Archive 20/03/2020

Taranto, Pelliccia: «Ripartenza campionato? Ci faremo trovare pronti»

Ai colleghi de “La Gazzetta del Mezzogiorno” ha parlato il terzino mancino del Taranto, ma di proprietà della Paganese, Salvatore Pelliccia. Col campionato fermo, naturalmente l’argomento principe è quando e se ripartirà lo stesso.

Ecco quanto riportato dalla nostra redazione: «È nostro dovere farci trovare pronti nel momento in cui si deciderà di tornare a giocare. Certo, psicologicamente non è un grande momento, ma dobbiamo comunque rimanere concentrati e curare la forma fisica, perché siamo atleti e come tali dobbiamo comportarci. Se mi doveste chiedere cosa non ha funzionato in questa annata, onestamente non saprei proprio rispondere. Il gruppo non ha mai mostrato crepe, noi ci siamo sempre allenati al massimo delle nostre potenzialità e abbiamo provato a dare il massimo. Purtroppo i risultati non sono venuti e questo ci rammarica non poco. Penso che una pausa così lunga potrà alterare gli equilibri. Dico questo pensando a quelle compagini che prima dell’interruzione attraversavano un periodo di forma straordinario, condito dalla continuità di risultati. Interrompere di botto il proprio percorso potrebbe causare contraccolpi non semplici da gestire. Questo aspetto, nel caso di ripresa del torneo, a mio avviso peserà».

Foggia, patron Felleca: “Dilettanti penalizzati dagli aiuti dello stato”

Intervenuto telefonicamente durante la trasmissione Studio100 Sport Magazine, il presidente del Foggia Felleca parla dell’attuale situazione del calcio e del suo Francavilla. Ecco le sue parole:

L’aspetto dilettantistico è molto penalizzato anche dagli aiuti dello Stato. Realtà come Foggia, Palermo, che hanno speso tantissimo, si trovano in una situazione di difficoltà perché non si può pensare di risolvere questa crisi con cifre irrisorie. Cosa ci aspetta in futuro? Non sappiamo quando torneremo a giocare, se tra uno o quattro mesi. Ci deve far riflettere dal punto di vista societario, siamo compatti e fiduciosi di riprendere la nostra marcia.
Adesso occorre terminare il campionato, per intero, anche se dovessero finire a luglio. Se la situazione non potesse migliorare, ripartirei con le 8 gare finali anche ad agosto e riprendere il nuovo campionato dopo poche settimane a settembre. Se non dovesse essere possibile promuovere le prime due e allargare i gironi di serie C per un anno, anche perché molti club in difficoltà, si sa, avranno difficoltà ad iscriversi l’anno prossimo.

Serie D: Se possibile, si giocherà fino a giugno come in A.

Il rinvio degli Europei apre nuovi scenari sulla chiusura dei campionati, quando sarà possibile tornare a giocare

La videoconferenza dell’Uefa che ha stabilito il rinvio di un anno degli europei di calcio, ha dato il via libera alla e priorità di conclusione dei campionati nazionali e continentali. Quindi spazio alle varie leghe nazionali, quando tutto il caos causato dal Coronavirus sarà terminato, compresa la Serie D e il duello Bitonto-Foggia per la conquista di un posto al sole, con i neroverdi in vantaggio di un punto sui calciatori di Ninni Corda. Quando si riprenderà, però, ad ora non è dato saperlo. La situazione è ancora tutta da stabilire e il blocco fino al 25 marzo si protrarrà quasi automaticamente al 3 aprile. verrà tutto rispettato. Ma si andrà anche oltre. Di fatto, tante società resteranno ancora ferme per molto tempo, alcune hanno addirittura tanti giocatori in quarantena e qualche contagiato. Ipotizzare la ripresa è praticamente impossibile. Il 19 aprile sarebbe una data da tenere in rosso sul calendario, ma ci vorranno almeno un paio di settimane di preparazione e allenamenti prima di tornare a giocare e visti gli avvenimenti attuali sembra più una previsione positivista. Se ne parlerà probabilmente a maggio. Di certo secondo le direttive dell’Uefa, ci sono due aspetti. Il primo è che si riprenderà soltanto in caso di assoluta garanzia di tranquillità, il secondo è che tutto dovrà poi terminare entro il 30 giugno. Termine della stagione e data di scadenza dei contratti con i calciatori e membri degli staff societari.

Fabio Lattuchella

Massimo Cerri (DS Monopoli): “Qui c’è una società come poche. Virus? Stiamo a casa”

Massimo Cerri, direttore sportivo del Monopoli, all’edizione pugliese de La Gazzetta Dello Sport ha rilasciato alcune dichiarazioni circa la stagione del club biancoverde:

“Oltre a staff tecnico e squadra, c’è una società come poche, puntuale nel pagare gli stipendi nonostante le difficoltà della Serie C. Quando tutto sarà alle spalle, Monopoli e noi tutti meritiamo di chiudere alla grande una stagione condotta da big”. E sull’emergenza sanitaria: “Mai avrei immaginato, dopo oltre 30 anni, di ritrovarmi esiliato qui a causa di questo dannato virus. Certo, se proprio doveva succedere, Monopoli per me è il posto migliore. La nota stonata è che mi manca maledettamente la famiglia. Mia moglie, da tempo, va al lavoro con la mascherina, mentre con le mie tre figlie faccio una video telefonata al giorno. Penso agli amici che non incontrerò più, tra i quali alcuni coetanei dei tempi del liceo. È incredibile, per questo dobbiamo restare tutti a casa”.

Karim Laribi (Bari): “Spero di restare, dipenderà dai risultati”

Il trequartista del Bari Karim Laribi ha risposto alle domande dei tifosi sui canali social del club:

“Come passo le giornate? Ho la fortuna di avere un tapis roulant sul balcone. Mi alleno con quello, faccio della forza con degli elastici e improvviso. Restare a Bari? Speriamo, me lo auguro. Dipenderà anche molto dai risultati e cosa accadrà in questo campionato”.

Beppe Scienza (Monopoli): “Campionato potrebbe riprendere dai playoff”

Il tecnico del Monopoli, Giuseppe Scienza, intervistato da La Gazzetta della Sport, ha detto la sua sul particolare momento del Paese:

“C’è tanta voglia di tornare alla normalità, c’è bisogno di divertimento e gioia, l’importante è uscire presto da questo incubo. Ipotesi futuro del campionato? Rimbalza la possibilità di una classifica finale che potrebbe essere quella attuale e riprendere dai playoff”.

