Un primo tempo di grande fatica e un pizzico di sfortuna costano la sconfitta alla Viterbese sul campo del Monopoli. I gialloblù si arrendono al gol di Fella in apertura di partita e mettono nel conto con la fortuna un palo clamoroso di De Giorgi in pieno recupero.
Il Monopoli è il favorito del pronostico e comincia il match mettendo subito in chiaro le sue sue intenzioni: sono passati appena 20 secondi quando Fella, servito da una sponda di Jefferson, calcia di poco a lato. Al 7′ Vitali è bravo a respingere d’istinto una conclusione in mischia di Rota, poi Carriero manda altissimo sulla ribattuta.
L’argine difensivo della Viterbese sembra sul punto di cedere da un momento all’altro, e infatti al 12′ Fella riceve a centro area un pallone delizioso di Giorno, controlla e trafigge Vitali, per l’1-0 del Monopoli.
I padroni di casa non sono paghi del vantaggio e al 18′ vanno vicini al raddoppio, con un gran tiro da fuori di Carriero che centra la traversa. La Viterbese, invece, fatica tremendamente: la manovra è lenta, imprecisa, a tratti addirittura pigra, e i difensori avversari hanno gioco facile a respingere gli attacchi.
La partita cala d’intensità, ma il Monopoli resta padrone. La Viterbese chiude il primo tempo con un tiro di Besea in fallo laterale come azione più pericolosa.
Nell’intervallo Lopez prova a fare qualche aggiustamento, e in effetti quella che rientra in campo è una Viterbese molto più combattiva, che costringe il Monopoli nella propria metà campo. Al 58′ Besea colpisce la traversa in mischia, ma l’arbitro ha già fermato tutto per un fallo di Tounkara.
Passano i minuti e il Monopoli continua a difendersi con ordine, affidandosi a qualche fiammata in contropiede, come un rasoterra insidioso di Piccinni al 67′ e un’azione personale di Carriero al 76′, respinta da Vitali in uscita. Ma la Viterbese non molla, fino a quando non trova il modo di far breccia nel muro dei pugliesi: all’86’ Simonelli combina con Culina, che da buona posizione sparacchia fuori.
Minuto 91 e arriva l’occasione più clamorosa per i gialloblù. Bensaja crossa al centro, Atanasov fa sponda per De Giorgi, che al volo colpisce il palo. Sulla ribattuta, Tounkara non riesce a inquadrare la porta.
Fischio finale. Il Monopoli festeggia una vittoria che, per come si erano messe le cose, è stata più sudata del previsto. La Viterbese torna a casa senza punti, ma si tiene la consapevolezza di poter reggere il confronto contro tutti.
Monopoli–Viterbese 1-0
Monopoli: Antonino; Pecorini, De Franco, Ferrara; Rota, Piccinni (68′ Tuttisanti), Giorno, Carriero (85′ Triarico), Antonacci (74′ Hadziosmanovic); Fella, Jefferson (46′ Nanni).
Panchina: Milli, Menegatti, Cuppone, Cavallari, Mariano, Nina, Dipinto, Mercadante.
All. Giuseppe Scienza
Viterbese: Vitali; De Giorgi, Atanasov, Baschirotto; Zanoli (90′ Urso), Bensaja, De Falco (68′ Culina), Besea (79′ Sibilia), Errico (46′ Simonelli); Volpe (79′ Pacilli), Tounkara.
Panchina: Pini, Maraolo, Antezza, Milillo, Ricci, Molinaro, Bianchi.
All. Giovanni Lopez
Reti: 12′ Fella
Ammoniti: Pecorini, Ferrara, De Franco (M), De Falco, Errico, Besea (V)
Arbitro: Francesco Carrione di Castellammare di Stabia
Assistenti: Giuseppe Pellino di Frattamaggiore e Fabio Mattia Festa di Avellino
Bisceglie-Bari, le ultime disposizioni in tema di sicurezza e ordine pubblico
In occasione della importantissima sfida fra Bisceglie e Bari, primo derby da affrontare con la squadra del capoluogo di regione in programma questo pomeriggio dalle ore 17:30 presso lo stadio Gustavo Ventura, il sindaco della città dei Dolmen Angelantonio Angarano ha emesso l’ordinanza numero 238/2019 in merito a disposizione di viabilità, sicurezza ed ordine pubblico a cui attenersi nel periodo di esecuzione della partita. Questo l’estratto in cui vengono riportare le opportune prescrizioni da adottare:
Divieto di transito per i veicoli in via Michele D’Addato, fatto eccezione per i veicoli di polizia, di soccorso, gli autobus e le autovetture dei tifosi della squadra ospite il cui accesso sarà monitorato dalle Forze di Polizia; saranno disposti new jersey con barriere frangivista in via Michele D’Addato per impedire il contatto tra la tifoseria ospite e locale, secondo specifiche indicazioni impartite alla società sportiva A.S. Bisceglie srl dal responsabile del Servizio di ordine pubblico in conformità alle decisioni assunte in sede di Gruppo operativo sicurezza martedì 5 novembre.
Divieto di sosta con rimozione coatta in Carrara Salsello nel tratto compreso tra via della Libertà e via Michele D’Addato, nonché nell’area di parcheggio antistante il centro comunale di raccolta ad eccezione dei soli veicoli autorizzati dal dirigente del servizio d’ordine.
Divieto di transito e sosta con rimozione coatta in via della Libertà per tutti i veicoli eccetto quelli di emergenza e delle Forze di Polizia per il tratto compreso da via Giovanni Bovio sino a Carrara Salsello; dovranno essere apposti new jersey con barriere frangivista in via Michele D’Addato in prossimità dell’area di accesso alla tribuna per la tifoseria ospite con un varco largo 4 metri per consentire l’ingresso a piedi dei tifosi e il transito dei veicoli delle Forze dell’Ordine e di soccorso. Dovranno essere apposti new jersey frangivista in posizione trasversale tra Carrara Salsello e via Michele D’Addato in modo da evitare possibili contatti anche visivi tra le tifoserie opposte considerato che i tifosi della squadra ospite potranno usufruire dell’area di parcheggio antistante il centro comunale di raccolta rifiuti. Ulteriori new jersey saranno apposti in prossimità dell’intersezione tra via della Libertà e Carrara Salsello in modo da consentire solo la svolta a sinistra verso via della Libertà dei veicoli provenienti da Carrara Salsello (lato mare), Contestualmente sarà disposto un temporaneo senso unico di marcia in via della Libertà con direzione da Carrara Salsello verso via della Libertà/via Vito Siciliani con posizionamento di transenne mobili in prossimità dell’intersezione tra via della Libertà e via Vito Siciliani (litoranea di ponente).
Divieto di immissione su via della Libertà dei veicoli provenienti da via Luigi Di Molfetta con posizionamento di new jersey presso l’intersezione tra via della Libertà e via Luigi Di Molfetta (detta limitazione al transito sarà presegnalata con transenne mobili presso le intersezioni di via Luigi Di Molfetta/via Dell’Olio e via Luigi Di Molfetta/via Nigri ). Si dà atto che il posizionamento di new jersey e delle barriere frangivista, sarà attuato dalla ripartizione tecnica comunale così come concordato in sede di Gos. entro le ore 14 di domenica 10 novembre, presso i siti indicati nel presente provvedimento e conformemente alle indicazioni impartire dal responsabile del servizio di ordine pubblico.
Dalle ore 14 di domenica 10 novembre è fatto divieto a tutti i pubblici esercizi e attività commerciali ubicati nell’intorno dello stadio comunale “Gustavo Ventura” di effettuare la vendita per asporto di bevande contenute in bottiglie e recipienti di vetro nonché in lattine. La somministrazione di bevande all’interno dello stadio comunale è consentita agli operatori commerciali muniti della prescritta autorizzazione rilasciata da parte del competente servizio comunale e dovrà essere effettuata in “modalità assistita” ovvero con mescita in bicchieri di plastica.
Bartolomeo Pasquale
Derby Bisceglie-Bari, parlano i dirigenti nerazzurri
Poche ma chiare parole nel messaggio che il gruppo dirigenziale del Bisceglie calcio ha stilato in vista del derby con il Bari e per programmare un incontro chiarificatore con tifosi e addetti ai lavori a riguardo della critica situazione societaria alla luce della nuova rinuncia del presidente Nicola Canonico.
«I sottoscritti don Giovanni Di Benedetto, Pasquale Musci, Pasquale D’Addato, Massimo Mastrapasqua, Giuliano Mastrototaro, Francesco De Martino, Vito Pellegrini, Francesco D’Azzeo, Giovanni Casella, Vincenzo Racanati, Carloalberto Ruggeri e Damiano Loprieno, nelle rispettive vesti che ricoprono all’interno dell’As Bisceglie 1913 srl, in occasione dello storico derby che si terrà domenica col Bari, invitano la tifoseria e l’intera cittadinanza a sostenere la squadra nerazzurra, nella speranza che si viva una giornata di sport vero e sincero e che ci arrida un risultato positivo. Martedì 12 novembre, alle ore 18, verrà convocata presso l’albergo Nicotel di via Della libertà 62 una conferenza stampa per portare all’attenzione dei media e dell’intera città le nostre ragioni e le future scelte a seguito del nostro precedente comunicato».
Bartolomeo Pasquale
Bisceglie, ventiquattro convocati per l'atteso derby con il Bari
Fatta eccezione per defezioni obbligatorie mister Sandro Pochesci non ha voluto escludere nessuno dall’appuntamento con la storia e la convocazione per il sentito derby con il Bari verrà ritenuta memorabile da ciascun calciatore nerazzurro stellato.
