area, insaccando alle spalle di Della Torre, il 2 a 1, il Manfredonia ormai è ko.
Continuano vari timidi tentativi di pareggio, ma difficili da riuscirci, il Cerignola fa di tutto per non farsi scappare la vittoria incassata.
Anche il derby viene perso e il Manfredonia sprofonda in una crisi nera, sembra che la linfa inserita con il nuovo tecnico Franco Cinque, non sia servita a molto, ora si spera nel prossimo incontro in casa alle 18, con il Terlizzi, ma ormai vincere una partita sembra diventata un impresa ardua per i sipontini…
sipontoblog.it

Audace Cerignola – Manfredonia 2-1
Lasalandra abbatte il Manfredonia

Audace Cerignola - Lasalandra

Lasalandra


Di Pinto sigla al 28′ il gol dell’ex, l’Audace, sotto di una rete, reagisce e pareggia i conti con Lasalandra al 40′. Lo stesso capitano a 6′ dal termine raddoppia con un eurogol regalando la vittoria ai padroni di casa.
Dopo la brutta sconfitta di Corato e il passaggio del turno in Coppa con la conquista della finale a spese della Libertas Molfetta battuto ai rigori,  l’Audace torna in campo contro il Manfredonia, in crisi di risultati per  la conquista del risultato pieno.
Mister Pizzulli deve rinunciare a Ingrosso (problemi ad una costa per il difensore) e Caggianelli, in non perfette condizioni, al loro posto Matera e Stefanini, con Gervasio a sorpresa tra i pali al posto di Vurchio, per il resto confermata la squadra tipo con Russo preferito ad Auciello.
Nei primi minuti, le squadre si studiano, ma a rompere gli indugi è il Cerignola con Lasalandra che riceve un cross di Corcelli, ma il colpo di testa del capitano ofantino esce fuori dallo specchio.
Ancora il numero dieci di casa pericoloso, dopo aver ricevuto palla su finta di Piscopo all’8, ma Pollidori riesce a deviare in angolo.
Il Manfredonia alla prima azione degna di nota va in gol: Romito al 28’ batte una punizione apparentemente innocua, Gervasio esce in maniera non perfetta, nel batti e ribatti in area, la sfera prima termina sulla traversa e poi sui piedi di Di Pinto che da pochi passi mette a segno il gol dell’ex, non esultando in rispetto dei tifosi gialloblù.
Il Cerignola appare in bambola, ne approfittano i sipontini con Costa che al 32’ penetra in area e tira costringendo Gervasio alla parata in due tempi.
L’Audace riesce a prendere le misure ai biancoazzurri e ricomincia ad attaccare.
Russo al 36’ prima, e al 38’ poi, ha due ghiotte occasioni per riequilibrare la gara, ma la precisione non è dalla sua parte.
Al 40’ lo sforzo del Cerignola viene premiato: De Santis batte un calcio d’angolo pennellando un perfetto pallone per Lasalandra, che lasciato colpevolmente solo dalla difesa sipontina, riesce a battere Della Torre con un perfetto colpo di testa, chiudendo così il primo tempo.
Dopo soli 8’ dal ritorno in campo Pollidori, già ammonito precedentemente, tocca con la mano una palla vagante a centrocampo, il sig. Turchet della sezione di Pordenone vede il fallo, ammonisce per la seconda volta il difensore sipontino espellendolo.
Il Manfredonia in dieci ci prova con Simone, che calcia da fuori area, ma essendo sbilanciato al momento del tiro la palla termina alta.
Al 62’ Lasalandra serve De Santis che lascia partire un bolide esaltando i riflessi di Della Torre che si rifugia in angolo.
Pizzullitenta di scuotere la sua squadra mandando in campo Caggianelli e Auciello per Stefanini e Russo, ma il pressing degli ofantini non sembra sortire i risultati voluti.
Il Manfredonia tenta in più occasioni di raggiungere il pareggio su calcio piazzato, e Romito al 68’ per poco non ci riesce, scheggiando la traversa e ammutolendo il “Monterisi”.
L’indomito Rizzi protesta troppo contro il direttore di gara che al ’76 lo manda anticipatamente sotto la doccia per somma di ammonizioni, lasciando i bianco azzurri in nove uomini.
L’Audace si riversa nella metà campo ospite alla ricerca del gol vittoria, prima Lasalandra e poi Caggianelli vengono atterrati in area abbastanza nettamente, ma l’arbitro non vede gli estremi per concedere il penalty ai padroni di casa.
Al ’80 Riontino raccoglie una palla fuori area e tenta il “piattone” con la sfera che sfiora l’incrocio.
Il Manfredonia è alle corde, e il vantaggio si concretizza quando Lasalandra, all’84 riceve palla da De Santis al limite dell’area, stoppa la sfera con la suola, si gira su stesso e velocissimo lascia partire un fendente che batte per la seconda volta il portiere sipontino, facendo esplodere l’entusiasmo sugli spalti; per il capitano gialloblù è il quarto gol in tre gare fra Campionato e Coppa alla squadra sipontina.
La squadra di casa avrebbe anche l’opportunità di triplicare con Piscopo che in pieno recupero viene servito in area ottimamente da Caggianelli, ma l’ala ofantina calcia  di poco fuori.
Domenica prossima l’Audace affronterà, nella più lontana trasferta del Campionato, il Tricase, squadra in crisi societaria che è uscita sconfitta oggi contro il Vieste per 2 a 1.