Giacomo Poluzzi (Virtus Francavilla): “Adattarsi alla situazione di emergenza”

L’estremo difensore della Virtus Francavilla Giacomo Poluzzi è intervenuto ai microfoni di TuttoCalcioPuglia.com parlando del momento attuale:

“Molto difficile, specialmente per tutte le persone colpite, malate, ricoverate e che ogni minuto lottano. Per i medici, gli infermieri in prima linea. Per noi che stiamo bene la cosa più complicata è il fatto di non avere certezze: non si sa quando si potrà riprendere la nostra vita normale, per lavorare e, solo un esempio, portare in giro i bambini. E poi non essere a casa propria non aiuta. Ma è una situazione di emergenza e bisogna adattarsi, rispettando le regole in maniera disciplinata. Sicuramente adesso la cosa più importante è riuscire a migliorare la situazione contagi, perché altrimenti non riprende tutta l’Italia e non il calcio, che è l’ultima cosa. Chiaramente fa parte del nostro lavoro, ma prima di ogni cosa viene la salute. Non riaprirebbero aziende, la gente non andrebbe a lavoro. I vertici del calcio si stanno muovendo per portare a termine una stagione, stanno provando a stilare calendari ipotetici. Purtroppo anche loro dovranno farsi trovare pronti nel momento in cui si potrà riprendere. Ci hanno dato dei programmi da fare e quindi ci stiamo tenendo in contatto tramite Skype con i preparatori atletici per aggiornarci quotidianamente su difficoltà o altre integrazioni. Andremo avanti così fino ad aprile. Mi auguro che si possa continuare a fare quello che abbiamo sempre fatto, tutti. La preoccupazione più grande adesso è questa. Oltre alla passione che ci porta a giocare a pallone, per me e per tanti altri è diventato un lavoro, anche noi abbiamo famiglie da mantenere. Speriamo la situazioni migliori quanto prima e che si riesca ad arrivare a una cura”.

Deghi Calcio: un assist contro il coronavirus

Calciatori e staff tecnico e sanitario devolvono parte dei loro rimborsi spesa all’ospedale «Vito Fazzi» di Lecce.

La compagine orange di Eccellenza allenata da Alberto Giuliatto ha abbracciato senza tentennamento alcuno la raccolta fondi «Così lontani, così vicini» che Deghi Spa, azienda leader nel settore dell’e- commerce, ha istituito a favore del nosocomio leccese per l’emergenza Covid 19. L’obiettivo quello di raggiungere quanto prima i 50mila euro: la società fondata da Alberto Paglialunga ha già versato 25mila euro e aggiungerà 3 euro per ogni ordine online concluso.

«Abbracciare il progetto benefico di Deghi – le parole di mister Alberto Giuliatto – è stato un momento di grande condivisione. In una situazione del genere ciascuno di noi, oltre a seguire le indicazioni che ci vengono date per evitare il progredire del virus, può fare del bene. Abbiamo subito convenuto di devolvere parte dei nostri emolumenti a favore di chi è in prima fila nel cercare di sconfiggere questo nemico che minaccia tutti noi. Torneremo presto a nutrire la nostra passione calcistica – l’auspicio del tecnico della Deghi Calcio – ora è importante stare a casa».

«In questo momento di grande difficoltà per tutti – commenta il ceo di Deghi e patron di Deghi Calcio, Alberto Paglialunga – questo gesto vuole rappresentare un sostegno concreto al nostro sistema sanitario e alle persone che avranno bisogno di cure. Avremmo voluto farlo in silenzio, come spesso siamo abituati a fare, ma riteniamo invece che in questa circostanza sia necessario sensibilizzare ed esortare imprese, professionisti e cittadini che hanno la possibilità per compiere un gesto – l’auspicio di Paglialunga – di cui la nostra comunità nel breve periodo avrà tanto bisogno».

È possibile contribuire alla campagna “Così lontani, così vicini”, caratterizzata dall’hastag #cosivicini, cliccando sul banner dedicato nell’homepage del sito internet www.deghishop.it o attraverso i canali social dell’azienda o ancora connettendosi al link www.gofundme.com/f/cosi-vicini-deghi.

Il ricavato sarà destinato alla Regione Puglia tramite il conto corrente dedicato istituito a cura della Sezione Protezione Civile.

Casarano, Morleo: “Non so quandio, ma torneremo a giocare”

Archimede Morleo, difensore del Casarano, è stato intervistato dall’ufficio stampa della società salentina.

Come state vivendo questa situazione? Come stai rispondendo a questa emergenza?

La squadra è perennemente in contatto, ci sentiamo giornalmente da mattina a sera, tramite il nostro gruppo whatsapp, siamo sempre attivi, e questo tiene vivo il legame e ci tiene uniti comunque, staff tecnico e medico compresi, questo ci fa sentire vivi e non ci fa staccare la spina. Gli allenamenti? Ci stiamo allenando, non possiamo permetterci di farci prendere dalla pigrizia dello stare a casa e dalla tranquillità dettata del vivere sempre tra le mura domestiche. Si cerca di vivere con serenità questa nuova condizione e con le nuove abitudini che siamo chiamati a rispettare, anche se trascorrere tutto il giorno in casa non è così facile da accettare, ora è fondamentale e lo sappiamo bene. Mi è capitato una sola volta di dover uscire per necessità e vedere, in giro, che tutto non è più come prima, fa specie, così come vedere quelle poche persone con le mascherine sul volto, fa davvero un certo effetto…, non posso dire che tutto questo non trasmetta angoscia, ma spero veramente che presto tutto possa passare.

Come finirà? Il campionato arriverà alla fine? Quale sarà il futuro di questa stagione? Ad un’eventuale ripresa vi troverete pronti?

Per me si ripartirà, bisognerà vedere quando, ma il campionato ricomincerà. E’ giusto prendere il tempo necessario per far passare tutto per poi ripartire, a porte chiuse, credo, sicuramente, perché un conto è avere ventidue persone in un rettangolo, che mille, o poco più, tutti insieme, parlo delle nostre categorie. Non sarà facile riattaccare la spina, per quanto ci si possa preparare per la ripresa, questa sosta la accuseremo tutti, e potrà succedere di tutto, di nuovo, come ad inizio campionato, perché vuoi o non vuoi questo periodo influisce sicuramente e, chi si farà trovare più pronto fisicamente e psicologicamente, farà la differenza. La voglia di ripartire ce l’abbiamo tutti, però ora è necessario questo stop. La preparazione è fondamentale e ed è quello che stiamo facendo, anche da casa, seguiti da tutto lo staff e servirà ad essere pronti, per quello che è possibile, alla ripartenza.