Abonckelet recuperato, assetto tattico confermato
Il tecnico laziale in occasione del confronto del Ventura che si terrà dalle 17:30 di domenica 10 novembre ha convocato 24 giocatori potendo contare sul recupero lampo di Abonckelet, assente nella trasferta di Coppa Italia in quel di Caserta a causa di un problema patito durante l’ultima di campionato al “Bonolis” di Teramo. Unici assenti il terzo portiere Ndiaye, il giovane attaccante Tessadri e l’infortunato di lungo corso Ungaro.
Pochesci dovrebbe continuare ad utilizzare il 3-5-2 o eventualmente 3-4-1-2 con il supporto di un regista che disorienti la retroguardia biancorossa e non dia punti di riferimento con il ritorno tra i pali dell’esperto Casadei, la difesa che dovrà fronteggiare il ballottaggio fra Turi e Murolo che a contendersi la maglia da affiancare a quella di Zigrossi e Piccinni; il centrocampo che dovrà sostenere il rientrante Abonckelet con Ferrante, Zibert, Mastrippolito e Camporeale e la coppia offensiva composta da Gatto e Montero. Speranze anche nel vedere Giulio Ebagua dal primo minuto di gioco.
I ventiquattro atleti in lista sono quindi i portieri Casadei e Borghetto con al loro supporto i difensori Diallo, Tarantino, Zigrossi, Mastrippolito, Cardamone, Turi, Piccinni, Hristov e Murolo. I centrocampisti a disposizione saranno Wilmots, Dellino, Rafetraniaina, Camporeale, Abonckelet, Spedaliere, Ferrante e Zibert mentre il fronte offensivo che potrebbe scardinare la Costa e compagni è formato da Montero, Gatto, Ebagua, Manicone e Longo.
Bartolomeo Pasquale
Bisceglie, ventiquattro convocati per l’atteso derby con il Bari
Fatta eccezione per defezioni obbligatorie mister Sandro Pochesci non ha voluto escludere nessuno dall’appuntamento con la storia e la convocazione per il sentito derby con il Bari verrà ritenuta memorabile da ciascun calciatore nerazzurro stellato.
Abonckelet recuperato, assetto tattico confermato
Il tecnico laziale in occasione del confronto del Ventura che si terrà dalle 17:30 di domenica 10 novembre ha convocato 24 giocatori potendo contare sul recupero lampo di Abonckelet, assente nella trasferta di Coppa Italia in quel di Caserta a causa di un problema patito durante l’ultima di campionato al “Bonolis” di Teramo. Unici assenti il terzo portiere Ndiaye, il giovane attaccante Tessadri e l’infortunato di lungo corso Ungaro.
Pochesci dovrebbe continuare ad utilizzare il 3-5-2 o eventualmente 3-4-1-2 con il supporto di un regista che disorienti la retroguardia biancorossa e non dia punti di riferimento con il ritorno tra i pali dell’esperto Casadei, la difesa che dovrà fronteggiare il ballottaggio fra Turi e Murolo che a contendersi la maglia da affiancare a quella di Zigrossi e Piccinni; il centrocampo che dovrà sostenere il rientrante Abonckelet con Ferrante, Zibert, Mastrippolito e Camporeale e la coppia offensiva composta da Gatto e Montero. Speranze anche nel vedere Giulio Ebagua dal primo minuto di gioco.
I ventiquattro atleti in lista sono quindi i portieri Casadei e Borghetto con al loro supporto i difensori Diallo, Tarantino, Zigrossi, Mastrippolito, Cardamone, Turi, Piccinni, Hristov e Murolo. I centrocampisti a disposizione saranno Wilmots, Dellino, Rafetraniaina, Camporeale, Abonckelet, Spedaliere, Ferrante e Zibert mentre il fronte offensivo che potrebbe scardinare la Costa e compagni è formato da Montero, Gatto, Ebagua, Manicone e Longo.
Bartolomeo Pasquale
Lazio-Lecce: esodo giallorosso nella capitale. Le probabili formazioni
Trasferta romana per il Lecce di Fabio Liverani che domenica alle 15:00 affronterà all’ Olimpico la Lazio di Simone Inzaghi. Una partita particolare e dal forte tasso emotivo per il tecnico leccese contro la sua ex squadra di cui è stato anche capitano.
Biancocelesti che vivono un periodo dai due volti: in campionato viaggiano alla grande mentre in Europa stentano, rischiando addirittura l’ eliminazione dopo la sconfitta subita proprio mercoledì scorso ad opera del Celtic.
Per quanto riguarda il settore ospiti si prevede l’ ennesimo esodo giallorosso con circa 3000 sostenitori di fede leccese pronti a sostenere Mancosu e compagni.
Le probabili formazioni
LAZIO (3-5-2): Strakosha, Luiz Felipe, Acerbi, Bastos, Lazzari, Milinkovic-Savic, Leiva, Luis Alberto, Lulic, Correa, Immobile. All.: Simone Inzaghi
LECCE (4-3-1-2): Gabriel, Meccariello, Rossettini, Lucioni, Calderoni, Tachtsidis, Petriccione, Majer, Mancosu, Falco, Lapadula. All.: Fabio Liverani
Danilo Sandalo
Bisceglie-Bari, appunti e note per passare alla storia
Tanto vicine a livello territoriale ma tanto lontane in termini di obiettivi e risultati. Per il Bisceglie la sfida con il Bari è considerata la madre di tutte le sfide e indipendentemente dal risultato, la giornata di domenica 10 novembre sarà di diritto consegnata negli annali della storia nerazzurro stellata.
In campo due team con una grande voglia di emergere e risalire: gli stellati di mister Pochesci per scappare via dalle sabbie mobili dei playout, i galletti di Vincenzo Vivarini per provare a respirare meglio le vette più alte del girone C di serie C; una rincorsa rallentata da tre pareggi consecutivi che hanno dato fiato alla fuga della Reggina.
Il club nerazzurro cercherà di presentarsi al banchetto con il miglior vestito possibile, in fase di cucitura già al Pinto di Caserta durante i sedicesimi di finale della Coppa Italia: il 3-5-2 assodato dovrà risultare il più propositivo possibile con rilevanti anelli di congiunzione sul campo (Camporeale può essere positivamente schierato a supporto di Zibert e Murolo rendendo eccellente il proprio rendimento, ndr) e sorprese di formazione che possono far piacere alla tifoseria.
In questo pomeriggio speciale tutti sperano in una inedita coppia offensiva che potrebbe dare vitalità al bucolico attacco biscegliese: a fianco del top scorer Gatto si auspicherebbe il primo ingresso dal fischio d’inizio per Giulio Ebagua, ex di turno che non ha effettivamente lasciato il segno nella sua esperienza in capoluogo ma che può creare non qualche grattacapo alla retroguardia biancorossa. Il tutto valutabile sulla base delle condizioni fisiche dell’italo-nigeriano ma il solo pensiero di non averlo visto in campo con la Casertana potrebbe far sperare bene.
Da verificare anche le condizioni di Mady Abonckelet non convocato nell’ultimo impegno ufficiale e ormai diventato elemento imprescindibile per le geometrie nella zona nevralgica del campo.
Un gioco che dovrà essere sempre a viso aperto ed in queste occasioni storiche il Bisceglie si è da sempre esaltato, contro un gruppo che fa dell’attacco totale con ampia gestione del possesso palla la sua arma migliore.
Il Bari di Vivarini ha beneficiato di netti miglioramenti rispetto alla gestione Cornacchini, il quale si è forse fatto schiacciare dal peso di enormi responsabilità a riguardo degli obiettivi di una grande piazza, ma ancora deve raggiungere in toto il modo di giocare a cui ha sempre aspirato.
Infermeria importante e congestionata nelle fila baresi; tanto male fa l’assenza dell’amato ex Eugenio D’Ursi, che in appena cinque mesi nella prima metà del 2018 ha deliziato la platea del Gustavo Ventura con velocità e opportunismo, ancora alle prese con un problema all’adduttore da quasi quattro settimane. Oltre a lui out anche Scavone ma dai box scalpitano delle riserve che possono fare veramente male come Terrani (migliore in campo nel 2-2 con la Vibonese, ndr), Neglia, Ferrari e Floriano, poco utilizzati all’avvento del tecnico teatino.
Nel suo 3-5-2 di teramana esperienza, assetto dalla quale sono emersi due centravanti saliti alla ribalta della serie A come Donnarumma e Lapadula, potrebbero trovare una maglia dal primo minuto Frattali, Sabbione, Di Cesare, Perrotta, Berra, Hamlili, Schiavone, Awua, Costa, nonché il duo propositivo stellare Antenucci-Simeri.
Moduli speculari, quindi: altro elemento in comune per due squadre e due comunità che sembrano sempre più vicine, ora più che mai.
Bartolomeo Pasquale
Quattordicesima Giornata Serie C Girone C: derby Bisceglie-Bari, match clou Monopoli-Viterbese, il Francavilla ospita il fanalino di coda Rende
Per la quattordicesima giornata del girone C di Serie C oggi è programma alle 18.30 l’anticipo tra Vibonese e Rieti. Da segnalare domani alle ore 15.00 la gara tra la capolista Reggina e la Casertana. Completano il programma delle gare delle ore 15.00 Az Picerno-Teramo, Cavese-Catanzaro, Monopoli-Viterbese e Virtus Francavilla-Rende.
Alle 17.30 invece il Bisceglie ospiterà il Bari in un derby molto atteso dalle tifoserie. Alla stessa ora si disputeranno anche Catania-Sicula Leonzio e Ternana-Paganese. Chiuderà il programma il posticipo di lunedì 11 alle ore 20.45 Avellino-Potenza.