AUDACE CERIGNOLA: Gervasio 6; Colucci 6,5 , Matera 6,5, Colangione 6,5, Corcelli 7, Russo 5,5 (11’s.t.Auciello 6), Piscopo 6 DeSantis 6,5 , Riontino 6,5, Lasalandra 7,5(41’s.t.Recchia),40’s.t. Stefanini 6 (24s.t.Caggianelli 6,5)
A disposizione:
Vurchio, Dimmito, Conte Allenatore:Pizzulli

MANFREDONIA: Dellatorre, Quitadamo, Rizzi, Costa(39’ Vairo), Paglione, Pollidori, Simone, Romito, Di Pinto(27’s.t.Trotta), Moro, Carminati(37’s.t. Totaro)
A disposizione:
Conoscitore, Rainaldi, De Vita, De Rita Allenatore: Cinque

Arbitro: Turchet di Pordenone
Marcatori:
28’Di Pinto, 40’p.t. Lasalandra, 39’s.t. Lasalandra
Ammoniti
: Gervasio, Caggianelli(A.C.), Rizzi, Paglione, Pollidori, Romito(M.)
Espulsi:
Pollidori 8’s.t., Rizzi 31’s.t. (per doppia ammonizione) Cirulli (medico sociale Aud. Cerignola)
Note:
giornata soleggiata, presenti circa 700 spettatori, divieto di trasferta per i tifosi del Manfredonia per inagibilità settore ospiti

Matteo Bancone

Audace Cerignola – Manfredonia 2-1
Interviste post gara

Lasalandra abbatte il Manfredonia
Di Pinto sigla al 28′ il gol dell’ex, l’Audace, sotto di una rete, reagisce e pareggia i conti con Lasalandra al 40′. Lo stesso capitano a 6′ dal termine raddoppia con un eurogol regalando la vittoria ai padroni di casa
Interviste post gara Audace Cerignola – Manfredonia a cura del sito ufficiale della società ofantina http://www.asdaudacecerignola.it/

[cvg-video videoId=’52’ width=’640′ height=’480′ mode=’playlist’ /]

Manfredonia – Polimnia 3-3
Sintesi della gara

Sintesi della gara tra Manfredonia Calcio e Polimnia, terminata 3-3. Campionato di Eccellenza Pugliese, anno calcistico 2012/2013. In rete al 9’pt Montecasino (Rig.), al 30’pt Moro, al 2’st Di Pinto (Rig.), al 26’st Antonicelli, al 34’st Carminati (Rig.) ed infine al 43’st Antonicelli.

[cvg-video videoId=’46’ width=’640′ height=’480′ mode=’playlist’ /]

Colpo di scena a Manfredonia
Ritorna Cinque!

Manfredonia Allenatore Franco Cinque

Franco Cinque

Colpo di scena! ecco a distanza di 6 mesi tornare a sedersi sulla panchina del Manfredonia Franco Cinque. Il mister sipontino subentra a D’Arienzo in un ping-pong iniziato 2 stagioni fa.
A Cinque viene affidato il compito di ritemprare la squadra, afflitta da un’acuta “depressione” in termini di applicazione sul rettangolo di gioco.
Già domenica la squadra è chiamata al pronto riscatto, ora non ci sono più alibi.
Non si escludono novità tattiche nello scacchiere di Cinque, ma ora la priorità è ritrovare serenità ed autostima.

Stefano Favale