Vi state allenando autonomamente da casa? Vi segue lo staff?

Si, siamo seguiti da uno staff sempre presente, sia tecnico che medico. Ognuno ha il suo programma da seguire, lo staff dà quotidianamente indicazioni su come procedere.

Appena si tornerà in campo sarà un po’ come un nuovo campionato. Quanto è importante farsi trovare pronti anche a livello fisico? Quante possibilità ha il Casarano di pervenire ai playoff?

Mancano otto partire, abbiamo le stesse possibilità di quando abbiamo disputato l’ultima gara, non è cambiato niente né per noi né per gli altri. Noi ripartiremo con un big match, col Bitonto, le prime cinque squadre in classifica le abbiamo incontrate tutte, tranne il Bitonto, appunto. Ci attende un calendario relativamente più semplice, ma questa situazione azzera tutto, ci sono tutte le incognite possibili. Come ho già detto, ci stiamo allenando ma non tocchiamo la palla e, quando ricominci, è sempre più difficile riprendere dimestichezza col il lato tecnico del gioco.

Vedendo il lato positivo…, questa è un’occasione per staccare dalla vita frenetica del calciatore e rilassarsi?

Assolutamente no, a stare sempre dentro casa non è facile per nessuno, io ho bisogno di essere sempre attivo. Non vediamo l’ora di riprendere la normale routine quotidiana, con i nostri allenamenti e le gare ogni domenica. Di vacanza non si può affatto parlare, in una situazione come questa … ma sono anche convinto che, se tutti rispetteranno le regole, usciremo presto da questa situazione.

Qual è il tuo messaggio di fiducia… sul campionato e sulla ripresa in generale?

La situazione che stiamo vivendo sta seminando ovunque tanta paura: anche 4/5 calciatori di serie A hanno contratto il virus, ma sono tutti asintomatici, a parte un caso, mi pare, l’80% dei contagiati, quelli che sappiamo, guariscono…, io sono, a prescindere, ottimista!

Ripeto, se tutti ci atteniamo seriamente alle regole e alle disposizioni ministeriali ne usciremo presto, altrimenti i tempi si allungheranno, quindi, per quanto possa essere ottimista, voglio ribadire: seguiamo le regole perché solo questo ci aiuterà a superare tutto, presto.

Le precisazioni del Presidente Comitato Regionale Puglia, Vito Tisci

Il presidente del comitato regionale Puglia risponde alla nota della

tisci

Federazione Medico Sportiva Italiana che raccomanda l’interruzione degli allenamenti collettivi fino al 30 giugno per il Settore Giovanile e Scolastico. “Al momento le nostre attività – precisa Tisci – sono sospese fino al 3 aprile: quella della FMSI è una raccomandazione che teniamo in forte considerazione, ma dobbiamo attenerci ai decreti governativi e alle susseguenti decisioni della Federcalcio, anche nel contesto delle indicazioni fornite dalla commissione medico scientifica coordinata dal professor Paolo Zeppilli”. Il Presidente del Settore Giovanile e Scolastico Vito Tisci commenta cosi’ la raccomandazione emessa dalla Federazione Medico Sportiva Italiana per l’interruzione degli allenamenti collettivi fino al 30 giugno a causa dell’emergenza coronavirus.
Sto ricevendo molti messaggi con richieste di chiarimento e per questo voglio sottolineare che stiamo parlando di una raccomandazione – spiega Tisci – Per noi la salute e’ sempre al primo posto, dunque invito le nostre società ad essere responsabili visto che stiamo vivendo uno scenario inquietante. Dobbiamo augurarci di poter superare questa fase di emergenza il prima possibile. Nel frattempo invito tutti a monitorare il nostro sito dove saranno riportate tutte le notizie ufficiali: per il momento l’attività è ferma fino al 3 aprile, come da comunicato ufficiale del Settore Giovanile e Scolastico numero 89 del 9 marzo, e poi continueremo ad attenerci alle disposizioni del Governo e della Federcalcio” chiude Tisci.

Vito Tisci

Mimmo De Gregorio x calciowebpuglia

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What do you want to do ?

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Carlo Perrone: “Bari ha dimostrato di non essere la succursale del Napoli”

L’ex centrocampista del Bari, Carlo Perrone, è stato intervistato dal Quotidiano di Bari per parlare dell’andamento in campionato della squadra biancorossa:

“Vivarini ha rivitalizzato la squadra, imbattuta sotto la sua gestione. Forse hanno pareggiato troppe partite fuori casa ma la squadra è compatta, coesa e dietro ha una società forte. Qualcuno temeva che il Bari diventasse la succursale del Napoli e invece sta dimostrando di puntare in alto”.

Alessandro Laricchia (Monopoli): “Squadra collaudata, manca un pizzico di maturità”

Ai microfoni di TuttoC.com l’amministratore unico del Monopoli Alessandro Laricchia parla del campionato della formazione biancoverde:

“Abbiamo fatto un ulteriore piccolo passo in avanti nella categoria. Abbiamo cambiato poco anche nello staff, siamo una squadra collaudata. Ci manca un pizzico di maturità per gestire certe situazioni, una volta acquisita, ogni anno potremmo dire la nostra. Sempre che i progetti economici restino quelli attuali. Chiaro che è molto impegnativo, ma quest’anno si può ben dire che le soddisfazioni sono state sicuramente superiori ai sacrifici”.

Gianmarco Antonacci (Monopoli) brilla e si pensa al primo contratto da pro

L’impatto con il calcio dei grandi per Gianmarco Antonacci è di certo tra i migliori.

Il difensore del Monopoli ha già collezionato tre assist nelle undici presenze stagionali, numeri di tutto rispetto per un classe 2001. Il calciatore ha già attirato le attenzioni di diversi club e i pugliesi stanno ragionando sul come blindare il proprio talento.

Come si legge su tuttocalciopuglia.com, nell’intenzione della società biancoverde c’è il far firmare al terzino sinistro il primo contratto da professionista.

Se il contagio si ferma, la Serie A riparte

Ecco la speranza di tutti. Ma per arrivare al 3 aprile bisogna stringere i denti, rispettare le regole e, soprattutto, restare a casa.