Le parole del Ministro Francesco Boccia per il derby Bisceglie-Bari
Era una partita attesa da tutta la comunità territoriale e il grande giorno è arrivato. Per la prima volta nella loro storia Bisceglie e Bari si affronteranno in gare ufficiali per la quattordicesima giornata del campionato di serie C.
Ed è il nome più illustre della città dei Dolmen ovvero il Ministro degli affari regionali Francesco Boccia, appassionato di calcio e tifoso di entrambe le squadre (oltre che della Juventus, ndr), a fare gli auguri alle due società lanciando un positivo messaggio per questa giornata che si preannuncia indimenticabile, così come riportato nelle colonne del Corriere del Mezzogiorno: «È una partita di cui non avrei mai pensato di parlare. Era inimmaginabile per entrambe ma le rispettive storie le hanno portate qui. A livello di vivai però non è un inedito, io stesso sono stato protagonista di alcune sfide contro il Bari giovanile. Era senz’altro più forte di noi, godeva di una slezione più ampia di ragazzi ma ogni tanto vincevamo noi. Seguo a distanza le sorti della squadra. Mi dispiace per le dimissioni di Canonico e spero che ci ripensi. Spero soprattutto che la città faccia quadrato attorno alla squadra. A Bisceglie i baresi sono considerati quasi dei cugini e mi auguro che sia lo stesso per i baresi. Ai biancorossi auguro di tornare in Serie A, al Bisceglie di restare a lungo nel calcio che conta».
Bartolomeo Pasquale
Verso Bisceglie-Bari, prima volta in gare ufficiali fra le due squadre
Nella vita c’è sempre una prima volta in tutto e anche il derby Bisceglie-Bari ha in sé un sapore inedito e per lo più storico.
Nonostante ciò, seppur la gara del dieci novembre è considerata la prima gara ufficiale fra le due squadre, è spesso capitato il confronto amichevole nella pluricentenaria storia di entrambi i club.
Sin a partire dai primi anni 20, allorquando l’antesignano del Bisceglie era la U.S. Biscegliese con maglia completamente blu e il Bari era scomposto dal 1908 e per i primi venti anni della sua vita in formazioni di quartiere (Splendor, G.S. Pizzirani, San Pasquale, Liberty, Ideale, Gioventù, Squadra universitaria, ndr). Il primo vero confronto con il Bari calcio, all’epoca con la denominazione U.S. Bari, risale all’aprile del 1928 con una cinquina inferta alla squadra del Dolmen.
Per avere contezza della vera “Bari” che abbiamo imparato a conoscere con l’intestazione di Associazione sportiva dobbiamo invece arrivare al 1950 con un doppio confronto terminato a favore della squadra di capoluogo in entrambi i casi e con uno score ineccepibile: 3 i gol messi a segno dai nerazzurri e ben 15 dai biancorossi per un 1-9 e 2-6 che allora testimoniava il netto divario di categoria fra le dirette avversarie.
Dopo queste due sfide ingiallite nel tempo ci si catapulta già nei nostri giorni a partire dall’anno 2011: nella preparazione alla stagione che culminò con la promozione in serie D e la marcia trionfale nella Coppa Italia di categoria, i nerazzurro stellati affrontarono il Bari guidato da Vincenzo Torrente soccombendo 1-2; le reti furono siglate da Ciccio Caputo (ora apprezzato centravanti del Sassuolo, ndr) e Bellomo per i biancorossi nonché dall’ex Moscelli per i ragazzi di Nicola Ragno.
L’anno seguente, esattamente il 22 novembre del 2012, si ebbe invece la storica affermazione degli stellati con un tiro dagli undici metri trasformato da Giuseppe Genchi al ventesimo del secondo tempo.
Le formazioni che scesero in campo in quell’ultima partita giocata presso l’antistadio di Contrada Torrebella furono le seguenti (gli schieramenti sono tratti dal volume “Bisceglie, cento anni di passione calcistica” edito dal Centro studi biscegliese e scritto dal compianto Antonio Cortese):
Bisceglie: Loiodice (Lella), Misuraca (Sabini), Maglione (dal 50° Moretti), Lorusso (La Fortezza), Pierotti (dall’85° Miccoli), Martinelli (dal 60° Lamatrice), Russo (Di Matera), Logrieco (Caprioli), Di Rito (dall’85° Carbotti), Di Ruocco, Moscelli (dal 50° Genchi). Allenatore: Nicola Ragno.
Bari: Lamanna, Sabelli, Aprile, Rivaldo, Altobello, Ristovski, Defendi, De Falco, Visconti, Toskic, Filkor. A disposizione: Pena, Lorusso, Chiochia. Allenatore: Vincenzo Torrente.
Bartolomeo Pasquale (si ringrazia Paolino Rana e il Centro Studi Biscegliese per la foto)
La legge dell'ex castiga il Bisceglie. Starita elimina la sua ex squadra, 2-1 per la Casertana
Poco è mancato al Bisceglie calcio nel riprendere le fila di un percorso che ormai sembra sempre più in salita dal punto di vista dei risultati. Ed a castigare la truppa nerazzurro stellata in questo secondo turno della Coppa Italia di serie C è un ex, Ernesto Starita, fattosi trovare pronto al momento giusto dopo dieci minuti dal proprio ingresso. Un dispiacere alla sua precedente squadra della quale è stato top scorer (è proprio così dati alla mano) con appena quattro reti nella passata annata.
In occasione della sfida del “Pinto” mister Sandro Pochesci ha rivoluzionato la squadra restando sempre fedele al 3-5-2. Terzetto difensivo Turi-Hristov-Murolo davanti al portiere Borghetto, chance importante per lui. Centrocampo che ha sofferto l’assenza di Abonckelet con Mastrippolito e Tarantino, Rafetraniaina, Camporeale e Zibert a supporto dell’inedita coppia Dellino-Montero. Dopo moltissimi anni è stato piacevole vedere in campo per i nerazzurri ben due atleti originari della città dei Dolmen in una partita professionisti, ovvero Murolo e Camporeale.
Ampio turnover anche per i falchetti rossoblu guidati dall’altro ex Ciro Ginestra con il sempreverde Antonio Floro Flores cardine del 3-5-2 speculare. Ed è proprio sua la firma della prima occasione da gol al terzo minuto, complice la spericolata uscita di Borghetto, con pallone finito sul fondo in virtù del colpo di testa dell’ex Bari, Udinese e Napoli.
Prima parte della partita che ha visto il pallino del gioco nelle mani degli ospitanti ma con un ottimo pressing e buoni spunti da parte dei viaggianti spesso pronti a sorprendere l’opposta difesa: come al minuto ventotto con il break di Murolo abile ad imbeccare Montero in piena area di rigore; la palla ribattuta è finita sui piedi di Camporeale che ha tentato invano la conclusione.
Nel momento di maggior pressione dei biscegliesi, oggi in maglia arancio, è però arrivato il gol del vantaggio campano causato da un eccessivo sbilanciamento di tutta la squadra: minuto trentasei, filtrante dalla mediana di Cavallini per Floro Flores involatosi sul filo del fuorigioco di fronte a Borghetto e pronto ad appoggiare comodamente il pallone nel sette dopo aver scartato il baluardo. La prima frazione non ha dato altri sussulti se non per un anticipo tempestivo di Zivkovic su Tarantino, ben imbeccato da Zibert in diagonale.
Nella ripresa Pochesci ha preso provvedimenti per un Bisceglie ancor più proteso in avanti: la velocità di Longo e la grinta di Zigrossi hanno preso il posto delle prestazioni sciorinate da Murolo e Dellino ed è sembrato potesse funzionare. Subito dopo quattro giri di lancette, infatti, occasionissima nerazzurro stellata con il recupero di Mastrippolito in velocità ed il lancio per Montero, impreparato con il destro.
All’ora di gioco la vitalità in fase offensiva per i nerazzurri aumenta intensamente con l’ingresso di Gatto al posto di Montero. A dare manforte nella retroguardia biscegliese è sceso in campo anche Diallo in sostituzione di Tarantino, pronto a muoversi sulle corsie esterne fra difesa e centrocampo. E proprio Gatto ha avvicinato ancora di più il Bisceglie al pareggio, pur tuttavia non riuscendoci con un’azione coordinata con Camporeale: sponda di testa del giovane numero quattordici per l’ex Taranto e Juve Stabia che in spaccata ha sfiorato il gol di poco.
Incrementato il numero di calci d’angolo, con tre tiri dalla bandierina nel giro di un paio di minuti, il Bisceglie ha messo marcia a folle scoprendo la nuova iniziativa dei casertani, vicini al raddoppio al settantasettesimo con il palo colto da Adamo preparato nell’intercettare il tirocross di Zivkov che ha ingannato la difesa avversaria. Non è bastato all’attaccante campano avere la prateria di fronte a sè e questo errore è stato poi pagato caro solo quattro minuti dopo.
Nella classica casistica del “gol sbagliato-gol subito” il Bisceglie è pervenuto al pareggio: Zivkovic si è superato sul rasoterra di Gatto dal limite dell’area di rigore smanacciando in corner ma nulla ha potuto sull’incornata del successivo tiro dalla bandierina a firma di Longo; probabile la deviazione di un difensore rossoblu ma il pareggio è sembrato in cassaforte. Il Bisceglie ci ha creduto sempre più pur non rendendosi pericoloso ma avanzando spesso nella trequarti di casa e l’inserimento di Manicone al posto di un Rafetraniaina poco in palla nell’occasione, è stato il segno di una netta intenzione nell’ipotecare il discorso qualificazione.
Pur tuttavia è stata la Casertana ad approfittare dell’unico errore sul finire della gara per poter infilare il proprio vessillo nel tabellone del terzo turno: ad un minuto esatto dal novantesimo lo svarione di Zigrossi da metà campo ha dato l’opportunità a Starita, entrato in luogo di Ciriello, di entrare in area e mettere il pallone alle spalle di Borghetto.
Dopo tre minuti di recupero in cui non c’è stato nulla di rilevante, se non un destro pretestuoso di Turi dai venti metri, l’arbitro ha invitato tutti a tornare negli spogliatoi con i giocatori nerazzurri che, usciti dall’impianto casertano a testa alta per la prova offerta, dovranno pensare subito a come onorare nel migliore dei modi il primo derby ufficiale della storia con il Bari, in programma domenica dieci novembre sul terreno amico del “Gustavo Ventura”.
CASERTANA-BISCEGLIE 2-1
Casertana (3-5-2): 12 Zivkovic, 5 Santoro, 6 Gonzalez, 9 Cavallini (dal 79° 11 Zito), 13 Zivkov, 14 Ciriello (dal 79° 7 Starita), 18 Clemente, 20 Laaribi, 21 Floro Flores (dal 51° 24 Origlia), 23 Varesanovic (dal 65° 16 Matese), 27 Paparusso (dal 65° 17 Adamo). Allenatore: Ciro Ginestra. A disposizione: 1 Crispino, 22 Galluzzo, 8 D’Angelo, 15 Leonardo Longo, 19 Lezzi.
Bisceglie (3-5-2): 22 Borghetto, 3 Tarantino (dal 59° 2 Diallo), 6 Mastrippolito, 7 Dellino (dal 46° 17 Longo), 9 Montero (dal 59° 10 Gatto), 11 Rafetrainiaina (dall’88° 29 Manicone), 14 Camporeale, 21 Turi, 25 Hristov, 26 Murolo (dal 46° 17 Salvatore Longo), 30 Zibert. Allenatore: Sandro Pochesci. A disposizione: 1 Casadei, 13 Ebagua, 15 Cardamone, 20 Spedaliere, 23 Piccinni, 27 Ferrante.
Arbitro: Claudio Petrella di Viterbo.
Assistenti: Francesco Valente, Francesco Rizzotto di Roma.
Reti: 36° Floro Flores, 81° Salvatore Longo, 89° Starita.
Note: spettatori e incasso non ancora comunicati. Ammoniti: Longo al 50° per gioco scorretto, Zigrossi al 70° per gioco scorretto, Zibert al 76° per gioco scorretto, Matese al 93° per gioco scorretto. Calci d’angolo: 3-6. Recupero: primo tempo un minuto, secondo tempo quattro minuti. Cambi di modulo: nessuno.
La legge dell’ex castiga il Bisceglie. Starita elimina la sua ex squadra, 2-1 per la Casertana
Poco è mancato al Bisceglie calcio nel riprendere le fila di un percorso che ormai sembra sempre più in salita dal punto di vista dei risultati. Ed a castigare la truppa nerazzurro stellata in questo secondo turno della Coppa Italia di serie C è un ex, Ernesto Starita, fattosi trovare pronto al momento giusto dopo dieci minuti dal proprio ingresso. Un dispiacere alla sua precedente squadra della quale è stato top scorer (è proprio così dati alla mano) con appena quattro reti nella passata annata.
In occasione della sfida del “Pinto” mister Sandro Pochesci ha rivoluzionato la squadra restando sempre fedele al 3-5-2. Terzetto difensivo Turi-Hristov-Murolo davanti al portiere Borghetto, chance importante per lui. Centrocampo che ha sofferto l’assenza di Abonckelet con Mastrippolito e Tarantino, Rafetraniaina, Camporeale e Zibert a supporto dell’inedita coppia Dellino-Montero. Dopo moltissimi anni è stato piacevole vedere in campo per i nerazzurri ben due atleti originari della città dei Dolmen in una partita professionisti, ovvero Murolo e Camporeale.
Ampio turnover anche per i falchetti rossoblu guidati dall’altro ex Ciro Ginestra con il sempreverde Antonio Floro Flores cardine del 3-5-2 speculare. Ed è proprio sua la firma della prima occasione da gol al terzo minuto, complice la spericolata uscita di Borghetto, con pallone finito sul fondo in virtù del colpo di testa dell’ex Bari, Udinese e Napoli.
Prima parte della partita che ha visto il pallino del gioco nelle mani degli ospitanti ma con un ottimo pressing e buoni spunti da parte dei viaggianti spesso pronti a sorprendere l’opposta difesa: come al minuto ventotto con il break di Murolo abile ad imbeccare Montero in piena area di rigore; la palla ribattuta è finita sui piedi di Camporeale che ha tentato invano la conclusione.
Nel momento di maggior pressione dei biscegliesi, oggi in maglia arancio, è però arrivato il gol del vantaggio campano causato da un eccessivo sbilanciamento di tutta la squadra: minuto trentasei, filtrante dalla mediana di Cavallini per Floro Flores involatosi sul filo del fuorigioco di fronte a Borghetto e pronto ad appoggiare comodamente il pallone nel sette dopo aver scartato il baluardo. La prima frazione non ha dato altri sussulti se non per un anticipo tempestivo di Zivkovic su Tarantino, ben imbeccato da Zibert in diagonale.
Nella ripresa Pochesci ha preso provvedimenti per un Bisceglie ancor più proteso in avanti: la velocità di Longo e la grinta di Zigrossi hanno preso il posto delle prestazioni sciorinate da Murolo e Dellino ed è sembrato potesse funzionare. Subito dopo quattro giri di lancette, infatti, occasionissima nerazzurro stellata con il recupero di Mastrippolito in velocità ed il lancio per Montero, impreparato con il destro.
All’ora di gioco la vitalità in fase offensiva per i nerazzurri aumenta intensamente con l’ingresso di Gatto al posto di Montero. A dare manforte nella retroguardia biscegliese è sceso in campo anche Diallo in sostituzione di Tarantino, pronto a muoversi sulle corsie esterne fra difesa e centrocampo. E proprio Gatto ha avvicinato ancora di più il Bisceglie al pareggio, pur tuttavia non riuscendoci con un’azione coordinata con Camporeale: sponda di testa del giovane numero quattordici per l’ex Taranto e Juve Stabia che in spaccata ha sfiorato il gol di poco.
Incrementato il numero di calci d’angolo, con tre tiri dalla bandierina nel giro di un paio di minuti, il Bisceglie ha messo marcia a folle scoprendo la nuova iniziativa dei casertani, vicini al raddoppio al settantasettesimo con il palo colto da Adamo preparato nell’intercettare il tirocross di Zivkov che ha ingannato la difesa avversaria. Non è bastato all’attaccante campano avere la prateria di fronte a sè e questo errore è stato poi pagato caro solo quattro minuti dopo.
Nella classica casistica del “gol sbagliato-gol subito” il Bisceglie è pervenuto al pareggio: Zivkovic si è superato sul rasoterra di Gatto dal limite dell’area di rigore smanacciando in corner ma nulla ha potuto sull’incornata del successivo tiro dalla bandierina a firma di Longo; probabile la deviazione di un difensore rossoblu ma il pareggio è sembrato in cassaforte. Il Bisceglie ci ha creduto sempre più pur non rendendosi pericoloso ma avanzando spesso nella trequarti di casa e l’inserimento di Manicone al posto di un Rafetraniaina poco in palla nell’occasione, è stato il segno di una netta intenzione nell’ipotecare il discorso qualificazione.
Pur tuttavia è stata la Casertana ad approfittare dell’unico errore sul finire della gara per poter infilare il proprio vessillo nel tabellone del terzo turno: ad un minuto esatto dal novantesimo lo svarione di Zigrossi da metà campo ha dato l’opportunità a Starita, entrato in luogo di Ciriello, di entrare in area e mettere il pallone alle spalle di Borghetto.
Dopo tre minuti di recupero in cui non c’è stato nulla di rilevante, se non un destro pretestuoso di Turi dai venti metri, l’arbitro ha invitato tutti a tornare negli spogliatoi con i giocatori nerazzurri che, usciti dall’impianto casertano a testa alta per la prova offerta, dovranno pensare subito a come onorare nel migliore dei modi il primo derby ufficiale della storia con il Bari, in programma domenica dieci novembre sul terreno amico del “Gustavo Ventura”.
CASERTANA-BISCEGLIE 2-1
Casertana (3-5-2): 12 Zivkovic, 5 Santoro, 6 Gonzalez, 9 Cavallini (dal 79° 11 Zito), 13 Zivkov, 14 Ciriello (dal 79° 7 Starita), 18 Clemente, 20 Laaribi, 21 Floro Flores (dal 51° 24 Origlia), 23 Varesanovic (dal 65° 16 Matese), 27 Paparusso (dal 65° 17 Adamo). Allenatore: Ciro Ginestra. A disposizione: 1 Crispino, 22 Galluzzo, 8 D’Angelo, 15 Leonardo Longo, 19 Lezzi.
Bisceglie (3-5-2): 22 Borghetto, 3 Tarantino (dal 59° 2 Diallo), 6 Mastrippolito, 7 Dellino (dal 46° 17 Longo), 9 Montero (dal 59° 10 Gatto), 11 Rafetrainiaina (dall’88° 29 Manicone), 14 Camporeale, 21 Turi, 25 Hristov, 26 Murolo (dal 46° 17 Salvatore Longo), 30 Zibert. Allenatore: Sandro Pochesci. A disposizione: 1 Casadei, 13 Ebagua, 15 Cardamone, 20 Spedaliere, 23 Piccinni, 27 Ferrante.