Di fronte all’emergenza del corona virus, tutto passa in secondo piano. Anche un argomento vitale, per noi, come il calcio, lo scudetto e la Serie A. La squadra da tifare in questo momento è negli ospedali, nelle corsie, nelle terapie intensive ed è fatta di medici, infermieri e personale sanitario.
Una premessa doverosa prima di entrare nel cuore del nostro articolo, che parte da una considerazione. Per poter riprendere la nostra vita normale, il 3 aprile, dobbiamo stringere i denti adesso, rimanere a casa, rispettare le regole. Perché non vediamo l’ora di tornare in strada, in giro, ma soprattutto allo stadio. Non vediamo l’ora di rivedere il campionato. Una speranza che nutrono anche negli uffici della Lega e della FIGC, dove si studiano diversi scenari per concludere la stagione. La prima opzione, al vaglio degli esperti e dei presidenti, è quella di continuare con una sorta di play off scudetto e play out retrocessione. A contendersi la vittoria sarebbero o le prime quattro oppure le prime otto. Stando a quanto dicono le quote scudetto aggiornate della Serie A, la favorita è ancora la Juventus, messa in lavagna a 1.48. Ma mai come quest’anno la squadra bianconera è apparsa mortale, vulnerabile, infrangibile. Dalla sua Maurizio Sarri ha un’eventualità, al vaglio della FIGC: quella di concludere il campionato con la classifica attiva al momento della chiusura. Che recita proprio Juventus prima a 63 e Lazio seconda a 62. Una possibilità che, sinceramente, in pochi vorrebbero vedere perché significherebbe che il contagio del Covid-19 non è terminato.
A premere per continuare il campionato è soprattutto la Lazio, che quest’anno è apparsa veramente in grandissima forma. “Non sarà facile imbrogliare il presidente Claudio Lotito – ha detto in una recente intervista Arturo Diaconale, portavoce della squadra biancoceleste – da parte di ministri demagoghi e dirigenti irresponsabili che non capiscono come fermare il campionato significherebbe far saltare tutti i diritti televisivi e condannare al fallimento la gran parte delle società calcistiche italiane”. Parole pesanti, decise, che hanno fatto scalpore. La quota scudetto della Lazio è letteralmente crollata rispetto a inizio anno e adesso recita 3.50. La metà rispetto alla ben più titolata, almeno a settembre, Inter di Antonio Conte, che soprattutto dopo la sconfitta ne derby d’Italia appare fuori dai giochi.
Sono loro tre, comunque sia, le squadre in lotte. E per trovare una lotta simile bisogna tornare indietro di 20 anni, arrivare alla stagione 2001 2002 quando la Roma campione d’Italia si giocava il titolo con Inter e Juventus. Era l’anno del famoso 5 maggio. E a vincere furono ancora un’altra volta i bianconeri.

Brindisi, mister Ciullo: “Complicato allenarsi a casa. In quattro per la serie C”

Nonostante una stagione turbolenta, il Brindisi ad oggi sarebbe salvo: con 31 punti in classifica, la compagine pugliese ne ha due di vantaggio sulla Fidelis Andria, ultima squadra in zona playout. Reduce dal pareggio importante sul campo del Bitonto, il Brindisi dovrà lottare fino alla fine per mantenere la categoria. Di questo ed altro abbiamo parlato con il tecnico Salvatore Ciullo, il quale ci ha cordialmente concesso un’intervista telefonica: “Per le difficoltà che abbiamo, oggi siamo salvi e ci fa piacere. Potevamo avere qualche punto in più per le prestazioni fatte, ma vabbene così. Stiamo lottando per mantenere la categoria, posso ritenermi soddisfatto per quanto fatto finora“.

Sulle difficoltà legate ad un lungo stop: “Possono essere tante. I ragazzi oggi hanno dei problemi anche ad allenarsi, a casa si può fare poco per mantenersi in forma; fin quando non si uscirà per allenarsi insieme, sarà complicato. La situazione è critica, stare fermi un mese e mezzo è una problematica seria; dovremo essere bravi con il mio staff per tirare fuori il meglio nelle ultime otto partite. Certo è che più tardi si ricomincia, peggio è“.

Sulla lotta alla serie C: “Secondo me le prime quattro sono tutte in lizza. Bitonto e Foggia sono più avanti, ma io vedo molto bene anche il Sorrento, autore di un grande campionato, così come il Cerignola. Anche perché, quando e se si rientra, diventa un altro campionato“.

Eccellenza/ Molfetta – Legari : ” Ci alleniamo da casa in questo momento difficile.”

I campionati calcistici e tutto lo sport italiano in generale, come purtroppo tutti sappiamo, sono sospesi fino al 3 di Aprile a causa dell’emergenza Covid-19 che sta interessando la nostra Italia ed ormai tutto il mondo.  L’intero stivale sta vivendo una situazione a dir poco surreale e per tutti nuova. Siamo costretti a rimanere in casa e ad uscire solo in caso di necessità per contrastare e combattere questo virus molto contagioso  che ha messo in ginocchio il nostro sistema sanitario portando al collasso molti ospedali del Nord.

Riguardo al calcio dilettantistico siamo fermi all’ 1 Marzo 2020 data in cui sono state disputate le ultime gare.

Le società, quindi, sono tutte in attesa di capire quale sarà il futuro dei vari campionati sospesi. Oggi ci vogliamo soffermare sulla capolista indiscussa del massimo campionato regionale  (Eccellenza) : la Molfetta Calcio ad un passo dalla promozione in Serie D.

Abbiamo posto così delle domande al centrocampista e mezzala biancorosso Lorenzo Legari. Classe ’92 cresciuto nelle giovanili dell’Us Lecce, ha militato in campionati di Serie D, Eccellenza e Promozione indossando maglie di squadre come Gallipoli e T. Maglie. Ha disputato anche campionati svizzeri(Lega 2).

-Campionati sospesi, per ora, fino al 3 Aprile a causa dell’emergenza Covid-19. Sulla pagina facebook ufficiale compaiono diversi video nei quali sensibilizzate lodevolmente la gente a rimanere a casa per contrastare il virus.  Come sta vivendo questa situazione la Molfetta Calcio?