Arbitro: Claudio Petrella di Viterbo.
Assistenti: Francesco Valente, Francesco Rizzotto di Roma.
Reti: 36° Floro Flores, 81° Salvatore Longo, 89° Starita.
Note: spettatori e incasso non ancora comunicati. Ammoniti: Longo al 50° per gioco scorretto, Zigrossi al 70° per gioco scorretto, Zibert al 76° per gioco scorretto, Matese al 93° per gioco scorretto. Calci d’angolo: 3-6. Recupero: primo tempo un minuto, secondo tempo quattro minuti. Cambi di modulo: nessuno.
Coppa Italia Serie C: il Monopoli sconfitto a Catanzaro 2-0 viene eliminato dalla competizione
Nei sedicesimi di finale di Coppa Italia Serie C, il Catanzaro supera 2-0 il Monopoli grazie alle reti di Fischnaller e Giannone. Rosa biancoverde ridottissima con mister Scienza che deve fare a meno di 10 giocatori e all’ultimo anche di Salvemini, infortunatosi durante il riscaldamento prepartita.
La partita. Dopo un brivido iniziale per il Catanzaro con un tiro di Jefferson alto sopra la traversa, l’unica azione dei locali è al 30’ con un tiro di Di Livio bloccato da Menegatti. Nel finale bellissima incursione solitaria di Rota dalla destra, ma Di Gennaro riesce ad anticiparlo evitando il peggio. Squadre a riposo sullo 0-0.
Nella ripresa il Catanzaro passa in vantaggio dopo 4’: tiro dalla distanza di Di Livio che colpisce in pieno la traversa, sul pallone arriva Fischnaller che insacca in rete. La formazione biancoverde non riesce a impensierire Di Gennaro, mister Scienza inserisce Nanni al posto di Cuppone ma a trovare il gol è nuovamente il Catanzaro con Giannone direttamente da calcio d’angolo, con la palla che, favorita probabilmente anche dalle forti raffiche di vento, prende una strana traettoria e beffa Menegatti. Nel finale il Monopoli cerca di trovare il goal inserendo anche i giovani Mariano e Nina, ma il Catanzaro amministra bene senza correre rischi. Termina il match 2-0, col Catanzaro che passa agli ottavi. Domenica torna il campionato, dove il Monopoli, incerottato, affronterà alle ore 15:00 la Viterbese.
Catanzaro-Monopoli: 2-0
49’ Fischnaller, 75’ Giannone
U.S. Catanzaro 1929: 1 Di Gennaro; 25 Martinelli, 23 Figliomeni(76’ 15 Signorini), 31 Quaranta; 11 Statella(82’ 8 Urso), 26 Risolo(62’ 13 Tascone), 4 Maita, 20 Di Livio(62’ 27 Casoli), 6 Nicoletti; 10 Giannone(76’ 7 Kanoute), 21 Fischnaller. All. Grassadonia. A disp. 12 Mittica; 3 Favalli, 16 Elizalde, 17 Novello, 28 Nicastro, 30 Pinna, 32 Bayeye.
S.S. Monopoli 1966: 22 Menegatti; 6 Pecorini, 28 De Franco, 26 Ferrara; 21 Rota(87’ 19 Mariano), 20 Carriero, 4 Giorno(87’ 24 Nina), 18 Tuttisanti, 15 Antonacci; 9 Cuppone(63’ 32 Nanni), 33 Jefferson. All. Scienza. A disp. 1 Antonino, 12 Milli; 8 Piccinni, 14 Cavallari, 34 Di Pinto.
Arbitro: Marco Acanfora di Castellammare di Stabia. Assistenti: Francesco D’Apice e Michele Somma di Castellammare di Stabia.
Ammoniti: Martinelli, Figliomeni, Urso(C)
Note: Recupero 0′ p.t., 3′ s.t.; angoli 3-2; campo in discrete condizioni; cielo nuvoloso; spettatori circa 1000 di cui 40 da Monopoli.
Coppa Italia Serie C: Monopoli di scena a Catanzaro, Bisceglie a Caserta
Per gli ottavi di finale di Coppa Italia di Serie C sono due le società pugliesi entrambe impegnate in trasferta nel tentativo di continuare la corsa verso la finale. Il Monopoli sarà di scena a Catanzaro contro la squadra allenata da Grassadonia che, dopo il successo ottenuto in campionato per 3-1 contro l’Avellino, è alla ricerca di continuità. La gara si giocherà alle ore 15.00 allo stadio “Nicola Ceravolo” in gara unica ad eliminazione diretta. In caso di parità al 90′ si giocheranno due tempi supplementari di 15′ ed eventualmente i calci di rigore. Le due squadre quest’anno si sono già affrontate l’8 settembre in campionato al “Veneziani” nella terza giornata del Girone C quando furono i giallorossi ad avere la meglio grazie al gol messo a segno da Kanoute al 52′. Molti gli indisponibili per mister Giuseppe Scienza il quale deve fare a meno di Fella, Maestrelli, Mercadante e Tazzer. Tra i venti convocati figurano anche alcuni elementi della Berretti.
Alle 20.30 invece al “Pinto” si affonteranno Casertana e Bisceglie. I rossoblu all’esordio nella competizione hanno vinto una sola volta nelle ultime sei gare e sono reduci dal pareggio per 2-2 contro il Viterbese. Momento difficile anche per il Bisceglie, terz’ultimo nel Girone C, che non vince dal 22 settembre e da allora ha subito cinque sconfitte collezionando solo tre punti che hanno portato al cambio in panchina con l’esonero di Vanoli e l’arrivo di Pochesci. In questa stagione le due squadre si sono già affrontate il 25 settembre a Bisceglie dove la gara terminò con un pareggio senza reti. Anche Pochesci farà diversi cambi rispetto alla partita di campionato giocata domenica scorsa e in vista del derby della prossima giornata di campionato contro il Bari. In porta dovrebbe giocare Borghetto, chance anche per i giovani Wilmots e Ferrante mentre in difesa oltre a Mastrippolito partirà dal primo minuto anche Tarantino. Dubbi in attacco dove Montero dovrebbe affiancare Manicone anche se Longo e Dellino sperano in una maglia da titolare. A centrocampo gli esterni saranno Camporeale e Cardamone.
Beppe Scienza allenatore Monopoli: “Teniamo molto alla Coppa Italia”
“La nostra condizione psicologica è molto buona, ma stiamo affrontando diverse problematiche inaspettate, avremo fuori oltre i soliti infortunati, anche Maestrelli, Tazzer e Mercadante rientrati a Monopoli per delle cure post Rende, oltre Fella alle prese con una bronchite. Teniamo tantissimo alla Coppa Italia, faremo di tutto per superare il turno, ma al momento abbiamo 13-14 calciatori disponibili più qualche ragazzo aggregato della Berretti, questo non è un sicuramente un bel viatico”.
“Salvemini sarà uno dei protagonisti della partita, è entrato domenica a Rende per mezz’ora quindi è pronto per disputare i 90 minuti, sta bene, dovrebbe essere la sua gara.
Ritroviamo Doudou, un calciatore a cui abbiamo voluto e vogliamo tanto bene, quest’anno sta trovando poco spazio a causa della grande competizione del parco attaccanti del Catanzaro, speriamo domani non sia un fattore decisivo perché non sarebbe positivo per noi, ma lo rivediamo sempre con grande piacere, resta uno dei nostri calciatori a cui siamo più affezionati”.
Comunicato Stampa S.S. Monopoli 1966
La S.S. Monopoli 1966, al fine di evitare spiacevoli inconvenienti che possano minare la tranquillità dei calciatori ed il gruppo di lavoro, comunica, che a partire dalla prossima partita, lo staff e tutti i calciatori alla fine di ogni match dovranno obbligatoriamente fermarsi a salutare e ringraziare i tifosi presenti allo stadio dalla zona di metà campo, senza sostare sotto i vari settori.
Tale provvedimento viene adottato per preservare la serenità in cui regna la società, lo staff e la squadra, scongiurando la possibilità che, a causa alcuni soggetti, si possa danneggiare questa nostra meravigliosa creatura chiamata Monopoli.
Si ricorda, che il 4 agosto 2017 la LNPA con la FIGC, le altre Leghe, AIC, AIAC e AIA hanno firmato, insieme al Ministero dell’Interno, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Ministro per lo sport e al CONI, un Protocollo d’Intesa, che ha il dichiarato intento di “realizzare un rinnovato modello di gestione degli eventi calcistici” al fine di tutelare e promuovere la “dimensione sociale del calcio”.
Uno degli atti previsti dal Protocollo è l’introduzione del “sistema del gradimento”, che rappresenta uno strumento messo a disposizione delle Società per escludere dagli stadi i soggetti che non sanno mantenere un comportamento conforme al “codice di condotta” della Società (http://www.monopolicalcio.it/1966/codice-di-condotta-per-i-tifosi/)
La S.S. Monopoli 1966 crede fermamente nei valori fondamentali dello sport quali il fair play e la lealtà sportiva e a tal proposito, i destinatari devono astenersi dal porre in essere comportamenti contrari allo spirito di lealtà sportiva o comunque all’ordinamento sportivo: previsioni del Codice di Condotta devono ritenersi valide e come tali devono essere rispettate.
La Società intende continuare a promuovere la presenza e la partecipazione dei propri tifosi, che rappresentano una componente fondamentale ed imprescindibile per il successo sportivo della squadra e sarà sempre dalla parte dei sostenitori che intendono supportare la squadra, nel rispetto della necessità di garantire comportamenti corretti, eticamente positivi e rispettosi del decoro.
Contestualmente, tenderà ad escludere coloro che si macchieranno di qualsivoglia condotta non idonea ai suddetti valori etico-morali.
Il Monopoli s'impone 2-1 sul Rende e si conferma al terzo posto in classifica
Sofferta e meritata vittoria per il Monopoli contro il Rende per 2 reti a 1. Formazione obbligata per mister Scienza che deve fare a meno di diversi giocatori per infortunio e di Jefferson che sconta la seconda giornata di squalifica.
La cronaca. Parte bene il Monopoli che al 12’ si porta in vantaggio: corner dalla destra di Giorno, palla verso Fella che solo dalla parte opposta insacca alle spalle di Savelloni la rete dello 0-1. Due minuti più tardi arriva la risposta pericolosa del Rende con Ndiaye che dalla lunga distanza colpisce un tiro che termina di poco a lato. Al 18’ altra palla goal del Rende con un colpo di testa di Rossini che Antonino salva sulla linea di porta, e nella ripartenza biancoverde arriva raddoppio con Cuppone che in anticipo sulla retroguardia segna la rete dello 0-2.
Al 26’ è ancora il numero 9 a provarci ma la palla termina sulla rete esterna della porta. Al 36’ accorcia le distanze il Rende con Rossini che di testa conclude in rete una grande azione offensiva dei locali. Al 43’ palla goal del Monopoli con un tiro a incrociare di Cuppone che sfiora il palo alla destra di Savelloni. Dopo un minuto di recupero, squadre a riposo sull’1-2.
Nel secondo tempo il Monopoli amministra il match rischiando poco e rendendosi pericoloso solo al 25’ con un tiro di Giorno che sfiora l’incrocio dei pali. Finisce dunque 2-1, risultato importantissimo in un campo molto difficile e in condizioni non perfette. Prossimo appuntamento in campionato domenica prossima al Veneziani contro la Viterbese.
RENDE-MONOPOLI: 1-2
Rende Calcio 1968: 1 Savelloni; 31 Vitofrancesco, 13 Germinio, 15 Bruno, 17 Blaze; 27 Murati(54’ 7 Loviso), 20 Ndiaye(54’ 5 Collocolo), 16 Scimia(80’ 10 Godano); 11 Rossini(71’ 18 Morselli), 9 Vivacqua, 24 Giannotti. All. Guardia. A disp. 12 Palermo, 22 Borsellini; 3 Ampollini, 4 Cipolla, 5 Collocolo, 7 Libertazzi, 7 Loviso, 21 Nossa, 28 Soomets, 29 Drkusic.
S.S. Monopoli 1966: 1 Antonino; 21 Rota, 28 De Franco, 26 Ferrara; 31 Tazzer(61’ 18 Tuttisanti), 20 Carriero(61’ 3 Mercadante), 4 Giorno, 8 Piccinni, 16 Antonacci(75’ 19 Mariano); 9 Cuppone(75’ 6 Pecorini), 23 Fella(71’ 7 Salvemini). All. Scienza. A disp. 22 Menegatti, 12 Milli; 16 Maestrelli, 24 Nina, 32 Nanni.
Arbitro: Nicolò Marini di Trieste. Assistenti: Alessandro Maninetti di Lovere e Riccardo Pintaudi di Pesaro.
Ammoniti: Blaze, Giannotti, Murati(R); Tazzer, Piccinni, Mercadante(M).
Note: Recupero 1′ p.t., 3′ s.t.; angoli 2-5; campo in pessime condizioni; cielo nuvoloso; Spettatori 165 di cui 73 da Monopoli.
Il Monopoli s’impone 2-1 sul Rende e si conferma al terzo posto in classifica
Sofferta e meritata vittoria per il Monopoli contro il Rende per 2 reti a 1. Formazione obbligata per mister Scienza che deve fare a meno di diversi giocatori per infortunio e di Jefferson che sconta la seconda giornata di squalifica.
La cronaca. Parte bene il Monopoli che al 12’ si porta in vantaggio: corner dalla destra di Giorno, palla verso Fella che solo dalla parte opposta insacca alle spalle di Savelloni la rete dello 0-1. Due minuti più tardi arriva la risposta pericolosa del Rende con Ndiaye che dalla lunga distanza colpisce un tiro che termina di poco a lato. Al 18’ altra palla goal del Rende con un colpo di testa di Rossini che Antonino salva sulla linea di porta, e nella ripartenza biancoverde arriva raddoppio con Cuppone che in anticipo sulla retroguardia segna la rete dello 0-2.
Al 26’ è ancora il numero 9 a provarci ma la palla termina sulla rete esterna della porta. Al 36’ accorcia le distanze il Rende con Rossini che di testa conclude in rete una grande azione offensiva dei locali. Al 43’ palla goal del Monopoli con un tiro a incrociare di Cuppone che sfiora il palo alla destra di Savelloni. Dopo un minuto di recupero, squadre a riposo sull’1-2.
Nel secondo tempo il Monopoli amministra il match rischiando poco e rendendosi pericoloso solo al 25’ con un tiro di Giorno che sfiora l’incrocio dei pali. Finisce dunque 2-1, risultato importantissimo in un campo molto difficile e in condizioni non perfette. Prossimo appuntamento in campionato domenica prossima al Veneziani contro la Viterbese.
RENDE-MONOPOLI: 1-2
Rende Calcio 1968: 1 Savelloni; 31 Vitofrancesco, 13 Germinio, 15 Bruno, 17 Blaze; 27 Murati(54’ 7 Loviso), 20 Ndiaye(54’ 5 Collocolo), 16 Scimia(80’ 10 Godano); 11 Rossini(71’ 18 Morselli), 9 Vivacqua, 24 Giannotti. All. Guardia. A disp. 12 Palermo, 22 Borsellini; 3 Ampollini, 4 Cipolla, 5 Collocolo, 7 Libertazzi, 7 Loviso, 21 Nossa, 28 Soomets, 29 Drkusic.
S.S. Monopoli 1966: 1 Antonino; 21 Rota, 28 De Franco, 26 Ferrara; 31 Tazzer(61’ 18 Tuttisanti), 20 Carriero(61’ 3 Mercadante), 4 Giorno, 8 Piccinni, 16 Antonacci(75’ 19 Mariano); 9 Cuppone(75’ 6 Pecorini), 23 Fella(71’ 7 Salvemini). All. Scienza. A disp. 22 Menegatti, 12 Milli; 16 Maestrelli, 24 Nina, 32 Nanni.
Arbitro: Nicolò Marini di Trieste. Assistenti: Alessandro Maninetti di Lovere e Riccardo Pintaudi di Pesaro.
Ammoniti: Blaze, Giannotti, Murati(R); Tazzer, Piccinni, Mercadante(M).
Note: Recupero 1′ p.t., 3′ s.t.; angoli 2-5; campo in pessime condizioni; cielo nuvoloso; Spettatori 165 di cui 73 da Monopoli.
Berardi gela il Via del Mare: finisce 2-2 tra Lecce e Sassuolo.
Finisce 2-2 la sfida tra Lecce e Sassuolo. Una gara che consente ai giallorossi di guadagnare un punto allungando così la striscia positiva di quattro risultati utili consecutivi. Un pareggio che però, come successo mercoledì scorso a Genova contro la Sampdoria, fa gioire solo a metà perchè dopo essere stati in vantaggio per quasi metà gara, gli uomini di Liverani si fanno raggiungere dal Sassuolo grazie a un gol di Berardi che riprende una corta respinta di Gabriel e insacca. Eppure il Lecce aveva mostrato grande capacità di amministrazione della gara nella prima frazione di gioco, passando in vantaggio prima con una perla di Lapadula e, dopo il pareggio neroverde di Toljan, nuovamente con una punizione magistrale di Filippo Falco che metteva a segno il suo primo gol in Serie A.
Purtroppo tutto questo non è bastato perchè nella parte centrale della gara gli uomini di Liverani hanno svolto il compitino senza provare a colpire gli ospiti.
Pazienza. Va bene così senza fare eccessivi drammi e processi perchè anche questo fa parte del gioco e può servire in termini di esperienza per un’ ulteriore crescita della squadra verso una definitiva maturità. Di positivo va preso senza dubbio il risultato e la classifica che fino ad oggi sorridono al Lecce e fanno ben sperare. Da martedì tutti in ritiro a Roma per preparare al meglio la gara di domenica prossima in programma all’ Olimpico contro la Lazio di Simone Inzaghi quest’ oggi vittoriosa contro il Milan per 2-1.
Danilo Sandalo
Beppe Scienza "“Prima ci salviamo, poi pensiamo a divertirci. I miei maestri? Marchioro e Mondonico”
Per capire il bene che Monopoli gli vuole, basta prendere un caffè al bar con lui. “Come sta?” e ancora. “Siamo quarti, andate avanti così”. Lui è Giuseppe Scienza, per tutti Beppe. Nato a Domodossola, cresciuto calcisticamente a Omegna e ora pronto alla consacrazione da allenatore quasi 1000 chilometri più giù.
Sud di Bari, piccolo Paradiso: “Puoi sederti in riva al mare e staccarti da tutto e tutti. Peccato solo che la famiglia sia distante 800 chilometri – sorride ai microfoni di Gianlucadimarzio.com – mi ritengo fortunato, negli anni ho ricevuto tantissimo affetto da questa città”. Gli anni sono 3, diventati tali con il ritorno in panchina a campionato in corso dopo l’addio al termine della scorsa stagione e la breve era Giorgio Roselli in biancoverde, durata due turni.