-La Molfetta C.  sta vivendo questo momento come tutta Italia , purtroppo è una situazione difficile , dove ci viene chiesto di rimanere a casa e noi tutti insieme dobbiamo rispettare le regole  per uscire quanto prima da questo incubo che non ci sta permettendo di svolgere la nostra  vita liberamente , dal lavoro, alle nostre passioni e tutto il resto. Quindi RESTIAMO A CASA E RISPETTIAMO CIÒ CHE VIENE DETTO anche perché  per il momento non esiste cura, possiamo combattere il virus solo restando in casa. Quello che noi della squadra stiamo facendo ora è godersi  la famiglia, ci cimentiamo a fare  cose che non abbiamo mai fatto prima e ci alleniamo pensando al campionato. L’ idea dei video è stata realizzata proprio  con l’intenzione di  motivare e  sensibilizzare tutti affinchè facciano la stessa cosa.  Spero inoltre che lo Stato resti e resterà vicino a tutte quelle famiglie bisognose e soprattutto spero supporti tutte quelle persone che, a causa di questa brutta situazione, si stanno ritrovando senza un lavoro.

-Secondo te, si riprenderà a giocare il 3 Aprile oppure dobbiamo aspettarci  un prolungamento della sospensione?

-Purtroppo ogni giorno i numeri delle persone contagiate aumentano velocemente , quindi io credo che ci sarà quasi sicuramente un prolungamento ,  ovviamente però mi auguro di no.

-Parliamo della capolista del girone. Quota  60 punti, sei in più rispetto alla seconda Corato. Una squadra ben messa che difficilmente, una volta scesa in campo, sbaglia. Il traguardo sembra essere ad un passo…

-Il traguardo sembra  ad un passo ma non è così , ci sono cinque finali da affrontare e ognuna di queste nasconde delle insidie, quindi noi dovremo affrontare esclusivamente, ora più che mai, una gara alla volta , con la consapevolezza di essere una squadra forte che non è lì per caso . Quindi, quando tutto finirà, ci prepareremo soprattutto mentalmente per affrontare una gara difficile come quella contro l’U. C. Bisceglie. Sappiamo che dipende solo ed esclusivamente da noi  e non dobbiamo per niente mollare.

-Traspare un forte legame alla maglia. Vuoi dire qualcosa ai tifosi biancorossi?

-Si, sono fortemente  legato ai miei tifosi, perché spero abbiano capito che sono un ragazzo capace di far follie pur di vederli felici e di raggiungere la vittoria. Ad ogni modo le cose che mi sento di dire sono  due : innanzitutto di stare tranquilli  che, come ho già detto prima, ognuno  di noi calciatori si sta allenando da casa in questo momento difficile e poi di restarci vicino ancora di più quando riprenderà il campionato sperando di realizzare il prima possibile questo SOGNO!

Emma Schiavano

 

 

 

 

Il Messaggio di Mimmo Ranieri, Presidente dell’Associazione Italiana Allenatori Puglia.

Cari Allenatori e Allenatrici, cari associati e associate, stiamo attraversando un momento estremamente delicato nella storia del nostro paese, e questa immane difficoltà ci sta facendo comprendere tante cose.
Molte di esse, nella vita di tutti i giorni, le diamo per scontate, ma quando non ci sono o ti vengono negate capiamo davvero la loro importanza. Gli antichi greci dicevano: “dalla sofferenza deriva la conoscenza”. Ed ecco, quindi, il mio appello: cerchiamo di rispettare i decreti governativi, di uscire di casa il meno possibile se non per questioni di necessità e di non farci prendere dal panico. Non è il momento, inoltre, di fare una caccia alle streghe o di puntare il dito contro qualcuno; solo uniti si superano le difficoltà, e noi italiani abbiamo sempre superato le difficoltà rimboccandoci le maniche.
Una volta terminato questo periodo di emergenza, l’AIAC PUGLIA che mi onoro di rappresentare continuerà a svolgere come sempre il proprio lavoro in maniera capillare su tutto il territorio per dare la possibilità ai nostri associati di svolgere la propria attività nella maniera migliore possibile.
Nel salutarvi, vi dedico le parole del famoso antropologo Ernesto De Martino: “Dobbiamo far passare in noi il male, non passare noi nel male”.
Un saluto caloroso a tutti voi, e a presto.
f.to Domenico Ranieri Presidente Regionale AIAC PUGLIA

Mimmo De Gregorio x calciowebpuglia

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Virtus Francavilla, ripresa rinviata a data da destinarsi

Virtus Francavilla Calcio comunica che gli allenamenti non riprenderanno fino a data da definirsi.

La società comunica inoltre che tutti i tesserati della prima squadra sono in sede presso le proprie abitazioni, rispettando le prescrizioni previste dal Dpcm dell’11/03/2020.

I calciatori tuttavia seguono un programma personalizzato di allenamento presso il proprio domicilio. La società comunicherà la ripresa degli allenamenti quando la situazione sarà più definita

Nicola Canonico (Bisceglie): “Gli elogi vanno a medici ed infermieri”

Anche Nicola Canonico, proprietario del Bisceglie, ha voluto dedicare un pensiero sull’emergenza sanitaria che sta attanagliando l’Italia, fermando – tra le altre attività – anche il calcio:

“Riservo elogi a medici, infermieri ed a tutto il mondo sanitario che si muove. La responsabilità nostra è enorme, al loro pari. La manutenzione in questi casi è essenziale, perché serve per garantire servizi di base. Stiamo vivendo una situazione drammatica, cerchiamo di salvare quanta più gente possibile. Capisco le difficoltà, ed i pensieri, ma si va avanti. Si continua ancora a lavorare, ma bisogna garantire il massimo della sicurezza a tutti. Usciremo tutti insieme da questa situazione drammatica. Dobbiamo continuare a combattere e lottare”. Lo riporta TuttoCalcioPuglia.

Alessandro Laricchia (Monopoli): “Emuliamo il torneo di Clausura argentino”

Alessandro Laricchia, amministratore unico del Monopoli, ha proposto una soluzione per i campionati di calcio che risentiranno del lungo stop causato dall’emergenza coronavirus:

“Un calciatore non è immune, può contrarre il virus anche nella vita quotidiana. La mia riflessione è più globale. Bisognava fermarsi prima un po’ tutti. Facciamo finta che marzo sia il nostro agosto e ricominciamo ad aprile ad allenarci. In Argentina esiste il campionato di clausura, voglio immaginarlo così con chiusura a giugno. Pensavamo che lo scorso anno fosse irripetibile in quanto a rinvii, purtroppo e non per colpa di nessuno legato allo sport, ci siamo superati. Proposte? Dipende dal punto di ripresa. Se si iniziasse ad aprile non toccherei nulla, se si cominciasse dopo accorcerei i playoff non coinvolgendo dieci squadre perché non ci sarebbe il tempo, ma facendo partecipare solo le prime quattro”, le parole rilasciate all’inserto pugliese del Corriere dello Sport e riprese da TuttoCalcioPuglia.