“Per me era stato un distacco doloroso – ammette – perché si era trattato di una decisione causata da tante piccole sciocchezze. Abbiamo però ricucito presto il rapporto, forse era destino che in quel momento dovessimo mollarci un attimo per poi ritrovarci. Si era trattato di piccoli episodi, ora superati”. BENVENUTO AL SUD
A conquistarlo è stato l’ambiente, caldo al punto giusto. In campo e fuori. “Tre anni fa arrivavo a Monopoli e tranne la parentesi di qualche mese sono ancora qui. Il sud mi sta adottando ma fin da giocatore ho avuto un rapporto molto bello con il sud. Quando dico alla mia famiglia che qui a fine ottobre fa ancora caldo e si può fare il bagno, stentano a crederci”. In campo, da centrocampista, è passato da Campania Puteolana, Foggia, Catania, Reggina, per poi maturare in piazze del Nord come Reggio Emilia, Torino, Venezia e Piacenza.
Ora che siede in panchina, sta trovando in Puglia quelle copertine sfiorate con Legnano, Viareggio, Brescia, Cremonese, Feralpisalò, Alessandria e Chiasso. Domenica i suoi ragazzi terribili hanno dato tre reti al Potenza, fino a quel momento battuto appena due volte su 11 turni. E i punti conquistati in 10 panchine stagionali sono 19.
Sommati ai 3 ereditati, fa 22 e quarto posto in condominio con il Bari: “La serie C è sottovalutata, lo dico sempre – spiega Scienza – se sbagli la partita dal punto di vista dell’atteggiamento in questo girone perdi con chiunque”. Anche per questo gli obiettivi sono in costante aggiornamento: “La società ci dice: prima ci mettiamo al sicuro, poi sogniamo. Chi dice che abbiamo un calendario abbordabile ora mi fa venire l’orticaria. La classifica ci dice che siamo lì, se avessimo pareggiato con la Reggina saremmo a tre punti dalla vetta. Però ora le squadre che sono in coda sono le avversarie peggiori. Poi c’è enorme qualità in questo campionato: il Bari sta tornando, il Catanzaro ha enorme qualità e supererà il momento di crisi, la Ternana è una squadra tosta da affrontare”.
Al Veneziani li accompagna uno striscione affisso dalla tifoseria sugli spalti: “Solo chi osa può volare”. Scienza lo fissa e ammette: “Vero, ma tenere alta l’attenzione dopo le vittorie è più complicato”. I MAESTRI: DA MARCHIORO A MONDONICO
Quella del Monopoli è una porta che si è aperta nel dicembre 2017. Dall’addio al Chiasso, nell’aprile precedente, Scienza aveva saputo aspettare: studio, partite osservate sugli spalti e pazienza. Merito anche degli insegnamenti: “Ho avuto allenatori straordinari – ricorda – Pippo Marchioro mi ha trasmesso l’amore per il calcio, la capacità di divertirsi, di godere per un gesto tecnico. Emiliano Mondonico è stato un maestro per come leggeva e intendeva le partite. C’è Nedo Sonetti, Angelo Sormani. Tanti allenatori bravi. Poi penso a Sergio Vatta nel settore giovanile del Torino o ad allenatori della zona del mio paese, come Domodossola o Omegna, che mi hanno insegnato come si sta nelle prime squadre”. E come si guidano i giovani: “Delle squadre che nel nostro girone giocano con gli under, siamo la più avanti in classifica. Abbiamo chiamato in causa anche giocatori del nostro settore giovanile, penso a Mariano, ad Antonacci, o ai vari Tuttisanti, Arena, Tazzer, Maestrelli che nelle ultime settimane hanno saputo imporsi. Portiamo avanti un progetto intelligente, che ho sposato in pieno”. Fondato sull’aggressività: “Le mie squadre sono spesso costruite per aggredire l’avversario e direi che questa di quest’anno è la più vicina alla mia idea di calcio. Inoltre, quando sono arrivato con me sono arrivati un paio di giocatori importanti che hanno dato un tocco in più a una rosa già competitiva”.
FERMARSI, MAI
Se c’è una cosa che Beppe Scienza proprio non sa fare, però, è prendersi una pausa: “Quando non alleno mi occupo di match analysis – ricorda – lo facciamo noi, io e il mio collaboratore Giacomo Ferrari. Facciamo video delle squadre avversarie e della nostra partita appena è finita. Non sono mai stato molto bravo a staccare, non lo ero nemmeno quando giocavo. Pensate che domenica sera, dopo il 3-0 al Potenza, mi sono infuriato con il mio staff che festeggiava la vittoria mentre io pensavo già alla sfida al Rende. Dopo aver perso la partita di Caserta, ero molto arrabbiato con me stesso più che con la squadra”.
Il segreto, allora diventa “incuriosire i giovani, stimolarli sui risultati e sulla loro crescita. Io mi reputo fortunato, dal punto di vista della mentalità. Chi mi ricorda il mio modo di giocare tra i calciatori che ho in rosa? Direi Giuseppe Carriero, per aggressività e tiro dalla distanza”.
L’oro del Monopoli, però, è in attacco: 11 reti tra Jefferson e Fella. “Ma non solo per i numeri che hanno in attacco, quanto per l’atteggiamento. Non disdegnano mai una corsa per tornare indietro, lanciano il primo pressing. Danno un messaggio fondamentale a tutta la squadra”.
PROMESSE E TUFFI
Una carriera con la valigia in mano, un sogno nel cassetto: “Da calciatore sono stato solo tre anni in una società, alla Reggiana. Ora a Monopoli sono al terzo anno, mi piacerebbe tanto aprire un ciclo ma servono i risultati. Restare qui a lungo mi piacerebbe, è una società in costante crescita”. Il prossimo avversario, ora, si chiama Rende e la mente dell’alleantore corre alla primavera 2018.
Il Monopoli vinse in Calabria e lui festeggiò con un tuffo in mare con 15 gradi all’esterno. “Loro vengono da due risultati importanti, tra Sicula Leonzio e Catanzaro. Hanno giovani interessanti e giocheranno con il demonio nel cuore. Rende due anni fa fu il crocevia del nostro campionato: eravamo in lizza per i playoff entrambe e vincendo noi ipotecammo la qualificazione”.
Questa volta Scienza alza il tiro: “Magari, se finiamo il girone di andata nelle prime 4-5 posizioni, un bagno ci può stare”. Sarà il 16 dicembre. Ma per chi ha come simbolo un gabbiano, simbolo del volo, cosa può essere un bagno in mare fuori stagione?
Beppe Scienza ““Prima ci salviamo, poi pensiamo a divertirci. I miei maestri? Marchioro e Mondonico”
Per capire il bene che Monopoli gli vuole, basta prendere un caffè al bar con lui. “Come sta?” e ancora. “Siamo quarti, andate avanti così”. Lui è Giuseppe Scienza, per tutti Beppe. Nato a Domodossola, cresciuto calcisticamente a Omegna e ora pronto alla consacrazione da allenatore quasi 1000 chilometri più giù.
Sud di Bari, piccolo Paradiso: “Puoi sederti in riva al mare e staccarti da tutto e tutti. Peccato solo che la famiglia sia distante 800 chilometri – sorride ai microfoni di Gianlucadimarzio.com – mi ritengo fortunato, negli anni ho ricevuto tantissimo affetto da questa città”. Gli anni sono 3, diventati tali con il ritorno in panchina a campionato in corso dopo l’addio al termine della scorsa stagione e la breve era Giorgio Roselli in biancoverde, durata due turni.
“Per me era stato un distacco doloroso – ammette – perché si era trattato di una decisione causata da tante piccole sciocchezze. Abbiamo però ricucito presto il rapporto, forse era destino che in quel momento dovessimo mollarci un attimo per poi ritrovarci. Si era trattato di piccoli episodi, ora superati”. BENVENUTO AL SUD
A conquistarlo è stato l’ambiente, caldo al punto giusto. In campo e fuori. “Tre anni fa arrivavo a Monopoli e tranne la parentesi di qualche mese sono ancora qui. Il sud mi sta adottando ma fin da giocatore ho avuto un rapporto molto bello con il sud. Quando dico alla mia famiglia che qui a fine ottobre fa ancora caldo e si può fare il bagno, stentano a crederci”. In campo, da centrocampista, è passato da Campania Puteolana, Foggia, Catania, Reggina, per poi maturare in piazze del Nord come Reggio Emilia, Torino, Venezia e Piacenza.
Ora che siede in panchina, sta trovando in Puglia quelle copertine sfiorate con Legnano, Viareggio, Brescia, Cremonese, Feralpisalò, Alessandria e Chiasso. Domenica i suoi ragazzi terribili hanno dato tre reti al Potenza, fino a quel momento battuto appena due volte su 11 turni. E i punti conquistati in 10 panchine stagionali sono 19.
Sommati ai 3 ereditati, fa 22 e quarto posto in condominio con il Bari: “La serie C è sottovalutata, lo dico sempre – spiega Scienza – se sbagli la partita dal punto di vista dell’atteggiamento in questo girone perdi con chiunque”. Anche per questo gli obiettivi sono in costante aggiornamento: “La società ci dice: prima ci mettiamo al sicuro, poi sogniamo. Chi dice che abbiamo un calendario abbordabile ora mi fa venire l’orticaria. La classifica ci dice che siamo lì, se avessimo pareggiato con la Reggina saremmo a tre punti dalla vetta. Però ora le squadre che sono in coda sono le avversarie peggiori. Poi c’è enorme qualità in questo campionato: il Bari sta tornando, il Catanzaro ha enorme qualità e supererà il momento di crisi, la Ternana è una squadra tosta da affrontare”.