Monopoli, prolungata la sospensione delle attività

La S.S. Monopoli 1966 comunica la prosecuzione della sospensione delle attività, fino a nuove indicazioni.

Tale decisione è stata presa per tutelare la salute di tutti i tesserati e delle loro famiglie, nel rispetto delle normative emanate dal Governo per fronteggiare l’emergenza contro il Covid-19.

Le condizioni dei tesserati vengono monitorate quotidianamente, sempre in via esclusivamente telefonica. In base all’evolversi della situazione, sarà stabilita la data della ripresa allenamenti.

Messaggio del Presidente Nicola Ayroldi a tutti gli arbitri pugliesi

Cari ragazzi e care ragazze,
è un momento particolare per tutti noi, uomini, donne ed arbitri.
Ci vengono chiesti alcuni piccoli sacrifici necessari per il bene di tutti. Ci viene chiesto di rispettare delle regole e, per noi arbitri, nulla può essere più facile di questo.

A voi, cari ragazzi, chiedo perciò di dimostrare ancora una volta che siamo fautori del rispetto delle regole da parte nostra e di chi ci è accanto.
Anche la sospensione dell’attività sportiva sarà infatti un modo per rimanere arbitri, seppur lontani dal terreno di gioco.
Certo, la voglia di calpestare di nuovo il campo è tanta, da parte di tutti, vostra come la mia. Ma il desiderio di tornare più forti ed affamati di prima non deve farci venir meno a quel rispetto delle regole che è fondamentale oggi nella vita come ogni domenica sui campi.
Allenatevi pertanto con le opportune precauzioni e vi rinnovo l’invito a rimanere a casa se non avete motivi necessari per uscire.
Sono sicuro che questa voglia esploderà con ancora più forza quando tutto sarà passato e ci divertiremo ancora più di prima.
Infine, sappiate che anche se distanti, io e tutta la Commissione vi siamo vicini. Il nostro lavoro, nei limiti del possibile, per far crescere questo gruppo straordinario non si è arrestato, anzi sta solo scaldando i motori per il rush finale che ci attende.
E sono sicuro che tutti noi ci faremo trovare pronti.

Un sincero abbraccio,

Il Lecce posticipa la data della ripresa degli allenamenti a lunedì 23 marzo

L’ US Lecce comunicata che la data fissata per la ripresa degli allenamenti, inizialmente prevista per oggi, è stata spostata a lunedì 23 marzo.
In attesa di ulteriori sviluppi della vicenda legata all’ emergenza COVID-19 ovviamente anche la prossima data sarà da valutare per la società di Via Colonnello Costadura.
Di seguito il comunicato ufficiale della società giallorossa:

L’U.S. Lecce  spa comunica  che, d’intesa con lo staff sanitario e con lo staff tecnico, ha deciso di fissare la data di ripresa degli allenamenti per lunedì 23 marzo p.v a condizione che la situazione sanitaria, a quella data, sia tale da garantire lo svolgimento dell’attività nel rispetto della salute dei tesserati e dei collaboratori della prima squadra. La condizione fisica e lo stato di salute dei calciatori continueranno ad essere monitorate giornalmente ed a distanza dallo staff tecnico e da quello medico.

Danilo Sandalo

Coronavirus, il Bisceglie calcio proroga la ripresa degli allenamenti al 23 marzo

Il perdurare dello stato d’emergenza in cui tutta l’Italia è coinvolta al fine di combattere il virus Covid-19 ha indotto i vertici del Bisceglie calcio a pensare in via prioritaria alla salute dei propri tesserati e del proprio staff.

Ed è per questi motivi che tramite nota ufficiale il club nerazzurro stellato ha dichiarato la proroga della sospensione degli allenamenti che si protrarrà fino a domenica 22 marzo.

La ripresa della preparazione dovrebbe essere prevista per lunedì 23 marzo auspicando di lasciarsi quanto prima alle spalle questo momento difficile; la società ha fatto altresì intendere che sarà pronta a recepire ulteriori direttive dagli enti preposti.

Bartolomeo Pasquale (si ringrazia Emmanuele Mastrodonato per la foto)

Bitonto, Taurino: «Primato eccezionale ma ora le priorità sono altre»

Sembra quasi che il primato in classifica del Bitonto sia un qualcosa di molto lontano. Il drammatico e delicato momento che sta vivendo l’intero Paese per l’emergenza coronavirus lascia il segno e tiene col fiato sospeso anche i protagonisti di una squadra che fino ad un paio di settimane fa era sospinta dal grande entusiasmo per avere nelle propriemani lo scettro del comando.

«Sono giornate terribili per tutti gli italiani e non solo – sottolinea l’allenatore del Bitonto, Roberto Taurino -. Il calcio passa in secondo piano, non può essere diversamente. Quello che conta adesso è tutelare e salvaguardare la salute della gente. Sin da quando il virus si è diffuso in alcune regioni del Nord, io insieme ai dirigenti e ai calciatori ci siamo resi conto di come già fosse tutto difficile. Ma, non pensavamo che l’epidemia sarebbe diventata così preoccupante. L’unica cosa da fare è rispettare scrupolosamente le restrizioni emanate dal governo». In virtù dei provvedimenti adottati dall’esecutivo e dalla stessa Lega Nazionale Dilettanti, anche il Bitonto ha deciso di sospendere gli allenamenti a data da destinarsi.

«Ci siamo allenati sabato scorso perché inizialmente il campionato era stato sospeso fino al 15 marzo. Infatti, domenica avevamo in programma una partita amichevole, ma considerato l’aggravarsi della situazione abbiamo preferito nongiocarla. Con una decisione unanime abbiamo interrotto qualsiasi forma di allenamento collegiale. Poi, lo stop dell’attività agonistica fino al 3 aprile voluto dalla Lega Nazionale Dilettanti. Giusto così. In questo momento le priorità sono altre».

Problematico parlare di calcio. Roberto Taurino riesce a fare un piccolo sforzo. «Abbiamo costruito qualcosa di straordinario fino a quando si è giocato, andando al di là di ogni più rosea previsione in un girone molto competitivo per la presenza di formazioni blasonate. Il primo posto resta un motivo di orgoglio ma, ripeto per ora il nostro pensiero è altrove. I giocatori sono a casa, ognuno di loro si allena seguendo una tabella che abbiamo stilato. Mi, sento spesso durante il giorno perché il contatto telefonico è l’unica cosa possibile per confrontarci, per uno scambio di opinioni. La speranza per il bene della salute di tutti gli italiani è che si riesca debellare il coronavirus nel più breve tempo possibile. Ci sono, purtroppo, tante persone che hanno perso la vita. Il futuro? Non so se dopo il 3 aprile sarà possibile riprendere l’attività calcistica. C’è il rischio che i campionati possano slittare ulteriormente, con quali prospettive nessuno può dirlo attualmente. Toccherà alla Federazione decidere in base all’evolversi di questa epidemia».

Taranto, la Fondazione Taras risponde al presidente Giove

Nella serata di ieri, venerdì 13 Marzo, l’Aps Taras 706 a.c. ha diramato una nota stampa in risposta alle dichiarazioni del presidente Giove rilasciate al Quotidiano di Puglia:

“Alla luce delle ultime dichiarazioni rilasciate dal presidente del Taranto FC 1927 Massimo Giove sul Quotidiano di Puglia di ieri (venerdì 13 marzo), siamo costretti, pur volendolo evitare in un momento così delicato per la sensibilità collettiva, a rispondere punto su punto. Procediamo con ordine. Ciò che il trust avrebbe lamentato, parafrasando quanto dichiarato da Giove, in merito alla questione-bilancio, rappresenta una condotta irrispettosa della legge: l’amministratore unico aveva l’obbligo, dopo il deposito del bilancio, di renderlo disponibile ai soci nei quindici giorni antecedenti l’assemblea. Ciò non è avvenuto, nonostante formale richiesta del socio. Fornire il bilancio non è una concessione, ma un obbligo: il trust avrebbe potuto riservarsi ogni rimedio di legge, fino all’annullamento della delibera di approvazione del bilancio.
Per quanto concerne il logo, vorremmo far notare al Quotidiano che non c’è alcuna diatriba in corso. Il logo scelto dai tifosi è in uso al Taranto, gratuitamente, e ci sembra ridicolo sottolinearlo. Il 23 dicembre 2019, dopo l’avvenuto cambio di denominazione, l’A.P.S. Taras 706 a.C. ha inviato una Pec al Taranto contenente il regolamento di licenza d’uso del logo e la liberatoria, “che disciplinano la concessione gratuita al Taranto e tutelano la società dagli utilizzi impropri”. Il marchio, di fatto, era già utilizzato dal club da molti mesi: il trust, si è occupato di depositarlo e di disciplinarne l’utilizzo per il bene del Taranto, lasciando ovviamente che fosse la società a giovarsene economicamente. Il regolamento e la storia del nuovo logo, scelto dai tifosi, sono inoltre disponibili sul sito dell’associazione. Giove dichiara di volerlo cambiare, sfidando la piazza e ignorando ancora una volta quanto riporta lo statuto del Taranto. Il logo deve rimanere questo: per correttezza dei tifosi, che hanno partecipato in massa all’iniziativa e che pensavano di poter essere parte attiva in un progetto di comunità con la loro squadra.
Il presidente del Taranto, nel corso dell’intervista, asserisce inoltre che l’associazione gli avrebbe proposto la cessione delle quote in possesso: non è assolutamente vero e non c’è alcuna intenzione di farlo. La mancanza di un piano industriale, chiesto con forza dal trust per la prima volta nel lontano dicembre 2017, le continue sfide a una tifoseria delusa e nauseata, i ripetuti ribaltoni tecnici, ci fanno pensare, invece, che sia Giove ad essere di passaggio come tutti gli altri soci di maggioranza che l’hanno preceduto. Non i tifosi, che c’erano già quando Giove è entrato in società. Quei tifosi, che hanno fatto rinascere il calcio nel 2012, restano, e parte del loro apporto economico, sotto forma di ricapitalizzazione effettuata all’epoca-Campitiello, è servita a coprire le perdite del bilancio al 30 giugno 2018. Del contributo economico del trust, per quanto detto, se n’è giovata direttamente la gestione attuale ed è risultato provvidenziale. Questo trust è nato per essere una risorsa del club e si trova momentaneamente confinato in un ruolo di resistenza, ma continuerà a rappresentare i tifosi e ad essere la parte buona del calcio, con ancora più forza.
In un momento difficile per la nazione e dunque per lo sport, fa davvero male osservare come a Taranto si continui a inquinare il dibattito, a sfidare una tifoseria stanca e sfiduciata, a disattendere richieste di chiarezza. Il calcio non è più quello di inizio millennio: i tifosi hanno più consapevolezze, hanno preso nuovi spazi, conoscono il funzionamento dei club, le zone d’ombra di un calcio che non riesce a rinnovarsi e da quali personaggi stare alla larga. Taranto deve rigettare con forza tutti gli attori, nessuno escluso, che hanno partecipato a una storia sportiva deprimente, ingloriosa, anche in serie superiori. Non può dargli spazio, perché non lo meritano. E vorremmo lanciare una sfida: se il presidente intende proseguire e dare davvero basi solide al club, allora si proceda alla ricapitalizzazione. Il trust è pronto a fare la sua parte, a mettere ancora una volta soldi nel Taranto, per il bene del Taranto. Senza tifosi non si va da nessuna parte”.

LND, il vice presidente Morgana: “Disposti a giocare anche a luglio”

Sandro Morgana, vicepresidente della Lega Nazionale Dilettanti, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni a La Gazzetta dello Sport: “Siamo in attesa di capire e costretti a seguire gli eventi. Io credo che al cessare dell’emergenza, bisogna fare assolutamente 2 cose: provare a salvare la stagione, anche a costo di proseguire fino a giugno o ai primi di luglio, e assicurare sostenibilità al sistema che si basa di fatto sull’autofinanziamento da parte dei club. Figc, Lega e Governo dovranno fare ogni sforzo sulla questione. Lo sport ha una grande valenza sociale e andrà sostenuto“.