Al Veneziani li accompagna uno striscione affisso dalla tifoseria sugli spalti: “Solo chi osa può volare”. Scienza lo fissa e ammette: “Vero, ma tenere alta l’attenzione dopo le vittorie è più complicato”. I MAESTRI: DA MARCHIORO A MONDONICO
Quella del Monopoli è una porta che si è aperta nel dicembre 2017. Dall’addio al Chiasso, nell’aprile precedente, Scienza aveva saputo aspettare: studio, partite osservate sugli spalti e pazienza. Merito anche degli insegnamenti: “Ho avuto allenatori straordinari – ricorda – Pippo Marchioro mi ha trasmesso l’amore per il calcio, la capacità di divertirsi, di godere per un gesto tecnico. Emiliano Mondonico è stato un maestro per come leggeva e intendeva le partite. C’è Nedo Sonetti, Angelo Sormani. Tanti allenatori bravi. Poi penso a Sergio Vatta nel settore giovanile del Torino o ad allenatori della zona del mio paese, come Domodossola o Omegna, che mi hanno insegnato come si sta nelle prime squadre”. E come si guidano i giovani: “Delle squadre che nel nostro girone giocano con gli under, siamo la più avanti in classifica. Abbiamo chiamato in causa anche giocatori del nostro settore giovanile, penso a Mariano, ad Antonacci, o ai vari Tuttisanti, Arena, Tazzer, Maestrelli che nelle ultime settimane hanno saputo imporsi. Portiamo avanti un progetto intelligente, che ho sposato in pieno”. Fondato sull’aggressività: “Le mie squadre sono spesso costruite per aggredire l’avversario e direi che questa di quest’anno è la più vicina alla mia idea di calcio. Inoltre, quando sono arrivato con me sono arrivati un paio di giocatori importanti che hanno dato un tocco in più a una rosa già competitiva”.
FERMARSI, MAI
Se c’è una cosa che Beppe Scienza proprio non sa fare, però, è prendersi una pausa: “Quando non alleno mi occupo di match analysis – ricorda – lo facciamo noi, io e il mio collaboratore Giacomo Ferrari. Facciamo video delle squadre avversarie e della nostra partita appena è finita. Non sono mai stato molto bravo a staccare, non lo ero nemmeno quando giocavo. Pensate che domenica sera, dopo il 3-0 al Potenza, mi sono infuriato con il mio staff che festeggiava la vittoria mentre io pensavo già alla sfida al Rende. Dopo aver perso la partita di Caserta, ero molto arrabbiato con me stesso più che con la squadra”.
Il segreto, allora diventa “incuriosire i giovani, stimolarli sui risultati e sulla loro crescita. Io mi reputo fortunato, dal punto di vista della mentalità. Chi mi ricorda il mio modo di giocare tra i calciatori che ho in rosa? Direi Giuseppe Carriero, per aggressività e tiro dalla distanza”.
L’oro del Monopoli, però, è in attacco: 11 reti tra Jefferson e Fella. “Ma non solo per i numeri che hanno in attacco, quanto per l’atteggiamento. Non disdegnano mai una corsa per tornare indietro, lanciano il primo pressing. Danno un messaggio fondamentale a tutta la squadra”.
PROMESSE E TUFFI
Una carriera con la valigia in mano, un sogno nel cassetto: “Da calciatore sono stato solo tre anni in una società, alla Reggiana. Ora a Monopoli sono al terzo anno, mi piacerebbe tanto aprire un ciclo ma servono i risultati. Restare qui a lungo mi piacerebbe, è una società in costante crescita”. Il prossimo avversario, ora, si chiama Rende e la mente dell’alleantore corre alla primavera 2018.
Il Monopoli vinse in Calabria e lui festeggiò con un tuffo in mare con 15 gradi all’esterno. “Loro vengono da due risultati importanti, tra Sicula Leonzio e Catanzaro. Hanno giovani interessanti e giocheranno con il demonio nel cuore. Rende due anni fa fu il crocevia del nostro campionato: eravamo in lizza per i playoff entrambe e vincendo noi ipotecammo la qualificazione”.
Questa volta Scienza alza il tiro: “Magari, se finiamo il girone di andata nelle prime 4-5 posizioni, un bagno ci può stare”. Sarà il 16 dicembre. Ma per chi ha come simbolo un gabbiano, simbolo del volo, cosa può essere un bagno in mare fuori stagione?
Lecce, contro il Sassuolo per aprire un nuovo ciclo. Le probabili formazioni.
Archiviato il turno infrasettimanale con il pareggio ottenuto a Genova contro la Sampdoria, si ritorna a giocare al “Via del Mare“. Il Lecce in serie positiva da tre turni grazie ai pareggi ottenuti contro Milan, Juventus e, appunto, Sampdoria affronta il Sassuolo di Roberto De Zerbi che è senza dubbio uno dei migliori allenatori emergenti del nostro calcio. Entrambe appaiate a 9 punti in classifica le due formazioni cercheranno di prevalere l’ una sull’ altra a ritmo di bel gioco, così come nel credo dei loro allenatori. Soprattutto il Sassuolo dovrà cercare di riscattare la sconfitta casalinga di mercoledì scorso per 2-1 contro la Fiorentina, mentre per il Lecce oggi è una ghiotta occasione per fare un grosso balzo in classifica.
Le probabili formazioni di Lecce-Sassuolo (ore 15:00)
LECCE (4-3-1-2): Gabriel; Meccariello, Rossettini, Lucioni, Calderoni; Tabanelli, Petriccione, Mancosu; Shakov; Falco, Lapadula. ALL.: Fabio Liverani.
SASSUOLO (4-3-3): Consigli; Muldur, Marlon, Romagna, Peluso, Traorè, Obiang, Locatelli; Berardi, Defrel, Boga. ALL.: Roberto De Zerbi.
Danilo Sandalo
Tredicesima Giornata Serie C Girone C: il Bari ospita la Vibonese, match clou Potenza-Reggina, trasferte per Bisceglie, Francavilla e Monopoli
Per la tredicesima giornata del girone C di Serie C oggi è programma alle 20.45 l’anticipo tra Catanzaro e Avellino. Da segnalare domani alle ore 15.00 il Bari, che ospiterà la Vibonese nel tentativo di recuperare i sei punti di ritardo dalla vetta della classifica, mentre il Monopoli e la Virtus Francavilla saranno di scena rispettivamente a Rende ed a Rieti. Completano il programma delle gare delle ore 15.00 Paganese-Catania, Sicula Leonzio-Cavese e Ternana-Picerno.
Alle 17.30 invece il Bisceglie sarà di impegnato sul terreno del Teramo. Alla stessa ora si disputeranno anche Casertana-Viterbese e lo scontro al vertice tra le prime due della classe tra Potenza e Reggina.
Ghirelli (presidente Lega Pro): “Il nostro calcio in una fotografia con il gesto di fair play di un bambino”.
“C’è una foto che colpisce e che rende il senso più grande del calcio. E’ un bambino con la casacca da raccattapalle che al termine della gara, dopo una sconfitta, tende la mano ad un calciatore del Bisceglie seduto a terra.
E’ un’immagine che nella sua semplicità può non far notizia, ma accoglie e diffonde il messaggio del nostro calcio, che mette in campo valori, confronto e fair play e, in questo caso, ne è ”ambasciatore” un bambino”.
Queste le parole di Francesco Ghirelli, presidente Lega Pro, che anticipa un’iniziativa legata a questo gesto.
“Questo è un grande gesto ed una sorta di “lezione”, che meritano di essere riconosciuti. In accordo con il Bisceglie, inviteremo il bambino con la sua famiglia in Lega Pro per un riconoscimento e per mostrare al piccolo il nostro “percorso di valori”, che abbiamo allestito in sede tra foto di gesta di campioni in campo e nella vita”.
Sampdoria-Lecce 1-1: Ramirez allo scadere beffa i giallorossi.
Finisce con un pareggio per 1-1 la sfida tra Sampdoria e Lecce. Sebbene l’ imperativo della vigilia fosse tornare da Genova con una continuità di risultati, alla fine il responso del campo lascia un pò l’ amaro in bocca ai ragazzi di Liverani. Infatti la Sampdoria dopo essere stata sotto per tutti i 90 minuti di gara trova il gol allo scadere con Ramirez che di testa batte il portiere Gabriel vanificando l’ estremo tentativo di Petriccione di evitare il gol.
Niente drammi perchè il Lecce seppur privo di diversi titolari ha dimostrato ottima capacità di gioco e di palleggio, con Lapadula che finalmente ha trovato la via del gol e Shakov che ha dimostrato di non essere un oggetto misterioso.
La squadra ha evidenziato ancora una volta ampi segnali di crescita, pagando solo quel pizzico di inesperienza che è umanamente comprensibile se si considera che si tratta di una neopromossa con molti giocatori alla loro prima apparizione nel massimo campionato di Serie A.
Il Lecce visto oggi lascia ben sperare per il futuro per il raggiungimento della salvezza, ma sopratutto lascia a Liverani sempre più scelta nello schieramento della formazione.
Domenica al “Via del Mare” arriva il Sassuolo di De Zerbi, una partita che promette senza dubbio spettacolo e in cui si affronteranno due degli allenatori emergenti più bravi e spettacolari che il nostro calcio possa vantare.
Danilo Sandalo