Casarano, il diesse Pitino: «Siamo in piena zona play-off»

La pausa forzata del campionato porta anche a tracciare una sorta di parziale bilancio della stagione. Il direttore sportivo del Casarano, Marcello Pitino, analizza così: «Siamo partiti per disputare un campionato competitivo anche se è la prima stagione in serie D, con una società che da solo due anni fa ha iniziato seppure con una dirigenza che in passato aveva già esperienza in ambito calcistico. Giochiamo in un girone da tutti indicato come il più difficile di tutta la serie D e lo vediamo soprattutto dalle squadre di seconda fascia che hanno alzato il livello qualitativo, oltre a tutte quelle compagini con un blasone che stanno facendo una stagione importante. Siamo in piena zona play off e vogliamo raggiungerla per dare soddisfazioni alla società e ai nostri tifosi». Torna poi sulla batosta subita a Sorrento: «Prima del 7- 0, con l’avvento del nuovo allenatore Dino Bitetto venivamo da 13 partite in cui avevamo subito una sola sconfìtta, quella in casa con il Cerignola».

Taranto, Giove: “Vendo solo a chi ha progetti seri”

Voce determinata, atteggiamento “sul pezzo”, impermeabile alle critiche. Il tentativo è quello di capire le intenzioni di Giove e lo stato di salute del Taranto.

La società è in vendita? Tillia e il suo gruppo hanno formulato una proposta
La ringrazio, ma non ho preso in considerazione la loro offerta. Dobbiamo partire in generale, però, da un presupposto fondamentale, che faccio da imprenditore e da tifoso. Dal primo punto di vista ho il dovere di vendere a chi fornisce garanzie solide e programi seri: è un dovere non solo per me ma per il futuro del Taranto. Da tifoso aggiungo che venderò solo se si affaccerà un gruppo industriale importante, con risorse e programmi ambiziosi per il calcio e per la città che possa rapresentare un salto di qualità economico e sportivo rispetto al sottoscritto. So che non è un’ambizione facile da realizzare in una città depressacome la nostra ma se non si verificherà io sono pronto a continuare, più determinato di prima con l’intento di fare un campionato competitivo.

Due nomi: Canonico e Campitiello
Su Canonico mi sono già espresso: è un amico, abbiamo interessi aziendali in comune. Al momento sono certo che ha in mente solo il Bisceglie. Campitiello non ho il piacere di conoscerlo, mai avuto contatti.

Altre trattative sotterranee?
Nessuna, vi prego di credermi

Situazione debitoria: grave? Sostenibile? Può dirci precisamente di più?
Girano molte fandonie a questo proposito. Distinguiamo: la società ha un debito significativo (Giove non vuole fare cifre, ndc) verso l’Erario la cui stragrande parte riviene da gestioni precedenti alle mie. Già molto tempo fa è stata concordata una rateizzazione a 10 anni con l’Agenzia delle Entrate (da indiscrezioni circa 90.000 euro, ndc) che stiamo puntualmente onorando. Aggiungo: nelle scorse settimane ho estinto anticipatamente alcuni impegni che risalgono alla gestione Zelatore-Bongiovanni (sempre da indiscrezioni, Giove avrebbe estinto in anticipo le rate residue del mutuo acceso per il ripescaggio del 2016, per circa 150.000 euro, ndc). Ad oggi la società non ha alcun contenzioso in piedi. Il debito gestionale e sportivo è interamente saldato ed onorato a scadenza: non c’è tesserato o calciatore o fornitore che avanzi un euro dal sottoscritto. Permettetemi una battuta: l’unico debito che devo ancora saldare sono i 4.500 euro di multe ricevute tra Altamura e Santa Maria Capua Vetere”.

Quali colpe si assume?
Certamente ho commesso molti errori, questo non l’ho mai negato. Innanzitutto ho sbagliato a fare troppi proclami di vittoria la scorsa estate, convinto com’ero di aver costruito una super squadra per vincere il campionato. E sempre sbagliato alzare le aspettative anche quando sei certo della bontà di ciò che stai facendo. Poi ci sono i tanti errori nel progetto sportivo, come purtroppo possono capitare in una stagione. Detto questo non posso rimproverarmi nulla in termini di risorse investite, di passione e di tempo dedicato al Taranto, di cui non mi pento perché l’ho fatto e lo faccio son spirito da tifoso”

Con la Taras è andato giù duro, troppo nei confronti di chi ha contribuito alla salvezza societaria nel 2012.
Il mio giudizio riguarda la mia gestione. Non hanno portato alcun contributo costruttivo, né economicamente, né in termini di abbonamenti, né su altri aspetti. Lamentano di non aver visionato il bilancio in anticipo: conoscono bene quella situazione debitoria verso l’Erario che descrivevo prima perché loro erano dentro le gestioni precedenti che quel debito hanno generato e non ricordo che allora abbiano sollevato polemiche come quelle che stanno alzando nei confronti del sottoscritto. Vi svelo due dettagli: nei giorni scorsi mi hanno proposto di acquisire la loro quota, aspetto che lo facciano formalmente; l’attuale logo della società è di loro proprietà. Gli ho chiesto di cederlo gratuitamente al Taranto, ma si sono rifiutati. A giugno avremo allora un nuovo simbolo di proprietà del club.

Secondo alcune voci il DS De Santis sarebbe ormai defilato
Ripeto quanto detto più volte: a giugno ci siederemo con De Santis come pure con Panarelli, faremo un blancio e trarremo valutazioni serene e puntuali.

Chiosa sul fermo del campionato
A norma di regolamento il torneo può essere completato entro il 30 giugno, tempo per finire il campionato ce n’è. Ma come tutta Italia non sappiamo cosa accadrà.

Bisceglie calcio, Pochesci ritiene impossibile la salvezza dei nerazzurri

Nonostante il campionato fermo per la pandemia del Covid19 impreversante in tutto il mondo, gli addetti ai lavori non rinunciano a dare la propria opinione a bocce completamente ferme.

Sull’attuale andamento del campionato del Bisceglie, terz’ultimo nel girone C di serie C a quota venti punti, ha parlato l’ex allenatore Sandro Pochesci, esonerato nel mese di novembre dopo aver raccolto appena tre punti in dodici sfide.

Ai taccuini di Tuttoc.com ha reputato come impossibile la salvezza diretta del club stellato e decisamente miracolosa la possibilità di un consolidamento della categoria tramite i playout; secondo il tecnico romano questo sarebbe dipeso dalla situazione compromettente creata a suo dire dalle condotte del presidente Nicola Canonico (con cui è già palese non corra più fiducia e buon sangue dopo la parentesi in nerazzurro) e dalla mancanza di una vera guida con i calciatori smarriti e abbandonati a loro stessi.

Bartolomeo Pasquale